16/05/2012

Cortona (AR): Pietro da Cortona

...Allegoria della Divina Provvidenza (Palazzo Barberini, Roma) particolare

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11/05/2012

Firenze: Amerigo Vespucci

Comitato Vespucci

......nel 500mo anniversariio della morte

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04/05/2012

Pisa: Ricordando Piero Consani

Ad un anno da quando Piero ci ha lasciati, Il Portone lo ricorda in vernacolo.
Giovedì 17 maggio 2012 alle ore 16,00 presso la Sala Convegni della Stazione Leopolda (via F. Da Buti) alcuni amici autori leggeranno poesie e prose vernacole scritte per lui, ed altri leggeranno invece alcune cose scritte da lui.
E' il modo migliore per ricordarlo e per stringerci intorno a Fiorella.

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03/05/2012

Pisa: Antonio Pacinotti



MAURO DEL CORSO (*) per toscanaoggi

Non a caso Antonio Pacinotti aveva dato a due suoi quadernetti, oggi conservati alla Domus Galileiana, l’emblematico titolo di Sogni. Che il grande scienziato pisano così commentava nel 1911, in occasione delle solenni celebrazioni tributategli per il cinquantenario del suo anello elettromagnetico: Non avevo ancora nessuna idea precisa su ciò che desideravo ottenere... già mi balenava alla mente l’importanza grandissima che avrebbe avuta la creazione di una macchina capace di trasformare il lavoro meccanico in elettricità. Erano annotazioni le mie, perciò le intitolai Sogni... ero giovane allora ed entusiasta, sognavo... la realtà della vita fu ben diversa.

Una vita passata nel segno della scienza, ma anche di Pisa: dove era nato il 17 giugno 1841, festa del patrono San Ranieri e in cui spegnerà nelle notte a cavallo tra il 24 e 25 marzo 1912, tradizionale inizio del Capodanno Pisano. Figlio di un altro fisico, Luigi, docente all’ateneo pisano, e della contessa Caterina Catanti, di Calci, la sua casa – al n. 24 della solenne via Santa Maria – si trovava profeticamente annessa al Gabinetto di Phisica technologica et mechanica probanda, diretto dal padre e voluto nel 1840 dal granduca Leopoldo II.

Ammesso all’università a soli quindici anni (con il privilegio di maestri di matematica del calibro di Enrico Betti ed Ottaviano Mossotti, per tacer di altri), già da allora sviluppò la sua passione per gli studi elettromagnetici, giungendo alla geniale intuizione dell’anello, con cui poter generare tensione elettrica imprimendogli una rotazione, e viceversa. Idea che non lo abbandonò neanche durante la guerra d’Indipendenza del 1859, quando, proprio a Goito, capì come perfezionarla. Già a diciannove anni aveva così ideato la dinamo ed il motore a corrente continua, che fece poi inventariare – con modestia – con il semplice nome di macchinetta elettromagnetica. Prezzo L. 120.

E proprio questa semplicità e modestia, tratti fondanti del suo carattere e profilo di vita, non gli giovarono. Dopo la laurea, presa a vent’anni, tenne insegnamenti all’università di Firenze, all’istituto tecnico di Bologna ed all’ateneo di Cagliari, dal 1873 al 1881, quando successe nella cattedra del padre a Pisa. Già nel 1861, nel corso di una missione a Parigi, aveva visitato le Officine Dumoulin, intrattenendosi a lungo – con quel tratto di umana spontaneità che lo distingueva – con il capofficina, il belga Zenobio Gramme, che subito colse la genialità della scoperta e la realizzò, registrandola a suo nome, proprio con quegli strumenti che il ventenne professore pisano era andato a cercare all’estero.

Ci volle un contenzioso lungo e difficile tra l’astuto ed ormai ricco inventore d’oltralpe ed il nostro giovane italiano. Ancora nel 1884 il grande scienziato Galileo Ferraris doveva pubblicamente ricondurre a Pacinotti la paternità della macchina elettrica a spirale ma, anche se ancor oggi a Liegi – patria del Gramme – troneggia una sua statua in memoria della scoperta, alla fine vinse la giustizia (...altri tempi). Che oggi, infatti, non è più in discussione.

Non a caso per la morte di Antonio Pacinotti – Accademico dei Lincei, dal 1906 già Senatore del Regno e Consigliere comunale a Pisa – Vitttorio Emanuele II scriveva alla vedova: Mi associo di cuore al suo lutto, che è lutto nella scienza, la quale perde nella persona del sen. Pacinotti uno dei suoi più illustri cultori. E sarà lo stesso cardinale Pietro Maffi, il vescovo scienziato, a celebrarne le esequie e tesserne l’elogio funebre nella chiesa di San Sisto in Cortevecchia il 26 marzo 1912.

Anche se, e questa forse è la misura della dimensione umana più bella e più grande di Pacinotti, a vegliarne la salma nella camera ardente furono i suoi studenti. Gli stessi che cercarono poi di far argine, inutilmente, alla folla incontenibile al seguito del feretro che voleva dargli l’ultimo saluto nel Camposanto Vecchio, sulla piazza del Duomo, dove riposa.

Dopo le solenni onoranze nazionali già in vita nel 1911 ed i ricordi del 1941 e del 1991, di nuovo, in questo anniversario del centenario della morte, Pisa ha voluto celebrare questo suo grande figlio e scienziato, con un programma di ampio respiro. L’inizio è stata la commemorazione ufficiale dello scorso 24 marzo, prima in Camposanto Vecchio e subito dopo nell’Aula Magna Storica della Sapienza, con un’iniziativa del Comune, l’Università degli Studi, la Fondazione Galileo Galilei, Gli amici dei Musei e Monumenti Pisani ed il Rotary Club Pisa Pacinotti. Occasione in cui il sindaco Marco Filippeschi ha potuto così fare pubblicamente anche il punto del costituendo Museo della Scienza e della Tecnica – la Cittadella galileiana – nel complesso dei Vecchi Macelli, destinati anche ad ospitare la mostra pacinottiana che si terrà dal prossimo 22 settembre al 23 ottobre, sotto l’egida del patrocinio del Senato della Repubblica E in occasione della quale sarà edito un numero unico della rivista Amici dei Musei dedicato proprio alla figura ed all’opera di Antonio Pacinotti.

(*) Presidente della sezione pisana Amici dei Musei

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01/05/2012

Lucca: Giacomo Puccini in tre musei


 

Per l'edizione 2012 di “Amico Museo”, manifestazione promossa dalla Regione Toscana, volta alla valorizzazione delle molte realtà museali, il 12 e 13 maggio, week end speciale dedicato alle Case della memoria - le case-museo dedicate a personaggi illustri - i tre musei pucciniani hanno scelto di aderire con una proposta inedita: un itinerario unico alla scoperta dei luoghi legati al Maestro esistenti sul territorio provinciale.

Per questo appuntamento speciale il Museo casa natale di Lucca, il Museo Casa dei Puccini di Celle e la Villa  Puccini di Torre del Lago -grazie al sostegno e alla collaborazione della Provincia di Lucca- propongono un tour guidato (il cui programma è più avanti) nei luoghi così cari e significativi per il Maestro. 

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27/04/2012

Forte dei Marmi (LU): Ugo Guidi

Un primo maggio con tutti i Comuni della Versilia storica, insieme per rendere omaggio a Ugo Guidi, in occasione del centenario della nascita.

Martedì, infatti, è in programma l’inaugurazione della statua “I Buoi”, opera del Maestro. L’appuntamento è in piazza Dante alle 18.00, dove si formerà il corteo, guidato dal sindaco Umberto Buratti, accompagnato dai colleghi di Pietrasanta, Seravezza e Stazzema, invitati alla cerimonia,  che si dirigerà al Monumento ai Lavoratori del Mare. Qui sarà deposta una corona. Quindi si proseguirà  verso piazza Garibaldi per l’inaugurazione della statua.

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19/04/2012

Firenze: Aldo Gonnelli

Sabato 28 aprile la Gonnelli Casa d'Aste – all’interno degli storici locali della Libreria Antiquaria Gonnelli – ospiterà una vendita all'asta molto particolare. I lotti che verranno presentati al pubblico, infatti, provengono tutti dalla proprietà di Aldo Gonnelli (1895-1971), libraio, bibliofilo, collezionista d'arte e figlio di Luigi, fondatore dell’omonima Libreria Antiquaria Gonnelli: un patrimonio assai ricco e curioso costituito da libri antichi e da dipinti dell’800 e ‘900.

Opere d’arte mai rese visibili, se non nei decenni passati quando, sotto la guida di Aldo Gonnelli - uomo di cultura, intellettuale e grande collezionista - la Libreria divenne un importante luogo di incontro per artisti e letterati del tempo: Gabriele D’Annunzio, Giovanni Papini, Ferdinando Martini, Benedetto Croce e Giuseppe Prezzolini. Negli stessi anni la Saletta Gonnelli fu altresì luogo di numerose esposizioni che segnarono l’esordio o l’affermazione di grandi artisti, fra i quali Giorgio De Chirico, Primo Conti e Ottone Rosai e, allo stesso tempo, offirono visibilità ad artisti emergenti del calibro di Enzo Pregno e Paulo Ghiglia.

Le prime due sessioni di vendita (alle ore 11 ed alle ore 15) vedranno un susseguirsi di 400 libri antichi con una base d’asta molto attraente, tra i quali si segnala una rara edizione veneziana settecentesca de “La puttana errante” di Pietro Aretino (base d’asta 1000 euro); “Memorie del calcio fiorentino” del 1688 di Giovanni Bardi con le celebri vedute di Piazza S.Croce e le squadre dei calcianti (base d’asta 1500 euro); “Usi e costumi di Napoli” del 1853, con firma autografa dell’autore Francesco de Burcard (base d’asta 1000 euro); la prima edizione italiana de “L’origine dell'uomo” di Charles Darwin del 1871 (base d’asta 100 euro); la prima rara edizione “De gli habiti delle religioni con le armi” del 1626 di Odoardo Fialetti (base d’asta 3000 euro); un erbario del Mattioli nell’edizione veneziana del 1557 con centinaia di xilografie raffiguranti piante botaniche (base d'asta 1500 euro); “De conceptu et generatione homini” di Jakob Rueff del 1580, uno dei più celebri libri figurati di medicina del '500 ed un fondamento dell’ostretricia (base d’asta 2000 euro); le piante del palazzo e dei giardini raffigurati nella “Dichiarazione dei disegni del Reale Palazzo di Caserta” di Luigi Vanvitelli stampato a Napoli nel 1756 (base d'asta 2600 euro).

La terza e ultima sessione di questa vendita all'incanto, che si terrà a partire dalle ore 18 di sabato, presenterà una selezione di opere pittoriche raccolte da Aldo Gonnelli nel corso della sua vita:

80 dipinti del XIX e XX secolo, esempi della tradizione pittorica toscana e non solo, fra i quali spiccano i nomi di Enrico Pollastrini, Stefano Ussi, Adolfo Tommasi, Carlo Domenici, Arturo Faldi, Paulo Ghiglia, Gino Romiti, Mario Bucci, Raffaello Lopez, Giovanni Colacicchi, Eugenio Scorzelli, Edoardo Tofano, Giovanni Costetti, Alceste e Giovanni Campriani, Renzo Crivelli, nonché quelli di alcuni artisti internazionali come Robert Watson, George F. Schultz, José Echena ed altri.

 

Esposizione lotti:

La lunga esposizione dei dipinti inizierà martedì 10 aprile e sarà visibile fino al 26 aprile negli orari di apertura della Libreria, martedì-sabato ore 9-13 e 15.30-19.

Venerdì 27 aprile l'esposizione sarà aperta solo la mattina dalle 9 alle 13.

L’esposizione dei libri inizierà sabato 21 aprile fino al 26 aprile.

Catalogo on-line e partecipazione all'asta live su Internet dal nostro sitowww.gonnelli.it/aste

 

Sessioni di vendita:

Prima sessione di vendita: sabato 28 aprile ore 11 – libri

Seconda sessione di vendita: sabato 28 aprile ore 15 – libri

Terza sessione di vendita: sabato 28 aprile ore 18 – dipinti

 

Catalogo disponibile da settembre anche sul sito internet www.gonnelli.it

 

GONNELLI CASA D'ASTE

Via Ricasoli 6-14r-16r, 50122, Firenze

Tel 055 268279 – Fax 055 2396812

www.gonnelli.it – aste@gonnelli.it

abacus

 


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Prato: Il marmo verde di Prato

Immagine articolo - Il sito d'Italia

 Il Centro di Scienze Naturali di Galceti esce dai suoi confini e si trasferisce simbolicamente nel cuore del centro storico per presentare una delle meraviglie che hanno reso Prato famosa nel mondo: il marmo verde del Monteferrato. 

 

Sarà inaugurata venerdì 20 alle 18 alla Saletta Valentini di via Ricasoli la mostra " Verde&Marmo, un dialogo tra arte e natura", realizzata dal Centro di Scienze naturali e dall'assessorato alla Cultura del Comune in collaborazione con il Museo del Tessuto e Gida.

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17/04/2012

Firenze: Italo Calvino e la sua famiglia

 


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LA FAMIGLIA CALVINO

 

di Elena Accati

‘Tra i miei famigliari - leggiamo in uno scritto di Italo Calvino, uno dei più grandi e amati scrittori del novecento - solo gli studi scientifici erano in onore, un mio zio materno era un chimico professore universitario, sposato a una chimica anzi ho avuto due zii chimici sposati a due zie chimiche; mio fratello è un geologo, professore universitario…Il sapere dei miei genitori convergeva sul regno vegetale, le sue meraviglie e virtù …Mia madre non usciva mai dal giardino etichettato pianta per pianta, dalla casa tappezzata di bouganvillea, dallo studio con il microscopio sotto la campana di vetro e gli erbari….’
Anche se Italo Calvino volta le spalle a quanto i genitori gli avrebbero potuto insegnare e viene attratto dalla vegetazione delle frasi scritte, la sapienza dei genitori  il loro amore, passione,  interesse per la ricerca  in agricoltura, nel settore delle scienze naturali e della floricoltura traspare nella maggior parte dei suoi scritti. 
Il padre Mario Calvino nato a Sanremo nel 1875  si laurea in Scienze agrarie all’università di Pisa,  diviene Direttore della cattedra Ambulante di Agricoltura di Porto Maurizio nel 1901 , quindi lavorerà in Messico per circa due decenni, per poi dirigere a Cuba la Stazione Agricola Sperimentale dell’Avana . 
Dal 1920 sarà al suo fianco Eva Mameli, sarda , donna di forte temperamento, anticonformista , profonda studiosa di botanica,  fisiologia e biologia  vegetale che consegue la libera docenza in botanica, prima donna in Italia, nel 1915. I suoi ideali e il suo rigore scientifico la porteranno insieme al marito a dare vita all’Istituto sperimentale per la Floricoltura di Sanremo, destinato a diventare il più importante d’Italia e tra i primi in Europa. 
In uno dei rarissimi cenni autobiografici in cui parla di sua madre Italo Calvino la definisce “la maga buona che coltiva gli iris”.

Presso l’Accademia dei Georgofili,  si terrà un convegno su “La famiglia Calvino” in cui la professoressa Elena Accati svolgerà una relazione su Eva Mameli Calvino

(FOTO da wuz.it : Eva Mameli Calvino insieme al figlio Italo) 

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16/04/2012

Lucca: Carlo Petrini


 E' morto nell'ospedale di Lucca Carlo Petrini, ex attaccante della Roma. Aveva 64 anni. Cresciuto nelle giovanili del Genoa, ha vestito anche la maglia del Milan e del Torino. Negli ultimi anni era diventato celebre per le pesanti accuse mosse al mondo del calcio in merito a doping e calcioscommesse. Nella sua 
ultima intervista a Tgcom24 aveva tuonato: "Criminalità e scandalo sui calciatori gay faranno esplodere il calcio".
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14/04/2012

Pontassieve (FI): Venturino Venturi


 

In “ricordo di Venturino”, a dieci anni dalla sua morte, si apriranno al pubblico nel mese di aprile tre mostre a Fiesole, Pontassieve e Prato volte a riproporre la figura dell’artista, tra i più significativi del Novecento in Toscana. 

Le tre esposizioni fanno parte di una serie di iniziative - mostre, incontri e pubblicazioni - nel segno di Venturino (1918 – 2002). 

Se la prima mostra a Fiesole indaga il rapporto dell’artista con il sacro, la seconda a Pontassieve verte su un anno cruciale della sua vita, il 1958, quando ricoverato nell’ospedale psichiatrico di San Salvi, riprende a disegnare avviandosi alla guarigione. Sono di questo momento i suoi straordinari Pinocchi che riescono a restituirci l’anima di questa immortale creatura. A Prato saranno invece esposte le opere di soggetto sacro acquisite per il Museo dell’Opera del Duomo e per il Palazzo Vescovile. 

“Venturino Venturi è senza dubbio”, scrive Antonio Natali direttore della Galleria degli Uffizi, “uno dei non molti artisti italiani che possa vantare una dimensione internazionale. Lo asserisco a dispetto d’una considerazione di lui, talora, paradossalmente, appena regionalistica. Proprio in virtù d’un siffatto convincimento tre anni or sono un suo lirico bronzo del 1952 è entrato agli Uffizi, nell’aula severa della chiesa di San Pier Scheraggio – dimora attuale dell’espressione del Novecento - dove sono cinque i lavori del secolo passato di Corrado Cagli, Marino Marini, Renato Guttuso, Alberto Burri e infine la Donna seduta di Venturino. Artefici reputati tutti di caratura internazionale”. 

Il 14 aprile sarà la volta della mostra “Venturino Venturi 1958” nella Sala delle Colonne a Pontassieve, organizzata dal Comune con l’Archivio Venturino Venturi, che indaga un anno cruciale della vita e della produzione dell’artista, il 1958, quando Venturino riprendere la propria attività dopo la crisi depressiva che lo aveva colto al termine dell’impresa del Parco di Collodi nel 1956. Ancora ricoverato nell’ospedale psichiatrico di San Salvi a Firenze, i medici gli concessero di disegnare e così si avviò alla guarigione. 

In mostra a Pontassieve una selezione di 17 grandi dipinti su carta a tempera e matita a cera, di cui 10 inediti, e il grande Autoritratto in pietra serena. “Venturino a San Salvi ottenne dei grandi fogli di carta, e lì, chino sul pavimento, furiosamente dipinge, disegna, solcando la carta come tante volte aveva solcato la pietra e il cemento”. L’artista vi interviene, spesso con brillanti e drammatici rossi, i cui motivi diverranno di lì a poco quelli del Venturino ‘informale’ dei primi anni Sessanta, con carte segnate da rivoli di denso colore in forma di tracce orizzontali e verticali. 

I fogli non hanno limiti di superficie e Venturino vi traccia figure di uomini, donne e cavalli e soprattutto Pinocchio. E’un Pinocchio rappresentato con una forza e una sintesi mai raggiunte prima, un Pinocchio doloroso, alle origini stesse del suo Mito. 

Inaugurazione sabato 14 aprile ore 16.30 

Sala delle Colonne del Comune 
via Tanzini 32, Pontassieve 
Martedi giovedi domenica ore 16-19, mercoledì venerdì sabato 9.30-12.30 
Ingresso libero

 

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24/03/2012

Pisa: Antonio Pacinotti

...oggi ne ricorre il centenario della morte

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23/03/2012

Carrara: Pietro Tagliazucchi

 
 
1958: Ragnatela con ragno e mosca, marmo bianco di Carrara

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22/03/2012

Viareggio (LU): Rivivere gli anni magici della città

 

Diventare depositario e promotore del patrimonio storico-culturale della propria città, proteggendolo dal degrado e dall’oblìo: ecco cosa si propone l’ambizioso seminario di storia culturale viareggina ideato e condotto da Riccardo Mazzoni, ricercatore, scrittore e regista a cui si devono alcune delle più significative iniziative culturali degli ultimi anni, in collaborazione con l’Associazione culturale “Terra di Viareggio”.L’obiettivo formativo è la conoscenza della storia culturale di Viareggio in tutte le sue peculiarità, con particolare riguardo al periodo aureo della città che va dalla fine dell’Ottocento alla Seconda guerra mondiale.

 

Il seminario si rivolge a tutti i cittadini: studiosi, insegnanti, appassionati con forti motivazioni verso la ricerca e la valorizzazione della memoria storica. Lo svolgimento prevede tre serate di studio dedicate all’acquisizione delle fonti documentarie fondamentali (archivistiche, bibliografiche, giornalistiche, iconografiche, mediatiche, orali) per ogni ricerca sulla storia culturale di Viareggio, privilegiando il periodo compreso tra la fine dell’Ottocento e il 1940 (arte, architettura, letteratura, cinema, teatro, musica, spettacolo, tradizione, costume, manifestazioni, problematiche, misteri, personaggi) e all’applicazione delle cognizioni e delle competenze acquisite nell’elaborazione di percorsi di studio motivati da interessi e passioni personali.

Gli incontri si terranno presso il suggestivo spazio teatrale “Sala Leonardo Pacini” adiacente alla chiesa di S. Antonio con entrata da via S. Francesco.  I primi due incontri sono in programma per giovedì 19 aprile e venerdì 20 aprile a partire dalle ore 21. Il terzo incontro, in data da concordare, verterà sulle ricerche condotte in prima persona dai partecipanti al seminario. Si è privilegiato l’orario serale per consentire una più ampia partecipazione.

Sono aperte le iscrizioni. Per tutte le informazioni e la quota d’iscrizione si prega di a scriverericma61@yahoo.it.

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20/03/2012

Carrara: Pietro Tagliazucchi

ragnatela di marmo

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19/03/2012

Vicchio (FI): La casa natale di Giotto

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17/03/2012

Tresana (MS): Sindaco americano alla ricerca delle proprie radici

 
il Sindaco di Toulon nell’Illinois (USA) Richard Collins in visita a Tresana. A Tresana C/o Municipio, ha fatto visita il Sindaco di Toulon nell'Illinois (USA) Richard Collins di origine tresanese. Richard Collins accompagnato dalla moglie e dalla zia è un pronipote di tal Garibaldi Raffaelli emigrato da Barbarasco verso gli Stati Uniti attorno al 1890 e ci cui si erano perse le tracce.

Nei giorni scorsi il Major di Toulon, Richard Collins, Comune dell'Illinois aveva inviato una mail al Sindaco di Tresana Oriano Valenti con la lo rendeva partecipe di questo avvenimento finalizzato a conoscere i luoghi dove era nato e vissuto il nonno prima di imbarcarsi per gli USA oltre un secolo fa. Il Sindaco di Tresana rispondeva che era ben felice di ospitare un "collega" di oltre oceano le cui radici sono localizzate a Barbarasco e dintorni, dove tutt'ora risiedono diversi parenti (Raffaelli appunto) i.

La famiglia Collins si tratterà a Barbarasco di Tresana per alcuni giorni.
(servizio e foto ilbinocolo.net) www.ilbinocolo.net
 
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Siena: Francesco Bernardi detto il Senesino

francescobernardi_ilsenesino

...il contraltista preferito da Haendel

13/03/2012

Firenze: Luigi Cherubini

Giovedì 15 marzo alle ore 18.00, presso il Foyer del Teatro della Pergola di Firenze, Auser Musici, in collaborazione con gli Amici della Musica Firenze, presenta il compact disc Cherubini: Arias and Overtures from Florence to Paris, frutto delle iniziative che nel 2010 hanno celebrato il 250° anniversario della nascita di Luigi Cherubini.

Assieme al direttore dell'ensemble Carlo Ipata, presentano il CD il critico musicale Francesco Ermini Polacci e alcuni rappresentanti delle istituzioni che con il Palazzetto Bru Zane – Centre de Musique Romantique Française hanno reso possibile la realizzazione del progetto: il presidente della Fondazione Teatro di Pisa Giuseppe Toscano, la dott.ssa Federica Riva del Conservatorio Luigi Cherubini di Firenze e la prof.ssa Carolyn Gianturco della Fondazione Cassa di Risparmio di Pisa.

Come suggerisce il titolo del disco, l'ensemble diretto da Carlo Ipata, assieme al soprano Maria Grazia Schiavo, ripercorre l'arco compositivo di Luigi Cherubini, che dai primi lavori a Firenze lo porta ai successi parigini.
Enfant prodige e figlio di uno dei cembalisti del Teatro della Pergola, la sensibilità di Cherubini è plasmata fin dalle prime esperienze compositive dalla scuola operistica italiana, di cui assorbe gli stilemi pur sviluppando un gusto spiccato e originale per la scrittura orchestrale.
Il disco offre esempi significativi di questo percorso che dalla prima vera opera fiorentina, l'Armida abbandonata, arriva al Démophon, nella cui ouverture si accendono le prime scintille del fuoco preromantico che con Médée porterà Cherubini ad essere uno dei più acclamati compositori d’Europa.
 
Ingresso libero.
 

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09/03/2012

Lucca: Antonio Mazzarosa

 


 La Biblioteca Statale di Lucca ospiterà il convegno “Antonio Mazzarosa: modernità di un lucchese dell’800”, curato in collaborazione con l’Associazione Ponte Volontariato culturale.

In  occasione del 150esimo anniversario della morte del Marchese Mazzarosa (Lucca, 1780-1861) verrà celebrata e valorizzata una personalità poliedrica, di fondamentale importanza nella storia lucchese e nazionale. La presenza degli interventi del Marchese Mazzarosa nei più svariati ambiti, dalla letteratura alle arti visive, dalla musica all’economia, dal campo scientifico della fisica, della chimica e dell’agronomia a quello religioso, nonché i suoi incarichi di governo nello Stato Lucchese, l’attività di relatore ai Congressi degli Scienziati Italiani, l’attenzione verso il mondo produttivo, la partecipazione  alla costituzione della Cassa di Risparmio, verranno illustrati nelle relazioni di Nicola LaganàSebastiano MicheliPaolo Emilio Tomei e Alberto Varetti. Seguirà l’inaugurazione di una mostra bibliografico-documentaria in tema, che resterà aperta fino al 30 marzo.

Antonio Mazzarosa di cui fra pochi giorni ricorre il 150esimo anniversario della morte, fu uno dei più eminenti personaggi lucchesi vissuti a cavallo fra la fine dell'Antico regime e l'unità d'Italia, esponente del liberalismo moderato. Mazzarosa (nato Mansi) fu il sesto e ultimo figlio del nobile Giovan Battista Mansi e di Caterina Massoni, nacque a Lucca il 29 settembre del 1780. All’età di vent’anni cambiò cognome in Mazzarosa perché fu scelto come erede dal marchese Francesco Mazzarosa, ultimo della casata e senza figli, per evitare l’estinzione della famiglia e la dispersine del cospicuo patrimonio.

Ebbe modo di apprezzare l'impulso all'economia dato dal governo di Elisa Baciocchi, sovrana di Lucca dal 1805 al 1814 che incentivò lo sviluppo con opere pubbliche e misure di economia liberale. Nel maggio 1814 fece parte del governo provvisorio costituito dal Senato lucchese, dopo la fine del dominio napoleonico, condizionato pesantemente dall'occupazione militare austriaca mentre il fratello maggiore, Ascanio Mansi, era a Vienna per salvare l'indipendenza dello Stato lucchese.

Con l'arrivo di Maria Luisa di Borbone, la carriera politica di Antonio Mazzarosa fu agevolata dal fatto che il fratello Ascanio Mansi fosse divenuto ministro segretario di Stato, direttore del dipartimento degli Affari esteri e dell’Interno. Nel 1824 Mazzarosa ottenne la presidenza della commissione d’incoraggiamento di belle arti e manifatture e l'anno successivo fu nominato dal duca Carlo Ludovico direttore del Liceo reale, l'università lucchese. Con il 1830 assunse la direzione di tutto il settore della pubblica istruzione del Ducato.

Pubblicò importanti lavori di carattere storico, artistico ed erudito, come la Guida del forestiere per la città e contado di Lucca del 1829, la Storia di Lucca dalla sua origine al 1814 del 1842. Al primo Congresso degli scienziati italiani, tenutosi a Pisa nell’ottobre 1839, sostenne la necessità di un’indagine per conoscere e descrivere tutte le varie pratiche agricole diffuse nella penisola italiana. Con questo fine scrisse Le pratiche della campagna lucchese (1841) a cui seguì Del contadino lucchese. Discorso 1845 testi in cui analizzava le pratiche colturali che rendevano prospero il territorio lucchese e l'ambiente culturale contadino.

Mazzarosa fu tra i promotori del quinto Congresso degli scienziati italiani, svolto a Lucca nel settembre 1843 e da lui presieduto. Fu in contatto con gli esponenti del liberalismo fiorentino come Ridolfi, Capponi e Vieusseux, svolgendo un ruolo di mediazione e di avvicinamento della realtà lucchese a quella toscana, in previsione della reversione dello Stato Lucchese al Granducato, che secondo il Congresso di Vienna sarebbe avvenuta alla morte di Maria Luigia d’Asburgo Lorena.

Con gli eventi del 1848 sperò per Lucca il ritorno in vita della costituzione parlamentare del 1805, si impegno per evitare repressioni nel Ducato. Di fronte chiusura di Carlo Lodovico di Borbone si dimise dai suoi incarichi e manifestò a capo di un corteo di tremila persone chiedendo la liberazione dei detenuti politici, la costituzione di una guardia civica, il riordino delle finanze e una nuova legge sulla stampa. Ma Carlo Lodovico che prese quella manifestazione come una rivoluzione, dopo aver concesso quanto richiesto, si affrettò a trattare segretamente la reversione del ducato, gravato da un enorme debito pubblico, al Granducato di Toscana.

Il passaggio istituzionale avvenuto a sorpresa l'11 ottobre del 1847 fu un'amara sorpresa per i lucchesi e anche per Mazzarosa che non si aspettavano di essere in tutto fusi con il Granducato di Toscana ma di conservare formalmente uno stato autonomo sotto la corona lorenese. Mazzarosa temeva l'impoverimento istituzionale e culturale della piccola capitale, privata della corte e di molti uffici amministrativi. Purtroppo in parte ebbe ragione.

Mazzarosa indignato per la «flagrante violazione dei diritti del popolo lucchese», rifiutò di entrare a farne parte del governo Toscano. Nominato senatore da Leopoldo II il 17 maggio 1848, non partecipò alla vita parlamentare, e ad altri incarichi pubblici. Continuò a dedicarsi agli studi storico-artistici. Mazzarosa guardò con favore all’unificazione italiana che vide proclamata appena 10 giorni prima della morte avvenuta a Lucca il 27 marzo 1861. Vittorio Emanuele II due mesi prima lo aveva nominato senatore del Regno di Sardegna.

loschermo

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08/03/2012

Prato: Francesco di Marco Datini


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03/03/2012

Carrara: Una leggenda della vela

Fra i tanti reperti preziosi di cui dispone il Club Nautico di Marina di Carrara, da sempre protagonista con i suoi equipaggi di regate di ogni classe, c’è un Flying Dutchman perfettamente conservato, completo di attrezzatura da competizione, che il sodalizio ha messo a disposizione di CarraraFiere affinchè possa essere ammirato dagli appassionati e dai tantissimi che hanno disputato, e continuano a regatare su una barca ormai leggendaria.

L’esemplare esposto in fiera nel centro servizi, ha partecipato alle Olimpiadi di Roma gareggiando nelle acque di Napoli ed è stato donato al Club da Valter Bertani, un appassionato velista carrarese, è lungo 6 metri e 9 centimetri, largo 1,70 dotato di un albero di nove metri, ha un piano velico distribuito su 3 vele:la randa di 10,2 mq, il genoa 8,4  e lo spinnaker 21 mq.

La storia di questa barca (la traduzione letterale è Olandese Volante) comincia nel 1951, quando l'architetto olandese Ulike van Essen disegna i piani. Un anno dopo la realizzazione del prototipo vengono aggiunti il genoa e il trapezio e diventa la prima Classe in cui viene consentito l'uso in regata. Nel 1956 si costruiscono i primi scafi in fibra di vetro e nel 1958 una barca in fibra è costruita dall'italiana Alpa - Fiesco. Nel 1960 viene inserito il doppiofondo con  i pozzetti auto vuotanti e il Flying Dutchman esordisce alle Olimpiadi di Napoli restando fra le barche olimpiche fino a Barcellona '92.

Il Flying Dutchman è un monotipo a scafo tondo e deriva mobile destinato a diventare la barca più innovativa della vela sportiva mondiale: una vera e propria formula uno che offre sensazioni uniche.

Una vita agonistica lunghissima per una barca mito ancora molto utilizzata e apprezzata dagli appassionati che utilizzano le tantissime edizioni successive fino alle più recenti versioni Hi-Tech.

Fra i campioni che hanno gareggiato e vinto moltissimo sul Flying Dutchman da ricordare i due equipaggi del Club Nautico Manfredini-Pregliasco e Luca Santella – Flavio Grassi che hanno vinto moltissimo disputando anche le olimpiadi oltre a diverse edizioni dei campionati mondiali.

 


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Siena: Rimpianto per Lucio Dalla

Mi sono lasciato accompagnare per quarant’anni dalle sue canzoni come a voler incidere le emozioni di una generazione, che ci apparteneva ad entrambi. L’ho seguito nel suo ruolo di maestro all’ultimo festival di Sanremo e l’ho applaudito, come sempre, per il tema non facile, le parole della sua canzone e la musica mai ripetitiva, mai banale.

Ora la notizia della sua morte che mi fa vivere il dolore che si prova per la perdita di un amico, di una persona cara. Insieme alla tristezza della notizia torna il ricordo di una intera giornata trascorsa insieme a Siena,quando l’Enoteca Italiana, che dirigevo, l’ha voluto premiare con il suo riconoscimento più prestigioso, il “Dioniso d’Oro”, che, prima di lui aveva ricevuto, 1992, Luciano Pavarotti, il grande tenore, e, nel 1993, Salvatore Accardo, il grande violinista.

L’incontro alla entrata della Fortezza Medicea con il brindisi di benvenuto all ‘Enoteca che l’aveva subito incantato con le sue volte in mattoni, i suoi antichi terrazzi, l’esposizione dei migliori vini italiani. Ricordo la sua meraviglia, alla fine della discesa delle scale che portano ai sotterranei, alla vista delle bottiglie esposte nelle teche nate nel 1960 per dar vita alla prima esposizione permanente come seguito della prima e più importante “mostra mercato dei vini tipici e di pregio d’Italia”, nata nel 1933. Una iniziativa che non poteva non nascere che in quella terra magica che è la Toscana, con Siena assoluta protagonista dei successi e della fama dei nostri vini quale prestigiosa capitale, da sempre, della qualità e della immagine della vitivinicoltura italiana.

Le sue domande seguivano i passi del mio racconto ed a me sono servite a togliermi l’imbarazzo iniziale, aiutato anche dal suo amico architetto che l’aveva accompagnato da Bologna a Siena.

Dopo l’Enoteca e la Fortezza, la Lizza, piazza Matteotti, il Monte dei Paschi, via di Città, piazza del Campo, il Palazzo pubblico con la torre del Mangia e all’interno la Sala dei Nove con il dipinto di Ambrogio Lorenzetti a rappresentare l’allegoria del Buon governo al quale ha dedicato tutta la sua attenzione rimanendo per lungo tempo in silenzio ad ammirare la grande parete dipinta.

Una giornata in giro per Siena a parlare, come vecchi amici, di questa stupenda città, dei suoi monumenti e dei suoi palazzi, del Palio, dell’affresco del Buongoverno, di musica e di poesie, di vino e buon mangiare.

Per il pranzo non avevo prenotato perché volevo non sbagliare, e così, quando ho capito che era persona curiosa, amante della buona tavola e della convivialità, gli ho proposto una trattoria aperta da poco da un giovane e lui, dopo aver chiesto il consenso dell’amico architetto, ha accettato con entusiasmo.

Poi la sua emozione al momento del ritiro del Premio al Teatro dei Rinnovati in occasione della inaugurazione della XXVIII Settimana dei Vini di Siena, quella del 1994.

Da quella sera non ci siamo più sentiti, anche se sono stato tentato più di una volta di disturbarlo in uno dei suoi passaggi a Termoli per le Tremiti,, ma solo per un saluto.

Alla fine della cerimonia è ripartito e, prima di salutare me e il presidente Riccardo Margheriti, ci ha ringraziato per la ospitalità ricevuta e, soprattutto, per essere stato accompagnato alla conoscenza dell’universo vino, così ricco di cultura e di valori. “Se prima lo bevevo e basta- ha detto- ora lo amo”

pasqualedilena@gmail.com

 

Pasquale Di Lena per teatronaturale

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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02/03/2012

Prato: Caro amico, ti canto.....


.......a Prato, domenica in Piazza Mercatale

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01/03/2012

Firenze: Quando Lucio Dalla cantò sul Ponte Vecchio

 

Un ricordo speciale per salutare Lucio Dalla, quello della Provincia di Firenze. Per omaggiare il cantautore bolognese Palazzo Medici Riccardi ha deciso di rendere nuovamente disponibili su Florence TV - web tv istituzionale dell’ente - il video del concerto organizzato dalla Provincia nel 2008 su Ponte Vecchio e intitolato “Dalla canta Cellini”. In quella occasione Lucio Dalla definì Benvenuto Cellini “un punk del Rinascimento”.

Una speciale performance, dai colori e dalle suggestioni specialissime, un concerto-evento ideato ad hoc per rendere omaggio a Firenze, alla sua storia e ai suoi personaggi. E che oggi diventa tributo spontaneo ad una delle voci simbolo della canzone italiana.

Il video è online su www.florence.tv (questo il link esteso: http://www.florence.tv/it-provincia-provincia-la_provinci...) e su www.provincia.fi.it.

 

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Firenze: Quando Lucio Dalla cantò sul Ponte Vecchio

 

Un ricordo speciale per salutare Lucio Dalla, quello della Provincia di Firenze. Per omaggiare il cantautore bolognese Palazzo Medici Riccardi ha deciso di rendere nuovamente disponibili su Florence TV - web tv istituzionale dell’ente - il video del concerto organizzato dalla Provincia nel 2008 su Ponte Vecchio e intitolato “Dalla canta Cellini”. In quella occasione Lucio Dalla definì Benvenuto Cellini “un punk del Rinascimento”.

Una speciale performance, dai colori e dalle suggestioni specialissime, un concerto-evento ideato ad hoc per rendere omaggio a Firenze, alla sua storia e ai suoi personaggi. E che oggi diventa tributo spontaneo ad una delle voci simbolo della canzone italiana.

Il video è online su www.florence.tv (questo il link esteso: http://www.florence.tv/it-provincia-provincia-la_provinci...) e su www.provincia.fi.it.

 

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24/02/2012

Castiglion Fiorentino (AR): Cosimo Serristori

Il libro ha un prezzo di copertina di 16,00, è stato finanziato dall’Ente Serristori e rappresenta  un omaggio al grande benefattore Cosimo che agli inizi del XVIII secolo lasciò in beneficenza tutto il suo vasto patrimonio ai Castiglionesi, patrimonio utilizzato per istruire, nel Collegio Serristori, migliaia di giovani intelligenze.

Il saggio si apre con l’avventura di un notaio che opera nella Firenze del XIV secolo e che lascia agli eredi un cospicuo patrimonio. Il libro ripercorre la storia della Famiglia Serristori di cui, tra il sei-settecento, fa parte Cosimo che, prima di passare a miglior vita, nomina suoi eredi i Padri Filippini di Castiglion Fiorentino. Si rivivono quindi le lunghe lotte per il controllo dell’eredità fino a quando essa cade nella piena disponibilità dei Castiglionesi.

La presentazione del libro è una delle tante ed apprezzabili iniziative della Società Storica Aretina, associazione culturale che si propone la finalità di ricostruire le vicende storiche culturali e di costume del nostro territorio. I soci fondatori sono tutte personalità della cultura che svolgono questa attività non a scopo di lucro.

17:16 Scritto da minobezzi1 in A volte ritornano | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

Lucca: L'ultima imperatrice d'Auistria

 


L’archivio fotografico lucchese si arricchirà presto di quaranta foto dell’ultima imperatrice d’Austria a passeggio nelle vie della nostra città.

Nei secoli, Lucca ha sempre saputo affascinare i personaggi di ogni epoca e anche l’ultima imperatrice dell’Impero asburgico, che nella lucchesìa era nata, veniva in città e nella campagna circostante con tutta la sua famiglia per riposarsi.

“Alcuni dettagli di questo legame – spiega Letizia Bandoni, assessore comunale alla Cultura - sono emersi nell’interessantissimo convegno organizzato a Lucca dall’Università di Lisbona, “Abbattere le Mura”, nel corso del quale mi sono state consegnate, come dono alla città, una quarantina di foto dell’imperatrice e della sua famiglia, che sono appartenute all’erede Otto di Asburgo. Ringrazio quindi Ruy Corita che ha voluto fare questo dono alla città: le foto confluiranno nell’Archivio Fotografico Lucchese che già custodisce tantissimi scatti importanti della città fino dall’origine della fotografia e saranno utilizzate per scopi scientifici e di studio, oltre che per allestire le splendide mostre che sono spesso realizzate per valorizzare il passato di Lucca”.

Zita d’Aburgo, per gli amici, ma il nome completo era Zita Maria delle Grazie Adelgonda Micaela Raffaela Gabriella Giuseppina Antonia Luisa Agnese di Borbone, sposò nel 1911 Carlo di Asburgo-Lorena, al quale dette otto figli, e insieme a lui nel 1916 salì al trono imperiale.

Il nome Zita le fu dato dal padre, Principe Roberto, per ricordare la santa Lucchese a cui era devotissimo. Negli anni, Zita (originaria di Capezzano Pianore) non dimentica la sua Lucca ma viene spesso nel territorio che ben conosceva, con tutta la famiglia, con l’imperatore e gli 8 principini.  Di lei si sa che amava il passeggio sulle Mura, che non disdegnava gustare qualche bevanda al Caffè di Simo che amava il fresco delle colline lucchesi quanto il versante versiliese.

Zita d’Asburgo, nel pieno della I guerra mondiale, si adoperò per il raggiungimento assieme al marito Carlo I della pace con gli Alleati, ma i tentativi fallirono. Alla fine del 1918 la famiglia fu obbligata all'esilio. Tornò in Austria solo nel 1982 dove morì nel 1989.

loschermo

10:16 Scritto da minobezzi1 in A volte ritornano | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

20/02/2012

Arcidosso (GR): Davide Lazzaretti

17:23 Scritto da minobezzi1 in A volte ritornano | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

17/02/2012

Montalcino (SI): Mario Soldati

Giovanni Corazzol per dissapore

Un buon amico trova nella biblioteca di famiglia un libello con copertina rigida blu e dal titolo inequivocabilmente enoico: Vino al Vino. Essendo stato più volte coinvolto in deschi attorno ai quali ho consultato carte dei vini con espressione corrucciata ed esistenzialista, l’amico ha collegato il libro a me ed ha ritenuto drammaticamente (per la sua famiglia) di privarsi del suddetto libello facendomene dono. Gradito. Assai. Naturalmente come ogni buon fissato, il libro di Mario Soldati già ce l’avevo, però nella sobria edizione Oscar Mondadori ristampata nel 2006, quella per intenderci con le illustrazioni di Tabusso tra cui il ritratto dello stesso Soldati utilizzato in copertina.

Quella che l’amico mi porge invece è del 1969, è quindi una prima edizione. Oltre al valore intrinseco del libro, questa edizione contiene due cose straordinarie: la prima sono le fotografie scattate dal figlio Wolfango durante le visite del padre ai luoghi ed ai produttori descritti nel libro, l’altra è un documento che mi ha fatto sobbalzare e di cui vedete qui l’immagine. Si tratta di un coupon da indirizzare all’Istituto Enologico Italiano di Verona per l’acquisto di alcuni vini descritti nel libro. Come notate non compaiono i nomi dei produttori, però è facile desumerli sfogliando il testo. Dunque, citiamone alcuni: il Brunello ’63 è di Biondi-Santi, il cabernet ’61 è di Tenuta San Leonardo, il Lessona ’65 è di Cantine Sella, lo spumante di Trento del ’61 (la bottiglia più cara del lotto) è Ferrari. Ci sono altri nomi noti tra cui Quintarelli, Pellizzati Perego e Tasca D’Almerita. Insomma, un gran bel bere.

Ora il diavoletto che è in me spinge a cercare qualche tabella di conversione per scoprire come si sono evoluti i prezzi del vino. Utilizzando i coefficienti di rivalutazione monetaria in base all’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (fonte ISTAT) saltano fuori dei risultati piuttosto divertenti, ad esempio: il Brunello di Montalcino del 1963 del Greppo viene offerto nel 1969 (anno della pubblicazione del libro) a 970 lire a bottiglia. Usando il coefficiente moltiplicatore del 1969 (17,246) risulterebbe che nel 2011 il valore attualizzato di quella bottiglia dovrebbe essere 16.728,62 lire o meglio 8,64 euro. Non vi basta? Allora eccovi qualche altro riferimento giusto per farsi un’idea: nel 1970 lo stipendio medio mensile era di 120.000 lire ca., un chilo di pane costava 230 lire, una tazzina di caffè 70 lire. Ecco, diciamo allora che un brunello nel 1970 costava poco più di 13 caffè. ehm, qualcuno ha una macchina del tempo da prestarmi?

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