Come finalità primaria "Il Cassero per la scultura italiana" di Montevarchi si pone la ricerca e la valorizzazione della plastica italiana otto e novecentesca. La felice collaborazione con alcuni dei più importanti collezionisti privati italiani, in massima parte napoletani, ha reso possibile per la prima volta in Toscana la presentazione di 70 capolavori di scultura partenopea tra Ottocento e Novecento. A cura di Diego Esposito e Alfonso Panzetta, promossa dal comune di Montevarchi e dall'"Associazione Amici de Il Cassero per la scultura italiana dell'Ottocento e del Novecento", la mostra presenta un importante nucleo di 12 bronzi di Vincenzo Gemito (1852-1929), figura centrale nel passaggio tra Otto e Novecento della scultura meridionale, che comprende tra gli altri lavori il busto del «Pescatorello» la cui versione a figura intera è conservata al Museo del Bargello di Firenze; l'«Acquaiolo», immagine di scugnizzo napoletano in presa diretta sulla realtà contemporanea e punto di riferimento di intere generazioni di artisti; la riduzione in bronzo del «Carlo V», mai esposto prima d'ora, il cui marmo monumentale è sulla facciata del Palazzo Reale di Napoli, mentre al periodo della maturità si riferisce il grande scudo di «Alessandro Magno» in un esemplare di grandissima freschezza e dal cesello da orafo.
In allestimento figurano alcune tra le opere più importanti di Giovan Battista Amendola (1848-1887): la grande «Venere che avvolge la chioma», già esposta alla Biennale di Venezia del 1903, ma soprattutto i bronzi «A moment's rest» e «Miss Lucy» che riferiscono della cultura inglese assimilata a Londra e dell'amicizia con il pittore Alma - Tadema.
Di Achille d'Orsi (1845-1929), altro genio della plastica napoletana, oltre ai bronzi «Don Basilio», «Testa di carrettiere» e lo studio della testa del «Proximus tuus», è presente lo straordinario lavoro di grandi dimensioni «A Posillipo». Pendant di quest'opera, per formato e qualità di fusione e cesello, è «Il gatto e il topo», rarissimo lavoro di Gesualdo Gatti (1856-?). L'excursus partenopeo comprende un'ampia selezione di 12 opere di Giuseppe Renda (1859-1939), figura certamente di primo piano e punto di riferimento per gli scultori più giovani, nel ventennio in cui Gemito si ritira in esilio volontario. Di questo raffinatissimo scultore di origine calabrese, uno dei pochi in Italia che assimila correttamente il clima del Nouveau internazionale, sono visibili il notissimo, e all'epoca scandaloso, «Estasi» o «Voluttà», alcune cere dal modellato freschissimo e vibrante e la giovanile «Alma Venus» del 1888 che lo portò alla ribalta sulla scena nazionale come uno dei giovani più promettenti del periodo.
La visione della scuola partenopea si sviluppa con ritmo attraverso le opere di Raffaele Belliazzi (1835-1917), Enrico Mossutti (1849-1920), Vincenzo Alfano (1850-c.1897), Rocco Milanese (1852-1931), Raffaele Marino (1868-1957), Giovanni De Martino (1870-1935) e Vincenzo Aurisicchio, mentre l'esplosione della nuova sensibilità novecentesca emerge dalle opere di Gaetano Chiaromonte (1872-1962), Saverio Gatto (1877-1959), Francesco Parente (1885-1969), Giuseppe Pellegrini, Giovanni Tizzano (1889-1975), Salvatore Pavone, Terra Renda (1896-1967) e dai raffinatissimi animalisti Antonio De Val (1895-1977) e soprattutto Ennio Tomai (1893-1969), presente con 3 opere informate sul gusto degli animaliers parigini. Anche Filippo Cifariello (1864-1936), forse il più grande ritrattista del suo tempo, nella tarda maturità partecipa di quel clima internazionale modulato sulla sintassi Dèco, evidente nella scattante «Ballerina» che ricorda le danze di Josephine Baker, ma a Cifariello si deve anche un intenso ritratto del tenore Enrico Caruso (1873-1921), l'artista forse più noto e amato in Italia e all'estero e del quale gli estimatori pensano di sapere tutto, mentre invece a pochissimi è nota la sua attività di modellatore di bronzi, arguti ed ironici, fusi per la maggior parte a New York, rarissimi ad incontrarsi, ma uno dei quali è, come gemma incastonata, all'interno del percorso della mostra.
Info:
Gemito e la scultura a Napoli tra Otto e Novecento
Il Cassero per la scultura italiana dell'Ottocento e del Novecento. Spazio espositivo Ernesto Galeffi
Via A. Burzagli, 43
Montevarchi (AR)
11 marzo-27 maggio 2012
Inaugurazione 10 marzo 2012
22/02/2012
Carrara: Replica

18:59 Scritto da: minobezzi1 in arte antica e moderna | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
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19/02/2012
Lucca: Le mostre della Fondazione Banca del Monte
10:10 Scritto da: minobezzi1 in arte antica e moderna | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
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18/02/2012
Montevarchi (AR): Vincenzo Gemito
15:32 Scritto da: minobezzi1 in arte antica e moderna | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
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Firenze: Catasto o arte?
Un successo senza precedenti la mostra dei "Cabrei" presso l'Accademia dei Georgofili di Firenze.
E' infatti stato prorogata fino al 23 febbraio, con orario di apertura 15-18 e ingresso libero, un'esposizione che fornisce un quadro, e mai espressione fu più appropriata, dell'arte mappale.
Cabrei infatti indica gli inventari dei beni delle grandi amministrazioni ecclesiastiche o signorili e l'insieme dei documenti che li formavano: mappe, elenchi dei beni mobili ed immobili, dei diritti, delle servitù, del valore della proprietà, mappe delle singole particelle.
I veri e propri cabrei - racconta Maria Novella Batini - sono una raccolta di mappe catastali, che nel disegno particolareggiato riescono a visualizzare in modo pratico le proprietà terriere e i beni immobili. Sembra risalgano piuttosto ad un’epoca più tarda, precisamente alla metà del Cinquecento (quando l’Ordine di Malta già utilizzava questo termine) e poi al Seicento. Ma la produzione più copiosa ed artistica si ebbe nel Settecento, quando le teorie illuministiche dettero un particolare impulso ad ogni pratica che consentisse di razionalizzare la gestione e l’amministrazione pubblica e privata.
I proprietari terrieri, gli enti religiosi e le amministrazioni comunali avvertivano l’esigenza di inventariare le proprietà, fissare i confini, descrivere le strade poderali, i diritti di servitù, l’estensione dei boschi, dei pascoli e dei campi coltivati, le costruzioni coloniche disseminate sul territorio, i corsi d’acqua e quanto altro potesse tornare utile alla gestione del bene in questione. Era compito di valenti agrimensori effettuare sopralluoghi nelle tenute, per poi disegnare belle tavole a inchiostro che a partire dal Seicento furono sempre più decorate con cartigli, stemmi, rose dei venti, figure allegoriche, putti, annotazioni paesaggistiche.
Nell’esposizione presso i Georgofili appaiono cabrei antichi, realizzati dal 1673 al XIX secolo, tratti dalle raccolte gentilmente messe a disposizione dagli archivi di illustri famiglie di Georgofili: Ginori Lisci, Mazzei, Rimbotti, Contini Bonacossi, Frescobaldi; documenti storici preziosi per lo studio delle profonde trasformazioni del paesaggio agricolo e del territorio.
Nell’Ottocento, la realizzazione del Catasto particellare toscano portò al declino di questa vera e propria arte, sostituita poi dalle nuove tecnologie delle foto aeree e satellitari.
La sensibilità di un giovane artista, classe 1967, unitamente con la lungimiranza di alcuni committenti, quasi esclusivamente viticoli, ha rinnovato la tradizione e sono così apparsi, ed esposti per la prima volta in questa mostra, i cabrei moderni.
Il. giovane artista in questione si chiama Pasquito Forster e merita un plauso per l'espressività delle proprie creazioni che non hanno più alcun significato pratico ma tratteggia il paesaggio con l'anima dell'artista, secondo un'emotività, e dunque una rappresentatività, che certamente gli strumenti moderni non possono offrire.
A volte riscoprire vecchie tradizioni non è uno sterile tuffo nel passato ma può essere un riannodare i fili di presente-passato-futuro, un'esigenza quanto mai sentita oggi in cui l'agricoltura è alla ricerca di una nuova identità.
Alberto Grimelli per teatronaturale
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04/02/2012
Pisa: Simone Vallerini
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Firenze: Tre mostre
PAOLO GUBINELLI - BiblioteCaNova Isolotto
Opere su carta, ceramica e vetro accompagnate da poesie dei maggiori poeti contemporanei. Due mostre personali
http://undo.net/cgi-bin/press.pl?id=1328281262
QUATTRO CONFERENZE SUL COLLEZIONISMO - Museo di Palazzo Davanzati
Nell'ambito della mostra "Le stanze dei tesori"
http://undo.net/cgi-bin/press.pl?id=1328288366
COME/BECOME (3/4) - SACI Gallery Palazzo Jules Maidoff for the Visual Arts
Gli artisti del programma SACI Post-Baccalaureate in mostra
http://undo.net/cgi-bin/press.pl?id=1328178477
undo
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02/02/2012
Carrara: Ecco il nuovo Seatec-Compotec
Saranno 626 i marchi presenti a Seatec dall’otto al dieci febbraio a CarraraFiere dei quali 407 italiani e 219 stranieri, con prevalenza di: inglesi, tedeschi, francesi, olandesi, stati uniti, svedesi, croati, danesi, finlandesi, mentre Compotec ospiterà 121 marchi di cui 84 italiani e 37 stranieri con ottima rappresentanza di aziende inglesi, tedesche e francesi.
“Sarà una grande manifestazione, completa dal punto di vista tecnico e commerciale – ha detto Giorgio Bianchini, presidente di CarraraFiere presentando alla stampa Seatec-Compotec – grazie ai tanti soggetti che collaborano con noi per dare vita ad un evento che rappresenta pienamente uno dei settori di punta del Made in Italy come la nautica. Seatec celebra degnamente i suoi primi dieci anni e dimostra grande maturità dal punto di vista espositivo assieme alla capacità di comprendere le tendenze in atto e gli sviluppi futuri del comparto facendo sintesi degli stimoli che arrivano da solide collaborazioni con le espressioni più avanzate e sensibili del comparto”.
Seatec (decima edizione della rassegna internazionale di tecnologie, subfornitura e design per imbarcazioni yacht e navi) assieme a Compotec (quarta edizione, espone produzioni in materiale composito) si presenta come evento total trade, dedicato al business della nautica grazie alle rispettive specializzazioni che consentono di presentare un’offerta completa di quanto viene prodotto o commercializzato nel mondo della nautica che a questo punto non è più solo del mediterraneo ma, con oltre 250 marchi stranieri si colloca in una dimensione ben più internazionale per il business nautico.
Seatec è ormai evento con una forte connotazione per le aziende e gli operatori specializzati in tecnologie, subfornitura, design per imbarcazioni yacht e navi mentre Compotec è l’unico evento italiano dedicato all’impiego dei materiali compositi, è la manifestazione di riferimento per i professionisti che si occupano di compositi, materiali sempre più diffusi e utilizzati in molti ambiti produttivi: aeronautica, automotive, arredo, nautico, trasporti, costruzioni, energia, chimica, medicale, fino allo sport, al tempo libero, alla sperimentazione artistica.
A testimonianza dell’attenzione con la quale anche la Regione Toscana guarda al comparto della nautica, che rappresenta una delle eccellenze della sua economia, sarà Gianfranco Simoncni assessore alle attività produttive a tagliare il nastro inaugurale; la cerimonia si svolgerà mercoledì 8 febbraio alle 11,30 nell’area del Centro Servizi (ingresso numero 5, via Maestri del Marmo).
“Anche in presenza di oggettive difficoltà di vario genere – ha detto il direttore generale di CarraraFiere, Paris Mazzanti – il comparto della nautica dimostra grande maturità e investe in un momento promozionale come Seatec-Compotec e mette in evidenza le sue potenzialità e le capacità di individuare e puntare su nuovi segmenti di sviluppo. Uno di questi è quello della sostenibilità e proprio per questo, abbiamo previsto un focus su questo tema che abbraccia non solo la nautica ma l’intero equilibrio del pianeta. La risposta degli espositori è stata ottima ed ha fatto emergere una tendenza chiara: si punta alla sostenibilità delle produzioni utilizzando materiali e prodotti con ottime prestazioni che rispettano l’ambiente”.
Seatec celebra il suo primo decennale proponendo un programma di convegni ed iniziative di altissimo livello come MYDA - Millennium Yacth Design Award 9° edizione, la Targa Bonetto 18° edizione ed ancora il premio Abitare la Barca alla 6° edizione.
Il Qualitec Award, premio riservato alle Aziende espositrici che con i loro prodotti forniscono un contributo innovativo al settore nautico sarà riservato a due categorie: “Technology” e “Design” e il suo conferimento, per i contenuti che fa emergere, sarà ancora un riconoscimento internazionale alla tecnologia e al design che vede crescere ogni anno la qualità dei prodotti con il numero dei partecipanti.
Abitare il Mare occupa, all’interno di Seatec uno spazio importante come contenitore di eventi e convegni legati ai temi del design che vuole analizzare il mutare dei costumi e degli stili di vita partendo da punti cardine quali design, tecnologia, nuovi materiali, ergonomia e sostenibilità.
Quest’anno Abitare il Mare propone due grandi momenti di riflessione su altrettanti aspetti del design con Design, Progetto nel progetto che avrà come relatore Filippo Perini Head of Design Lamborghini, uno dei protagonisti del dibattito culturale ma anche delle scelte di un marchio prestigioso mentre al convegno Design e materiali compositi, sarà presente Giorgetto Giugiaro ormai un mito del design made in Italy
Ricchissima la convegnistica (nel sito www.sea-tec.it/it/eventi ) curata da aziende, associazioni, istituzioni come Unimot.
Per offrire un esempio di argomenti affrontati e di collaborazioni attive è sufficiente ricordare che mercoledì 8 febbraio, nella mattinata di apertura si terranno convegni come Economia del mare: la formazione quale opportunità per superare la crisi, iniziativa di Assonautica in collaborazione con il Polo Formativo per la Nautica Magellano.
In contemporanea Yacht & Cruise Security Forum 2012 con Sessioni formative gratuite in tema security e safety organizzato da Ethos Media Group e CarraraFiere.
Nella stessa giornata è in programma Verde come i Compositi - I materiali tecnologicamente avanzati sempre più attenti all'ambiente, dedicato a materiali, polimeri e compositi eco-sostenibili e ancora per Virtual Shipbuilding & Composites Forum “Il Virtual Product Development come vantaggio competitivo” organizzato da Assonautica Italiana.
Per la sua importanza e per il ruolo che ha assunto nella valorizzazione della nautica italiana Seatec, organizzata da CarraraFiere, ha ottenuto il prestigioso patrocinio del Ministero dello Sviluppo Economico, è sostenuta dalla Regione Toscana e da Toscana Promozione oltre che da Unioncamere Toscana, delle Camere di Commercio di Lucca e Massa Carrara, dai comuni di Carrara e di Massa ed ha come sponsor bancario unico la Cassa di Risparmio di Carrara (gruppo CARIGE).
Info Seatec 2012; www.sea-tec.it
orario Mercoledì 8 e Giovedì 9 febbraio dalle 10.00 alle 18.00; venerdì 10 dalle 10 alle 17
Ingressi; N. 3 - Viale Colombo; Numero 5 e numero 6 - Via Maestri del Marmo
15:25 Scritto da: minobezzi1 in arte antica e moderna, fiere e saloni | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
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30/01/2012
Firenze: Al Museo Horne
Doveva chiudere ieri 29 gennaio, ma grazie all’ottimo successo di pubblico è prorogata fino al 4 marzo la bella mostra “L’immagine e lo sguardo” in corso al Museo Horne dal 3 ottobre, una delle tappe più affascinante del ciclo espositivo Le stanze deiTesori dedicato alle meraviglie dei collezionisti nei musei di Firenze.
In mostra 29 disegni (ritratti, autoritratti e studi di figura), tutte opere di gran pregio realizzate fra Cinquecento e Ottocento dai più celebri maestri: tra gli altri, Raffaello, Bernini (nella foto un autoritratto giovanile), Tintoretto, Parmigianino, Pietro da Cortona, Albrecht Dűrer, Fűssli e Constable.
Si tratta com’è noto di un’iniziativa di Piccoli Grandi Musei (Ente Cassa di Risparmio di Firenze), che fa perno su una ricca esposizione riassuntiva a Palazzo Medici Riccardi, e che si dipana lungo 7 grandi musei minori della città tra cui il Bardini, lo Stibbert, Palazzo Davanzati e appunto il Museo Horne.
Museo Horne, Firenze, Via dei Benci 6 – Orario: lun-gio 9-13; merc chiuso; ven-dom 10-17
Pass dei tesori Є 10, ridotto Є 8, scuole e bambini Є 2
Informazioni e prenotazioni: 055 2340742 prenotazioni@cscsigma.it
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Lucca: Lucca MUST
Eento straordinario per il museo della città Lucca Must. La nuova struttura culturale polivalente, realizzata dall’amministrazione comunale nella prestigiosa sede di Palazzo Guinigi, avrà la sua notte bianca. Aderendo ad una proposta lanciata dal Rotary Club di Lucca, infatti, il Comune ha deciso che, per la prima volta, il Must - Memoria Urbana Società e Territorio, potrà essere aperto e visitabile nel dopocena, sempre ad ingresso gratuito, per tutta la cittadinanza, dalle ore 21 alle 23 di giovedì 2 febbraio. Sempre ad ingresso gratuito sarà possibile visitare anche “Lucca Hangzhou, la via della seta” la suggestiva mostra che ripercorre la strada dei rapporti tra oriente ed occidente, sulle vie percorse da Marco Polo, nello scambio commerciale con l’antica Cina, quando Lucca, di fatto, era la capitale europea del mercato della seta, con la presenza di bellissimi reperti, mai esposti prima, giunta appositamente dalla città di Hangzhou. Ecco cosa si potrà visitare:
“Lucca passo passo”
La mostrapermanente dedicata alla storia della città, con un percorso espositivo che, con taglio innovativo e attraverso l’ausilio di splendidi filmati, audiovisi interattivi, assicura al visitatore un completo coinvolgimento nelle emozioni e sensazioni della conoscenza della nostra splendida città. La mostra è posizionata nei saloni del primo piano del palazzo Guinigi, ove si possono ammirare anche gli splendidi soffitti e pareti affrescate restaurate.
“150 Come eravamo luoghi e volti della Lucca di fine millennio”
Uno splendido percorso espositivo, allestito grazie alle centinaia di foto esposte, patrimonio dell’archivio fotografico lucchese “A.Fazzi”, assicura al visitatore uno splendido viaggio nella Lucca di altri tempi, grazie a 200 immagini selezionate tra quelle presenti nell’archivio dell’AFL “Arnaldo Fazzi”. La mostra è stata realizzata su un’idea di Angelo Nencetti e curata dalla coordinatrice dell’Archivio Fotografico e Maria Pacini Fazzi. L’esposizione rientra fra gli eventi culturali inseriti nel programma delle celebrazioni per i 150 anni dall’Unità d’Italia.
Buzzelli – frammenti dall’assurdo dal 22 ottobre 2011 al 31 gennaio 2012
Una grande mostra dedicata ad un insigne maestro del fumetto italiano: realizzata dal Museo Italiano del Fumetto e dell’Immagine di Lucca, in collaborazione con l’Associazione Guido Buzzelli, si compone di oltre 80 illustrazioni e tavole originali a fumetti realizzate nel corso della carriera dal maestro romano.
loschermo
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28/01/2012
Monsummano Terme (PT): La ceramica

16:55 Scritto da: minobezzi1 in arte antica e moderna | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
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12/01/2012
Carrara: Omar GallianiNella suggestiva cornice del restaurato Palazzo Binelli, nuova sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara, la mostra "D'après Canova. L'800 a Carrara. L'Accademia e i suoi maestri", inaugurata nello scorso giugno, si arricch
Nella suggestiva cornice del restaurato Palazzo Binelli, nuova sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara, la mostra "D'après Canova. L'800 a Carrara. L'Accademia e i suoi maestri", inaugurata nello scorso giugno, si arricchisce di alcune opere realizzate da Omar Galliani nella seconda metà degli anni Settanta, "dedicate" a Antonio Canova.
La mostra mette così in relazione i ventisette gessi selezionati dalla storica gipsoteca dell'Accademia di Belle Arti di Carrara, realizzati dagli scultori che nell'Ottocento si sono confrontati con il magistero di Antonio Canova, oltre che con quello di Bertel Thorwaldsen (da Benedetto Cacciatori a Pietro Tenerani e Luigi Bienaimè da Carlo Finelli a Carlo Chelli fino a Ferdinando Pelliccia e Pietro Lazzerini), con i lavori contemporanei di Omar Galliani: il "fil rouge" che connette le opere è il rapporto con il grande scultore neoclassico.
Le opere di Galliani esposte, tra le quali "Inremeabilis error", "Emanazione", "Principio individuationis", rivisitano alcuni particolari delle sculture canoviane, da "Dedalo e Icaro" al "Cenotafio degli Stuart", al "Monumento funerario per Maria Cristina d'Austria", all' "Ercole che saetta i figli", alla "Venere Italica", alla "Ballerina con le dita sul mento". Riunite per la prima volta nel loro insieme per questa occasione espositiva, offrono la possibilità di cogliere le sfumature e le declinazioni del legame intellettuale e artistico che porta Galliani, partito da un processo di decostruzione dell'opera originale, alla creazione di inedite letture del corpus canoviano.
Apre la mostra il ritratto di Letizia Ramolino Bonaparte, l'opera che Antonio Canova dona all'Accademia nel 1810: alle sue spalle l'opera di Galliani, "Inreameabilis error" (1978) presenta il disegno a parete della grande ala canoviana (dall'ala di un angelo del Monumento Funerario a Maria Cristina d'Austria) e al suolo una scaglia di marmo.
Questo rapporto con la storia dell'arte, presente nell'universo poetico di Omar Galliani fin dai suoi esordi, si caratterizza non tanto come citazione stilistica, quanto come interpretazione delle singole opere con cui l'artista dialoga. In questo percorso il disegno si configura come il nucleo centrale attorno a cui si compongono i suoi quadri.
Nel doppio itinerario della mostra, l'osservatore si trova così a guardare opere d'arte contemporanea, da cui emergono le voci del passato, inserite nel contesto dei gessi ottocenteschi, ed è questo duplice registro, spaziale e temporale, che arricchisce il suo orizzonte di attesa.
L'apertura della mostra è stata preceduta dall'inaugurazione dell'Anno Accademico, concepita come una tavola rotonda che ha offerto un momento di riflessione sulla vocazione culturale dell'Accademia di Belle Arti di Carrara. Hanno partecipato il Presidente dell'Accademia Simone Caffaz, il Sindaco di Carrara Angelo Zubbani, il Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio Alberto Pincione, l'Assessore alla Cultura del Comune di Carrara Giovanna Bernardini, Omar Galliani, Marco Baudinelli, Anna Vittoria Laghi, il Direttore dell'Accademia Lucilla Meloni.
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10/01/2012
Sesto Fiorentino (FI): Guido Spadolini
E’ tornata anche quest'anno il progetto "Alto Basso. Alla Soffitta e al Berti" a cura del gruppo "La Soffitta - Spazio delle Arti" e del Comune di Sesto Fiorentino. La seconda edizione vede anche la collaborazione con la Fondazione Spadolini Nuova Antologia. Un nuovo evento espositivo, ancora una volta dedicato all'arte del XX secolo, che coinvolge due spazi presenti sul territorio di Sesto Fiorentino: uno storico, "La Soffitta - Spazio delle Arti", nella sede dell'Unione Operaia di Colonnata, nella parte alta della città, l'altro pubblico, di più recente apertura, il Centro espositivo "Antonio Berti", nel centro cittadino. La mostra in programma per questa seconda edizione è concentrata sull'opera di Guido Spadolini, pittore e incisore fiorentino che trae ispirazione e affonda le proprie radici nella lezione dei Macchiaioli.
Guido Spadolini
Retrospettiva di un artista
della prima metà del '900
Sesto Fiorentino, 4 dicembre 2011 / 22 gennaio 2012
Centro espositivo Antonio Berti: dal lunedì al sabato dalle 16 alle 19.30 e la domenica dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle18,30
"La Soffitta Spazio delle Arti": dal martedì al venerdì dalle 21 alle 23, il sabato dalle 16 alle 19.30 e la domenica dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 18.30.
Guido Spadolini: retrospettiva di un artista della prima metà del '900
Sesto Fiorentino, 4 dicembre 2011 - 22 gennaio 2012
Il Gruppo "La Soffitta, Spazio delle Arti", intende dare continuità alla prima edizione di "Alto - Basso" che si è svolta a Sesto Fiorentino nei mesi di novembre e dicembre 2010, attraverso la realizzazione di un nuovo evento di rilevanza culturale che coinvolga i due spazi espositivi presenti sul territorio di Sesto Fiorentino: "La Soffitta Spazio delle Arti" di Colonnata, nella parte alta della città e il Centro espositivo "Antonio Berti", più in basso, vicino al centro storico.
Il progetto del Gruppo "La Soffitta", che vanta una tradizione pluridecennale nell'organizzazione di mostre, è stato realizzato in collaborazione con l'Amministrazione Comunale di Sesto Fiorentino, che ha fortemente creduto in una nuova occasione di promozione culturale ed artistica per il territorio.
La scelta dell'autore di questa è ricaduta su un importante artista fiorentino della prima metà del XX secolo, non ancora molto noto al vasto pubblico: Guido Spadolini, padre dello Statista Giovanni Spadolini, dell'architetto Pierluigi e del medico radiologo Paolo. Per la realizzazione di questo evento il Gruppo "La Soffitta" si è avvalsa della compartecipazione della Fondazione Spadolini Nuova Antologia che si è resa disponibile non solo per il prestito delle opere, ma anche per una fattiva collaborazione all'organizzazione della mostra.
L'occasione ci è propizia per far conoscere una figura che ha vissuto un particolare momento storico: Guido Spadolini nacque nel ventennio successivo all'Unità d'Italia, nel 1889, ed morì sotto i bombardamenti alleati durante la seconda guerra mondiale, l'11 marzo del 1944, prestando soccorso ai feriti, in qualità di Capitano della Croce Rossa Italiana.
Come per la precedente edizione, anche per quella del 2011, la curatela scientifica della mostra è stata affidata alla storica dell'arte Giulia Ballerini, alla quale è spettato, in collaborazione con la nipote Maria Donata Spadolini e sotto la supervisione del Presidente della Fondazione, Prof. Cosimo Ceccuti, la selezione delle opere provenienti in gran parte dalla Fondazione Spadolini - Nuova Antologia di Firenze.
Solo due fino ad oggi le mostre che hanno presentato opere di Guido Spadolini: quella organizzata a Castiglioncello nel giugno del 2000 in cui è stata esposta un'esauriente serie di dipinti e incisioni legati al paesaggio: da una parte il Pian dei Giullari e dall'altro la costa livornese. La seconda mostra, presentata all'Accademia delle Arti e del Disegno nel 2006, è stata dedicata all'importante opera grafica di Guido Spadolini, riordinata e approfondita da due studenti dell'Accademia di Belle Arti di Firenze.
Il presente progetto, oltre alla presentazione delle opere più note dell'artista, ha esposto diverse opere inedite, provenienti da collezioni private, spesso corredate da disegni o altro materiale preparatorio, col preciso intento di dare maggiore completezza possibile all'operato dell'artista e di approfondirne il discontinuo fare artistico.
La copiosa produzione di Spadolini è stata divisa in due grandi filoni: la pittura e la grafica che verranno esposte in sede separate. La doppia sede espositiva ha rispettato, per quanto possibile, questa divisione, mostrando due aspetti complementari dell'operato dell'artista: nello spazio espositivo "Antonio Berti" si possono ammirare i dipinti ad olio e alcuni pastelli, mentre nei locali de "La Soffitta" è stata la sezione dedicata alla grafica.
Attraverso i disegni e le acqueforti è possibile ricostruire l'excursus pittorico dell'artista, seguire quel particolare uso del "chiaro-scuro" che inizialmente risente delle indicazioni artistiche fornitegli dall'artista Tito Lessi, suo maestro alla Scuola Libera di Nudo all'Accademia, della passione del segno di tradizione Fattoriana e del gioco di luce caratteristico di opere macchiaiole.
Dopo la Grande Guerra, sviluppato un linguaggio intimo e personale, Spadolini lavorò a contatto con artisti quali Plinio Novellini, Primo Conti e il giovane Pietro Annigoni, ma anche Ardengo Soffici. La sua passione per le fotografie, che usava come sussidio alla pratica artistica, è testimoniata anche dall'amicizia con Vittorio Alinari e dall'ingente numero degli scatti fotografici presenti nell'archivio della famiglia Spadolini ancora in fase di inventariazione, depositato presso la Fondazione Alinari per la fotografia.
Per quanto riguarda la pittura, possiamo affermare che quelle di Guido Spadolini sono opere vissute nella pienezza degli affetti familiari: amava dipingere i dintorni fiorentini, soprattutto la "sua" Pian de' Giullari, S. Margherita a Montici e la costa livornese (Castiglioncello, Rosignano, Vada), dimostrando sempre interesse per la natura in generale, nella sua ricca semplicità, fermandone i giochi di luce e i contrasti cromatici. Gli olii dell'artista offrono uno spaccato della "Toscana com'era", con i suoi giardini, le sue ville, i suoi campi lavorati, colti attraverso scorci paesaggistici di grande coinvolgimento emotivo.
In mostra saranno presenti un centinaio di opere di Guido Spadolini, fra studi, disegni, pastelli su cartone, acqueforti, alcune con le relative lastre in zinco, numerose tele e tavole ad olio: di tutte le opere esposte saranno redatte le schede tecniche e le relative riproduzioni per arricchire la pubblicazione del catalogo che è stato edito da Polistampa Edizioni - Firenze, per la curatela della Dr.ssa Giulia Ballerini che si si è occupata degli approfondimenti critici e arricchito da alcuni interventi legati all'ambito storico e a quello biografico dell'artista.
La manifestazione ha beneficiato del patrocinio del Comune di Sesto Fiorentino, dell'Istituzione Sesto Idee e del patrocinio della Fondazione Spadolini Nuova Antologia
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29/12/2011
Carrara: Da Michelangelo a Cattelan
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Più vicini al paradiso. Ottocentocinquanta metri sopra il mare, una specie di «magazzino» naturale dove i grandi artisti si riforniscono della materia prima, il marmo. E’ così da secoli. Michelangelo ha preso da qui, al Bacino del Polvaccio, il blocco per la Pietà. Questa cava era conosciuta già dai romani (ne parla Plinio) e il suo marmo è stato utilizzato per la Colonna Traiana e gli Archi di Trionfo di Tito e di Settimo Severo. «Ho cominciato facendo il “bagascio” che ero bambino, a 12 anni» racconta Barattini, nel suo slang carrarino. Portava l’acqua ai cavatori risalendo a piedi le montagne: «Due ore di cammino per andare, due per tornare, si lavorava da stella a stella (dall’alba alla notte ndr)». Il «bagascio» era un garzone, il gradino più basso. Lui comincia a salire da quel fondo: «vede le mie mani come sono deformate dal marmo? Ho lavorato con la subbia, ho fatto il filista (cioè il tagliatore dei blocchi quando non c’erano ancora le macchine) e anche il tecchiaiolo, quello che stava 12 o 13 ore appeso alle corda per ripulire dal materiale pericolante il fronte della cava e liberare le pareti della montagna da pietre, schegge e frammenti che, subito dopo il taglio, rischiano di cadere» spiega con orgoglio il fondatore di un gruppo che oggi ha sette aziende, una cinquantina di dipendenti e fattura intorno ai 25 milioni di euro smerciando il marmo di Carrara in tutti i continenti.
Imprenditore vecchio stampo, di quelli senza orologio, cresciuti sapendo cos’è la fame e la fatica, scuole fino alla quinta elementare, poi via, dentro la vita. Per anni ha commerciato il marmo, adesso ha completato la filiera, a monte le cave, a valle lo studiolaboratorio di scultura «Cave Michelangelo» a Carrara. Il capannone pieno di polvere bianca, è un crocevia per molti grandi nomi dell’arte contemporanea a cominciare da Jan Fabre, Maurizio Cattelan, Anna Chromy, Daniel Buren, Paul Nagel e tanti altri. In queste stesse stanze venivano da Floriano Bodini a Giò Pomodoro: «La cava è già arte» racconta Barattini camminando fra le sculture dentro il laboratorio. C’è il celebre dito medio di Cattelan di 2,20, una copia del David in vetroresina. Prove d’artista e altre concluse come la contorsionista di Corda o l’enorme sagoma velata e senza volto di Chromy. Qui sono state prodotte secondo le indicazioni degli artisti centinaia di sculture, alcune sono coperte dai teli: «Non vogliono che si veda l’opera se non è completa, uno scrittore farebbe mai leggere un racconto non finito?».
Barattini, ma un giorno tutto questo marmo a furia di scavarlo dalla montagna, finirà... Reazione immediata: «Macché, ce n’è tantissimo, noi ne abbiamo tolto soltanto un velo, abbiamo come accarezzato la montagna. Il problema è un altro...qui non c’è ricambio, i giovani non voglio venire in cava pensano che sia un lavoro pericoloso e faticoso, invece non è più come una volta, oggi ci sono macchinari e leggi, ed è un mestiere bellissimo, stai sempre all’aria aperta, sulla montagna. Io non avrei mai potuto lavorare prigioniero in un ufficio».
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22/12/2011
Siena: Visite guidate ai tesori della città

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Carrara: Galliani e Canova

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Massa Marittima (GR): Un attimo e tentar d'entrarci....
L’associazione culturale Krene ed il Terziere di Borgo presentano a Massa Marittima una settimana di arte e artigianato di livello internazionale, in mostra tra lo scenario più suggestivo dell’antico centro storico cittadino, Vicolo Porte, e la sala espositiva dell’Abbondanza.
L’evento è “Un attimo e tentar d’entrarci…” e vedrà la partecipazione di dieci artisti e maestri artigiani provenienti da tutta Italia e dall’estero, ormai affermati nel mondo per le loro opere: sono i pittori Ho Kan, Tano Santoro, Valentina Rimauro, Salvatore Zappalà, Paola Grott, Matteo Cannata, il pittore scultore ed incisore Salvatore Sebaste. E ancora: in mostra anche le opere dello scultore pittore e grafico Orazio Barbagallo e degli scultori Giovanni Blandino e Alfredo Mazzotta, direttore artistico dell’evento.
Mazzotta diplomato in scultura presso l’Accademia delle Belle Arti di Brera, è stato per oltre dieci anni membro della Commissione Artista della Permanente di Milano e negli anni ha realizzato trofei consegnati per Sport e Cultura a Dino Zoff, Mike Bongiorno, Sara Simeoni, Ottavio Missoni, e Paola Cardullo; ha esposto oltre in Italia, Polonia, Stati Uniti, Giappone, Germania, Corea, Ungheria, Turchia ed Albania ed insegna dal ’75 Discipline Plastiche al liceo Artistico Brera di Milano. Tra gli artisti anche Uberto Dal Pozzo d’Annone, pittore che vive e lavora in Toscana, che esporrà la sua personale al Palazzo dell’Abbondanza.
L’originale evento comprende un lato molto particolare e suggestivo: una mostra lungo il caratteristico Vicolo Porte di Massa Marittima che vedrà gli antichi fondi in pietra che si aprono sulla via, allestiti con opere di prestigiosi maestri artigiani: tra loro Michel Andreini, Paola Arenghi, Silvana Maiolo ed il nostro concittadino Carlo Martellini. Il Terziere di Borgo ha lanciato l’idea di una mostra-evento di alto livello artistico, pensata anche per riportare alla luce la tradizione persa pochi decenni fa a Massa Marittima di una grande mostra dell’artigianato in Vicolo Porte.
“Le iniziative come questa, vengono sempre accolte e sostenute con molta soddisfazione dal Comune- dice il Sindaco Lidia Bai - e ci ricordano il grande valore culturale, sociale ed aggregativo che l’attività dei Terzieri cittadini rappresenta per l’intera città. L’Amministrazione Comunale ed io personalmente speriamo inoltre che con questo evento si possa inaugurare il ritorno della mostra dell’artigianato di Vicolo Porte che è stata per moltissimi anni un ottimo strumento di promozione del territorio e del suo artigianato ed una tradizione amata ed apprezzata dai cittadini massetani”.
L’inaugurazione dell’evento è fissata per giovedì 22 dicembre alle 17, nella sala dell’Abbondanza. L’ingresso sarà gratuito e tutte le esposizioni resteranno visitabili ogni giorno dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 20. Per informazioni 333-7415287 o piemipi@tin.it . Il progetto è stato curato dall’associazione Krene con la collaborazione di Antonio Scaramellini, Silvana Maiolo, Walter Scaramella, Giorgio Sorrenti con il patrocinio del Comune di Massa Marittima, della Società dei Terzieri Massetani e del Terziere di Borgo.
Inaugurazione 22 dicembre ore 17
Palazzo dell'Abbondanza
via Goldoni Massa Marittima (GR)
ogni giorno dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 20
Ingresso libero
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17/12/2011
Prato: Chitarre a Prato
Chitarre da collezione, chitarre nuove, chitarre pregiate. E’ “Chitarre a Prato” l’evento di oggi, sabato 17 dicembre, a partire dalle 14,30, promosso da OpificioJM nello spazio “Accanto a Opificio”. Una mostra originale con liutai e artigiani pratesi di strumenti musicali, secondo lo stile e la filosofia di Opificio: rendere visibile la creatività, la produzione e la tradizione del fare artistico e manifatturiero locale. Gli espositori:Iacopo Nesi Guitars, E.N.R. by dr. Valvola amplificatori, Bottega della Chitarra, Liuteria Moderna di Stefano Giusti, Vincenzo Atzori.
ilsitodiprato
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Lucca: Lucca ed il Risorgimento

Una rete di cinque mostre, un sito web, un fumetto e una proposta di vari itinerari cittadini per celebrare a Lucca il 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia. Il percorso Lucca e le Mura: Itinerari del Risorgimento verrà inaugurato il 17 dicembre prossimo e unirà in un unico tracciato alcuni luoghi memorabili della storia lucchese: dalla Casermetta del Baluardo di San Colombano all’Archivio Storico Lucchese, dall’Archivio di Stato alla Biblioteca Statale, al Museo Nazionale di Palazzo Mansi. La mostra ripercorre, attraverso lo studio della genesi, delle vicende e del destino di alcuni monumenti cittadini, le diverse fasi del Risorgimento italiano mettendo in evidenza i modi diversi con cui i lucchesi percepirono e interpretarono il messaggio unitario nel periodo compreso fra il 1861 e la fine dell'800. Una mappatura consistente di documenti e immagini al cui centro campeggia la vicenda delle Mura che i Baciocchi, con il decreto n. 36 del 18 ottobre 1810, avevano affidato alla cura e alla manutenzione – negandone però il possesso – del municipio di Lucca. L'evento, voluto dal Comune di Lucca, è stato realizzato con la direzione scientifica di Carla Sodini e di Romano Silva (recentemente scomparso): un modo nuovo di presentare la storia e la Città, che utilizza un supporto virtuale spettacolare, con approfondimenti, schede didattiche e immagini navigabili a 360°. Sul sito, infatti, verranno proposti venti tour virtuali - dalla Torre delle Ore a Torre Guinigi, dalla Sala dei Principi alla Sala Savoia - per scoprire la città più segreta.
La mostra chiude il calendario di celebrazioni che la Città ha realizzato in occasione dei festeggiamenti per il 150° anniversario dell’unità d’Italia e apre il lungo percorso di eventi e attività di restauro e recupero, per le quali la Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca ha già manifestato il suo diretto interesse e intervento, che accompagneranno la Città al 2013, anno in cui Lucca festeggerà i 500 anni dall’edificazione moderna delle Mura urbane. Proprio in questa ottica il progetto ha scelto di destinare risorse, oltre che alla realizzazione della mostra, al restauro ed alla ristrutturazione di una porzione della Casermetta San Colombano, sede centrale della mostra. I lavori, curati da Antonella Giannini e Silvia Biagi, rendono, così, nuovamente fruibile una porzione di mura fino ad oggi esclusa all’uso pubblico.
Proprio la mostra “Lucca e le mura: itinerari del Risorgimento” andrà ad inaugurare questo spazio restituito alla Città e che, da oggi, potrà ospitare mostre, convegni, conferenze (si veda la scheda lavori di dettaglio). Tra le molte collaborazioni che contraddistinguono questo progetto spicca, infine, quella della Città di Firenze che proporrà, proprio in occasione di questa mostra, un parallelo tra il caso delle mura lucchesi e quelle delle mura e delle fortificazioni fiorentine, due esempi di diversa applicazione del federalismo demaniale ottocentesco.
La storia
La Lucca dell’800 dovette affrontare due momenti storici delicati per l’identità politica e culturale cittadina. Il 10 ottobre 1847 finiva la lunga storia d’indipendenza del Ducato di Lucca. L’unione al Granducato di Toscana significò la perdita della corte e dei privilegi di quella che per 478 anni era stata, anche se minuscola, una città-stato, una vera e propria capitale. L’annessione pesò molto ai lucchesi ma non fu l’unico processo di trasformazione che la Città dovette subire. Il secondo, importante momento per la storia del nostro Paese, fu, appunto, l’adesione del Granducato di Toscana al Regno d’Italia. Il nascente Regno inglobò tutti gli stati preunitari e i loro patrimoni, le loro finanze o, per meglio dire, i loro debiti. Proprio per far fronte alla necessità di impinguare le casse del Regno, si attuò un meccanismo, che oggi ascriveremmo alla sfera della più creativa finanza, attraverso il quale si costituirono appositi enti nazionali statali (ad esempio la Società Anonima) con il preciso compito di collocare sul mercato alcuni possedimenti dello Stato e garantire risorse immediate allo stesso. Due di questi possedimenti, che più direttamente colpirono la Città di Lucca, furono, appunto, le Mura, con tutto il loro impianto difensivo, e Palazzo Ducale. Lucca non volle assistere inerme a questo duro colpo così destò il suo spirito indipendente e, nella sua unicità, iniziò un moto di adesione al cammino unitario e post unitario del tutto singolare fondando le sue radici sulla cultura cittadina, sulla storia, sui valori identitari di una comunità. Come ricorda Letizia Bandoni, Assessore alla cultura del Comune di Lucca, “mentre in tutta Italia si pensava a come incollare assieme territori disomogenei, a Lucca si cercava di preservare le radici culturali della comunità valorizzando e acquisendo tutti gli elementi della propria identità: Lucca riacquistò, infatti, le proprie mura (per 112.350 Lire) restaurò in chiave moderna la facciata della chiesa di San Michele, ricompose il monumento funebre a Ilaria del Carretto, revisionò la storia dell'unificazione d'Italia rendendola percorribile attraverso le vie del centro in una sorta di percorso didattico per monumenti da destinare alle future generazioni”.
Contemporaneamente al processo di riacquisto delle Mura che terminò nel 1866, Lucca scelse di celebrare l’indipendenza e l’unità nazionale abbellendo e decorando con nuovi monumenti il proprio centro storico. Tra questi il monumento a Francesco Burlamacchi, quello a Vittorio Emanuele II, a Giuseppe Garibaldi, a Giuseppe Mazzini, a Benedetto Cairoli. Monumenti dietro ai quali c’è non solo la storia di un Paese ma anche la storia più viva e vissuta di un’intera comunità con le sue disquisizioni politiche, sociali e culturali tipiche di una Città che potremmo definire culturalmente bipolare: culturalmente innovatrice e aperta ma anche socialmente estremamente conservatrice. Proprio con questo spirito Carla Sodini e Romano Silva hanno affrontato questo progetto espositivo proponendo un itinerario che inizia nel 1863 - con l'erezione della statua a Francesco Burlamacchi - e arriva al 1897 - con l'inaugurazione del Monumento ai Caduti in piazza XX Settembre. Romano Silva aveva acutamente notato come l’inserimento del volto di Vittorio Emanuele II a fianco di quello di Galileo Galilei, di Cristoforo Colombo, di Gutenberg e di San Paolino nella facciata di san Michele e il cenotafio dedicato a Matilde di Canossa nella Chiesa di San Giovanni siano il documento tangibile dello spirito della città: culturalmente aperta, coraggiosa, europeista, lungimirante e al tempo stesso conservatrice, cattolica, insomma profondamente 'lucchese'.
Un nuovo approccio generazionale
Con la mostra “Lucca e le mura: itinerari del Risorgimento” si è scelto di sperimentare un diverso modo di ‘costruire’ occasioni culturali e cioè quello di unire esperienze più tradizionali con proposte innovatrici formulando, così, un progetto in grado di coinvolgere più generazioni. Assieme ai curatori si è formato un gruppo di lavoro nel quale sono stati cooptati alcune eccellenti professionalità tutte under 40: due generazioni – con formazioni e linguaggi diversi - si sono trovate a lavorare gomito a gomito sullo stesso progetto. Un’operazione volutamente in controtendenza rispetto a chi pensa che l’anagrafe sia motivo di antagonismo ed esclusione anziché di collaborazione e proposizione. Nasce, così, dalla proposta di giovani architetti come Simona Bartolomei, Leonardo Solari e Matteo Orsi, il sito web http://percorsi-risorgimentali.comune.lucca.itche vede la specifica applicazione del sistema fotografico di tour virtuale della Città nonché il progetto di allestimento che mescolerà tradizione ed innovazione con l’uso, per i più tecnologici, di QR code che permetterà al visitatore di approfondire i temi storico-culturali della mostra, nonché la realizzazione di un pannello touch attraverso il quale si potrà navigare la mostra e visitare la Città direttamente dalla sede della Casermetta San Colombano.
Ma c’è una app che, forse più di ogni altra, si sposa con il linguaggio giovanile. Si tratta del fumetto “Le chiavi della Città” realizzato da Francesco Giani, Jacopo Moretti e Riccardo Pieruccini su progetto di Matteo Orsi. Con questo fumetto, smartphone in mano e una macchina fotografica al collo sarà possibile ripercorrere uno degli itinerari risorgimentali della città e rivivere, gli aneddoti ed i segreti di Lucca con l’originale racconto di uno speciale ‘gattone’ reo di aver rubato le chiavi della Città. Il fumetto e l’itinerario contrassegnato da specifici totem collocati nel centro storico di Lucca (Comics walk) sono stati realizzati con il sostegno della Fondazione Banca del Monte di Lucca. Il fumetto è scaricabile e leggibile direttamente dalla pagina web della mostra oltre che essere stampato come utile guida per ballon della Città dell’800.
Le cinque mostre
Lucca e le mura: Itinerari del Risorgimento, piano terra della Casermetta del Baluardo San Colombano (via della Rosa 39) 17 dicembre 2011 - 17 marzo 2012 - dal giovedì alla domenica - orario 11-18.
Il Monumento a Vittorio Emanuele II, Archivio Storico del Comune di Lucca (Piazzale San Donato) 17 dicembre 2011 - 17 marzo 2012 - dal lunedì al venerdì - orario 9 - 12,30.
L’esposizione provinciale del 1877 nelle scritture dell’Archivio Sardi, Archivio di Stato di Lucca (piazza Guidiccioni 8) 17 dicembre 2011 - 31 gennaio 2012 – orario dal lunedì al sabato 8 -13, il lunedì e il martedì 14-19.
La Stampa locale 1870-1882, Biblioteca Statale di Lucca (piazza Santa Maria Corteorlandini 12) 17 dicembre 2011 - 4 febbraio 2012 - dal lunedì al venerdì 8,30 – 13,30, il sabato 8,30-13,30
L’iconografia risorgimentale, Museo Nazionale di Palazzo Mansi (via Galli Tassi 43) 17 dicembre 2012 - 17 marzo 2012 - orario dal martedì al sabato 8,30 -19, domenica e festivi 8,30-13. Dal 6 gennaio 2012 visite guidate il giovedì e il sabato.
Ingresso gratuito
http://percorsi-risorgimentali.comune.lucca.it
Credits
Il progetto è realizzato dal Comune di Lucca – assessorato alla cultura, con la collaborazione scientifica del dipartimento di studi sullo Stato dell’Università di Firenze. Curano la mostra Romano Silva e Carla Sodini.
La mostra è realizzata in collaborazione con:
Archivio storico comunale di Lucca
Archivio di Stato
Biblioteca Statale
Museo nazionale di Palazzo Mansi
Ciascuno di questi enti ospiterà un ulteriore mostra di approfondimento sui temi toccati dalla mostra centrale ospitata presso la CASERMETTA SAN COLOMBANO, lato strada Via della Rosa (dal giovedì alla domenica, ore 11.00 – 18.00, ingresso libero)
Il catalogo è edito da Maria Pacini Fazzi editore ed è curato da Carla Sodini e Romano Silva. I saggi sono di: Carla Sodini, Romano Silva, Marco Paoli, Roberto Pizzi, Gioela Massagli, Enrico Romiti, Sergio Nelli.
Il fumetto e l’annesso itinerario comics walk è un progetto di Matteo Orsi. Il fumetto dal titolo “Le chiavi della città” è realizzato da Francesco Giani, Jacopo Moretti e Riccardo Pieruccini.
Il catalogo, l’allestimento della mostra, il portale web http://percorsi-risorgimentali.comune.lucca.it sono ideati e curati da Simona Bartolomei e Leonardo Solari
Ufficio Stampa: Davis & Franceschini
Tel: +39 055 2347273 e-mail: davis@davisefranceschini.it
Ufficio stampa Comune di Lucca: Barbara Di Cesare
+39 338 30 80 724 - +39 0583 442582 e-mail: ufficiostampa@comune.lucca.it
Comunicazione e Relazioni esterne Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca: Marcello Petrozziello
+39 340 6550425
Inaugurazione Lucca 17 dicembre 2011, ore 12
Diverse sedi - Lucca
Casermetta del Baluardo San Colombano
via della Rosa 39
17 dicembre 2011 - 17 marzo 2012
dal giovedì alla domenica - orario 11-18
Archivio Storico del Comune di Lucca
Piazzale San Donato
17 dicembre 2011 - 17 marzo 2012
dal lunedì al venerdì - orario 9 - 12,30
Archivio di Stato di Lucca
piazza Guidiccioni 8
17 dicembre 2011 - 31 gennaio 2012
orario dal lunedì al sabato 8 -13, il lunedì e il martedì 14-19
Biblioteca Statale di Lucca
piazza Santa Maria Corteorlandini 12
17 dicembre 2011 - 4 febbraio 2012
dal lunedì al venerdì 8,30 – 13,30, il sabato 8,30-13,30
Museo Nazionale di Palazzo Mansi
via Galli Tassi 43
17 dicembre 2012 - 17 marzo 2012
orario dal martedì al sabato 8,30 -19, domenica e festivi 8,30-13. Dal 6 gennaio 2012 visite guidate il giovedì e il sabato.
Ingresso gratuito
09:50 Scritto da: minobezzi1 in arte antica e moderna | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
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15/12/2011
Firenze: Quattro mostre
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Firenze, Galleria Immaginaria
DOMENICO LO RUSSO
La coerente sostanza delle cose apparenti. L'artista isola elementi decorativi quotidiani e li identifica in un proprio orizzonte poetico, intervenendo con colori, inserimento di materiali diversi, segni e scritture. Fino al 15/1/2012
http://undo.net/cgi-bin/press.pl?id=1323791617
Segnalato da: Galleria Immaginaria
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Firenze, Galleria Tornabuoni Arte (nuova sede)
MATTIA PAPP
Talking About. L'artista racconta, con una serie di immagini, la sua generazione attraverso quella vivacita', quella costante condizione in divenire che e' propria della sua eta'. Fino al 15/1/2012
http://undo.net/cgi-bin/press.pl?id=1323872862
Segnalato da: Galleria Tornabuoni Arte
in breve a FIRENZE
STEFANO TACCONE - Centro di Cultura Contemporanea Strozzina - CCCS
Dalla negazione dell’aura alla partecipazione costituente: il concetto di democrazia nel percorso di Hans Haacke.
http://undo.net/cgi-bin/press.pl?id=1323877987
VIEUSSEUX&FIRENZE - Palazzo Strozzi
L'impresa commerciale di Giovan Pietro Vieusseux. Giornata di studio.
http://undo.net/cgi-bin/press.pl?id=1323875410
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09:29 Scritto da: minobezzi1 in arte antica e moderna | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
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10/12/2011
Castiglioncello (LI): Gian Marco Monmtesano
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Castiglioncello (LI) - dal 10 dicembre 2011 al 10 febbraio 2012 |
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16:45 Scritto da: minobezzi1 in arte antica e moderna | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
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09/12/2011
Ginestra Fiorentina (FI): Aperitivo per l'ambulanza

09:20 Scritto da: minobezzi1 in arte antica e moderna, solidarietà | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
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02/12/2011
Firenze: Figli d'Italia

Gli Innocenti e la nascita di un progetto nazionale per l'infanzia (1861-1911)
Dal 3 dicembre 2011 al 18 marzo 2012 agli Innocenti una mostra racconta il primo cinquantennio dell'unità italiana attraverso l'evoluzione dell'accoglienza all'infanzia. Figli d'Italia offre uno sguardo inedito sui primi cinquant'anni del Paese, quando il tema dell'infanzia e della sua cura entra di diritto a far parte delle nascenti politiche unitarie. Attraverso le biografie di alcuni fanciulli vissuti agli Innocenti e in altre istituzioni assistenziali italiane, tra il 1861 e il 1911 e, grazie a fotografie d'epoca e documenti di archivio la mostra racconta la vita quotidiana dei bambini all'interno dell'Istituzione.
La mostra procede in senso cronologico: dagli ultimi anni di utilizzo della finestra ferrata fino alla sua chiusura, avvenuta a Firenze nel 1875, che segna la fine dell'abbandono anonimo e introduce nuove modalità di accoglienza. Le foto Brogi conservate nell'Archivio dell'Istituto degli Innocenti illustrano l'evoluzione degli spazi e delle funzioni dell'Ospedale. Agli eventi storici fanno da sfondo le biografie dei bambini, vicende non solo di abbandono ma anche di viaggio, ricongiungimento alla famiglia e nuovi legami affettivi.
Inaugurazione 2 dicembre 2011
Istituto degli Innocenti
piazza Santissima Annunziata, 12 - Firenze
Lunedi - domenica ore 10 - 19
Ingresso con biglietto museo: euro 5, ridotto euro 4
09:27 Scritto da: minobezzi1 in arte antica e moderna | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
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24/11/2011
Livorno: Energie rinnovabili ed accumulo
Luca Aterini per greenreport
Anche se per tutti i livornesi l'area Enel del Marzocco significa l'ormai vetusta e inquinante centrale a olio combustibile (per la verità negli ultimi anni accesa quasi esclusivamente nelle situazioni di picco, proprio per la sua scarsa efficienza), all'interno della propria area sperimentale di Livorno, Enel sta portando avanti più progetti innovativi nell'ambito delle tecnologie per le energie rinnovabili. Spaziando dall'accumulo di energia da fotovoltaico, al momento incentrato su un complesso di batterie all'avanguardia, all'ambito delle fonti geotermiche a bassa e media entalpia.
La Regione Toscana e, in particolare l'area pisano-livornese, condensa all'interno del suo territorio la direzione nazionale dei Centri di ricerca Enel (a Pisa) e l'area sperimentale di Livorno: a Sauro Pasini, responsabile dell'area tecnica ricerca di Enel, greenreport.it ha rivolto alcune domande per approfondire gli ultimi progetti e le future prospettive dell'impegno di Enel nella ricerca sulle energie rinnovabili all'interno dell'area vasta toscana.
In cosa consiste il progetto di accumulazione energetica e rifornimento per auto elettriche portato avanti da Enel all'interno dell'area sperimentale di Livorno, e quante persone vi sono coinvolte?
«Nell'area livornese sono presenti circa 12-13 posti fissi, ai quali vanno aggiunti i ricercatori che afferiscono alle aree di ricerca ivi sviluppate, raggiungendo così la trentina di persone occupate. Da sottolineare, inoltre, la presenza della sede di ricerca dell'Ifrf, la più nota organizzazione internazionale per lo sviluppo di nuove tecnologie nella generazione termoelettrica.
Nello specifico, quelle da lei citate rappresentano due linee di ricerca distinte. La seconda di queste è incentrata sulla ricarica delle batterie per auto elettriche; attualmente i tempi per una ricarica completa spaziano dalle tre alle sei ore, mentre i nostri test mirano ad individuare tecnologie che permettano, in 15-20 minuti, una ricarica che porti al 50-60% della capacità della batteria.
La prima linea di ricerca, invece, rappresenta anche quella col maggiore impatto sul business Enel. Le tecnologie per l'accumulo di energia elettrica sono indispensabile per una più efficiente gestione delle energie rinnovabili ed una loro penetrazione nella rete elettrica. Tipicamente, noi non siamo sviluppatori di tecnologia, ma caratterizziamo le migliori presenti sul mercato e cerchiamo di capire come meglio utilizzarle, dopo averne tratteggiato un identikit completo e dettagliato.
A Livorno facciamo questo, con un impianto per test sulla componentistica interfacciata con la produzione in loco da diverse fonti rinnovabili, come eolico o fotovoltaico: proviamo batterie di tipologie diverse, con alcune che accumulano grandi quantità di energia ma in tempi lenti, così come altre sono invece in grado di rilasciarne in tempi molto rapidi. Servono scopi differenti, utilizzate per accumulare energia in esubero sulla rete o per gestire la qualità della corrente che vi scorre».
In prospettiva, verranno sperimentati a Livorno anche altri metodi di immagazzinamento energetico, ad esempio l'uso del vettore idrogeno?
L'idrogeno è un vettore energetico che permette un buono stoccaggio di energia, ma che per le sue proprietà risulta difficile da impiegare quando sono in gioco grandi quantità di energia. Le nuove tecnologie basate su nanomateriali permettono, a livello sperimentale, di stoccare tramite matrici metalliche molta energia in volumi ridotti. A Livorno stiamo sperimentando una delle più evolute al mondo tra le tecnologie relative, pensando ad un'applicazione legata alle celle a combustibile; non per quanto riguarda l'ambito della mobilità, in quanto il filone dell'auto a idrogeno - seguito fino a qualche anno fa - riveste ormai un ruolo marginale, superato da quello delle auto elettriche pure o ibride.
Quali sono le prospettive sul mercato di queste tecnologie di accumulo energetico?
Lo sviluppo tecnologico legato alla batterie è veramente elevato, ed è legato a quello dei nanomateriali. Nei prossimi due anni prevedo una riduzione consistente dei costi, anche per la spinta del mercato delle auto elettriche.
Cominciano ad essere disponibili tecnologie veramente efficienti, ma ancora un minimo costose. Per cui, a meno che non si operi in situazioni particolari (con insufficienze legate alla rete elettrica, come nel caso di alcune isole), l'implementazione di queste batterie ancora non permette un ritorno economico. Dove invece un loro utilizzo è economicamente sostenibile, siamo pronti per una loro applicazione su larga scala: un nostro impianto è già presente alle Canarie.
E per quanto riguarda la vicina isola d'Elba?
L'Elba è collegata alla rete elettrica, c'è già un grande polmone presente. In prospettiva, però, rappresenta un'area interessante, soprattutto se verrà ampliata la produzione di energia rinnovabile. Tenuto comunque conto dei vincoli ambientali e paesaggistici presenti, pensando anche all'integrazione delle tecnologie con lo stesso ambiente e gli edifici presenti.
Per quanto riguarda il campo della geotermia, invece, a che punto si trova la sperimentazione Enel nell'area livornese?
Le sperimentazioni proseguono nell'ambito della geotermia a bassa-media entalpia, concentrandoci sulla cosiddetta geotermia da acqua calda, diversa da quella che utilizza vapore. Produciamo energia elettrica a partire da acqua con una temperatura non elevata, compresa tra i 120-200 °C, mediante la tecnologia dei cicli binari organici.
A Livorno è in realizzazione un impianto da 500 kW, che partirà a gennaio, per una sperimentazione innovativa con fluidi che permettono maggiore efficienza. Pensiamo ad esportare questa tecnologia negli Usa, in Nevada, ma anche a possibili future applicazioni in Toscana, in particolare nell'area grossetana.
Le smart grid, assieme ad appropriati sistemi di accumulo energetico, rappresentano le vie parallele da percorrere per un'implementazione crescente delle energie rinnovabili nella rete elettrica italiana ed europea. A che punto siamo?
Ancora all'inzio. La smart grid è una realtà che sarà assolutamente necessaria, ma è complessa. Prevede lo sviluppo di tecnologie, modalità di gestione e comunicazione tra produttori ed utilizzatori di energia. Enel è attiva da anni su uno dei componenti fondamentali delle smart grid, ovvero in contatori intelligenti. Ora va costruita tutta la struttura per rendere possibile questa nuova gestione dell'energia: stiamo procedendo con una sperimentazione su zone limitate di rete (in Abruzzo e Molise) per portare avanti sperimentazioni e test in tal senso, cercando di massimizzare l'efficienza per quanto riguarda la produzione e l'utilizzo di energia da fonti rinnovabili.
Per quanto riguarda la Regione, abbiamo ricevuto un finanziamento dalla Toscana per mettere in piedi, insieme all'Università di Pisa, un progetto ormai in partenza per una gestione intelligente dell'energia nell'agglomerato industriale dei Navicelli. Un'area molto significativa, dove sono presenti sia produttori che utilizzatori d'energia: puntiamo ad utilizzare al meglio, all'interno del sistema, l'uso dell'energia che il sistema stesso produce, attingendo il meno possibile all'esterno, dalla rete elettrica.
17:03 Scritto da: minobezzi1 in arte antica e moderna, nuove energie | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
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21/11/2011
Firenze: Dante illustrato
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Firenze - dal 21 novembre 2011 al 26 febbraio 2012 |
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14:51 Scritto da: minobezzi1 in arte antica e moderna | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
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19/11/2011
Firenze: Otto mostre
Firenze, Andrea Riga - In cima alla vita info...
[plus florence]
Firenze, Atelier Rissicone - La ceramica nell'arte contemporanea info...
[plus florence]
Firenze, Elda dell'Erba - Settanta acrilico Trenta oro info...
[borghese palace art hotel]
Firenze, Fernando De Filippi - Arbor solis info...
[plus florence]
Firenze, Giuseppe Alessio - Propositi del respiro info...
[plus florence]
Firenze, Natale Addamiano - Paesaggi della curiosità info...
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Firenze, Pasquale Petrucci - Filosofie di palpiti info...
[plus florence]
Firenze, Silvia Ranchicchio - Pathos del risveglio info...
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exibart
09:30 Scritto da: minobezzi1 in arte antica e moderna | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
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Lucca: Dieci mostre
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Lucca, Diverse sedi
LUCCA PHOTO FEST
VII edizione. Tema di quest'anno e' Sguardi D'Oriente, con un denso programma che si sviluppa in base ad un assunto: non esiste l'Oriente, ma infinite declinazioni di esso. Il festival segue due direttrici: il punto di vista dei fotografi occidentali e quello dei fotografi nativi. In programma oltre 20 mostre e piu' di 70 eventi collaterali tra workshop, lecture e conferenze di grandi autori, proiezioni e presentazioni, tutti ambientati nel centro storico di Lucca. Ospite d'Onore del LPF 2011 e' il fotografo giapponese Kenro Izu. Fino al 11/12/2011 http://undo.net/cgi-bin/press.pl?id=1320496980
Segnalato da: Studio Esseci
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Lucca, Real Collegio
OTTO MOSTRE
Il reportage I Cinema itineranti dell'India di Amit Madheshiya; le fotografie ottocentesche di Felice Beato; L'India: Aristocratici e Antichi Palazzi di Samuel Bourne, Francis Frith & Co; due video di Jiang Zhi; l'installazione video di Eleonora Battiston; quattro installazioni interattive di Hsin Chien Huang; la personale di Guia Besana, vincitrice del Amilcare G. Ponchielli 2011; i video del Lucca Video contest 2011 (di Sara Maino, Giorgio Gori e Lucia Ceriani). Nell'ambito di Lucca Photo Fest. Fino al 11/12/2011
http://undo.net/cgi-bin/press.pl?id=1321603133
Segnalato da: Studio Esseci
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Lucca, Palazzo Ducale
TRE MOSTRE
Le immagini di Lin Tianmiao e Wang Gongxin, che hanno la forma ovale delle finestre nei muri di cinta degli antichi giardini cinesi, rappresentano Pechino nella sua architettura antica, le nuove costruzioni, i palazzi di regime e il paesaggio naturale. La personale di Izu, intitolata Viaggio in Asia, propone scatti che trasmettono l'atmosfera dei luoghi sacri. Con le sue fotografie Francesco Jodice indaga il paesaggio sociale e urbano in Tokyo Baburu. Fino al 29/1/2012 http://undo.net/cgi-bin/press.pl?id=1321551580
Segnalato da: Studio Esseci
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Lucca, Villa Bottini
WANG QINGSONG E LI WEI
'La vita splendida' e' una retrospettiva delle fotografie piu' celebri di Wang Qingsong realizzate tra 1997 e 2010, con le sue visioni fantasiose e dissacratorie della Cina contemporanea. Li Wei ha invece personalmente selezionato alcune sue immagini dell'ultimo decennio che affrontano tematiche sociali e politiche. Fino al 11/12/2011
http://undo.net/cgi-bin/press.pl?id=1321576203
Segnalato da: Studio Esseci
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Lucca, Chiesa dei Servi
GENOVESI / QUEK / SOON-HWA
Il progetto di Soon-Hwa, Le ragazze del Delta del Mekong, e' ambientato su una piccola isola in Vietnam dove molte donne sposano forestieri di Taiwan. Quek con la serie Gli Idoli di Singapore mette invece in discussione la cultura di un Paese ancora in via di definizione. Enrico Genovesi presenta il ciclo fotografico Spettacolo Nostalgia. Fino al 11/12/2011
http://undo.net/cgi-bin/press.pl?id=1321577214
Segnalato da: Studio Esseci
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Lucca, Museo Nazionale di Villa Guinigi
MARCO BERTIN
Made in Cina. Un progetto di forte denuncia politica, in cui sullo sfondo della bandiera cinese si stagliano i piu' svariati articoli, prodotti nella Repubblica Popolare Cinese ma di chiara destinazione e fruizione occidentale. A cura di Cinzia Compalati, nell'ambito del Lucca Photo Fest. Fino al 11/12/2011
http://undo.net/cgi-bin/press.pl?id=1321548884
Segnalato da: PH-neutro
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Lucca, Palazzo Guinigi
VII LOOKS EAST
Premio per il fotogiornalismo nell'ambito del Lucca Photo Fest. L'agenzia festeggia il decennale con una forte presenza dei suoi membri che, durante le tre settimane di festival, sono impegnati in workshop fotografici e due importanti lecture. Fino al 29/1/2012
http://undo.net/cgi-bin/press.pl?id=1321574393
Segnalato da: Studio Esseci
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Lucca, Chiesa dell'Alba
NOBUYOSHI ARAKI
La chiesa in occasione di Lucca Photo Fest ospita Polaroid, un ventaglio degli interessi seduttivi dell'artista, o meglio dei soggetti che stimolano la sua fantasia: nudi femminili, ovviamente, fiori, il cielo di Tokyo e piccoli oggetti kitsch. Fino al 11/12/2011
http://undo.net/cgi-bin/press.pl?id=1321575721
Segnalato da: Studio Esseci
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Lucca, Chiesa di San Cristoforo
WORLD PRESS PHOTO '11
Per il festival di fotografia in corso, le migliori immagini tratte dal premio per il giornalismo fotografico internazionale. In mostra vincitori e finalisti della 54a edizione. Fino al 11/12/2011
http://undo.net/cgi-bin/press.pl?id=1321576775
Segnalato da: Studio Esseci
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Lucca, Pavillon
NORA SCHULTZ
Figurazione-Substituzione. Tramite essenziali installazioni post-minimaliste l'artista riattiva una serie di informazioni riguardanti l'emigrazione lucchese tra Sette e Novecento. La mostra inaugura l'attivita' del nuovo no-profit per l'arte contemporanea. Fino al 20/1/2012
http://undo.net/cgi-bin/press.pl?id=1321614874
Segnalato da: Paolo Antognoli
in breve a LUCCA
FOTOGRAFI PER UN GIORNO - Fondazione Banca del Monte Mostra fotografica in collaborazione con Insieme per i Bambini Onlus
http://undo.net/cgi-bin/press.pl?id=1321640633
undo
09:13 Scritto da: minobezzi1 in arte antica e moderna | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
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12/11/2011
Lucca: La pietra del Carso

18:04 Scritto da: minobezzi1 in arte antica e moderna | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
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11/11/2011
Firenze: Sette mostre
Firenze, 11:11:11: Chronos il Tempo nell'Arte info...
[da venerdi - gran caffe' giubbe rosse]
Firenze, Hisayuki Toriya - Dreamers info...
[da venerdi - luzart gallery]
Firenze, Vinicio Berti - Guardare in alto info...
[da venerdi - frittelli arte contemporanea]
Firenze, Maria Fischbacher Jaehner - Botschaften. Messaggi info...
[da sabato - immaginaria arti visive gallery]
Firenze, João Maria Gusmão / Pedro Paiva - Non c'è più niente da raccontare perché questo è piccolo, come ogni fecondazione info...
[da sabato - museo marino marini - palazzo del tau]
Firenze, L'Italia chiamò info...
[da sabato - galleria degli uffizi]
Firenze, Marco Rigacci - Coincidenze info...
[da sabato - circolo rigacci]
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08:19 Scritto da: minobezzi1 in arte antica e moderna | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
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10/11/2011
Monsummano Terme (PT): Domeniche ai musei

17:41 Scritto da: minobezzi1 in arte antica e moderna | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
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09/11/2011
Firenze: Tre mostre
Firenze, Angela Sabatino - Il Corpo Umano info...
[palazzo bastogi]
Firenze, Garibaldi fu ferito. Il medico Ferdinando Zannetti (1801-1881): patria, civiltà, scienza info...
[palazzo medici riccardi]
Firenze, Le passioni di Vittorio Emanuele II info...
[villa la petraia]
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09:42 Scritto da: minobezzi1 in arte antica e moderna | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
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