07/02/2010

Gaiole in Chianti (SI): Ruggero Mazzilli


L'ottava edizione premio Vini di Toscana è stata dedicata alla viticoltura sostenibile, il metodo di coltivazione biologico. A rappresentare tutto il territorio e i produttori di settore, sono stati quattro produttori e un tecnico, specializzato in questo metodo di produzione, che hanno ricevuto il riconoscimento dalle mani del presidente Claudio Martini e dell'assessore Agostino Fragai. Si tratta dei fratelli Lo Franco da Arezzo, di Giovanni Manetti da Panzano in Chianti (FI), di Ruggero Mazzilli, agronomo, da Gaiole in Chianti (SI), di Hideyuki Miyakawa da Suvereto (LI), di Moreno Petrini da Capannori (LU) .

"E' il riconoscimento allo sviluppo della viticoltura biologica toscana e al successo delle produzioni enologiche da essa ottenute. Uno sviluppo che si è articolato in forme diverse, ma tutte basate sull'entusiasmo e sulla convinzione che il vino racc onta la Toscana – ha sostenuto presentando la cerimonia l'assessore Agostino Fragai – . Oggi la viticoltura sostenibile copre il dieci per cento della superficie a vite della regione, circa 6mila ettari sugli oltre 60mila del coltivato. Una indicazione per il futuro, per una crescita sostenibile di cui la Toscana è sempre stata capofila".

Al termine della cerimonia presentata dal giornalista del Tgr della Toscana Massimo Lucchesi, animata dalla presenza di numerosi familiari ed amici dei premiati, il presidente della Regione Toscana Claudio Martini ha salutato gli intervenuti ricordando il ruolo del settore vitivinicolo nel rappresentare l'immagine della Toscana nel mondo. "Tradizioni, qualità e cultura; sono questi i valori di cui i produttori qui presenti, che ne rappresentano tanti altri, si fanno testimoni – ha affermato Martini -. Il premio Vini di Toscana ha passato in rassegna, nel corso delle sue diverse edizioni, tutto le categorie che costituiscon o l'insieme del mondo vinicolo regionale. Non poteva dunque mancare chi ha scelto questa sponda che vuole valorizzare e salvaguardare il territorio sotto il profilo ambientale e qualitativo oltre che produttivo, con un occhio, perché no, alla salvaguardia del paesaggio e del profilo turistico. E' quanto serve per conservare riconoscimenti che vanno ben oltre i confini regionali".

La viticoltura biologica copre con i suoi circa 6mila ettari intorno al 10 per cento della superficie vitata regionale(quasi 65mila ettari di cui oltre 35mila iscritti ad albi per vini a Denominazione d'origine. Si è passati dai 2mila ettari del 2001 alla superficie attuale, quindi è evidente l'espansione del settore. Sul complesso della superficie biologica complessiva in Toscana, intorno ai 100mila ettari, la vite rappresenta il 6 per cento del totale.

Ruggero Mazzilli, coordinatore della Stazione sperimentale per la vitinicoltura sostenibile con sede legale a Gaiole in Chianti (SI), è stato premiato come tecnico specializzato nel settore della viticoltura biologica. Mazzilli si è laureato in Scienze Agrarie nel 1985 (discutendo una tesi sulla lotta biologica in viticoltura) e ha conseguito la Specializzazione in Viticoltura ed Enologia (1987) presso l’Università di Torino. Si è sempre occupato solo di viticoltura biologica lavorando sempre come tecnico di campagna e interagendo direttamente con i produttori. Prima ha operato in Piemonte, come dipendente di consorzi di tutela ed enti di assistenza tecnica; dal 1998 lavora in Toscana come agronomo libero professionista. Nel corso della sua vita professionale ha sempre cercato di perseguire due obiettivi : sviluppare una gestione integrale del vigneto e cercare di avvicinare il mondo della ricerca scientifica a quello della produzione aziendale.

Dal 2006 cura in rete un sito web (www.viticolturasostenibile.it) in cui esplicita il suo modo di lavorare secondo quella che definisce “viticoltura d’avanguardia e di buonsenso”. Dall'insieme di queste esperienze decide di fondare nel gennaio 2008, insieme alla moglie, la prima Stazione Sperimentale per la Viticoltura Sostenibile (www.spev is.it), società privata la cui sede operativa è situata a Panzano in Chianti (FI). L'obiettivo è diffondere le strategie di “agroecology” nei vigneti mediante sperimentazioni in campo. La Spevis (convenzionata con importanti istituti di ricerca) mira a completare un personale progetto di lavoro, promuovendo un approccio alla viticoltura bio fondato sul comprensorio territoriale e non sulla singola azienda. Negli ultimi anni si è dedicato a progetti di formazione, partecipando come docente a corsi teorico-pratici per operatori e tecnici di vigneto organizzati da enti pubblici e di ricerca in varie regioni italiane.

sienafree 

11:13 Scritto da: minobezzi1 in cittadini che si fanno onore | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: ga, ci | OKNOtizie |  Facebook

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