18/12/2011

Castiglion Fiorentino (AR): Ottone Rosai

Castiglion Fiorentino (AR) - dal 18 dicembre 2011 al 29 gennaio 2012
Ottone Rosai - L’assillo della verità


 
FONDAZIONE LIMONI E LIVI AD SIDERA

Corso Italia 41 (52043)
info@adsidera.it
www.adsidera.it
 
 
 
 
Rosai aveva scelto Castiglion Fiorentino come mèta domenicale per una gita ma, nella macchina guidata da Caponi, una discussione accesa con Santini e Bertolini, distoglie l'attenzione dalla strada superando il bivio per Castiglion Fiorentino. La mostra intende rappresentare ciò che gli negò la sorte
orario: da mercoledì a domenica 16.30 - 19.30
(possono variare, verificare sempre via telefono)
 
biglietti: free admittance
vernissage: 18 dicembre 2011. ore 11.00
catalogo: in galleria. a cura di Giovanni Faccenda, Ed. Masso delle Fate, pp. 88
curatori: Giovanni Faccenda
autori: Ottone Rosai
patrocini: Comune di Castiglion Fiorentino
Istituzione Culturale Castiglionese

genere: arte contemporanea, altro

exibart

 
 
 

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17/12/2011

Siena: Cavalieri e amazzoni alla ricerca della Via FRancigena

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15/12/2011

Lucca: Ezio Ricci

 


Ezio Ricci: la Fondazione Banca del Monte di Lucca riscopre uno dei maestri del Novecento lucchese. Nuovo importante appuntamento con l’arte alla Fondazione Banca del Monte di Lucca dove venerdì 16 dicembre alle 18, nelle sale espositive al numero 7 di piazza San Martino, si inaugura “Lessico Familiare”, la mostra volta alla riscoperta di Ezio Ricci, uno dei più importanti maestri scomparsi della nostra città e, attraverso le sue opere, dell’intima memoria di Lucca.

Lessico familiare è il titolo-guida che introduce nelle atmosfere di intima familiarità proposte dalla selezione delle opere di Ricci, in questa mostra curata da Filippo Bacci di Capaci, coadiuvato dallo staff tecnico-scientificodella Fondazione, e allestita dall’architetto Alessandra Guidi.

Ritratti familiari (la moglie, le cognate, i nipoti, i figli), interni domestici, vedute della nostra città e della campagna circostante sono i soggetti privilegiati di un pittore fortemente ancorato al genius loci, indissolubilmente legato al proprio ambiente domestico e alla propria città: della sua Lucca, infatti, è stato fino all’ultimo interprete appassionato,come sottolineano anche gli interventi critici a firma di Stefano Borsi, Massimo Marsili, Filippo Bacci di Capaci e Marco Palamidessi presenti nel catalogo della mostra, edito da Maria Pacini Fazzi, che ospita anche un ricordo del pittore - ma anche del Ricci docente di materie artistiche - a firma del pittore e allievoRiccardo Benvenuti.

Un legame profondo, quello con la sua terra, che questa esposizione si propone di documentare in ogni sfaccettatura presentando anche gliinteressanti cartoni preparatori per le vetrate della Chiesa di San Francesco per la quale Ricci ha ideato la serie delle 12 vetrate dedicate alla vita del Santo, ancora oggi visibili.

“Con la retrospettiva dedicata ad Ezio Ricci la Fondazione Banca del Monte di Lucca intende offrire alla città l’opportunità di riconoscere una personalità di notevole rilievo e valorizzare un artista che ha lasciato un bel segno nella pittura lucchese del Novecento. Ezio Ricci ci ha lasciato testimonianze pittoriche ricche di pathos nella loro purezza delle forme e nella loro composizione armonica. Le sale espositive del palazzo di piazza San Martino si confermano così come punto di riferimento sia per la promozione dell’arte di artisti contemporanei, sia per la celebrazione di maestri del passato.”- è il commento del presidente della Fondazione BML Alberto Del Carloe del presidente del Comitato Gestione Eventi Pietro Roni.

La mostra costituisce un’occasione unica anche per apprezzare opere di collezioni private. L’appuntamento è per domani (venerdì 16 dicembre) alle 18. La mostra resterà aperta per tutte le feste natalizie fino al 15 gennaio con ingresso libero: dal lunedì al venerdì con orario 15,30-19,30, sabato e domenica 10-13, 15,30-19,30. Per informazioni: mostre@fondazionebmlucca.it.

loachermo

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14/12/2011

Montepulciano (SI): Montepulciano nel Risorgimento

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Carrara: Ricordare Giuseppe Taliercio assassinato dalle BR

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09/12/2011

Equi Terme (MS): Treno a vapore Viareggio-Equi

Treno Storico a Vapore Viareggio-Equi Terme

 

il 26 dicembre

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04/12/2011

Livorno: Pompilio Casotti

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Sesto Fiorentino (FI): Guido Spadolini

Guido Spadolini: retrospettiva di un artista della prima metà del ‘900 
  
Il Gruppo “La Soffitta, Spazio delle Arti”, intende dare continuità alla prima edizione di “Alto – Basso” che si è svolta a Sesto Fiorentino nei mesi di novembre e dicembre 2010, attraverso la realizzazione di un nuovo evento di rilevanza culturale che coinvolga i due spazi espositivi presenti sul territorio di Sesto Fiorentino: “La Soffitta Spazio delle Arti” di Colonnata, nella parte alta della città e il Centro espositivo “Antonio Berti”, più in basso, vicino al centro storico. 
  
Il progetto del Gruppo “La Soffitta”, che vanta una tradizione pluridecennale nell’organizzazione di mostre, è stato realizzato in collaborazione con l’Amministrazione Comunale di Sesto Fiorentino, che ha fortemente creduto in una nuova occasione di promozione culturale ed artistica per il territorio.  
  
La scelta dell’autore della prossima mostra è ricaduta su un importante artista fiorentino della prima metà del XX secolo, non ancora molto noto al vasto pubblico: Guido Spadolini, padre dello Statista Giovanni Spadolini, dell’architetto Pierluigi e del medico radiologo Paolo. Per la realizzazione di questo evento il Gruppo “La  Soffitta” si avvarrà della compartecipazione della Fondazione Spadolini Nuova Antologia che si è resa disponibile non solo per il prestito delle opere, ma anche per una fattiva collaborazione all’organizzazione della mostra. 
  
L’occasione ci è propizia per far conoscere una figura che ha vissuto un particolare momento storico: Guido Spadolini nacque nel ventennio successivo all’Unità d’Italia, nel 1889, ed morì sotto i bombardamenti alleati durante la seconda guerra mondiale, l’11 marzo del 1944, prestando soccorso ai feriti, in qualità di Capitano della Croce Rossa Italiana. 
  
Come per la precedente edizione, anche per quella del 2011, la curatela scientifica della mostra sarà affidata alla storica dell’arte Giulia Ballerini, alla quale spetterà, in collaborazione con la nipote Maria Donata Spadolini e sotto la supervisione del Presidente della Fondazione, Prof. Cosimo Ceccuti, la selezione delle opere provenienti in gran parte dalla Fondazione Spadolini – Nuova Antologia di Firenze. 

Solo due fino ad oggi le  mostre che hanno presentato opere di Guido Spadolini: quella organizzata a Castiglioncello nel giugno del 2000 in cui è stata esposta un’esauriente serie di dipinti e incisioni legati al paesaggio: da una parte il Pian dei Giullari e dall’altro la costa livornese. La seconda mostra,  presentata  all’Accademia delle Arti e del Disegno nel 2006, è stata dedicata all’importante opera grafica di Guido Spadolini, riordinata e approfondita da due studenti dell’Accademia di Belle Arti di Firenze. 
  
Il presente progetto, oltre alla presentazione delle opere più note dell’artista, prevede l’esposizione di diverse opere inedite, provenienti da collezioni private, spesso corredate da disegni o altro materiale preparatorio, col preciso intento di dare maggiore completezza possibile all’operato dell’artista e di approfondirne il discontinuo fare artistico. 
  
La copiosa produzione di Spadolini verrà divisa in due grandi filoni: la pittura e la grafica che verranno esposte in sede separate. La doppia sede espositiva rispetterà, per quanto possibile, questa divisione, mostrando due aspetti complementari dell’operato dell’artista: nello spazio espositivo “Antonio Berti” si potranno ammirare i dipinti ad olio e alcuni pastelli, mentre nei locali de “La Soffitta” sarà allestita la sezione dedicata alla grafica. 

Attraverso i disegni e le acqueforti sarà possibile ricostruire l’excursus pittorico dell’artista, seguire quel particolare uso del “chiaro-scuro” che inizialmente risente delle indicazioni artistiche fornitegli dall’artista Tito Lessi, suo maestro alla Scuola Libera di Nudo all’Accademia, della passione del segno di tradizione Fattoriana e del gioco di luce caratteristico di opere macchiaiole. 
Dopo la Grande Guerra, sviluppato un linguaggio intimo e personale, Spadolini lavorò a contatto con artisti quali Plinio Novellini, Primo Conti e il giovane Pietro Annigoni, ma anche Ardengo Soffici. La sua passione per le fotografie, che usava come sussidio alla pratica artistica, è testimoniata anche dall’amicizia con Vittorio Alinari e dall’ingente numero degli scatti fotografici presenti nell’archivio della famiglia Spadolini ancora in fase di inventariazione, depositato presso la Fondazione Alinari per la fotografia. 

Per quanto riguarda la pittura, possiamo affermare che quelle di Guido Spadolini sono opere vissute nella pienezza degli affetti familiari: amava dipingere i dintorni fiorentini, soprattutto la “sua” Pian de' Giullari, S. Margherita a Montici e la costa livornese (Castiglioncello, Rosignano, Vada), dimostrando sempre interesse per la natura in generale, nella sua ricca semplicità, fermandone i giochi di luce e i contrasti cromatici. Gli olii dell’artista offrono uno spaccato della “Toscana com’era”, con i suoi giardini, le sue ville, i suoi campi lavorati, colti attraverso scorci paesaggistici di grande coinvolgimento emotivo. 
  
In mostra saranno presenti un centinaio di opere di Guido Spadolini, fra studi, disegni, pastelli su cartone, acqueforti, alcune con le relative lastre in zinco, numerose  tele e tavole ad olio: di tutte le opere esposte saranno redatte le schede tecniche e le relative riproduzioni per arricchire la pubblicazione  del  catalogo  che sarà edito da Polistampa Edizioni – Firenze, per la curatela della Dr.ssa Giulia Ballerini che si occuperà degli  approfondimenti critici e arricchito da alcuni interventi legati all’ambito storico e a quello biografico dell’artista. 
  
La manifestazione beneficerà del patrocinio del Comune di Sesto Fiorentino, dell’Istituzione Sesto Idee e del patrocinio della Fondazione Spadolini Nuova Antologia 

Inaugurazione domenica 4 dicembre alle 11 al Centro Berti e alle 12 presso la Soffitta Spazio delle Arti 

La Soffitta 
Piazza Rapisardi, 6 Sesto Fiorentino (FI) 
Orari: dal martedì al venerdì dalle 21 alle 23, il sabato dalle 16 alle 19.30 e la domenica dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 18.30. 
Ingresso libero 

Centro Espositivo Antonio Berti 
via Bernini, 57 Sesto Fiorentino (FI) 
Orario: dal lunedì al sabato dalle 16 alle 19.30 e la domenica dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle18,30 
Ingresso libero

 

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02/12/2011

Prato: Louis-Ferdinand Céline

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Lucca: Lucrezia Buonvisi

 

VIRGINIA TORRIANI per loschermo

 

Domenica 4 dicembre alle 17, presso l’Auditorium San Romano, processo aLucrezia Buonvisi: la controversa nobildonna lucchese che visse nel Seicento, sfidando prima la Repubblica di Lucca e poi la Chiesa, si troverà nuovamente alla sbarra degli imputati. La messinscena processuale è il terzo appuntamento 'giuziario' con i personaggi che hanno fatto la storia della nostra città – dopo il processo a Castruccio Castracani e a Lucida Mansi–, all’interno della serie “Giustizia ai Padri di Lucca”.

Il comitato scientifico – costituito da Angela Buzzanca, presidente, Antonella Giannini, coordinamento, monsignor Giuseppe Bernacchioni, affari ecclesiastici,Sergio Nelli, archivio di Stato, Marco Paoli, biblioteca Statale e Francesca Fazzi, casa editrice MPF - è partito anche per questo caso dalla ricostruzione storica, avvalendosi di una folta documentazione: dai materiali conservati all’Archivio di Stato di Lucca al racconto “Storia di Lucrezia Buonvisi” dello storico Salvatore Bongi; dal lavoro storico-romantico di Tito Strocchi, “Lucrezia Buonvisi”, e dalla biografia romanzata di Aurora Ghilardi, “Lucrezia Buonvisi – intrighi,passione e sangue nella Lucca del ‘500”, alla ricostruzione di Silvana Bedodi, “Lucrezia e i tuoi sogni”, finanche al romanzo investigativo “Nel buio della coscienza” di Maria Teresa LandiLuciana Tola.

Il materiale raccolto è stato poi autonomamente rielaborato per imperniare la vicenda sul processo cui il Santo Uffizio sottopose Suor Umilia (Lucrezia).

La corte sarà formata dal giudice Antonio Giannoni, che la preside, dai due giudiciMarcella Spada Ricci e Barbara Lastrucci, l’accusa è rappresentata da Domenico Manzione, mentre la difesa da Lodovica Giorgi e Mauro Cortopassi. Teste dell’accusa Bruno Giannoni, teste della difesa Francesca Valenti. Cancelleria e ufficio Giudiziario spettano infine rispettivamente a Patrizia Pieroni e Silvana Martusciello.

Assisterà al processo anche un comitato d’onore, a cui prenderanno parte i moderni illustri della città dell’antenata sotto accusa – Mauro Favilla, sindaco di Lucca, Enrico Rossi, presidente regione Toscana, Stefano Baccelli, presidente della provincia di Lucca, Antonio Romiti, presidente Istituto Storico lucchese,Gabriele Ferro, presidente Tribunale di Lucca.

Il processo prende spunto da un fatto di cronaca di grande risonanza nella Lucca del Sedicesimo e Diciassettesimo secolo – ha riferito Buzzanca -: l’uccisione del nobile Lelio Buonvisi da parte di alcuni sicari. Del fatto è accusato Massimiliano Arnolfini, da sempre innamorato della moglie della vittima, Lucrezia Malpighi, sospettata a sua volta di complicità nell’omicidio. Il processo avviato dal Magistrato del Gonfaloniere, condotto con insolita durezza, termina con la condanna a morte in contumacia dell’Arnolfini, mentre Lucrezia sfugge al carcere e alla tortura rifugiandosi in convento. Intorno a questo nucleo storico, ampiamente documentato, si muove tutta una serie di personaggi realmente esistiti – l’inquisitore VicarioOrazio Ugolini da Urbino, il Cardinale Gallo presidente della congregazione dei Vescovi e personaggi del Consiglio Generale della Repubblica -. Seguendo il processo si può riviver la particolare atmosfera di quel periodo inquieto: congiure, diffusione della riforma protestante, difficili rapporti della Repubblica con il Granducato di Toscana e con la Chiesa, ma anche una Lucca piena di riferimenti culturali, economici e sociali”.

Ma vediamo più da vicino la storia di questa donna che è stata più volte paragonata ad un atro personaggio discusso e misterioso – e tra l’altro storicamente contemporaneo - come quello della Monaca di Monza manzoniana.

Lucrezia era figlia di Vincenzo Malpigli, appartenente ad una delle famiglie più ricche della città, e Luisa Buonvisi, figlia di Benedetto, appartenente ad una famiglia ancora più ricca e prestigiosa.

Dal matrimonio nacquero tre femmine e un maschio. Lucrezia fu l’ultima dei figli, nata a Lucca nel 1572 (tre, quattro anni prima, dunque, della Monaca di Monza) e visse la sua infanzia a Ferrara e “appena potea dirsi donna” – i virgolettati sono da attribuirsi al contributo storico di Salvatore Bongi - fece ritorno a Lucca, “messa in ischiera tra le più belle“.

 

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Lucca: Italo Calvino

 


In occasione del 150° anniversario dell’unità d’Italia la biblioteca civica Agorà presenta un progetto dedicato all’Italia fiabesca di Italo Calvino. Nel 1956 lo scrittore curò, per Einaudi editore, la raccolta di fiabe provenienti dalle diverse tradizioni regionali realizzando un viaggio che risponde a due obiettivi: rappresentare tutti i tipi di fiaba raccontati nei diversi dialetti e fare una ricerca che rappresentasse le 20 regioni italiane.

Alla fiaba è assegnato il compito di costruire legami tra le regioni, di ritrovare le storie e la cultura popolare, di narrare, di creare una comunità d’ascolto. 

La mostra,  curata dalla Cooperativa culturale Giannino Stoppani di Bologna, ha un percorso itinerante: è partita da Bologna, è stata ospitata a Parigi (Salon du livre), Biella, Roma, Toulose e Marsiglia…arriva oggi a Lucca su progetto dell’amministrazione comunale, assessorato alla cultura, biblioteche ed archivi, con il contributo della Fondazione Banca del Monte di Lucca. 

La mostra comprende 36 tavole realizzate da 9 illustratori italiani e 9 francesi, (per Calvino la Francia diventa una seconda patria, dal 1967 all’inizio degli anni 80) e ognuno dei quali ha illustrato, con 2 disegni, una favola di Calvino, dando vita ad una galleria di figure, di stili e tecniche diverse. Il progetto espositivo sarà arricchito con la realizzazione di laboratori, occasioni di incontri e narrazioni, particolarmente pensati per i bambini ed i ragazzi, attenti ascoltatori di fiabe, ma anche utili momenti di approfondimento per insegnanti, genitori, adulti, appassionati e curiosi, che quelle fiabe sono desiderosi di rileggere. La biblioteca Agorà, dunque, realizzerà visite guidate su prenotazione e laboratori per bambini e ragazzi. 

Questa iniziativa, proponendo un viaggio tra le fiabe italiane, raccolte e riscritte da un grande scrittore come Calvino, intende porre l’accento sulla rilevanza della fiaba come elemento che pur nelle significative differenze, rappresenta e unifica le diverse realtà italiane – afferma l’assessore alla cultura Letizia BandoniUnire la letteratura fiabesca all’arte pittorica e della comunicazione per immagine stimola la creatività e l’immaginazione dei bambini e risponde, pienamente, a quella trasversalità di linguaggio culturale di cui la biblioteca civica si fa interprete con i più piccoli

La mostra, visitabile gratuitamente durante l’orario di apertura della biblioteca (lunedì 14-19; dal martedì al sabato 9-19; sabato 9-13), vuol essere occasione di incontri e narrazioni per bambini e ragazzi, insegnanti, genitori studenti, appassionati, curiosi. Il primo momento di racconto e lettura si svilupperà proprio in occasione dell’inaugurazione di sabato 3 dicembre alle ore 10.00 a cui interverrà Eugenia Pesenti dando voce, di fronte ad una classe delle scuola secondaria di I grado di Lucca, ad alcune delle fiabe italiane a firma di Italo Calvino.

loschermo

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01/12/2011

Siena: Come nel '300.....

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......torna il mercato nel Campo

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30/11/2011

Firenze: Mario Augusto Martini

Si terrà domani, giovedì 1 dicembre, in Palazzo Medici Riccardi - mattina, sala Pistelli, dalle ore 9.30 - e nella Biblioteca di Scandicci - pomeriggio, Auditorium Martini, dalle ore 15 - una giornata di studi dal titolo “Mario Augusto Martini: un protagonista del nostro Novecento”. L’evento, organizzato in occasione del 50° anniversario della morte di Martini da un comitato scientifico presieduto dal Pier Luigi Ballini dell’Università di Firenze, continua ed approfondisce temi e spunti per la ricerca già proposti all’attenzione del pubblico in una mostra di scritti editi e documenti archivistici di Martini, allestita a Scandicci nella primavera 2010. In quell’occasione fu esposta un’importante serie di carte inedite, molte delle quali autografe, rintracciate sul mercato antiquario ed acquistate dall’Istituzione Scandicci Cultura, documentazione che attualmente integra ed arricchisce il fondo delle carte Martini, già depositato presso l’Archivio Storico di Scandicci.

 

Mario Augusto Martini è stato uno dei protagonisti del movimento cattolico in Italia: fu presidente nazionale della FUCI nei primi anni del ‘900 prima di diventare sindaco di Casellina e Torri (Scandicci), organizzò le agitazioni mezzadrili nella provincia di Firenze del primo dopoguerra, partecipò alla fondazione del Partito Popolare Italiano; antifascista, fu durante la resistenza uno dei principali esponenti del Comitato di Liberazione in Toscana, fu chiamato a ricoprire la carica di primo Presidente della Deputazione Provinciale dopo la liberazione di Firenze, fu nominato ambasciatore in Brasile dal 1945 fino al 1952, ed al suo ritorno divenne Presidente del CdA della Banca Toscana.

 

Al convegno parteciperanno docenti universitari e ricercatori degli Atenei fiorentino e pisano nonché studiosi di storia locale (Mario Giuseppe Rossi, Pier Luigi Ballini, Paolo Nanni, Matteo Baragli, Giovanni Cherubini, Manila Soffici e Roberto Aiazzi), che interverranno sui temi elencati nel programma che qui si allega.

Gli atti della giornata di studi saranno pubblicati nel 2012.

L’iniziativa si svolge con il patrocinio dell’Università degli Studi di Firenze.

 

Contatti e organizzazione

Alessandro Cammilli 3478327076

convegno.marioaugustomartini@gmail.com

Pier Luigi Ballini 055 2476505

Manila Soffici 339 3478234

 

 

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29/11/2011

Lucca: Giacomo Puccini

nell'anniversario della sua morte (1924)

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28/11/2011

Pontedera (PI): Corradino D'Ascanio

Vespa

IHa aperto i battenti ieri al Museo Piaggio di Pontedera (Pisa) la mostra 'Corradino D'Ascanio: uomo, genio, mago, mito', dedicata all'ingegnere aeronautico che inventò la mitica Vespa. 

L'evento si svolge in concomitanza con i 120 anni dalla nascita e nel trentennale della morte del padre di uno dei simboli del Made in Italy nel mondo. 

Presenti al taglio del nastro i familiari di D'Ascanio, ma anche l'attore Luca Zingaretti che dovrebbe interpretare proprio l'ingegnere in una fiction a lui dedicata. La mostra si suddivide in quattro sezioni, appunto "Uomo, genio, mago e mito", ed è caratterizzata da disegni tecnici, immagini e filmati d'epoca, riproduzioni multimediali dei suoi lavori e dalla ricostruzione della postazione di lavoro su cui Corradino D'Ascanio ha disegnato, tra gli altri, oltre alla Vespa, anche il prototipo dell'elicottero moderno, poi brevettato.

L'esposizione, organizzata e curata dalla Fondazione Piaggio e con il patrocinio di Regione Toscana, Provincia di Pisa, Comune di Pontedera, Soprintendenza archivistica dell'Abruzzo, Provincia di Pescara e Comune di Popoli (il paese d'origine di D'Ascanio), rimarrà aperta fino al 31 gennaio prossimo.

 

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27/11/2011

Viareggio (LU): 30 anni dopo

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25/11/2011

Pistoia: Giovanni Michelucci

Pistoia - dal 25 novembre 2011 al 21 gennaio 2012
Giovanni Michelucci - La Montagna e l’Architetto: fotografie, disegni, progetti, storie sulla montagna pistoiese

 
BIBLIOTECA SAN GIORGIO

 
+39 0573371600
 
 
 
 
Fotografie, disegni e progetti dell’ architetto Michelucci sulla montagna pistoiese. Una parte poco nota del suo lavoro creativo e in gran parte inedita. Tre nuclei espositivi ricchi di rimandi, espressione dell’ intensità della presenza della montagna pistoiese nello spessore creativo di Michelucci
orario: Lunedì 14-19, da martedì a sabato 9-19
(possono variare, verificare sempre via telefono)
 
biglietti: free admittance
vernissage: 25 novembre 2011. ore 17
curatori: Andrea AleardiJacopo AmmendolaCorrado MarcettiMaria Teresa Tosi
autori: Giovanni Michelucci
patrocini: Regione Toscana, Provincia di Pistoia-
Assessorato alla Cultura, Comune di Pistoia-Centro di documentazione Giovanni Michelucci, Fondazione Giovanni Michelucci - Fiesole, Comune di Cutigliano,Comune di San Marcello Pistoiese
note: Mostra della Fondazione Giovanni Michelucci

genere: fotografia, personale, disegno e grafica

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23/11/2011

Firenze: Ferdinando Zannetti

Una personalità e una vicenda di vita complessa: quella di Ferdinando Zannetti, medico toscano che ebbe l’onore di curare il Generale Garibaldi ferito da una pallottola nel 1862. Alla sua articolata personalità, così legata al Risorgimento Italiano, è dedicata la giornata di studi in calendario per giovedì 24 novembre (dalle 9.30 alle 18.00) al Museo di Casa Martelli, che ha sede proprio in via Ferdinando Zannetti 8. Titolo del convegno è “Il medico Ferdinando Zannetti (1801-1881): patria, civiltà, scienza”

Ricco il programma degli interventi, che prevede approfondimenti su “Massoneria e mondo medico”, “Zannetti e l’insegnamento di Anatomia sublime”, “Zannetti un medico architetto per la modernizzazione dell’ospedale”, “Le carte Zannetti della Biblioteca Moreniana” e “Ferdinando Zannetti medico di fiducia della famiglia Martelli”. Le relazioni saranno intervallate dalla lettura dei carteggi del medico toscano a cura di Caterina Fornaciai. Il coro “L’Altrocanto” eseguirà invece il concerto vocale “Il canto del Risorgimento”.

 

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Capannori (LU): Un cappuccino nel Regno del Congo



Si conclude con un incontro dedicato al viaggio di un frate capannorese nel regno del Congo il ciclo di incontri ‘Alla Scoperta dell’Africa’ che l’Istituto Storico Lucchese, sezione Auser Sesto ha promosso in collaborazione con il Comune nella sede del Museo Civico “Luoghi e Genti dell’Auser” di Capannori (via Pacini).

Venerdì 25 novembre, alle ore 21.00, Alessandro Pensa terrà una conferenza incentrata sulla figura di Vincenzo Franceschini (Lorenzo da Lucca), appartenente all'ordine dei Cappuccini, originario di San Martino in Colle, che è stato missionario nel Regno del Congo a due riprese per 14 anni tra il 1701 e il 1720. Franceschini ha lasciato una preziosa testimonianza scritta del suo apostolato consistente in 23 lettere. I documenti contengono notizie riguardanti argomenti di grande interesse: la storia del regno del Congo, storia delle missioni, colonialismo, tratta degli schiavi.

loschermo

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21/11/2011

Firenze: Carlo Lorenzini (Collodi) ha 185 anni

Dal Mazzinianesimo alla smentita partecipazione alla Massoneria, dall’amicizia con Ricasoli alla vicinanza con i Macchiaioli, l’eclettico personaggio di Carlo Lorenzini è ricordato da una speciale iniziativa il giorno in cui si festeggia quello che sarebbe stato il suo 185° compleanno. Giovedì 24 novembre 2011 a Palazzo Medici Riccardi si terrà l’evento celebrativo “ANNIVERSARIO DELLA NASCITA DI CARLO LORENZINI”, padre letterario del burattino più famoso del mondo, manifestazione patrocinata dalla Provincia di Firenze, organizzata e promossa dall’Associazione Culturale Pinocchio di Carlo Lorenzini.

L’evento avrà inizio alle ore 14 con la deposizione di una corona di fiori alla casa natia di Carlo Lorenzini, in via Taddea 21, e proseguirà nella prestigiosa Sala Luca Giordano con gli interventi di Andrea Barducci, Presidente della Provincia di Firenze, Dario Nardella, Vicesindaco del Comune di Firenze, Giovanni Gentile, Presidente della Banca Federico Del Vecchio, Antonia Ida Fontana, Presidente del Comitato Scientifico dell’Associazione Pinocchio di Carlo Lorenzini. A fare da moderatore, Alessandro Rossi, Direttore del Nuovo Corriere di Firenze

In occasione dell’iniziativa sarà presentato dallo storico Zeffiro Ciuffoletti il libro “Carlo Lorenzini. Dal Risorgimento all’Unità”. Un interessante approfondimento su una figura plurima che nella sua vita ebbe molteplici connessioni con il mondo letterario, artistico e storico della seconda metà del diciannovesimo secolo.

Carlo Lorenzini, conosciuto anche con lo pseudonimo di “Collodi”, non era solo un patriota, combattente delle prime due guerre d'indipendenza, ma con il suo capolavoro “Le Avventure di Pinocchio” contribuì alla diffusione della lingua italiana, insieme a Manzoni, e il valore educativo del suo racconto formò la coscienza di molte generazioni di ragazzi italiani.

Il volume ha, infatti, ricevuto la concessione del logo ufficiale delle celebrazioni per il 150° Anniversario dell’Unità d’Italia.

Il libro raccoglie i saggi di alcuni illustri studiosi che indagano sulla figura di Lorenzini, tra le sue passioni e disillusioni politiche, la vena satirica e l’impegno didattico all’interno della realtà di una città in piena trasformazione: dalla “Fiorenzina” granducale, alla capitale del Regno, alla bancarotta che seguì al trasferimento della corte e del governo a Roma.

Nell’anno dedicato alle celebrazioni dell’Unità d’Italia, l’Associazione Pinocchio di Carlo Lorenzini ha voluto rendere omaggio allo scrittore con la pubblicazione di documenti e riproduzioni d’immagini sulla sua vita e la storia della Toscana dal Risorgimento alla proclamazione del Regno d’Italia. Il libro è curato da Cosimo Ceccuti e Antonia Ida Fontana con i contributi di: Cosimo Ceccuti, Gabriele Paolini, Fulvio Conti, Maurizio Sessa, Francesca Dini, Enrico Ghidetti e Monika Poettinger.

Nel momento centrale della giornata di celebrazione sarà consegnato il Premio “Pinocchio di Carlo Lorenzini” a personalità che si sono distinte in vari settori, ciascuno individuato con un personaggio della fiaba “Le Avventure di Pinocchio”:

 

MASTRO GEPPETTO                     Artigianato / Impresa / Commercio               a Ferruccio Ferragamo

GRILLO PARLANTE                      Sapere / Scienza / Cultura / Critica                a Monica Bietti

MANGIAFOCO                               Cinema / Spettacolo / Teatro / Televisione     a Fabio Baronti

GATTO E VOLPE                            Ambiente / Dialettica                                     a Dario Nardella

ALBERO DEGLI ZECCHINI          Economia / Finanza                                       a Maria Assunta Accili

FATA TURCHINA                          Moda / Arte / Collezionismo                           a Fabio De Poli

OSTERIA GAMBERO ROSSO   Ristorazione / Accoglienza / Nutrizione   a Luciano e Ricciardo Artusi

PAESE DEI BALOCCHI                 Gioco / Divertimento / Creatività                   a Paolo Favi

PESCE - CANE                                Sport / Vittorie                                                          a Renato Di Rocco

COLOMBO                                      Mecenatismo                                                 a Giovanni Gentile

 

I vincitori sono stati decisi dalla Giuria presieduta da Alessandro Savorelli e composta da: Cristina Acidini, Monica Baldi, Andrea Barducci, Antonia Ida Fontana, Giuliano da Empoli, Fabrizio Guarducci, Nicoletta Maraschio, Paolo Penko.

Il Premio che rappresenta il logo dell’Associazione, è realizzato in bronzo patinato e cesellato a mano su base di legno di tiglio dorato; creato e offerto dai maestri Paolo Penko e Gabriele Maselli.

Durante la manifestazione, animata da alcuni personaggi della fiaba truccati da Gherardo Filistrucchi, verranno consegnati riconoscimenti ai negozi, che con le loro vetrine hanno contribuito al successo dell’evento “Pinocchio compie 130 anni” del 7 luglio scorso, e ai ragazzi che hanno partecipato al Laboratorio del Maestro degli Zecchini.

L’On Monica Baldi, Presidente Associazione Pinocchio di Carlo Lorenzini, terrà le conclusioni.

Per chiudere la giornata vi sarà un’ultima novità. Alle 18,30 sarà inaugurata “CASA PINOCCHIO” presso il Negozio Richard Ginori di via de’ Rondinelli proprio nel palazzo dove ha abitato il Lorenzini fino agli ultimi anni della sua vita.

17/11/2011

Montale (PT): Jorio Vivarelli

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Pietrasanta (LU): Manuel Carbonell

 

L'artista Manuel Carbonell con una sua scultura

E' scomparso il 10 novembre, all’età di 93 anni, al "Kindred Hospital Coral Gables" di Coral Gables, in Florida, l’artista cubano Manuel Carbonell .L’annuncio alla comunità cittadina è giunto dalla Fonderia Del Chiaro informata dalla Beaux Arts Gallery di Miami. I funerali si terranno venerdì 18 novembre alla Chapel of Belen Preparatory School di Miami.

Manuel Carbonell è uno dei grandi esponenti dell’arte contemporanea cubana, in esilio negli USA  dal 1959. Conosciuto soprattutto per i bronzi monumentali ed il disegno, ha lavorato, fin dagli anni Novanta, a Pietrasanta. La sua formazione è avvenuta in Europa e particolarmente in Italia, influenzato da Michelangelo, Rodin e Moore.

Ha continuato a scolpire fino all’età di 92 anni: una delle ultime creazioni realizzate a Pietrasanta risale al 2008. Si tratta dell’opera bronzea "Amantes", di oltre 2,5 metri di altezza, collocata all’hotel Bristol di Buenaventura (Panama), e uscita dalla Fonderia Del Chiaro con cui Carbonell aveva avviato una stretta  e proficua collaborazione. Fonderia che oggi piange un grande artista e amico.

Carbonell è una delle personalità dell’arte internazionale – afferma il sindaco di Pietrasanta Domenico Lombardi – che ha contribuito a far conoscere Pietrasanta nel mondo. Ci stringiamo alla famiglia inviando le più sentite condoglianze”.

loschermo

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16/11/2011

Scarperia (FI): La Giornata della Storia

Anche Scarperia tra i paesi e le città che domenica saranno protagonisti della “6° Giornata Nazionale della Storia”, organizzata in 59 località di grande interesse dell’intero stivale dalla Federazione Italia Giochi Storici.

Domenica dunque a Scarperia si parlerà di quello che la Terranuova Fiorentina è stata dopo l’Unità, con particolare attenzione all’aspetto ludico ed alle occasioni di ritrovo. A partire dalle 16, nella Sala del Consiglio di Palazzo dei Vicari si terrà la conferenza “Scarperia dopo l’unità: Immagini, memorie e feste”. L’incontro sarà tenuto da Carla Giuseppina Romby, dell’Università degli Studi di Firenze, da Sara Piccolo Paci, docente presso l’Università di Firenze ed il Fashion Institute Technology di New York ed il Prof. Francesco Apergi. L’ingresso è gratuito.

Sempre domenica, dopo il successo delle prime settimane, continua, la possibilità di prendere parte ad una visita guidata attraverso le Sale Nobili del Palazzo traboccanti di stemmi e opere d’arte, fra le quali La Madonna del Ghirlandaio e l’Oriuolo del Brunelleschi, le pregiatissime filze d’archivio in pergamena e gli antichi documenti cinquecenteschi con le loro miniature a colori, le rilegature in pelle e sigilli in ceralacca dove verrà illustrato il patrimonio archivistico di Scarperia, per finire con una emozionante passeggiata tra i Merli di facciata del Palazzo e sull’ imponente Torre Campanaria. Tali visite, curate da personale qualificato, si terranno ogni domenica alle 10:30 e dovranno essere prenotate fino al sabato antecedente alle 13 al costo di € 6,00 a persona per gruppi di massimo 10 persone con il biglietto che sarà valido anche per visitare liberamente il celebre Museo dei Ferri Taglienti.  

Le prenotazioni dovranno essere effettuate presso la Pro Loco di Scarperia al numero 055-8468165 nei seguenti orari dal Lunedì al Venerdì 9:00-13:00 e il Sabato e la Domenica 10:00-13:00 e 15:00-18:30 o all’indirizzo informazioni@prolocoscarperia.it.

 

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04/11/2011

Firenze: Geno Pampaloni

 

GABINETTO SCIENTIFICO LETTERARIO

G.P. VIEUSSEUX

Martedì 15 novembre, ore 17.30

Pietro Citati

ricorda

Geno Pampaloni

nel decimo anniversario della scomparsa

Nel corso della serata verrà proiettato

un documentario realizzato da

Giorgio Tabanelli

Firenze, Palazzo Strozzi, Sala Ferri

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03/11/2011

Fiesole (FI): Silvano Bozzolini

Fiesole (FI) - dal 3 novembre al 3 dicembre 2011
Silvano Bozzolini - Spazialità musicale

Composizione – 1954 – olio su tela – 65.5 x 104.5 cm.
 
BASILICA DI SANT'ALESSANDRO
Via San Francesco (50014)
+39 05559477
info@fiesolemusei.it
www.fiesolemusei.it
 
 
 
 

Il 3 novembre 1911 nasceva a Fiesole il pittore Silvano Bozzolini, Maestro dell'Astrattismo italiano, attivo in Italia e in Francia negli anni generosi e creativi del secondo dopoguerra. Il 3 novembre 2011, nel giorno del centenario della nascita, Fiesole dedica un'ampia antologica a Bozzolini, ospitata in uno dei luoghi più carichi di bellezza e di fascino: la Basilica di Sant'Alessandro
orario: 11-16: Giovedì, Venerdi, Sabato e Domenica. Lunedì– Mercoledì su appuntamento
(possono variare, verificare sempre via telefono)
 
biglietti: free admittance
vernissage: 3 novembre 2011. ore 16.30
catalogo: in galleria.
editore: CARLO CAMBI
curatori: Stefano de Rosa
autori: Silvano Bozzolini
telefono evento: .+39 0574538003
genere: arte contemporanea, personale

email: galleria@openart.it

exibart

 
 
 

 

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28/10/2011

Lucca: Ricordando l'emigrazione

did Gaby Mazzantini

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26/10/2011

Lucca: Una lettera a Remelde Puccini

Nella foto: il sindaco Mauro Favilla, Gino Bertini, Gabriella Biagi Ravenni, il dott Parpinelli e il mastro Handt.

Ancora nuove importanti donazioni arrivano dal territorio per il Museo casa natale Puccini. Nel corso di una visita guidata del Museo casa natale Giacomo Puccini organizzata da Gino Bertini, presidente del Lions Club Le Mura, il dott. Angelo Parpinelli ha consegnato al sindaco di Lucca Mauro Favilla e a Gabriella Biagi Ravenni, che dirige la Fondazione Giacomo Puccini e il museo, un prezioso autografo pucciniano, da destinare al Puccini Museum.

Si tratta – spiega il direttore della fondazione Gabriella Biagi Ravenni - di una lettera che Giacomo Puccini scrisse alla sorella Ramelde Puccini, maritata Franceschini, nel maggio del 1910, ed è scritta, come tante altre lettere a Ramelde, in un modo curioso, che fa trasparire nel loro rapporto una consuetudine al gioco lessicale, ma globalmente intellettuale: quasi tutte le parole sono troncate a metà”. Una specie di enigma, quindi, che lo scrivente e la ricevente sapevano sciogliere.

Il dott. Parpinelli, che ha custodito fino ad ora questo importante autografo pucciniano tra le cose più care, l’aveva ricevuta in dono dal noto maestro Herbert Handt. Parpinelli ha oggi espresso l’intenzione di concedere in comodato d’uso la lettera al Museo perché sia esposta insieme ad altre lettere familiari. Infatti esposte nel museo sono presenti lettere/cartoline indirizzate a Elvira Puccini, al figlio Antonio, a Raffaello Franceschini, marito di Ramelde, a completare un ‘ritratto di famiglia’.

“Un gesto questo – ha sottolineato il sindaco Mauro Favilla – così onorevole è tanto più grande quanto può dare l’esempio a tanti altri lucchesi ( non, che custodiscono tra le loro carte preziose memorie pucciniane. Il fatto che il nostro territorio stia rilevando un tesoro segreto e disperso di carte pucciniane, dimostra, in realtà, in grande attaccamento che i lucchesi hanno per il loro maestro, rivelandosi i primi custodi della memoria pucciniana”.

Da settembre, data di apertura del museo, infatti ci sono state altre importanti donazioni: la prima è arrivata dal Marco Mandoli che ha voluto far dono alla città di due certificati di frequenza, rilasciati dall’Istituto musicale “G. Pacini” (oggi Istituto Musicale Boccherini) datati 1872 e 1874, da cui risulta la “non comune attitudine” e “la molta intelligenza” dell’alunno Giacomo Puccini.

Una seconda donazione era arrivata dall’Argentina: da Gustavo Gabriel Otero, autore – insieme a Daniel Varacalli Costas - del volume Puccini in Argentina che ha deciso di donare alla Fondazione Giacomo Puccini di Lucca e quindi al Puccini Museum, una rivista ‘PBT’ e quattro numeri della rivista ‘Caras y Caretas’ di Buenos Aires che documentano il viaggio che Puccini realizzò in Argentina fra giugno e agosto del 1905 quando presenziò alle rappresentazioni delle sue opere che vennero messe in scena, fra cui la prima mondiale della versione finale di Edgar.

loschermo

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24/10/2011

Barga (LU): Gualtiero Jacopetti

Nazareno Giusti per loschermo

Gualtiero Jacopetti è morto lo scorso 17 agosto nella sua casa romana. Giornalista, sceneggiatore, attore (interpretò il ruolo di avvocato nel film Un giorno in pretura) divenne noto ai più sopratutto, prima, per la creazione di Europeo ciak e Ieri oggi domani, (“un tipo di cinegiornale- come ha scritto Paolo Mereghetti- irriverente e sarcastico, più preoccupato di strappare una risata che di informare”) e poi, per i suoi film-documentario che diedero il via al genere del Mondo Movie

Ancora oggi le sue opere, da Mondo Cane a Africa Addio, da Addio zio Tom a La donna nel mondo  colpiscono per l’assoluta modernità del linguaggio, per la capacità di mischiare generi diversi, con una grande attenzione alla sigla ed alla colonna sonora.

 “L’intuizione di Jacopetti- ha scritto in proposito il critico cinematografico Piera Detassis- fu quella di evitare il documentario piatto e fedele, utilizzando invece in modo spregiudicato il montaggio, sia visivo che sonoro, e marcando i  toni sarcastici e ironici del commento fuori campo”.

Nato a Barga nel settembre 1919, n el corso della sua lunga vita si è spesso incrociato con altri due mostri sacri lucchesi: Mario Pannunzio e Arrigo Benedetti. Lo scrittore e giornalista Sergio Saviane lo definì “il padre spirituale dell’Espresso”, ricordando come Jacopetti sia stato, dalla primavera del ’54 all’ottobre del ’55, il creatore e direttore del settimanale Cronache, esperienza davvero innovativa per la stampa periodica italiana da cui sarebbe derivato per filiazione diretta L’Espresso di Arrigo Benedetti, ereditandone praticamente tutto: formula, taglio e redazione.

Jacopetti è sempre rimasto molto legato alla sua città natale, che così definiva: ”Casa mia è dove hanno vissuto i miei genitori, dove sono nato anch’io. Appartengo alla Toscana, a quegli alberi, a quel mare, ai castagni sui monti e agli armadi pieni di quelle vecchie, carissime cose”. A Barga era tornato nel 2001 per ricevere  il San Cristoforo d'Oro e proprio  qui, subito dopo la morte, si è iniziato a pensare a un festival documentario in suo onore. A proporlo i ragazzi del gruppo Inspired by Barga, nato dal web e ispirato a un progetto di promozione turistica islandese (che ha recentemente visto il premio "the European Effie marketing communications awards").

“Inspired- spiegano gli ideatori- si tratta di  un progetto di marketing territoriale che si basa sul coinvolgimento attivo degli abitanti del territorio, perché riteniamo  che siano proprio loro il vero punto di forza per questo tipo di comunicazione. Il nostro progetto si propone di effettuare una riqualificazione urbana attraverso il coinvolgimento attivo e la sensibilizzazione degli abitanti, la creazione di presupposti per una operazione di fidelizzazione e l'implementazione del senso di appartenenza. Durante l'estate abbiamo organizzato una serie di performances creative,che sono state pubblicate sul web sotto forma di backstage e a fine estate sarà realizzato un video che racchiuderà tutti i momenti più significativi della vita a Barga”.

Ovviamente, ora, uno dei loro progetti prioritari è portare avanti il festival dedicato a Jacopetti. Un progetto a cui, in verità, stavano lavorando già prima della morte del regista.

“Come suoi concittadini vogliamo assumerci l’onore di tornare stabilmente a far vedere le sue opere, per questo proponiamo a tutte le istituzioni locali di organizzare un festival a lui intitolato, che oltre a curarne la retrospettiva, diventi un polo di attrazione naturale per tutti coloro che vogliano fare documentari d’autore in modo libero ed originale, come ha sempre fatto Jacopetti".
Per unirsi al comitato promotore "Per un Festival del documentario intitolato a Jacopetti" basta compilare il form che trovate qui.

 

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23/10/2011

Livorno: Casa Modigliani aperta

Visitabile tutti i giorni fino a fine gennaio in concomitanza con la mostra ospitata nel Palazzo Blu di Pisa

 

Visitabile tutti i giorni fino a fine gennaio in concomitanza con la mostra ospitata nel Palazzo Blu di Pisa. E' l'opportunita' per assaporare l'atmosfera della Livorno fine '800  e godere l'emozione di vedere le stanze che hanno visto i primi passi del grande artista livornese, che lo hanno visto crescere e dare vita ai suoi primi esperimenti grafici e creativi.

Ingresso 5 euro.

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20/10/2011

Castelnuovo Garfagnana (LU): Il no di Garibaldi a Lincoln

Nazareno Giusti per loschermo

C'è ancora tempo sino al 23 ottobre per visitare la mostra “La Garfagnana nel Risorgimento dal Tricolore a Roma capitale 1796-1871” organizzata dal Comune e dalla Pro Loco nei locali della Rocca Ariostesca dove sono esposti cimeli, reperti e documenti che ben descrivono quel periodo. Colpisce  la camicia che Ciro Menotti indossava al momento della sua impiccagione,  il seggio senatoriale del ministro e senatore Nicola Fabrizi (garfagnino d’adozione), la divisa della guardia reale di Francesco V ma sopratutto, per la sua singolarità, colpisce il poncho originale di Giuseppe Garibaldi, con i suoi colori sbiaditi e la sua piccola dimensione. Garibaldi non era certo un gigante: era alto 1,65. Aveva anche un orecchio tagliato ben nascosto dalla folta capigliatura che curava in modo maniacale. Qualcuno diceva che l'aveva perso in battaglia altri, sottovoce, sostenevano che glielo avevano tagliato in Sud America per aver rubato un cavallo, non scherzavano laggiù.

Questi sono solo alcuni degli aneddoti- tutti veri- su quello che è il più osannato e conosciuto Padre della Patria. Da pochi anni è stato reso noto, anche, un interessante documento straordinario in cui Abramo Lincoln chiedeva al generale di assumere “il” o “un” comando dell'esercito nordista. Gli storici americani, per anni, hanno smentito che ci sia sta tale proposta  forse perché, come fa notare Arrigo Petacco “gli italiani si preferisce storicizzarli con ruoli diversi”.  La richiesta non è affato frutto di fantasia ma ben documentata grazie all'archivio delle carte private dei Savoia donato qualche anno fa da Umberto II alla città di Torino. Inoltre, finalmente, lo scorso settembre il New York Times ha dedicato una pagina alla ricostruzione di tale evento per mano del professor Don Doyle.

Ma chi fu a proporre Garibaldi a Lincoln e perché?  Siamo nel 1861. Era da poco tempo passata la spedizione dei Mille e la popolarità del Generale- che voleva risolvere con le armi la “questione romana”- era ai massimi livelli; fu allora che l'ambasciatore americano a Torino, P.H. Marsh, lo propose come comandante dei nordisti  che stavano collezionando una serie di cocenti sconfitte. “Ora -scriveva il console in un informativa per il governo americano- il Conquistatore delle due Sicilie si è ritirato nell'isola di Caprera. Averlo al nostro fianco sarebbe un grosso successo perché, pur non essendo altro che un individuo solitario e privato, in questo momento il signor Garibaldi è, in sé per sé, una delle più grandi potenze del mondo”. Lincoln non ci pensò su molto: l'arrivo dell'invincibile condottiero italiano avrebbe galvanizzato non poco le truppe  portando, probabilmente, buoni risultati sia sui campi di battaglia che tra l'opinione pubblica. E così, il 21 luglio 1861, il Presidente lanciò un appello dalle colonne del Century Magazine di New York in cui chiedeva “all'eroe della Libertà di prestare la potenza del suo nome, il suo genio e la sua spada alla causa del Nord”.

Certa opinione pubblica, però, non prese di buon grado la scelta di offrire il comando a uno straniero, per giunta italiano e fu appunto -come fa notare Petacco- “per l'opposizione di costoro  che i documenti e le trattative non furono pubblicati nella Corrispondenza Diplomatica USA”. Ma se pur sotterranee, le trattative andarono avanti come dimostrano i documenti ritrovati, qualche anno fa, dalla dottoressa Federica Paglieri tra le carte donate alla città piemontese. Garibaldi fu lusingato della richiesta del Presidente americano e scrisse subito a Vittorio Emanuele II chiedendogli il permesso di rispondere positivamente  visto che si sentiva “in obbligo di accettare tale missione per un Paese di cui sono cittadino”. Il Re, attraverso il suo aiutante in campo,  Trucchi, ordinava-in una lettera vergata frettolosamente- di rispondere a Garibaldi che “per quel che riguarda la questione degli Stati Uniti faccia quello che gli ispira la coscienza, che è sempre  il solo giudice in affari si sì grande momento”. Al Re, quella richiesta da Oltreoceano, sembrò come una manna dal cielo: un ottimo motivo per allontanare il generale che premeva per la scottante questione romana. Ma, come vedremo, non sarà così.

Garibaldi, infatti, era un passionale ma non un ingenuo e, prima ancora di partire, volle delle garanzie. Per ascoltarle fu inviato, a Caprera, l'ambasciatore americano in Belgio Sanford che, di ritorno dall'isola sarda, scriveva: “ho avuto un lungo colloquio con il Generale Garibaldi il quale mi ha detto che il solo modo in cui avrebbe potuto prestare servizio alla causa degli Stati Uniti, il che ardentemente desiderava fare, era come comandante in campo delle forze”. 

“Solo in tale qualità” aggiungeva, poche righe sotto, l'ambasciatore. Ma non era finita qui: Garibaldi richiedeva “facoltà, indipendente dagli eventi di dichiarare l'abolizione della schiavitù, poiché, senza di questo, si sarebbe semplicemente trattato di una guerra di cui il mondo non poteva sentire speciale interesse o simpatia”.

Le richieste non piacquero per niente al governo americano ma le trattative continuarono anche su spinta dei papaveri torinesi che volevano sbarazzarsi- per un po'- di quella testa calda. Poi uno scoop del giornale Italia -in cui venivano alla luce le segrete trattative-  fece esplodere proteste del partito d'Azione che non voleva che si complottasse per allontanare Garibaldi e rimandare al questione romana.

E così la richiesta americana fini quasi nel dimenticatoio sino al settembre 1862 quando, Garibaldi, dopo esser stato ferito sull'Aspromonte, fu portato prigioniero al forte del Varignano dove, caso del destino, aveva sede anche una Task Force dei marines impegnati contro i pirati barbareschi. La presenza del guerriero non sfuggì al commodoro Stringhman che -consapevole che la situazione era cambiata visto che una richiesta era stata virtualmente acconsentita ( Lincoln infatti si era deciso a dichiarare l'abolizione della schiavitù se l'Unione avesse vinto) e che rimaneva "solo" il problema del comando in capo- scrisse a Washington. Il governo americano si affidò, allora, all'ambasciatore a Vienna Canisius dandogli ordine di informare Garibaldi che, nel caso avesse accettato, avrebbe avuto il grado di “Maggior Generale dell'esercito degli Stati Uniti con relativo stipendio” e, ovviamente, “la cordiale accoglienza del popolo americano”.

Cansius non perse tempo a scrivergli: “ora che siete ormai  nell'impossibilità di condurre a termine la vostra grande impresa patriottica forse sarete meglio disposto a offrire il vostro braccio  per la lotta della grande repubblica per la Libertà e l'Unità”. Quindici giorni dopo gli rispondeva Garibaldi che si descriveva “prigioniero e gravemente ferito” motivi per cui  “mi è impossibile disporre di me stesso”. Non chiudeva però la porta: in calce alla lettera si leggeva “credo che sarò messo in libertà e se le mie ferite si rimargineranno sarà arrivata l'occasione favorevole in cui potrò soddisfare  il mio desiderio di servire la grande Repubblica Americana”.

Niente condizioni questa volta quindi. Ne approfittava l'ambasciatore americano a Torino Marsh che, il 5 ottobre, gli proponeva il comando di un'armata.  “Ma ancora una volta uno scoop- spiega ancora Petacco-  mandò a monte l'impresa. L'ambasciatore Canisisus, forse geloso del collega Marsh cui erano state affidate le trattative, per sottolineare la sua priorità comunicò alla stampa il testo della sua lettera inviata a Garibaldi in cui definiva “grande opera patriottica” la spedizione garibaldina in Aspromonte che l'esercito piemontese aveva represso nel sangue (…) fra la capitale italiana e e quella americana  ci fu uno scambio risentito di opinioni fino quasi a sfiorare la crisi diplomatica”.

E così, Canisius venne sospeso e richiamato in patria e a Marsh fu ordinato di interrompere ogni contatto col Generale.

Chissà come sarebbe andata se il generale avesse varcato di nuovo l'Oceano... una cosa è sicura: fu veramente un peccato per i futuri registi di Hollywood che avrebbero avuto a disposizione una vera e propria miniera: un eroe che sembrava provenire direttamente dal Mito. Chissà quanti film gli avrebbero dedicato.

 

 

 

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