31/01/2012

Carrara: Piazza Alberica

22:23 Scritto da minobezzi1 in bella Italia | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

Grosseto: Zuppa di farro e patate della Maremma


Ingredienti per 6 persone
1. Farro 350 g
2. Patate 3
3. Cipolla rossa
4. Sedano
5 Carote 2
6. Pancetta 100 g
7. Olio d'oliva extravergine
8. Pomodori da sugo 3
9. Sale q.b.
10. Pepe q.b.
Preparazione
1
Mettete il farro in ammollo in acqua fredda per tutta la notte.
Il giorno dopo sciacquatelo e fatelo cuocere in una pentola con 1,5 litri di acqua salata per 20 minuti.
2
Pelate, lavate, tagliate e tritate le patate.
Tritate insieme cipolla, sedano, carote e pancetta.
Tagliate i pomodori a dadi liberandoli dai semi.
3
Fate scaldare 2 cucchiai di olio extravergine in una pentola di coccio, unite il trito di verdure e pancetta e lasciate appassire a fuoco lento 10 minuti, poi unite le patate e i pomodori, salate, pepate e fate cuocere 30 minuti.
Versate nella pentola 1 litro di acqua bollente, aggiustate di sale e proseguite la cottura ancora 20 minuti.
4
Passate la zuppa al passaverdure, rimettetela nella pentola e unitevi il farro scolato. 
Fate cuocere 20 minuti finché il farro sarà tenero e gonfio. 
Servite la zuppa condita con l'olio crudo rimasto.


19:25 Scritto da minobezzi1 in Toscana godereccia | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

Firenze: Euromeeting


Nuovi modelli di sviluppo sostenibile per le città d'arte: è questo uno dei temi di approfondimento della 10ma edizione di Euromeeting in programma nell'ambito di Art&Tourism, che si svolgerà il 18 e il 19 maggio 2012 alla Fortezza da Basso di Firenze. Si tratta di un seminario internazionale dedicato ai temi della sostenibilità e della competitività uniti a quelli propri del turismo artistico, culturale e esperienziale. Nel corso di Euromeeting si parlerà, in particolare, della definizione di modelli e indicatori specifici per la gestione delle destinazioni turistiche d'arte e della cultura. Esperti e rappresentanti delle istituzioni internazionali, della Commissione europea, dell'Omt si confronteranno con le regioni e gli attori locali sul futuro e le sfide del turismo europeo e sulle esperienze più interessanti e innovative.

ttg

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Carrara: Le frittelle di mele

Dolci tipici della tradizione del carnevale, le frittelle si trovano in moltissime varianti a seconda del territorio da cui prendono origine. Popolari in tutta Italia, le frittelle nascono in epoca rinascimentale e giungono fino a noi per festeggiare il periodo di scherzo e dissolutezza che precede i costumi più morigerati della Quaresima

frittelle di mele

 80gr di farina bianca 3 mele due uova mezzo bicchierino di grappa zucchero a velo per guarnire un cucchiaino di lievito acqua o latte q.b

Preparare la pastella amalgamando insieme la farina con le uova, il lievito, l'acqua o il latte e un goccio di grappa. Tagliare le mele a rondelle e immergerle nella pastella, friggere nell'olio bollente e spolverarle con lo zucchero a velo

 

A Carrara si fanno semplicemente con la pastella e rondelle di mele (o pomi, in dialetto)

17:39 Scritto da minobezzi1 in Toscana godereccia | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

Portoferraio (LI): Estrarre litio all'Elba


[ 31 gennaio 2012 ]

Legambiente Arcipelago Toscano per greenreport

La corsa al litio, una delle materie prime della green economy, in particolare per accumulatori e batterie delle auto elettriche, è arrivata anche all'Isola d'Elba, dove è stato rilasciato un permesso di ricerca che è l'anticamera di una concessione mineraria ed all'apertura di una miniera.

Infatti l'Elba non ha certo qualcosa di simile ai "salar", gli immensi laghi salati andini che conterrebbero l'85% delle riserve di litio conosciute del pianeta, ma il litio, come spiegano l'ex presidente del Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano Giuseppe Tanelli e Luisa Poggi nella monografia "La Collezione elbana" della sezione di mineralogia del Museo di storia naturale dell'università di Firenze, «Nelle pegmatiti di Campo venne anche individuata una varietà di berillo, ricca in litio e cesio, ad habitus tabulare e cromaticità da incolore a giallo-rosa, denominata "rosterite" (Grattarola, 1880)», piccole quantità che, come accade in altre aree del pianeta, renderebbero l'estrazione del litio particolarmente impattante. Il progetto presentato dall'associazione pistoiese "Lithium", chiamato  "Colle Tozza", ha ricevuto il sì della Regione sulla valutazione di impatto ambientale e riguarda la raccolta e lo studio di campioni di minerali per migliorare le tecniche di estrazione del litio che poi dovrebbero essere applicate in più ricchi giacimenti in Africa.. 

Il tutto in un'area tra i paesi di San Piero e Sant'Ilario, nel Comune di Campo nell'Elba, al confine (ma probabilmente anche all'interno) del Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano e del Sito di interesse comunitari (Sic) e Zona di protezione speciale (Zps) di Monta Capanne- promontorio dell'Enfola, istituita in base alle Direttive Ue Habitat ed Uccelli ed al Sito di importanza regionale (Sir) istituito dalla Regione Toscana.   

A proposito di green economy, è abbastanza incredibile che in un'isola dove si fatica moltissimo (e spesso non ci si riesce) ad ottenere il permesso di mettere un pannello solare sul tetto si ottenga tranquillamente un permesso di ricerca mineraria in un'area paesaggisticamente eccezionale e circondata da protezioni ambientali regionali, nazionali ed europee, l'apertura di una miniera di litio non è compatibile con la realtà ambientale sociale ed economica dell'Elba.  

Le pegmatiti fra San Piero e Sant'Ilario sono famose in tutto il mondo per i loro meravigliosi cristalli, al loro interno si trova il litio,  ma secondo quanto scrive il  professor Tanelli «Non offrono, sia per la natura dei minerali (silicati) che per le consistenze, reali interessi economici riferiti all'elemento».

L'area ha invece un grande interesse dal punto di vista del collezionismo, un interesse che il permesso di ricerca mineraria richiesto, preludio all'estrazione, potrebbe distruggere.

La strana corsa al litio elbana va stoppata subito e con decisione, visto che non ci sembra esistano i requisiti ambientali,  paesaggisti e giacimentologici  (tantomeno in un'area dalla quale sono partite le alluvioni che hanno funestato la piana di Marina di Campo negli ultimi anni) per rilasciare una concessione mineraria e l'apertura di una miniera.

Condividiamo pienamente quanto dice il professor Tanelli: «Se poi le finalità hanno carattere squisitamente tecnologico e culturale, aspetto di cui non dubito, si prevedano e si attivino altri percorsi ed altre motivazioni, abbandonando la strada del permesso minerario per  "l'elemento litio": una strada ricca di incertezze e di rischiosi appetiti».

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Santa Fiora (GR): Al mio paese nevica e il campanile della chiesa è bianco

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Massa: Duo Fini-Giorgini

Immagine articolo - Il sito d'Italia

Grande successo di pubblico per il concerto tenuto in località Martana dal duo pianistico Sena Fini - Pietro Giorgini dal titolo "Two Pianos Underground". L' evento era patrocinato da Comune di Massa e  Regione Toscana e organizzato dall'Associazione "Clara Wieck Schumann". Straordinaria l’esibizione del duo composto appunto da Sena Fini e Pietro Giorgini, che hanno mostrato un talento non comune educato dai titoli accademici che entrambi hanno conseguito. Riuscito anche l’ “esperimento” di tenere lo spettacolo al rifugio anti aereo: uno scenario post moderno che ha contornato di sfumature innovative e originali un repertorio classico. A due e a quattro mani il risultato dell’esibizione è stato lo stesso: l’eleganza unita allo stile, la perfezione delle performance allietate da un’interpretazione unica. Dopo le esibizioni italiane, ma anche madrilene e parigine, oltre che americane, Fini e Giorgini sono tornati ad entusiasmare Massa, mostrando come anche due talenti “da esportare” possano essere profeti in patria.

Nella foto, la pianista Sena Fini durante un concerto

quotidianoapuano

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Montemerano (GR): Nel borgo

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Siena: Visitarla è bello

 

Perchè questo post? Perchè Siena è bella in tutte le stagioni e in tutte le condizioni meteo!

Romantica con la neve, nostalgica con la pioggia, sorridente con il sole, misteriosa con la nebbia.

Ma oltre ai soliti “tour” classici è bello andare a scoprire il Vicolo dell’Oro, quello della Manna, e perchè si chiamano così.. Scoprire i “bottini”, ovvero la Siena sotterranea, fare il giro delle sue fonti e quello delle porte delle sue antiche mura.

Roberta Poggesi, guida autorizzata del Centro Guide Senesi, organizza dei tour fuori dai soliti canoni, a Siena e nella provincia, per scoprire quei luoghi e quelle tradizioni, lontani dai soliti canoni turistici.

Per contattarla bobinapog@hotmail.it

Per visitare i Bottini

Sono visitabili il Bottino di Fontegaia nel tratto Piazza del Campo / Fontegiusta e il Bottino di Fonte Nuova.
La visita è aperta ad un massimo di 8 partecipanti i quali, dopo che avranno avuto la comunicazione di accettazione della domanda, dovranno fare un versamento di € 9,38 sul c/c postale n. 14146534intestato alla Tesoreria del Comune di Siena con causale Visita ai Bottini e consegnare la relativa ricevuta alla nostra guida il giorno della visita.
Tutti i partecipanti dovranno dotarsi di torcia elettrica e calzature sportive (per il Bottino di Fonte Nuova decisamente consigliabili gli stivali).
Il Comune di Siena e l’Associazione La Diana si riservano il diritto di poter revocare in qualunque momento l’autorizzazione alla visita per motivi di ordine pubblico, tecnico o organizzativo.

stefaniapianigiani

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PIsa: Storia nevicata del 1929

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San Gusmé (SI): La Porta del Chianti

 

La Porta del Chianti

Piazza Castelli 10/12 - fraz. San Gusmè - Castelnuovo Berardenga
Tipologia cucina: Carne
Telefono: 0577 358010 - Chiuso: Domenica escluso festività ed eventi su prenotazione

Nell’incantevole borgo medievale di San Gusmè, tra le verdeggianti colline del Chianti Classico, a soli 20 km da Siena, vale la pena fermarsi al ristorante “La Porta del Chianti” che si trova nella piazza principale del paesino. La purezza,  l’armonia cromatica della pietra e del cotto ed il vecchio pozzo all’interno dello stesso, caratterizzano il locale, dove si possono gustare piatti tipici della tradizione culinaria toscana.
Carpaccio di manzo, crostini misti, pici della tradizione, tagliatelle al cinghiale, ribollita, bistecca alla Fiorentina, cinghiale in umido, coniglio fritto e tagliata di manzo: sono questi i piatti base che caratterizzano il menù del locale gestito da Aldo Spinelli, Marco Elia e Vincenzo Giangiordano.
Ottima anche la selezione dei vini, preferibilmente espressione della Toscana vinicola con il Chianti Classico che è, a tutti gli effetti, il padrone di casa. L’esperienza ventennale portata avanti dai titolari sia sul territorio che all’estero, ha permesso l’apprendimento di varie lingue straniere quali l’inglese, il tedesco e il francese che permettono di mettere completamente a proprio agio la clientela internazionale che si ferma ad assaporare la cucina  dello chef Vincenzo Giangiordano.

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Siena: Pittori senesi del '600

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Monteroni d'Arbia (SI): Il mulino ad acqua fortificato

Pistoia: Potrebbe tornare così

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Asciano (SI): La strada bianca di Medane

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Firenze: Al Gabinetto Vieussieux

GABINETTO SCIENTIFICO LETTERARIO

G.P. VIEUSSEUX

 

Presentazione del volume di

 

Giuseppe Ricuperati

Un laboratorio cosmopolitico.

Illuminismo e storia a Torino nel Novecento

ESI – Edizioni Scientifiche Italiane 2011

 

Partecipano

 

Giovanni Gozzini, Rolando Minuti e Marcello Verga

 

Sarà presente l’Autore

 

Mercoledì 8 febbraio 2012, ore 17

Firenze, Palazzo Strozzi, Sala Ferri

15:39 Scritto da minobezzi1 in alta cultura | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

Carrara: Lo Zaccagna ha 150 anni

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Carrara: Giuliano Vangi

Giuliano Vangi è un maestro nell'uso del marmo. Per le sue sculture predilige quello di Carrara che sceglie di persona e con cui ha realizzato la scultura all'ingresso dei Musei Vaticani. Vangi collabora con gli architetti, in particolare con Mario Botta e con Renzo Piano, che l'ha chiamato per l'ambone del santuario di Padre Pio a San Giovanni Rotondo. Vangi nasce nel 1931, pochi mesi prima della morte di Aldolfo Wildt, ma conosce la sua tecnica e ne apprezza la poetica.

Come definisce la scultura di Adolfo Wildt?
«Spirituale, legata ai problemi dell'uomo, va oltre la rappresentazione e la contingenza quotidiana».

Wildt ha fatto un uso eccezionale del marmo: può spiegarci il segreto della sua abilità tecnica?
«Ha trattato il marmo in modo maniacale, raggiungendo la perfezione con forme allungate e levigate; con gli occhi "vuoti" che guardano dentro l'anima è riuscito a esprimere un sentimento che la maestria da sola non restituisce. I suoi volti sono sia ritratti che maschere. Il virtuosismo è una tecnica: Wildt, oltre a essere bravo, è un artista».

Lei lavora il marmo... 
«Proprio ieri ero nelle cave di Carrara per scegliere dei blocchi di marmo. Quello che preferisco è il tipo statuario, di pasta tenera, che si lavora bene con lo scalpello. Il marmo produce un suono. Se è un pezzo sano è squillante; se c'è un difetto dentro, che non si vede, il suono è sordo. Scegliere il marmo e scolpirlo è un mestiere difficile, bisogna essere esperti, volergli bene. Wildt usava il marmo di Candoglia, duro, difficile da lavorare, ma che dà risultati di grande bellezza».

La mostra di Forlì mette a confronto Wildt (e le sue fonti) con altri artisti, con Michelangelo per esempio. Due grandi scultori che dialogano a distanza? 
«Non trovo un parallelo tra Michelangelo e Wildt: l'uno scava per trovare la figura, l'altro è un esteta raffinato che giunge alla perfezione. Wildt guarda alla tradizione liberty e prima a quella francese di Maillol e Rodin che, pur essendo un grande scultore nel bronzo, non ha capito cos'è il marmo».

Wildt - L'anima e le forme tra Michelangelo e KlimtWildt - L'anima e le forme tra Michelangelo e Klimt    Wildt - L'anima e le forme tra Michelangelo e Klimt    Wildt - L'anima e le forme tra Michelangelo e Klimt    Wildt - L'anima e le forme tra Michelangelo e Klimt    Wildt - L'anima e le forme tra Michelangelo e Klimt    Wildt - L'anima e le forme tra Michelangelo e Klimt    Wildt - L'anima e le forme tra Michelangelo e Klimt

Cos'è il marmo?
«Materia viva che muta nel tempo. Se cerchi di opacizzarlo perché è troppo bianco, come faceva Canova, lentamente torna alla sua natura. È come con i tronchi di un albero: nel marmo puoi leggere il tempo».

Cosa pensa del ritratto di Mussolini, che non era piaciuto al regime perché del duce Wildt restituiva un carattere riflessivo e spirituale?
«Wildt ha fatto la sua scultura. L'arte è libera anche quando c'è una committenza. Il tema può condizionare, ma l'artista resta se stesso. Questo vale in particolare per la scultura che si presta a certi soggetti e ad altri meno».

 

Giuliano Vangi ritratto da Berengo Gardin

S'è ispirato a Wildt per qualcuna delle sue opere?
«Lo apprezzo ma non l'ho preso come esempio. M'interessa l'uomo, la sua fisicità, i muscoli, il cervello. Ho realizzato opere che mi avvicinano alla sua spiritualità, l'altare e l'ambone della cattedrale di Pisa, il nuovo Presbiterio per quella di Padova».

 

Qual è il tratto più tradizionale e quello più innovativo di Wildt? 
«Il più tradizionale è legato alla ricerca della perfezione; il più innovativo è aver trovato una chiave espressiva inconsueta. Wildt è morbido nelle linee, ma è duro nei tagli e nei volti. Il suo è un tratto che non è di nessun altro scultore italiano del periodo».

 

Bronzo «Puro folle» (1930) di Wildt

In che modo secondo lei ha influenzato gli artisti più giovani come Lucio Fontana, suo allievo all'Accademia di Brera?
«Wildt è stato un uomo coerente e questo per un giovane è un esempio. Forse Fontana negli anni della formazione ha imparato da lui, oltre a questo, l'amore per la materia, l'importanza di andare al di là della visione convenzionale».

 

Veniamo al suo intervento nel santuario di Padre Pio, realizzato da Renzo Piano: com'è nata la collaborazione?
«Renzo Piano mi ha telefonato e mi ha detto: "Ho bisogno di un altare e di un pulpito. Tutta la chiesa è fatta in pietra di Apricena" (le cave del Gargano). Poi mi ha indicato lo spazio e mi ha lasciato libero di lavorare. È nato così il "Noli me tangere", in cui narro la storia di Maria di Magdala al Sepolcro: la disperazione, quando non trova il corpo di Gesù; e la felicità d'averlo ritrovato, che la rende persino bella in un vestito primaverile. Ho ambientato tutto in un giardino di pietra di dodici metri come se fosse un filmato».

Rachele Ferrario

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Firenze: Premio Ennio Macconi

Quasi un centinaio di giornalisti, precari e disoccupati, hanno partecipato al Premio Ennio Macconi,  che si è chiuso il 30 settembre. La giuria - composta dall'ex rettore Paolo Blasi, dall'imprenditore Luigi Salvadori, e da tre giornalisti, fra cui il presidente dell'Ordine Carlo Bartoli e  il capocronista della Nazione  Luigi Caroppo - ha avuto il suo da fare per scegliere i vincitori. Molti erano i pezzi meritevoli di riconoscimento, a testimonianza dell'impegno profuso dai colleghi in tutti i campi. Per questo motivo non  c'è una graduatoria. Ci sono il primo, il secondo e il terzo premio, mentre tutti gli altri sono da considerarsi al quarto posto.

I nomi dei vincitori saranno resi noti lunedì  6 febbraio alle 18 presso la sede del  Rotary Club Firenze, a Palazzo Borghese, in via Ghibellina 110 ( telefono 055-284921, mail rotaryfi@tin.it). Alla cerimonia sono state invitate le autorità e i direttori dei giornali. I premi saranno consegnati lo stesso pomeriggio, mentre i nomi dei vincitori saranno pubblicati sul sito dell'Ordine dei giornalisti e su quello del Rotary.

Il premio - per complessivi ottomila euro, suddivisi in quattromila al primo, duemilacinquecento al secondo e mille e cinque al terzo -  è uno dei più alti del nostro Paese. Vuole essere un incoraggiamento a non mollare  la strada intrapresa da Ennio Macconi.

La cifra è stata  raccolta grazie ai due sponsor - Bassilichi e Arval-Bnp Paribas Group - e allo spettacolo "Amore, tradimenti e... Woody Allen",  ha detto Alberto Fraschetti, past president del Rotary Club Firenze. La sera del 6 maggio  undici professionisti fiorentini, quasi tutti del Rotary Club Firenze, hanno sfidato uno dei  palcoscenici più prestigiosi della città, quello del Teatro Verdi, facendo divertire le centinaia di persone che avevano riempito la sala,

L'iniziativa - come ha ricordato il presidente del Rotary Club Firenze Maria Oliva Scaramuzzi - è stata promossa dal Rotary  e dalla Nazione con il patrocinio del Comune e della Provincia.

Ennio Macconi, scomparso tre anni fa,  aveva cominciato questo mestiere giovanissimo. La sua prima passione era stato il teatro d’avanguardia. Aveva interpretato il Caligola e recitato nel Gulliver.  In televisione era stato diretto da Lina Wertmuller nel «Giornalino di Giamburrasca», interpretato da Rita Pavone. Lasciò il teatro per completare gli studi universitari alla Cesare Alfieri e dedicarsi completamente al giornalismo. All'inizio lavorò al Nuovo, a Radio Libera, Tele Libera, La Città, 'Toscana qui'. Nell'82 venne assunto da La Nazione.  Era  obiettivo, equilibrato, sensibile,  colto e ironico, ha detto il presidente dell'Ordine dei giornalisti, Carlo Bartoli. Ennio era uno dei migliori cronisti della Nazione. Seguì i delitti del mostro, le inchieste sul terrorismo, la politica di Palazzo Vecchio. Venne inviato dal giornale a seguire la guerra a Gibuti,  un dirottamento aereo a  Tunisi, la tragedia del Moby Prince a Livorno e la misteriosa morte di due giovani fiorentine in Francia.

Aveva viaggiato in lungo e in largo. Per Bonechi aveva scritto un libro su Marrakech, tradotto in molte lingue. Rimase  legato  a  sola una terra, l’Eritrea, dove era stato la prima volta alla fine degli esami di maturità. Ad Asmara tornò tutti gli anni, anche nell'estate  del 2008, mentre lavorava e lottava con un tumore.

La professionalità di Ennio Macconi nel raccontare la storia degli ultimi trent'anni è un esempio di ciò che possono fare i giovani cronisti e  la buona carta stampata.

 

Campi Bisenzio (FI): Scuole chiuse

Campi Bisenzio innevata

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Montepulciano (SI): Sinceramente bugiardi

spettacolo

12:52 Scritto da minobezzi1 in teatro | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

Prato: Santa Caterina de'Ricci, compatrona della città

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Firenze: La ribollita

Davide Paolini,in Idee in cucina

Non so quante volte ho divorato la ribollita  durante le frequentazioni di trattorie toscane con lo zio e con il mio babbo. Nonostante questo, il ricordo di questo piatto corre a Roma durante i primi anni di matrimonio con Alessandra, cuoca provetta di mangiari toscani, perché un giorno mi ha spedito alla ricerca del cavolo nero, per lei conditio sine qua non per una ribollita DOC. Dopo aver girato mezza Roma, finalmente ho scovato il cavolo nero, ma sono rimasto sconvolto del costo. Non solo. Quando ho fatto ritorno a casa sono stato trattato come un incompetente perché quel cavolo nero non aveva subito la gelata: un trattamento fondamentale per i toscani...

Ingredienti per 4 persone:
1 ciuffo di cavolo nero, 1/4 di cavolo verza, 1 mazzetto di bietola, ½  porro , ½ cipolla, 2 patate, 2 carote, 1 gambo di sedano, 150 g di fagioli cannellini secchi, 2 pomodori, 200g di panecasereccio, olio extravergine d’oliva, sale e pepe.
 







Procedimento:
Mettete in ammollo i fagioli cannellini secchi per una notte intera. Una volta che i fagioli si saranno ammorbiditi lessateli in due litri di acqua. Tagliate la cipolla a fette sottili e fatela rosolare in una pentola con dell’olio extravergine d’oliva. Tagliate le verdure grossolanamente, aggiungetele alla cipolla e fatele appassire lentamente per dieci minuti circa. Coprite le verdure con dell’acqua, unite metà dei fagioli, salate e pepate. Frullate gli altri fagioli e uniteli alla ribollita. Continuate la cottura a fuoco moderato per due ore circa. 
In un tegame alternate fette di pane casereccio e mestoli di minestrone, fate ribollire prima di servire per altri dieci minuti, aggiungete un filo d’olio extravergine d’oliva e del pepe macinato al momento.
 
Curiosità: Cavolo riccio nero di Toscana
Membro della famiglia dei cavoli senza testa è un ecotipo tipico della zona di Firenze ed Arezzo, coltivato da almeno cento cinquant’anni. Prende questo nome perché ha le foglie grandi particolarmente scure, anche se con nervature chiare e dalla superficie frastagliata da bolle abbastanza grosse. Il sapore è molto intenso, si coltiva per lo più con sementi autoriprodotte e la vendita avviene a privati direttamente in azienda.

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Pisa: L'Arno gelato 1929

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Grosseto: La pineta, a Marina

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Pisa: Nevicata 1954

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Lastra a Signa (FI): Il calendario delle cene con delitto


  • Sabato 11 FEBBRAIO la Compagnia del Giallo presenta lo spettacolo "Circo-lo vizioso"
La trama: 24 ottobre 1934. Dal Martedì nero della grande depressione del 1929 le più importanti famiglie circensi si ritrovano ogni anno per fare il punto della situazione, anche i circhi lavorano in ristrettezze e grandi difficoltà.
Quest'anno c' è un argomento molto importante su cui discutere che ha creato scandalo, vergogna e tensione soprattutto tra due compagnie circensi: la fuga della Donna Cannone con il Nano Paolino.
La famiglia Naumanni, proprietaria del circo più importante e antico, ospita le altre famiglie cercando di mediare, ma finisce essa stessa per cadere nel vortice dello scandalo a causa di una strana morte che avverrà la sera stessa, alla presenza di tutti gli invitati.

 
Menù della serata:

Aperitivo con antipasto a buffet

 

Gnocchetti di patate con funghi e tartufo

Arrosto di pollo coniglio rosticciana salsiccia

patate al rosmarino e insalata

 

Torta soffice al rum e pesche

 
  • Martedi 14 FEBBRAIO per S. Valentino la Compagnia del Giallo presenta lo spettacolo "Cena di classe"

La trama: A 25 anni dagli esami di maturità, gli ex alunni del liceo scientifico Galileo Galilei si ritrovano per festeggiare la ricorrenza, ma la serata è funestata dal ritrovamento del corpo senza vita di uno dei presenti. Una morte strana, anomala, che probabilmente nasconde qualcosa di inquietante: l'accurata e complessa architettura di un omicidio.

Menù della serata:

Aperitivo con antipasto a buffet

Crespelle al tartufo

Magatello di manzo con dadolata di verdure e uva

Sformatino di carote

 

Strudel di mele

  • Sabato 18 FEBBRAIO la Compagnia del Giallo presenta lo spettacolo "Cattive azioni"
La trama: E’ il 31 Dicembre 2007, siete stati invitati a festeggiare l’arrivo del nuovo anno con la SuperHelios, l’azienda che produce energia pulita della quale siete piccoli azionisti. Durante la serata però, viene commesso uno strano omicidio.
 
Menù della serata:

Aperitivo con antipasto a buffet

Pennette al sugo di anatra

Fritto di pollo e coniglio

patate al rosmarino e insalata

 

Torta al cioccolato con cuore morbido

 
  • Martedi 21 FEBBRAIO  per Carnevale la Compagnia del Giallo presenta lo spettacolo "Hotel Regina"
La trama: È il 7 settembre 1975, sei cliente dell'Hotel Regina dove, come ogni anno, si svolge la festa onomastica dell'albergo, ma l'anniversario si tinge di giallo, il corpo senza vita di un uomo è stato trovato nel vicolo dietro l'hotel, si tratterà di un incidente o di un omicidio?Starà a voi aiutare il commissario nella risoluzione del mistero!!!
 
Menù della serata:

Aperitivo del Benvenuto e antipasto con

crostini misti a buffet

Ravioli di magro con ragù alla bolognese

Stinco di maiale in umido con verdure e polenta

Zuppa romagnola

 
CENA CON SPETTACOLO : 45,00 € A PERSONA

Info e prenotazioni: Associazione Villa Caruso Tel. 055 8721783 Fax 055 8722230 info@villacaruso.it

 

c/o VILLA CARUSO BELLOSGUARDO

VIA DI BELLOSGUARDO, 54 LASTRA A SIGNA (FI)

www.villacaruso.it       www.compagniadelgiallo.it

 

PER IL PERNOTTAMENTO CONVENZIONE CON  

VILLA SAULINA ****

Tariffa a persona: 80.00 Euro

Il pacchetto Include:

- 1 Notte in Camera Doppia/Matrimoniale Classic, per 2 persone

- Assegnazione di Camera Doppia/Matrimoniale Superior all’arrivo,secondo disponibilità

- Prima colazione a buffet

- Cena con delitto per 2 persone, presso Villa Caruso (5   km dall’Hotel,trasferimento a cura del cliente;  

 - Omaggio della Direzione 

Villa Saulina****

Via Maremmana,11 50055 Lastra a Signa
Tel +390558729485   Tel +390558729511    Fax +39055878065 
info@villasaulina.it

www.villasaulina.it


 

 

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Montalcino (SI): Il Rosso

Mentre su Groupon si faceva incetta di ingressi al Sense of Wine, c’è stato chi, come il sottoscritto, non ha saputo resistere all’idea di spararsi una full immersion di Rosso di Montalcino. Come il prode Ulisse ho lottato con tutte le forze per non cedere al mentoso e polposo richiamo del Palazzo dei Congressi e ho puntato la prua verso Via degli Aldobrandeschi. Non scriverò note di degustazione (anche se ho assaggiate cose davvero carine), non dirò se m’è piaciuto più il vino di Tizio o Caio, sarò più noioso del solito insomma. Parlerò del perché una manifestazione come quella organizzata da Davide Bonucci è fondamentale, a partire dal tema: se avesse messo su una due giorni sul Brunello, avrebbe vinto facile. Il brand è di quelli che spaccano, il prestigio c’è malgrado scandali e inchieste.

Il fratello povero non ha mai avuto il richiamo del più blasonato ilcinese, eppure di cose da raccontare ne ha, a volte con voce ruvida e non aggraziata ma spesso con più efficacia in termini di tipicità, territorialità e rilassatezza stilistica. E’ stato chiarissimo il fil rouge, percepibile, passando da un banco d’assaggio all’altro malgrado interpretazioni e stili assai diversi. Eppure qualcuno al Consorzio, forse destatosi improvvisamente da un sonno iniziato negli anni Novanta, a questa voce solista voleva aggiungerne altre in coro, melliflue e easy, per aumentarne l’appeal internazionale, come se ancora ci fosse la convinzione che al di là dell’oceano o nell’Estremo Oriente i gonzi abbondino a dismisura.

Davide è partito da qui: dal no che la maggioranza dei produttori ha gridato con forza alla proposta di cambio del Disciplinare, li ha riuniti andando oltre le beghe interne al Consorzio, sobbarcandosi lo sforzo di tenere tutti sotto lo stesso tetto, quello del Sangiovese. L’iniziativa di un singolo, aiutato da amici altrettanto appassionati, che decide che è giunto il momento di riunire una splendida banda di solisti per fare fronte comune e rilanciare una DOC che se l’è vista brutta. A questo è bastato aggiungere i seminari di approfondimento del nostro Fabio Cagnetti e dell’impagabile Armando Castagno per ottenere uno degli eventi più interessanti organizzati a Roma negli ultimi tempi. So’ state belle giornate, dense di passione vinosa, l’unico rammarico è che troppi bevitori romani hanno preferito garantirsi la ciucca low-cost piuttosto che scoprire che Montalcino non è solo Brunello. Si dice pochi ma buoni? Direi che è giunto il momento di averne tanti, e pieni di passione per il vino che sappia raccontare qualcosa, oltre la fittissima e irradiante fruttosità.

[Immagine: Nanopausa.com]

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11:51 Scritto da minobezzi1 in buone notizie | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

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11:46 Scritto da minobezzi1 in bella Italia | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

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