posted by TVL TV LIBERA (PISTOIA) at 10:46:00 AM
18:37
Scritto da: minobezzi1
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Una giornata con troppe emozioni quest'oggi a palazzo Vestri. Tutto pronto per la festa di compleanno di Giovanni Corriere, novant'anni in bicicletta e ancora oggi un modello di campione, e arriva la drammatica notizia della morte di Franco Ballerini, commissario tecnico azzurro dal 2001, vittima di un incidente durante il rally di Larciano. La mattinata dunque è cominciata con un minuto di silenzio, chiesto dalla vice presidente della Provincia, Ambra Giorgi, per rendere omaggio a Ballerini.
“In questa sala oggi sono riunite tante glorie del ciclismo e un drappello di giovanissimi atleti che rappresentano il futuro di uno sport che forgia il carattere, aiuta a conoscere se stessi e i propri limiti, uno sport che è per la vita e grazie al quale Corrieri ci ha insegnato molto”, ha detto poi Giorgi con al fianco Giovanni Corrieri, gregario fedelissimo di Bartali e campione di razza con sette vittorie di tappa al Giro d'Italia e 3 al Tour de France. Il presidente della Provincia Lamberto Gestri ha parlato di 'Giovannino' definendolo un “modello sportivo, un gregario che fa la squadra con dedizione assoluta”, mentre Riccardo Nencini, presidente del Comitato regionale della Federazione ciclistica italiana, ha ricordato come la carriera di Corrieri spesso sia stata protagonista di “pezzi della storia del nostro paese, e come l'Italia di oggi debba molto al Giro d'Italia”. Andrea Bartali, figlio del grande campione Gino, ha ricordato come Corrieri fosse non solo il fedelissimo del padre sui pedali, ma anche un grande amico, il compagno di stanza, colui che ne raccoglieva le confidenze senza farsi mai sfuggire niente. E di esempio dello sport hanno parlato anche il presidente del CONI Massimo Taiti, Carlo Iannelli dell'AC Prato e l'esperto Luciano Ancillotti. Tanti gli amici venuti a festeggiare Giovannino (fra loro anche Enzo Coppini e Luciano Maggini) che ha ricevuto dall'assessore allo Sport della Provincia Antonio Napolitano una targa con dedica, ha firmato moltissimi autografi e ha anche spento le candeline su una torta con fiammante bicicletta rossa.
18:35
Scritto da: minobezzi1
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Religione e sessualità: una relazione che da secoli continua e continuerà a destare grande interesse, sconfinati dibattiti e appassionate polemiche. Se da un lato il sesso e la sessualità sono stati spesso percepiti come avversi all’esperienza religiosa, dall'altro, e non solo di recente, ci sono religioni che cercano di integrare e valorizzare la sessualità e il sesso nell’ambito delle loro proprie dinamiche spirituali e percorsi etico-formativi. La storia delle numerose tradizioni religiose del mondo permette di cogliere, in proposito, una varietà e pluralità di possibili interpretazioni e spiegazioni di questo complesso e affascinante dibattito. Nel corso dei presenti incontri, alcuni tra i più qualificati studiosi ci aiuteranno a meglio comprendere la relazione tra religione e sessualità, quale essa si configura in sei diverse tradizioni religiose: islamica, buddhista, ebraica, indiana, taoista e cristiana.
Sabato 13 febbraio ore 16
Il rapporto fra religione e sessualità nell’Islam
Prof. Alessandro VANOLI (Università di Bologna)
Sabato 20 febbraio (ore 16-19)
Francesco Sferra (Univ. l’Orientale di Napoli)
Il rapporto fra religione e sessualità nel Buddhismo
Sabato 27 febbraio (ore 16-19)
Piero Capelli (Università di Venezia)
Il rapporto fra religione e sessualità nell’Ebraismo
Sabato 6 marzo (ore 16-19)
Federico Squarcini (Univ. di Firenze, Univ. ‘La Sapienza’ di Roma)
Il rapporto fra religione e sessualità nell’India
Sabato 13 marzo (ore 16-19)
Ester Bianchi (Univ. di Perugia)
Il rapporto fra religione e sessualità nel Confucianesimo e nel Taoismo
Sabato 20 marzo (ore 16-19)
Prof. Don Cataldo Zuccaro (Pont. Univ. Urbaniana)
Il rapporto fra religione e sessualità nel Cristianesimo
AUDITORIUM STENSEN – Viale don Minzoni 25C – 50129 FIRENZE 055.576551 - segreteria@stensen.org - www.stensen.org
INGRESSO LIBERO
INCONTRI FORMATIVI
SUL RELIGIOSO CONTEMPORANEO
L’epoca in cui viviamo esige alti livelli di comprensione della realtà religiosa circostante, così come richiede una qualità dell’informazione sulle tematiche religiose senza precedenti. Tuttavia, comprendere e approfondire una qualsivoglia questione socio-politico-religiosa richiede tempo, impegno e qualità. Requisiti, questi, sempre meno reperibili ai giorni nostri. Servono quindi nuovi spazi e nuovi contesti, in cui sia possibile far incontrare l’alta qualità dell’informazione con la scarsità del tempo disponibile alla formazione.
Solo al seguito di una fase di informazioni, dunque, si potrà procedere verso una seconda e matura fase di approfondimento e discussione, costituendo così le premesse per la nascita di un luogo di informazione e riflessione.
Questa serie di cicli annuali di incontri formativi raccoglie tutti gli aspetti di questa sfida, ponendosi come obbiettivo principale quello di offrire ai suoi partecipanti una informazione di alto livello scientifico, in un tempo ragionevolmente contenuto, e in un contesto relazionale informale che agevoli l’impegno. Successivamente, verranno anche immaginate le occasioni per passare dall’informazione alla discussione.
Nelle diverse edizioni di questo progetto saranno affrontate da vicino –e con sempre maggiore analiticità– numerose tematiche rilevanti, a partire da come configuratesi e articolatesi in seno alle sei tradizioni religiose prese in esame:
1. Islam
2. Induismo/Daoismo
3. Ebraismo
4. Cristianesimo
5. Confucianesimo
6. Buddhismo
Questa la lista dei temi che verranno trattati nelle prossime edizioni di questi cicli formativi:
2011:I modelli socio-politici generati e avanzati dalle religioni: sovranità, diarchie e solidarietà;
2012:I modelli di incontro, confronto e convivenza fra le diverse tradizioni religiose, ieri, oggi e domani;
2013:I rapporti fra religione e violenza nelle diverse tradizioni religiose, ieri, oggi e domani;
2014:La distinzione fra clero e laicato nelle diverse tradizioni religiose, ieri, oggi e domani.
18:32
Scritto da: minobezzi1
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Manca solo la formalizzazione dell’accordo, ma l’obiettivo politico e tecnico è stato ormai raggiunto. I container con i residui della lavorazione del marmo provenienti dalle cave di Minucciano, e diretti in provincia di Modena, viaggeranno presto su appositi convogli ferroviari e non più sui camion.
Lo rende noto il presidente della Provincia Stefano Baccelli che nei prossimi giorni, dopo la ratifica da parte della Regione Toscana, siglerà un apposito accordo di programma con RFI (Rete ferroviaria italiana), Regione Toscana, Provincia di Massa e Carrara, Comuni di Minucciano e Càsola Lunigiana, Comunità Montane della Garfagnana e della Lunigiana.
Finora i mezzi pesanti che percorrono le strade dell’Alta Garfagnana e della Lunigiana per trasportare il materiale estratto dalle cave della società “Migra” di Minucciano fino allo stabilimento “Kerakoll” di Sassuolo, in provincia di Modena, dove avviene la lavorazione, sono circa 50 al giorno (quasi 15 mila in un anno). Una situazione che crea particolari disagi dovuti, appunto, al continuo passaggio dei veicoli su strade inadeguate che, superando gli abitati di Pieve S. Lorenzo e Minucciano sul territorio lucchese e Càsola in Lunigiana, in provincia di Massa e Carrara, proseguono sulla strada della Cisa, arrivando fino a Sassuolo.
Il progetto prevede un investimento complessivo di oltre 2 milioni di euro, sostenuto dalla Regione Toscana, dalle Province di Lucca e Massa e Carrara, dei Comuni interessati e delle Comunità Montane, per l’ammodernamento della stazione ferroviaria di Minucciano. Lo scalo, infatti, attraverso un intervento di adeguamento infrastrutturale e di alcune modifiche tecnologiche a cura di RFI, nonché con l’installazione di una “gru-transtainer”, sarà predisposto ad accogliere i camion coi container provenienti dall’azienda “Migra”. Di qui un treno al giorno con 13 carri ferroviari (con due container per ciascun vagone), percorrerà un tratto della linea ferroviaria Lucca-Aulla e, successivamente, la linea ‘Pontremolese’ fino in Emilia.
Soddisfatti, oltre al presidente Baccelli, all’assessore provinciale alla viabilità Emiliano Favilla eal sindaco di Minucciano, Domenico Davini, i consiglieri provinciali Eugenio Tersitti, Francesco Angelini e Battista Poletti, i quali si sono fatti portavoce della questione, in questi anni, in consiglio provinciale.
loschermo
11:35
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Ecco lalettera aperta inviata dal neonato Comitato per il Porto:
Comitato per il porto di Marciana Marina. |
11:29
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| Sale a 4 mila il numero degli iscritti al gruppo del social network di Facebook "Massa non è una città per giovani", nato per volontà di alcuni cittadini per portare all'attenzione della collettività e delle istituzioni i problemi della movida massese, problematica perchè inesistente. Fino a una quindicina di giorni fa il gruppo aveva meno di 3 mila simpatizzanti, che sono aumentati a dismisura in poco tempo,in seguito ad un primo incontro chisto ed ottenuto da alcuni rappresentanti del gruppo virtuale col sindaco di Massa Roberto Pucci. Dopo aver incontraro i ragazzi e chiesto loro di redigere un vero e proprio progetto, fatto di proposte e iniziative finalizzate a risvegliare la vita serale massese senza arrecare danni a nessuno, il sindaco sembra sparito: nessuna risposta alle lettere inviate dal ragazzi, che ad una serie di progetti ci stanno lavorando, e nessun intervento in merito alle recenti novità che hanno interessato i gestori dei locali della discordia, quelli che durante l'estate scorsa sono stati nel mirino dei residenti del centro storico in prima linea contro gli schiamazzi notturni. Colpiti da avvisi di garanzia per schiamazzi notturni appunto, i titolari dei locali in questione, tra l'altro tutti giovani imprenditori, lavorano con ancor meno entusiasmo, ed hanno ancor più bisogno del sostengo delle istituzioni della città per andare avanti con le loro attività: "Abbiamo bisogno del sostengo delle nostre istituzioni per lavorare, e anche oer andare avanti nella nostra battaglia - ha detto uno dei responsabili del gruppo in line, Stefano Rossi - che non consiste nel fare la guerra a nessuno, quanto piuttosto nel sensibilizzare prima di tutto i cittadini al problema". I ragazzi intendono portare da virtuale al 3D della vita reale gli obiettivi condivisi da un numero sempre maggiore di utenti, tutti d'accordo nel dire che quello che sta succedendo nel centro storico di Massa non è che un freno all'inventiva ed alla voglia di fare dei ragazzi, oltre che all'entusiasmo dei tanti, tantissimi giovani massesi che finiranno per abbandonare del tutto la zona per andare a divertirsi altrove. Una nota polemica, durante l'ultimo incontro dei membri del gruppo: "Se quello che è accaduto in via Dante, nel quartiere della Massa-bene, fosse accaduto in periferia - ha detto uno dei membri - non sarebbe stata emanata alcuna ordinanza e non sarebbe successo nulla: cerchiamo quindi di capire tutti insieme quanto c'è di socio economico e quanto di politico in questa vicenda". |
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| Sale a 4 mila il numero degli iscritti al gruppo del social network di Facebook "Massa non è una città per giovani", nato per volontà di alcuni cittadini per portare all'attenzione della collettività e delle istituzioni i problemi della movida massese, problematica perchè inesistente.
ttn |
11:19
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L'ottava edizione premio Vini di Toscana è stata dedicata alla viticoltura sostenibile, il metodo di coltivazione biologico. A rappresentare tutto il territorio e i produttori di settore, sono stati quattro produttori e un tecnico, specializzato in questo metodo di produzione, che hanno ricevuto il riconoscimento dalle mani del presidente Claudio Martini e dell'assessore Agostino Fragai. Si tratta dei fratelli Lo Franco da Arezzo, di Giovanni Manetti da Panzano in Chianti (FI), di Ruggero Mazzilli, agronomo, da Gaiole in Chianti (SI), di Hideyuki Miyakawa da Suvereto (LI), di Moreno Petrini da Capannori (LU) .
"E' il riconoscimento allo sviluppo della viticoltura biologica toscana e al successo delle produzioni enologiche da essa ottenute. Uno sviluppo che si è articolato in forme diverse, ma tutte basate sull'entusiasmo e sulla convinzione che il vino racc onta la Toscana – ha sostenuto presentando la cerimonia l'assessore Agostino Fragai – . Oggi la viticoltura sostenibile copre il dieci per cento della superficie a vite della regione, circa 6mila ettari sugli oltre 60mila del coltivato. Una indicazione per il futuro, per una crescita sostenibile di cui la Toscana è sempre stata capofila".
Al termine della cerimonia presentata dal giornalista del Tgr della Toscana Massimo Lucchesi, animata dalla presenza di numerosi familiari ed amici dei premiati, il presidente della Regione Toscana Claudio Martini ha salutato gli intervenuti ricordando il ruolo del settore vitivinicolo nel rappresentare l'immagine della Toscana nel mondo. "Tradizioni, qualità e cultura; sono questi i valori di cui i produttori qui presenti, che ne rappresentano tanti altri, si fanno testimoni – ha affermato Martini -. Il premio Vini di Toscana ha passato in rassegna, nel corso delle sue diverse edizioni, tutto le categorie che costituiscon o l'insieme del mondo vinicolo regionale. Non poteva dunque mancare chi ha scelto questa sponda che vuole valorizzare e salvaguardare il territorio sotto il profilo ambientale e qualitativo oltre che produttivo, con un occhio, perché no, alla salvaguardia del paesaggio e del profilo turistico. E' quanto serve per conservare riconoscimenti che vanno ben oltre i confini regionali".
La viticoltura biologica copre con i suoi circa 6mila ettari intorno al 10 per cento della superficie vitata regionale(quasi 65mila ettari di cui oltre 35mila iscritti ad albi per vini a Denominazione d'origine. Si è passati dai 2mila ettari del 2001 alla superficie attuale, quindi è evidente l'espansione del settore. Sul complesso della superficie biologica complessiva in Toscana, intorno ai 100mila ettari, la vite rappresenta il 6 per cento del totale.
Ruggero Mazzilli, coordinatore della Stazione sperimentale per la vitinicoltura sostenibile con sede legale a Gaiole in Chianti (SI), è stato premiato come tecnico specializzato nel settore della viticoltura biologica. Mazzilli si è laureato in Scienze Agrarie nel 1985 (discutendo una tesi sulla lotta biologica in viticoltura) e ha conseguito la Specializzazione in Viticoltura ed Enologia (1987) presso l’Università di Torino. Si è sempre occupato solo di viticoltura biologica lavorando sempre come tecnico di campagna e interagendo direttamente con i produttori. Prima ha operato in Piemonte, come dipendente di consorzi di tutela ed enti di assistenza tecnica; dal 1998 lavora in Toscana come agronomo libero professionista. Nel corso della sua vita professionale ha sempre cercato di perseguire due obiettivi : sviluppare una gestione integrale del vigneto e cercare di avvicinare il mondo della ricerca scientifica a quello della produzione aziendale.
Dal 2006 cura in rete un sito web (www.viticolturasostenibile.it) in cui esplicita il suo modo di lavorare secondo quella che definisce “viticoltura d’avanguardia e di buonsenso”. Dall'insieme di queste esperienze decide di fondare nel gennaio 2008, insieme alla moglie, la prima Stazione Sperimentale per la Viticoltura Sostenibile (www.spev is.it), società privata la cui sede operativa è situata a Panzano in Chianti (FI). L'obiettivo è diffondere le strategie di “agroecology” nei vigneti mediante sperimentazioni in campo. La Spevis (convenzionata con importanti istituti di ricerca) mira a completare un personale progetto di lavoro, promuovendo un approccio alla viticoltura bio fondato sul comprensorio territoriale e non sulla singola azienda. Negli ultimi anni si è dedicato a progetti di formazione, partecipando come docente a corsi teorico-pratici per operatori e tecnici di vigneto organizzati da enti pubblici e di ricerca in varie regioni italiane.
sienafree
11:13
Scritto da: minobezzi1
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In occasione della 500° edizione della Fiera Antiquaria, il Sindaco Giuseppe Fanfani e il Presidente del Consiglio Giuseppe Caroti conferiranno la cittadinanza onoraria della città di Arezzo ad Antonio Paolucci, studioso riminese, fiorentino di adozione ed oggi direttore dei Musei Vaticani, che è anche presidente del Comitato per il quarantennale della Fiera Antiquaria.
Paolucci ha dato importanti stimoli al mondo antiquariale, particolarmente quello aretino e riserva grande attenzione ai beni artistici di Arezzo.
arezzonotizie
10:56
Scritto da: minobezzi1
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10:39
Scritto da: minobezzi1
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Con l'annata 2004 del Bramante, la seconda di casa Ciolfi, entriamo nel vivo delle potenzialità di questa azienda. Il confronto con la precedente ha poco senso, perché ogni volta è quasi come ripartire da capo, non esistono due vendemmie uguali, troppi fattori incidono in modo più o meno determinante rendendo quasi impossibile fare parallelismi, al massimo si può parlare di punti in comune. Un anno in più sulle viti, soprattutto se giovani, vuol già dire maggiore maturità e capacità di difesa, radici un po' più profonde e ramificate, poi sulla pianta incide l'intero ciclo vegetativo, anzi, persino durante il riposo invernale possono crearsi o meno le condizioni necessarie a garantire, ad esempio, una buona riserva di acqua per affrontare il caldo estivo. I venti, le indesiderate grandinate primaverili, le piogge nella fase prevendemmiale, la durata e l'intensità delle temperature massime e minime, sono solo alcuni degli elementi che rendono ogni annata unica. L'apprendimento del vignaiolo non ha mai termine, cosa affascinante ma onerosa, insomma non si può stare mai tranquilli. Di sicuro la 2003 e la 2004 sono state molto diverse, la prima torrida un po' ovunque, fattore che ha provocato spesso stress delle piante, maturazioni eccessive e precoci della polpa degli acini ma non dei vinaccioli, il cui contributo è fondamentale soprattutto per l'apporto tannico, infatti le procianidine si trovano prevalentemente nella buccia e nei vinaccioli, ma in percentuali diverse e con grado di polimerizzazione differente. Inoltre, mentre la buccia è a diretto contatto con il sole e gli agenti atmosferici, il vinacciolo si trova nella parte più interna dell'acino e la sua struttura è più legnosa, resistente. Se il vinacciolo non matura bene, porta tannini verdi, aspri, immaturi. Nel 2003, il problema che si è presentato è stato proprio questo, maturazione anticipata del frutto con acidità che tendeva a scendere rapidamente e, di contro, vinaccioli verdi. Chi ha raccolto con leggero anticipo, è riuscito nella maggior parte dei casi ad evitare una caduta eccessiva di acidità e la surmaturazione della polpa, e ad ottenere una maturazione più o meno accettabile dei vinaccioli. Il resto si può fare in fase di macerazione, con macchinari in grado di eliminare i vinaccioli o con apposite modifiche sui fermentatori che non lo prevedono. Ma non sta a me divagare su questioni troppo tecniche che non mi competono e per le quali non sono poi così preparato. La 2004, invece, è stata un'annata più regolare, con alternanza di piogge e sole nei momenti giusti, con il risultato di una vendemmia equilibrata e anche un po' più abbondante quantitativamente. Ovviamente la commissione di enologi che ogni anno si riunisce a Montalcino, ha assegnato alla vendemmia 2004 le cinque stelle, ovvero il massimo punteggio, giudizio che va preso sempre un po' con circospezione, dato che "si gioca in casa", ma è indubbio che si tratta di un'annata molto valida, che ha offerto in alcuni casi ottimi risultati. Il Bramante di Sanlorenzo ne esce brillantemente, proponendo un colore rubino intenso con venature granate e una trama olfattiva che evidenzia subito una differente maturazione e freschezza rispetto al precedente millesimo, il frutto appare più vivo, sostenuto, tanto da virare su accenti di visciola e amarena, si colgono un'eleganza e una finezza superiori, un bel mantello floreale di rosa, viola e iris lascia poi spazio a toni di alloro, mirto, ginepro, leggerissimo pepe rosa, il tabacco e il cuoio sono solo in embrione a testimoniare una maturità appena iniziata. L'assaggio conferma tutte le premesse, un equilibrio già buono fra morbidezza e durezza, con un tannino fitto ma levigato, un'acidità rassicurante che dona alla polpa fruttata più slancio e sensazioni quasi con riverberi agrumati, alcolicità perfettamente integrata, molto divertente il finale giocato su toni di liquirizia, cacao e note balsamiche, di buona lunghezza e assoluta pulizia. Davvero a un soffio dal massimo riconoscimento.
Roberto Giuliani per lavinium
10:33
Scritto da: minobezzi1
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