Siena: Col naso all’insù

Un centro storico antico e rinomato quello senese, finito sulle prime pagine dei giornali nazionali per un fatto di cronaca piuttosto grave. Ci riferiamo naturalmente al tragico incidente che è costato la vita ad Alain Emphoux, turista francese venuto in vista a Siena durante i giorni del Palio.
Da quel giorno, il 15 agosto scorso, da quella maledetta caduta di un pezzo del capitello della terrazza situata in piazza Tolomei i senesi hanno cominciato ad osservare la loro città con occhi diversi.
Lo sguardo, anzi il naso, ora è all’insù, verso quegli angoli nascosti di palazzi, finestre, tegole e terrazze ai quali in pochi fin’ora si erano interessati.
Da qui l’idea della nuova inchiesta dal titolo “Col naso all’insù”. Il nostro intento sarà quello di attraversare le vie del centro senese con un occhio rivolto verso l’alto nella speranza di individuare elementi strutturali dei nostri palazzi da monitorare con un po’ più d’attenzione.

Il nostro viaggio partirà dalla zona del Battistero: tra via di Città, via dei Pellegrini e via dei Fusari. Tutte vie abbastanza frequentate dai turisti, specialmente in questa parte dell’anno, visto il collegamento fra Piazza del Campo e il Duomo, costernato da splendidi palazzi d’impianto medievale come palazzo Monaldi, palazzo Crocini e palazzo Patrizi. 

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Ma partiamo dall’inizio del nostro cammino. In via di Città, all’altezza della Costarella, notiamo subito una terrazza di un palazzo, che da su Piazza del Campo, ridotta piuttosto male, specie nella parte inferiore, dalla pavimentazione ai capitelli che la sorreggono. Un palazzo antico, certamente, di cui in pochi però notano taluni particolari. Girando l’angolo in via dei Pellegrini, direzione Duomo, molti altri sono i palazzi con pezzi di cornicione sbriciolati. Ma il particolare che più ci incuriosisce lo troviamo, sempre col naso all’insù, all’inizio di via dei Fusari, dietro il battistero. A sostegno dell’arco situato all’inizio della strada sono presenti delle vecchie travi di legno le quali sembrano ormai adibite ad alloggi per piccioni. Ebbene ad uno sguardo più attento, notiamo subito lo stato di corrosione del legno, causato dall’alta presenza di guano e naturalmente dal passare del tempo. Un maggiore controllo delle struttura di queste sarebbe auspicabile tanto più che nei giorni di festa della contrada della Selva proprio sotto quelle travi potrebbero trovarsi dei tavoli disposti al convivio contradaiolo. Per oggi la nostra passeggiata finisce qui con la promessa che molte altre zone della città saranno osservate nei prossimi giorni dal nostro “naso” vigile e attento.

Sara Corti per sienanews

Siena: Col naso all’insùultima modifica: 2010-08-29T16:37:32+00:00da minobezzi1
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