Firenze: Il Quartetto Ebène

A sei anni dall’ultima apparizione nei cartelloni degli Amici della Musica, il Quartetto Ebène ritorna a Firenze per un doppio ed eterogeneo appuntamento, Sabato 11 (ore 16) e Domenica 12 Febbraio (ore 21) al Teatro della Pergola, per il ciclo Il mondo del Quartetto. Due concerti che confermano al dinamica versatilità, la travolgente naturalezza nel muoversi fra generi diversi di questa formazione d’archi tutta francese, grande rivelazione del Concorso Internazionale ARD (2004), entrata nella lista “New Generation Artistis” della BBC e oggi fra i più importanti quartetti della scena internazionale. Nell’appuntamento pomeridiano di Sabato, il Quartetto Ebène si cimenta in alcune delle più tradizionali pietre miliari della letteratura cameristica, come il Quartetto KV 465 “Le dissonanze” di Mozart, il Quartetto D 804 “Rosamunde” di Schubert, il Quartetto n.1 op.11 di Ciaikovsky; ma in quello serale di Domenica, i quattro dell’Ebène si scatenano, complici le percussioni di Richard Héry e la regia elettronico-sonora di Fabrice Planchant, in un un’incursione di gusto cross-over fra rivisitazioni che toccano l’ipnotico jazz di Miles Davis (All blues) e di Nick Roubanis (Misirlou twist, utilizzato nel film Pulp Fiction),  l’intensa Streets of Philadelphia di Bruce Springsteen (scritta per un’altra celebre pellicola, Philadelphia), e il Charlie Chaplin autore di Smile per Tempi Moderni. Un programma che non mancherà di mettere in luce il carisma scenico e musicale del Quartetto Ebène, costituito nel 1999 da quattro promettenti allievi del Conservatorio Nazionale di Boulogne-Billacourt (Pierre Colombet e Gabriele Le Magadure, violini; Mathieu Herzog, viola; Raphaël Merlin, violoncello), poi cresciuto sotto la guida del noto Quartetto Ysaÿe e del compositore Gyorgy Kurtag, oggi invitato ad esibirsi nei maggiori festival d’Europa e protagonista di incisioni premiate dalla critica, rivelatrici di come la medesima passione possa essere riversata nei generi musicali più diversi.

 

Note al programma (dal cd EMI/Virgin)

“Un quartetto d’archi che riesce a trasformarsi facilmente in una jazz band”

(New York Times)

 

Era da tempo che il Quartetto Ebène voleva arricchire la propria dimensione classica, come avvenuto ad altri musicisti in passato, sperimentando nuovi territori di improvvisazione musicale. In tal senso, quest’audace ma sapiente svolta rappresenta anche un momento di crescita che permette al quartetto di dedicarsi alla musica da camera con rinnovato entusiasmo.

 

Questa motivazione, unita ai molteplici interessi dei singoli musicisti per tutti i generi musicali, contribuisce a creare una vibrante miscela fatta di musica jazz, pop e colonne sonore cinematografiche. Grazie ad una interessante selezione di pezzi che vanno da Come Together dei Beatles a Footprints di Wayne Shorter, il Quartetto Ebène dona un tocco di colore alle sale concertistiche di tutto il mondo. Il percussionista Richard Héry e l’ingegnere del suono Fabrice Planchat completano un quartetto in continua evoluzione.

 

“The Other Ebène”, progetto virtuosistico incentrato sugli strepitosi arrangiamenti del Quartetto Ebène, ha già superato ogni aspettativa di successo. L’innovativa versione di Misirlou, resa famosa da Pulp Fiction di Quentin Tarantino, è già diventata un classico. Con questo cd il Quartetto Ebène dimostra ancora una volta di essere un esempio per chi crede nell’arricchimento e nella possibilità di espansione del panorama della musica classica – settore tradizionalmente poco incline ad avventurarsi oltre i propri confini.

 


 

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