03/02/2010

Pisa: Collegamento aereo Pisa-Cina?

 

 

La strada è ancora delicata, ma per un collegamento aereo tra Pisa e Cina questa mattina sono stati fatti notevoli passi avanti. L'ambasciatore in Italia della Repubblica Popolare Cinese Sun Yuxi è stato ospite dell'amministrazione comunale pisana.

Nella sua giornata in città, la delegazione cinese ha avuto un incontro di lavoro con la SAT (Società Aeroporto Toscano) Galileo Galilei alla presenza del sindaco Marco Filippeschi: <<Le motivazioni di Pisa sono ragionevoli - ha detto l'ambasciatore - perché ci sono offerte culturali, commerciali e turistiche. Ma dovranno decidere coloro che si occupano d'industria e commercio>>.

Ottimismo ha espresso anche il presidente della SAT, Costantino Cavallaro: <<Io e l'a.d. Gina Giani siamo soddisfatti di questo incontro e cautamente ottimisti. Non va mai perso di vista, però, il fatto, che un volo tra Pisa e la Cina è identico a installare un'industria: vanno valutati i costi, e una volta avviata quando può produrre, cioè in questo caso a chi e a in quanti interessa il volo>>.

50canale

Sorano (GR): San Valentino nell'Aia del Tufo

Organizzatore::
Tipo:
Rete:
Globale
Data:
domenica 14 febbraio 2010
Ora:
20.00 - 23.55
Luogo:
Agriturismo Aia del Tufo Loc. San Valentino-SORANO

Descrizione

CENA AFRODISIACA DEGLI INNAMORATI A LUME DI CANDELA!!!
SAN VALENTINO A SAN VALENTINO

Composta di formaggi e frutta
Vellutata di patate al profumo di rosmarino
Cuoricioni bicolore con ripieno ai funghi porcini
Stinco di vitello al forno alle verdure
Insalata di radicchio, mela e sedano rapa
Cuoricino di cioccolato con salsa ai frutti di bosco
Pasticcini afrodisiaci
Grappa al peperoncino

MUSICA DAL VIVO CON CORRADO RECCHIA!!!

Carrara: Beghe marmifere

 
I dati sulla crescita esportazioni di blocchi (+12% nei primi nove mesi del 2009) hanno innescato una serie di prese di posizioni da parte di associazioni e organizzazioni sindacali. L’aumento delle esportazioni di blocchi viene contrapposto alle difficoltà dei laboratori che hanno ridotto in modo consistente produzione e occupazione. Il nesso tra le due cose, tuttavia, non è del tutto lineare; la riduzione degli occupati nei laboratori, infatti, dipende più dalla crisi dei graniti che dalla contrazione delle quantità di “marmi lavorati”: nel 2008  ne sono state esportate 330.000 tonnellate, rispetto ad una media di 310.00 nei sette anni precedenti.
Nel 2009, su una produzione totale di 1.200.000 tonnellate di marmo,  il distretto ha esportato “blocchi e lastre” per 650.000 tonnellate; se depuriamo il dato delle 100.000 tonnellate di lastre, i blocchi esportati (voce che comprende anche “gli informi”) oscillano tra il 45 e il 50% della produzione locale. Probabilmente l’effettiva  propensione ad esportare i blocchi è sopravvalutata ma il problema dello svuotamento della filiera resta e deve trovare risposte senza cadere in banalizzazioni come quelle dei monopoli sui quali hanno già fornito dati puntuali gli amministratori delle cooperative e della Marmi Carrara. L’Associazione Industriali concorda che occorre compattare la filiera, valorizzare i marmi, investire in formazione e sicurezza, aggregare le imprese, ecc. L'unica cosa di cui non abbiamo bisogno, tuttavia, è pensare che poche semplici  ricette possano risolvere problemi complessi come quelli che si sono formati non negli ultimi mesi, ma in interi decenni di vuoto di politiche per le aree industriali, le strutture consortili, la promozione e la ricerca.
In effetti le reiterate prese di posizioni sui problemi del settore marmo sono costellate da molti paradossi. Per esempio, si punta l’indice contro il “distretto”  ma si rimuove un dato macroscopico: se il distretto non funzione la colpa non è della Regione ma di “tutto” il territorio che non è stato capace di riconoscersi in uno strumento di indirizzo agile e professionale per una politica di settore. 
Un altro spunto di riflessione è stato messo in campo dalla CGIL che propone, opportunamente, una revisione della tassazione dei marmi per renderla omogenea a livello di distretto (oggi i singoli comuni tassano in modo molto diverso sia i blocchi di marmi pregiati che le scaglie e creano una distorsione nella competizione tra le imprese) ma non dice niente sui contratti provinciali di lavoro che continuano a contenere istituti molto diversi tra Lucca e Massa e Carrara.
La contraddizione più stridente, tuttavia, riguarda il marchio: per anni si è denunciata la mancanza di un marchio capace di contraddistinguere i “prestigiosi” materiali locali; dopo una lunga discussione propiziata dalla Cciaa, che ha messo a disposizione esperti nella materia, un gruppo di imprese ha deciso di costituire un Consorzio che proprio in questi giorni sta registrando il marchio. Si tratta di un progetto aperto, immaginato per conciliare gli interessi di tutti gli operatori della filiera (cave, laboratori di marmo, laboratori di materiali importati) che invece di raccogliere adesioni o contributi progettuali, cozza contro un muro di pregiudizi e di chiusure mentali. Qualcuno si rimbocca le maniche per realizzare il tanto invocato marchio, e  invece di costruire insieme un percorso,  fioccano le critiche e i distinguo.
Tutto lascia pensare che in fatto di politiche per il marmo e sulle cose da fare ci sono ancora poche idee, ma confuse!

 fonte: Associazione Industriali Massa e Carrara, ripresa da ottopassi

 

Viareggio (LU): Leonardo Pieraccioni

 

Marciana (LI): Il Sentiero (profanato) dei profumi

 

cartello rotto elba

 

 «Il Parco condanna  gli atti di vandalismo accaduti nei giorni scorsi  in Val di Cappone sul sentiero dei Profumi dell'Elba a Marciana Marina ed  esprime solidarietà a Legambiente e all'azienda dell'Acqua dell'Elba» Si apre così una nota dell'Ente parco nazionale dell'Arcipelago toscano sul raid vandalico che ha distrutto e sfregiato i cartelli che illustravano la flora e la fauna del Sentiero dei Profumi e Marciana Marina e divelto e fatto sparire i segnali del sentiero e i segnavia dello stesso Parco nazionale

Il Parco rivolge anche un appello ai cittadini elbani «Perché isolino e denuncino coloro che sono inclini a queste forme di protesta incivile e che produce solo l'impoverimento di un territorio da cui traggono per la maggior parte il loro sostentamento. Mentre altrove si fa a gara per abbellire la propria terra e migliorare l'immagine del posto d'origine, qui facciamo di tutto per allontanare e scoraggiare il turismo. Consigliamo altre forme di protesta e di pubblicità mediatica meno autolesionista».

La direttrice del parco Franca Zanichelli ricorda quando scrisse nell'ottobre 2009 in una lettera aperta intitolata "dell'Arte della Manutenzione dei sentieri": «In certi contesti il vandalismo trova alla fine un alveo ideale, soprattutto dove vi sono manufatti e insegne di significato educativo.

Buttar giù i cartelli, prendersela con le panchine e le bacheche, spesso è solo il linguaggio della noia, ma in luoghi strategici diventa la voce della contrapposizione che ha bisogno di amplificarsi attraverso la cassa di risonanza che dilaga nella lamentela collettiva. Sentieri sporchi, tabelle mancanti, gente che si perde, il Parco non è all'altezza del compito che deve svolgere.

Aizzare la protesta contro il disservizio pubblico favorisce il populismo senza coraggio..»

La denuncia di Legambiente ha colpito molto all'Elba, e probabilmente nel segno. Giorgio Frassinetti, presidente della Federcaccia di Marciana Marina e assessore di centrodestra del piccolo comune elbano dice: «Facciano i nomi, siamo pronti a denunciare i responsabili insieme a Legambiente. E se si tratta di cacciatori sia pur certa Legambiente che non gli sarà rinnovata loro la tessera: non è nel nostro interesse che tra di noi ci siano certe persone».

Ai cacciatori non è andato giù che Legambiente, pur dicendo che si tratta di un manipolo di fanatici che discreditano i cacciatori onesti, ha detto che si trattativa di «attempati teppisti col fucile» e Frassinetti dice: «Se Legambiente sa chi è stato a danneggiare il sentiero, siamo pronti a fare denuncia anche noi. Non ci fa certo piacere che nella categoria ci siano persone che si macchiano di questi atti e gettano discredito su tutti gli altri. Che sia chiaro, però, i nomi devono saltare fuori, si deve sapere di chi si tratta, perché non ci stiamo ad essere offesi e additati come responsabili. Sempre che di cacciatori si tratti. In ogni caso ciò che ci interessa è tutelare la nostra categoria che, come in altre, è fatta di tante persone troppo spesso aggredite o discriminate per la loro attività». Il presidente della Federcaccia marinese propone a Legambiente di fare una denuncia congiunta ai carabinieri «e se necessario anche un sopralluogo con Legambiente e il suo responsabile, Umberto Mazzantini, lungo il sentiero dove sono stati documentati i danni. I cacciatori di Marciana Marina ci sono stati alcuni giorni fa e la situazione non sembrava così drammatica come l'ha descritta Legambiente. E' vero, il sentiero non è ben messo. Ma la colpa, magari, è anche dei cinghiali che vivono in questa zona».

Legambiente risponde che «Le foto del raid vandalico sono inequivocabili, come inequivocabili sono i danni fatti a strutture di valorizzazione dell'ambiente. I cinghiali non estraggono cartelloni alti più di due metri da terra, non li gettano in un fosso distante 50 metri o in una scarpata di una pineta a 20 metri dal punto in cui un manufatto molto pesante è stato divelto. I cinghiali non strappano selettivamente i segnali, non distruggono i segnavia del parco, non ritagliano via i simboli di Legambiente e del parco con affilati coltelli dalla cartellonistica, non ci scrivono sopra Arcipelago Libero L'unica cosa che può collegare gli attempati teppisti di Val di Cappone ed i cinghiali è la dimensione del cervello, ma i suini selvatici ne hanno molto di più. Detto questo, le dichiarazioni del Presidente della Federcaccia di Marciana Marina ci sembrano importanti: per la prima volta i cacciatori elbani prendono le distanze da atti di questo tipo, è una cosa che Legambiente chiedeva da tempo. Noi siamo convinti che la stragrande maggioranza dei cacciatori elbani siano persone che non farebbero mai cose del genere, ma fino ad ora una minoranza di vandali e fanatici integralisti, come quelli beccati a danneggiare le trappole per i cinghiali del parco, ha distrutto ogni cosa, senza rispetto per nulla. La condanna arriva forse in ritardo ma fa onore a Federcaccia, come l'intenzione di espellere chi si macchia di simili scelleratezze. Legambiente ha già segnalato ai carabinieri il raid vandalico sul sentiero dei Profumi, presenteremo formale denuncia. Dopo siamo disposti a fare con i cacciatori tutte le iniziative necessarie. Noi non abbiamo nessun pregiudizio»     

greenreport

Pisa: Passaggio in India

"Uno spettacolo vibrante, suggestivo, impaginato con bella eleganza”: così una delle tante recensioni, tutte positive, di PASSAGGIO IN INDIA, felice produzione del Teatro Metastasio di Prato/Compagnia Sandro Lombardi che ora approda a Pisa, tra gli appuntamenti clou della Stagione teatrale proposta da Fondazione Toscana Spettacolo e Fondazione Teatro di Pisa con il sostegno di GEA-Servizi per l’Ambiente s.p.a.: al Teatro Verdi sabato 6 e domenica 7 febbraio (sabato alle ore 21, domenica alle ore 17). E a PASSAGGIO IN INDIA sarà anche dedicato un incontro, organizzato dal Teatro di Pisa in collaborazione con la Facoltà di Lettere e Filosofia per sabato pomeriggio (ore 17), nella Sala Titta Ruffo del Teatro: ospiti dell’incontro la Compagnia e il regista Federico Tiezzi; interverrà la prof. Anna Barsotti; coordinerà il prof. Adriano Fabris.

Va appunto a Federico Tiezzi, e a Sandro Lombardi coautore con Tiezzi della drammaturgia nonché traduttore, il merito di aver proposto per la prima volta sui palcoscenici italiani PASSAGGIO IN INDIA, avvalendosi  dell’adattamento teatrale che, alla fine degli anni Cinquanta, la scrittrice indiana Santha Rama Rau fece dell’omonimo romanzo di Edward M. Forster, lo stesso adattamento impiegato poi da David Lean per la sua celeberrima versione cinematografica. Ma Tiezzi e Lombardi sono andati oltre. «Santha Rama Rau - spiega infatti Tiezzi fra le sue note di lavoro - compone una commedia borghese di assoluta convenzionalità: più sceneggiatura cinematografica che pièce teatrale. Si è trattato allora di disinnescare la convenzionalità del dramma per riscoprire, al suo interno, il dettato originale del romanzo. Ed è stata la ricerca di una recitazione ‘innaturale’, quasi epica, rivelatrice del racconto forsteriano e del ‘mio’ racconto (lo scontro tra Oriente e Occidente). È stata la volontà di declinare registicamente lo spettacolo attraverso l’India di Moravia e Pasolini. O di far ‘sentire’ Bollywood».

Il romanzo di Forster, com’è noto, segue le vicende di due donne inglesi che, negli anni ’20, visitano l’India nella speranza di capirne gli usi e le complesse tradizioni: la loro amicizia con un giovane medico musulmano sarà la chiave dell’India… Forster “mette in scena” le due opposte e complementari tensioni del medico Aziz e della ragazza inglese Adela Quested verso i rispettivi ambienti. Animati entrambi dalle migliori intenzioni, ma sfavoriti dai pregiudizi dei loro mondi, i due non riusciranno mai a incontrarsi veramente. La parabola è più che mai attuale oggi, in un tempo in cui, sempre più, tutti ci troviamo a convivere e a doverci confrontare con tradizioni e culture diverse dalla nostra. L’urto di due mondi morali, messi a fuoco anche geograficamente e sociologicamente, oltre che psicologicamente, si conclude non con una ritrovata armonia ma col fallimento degli incontri: resta da parte di tutti un impetuoso sforzo per conoscere l’altrui sconosciuta identità. Spirituale, morale, fisica e sociale.

“Uno spettacolo di rara raffinatezza e al tempo stesso coinvolgente … che arriva chiaro allo spettatore, anche per quel suo procedere con una scansione quasi cinematografica … dove le scene si aprono con una sorta di 'fermo immagine' sui personaggi. Tutti  ben tratteggiati dagli attori”, complice un cast di altissimo livello, a partire dalla signora del teatro italiano, Giulia Lazzarini e dallo stesso Sandro Lombardi. Con loro Massimo Verdastro, Silvio Castiglioni, Graziano Piazza, Debora Zuin, Giovanni Franzoni, Sandro Mabellini, Francesco Tasselli, Ciro Masella, Fabricio Christian Amansi, Andrea Carabelli e Aleksandar Karlic. Scene di Francesco Calcagnini, costumi di Giovanna Buzzi, luci di Roberto Innocenti.

Un appuntamento davvero imperdibile.

Biglietti ancora disponibili, in vendita al Botteghino del Teatro Verdi con prezzi che variano dai 30 ai 10 euro. Sconti per i soci Coop-Unicoop Firenze e per i giovani. Per informazioni tel 050 941111.

 
 

15:42 Scritto da: minobezzi1 in teatro | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: pi, pa | OKNOtizie |  Facebook

Arezzo: Patrimonio dell'Umanità?

 



Nessuna localita' della provincia di Arezzo e' Patrimonio Mondiale dell'Umanita'. Ovvero nessuna, ne' il capoluogo ne' centri famosi come La Verna, Cortona o Anghiari, possono fregiarsi del titolo ideato dall'Unesco (l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura) per identificare i luoghi o i monumenti piu' importanti da preservare e promuovere.  A porre la questione e' il Centro Guide di Arezzo e provincia. "Ad oggi - dice la presidente Adina Persano - nella lista dei beni considerati Patrimonio dell'Umanita' stilata dall'Unesco esistono soltanto sei siti toscani: i centri storici di Siena, Firenze e Pisa, l'intera Val d'Orcia e perfino piccole localita' come Pienza e San Gimignano. La provincia di Arezzo non compare affatto, neppure per singole opere come gli affreschi di Piero della Francesca nella chiesa di San Francesco o per singoli siti come la Casa Museo Vasari".
Secondo le guide aretine, l'inserimento nella lista di alcuni siti rappresenterebbe una svolta profonda sul piano dell'immagine e della promozione, nonche' dal punto di vista della tutela dei monumenti, dal momento che l'Unesco ha a disposizione un fondo speciale per il restauro e la conservazione dei beni a rischio. "Per fortuna il nostro patrimonio artistico e culturale e' gia' oggetto di attenzione e cura da parte della Soprintendenza, delle amministrazioni pubbliche e di altri enti - sottolinea la Persano - ma sarebbe interessante valutare le ricadute promozionali dell'inserimento di alcune localita' nell'elenco dell'Unesco". (AGI) Per essere inclusi nel Patrimonio Universale occorre soddisfare alcuni criteri e passare al vaglio della Commissione Unesco.
"Non e' cosi' facile stabilire le regole per cui un tesoro culturale o naturale debba avere un eccezionale valore universale - precisa la presidente - nel caso dei monumenti culturali, per esempio, possono essere capolavori del genio creativo oppure essere associati ad idee e pensieri di significato universale o ancora essere una testimonianza d'eccezione di una certa tradizione culturale".
"Noi siamo convinti che molti luoghi o singoli monumenti della nostra provincia abbiano tutte le carte in regola per diventare Patrimonio dell'Umanita'. Sara' perche' non ci stanchiamo mai di vedere la meraviglia sui volti dei turisti che accompagniamo in giro per il territorio. Nessun sentimentalismo, pero': la ricerca di bellezza e felicita' e' il motore principale del turismo". Allora, forse, essere considerati una delle "bellezze universali" con tanto di "patente Unesco" potrebbe dare una spinta all'economia del turismo locale. "Piu' che una proposta - conclude la presidente delle guide aretine - la nostra e' una sfida che lanciamo e che, siamo certi, raccoglieranno le istituzioni aretine e quanti hanno a cuore il riconoscimento del valore universale dell'arte".
CENTRO GUIDE AREZZO E PROVINCIA Corso Italia, 156 - 52100 Arezzo, tel. e fax 0575 403319 - cell. 334 3340608 www.centroguidearezzo.it info@centroguidearezzo.it Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo UFFICIO STAMPA: Claudia Pennucci, cell. 338 8240835

 

arezzoweb

.........e ancora Lucca: Adriano Buldrini

Lucca - dal 3 al 7 febbraio 2010
Adriano Buldrini - La strada reale della vita

 

 

LU.C.C.A. - LUCCA CENTER OF CONTEMPORARY ART

Via Della Fratta 36 (55100)

+39 0583571712 , +39 0583950499 (fax)

info@luccamuseum.com

www.luccamuseum.com


In mostra il ciclo pittorico dei Tarocchi. Si tratta di un'anteprima dell'esposizione che poi, dal 18 marzo al 10 aprile 2010, sarà ospitata a Firenze alla Galleria del Palazzo – Palazzo Coveri.

orario: Dal martedì alla domenica ore 10.00 – 19.00
(possono variare, verificare sempre via telefono)

vernissage: 3 febbraio 2010.

autori: Adriano Buldrini

genere: arte contemporanea, personale

exibart

Firenze: Carla Bruttini

Firenze - dal 3 al 21 febbraio 2010
Carla Bruttini - Big city life

 

ZOE

Via Dei Renai 13 (50125)

+39 055243111


Inquadrature che colgano l’attimo, fissando immagini di figure nella loro quotidianità e paesaggi urbani, attraverso un gesto pittorico molto introspettivo, di matrice espressionista.

orario: Tutti i giorni 08:00 - 02:00
(possono variare, verificare sempre via telefono)

biglietti: free admittance

vernissage: 3 febbraio 2010. ore 18.30

curatori: Monica Biagini, Laura Giunti

autori: Carla Bruttini

note: Curatore: I-Dee (ad Arte)

genere: arte contemporanea, personale

exibart

 

 

 

Camaiore (LU): Grazia Leoncini

Osservando attentamente l'universo figurale operante in Toscana negli ultimi decenni, Grazia Leoncini ne e' indubbiamente una tra le maggiori interpreti. Tralasciando una spiegazione che sarebbe ovviamente lunga, va detto che i suoi pastelli affrontano, seguono la traccia e vanno a definire soprattutto la figura femminile, avendo una vera e propria continuità espressiva, personalissima.

Nata a Viareggio, si e' ben presto allontanata da certi localismi - pur se talvolta ama affrontarli tematicamente e metterli in essere in maniera autonoma - ma cio' che traspare dalle sue opere e' quella che definiremmo -la continuità della vita-, fatta di gesti pensati e veloci, mai casuali.
Le -Femmes' di Grazia Leoncini dicono anche all'osservatore piu' preparato che dipingere non e' un gioco, ma e' -l'onestà del dare e del dire e del trasmettere la gioia della vita-. Nell'espressione del suo segno-colore emerge una sensualità delicatissima, affrontata e messa in essere da una pluralità di cromatismi rosacei, rossi, verdi, verdastri e blu su cui sosta l'ala della farfalla della poesia-.

-Osservando attentamente l'universo figurale operante in Toscana negli ultimi decenni, Grazia Leoncini ne e' indubbiamente una tra le maggiori interpreti. Tralasciando una spiegazione che sarebbe ovviamente lunga, va detto che i suoi pastelli affrontano, seguono la traccia e vanno a definire soprattutto la figura femminile, avendo una vera e propria continuità espressiva, personalissima.

Nata a Viareggio, si e' ben presto allontanata da certi localismi - pur se talvolta ama affrontarli tematicamente e metterli in essere in maniera autonoma - ma cio' che traspare dalle sue opere e' quella che definiremmo -la continuità della vita-, fatta di gesti pensati e veloci, mai casuali.
Le sue -Femmes' dicono anche all'osservatore piu' preparato che dipingere non e' un gioco, ma e' -l'onestà del dare e del dire e del trasmettere la gioia della vita-.

Nell'espressione del suo segno-colore emerge una sensualità delicatissima, affrontata e messa in essere da una pluralità di cromatismi rosacei, rossi, verdi, verdastri e blu su cui sosta l'ala della farfalla della poesia-. Lodovico Gierut.

La mostra e' patrocinata dal Comitato Archivio artistico-documentario Gierut.
Info: lodovico@gierut.it 3803941442
oppure -Convivio': 0584/1842036.

Inaugurazione 3 Febbraio 2010

Polifunzionale -Convivio'
Via Colombo, 334, Lido di Camaiore (Lucca)
Orario: Dalle 18,30 alle 23,30. Ingresso libero. Lunedi' chiuso.
Il locale e' aperto come ristorante dalle 19,30
ingresso libero

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