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28/08/2010
........e ancora Viareggio (LU): Angelo D. Fornaciari
www.viareggiok.it
Tre anni di lavoro con la sua spatola e i suoi colori raccolti in un bel catalogo che, per naturale conseguenza e per volontà dell’assessorato alla cultura, è diventato anche una bella mostra che sarà inaugurata oggi alle ore 18 nelle sale di Palazzo Paolina (via Machiavelli 2) con la partecipazione di Riccardo Mazzoni e Adolfo Lippi, autore anche della presentazione al catalogo. Così “Le architetture del colore” di Angelo Dionigi Fornaciari, architetto, pittore, scenografo e anche poeta, sono raccolte in un bel volume pubblicato da Pezzini Editore e in una esposizione che resterà aperta fino al 15 settembre dalle ore 18 alle 23, lunedì escluso.
Dipinti ma anche liriche – che in occasione dell’inaugurazione della mostra saranno recitate da Luciana Madrigali – alternate, come se le une spiegassero le altre a mo’ di didascalie, entrambe espressione congiunta di quelle sensazioni che Fornaciari sente il bisogno di esternare quale personale forma di comunicazione con il mondo esterno. Al suo pubblico, questa volta viareggino, propone le sue darsene multicolori, i tramonti, le campagne, i notturni, le albe sulle case, i temporali preoccupandosi di raccontare, come già nel Quattrocento i fiamminghi e in Italia Giorgione, quanto succede “oltre”, al di là dei protagonisti e del primo piano, in quegli sfondi dove si consumano i veri drammi e quelle che Adolfo Lippi nella sua introduzione al catalogo definisce “le faccende cosmiche importanti”.
Del resto Fornaciari ha una certa dimestichezza con i fondali, ne conosce la funzione e l’importanza, essendo stato per anni lo scenografo di Egosto Malfatti come lui stesso ha raccontato nel precedente libro, pubblicato sempre per Pezzini Editore, “Il pretesto di Egisto” in cui ricostruisce la sua amicizia con lo chansonnier ma anche il panorama artistico che ha accompagnato questo legame. Ora in questa mostra che, per una coincidenza significativa, si apre l’indomani della ricorrenza del centenario della nascita del suo maestro Mario Marcucci (27 agosto 1910), Fornaciari racconta alla sua città, un altro pezzo di se stesso.
Tre anni di lavoro con la sua spatola e i suoi colori raccolti in un bel catalogo che, per naturale conseguenza e per volontà dell’assessorato alla cultura, è diventato anche una bella mostra che sarà inaugurata oggi alle ore 18 nelle sale di Palazzo Paolina (via Machiavelli 2) con la partecipazione di Riccardo Mazzoni e Adolfo Lippi, autore anche della presentazione al catalogo. Così “Le architetture del colore” di Angelo Dionigi Fornaciari, architetto, pittore, scenografo e anche poeta, sono raccolte in un bel volume pubblicato da Pezzini Editore e in una esposizione che resterà aperta fino al 15 settembre dalle ore 18 alle 23, lunedì escluso.
Dipinti ma anche liriche – che in occasione dell’inaugurazione della mostra saranno recitate da Luciana Madrigali – alternate, come se le une spiegassero le altre a mo’ di didascalie, entrambe espressione congiunta di quelle sensazioni che Fornaciari sente il bisogno di esternare quale personale forma di comunicazione con il mondo esterno. Al suo pubblico, questa volta viareggino, propone le sue darsene multicolori, i tramonti, le campagne, i notturni, le albe sulle case, i temporali preoccupandosi di raccontare, come già nel Quattrocento i fiamminghi e in Italia Giorgione, quanto succede “oltre”, al di là dei protagonisti e del primo piano, in quegli sfondi dove si consumano i veri drammi e quelle che Adolfo Lippi nella sua introduzione al catalogo definisce “le faccende cosmiche importanti”.
Del resto Fornaciari ha una certa dimestichezza con i fondali, ne conosce la funzione e l’importanza, essendo stato per anni lo scenografo di Egosto Malfatti come lui stesso ha raccontato nel precedente libro, pubblicato sempre per Pezzini Editore, “Il pretesto di Egisto” in cui ricostruisce la sua amicizia con lo chansonnier ma anche il panorama artistico che ha accompagnato questo legame. Ora in questa mostra che, per una coincidenza significativa, si apre l’indomani della ricorrenza del centenario della nascita del suo maestro Mario Marcucci (27 agosto 1910), Fornaciari racconta alla sua città, un altro pezzo di se stesso.
15:37
Scritto da: minobezzi1
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