31/12/2011

ECCOLATOSCANA AUGURA A TUTTI I SUOI LETTORI BUON 2012

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Prato: XIII Campionato Nazionale Biliardo

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Firenze: Le lenticchie in umido

Lenticchie della Fortuna così sono chiamati i legumi donati come simbolo di buon auspicio e di ricchezza per il Nuovo Anno in arrivo. Le lenticchie sono il contorno ideale per il cotechino e lo zampone, piatti tipici per festeggiare il Capodanno. Si ritiene che la lenticchia sia il più antico legume coltivato. Originario della Siria, nell'antichità si diffuse in tutto il Mediterraneo. Molto apprezzato a Roma, tanto da prendere il nome dalla famiglia dei Lentuli. Il ricettario toscano propone di cucinare i legumi in umido, insaporiti con cipolla, salvia, salsiccia o pancetta. Ecco qui la ricetta di Vivere la Toscana:

Lenticchie della Fortuna in Umido
Ingredienti:
olio extravergine di oliva toscano (clicca qui per vedere quello consigliato da Vivere la Toscana!)
300 grammi di lenticchie
1/2 cipolla
1 carota
1 costa di sedano
500 grammi di pomodori pelati 100% italiani
50 grammi di pancetta
sale q.b. 
salvia q.b


Preparazione

Le lenticchie devono essere tenute a bagno per almeno 8 ore (in alternativa acquistare lenticchie precotte). Lessare i legumi in acqua bollente con un po' di sale. Se le lenticchie si asciugano troppo, aggiungere un po' di acqua calda. Preparare una casseruola con alcuni cucchiai di olio e mettere a soffriggere gli odori: la cipolla tritata, la carota tagliata a dadini, il sedano tritato e. Aggiungere la pancetta per insaporire e le foglie di salvia (in più le salsicce bucherellate con la forchetta, nel caso che desideriate preparare il secondo e non solo il contorno di lenticchie). Far rosolare la pancetta. Aggiungere i pomodori pelati e, infine, le lenticchie sgocciolate. Far cuocere per circa 15 minuti. Il vostro piatto della Fortuna è pronto! Buon appetito e felice anno nuovo da Vivere la Toscana!

 

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Arezzo: Della Ratta/Mazzeschi

Vera_Croce

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Gavinana (PT): Il Museo Ferrucciano

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San Giovanni Valdarno (AR): Presepi nel mondo

 

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Pienza (SI): Campagne

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Castellina in Chianti (SI): La Chiantina

"APERICENA DI CAPODANNO"

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Siena: I pici al ragù

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Porcari (LU): Andy Warhol

12:28 Scritto da minobezzi1 in arte contemporanea | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

Lucca: Recupero dei monumenti



Prosegue l’opera di cancellazione delle scritte vandaliche che deturpano monumenti di interesse storico e architettonico ed edifici nel centro storico. Nei giorni scorsi sono iniziati, a cura della ditta “Moretti Restauro Lapidei” i lavori di rimozione delle scritte da Porta S. Gervaso, lavori che erano stati preceduti da una serie di saggi effettuati precedentemente.

A partire dal prossimo mese di gennaio seguiranno analoghi interventi sul monumento a Maria Luisa di Borbone e alle colonne in piazza Napoleone, sul monumento a Garibaldi in piazza del Giglio e a Palazzo Cenami. 

“Stiamo portando avanti l’azione di rimozione delle scritte programmata su indicazione del sindaco Mauro Favilla – spiega l’assessore al decoro urbano Moreno Bruni – e abbiamo già eliminato centinaia di graffiti che deturpavano decine di strade, palazzi e piazze. Molti di questi imbrattamenti sono addirittura solo parolacce e scarabocchi e danno un’idea di disordine e di degrado. Per questo l’Amministrazione Comunale sta mettendo un particolare impegno nella loro cancellazione. Riusciamo a fare tanto, ma non quanto vorremmo, perché gli interventi, a seconda del tipo di superficie su cui devono essere attuati risultano anche molto costosi. Per questo non mi stancherò mai di fare appello al senso civico di tutti, soprattutto dei giovani a cui spetta già da oggi custodire la città, perché rappresenta un bene anche per loro”.

loschermo

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Castelnuovo ne'Monti (RE): La Pietra di Bismantova

Lucca: L'ombra di San Michele

foto redini

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30/12/2011

Livorno: Il nuovo Piano Strutturale


Mauro Parigi per greenreport

Il procedimento per la redazione del nuovo piano strutturale di Livorno ha preso il via. 
15 soggetti sono stati selezionati per partecipare alla gara vera e propria; dovranno presentare una offerta tecnica ed economica, dare anche la tempistica, quindi l'amministrazione comunale deciderà a chi affidare il compito.

Intanto si inseguono dichiarazioni politiche. L'ultima è significativa perché dell'assessore all'urbanistica sul quotidiano La Nazione del 27 dicembre.

L'assessore risponde ad un intervento del vescovo-architetto della città e dice di concordare sul fatto che il piano se non fa la felicità delle persone può stimolare quei beni di comunicazione che fanno la felicità. Dopo di che afferma che gli obiettivi in ordine di importanza sono: contrastare l'insicurezza economica e lavorativa del 35% di giovani che non studia e non lavora, garantire l'abitazione, lotta all'abusivismo, relazioni creando luoghi dove aggregare le persone.

Ora sappiamo che le interviste spesso finiscono per riportare sunti di ragionamenti più ampi ed articolati, ma appare lecito domandarsi se si è temerari, oppure se si sta semplicemente cercando di stimolare chi sta fuori dall'amministrazione ad avanzare proposte, cioè insomma si provoca.

Non credo che si possa asserire che "l'urbanistica disegna le relazioni e dunque la felicità delle persone" perché i rapporti di forza che si condensano su di un territorio ne determinano condizioni e caratteri e questo confronto - scontro non può essere certamente ridotto al lessico di santa romana chiesa.

Insomma, forse Livorno, negli anni ottanta del secolo scorso primo porto container del mediterraneo, città industriale e secondo polo urbano della toscana, ora porto in discesa in quasi tutte le graduatorie, con un apparato industriale ampiamente dismesso e terza città delle regione, città dove si asserisce che i giovani vivono con le pensioni dei nonni, ha bisogno di un qualcosa di più.

Per esempio, di discutere da subito quali debbono essere le invarianti, i capisaldi del suo futuro in termini sociali ed economici; deve insomma scegliere se riproporre modelli di pianificazione funzionali ad esaltare la rendita (e di case se non sono state fatte tante - anzi sarebbe bene avere un chiaro report dello stato di attuazione del piano vigente paramentrando quei dati a quelli demografici - mentre sembrano mancare ancora alloggi) e di farlo senza tabù perché la difesa della tradizione, anche politica, è andata scolorando in qualcosa di impalpabile, ma sicuramente di non funzionale ad una rinascita urbana, anzi ha accellerato la formazione di gruppi di interessi contrapposti, il proliferare di comitati e dei ricorsi.

Eppure, se le affermazioni dell'assessore possono a prima vista apparire temerarie, è altrettanto vero che se coniugate ad una chiaro percorso partecipativo, aperto a tutti, non limitato alle forme oggi in voga di consultazione di campioni di cittadini, ma imperniato sui quartieri e su documenti da discutere a partire da quelli dell'analisi dello stato del territorio e dell'ambiente, della città intesa come corpo sociale ed economico, potrebbero anche essere una chiave di volta.
Non resta che aspettare augurando buon lavoro.

 

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Prato: Ubaldo Mascii

Pisa: La stazione del trammino a Tirrenia (1932)

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Siena: La Valdichiana senese

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Cinque i progetti finalizzati a potenziare la fruizione e la promozione del sistema delle Riserve naturali della Provincia di Siena hanno ottenuto un finanziamento della Regione Toscana per il 2012. 
Le risorse stanziate dall’amministrazione provinciale, che gestisce quattordici Riserve naturali, sosterranno – in modo particolare – interventi e iniziative per avvicinare sempre più cittadini, visitatori e turisti a un patrimonio di grande valore ambientale, naturalistico, storico e culturale. 
Sul versante dell’attività divulgativa, per il 2012 é prevista una nuova edizione dell’Atlante. Parliamo di una pubblicazione pensata per far conoscere le numerose specie animali e vegetali, anche rare e di  notevole interesse scientifico e conservazionistico, ospitate negli ambienti tutelati dalla Provincia di Siena. E dopo il successo ottenuto dalla pubblicazione dell’Atlante degli anfibi, dei rettili e delle orchidee, nel 2012 sarà realizzato l’Atlante delle farfalle della Provincia. 
Tra gli interventi finanziati, per un totale di 100mila euro – 75 mila derivanti da risorse regionali e 25 mila da fondi propri  –  previsto l’allestimento di un punto informativo sul sistema delle Riserve naturali alle Terme di Petriolo, nella Riserva naturale del Basso Merse. 
C’è poi la realizzazione di un punto di ormeggio nel centro visite della Riserva naturale del Lago di Montepulciano, la manutenzione straordinaria della tabellazione e della cartellonistica, l’organizzazione dell’edizione 2012 dei Cantieri della Biodiversità. L’iniziativa riunirà di nuovo a Siena esperti della comunità tecnico-scientifica italiana per discutere di sviluppo sostenibile, stato dell’ambiente, ricchezza faunistica e floristica del Paese.

16:34 Scritto da minobezzi1 in ambiente | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

Viareggio (LU): Luca Ghiselli


Il ricordo del poeta Luca Ghiselli ci riporta alla mitica ‘baracca ‘ della spiaggia di levante, un “meraviglioso rifugio dentro il rumore della risacca …”. Ghiselli e l’amico fraterno Mario Marcucci, verso la fine del 1930,  ne fecero il loro rifugio segreto, ammettendovi poi l’amico comune Mario Tobino. Luca era un giovane alto, dal volto pallido, figlio di marinai benestanti, estraneo al lavoro dei familiari, attratto fortemente dai
libri. Il dolore per un fratello infelice accompagnò la sua adolescenza. Il desiderio di uscire di casa per stare con se stesso, in solitudine, era forte. Annotava nel Diario: “Vorrei una baracca fra le dune del Balipedio; qualcosa dove nascondermi e lavorare in serenità…”. Era un autodidatta, la sua formazione non avvenne però a caso; il suo fiuto innato lo guidava.

Scelse gli autori a lui più congeniali, Shelley, Keats, Novalis, Holderlin, Baudelaire, Verlaine, Rimbaud, Valéry, e poi Eliot, Ungaretti, Cechov, Conrad, Shakespeare, Jojce, Kafka. Fu folgorato da Rilke. Il fluire fantasmatico delle immagini, dei pensieri, delle sensazioni del poeta che s’interroga sulla vita e sulla morte, sul dolore, sulla precarietà delle cose del mondo, placava la sua irrequietezza.

Luca guardava la bellezza che lo circondava, il mare, le dune, la pineta, le strade, le piazzette del paese, le umili persone che le abitavano, per coglierne la meraviglia del loro rivelarsi; ascoltava assorto il silenzio della baracca, il rumore del vento, della risacca. Non era solo. Due amici per la vita gli erano accanto. Guardavano, sentivano le stesse cose. Il loro sodalizio era totale, pur nella diversità dei loro caratteri: riservato e irrequieto Ghiselli, timido e sereno Marcucci, sanguigno ed estroverso Tobino.

Antonio Carollo

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Viareggio (LU): Il manifesto del Carnevale 2012

16:14 Scritto da minobezzi1 in tradizioni popolari | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

Tirli di Castiglione della Pescaia (GR): Befanata in arrivo

15:57 Scritto da minobezzi1 in tradizioni popolari | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

Prato: Cosa c'è nella carne del kebab?

.....quello che negli hamburger-spazzatura è una derlizia del palato

15:54 Scritto da minobezzi1 in orrore ! | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

San Miniato (PI): Tagliatelle al tartufo bianchetto

Oggi prepariamo un piatto semplice e gustoso, che richiede l'impiego del Tuber borchii Vittadini, più comunemente conosciuto con il nome di tartufo bianchetto o marzuolo. Tale varietà di funghi ipogei si raccoglie nei boschi toscani nel periodo che va da gennaio ad aprile ed ha la particolarità di avere un sapore più piccante e agliaceo rispetto a quello dei tartufi bianchi pregiati, ai quali assomigliano per il colore della superficie biancastra tendente all'ocra. La polpa o gleba del bianchetto, però, è scura e maculata con macchie di color rosso-bruno, al contrario di quella del tartufo bianco pregiato che è molto chiara.

Per preparare le tagliatelle in ogni periodo dell'anno potete utilizzare il tartufo bianchetto conservato in salamoia. La conservazione in acqua salata è un procedimento impiegato sin dall'antichità per preservare i sapori alla perfezione senza dover aggiungere sostanze chimiche che possano alterare il gusto autentico dei prodotti naturali. Ecco qua la ricetta:

Tagliatelle al Tartufo Bianchetto 
ricetta per 4 persone

Ingredienti
25 gr di Tartufo Bianchetto intero
250 grammi di tagliatelle all'uovo
50 gr di burro
Formaggio grattugiato q.b.

Preparazione
In una pentola far bollire abbondante acqua poco salata. Cuocere le tagliatelle per i minuti indicati sulla confezione (generalmente pochi minuti). Scolare la pasta all'uovo e metterla in un recipiente, aggiungere il burro e il formaggio grattugiato. Togliere il bianchetto dalla salamoia e aggiungere l'acqua nella pasta. Tagliare il tartufo a scaglie sottili con l'affetta-tartufo (se non lo avete potete utilizzare un affetta-verdure) e spargere le scaglie sopra la pasta. Le Tagliatelle al Tartufosono pronte per essere servite in tavola. Buon appetito!

Per questa ricetta vi consigliamo il Tartufo Bianchetto intero raccolto a San Miniato dall'azienda Gemignani

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Pisa: Giorgio Vasari al Museo di San Matteo


Come nella mostra aretina, anche in questo caso si privilegia la ricostruzione di un percorso nella storia dell'arte italiana attraverso gli artisti citati nelle celebri "Vite" vasariane. Tele mai viste, pezzi restaurati ed esposti per la prima volta, postazioni multimediali che intrecciano il lavoro dei restauratori con i percorsi museali. L'allestimento si apre con la "Sacra conversazione" del Sodoma e presenta, fra le altre opere, il "San Sebastaino e San Rocco" di David Ghirlandaio, una "Madonna con bambino e angeli" di Giovanni Sogliani, statue in marmo attribuite a Giovanni Pisano e provenienti dalla chiesetta della Spina. Ma la vera attrazione della mostra è un capolavoro di Simone Martini, un luminoso polittico a sei scomparti (il più grande ad opera dell’autore) datato 1320. L'opera, proveniente dalla chiesa di Santa Caterina e ricomposta solo nel 1946, è protagonista di un restauro in diretta visibile al pubblico attraverso i vetri della sala che apre il corridoio principale della mostra ma anche sulla postazione multimediale che permette di arrivare fino al cuore dell'opera.


Info - 050.541865 dario.matteoni@beniculturali.it

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Pitigliano (GR): Così si festeggia l'anno nuovo

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Carrara: La morbida lucentezza del marmo

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MORBIDA LUCENTEZZA DELLA PIETRA NATURALE DI Q-BO
Esaltare la bellezza genuina della pietra naturale e del marmo. Enfatizzare il contrasto tra materia ruvida scavata e la superficie liscia della lastra. Valorizzare trame, fantasie e grafiche delle collezioni di Q-BOLuxury è tutto questo e ancora di più: un vero e proprio tocco di lusso per ogni ambiente dotato dei pregiati rivestimenti e pavimenti Q-BO nella nuova finitura. Dalla morbida lucentezza, la nuova finitura Luxury può essere applicata a tutte le grafiche a catalogo e ai formati standard e Natural XXL in Crema Luna e Bianco Carrara. La finitura non è applicabile alle superfici in Ardesia Ligure in quanto non lucidabilili.
 
Q-BO Project
Q-BO, nuova generazione di materiali naturali, nasce dalla lunga esperienza dei suoi fondatori nella decorazione in bassorilievo su ceramica, pietra naturale, vetro e legno. Grazie a tecnologie all’avanguardia e ad impianti esclusivi specificamente progettati, Q-BO crea rivestimenti e pavimenti in pietra naturale e marmo con rilievi, forme e decorazioni di design. Selezionati con cura nelle migliori cave e lavorati sofisticatamente con tecniche di decorazione e trattamenti superficiali, selezionati marmi e pietre di alta qualità - Bianco Carrara, Crema Luna e Ardesia Ligure – si trasformano in un nuovo concetto di superficie. Un prodotto di alta gamma innovativo all’insegna della naturalezza, di una gradevolissima tattilità e di un’elevata qualità estetica.

www.q-bo-project.it

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Pontremoli (MS): Il Castello del Piagnaro

 Il castello ospita tra l'altro al suo interno il famoso Museo delle Statue Stele lunigianesi, che rappresenta la piu' importante struttura museale della Provincia di Massa  eCarrara; tanto da contare gia' oggi intorno ai 12mila 500 visitatori all'anno. Sorto intorno all'anno mille con funzioni di difesa, deve il suo nome alle "piagne", lastre in arenaria utilizzate in Lunigiana per realizzare i tetti delle abitazioni.

A fronte di un costo complessivo previsto di 1 milione e mezzo di euro, la Regione Toscana finanziera' l'intervento con un contributo di 900mila euro. Dallo Stato arriveranno 500mila euro e dal Comune di Pontremoli gli altri 100mila euro. I lavori inizieranno alla fine della prossima estate e si prevede che dureranno un anno circa.

Firenze: La trattoria Cibrèo


Trattoria il Cibrèo detta il Cibrèino

Trattoria il Cibrèo detta il Cibrèino

Vi capita mai di voler fare una cosa ma anche con i più buoni propositi  non riuscite a farla?

Sarà che io sono sempre preso tra tante idee a me dunque  capita spesso. Una delle tante che non riuscivo a fare era quella di mangiare dal Picchi a Firenze.

Ho consultato più volte la guida Osterie d’Italia di Slow Food e letto articoli vari, ma ogni volta non riuscivo ad andarci di persona per le interminabili code di avventori provenienti da ogni parte del mondo.

L’altra sera, in una delle escursioni fiorentine, per caso, passeggiando  in via dei Macci per tornare al parcheggio, mi sono trovato senza pensarci di fronte all’ingresso del Cibrèo e….magicamente mi è tornato in mente il vecchio proposito.

Erano una decina di minuti prima delle 20.00, non c’era nessuno fuori. Ho preso la palla al balzo e ho fatto capolino per informarmi se vi fosse un tavolo per due.  La risposta del cortese personale è stata immediata “Un attimo, due signori si stanno alzando e potrete accomodarvi”. Non mi aspettavo tanta fortuna, a volte le cose capitano proprio senza volerle. Da lì a poco abbiamo varcato la soglia che ci permetteva di entrare in quel locale tanto agognato, abbastanza piccolo ma dalla fama molto grande.

Per chi non conosce il Cibrèo bisogna precisare che esiste una storia su questo e su ciò che ci ruota intorno. Tante attività….. ognuna con una vita sua ma tutte concatenate alle altre dall’anima del loro creatore Fabio Picchi. Non stà a me parlarvi di questo potrete vederlo qui!

Io mi limiterò a parlare delle mie impressioni sul locale e su quello che abbiamo assaggiato.

Ci siamo accomodati nell’unico tavolo vuoto, al centro della sala, era rotondo e di foggia antica. Sono convinto che se potesse parlare sugli avventori che hanno “approfittato” di lui continuerebbe per giorni peggio di una massaia al mercato. Potrebbe raccontare di gente scorbutica, allegra, di coppiette, di bambini che hanno avuto l’opportunità di assaporare i gustosi piatti, le ribollite, gli stracotti  nel corso di almeno una trentina d’anni.

Il consunto pavimento in legno sul quale fanno capolino strati di vernice di tempi immemorabili ne è testimone.
Il Cibrèino è sempre pieno, poco più di 30 persone contemporaneamente hanno la possibilità di assaporare “i piatti”  che cambiano ogni giorno.

Bisogna dire che la clientela è per lo più straniera e lo Staff si difende benissimo spiegando ora una “minestra di pane” in inglese o  ”uno stracotto” in giapponese o in altre lingue conosciute pur di accontentare gli avventori.

Quando viene il nostro turno per la “comanda” uno sgabello o una delle rare sedie rimasta libera viene usata da chi, per mettersi a “nostro pari”, scrive l’ordine ma prima ci racconta per filo e per segno, dall’antipasto al dolce, tutte ma proprio tutte le portate con qualche accenno anche su come vengono eseguite.

Non mi è mai successo da altre parti di avere una spiegazione così esauriente su quello che ci apprestavamo ad ordinare e lo stessa pazienza e tempo è stato dedicato a tutti gli ospiti. Una accoglienza perfetta!

Noi eravamo in due e abbiamo volutamente preso cose diverse per avere un’idea più ampia. Le porzioni, ci è stato anticipato, sarebbero state piuttosto piccole e per mangiare sarebbe stato necessario  prendere almeno tre piatti.

Abbiamo iniziato con l’antipasto: Crostini di pane con patè di fegatini, una interpretazione moderna e gustosa della tradizionale ricetta toscana e poi una insalatina di trippa condita e insaporita in maniera veramente insolita

 

Patè di fegatini

Patè di fegatini

Insalata di trippa di Vitello

Insalata di trippa di Vitello

poi con i primi abbiamo assaggiato la minestra di pane, una interpretazione molto personale caratterizzata dai forti profumi e sapori di erbe e lunghe cotture e poi lo sformato di bietole e ricotta adagiato su una salsa leggera di pomodoro e contornata da sbuffi di Parmigiano grattugiato che ricordava molto   il sapore di malfatti o il ripieno di tortelli

La minestra di pane

La minestra di pane

Sformato di bietola e ricotta

Sformato di bietola e ricotta

poi, dopo una discreta attesa, con continua fila all’ingresso la scelta è andata sullo stracotto alla fiorentina, un manzo  cotto per cinque / sei ore . Un tripudio di sapori antichi!

Stracotto alla Fiorentina

Stracotto alla Fiorentina

con contorno di patate cotte nel suo sugo

Le patate dello stracotto

Le patate dello stracotto

e poi una interpretazione più moderna e forse di origine piemontese, un polpettone ottenuto da carni macinate e sapientemente confezionate con pistacchi prima della bollitura servito con una sapida maionese fatta in casa dagli spiccati sentori di limone

Polpettone con la maionese

Polpettone con la maionese

e il contorno composto da semplici e buoni ceci bolliti e conditi

Ceci

Semplicemente .....Ceci

Alla fine abbiamo deciso di non prendere il dolce più che tutto per non dimenticare subito questi sapori forti e caratteristici della nostra cucina toscana.

Abbiamo speso in due, con 2 antipasti 14.00, più 2 primi a 14.00€ e due secondi a 28.00€, poi un bicchiere di vino 4,00€ e un’acqua 2.00. Totale 62.00

Onore a chi ha cucinato ma molto onore va alla scelta degli ingredienti con cui i piatti sono preparati e alle ricette che sono state proprio interpretate con “amore”

L'interno del Cibrèo

L'interno del Cibrèo

Questa aria retrò che si respira è solo un vanto per il Cibrèo.  Oggi troppi  locali sono “rifatti” ma  pochi sono originali. Viva la semplicità della toscanità vera, forse un pò rustica ma sincera come il vino sangiovese che ben si abbina ai piatti locali.

Cibrèo trattoria (detta il Cibrèino) Via de’ Macci, 122r Firenze

Marco Bechi mb@marcobechi.it +393394977937

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Orbetello (GR): Area protetta

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Staggia Senese (SI): Le Mura

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Orbetello (GR): Il Casale Spagnolo

 
Il Casale della Giannella, storicamente noto come Torre della Giannella e comunemente chiamato Casale Spagnolo, è un edificio situato nel comune diOrbetello. La sua ubicazione è lungo il Tombolo della Giannella.
Il complesso architettonico sorse come torre costiera nella seconda metà del  
Cinquecento, per rafforzare il sistema difensivo costiero dello Stato dei Presidii. La struttura svolse le funzioni di avvistameno per un lungo periodo, potendo comunicare sia con il Forte delle Saline a nord che con la Torre della Peschiera di Nassa a sud, attraverso l'emissione di segnali luminosi dalla parte sommitale della torre. In epoca post-settecentesca la struttura fu trasformata gradualmente fino ad assumere l'attuale aspetto di casale rurale fortificato.
 
 
foto prosperi

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