15/02/2012

Carrara: Lorenzo Gestri

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14/02/2012

Firenze: Ricordo dell'Elettrice Palatina


L'Elettrice Palatina

Il 18 febbraio si celebra l’anniversario della morte dell’Elettrice Palatina, l’ultima del ramo granducale de’ Medici, che governò per circa due secoli la nostra città. Il grande merito di Anna Maria Luisa ha fondamento nella stesura di un atto giuridico conosciuto con il nome di “Patto di famiglia”, con cui l’ultima erede della casata vincolò allo Stato – Granducato di Toscana – tutto il complesso dei beni che facevano parte delle collezioni medicee accumulate nei secoli. Si deve dunque a lei la presenza nella città di Firenze di un patrimonio d’arte senza eguali. 

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Firenze: P. Ernesto Balducci


Ernesto Balducci

Parte da Palazzo Vecchio il programma delle iniziative della Fondazione Ernesto Balducci per il ventennale della morte di padre Balducci: una ‘lectio magistralis’ tenuta da Enzo Bianchi, fondatore e animatore della Comunità di Bose, una delle voci più autorevoli della spiritualità cristiana di oggi, che si svolgerà giovedì 16 febbraio alle 17 nel Salone dei Duecento.

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12/02/2012

Carrara: Nostalgia canaglia

Lia ha inviato a Carraraonline.com questi ricordi:

Vezzala, dove ho passato i primi anni, i lavatoi pubblici dove mia madre passava le giornate a lavare i panni che portava con un secchio sulla testa sopra un canovaccio arrotolato. Le segherie di marmi e i laboratori di marmi e onice. Il Cafaggio dove ho passato la mia infanzia in povertà ma con molta dignità. L'educazione e gli ideali di onestà che ci trasmettevano i genitori e i nonni, la Via ROMA dove usavamo fare le"vasche" Il cinema Garibaldi e Animosi Il teatro Verdi, le Cave e i cavatori con le i loro scarponi e la loro e i filoni di pane che si portavano al lavoro,i camion con i blocchi di marmo che passavano sotto la mia finestra e la casa tremava, le campane del Duomo che mi svegliavano alle sette del mattino e annunciavano i vespri e i lutti, il fruscio del fiume Carrione sotto la mia cameretta, il dialetto dei miei famigliari, il Viale Alberato che percorrevo a piedi in primavera ed estate per andare al mare a Marina. Tutti i locali e sale da ballo dai 14 anni ai night, Piazza delle Erbe, via Alberica con tutte le mostre di marmo all'aperto, il mercato del Lunedì, i monti,Fossola, Santa Lucia, Gragnana dove è nato mio padre, Castelpoggio con la sua focaccina buonissima e le castagne, che andavano a "fare" in autunno e tutta la cucina a base di castagne, la polentina, i ballucci, le collane di castagne e mele che i bambini portavano per i morti, i profumi e le ricette trasmesse dalla nonna alle quali ancora oggi non rinuncio,le scampagnate del primo maggio nei prati con le classiche scarpe al tennis e il mangiadischi, Piazza d'armi con il Liceo Artistico e le statue di marmo ovunque orgoglio della nostra cultura di scultori..Tutto questo e tanto altro porto nel mio cuore.........Grazie di aver riportto a galla questi ricordi.......

Lia

10 febbraio 2012

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10/02/2012

Lucca: Una corona per ricordare le foibe

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Lucca: Enrico Lorenzetti



Lo scorso 11 gennaio è scomparso Enrico Lorenzetti, dirigente della Regione Toscana alla Presidenza della Giunta e dal 1979 al Dipartimento Istruzione e Cultura. Responsabile per le Istituzioni culturali e poi delle attività teatrali e musicali, coordinò in particolare la preparazione e l’organizzazione di convegni internazionali.

In campo teatrale fu presidente per lunghi anni del Centro Teatrale L’Affratellamento. Studioso del Novecento toscano e di ubanistica, ha pubblicato scritti su Moses Levy e Viani, su Luigi Salvatori e Ceccardo Roccatagliata, dedicandosi particolarmente a ricerche su Ungaretti ed Enrico Pea, del quale ha curato, dopo la riedizione di Vita in Egitto (Firenze 1995), le raccolte degli elzeviri (Viareggio 1997), dei racconti dispersi (Pisa 2003) e infine, in occasione del 50° della morte, la riedizione de Il romanzo di Moscardino (Roma 2009). Figlio del restauratore Leone Lorenzetti, Enrico Lorenzetti era nipote di Enrico Pea della cui memoria storica fu cultode e ultimo testimone. Lorenzetti è stato inoltre componente del Consiglio Direttivo di Italia Nostra Lucca fino al 2010.

In una nota diffusa alla stampa il presidente di Italia Nostra Roberto Mannocci lo ricorda così "Lorenzetti incarnava in modo perfetto la figura dello studioso appassionato ad approfondire personaggi, fatti e cose della sua terra lucchese. Lorenzetti era studioso colto e profondamente laico da sempre, ,ma lo era divenuto a tempo pieno dopo il raggiungimento della pensione. Cultura, storia e letteratura (era nipote di Enrico Pea), territorio, arte e trasformazioni urbane soprattutto del ‘900 … questi erano i campi dei suoi studi che hanno portato alla stampa di diversi saggi, tra i quali ci piace ricordare “Monumentalità ed Opere del Regime” inserito nel volume “Lucca tra ‘800 e ‘900” edito da Italia Nostra Lucca nel Dicembre 2008 e il saggio “Lucca Fuori e Lucca Dentro” (in “Documenti e Studi”, Rivista dell’Istituto Storico della Resistenza, Lucca Dicembre 2009), nel quale cerca di comporre una prima storia dell’urbanistica lucchese, e in particolare del ‘900, fino alla disarmante cronaca contemporanea".

Italia Nostra intende ricordarne sia la figura che l’opera di ricerca e l’impegno (in gran parte accumulati in un ricco archivio ancora sconosciuto) allegando in calce la nota storica da lui appositamente elaborata sulla nascita del “Parco della Rimembranza di Piazzale Verdi “ e offerta a Italia Nostra a supporto della battaglia contro la distruzione di questo patrimonio storico.

Per il Parco della Rimembranza ai Caduti della Guerra 1915-1918 del Comune di Lucca in Piazzale Verdi

di Enrico Lorenzetti

Fin dal 1922 si discuteva sulla stampa cittadina circa l’opportunità di una risistemazione di tutta l’area del Piazzale Verdi, un tempo detto del Marchese.1 Frattanto, ancor prima del 1923, il Comune di Lucca aveva deciso di istituire un Parco della Rimembranza per i Caduti lucchesi nella Guerra 1915-1918, e si era orientato a progettarlo nella frazione di Mutigliano. Tuttavia, tra il febbraio e il marzo 1923, si manifestarono forti contrarietà su tale proposito, cioè sul fatto che il Parco della Rimembranza per i Caduti di Lucca dovesse finire a Mutigliano. Iniziarono pertanto nuove trattative fra il Comune e le Associazioni Patriottiche per individuare una diversa localizzazione del Parco.2

La nuova destinazione venne rapidamente decisa: per il Parco della Rimembranza di Lucca fu appunto scelto il Prato del Marchese, ossia l’attuale Piazzale Verdi. E non si perse altro tempo, ché i lavori iniziarono subito, ed erano in corso già a fine marzo del 1923. Era stato inoltre prestabilito che al Centro del Parco dovesse sorgere un Faro monumentale. Si sarebbe inoltre dovuto abbattere l’edificio del Brefotrofio, cosa del resto da tempo decisa, e si sarebbe anche dovuto demolire “il fabbricato della Cavallerizza che guasta la veduta delle Mura”. 3

Con l’inizio dei lavori, si era pure avviata, con appassionati e pubblici appelli alla popolazione, la raccolta delle oblazioni e delle sottoscrizioni fra tutti i cittadini del Comune, per costituire i fondi necessari alla costruzione e all’innalzamento delFaro. Ma non si interruppero, nel contempo, nemmeno i lavori e gli apprestamenti per l‘altro Parco, quello della Rimembranza a Mutigliano, che infatti proseguirono fino alla contestuale e solenne inaugurazione di entrambi, il Parco del Piazzale Verdi e quello di Mutigliano, inaugurazioni che avvennero lo stesso giorno, di mattina e al pomeriggio del 4 giugno 1924.4

Nell’occasione dell’inaugurazione del Parco della Rimembranza sul Piazzale Verdi, fu pure presentato il bozzetto del Faro Monumentale, di cui si pose la prima pietra, e chesi sarebbe innalzato al centro del Giardino del ricordo. Ne fu pubblicata anche la Foto nel Supplemento speciale al N. 64 del settimanale lucchese «L’Intrepido», uscito l’8 giugno 1924. Veniva dunque subito mostrata l’opera dello scultore Francesco Petroni, attraverso un suo Bozzetto del Faro, che era definito Monumentale, e che sarebbe stato “costruito con pietra di Matraia e avrà le decorazioni in bronzo. / La pietra sarà un masso del Carso, che verrà posto in modo da rimanere sempre visibile”.5

Se fu così rapido l’apprestamento del Parco delle Rimembranza di Lucca con la posa della prima pietra del Faro, non lo fu altrettanto la sua costruzione ed erezione. La sottoscrizione per la raccolta dei fondi la cui previsione di spesa era intanto cresciuta, proseguiva infatti con lentezza e durò vario tempo. Si scrisse anche che “per l’erezione del Faro nel Parco della Rimembranza “ erano avvenute “cose che non dovrebbero succedere”, dal momento che “persone facoltose hanno fatto dichiarazioni offensive per chi aveva dato un obolo modesto”.6

Ma alla fine la costruzione fu possibile, soprattutto mercé il sostanzioso contributo del mecenate lucchese Comm. Carlo Barsotti, proprietario e Direttore, fra l’altro, in New York, del diffuso giornale «Progresso Italo-Americano», il quale già aveva finanziato a totale suo carico, a partire dal 1924, i lavori per il traforo del Monte di San Giuliano, onde realizzare l’auspicata nuova Galleria di Santa Maria del Giudice che, inaugurata poco dopo la sua morte, avrebbe finalmente collegato direttamente Lucca a Pisa(7).7 Ed oltre a questo, prima della sua morte, il Grand’uff. Barsotti, rientrato a Lucca dagli U.S.A., aveva donato al Comune, ed al Comitato delle Associazioni Patriottiche, il marmo delle sue cave di San Giuliano, servito per la costruzione del Faro in memoria dei Caduti lucchesi .8

Il Faro finalmente eretto, elevato su di basamento quadrato, e con il masso del Carso “sempre visibile” disposto dinanzi sul piano terra, a fianco del lato recante l’Epigrafe dedicatoria, fu inaugurato per la Festa della Vittoria, il 4 Novembre 1928. E così veniva anche commentato l’evento: 9.

(…) Il Faro è opera dello Scultore Petroni [Lucca, 1877-1960] che ha prestato gratuitamente la sua opera ed in parte ha diretto pure i lavori; il marmo che ha servito per il basamento dell’opera è stato offerto gratuitamente dal parroco Don Mirti, per conto del compianto sign. Barsotti di S. Maria del Giudice (…)”.

Ma vi furono anche altri contributi: - “Lo sportello in bronzo del Faro, pregevolissima opera anch’essa dello scultore Petroni, è stato fuso gratuitamente dalla Fonderia Casentini e Lera, e tutti i lavori in ferro del Faro (lanternaio) e i meravigliosi dell’ara del Carso, lavori eseguiti con vera finezza d’arte, furono eseguiti dal bravo scolaro Rossi [Antonio] della Scuola Industriale lucchese, sotto la direzione del prof. Minghi, che volle donare materiale ed opera gratuita a nome della Scuola dimostrando così le sue alte doti di patriottismo e di fede.”

Fra gli altri cooperatori figuravano anche la Vetreria Matteucci di Porta Elisa, e laDitta Lombardi che aveva eseguito il Pennone per la Bandiera che sorgeva nel Parco.

Lucca, 1° maggio 2010 Enrico Lorenzetti

N. B. - Per recenti notizie sullo scultore Francesco Petroni (Lucca, 1877-1960), la cui tomba nel Cimitero Urbano di Lucca è stata restaurata nel 2009 per conto dei Lions Club – Lucca Host, si veda: A. Nave, Per Francesco Petroni scultore lucchese, in «Rivista di Archeologia Storia, Costume», a. XXVI, nn. 2-4 / 2003, (Tipogr. Matteoni) Lucca 2003, pp. 189-204 ill. b.n.; ed una Scheda Biografica in«La Collezione dellaFondazione Cassa di Risparmio di Lucca», Lucca 2008, pp. 65 e 73.

E. L.

1 - Cfr. – La sistemazione del Piazzale Verdi già del Marchese, Il Serchio, Lucca, 17. V. 1922.

2 - Cfr. – Il Parco della Rimembranza nel Comune di Lucca, L’Intrepido, a. IV, n. 6, Lucca, 11. II. 1923, pag. 2; ed anche: Perché il Parco della Rimembranza per i caduti di Lucca deve andare a Mutigliano?, L’Intrepido, a. IV, n. 9, Lucca, 4. III. 1923, p. 2.

3 - Il Parco della Rimembranza, L’Intrepido, a. IV, n. 12, Lucca, 25. III. 1923, p. 2.

4 - L’inaugurazione del Parco della Rimembranza, L’Intrepido, a. V, n. 63, Lucca, 8. VI. 1924.

5 - Quest’oggi Lucca celebrerà i suoi Caduti per la Patria inaugurando alla presenza dell’Eroe di Buccali il Parco della Rimembranza / I Giardini ricordo, L’Intrepido, a, V, n. 64, Lucca, 8. VI. 18924, p. 3.

6 - Cfr., Il Faro Monumentale per i Caduti, Il Popolo Toscano, 11. X. 1928, Cronaca della Città e della Provincia di Lucca.

7 - Cfr., Caras, La Galleria S. M. del Giudice–Bagni di S. Giuliano, L’Intrepido, a. VI, Lucca, 2. X. 1925, cronaca cittadina.

8 - Cfr., Nobile e cospicua offerta per il Faro da erigersi nel Parco della rimembranza, Il Popolo Toscano, 29. III. 1928, Cronaca della Città e della Provincia di Lucca.

9 - Cfr., Il faro a ricordo dei Caduti in Guerra (…) - La lampada votiva ai caduti del Rione di Pelleria, Il Popolo Toscano, 3. XI. 1928, p. 5.

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08/02/2012

Montale (PT): Il Giorno del Ricordo

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07/02/2012

Pontedera (PI): Corradino D'Ascanio

......fu l'inventore della Vespa e dell'elicottero

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Foiano della Chiana (AR): E' il carnevale più antico. 473 anni

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Massa: Si torna alla Messa in rito romano antico

Immagine articolo - Il sito d'Italia

Si annuncia la formazione, nella Diocesi di Massa, Carrara e  Pontremoli di gruppo di fedeli per l'applicazione del motu proprio Summorum Pontificum e la conseguente richiesta di una S. Messa festiva in rito romano antico, secondo il Messale del Beato Papa Giovanni XXIII (1962). Si pregano tutti gli interessati a rivolgersi al Coordinamento toscano Benedetto XVI. Questo gruppo avrà il nome "Tradidi quod et accepi" ("Vi ho trasmesso quanto ho ricevuto") tratto dalla Prima Lettera ai Corinzi di San Paolo Apostolo (15,3) e che è inciso sulla tomba di Mons. Marcel François Lefèbvre. 

 

ilsitodimassa

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31/01/2012

Carrara: Lo Zaccagna ha 150 anni

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30/01/2012

Livorno: Giorgio Caproni

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29/01/2012

Mulazzo (MS): Alessandro (o Alejandro) Malaspina

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27/01/2012

Carrara: Stefano Siccardi

...fu il fondatore dell'Istituto Tecnico: ma la stele è a Ceva (CN)

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26/01/2012

Maggiano (LU): Lorenzo Viani

E’ visibile fino a questa domenica (29 gennaio) il dipinto “La vergine pazza”, di Lorenzo Viani all’interno del percorso espositivo “Stanze con vista sull’umanità”. L’opera del 1929, uno dei capolavori del più visionario tra gli espressionisti europei, fa parte di una collezione privata, ed è stata messo a disposizione della Fondazione Mario Tobino in occasione dell’inaugurazione del percorso e dell’apertura alle visite di alcuni locali dell’ex ospedale psichiatrico di Maggiano, il 10 dicembre scorso.

Sono oltre 600 le persone che da quel giorno, provenienti dal territorio, dalla regione ed anche dall’estero, hanno potuto compiere una visita guidata, accompagnati da personale esperto, attraverso il percorso espositivo che ripercorre e documenta le varie evoluzioni della psichiatria nell’epoca moderna, e in alcuni dei luoghi dove si sono svolte le vite di migliaia di malati e dove hanno preso forma le opere più importanti del medico-scrittore.

Grande successo quindi per l’iniziativa della Fondazione Mario Tobino, che sta portando avanti anche un progetto di ricerca di testimonianze orali relative alla storia del manicomio. Una di esse è stata raccolta proprio grazie ad un visitatore, Maurizio Bardoni, di origini lucchesi, che da bambino ha vissuto in una casa adiacente al complesso ospedaliero, dal momento che il padre vi lavorava come medico. Ha saputo dell’iniziativa da Puerto Alegre (Brasile), dove vive, ed è tornato a vedere quei luoghi lasciando testimonianza della sua storia al professor Giovanni Contini, coordinatore del comitato scientifico che conduce l’indagine sulla storia orale del territorio.

Il percorso espositivo resta visitabile con le seguenti modalità: oggi (giovedì 26) (dalle 15 alle 17) e venerdì (dalle 9 alle 13) su prenotazione, mentre sabato e domenica dalle 15 alle 18 senza vincolo di prenotazione. Le visite saranno accompagnate da personale esperto. Si ricorda che sono visitabili al pubblico le cucine, alcune corsie e tre chiostri dell’ex ospedale psichiatrico, grazie alla Fondazione Mario Tobino che insieme all’Azienda Usl2 di Lucca ha messo in sicurezza alcune parti del vastissimo complesso di circa 40mila metri quadrati. Il percorso espositivo e la visita negli ambienti dell’ex Ospedale Psichiatrico potrà comunque continuare ad essere effettuata, previa prenotazione obbligatoria, nei seguenti giorni: il giovedì dalle 15 alle 17, e il venerdì dalle 9 alle 13.

Per informazioni e prenotazioni: www.fondazionemariotobino.it, 0583 327243.

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25/01/2012

Lucca: Carlo Ludovico Ragghianti avrebbe 100 anni

 

Nel 2010 le celebrazioni del centenario della nascita di Carlo Ludovico Ragghianti sono state l’occasione per un’approfondita riflessione sull’uomo e sullo studioso, riflessione che sarà ripercorsa giovedì 26 gennaio, dalle ore 15.30, presso la sala conferenze del Complesso Monumentale di San Micheletto.

L’iniziativa, promossa dalla Fondazione Centro Studi sull’Arte Licia e Carlo Ludovico Ragghianti di Lucca, sarà anche l’occasione per delineare nuove prospettive di studio che un anno di intense manifestazioni, lungi dall’aver esaurito l’analisi dell’intensissima e multiforme attività dello studioso lucchese, ne ha bensì incrementato l’interesse soprattutto in ambito universitario.

Introdotto dal direttore della Fondazione Ragghianti, Maria Teresa Filieri, che traccerà un bilancio dei risultati delle manifestazioni attuate presso numerose e prestigiose sedi e che delineerà le linee guida per le iniziative future, l’incontro vedrà l’intervento di Ranieri Varese, professore ordinario di storia dell'arte presso l'Università di Ferrara, che tratterà dei risultati del convegno Carlo Ludovico Ragghianti, un uomo cosciente tenuto a Ferrara nel 2009. Realizzato con il patrocinio dell’Università Internazionale dell’Arte di Firenze, del Dipartimento di Scienze Storiche dell’ Università degli Studi di Ferrara e della Fondazione Centro Studi sull’Arte Licia e Carlo L. Ragghianti di Lucca, il convegno è stato di fondamentale importanza per la conoscenza della figura di Carlo Ludovico Ragghianti, annoverato tra i principali storici dell’arte del Novecento ma anche figura di assoluto rilevo nel panorama intellettuale e politico del periodo fascista e postbellico.

Il professor Varese tratterà anche del saggioTre voci. Carlo Ludovico Ragghianti, Cesare Gnudi, Giorgio Morandi a cura di Marilena Pasquali e Stefano Bulgarelli che indaga il fondamentale rapporto che ha unito i tre grandi protagonisti della cultura artistica italiana del XX secolo.

Donata Levi professore ordinario dell'Università di Udine, delineerà l’importanza della contemporaneità del pensiero critico di Ragghianti attraverso l’analisi di due pubblicazioni di giovani studiosi; «seleARTE» 1952-1966 una finestra sul mondo. Ragghianti, Olivetti e la divulgazione dell’arte internazionale all’indomani del fascismo, di Silvia Bottinelli, primo volume della nuova collana Scripta contemporanea e Carlo Ludovico Ragghianti. Il valore del patrimonio culturale. Scritti dal 1935 al 1987 a cura di Monica Naldi ed Emanuele Pellegrini che sondano le tematiche della tutela del paesaggio e del patrimonio artistico nel pensiero di Ragghianti studioso e nell’azione del politico.

Marco Collareta direttore delDipartimento di Storia delle Arti dell’Università di Pisa trarrà una sintesi dei risultati del convegno di studi “Carlo Ludovico Ragghianti: pensiero e azione” svoltosi a Lucca e Pisa, il 21 e 22 maggio 2010 organizzato in collaborazione con la Fondazione Ragghianti e la Scuola Normale Superiore di Pisa.

Critici d’arte e storici hanno analizzato allora, l’impegno che lo studioso ebbe modo di profondere in varie direzioni: dall’impegno politico agli incarichi nella politica culturale, fino al ruolo di storico e di critico d’arte con i suoi fondamentali studi sull’aspetto estetico dell’arte in ogni sua manifestazione. Una sezione speciale è stata dedicata agli studi che su Ragghianti, sulla sua opera o sulle linee da lui tracciate stanno conducendo giovani ricercatori alcuni dei quali hanno reso omaggioal fondatore dell’Istituto di Storia dell’arte, divenuto poi l’attuale Dipartimento di Storia delle arti, dedicandogli un numero monografico della rivista semestrale on-line di arti visive Predella (Predella n° 28, Studi su Carlo Ludovico Ragghianti).

Le professoresse Gigetta Dalli Regoli e Clara Baracchini illustreranno infine la decisione di ricordare Ragghianti nel suo anniversario focalizzando l’attenzione sugli studi che egli dedicò al Medioevo, di fatto tra i meno indagati tra i campi di interesse e di studio del critico lucchese e presentando un nuovo progetto editoriale dedicato proprio all’arte medievale.

In quest’ottica rientrano sia la mostra Lucca e l'Europa. Un'idea di medioevo V-XI secolo (26 Settembre 2010 – 9 gennaio 2011) che la pubblicazione, nel maggio 2010, del volume, “Prius ars”. Arte in Italia dal secolo V al secolo X”, a cura del professore Antonino Caleca, riedizione aggiornatadel saggio del 1968 che Ragghianti dedicò alle molteplici manifestazioni delle arti nell’Alto Medioevo.

Dettagli dell'evento:

Giovedì 26 gennaio 2012 ore 15.30

Sala conferenze del Complesso monumentale di San Micheletto, Lucca

Fondazione Centro studi sull’arte Licia e Carlo Ludovico Ragghianti, via San Micheletto 3, Lucca

Informazioni: 0583/467205 info@fondazioneragghianti.it

loschermo

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24/01/2012

Livorno: Amedeo Modigliani

Un ritratto di Amedeo Modigliani

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23/01/2012

Firenze: Indro Montanelli

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19/01/2012

Arezzo: Giorgio Vasari

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15/01/2012

Firenze: Frederick Stibbert

Copertina del libro 'Un inglese garibaldino'

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14/01/2012

Prato: Ardengo Soffici

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11/01/2012

Castiglioncello (LI): Alcide De Gasperi

Il Circolo Culturale "Il Centro" di Livorno con il patrocinio della Provincia di Livorno e del Comune di Rosignano Marittimo presenta:
Venerdì 13 gennaio alle ore 17:00 presso la sala auditorium del Castello Pasquini di Castiglioncello, conferenza della Sig.ra Maria Romana De Gasperi sul tema "Ricordando mio padre".
Saluti del Sindaco del Comune di Rosignano M.mo Alessandro Franchi e del Presidente della Provincia Giorgio Kutufà.
Intervengono la Sig.ra Maria Romana De Gasperi e il Dott. Francescalberto De Bari.
Modera il Dott. Enrico Dello Sbarba direttore de "Il Centro".
                                                                                 
                                                                   

                                                                
A seguire, presso le sale espositive della galleria "La Virgola" di Castiglioncello, piazza della Vittoria, l'inaugurazione della mostra su Alcide De Gasperi intitolata "Dalla ricostruzione dell'Italia alla costruzione dell'Europa"
 
Orario mostra:
sabato 14 - 21 e Domenica 15 - 22
dalle ore 10:30 alle ore 13:00
dalle ore 15:30 alle ore 19:00
Lunedì chiuso
da martedì 17 a venerdì 20
dalle ore 17:00 alle ore 19:00
 
Sabato 21 gennaio, ore 10:00
al Caffè Ginori di Castiglioncello
Tavola Rotonda e chiusura della mostra

 

 

info:
Unità Organizzativa Attività Culturali
tel.0586 724395 - 496
fax 0586 724286
sito web: www.comune.rosignano.livorno.it   
 
  

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07/01/2012

Livorno: Giorgio Caproni

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06/01/2012

Lucca: Casa natale di Giacomo Puccini

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30/12/2011

Viareggio (LU): Luca Ghiselli


Il ricordo del poeta Luca Ghiselli ci riporta alla mitica ‘baracca ‘ della spiaggia di levante, un “meraviglioso rifugio dentro il rumore della risacca …”. Ghiselli e l’amico fraterno Mario Marcucci, verso la fine del 1930,  ne fecero il loro rifugio segreto, ammettendovi poi l’amico comune Mario Tobino. Luca era un giovane alto, dal volto pallido, figlio di marinai benestanti, estraneo al lavoro dei familiari, attratto fortemente dai
libri. Il dolore per un fratello infelice accompagnò la sua adolescenza. Il desiderio di uscire di casa per stare con se stesso, in solitudine, era forte. Annotava nel Diario: “Vorrei una baracca fra le dune del Balipedio; qualcosa dove nascondermi e lavorare in serenità…”. Era un autodidatta, la sua formazione non avvenne però a caso; il suo fiuto innato lo guidava.

Scelse gli autori a lui più congeniali, Shelley, Keats, Novalis, Holderlin, Baudelaire, Verlaine, Rimbaud, Valéry, e poi Eliot, Ungaretti, Cechov, Conrad, Shakespeare, Jojce, Kafka. Fu folgorato da Rilke. Il fluire fantasmatico delle immagini, dei pensieri, delle sensazioni del poeta che s’interroga sulla vita e sulla morte, sul dolore, sulla precarietà delle cose del mondo, placava la sua irrequietezza.

Luca guardava la bellezza che lo circondava, il mare, le dune, la pineta, le strade, le piazzette del paese, le umili persone che le abitavano, per coglierne la meraviglia del loro rivelarsi; ascoltava assorto il silenzio della baracca, il rumore del vento, della risacca. Non era solo. Due amici per la vita gli erano accanto. Guardavano, sentivano le stesse cose. Il loro sodalizio era totale, pur nella diversità dei loro caratteri: riservato e irrequieto Ghiselli, timido e sereno Marcucci, sanguigno ed estroverso Tobino.

Antonio Carollo

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24/12/2011

Lucca: Guglielmo Petroni

 

NARENO GIUSTI per loschermo

Guglielmo Petroni è stato ricordato, nel centenario della nascita, alcune settimane fa, nel corso di una due giorni di incontri organizzata dall'Accademia Lucchese di Scienze ed Arti.

Intanto, la prestigiosa Sellerio ha dato alle stampe Il nome delle parole (opera vincitrice del premio Selezione Campiello nel 1984) un autobiografia  esemplare ed essenziale che ci fa conoscere meglio uno scrittore di grande sensibilità.

Un racconto che va dalla "casa povera" alla "casa giusta", cioè dalla prima infanzia agli anni dell’affermazione.

Scandito in tre tempi: il tempo dell’infanzia (in cui un essere sensibile alla bellezza apre gli occhi dentro "una vita povera che non conosce il nome dei colori e nemmeno quello delle parole"),  il tempo dell’adolescenza (in cui sente il bisogno imperioso "di impossessarsi delle parole necessarie per adeguarsi agli oscuri sovvertimenti che le nuove immagini avevano provocato nel mio povero spazio spirituale") e il tempo della giovinezza e della maturità quando "scoprivo che gli idoli potevo sistemarli tranquillamente nel mio quotidiano".

Il racconto, insomma, di una vita dedicata alla cultura. Una scelta fatta, inconsciamente negli anni della fanciullezza.  Una scelta che può sembrare una sfida ( o un torto) al destino.

Gugliemo, infatti, avrebbe dovuto vivere un altro tipo di vita: semianalfabeta fino all'adolescenza, aveva cominciato a lavorare nella bottega paterna di scarpe a dieci anni.

Aveva scoperto quasi per caso la pittura, alla quale si dedicò incoraggiato da Rosaie Carrà per poi abbandonarla d'improvviso (quando una notte tele e disegni bruciarono nell' incendio che divorò il suo studio). Si avvicinò poi alla scrittura. Ad una delle sua primissime poesie venne assegnato, nel 1934, il premio La Cabalache favorì il suo inserimento nel mondo letterario fiorentino che aveva il suo epicentro nel leggendario Caffè delle Giubbe Rosse. Dve iniziò a collaborare, con scritti e disegni, a Il Selvaggio di Mino Maccari e a L'Italiano di Leo Longanesi.

Il volume edito da Sellerio si apre con una bella prefazione, anzi, un bel ricordo diAndrea Camilleri che scrive: “Nella mia vita ci sono stati due libri che mi hanno formato non come scrittore, ma come persona. Il primo era stato La condizione umana di Malraux, il secondo indubbiamente fu Il mondo è una prigione di Guglielmo Petroni”.

Già, Il mondo è una prigione.

Uno dei più potenti e genuini racconti nati dall'esperienza della Resistenza. Il suo primo libro pubblicato dopo la guerra-più volte ristampato e vincitore nel 1965 del Premio Nazionale Prato-in cui narrava le vicende che lo videro protagonista durante la guerra: arrestato dai tedeschi, era stato prigioniero nell' inferno nazista di Via Tasso trasferito al terzo braccio di Regina Coeli. Lo avevano picchiato, torturato, condannato a morte. Si era salvato dalla fucilazione solo per un caso fortuito. 

Un evento che lo aveva segnato ma di cui parlava con sereno distacco. In modo riservato, sobrio, essenziale e onesto. Alla sua maniera. 

"Nella narrativa non ho affrontato nulla che non avesse stretta parentela con quanto ho vissuto, o addirittura, come per "Il mondo è una prigione" e per quest'ultimo libro "Il nome delle parole", non corrispondesse alla più rigorosa autobiografia. Naturalmente, autobiografia o esperienze elaborate, non certo per raccontare casi che mi riguardano, ma trovare in essi, come nelle vicende d'ogni vita terrena, anche la più modesta, quei significati che scavalcano la lettera e possono assumere il ruolo di comunicazione. Dell'arte, del suo potere sull'uomo, dei suoi segreti, lo scrittore è meglio che lasci parlare gli altri". Confessò così, in occasione del conferimento della Laurea Honoris Causa all'Università di Sassari.

Quel giorno era emozionato come un ragazzino perché "ero un autodidatta e non ero mai stato laureato".

"Questa laurea mi ringiovanisce-disse- mi restituisce quello che non ho avuto a venticinque anni, perché gli eventi della mia vita mi hanno impedito studi regolari”.  

Pochi anni dopo morì, a Roma.

Aveva scritto nel suo testamento: "Credere in qualche cosa, qualsiasi essa sia, che rappresenti la propria vita, è un modo per cercare di credere in Dio e dare una ragione all' esistenza. Non ho mai condannato nessuno fuorché me stesso, non ho giudicato, ma scelto in me e negli altri ciò che poteva avere un senso e dar valore allo spirito di solidarietà ed amicizia nel quale risiede il primo stadio per lo spirito di grazia e di serenità. Dove ho peccato chiedo perdono. Dove sono stato umiliato là è una lacuna della mia memoria. Puci, Paolo, Luca (la moglie e i figli, ndr) quando sarà il momento, non piangetemi, ricordatemi per ciò che ho fatto che vi rese contenti e meditate su ciò che nei vostri confronti errai. Vi ho amato. Spero di lasciare le mie carte in ordine. Se ciò non fosse non sarà difficile ritrovare quel poco che prima di essere buttato e dimenticato, può anche essere utile e avere qualche interesse. Felici si è poche volte e dipende poco da noi; ma la serenità è cosa che si può avere con semplicità di spirito e capacità di comprendere, di sopportare quando è necessario. Occorre aiutare gli altri dove si può, come si può".

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21/12/2011

Barga (LU): Giovanni Pascoli

Sarà la Toscana a celebrare nell’ormai prossimo 2012 il centenario della morte del grande poeta romagnolo Giovanni Pascoli, con un ricco calendario di manifestazioni culturali ed eventi.

E Barga, dove il poeta è sepolto insieme alla sorella nella frazione di Castelvecchio, sarà il teatro delle principali manifestazioni.

A presentare il calendario degli eventi previsti in onore di una delle maggiori glorie poetiche nazionali,  saranno giovedì 22 alle ore 13, a Palazzo Strozzi Sacrati in Piazza del Duomo 10 a Firenze, nel corso di una conferenza stampa,  l’assessore regionale alla cultura Cristina Scaletti, il direttore di Arcus Ettore Pietrabissa, il senatore Andrea Marcucci, la soprintendente archivistica Diana Toccafondi. il vice presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca Alessandro Bianchini, il sindaco di Barga Marco Bonini e il presidente della Fondazione Pascoli Alessandro Adami.

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20/12/2011

Montecatini Terme (PT): Silvana Giacobini

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19/12/2011

Capoliveri (LI): Jacques Mayol

Mostre fotografiche, letture pubbliche, rassegne video, raccolte di testimonianze e rievocazioni. Ma il vero regalo sarà l’apertura, nell’ultima settimana di marzo, e inizialmente solo per i media, di Villa Glaucos, la casa dei suoi sogni, costruita a Calone, nel comune di Capoliveri, e che usava aprire solo a pochi amici intimi. Tutto nel nome e nel ricordo di Jacques Mayol, il grande apneista e intellettuale francese.

Teatro delle iniziative sarà, a partire dal primo aprile 2012, l’Isola d’Elba. Lo annunciano il figlio Jean-Jacques e gli ideatori del sito web www.elbadipaul.it, che hanno presentato il programma a Toscana Promozione.

Nato a Shanghai nel 1927, Mayol aveva conosciuto i mari di tutto il mondo: aveva vissuto in Svezia, negli Usa, in Giappone, in Polinesia. Ma il mare dell’isola d’Elba rappresentava per lui il mare ideale, Le grand bleu. Fu proprio questo il titolo che Luc Besson scelse per il film del 1988 sul duello a distanza tra Mayol ed Enzo Maiorca, che in Francia ebbe nove milioni di spettatori.

Sui fondali di Pareti, con la squadra diretta da Alfredo Guglielmi detto “il Corsaro”, Mayol realizzò sei record “in assetto variabile”, dagli 85 metri del 1973 ai 105 del 1983, all’età di 56 anni.

La notizia del suo suicidio, il 22 dicembre 2001, fece il giro del mondo e oscurò il ricordo delle sue imprese sportive, delle sue ricerche scientifiche e delle sue idee sul rapporto dell’uomo con il mare e gli animali. Si faceva chiamare “L’uomo-Delfino”, e questo è anche il titolo del suo libro-manifesto, del 1979, che illustra le sue teorie in gran parte anticipatrici di modi di sentire, oggi ben più diffusi, sui temi ambientali.

“Il rilancio dell’Elba parte sotto il segno di Mayol – dichiara Cristina Scaletti, assessore a cultura, turismo e commercio della Regione Toscana – Un grande uomo e un grande sportivo, che ha scelto i fondali dell’isola per passione e l’Elba per vivere. Con lui, questo meraviglioso territorio è diventato “Le grand bleu”, famoso in tutto il mondo per la sua bellezza e la sua ospitalità. Il primo programma di iniziative per il 2012 può essere una buona occasione di riscatto dopo un anno durissimo per l’isola colpita dall’alluvione e un’opportunità di rilancio a livello internazionale”.

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Cortona (AR): Garibaldini cortonesi


 

Un anno fa il prestigioso convegno della Fondazione Feltrinelli Storiografie, memorie, rappresentazioni dell'Italia unita nell'Italia repubblicana apriva a Cortona le celebrazioni del 150° anniversario dell'Unità italiana. Celebrazioni che sarebbero continuate per tutto il 2011 con  un  fitto calendario di iniziative dedicate alla cultura e alla storia, non solo locale, tra cui piace ricordare gli interventi di Zeffiro Ciuffoletti, Nicola Caldarone, Sergio Angori, Carla Michelli, Franca Biagiotti Belelli, Mario Parigi, Patrizia Rocchini e dell'Associazione degli scrittori aretini Tagete; nonché la partecipazione dell'Accademia degli Arditi, dell'Accademia Etrusca, degli Amici della Musica, di Autobahn Teatro, della Banda Filarmonica "G. Verdi" di Farneta, delle corali Laurenziana, Santa Cecilia e Zefferini, della Direzione Didattica 1° circolo Cortona, dell'Istituto d'Istruzione Superiore "Luca Signorelli", del Lions Club Corito Clanis, del Piccolo Teatro della città di Cortona e della Società  Filarmonica Cortonese.

 

Ma perché sia conservata e tramandata la memoria del contributo che Cortona dette al Risorgimento, a pochi mesi dalla ristampa anastatica dell'opuscolo pubblicato nel 1894 dalla Società dei Reduci in occasione dell'inaugurazione del monumento a Garibaldi, questa Amministrazione torna ai piedi di quel monumento con un duplice omaggio: l'apposizione di una targa commemorativa dei tre garibaldini cortonesi e la pubblicazione di un opuscolo dedicato ai Cortonesi che parteciparono alle campagne militari per l'indipendenza italiana. I nomi di Ferdinando Braca, uno dei Mille, ma soprattutto quelli di Francesco Chelazzi e di Serafino Paoli sono emersi dall'anonimato grazie al progetto Alla ricerca dei garibaldini scomparsi,  realizzato dall'Archivio di Stato di Torino.

 

Mentre alla riproduzione dell'elenco dei Volontari cortonesi accorsi a difesa della patria, che nel 1871 fu stampato a Cortona ed è oggi conservato presso la Biblioteca del Comune e dell'Accademia Etrusca, si aggiunge la lista dei nomi dei cortonesi iscritti negli elenchi della Società di San Martino e Solferino che il prof. Luigi Armandi ha voluto generosamente mettere a nostra disposizione.

Sorprende il numero degli oltre cinquecento Cortonesi che parteciparono attivamente alle guerre per l'indipendenza.

Ragazzi e uomini, nobili e figli del popolo, che si arruolarono anche più di una volta, per realizzare il sogno di un'Italia unita.

Ma ancor più sorprende la familiarità, che avvertiamo nel leggere i cognomi presenti in quegli elenchi, non solo perché prova quanto il filo della storia tenga insieme la grande e la piccola patria,  ma anche perché ci obbliga ad onorare un preciso dovere morale: mantenere viva la memoria della generosità con cui quei giovani fecero l'Italia.

Con questa iniziativa l'Amministrazione Comunale di Cortona intende rendere omaggio non solo alla memoria di questi concittadini, ma rinnovare la "leggenda" del loro coraggio e del loro impegno civile per la costruzione dell'Italia che oggi viviamo

 
 

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