13/05/2011

Livorno: L'eredità di Fattori e Puccini

Livorno - dal 14 maggio al 3 luglio 2011
L’eredità di Fattori e Puccini. Il Gruppo Labronico tra le due guerre

P. Nomellini, La famiglia, 1930 ca
 
GRANAI DI VILLA MIMBELLI
Piazza Sant'Jacopo In Acquaviva 65 (57127)
+39 0586808001 , +39 0586806118 (fax)
museofattori@comune.livorno.it
 
 
 
 

Dalle “Grandi manovre” del Fattori del 1897 a “L’uomo sulla luna” (1969) del Peruzzi. Nell’ampia rassegna espositiva ( in mostra 213 opere) la scuola figurativa livornese
orario: dal giovedì alla domenica in orario 10/13 e 16/19; aperta anche il 2 giugno.
(possono variare, verificare sempre via telefono)
 
biglietti: 4€ (intero) e 2.50 € (ridotto). Possibilità di visitare il Museo “G.Fattori” con biglietto ridotto a € 2.50.
vernissage: 14 maggio 2011. ore 17.30
catalogo: in galleria.
autori: Mario Borgiotti, Vitaliano De Angelis, Voltolino Fontani, Giovanni March, Renato Natali, Plinio Nomellini, Osvaldo Peruzzi, Gino Romiti
note: promossa dal Comune di Livorno, dalla Fondazione Cassa di Risparmi di Livorno e dal Gruppo Labronico con il patrocinio della Regione Toscana, della Provincia di Livorno, dell’Accademia Navale di Livorno con il contributo della Camera di Commercio e dell’Associazione “Amici dei Musei e dei Monumenti Livornesi”.

genere: arte moderna e contemporanea, collettiva

exibart

 
 
 

 

 

Firenze: Cinque mostre

Firenze, Artigianato e Palazzo 2011 info...
  [da venerdi - giardino corsini]
Firenze, Licia Stanghellini Calamai info...
  [da venerdi - galleria pananti - saletta espositiva]

Firenze, Fabrizio Pluderi - Pittura senza limiti info...
  [da sabato - galleria benvenuti]

Firenze, RiartEco 2011. il riconoscimento al rifiuto, arte del riciclo e design ecologici info...
  [da sabato - biblioteca delle oblate]

Firenze, Sei artisti in personale info...
  [da sabato - firenze arte]

exibart

12/05/2011

Carrara: Scoprire il Museo del Marmo




Scrive l'estensore di ottopassi:
Almeno una volta l'anno mi capita di visitare il Museo del Marmo di Carrara e sempre mi chiedo quanti tra i miei concittadini, soprattutto adulti, lo conoscono e quanti almeno una volta l'hanno visitato...

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Firenze: Ottone Rosai

Firenze - dal 12 maggio al 21 giugno 2011
Ottone Rosai e San Salvi


PALAZZO MEDICI RICCARDI
Via Camillo Benso Conte Di Cavour 3 (50129)
+39 0552760340
www.palazzo-medici.it
 

46 opere inedite dove l’artista fiorentino ritrae pazienti e medici dell’ospedale psichiatrico
orario: ore 10-13 e 16-19. Chiuso il mercoledì
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: Biglietto Intero 7 € - Ridotto € 4
vernissage: 12 maggio 2011. ore 17.30
catalogo: in galleria.
curatori: Stefano de Rosa
autori: Ottone Rosai
genere: arte contemporanea, personale, disegno e grafica
email: mv.galeazzi@florencemultimedia.it

web: www.provincia.fi.it

exibart

 

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10/05/2011

Prato: Aste da Farsettiarte

carlo-carra-farsetti-w.gif Due cataloghi con oltre settecento opere, tra incisioni, disegni, dipinti e sculture, che vedono protagonisti, come da tradizione, i nomi principali dell’arte italiana e internazionale del Novecento, tra cui è sufficiente citare Pablo Picasso, Joan Mirò, Andy Warhol, Hans Hartung, Man Ray, Jean Dubuffet, Giorgio de Chirico, Filippo de Pisis, Carlo Carrà, Mario Sironi, Ottone Rosai, Mario Schifano, Lucio Fontana, Alberto Burri. Giacomo Balla

Tra i lotti di maggior importanza artistica e storica segnaliamo una tempera di Giacomo Balla, Linee forza del pugno di Boccioni, 1925 ca., stimata 240.000/300.000 Euro.

Come è noto Balla lavorò a lungo per una scultura dedicata all’amico, scomparso prematuramente nel 1916. I disegni preparatori studiavano varie soluzioni, per rendere al meglio l’energia ed il vigore del gesto dell’artista, raffigurato mentre sferrava un violento pugno ad un nemico invisibile. I suoi studi, di cui questo è un ottimo esempio, furono molto importanti nella definizione dello stile e dell’iconografia della sua produzione nei decenni successivi.

Altrettanto significativa l’opera di Carlo Carrà, Ritmi di linee, eseguita nel 1912 (olio su tela, cm 60×50, stima: 250.000/350.000 Euro), ottimo esempio della poetica e dello stile del Futurismo.

morandi-da-farsetti.gif

Parallelamente alla mostra di 50 dipinti di Giorgio Morandi dal 1919 al 2011, aperta fino al 31 maggio, presso la Galleria Frediano Farsetti di Firenze, viene qui proposta una Natura morta del 1960 (olio su tela, cm 25×30), un ottimo esempio delle atmosfere silenziose e rarefatte che hanno reso celebre in tutto il mondo l’arte del pittore bolognese.

Arte figurativa tra le due guerre

felice-casorati-da-farsetti.gif

Il catalogo dedica una particolare attenzione alle opere figurative eseguite tra le due guerre mondiali, come ad esempio un olio di Carlo Carrà, Costruzioni sulla spiaggia (1932, stima: 90.000/130.000 Euro) e un olio di Felice Casorati Nudo sdraiato nello studio (Ragazza), del 1934 (olio su tavola, cm 45,3×65,2, stima: 150.000/200.000 Euro).

Arte contemporanea italiana e straniera

Per quanto concerne l’arte contemporanea si segnalano un’estroflessione di Agostino Bonalumi, Azzurro, del 1997, stimata 48.000/58.000 Euro, Muri di cemento n. 115, di Giuseppe Uncini (2003, cemento e ferro, cm 169,5×114, stima: 48.000/58.000 euro) e un dipinto di Tancredi del 1954, Senza titolo (tecnica mista su faesite, cm 92×125, stima: € 130.000/160.000 Euro).

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Tra le opere eseguite dagli artisti stranieri, Jim Dine,  Tom Wesselmann, Sebastian Matta, Andy Warhol

Arte Contemporanea, Asta: venerdì 27 maggio, ore 16.00 e 21.00

Arte Moderna Asta: sabato 28 maggio, ore 16.00

Esposizione:

A MILANO: dal 12 al 18 maggio - Orario: 10.00 - 19.00 (festivi compresi)

A PRATO: dal 20 al 27 maggio - Orario: 10.00 - 19.00 (festivi compresi)

www.farsettiarte.it - info@farsettiarte.it;

Prato, Viale della Repubblica (Area Museo Pecci) - Tel. 0574/572400 - fax 0574/574132

Milano, Portichetto di Via Manzoni (angolo Via Spiga 52) - Tel. 02/76013228 - Fax 02/76012706

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Arezzo: I 150 anni d'Italia visti dalla Fiera Antiquaria

L'Unità d’Italia raccontata dalla città di Arezzo e dagli aretini attraverso le immagini, gli oggetti, la stampa, i protagonisti dell’epoca

L’associazione Fiera Antiquaria rende omaggio ai 150 anni dell’Unità d’Italia e lo fa con un ricco calendario di iniziative che provano a raccontare i nostri 150 anni, quelli vissuti dalla città di Arezzo e dalle persone che hanno attraversato questi anni.
Quindi, non solo la storia con la S maiuscola, quella dei ‘grandi’ protagonisti, ma anche quella più semplice, ordinaria - ma non per questo meno significativa - della gente comune che ha vissuto in quegli anni, che ha visto con i propri occhi i personaggi che hanno cambiato i destini d’Italia.
I nostri 150 anni, allora, per raccontare cosa è accaduto, per ricordare come si viveva allora, come si comunicava, perfino cosa si mangiava…: insomma, i nostri 150 anni per non perdere la memoria della nostra identità, della nostra storia.
Assolutamente in linea coerente con quanto l’associazione Fiera Antiquaria propone ai suoi visitatori: preservare la memoria del passato attraverso la storia degli oggetti, delle opere che gli espositori, puntualmente, offrono al mercato ogni mese.    

Questo il calendario delle iniziative.
Dal 2 aprile fino al prossimo 31 dicembre, il Museo dei Mezzi di Comunicazione ospita due interessanti mostre dedicate a I mezzi di comunicazione al tempo dell’Unità d’Italia e La fotografia al tempo dell’Unità d’Italia, in collaborazione con il Foto Club La Chimera: due percorsi interessanti per conoscere aspetti, in parte inediti, della comunicazione negli anni Sessanta del XIX secolo.


La Fiera Antiquaria, già nell’edizione appena trascorsa (30 aprile – 1 maggio) ha chiesto agli espositori di proporre un loro personale omaggio all’Unità d’Italia presentando oggetti d’epoca, cimeli, bandiere, dipinti… tutto ciò che potesse ricordare quell’epoca. La risposta è stata, al solito, di grande partecipazione da parte degli espositori che hanno addirittura portato – solo per mostra - oggetti personali legati a ricordi familiari.

Un’altra proposta della passata edizione della  Fiera, curata dal Dopolavoro Ferroviario di Arezzo, ha avuto per oggetto un viaggio da Arezzo a Stia (e viceversa) con il Treno dei Sapori per ‘assaporare’ storia, gastronomia e natura e, per l’occasione, realizzato con un autentico treno a vapore. Titolo dell’iniziativa, non a caso, Un treno a vapore lungo 150 anni.

Come era Arezzo negli anni dell’Unità d’Italia? Come si presentava Arezzo centocinquanta anni fa agli occhi del fotografo di allora?
L’Arezzo del 1861 viene presentata dal Foto Club La Chimera con oltre cento foto, quasi tutte inedite, in un suggestivo percorso che parte dalla stazione e si snoda per le vie del centro, in quelle stesse strade ove mensilmente si svolge la Fiera Antiquaria.
Arezzo entra in Italia (1861 – 1900), questo il titolo della mostra fotografica ospitata dal 12 maggio al 5 giugno presso la Galleria dell’Archivio di Stato (corso Italia, 6), un susseguirsi di foto – debitamente articolate – in cui la macchina fotografica ‘racconta’ quaranta anni della nostra storia cittadina assieme alle trasformazioni che hanno accompagnato quei quattro decenni di fine Ottocento.    

Il 15 maggio, alle ore 18, l’associazione Archeosofica presenta Suggestioni Dantesche, una lettura teatrale liberamente ispirata all’Inferno della Divina Commedia a cura di Miriam Parricchi, con la regia di Alessandro Boncompagni.
Un omaggio doveroso al ‘padre’ della lingua italiana, il primo ad aver utilizzato in un poema la lingua italiana, che  verrà proposto nella ex chiesa della Madonna del Prato (via Oberdan).

Al termine dello spettacolo (ancora nella suggestiva cornice della ex chiesa), l’Osteria Brancaleone ‘metterà in scena’ una cena risorgimentale in cui gli avvenimenti e gli episodi del Risorgimento si intrecciano alle passioni culinarie di grandi personaggi come Mazzini, Cavour, Garibaldi, senza dimenticare papa Pio IX e l’ultimo re dei Borbone, Francesco II. Per ricordare che l’Unità nazionale, che ha riunito il Paese, ha dato anche avvio ad una cucina nazionale.

Dal 1 giugno al 2 ottobre si aprono le porte della Casa Museo Ivan Bruschi (corso Italia, 14) per ospitare un’esposizione dedicata ai ‘personaggi, ai cimeli e alla circolazione monetaria per raccontare curiosità e vita quotidiana dell’Unità italiana’, ovvero Quelli che fecero l’Italia.
La mostra, in collaborazione con la Fondazione Ivan Bruschi, prova a raccontare l’epoca dell’Unità d’Italia suggerendo atmosfere, ambientazioni legate a quegli anni attraverso gi oggetti appartenuti ai grandi Protagonisti ma anche ricordando come le persone ordinarie dell’epoca vollero sottolineare la loro gratitudine per l’Unità d’Italia.
E i prestatori per questa mostra sono di assoluta eccellenza: S.A.R. Amedeo di Savoia, duca d’Aosta che, per l’occasione, propone cimeli di famiglia, come la sciabola da battaglia appartenuta a Vittorio Emanuele II, e gelosamente custodita nel caveau di un istituto di credito piemontese; Paolo Mercati, collezionista di cimeli garibaldini – uno dei più importanti d’Italia e forse d’Europa – che presta un numero variegato ed eterogeneo di cimeli appartenuti allo stesso Garibaldi ed oggetti di vario uso realizzato all’epoca per sottolineare le gesta dell’Eroe dei Due Mondi.
Anche l’Arma dei Carabinieri – già primo corpo dell’esercito elevato al rango di Arma proprio nel 1861 - grazie al Comando provinciale di Arezzo, partecipa all’esposizione con prestiti significativi provenienti dal Museo Storico dell’Arma, così come altri prestatori privati.

Con il patrocinio dell’Ordine dei Giornalisti della Toscana e dell’Associazione Stampa Toscana, il museo della Comunicazione (via Ricasoli, 22) ospita un originale omaggio al 17 marzo 1861, giorno della proclamazione dell’Unità d’Italia, ovvero Il 17 marzo in prima pagina. Come i giornali dell’epoca raccontarono l’Unità d’Italia.

Dal 1 giugno al 2 ottobre in mostra una rassegna stampa decisamente particolare!

Anche nell’edizione di giugno della Fiera Antiquaria (sabato 4 e domenica 5) – edizione in cui la Fiera festeggia 43 anni della sua storia! – prosegue l’omaggio degli espositori alle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia. Accomunati dalle bandiere tricolori, i banchi – ognuno nel proprio genere – propongono cimeli, libri, stampe, oggetti d’uso comune, bandiere… in una personale esposizione per sottolineare questa data così significativa per la nostra storia comune.   

La Croce Rossa, nata nel 1864, grazie alla sensibilità di Jean Henry Dunant che il 24 giugno 1859 incrociò l’orrore dei morti accatastati e le sofferenze dei feriti gementi sul campo di battaglia di Solferino, nella Seconda Guerra d’Indipendenza, è presente in questo omaggio all’Unità d’Italia con il Comitato Provinciale di Arezzo e, in occasione dell’edizione della Fiera Antiquaria di giugno, presenta alcuni mezzi di soccorso risalenti alla fine dell’Ottocento (via Guido Monaco).       

Conclude il ricco calendario di iniziative La nostra storia in musica, un concerto proposto dal coro ed orchestra della scuola media di primo grado Andrea Cesalpino di Arezzo – sezioni musicali.
I giovani studenti, coordinati e diretti dal M° Volfango Dami, sabato 4 giugno alle ore 19 proporranno le musiche e le arie più celebri legate alla nostra storia: un excursus musicale che parte dall’Inno di Garibaldi, passando da Va pensiero di Giuseppe Verdi ed arriva a Bella ciao.

“Siamo molto orgogliosi di offrire alla città di Arezzo questo ricco programma – sottolinea il presidente dell’associazione Fiera Antiquaria, Paolo Nicchi – e lo siamo ancor più considerando che  queste iniziative sono il frutto di un’azione corale’ che ha coinvolto varie realtà cittadine. Un ringraziamento non scontato, assolutamente sentito, a tutti coloro – privati, associazioni, istituzioni, primo fra tutti il Comune di Arezzo, e in particolare l’assessore alle attività produttive Alessandro Giustini – che, a vario titolo, hanno partecipato alla composizione di questo programma che, siamo certi, rimarrà a lungo nella memoria degli aretini e di tutti coloro che nei prossimi mesi verranno nella nostra città”.  
arezzoweb

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08/05/2011

Livorno: Villa Mimbelli

LIVORNO. A Villa Mimbelli la consegna di un dipinto di Benvenuto Benvenuti

B. Benvenuti, Maternità

 

“Maternità, o Ritratto di Vion Benvenuti con il figlio Vittore", è il dipinto che il dott. Ettore Benvenuti, figlio del pittore Benvenuto ha deciso di donare ufficialmente al Comune di Livorno, per essere esposto nelle sale del Museo G. Fattori. La cerimonia di consegna avverrà venerdì 15 aprile alle 11.00, presso la Sala degli Specchi di Villa Mimbelli.
Il quadro fu presentato alla mostra antologica dedicata all’artista livornese che il Comune realizzò a Villa Mimbelli nel periodo tra ottobre 2001 e gennaio 2002 con i contributi della Cassa di Risparmi e della Fondazione Cassa di Risparmi di Livorno.
Realizzata nel 1923, dopo la nascita del primo figlio, l’opera ritrae la moglie del pittore, Vion, con in braccio Vittore, il fratello maggiore di Ettore.
Tipico esempio di arte divisionista, una tecnica che Benvenuti sperimenta sin dagli inizi del secolo, questo dipinto costituisce uno dei rari esempi di ritrattistica su cui si è cimentato l’artista, conosciuto prevalentemente per i suoi paesaggi dalle atmosfere rarefatte e simboliste di richiamo böckliniano.
Il museo possiede altri due dipinti del pittore: una "Torre di Calafuria" del  1920 e "Villa al Mare" del 1911, di gusto secessionista, che appartiene al periodo in cui Benvenuti si dedicò al design ed  all’arte decorativa. I quadri sono stati donati al Comune di Livorno rispettivamente da Giuseppina Bianchi Mazzini nel 1978 e dagli eredi Bardi nel 1976.
Oltre ai quadri di Benvenuti, il divisionismo italiano è presente al Museo Fattori con Vittore Grubicy de Dragon, mecenate e amico fraterno di Benvenuti, grande interprete e sostenitore teorico e critico del divisionismo. Il percorso museali dedicato al divisionismo si completa con un’opera di Gaetano Previati ed una sala dedicata a Plinio Nomellini.

ognisette

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29/04/2011

Firenze: Nove mostre

Firenze, ART - Mostra Internazionale dell'Artigianato 2011 info...
  [da sabato - fortezza da basso]
Firenze, Atzori | Pistelli | Ravallo - Tre Artisti in Personale info...
  [da sabato - firenze arte]

Firenze, Derive Urbane - Firenze DUO11 info...
  [da sabato - circolo a.s. aurora]

Firenze, Dove è la città? Where is the city? info...
  [da sabato - sun - studio 74 rosso]

Firenze, Fiorella Ilario - Mademoiselle Babà info...
  [da sabato - lyceum]

Firenze, Johanna Grawunder - Primum Non Nocere info...
  [da sabato - antonellavillanova]

Firenze, Numen/For Use - Tape Florence info...
  [da sabato - palazzo strozzi]

Firenze, Paolo Grassino - Dio non è in me info...
  [da sabato - galleria alessandro bagnai ]

Firenze, Pompeo Forgione - Traversate info...
  [da sabato - palazzo borghese]

exibart

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18/04/2011

Livorno: L'Italia del Grand-Tour

La fondazione Trossi Uberti propone per mercoledì prossimo, 20 aprile, un viaggio alla scoperta dell’Italia del Gran tour, mettendone a fuoco i protagonisti, i luoghi ed i prodotti artistici più significativi. L’appuntamento è presso la sede della fondazione in via Ravizza ad Ardenza Mare nella zona sud di Livorno.

Martina Nastasi, specializzata in Storia dell’arte presso l’università di Pisa e collaboratrice del Laboratorio di arti visive della Scuola normale, terrà infatti una conferenza  dal titolo “La veduta e l’Italia del Grand tour” inserita nel calendario di appuntamenti dal titolo “Quaranta storie dell’arte”. Fin dal Medioevo le strade della penisola italiana sono state battute da folle di viaggiatori: artisti in cerca di fortuna, mercanti carichi di merci talvolta preziose, pellegrini spinti verso Roma e il cuore pulsante del Cattolicesimo, molti generi di persone mosse da bisogni concreti. Sul finire del Sedicesimo secolo iniziò a diffondersi l’idea e la pratica del viaggio finalizzato alla scoperta delle bellezze artistiche delle città italiane, di quei luoghi in cui l’arte antica e moderna coesistevano armonicamente, fino a diventare una pratica à la page, un passo fondamentale, nella formazione di ogni giovane aristocratico od aspirante artista.

Fra il Diciassettesimo e il Diciottesimo secolo, quella italiana rappresentò la tappa fondamentale del Grand tour: Venezia, Bologna, Firenze, Roma, Napoli, nella loro varietà rappresentavano un vero “museo generale, deposito di tutti gli oggetti che servono allo studio delle arti”, come scrisse nel 1796 Quatremère de Quincy. Attorno alla pratica del viaggio in Italia esisteva un brulicante fermento artistico, fatto di scambi culturali, commissioni, diffusione di generi particolari, come la veduta, affidati anche a tecniche e supporti meno pregiati della pittura su tela ma più maneggevoli ed economici come il disegno, l’acquerello o l’incisione. La Nastasi, specializzata in Storia dell’arte presso l’università di Pisa, dove attualmente sta conseguendo anche il dottorato di ricerca, ha svolto studi incentrati sulle arti grafiche. Collabora con la fondazione Memofonte di Firenze, che si occupa di elaborazione informatica delle fonti storico-artistiche, e con il laboratorio di Arti Visive della Scuola Normale di Pisa.

costaovest

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Castagno d'Andrea (FI): I Macchiaioli

La macchia tornerà protagonista dell’estate di Castagno d’Andrea. Dopo il clamoroso successo di visitatori e di critica dell’esposizione dedicata ai macchiaioli del 2010, il Comune di San Godenzo torna a proporre un consistente numero di importantissime opere di pittura realizzata con questo apprezzato stile.

“Con la mostra di quest'anno si completa l'esposizione al pubblico di una tra le più interessanti e rigorose collezioni private di pittura tra ottocento e novecento, spiega il curatore, Giuseppe Figna. Una raccolta andata dispersa dopo la morte del proprietario e che è riuscito a riunire mostrando, nello splendido allestimento fornito dalla Firenze Laboratori Opera, un corpus di opere di alta qualità pittorica, con punte di assoluta eccellenza, che rivelano le straordinarie doti degli artisti e la squisita sensibilità ed il gusto del collezionista.”

L'esposizione di quest'anno, porterà ai piedi del Falterona un nutrito gruppo di opere di allievi, più o meno diretti, di Fattori, Lega, Signorini, che, pur nel rinnovamento, con il rispetto delle origini e la tipicità degli insegnamenti ricevuti, consente di seguire l'evoluzione di questo movimento verso la moderna pittura europea.

Opere di assoluto valore che, in molti casi, rappresentano i vertici raggiunti dai loro autori: splendidi, in particolare, i dipinti di Francesco e Luigi Gioli, Angiolo, Ludovico ed Adolfo Tommasi, Ulvi Liegi, Llewelyn Lloyd, Oscar Ghiglia. Interessantissime e finissime le piccole tavolette di Vinea, Andreotti, Sorbi. Mirabile il disegno di Filadelfo Simi studio preparatorio per il quadro “Un mazzo di fiori” attualmente esposto al Castle Museum di Nottingham.

E poi i rari acquerelli del Cecchi o un bell'esempio della pittura divisionista di Benvenuto Benvenuti. E tratti importanti della scuola labronica con importanti opere di Bartolena, Puccini, Gambogi e Natali.

Questo per citare solo alcuni dei 30 artisti, con 65 opere, che vengono presentati nella grande sala del Circolo Rainetti in località Il Castagno d'Andrea.

Arricchisce la mostra una interessante e ricca selezione di oggetti, fotografie e documenti che aiutano ad inquadrare il periodo storico in esame.

“Dopo il grande successo di vendite del 2010, riprende Figna, vengono offerte, ad un prezzo scontato per i visitatori, le ultime copie rimaste del catalogo, unico per il biennio. L'opera, assai curata anche dal punto di vista grafico, lascia al memoriale del collezionista, un viaggio senza tempo tra realtà e fantasia, il compito di sostituire sia la biografia degli artisti con precisi riferimenti ai fatti principali della loro vita e curiosi aneddoti, sia le schede poiché già analizza tutte le opere.”

Inoltre la manifestazione si legherà con l’”Estate Musicale”, che poterà nell’attigua chiesa, che ospita il Crocifisso di Pietro Annigoni, alcuni dei maggiori nomi della classica mondiale.

Motivo in più, insieme alla bellezza del paesaggio, la qualità dell’aria, ad una eccellente enogastronomia, per scegliere di vivere una giornata, nel nome dell’arte a Castagno d’Andrea.

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Firenze: Artigiani in famiglia

Alla 75esima edizione di ART – Mostra Internazionale dell'Artigianato, torna per i giovanissimi l'appuntamento con fantasia e saper fare.

Dopo il successo della passata edizione Museo Horne in collaborazione con OmA, Osservatorio dei Mestieri d'Arte presenta ARTIGIANI IN FAMIGLIA, giornata di laboratori gratuiti per bambini che desiderano sperimentare la manualità. Il focus di questa edizione è sulla  lavorazione dei metalli attraverso la tecnica dello sbalzo.  Un'ora e mezza di attività all'insegna del gioco e dell'apprendimento da condividere con i genitori liberi di affiancare i piccoli nell'avventura creativa o, firmando un'apposita liberatoria, dedicarsi in autonomia alla visita della Mostra dell'Artigianato.

L'ingresso ai laboratori è gratuito e solo su prenotazione

L'ingresso alla mostra ART è gratuito per genitore e bambino se iscritti al laboratorio
e ridotto a € 4.00 per altri due membri della famiglia

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16/04/2011

Pontassieve (FI); Giorgio Rossi

Nel segno della Sieve. 'L'avventura artistica di Giorgio Rossi. Nato a San Piero a Sieve nel 1892, Giorgio Rossi ha avuto una formazione silenziosa e appartata, come il suo carattere gli imponeva.

All'Accademia di Belle Arti di Firenze, fu allievo di Antonio Bortone, dal quale apprese una concezione severa della professione artistica. Assorbi' le influenze stilistiche del suo tempo, dall'attrazione per la classicita' all'interesse per le avanguardie ma le sue scelte andarono verso le zone di confine, dove le ragioni del gusto e le esigenze del buon senso si toccano.'(Stefano De Rosa)

Inaugurazione ore 17, ingresso libero.

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13/04/2011

Montecatini Terme: Gli Uffizi a Montecatini



“Gli Uffizi a Montecatini” è la straordinaria mostra promossa dal Comune di Montecatini, Assessorato alla Cultura, e dalle Terme di Montecatini S.p.A. in collaborazione con la Galleria degli Uffizi e organizzata da Contemporanea Progetti. Aprirà al pubblico il 16 di aprile la mostra “Santi Poeti Navigatori” curata da Francesca de Luca, Direttore del Dipartimento per l’arte del Cinquecento e Seicento della Galleria degli Uffizi. La rassegna, composta da oltre 70 opere, è una sorprendente galleria di ritratti di personaggi che hanno fatto la storia: Santi, Poeti e Navigatori, come recita il titolo stesso della mostra, ma anche Re e Imperatori, Condottieri e Uomini d’Arme, Papi, Umanisti e Signori. Le opere, ora in collezione agli Uffizi, furono tutte prodotte da Cristofano dell’Altissimo per Cosimo I, quale completamento del maestoso progetto della Sala del Mappamondo a Palazzo Vecchio.
Realizzate in massima parte fra il 1552 e il 1568, raffigurano uomini, soprattutto, e donne che secondo gli studi del filosofo Paolo Giovio, collezionista a Como di una raccolta di ritratti che fece da prototipo per quella medicea, rappresentavano, per le conoscenze dell’epoca, gli illustri e i potenti della terra. Preziosa testimonianza in mostra della collezione comasca oggi dispersa è il ritratto di Alessandro Achillini di Amico Aspertini, autore di spicco dell’arte del Rinascimento emiliano. Si tratta di una fortunata acquisizione per la Galleria degli Uffizi, pervenuta nel 2010 grazie al generoso e sensibile mecenatismo dall’Associazione degli ‘Amici’. Nella rassegna vive il confronto fra figure tra loro contrapposte come quelle dei papi e dei cardinali con condottieri e conquistatori dell’area mediorientale: il principe Saladino Sultano d’Egitto e Persia, Solimano il Magnifico, Murad II Sultano dell’Impero Ottomano, Maometto II il Conquistatore e il figlio Bajazid II Sultano dell’Impero Ottomano.
Dal contrappunto all’assonanza: nella imponente collezione trovano posto figure indiscusse del sapere e delle arti come Dante, Leonardo, Michelangelo, Niccolò Machiavelli, la marchesa di Pescara e poetessa Vittoria Colonna, celebrata come una delle donne più virtuose del suo tempo e amica di letterati e artisti quali l’Ariosto e Michelangelo. Appaiono, solo per citarne alcuni, fra gli Eroi e conquistatori i protagonisti di imponenti pagine di storia della civiltà come il Vespucci, Cristoforo Colombo, Carlo V Imperatore del Sacro Romano Impero, Francesco I di Francia e Filippo II di Spagna.
La singolarità dei ritratti proposti risiede, inoltre, negli attributi con cui i personaggi sono raffigurati: simboli di rango e di potere, simboli politici e sociali, espressioni ed espressività dei volti che trovano nell’esecuzione pittorica elementi di unicità. E ancora, vesti, ornamenti, armature e copricapi, tracciati da antichissime fonti, sono protagonisti: Dante con la cuffia e il cappuccio, il Saladino e lo stupefacente copricapo a cinque corni che, verosimilmente, rappresentava le cinque parti del suo regno, l’immenso turbante a cipolla del Solimano, il triregno dei papi, massimo ornamento dei regnanti della chiesa. Espressioni viperine, rasserenanti, autorevoli, intense o enigmatiche tracciano ulteriormente i caratteri e la storia dei personaggi.
Ma ciò che stupisce ancora in questa galleria di ritratti è la scoperta della classificazione astrologica dei personaggi appuntata sul retro di buona parte delle tavole. Lo studio, recentemente condotto dalla Dott.ssa Conticelli di cui si presenta un ampio saggio in catalogo, parla di pianeti, segni zodiacali, trigoni, quadrature, congiunzioni e opposizioni. Il nesso fra l’astrologia e gli uomini famosi, che appare già in alcuni cicli medievali, nelle presenti opere indica il legame di un certo personaggio con un determinato pianeta, ad esempio, i sovrani sono contraddistinti dal Sole, segno di regalità, saggezza, autorità, grande fortuna. I papi e i cardinali sono contrassegnati dalla presenza di Giove, che è “ cagione della dignità sacerdotale…della fede…della grandezza d’animo”. I sovrani stranieri, di origine mussulmana, o comunque non cattolica, sono fortemente caratterizzati dalla presenza di Saturno, pianeta malefico secondo la tradizione astrologica. Chiaramente gli uomini d’arme sono qualificati principalmente da Marte, il pianeta della guerra.
Nel caso di Cesare Borgia ed Ezzelino da Romano, conosciuti universalmente come personaggi di malvagità spietata, Marte è congiunto a Saturno e al segno dello Scorpione, e secondo Tolomeo, Saturno con Marte rendeva rapaci, predoni, avidi, atei, assassini, avvelenatori ed empi. La caratterizzazione astrologica degli illustri appare dunque ricca di significati: rappresenta l’uomo quale punto di collegamento fra cielo e terra, un microcosmo in cui si manifestano le forze celesti e quelle terrestri, gli influssi dei pianeti, delle costellazioni e dei luoghi della terra da cui gli illustri dovevano provenire.
La rassegna, realizzata da Contemporanea Progetti, sarà allestita nel Polo espositivo delle Terme Tamerici. Questo storico e singolare sito presenta, nel complesso della sua variegata architettura, un corpus di straordinarie maioliche policrome di Galileo Chini ed è immerso in un fastoso parco ricco di storia. La mostra fa parte di un progetto già consolidato del Comune di Montecatini, Assessorato alla Cultura, e delle Terme di Montecatini che, da alcuni anni, sono impegnati ad offrire ai visitatori della città proposte culturali di respiro nazionale e internazionale.
Montecatini Terme, stazione termale per eccellenza e storia del territorio italiano, possiede un cospicuo e considerevole patrimonio architettonico, l’originaria villa Schmitz, ora Terme Tamerici, sede della mostra, è solo uno dei nove complessi architettonici che rendono la famosa stazione termale una città monumentale. La sua storia millenaria si avvia con l’arrivo del Granduca Leopoldo nel 1776 verso un fastosissimo crescendo dalla Belle Epoque fino a tutto il Novecento, quando il mondo intero si dà appuntamento per le strade della città.
L’importante progetto espositivo vede la proficua collaborazione fra la rinomata cittadina toscana, la Galleria degli Uffizi e il Polo museale fiorentino come si evince dall’affermazione di Antonio Natali, Direttore della Galleria degli Uffizi: “Gran parte del ricco patrimonio conservato agli Uffizi proviene dalle terre d’intorno. Ad esse il museo intende esprimere la sua gratitudine lasciando che un po’ della fama di cui dappertutto gode proficuamente vi si riverberi. Ospitando un’esposizione d’opere che per la loro collocazione non sono in Galleria di facile lettura, la città di Montecatini Terme rinsalda le sue relazioni con gli Uffizi, contribuendo così a concretare l’aspirazione attuale del museo fiorentino ad aprirsi al mondo”; dalla dichiarazione della Soprintendente Cristina Acidini:“Oltre a valorizzare la straordinaria acquisizione del ritratto di Amico Aspertini, pervenuto in Galleria grazie alla lungimirante munificenza degli Amici degli Uffizi, attraverso un inconsueto itinerario per effigi la mostra introduce all’affascinante intreccio di arte, scienza e politica che caratterizza il mecenatismo alla corte di Cosimo I alla metà del Cinquecento”; e dalla testimonianza di Maria Vittoria Rimbotti che sottolinea:“L’Associazione degli Amici degli Uffizi ha promosso con piacere la proposta del Comune di Montecatini di ospitare nella suggestiva sede delle Terme una mostra "scelta" fra quelle che gli Amici e la Direzione della Galleria offrono ogni anno alla città nel periodo natalizio, in cui vengono presentate opere poco note, provenienti dai depositi. Siamo particolarmente orgogliosi del tema di questa esposizione, in cui la serie medicea degli uomini illustri degli Uffizi fa da cornice allo straordinario ritratto di Alessandro Achillini di Amico Aspertini, proveniente dalla collezione di Paolo Giovio, donato dagli ‘Amici’ alla Galleria”.
La realizzazione della mostra si è resa possibile grazie anche al sostegno di: Regione Toscana; Provincia di Pistoia; Comune di Montecatini Terme; Terme di Montecatini S.p.A.; Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia; CMSA; C.C.I.A. Pistoia; Montecatini Congressi.
LA MOSTRA, CONCEPT SCIENTIFICO E ORDINAMENTO ESPOSITIVO

Gli uomini e le donne che hanno fatto la storia. Il desiderio di conoscenza delle personalità del passato e la volontà di fissarne sembianze e peculiarità conducono, nella prima metà del ‘500, il medico e filosofo Paolo Giovio (Como 1483 – Firenze 1552) alla concretizzazione dell’imponente progetto storiografico e dell’ambizioso proposito di compilare le descrizioni degli “imperi e delle genti del mondo conosciuto”. La vocazione di Giovio per la storia e la letteratura antiche diedero vita a notevoli opere letterarie; fra queste, gli Elogia dei letterati e d degli uomini d’arme e dei capi di stato, oltre alle Historiarum sui temporis portate a compimento nella Firenze di Cosimo I. Gli eruditi indirizzi di ricerca, le sue analisi del mondo islamico, le sue biografie dei personaggi protagonisti del suo tempo, i profili celebrativi fra fonti storiche e tradizione orale sfociarono nella galleria di ritratti - nel Musaeum di Borgovico - dove Paolo Giovio coniugò la complementarietà e la forza dell’immagine al fine di favorire il compendio e la memorizzazione delle informazioni su potenti e illustri. Un’intuizione decisamente illuminata. Gli ottimi rapporti fra Giovio e Cosimo I vedono nel 1552 l’accoglienza da parte del Granduca di Toscana dell’invito formulato anni prima dal filosofo ad inviare a Como un “pittorello” per far copiare le verae effigies del suo Musaeum. Fu incaricato il ritrattista Cristofano dell’Altissimo, allievo del Pontormo e del Bronzino, che apporterà nelle copie, in molti casi, un cospicuo miglioramento. Le tavole che pervengono a Firenze sono già parte di un importante progetto di casa Medici, la realizzazione della Sala del Mappamondo a Palazzo Vecchio. Cosimo I, Giorgio Vasari e il cosmografo di corte, Miniato Pitti, fra il 1562 e il 1563 elaborano il programma decorativo della sala che prevede cinquantasette cartografie tolemaiche del mondo conosciuto, quarantotto costellazioni, l’orologio con i pianeti di Lorenzo della Volpaia costruito per Lorenzo il Magnifico, i globi mobili terrestre e celeste, i busti marmorei di Imperatori e dei regnanti delle terre rappresentate nelle carte e i ritratti degli uomini illustri che Cosimo fece riprendere da Cristofano dell’Altissimo dal Musaeum di Giovio. L’ambizioso progetto della Sala, scientifico, letterario ed artistico insieme – a dimostrazione del carattere universale degli interessi culturali di Cosimo - fu solo parzialmente realizzato. La rassegna allestita a Montecatini è composta da una stringente e significativa selezione dei ritratti che il Dell’Altissimo realizzò da Como per Firenze fra il 1552 e il 1568 circa e descritti dal Vasari sulla parete sud della sala del Mappamondo nel 1568. Ulteriori opere provenienti dal Museo del Bargello e dal Museo Civico di Como ne arricchiscono i contenuti storico-scientifici.


La mostra è divisa in 4 sezioni, la prima parte “Introduzione alla fortuna del tema degli uomini illustri a Firenze” propone un video della ricostruzione virtuale degli affreschi di Andrea del Castagno con uno dei più noti cicli del Rinascimento con uomini e donne illustri nella collocazione originale, la villa Carducci di Legnaia.
La seconda sezione “Paolo Giovio: il museo di Como e l’attività per i Medici” presenta l’opera fulcro della mostra, il ritratto del filosofo Achillini realizzato da Amico Aspertini per il Musaeum di Paolo Giovio e rimasto del tutto ignoto alla critica e al pubblico fino al 2008, quando fu donato dall’Associazione degli Amici degli Uffizi al Museo fiorentino. In questa sezione, inoltre, il ritratto di Paolo Giovio realizzato da Cristofano dell’Altissimo, i due ritratti del poeta e umanista italiano di origine greca Michele Marullo Tarcaniota, derivati dal Botticelli: quello di Ridolfo del Ghirlandaio della collezione gioviana oggi al Museo Civico di Como e la copia di Cristofano dell’Altissimo della serie medicea. Nella sezione “Paolo Giovio e i Medici” sfilano i ritrattini miniati su stagno dal Bronzino, preziosi come gioielli: il pontefice Leone X, il Cardinale Ippolito de’ Medici, papa Clemente VII, Alessandro de’ Medici, e lo stesso Cosimo I.
Nella terza sezione, “Cosimo I e la collezione dei ritratti di Cristofano dell’Altissimo per la sala del mappamondo in Palazzo Vecchio” la collaborazione con l’Istituto e Museo di Storia della Scienza di Firenze ha permesso di illustrare la ricostruzione virtuale della sala secondo il primitivo programma. Qui, come descritti dal Vasari, si potranno ammirare i ritratti di Dell’Altissimo suddivisi fra “Imperatori de’ Turchi e altri Eroi” fra i quali spiccano Artaserse, Solimano detto Il Magnifico, il Tamerlano, il principe Saladino, Maometto II e Alchitrof Imperatore d’Etiopia con la sua ricchissima corona di piume colorate; gli “Uomini Eroi” Cristoforo Colombo e il fiorentino Amerigo Vespucci, Leonardo da Vinci, Machiavelli, Michelangelo e il feroce Cesare Borgia detto il Valentino. Mentre, il Malatesta, Neri Capponi, l’Imperatore Atana de Dinghel, Magellano sono fra gli “Eroi”.
La quarta sezione, a chiusura della rassegna, rende conto della serie di ritratti, ulteriormente accresciuta nel primo Corridoio della Galleria degli Uffizi, secondo le indicazioni di Filippo Pigafetta nel 1597. Le tavole esposte, dette anche “gioviane” del Musaeum di Paolo Giovio, tutte realizzate da Cristofano dell’Altissimo, sono 30, raggruppate in serie di 5 e per categorie: Re e Imperatori, Condottieri e Uomini d’Arme, Papi, Umanisti, Signori. Un compendio di notevole interesse che vede il susseguirsi di personaggi quali: Dante Alighieri, nel bellissimo ritratto opera-immagine della mostra, Caterina dè Medici, l’imperatore Carlo V, Filippo II re di Spagna, Francesco I di Francia e Giovanni dalle Bande Nere; i pontefici Alessandro VI, Martino V, Giulio II, Niccolò V e Pio II. E ancora, fra i poeti e gli umanisti: Pico della Mirandola, Pietro Aretino, Ludovico Ariosto; fra i signori, Gian Galeazzo Sforza Visconti Signore di Milano, Alfonso II d’Este Duca di Ferrara, Ferrante Gonzaga.
SANTI POETI NAVIGATORI Gli Uffizi a Montecatini Terme
a cura di Francesca de Luca
SCHEDA TECNICA
INAUGURAZIONE: 15 aprile 2011
CONFERENZA STAMPA: 15 aprile 2011
APERTURA AL PUBBLICO: 16 aprile 2011
CURATORE: Francesca De Luca
ORGANIZZAZIONE: Contemporanea Progetti

SEDE ESPOSITIVA:
Polo Espositivo Terme Tamerici
Indirizzo: Viale Tamerici 69, Montecatini Terme 51015
web: www.santipoetinavigatori.it
Orario di apertura: 10-19, Lunedì chiuso
ALLESTIMENTI: Contemporanea Progetti
CATALOGO: Polistampa

montecatiniweb

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11/04/2011

Firenze; La Galleria Frascione a Milano

Anche quest'anno la Galleria Frascione di Firenze sarà presente alla mostra antiquaria Collezioni d'Arte, che si terrà dal 13 al 17 aprile al Palazzo della Permanente di Milano. In mostra una ampia collezione di opere che vanno dai Primitivi come lo Scheggia fino al Novecento, con artisti quali Giacomo Balla e Felice Carena.
Tra le opere di arte antica segnaliamo la tempera su tavola di Angelo Puccinelli, Madonna con Bambino, pittore lucchese di formazione senese attivo fra il 1365 e il 1407. Andrea De Marchi, nella sua pubblicazione all'interno del catalogo della mostra Sumptuosa tabula picta. Pittori a Lucca tra Gotico e Rinascimento del 1998, ha collocato questo dipinto agli esordi della carriera figurativa del maestro, entro gli anni ottanta; un fondo oro de lo Scheggia raffigurante una Madonna con Bambino e Santi, opera realizzata in giovinezza quando il pittore lavorava in stretta collaborazione col fratello Masaccio; alcuni maestri del vedutismo veneziano tra cui una Veduta nell'arco di Settimio Severo e della chiesa dei SS. Luca e Martina di Bernando Canal, opera realizzata su disegno del figlio Antonio Canal detto il Canaletto; Capriccio con rovine dinnanzi alla laguna di Francesco Guardi; tra i maestri napoleatani Davide con la testa di Golia di Luca Giordano opera estrema dell'intensa attività di Luca Giordano dove la resa chiaroscurale rende il soggetto drammaticamente umano ed un inedito e caratteristico Ritratto di uomo di Salvator Rosa che va ad arricchire il preziosissimo quanto raro corpus di ritrattista del pittore napoletano.

 

Per il Novecento si potranno ammirare: due opere di Giacomo Balla Serata Nera, una grande tela databile ai primi anni del secolo, dove si può riconoscere un verismo arricchito di punti luminosi. La scena quotidiana diventa un pretesto per sviluppare la continua ricerca sperimentale di Balla sullo stretto rapporto tra luce e realtà, e Notturno ai Parioli una piccola tecnica mista su tavola ed un Nudo di donna del precursore Felice Carena.

 

www.frascionearte.com


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Fiesole (FI): Boeklin, De Chirico, Nunziante

Böcklin, de Chirico, Nunziante. Tre artisti connessi da una linea ideale intessuta di comunanze di temi, espressioni, sensibilità. Un percorso lungo quanto i 130 anni che separano la prima edizione dell'Isola dei morti dai lavori più recenti di Nunziante. Passando per de Chirico, qui assunto come esempio, alto e rarefatto, dell'enorme influenza che l'opera di Arnold Böcklin riverberò su molti importanti artisti del Novecento europeo: da Edvard Munch a René Magritte, da Max Ernst a Salvador Dalí, tra i tanti.

"Isole del pensiero. Böcklin, de Chirico, Nunziante", afferma Giovanni Faccenda che della mostra è il curatore, cade nel centodecimo anniversario della morte di Böcklin, avvenuta in quella stessa Fiesole che oggi ospita la rassegna. Non intendiamo mettere a confronto i tre autori cui la mostra è intitolata, piuttosto documentare una ideale convergenza intellettuale fra i tre protagonisti, lungo una linea di continuità fra modernità e contemporaneità. Una linea, cui è estraneo qualsiasi concetto di "discepolato" e nella quale emergono senz'altro più numerose le differenze delle affinità fra Böcklin, de Chirico e Nunziante. Ciascuno, peraltro, viaggiatore isolato, in epoche diverse, nel misterioso ed intrigante universo della metafisica.»

Di Arnold Böcklin saranno presenti quattro opere: Villa am Meer - Villa sul mare (1892-93), Flötender Pan - Pan che suona lo zufolo (1897), Die Kapelle - La cappella, 1898, e l'ultima, incompiuta, Pan im Kinderreigen - Pan fra i bambini in girotondo, dipinta dal grande svizzero, poco prima di morire, nella sua Villa Bellagio. Sono lavori che richiamano le atmosfere oniriche popolate di architetture classiche, simbolismi, allegorie e quel richiamo ossessivo alla morte che arriva a livelli sublimi nella inarrivabile Isola dei morti, oggi considerato il quadro più famoso al mondo. Un'opera di cui permangono 4 delle 5 versioni dipinte dall'autore (la quarta versione è stata distrutta, si dice, durante un bombardamento nel corso del secondo conflitto mondiale), tutte considerate "inamovibili" dai musei che ne sono i fortunati possessori. L'isola dei morti divenne prestissimo un'opera feticcio. Hitler - che acquisto la terza versione - non se ne separò sino alla morte; Lenin ne volle una copia così come d'Annunzio: tutti contagiati da quella febbre böckliniana che colpì e continua a colpire chi cerca di far propri i segreti di questa isola popolata da tenebrosi cipressi.

Quanto grande sia il debito nei confronti di Böcklin maturato da vari protagonisti del Novecento, lo testimonia, in Italia, soprattutto de Chirico, e non soltanto nei due periodi che sappiamo informati ad un eloquente stile böckliniano. Del primo, tra il 1909 e il 1910, la mostra propone forse il massimo capolavoro, La passeggiata-Il tempio di Apollo a Delfi, del 1910, appunto. Ma anche tutto il periodo romantico, tra l'inizio degli anni Quaranta e la prima metà del decennio successivo, ci mostra un Pictor Optimus ancora evidentemente attratto da Böcklin. Com'è testimoniato in mostra dal Castello di Rapallo (1947-48), Cavaliere con cane (1948), Vita silente con marina (1950), I romani in Britannia (1953).

Decisiva, in quella che si configura ad oggi come la più alta stagione creativa di Nunziante, è la visita che egli fece la scorsa primavera a Villa Bellagio, estrema dimora del pittore svizzero sul crinale tra Fiesole e San Domenico. Senza una simile opportunità, non avremmo mai visto, forse, tante pregevoli pitture: Laggiù dove tutto è possibile, Accadde un mattino, Attesa, Il volo di Pindaro, L'alba vinceva l'ora mattutina. E, naturalmente, le versioni - personalissime - di Prometeo e de La partenza degli Argonauti: «isole del pensiero», anch'esse, sulle rotte di un pittore deciso a salpare alla volta di misteriosi mari, nei quali si era svolto parte dell'itinerario metafisico di Böcklin, prima, e poi di de Chirico.

Isole del pensiero. Böcklin, de Chirico, Nunziante.

Fiesole, Palazzo Comunale, Sala del Basolato, 16 aprile - 19 giugno 2011. Orario: 10 - 19 tutti i giorni. Ingresso: interi 5 euro, ridotti: 3 euro; ingresso cumulativo per tutti i musei di Fiesole: 12 euro. Acquisto biglietti: presso la biglietteria di via Portigiani1, Fiesole.
Catalogo: Electa, a cura di Giovanni Faccenda con interventi di Hans Holenweg e Paolo Parrini.

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Firenze: Tre mostre

Firenze, Quella Donna che ha la veste azurra. La Bella di Tiziano restaurata info...
  [palazzo pitti]

Firenze, Sabrina Cantidipinti Esquerra - Fiabe lunatiche info...
  [zoe]

Firenze, Wolakota: amicizia col popolo Lakota Sioux info...
  [palazzo medici riccardi]

exibart

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08/04/2011

Prato: Il Museo del Tessuto

Famoso in Italia per la sua produzione tessile, il comune di Prato, vicinissimo a Firenze, è il secondo per estensione in Toscana. La vocazione tessile di Prato risale al XII secolo, per questo nel 1975 è stata voluta la creazione del Museo del Tessuto, all’interno dell’Istituto Tecnico Industriale Tessile Tullio Buzzi, come istituzione culturale di recupero della memoria produttiva locale e di supporto alla formazione nel settore della progettazione tessile.

Museo del Tessuto di Prato

Il Museo e l’Ex Cimatoria Campolmi
Dopo una collocazione temporanea nei locali del Palazzo Comunale, nel maggio 2003 il Museo ha trovato la sua collocazione definitiva nei locali restaurati della Ex Cimatoria Campolmi, fabbrica simbolo della vicenda produttiva tessile dell’area.
L’Ex Cimatoria Campolmi è forse il più importante esempio di archeologia industriale della Provincia di Prato; si tratta di un complesso architettonico di grande estensione, collocato all’interno delle mura medievali medievali.
Di questo complesso il Museo del Tessuto occupa l’ala lunga occidentale e quella più piccola a sud, per una superficie complessiva di circa 4000 mq.

La collezione
Il primo nucleo del Museo del Tessuto si è costituito nel 1975 grazie alla donazione di  un corpus di tessuti del XIV-XIX secolo da parte dell’imprenditore collezionista Loriano Bertini.
Attraverso continue donazioni dell’Associazione Ex Allievi dell’Istituto tessile, dell’Associazione Amici del Museo del Tessuto, di enti privati e pubblici nonché di molti privati cittadini della città, le collezioni sono  cresciute fino a raggiungere il patrimonio attuale, che è oggi è di assoluto rilievo a livello internazionale. L’arte del tessuto è documentata dall’era paleocristiana fino ai nostri giorni nelle varie tecniche di esecuzione, per un totale di circa seimila reperti.
Le donazioni di molte aziende del distretto tessile e del Consorzio di promozione dell’Unione Industriale Pratese hanno permesso la costituzione di una sezione contemporanea, che dal 1997 ad ogni stagione archivia ed espone al pubblico una selezione di tessuti prodotti nel distretto particolarmente significativi per innovazione tecnologica e gusto estetico.

Il Percorso espositivo

La superficie espositiva del Museo è articolata in cinque grandi aree tematiche.
La visita si apre con il corridoio di familiarizzazione, una sezione concepita per fornire al visitatore gli elementi di base per la comprensione tecnica di tutte le altre sezioni espositive.
Nella stessa area si colloca il laboratorio di restauro tessile, allestito grazie alla donazione dell’Associazione Pratese Amici dei Musei e dei Beni Ambientali in memoria di Giovanna Rucellai Piqué.
Il percorso espositivo prosegue nella sala più antica dell’intero complesso architettonico, dedicata all’esposizione delle collezioni storiche. L’allestimento si completa grazie alla presenza di supporti multimediali, che consistono in video proiezioni di immagini.
Dalla sala delle volte si accede all’antico vano caldaia, all’interno del quale si apprezza il restauro della vecchia caldaia vapore della fabbrica, utilizzata sia per la produzione di energia per il movimento dei macchinari che di vapore acqueo da utilizzarsi nelle fasi di finissaggio dei tessuti.
Il piano primo si apre invece con la visita alla sezione Prato città tessile, dedicata alle tappe più importanti della vicenda produttiva del territorio. L’evoluzione della produzione tessile pratese è presentata attraverso documenti d’archivio, materiali, macchinari tessili che illustrano i prodotti, gli strumenti, i modelli organizzativi dell’industria.
Il percorso prosegue nella Sezione Contemporanea, dove sono esposti quei tessuti che per caratteristiche tecniche, tecnologiche o decorative rappresentano un’assoluta novità nel panorama internazionale.
La sala delle mostre temporanee conclude il percorso. Consiste in uno spazio che viene utilizzato per ospitare eventi espositivi temporanei, convegni ed eventi particolarmente significativi. La sua conformazione, la serie delle alte finestre a volta chiuse dagli originali tiranti in corda, il pavimento in cemento industriale, evocano in modo efficace ed immediato i grandi spazi della fabbrica di una volta.


MUSEO DEL TESSUTO DI PRATO e FONDAZIONE
MUSEO DEL TESSUTO DI PRATO

Via Santa Chiara 24 - 59100 Prato (PO)
Tel. +39 0574 611503
www.museodeltessuto.it
info@museodeltessuto.it

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Firenze: Fiorentini a Parigi

Giovedì 31 marzo, alla presenza del Ministro di Cultura e Comunicazione Frédéric Mitterrand e del ministro del Commercio e dell'Artigianato Frédéric Lefebvre, si è tenuta a Parigi la cerimonia di inaugurazione delle Journées des Métiers d'Art 2011.

Le JMA tra Parigi e Firenze: com' è andata?

I Francesi le sperimentano già da cinque anni. Ma le Journées des Métiers d'Art non hanno ottenuto da subito il successo eclatante di cui si parla oggi. Anzi, all'inizio è stato difficile convincere artigiani e visitatori a entrare nella mentalità dell'evento. Non tutti ne comprendevano l'importanza, non tutti ne coglievano gli intenti, non tutti ne condividevano l'interesse.
Oggi, dopo cinque anni, possiamo dire che le cose sono molto cambiate. 1.370000 i visitatori che dal 1 al 3 aprile hanno bussato alla porta degli atelier francesi per conoscere direttamente dagli artigiani i segreti e le meraviglie delle loro professioni. In un week end piovoso e tutt'altro che primaverile, sono stimati in circa 4/5.000 i visitatori che hanno percorso la sola città di Parigi passando da un atelier all'altro e ben 30.000 quelli che hanno partecipato agli eventi nella regione della Lorena. I numeri sono ancora in corso di verifica, ma il successo della manifestazione appare ormai consolidato.

Non a caso, durante la serata inaugurale del 31 marzo al Trocadero, i ministri Mitterand e Lefebre hanno affermato con forza l'intenzione del governo francese di rendere l'evento un appuntamento annuale. Non solo. Le Journées des Métiers d'Art si celebreranno ogni anno durante la stessa settimana, in modo che i cittadini interessati possano abituarsi a questo impegno e gli artigiani abbiano modo di programmare le loro attività con grande anticipo. Infine, è proprio a partire dal 2012 che l'evento sarà definitivamente esteso a tutta l'Europa. Quest'anno, in via del tutto sperimentale, eravamo stati noi di OmA a ricevere l'incarico di fare un primo tentativo limitato alla città. Com'è andato? Difficile dirsi. Come spesso accade in questi frangenti sono arrivate in redazione testimonianze entusiastiche e testimonianze negative. Da parte degli artigiani che non hanno ricevuto il numero di visite che si aspettavano, ma anche da parte dei visitatori che non in un'unica occasione hanno lamentato di aver visitato artigiani poco disposti a dimostrazioni del loro saper fare, scontrosi e scostanti.
Ovvio che l'atteggiamento svogliato da parte degli artigiani non è certo il miglior biglietto da visita per un visitatore curioso e l'atteggiamento rischia di inficiare gli sforzi anche di coloro che hanno preso l'iniziativa con impegno e buona volontà.

Da parte nostra siamo soddisfatti perché in poco più di due settimane siamo riusciti a mettere insieme una sessantina di artigiani disponibili a mettersi alla prova; perché la pagina del nostro sito dedicata all'evento nei tre giorni intorno alla manifestazione ha registrato un boom di visite (oltre 3000 in tre giorni); perché il nostro ufficio stampa è riuscito a far comunicare l'evento a tutte le maggiori agenzie di stampa; perché tanti sono stati gli attestati di stima per il lavoro fatto.

Un ringraziamento speciale va a: Gherardo e Gabriele Filistrucchi che con il loro consueto entusiasmo hanno comunicato l'evento a tutti i loro contatti e generosamente condiviso la loro visibilità con quella di tutti gli altri partecipanti. A Virginia Lopez, giovane artista con cui da pochissimo siamo entrati in contatto, che tra le prime ci ha inviato la foto della locandina esposta. A Angela Corsani, all'Atelier degli Artigianelli, alla Fondazione di Firenze per l'Artigianato Artistico e tutti quegli artigiani che hanno diffuso la notizia tramite i loro contatti Facebook. A Irma Schwegler della sartoria Old Fashion che leggendo le statistiche del suo sito ha notato un incremento di visitatori dalla Francia e ce lo ha subito comunicato. Alla scuola Le Arti Orafe che si è impegnata per portare visibilità a tutto l'Istituto Pio X degli Artigianelli. Infine un grande ringraziamento a tutti coloro che ci stanno inviando i loro commenti e le loro esperienze che saranno fondamentali nell'organizzazione dell'evento 2012.

... dal 31 marzo al 2 aprile 2012

 

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Livorno: L'Altra Livorno

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05/04/2011

Carrara: Il restauro del Dante di Santa Croce

Immagine articolo - Il sito d'Italia

Erosa dagli agenti atmosferici e annerita dall’inquinamento, tra due mesi la statua di Dante Alighieri in Santa Croce sarà completamente ripulita e restaurata: i lavori, che costano circa 34 mila euro, sono iniziati da pochi giorni e rientrano nel progetto “Il Risorgimento a Firenze - I luoghi della memoria”, finanziato dalla presidenza del Consiglio dei ministri nell’ambito delle celebrazioni per il 150/o anniversario dell’Unità d'Italia. La statua del Sommo Poeta, opera di Enrico Pazzi, si trova sulla scalinata della Basilica, nell’angolo sinistro del sagrato. La collocazione risale al 1971, mentre originariamente il monumento, inaugurato nel 1865 in occasione del sesto centenario della nascita, era stato posto nel centro della piazza. Il nuovo sito fu deciso dopo l’alluvione del 1966 in modo da restituire alla piazza il suo spazio e anche per consentire il gioco del calcio storico.  

La scultura è in marmo bianco di Carrara e fu già oggetto di restauro alla fine degli anni ’60. Dante è in piedi, incoronato d’alloro, mentre sorregge con la mano destra la Divina Commedia e ha vicino un’aquila con le ali semichiuse. Anche il basamento è in marmo bianco. Le operazioni di restauro prevedono tra l’altro una pulitura dei depositi inquinanti aderenti al marmo, la verifica delle stuccature esistenti, il consolidamento del materiale pericolante e l’applicazione di cera microcristallina come protezione finale della superficie.

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04/04/2011

Pracchia (PT): Torna l'Ecomuseo

Con la primavera riapre al pubblico l’Ecomuseo della montagna pistoiese, coordinato dalla Provincia di Pistoia.

Nei fine settimana si potranno visitare il Museo della gente dell’Appennino a Rivoreta, la Ferriera Sabatini di Pracchia, il Museo Diocesano d’arte sacra di Popiglio e sarà anche aperto il punto informativo centrale di Gavinana.

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Firenze: In 3000 per Giorgio Morandi

Serata affollata con oltre 3000 persone all'inaugurazione della mostra di Giorgio Morandi, un artista che mancava da Firenze da oltre  50 anni. Molte le personalità presenti, collezionisti italiani e stranieri ed esponenti del gotha culturale fiorentino, tutti affascinati e sorpresi dalla bellezza e dalla qualità dei dipinti esposti, alcuni finalmente visibili in una mostra. Gli oltre cinquanta dipinti, infatti, sono tutti provenienti da collezioni private, selezionate dall'archivio delle oltre 75.000 opere trattate nell'arco di cinquant'anni dalla Casa d’Aste Farsettiarte.

Alla inaugurazione presente il Sindaco Matteo Renzi che ha dichiarato “Sono molto felice che i Farsetti tornino a Firenze  con una mostra su Giorgio Morandi, con una qualità e quantità di dipinti che ci si aspetterebbe di vedere in un museo.   Questo evento e i successivi in programma nella galleria aiuteranno  Firenze a conoscere sempre di più l'arte del Novecento”.

 

Fino al 31 maggio si potranno ammirare oltre cinquanta dipinti che testimoniano la grandezza del lavoro del maestro bolognese dal 1919 al 1963: le bellissime nature morte con forme metafisiche di vasi e bottiglie, i paesaggi che Morandi vedeva dal suo studio in Via Fondazza, i fiori.

 

Il programma della galleria prevede la realizzazione di quattro mostre all’anno, due di artisti storicizzati del nostro Novecento e le altre due di giovani artisti contemporanei.

 

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03/04/2011

Pitigliano (GR): Mo

venerdì 22 aprile · 10.00 - 13.00
Pitigliano Maremma Toscana
Nella splendida ubicazione degli ex Granai della Fortezza Orsini,
artigianii, antiquari ed artisti esporranno no stop per 4 giorni interni !

La mostra ormai è arrivata all'Ottava Edizione ed è sempre più
conosciuta e aspettata da tutti.

Un altro motivo motivo per andare a Pitigliano

 

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Lucca: III Lucca Elegance

Venerdì 8 aprile 2011 inaugura Lucca Elegance, mostra mercato di arte, antiquariato e alta decorazione. Giunta quest’anno alla terza edizione la manifestazione si avvale del sostegno della Camera di Commercio di Lucca, della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e della Fondazione Banca del Monte. Sponsor dell’evento Barsotti Costruzioni, impresa leader nel territorio nel settore del restauro architettonico, e Peugeot AutoP Lucca.

Nella prestigiosa sede del Real Collegio, al piano terreno si articola una perlustrazione tra alcuni dei principali artisti del panorama creativo contemporaneo, anteprima di Lucca Art & Design Fair 2012. Al piano primo, le intime sale del palazzo ospitano gli antiquari con i loro oggetti rari e preziosi: arredi, pregiati dipinti, porcellane e argenti.

Il salone principale accoglie la Galleria dell’Ottocento: un’importante vetrina dell’arte italiana tra il XIX e XX secolo, uno sguardo attento ai paesaggi incantati del territorio toscano particolarmente rivolto alla pittura labronica.

Ma Lucca Elegance non è solo antiquariato. I preziosi codici miniati rinascimentali rivivono in "La Biblioteca Impossibile" di Franco Cosimo Panini Editore.

La città di Lucca si narra nelle atmosfere di altri tempi delle foto dell’Archivio Fotografico Lucchese. Curiosità artistiche sono gli acquarelli della principessa Maria Gabriella di Savoia, allieva di Oscar Kokoschka.

Le magiche atmosfere orientali rivivono nei preziosi tessili antichi e nelle esclusive collezioni dei tappeti nepalesi di Stephanie Odegard. Le musiche di Puccini ritornano negli antichi pianoforti, libri, spartiti. L’espressionismo Novecento rivive nella potente pittura di Bernard Guillot. L’arte è fonte di ispirazione dell’accessorio fashion per Coccomatto.

Un’atmosfera di charme per una casa preziosa e unica; uno spazio del buon vivere allietato dai “salotti del buon gusto”, angoli di relax e meditazione curati da La Chance per offrire il più completo piacere dei sensi.

Gli aromi variegati del Caffè di Caravaggio, i gusti raffinati di Sapori di Toscana, il babà, dolce per eccellenza del buon salotto napoletano, offerto da Vicerè. E non possono mancare prestigiose etichette vinicole che, gioielli da bere, si presentano al pubblico con preziose creazioni orafe e cristalli pregiati nella sala del “gioiello nel bicchiere”. Un percorso del gusto realizzato grazie alla collaborazione con l’associazione Grandi Cru della Costa Toscana, che il 7 maggio presenterà la decima edizione di Anteprima Vini della Costa.

La Pacini Fazzi editore presenta i salotti letterari, incontri su “vizi e virtù della città di Lucca” raccontati da Remo Santini e un percorso nella cucina fiorentina primi Novecento come vissuta da Beatrice Bocci Balocchi.

Ospite illustre il Lucca Center of Contemporary Art, consolidata presenza nel panorama artistico internazionale, impegnato fino al 15 maggio nella mostra Jean Dubuffet e L’Italia.

La mostra è aperta con ingresso libero il venerdì, sabato e domenica dalle 10 alle 20. Inaugurazione venerdì 8 aprile ore 12.00

Lucca Elegance, da un’idea dell’associazione culturale Le Trame, è organizzata da Event Service con il patrocinio Provincia e Comune di Lucca e delle associazioni di categoria del territorio.

Informazioni www.luccaelegance.it -  347.7120415 - info@luccaelegance.it

loschermo

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01/04/2011

Arezzo: Donazioni

Arezzo - dal primo aprile all'otto maggio 2011
Donazioni 2000-2010

GCAC - GALLERIA COMUNALE DI ARTE CONTEMPORANEA
Piazza San Francesco 4 (52100)
+39 0575299255 , +39 0575404518 (fax)
ufficiocultura@comune.arezzo.it

I grandi artisti della collezione civica riuniti alla Galleria Comunale di Arte Contemporanea
orario: Tutti i giorni dalle 11 alle 13 e dalle 16 alle 19. Sabato, domenica e festivi dalle 11 alle 19.
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 1 aprile 2011. ore 18
catalogo: in galleria.
genere: arte contemporanea, collettiva

email: ufficiostampa@comune.arezzo.it

exibart

 

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28/03/2011

Livorno: Alfredo Muller

Livorno è un luogo particolare: imponenti fortificazioni si alternano a civettuole villette liberty seminascoste nei giardini, alberghi da gran società di fine ’800 convivono con zone quasi fatiscenti. Ricorda un po’ Genova, naturalmente, ma con un pizzico di anarchia in più. Del resto è libertaria per nascita: infatti nel 1606, allo scopo di ottenere un rapido popolamento, i Medici fecero porre nell’atto con cui le conferivano dignità di città che chiunque vi si recasse, quale che fosse la sua connotazione politica, religiosa, etnica, sarebbe stato accolto e rispettato.

Il melting pot iniziale unito a quello che normalmente si verifica in ogni città di mare ha dato origine a una popolazione vivace e spesso cosmopolita. Se non bastasse questo a rendercela simpatica ci sarebbe il fatto che dal suo porto partiamo per le belle isole del nostro mare e, se non bastasse neanche quello, ci sarebbe il ricordo delle belle serate estive di Effetto Venezia trascorse lì negli ultimi anni. Questo bellissimo evento riempie di vita il suggestivo quartiere Venezia (detto così perché attraversato da canali) che altrimenti nella stagione calda sarebbe fuori dal circuito balneare; è fatto di centinaia di bancarelle ben selezionate, di musica di ogni tipo, da Mascagni ai percussionisti senegalesi, di migliaia di lampadine da sagra paesana e proiezioni luminose dal linguaggio contemporaneo e, soprattutto, gallerie d’arte, pub, ristorantini che nascono per pochi giorni in sedi di associazioni, fondi dismessi, piattaforme sui canali. La fantasia degli allestimenti, affidata alla buona volontà dei singoli che hanno come unico limite quello di applicare prezzi popolari, unita ad una cucina schietta e allegra regala una serata di vacanza calda e divertente; io spero di potervene parlare più in là, ma, per ora, la scure dei tagli lo ha colpito e non è stato rifinanziato dal comune.

Stavolta invece sono andata in una giornata piovosa, quando il cielo e il mare erano del medesimo grigio-azzurro delle piastrelle alternate a quelle bianche nella pavimentazione dell’elegante Terrazza Mascagni: passeggiare lì, specie se c’è poca gente, è affascinante, sembra di stare in un salotto, di avere il mare in una stanza.

Dunque a pochi passi dalla terrazza c’è, immersa in un bel parco, Villa Mimbelli, un grazioso edificio del 1865 dove ha sede il museo Fattori. Merita visitarla, ma noi questa volta proseguiamo oltre nel giardino ed entriamo nei Granai che un accurato restauro ha reso sede di mostre temporanee. Andiamo a vedere le opere di Alfredo Muller, pittore livornese il cui nome è una riprova d ciò che dicevamo prima; visse a cavallo tra ottocento e novecento e fece da ponte tra la pittura impressionista e quella toscana. Lui era andato a Parigi anche per motivi di famiglia ma presto ne aveva colto le suggestioni culturali. Voi sapete che molti artisti vi si recavano in quel periodo perché sembrava che lì l’arte si materializzasse nella vita: il nostro Viani non l’amerà e non ne sarà amato, Modigliani ne sarà completamente assorbito, Muller la visse come seconda patria senza dimenticare la prima che pure non fu con lui troppo tenera.

Ebbe tra l’altro una parentesi a Torre del lago, presso quella che oggi si chiama Villa Orlando e che prima apparteneva a suo zio (pare che, per il dispiacere di lasciarla, un suo fratello abbia inciso il nome su una pietra). Insisto sulla sua biografia perché è bella e ispirata da una grande apertura mentale, qualità spesso soffocata dal narcisismo in molti artisti. Per lui non c’era un limite alla ricerca e oltre alla sua personale evoluzione artistica fu in grado ad esempio di apprezzare e promuovere Cezanne prima degli altri al punto di spingere un suo caro amico ad acquistarne dei dipinti. Ma ora passiamo ai quadri: sono molti e svelano tutto il percorso, tutte le influenze e tutte le passioni che hanno attraversato l’animo dell’artista. Le opere sono di quel tipo di bellezza che rapisce, quella che ti fa desiderare di staccare la tela dalla parete e portartela a casa: colori che spesso ricordano quelli quasi esotici di Nomellini o di Chini, figure dal fascino etereo e poi tanta, tanta luce; ci sono delle marine fatte solo di luce, dove gli occhi si perdono. Cercate invece di non perdere questa esposizione che dura solo fino al 25 aprile; poi, se viene troppo caldo, rischiate di non aver l’occasione di ritrovare il colore di molti suoi fondi nel liquido dorato di un bel ponche.

Alfredo Muller
dal 26/2/2011 al 25/4/2011

Ven-sab-dom 10-13, 16-19, Dom 24 aprile 17-19 Lun 25 aprile 10-12, 17-19

Granai di Villa Mimbelli – Ingresso gratuito

Vera Giagoni per viarewggiok

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24/03/2011

Gragnano (LU): Il Rotary restaura

Nel  corso della funzione di domenica 20 marzo scorso, Don Emilio Citti con tutta la comunita’ della parrocchia di Gragnano e i soci del Rotary Club Montecarlo - Piana  di Lucca, hanno potuto ammirare la tela settecentesca di Vincenzo Comastri, tornata nuovamente ai fedeli dopo il necessario restauro finanziato dal Rotary Club Montecarlo - Piana di  Lucca ed effettuato da Massimo Bonino.
 
Don Citti, anima di questo evento, ha saputo cogliere l’importanza di  questo risultato data la grande devozione che tutta la comunita’ di Gragnano  ha sempre rivolto verso la sacra immagine del dipinto “Madonna del Rosario”. Un ringraziamento a Massimo  Bonino per l’attento lavoro compiuto al quadro e a Don Citti per l’abnegazione  e la funzione che svolge a favore di tutto il territorio da parte del Rotary  Club – Montecarlo Piana di Lucca.  

Inoltre, il Rotary Club – Montecarlo Piana di Lucca, nel corso di un incontro svoltosi martedi 22 marzo al Villaggio del Fanciullo, ha devoluto ai  ragazzi ospiti della struttura un gran quantitativo di maglioni, un ulteriore servizio alla comunita’ che e’ stato molto apprezzato da tutti gli utenti. 

loschermo 

 

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18/03/2011

Pisa: Donne d'Italia

a cura di Valentina Redditi

In occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, un’importante mostra ospitata a Palazzo Blu di Pisa dal 16 marzo al 26 giugno 2011 racconterà la storia del nostro Paese attraverso le voci e le vicende della sua parte femminile. L’esposizione, intitolata “Donne d’Italia. La metà dell’Unità”, rende così omaggio a tutte le donne determinate che, con la loro forza non ostentata, hanno costituito quel terreno, duro e fertile, su cui si è sviluppata la civiltà italiana.
L’iniziativa si fregia del simbolo ufficiale delle celebrazioni dell’evento nazionale, è promossa dalla Fondazione Palazzo Blu con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Pisa e con il patrocinio del Ministero per le Pari Opportunità, della Regione Toscana, della Provincia di Pisa, del Comune di Pisa; è organizzata da Giunti Arte mostre musei, ideata e curata da Claudia Beltramo Ceppi con l’ausilio di Luisa Bezzi, Tiziana Cipelletti e Stefano Rovai.

La storia d’Italia “al maschile”, che tutti conosciamo…

L'Unità d'Italia ha voci maschili, da Carlo Alberto a Mazzini, da Garibaldi a Cavour, da Turati a Mussolini a Matteotti, da De Gasperi a Togliatti, e così via.
I nomi di coloro che vollero l'Italia unita, di coloro che la fecero, di coloro che la guidarono attraverso due guerre mondiali e una dittatura terminata in guerra civile, dei padri costituenti della Repubblica, di coloro che la governarono, la formarono e ne furono formati, di coloro che la descrissero e la cantarono, sono noti.

… e quella “al femminile”, senza nome

 

In questa storia, i nomi delle donne non sono necessari.
Eppure, Cristina di Belgioioso, Rosa Motmasson, Anita Garibaldi, Elena Regina, Maria Montessori,Grazia Deledda, Matilde Serao, Anna Kuliscioff, Edda Ciano, Palma Bucarelli, Tina Anselmi, Nilde Jotti, Alda Merini, Rita Levi Montalcini, Oriana Fallaci, Ilaria Alpi rappresentano “La Metà dell’Unità”, che ha partecipato in maniera attiva, ma in forma a volte anonima, alla costruzione della Nazione, dalla sua Unità fino ai nostri giorni.
La mostra parlerà delle madri, delle mogli, delle figlie di qualcuno, di tutte quelle donne che hanno stentato a essere riconosciute nella loro identità da un paese che concederà loro il diritto di voto solo dopo la seconda guerra mondiale e quello al divorzio e all'aborto alcuni decenni dopo.

Il percorso espositivo: immagini, fotografie, filmati, installazioni, interviste

Il percorso espositivo si comporrà di una serie di sale in cui si succederanno immagini, fotografie, filmati, installazioni, interviste che vedranno le donne protagoniste nel lavoro, in guerra, nella politica, nelle conquiste, nel rapporto con se stesse e con il proprio corpo, nella costruzione del proprio futuro.
Ogni stanza sarà un'installazione a sé, dove si alterneranno dipinti, da Fattori a Guttuso, fotografie di grandi autori, spezzoni di film famosi, immagini della realtà, allusioni e metafore del fashion system, per terminare con le parole di trenta donne famose, ciascuna delle quali ha scelto di regalare il suo messaggio.

  • Scheda Tecnica

  • DONNE D’ITALIA. LA METÀ DELL’UNITÀ
    dal 16 marzo al 26 giugno 2011
  • Palazzo Blu
    Pisa, Lungarno Gambacorti 9
  • Orario di apertura:
    mar-dom, ore 10-20; lun chiuso
  • Biglietti:
    Ingresso libero
  • Catalogo:
    GAmm Giunti
  • Info:
    BLU Palazzo d’Arte e Cultura
    Tel. (+39) 050 916950

    Informazioni e prenotazioni gruppi per visite guidate:
    Impegno e Futuro
    Tel. (+39) 050 28515 - Fax (+39) 050 503532
    info@impegnoefuturo.it

artelabonline

 

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17/03/2011

Arezzo: ArtExpo

Tra arte e investimento con  120 gallerie, circa 800 artisti esposti per oltre 1000 opere d’arte da Botero a Warhol e in mostra una retrospettiva dedicata al grande maestro Mario Sironi

Da sempre considerata come una delle grandi città d’arte italiane, Arezzo conferma questa sua predisposizione per il bello e per 4 giorni, dal 17 al 21 marzo, ospita presso gli spazi di Arezzo Fiere e Congressi “ARTEXPO Arezzo”, Mostra Mercato Internazionale di Arte Moderna e Contemporanea riservata alle Gallerie e all’Editoria d’Arte.
Patrocinata dalla Regione Toscana, dalla Provincia, dal Comune e dalla Camera di Commercio di Arezzo, con la Direzione Artistica di Renzo Mezzacapo, da anni animatore di eventi culturali di caratura internazionale, questa prima edizione di ARTEXPO Arezzo” sembra partire con il piede giusto.

“I nostri spazi ospiteranno il meglio che può offrire oggi il mercato dell’arte moderna e contemporanea – sottolinea Giovanni Tricca, Presidente di Arezzo Fiere e Congressi –  119 Gallerie d’Arte, le più importanti del panorama nazionale, un allestimento di grande impatto scenografico, 7 Accademie di Belle Arti europee, mostre collaterali di altissimo profilo. In sintesi possiamo dire che “ARTEXPO Arezzo” va a collocarsi immediatamente come mostra di riferimento del settore per tutto il Centro Italia”.

Alla base un lavoro di attenta selezione che ha portato a scegliere con attenzione le Gallerie e le opere d’arte ospiti della mostra, proprio per garantire un livello espositivo qualificato che offra al visitatore collezionista la possibilità di godere, in uno scenario adeguato, di assoluti capolavori.

“Certamente un’operazione di straordinario livello artistico – ribadisce Raul Barbieri, Direttore di Arezzo Fiere e Congressi – ma importante anche per quello che concerne l’aspetto business. L’arte, nelle sue espressioni più alte, va certamente considerata un’ottima forma di investimento e, anche da questo punto di vista, “ARTEXPO Arezzo” garantisce a espositori e ospiti una bella opportunità di incontro e di confronto in una struttura che continua a crescere sia in termini di spazi che di qualità dei servizi”.


17.500 mq, 2 ristoranti. 5 bar, auditorium, numerose sale congressi e tecnologie all’avanguardia: sono questi gli elementi che fanno di AF&C una struttura fieristica a livelli di eccellenza che richiama ormai, nelle diverse occasioni, migliaia di visitatori.

E che per “ARTEXPO Arezzo” avranno anche l’occasione di ammirare la splendida retrospettiva dedicata al grande Maestro Mario Sironi a 50 anni dalla scomparsa, avvenuta nel 1961.
Ben 100 le opere che coprono il percorso artistico di Sironi dal 1915 al 1961. L’esposizione, curata da Andrea Sironi-Straußwald, Claudio Spadoni ed Estemio Serri può contare inoltre sulla fattiva collaborazione della Edizioni d’Arte Cinquantasei Bologna che ha fornito molte delle opere esposte e che ha curato il ricco catalogo che supporta la retrospettiva.

Programma  Artexpo

Alcuni dei grandi Artisti le cui opere saranno in esposizione:
Annigoni
Attardi
Baj
Borghese
Botero
Burri
Carrà
Cascella
Chia
Christo
De Chirico
Fiume
Fontana
Guttuso
Lichstein
Ligabue
Manzù
Modigliani
Pomodoro
Sassu
Schifano
Schnabel
Tadini
Vespignani
Warhol


Scheda informativa

ORGANIZZAZIONE
Arezzo Fiere e Congressi S.R.L.
Via Spallanzani, 23 - 52100 Arezzo Italy
Tel +39 0575-9361 highlighting    +39 0575-9361 Fax +39 0575-383028


DATE ED ORARI AL PUBBLICO

•    Giovedi 17 Marzo - ore 17,00 - Preview solo su invito
•    Venerdi 18 Marzo - 10,00 - 20,00
•    Sabato 19 Marzo  - 10,00 - 20,00
•    Domenica 20 Marzo - 10,00 - 20,00
•    Lunedi 21 Marzo - 10,00 - 13,00

•    Costo del biglietto € 10 arezzoweb 

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16/03/2011

Pisa: Donne d'Italia

Fino al 26 giugno 2011 a Palazzo Blu di Pisa si terrà la mostra Donne d’Italia. La metà dell’Unità.
In occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, l’esposizione racconterà la storia del nostro Paese vissuta attraverso le voci e le vicende della sua parte femminile.
L’iniziativa, che si fregia del simbolo ufficiale delle celebrazioni dell’evento nazionale, è promossa dalla Fondazione Palazzo Blu con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Pisa e con il patrocinio del Ministero per le Pari Opportunità, della Regione Toscana, della Provincia di Pisa, del Comune di Pisa, organizzata da Giunti Arte mostre musei, ideata e curata da Claudia Beltramo Ceppi, con l’ausilio di Luisa Bezzi, Tiziana Cipelletti e Stefano Rovai.

Il progetto si concentra su tutte le donne determinate che, con la loro forza non ostentata, hanno costituito quel terreno, duro e fertile, su cui si è sviluppata la civiltà italiana.
L'Unità d'Italia ha infatti voci maschili, da Carlo Alberto a Mazzini, da Garibaldi a Cavour, da Turati a Mussolini a Matteotti, da De Gasperi a Togliatti, e così via.
I nomi di coloro che vollero l'Italia unita, di coloro che la fecero, di coloro che la guidarono attraverso due guerre mondiali e una dittatura terminata in guerra civile, dei padri costituenti della Repubblica, di coloro che la governarono, la formarono e ne furono formati, di coloro che la descrissero e la cantarono, sono noti.
In questa storia, i nomi delle donne non sono necessari.
Eppure, Cristina di Belgioioso, Rosa Motmasson, Anita Garibaldi, Elena Regina, Maria Montessori,Grazia Deledda, Matilde Serao, Anna Kuliscioff, Edda Ciano, Palma Bucarelli, Tina Anselmi, Nilde Jotti, Alda Merini, Rita Levi Montalcini, Oriana Fallaci, Ilaria Alpi rappresentano La Metà dell’Unità, che ha partecipato in maniera attiva, ma in forma a volte anonima, alla costruzione della Nazione, dalla sua Unità fino ai nostri giorni.

La mostra parlerà delle madri, delle mogli, delle figlie di qualcuno, di tutte quelle donne che hanno stentato a essere riconosciute nella loro identità da un paese che concederà loro il diritto di voto solo dopo la seconda guerra mondiale e quello al divorzio e all'aborto alcuni decenni dopo.

Il percorso espositivo si comporrà di una serie di sale in cui si succederanno immagini, fotografie, filmati, installazioni, interviste che vedranno le donne protagoniste nel lavoro, in guerra, nella politica, nelle conquiste, nel rapporto con se stesse e con il proprio corpo, nella costruzione del proprio futuro.
Ogni stanza sarà un'installazione a sé, dove si alterneranno dipinti, da Fattori a Guttuso, fotografie di grandi autori, spezzoni di film famosi, immagini della realtà, allusioni e metafore del fashion system, per terminare con le parole di trenta donne famose, ciascuna delle quali ha scelto di regalare il suo messaggio.

Catalogo GAmm Giunti.

Immagine: Donna autista di taxi mentre gonfia un pneumatico, 1900-1920, Roger-Viollet/Alinari

Informazioni e prenotazioni gruppi per visite guidate:
Impegno e Futuro, tel. 050 28515, Fax 050 503532; info@impegnoefuturo.it

Ufficio stampa
CLP Relazioni Pubbliche tel. 02.433403 – 02.36571438 - fax 02.481384 press@clponline.it

Immagine: Donna autista di taxi mentre gonfia un pneumatico, 1900-1920, Roger-Viollet/Alinari

Palazzo Blu
Lungarno Gambacorti 9 - Pisa
Orari: dal martedì alla domenica dalle ore 10:00 alle ore 20:00
lunedì chiuso
Ingresso libero

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