21/01/2011

Pisa: Giuseppe Toniolo

Giovanni Paolo Benotto Arcivescovo di Pisa per toscanaoggi

In una delle sue ultime udienze generali, ricevendo aderenti all’Azione Cattolica, il Servo di Dio Paolo VI ebbe a dire: «Quando potremo beatificare Giuseppe Toniolo?». Da quell’udienza sono trascorsi oltre trent’anni e il desiderio di Papa Montini si è finalmente compiuto con la firma del decreto con il quale è stato riconosciuto un miracolo per l’intercessione del Venerabile Toniolo che spalanca la porta alla auspicata beatificazione.

Giuseppe Toniolo - veneto che abitò e lavorò quasi sempre a Pisa - è senza dubbio uno dei personaggi più conosciuti della storia della Chiesa in Italia tra l’ottocento e il novecento per ciò che riguarda la riflessione e l’azione circa la Dottrina sociale della Chiesa; e sicuramente, nel laicato cattolico, è stato uno dei «padri» che hanno promosso e sostenuto l’elaborazione di questa Dottrina e l’hanno applicata nella concretezza del vivere sociale in un rapporto sempre molto stretto con la gerarchia ecclesiastica e soprattutto con il Papa.

Proprio per questo è emozionante prendere in mano le diverse lettere interamente autografe, scritte da S. Pio X a Toniolo tra il 1907 e il 1912 - conservate nell’Arcivescovado di Pisa - che manifestano la grande familiarità con la quale Papa Sarto si rapportava a Toniolo, l’attenzione del Papa alla moglie e ai figli del Professore di Pisa e, insieme, la chiarezza con la quale il Papa spesso rispondeva senza intermediazioni alle sollecitazioni e alle domande di Toniolo.

Significativa quella del 30 settembre 1907 nella quale S.Pio X scriveva: «Egregio Professore, le mie congratulazioni pel bel successo della Settimana Sociale, reso più significante dalle escandescenze della teppa: escandescenze, che avrà certo tollerate in pace il buon Prof. Toniolo colla sua Signora ripetendo il Beati qui persecutionem patiuntur propter justitiam, e il Signore terrà conto anche di questo».

Collegando l’opera e la testimonianza offerta da Toniolo in occasione della Settimana Sociale del 1907 alle Beatitudini evangeliche, Papa Sarto mostra la pista che è indispensabile seguire per comprendere il senso più profondo della beatificazione che verrà celebrata per Toniolo e cioè che santità è vivere la vita cristiana nell’ottica delle beatitudini del Vangelo per cui ciò che ognuno è chiamato ad essere e a fare deve sempre essere in relazione a Cristo, perché fatto sempre con Lui e per Lui.

In un’altra lettera del 3 aprile 1908, Pio X scrive: «per quanto posso La prego di non insistere sull’argomento delle dimissioni, perché sarebbe lo stesso che distruggere tutto il bene che si è ottenuto. Levata la pietra fondamentale, la fabbrica rovina. Riconosco il sacrificio che Ella fa, gravissimo anche per le sue condizioni; ma almeno fino a tanto che si troverà l’uomo che possa convenientemente sostituirLa, porti la croce. In tutto poi che posso (ed Ella deve parlarmi in libertà) io non mancherò di esserLe di aiuto nella parte che più tanto interessa. Faccio a fidanza colla sua bontà, e come di favore ottenuto Le anticipo i ringraziamenti, impartendo di cuore a Lei e a tutti i suoi cari l’Apostolica Benedizione».

Pio X chiama Toniolo «pietra fondamentale» e lo definisce «buono». In effetti il cammino di vita di Giuseppe Toniolo, nella luce delle beatitudini, si è svolto sempre nella fedeltà al Signore, in obbedienza al Papa, nel servizio alla Chiesa e per il bene della società. Ora, con la beatificazione di questo Servo di Dio, la Chiesa ce lo presenta come modello da imitare e come intercessore da invocare perché ci aiuti a testimoniare la feconda vitalità che il Vangelo vissuto immette nella vita delle persone, delle famiglie e della società per un mondo che ha bisogno di esempi buoni capaci di offrire quelle pietre fondamentali su cui edificare la vera civiltà dell’amore.

LA SCHEDA

Fu l’ideatore delle «Settimane Psociali dei Cattolici italiani»
Papa Benedetto XVI ha autorizzato la Congregazione per le Cause dei Santi a pubblicare il decreto riguardante un miracolo attribuito all’intercessione di Giuseppe Toniolo. Una notizia accolta con grande gioia a Pisa, dove Toniolo ha vissuto quasi tutta la sua vita di marito e di padre e la sua professione di docente universitario, e dove è morto il 7 ottobre 1918. Il miracolo attribuito all’intercessione di Toniolo riguarda un ragazzo di Pieve di Soligo (Tv), paese nel quale è sepolto il prossimo beato: proprio l’arcivescovo di Pisa Giovanni Paolo Benotto era stato il «Ponente» della causa riguardante il miracolo presso la Congregazione per le Cause dei Santi, di cui è membro.
Nato  a Treviso il 7 marzo del 1845 Giuseppe Toniolo è considerato da molti il maggiore economista cattolico italiano. Nel 1879 fu nominato professore di economia politica nell’Università di Pisa dove insegnò per 40 anni. Nel 1894, sulla scia della «Rerum Novarum», formulò il primo programma politico cristiano democratico, il «Programma dei cattolici di fronte al socialismo». Fu ispiratore della prima «Settimana Sociale dei Cattolici Italiani», che tenne a battesimo nel 1907. Si occupò di organizzare l’Azione Cattolica, e fu tra i fondatori della Fuci.

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Firenze: Renato Natali

Foto di FirenzeArt 

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20/01/2011

.......e ancora Viareggio (LU): Giovanni Fattori

Viareggio (LU) - dal 20 gennaio al 13 marzo 2011
Giovanni Fattori - Garibaldi a Palermo


CENTRO MATTEUCCI PER L'ARTE MODERNA
Via Gabriele D'Annunzio 28 (55049)
+39 0584430614 , +39 058454977 (fax)
info@centromatteucciartemoderna.it
www.centromatteucciartemoderna.it
 

Una memorabile pagina del Risorgimento nel capolavoro di Fattori
orario: da lunedì a sabato 9.30-13.00; 15.00-19.30 (chiusura cassa 30 minuti prima), domenica 9.30-13.00 (chiusura cassa 30 minuti prima)
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: intero euro 5 / ridotto euro 3
vernissage: 20 gennaio 2011. ore 11.30 per la stampa
catalogo: edito Centro Matteucci per l'Arte Moderna
ufficio stampa: STUDIO ESSECI
curatori: Giuliano Matteucci, Francesca Panconi, Roberto Viale
autori: Giovanni Fattori
note: Mostra promossa dal Centro Matteucci per l'Arte Moderna in coproduzione con Comune di Viareggio, Società di Belle Arti, Istituto Matteucci

genere: personale, arte moderna

exibart

 

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19/01/2011

Lucca: Nino Rota

Secondo speciale appuntamento al Lu.C.C.A. - Lucca Center of Contemporary Art dedicato al celebre compositore Nino Rota per il centenario della sua nascita. Venerdì 21 gennaio 2011 si chiuderà l'omaggio del museo all'autore di musiche che hanno fatto da colonna sonora a tanti capolavori del cinema italiano e internazionale.

 

Ancora una volta il piano terra del Lu.C.C.A. risuonerà delle musiche de Il Padrino, Romeo e Giulietta, Otto e Mezzo, Amarcord, La Dolce Vita, Assassinio sul Nilo, I Vitelloni, Il Gattopardo e di tanti altri film per far tuffare il pubblico nelle atmosfere magiche, sofisticate, dirompenti o a volte goliardiche create dalle sue partiture.

Per l'occasione il Lu.C.C.A. Café, dalle ore 19, darà il via all'happy hour (prezzo consumazione 8 euro) con gustosi aperitivi e finger food da gustarsi in compagnia  rigorosamente cullati da un sottofondo musicale d'eccezione. 

La sala video del museo (ingresso libero) proietterà invece le immagini tratte dai film più famosi per i quali Rota ha composto le musiche.

 

Durante la serata sarà anche possibile visitare gratuitamente la mostra “Omar Galliani. Le Pareti Di-segno. Racconti, passioni e i voyeurs del tempo” mentre per la mostra “Michel Comte. Not only Women” sarà applicato il biglietto ridotto a 5 euro con la possibilità, alle ore 22, di fare una visita guidata gratuita, su prenotazione (tel. 0583.571712), con uno dei curatori dell'esposizione.

 

omaggio a nino rota

21 gennaio 2011

Apertivo e buffet dalle ore 19, costo consumazione: 8 euro

Sala video: proiezione dei film più prestigiosi con le musiche di Nino Rota. Ingresso gratuito.

Ingresso gratuito alla mostra “Omar Galliani. Le Pareti Di-segno. Racconti, passioni e i voyeurs del tempo”

Ingresso ridotto (5 euro) alla mostra “Michel Comte. Not only Women” + visita guidata gratuita su prenotazione ore 22 

 

Per info:

Lu.C.C.A.

via della Fratta, 36 – Lucca

tel. 0583 571712 / fax 0583 950499

www.luccamuseum.com

info@luccamuseum.com

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17/01/2011

Prato: Il Caffè La Posta

 Foto di Antico Caffe ·

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15/01/2011

.......e ancora Portoferraio (LI): Elbano Gasperi

Marcello CAMICI (Università di Pisa) per ten
 Questo è l’anno in cui si celebrano centocinquanta anni dell’unità d’Italia. Esistono molti modi di celebrare l’evento:uno è richiamare alla memoria i protagonisti che insieme col popolo agirono. Giuseppe Garibaldi è uno di questi e l’Elba ha con lui rapporti ben precisi che sinteticamente nel maggio del 2010 ho ricordato in un articolo comparso su questo giornale col titolo ”Il mare elbano salvò Garibaldi ,ricordiamocelo”.

Terminavo invitando l’Elba a proporre una iniziativa culturale sull’avvenimento per l’anno commemorativo del centocinquantenario dell’unità. La proposta mi pare caduta nella indifferenza, nel vuoto. L’Elba ha inoltre suoi figli che direttamente con Garibaldi hanno partecipato al risorgimento.

Ma c’è chi lo ha fatto anche senza Garibaldi.
Lo fece Elbano Gasperi. Appena ventenne-era nato a Portoferraio nel 1828 - fu caporale alla battaglia di Curtatone nell’artiglieria dell’esercito di Toscana comandato dal generale De Laugier. Ebbe medaglia d’argento dal governo toscano e al valor militare dal re Carlo Alberto perché rimasto nudo e solo per l’incendio di un cassone di polvere che gli aveva bruciato i vestiti e ucciso tutti i compagni per oltre venti minuti aveva continuato a scaricare contro il nemico tre pezzi d’artiglieria. Il nemico era l’esercito austriaco comandato dal generale Radestky che dominava tutto il territorio lombardo veneto.

Elbano aveva un ideale che era una patria per gli italiani: fu un sincero e vero patriota.
L’Italia del risorgimento: bella ma perduta?Questo è l’anno per commemorare il risorgimento e l’Elba ha i suoi protagonisti. Commemorarli non soltanto significa ricordare patrioti che si sono battuti per la libertà: può anche essere un modo diverso per promuovere l’immagine della nostra isola in Italia e nel mondo.

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12/01/2011

Pietrasanta (LU): Giovanni Acci

Valeria Pardini per loschermo

A cento anni dalla nascita del pittore fiorentino Giovanni Acci, l’assessorato alla Cultura di Pietrasanta, la città dove il pittore visse a partire dal 1955 con la famiglia, ha deciso di dedicarli un’ampia retrospettiva. Nelle suggestive stanze del Chiostro di Sant’Agostino si sviluppa un particolare percorso espositivo che permette di scoprire, attraverso l’intensa espressività della sua pittura, la sua lunga e ricca carriera artistica.

Per la prima volta sono stati riuniti, appositamente per questa esposizione, più di cento dipinti, provenienti da molte collezioni private o di proprietà della famiglia Acci. Nello stile del pittore, le opere sono di grandi dimensioni, perciò di un potente ed immediato impatto visivo; i soggetti sono vari: dai ritratti, alle figure mitologiche e religiose, dalle cupe nature morte, fino ai grandi paesaggi deserti, tutti caratterizzati da una profonda carica emotiva ed una forte drammaticità.

Le figure sono imponenti, cariche di un sapiente plasticismo ed emergono dalle tele brune in tutta la loro maestosità, sembrano fissare gli spettatori dritto negli occhi, fino a farli provare un senso di inadeguatezza e inferiorità. I paesaggi solitari e infuocati ricordano i grandi pittori del romanticismo, dove protagonista è una natura, viva, pulsante, ribelle. 

Il disegno è acceso, come se uscisse direttamente da una profonda oscurità; i colori sono il vero tratto distintivo della pittura di Acci, rossi infuocati caratterizzano le sue tele, così come i gialli-luce che illuminano le tele come una specie di folgorazione, donando un alone di misticismo.

La grande retrospettiva, fortemente voluta dal sindaco di Pietrasanta Domenico Lombardi, può essere senza dubbio, definita “intima”, il percorso espositivo infatti, curato dalla figlia Maria Acci Kazantjis, è stato creato per scoprire l’artista in molti aspetti della sua vita; insieme ai dipinti infatti, si alternano molte fotografie che lo ritraggono al lavoro nel suo studio ma anche in ambito familiare, un modo per indagare non solo la sua poetica ma anche la sua vita privata; dunque, non solo il pittore ma anche l’uomo.

Giovanni Acci ( Firenze 14 luglio 1910 – Pietrasanta 1979 ) è arrivato alla pittura abbastanza tardi, precedentemente si è dedicato ad altre esperienze artistiche, in particolare la musica; egli impara a suonare il violino privatamente e allo stesso modo si avvicina allo studio del disegno all’età di 28 anni. Nel 1942 si tiene la sua prima esposizione nella sua città natale, dove riscuote un notevole successo di pubblico e di critica. Lo scoppiò della seconda guerra mondiale stravolge ogni cosa, per Acci significa l’abbandono della vita artistica e della sua amata Firenze, affronterà mille traversie, sarà costretto anche a vivere in un campo profughi. Una volta finita la guerra riprende lo studio della pittura e dal 1947 al 49 si lega ai “Pittori Moderni della Realtà”, pur mantenendo uno stile personale, partecipa a tutte le mostre organizzate dal gruppo. Si trasferisce poi in Versilia, dove condurrà una vita ritirata dividendosi tra lo studio ed il lavoro, maturando una stile del tutto personale che lo hanno reso uno dei protagonisti dell’arte figurativa del XX secolo. Chi lo ha conosciuto lo descrive come un uomo solitario, silenzioso, sempre assorto dai propri pensieri.

Così lo racconta Dino Buzzati sulle pagine del Corriere della sera nel 1971: "Acci impugnò i pennelli molto tardi, sui ventotto anni; ed imparò si può dire da solo. Ma non è certo da autodidatta il suo mestiere, che può ricordare gli antichi, tanto è esigente, e va a fondo (per questo alcuni lo hanno paragonato ad Annigoni, fenomeno però tutto diverso). Quando il sentimento, che in Acci deve essere abitualmente impetuoso, è trattenuto, quando il discorso diventa composto e pacato, quando la stanza, il paesaggio si fanno immoti e silenziosi, il meglio dell'artista si rivela. Così nelle impressionanti tre parche, di ottima tensione metafisica, così in alcune recentissime nature morte dove gli oggetti grandeggiano minacciosi e la luce atmosferica riempie la scena di una oscura fatalità".

La mostra di Giovanni Acci nel Chiostro di Sant’Agostino a Pietrasanta sarà visitabile fino al 9 febbraio 2011, dal martedì alla domenica con orario 16 – 19. ( ingresso libero). Un’iniziativa dall’Assessorato alla Cultura con il sostegno e l’allestimento dalla figlia del pittore, mentre il catalogo è stato realizzato con la collaborazione di Lodovico Gierut, presidente del Comitato Archivio artistico - documentario Gierut.

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11/01/2011

Lucca: Nino Rota

A cento anni dalla nascita del Maestro Nino Rota, il Lu.C.C.A. - Lucca Center of Contemporary Art vuole dedicare due serate in omaggio al celebre compositore le cui partiture hanno fatto da colonna sonora a tanti capolavori del cinema italiano e internazionale: venerdì 14 gennaio e 21 gennaio 2011.

 

Il piano terra del museo sarà inondato dalle musiche de Il Padrino, Romeo e Giulietta, Otto e Mezzo, Amarcord, La Dolce Vita, Assassinio sul Nilo, I Vitelloni, Il Gattopardo e di tanti altri film per far tuffare il pubblico nelle atmosfere magiche, sofisticate, dirompenti o a volte goliardiche create dalle sue partiture. Per l'occasione dalle ore 19 inizierà l'happy hour (prezzo consumazione 8 euro) al Lu.C.C.A. Café: un modo per gustarsi l'aperitivo a buffet ascoltando le note del grande musicista. 

La sala video del museo (ingresso libero) proietterà invece le immagini tratte dai film più famosi per i quali Rota ha composto le musiche.

 

Durante le serate del 14 e del 21 gennaio sarà anche possibile visitare gratuitamente la mostra “Omar Galliani. Le Pareti Di-segno. Racconti, passioni e i voyeurs del tempo” mentre per la mostra “Michel Comte. Not only Women” sarà applicato il biglietto ridotto a 5 euro con la possibilità, alle ore 22, di fare una visita guidata gratuita, su prenotazione, con uno dei curatori dell'esposizione.

 

omaggio a nino rota

14 gennaio e 21 gennaio 2011

Apertivo e buffet dalle ore 19, costo consumazione: 8 euro

Sala video: proiezione dei film più prestigiosi con le musiche di Nino Rota. Ingresso gratuito.

Ingresso gratuito alla mostra “Omar Galliani. Le Pareti Di-segno. Racconti, passioni e i voyeurs del tempo”

Ingresso ridotto (5 euro) alla mostra “Michel Comte. Not only Women” + visita guidata gratuita su prenotazione ore 22 

 

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08/01/2011

PIsa: Le parole di Pietro Gori

 

La Mostra bibliografica Le parole di Gori, che verrà inaugurata alla presenza di Alessandra Pesante, Franco Bertolucci e Mauro Stampacchia, è ospitata nei locali della Biblioteca Universitaria, e fa da cornice al Convegno nazionale di studi sulla figura di Pietro Gori dal titolo Nostra patria è il mondo intero. Pietro Gori nel movimento operaio e libertario italiano e internazionale, organizzato dalla Biblioteca Franco Serantini il 14 e 15 gennaio 2011 a Pisa.
Il convegno è patrocinato dalle Facoltà di Giurusprudenza e di Scienze politiche e dal Dipartimento di Storia dell'Università di Pisa, dalla Provincia e dal Comune di Pisa.

PROGRAMMA

» 14 gennaio ore 9,30-13 "Politica e conflitto sociale tra '800 e '900"
Giampietro Berti, Pietro Gori e l'anarchismo italiano.
Maurizio Antonioli, Gori protosindacalista.
Marco Scavino, Gli anarchici, gli operaisti e la fondazione del Partito socialista.
Mauro Stampacchia, Pietro Gori e la critica alla socialdemocrazia: il dibattito internazionale tra la fine dell'800 e l'inizio del '900.
Emanuela Minuto, In difesa della libertà: percorsi goriani di fine Ottocento.
Alessandro Volpi, Alcune riflessioni sulla "biblioteca" economica di un anarchico di fine secolo.


» 14 gennaio ore 15-18 "Identità e culture dell'anarchismo"
Umberto Sereni, I profeti del liberato mondo.
Alessandro Portelli, Identità e tradizione libertaria: alcune riflessioni sul caso italiano.
Massimo Ortalli, Forme e linguaggi della propaganda anarchica: la fortuna dei pamphlet goriani.
Franco Schirone e Santo Catanuto, La canzone e il teatro come strumenti di formazione dell'identità anarchica.
Alessandro Breccia, Pisa: studenti, docenti e le nuove culture delle libertà.
Vincenzo Ruggiero, Anarchismo e criminalità.

» 15 gennaio ore 9,30-13 "Le comunità anarchiche italiane nei processi migratori"
Maurizio Binaghi, "Pietro Gori in Svizzera. La lunga tradizione d'accoglienza di una «Repubblica borghese» (1870-1895)".
Pietro Dipaola, "La più forte e qualificata concentrazione di anarchici di tutte le nazionalità". Gori rifugiato a Londra.
Arnaldo Testi, La questione sociale negli Stati Uniti ai tempi del viaggio di Pietro Gori.
Bruno Cartosio, Anarchici e socialisti nel movimento operaio negli Stati Uniti.
Katia Massara e Oscar Greco, Gli oppositori politici calabresi in America latina nel periodo della grande emigrazione.

» 15 gennaio ore 15-18 "I territori e la diffusione del movimento anarchico"
Franco Bertolucci, L'anarchismo in Toscana negli anni della formazione politica e culturale di Gori.
Alessandro Luparini, L'anarchismo nel ravennate di fine secolo.
Roberto Giulianelli, "Difesa e propaganda": Pietro Gori, avvocato nei tribunali dell'Abruzzo e delle Marche".
Natale Musarra, «Il saluto del ritorno». Pietro Gori in Sicilia.

Il 13 gennaio, ore 21,30, si terrà un incontro su LA CANZONE ANARCHICA DA GORI A DE ANDRE'. Introduce Paolo Finzi, redattore di A rivista anarchica.



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07/01/2011

Pisa: Carlo Ludovico Ragghianti

 

Anita Paolicchi per loschermo

Ha inaugurato il 28 dicembre scorso a Pisa, "Le arti del XX secolo, Carlo Ludovico Ragghianti e i segni della modernità": la mostra, esposta al Museo della Grafica di Pisa fino al 6 marzo 2011 - intende rendere omaggio alla figura del grande storico e critico d'arte Carlo Ludovico Ragghianti (Lucca, 18 marzo 1910 - Firenze, 3 agosto 1987) in occasione del centenario della nascita.

Maestro per generazioni di studenti e studiosi e costante riferimento nello sviluppo degli studi storico artistici, Ragghianti alla fine degli anni '50 creava il Gabinetto Disegni e Stampe, tra le prime raccolte pubbliche in Italia di grafica contemporanea.

La mostra, attraverso oltre cento opere, tocca alcuni dei temi più cari alle motivazioni critiche e all'impegno dello studioso verso la cultura artistica contemporanea.

Tra il 1962 e il 1964 Ragghianti promuove due importanti iniziative: la mostra Litografie di artisti contemporanei e la cartella Galleria Grafica Contemporanea. Entrambe sono realizzate in collaborazione con Il Bisonte, la celebre stamperia d'arte fiorentina fondata dall'amica Maria Luigia Guaita nel 1959.

Tra queste due mostre, che tracciano un suggestivo panorama dell'esercizio grafico nel '900 (tra litografia e acquaforte, tra Picasso e Guttuso, Soffici, Carrà, Severini, Capogrossi, Maccari, Fontana, Bartolini, Venturini, Viviani), altre ne avvengono a testimoniare l'impegno dello studioso per la diffusione e la conoscenza dell'arte contemporanea, come l'apertura sul territorio del C.I.A.C., il "Comitato Iniziative Artistiche e Culturali" costituito nel 1963 presso l'Istituto di Storia dell'arte pisano e comprendente molti comuni della Toscana.

Ancora nel 1963, Ragghianti organizza in Palazzo Strozzi a Firenze la grande mostra di Le Corbusier, memorabile evento espositivo destinato a lasciare eco profonda nella percezione dell'architettura e dell'arte contemporanea. E mentre in quello stesso anno la seconda edizione del "Mondrian e l'arte del XX secolo" (la prima edizione è del 1962) vince il Premio Viareggio, al 1964 risale l'ultimo "critofilm" realizzato da Carlo Ludovico Ragghianti, il "Michelangiolo".

Curata da Alessandro Tosi dell'Università di Pisa, promossa da un comitato scientifico composto da Susanna Caccia, Rodolfo Ceccotti, Marco Collareta, Maria Laura Cristiani Testi, Lorenzo Cuccu, Gigetta Dalli Regoli, Pier Marco De Santi, Luigi Ficacci, Simone Guaita, Emanuele Pellegrini, Paolo Riani e Lucia Tongiorgi Tomasi, la mostra è realizzata dal Museo della Grafica in collaborazione con la Regione Toscana, la Fondazione Il Bisonte di Firenze, il Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi, la Fondation Le Corbusier di Parigi, la Fondazione Centro Studi sull'arte Licia e Carlo Ludovico Ragghianti di Lucca, il Museo della Carta di Pescia, Viareggio Europa Cinema, la Cartiera Magnani di Pescia.

Orario di apertura:
dal martedì al venerdì dalle 10,30 alle 14,30; dalle 16,30 alle 18,30;
sabato e domenica dalle 10,30 alle 18,30.
Lunedì chiuso

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05/01/2011

Fiesole (FI): Il contado fiesolano


Venerdì 7 gennaio alla Casa del Popolo di quello che fu il PCI di Fiesole (Via Matteotti, 29 – Borgunto), alle ore 17, si tiene la presentazione del libro “Il Contado fiesolano” di Mauro Marrani.

Il volume si incentra sui trascorsi millenari della gestione mezzadrile del territorio rurale fiesolano, che ha ben rappresentato il bel paesaggio agreste della storica “Toscana di Mezzo”. Un contado, quello fiesolano, decantato da poeti e pittori d’ogni tempo e scelto come luogo di residenza dalle famiglie notabili di Firenze.

Quasi duecento pagine illustrate di da centinaia di fotografie, carte antiche, vecchie aerografie, cabrei settecenteschi, opere d’arte storiche e contemporanee, citazioni letterarie dei più insigni personaggi del passato.

Oltre ai numerosi rilievi sul terreno e alle fonti documentarie reperiti in molteplici archivi, nella redazione ha avuto ruolo importante anche la diretta testimonianza di coloro che vissero in prima persona gli ultimi decenni dell’età mezzadrile.

La pubblicazione vuole essere una “goccia di memoria” che rende onore al silente lavoro di quella innumerevole folla di uomini e donne, vecchi e bambini, che ha popolato secoli di storia. Una schiera di generazioni è stata artefice del bel paesaggio toscano della mezzadria.

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30/12/2010

Rosignano Mmo (LI): Pietro Gori

Pietro Gori morì l'8 gennaio 1911 a Portoferraio.
Nella ricorrenza della morte l’Amministrazione intende rendere omaggio a questo illustre concittadino - che fu militante rivoluzionario, fervente sostenitore del movimento operaio, avvocato dei poveri, filosofo e poeta - con  l'apertura straordinaria del Fondo Gori.
L'11 gennaio per ricordare l’arrivo della salma a Rosignano e la celebrazione dei funerali, si svolgerà, inoltre, un Consiglio Comunale aperto durante il quale verrà presentato il libro “Viaggi e avventure di Pietro Gori, anarchico”

 
Informazioni e prenotazioni:

Comune di Rosignano Marittimo
Unità Organizzativa Attività Culturali
Tel. 0586 724395 - 0586 724287
Fax 0586 724286
www.comune.rosignano.livorno.it

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29/12/2010

Lucca: La casa di Puccini torna ai lucchesi

Particolare della statua di Giacomo Puccini, a Lucca (Ph. Laura Casotti per LoSchermo.it)

Stefano Giuntini per loschermo

E' indubbio che quella di oggi è stata una giornata storica, sia per il mondo della musica che, più nello specifico, per Lucca e tutti i suoi abitanti: la casa natale del Maestro Giacomo Puccini è finalmente tornata alla sua città e sarà probabilmente riaperta al pubblico - come museo - nel corso dei prossimi mesi.

Meglio tardi che mai, si potrebbe dire, e in questo senso ci hanno colpito - nella loro essenziale e significativa esposizione - le parole pronunciate dal presidente della Provincia di Lucca Stefano Baccelli, presente alla conferenza stampa in cui i massimi vertici cittadini hanno annunciato l'avvenuto accordo con l'erede del Maestro Simonetta Puccini.

"Meno male c'è la Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca", ha detto giustamente l'amministratore, perché è dura pensare che senza l'intervento di quest'ultima la classe politica cittadina sarebbe riuscita a sciogliere il nodo (gordiano?) fra il Comune e la nipote, un braccio di ferro portato avanti a oltranza negli anni anche a scapito delle celebrazioni della nascita del grande musicista, che si sono svolte nel 2008 con le porte della casa/museo sbarrate a tutti gli increduli visitatori.

Una mancanza universalmente riconosciuta come imperdonabile e che anche loschermo, fin dal suo esordio on line, non ha mai smesso di denunciare.

Ma tant'è: adesso che finalmente quelle porte si riapriranno auspichiamo che il Museo della Casa Natale di Giacomo Puccini diventi significativamente il primo mattone su cui fondare una grande operazione di promozione culturale del territorio.

Non usiamo il paradossalmente inflazionato termine "rilancio" perché finora nessuna iniziativa, prime fra tutte le già citate celebrazioni del 150enario, può ritenersi degna di nota su scala nazionale (figuriamoci internazionale). L'anniversario della nascita non ha infatti lasciato niente al territorio se non il pregevole lavoro scientifico coordinato dal Centro Studi Giacomo Puccini.

Nel frattempo il sindaco di Lucca Mauro Favilla si attarda ancora a nominare l'amministratore straordinario del Teatro del Giglio, che dovrà traghettare il primo ente culturale cittadino verso la fondazione di partecipazione, superando le dolorose secche in cui è incagliato da due anni.

Quindi, sia chiaro: si parte da zero.

Non abbiamo un festival Puccini degno di questo nome, mancano un teatro capiente, un'orchestra e un coro stabili (quindi operativi tutto l'anno, per definizione) perché in cinquant'anni non si è stati capaci di creare niente di tutto questo.

Le stesse sinergie che sono mancate nel tempo con la Toscana nord-occidentale, potrebbero però adesso essere riunite (magari partendo dalle città della costa) per creare un calendario di eventi con al centro la figura del Maestro Puccini.

Magari - vogliamo sognare a occhi aperti - un festival musicale che produca opere liriche da esportazione come quelli della Bayreuth di Wilhelm Richard Wagner, della Salisburgo di Wolfang Amadeus Mozart, della Pesaro di Gioachino Rossini e della Parma di Giuseppe Verdi.

Questa stagione/festival lirico - che ovviamente dovrebbe trovare immediata rispondenza di percorsi legati a Puccini e che comprendano strategicamente tutti i luoghi significativi della vita del Maestro - potrebbe trarre ispirazione, nella sua attuazione pratica, proprio dalla sinergia che oggi ha finalmente reso alla città natale quel pezzo di storia di cui era stata privata per anni.

In questo senso la storica azione della Fondazione Cassa di Risparmio e il grande obiettivo raggiunto non sono certo da leggersi come un traguardo, ma al contrario come una partenza. Un'opportunità che a questo punto è doveroso cogliere, con la serietà, la professionalità e il senso di responsabilità che la grandezza del nostro concittadino più illustre ci impone di fronte al mondo. 

Altro che "degustazioni liriche" e operazioni (o proiezioni) di facciata.

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27/12/2010

Carrara: Bandiera mazziniana ad Avenza

 Foto di Enzo 

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Siena: Ettore Bastianini

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San Casciano VP (FI): I Lucardesi


Quando Otello Pampaloni, ex insegnante e da alcuni anni scrittore tra i più fecondi del territorio, iniziò la sua ricerca storica sulla famiglia seicentesca dei Lucardesi, non pensava certo di far venire a galla una singolare verità relativa al rapporto tra i Medici e la comunità sancascianese. Ciò che si è sempre creduto circa il dono fatto dalla nobile famiglia fiorentina a San Casciano è stato in realtà oggetto di una compravendita. Il noto Cassero medievale che i Medici avevano trasformato in una residenza privata non è stato ricevuto in dono ma acquistato dai Lucardesi, famiglia facoltosa di origine borghese che nel diciassettesimo secolo divenne proprietaria di gran parte del territorio sancascianese. E’ questa una notizia inedita emersa da una ricerca storica condotta da Otello Pampaloni in collaborazione con Alessandro Duchi, Antonio Zecchi e Fabrizio Fornera. Una ricerca che si è tradotta in una pubblicazione realizzata dal gruppo La Porticciola e l’Accademia dei Perseveranti: “I Lucardesi nella San Casciano medicea del Seicento”. “L’intenso lavoro che ho svolto tra i faldoni dell’Archivio di Stato – commenta Otello Pampaloni – e i colloqui avuti con l’ultimo discendente della famiglia Lucardesi, Pietro Orazio, che negli anni ’90 si recava nella Val di Pesa, a Lucardo, per saperne di più sul suo albero geneaologico, ho potuto conoscere e apprezzare le qualità di una famiglia che si attivò e realizzò alcune opere di rilievo per il bene collettivo. Un esempio è offerto dagli spazi del Cassero acquistati dai Lucardesi e messi a disposizione della comunità per rappresentazioni ed eventi teatrali”.

Il materiale da cui trae ispirazione il volume è quello che riguarda il Monastero delle Benedettine, costruito nel 1639 dai Lucardesi, altra importante opera che lega il nome di questa famiglia a San Casciano e corrisponde all’area dove oggi è concentrata la cittadella della cultura, costituita dagli edifici del Teatro Niccolini, della biblioteca, del museo e dell’anfiteatro di piazzetta Sumonà. “Come per gli altri miei lavori - prosegue Pampaloni - nei quali ho sempre cercato di ricostruire vita e opere di personaggi più o meno noti della storia sancascianese, anche in questo molte pagine sono dedicate ad uno dei membri della famiglia Lucardesi, Francesco Paolo Santi detto l’Indiano, segretario di Ferdinando I, Cosimo II e Ferdinando II, grande viaggiatore in estremo Oriente. Tra le sue opere maggiori realizzate per San Casciano va segnalata l’istituzione della collegiata composta da dodici canonici e quattro chierici. Un organo religioso che rese la Propositura simile ad una basilica”. Il sindaco Massimiliano Pescini che ha introdotto il libro in occasione di una presentazione pubblica organizzata recentemente al Teatro Niccolini definisce la pubblicazione “utile, aperta, piena di notizie interessanti e inedite che ci permettono di conoscere la nascita delle grandi opere architettoniche religiose di San Casciano e di capire come si è sviluppata nel tempo la nostra cittadina”.

Negli anni passati i sancascianesi hanno potuto riscoprire e in alcuni casi conoscere altri concittadini storici. Dalla penna di Otello Pampaloni sono usciti approfondimenti sul giornalista Don Tebaldo Pellizzari, il drammaturgo Antonio Morrocchesi, l’accademico della Crusca Giuseppe Sarchiani. E per il 2011 è in programma l’uscita di un nuovo lavoro dedicato questa volta ad un artista di metà Ottocento: Tito Chelazzi, uno dei pittori più amati dalle regine in età vittoriana.

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24/12/2010

Pistoia: Marini famiglia d'artisti

mariniE’ stata inaugurata l’11 dicembre la mostra “Marini: una famiglia di artisti” allestita presso la Galleria Vannucci di Pistoia.

La mostra vuole raccontare una storia familiare lunga un secolo, da Marino a Donatella Giuntoli, sviluppando un percorso poetico attraverso una famiglia cardine nello sviluppo delle arti figurative per rendere omaggio a Marino Marini. L’esposizione inanella una selezione di opere inedite (dagli studi spontanei di Torello agli esperimenti tra acquarello e collage di Donatella, passando per gli intensi autoritratti di Alberto e, naturalmente, per alcuni piccoli capolavori firmati da Marino) che difficilmente sarebbe stato possibile incontrare altrove.

Particolarmente significativo è il legame di questi artisti con la città di Pistoia e, nello specifico, con la storica casa in via San Pietro, luogo di nascita e residenza di tutta la famiglia, e da cui solo Marino si era voluto distaccare. Il contributo della Galleria Vannucci consiste quindi non solo nel far luce su artisti come Egle o Donatella ma anche nel definire il contesto culturale su cui si sono evoluti i loro diversi linguaggi. Si tratta di un piccolo passo verso un completo riconoscimento dell’opera di tutta la famiglia e delle influenze reciproche dei singoli componenti, aspetto su cui non sono mai stati effettuati studi specifici e che potrebbe costituire a tutti gli effetti un importante patrimonio culturale per tutta la città.

La mostra, curata da Lorenzo Cipriani e Massimiliano Vannucci per l’associazione “Utopias!” e realizzata con il patrocinio e contributo di Comune di Pistoia, associazione “Amici di Groppoli”, Fondazione di San Giovanni Battista di Pistoia resterà aperta fino al 30 gennaio 2011. A corredo della mostra sarà realizzato un piccolo catalogo che verrà distribuito e titolo gratuito direttamente in galleria.

Galleria Vannucci
via della Provvidenza, 6 / 51100 / Pistoia
tel.: +39 0573 20066
info@vannucciartecontemporanea.com
www.vannucciartecontemporanea.com
dal martedì al sabato, 9:00-12:30 e 16:00-19:30

pistoialife

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23/12/2010

Càscina (PI): Rinasce la Bulleri

Erano morti, con l' azienda chiusa e senza futuro. Avevano passato lo scorso natale nella disperazione e ora si trovano a vivere con gioia. E' la storia degli operai della Bulleri Brevetti di Cascina (Pisa) che, dopo l'annuncio di chiusura della ditta, si sono riuniti in cooperativa hanno fatto nascere la Nuova Bulleri ed hanno ripreso a produrre macchinari per la lavorazione del legno.

E ora, dopo i mesi della lotta, vivono con nuove prospettive e un rinnovato ottimismo. Ci sono commesse per 800 mila euro. Proprio in questi giorni sono in consegna 4 dei 12 centri di lavoro commissionati al 50% da aziende toscane e il restante da ditte di altre regioni e straniere. E se per il 2011 saranno confermate le nuove commesse per circa un milione di euro alla Nuova Bulleri ci saranno anche assunzioni dopo che l' estate del 2009 era filata via fra manifestazioni e presidi alla fabbrica per impedire alla vecchia proprietà di svuotarla dei macchinari. La cooperativa è stata creata lo scorso febbraio con 27 soci che hanno versato 150 euro a testa, tutti o quasi ex lavoratori rimasti senza impiego dalle vicissitudini che hanno investito l'azienda.

Di questi, 11 sono stati assunti di nuovo, versando 10 mila euro ciascuno e facendo lievitare il capitale sociale a 115 mila euro. Fondamentale il sostegno delle istituzioni, dei sindacati, delle banche del territorio e di professionisti che hanno studiato il piano industriale e le procedure per ottenere finanziamenti. Lo scorso luglio avvenne l'inaugurazione del nuovo capannone, a pochi metri di distanza da quello vecchio e il successivo acquisto dei macchinari per iniziare l'attività.

"Speravamo che la situazione potesse volgere al meglio, ma non immaginavamo che arrivassero così tante commesse", dicono i dipendenti, di cui 6 lavorano alla produzione e 5 alla progettazione dei macchinari. "Il successo della Nuova Bulleri ci indica la strada che dobbiamo seguire in Toscana ed è la dimostrazione che cambiare passo per affrontare la crisi si può", ha scritto Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana ai dipendenti-imprenditori.

50canale

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22/12/2010

........e ri-Firenze: Addio mia bella addio

La Galleria dei Medici diventerà un campo di battaglia. Gli eserciti che fecero la storia dell’Italia assedieranno lo spazio espositivo di Palazzo Medici, dal 23 dicembre 2010 al 21 gennaio 2011, con l’iniziativa “Addio mia bella addio”. Per celebrare il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, la Provincia di Firenze e l’associazione Cantiere della Memoria promuovono l’esposizione di 5 plastici, animati da migliaia di figurini, che ricostruiscono le battaglie dalla prima guerra di indipendenza alla spedizione dei Mille. A corredo dei plastici ci sono pannelli esplicativi e vetrine con soldatini di varie dimensioni, diorami per visualizzare in maggior dettaglio gli eserciti dell’Italia preunitaria e quelli che presero parte ai fatti d’arme considerati.
Oltre ai plastici delle battaglie di Curtatone e Montanara (29 maggio 1848), saranno presenti: la guerra di Crimea con la Carica di Balaclava e lo scontro della Cernaia, la Battaglia di Palestro (31 maggio 1859), la Battaglia di Calatafimi (15 maggio 1860). A questi saranno affiancate sagome ad altezza naturale di volontari toscani, militari austriaci, borbonici e garibaldini, di personaggi come Mazzini, Napoleone III e, a cavallo, Garibaldi e Vittorio Emanuele II (incontro di Teano).

“Questi plastici rappresentano importanti pagine di storia – ha commentato l’Assessore alla Pubblica Istruzione Giovanni Di Fede – dalle quali non si può prescindere. La Provincia ha infatti invitato tutte le scuole, medie superiori e inferiori, a partecipare all’iniziativa. Un’opportunità educativa oltre che una mostra divertente e interessante”.

La mostra continuerà inoltre nelle antiche sale della Biblioteca Riccardiana e Moreniana, dal 13 gennaio al 17 marzo 2011, dove sarà visibile al pubblico un ricco materiale bibliografico inerente a figurini, uniformi e cimeli d'epoca risorgimentale. Documenti conservati dalle biblioteche e dai fondi Fucini, Basevi e Zannetti.
L’iniziativa è stata promossa con la collaborazione di AFBIS (Associazione Fiorentina Battaglie in Scala) e dell’associazione di modellisti La Condotta, che raccoglie pezzi unici – a livello internazionale - della produzione dei figurini storici,ossia dei soldatini realizzati secondo i criteri dell’archeologia ricostruttiva in scala. Dalle più importanti collezioni italiane ci sono altri soldatini e figurini: da quelli piatti “Norimberga” ai celebri Xiloplasto, prodotti nel 1961 per commemorare il primo centenario dell’Unità italiana.
La mostra commemora il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, con particolare riguardo al contributo dato all’unificazione dai toscani con il plastico della battaglia di Curtatone e Montanara, capace di mettere in evidenza l’enorme divario di forze in campo tra tosco-napoletani e austriaci. Un’occasione per portare a conoscenza del “grande pubblico” il contributo dato dal popolo di tutte le regioni d’Italia al Risorgimento.
Il comando provinciale della Guardia di Finanza, che ha pubblicato una storia del Corpo dalle origini nel Granducato fino all’unificazione, portando alla luce importanti documenti, porta alla mostra dei figurini che riproducono per la prima volta finanzieri granducali.

ADDIO MIA BELLA ADDIO
Dal 23 dicembre 2010 al 23 gennaio 2011, Galleria dei Medici
Dal 13 gennaio 2011 al 17 marzo 2011, Biblioteca Moreniana e Biblioteca Riccardiana

15:20 Scritto da minobezzi1 in A volte ritornano | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: fi ga, ad | OKNOtizie |  Facebook

17/12/2010

Firenze: Fiorentini per forza e per amore

Copertina del Libro "Fiorentini per forza e per amore"

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16/12/2010

........e ri-Firenze: Due grandi mostre per il 150mo dell'unificazione

 

Due grandi esposizioni tematiche saranno organizzate dalla Provincia di Firenze in occasione dei festeggiamenti per i 150 anni dell’Unità di Italia. E’ quanto ha riferito stamani l’Assessore provinciale all’Agricoltura, Pietro Roselli, in occasione della conferenza stampa organizzata nei locali della Prefettura di Firenze.

“Nella Galleria di Palazzo Medici Riccardi – ha ricordato Roselli - dal 23 dicembre  2010 al 23 gennaio 2011 sarà allestita la mostra Addio, mia bella addio. Da Curtatone a Calatafimi  i fatti d’arme che fecero l’Italia.  L’iniziativa si svolge in due luoghi distinti: nella Galleria dei Medici verrano esposti 5 plastici di battaglie legate al Risorgimento e all’Unità d’Italia, con a corredo figurini e diorami dei vari eserciti che presero parte agli eventi bellici risorgimentali. Nelle Biblioteche Riccardiana e Moreniana, dal 13 gennaio al 7 marzo 2011, sarà in mostra un ricco materiale bibliografico inerente a figurini, uniformi e cimeli d'epoca risorgimentale”. Oltre ai plastici delle battaglie di Curtatone e Montanara, saranno presenti: la Carica di Balaclava, la Battaglia della Cernaia, la Battaglia di Palestro, la Battaglia di Calatafimi, e saranno in mostra sagome ad altezza naturale di volontari toscani, militari austriaci, borbonici e garibaldini, di personaggi come Mazzini, Napoleone III e, a cavallo, Garibaldi e Vittorio Emanuele II (incontro di Teano).

Al Parco delle Cascine verrà invece allestita, a metà settembre 2011, una mostra dedicata alle innovazioni che nell’ultimo secolo e mezzo hanno interessato il mondo dell’agricoltura. “Si tratta di un appuntamento di livello nazionale ed europeo  - ha commentato Pietro Roselli – perché sarà di fatto una rievocazione della prima esposizione internazionale del 1861 che fu fatta proprio a Firenze e proprio alle Cascine, in occasione dell’Unità di Italia con il titolo suggestivo di Mostra dell’agricoltura, dell’industria e delle arti”. Artigianato e prodotti tipici, ma anche le tipologie produttive legate al campo energetico, consentiranno di tracciare un percorso ideale di quello che era  il ruolo dell’agricoltura di 150 anni fa. I temi dell’evento fiorentino verranno relazionati con le questioni che saranno oggetto dell’Expo milanese del 2015, associando i temi della sostenibilità dello sviluppo locale coni grandi temi dell’equità intergenerazionale. L’intera iniziativa si svilupperà con il contributo di delegazioni europee e provenienti dal bacino mediterraneo.

 

 

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14/12/2010

Firenze: Paolo Mantegazza

Paolo Mantegazza nel centenario della sua morte, toscano d'adozione e fondatore del Museo Nazionale di Etnologia ed antropologia di Firenze
« Dove appare una bella donna, tutte le energie umane zampillano dalle loro fonti schierate in battaglia: tutto ciò che l'uomo ha di meglio e di peggio balza per portarle omaggio o per oltraggiarla con invidia »
( Paolo Mantegazza, Il concetto femminile attraverso i tempi, Nuova Antoìogia, 15 gennaio 1893)

Paolo Mantegazza (Monza, 31 ottobre 1831 – San Terenzo, 28 agosto 1910) è stato un fisiologo, antropologo, patriota e scrittore italiano.
Fu uno dei primi divulgatori delle teorie darwiniane in Italia. Le sue ricerche contribuirono all'affermazione dell'antropologia intesa come "storia naturale dell'uomo". Deputato dal 1865 al 1876 e senatore dal 16 novembre 1876 sotto il Regno d'Italia, si segnalò come avversario della legge sul macinato.
Del Parlamento ebbe a dire che era: "Il più alto laboratorio di forze disperse. Qui abbiamo la più alta perfezione di un meccanismo al rovescio, dove cioè quasi tutte le forze si trasformano in attriti".
Medico e antropologo darwiniano, Paolo Mantegazza fu un instancabile organizzatore e divulgatore di cultura.
Figlio di Laura Solera Mantegazza divenne più famoso della madre grazie alla sua attività di divulgazione medica. Sedicenne, partecipò con la madre alle 5 giornate di Milano. Si laureò a 23 anni in medicina e chirurgia all'Istituto Lombardo di Pavia. Subito dopo la laurea partì per l'America del Sud per continuare i suoi studi. Nel 1858 tornò in Italia e, come medico igienista, resse per un certo periodo la cattedra di Patologia generale all'Università di Pavia. In questa città egli fondò il primo laboratorio di Patologia sperimentale in Europa.
Nel 1869 fondò nel Palazzo Nonfinito di Firenze, sede dell'Istituto di Studi Superiori, la prima cattedra di Antropologia e il Museo Nazionale di Antropologia ed Etnologia. Nel 1871, insieme a Felice Finzi fondò la rivista Archivio per l'Antropologia e l'Etnologia, rivista tuttora in corso. Fondatore della Società Italiana di Antropologia e Etnologia, fu difensore del darwinismo e tra il 1868 al 1875 corrispondente di Charles Darwin.
Fu anche un grande viaggiatore. Svolse l'attività medica e di ricerca etnografica durante il suo soggiorno in Sud America dal 1854 al 1858. Fra il 1870 e il 1890 compì varie spedizioni scientifiche in regioni allora poco conosciute. In Argentina, in Paraguay e in Bolivia è attualmente riconosciuto come un autore classico.
Assertore convinto delle teorie darwiniane, ne studiò molti problemi (atavismo, pangenesi, selezione sessuale ecc.). Concepì anche una nuova teoria sulla criminologia umana e sperimentò la fecondazione artificiale; nella seconda metà dell'Ottocento fu precursore dell'ibernazione in campo medico: pensava a una banca per conservare lo sperma dei soldati in partenza per la guerra, proponendo di farlo con neve e ghiaccio.
Nel 1859 pubblicò il saggio "Sulle virtù igieniche e medicinali della coca e sugli alimenti nervosi in generale"; aveva infatti osservato (e sperimentato personalmente), nel corso di una sua lunga permanenza in Sud America, l'ampio uso che gli indigeni facevano delle foglie di coca, «la magica pianta degli Incas», descrivendo in termini più che positivi gli effetti provocati dalla sostanza. In quello stesso periodo, in effetti, non pochi medici e scienziati proponevano di utilizzare la coca per fini terapeutici, soprattutto per la cura delle malattie mentali (alle ricerche di Mantegazza si ispirò anche Angelo Mariani). Nonostante il suo nome sia generalmente associato alla cocaina, il suo interesse nei confronti delle droghe fu ben più vasto, mosso da motivazioni e da obbiettivi di più ampia portata.
Mantegazza si interessò a tutte le droghe e nel 1858 ne propose una classificazione di importanza storica e nel 1871 pubblicò il trattato Quadri della natura umana. Feste ed ebbrezze, in cui sono riportate le conoscenze dei suoi tempi sulle droghe psicoattive
Notevole la sua produzione di scrittore divulgativo. Frutto del suo successo sono in particolare gli Almanacchi d'igiene del 1864, che con la loro enorme diffusione anche nelle famiglie più semplici, contribuirono al consolidamento delle norme igieniche elementari nell'Italia moderna.
Tra le sue altre opere si annoverano:
· Un giorno a Madera (1868) [1]
· Rio de la Plata e Tenerife (1867, Brigola, Milano)
· La fisiologia dell'amore (1873)
· Igiene dell'amore (1877 - Libreria Editrice G.Brigola - Milano)
· La fisiologia del piacere (1880) [2]
· Quadri della natura umana. Feste ed ebbrezze (1871) Testo su http://www.facebook.com/l/56e90le9uiVrs1qCo1LsrZgySLg;paolomantegazza.it
· Le estasi umane (1887, Treves, Milano, ristampato nel 1943 da Marzocco Edizioni, Firenze).
· Fisiologia della donna (1893)
· L'anno 3000: sogno (1897) (romanzo di fantascienza) [3]
· Bibbia della speranza (1908)
· Profili e paesaggi della Sardegna (1870)
· L'arte di essere felici (1886)
· Il dio ignoto (1876)
· Testa (romanzo, 1887)
· Il secolo nevrosico (1887)
· Studi sulla etnologia dell'India (1886, Società Italiana d'Antropologia, Firenze)
· Elogio della vecchiaia (1893, Treves, Milano, ristampato nel 1993 da Franco Muzio Editore, Padova)
· Le leggende dei fiori (1890, Dumolard, Milano)
ass.Giovanni Papini, Firenze

 

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Pietrasanta (LU): Giovanni Acci

A cento anni dalla nascita, l’Assessorato alla Cultura dedica un’ampia retrospettiva al pittore fiorentino Giovanni Acci, a lungo vissuto a Marina di Pietrasanta. Un percorso espositivo con opere inedite, ospitato nella chiesa e nel chiostro di Sant’Agostino, che si apre sabato 18 dicembre, alle ore 18.00, sino al 6 febbraio 2011, curato dalla figlia, Maria Acci Kazantjis, accompagnato da un catalogo realizzato in collaborazione con Lodovico Gierut, presidente del Comitato Archivio artistico - documentario Gierut.

Saranno esposti, insieme per la prima volta, cento dipinti di vari soggetti: autoritratti, nature morte, paesaggi, figure a sfondo mitologico o religioso, di forte valenza storica e spiccata drammaticità. Si tratta di opere di grandi dimensioni che ripercorrono la carriera dell’artista, alcune inedite, riunite appositamente per l’evento espositivo; buona parte sono di proprietà di famiglia, molte provengono da collezioni private e pubbliche, chiese, musei, istituti di credito.

Sarà possibile conoscere l’artista attraverso le sue opere, ma anche scoprire aspetti del suo carattere e della sua poetica, ripercorrerne momenti della vita attraverso suoi scritti e fotografie che lo ritraggono nel suo studio, durante le mostre, in ambito familiare. Un ritratto dell’uomo e del pittore nelle diverse fasi della sua carriera artistica. Le opere di Giovanni Acci sono l’essenza della vita quotidiana descritta a colpi di pennello. Le sue figure, d’imponente plasticismo, escono dalla tela assumendo una dimensione scultorea. Emergono solenni, intense, acute, spesso cariche di forza drammatica.

Legatosi negli anni ‘47 -'49 ai “Pittori Moderni della Realtà”, partecipa a tutte le mostre organizzate dal gruppo di cui erano autorevoli esponenti Pietro Annigoni, Antonio e Xavier Bueno, Carlo Guarienti, Gregorio Sciltian e Alfredo Serri, artisti attivi tra Milano e a Firenze che si riconoscevano in una assoluta fedeltà alla figurazione. E’ proprio in quegli anni che matura l’idea di trasferirsi in Versilia, a Marina di Pietrasanta, dove si sposterà con la famiglia nel 1955, sino alla morte avvenuta nel 1979.

Sue opere figurano nelle maggiori collezioni pubbliche e private, in Italia e all'estero.

“Sono veramente lieto - afferma il sindaco Domenico Lombardi - di ospitare la mostra di questo grande artista per il quale nutro una profonda ammirazione e verso il quale avverto una personale consonanza di sentimento. La sua anima ci parlerà ancora attraverso le tele”.

L’esposizione sarà visitabile dal martedì alla domenica, nell’orario 16-19, ingresso libero.

loschermo

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11/12/2010

Livorno: Carlo Zauli

CARLO ZAULI (Faenza 1926-2002)
Una delle grandi figure della scultura italiana del dopoguerra. Come molti maestri di generazioni precedenti, da Martini a Melotti, Fontana e Leoncillo,
sviluppa la sua formazione artistica anche nell'ambito della ceramica. Già negli anni cinquanta apre un suo laboratorio, oggi divenuto Museo Carlo Zauli, ed inizia ad esporre in Gallerie e Musei le sculture in grès, un materiale che gli è molto congeniale.

Dagli anni sessanta la sua scultura si apre a diverse problematiche e la vocazione per la materia del grès si sviluppa in un rapporto più aperto con la sostanza, il volume e la pelle del corpo plastico della ceramica.

Cominciano in quegli anni le serie dei Vasi sconvolti e le Zolle e inoltre integra le sue grandi opere Rilievi e Alto rilievi in Spazi Pubblici inserendoli in rapporto con l'Architettura e l'Urbanistica. Sono di quegli anni la Stele per l'Ospedale Civile di Faenza e l'Altorilievo per la facciata dell'Hotel Hilton di Teheran e il Cubo Alato per l'Università di Tel Aviv.

Dopo la morte si apre al pubblico il Museo Carlo Zauli di Faenza nelle cui sale sono esposte le sue opere più belle.

Questa mostra a Livorno è realizzata grazie alla collaborazione del Museo Carlo Zauli di Faenza.
Nel catalogo che accompagna la mostra a cura delle Edizioni Peccolo, l'introduzione è di Angela Madesani.

Inaugurazione: sabato 11 dicembre 2010 ore 18,00

Galleria Peccolo
piazza della Repubblica, 12 - Livorno
Orari: tutti i giorni 10-13 e 16-20
festivi e lunedì mattina chiuso

undo

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03/12/2010

Viareggio (LU): La tragedia dell'Artiglio

Martedì 7 dicembre, ricorre l’80° anniversario della tragedia dell’Artiglio la nave da recuperi So.Ri.Ma su cui nel 1930 persero la vita i palombari viareggini al largo della Baia di Quiberon. Una data che la Fondazione Artiglio Europa intende commemorare e tenere viva nel ricordo.

Il Museo della Marineria viareggino ospita alle 11,00 la cerimonia dell’anniversario con una manifestazione che restituisce alla città la Torretta del Gianni, completamente restaurata, grazie all’impegno della Fondazione Artiglio Europa e alla collaborazione di numerose aziende specializzate del territorio tra cui Proteco Sub, Benyacht, Blt, Codecasadue, Gumdesign, Ilma Sub, Sa.Ver.Mar., che hanno contribuito alle delicate operazioni di restauro.
A seguire sarà scoperta la targa all’ingresso del Museo a ricordo delle gesta di Alberto Gianni, capo palombaro dell’Artiglio da cui prenderà nome il Museo, che si chiamerà: Museo della Marineria, Alberto Gianni (1891-1930), Capo – palombaro dell’Artiglio.

La Torretta del Gianni, la torretta butoscopica ideata dal palombaro Alberto Gianni un’ opera che richiama le epiche imprese dei Palombari e indiscusso patrimonio storico della città, che campeggiava sul basamento in Piazza Palombari dell’Artiglio in avanzato stato di degrado, dopo il complesso lavoro di restauro avvenuto con la disponibilità dei cantieri della Darsena viareggina, sarà collocata all’interno del Museo, su un apposito piedistallo, che la valorizzerà e la renderà fruibile ai visitatori anche attraverso moderne ed opportune tecniche di presentazione e illuminazione.

Il Museo ospiterà quindi l’originale Torretta, ideata e collaudata da Alberto Gianni, che per molti anni, all’inizio del secolo scorso, divenne lo strumento all’avanguardia per il ritrovamento di relitti di navi affondate e il recupero dei loro carichi, dispersi a profondità per l’epoca considerate irraggiungibili. Si può dire che con “il Gianni” e la sua Torretta sia nata la grande scuola palombaristica viareggina, invidiata da tutta la gente di mare in ogni angolo della terra, per i recuperi effettuati in condizioni estreme, tanto che oggi, a distanza di molti anni, si parla ancora di questi lavoratori subacquei con il rispetto dovuto agli eroi. Per altri, è più semplice definirli come “leggenda".

viareggiOk

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29/11/2010

Forte dei Marmi (LU): La caricatura antifascista

 

Il museo della satira e della caricatura presenta una mostra dedicata alle vignette che furono pubblicate tra il 1927 e il '34 sul giornale La Liberta'che veniva edito in Francia dal concentramento antifascista.

La satira e la caricatura antifascista in mostra al Forte

Le vignette in mostra fino al 30 gennaio al museo della satira e della caricatura di Forte dei Marmi furono tutte pubblicate tra il 1927 e il '34 sul giornale La liberta' che veniva edito in Francia dal concentramento antifascista parigino, ma nonostante abbiano piu' di 70 anni e al di la' dei personaggi in molti casi si presentano piu' attuali che mai.

Protagonisti della vignette, Mussolini visto come un sanguinario pallone gonfiato, il nazismo, il pangermanesimo o ancora il Papa Pio XI accusato di essere troppo accondiscendente con il regime (nel 1929 firmera' i Patti Lateranensi). Non solo: nelle vignette erano gia' presenti temi come la crisi economica, la disoccupazione, la perdita di potere d'acquisto dei salari e ovviamente la liberta'.

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25/11/2010

Arezzo: Venturino Venturi

a cura di Antonio Caleca e Liletta Fornasari,

La mostra, a cura di Antonio Caleca e Liletta Fornasari, ripercorre la sua vicenda artistica attraverso i rapporti che ebbe con artisti e uomini di cultura del proprio tempo.

In mostra oltre cento opere dell'artista e di alcuni dei maggiori artisti italiani del Novecento: Vinicio Berti, Antonio Bueno, Alberto Burri, Primo Conti, Roberto Crippa, Oscar Gallo, Enzo Faraoni, Lucio Fontana, Renzo Grazzini, Bruno Innocenti, Enzo Innocenti, Silvio Loffredo, Mino Maccari, Alberto Magnelli, Marino Marini, Quinto Martini, Fernando Melani, Francesco Messina, Henry Moore, Bruno Munari, Gualtiero Nativi, Mario Nigro, Ottone Rosai, Sergio Scatizzi e Lorenzo Viani.

Ufficio Stampa: Ambra Nepi Comunicazione
tel. 055 244217
info@ambranepicomunicazione.it

Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea
piazza San Francesco, 4 Arezzo
Orario: lunedì al venerdì, dalle ore 8.30 alle ore 13.00, il martedì e il giovedì anche il pomeriggio dalle ore 15.15 alle ore 17.45. Sabato chiuso
ingresso libero

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24/11/2010

.......e ri-Firenze: Filippo Mazzei

al Grand Hotel Mediterraneo, Lungarno del Tempio

09:52 Scritto da minobezzi1 in A volte ritornano | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: fi | OKNOtizie |  Facebook

23/11/2010

Càsola in Lunigiana (MS): Vittorio Battaglini


 

Genova, 21 novembre 1979. La pattuglia con il maresciallo Vittorio Battaglini ed il carabiniere Mario Tosa esce alle 7.10 per prendere servizio e, come di consuetudine, si ferma in via Vincenzo Monti (a Sampierarena) al bar “Angelo” per un caffè. Il commando terrorista entra subito in azione e crivella di colpi i due carabinieri. Sono raccolti intorno ai due caduti 11 bossoli calibro 9. Una telefonata al “Corriere Mercantile” rivendica l’assassinio ad opera delle Brigate Rosse – colonna Francesco Berardi.
Vittorio Battaglini era nato a Casola in Lunigiana  il 17 giugno 1935.
Ieri 21 novembre  si è svolta a Genova una breve cerimonia in ricordo del suo sacrificio e di Mario Tosa uccisi come molti altri uomini dell’Arma e delle Forze dell’Ordine nella lotta contro il terrorismo.
Non ho letto in questi giorni da nessuna parte, una testimonianza, una memoria per Vittorio Battaglini un eroe della nostra terra. Cerchiamo di non dimenticare mai gli “anni di piombo” e le vittime del terrorismo…tutte.    
 

ottopassi

10:21 Scritto da minobezzi1 in A volte ritornano | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: ca, vi | OKNOtizie |  Facebook

15/11/2010

Pisa: Adriano Olivetti


Incontri, film, teatro e presentazioni dedicati all'illustre industriale. Il programma inizia al Museo per gli Strumenti per il Calcolo (via Nicola Pisano 25) - con il racconto del legame tra Olivetti e Pisa, ne parlera Claudio Luperini, responsabile del Museo dove e' in corso la mostra sui calcolatori.

Alle 21 al Teatro sant'Andrea, in via del Cuore, lo spettacolo "Sogni d'oro, la favola vera di Adriano Olivetti" di Roberto Scarpa con Luca Morelli (ingresso, 5 euro), che narra la vicenda umana e professionale di Olivetti in parole, immagini e musica.

Martedi' 16 novembre, presso SMS, il nuovo centro espositivo di viale delle Piagge alle 10,30 proiezione del documentario "Lettera 22" di Emanuele Piccardo, girato nel 2009. Dopo gli interventi di Nicoletta Scalari, Gigetta Dalli Regoli, Mario Pasqualetti su alcuni aspetti degli interessi culturali di Olivetti, la visita guidata alla mostra di Bruno Munari , legato all'industriale di Ivrea nel suo lavoro di designer.

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10:00 Scritto da minobezzi1 in A volte ritornano | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: pi, ol | OKNOtizie |  Facebook