29/01/2010

..........e ancora Firenze: Achille Perilli

Firenze - dal 30 gennaio al 10 marzo 2010
Achille Perilli

 

 

IMMAGINARIA ARTI VISIVE GALLERY

Via Guelfa 22/a (50129)

+39 0552654093 , +39 055283101 (fax)

galleriaimmaginaria@alice.it

www.galleriaimmaginaria.com

 


Le opere di Perilli si qualificano in una direzione assolutamente astratta e, al contempo, articolano la visione cromatica lasciando che il colore argomenti e aiuti l'emergere e, poi, l'esprimersi stesso delle forme.

vernissage: 30 gennaio 2010. ore 17

catalogo: in galleria.

autori: Achille Perilli

genere: arte contemporanea, personale

exibafrt

10:54 Scritto da minobezzi1 in arte contemporanea | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: fi, ach | OKNOtizie |  Facebook

.........e ancora Firenze: Olivier Mosset

fino al 28.II.2010
Olivier Mosset
Firenze, Base

Base compie 12 anni. Con una lunga storia d’incontri che hanno reso lo spazio espositivo una sorta d’ipercubo

in continua evoluzione. Ospite di tale realtà, Mosset presenta tre nuovi interventi...


 

L'ipercubo è l'estensione a n dimensioni (lettera usata per indicare un generico numero naturale) del concetto di cubo, proprio come Base/Progetti per l’arte è l’estensione a n dimensioni del concetto di realtà espositiva. Proprio come un ipercubo, Base - nel corso dei dodici anni di attività - è riuscita a convogliare a Firenze un numero impressionante di artisti internazionali d’alta qualità, un volume impensabile per la maggior parte delle realtà espositive italiane e non.
Gli interventi stessi hanno cancellato di volta in volta l’angusto spazio espositivo, elevandolo a potenza e smaterializzandolo in altrove: si pensi solo all’esposizione inaugurale di Sol LeWitt, Red Room del 1998. Anche l’ultimo protagonista, Olivier Mosset (Neuchâtel, 1944; vive a Tucson, Arizona), con il progetto ZZ porta avanti una riflessione sullo spazio come contenitore culturale in senso esteso del termine.
La scultura Z accoglie all’entrata, procedendo ritmata sino al margine ultimo della parete, occupando così gran parte dello spazio disponibile nella sala. Z impedisce una visione d’insieme di se stessa, concedendo solo un punto di vista: non si può né aggirare né scavalcare, ma solo osservare di fronte, proprio come una sorta di dipinto.

Stravolgente allora il fatto che nasca da una precisa opera di Barnett Newman, Zim Zum, da ‘tzim tzum’, termine cabalistico che indica “il processo creativo divino”, ideata per un progetto di Sinagoga nel 1963. Mosset ribalta la scultura di Newman adagiandola sul terreno, per conferirgli un orientamento spaziale certamente più materialista, dettato peraltro dal titolo che, ridotto alla lettera ‘Z’, perde il profondo contenuto iniziale.
Se Z diviene una sorta di dipinto, la fotografia dell’Harley Davidson diviene una scultura. L’immagine scolpisce, infatti, due tratti della cultura americana di matrice “classica”, allo stesso tempo colta e popolare: il mostro su due ruote, se da una parte coincide con un’iconografia cinematografica ben precisa, accostabile al sogno di libertà della controcultura, la decorazione sul serbatoio rimanda, al tempo stesso, a un campione della libertà a stelle e strisce anch’esso più che noto, ovvero Jackson Pollock. Il ritratto è calzante, essendo entrambi gli elementi amalgamati nell’odierna visione dell’America anni ’50 e ’60, visione che percepisce tutto sul medesimo piano semantico.

Amalgamare, convertire, trasformare lo spazio: un gigantesco wall painting di colore giallo annulla, disintegrandola, la parete dell’ultima sala. L’intervento, pur avendolo riproposto altre volte in altrettanti spazi, è definito dall’artista site specific, poiché - come giustamente rileva lui stesso - è sempre diverso da sé, rapportandosi ogni volta a situazioni diverse per relazionarsi con fruitori provenienti da ambiti formativi eterogenei, così da ottenere una complessa sfera relazionale grazie a un intervento minimale.
I tre interventi, così come Base, paiono quasi spiegare quanto lo spazio e il tempo siano concetti del tutto relativi.

nicola cecchelli

fino al 28 febbraio 2010
Olivier Mosset - ZZ
Base - Progetti per l'arte
Via San Niccolò, 18/r - 50125 Firenze
Orario: da martedì a sabato ore 18-20
Ingresso libero
Info: tel. +39 32869277778; fax +39 0552207281; info@baseitaly.org; www.baseitaly.org


[exibart]

 

 

10:48 Scritto da minobezzi1 in arte contemporanea | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: fi, ol | OKNOtizie |  Facebook

Dicomano (FI): Lungo il sentiero degli Etruschi

 

Presso la Sala Consiliare del Comune di Dicomano, presentazione del progetto di scavo archeologico e restauro conservativo di San Martino a Poggio - Frascole.

Programma
Ore 10,00 Introduzione
Ida Ciucchi - Sindaco del Comune di Dicomano
Mattia Nebbiai - Assessore alla Cultura del Comune di Dicomano
Presentazione del progetto:
Dott.ssa Fulvia Lo Schiavo - Soprintendente per i Beni Archeologici della Toscana
dott. Luca Fedeli - Archeologo Direttore Coordinatore del Mugello Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana
Arch. Stefano Crivelli - Direttore dei lavori per il cantiere di San Martino a Poggio - Frascole
Piero Bruni - Presidente del Gruppo Archeologico di Dicomano
D.ssa Laura Paoli - Direttore Scientifico del Museo Archeologico Comprensoriale del Mugello e della Val di Sieve
Giuseppe Barsicci - Assistente Tecnico degli scavi e del restauro archeologico

Il sito di San Martino a Poggio, già noto dalla fine dell’800 e tornato alla ribalta nel 1959 per il rinvenimento, nelle vicinanze di una stele fiesolana, la cosiddetta ‘stele di Frascole’ , è stato oggetto d’indagini sistematiche ad iniziare dagli anni ’70, prima sotto la Direzione scientifica del compianto Dott. F. Nicosia, poi del Dott. G. de Marinis e oggi del Dott. Luca Fedeli.
Fino agli anni ’90 le campagne di scavo e di restauro conservativo sono state eseguite con cadenza quasi annuale, contando su finanziamenti richiesti ed ottenuti dalla allora Soprintendenza Archeologica per la Toscana. Le successive esplorazioni, effettuate negli anni 2002, 2003 e 2004, che hanno consentito di dare una svolta importante agli scavi stessi, sono state finanziate per intero dal Comune di Dicomano.
Il poggio, facilmente raggiungibile da Firenze, percorrendo la SS 67 e seguendo le indicazioni stradali alle porte dell’abitato di Dicomano, è situato a circa m 464 s.l.m., in posizione dominante tra le vallate del Sieve e del Moscia.

Proprio qui, tra querce, lecci e cipressi si ergono le possenti mura, conservate in elevato anche per 3-4 m, di un edificio etrusco della fine del IV-III secolo a.C. a pianta rettangolare, diviso nell’interno in tre vani quasi uguali per dimensioni..
Numerosi i reperti archeologici rinvenuti durante le campagne di scavo riferibili ad un arco cronologico ristretto: dalla fine del IV alla metà del III secolo a.C.. Si tratta, per la maggior parte, di ceramica di uso domestico: ciotole, piattelli e oinochoai (brocche) completamente dipinte in vernice nera oppure in ceramica acroma, di produzione locale, come anche le olle d’impasto, ma anche frammenti di vasi etruschi a figure rosse, probabili importazioni dall’area volterrana e oggi in metallo, quali una gambina votiva in bronzo e parti di armi in ferro (lancia, coltello, giavellotto).

Interessanti le numerose iscrizioni graffite in caratteri etruschi su ciotole e piattelli, indicanti l’appartenenza alla Famiglia dei Velasna, gens nota che ritroviamo nel territorio volterrano, aretino e anche nella vicina Fiesole.
Sul versante meridionale del poggio, si trovano i ruderi della piccola Chiesa di San Martino
e una piccola area cimiteriale.
Le nuove indagini archeologiche programmate, che avranno inizio nel mese di marzo 2010, sono il frutto di un progetto a lungo studiato a tavolino dalla scrivente e dall’Assistente tecnico Giuseppe Barscicci, con la consulenza scientifica del Dott. Luca Fedeli ed il prezioso contributo del Gruppo Archeologico di Dicomano.

Laura Paoli (Direttore scientifico del Museo Archeologico Comprensoriale del Mugello e della Val di Sieve)

 

10:39 Scritto da minobezzi1 in alta cultura | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: dic, etr | OKNOtizie |  Facebook

Montecatini Terme (PT): H.H.P.P


hhpp

L’Associazione Humanitarian Help for Poor People H.H.P.P. Onlus è un’associazione italiana senza fini di lucro che nasce il 27 Marzo 2003 a Montecatini Terme (PT), con lo scopo di portare aiuti sanitari ed umanitari alle popolazioni povere del Mondo. Da allora opera nei seguenti ambiti:

  • realizzazione di periodiche missioni sanitarie ed umanitarie durante le quali i medici volontari effettuano migliaia di visite mediche e somministrano gratuitamente i relativi medicinali, permettono, appoggiandosi alle opportune strutture ospedaliere locali, lo svolgimento degli accertamenti ritenuti necessari, distribuiscono beni di prima necessità e, in India, vaccinano i bambini contro l’epatite B;
  • realizzazione di un progetto di adozione a distanza – cosiddetto Progetto Jeevan (Jeevan in indiano significa “Vita”) – per i bambini poveri dell’India, del Brasile e del Kenya;
  • finanziamento di progetti per la cura di pazienti incontrati in corso di missione per i quali è stata rilevata la necessità di effettuare particolari interventi chirurgici;
  • finanziamento di progetti per la realizzazione di interventi di costruzione/ristrutturazione di ambienti utilizzati dalle comunità locali, fra cui scuole, orfanotrofi, ospedali, etc.

Attualmente l’Associazione è attiva negli Stati indiani di Kerala e Andhra Pradesh, in Brasile ed in Kenya, con l’obiettivo di espandersi anche in Senegal (dove è già stata effettuata una missione esplorativa), Liberia ed Ethiopia.

Il programma umanitario per l’anno 2010 prevede infatti – oltre alle consuete missioni sanitarie ed umanitarie operative in India, Brasile e Senegal, nonché esplorative in Liberia ed Ethiopia – lo sviluppo del Progetto Jeevan di adozione a distanza, l’avvio della gestione operativa della struttura sanitaria Mary Matha di Thullur in India, oltre al cofinanziamento per la costruzione di una casa di accoglienza per bambini di età superiore a 10 anni in India e per la costruzione di un Ospedale Pediatrico a Touba – Senegal.

Se volete altre informazioni basta andare a visitare il sito www.humanitarianhelp.it, a noi ci pare proprio una bella cosa.

montecatiniweb

10:32 Scritto da minobezzi1 in solidarietà | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: pe, co | OKNOtizie |  Facebook

Arezzo: XX Premio Tarlati

L’Associazione Cuochi di Arezzo torna ad assegnare il prestigioso Premio Guido Tarlati, giunto nel 2010 alla sua ventesima edizione.
Il 25 gennaio alle ore 20,00 al Centro Affari e Convegni di Arezzo, nel corso di una serata di Gala organizzata proprio dai cuochi aretini, il riconoscimento è andato a Luigi Cremona, famoso giornalista enogastronomico, esperto di comunicazione e oggi anche critico inflessibile delle ricette de“La Prova del Cuoco”.

Il premio Tarlati è ispirato all’omonimo vescovo aretino vissuto alla fine del 1300 che ha lasciato in eredità ai cuochi aretini numerose ricette della cucina tipica toscana, fra cui la famosa “Zuppa di pollo dei Tarlati”, ricetta oggi contesa tra aretini e francesi, perché sembra abbia dato origine alla più’ famosa “Zuppa di pollo Francese”.

Il Premio è stato istituito nel 1991 e l’intento è quello di rendere omaggio a un personaggio del mondo dell’enogastronomia che abbia contribuito a promuovere la cucina tipica della terra aretina, in Italia e nel mondo, sia esso giornalista, scrittore, conduttore televisivo, personaggio politico e delle istituzioni, e cuoco.
Complimenti dunque a Luigi Cremona!

arezzoweb

10:26 Scritto da minobezzi1 in Toscana godereccia | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: ar, pr | OKNOtizie |  Facebook

Lucca: La Villa Niemack

Uno dei più significativi esempi dello stile Liberty a Lucca è tornata all’originale splendore. Dopo i lavori di restauro durati alcuni mesi, il sindaco Mauro Favilla ha inaugurato  recupero e la restituzione alla città della storica Villa Niemack in via dei Bacchettoni.

Le opere, costate circa 800 mila euro, sono state eseguite sotto la sorveglianza della Soprintendenza grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, che ha finanziato l’intervento.

“Al momento del mio insediamento – ha sottolineato il sindaco – ho trovato una situazione molto difficile, la villa versava nel completo abbandono e l’associazione Carlo del Prete, proprietaria della struttura era intenzionata a venderla perché necessitava di contributi. Non potevo certo permettere che il bene pubblico fosse privato di una simile meraviglia quindi mi sono impegnato in una costante opera di mediazione: grazie alla disponibilità dell’Ing. Giurlani e della Fondazione, aiutando si sono potuti eseguire i restauri, e scongiurare la vendita”.

Al taglio del nastro insieme al primo cittadino, alla presenza del prefetto e delle altre autorità cittadine, anche Giovanni Cattani, presidente della Fondazione cassa di Risparmio di Lucca, Alessandra Marraccini, presidente dell’azienda pubblica di servizi alla persona Carlo del Prete, l’assessore provinciale Francesco Bambini.

“La Fondazione da tempo voleva intervenire per recuperare questo splendido esempio di stile Liberty – ha sottolineato Cattani – come dimostra il fatto che già alcuni anni fa, a tutela dell’immobile abbiamo finanziato il restauro almeno del tetto. Oggi, ci sono invece state le condizioni per un intervento totale”.

Proprio a ricordo dell’impegno dell’Ing. Ugo Giurlani, alla presenza della moglie Anna, anche in rappresentanza della Croce Rossa Italiana, Alessandra Marraccini ha sottolineato che “è stata posta una targa che evidenzia la volontà dell’allora presidente della Fondazione di eseguire il restauro di Villa Niemack”.

Villa Niemack sarà destinata in parte (piano seminterrato e primo piano) quale sede della Croce Rossa Italiana.

Il secondo piano invece sarà posto in affitto per consentire alla azienda pubblica di servizi alla persona “Carlo Del Prete” di usufruire di un reddito fisso tale da permettere la ristrutturazione dell’edificio lungo la circonvallazione e il riuso degli spazi attualmente non utilizzati, garantendo nel contempo un po’ di autonomia finanziaria all’azienda.

Il contratto di comodato d’uso tra la Croce Rossa e la Carlo del Prete è stato firmato ieri 27 gennaio ed in base ad esso a Villa Niemack verranno svolti tutti i servizi amministrativi legati all’attività della Croce Rossa, oltre che posizionati (nel seminterrato) i magazzini per la conservazione degli abiti e degli alimenti raccolti.

Le ambulanze e la sede operativa resteranno invece a Borgo Giannotti.

I lavori di restauro, coordinati da un comitato di cui hanno fatto parte la Fondazione CRL, il Comune di Lucca, e la Società Carlo del Prete, sono stati diretti dall’architetto Stefano Dini, in stretto collegamento con la Sovrintendenza.

Grande attenzione è stata posta nella conservazione e nel recupero di quanto già esistente e dove si è dovuto intervenire con rifacimenti, ci sé basati sui disegni originali, come ad esempio per la cancellata e per le colonnine della facciata. Anche i pavimenti, con la sola eccezione del seminterrato, sono quelli originali.

Lo storico giardino della Villa non rientra invece nel comodato d’uso.

loschermo

 

10:17 Scritto da minobezzi1 in eleganza | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: lu, vi | OKNOtizie |  Facebook

Capànnori (LU): Una rete museale per la Piana

Una rete museale che renda visibile il legame storico, archeologico e territoriale che accomuna i Comuni della Piana. Questo il progetto che Comune di Lucca, Capannori, Altopascio, Porcari e Montecarlo stanno portando avanti per realizzare un percorso fisico e culturale capace di valorizzare le peculiarità del comprensorio, rendendole fruibili anche per le nuove generazioni.

Un lavoro condiviso dalle cinque amministrazioni, sicure che la promozione coordinata del bagaglio formativo e culturale posseduto dai vari territori sia la soluzione più efficace per garantire alla collettività molteplici occasioni di crescita e conoscenza.

L’obiettivo, in particolare, è di creare un ponte facilmente percorribile per gli alunni delle scuole della Piana fra quanto apprendono dai libri e ciò che caratterizza il contesto in cui vivono. Inoltre, la Piana potrà essere interessata da un vero e proprio turismo scolastico.

Secondo il Comune di Lucca, Capannori, Altopascio, Porcari e Montecarlo, infatti, la sperimentazione di canali diversi dalla didattica classica per stimolare la curiosità e l’apprendimento dei giovani studenti rappresenta un’innovazione interessante, che offrirà al territorio la possibilità di applicare un percorso simile in altri ambiti, come quello turistico.

 “Ci siamo posti un obiettivo ambizioso – dice l’assessore alla cultura del Comune di Capannori Leana Quilici -. Come amministratori, abbiamo deciso di condividere un percorso difficile, ma necessario. Siamo tutti d’accordo, infatti, che fare sistema per dare al comprensorio una rete museale in grado di fornire realmente conoscenza sia la soluzione migliore. Se ciascun Comune avesse lavorato all’interno dei propri confini senza collaborare con i territori limitrofi, avremmo proposto alla collettività un’opera parziale. La storia e la cultura posseduta dai singoli paesi, infatti, è diversa e simile al contempo. Attraverso la rete museale della Piana rispetteremo e valorizzeremo le differenze collocandole all’interno di una visone più ampia, che  mete vin risalto la matrice comune che ci lega. Inoltre, il progetto coinvolgerà direttamente le scuole della Piana e potrà attrarre in loco le scolaresche di altri Comuni. Il sistema scolastico, infatti, ha sempre più bisogno di essere supportato dalle amministrazioni pubbliche per offrire ai ragazzi una didattica di qualità. Non escludiamo, infine, che da questa messa a sistema del passato e delle tradizioni di ogni singola realtà territoriale possano nascere nuove strategie di valorizzazione della storia locale”.   

loschermo

10:11 Scritto da minobezzi1 in arte antica | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: ca, mu | OKNOtizie |  Facebook

Livorno: Una Schengen del mare?

La proposta di direttiva del Parlamento europeo sulla semplificazione delle formalità di dichiarazione delle navi in arrivo o in partenza da porti degli Stati membri della Comunità e la costruzione di un futuro sostenibile per l'acquacoltura europea.

Sono i due temi in scaletta nella sessione speciale allargata della Consulta della Toscana del mare che il suo presidente, l'assessore al bilancio e al coordinamento delle politiche del mare della Regione, Giuseppe Bertolucci, ha convocato a Livorno.

L'incontro a cui sono stati invitati i sindaci dei Comuni costieri e delle isole, i presidenti delle Province di Lucca, Grosseto, Livorno, Massa e Carrara, Pisa, i presidenti delle Autorità portuali di Livorno, Marina di Carrara, Piombino, i comandanti delle  Capitanerie di porto della Toscana e i presidenti di Lega Pesca, Federcoopesca, Federpesca, Agci Agrital.  Sarà ospitato dall'Autorità portuale di Livorno a palazzo Rosciano, scali Rosciano 7/8.

Alla riunione parteciperà anche Guido Milana, parlamentare  europeo, vicepresidente della Commissione per la pesca e membro sostituto della Commissione per i trasporti e il turismo.

loschermo

10:06 Scritto da minobezzi1 in marittimo | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: li, sch | OKNOtizie |  Facebook

Montignoso (MS): Il Lago di Porta

La Provincia di Lucca e il Comune di Montignoso hanno firmato una convenzione per la realizzazione di interventi di miglioramento ambientale a fini naturalistici nell’area del Lago e di Rupi di Porta, che è una delle zone protette della regione Toscana. Il progetto, dal costo di circa 83.000 euro e proposto dal Servizio Urbanistica dell’Amministrazione provinciale, è finanziato con fondi della Regione Toscana e prevede azioni a favore della biodiversità e dell’avifauna del Lago e la ricostituzione di un ambiente boschivo.

In particolare, si interverrà per allargare il canale artificiale che attraversa la zona e che rappresenta l’unico corso d’acqua perenne della Versilia. La qualità delle acque, inoltre, fa del canale l’habitat ottimale per una grande quantità di specie vegetali e animali.

L’intervento di rimboschimento, invece, mira a ricreare una piccola porzione di foresta simile a quelle che occupavano il territorio nei secoli passati.

Nel suo complesso, l’area del Lago di Porta interessa i comuni di Montignoso e di Pietrasanta, per un totale di circa 159 ettari di terreno e comprende, oltre la zona umida del lago, anche una piccola parte delle retrostanti Rupi di Porta, piccoli rilievi caratterizzati da vegetazione di tipo mediterraneo.

Secondo una recente rilevazione statistica, quella del lago di Porta è l’area toscana più ricca di biodiversità, con ben 139 specie diverse.

loscherrmo

10:01 Scritto da minobezzi1 in ambiente | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: mg, la | OKNOtizie |  Facebook

Firenze: XII Pegaso per lo sport

 

Federico Taverniti La Toscana conoscerà tra meno di un mese lo sportivo dell'anno. Il Pegaso per lo sport 2010, giunto alla XII edizione, sarà consegnato il prossimo 22 febbraio dal presidente Martini a uno dei dieci contendenti individuati dalla Regione in collaborazione con l'Ussi Toscana.

«Essere arrivati a dodici edizioni significa che si tratta di un premio che ha conquistato nel tempo dignità ed importanza tra gli sportivi. Se scorriamo la bacheca troviamo nomi di prestigio dello sport toscano: da Franco Ballerini a Fiona May, da Yuri Chechi a Aldo Montano. Tutti atleti che hanno portato in giro per il mondo il nome della Toscana e che noi abbiamo voluto premiare per le loro imprese».

La novità rispetto al passato è la designazione del vincitore: il nome verrà stabilito non più in base alla votazione online ma uscirà da una commissione di giornalisti nominata dall'Ussi Toscana. Il meccanismo prevede che la rosa iniziale, nei prossimi giorni, venga ridotta a 5 nominativi. Oltre al premio principale (che quest'anno è stato realizzato dallo scultore Arnaldo Pomodoro) verranno consegnati alcuni riconoscimenti speciali a personaggi e società toscane che si sono distinti per meriti o attività particolari.

Questi i dieci concorrenti al Pegaso per lo sport 2010:
Andrea Baldini (scherma), campione mondiale 2009 di fioretto maschile;
Rinaldo Nocentini (ciclismo), 8 giorni in maglia gialla al Tour de France 2009;
Francesa Piccinini (pallavolo), campionessa europea e vincitrice della Grand Champions Cup 2009;
Leonard Bundu  (pugilato), campione europeo pesi welter 2009;
Angelica Savrayuk (ginnastica ritmica), campionessa mondiale a squadre 2009, tesserata per la Ginnastica Petrarca Arezzo;
Marco Santucci (pattinaggio), campione mondiale senior negli obbligatori 2009;
Matteo Betti (scherma), campione mondiale di fioretto disabili 2009;
Stefania Cicali (canoa), atleta emergente, pluricampionessa mondiale juniores e under 23, azzurra alle Olimpiadi di Pechino 2008;
Acf Fiorentina (calcio), qualificata agli ottavi di Champions League 2009-2010;
Cavalieri Rugby Prato (rugby), promossa nel 2009 nel Campionato di Eccellenza Super 10.

Su www.regione.toscana.it/pegasosport tutti i profili dei dieci contendenti.

09:57 Scritto da minobezzi1 in sport | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: fi, pe | OKNOtizie |  Facebook

28/01/2010

........e ancora Firenze: Dedicato ai CRAL

Incomincia martedì 2 febbraio il ciclo di Workshop Dinner che TTG ha organizzato per presentare ai Cral l'offerta di itinerari, viaggi e soggiorni progettata dagli specialisti del comparto in vista dell'alta stagione 2010.

Saranno partner dell'iniziativa: Air Transat, Club Hotel Dante Cervia, Corsica Sardinia Ferries, Ente Turismo della Malesia, Etihad Airways, Napoleon Tour Operator, Rome and Italy, Tunisia Turismo, Travel Exchange e il Villa Pace Park Hotel Bolognese di Treviso.

La loro adesione conferma la crescente attenzione degli operatori nei confronti dei Cral, organizzazioni che muovono, nel nostro Paese, gran parte del turismo associato e a cui TTG Italia propone un calendario di incontri articolato su tre date e tre città: Roma il 2 febbraio, e poi Firenze e Parma rispettivamente nelle giornate del 3 e del 4.

La partecipazione, riservata rigorosamente ai responsabili dei circoli ricreativi, è gratuita previa iscrizione all'indirizzo www.ttgroadshow.com.

ttg

18:57 Scritto da minobezzi1 in un certo turismo | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: fi, cr | OKNOtizie |  Facebook

Filattiera (MS): Ecco dove sarà il motoraduno di quest'estate!

 

18:27 Scritto da minobezzi1 in meglio tardi che mai | Link permanente | Commenti (1) | Segnala | Tag: fil, mo | OKNOtizie |  Facebook

.........e ancora Viareggio (LU): Arnaldo Galli


Venerdì 29 gennaio, alle ore 17,00, seconda iniziativa espositiva del Museo del Carnevale in occasione dell’edizione 2010. Nella sala Barsacchi, al secondo piano del Museo, prosegue il ciclo delle rassegne dedicate ai carristi, artisti e veri “maghi” del carnevale che con le loro spettacolari costruzioni di cartapesta hanno scritto la storia della manifestazione viareggina.Dopo la mostra dei bozzetti dei carri di Silvano Avanzini è la volta dell’”Omaggio ad Arnaldo Galli”, artista e “mago” che si è aggiudicato venti primi premi fra i carri grandi, con costruzioni originali ed innovative che hanno contribuito a rendere sempre più spettacolare il corso mascherato.

18:08 Scritto da minobezzi1 in Vecchie glorie | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: vg, ga | OKNOtizie |  Facebook

Siena: Vini senesi negli USA

I nostri vini, con la Camera di Commercio e Promosiena, tornano da grandi protagonisti, partner Banca Mps, negli Stati Uniti a New York dove, dall’1 al 5 febbraio, saranno quotati nella Borsa Vini : "E' - spiega Massimo Terrosi presidente Promosiena - l’evento più significativo del progetto Italian Wine Week, dedicata alla promozione della nostra offerta vinicole. Saranno giorni intensi con un programma concentrato di incontri, seminari tecnici, degustazioni con i vertici istituzionali, la stampa specializzata, soprattutto oltre 150 grandi operatori commerciali: sono gli opinion leaders che orientano le scelte del mercato americano".

Una grande opportunità per le aziende senesi di poter incontrare il mercato statunitense, continua il direttore generale Promosiena Lorenzo Millo: "la Borsa Vini è uno strumento strategico per consolidare la presenza delle nostre aziende negli Stati Uniti. Un valido banco di prova, tanto più oggi quando, dopo le difficoltà degli scorsi anni, la domanda Oltre Oceano aumenta e nuovi segnali lasciano intendere l’attesa ripresa. Questa missione è una verifica delle potenzialità di sviluppo dell’export dei nostri vini sul mercato americano e uno strumento di raccordo strategico per ulteriori investimenti promozionali della realtà produttiva senese. E’ necessario essere direttamente presenti sul mercato statunitense per convincere della qualità dei nostri vini: una condizione essenziale perché gli Usa, nonostante l’aperta concorrenza, restano il mercato leader per l'export dei nostri vini".

Italian Wine Week ha incontrato molti consensi con la partecipazione di una collettiva delle nostre aziende, espressione dei territori dove in provincia si producono i migliori vini, continua Millo: "Gli obiettivi della Borsa Vini sono quelli di accrescere ulteriormente la reputazione della qualità delle aziende senesi a livello internazionale e di lanciare sul mercato nuove imprese emergenti della produzione vitivinicola. Il programma della nostra adesione a Italian Wine Week privilegia l’ottimizzazione delle risorse garantendo un’ ampia visibilità dell’offerta vitivinicola senese. L’ammissione alla Borsa Vini è il lasciapassare di diritto per partecipare a differenti iniziative". 

Italian Wine Week, realizzato dall’Ufficio per il Commercio con l’Estero con il supporto tecnico della Regione Toscana, è la principale operazione di promozione dei vini italiani dell’ultimo decennio: un grande intervento nei confronti della distribuzione americana,  importatori, distributori, dettaglianti, ristorazione, stampa specializzata. Questo mercato che risponde molto bene all’educazione e all’approfondimento sul vino che, conclude Terrosi, "si conferma uno dei fiori all’occhiello del sistema agroalimentare senese. L’affermazione di ogni vino è un importante risultato nella direzione dell’eccellenza, e svolge il delicato ruolo di ambasciatore della nostra cultura, delle nostre tradizioni e del territorio".

 sienafree

17:47 Scritto da minobezzi1 in fiere e saloni | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: si, vi | OKNOtizie |  Facebook

Sarzana (SP): Apppennino parco d'Europa

ape appennino

 

Con la firma del "Protocollo d'intenti per l'attuazione della "Convenzione degli Appennini" sottoscritto a Sarzana,  dagli assessori all'ambiente della  Liguria, Franco Zunino, dell'Emilia Romagna, Lino Zanichelli, e della Toscana Marco Betti. 

Le tre regioni si sono impegnate a redigere progetti per  valorizzare l'Appennino come parco d'Europa (Ape), «facendo leva sulle grandi risorse ambientali e culturali presenti nelle zone montane». I partner del progetto sono Legambiente e tre Parchi nazionali, quello dell'Appennino tosco emiliano, quello delle Foreste Casentinesi e quello delle Cinque Terre, insieme a cinque parchi regionali: delle Alpi Apuane, di Migliarino-San Rossore e Massaciuccoli, dell'Alto Appennino modenese, delle Valli del Cedra e del Parma e di Montemarcello Magra.

Toscana, Liguria e Emilia hanno anche deciso di istituire un Comitato congiunto che deve redigere un programma d'azione coordinato tra tutti i soggetti che nel 2006 hanno sottoscritto la Convenzione nazionale degli Appennini, cioè il Ministero dell'Ambiente, l'Uncem, l'Upi, l'Anci, Federparchi, Legambiente e le quindici Regioni della dorsale appenninica

Betti  spiega che: «Vogliamo mettere i nostri parchi in rete e dare il via ad iniziative di marketing territoriale, perché la parte settentrionale dell'Appennino diventi a tutti gli effetti un grande parco di valenza europea. E' l'impegno congiunto a sviluppare azioni specifiche per la salvaguardia della biodiversità, la valorizzazione delle risorse storiche e culturali, il turismo sostenibile, la manutenzione attiva del territorio tramite il coinvolgimento diretto di cittadini e imprenditori locali e l'educazione ambientale rivolta ai giovani».

greenreport

17:38 Scritto da minobezzi1 in ambiente | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: sa, ap | OKNOtizie |  Facebook

Viareggio (LU): Al Balena ci vanno i 'ssignori

17:28 Scritto da minobezzi1 in Toscana godereccia | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: vg, ba | OKNOtizie |  Facebook

Prato: Il Centrro Pecci ad Artefiera di Bologna

17:15 Scritto da minobezzi1 in meglio tardi che mai | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: po, pe | OKNOtizie |  Facebook

Pitigliano (GR): Notturno

 

accoglienza turstica di Pitigliano

16:43 Scritto da minobezzi1 in eleganza | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: pi, no | OKNOtizie |  Facebook

Firenze: Giorgio De Chirico

Mauro Banchini

Il restauro di “Autoritratto con colonna”, un quadro di Giorgio De Chirico (ma da lui disconosciuto nel 1962 con una dichiarazione molto contestata e con un giallo ancora aperto) appartenente alla raccolta Siviero, sarà presentato sabato 30 gennaio (ore 10.30) in occasione di una mostra organizzata, in collaborazione con gli “Amici dei Musei Fiorentini”, dalla Regione Toscana, proprietaria di “Museo Casa Siviero” in Lungarno Serristori a Firenze.
A causa della ossidazione dei colori l'opera, realizzata negli anni Venti del secolo scorso, era diventata illeggibile ma adesso la sua fruizione, pur mantenendo la tonalità scura dei colori notturni, è di nuovo possibile.

”Autoritratto con colonna” fu donato a Rodolfo Siviero nel 1943 da Matilde Forti Castelfranco, allora proprietaria del villino che poi fu acquistato dallo “007 dell'arte” e infine, da questi, donato alla Regione Toscana.
La signora Matilde era sposata con lo storico dell'arte Giorgio Castelfranco, amico e mecenate di Giorgio De Chirico, che fra le due guerre aveva raccolto, in quella che oggi è casa Siviero, una straordinaria collezione di opere (almeno 35) del padre della metafisica.

Pannelli fotografici, nella mostra che si apre sabato, documentano questa collezione dispersa nel 1939-1941 a causa delle persecuzioni che colpirono la famiglia Castelfranco, di origine ebraica (la mostra si inserisce negli eventi legati al “Giorno della Memoria” e domenica 31 gennaio – o re 10:30 – presso la sede dell'associazione “Amici dei Musei Fiorentini” in via Alfani 39 di Firenze, si terrà una conferenza su “Giorgio Castelfranco, storico dell'arte e mecenate di De Chirico, perseguitato al tempo delle leggi razziali” con interventi di Marta Baiardi, Giovanna Rosario, Francesca Guarducci, Attilio Tori).

A chi visiterà la mostra e a chi parteciperà alla conferenza saranno distribuiti gratuitamente due volumi pubblicati da Regione Toscana: un catalogo della raccolta Castelfranco e una storia del villino sul lungarno Serristori tra le due guerre. Nei rapporti – documentati nel volume di Attilio Tori - tra il pittore, il mecenate e lo “007 dell'arte” non mancano storie curiose, intriganti e intricate, comprese le complesse vicende sulle contestate dichiarazioni di falsità, da parte di Giorgio De Chirico, su alcune delle sue opere fra cui lo stesso “Autoritratto con colonna”.

Attilio Tori, responsabile per Regione Toscana del museo Casa Siviero, ha anche scoperto, e pubblicato nel catalogo della raccolta Castelfranco, la foto di un'opera di De Chirico (“una “Natura morta con anguille” del 1923): un dipinto di cui si era persa qualunque immagine e che, comprato da un misterioso acquirente durante il periodo delle leggi razziali, da allora non è mai stato esposto e giace in qualche collezione privata. O nel caveau di qualche banca.

Su www.regione.toscana.it la foto dell'opera

16:30 Scritto da minobezzi1 in il massimo | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: fi, dec | OKNOtizie |  Facebook

Monterrotondo Marittimo (GR): Ecco i veri problemi

 

“Il grande polverone, sollevato recentemente dalla minoranza del Consiglio comunale, - dicono da Geo Ambiente e Territorio - circa l'acquisto di immobili con denaro extra Comune, suscita non poco stupore ad una analisi oggettiva del contenzioso e delle implicazioni ipotizzate.

E’ comprensibile che si chieda maggiore coinvolgimento della popolazione nelle scelte dell’Amministrazione, e che si voglia contribuire alla dialettica democratica nel rispetto dei propri ruoli; ma se è mancato il confronto dell’opinione pubblica su scelte urgenti, per scadenze ristrette e improrogabili, chiediamo alla popolazione:

Quale problema c'è a partecipare ora alla definitiva destinazione e progettazione degli immobili?

Pertanto, condividiamo queste scelte d'emergenza che hanno arricchito significativamente il patrimonio pubblico comunale, ma riteniamo che non vada persa di vista una criticità di ben più grave portata che, invece, ridurrà non poco il valore delle proprietà private di tutti.”

“ Ci riferiamo – proseguono - alla procedura di Valutazione di Impatto Ambientale per l’inceneritore, che continua indisturbata il suo iter e che a marzo prossimo arriverà a conclusione.

Come ci è stato confermato personalmente dal presidente di Acquedotto del Fiora, poi seguirà l’Autorizzazione Integrata Ambientale, e a tempi ristretti inizierà la costruzione che nessuno potrà più impedire.

Riteniamo che questa vicenda sia di gran lunga più preoccupante sia sul piano della salute della popolazione che della perdita di valore delle proprietà, come anche del conseguente crollo del turismo locale.

Quanto sta avvenendo per l'impianto di Scarlino ci allarma non poco circa il comportamento dell'Amministrazione provinciale, totalmente subalterna alle logiche di "Scarlino Energia" e dei suoi azionisti. In pratica, le irregolarità della VIA dell'inceneritore di Scarlino, rilevate dal Comitato per l'Inchiesta Pubblica, sono state svuotate di qualsiasi valore e non ritenute degne di alcuna attenzione, neppure per le specifiche e gravi responsabilità emerse a carico della stessa Provincia.

Questo scenario di scelte disinvolte e rischiose suggerisce una analoga posizione anche per la nostra VIA, vera catastrofe per il nostro territorio e per le prospettive di un serio sviluppo sostenibile. E l'attenzione catalizzata su falsi problemi offre un facile spazio alla conclusione positiva di questa sciagurata scelta.”

“Nell'interesse comune – concludono - è il caso di concentrarci su iniziative adeguate per scongiurare questa spada di Damocle.”

maremmanews

 

16:13 Scritto da minobezzi1 in ambiente | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: mr, pr | OKNOtizie |  Facebook

Lucca: Manifestazioni in città e provincia

Primo fine settimana del carnevale! Inizia intanto il CarnevalMarlia, il più famoso e grande Carnevale della nostra area, mentre per il carnevale garfagnino di Castelnuovo dovremo attendere la prossima settimana...tanti appuntamenti anche di musica, di cultura e gastronomia, da non perdere.  

30 gennaio
Le eliminatorie della Disfida della zuppa, organizzata da Slow Food Compitese e Orti Lucchesi: Oggi siamo a Porcari presso la Sala dell'ex Collegio
Disfida della Zuppa
Porcari
30 gennaio

- Questa sera alle ore 21.30 Matteo Raggi e D. Brillante 4et.
Universo Jazz Club - Omaggio a Chet Baker
Lucca - Hotel Universo
30 gennaio - ore 21.30

31 gennaio
Il calendario dell'edizione 2010 dei concerti della Stagione Cameristica organizzato dall'Associazione Musicale Lucchese è ancora una volta di alto livello. Questa sera: 1810-2010 il genio romantico.
Stagione Cameristica
Lucca - Auditorium San Micheletto
10 gennaio- 7 marzo
ore 17.00

- CarnevalMarlia aspetta grandi a bambini per una giornata di puro divertimento! Oggi secondo appuntamento....Si parte alle ore 14.30 con i corsi mascherati, che saranno accompagnati da varie manifestazioni, spettacoli di arte varia e tanta musica.
CarnevalMarlia
Capannori - Marlia
31 gennaio - ore 14.30

3 febbraio
Questa sera alle ore 10.00
Associazione Teatro Buti/Bubamara Teatro con La vita è un'odissea, liberamente tratto dall’Odissea.
Stagione teatrale di Montecarlo
Montecarlo - Teatro dei Rassicurati
3 febbraio - ore 10.00


Preseguono inoltre:
- Mostra Mito e Bellezza, a Lucca presso Palazzo Ducale, prorogata fino all'11 aprile.
- Stagione teatrale presso il teatro del Giglio a Lucca.
- Mostra Christian Bolzano, Luci del Destino a Lucca presso il Lu.C.C.A. Museum, fino al 31 gennaio.
- Mostra Il Teatro si Mostra, a Lucca presso il Teatro del Giglio, fino al 31 gennaio.
- Mostra La Rotta delle Indie, a Porcari presso la Fondazione Giuseppe Lazzareschi, fino al 28 febbraio.
- I Concerti di Puccini e la sua Lucca,international festival  tutti i giorni per tutto l'anno, presso la Chiesa di San Giovanni a Lucca.


Vi ricordiamo inoltre gli appuntamenti con mercati e  mercatini:
- Mercato Antiquariato Lucca, la terza domenica del mese e il sabato precedente, a Lucca, nelle strade adiacenti al Duomo di San Martino, nel centro storico.
- Mercato Antiquariato Barga, la seconda domenica del mese, a Barga, per le strade del centro storico.
- Mostra Mercato Arti e Mestieri, l'ultimo sabato e domenica di ogni mese, a Lucca, in Piazza san Giusto.
- Mercato Contadino, a Lucca il secondo e il quarto sabato del mese, a Marlia nel Comune di Capannori il primo ed il terzo sabato del mese.
- Mercatino dei Borghi, con artigianato e prodotti tipici, a Lucca la terza domenica del mese e il sabato precedente, nel centro storico.

approfondimenti e aggiornamenti sul sito www.luccaturismo.it

16:02 Scritto da minobezzi1 in un certo turismo | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: lu, ma | OKNOtizie |  Facebook

........e ri-Firenze: Francis George Mento

                      La vita è un puzzle di foto 10x15, suggerisce Francis George Mento, artista lituano-pratese che da domani a Portodimarelive (via Pisana 128, inaugurazione ore 19,30) espone una ventina dei suoi collage dai molti profili e significati (The unusual work of Francis George Mento, fino al15 febbraio).

                     Sono immagini che rimandano a forme arcaiche, animali preistorici, robot, tondi, croci. Hanno valenza di ricerca nostalgica, dunque il valore ‘popolare’ della cartolina-ricordo e catturano perciò lo sguardo dei giovani di cuore. Immagini che a diverse angolature e distanze rivelano altri piani di lettura.

                     Mento usa la macchina fotografica per scomporre la realtà attraverso una moltitudine di scatti, poi faticosamente la ricompone sommando tessera a tessera, frammento a frammento, attraverso un parto felice che dà vita ad altri simboli e nuove architetture.

                     Dai 90 scatti (pennellate fotografiche?) di un antica fabbrica può dunque emergere un vorace coccodrillo, da una distesa d’immondizie un feroce dinosauro, da un edificio sbrecciato un agile vascello. Ciò che spiega anche FraGMento, ovvero l’acronimico nome de plume che l’artista si è dato. Lo stesso titolo dell’opera, per lo più in inglese, è spesso una chiave che suggerisce spazi e dimensioni lontanissimi dalla prima lettura.

                     Il critico Fabio Fazzi ne scrive in termini di ‘pluralità di elementi espressivi’, di ‘segreti frattali’, o ‘squame’, o ‘piume di pensieri che prendono forma’. Aggiungendo che, “se la Fotografia contemporanea ambisce a trascendere la propria condizione per farsi funzione futurista e futuribile di nuovi linguaggi, allora Mento è quel caposcuola coraggioso e sensibile, che usa già le sue foto come tessere di nuovi  mosaici, nei quali troneggia un filo prezioso che lega storie, fatti e sottointendimenti come in poche altre espressioni possibili”.

                     Chi è FraGMento è noto. Nasce a Riga a capodanno del 1960. La madre è indigena, il padre italiano, emigrato durante il periodo di annessione sovietica.

                     Negli anni Settanta Francis George studia da elettricista, poi vola negli Stati Uniti dai nonni materni. Un decennio più tardi eccolo in Italia a inseguire le altre radici. A Firenze si impiega da un famoso fotoriparatore oggi defunto. Con la fotografia ci sa fare ed è amore a prima vista. Gli scatti dalla finestra del laboratorio, al primo piano di viale Corsica, servono a controllare le macchine in riparazione prima della riconsegna.

                     Negli anni seguenti ne troviamo traccia in Umbria, Lazio, Salento, ma soprattutto in Toscana e nelle isole dell’arcipelago. Finalmente trova a Prato la terra su cui fermarsi. Oggi vive e lavora in  un edificio di architettura industriale, un’ex fabbrica tessile sulle colline che circondano la città (www.fragmento.it).

15:54 Scritto da minobezzi1 in fotografia | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: fi, me | OKNOtizie |  Facebook

.........e ancora Firenze: Dalle Ande alla Città del Fiore

Un incontro dialettico del pensiero poetico di Ruth Càrdenas e Vittorio Vettori attraverso le fotografie a colori della Bolivia e gli scatti in bianco e nero di Firenze immortalati da Vanni Vannucci e Benedetta Gori. Due mondi lontani s’incontrano grazie alla mostra “Dalle Ande alla città del fiore - Bolivia Firenze”, ancora visibile nella Galleria Via Larga fino al 7 febbraio.

L’esposizione, patrocinata dalla Provincia di Firenze e dal CIGV (Club Internazionale Grandi Viaggiatori), si colloca nell'ambito dell' evento culturale ed espositivo “La città letteraria di Vittorio Vettori”, iniziativa dedicata al famoso scrittore a sei anni dalla sua morte.

Colori e poesia fanno da trait d’union a questa mostra affascinante, nelle immagini intense dove la pietra andina e quella rinascimentale si confondono, attraverso le architetture gotiche di Firenze e gli immensi paesaggi della Bolivia, dove lo scatto fotografico penetra nell’identità del soggetto fotografato, nello sguardo profondo del popolo boliviano.

“La Bolivia è un paese dolorosamente bello”, come dice la poetessa ed attrice Ruth Càrdenas, compagna di vita e di cultura di Vittorio Vettori, “un luogo dove la vita e la morte convivono in una dimensione traslata, dove lo spazio ha sostituito il tempo”. L’esposizione della Galleria Via Larga crea un ponte tra due mondi lontani, apre un dialogo tra due popoli molto diversi ma antropologicamente vicini, un incontro-scontro come era il rapporto amoroso e intellettuale tra il fiorentino Vettori e la boliviana Ruth Càrdenas, come dice lei stessa, “due gocce in un mare immenso di incomprensioni”.

 

15:45 Scritto da minobezzi1 in fotografia | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: fi, an | OKNOtizie |  Facebook

Poggio a Caiano (PO): Il Parco della Piana

Il Parco della piana come progetto culturale, è questo il titolo del seminario che la Provincia di Prato organizza in collaborazione con il Comune di Poggio a Caiano lunedì 1 febbraio alle Scuderie medicee di Poggio a Caiano.

Questo appuntamento ci permette di mettere in evidenza l'importanza che le amministrazioni che operano nella Provincia di Prato attribuiscono al progetto del parco della piana – spiega l'assessore provinciale al Territorio Alessio Beltrame - Il nostro territorio è al centro del parco e racchiude tutte quelle diversità che ne fanno un grande progetto urbanistico metropolitano: la vocazione ambientale, con le Cascine di Tavola, le aree umide e la presenza di una importante attività agricola, la cultura e la storia con i siti archeologici di Gonfienti e del Montalbano”.

Beltrame sottolinea che sul parco della piana molte sono le aspettative di cittadini e associazioni, evidenziate anche dal percorso partecipativo fin qui svolto dalla Regione. “Il parco della piana – aggiunge l'assessore – è un grande polmone verde, strumento di opportunità culturali sociali e turistiche, che deve diventare l'elemento regolatore delle scelte urbanistiche, attorno al quale far ruotare e convergere le necessità ambientali, culturali, sociali ed economiche. Questo ci consentirà di affrontare meglio e più efficacemente anche le questioni riguardanti le grandi infrastrutture”.

Il programma della giornata prevede in apertura (ore 10) i saluti del sindaco di Poggio a Caiano Marco Martini. Quindi si aprirà il Focus 1 Perché il parco della piana con l'introduzione ai lavori di Massimo Morisi, garante regionale della comunicazione nel governo del territorio, e gli interventi del presidente della Provincia Lamberto Gestri, del sindaco di Prato Roberto Cenni, del direttore generale per i Beni Architettonici, Storico Artistici ed Etnoantropologici Roberto Cecchi e dell'assessore toscano al Territorio Riccardo Conti. Alle 12 sarà la volta del Focus 2 Un progetto culturale per il parco. I protagonisti saranno Maria Clelia Mele, responsabile del progetto regionale con Il masterplan per il parco della piana, Gabriella Poggesi, Soprintendenza Beni Archeologici della Toscana, con La trama urbana del parco nella cultura degli etruschi, Goffredo Borchi, vicesindaco Comune di Prato, con La cascina: occasione di sviluppo, Angelo Formichella, assessore a Cultura e Turismo Comune Poggio a Caiano, con La cascina: storia e paesaggio, Edoardo Nesi, assessore a Cultura e Sviluppo economico Provincia, con La metafisica archeologica del Parco della piana, Paolo Cocchi, assessore toscano a Cultura, Turismo e Commercio, con Cascine di Tavola come luogo del gusto. Dopo la pausa pranzo avrà inizio il Focus 3 Il parco tra governo e partecipazione. Gli interventi sono affidati a Massimo Morisi, (Il processo partecipativo per il parco) e Alessio Beltrame, assessore al Governo del Territorio della Provincia, con Parco: quale modello di Governance?. Al termine del dibattito le conclusioni di Agostino Fragai, assessore a Riforme istituzionali e Enti locali della Toscana.

 

12:40 Scritto da minobezzi1 in ambiente | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: po, pa | OKNOtizie |  Facebook

Carrara: William Walton, un inglese a Carrara

Parte III
Gli anni del declino

La macchina messa a punto da Walton, gira ormai a pieno regime, le uniche cose che ancora si possono perfezionare sono nel settore commerciale. A questo scopo Walton affida la gestione delle attività al nipote Gooddy e parte per un viaggio di affari negli Stati Uniti. Sicuramente, nel momento in cui parte Walton non sa che non sarebbe mai più tornato a Carrara. Alla conclusione del faticoso viaggio americano Walton decide di passare un periodo di riposo nella natia Inghilterra. Questo soggiorno si protrae fino alla sua morte avvenuta nell'aprile del 1872.
Alla morte dello zio, Giovanni Gooddy è a capo di una delle più importanti aziende operanti nel settore del marmo, la cui attività continua per molti anni ancora. Nel 1897 sono acquistate le cave del monte Sagro e nel 1904 le cave alla base del Pizzo d'Uccello, sempre in quegli anni è ristrutturata la segheria di Groppoli. Alla metà degli anni Venti si concretizza l'ultima grande ed ardita opera messa in cantiere dalla società Walton e che ben rientra nello spirito imprenditoriale del suo fondatore. E' la costruzione della teleferica tra il Sagro ed il Balzone, la quale con il suo sviluppo di 5 chilometri è in grado di trasportare blocchi di oltre 20 tonnellate di peso e superare lo strapiombo di 800 metri esistente tra il Sagro ed il Balzone.
Si arriva al 1927, anno nel quale inizia la gravissima crisi del commercio mondiale che provoca la chiusura di un numero impressionate di aziende che operano nel settore del marmo. E' una catastrofe che non risparmia neppure le aziende più vecchie e più solide tra le quali la "Walton, Gooddy & Cripps Ltd" che cede tutte le sue attività nel comprensorio apuano per ritirarsi dal mercato italiano.
L'importanza dell'avventura italiano di Walton è tale che ancor oggi numerosi toponimi sparsi sul territorio carrarese lo ricordano.

carraraonline

 

12:32 Scritto da minobezzi1 in Vecchie glorie | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: ca, wa | OKNOtizie |  Facebook

Pisa: Paolo Brosio e Medjugorie

Continuano a pervenire quyasi quotidianamente ad Eccolatoscana richieste di informazioni sui pellegrinaggi verso Medjugorie organizzati dal giornalista televisivo Paolo Brosio.

Eccolatoscana, pur esprimendo la propria solidarietà ai richiedenti, non aveva idea di dove rintracciare Brosio: ma, sul filo di una notizia apparsa sul fuoricronaca de La Nazione del 17 Novembre, è riuscita ad apprendere che Brosio è reperibile presso la redazione di Viareggio del quotidiano fiorentino.

Infatti, il suo capocronista Enrico Salvadori è coautore, insieme ad Aldo Innocenti e Brosio stesso, del volume autobiografico ‘Ad un passo dal baratro’  che racconta le vicende della conversione dell’intrattenitore televisivo.

Non resta quindi ai lettori di Eccolatoscana che contattare la redazione di Viareggio de La Nazione, facilmente rintracciabile su tutti gli elenchi telefonici italiani

 

12:09 Scritto da minobezzi1 in solidarietà | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: pi, pa | OKNOtizie |  Facebook

Firenze: Giuliano Cenci


Damiano Fedeli per toscanaoggi

Come in quella del suo Pinocchio, anche nella sua storia non mancano i gatti e le volpi. Sennò, «a quest’ora – racconta senza falsa modestia, ma col sorriso dolce – lei starebbe parlando col Disney italiano…». Eppure Giuliano Cenci, classe 1931, il Disney italiano lo è. Per davvero. Fiorentino doc, è fra i padri (per alcuni «il» padre) del cinema d’animazione italiano, con nomi come Bruno Bozzetto (inventore del Signor Rossi), i fratelli Nino e Toni Pagot (autori di Calimero, Jo Condor o del draghetto Grisù), e Osvaldo Cavandoli, creatore della indimenticabile Linea. Con loro diede vita nel ’63 a Milano all’Isca, Istituto superiore per il cinema di animazione: «Eravamo giovani ma già qualificati, lavorando a Carosello».

Già, perché nel 1957, Cenci aveva creato la prima pubblicità animata televisiva, per i frigoriferi Philco, inaugurando a un filone che segnerà Carosello. E da allora è stato per lui un continuo inventare, lavorando rigorosamente a mano, come un artigiano. «Avatar? No, non l’ho visto. Per carità, rimango incantato dalla tecnologia digitale, ma spesso se ne abusa».

Era la fine degli anni 30 quando «Dopo aver visto e rivisto la Biancaneve di Disney, dissi alla mamma: “Voglio disegnare cartoni animati!”». Di scuole non ce n’erano, di botteghe, neppure. «Anton Gino Domeneghini aveva completato nel 1949 la sua “Rosa di Bagdad”, primo lungometraggio d’animazione europeo, ma chi lo sapeva? Decisi di fare da me…». Il primo cartoon lo realizzò nel ‘45, studente al Liceo artistico. «Era uno di quei libriccini che si sfogliano velocemente e danno un’animazione. Ci lavorai giorno e notte. E feci un Paperino che camminava in un bosco e, distratto da un pappagallo, andava a sbattere su un tronco». Nei cinema si era fatto amici gli operatori. «Mi regalavano spezzoni di pellicola inceppata. Li portavo a casa per studiarne i segreti, fotogramma per fotogramma. Per far pratica, mio babbo e mio fratello Renzo, che mi ha poi sempre assistito con le sue invenzioni, mi costruirono una cinepresa, bruttina, ma efficientissima. In pochi anni diventai un professionista, tutto da solo». Siamo alla metà degli anni ’50 e Giuliano mette su col fratello una piccola ditta di pubblicità. Arrivano i Caroselli ma con questi «non tanti soldi. Così, di giorno lavoravo come operaio del Comune di Firenze, a fare le strade con la pala. La sera a casa disegnavo, con le mani tremanti per la fatica. Mi aiutava mia moglie Albertina, con cui ho appena festeggiato 56 anni di matrimonio. Eravamo innovativi. Per Peppe, parrucchiere di piazza Leopoldo, mescolai per la prima volta in Italia figure vere, una modella, con figure disegnate, animate: la ragazza usciva dal salone e un cupido le faceva un fischio di ammirazione».

È il 1967. Per Cenci è il momento di mettere mano al sogno di ogni animatore: il lungometraggio. «Pensai a Pinocchio. Quello di Disney non era fedele al Collodi, era una favola tirolese... Preparammo quattro-cinque minuti di scene pilota. Le proiettammo allo Stensen a una platea di possibili investitori, c’era anche il presentatore Corrado». Occorrevano circa 400 milioni di lire, secondo i calcoli di Cenci, non tanto lontani dal vero (il film ne costò 470). «I finanziatori potevano acquistare “Quote di associazione in partecipazione” e venire a controllare lo stato dell’arte. Ciascuno avrebbe preso parte agli incassi. L’idea piacque e in più tempi si trovarono i soldi». La lavorazione avvenne in un appartamento a Coverciano. Cinque disegnatori, cinque anni di lavorazione, settecentomila disegni fatti a mano per 93 minuti di cartone animato. E poi, a Roma, le musiche di Renato Rascel (che era anche voce narrante) e Vito Tommaso. E il doppiaggio alla Cdc con le voci fra gli altri di Lauro Gazzolo, Roberta Paladini, Vittoria Febbi e Ferruccio Amendola. Nacque così «Un burattino di nome Pinocchio», capolavoro riconosciuto del cinema di animazione italiano.

L’avventura (brutta) del film comincia qui. Settembre 1971. «Dopo la presentazione alla stampa, Goffredo Lombardo, direttore generale della Titanus, mi disse che lo avrebbe distribuito lui in tutto il mondo. Per scrupolo consultai i miei finanziatori. Il più grosso dei quali mise il veto: no alla Titanus. Fu la rovina del film. Pinocchio uscì con gli indipendenti regionali, malamente. Addirittura a Firenze era proiettato all’Arlecchino, cinema a luci rosse, che le famiglie evitavano. Dopo un’uscita di questo tipo, all’estero ce lo comprarono per un boccon di pane. Eppure ha circolato in mezzo mondo. Anche in modo rocambolesco, come in Egitto, dove arrivò una copia rubata presentata, alla mia insaputa, all’ambasciata italiana».

Dopo una assurda vicenda giudiziaria che coinvolge anche la Rai, cui un personaggio, poi sparito, avrebbe venduto i diritti senza averli, di quel Pinocchio, incredibilmente, si sono perse le tracce da vent’anni. Certo, Cenci ha lavorato a decine di animazioni, da Calimero, al Draghetto Grisù, dalla Pimpa alla Gabbianella e il Gatto. Ha scritto un libro, «Firenze segreta», edito da Sarnus, che è andato a ruba. Ora collabora con una scuola di cartoon fiorentina, la Nemo. Ma il suo cuore è sempre a quel Pinocchio che Carlo Rambaldi, padre di ET, ha definito «l’unico vero». «Sto ancora dando la caccia a quelle pellicole, per farle restaurare, prima che sia troppo tardi», spiega ancora Cenci. Gli occhi non smettono di brillargli di vivacità. «La sceneggiatura per un altro lungometraggio ce l’ho, pronta. Se un’organizzazione, non profit, naturalmente di giovani volesse produrlo… son pronto a campare cent’anni!».

Cenci (Foto Damiano Fedeli)

 

12:03 Scritto da minobezzi1 in arte contemporanea | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: fi, giu | OKNOtizie |  Facebook

Sasseta (LI): Podere La Cerreta

Leonardo Mazzanti per l'AcquaBuona

 

Il Podere la Cerreta, condotto dalla famiglia Mazzanti (l’omonimia con lo scrivente è puramente casuale), si trova a Sassetta in una meravigliosa valle dell’entroterra della provincia di Livorno distante solo 15 chilometri dal mare di San Vincenzo; Daniele, il capo famiglia, è un personaggio incredibile, sprizza vitalità da tutti i pori e ti conquista con una simpatia e veracità fuori dal comune.

Capitato al podere in un torrido pomeriggio estivo, un breve giro della proprietà e qualche domanda fatta al fresco di un gazebo sorseggiando un liquore casalingo a base di marasche, svelano subito che i vini sono una parte importante dell’attività ma non la principale. Il podere, si estende su circa 75 ettari (di cui 4 di oliveto e 8 di vigneti) ed è un agriturismo vero - bio dal 1986 e biodinamico dal 1999 - a ciclo differenziato e a circuito chiuso poiché completo di tutti gli animali, frutta e verdura necessari per essere autosufficienti - “…ci mancano solo caffè, zucchero di canna e farina…” - viene orgogliosamente sottolineato. Dalle materie prime vengono successivamente ottenute una serie di leccornie: affettati ed insaccati (maiali di cinta senese e bovini di razza maremmana), latticini freschi e stagionati, verdure sottolio e sottoaceto, marmellate, olio e ovviamente vino. Tutto questo bendiddio è poi sapientemente usato per preparare i pasti degli ospiti dell’agriturismo. Manca solo il mulino di una famosa pubblicità ed il quadro è perfetto: tutto quello che di buono può trasmettere un posto e le persone che vi abitano c’è.

Il vino viene prodotto solo dal 2002 (potremmo dire vino bagnato, vino fortunato…) su tre vigneti dal terreno sabbioso/argilloso di matrice silicea e ricco di ferro, favoriti da un microclima eccezionale influenzato dalla brezza marina e dall’esposizione collinare.

I vitigni impiegati al momento sono sangiovese, cabernet sauvignon, merlot, vermentino e un po’ di alicante ma, dal prossimo anno, dovrebbero entrare in produzione anche foglia tonda, barsaglina e colorino per completare il progetto dei vitigni autoctoni vinificati in purezza e raggiungere così una produzione di circa 25.000 bottiglie. Un progetto coraggioso che punta su prodotti di nicchia in barba ai soliti vini stereotipati, decisamente in controtendenza ad un mercato in crisi come quello attuale preoccupato piuttosto ad inseguire il gusto della massa dei consumatori.

I vini, provenienti da agricoltura biodinamica e lavorati cercando di intervenire il meno possibile in cantina (no lieviti, coadiuvanti, filtrazione e chiarifica), sebbene giovani hanno mostrato la necessità di “sgranchirsi” un po’ le gambe prima di raggiungere l’apice dei profumi. In questo caso il termine biodinamica è proprio azzeccato nelle singole parole che lo compongono: questi vini, infatti, hanno una vitalità ed un dinamismo tali da cambiare molto nel giro di qualche ora. All’inizio appaiono piuttosto chiusi, con possibilità di avvertire anche qualche puzzetta qua e là, ma piano piano emergono ben altri profumi e proseguono con variazioni da cogliere costantemente (occhio alla quantità!). Da notare sulle (contro) etichette l’avvertimento “senza solfiti aggiunti” ad avvalorare la filosofia di cui sono permeati.

Matis i.g.t. 2008: vermentino in purezza, 12,5% alc. Il bianco di casa è un vino onesto senza difetti ma nemmeno particolarmente interessante, almeno questa è stata l’impressione avuta dalla bottiglia che ho assaggiato qualche mese dopo la visita per dare tempo al vino di assestarsi dopo l’imbottigliamento. Giallo paglierino dai riflessi più dorati si presenta con un naso piuttosto scarico, con accenni agrumati ed esotici e con note vegetali di salvia e finocchio selvatico. Sul finale sentori più mielati. In bocca l’insieme risulta piacevole, equilibrato, rotondo e di buon corpo, mostra un’interessante sapidità, ma con una lunghezza modesta. Nel complesso una discreta performance corale le cui singole voci sono difficilmente individuabili.

Solatìo della Cerreta i.g.t. 2005: 80% sangiovese, saldo di merlot e cabernet sauvignon con una piccola aggiunta di alicante, 13% alc. Il rosso “base” può vantare una resa delle uve di 40 quintali per ettaro ed un affinamento di un anno in botti e 10 mesi in bottiglia. A discapito degli anni la gioventù è ben visibile nell’unghia violacea che si sfuma dal corpo porpora intenso e vivido. Profumi soffusi di marasca e mora si intrecciano a note vegetali e a delicati terziari di cuoio e cioccolata. Piacevolmente corrispondente e beverino chiude leggermente caldo e con una punta di rusticità che non dispiace.

Rio de’ Messi i.g.t. 2005: 80% cabernet sauvignon, 20% merlot, 13,5% alc. Il terreno siliceo argilloso con forte presenza di scheletro, una resa per ettaro di soli 25 quintali di uva ed un affinamento di 16 mesi di barrique e 18 di bottiglia dimostrano senza mezzi termini l’importanza di questo vino. Rosso scuro tendente al violaceo, brillante e trasparente nonostante l’essenza materica percepibile al lento girare nel bicchiere. Al naso si presentano subito note fruttate di marasca e mirtillo accompagnate da un inusuale ricordo di barbabietola piuttosto che la classica vaniglia. Aromi vegetali inclini al balsamico anticipano le scure note di cuoio su sfondo di tabacco, cioccolata ed inchiostro. La bocca avvolgente evidenzia anche leggeri sentori di ruggine e goudron ad articolare la già vasta pletora di profumi; i tannini sono presenti ma non invadenti mentre un notevole nerbo acido aiuta la spinta e la beva lasciando lentamente il passo ad un leggero ritorno alcolico.

Sinceramente non mi intendo di forze magnetiche naturali, bioarchitettura e quant’altro prenda in considerazione l’interazione tra le forze della natura e l’uomo, ma in quelle 4 ore che sono rimasto al podere ho potuto percepire un’energia positiva, una sensazione di benessere, di contatto con la natura che raramente avevo provato. Una chicca per chi cerca un angolo di paradiso campestre a due passi dal mare, un rimedio sicuro per chi vuole rigenerarsi!

11:53 Scritto da minobezzi1 in Toscana godereccia | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: sa, po | OKNOtizie |  Facebook

Camaiore (LU): Terre di Toscana

L'AcquaBuona 

 

In questa serie di articoli descriviamo i territori che saranno presenti alla terza edizione di Terre di Toscana, grande evento-degustazione che si terrà a Lido di Camaiore il 7 e 8 marzo prossimi. Tutte le informazioni sul nostro appuntamento le trovate qui.

Quante espressioni del vino toscano albergano nella provincia di Siena! Alcune di grande storia e tradizione, altre più recenti ma non meno propositive. Comunque tante, e ci si sorprende sempre a riflettere su quanto sia variegata la vocazione enoica di questi 4000 chilometri quadrati ripartiti in 36 comuni. Del Chianti Classico “senese” abbiamo già parlato; presto parleremo del “sommo” Montalcino. Qui raggruppiamo altri tre territori che saranno ben rappresentati a Terre di Toscana: San Gimignano, Montepulciano e Orcia, che si intrecciano con l’ampia area del Chianti Colli Senesi.

Sebbene il nome del vino di San Gimignano venga declinato anche in rosso, sia con il Chianti che con una apposita DOC, è di uva vernaccia che si comincia a parlare già nel tredicesimo secolo, ed è la Vernaccia che viene identificata con questo famosissimo borgo e con la sua area. Solo recentemente, però, si è presa coscienza che essa abbia tutte le carte in regola per diventare un bianco di razza, soprattutto grazie ad un Consorzio che si è rimboccato le maniche e ha deciso che non erano più sufficienti le torri in etichetta, ma bisognava per prima cosa conoscere in profondità per poi promuovere consapevolmente questo storico vino.

E i frutti cominciano a vedersi, grazie ad un numero crescente di produttori che hanno capito potenzialità e limiti dell’uva con cui hanno a che fare e riescono a “cavalcare” sempre meglio le sue doti, non pretendendo quello che essa non può dare. In testa c’è senza dubbio Giovanni Panizzi, questo generoso lombardo che ormai ha spostato la sua attività e la sua vita in Toscana. A lui si deve in particolare la dimostrazione, perché nella sua cantina ve ne sono testimonianze “liquide” testate in più di una degustazione, della longevità della Vernaccia. E di Panizzi, oltre alla Vernaccia “base”, non si possono perdere la Riserva e la Vigna Santa Margherita. Bianchi di livello assoluto sono anche le Vernaccia di Montenidoli della bravissima Elisabetta Fagiuoli: Tradizionale, Fiore, ma soprattutto Carato, sono capaci di mettere d’accordo gran parte della critica su giudizi di eccellenza. La Fattoria Cusona invece è il cuore delle Tenute Guicciardini Strozzi, e da qui proviene un’altra Vernaccia Riserva di razza, anche se non vanno dimenticati la Vernaccia Cusona e gli importanti rossi (il sangiovese Sodole in particolare). Più che affidabili infine, e dal superbo rapporto qualità prezzo, le Vernaccia di Palagetto (”base” e Santa Chiara), una azienda che ricorderemo anche parlando di Montalcino.

Una delle “capitali” storiche del vino Toscano è senz’altro Montepulciano, che custodisce una delle più importanti declinazioni del sangiovese, qui chiamato prugnolo gentile. Fra gli interpreti più fedeli al territorio c’è sicuramente Boscarelli della famiglia De Ferrari, i cui vini sono sempre eleganti, affascinanti e riconoscibili grazie ad uno stile ormai divenuto inconfondibile. Bello innanzitutto il Rosso di Montepulciano Prugnolo, anche se sono il Nobile di Montepulciano Riserva e, ancor di più, il Nocio dei Boscarelli, che si piazzano sempre fra i migliori conseguimenti nell’ambito della tipologia.

I paesaggi del vino, se parliamo della provincia di Siena, sono spesso fra i più incantevoli che si possa immaginare. D’altra parte la Val d’Orcia, che a sud di Siena si incunea fra Montalcino e Montepulciano, rappresenta nell’immaginario collettivo quanto di più magico si possa trovare in Toscana (e quindi in Italia) e non sembrava dunque aver bisogno di vigneti per abbellirsi ancora di più. E invece eccoci a parlare (e ad assaggiare) anche i vini di questa zona e di questa DOC emergente. Vini che in breve tempo hanno fatto passi da gigante nella direzione della qualità e della caratterizzazione. E a Terre di Toscana abbiamo il piacere di avere due “fari” della tipologia, Sedime di Marco Capitoni, che ha stupito tutti per la bontà dei suoi Orcia Rosso Frasi (sangiovese, colorino e canaiolo) e Capitoni. E l’azienda Poggio Grande, che ha fatto registrare belle prestazioni con l’Orcia Rosso Sesterzo (sangiovese d’alta collina in purezza) e il succosissimo Syrah, vini stilizzati, ben estratti, freschi e scattanti.
TERRE DI TOSCANA, TERZA EDIZIONE

Domenica 7 marzo, ore 12-19 degustazione
ore 21 grande cena in compagnia dei vignaioli e dei loro vini
Lunedì 8 marzo
, ore 11-18 degustazione

Ingresso € 20 (€ 15 per soci AIS, Fisar, ONAV, Slow Food e per gli iscritti al notiziario de L’AcquaBuona, che riceveranno a tal fine un messaggio di posta elettronica in prossimità dell’evento). Nel prezzo di ingresso sono compresi il bicchiere da degustazione e la taschina portabicchiere.

Per accredito stampa o per ricevere l’invito omaggio dedicato agli operatori scrivere a info@acquabuona.it

11:49 Scritto da minobezzi1 in Toscana godereccia | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: ca, te | OKNOtizie |  Facebook

..........e ri-Firenze: Daniel Spoerri

 Angelo Pinti, per artelabonline 

Inaugurata lo scorso 22 ottobre, la nuova galleria d'arte moderna Sangallo ART Station di Firenze ospita, a partire da giovedì 21 gennaio, la mostra “Omaggio a Daniel Spoerri”, forse la più ampia esposizione mai dedicata all’artista in uno spazio privato del capoluogo toscano, organizzata in collaborazione con la Galleria Allegretti Arte Contemporanea di Torino.
Di taglio antologico, la rassegna presenta infatti dieci opere fra cui uno storico “Tableau Piege” del 1972, un elemento (cromosoma) della straordinaria “Catena Genetica”, un pezzo di due metri e mezzo assemblato con oggetti, oggettini, ferrivecchi, cimeli e altre ‘scoperte’ fatte dall’artista nel mercato delle pulci di Torino, lo storico Balun, nel 2008. La “Catena genetica” del mercato delle pulci è stata esposta in una prima tranche nel 2000 al Palazzo delle Stelline di Milano e infine completata e presentata nella sua vertiginosa lunghezza (100 metri) per la prima volta nel 2008 alla Galleria Allegretti di Torino.

L’elemento della “Catena Genetica” e il tableau “Cena in galleria”

Si tratta del progetto che forse rappresenta meglio di ogni altro lo “spirito” eccessivo e quasi vorace di Spoerri, collezionista insaziabile di scarti della vita e delle cose, che accumula e fissa in veri e propri monumenti, apparentemente precari ma immobili di fronte allo scorrere del tempo e quindi, in ultima analisi, alla morte. Ma anche i celebri Tableaux Pieges si confrontano con il tempo, vera condizione dell’esistenza umana: si tratta di tavole da pranzo con residui di cene, cibo e oggetti, piatti e posate veri, “fissati” dall’artista in una metafisica permanenza così come i commensali le hanno abbandonate.

Daniel Spoerri, tableau a muro, 2008

Il “cromosoma” esposto presso la SanGallo ART Station è uno di quelli prodotti appositamente per Roberto Allegretti nel 2008, così come il grande e inquietante tableau intitolato “Cena in galleria”, l’unica opera di questa serie in cui Spoerri abbia voluto confrontarsi con gli effetti formali della forza della gravità, lasciando scivolare parzialmente la tovaglia dalla tavola su cui era distesa, trascinando con sé tutti gli oggetti in una caduta “sospesa” proprio un attimo prima della rovina generale.

In mostra anche gioielli in oro e argento

Oltre ai tableaux e al cromosoma, “Omaggio a Spoerri” propone alcuni gioielli in oro e argento, disegnati da Spoerri e prodotti dall’oreficeria Fratelli Filippini di Verona: una collana, una spilla e un grande ciondolo metamorfico.
Il catalogo della mostra è edito da Skira ed è bilingue (italiano/inglese), con testo critico di Martina Corgnati.

Il video-documento realizzato a Torino nel 2008-2009

L’artista al mercato delle pulci “Balun” di Torino

Daniel Spoerri è nato a Galati (Romania) nel 1930. Attualmente vive a Vienna. A Seggiano (Grosseto) ha aperto all’inizio degli anni Novanta la Fondazione, “Il Giardino”. Maestro del Nouveau Realisme, è unanimemente considerato uno dei più importanti artisti del mondo. Durante tutta la durata della mostra, in galleria verrà proiettato un video-documento realizzato a Torino nel 2008-2009 con interviste a Spoerri e le riprese realizzate durante un banchetto- performance.

L'israeliana Maya Bloch inaugura l'attività della project room

In concomitanza con l'inaugurazione di Spoerri, il 21 gennaio prenderà il via anche l'attività della project room, destinata a valorizzare le nuove proposte del mondo dell'arte con una serie di mostre sperimentali: primo di questi giovani talenti l'israeliana Maya Bloch, che per la prima volta esporrà in Italia i suoi lavori, alcuni dipinti e una serie di lavori su carta.
Maya Bloch è nata a Be'er Sheva (Israele) nel 1978. Ha studiato storia dell'arte presso l'Università di Tel Aviv, dove si è specializzata nel 2004. Ha al suo attivo due mostre personali (Haifa Museum of Art ad Haifa e Tavi Dresdner Gallery a Tel Aviv) ed una serie di collettive.

11:09 Scritto da minobezzi1 in arte contemporanea | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: fi, da | OKNOtizie |  Facebook