15/03/2011
Arezzo: Festival Tricolore
Il Festival Tricolore è il primo grande evento promosso quest’anno da Arezzo Città del Vasari: si terrà ad Arezzo (con una significativa incursione ad Anghiari) fino al 3 aprile, ospitato nel bellissimo Museo d’Arte Medievale e Moderna.
Il Festival Tricolore si articolerà in incontri con storici del livello di Alberto De Bernardi e Luigi Ganapini, autori della recente e poderosa “Storia dell’Italia Unita” edita da Garzanti; nella conversazione che Alfredo Grandini terrà sul Teatro Petrarca di Arezzo nei fatidici anni a cavaliere dell’unità d’Italia; infine nella presentazione del bestseller di Pino Aprile, “Terroni”, che si annuncia alquanto scoppiettante visto che sarà presente l’autore. L’incontro con Alfredo Grandini sarà condotto da Antonella di Tommaso, quelli con De Bernardi, Ganapini e Aprile da Salvatore Mannino (Museo d’Arte Medievale e Moderna di Arezzo, rispettivamente nei giorni 15, 16 e 20 marzo, ore 18).
Il Festival Tricolore farà della festa nazionale del 17 marzo una giornata memorabile e volutamente nazionalpopolare: si svolgerà tra due musei, a quello di Arezzo si aggiungerà il fascinoso Palazzo Taglieschi ad Anghiari (che si trova giustappunto in piazza Mameli....) e coinvolgerà interpreti di varie età anagrafiche e di diverse fisionomie artistiche. Al Museo di Arezzo i festeggiamenti saranno aperti dai complessi orchestrali e corali della scuola media ad indirizzo musicale “Andrea Cesalpino”, diretti da Volfango Dami. I piccoli si esibiranno a mezzogiorno in punto in un repertorio che stanno preparando da tempo per il Festival Tricolore e che comprende gli inni più noti ma anche il coro “Va’ pensiero” dal Nabucco di Giuseppe Verdi.
Sempre nel Museo, ma alle 16.30, il direttore Paola Refice presenterà il nuovo allestimento della sezione Ottocento: il Sebastiani da poco restaurato, alcuni quadri di macchiaioli come Telemaco Signorini e Giovanni Fattori (di questi, c’è un “Cavalleggeri” molto a tema), il “Bacio” appassionato di Amos Cassioli e – soprattutto – l’opera scelta come icona del Festival Tricolore, la “Battaglia di Solferino” che Carlo Ademollo (nipote del più noto Luigi) dipinse nel 1861. Insomma, un Museo niente affatto da sottovalutare quello di Arezzo, dal punto di vista delle testimonianze dell’Ottocento e ancor di più risorgimentali. Dopo la presentazione ufficiale, la storica dell’arte Barbara Rossi accompagnerà il pubblico nel percorso della sezione, illustrando tutte le opere presenti.
A seguire, alle 18, l’evento più atteso: la prima esecuzione nel 2011 (dopo un’anteprima nel novembre 2010 a Roma) della nuova e straordinaria antologia pianistico-teatrale di Elio Pandolfi e Marco Scolastra “E la bandiera di tre colori...”. Il “vecchio” attore romano e il giovane pianista umbro giocheranno con le parole e la musica degli italiani durante il Risorgimento: un viaggio negli anni in cui l’idea di nazione diventa realtà. Tra cronaca e letteratura, musica d’occasione e musica d’arte. Le emozioni, gli ideali, le utopie, la retorica di quel periodo hanno dato vita a una quantità di inni, poesie, canzoni, marce. Da Milano a Napoli, da Venezia a Roma, gli artisti si scoprono patrioti e i patrioti, a volte, diventano artisti. In questo spettacolo ci sono i testimoni in prima linea del nostro Risorgimento, appassionati e caustici, sempre sinceri. Potendosi sentire tutti, per la prima volta nella nostra storia, “fratelli d’Italia”. Tra i testi che un meraviglioso Elio Pandolfi reciterà da par suo, ci sono pagine di Foscolo, Mameli, Novaro, Giusti, Belli, Mazzini, Garibaldi, Mercantini e Abba. Tra le musiche che Marco Scolastra suonerà, ovviamente tanto Verdi ma anche le pagine popolari di Bosi, Foroni, Falvo, Olivieri e un brano di Chopin (solo apparentemente incongruo, visto che si tratta della Marcia funebre dalla Sonata n. 2).
Ancora il 17 marzo alle 18, in contemporanea con lo spettacolo di Arezzo, si terrà presso il Museo di Palazzo Taglieschi di Anghiari il concerto dell’Accademia Barocca di Arezzo. L’ensemble di musicisti aretini di nascita o di adozione è composto di trentenni specialisti della musica antica, anche singolarmente proiettati in una carriera internazionale. Il Festival Tricolore li presenta in anteprima assoluta come neonata Accademia Barocca di Arezzo, formata dai violinisti Rossella Pugliano e Matteo Saccà, dal clavicembalista Alessio Nocentini e dal violoncellista Andrea Lattarulo. In programma, “solo musica italiana” del Seicento.
E per finire, un evento espositivo ad effetto: finalmente in mostra ad Arezzo la famosa raccolta di cimeli risorgimentali di Paolo Mercati. L’antiquario e orafo di Sansepolcro, notissimo collezionista di testimonianze risorgimentali che ha scovato in Italia e all’estero, mette finalmente in mostra ad Arezzo, grazie al Festival Tricolore, buona parte della sua sterminata collezione: ritratti e busti di Garibaldi, bandiere autografate, una di “quelle” camicie rosse”, gioielli con le sembianze dell’eroe dei due mondi, lettere autografe degli eroi del Risorgimento e tante altre testimonianze che arricchiranno la sede di via Cesalpino.
Il Festival Tricolore si tiene grazie al sostegno dei privati, tanti imprenditori che si sono lasciati coinvolgere con entusiasmo nel progetto e che vanno ringraziati per avere fatto concretamente qualcosa per il centocinquantenario, al di là delle polemiche più o meno fittizie che ci sono state sull’opportunità di “chiudere” l’Italia nell’anniversario della sua nascita. I sostenitori del Festival Tricolore sono Caffè River, Chimet, Power-one, Banca Valdichiana, Giovanni Raspini, Tenuta Sette Ponti e Ivar Auto.
Museo d’Arte Medievale e Moderna
via San Lorentino, 8 (Palazzo Bruni-Ciocchi) - Arezzo
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07/03/2011
Firenze: Tre mostre
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Firenze, Galleria degli Uffizi
FIGURE, MEMORIE, SPAZIO.
Disegni da Fra' Angelico a Leonardo. La mostra include autentici capolavori realizzati a partire dalla fine del Trecento, con fogli ancora improntati a caratteri tardogotici, superano gli esordi del Cinquecento e approdano ad esiti che Vasari avrebbe definito propri della maniera moderna. Decenni essenziali per l'affermazione del disegno come espressione artistica dotata di una propria autonomia e che di volta in volta e' anche esercizio quotidiano, elaborazione di uno stile, riflessione progettuale, studio dell'antico, della figura umana o della natura, esplorazione e misurazione dello spazio. Fino al 12/6/2011
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Firenze, F_AIR Florence Artist in Residence
ALESSANDRO CARBONI
Il tema centrale di 'Inverse power of wavelengths' e' un'indagine trasversale sulla relazione tra corpo e citta'. Un'analisi degli aspetti peculiari del corpo e di come questo si trasformi in relazione ai cambiamenti e alle grosse pianificazioni urbane. La performance si divide in due eventi paralleli generati dallo stesso metodo di ricerca.
MEDITERRANEO: QUALE FUTURO? - Circolo SMS Andrea del Sarto
Cio' che sta accadendo non puo' lasciare indifferenti. Un dibattito organizzato da Associazione Politica e Societa'
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03/03/2011
Firenze: Voci dall'Oriente
| Firenze - dal 3 marzo al 30 giugno 2011 |
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Montecatini Terme (PT): Asta n° 25
| Montecatini Terme (PT) - gio 3 marzo 2011 |
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02/03/2011
Fiesole (FI): I Mai visti
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25/02/2011
Firenze: Tre mostre
Firenze, Arredi e Dipinti da una dimora fiorentina info...
[da venerdi - casa d'aste maison bibelot]
Firenze, Kinkaleri - Ascesa & Caduta info...
[da venerdi - cango - cantieri goldonetta firenze]
Firenze, Alessandro Nocentini - Monterosso al mare info...
[da sabato - babele arte libri eventi]
exibart
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12/02/2011
Firenze: Manifestazioni della CR Firenze (aggiornamento)
aggiornamento a partire dal....
.......15 FEBBRAIO 2011
Firenze, Società Canottieri “Comunali”, Lung.no Ferrucci, ore 18,00
Cerimonia di premiazione degli atleti della S.C. “Comunali”
Info.: Franco Conforti - presidente@canottiericomunalifirenze.it
16 FEBBRAIO 2011
Firenze, Villa Bardini, ore 16,15
Conferenza del Prof. Franco Scaramuzzi sul “Nuovo Paesaggio Agrario Toscano”
Info.: tel. 055.20066206 - mg.geri@bardinipeyron.it
18 FEBBRAIO 2011
Firenze, Sala Convegni, Palazzo Incontri, Via dei Pucci 1, ore 15,00
Conferenza di Giovanni Barone-Adesi su “Basilea III: nuovo paradigma, vecchi errori”, a cura della Fondazione Cesifin
Info.: convegni@cesifin.it - www.cesifin.it - tel. 055.283072 – fax. 055.2382796
19 FEBBRAIO 2011
Firenze, Teatro Goldoni, Via Santa Maria, ore 15,30 e ore 20,30
Rappresentazione de La Serva padrona di Giovan Battista Pergolesi
Info.: tel. 055.2779335 - segreteria@maggioformazione.it
22 FEBBRAIO 2011
Firenzem, Palazzo Medici Riccardi, ore 17,30
Inaugurazione mostra Pietro Annigoni. Un Arte per l’uomo a cura di Anita Valentini
Info.: Provincia di Firenze – Palazzo Medici Riccardi
24 FEBBRAIO 2011 Firenze, Palazzo dei Congressi
Giornata inaugurale X Edizione de “I Colloqui Fiorentini” dedicata ad Alessandro Manzoni
Info.: Gilberto Baroni – tel. 055.705161 – 055.7327381
25 FEBBRAIO 2011
Siena, Magazzini del Sale (ora da stabilire)
Inaugurazione della mostra 100 Annigoni. Il mistero della figura umana. ( 1910 - 2010 ) a cura di J.A.M. (Jacopo Mattei, Antonio Scotellaro, Matteo Bacci) (Siena, 25.2.2011 – 3.4.2011)
Info.: kurtplague@hotmail.com; j.marchi@hotmail.it
3 MARZO 2011 (presenza da stabilire)
Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, ore 16,00
Inaugurazione mostra Voci dell’Oriente. Miniature e testi classici da Bisanzio alla Biblioteca Medice Laurenziana (4.3/30.6.2011)
Info.: Anna Rita Fantoni - b-mela.mostre@beniculturali.it
7 MARZO 2011
Firenze, Ente Cassa di Risparmio di Firenze, ore 12,00
Presentazione alla stampa Rassegna “Mercoledì Musicali dell’Ente Cassa”, Edizione 2011
Info.: tel. 055.5384012 - emanuele.barletti@entecarifirenze.it
8 MARZO 2011
Firenze, Galleria degli Uffizi e Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi, ora da stabilire
Inaugurazione della mostra Figure, memorie, spazio. Disegni da Fra’Angelico a Leonardo nell’ambito di “Un Anno ad Arte 2011”
Info.: operapren@tin.it; prenotazioni@operalab.it
9 MARZO 2011 (presenza del Presidente Michele Gremigni)
Firenze, Palazzo Strozzi, ore 18,00
Mostra Picasso Mirò Dalì. Giovani arrabbiati: la nascita della modernità Anteprima riservata ai Soci Ente CRF.
Info.: tel. 055.5384348 - federica.checchi@entecarifirenze.it
11 MARZO 2011 (presenza del Presidente Michele Gremigni)
Firenze, Palazzo Strozzi, ore 18,30
Inaugurazione della Mostra Picasso Mirò Dalì. Giovani arrabbiati: la nascita della modernità
12 marzo 2011 – 17 luglio 2011
Info.: cscsigma@cscsigma.it; ludovica@sebregondi.it
14 MARZO 2011
Firenze, Museo di S. Marco (ora da stabilire)
Inaugurazione Mostra Il Tabernacolo dei Linaioli
Info.: Tel. 055/2388608 - scudieri@polomuseale.firenze.it
17 MARZO 2011
Italia, varie sedi
Celebrazioni per il 150° Anniversario dell’Unità d’Italia
17 MARZO 2011
Firenze, Palazzo Vecchio, ore 17,00
Celebrazione per il 150° Anniversario dell’Unità d’Italia
19 MARZO 2011
Montevarchi, Auditorium Comunale, ora da stabilire
Inaugurazione della mostra Giovanni Martinelli pittore di Montevarchi maestro del Seicento Fiorentino a cura di Andrea Baldinotti e Bruno Santi
Info.: Assessorato alla Cultura del Comune di Montevarchi
23 MARZO 2011
Firenze, Auditorium Ente CRF, Via Folco Portinari 5/r
Inaugurazione nuova stagione “Mercoledì Musicali dell’Ente CRF”
Info.: emanuele.barletti@entecarifirenze.it – tel. 055.5384012 prenotazioni obbligatorie per tutte le date della stagione
23-26 MARZO 2011
Fiesole, Università Europea, Badia Fiesolana, via dei Roccettini, 9
Manifestazione “That Camp 2011 – The Humanities and Technology Camp” in collaborazione con la Fondazione Rinascimento Digitale
Info.: info@rinascimento-digitale.it
15 APRILE 2011
Firenze, Villa Bardini, ore 16,00
Visita dell’Associazione per Boboli alla mostra Novecento sedotto
Info.: barbarasantoro99@alice.it
19 APRILE 2011
Firenze, Basilica Santa Croce (ora da stabilire)
Concerto Requiem di Verdi con il Conservatorio “Luigi Cherubini” e il Coro della Cassa di Risparmio di Firenze
10 MAGGIO 2011
Firenze, Saloncino della Pergola, ore 18,00
Cerimonia di consegna di borse di studio a giovani cantanti e concerto nell’ambito delle attività del Coro della Cassa di Risparmio di Firenze
Info.: emanuele.barletti@entecarifirenze.it – tel. 055.5384012 – cell. 3498061130
12 GIUGNO 2011
Orvieto, Duomo
Concerto del Coro della Cassa di Risparmio di Firenze
Info.: emanuele.barletti@entecarifirenze.it – tel. 055.5384012
21 DICEMBRE 2011
Firenze
Inaugurazione del nuovo Teatro del Maggio Musicale Fiorentino
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07/02/2011
Firenze: Dalle icone a Malevich
| Firenze - dal 7 febbraio al 30 aprile 2011 |
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05/02/2011
Pisa: Fra 8 e 900
Alla Galleria Simone Vallerini, l’annuale rassegna di opere d’arte originali importanti e significative dal punto di vista della storia dell’espressione artistica in Toscana fra Ottocento e Novecento.
L’iniziativa, riproposta tradizionalmente nel mese di febbraio già da molti anni, è stata possibile grazie al reperimento, sul mercato antiquario, di opere di sicuro interesse e importanza che riflettono l’espressione e il gusto di alcuni tra i principali protagonisti della pittura nella città di Pisa e della costa toscana in quel determinato periodo.
La scelta delle opere proposte è ampia e di alto livello e comprende prevalentemente quadri ad olio, ma anche tempere, incisioni, litografie, acquerelli e disegni. Variegata anche l’offerta dei soggetti: dalle nature morte ai ritratti, dai paesaggi alle marine, a riprova di una sensibilità e di una maturità artistica che hanno saputo tradursi in risultati di grande qualità.
In mostra opere di artisti pisani, a partire da , Spartaco Carlini, Umberto Vittorini, Giorgio Casini, Giuseppe Viviani, Mino Rosi, Ferruccio e Leonardo Pizzanelli , Luigi Scali, Guido Cerri, Nello Gentilini , Giancarlo Carmignani, , Enrico Acerbi , Botteghi, Oscar Bagnoni, Gino Bonfanti e molti altri.……
Inoltre saranno esposte opere anche di alcuni autori livornesi.
Insomma, una rassegna di nomi importanti, molti dei quali, in pochi anni, hanno visto crescere sensibilmente sul mercato le quotazioni delle proprie opere, a ulteriore conferma del fatto che l’acquisto di un oggetto d’arte di qualità si rivela sempre un buon investimento.
Inoltre il giorno 16 Febbraio in collaborazione con la delegazione del FAI di Pisa si terra’ in Galleria alle ore 17,30 una conferenza tenuta dal Prof. Romano Coppini ordinario di storia alla Università di Pisa, dal tema “La Toscana e il Risorgimento, il contributo di Pisa”, tutti gli interessati sono invitati a intervenire.
Altre informazioni sul sito www.simonevallerini.it
Inaugurazione sabato 5 febbraio alle ore 18
Galleria d’Arte Simone Vallerini
Piazza Martiri della Libertà, 22 (già Piazza S. Caterina), Pisa
Orari: 10-13 e 16-20 (chiuso lunedì mattina), domenica (solo per mostre in corso) ore 17-20
Ingresso libero
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Cècina (LI): 1861
| Cecina (LI) - dal 5 febbraio al 27 marzo 2011 |
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04/02/2011
Firenze: Dall'icona a Malevich
Aprirà i battenti martedì 8 febbraio 2011, in occasione dell’ Anno della Cultura e Lingua Russa in Italia e della Cultura e Lingua Italiana in Russia, la mostra “Dall’icona a Malevich. Capolavori dal Museo Russo di San Pietroburgo.”, evento promosso dal Ministero della Cultura della Federazione Russa con il Museo Russo di San Pietroburgo e dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali Italiano con la Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Firenze e la Galleria d’arte moderna di Palazzo Pitti.
Quaranta dipinti
L’Andito degli Angiolini in Palazzo Pitti ospiterà una selezione di 40 dipinti provenienti dal prestigioso Museo Russo, un numero dimensionato agli spazi non vasti ma seducenti di questi ambienti lorenesi, e scelto in modo da offrire un affascinante florilegio del percorso dell’arte russa dall’epoca delle icone fino alle avanguardie del primo Novecento.
Il ‘Cristo Pantocrator in trono fra le potenze’
Dalla collezione di icone, imponente per numero, è stato intenzionalmente selezionato un unico pezzo, il Cristo Pantocrator in trono fra le potenze del XVI secolo, dato che le icone sono forse l’espressione artistica dell’arte russa più nota in Europa, si è inteso dedicare maggior spazio all’arte del XVIII e XX secolo.
Nel Settecento la maturazione in stile 'moderno' dell’arte russa
Fu il Settecento infatti l’epoca in cui l’arte russa inaugurò e maturò uno stile “moderno”. Al riguardo la mostra include due dipinti dell’inizio del Settecento, nei quali si evidenzia il graduale distacco dalla tradizione pittorica delle icone e l’apertura alla tipologia figurativa europea: Ivan Nikitin, Ritratto di un atamano e Roman Nikitin, Ritratto della baronessa M. Stroganova. Altre opere in mostra, del Settecento e della prima metà dell’Ottocento, di artisti diversi come Orest Kiprenskij, Karl Brjullov, Silvestr Shchedrin, Fedor Alekseev testimoniano non solo come i pittori russi avessero fatto propria l’arte dei vicini maestri europei, ma anche come fossero in grado di esprimere un proprio stile personale.
Le visite degli artisti russi in Italia
Nella prima metà dell’Ottocento molti artisti russi si recarono in Italia trattenendovisi per lunghi periodi al fine di perfezionarsi nell’arte, e alcuni di loro eseguirono anche diverse opere su commissione italiana (ricordiamo Orest Kiprenskij, Bambini napoletani eseguito per il re di Napoli, oggi a Palazzo Reale).
I rapporti dei maestri russi con l’Italia nella prima metà del XIX secolo erano così intensi che alcuni finirono per sposare donne italiane (Kiprenskij, Lapchenko), mentre altri trovarono in questo paese gli amici più cari (Karl Brjullov visse e morì a nei pressi di Roma, in casa del politico e diplomatico Tittoni, dove rimase parte della sua eredità). L’Italia fu quindi estremamente importante per gli artisti della prima metà del XIX secolo, che nella Russia di allora non potevano godere di libertà d’espressione artistica e per la maggior parte erano costretti a lavorare solo per una committenza ecclesiastica.
Le opere della prima metà dell’Ottocento in catalogo
Nel catalogo della mostra fra le opere della prima metà dell’Ottocento figurano sia alcuni dipinti creati dagli artisti prima del viaggio in Italia, come il Ritratto di Davydov (1809) di Kiprenskij sia altri che risalgono al loro soggiorno italiano come Mezzogiorno italiano di Brjullov, oppure al ritorno in Russia come il Ritratto di Elisaveta Saltykova dello stesso Brjullov. Quest’ultimo dipinto, per creare un trait d’union con le opere che la Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Pitti espone stabilmente nella sala dedicata ai Demidoff e alle loro prestigiose collezioni, figurerà in questo ambiente, in un intrigante vis a vis con Anatolio Demidoff, ritratto dallo stesso Brjullov in un monumentale e impetuoso dipinto.
Nella prima metà dell’Ottocento, oltre ai pittori che avevano frequentato l’Accademia d’arte e che avevano avuto contatti con l’arte europea, operarono inoltre maestri attratti piuttosto dalla rappresentazione della vita russa: Aleksej Venecianov e i suoi seguaci: Grigorij Soroka, Nikifor Krylov.
L’interesse per le tematiche sociali
Una caratteristica dell’arte russa della seconda metà dell’Ottocento fu l’interesse per le tematiche sociali. Infatti nel 1861 in Russia venne abolita la servitù e sia prima che dopo tale avvenimento molti pittori si ispirarono alla storia nazionale, alle immagini dei contemporanei, alla loro vita quotidiana, alla natura della Russia. In mostra vedremo opere di Ivan Kramskoj, Vasilj Surikov, Il’ja Repin, Fedor Vasil’ev, Ivan Shishkin dedicate a questi soggetti.
Gli anni tra il Diciannovesimo e il Ventesimo secolo
Gli anni a cavallo tra il XIX e il XX secolo costituirono un’epoca di pluralità di stili, indirizzi, tendenze e individualità creative, in sintonia con quanto andava avvenendo nella pittura europea. Proponendo gli esempi di tre soli pittori Mikhail Nesterov, Valentin Serov e Mikhail Vrubel, si possono cogliere le sfaccettature presenti nell’arte russa nel periodo precedente l’avanguardia.
Gli anni dal 1910 a tutti gli anni Trenta furono il periodo nel quale nacque e si sviluppò in diverse forme l’avanguardia russa. I lavori di Kandinskij, Malevich e Filonov rappresentano tipologie diverse dell’astrattismo, che prende avvio agli inizi del XX secolo. I dipinti di Goncharova e Malevich, della fine degli anni ‘20 e dell’inizio degli anni ‘30, e di Pavel Filonov sono solo una piccola parte della ricca varietà di opere dell’avanguardia russa presente nelle collezioni del Museo Russo.
I motivi della mostra
Questa mostra è occasione per far conoscere al pubblico internazionale che visita i musei fiorentini un’infinitesima parte dei tesori del Museo Russo di San Pietroburgo, che possiede la più ampia collezione al mondo di arte russa: oltre 400.000 opere, dalle icone alle creazioni degli artisti contemporanei.
Istituito nel 1895 con decreto dello zar Nicola II, il Museo Russo dell’imperatore Alessandro III, così denominato fino al 1917 in onore del padre per volere dello stesso Nicola II, divenne la prima raccolta statale di arte nazionale in Russia.
Le collezioni del Museo Russo
Le sue collezioni comprendono non solo icone e dipinti dal XVIII al XXI secolo, ma anche eccellenti espressioni della scultura, della grafica, delle arti decorative e delle arti popolari in Russia. Il Museo Russo possiede la più vasta collezione di opere di esponenti dell’avanguardia russa. La raccolta include infatti ben 101 tele di Malevich, oltre 30 disegni, 2 architekton e alcune opere in porcellana. Unica, e quasi tutta donata al Museo Russo dalla sorella dell’artista, la collezione di Pavel Filonov. Sono anche presenti opere di Kandinskij, Tatlin, Rodchenko, Popova, Goncharova, Larionov e altri maestri dell’avanguardia russa.
Nel cuore di San Pietroburgo la sede principale del Museo Russo
Attualmente la principale sede espositiva del museo si trova nel cuore di San Pietroburgo nel palazzo Mikhajlovskij, costruito da Carlo Rossi negli anni 1819-1825, e nella cosiddetta ala di Benois sulla riva del canale Griboedov. Nel corso degli ultimi due decenni il museo ha ampliato i propri spazi espositivi in altri palazzi nel centro della città: palazzo Stroganov (prospettiva Nevski e riva della Mojka), il palazzo di Marmo (Millionnaja ul., affianco all’Ermitage) e il castello Mikhailovskij (ul. Sadovaja, di fronte al Giardino d’Estate).Questi palazzi ospitano adesso esposizioni tematiche (Il Museo Ludwig nel Museo Russo dedicata all’arte internazionale nella seconda metà del XX secolo, Artisti stranieri in Russia nei secoli XVIII-XIX ed altre) e mostre, anche di artisti stranieri.
Gli spazi del Museo Russo comprendono anche il Giardino d’Estate con il Palazzo di Pietro il Grande e la sua casetta. Il Museo Russo organizza ogni anno dalle 25 alle 40 mostre nei propri spazi espositivi e all’estero.
Scheda tecnica
- Dall’icona a Malevich. Capolavori dal Museo Russo di San Pietroburgo
dall’8 febbraio al 30 aprile 2011
Inaugurazione: lunedì 7 febbraio, ore 17 - Galleria d’arte moderna
Andito degli Angiolini, Palazzo Pitti, Firenze - Orario di apertura:
mar-dom, ore 8.15-18.50; lun chiuso
artelabonline
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03/02/2011
Pisa: Il Risorgimento da Simone Vallerini
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01/02/2011
Forte dei Marmi (LU): Satira ed emigrazione
All’interno della grande mostra “…Come la scia di un’elica. Storie di migrazioni” che attinge alla collezione di Paolo Cresci, patrimonio della Fondazione lucchese per la storia dell’emigrazione italiana, in programma a Palazzo Ducale a Lucca dal 5 febbraio al 1 maggio, l’Amministrazione Provinciale ha voluto riservare uno spazio anche alla satira contemporanea e il Museo della Satira di Forte dei Marmi, chiamato a collaborare, ha coinvolto sedici disegnatori italiani: Allegra, Altan, Biani, Bozzetto Contemori, De Angelis, Fabbri, Franzaroli, Giannelli, Maramotti, Migneco & Amlo, Minoggio, Origone, Scalia, Staino, Vauro.
L’evento, con il Patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, della Regione Toscana, il contributo della Cassa di Risparmio di Lucca e la collaborazione del comune di Forte dei Marmi, il Museo della Satira e della Caricatura, il Comitato per il Premio Satira Politica e il Museo Etnografico provincialeDon Luigi Pellegrini” di San Pellegrino in Alpe, è stato presentato dal presidente della Provincia di Lucca, Stefano Baccelli, dal sindaco di Forte dei Marmi, Umberto Buratti, dal vice presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e dai curatori Pietro Luigi Biagioni, già direttore della Fondazione e del Museo Paolo Cresci per la storia dell’Emigrazione italiana e Alessandro Sesti, scenografo,grafico e vignettista.
I disegnatori, dunque, in questa mostra rappresentano un’Italia che da nazione storica di emigranti oggi stenta a dirsi pienamente accogliente per gli immigrati. Battute sferzanti, considerazioni profonde, rivestite da una patina d’irriverenza dipingono una situazione immigratoria nazionale che di sicuro meriterebbe più attenzioni, e non solo provvedimenti di circostanza.
I disegni satirici, oltre a far sorridere, non mancheranno di indurre anche ad una seria riflessione su questo importante e mai sopito fenomeno sociale.
“E’ stato un piacere per noi – ha commentato il sindaco Buratti - collaborare con la Provincia per la realizzazione di questa mostra. L’emigrazione, seppur non delle dimensioni di altre realtà italiane, è stata una parte importante anche della nostra storia locale e oggi siamo in prima linea nella gestione dei tanti lavoratori, che arrivano sul nostro territorio sperando in un futuro migliore.”
Il Museo del Forte per la Satira e la Caricatura è un centro di conservazione, raccolta e studio di tutti i materiali concernenti la storia della satira e della caricatura mondiale.
Il Museo della Satira è un’ infrastruttura che ha abbandonato i confini della mera conservatoria, per approdare ai più dinamici effetti di una proposta continua e diversificata nel settore, avvalendosi, di volta in volta, delle tecnologie più moderne.
Il patrimonio museale è costituito da disegni originali, contemporanei e del passato, da una biblioteca con oltre mille volumi specialistici, da una videoteca e da un archivio multimediale. E’ stato costruito negli anni grazie a varie donazioni di fondi e collezioni private, ad acquisizioni di disegni originali contemporanei o del passato, ad una biblioteca specializzata nonché alle collaborazioni con le più prestigiose testate satiriche del mondo e con associazioni di cartoonist e musei stranieri. Negli anni ha esportato mostre in molte città italiane ed europee.
Nel Museo sono visitabili mostre temporanee che si susseguono secondo un calendario annuale.
loschermo
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29/01/2011
Lucca: Lungo la scia di un'elica
Sono tante le suggestioni racchiuse "Lungo la scia di un’elica", la mostra sulla migrazione di ieri e di oggi organizzata dalla Provincia di Lucca e dalla Fondazione Paolo Cresci sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e allestita a Palazzo Ducale dal 5 febbraio al 1 maggio 2011 (ingresso libero). L’evento - con il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, della Regione Toscana, il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e la collaborazione del Comune di Forte dei Marmi, il Museo della Satira e della Caricatura, il Comitato per il Premio Satira Politica e il Museo Etnografico provinciale “don Luigi Pellegrini” di San Pellegrino in Alpe - è stato presentato questa mattina da Stefano Baccelli, presidente della Provincia di Lucca, Umberto Buratti, Sindaco del Comune di Forte dei Marmi, e dai curatori Pietro Luigi Biagioni (già direttore della Fondazione e del Museo Paolo Cresci per la storia dell’Emigrazione Italiana) e Alessandro Sesti, scenografo, grafico e vignettista.
Il tema, "Lungo la scia di un’elica", ha le sue ragioni nella storia di un viaggio che, coinvolgendo nuovi popoli e vecchie nazioni e ponendo l’accento sulle problematiche dell’integrazione razziale e sulla trasformazione della nostra realtà sociale in multietnica e globale, dà esperienza al visitatore delle generazioni che dal 1871 ad oggi, piegate dalla miseria e forti di speranza, hanno cercato altrove la loro dignità.
In mostra documenti di archivio, fotografie, manifesti, campagne pubblicitarie e vignette di ieri e di oggi, molte inedite e firmate da grandi come Altan, Staino e Vauro per raccontare pagine importanti della storia d’Italia.
Il percorso espositivo (scenografia, istallazioni fotografiche, video, musiche, satira) è concepito per sollecitare la partecipazione emozionale: 14 sezioni ricavate in un imponente allestimento spettacolare trasformano la Sala Staffieri e in Galleria Ammannati.
La ricostruzione scenografica degli ambienti, così come le musiche appositamente composte da Gianmarco Caselli, immergono subito il visitatore nella profonda miseria, in uno spazio claustrofobico e buio in cui sono esposte immagini fotografiche che raccontano le condizioni estreme di sopravvivenza.
Sta infatti nella miseria il coraggio di partire e rischiare: ci sono, perciò, i fagotti - i bagagli autentici della collezione del Museo Paolo Cresci - gli abbracci laceranti, gli scatti all’imbarco, e, insieme, vignette dissacranti e razziste della stampa di inizio Novecento.
Prima di giungere a Ellis Island, approdo ambito degli emigrati di più di un secolo fa, c’è da sopravvivere a un viaggio fatto di umiliazioni, di condizioni igieniche e sanitarie pessime. Quando poi arriva “Finalmente la Merica” ci sono immagini e documenti di chi ce l’ha fatta e di chi non ce la farà mai. E’ poi da qui che si è letteralmente investiti, con un’installazione di Sesti, da una folla di sagome di uomini, donne, vecchi e bambini di tutte le razze: sono gli esseri umani che ti chiedono di guardare, di trovare pietà e tolleranza per le carrette del mare, i gommoni, lo sbarco a Lampedusa, i clandestini.
Si termina il percorso con le vignette appartenenti al Museo della Satira di Forte dei Marmi (molte inedite, altre famosissime) realizzate da Altan, Staino e Vauro; mentre gigantografie di Eugenio Gherardo Angiolini e Stefano Morelli illustrano le storie attuali e maxi pannelli mettono nero su bianco i grandi numeri dell’emigrazione e dell’immigrazione italiana raccolti dall’Osservatorio del Servizio Sociale dell’amministrazione provinciale.
Tra gli altri ci sono anche Allegra, Biani, Bozzetto Contemori, De Angelis, Fabbri, Franzaroli, Giannelli, Maramotti, Migneco & Amlo, Minoggio, Origone, Scalia.
Segue poi una rassegna cinematografica dedicata alla migrazione: Sacco e Vanzetti di Giuliano Montaldo, My name is Tanino di Paolo Virzì, Nuovomondo di Emanuele Crialese, Gli indesiderabili di Pasquale Scimeca, Good morning Babilonia di Paolo e Vittorio Taviani, The Italian, film muto del 1915, primo lungometraggio sull'emigrazione italiana nel Nord America e The immigrant, film di Charlie Chaplin del 1917. L'Associazione Vi(s)ta Nova, infatti, in collaborazione con il Circolo del Cinema di Lucca e il Cineforum Ezechiele 25,17 organizzerà a marzo e ad aprile un ciclo di proiezioni tematiche e di eventi con la presenza di personalità del mondo dello spettacolo e di esperti del settore.
Il catalogo è edito dalla Fondazione Paolo Cresci, a cura di Maria Rosaria Ostuni e Pietro Luigi Biagioni; progettazione grafica di Alessandro Sesti. In vendita presso il book shop della mostra e nella sede del Museo, in via Vittorio Emanuele 3.
Info: www.fondazionepaolocresci.it
loschermo
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28/01/2011
Forte dei Marmi (LU): La Libertà
Chiude i battenti domenica sera, dopo due mesi di apertura, la mostra che il Museo della Satira di Forte dei Marmi ha voluto dedicare per fine anno alla riscoperta di un giornale dimenticato: “La Libertà”, il giornale della Concentrazione antifascista italiana a Parigi, uscito tra la fine degli Anni Venti e i primi Anni Trenta.
“Una riscoperta che ha raccolto molti visitatori ed anche diversi studenti universitari - ricorda a nome degli organizzatori il presidente Enrico Ceretti - che sono venuti al Forte da tutta Italia proprio per rivedere le pagine del giornale che fu di Claudio Treves, Giuseppe Saragat, Randolfo Pacciardi, Gaetano Salvemini, Filippo Turati, Antonio Labriola e Pietro Nenni, e soprattutto le caustiche vignette che comparivano sulla sua prima pagina come veri e propri editoriali satirici.
Proprio in questo “La Libertà” – aggiungono gli organizzatori – fu un giornale che precorse i tempi, e che solo tanti decenni dopo trovò imitatori illustri anche tra la grande stampa quotidiana italiana”.
"La mostra <Le vignette de La Libertà (Parigi 1927-1934)> è stato dunque un magnifico viaggio nella clessidra del tempo per raccontare attraverso le vignette un periodo cruciale della Storia d'Italia, in cui il fascismo, preso il potere, piegò le istituzioni democratiche ed iniziò a riprodursi in Europa, rievocando gli anni difficili e carichi di ideali del fuoriuscitismo antifascista parigino, ricco di figure politiche ineguagliabili - commenta il sindaco e assessore alla cultura, Umberto Buratti - e anche in questa occasione - il Museo della Satira e della Caricatura, grazie alle ricerche del dott. Franco Franchi, è stato protagonista di un’operazione di riscoperta in grado di coniugare sapientemente il sorriso con l’approfondimento storico. E spero che il riso amaro suscitato ai tanti visitatori sia il germe di una più profonda riflessione”.
Per chi vorrà approfondire la conoscenza delle vignette de la “La Libertà” sarà ancora possibile scaricare l’eBook che il Museo gli ha dedicato(http://www.museosatira.it/ebook/laliberta/laliberta.pdf). La mostra resterà aperta per tutto il week end, a partire da venerdì, dalle 15,30 alle 19,30.
E dopo la satira imbevuta della grande storia, nelle sale del Museo al Fortino, arriveranno tra due settimane gli attesissimi disegni degli alunni della scuola media cittadina sul tema: “Come vedi il tuo paese”.
Seconda tappa della fruttuosa collaborazione con l’Istituto Comprensivo che nel 2010 vide ben 250 partecipanti.
“La novità di quest’anno – conclude il presidente Ceretti – sarà che sulla scia delle richieste di insegnanti e genitori i disegni dei ragazzi realizzati nel mese di gennaio, resteranno esposti nel nostro Museo fino ad aprile, poco prima della premiazione dei lavori migliori. Inoltre tutti i disegni esposti quest’anno verranno pubblicati in un Quadermo del Museo che verrà poi distribuito gratuitamente.”
loschermo
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26/01/2011
Pescia (PT): Pescia Antiqua
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23/01/2011
Lucca: I palazzi comunali
Continua l’opera di restauro del patrimonio edilizio comunale portata avanti dall’amministrazione. Con determinazione del dirigente del settore lavori pubblici è stato approvato il progetto di restauro ed adeguamento di Palazzo Orsetti e Palazzo Santini per una spesa complessiva di 120.000 euro.
Ne dà notizia l’assessore ai lavori pubblici Antonino Azzarà che aggiunge: ”Compatibilmente con le esigenze di bilancio, infatti, il Comune sta ponendo particolare attenzione ai riguardo del patrimonio pubblico. Da tempo le sedi principali del comune necessitavano di lavori di restauro ed adeguamento. Queste opere si vanno ad aggiungere a quelle svolte lo scorso anno che hanno riguardato il rifacimento del tetto, grondaie, sostituzione di intonaci cadenti e tinteggiature.”
Gli attuali interventi, previsti nel piano triennale 2010-2012, consistono nell’eliminazione delle infiltrazioni d’acqua, restauro di porte e finestre, imbiancatura di interni ed esterni e consolidamento di elementi lapidei.
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21/01/2011
Livorno: Arte a Livorno
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Pescia (PT): Pescia Antiqua
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14/01/2011
Pescia (PT): Pescia Antiqua
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10/01/2011
Firenze: Picasso, Mirò, Daliì
Dal 12 marzo al 17 luglio 2011 a Palazzo Strozzi più di sessanta opere della produzione giovanile di Picasso, Miró e Dalí e oltre cento schizzi picassiani. Una rassegna strutturata come un film composto da flashback che rinviano a una serie di incontri e incroci tematici e formali tra i tre grandi pittori spagnoli, “ripresi” all’inizio della loro avventura di artisti.
LA MOSTRA
Ideata da Christoph Vitali (già direttore della Schirn Kunsthalle di Francoforte, del Haus der Kunst di Monaco, della Fondation Beyeler di Basilea e della Kunst- und Ausstellungshalle der Bundesrepublik Deutschland di Bonn) e co-curata da Eugenio Carmona (professore di Storia dell’arte all’Università di Malaga, membro de los patronatos del Museos Patio Herreriano di Valladolid, del Museo Nacional de Arte Reina Sofía e della Comisión Andaluza de Museos), la rassegna esplora i percorsi dei tre grandi pittori alla ricerca della propria strada in un cammino a ritroso nel tempo.
Promossa e organizzata da Ente Cassa di Risparmio di Firenze, Fondazione Palazzo Strozzi, Soprintendenza PSAE e per il Polo Museale della città di Firenze, con il sostegno del Comune di Firenze, della Provincia di Firenze, della Camera di Commercio di Firenze e dell’Associazione Partners Palazzo Strozzi e con il contributo della Regione Toscana, la mostra è concepita in modo assolutamente innovativo per far vivere al visitatore un’esperienza di completa immedesimazione nella straordinaria atmosfera artistica dei primi anni del Novecento.
Come un film composto da flashback che rinviano a una serie di incontri che viaggiano a ritroso per riannodare le fila di un racconto, la mostra comincia con la visita di Dalí a Picasso (1926), traccia poi la nascita della modernità attraverso le risposte di Dalí a Miró, evidenzia l’incrocio fra Miró e Picasso (1917) e termina ancor prima dell’arrivo del giovanissimo Picasso a Parigi nel 1900, all’inizio del nuovo secolo. Nel 1907 – con il quaderno di schizzi Cahier 7, che raccoglie i primissimi schizzi per il suo rivoluzionario capolavoro Les Demoiselles d’Avignon,integralmente esposto per la prima volta fuori dalla Spagna – nasce il linguaggio dell’arte moderna.
Nel percorso, secondo un lessico “cinematografico”, appaiono richiami visivi a questi schizzi, che hanno rappresentato sollecitazioni fortissime per Dalí a Miró. La mostra conduce il visitatore attraverso spazi organizzati come “pensieri”, o riflessioni, che indagano le radici comuni di uno stile che ha in seguito reso celebri i nomi dei tre artisti.
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....... e ri-Firenze: Picasso, Mirò, Dalì
Dal 12 marzo al 17 luglio 2011 a Palazzo Strozzi più di sessanta opere della produzione giovanile di Picasso, Miró e Dalí e oltre cento schizzi picassiani. Una rassegna strutturata come un film composto da flashback che rinviano a una serie di incontri e incroci tematici e formali tra i tre grandi pittori spagnoli, “ripresi” all’inizio della loro avventura di artisti.
LA MOSTRA
Ideata da Christoph Vitali (già direttore della Schirn Kunsthalle di Francoforte, del Haus der Kunst di Monaco, della Fondation Beyeler di Basilea e della Kunst- und Ausstellungshalle der Bundesrepublik Deutschland di Bonn) e co-curata da Eugenio Carmona (professore di Storia dell’arte all’Università di Malaga, membro de los patronatos del Museos Patio Herreriano di Valladolid, del Museo Nacional de Arte Reina Sofía e della Comisión Andaluza de Museos), la rassegna esplora i percorsi dei tre grandi pittori alla ricerca della propria strada in un cammino a ritroso nel tempo.
Promossa e organizzata da Ente Cassa di Risparmio di Firenze, Fondazione Palazzo Strozzi, Soprintendenza PSAE e per il Polo Museale della città di Firenze, con il sostegno del Comune di Firenze, della Provincia di Firenze, della Camera di Commercio di Firenze e dell’Associazione Partners Palazzo Strozzi e con il contributo della Regione Toscana, la mostra è concepita in modo assolutamente innovativo per far vivere al visitatore un’esperienza di completa immedesimazione nella straordinaria atmosfera artistica dei primi anni del Novecento.
Come un film composto da flashback che rinviano a una serie di incontri che viaggiano a ritroso per riannodare le fila di un racconto, la mostra comincia con la visita di Dalí a Picasso (1926), traccia poi la nascita della modernità attraverso le risposte di Dalí a Miró, evidenzia l’incrocio fra Miró e Picasso (1917) e termina ancor prima dell’arrivo del giovanissimo Picasso a Parigi nel 1900, all’inizio del nuovo secolo. Nel 1907 – con il quaderno di schizzi Cahier 7, che raccoglie i primissimi schizzi per il suo rivoluzionario capolavoro Les Demoiselles d’Avignon,integralmente esposto per la prima volta fuori dalla Spagna – nasce il linguaggio dell’arte moderna.
Nel percorso, secondo un lessico “cinematografico”, appaiono richiami visivi a questi schizzi, che hanno rappresentato sollecitazioni fortissime per Dalí a Miró. La mostra conduce il visitatore attraverso spazi organizzati come “pensieri”, o riflessioni, che indagano le radici comuni di uno stile che ha in seguito reso celebri i nomi dei tre artisti.
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05/01/2011
.......e ri-Firenze: Un anno ad arte
Il ricco calendario delle mostre che saranno organizzate dalla Soprintendenza per il Polo Museale di Firenze. Il testo di presentazione di Cristina Acidini, Soprintendente per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Firenze
«Nella prospettiva del 2011 si è consapevoli che la crisi economica internazionale che ha tanto penalizzato gli anni passati, pur avendo allentato la sua presa, non è certo superata. Ma di nuovo, con la rinnovata alleanza dei partner Ente Cassa di Risparmio di Firenze, presieduto da Michele Gremigni, e Firenze Musei, con il supporto di ulteriori sponsor, facendo tesoro dei tenui segnali di ripresa che giungono nel campo del turismo d’arte, la Soprintendenza ha messo in programma una serie di mostre che toccheranno i maggiori musei del Polo Museale Fiorentino per la sesta edizione del programma espositivo “Un anno ad arte”.
Come ogni volta, le mostre hanno origine da riflessioni e approfondimenti ispirati dalla natura e dalla consistenza dei luoghi e delle collezioni, di cui siamo responsabili. Ma per quest’anno 2011 si presentano anche appuntamenti non eludibili, ai quali hanno dato pieno assenso e completa ricezione i direttori dei musei - che dirigono e coordinano le rispettive mostre - con gli staff tecnici, amministrativi, e di vigilanza e custodia.
Aprirà la serie la mostra agli Uffizi, del Gabinetto Disegni e Stampe, Figure, memorie, spazio. Disegni da Fra’Angelico a Leonardo: unica sede italiana di una presentazione di disegni straordinari che solo la nostra raccolta e quella del British Museum potevano organizzare con la formula del fifty-fifty, cinquanta a testa (e a Firenze con una sezione in più)! Una mostra che quando è stata inaugurata a Londra la stampa inglese ha definito “da una volta nella vita”, “uno sguardo nel mondo privato dell’immaginazione dell’artista”, “schizzi sublimi visti di rado” e altro ancora. A Firenze, la mostra prende l’ulteriore, forte significato di dimostrazione del principio del primato del Disegno in quanto “padre” di tutte le arti.
Mostra "Lorenzo Bartolini. Scultore del bello naturale", Galleria dell’Accademia, 31 Maggio - 6 Novembre 2011
E sulle arti applicate, anzi sull’arte per eccellenza del “commesso di pietre dure” verte la mostra della Galleria d’Arte Moderna, in cui, come contributo al 150° dell’Unità d’Italia, si mette a fuoco la problematica transizione che l’Opificio delle Pietre Dure dovette affrontare quando, esaurita la committenza della corte, si convertì alla creazione di piccoli grandi capolavori per la classe borghese in ascesa. Segno confortante che la capacità di cambiamento e il rapporto col “privato”, ancor oggi d’attualità, sono nel DNA degli istituti fiorentini.
Alla Galleria dell’Accademia, la mostra su Lorenzo Bartolini tocca, attraverso l’opera del sommo scultore dell’Ottocento toscano, i temi eterni del bello ideale e dell’ispirazione alla natura. Essa rappresenta una straordinaria opportunità per ripercorrere decenni cruciali nell’arte e nella cultura d’Italia, dal turbolento periodo napoleonico al vivo dei moti risorgimentali. L’occasione della mostra favorisce – in nome del principio che “la Galleria non è solo il David” – un rinnovato apprezzamento della propria Gipsoteca Bartoliniana-Pampaloniana.
Da Fiorentini quali siamo, ci sia poi concesso di sottolineare un tema che ci tocca e ci coinvolge da vicino: la ricorrenza del V centenario dalla nascita di Giorgio Vasarie Bartolomeo Ammannati, due artefici di massima rilevanza, cosmopoliti, che dopo una operosa gioventù di viaggi per l’Italia si posero al servizio del duca Cosimo de’ Medici, salito al potere nel 1537. Fu dovuta all’impulso del giovane e risoluto duca, e alla creatività infaticabile dei due poliedrici artisti, non solo una lunga serie di interventi nel territorio toscano, ma anche e forse soprattutto l’autentica rinascita del centro della città di Firenze, che ricevette nei decenni centrali del Cinquecento la sua definitiva configurazione.
Nel Museo Nazionale del Bargellosaranno esposte sculture di Bartolomeo Ammannati: Leda col cigno, la Tomba Nari e soprattutto la Fontana di Giunone composta da sei figure allegoriche e mitologiche. Approdato dopo molte traversie al Bargello e qui rimontato per parti, il monumentale apparato statuario riceverà interventi di valorizzazione che ne rievocheranno la magnificenza originaria.
Mostra "Lorenzo Bartolini. Scultore del bello naturale", Galleria dell’Accademia, 31 Maggio - 6 Novembre 2011
La Galleria degli Uffizi presenterà la storia e l’attualità dello straordinario sistema architettonico-urbanistico del “Complesso Vasariano” che si estende tra Palazzo Vecchio e l’Arno, progettato da Giorgio Vasari. Se ebbe come prime funzioni la riunione delle sedi delle Arti prima sparse in Firenze (“Fabbrica dei Magistrati”) e la creazione di una Galleria, la prima in Europa, per l’esposizione delle statue antiche e delle opere d’arte moderne, la sua evoluzione nei secoli lo ha portato ad essere il luogo simbolico dell’arte rinascimentale, di fama planetaria. Del complesso fa parte il Corridoio Vasariano, celeberrimo passaggio aereo risalente al 1565 che collega il sistema Palazzo Vecchio-Uffizi con il palazzo Pitti di là d’Arno, scavalcando strade, sormontando le botteghe del Ponte Vecchio, attraversando palazzi nobiliari e case private.
Ma il 2011 è anche, per decisione dei rispettivi governi, l’anno dei rapporti culturali Italia-Russia. A questa iniziativa internazionale collaborano i massimi musei del Polo fiorentino (incluse le Gallerie degli Uffizi e d’Arte Moderna), e nell’”Anno ad Arte” si è convenuto di inserire la favolosa mostra dei Il Tesoro del Cremlino presso il Museo degli Argenti. In clima di collaborativa reciprocità, i musei fiorentini invieranno al Cremlino una mostra di tesori dei Medici, coordinata dal Museo degli Argenti.
Infine, ultima ma non ultima, la mostra La bella Italia. Arte e identità delle città capitali chiuderà le manifestazioni invadendo pacificamente tutti gli spazi espositivi dei musei di Palazzo Pitti, la “reggia” di Firenze che fu dei Savoia dopo l’Italia unita. Organizzata in collaborazione con La Venaria Reale (TO) nella ricorrenza del 150° dell’Unità, la mostra tocca le due prime capitali dell’Italia unita presentando le sette città ex-capitali degli Stati preunitari nel diversificato splendore delle loro storie artistiche. Tali immagini forti e originali, intessute di simboli e di capolavori altamente rappresentativi, consentiranno un’immersione virtuale nell’Italia del 1861 che, per tanti aspetti, si ritrova in quella odierna.
In parallelo allo svolgimento del programma “Un anno ad arte” altre mostre, insieme con iniziative di programmi educativi, musica e spettacolo dal vivo e incontri letterari, contribuiranno a rinnovare l’attrattiva dei musei fiorentini nell’arco del 2011, dimostrando una volta di più la vitalità culturale, la capacità creativa, la vocazione all’accoglienza qualificata di un sistema museale che – per la qualità delle raccolte nonché delle persone che se ne occupano – ha ben pochi paragoni al mondo.»
Cristina Acidini
Soprintendente per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Firenze
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04/01/2011
Firenze: Epifania in Palazzo Medici-Riccardi
Palazzo Medici Riccardi, che l’anno scorso ha visto la presenza di oltre 140mila persone (dati 2010), si prepara ad accogliere turisti e visitatori con una molteplice offerta di mostre ed eventi.
Palazzo Medici Riccardi Il palazzo, anche per l’Epifania, rimarrà aperto secondo i consueti orari (ore 9-19). L’ingresso è di 7 Euro (prezzo intero) e di 4 Euro per gli studenti (scuole superiori ed università), gruppi di almeno 15 persone, militari, bambini tra i 6 ed i 12 anni, persone oltre i 65 anni, soci ACI, CTS, Touring Club, ICOM. I biglietti consentiranno l’accesso a tutte le mostre presenti all’interno del Palazzo.
“Addio mia bella addio”. La Galleria dei Medici diventerà un campo di battaglia. Gli eserciti che fecero la storia dell’Italia ‘assedieranno’ lo spazio espositivo di Palazzo Medici, dal 23 dicembre 2010 al 21 gennaio 2011, con l’iniziativa “Addio mia bella addio”. Per celebrare il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, la Provincia di Firenze e l’associazione Cantiere della Memoria promuovono l’esposizione di 5 plastici, animati da migliaia di figurini, che ricostruiscono le battaglie dalla prima guerra di indipendenza alla spedizione dei Mille. A corredo dei plastici ci sono pannelli esplicativi e vetrine con soldatini di varie dimensioni, diorami per visualizzare in maggior dettaglio gli eserciti dell’Italia preunitaria e quelli che presero parte ai fatti d’arme considerati. Orario : 9-13 / 15-19. Ingresso libero.
“1910. fuga dalla Capponcina. D'Annunzio tra Firenze e Francia”. Percorsi d'arte e vita di personaggi d'eccezione nella cultura fiorentina del primo '900. D'Annunzio - Duse - Duncan - Craig, inaugurata giovedì 16 dicembre 2010, in Palazzo Medici Riccardi, via Cavour, 1 dal Presidente della Provincia Andrea Barducci e dall'assessore alla cultura Carla Fracci. L'esposizione resterà aperta fino al 13 febbraio 2011 con orario 9.30-18, chiusa il mercoledì.
“Il sigillo di Adriano”. Una scultura realizzata in marmo statuario di Carrara e bronzo pulimentato delle misure di h cm 50 x 45 x 45 del peso di kg 50, realizzata da Antonio Lo Pinto.La scultura ha le forme di un grande anello di foggia Chevalier di bronzo lucidato recante incastonata alla maniera di un cammeo l’effige scolpita in forte rilievo di Antinoo, il giovinetto amato dal grande Imperatore Adriano che divenne a ragione simbolo dell’impegno della Politica e del Governo nella valorizzazione dell’Arte e della Cultura nella società. Una scultura questa che ricorda una storia lontana, dove la cultura e l’arte occupavano uno spazio centrale nella rappresentazione della civiltà dell’uomo. La scultura fa parte di un progetto che consiste nel riassumere i momenti più significativi della storia della scultura italiana attraverso rivisitazioni (ricordiamo il precedente “L’Anello di Canova” del 2008 presentato al National Arts Club di New York) che suggerisce un ritorno alle origini della scultura con un occhio critico e disincantato. Significativa la scelta di Lo Pinto di scolpire, quasi a tutto tondo, l’effige di Antinoo, opera romana che ha reso eterno e assunto ad ideale il concetto di bellezza nell’arte. Il sigillo sarà in esposizione presso la Sala del Caminetto di Palazzo Medici Riccardi fino al 22 febbraio, seguendo l’orario di apertura del palazzo.
L’Arte di Fiesole in mostra a Firenze. Le opere degli artisti fiesolani in mostra a Firenze. Inaugurata mercoledì 22 dicembre, alla Galleria “Via Larga” (via Cavour, 7/r – Firenze) la mostra “I colori di Fiesole” vede raccolte le opere realizzata dagli artisti fiesolani. L’esposizione, realizzata dall’assessorato alla Cultura del Comune di Fiesole in collaborazione con la Provincia di Firenze, rimarrà aperta fino al 9 gennaio con il seguente orario: dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13, il lunedì e giovedì anche dalle 15 alle 17.
“Black Light”. Tre opere fotografiche in bianco e nero firmate da Carlo Fei per la mostra “Black Light”. Immagini d’arte contemporanea allestite nella Cappella dei Magi, nel Museo dei Marmi e nella stanza del Presidente della Repubblica di Palazzo Medici Riccardi. La mostra è in programma fino al prossimo 15 gennaio.
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03/01/2011
.......e ancora Viareggio (LU): Garibaldi a Palermo
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28/12/2010
Firenze: Sei monumenti da restaurare
Sei monumenti commemorativi collocati in altrettante piazze fiorentine saranno restaurati grazie a uno stanziamento di quasi 230 mila euro. Si tratta delle statue di Bettino Ricasoli, Daniele Manin, Dante Alighieri, Manfredo Fanti, Ubaldino Peruzzi, e il monumento per i caduti di Mentana e Monterotondo. I lavori rientrano nelle celebrazioni per il 150/o anniversario dell’Unità d’Italia. I progetti esecutivi sono stati approvati nell’ultima seduta di giunta. Tutte le statue soffrono dell’esposizione ad agenti atmosferici e all’inquinamento, e in alcuni casi sono state sottoposte all’azione corrosiva del guano di piccioni.
Il monumento a Ricasoli, presidente del Consiglio per due volte dopo l’Unità, si trova in piazza Indipendenza, così come anche quello in onore di Peruzzi. Il primo si deve allo scultore Augusto Rivalta e risale agli anni 1896-98. La scultura è in bronzo mentre la base è di granito. Negli anni il monumento è stato restaurato una prima volta nel 1930, poi nel 1951, mentre la cancellata che lo circonda è stata restaurata nel 1924 e nel 1949. Degli stessi anni e nella stessa piazza è il monumento a Peruzzi, ex sindaco di Firenze, più volte ministro nel neonato Regno d’Italia e insieme a Ricasoli il più autorevole tra i moderati toscani. Nel 1892 si costituì un comitato per raccogliere la somma necessaria ad erigere un monumento in suo onore, comitato ‘gemello’ di un altro per Ricasoli, tant’è che i due lavorarono insieme e le statue furono collocate contemporaneamente. La statua a Peruzzi, opera di Raffaello Romanelli, è anch’essa bronzea con un basamento di granito.
In piazza San Marco vi è invece la statua per Manfredo Fanti: ultimata nel 1872 a cura di Pio Fedi, è in bronzo con base in marmo bianco. Già sottoposta a restauro completo nel 1999, il monumento per il generale e poi ministro della guerra è al momento fortemente compromesso per il guano di piccioni.
Il monumento a Daniele Manin, figura di spicco del risorgimento veneziano, si trova nel piazzale Galileo Galilei che è parte del percorso del viale dei Colli. Nel 1886 i cittadini veneti residenti a Firenze si costituirono in un comitato per raccogliere i soldi necessari a erigere un monumento al loro compatriota. La statua fu ultimata nel 1889-90, si tratta di un’opera in bronzo con base in marmo bianco, già completamente restaurata nel 2003. Il progetto approvato prevede il solo restauro del basamento, particolarmente degradato.
In piazza Mentana è collocato il monumento ai Caduti di Mentana e Monterotondo (autore Oreste Calzolari), che ricorda la battaglia tra truppe franco-pontificie e i volontari di Giuseppe Garibaldi combattuta nel 1867 nelle cittadine laziali presso Roma. Il monumento fu inaugurato nel 1901: si tratta di un gruppo scultoreo in marmo bianco che rappresenta un garibaldino che cerca di sorreggere un compagno morente, il quale stringe una bandiera. Il basamento è in granito.
La statua per il Sommo Poeta, opera di Enrico Pazzi, si trova sulla scalinata della Basilica di Santa Croce, nell’angolo sinistro del sagrato. La collocazione risale al 1971, mentre originariamente il monumento, inaugurato nel 1865 in occasione del sesto centenario della nascita, era stato posto nel centro della piazza. La nuova collocazione fu decisa dopo l’alluvione del 1966 in modo da restituire alla piazza il suo spazio e anche per consentire il gioco del calcio storico. La scultura è in marmo bianco e fu già oggetto di restauro alla fine degli anni ’60. L'intervento odierno è quello più costoso tra i sei e ammonta a quasi 50 mila euro. (edl)
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15/12/2010
Firenze: Novecento sedotto
Il fascino del Seicento tra le due guerre da Velazquez ad Annigoni. La mostra indaga il tema del sacro, la pittura di figura e 'generi' come la natura morta e il paesaggio. Il contesto artistico dell'epoca e' testimoniato da opere significative di Primo Conti, Felice Carena, Baccio Maria Bacci, Achille Funi, Cipriano Efisio Oppo, Carlo Socrate, Armando Spadini, Giorgio De Chirico, Gregorio Sciltian, Antonio Bueno e Pietro Annigoni. Il percorso espositivo rispecchia un andamento sia cronologico che tematico.
a cura di Lucia Mannini, Valentina Gensini, Anna Mazzanti
con il coordinamento scientifico del Prof. Carlo Sisi
Nella splendida cornice di Villa Bardini, la mostra affronta un tema inedito di grande rilievo per l’arte del XX secolo: la riscoperta del Seicento da parte di critici e artisti in Italia negli anni tra le due guerre.
Dagli anni Venti, con la grandiosa Mostra del Sei e Settecento tenutasi a Palazzo Pitti nel 1922, contro la quale si scagliò De Chirico inaugurando la querelle sulla mania del Seicento, fino agli anni Quaranta, con le inchieste sul Barocco, cui contribuirono intellettuali filosofi e artisti, il fascino del Seicento influenzò la ricerca di un nuovo rapporto con la Realtà. Lo testimoniano tele, tavole, affreschi staccati, esposti accanto ad opere significative del Seicento, tra Caravaggio e Velàzquez, con le quali intrecciano un intrigante dialogo.
Il percorso indaga il tema del sacro, alla pittura di figura e “generi” magistrali come la natura morta e il paesaggio.
Il contesto artistico dell’epoca è testimoniato da opere significative di Primo Conti, Felice Carena, Baccio Maria Bacci, Achille Funi, Cipriano Efisio Oppo, Carlo Socrate, Armando Spadini, Giorgio De Chirico, Gregorio Sciltian, Antonio Bueno e Pietro Annigoni.
La mostra “Novecento sedotto. Il fascino del Seicento tra le due guerre. Da Velasquez a Annigoni”, promossa dall’Ente Cassa di Risparmio di Firenze e ospitata dalla Fondazione Parchi Monumentali Bardini e Peyron al Museo Annigoni, a Villa Bardini, dal 16 dicembre 2010 al 1 maggio 2011, rispecchia un andamento sia cronologico che tematico.
Il percorso espositivo si snoda a partire dalla ricostruzione del contesto degli anni Venti, in cui emerge il ruolo trainante della cultura fiorentina, con una parentesi dedicata a critici e a collezionisti che alimentarono l’interesse per il Seicento. Due sale tematiche, dedicate a natura morta e paesaggio, generi tipici del Seicento, propongono soggetti che recepiscono, attualizzandoli, alcuni caratteri espressivi del passato e collegano le premesse degli anni Venti con alcune espressioni artistiche di Annigoni e dei pittori della sua generazione. L’ultima sala propone opere realizzate tra la metà degli anni Trenta e i primi anni Quaranta dal gruppo di artisti che confluiranno nei “Pittori Moderni della Realtà”, opere che dimostrano quanto ancora siano in auge lo stile e l’iconografia seicentesca fra i riferimenti dell’eclettico repertorio del passato cui attinge questo ambiente artistico, in special modo ispirato al caravaggismo spagnolo.
“L’esposizione - sottolinea l’avvocato Michele Gremigni, Presidente dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze - è l’ occasione per proporre al pubblico alcune opere da tempo custodite in collezioni private e opere di particolare interesse offerte in una veste rinnovata grazie ad accurati restauri; sono particolarmente lieto – prosegue l’avvocato Michele Gremigni – che il Museo Annigoni ospiti un’altra mostra di eccezione, a testimoniare che il Museo è luogo aperto e di confronto, che permette una rotazione di opere delle opere di Pietro Annigoni, dialogando con altri artisti”.
Il catalogo risponde al percorso espositivo presentando contributi che introducono le sezioni della mostra, seguiti da altri che approfondiscono tematiche specifiche e contestualizzano il tema nella dimensione italiana e internazionale. Le schede delle opere costituiscono un apparato critico considerevole, costruendo per immagini un rapporto costante tra i due secoli. La stessa scelta, dunque, che nel percorso espositivo vede accostate opere del Seicento e del Novecento, si ripete nel catalogo, impostando un dialogo visivo arricchito di estesi confronti, in grado di restituire gran parte delle riflessioni critiche che accompagnarono il lavoro degli artisti di questa prima metà del Novecento sedotto dal secolo barocco.
Con il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali
Enti promotori: Regione Toscana, Toscanaincontemporanea 2010
Provincia di Firenze
Comune di Firenze
Ente Cassa di Risparmio di Firenze
Fondazione Parchi Monumentali Bardini e Peyron
Associazione Amici di Pietro Annigoni Collaborazioni: Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Firenze e
Direzione Regionale Beni Culturali e Paesaggistici della Toscana
Galleria d’arte moderna di Palazzo Pitti
Galleria degli Uffizi
Fondazione di Studi di Storia dell’Arte Roberto Longhi
Fondazione Primo Conti onlus
Realizzazione: Ente Cassa di Risparmio di Firenze
Supervisione generale Antonio Gherdovich
Coordinamento e relazioni esterne Marcella Antonini
Logistica e Assicurazioni Luca Bigazzi e Guido Frullanti
Fondazione Parchi Monumentali Bardini e Peyron
Supervisione generale Renato Gordini
Segreteria organizzativa Maria Grazia Geri
Catalogo Polistampa edizioni
Museo Annigoni di Villa Bardini
Costa San GIorgio 2, 50125 Firenze
Orario: da martedì a domenica 10-18
Ingresso: € 6 intero, € 4 ridotto, € 2 scolaresche
09:27 Scritto da minobezzi1 in arte antica e moderna | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: fi, no | OKNOtizie |
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10/12/2010
.......e ancora Lucca: Massimo Lomi
| Lucca - dal 10 al 17 dicembre 2010 |
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09:56 Scritto da minobezzi1 in arte antica e moderna | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: lu, ma | OKNOtizie |
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08/12/2010
Cècina (LI): Passeggiando nel Presepe
| Cecina (LI) - dall'otto dicembre 2010 al 9 gennaio 2011 |
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10:53 Scritto da minobezzi1 in arte antica e moderna | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: ce, pre | OKNOtizie |
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06/12/2010
Prato: Seta ad arte
“Seta ad arte. Storia e tecniche dell'eccellenza toscana” è questo il titolo del libro, edito da Edifir, che l'Osservatorio dei Mestieri d'Arte presenta giovedì 16 dicembre nella cornice del Museo del Tessuto di Prato. Si tratta dell'VIII volume della Collana “I mestieri d'arte – Quaderni d'artigianato”, diretta dal Presidente di OmA Toscana Prof. Giampiero Maracchi, che affronta a tutto campo la storia di una manifattura, quella sella seta, da secoli lustro e vanto del territorio toscano.
A firmare la pubblicazione Daniela Degl'Innocenti, curatrice e responsabile scientifica del Museo del Tessuto di Prato, esperta di storia del tessuto e Mattia Zupo, specialista di tecnologia tessile, coadiuvati da Dora Liscia Bemporad, professoressa di storia delle arti applicate e dell'oreficeria presso l'Ateneo fiorentino a cui è affidata la presentazione del libro.
Daniela Degl'Innocenti sviluppa l'anima storica dell'argomento: dalle origini della sericultura, alla figura imprenditoriale del setaiolo, dal Quattrocento al Settecento, il suo racconto puntuale e storicamente completo arriva fino ai giorni nostri iniziando il lettore a quelle realtà che nel settore della seta sono ancora attive a Firenze. Ed ecco l'Antico Setificio Fiorentino e la Fondazione Arte della Seta Lisio capaci di una produzione su telai a mano per la seta, il damasco, il broccato, e i velluti che riproducono i motivi e disegni dei grandi maestri del Rinascimento fiorentino. Segue e completa “Seta ad arte. Storia e tecniche dell'eccellenza toscana” il racconto dell'anima tecnologica dell'arte della seta. Materia affidata alla penna di Mattia Zupo capace di coniugare gli aspetti relativi alla materia (dal bombyx mori alla composizione chimica della seta ai vari tipi di tessuti serici) con quelli del processo di lavorazione della seta (filatura, tessitura, orditura, tintura, finissaggi e relative sottofasi). Spiegazioni tecniche che il lettore, anche non esperto, può seguire anche grazie all'uso di fotografia e disegni e al prezioso glossario illustrato (in appendice).
A chiudere il volume, infine, un'utilissima appendice “Itinerari tessili della Toscana” per scoprire provincia per provincia, gli indirizzi, i siti e i numeri di telefono di musei e luoghi dove è possibile vedere le sete o conoscere i metodi tradizionali della loro produzione ovvero seguire corsi di apprendimento sulla materia.
Gli altri volumi della collana:
La Terracotta dell’Impruneta. Sapere antico e lavoro moderno - L. Casprini Gentile e L. Hamad;
La porcellana a Firenze. Storia e tecnica tra artigianato e industria - L. Casprini Gentile;
Il fascino dell’illusione: storia e tecnica della scagliola, Silvia Botticelli;
Il Cristallo. Storia e tradizione artigiana - F. Cintelli;
L’Arte del ferro battuto. Storia e tecniche di lavorazione - Sofia Pezzati;
Il cuoio sulla scrivania, storia e tecniche della pelletteria artistica - Lisa Gordigiani;
Carta decorata, storia e tecniche artigianali, Sofia Pezzati.
18:47 Scritto da minobezzi1 in arte antica e moderna | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: po, se | OKNOtizie |
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