03/01/2011
........e ancora Lucca: Cancellare il Parco della Rimembranza: perché?
Ecco il documento inviato congiuntamente da Italia Nostra e WWF a sindaco, soprintendente e direttore regionale del MiBAC in merito al progetto di sostanziale cancellazione del Parco della Rimembranza di Piazzale Verdi che l'Amministrazione Comunale lucchese vuole portare avanti. Il Comune di Lucca infatti ha impugnato (tramite ricorso al TAR) l'atto di revoca che l'attuale Soprintendente arch. Agostino Bureca ha fatto del nulla osta rilasciato dal suo predecessore, per chiari difetti formali e incompetenza.
"Le sottoscritte Associazioni intervengono sul progetto attualmente programmato dal Comune di Lucca in Piazzale Verdi, per realizzare uno spazio all’aperto per eventi musicali, spostando e cancellando gran parte del Parco della Rimembranza.
Questo Parco è stato costruito negli anni ’20 a commosso e partecipato ricordo dei caduti della Grande Guerra, ed è costituito da una struttura urbana formata da più aiuole di lecci (ogni leccio a ricordo di un caduto) e da elementi scultorei opera dell’artista lucchese Francesco Petroni.
E’ assai noto il perché questo Luogo della Memoria fu voluto proprio in quel sito: perché, a differenza di quello che era stata nel passato, quell’area era divenuta un punto importantissimo della città a seguito dell’apertura nella cerchia muraria della Porta S. Anna, che metteva in diretta comunicazione il centro urbano con il quartiere esterno più popoloso.
E’ notorio che il progetto comunale (che fa parte dell’insieme di interventi con finanziamento PIUSS e che prevede la cancellazione del Parco e la rimozione delle sculture per ricollocarle sopra il baluardo S. Donato) nel febbraio scorso ebbe il nulla osta del Soprintendente ad interim allora presente. Ed è altrettanto noto che, successivamente all’esposto di Italia Nostra contro il progetto, il Soprintendente Agostino Bureca, succeduto al precedente dal 1° marzo 2010, ha revocato il predetto nulla osta nel settembre 2010 perché non è competenza di un Soprintendente decidere sullo spostamento e/o cancellazione anche parziale di beni culturali (come sono classificati i Parchi della Rimembranza) e pertanto risultando un atto illegittimo.
Apprendiamo dalla stampa che il Comune di Lucca contesta tale atto di revoca impugnandolo con un ricorso al TAR.
Le sottoscritte Associazioni sottolineano quanto segue:
1. Il Parco della Rimembranza di Piazzale Verdi rappresenta un pezzo di storia urbana e un valore culturale e morale assolutamente da conservare, anche per rispetto dei caduti ed anche in coincidenza con le celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità della Nazione;
2. L’intervento previsto è assai oneroso per le casse comunali. Dei globali 5 milioni e oltre di costo preventivato, infatti, solo 3 milioni provengono dai fondi europei del Programma PIUSS mentre oltre 2 milioni sono a carico del Comune. L’attuale situazione in cui l’Amministrazione stessa, con appelli pubblici, sta cercando fondi per la conservazione e manutenzione ordinaria delle Mura renderebbe opportuno qualsiasi risparmio in strutture, a nostro giudizio, inutili.
3. Piazzale Verdi è attualmente in una situazione di degrado che fa a pugni con la sacralità del luogo. Certamente il previsto doveroso allontanamento del capolinea dei bus è un’operazione che ne favorirà la riqualificazione. Noi riteniamo giusto che il progetto già finanziato venga modificato in un intervento (molto, molto più economico) di valorizzazione, ripulitura, restauro e manutenzione della struttura a Parco già esistente. Questo risulta possibile perché modifiche od anche parziali cancellazioni dei progetti originari PIUSS sono già state effettuate da altre Amministrazioni (es. Viareggio) senza rischio alcuno per il finanziamento europeo di questo e degli altri interventi finanziati dal Bando. In un ri-programmato e sommario piano finanziario comunale, degli oltre 2 milioni di fondi del Comune destinati al cosiddetto progetto di “nuovo anfiteatro”, la metà potrebbe essere destinato al restauro e alla riqualificazione del Parco di Piazzale Verdi (assieme ad un ridimensionato contributo PIUSS) e il restante milione (oltre gli eventuali fondi restanti del finanziamento PIUSS) potrebbe essere dirottato per gli interventi più urgenti sulle Mura Urbane.
4. L’ellisse per gli spettacoli del Summer Festival che in questo luogo si vuole realizzare, non solo appare un assurdo urbanistico, ma sarà struttura assai modesta, capace di accogliere appena sette/ottocento spettatori in più rispetto all’attuale Piazza Napoleone. E questo ad un costo abnorme … Ci viene da segnalare se non sia invece più confacente che tali spettacoli siano accolti nello stadio Porta Elisa che, sin da subito, è in grado di garantire una capienza e una funzionalità molto superiori.
5. La strada del contenzioso con la Soprintendenza, intrapresa dall’Amministrazione comunale, non ci sembra assolutamente la più opportuna e ci appare come una pura volontà di dimostrazione di forza che purtroppo non serve a niente e a nessuno".
Italia Nostra Lucca (Roberto Mannocci)
WWF Lucca (Domenico Verducci)
loschermo
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31/12/2010
Vecchiano (PI): Chi ha ucciso il lago di Puccini?
Chi ha ucciso il lago di Puccini? Sta cercando di scoprirlo la procura di Lucca che, sull’inquinamento letale del Massaciuccoli, ha aperto un fascicolo per danneggiamento aggravato di acque pubbliche, distruzione e deturpamento di bellezze naturali, immissione di rifiuti nelle acque superficiali, danneggiamento di specie animali e vegetali. Non ci sono indagati, per ora, e l’inchiesta è partita dopo un esposto presentato dal Wwf.
REATI DA ACCERTARE - Reati gravi ancora da accertare, dunque. Anche se un dato sembra essere certo: anni di incuria e abbandono hanno trasformano una delle zone lacustri più belle della Toscana in sette chilometri quadrati senza alcuna vita animale. Un danno amplificato anche dall’importanza culturale del lago davanti al quale, Giacomo Puccini, ha composto alcune delle sue opere. E melodie immortali come il coro muto della Butterfly. Si racconta che il maestro fu ispirato per comporre il capolavoro dal vento che muoveva i canneti e dal lento incedere delle onde spinte dalla leggere brezza delle Alpi Apuane.
DENUNCIA - Si è mosso anche il Parlamento. Con due interrogazione ai ministri della Salute e dell’Ambiente presentate dall’onorevole Elisabetta Zamparutti e dal senatore Andrea Marcucci. I due parlamentari chiedono informazioni sullo stato delle acque del lago inquinate o addirittura avvelenate e se questa situazione può essere a rischio per la popolazione dei comuni limitrofi e per i turisti. Il turismo è una delle principali risorse di Torre del Lago, frazione di Viareggio. Lo testimoniano le centinaia di migliaia di visitatori da ogni parte del mondo che ogni estate popolano le rive del lago e degli appassionati di lirica che seguono il programma del Festival Pucciniano costruito da pochi anni davanti al lago e a due passi dalla casa natale di Puccini.
TUBONE - Nel frattempo si anima la vicenda annessa al progetto del Tubone. Un progetto, con finanziamento di circa 18.000.000 di euro, che dovrebbe mandare l'acqua del fiume Serchio verso il lago ma, anche questo, con non poche polemiche.
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28/12/2010
Castiglion Fiorentino (AR): Ex Sadam, bonificare?
La sezione Italia Nostra Valdichiana, da sempre impegnata nel monitoraggio di tutto ciò che riguarda la tutela dell'ambiente, rivolge a tutti i destinatari della presente un appello affinché vengano finalmente forniti tutti i chiarimenti atti a tranquillizzare la cittadinanza su un aspetto essenziale del progetto di riconversione dell'ex-Zuccherificio Sadam: la bonifica dei terreni.
Su questo argomento non é mai stata detta una parola chiara né, tantomeno, definitiva; eppure si tratta in maniera evidente di un argomento che dovrebbe avere la precedenza su qualsiasi progetto di riconversione.
Riassumiamo i punti essenziali di quanto a nostra conoscenza: 1. La Conferenza dei Servizi, riunitasi in data 5 Ottobre 2009 per esaminare la "Relazione tecnica descrittiva delle attività di caratterizzazione del sito", aveva chiesto alla Eridania/Sadam un supplemento di indagine mirato a stabilire in via definitiva l'effettiva necessità della bonifica e le modalità della sua esecuzione. A tale scopo, alla Eridania/Sadam erano stati concessi tre mesi di tempo per presentare una relazione integrativa. Di mesi ne sono passati 15, ma non c'è ancora una risposta e ci risulta che la Conferenza, quanto meno sull'argomento, non si è più riunita.
2. Nel convegno organizzato alla fine del mese di Settembre 2010, nel teatro di Castiglion Fiorentino, Italia Nostra ha rivolto ai responsabili della Eridania/Sadam delle domande precise sulla bonifica in questione; le risposte sono state evasive e molto deludenti.
3. Al di là delle risultanze analitiche relative a campioni di acque e di terreni, prelevati a varie profondità, riportate nella Relazione sopra citata, nulla si sa sullo stato superficiale dei terreni, in relazione a possibili contaminazioni derivanti da scarichi, più o meno occasionali, di residui della lavorazione delle barbabietole e di altri fluidi di processo (fanghi e quant'altro). In particolare, nulla si sa dei materiali di risulta dalla demolizione di fabbricati e di apparecchiature. Dove sono stati smaltiti questi materiali? La Conferenza dei Servizi sopra citata aveva fatto presente che"......dovranno essere prodotti in copia tutti i formulari di trasporto dei rifiuti allontanati dal sito, con gli estremi di accettazione dell'impianto finale". Non ci risulta che questi documenti siano stati forniti.
4. Un aspetto particolarmente importante della bonifica riguarda le apparecchiature contenenti amianto. Chiediamo in particolare alla USL, destinataria anch'essa della presente, di rispondere alle domande che le avevamo rivolto con lettera raccomandata, inviata agli inizi di Ottobre u.s. e che qui riproponiamo: - E' stata completata la bonifica? - Sono state rispettate le procedure, approvate dalla USL? - Sono state completate tutte le pratiche amministrative? - Dove sono stati smaltiti i materiali, contenenti amianto, risultanti dalla bonifica?
Italia Nostra si augura che questo appello venga accolto e che pertanto vengano messe in atto tutte le misure necessarie perché la bonifica venga definita e realizzata al più presto e vengano date ai cittadini informazioni e garanzie precise sulla tutela della loro salute. D'altronde, come si potrebbe non procedere ad una bonifica del terreno, sul quale dovrebbe essere realizzato, fra l'altro, un insediamento residenziale, turistico ed abitativo?
greenreport
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Carrara: Il problema della terraccia di cava
Legambiente Carrara denuncia lo smaltimento delle terre dalle cave di Calocalara "via acque di pioggia". «L'ultimo di una serie di eventi ricorrenti è avvenuto lo scorso 7 dicembre quando un fiume di fango proveniente dalle cave è sceso lungo il ravaneto e, sfuggendo alla vasca di sedimentazione, si è riversato su via Miseglia superiore (resa inagibile per i detriti depositati sull'asfalto), precipitando poi sulla ripida via Fantiscritti: un vero fiume di fango che, superate le soglie, è penetrato anche nelle case» spiega l'associazione ambientalista.
Questa situazione che pare ripetersi frequentemente, ad ogni pioggia intensa, è nota all'amministrazione comunale che, intervenuta per riattivare il transito su via Miseglia superiore, ha rassicurato circa la stabilità del ravaneto e del fatto che le terre sono trascinate in paese perché le cave nonostante la prescrizione dell'Asl e i ripetuti solleciti del comune, non hanno ancora realizzato i canali di scolo delle acque piovane.
Viene quindi tollerata una situazione di smaltimento "abusivo" di queste terre lasciate al monte e poi disperse a valle con le acque di pioggia. «I dati ufficiali fornitici dal comune- proseguono da Legambiente Carrara- dimostrano che negli ultimi 5 anni le terre smaltite abusivamente al monte sono aumentate di oltre un milione di tonnellate. Oltretutto l'abuso è palese, visto che le ingenti quantità di terre nelle cave e sulle scarpate delle vie d'arroccamento sono visibili anche da grande distanza. Tuttavia, per questa fattispecie di violazione del piano d'escavazione e del D. Lgs. 152/2006, il comune è molto comprensivo: pur riconoscendo che lo smaltimento delle terre è un obbligo la cui inottemperanza prevede la revoca dell'autorizzazione, non provvede nemmeno ad intimare alle cave l'asportazione delle terre. Anche per la prescrizione di realizzare adeguati sistemi di scolo delle acque piovane, il comune conferma la sua strana consuetudine di reiterare di anno in anno la prescrizione alle cave inadempienti, senza però applicare sanzioni».
Dunque le rassicurazioni del comune, preoccupano Legambiente e i residenti di Miseglia anche considerando l'eventualità che a seguito di una precipitazione eccezionale frani l'intero ravaneto, mettendo a rischio l'incolumità degli abitanti (nel 2003 fu sfiorata la tragedia, quando la frana del ravaneto seppellì e scavalcò la strada comunale, fermandosi fortunatamente subito dopo).
Legambiente segnala problemi tecnici e gestioni approssimative del sistema di mitigazione (canalina di carico della vasca di sedimentazione mal dimensionata, vasca poco accessibile per lo svuotamento..) e propone quindi interventi immediati: ordinare la rimozione e lo smaltimento in discarica di quei fanghi che, rimossi dalla vasca di sedimentazione, sarebbero stati riportati in cava; ordinare lo svuotamento completo della vasca di sedimentazione dai fanghi e dai detriti, per non vanificarne l'efficacia; allestire accessi adeguati ai mezzi meccanici per compiere l'operazione di svuotamento completo; svuotare la vasca anche dalle acque, sia per facilitare la rimozione di fanghi e detriti, sia per permettere il controllo del completo svuotamento; intervenire radicalmente al piede del ravaneto di Miseglia, in modo da intercettare completamente le acque, convogliandole nella vasca di sedimentazione; lavare la strada comunale ogni settimana e dopo ogni pioggia, per ridurre la polvere sollevata dal transito dei camion.
Per Legambiente Carrara è necessario poi che il comune cerchi di rimuovere il problema alla radice: «deve affrontare il problema del dilavamento delle terre prescrivendo a tutte le cave (non solo a quelle di Calocalara) che il loro stoccaggio temporaneo sia effettuato esclusivamente in contenitori a tenuta e vietandone lo scarico nei ravaneti e sulle vie d'arroccamento. Per il ravaneto di Miseglia non più utilizzato come via d'arroccamento, il comune deve prescriverne lo smantellamento, in modo da rimuovere alla radice sia il trascinamento a valle di terre e detriti sia, soprattutto, il rischio di frana. Ma il prerequisito di ogni azione efficace- concludono da Legambiente Carrara- è che il comune inizi ad operare seriamente, recuperando la credibilità perduta. A tal fine è indispensabile che ogni inadempienza sia seguita non da solleciti, ma da sanzioni tempestive e dissuasive e che, alla prima recidiva, si proceda a revocare l'autorizzazione alle cave inadempienti, fino a completa ottemperanza».
Tutta la situazione è ben illustrata in un video pubblicato sul sito www.legambientecarrara.it
greenreport
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27/12/2010
Empoli (FI): La Revet non raccoglie pkiù
Probabilmente i cittadini non si accorgeranno di nulla...almeno inizialmente...ma per aziende, centri commerciali, ospedali, imprese, c'è un problema sul fronte della raccolta dei rifiuti dal 18 dicembre scorso. E dopo le Feste questa situazione diventerà ancora più pressante.
Ma cos'è successo?
Venerdì 17 dicembre 2010, a Valerio Caramassi, presidente di Revet - l'azienda che raccoglie seleziona e prepara per il riciclo vetro, plastica, lattine e tetrapak in 219 comuni della Toscana - è stato notificato un decreto di condanna del Tribunale di Firenze, con sanzione di 20.500 euro, in relazione al reato "di attività di gestione di rifiuti non autorizzata", avendo, attraverso un mezzo di una cooperativa di servizio, raccolto da un'area aziendale rifiuti speciali assimilati agli urbani (nello specifico un barattolo di maionese) come sempre fatto, poiché previsto dal regolamento approvato dal consiglio comunale di quel Comune.
In conseguenza di ciò, Revet il giorno dopo ha ritenuto doveroso comunicare immediatamente a circa 100 comuni toscani e ai relativi gestori di servizio pubblico l'interruzione delle attività di raccolta nei luoghi soggetti alle interpretazioni del procedimento: sono 788 le campane o i cassonetti oggetto di questa interruzione di raccolta poiché posizionati all'interno di aree private (utenze non domestiche) quali appunto aziende, imprese, centri commerciali, ospedali, etc.. Queste campane, che da dieci giorni non sono più svuotate da Revet, sono identiche a quelle presenti sul suolo pubblico, poiché sono "analiticamente" identici per struttura chimica e fisica i rifiuti che vengono raccolti in modo differenziato. Quindi un barattolo che ha contenuto maionese se proviene da casa propria può essere raccolto e avviato al trattamento che lo prepara per il riciclaggio, se invece arriva dalla mensa di un'azienda no!
Il tutto ha origine da una interpretazione giuridica (articolo 195, comma 2 lettera e del D.Lgs. n° 152 del 2006 e s.m.i) per la quale quel tipo di rifiuti, oggetto di accertamenti Arpat e seguente procedimento, ancorché omogenei agli urbani e perfettamente avviabili a recupero e a riciclo, non potevano essere ritirati perché da considerare sempre come rifiuti speciali.
Ma se le imprese trascinassero in strada le campane dopo averle riempite? Andrebbe tutto bene! Bel paradosso: in ogni caso Revet, non volendo reiterare il reato, non ritira più quei contenitori presenti all'interno delle aziende.
I criteri per l'assimilazione di quei rifiuti dovevano essere determinati con decreto dallo Stato, mentre le assimilazioni competono ai Comuni tramite l'assunzione di un regolamento. Detto decreto però non è stato emanato.
Rispetto a questa interpretazione sanzionatoria il quesito è: perché non si possono ritirare pur essendoci regolamenti comunali approvati? E' vero che il governo doveva emanare quel decreto attuativo contenente nuovi criteri per l'assimilazione e ciò non è stato fatto, ma è anche vero che fino alla emanazione dei nuovi criteri rimangono in vigore quelli precedenti. Del resto questa interpretazione è esattamente quella che la regione Toscana ha dato nella approvazione della legge finanziaria.
Fra l'altro la questione sembrerebbe superata anche dal nuovo testo di legge, pubblicato recentemente in Gazzetta Ufficiale, laddove si parla esplicitamente della necessità di recuperare e riciclare non solo i rifiuti urbani ma anche "i rifiuti di altra origine, nella misura in cui tali flussi di rifiuti siano simili a quelli domestici".
Revet in ogni caso, ha già fatto ricorso contro il decreto ricevuto ma, nel frattempo, ha doverosamente comunicato a tutti i gestori ed ai comuni dove si configurano situazioni di raccolta identiche alla fattispecie contestata, dell'interruzione del servizio. L'azienda di Pontedera, per bocca del suo presidente Caramassi si è detta «...pronta a governarne nei casi più delicati l'impatto negativo della decisione presa, ma è chiaro che, al di là delle interpretazioni, il decreto di condanna è stato emanato, quindi Revet non può dare in alcun modo la sensazione di voler reiterare ciò che si considera reato...».
greenreport
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22/12/2010
Carrara: CarraraFiere ed il Marble Hotel
CarraraFiere ha convocato ieri una conferenza stampa per il consuntivo del bilancio 2010.
Un risultato positivo sia per numero di manifestazioni e soprattutto per le presenze di visitatori (400mila le presenze per un indotto stimato nel comprensorio apuo-versiliese che supera i 40 milioni di euro).
Nel 2011 saranno 15 le manifestazioni in programma. Tra le più importanti Seatec e Compotec, 4x4 Fest, e Balnearia che si amplierà separandosi da Tirreno Ct. Inoltre sarà replicata MondoPesca. La novità per l’anno prossimo sarà rappresentata da Poker Game Show, la rassegna delle attrezzature e servizi per il mondo del gioco.
Una bella notizia in questi tempi di crisi! Significa anche che si è operato bene!
In margine alla conferenza stampa il presidente di CarraraFiere, Giorgio Bianchini, a seguito di una domanda, fa un “timidissimo accenno” alla possibilità che IMM possa “eventualmente” essere interessata in “piccolissima parte” a rilevare il Marble Hotel che, subito questa e non il bilancio di CarraraFiere diventa oggi la notizia.
Stamani infatti, si sostiene addirittura che la Marmi Macchine si appresterebbe a lanciare una cordata di imprenditori locali per rilevare il Marble Hotel!
Perché in tutti questi anni, dai mondiali ’90, il Marble Hotel non è mai stato terminato? La ragione è di una semplicità lapalissiana: perché si tratta di un “grande” hotel composto da circa 150 camere.
Una struttura di questo tipo, nella nostra zona, non può essere gestita da un singolo imprenditore locale, o da una inesistente catena locale, ma per essere remunerativa, deve entrare a far parte di una grande catena alberghiera.
In sostanza deve poter contare non solo su una clientela locale, stagionale, legata al nostro turismo marino o d’affari, ma diventare una base anche per il turismo toscano legato alle città d’arte (Firenze, Lucca, Pisa, Siena…).
Il problema non è edilizio, terminare i lavori, ma gestionale, trovare un compratore o gestore interessato alla struttura.
Ma l’eventuale compratore vorrà dire la sua sull’organizzazione interna finale della struttura (camere, servizi, ecc.), terminarla senza tener conto di queste esigenze sarebbe stupido..
Il tema quindi non è la realizzazione della rotatoria al casello autostradale, ma la garanzia che l’hotel sarà veramente terminato e questa vi sarà solo quando l’hotel avrà trovato finalmente un compratore/gestore importante, una catena di livello nazionale o internazionale.
Tutto il resto sono chiacchiere….compresi i posti di lavoro attivati, il turismo, il coinvolgimento della Marmi Macchine, ecc.
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20/12/2010
Livorno: Più Università
Tony Faini per costaovest
“A questo proposito”, ha quindi annunciato il rettore Augello, “la volontà dell’ateneo pisano è quella di proseguire e potenziare l’esperienza dell’università’ a Livorno, dove in poco tempo si sono creati due corsi di laurea, uno triennale e una laurea magistrale, laboratori, una biblioteca specializzata, e questo grazie agli enti locali, soprattutto grazie al lavoro dell’assessore Colombini, vera anima di questa iniziativa, e con il contributo di altri enti territoriali”.
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Marciana Marina (LI): Elbafly vuole il suo ruolo
Si è tenuta in data 16.12.10 l'Assemblea dei soci di Elbafly, convocata allo scopo di definire le eventuali iniziative di supporto alle annunciate novità inerenti lo sviluppo del traffico aereo elbano.
L'Assemblea, primariamente, nel prendere atto che persistono gravi ritardi nell'espletamento delle procedure finalizzate alla riemanazione del bando della Continuità Territoriale, ha sollecitato il cda a supportare e coinvolgere le amministrazioni locali affinché si ottenga lo sblocco della procedura ancora ferma nelle mani del Ministro dei Trasporti.
In riferimento alla gestione dell'ultimo esercizio, il Cda ha effettuato una relazione circa gli accadimenti della stagione di volo 2010 (che hanno portato all'avvio di un'azione legale nei confronti della compagnia aerea inadempiente); ha presentato un riepilogo del servizio transfer su gomma svolto su Pisa in sostituzione della Continuità Territoriale; ha dato conto di tutte le iniziative promozionali svolte; infine, ha annunciato un risultato economico di fine esercizio di segno positivo.
Malgrado ciò, l'Assemblea, pur prendendo atto con soddisfazione delle azioni svolte e del risultato economico, ha deliberato, non solo di confermare nuovamente la quota associativa introdotta nell'ultima assemblea, ma addirittura di incrementarne l'importo.
La volontà dell'Assemblea, infatti, è stata di destinare i proventi di tale quota primariamente all'ottenimento delle certificazioni ambientali EMAS e ISO14001 (che in futuro si prevede diverranno requisito discriminante per la partecipazione a bandi pubblici), all'elaborazione di un nuovo sito di prenotazione e vendita di biglietti aerei e servizi connessi ai voli, e per la parte residua al consolidamento delle azioni promozionali fino ad oggi svolte in collaborazione con CCIAA, APT e Associazione Albergatori, costituendo così un piccolo budget, da destinarsi specificatamente alla promozione e commercializzazione dei voli aerei, che verrà investito in sinergia e collaborazione con gli altri attori della filiera turistica e con gli Enti in tal senso impegnati.
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Aulla (MS): Il sindaco vuole un comune unico per tutta la Lunigiana
Ebbene, qualcosa si muove. Il sindaco di Aulla (in Lunigiana) ha proposto di creare un unico Comune per tutto il territorio lunigianese (invece dei 13 attuali!!!). Certo, c'è arrivato pressato dal soldo e non (purtroppo) per una riflessione politica profonda e rispettosa dei Cittadini locali. Ecco cosa ne pensa Lunezia:
In tempo di vacche magre e di spèrperi dovuti a cattiva amministrazione, sono sempre di più i Comuni con l'acqua alla gola ( specie quelli più piccoli) che tuttavia, anziché battersi il petto con un "mea culpa", gridano da sempre: "governo ladro!" e ciò indipendentemente dal colore politico dei vari governi succedutisi negli ultimi sessant'anni. Nel caso della nostra Lunigiana, amministrata da più di dieci lustri da una sedicente sinistra (sinistra a parole, ma conservatrice nei fatti), il governo diviene doppiamente ladro, dato che si tratta del governo Berlusconi. Ma queste sono grida che non ci interessano.
Siamo attenti, invece, alla proposta di Simoncini sindaco di Aulla, che troviamo assolutamente stimolante. Il fazzoletto di terra di Lunigiana è tempestato dall'assurdità di ben 13 Comuni, che i Cittadini devono sfamare. Noi, come Associazione culturale Regione LUNEZIA (http://www.lunezia.com/) pensiamo che la terra di Lunigiana, straordinaria per potenzialità economiche e culturali avrebbe abbondante sufficienza di 3 grandi Comuni: Pontremoli, Aulla e Fivizzano. Ma soprattutto pensiamo altro : in tempi di ristrettezze economiche diventa più che necessario porre mente e mano a un nuovo assetto istituzionale di tutto quel vasto territorio geografico che comincia dalla pianura padana e dall'Emilia (ci guardiamo bene dal dire Emilia Romagna, dato che non intendiamo supportare le ipocrisie del passato regime Savoja e del simmetrico recente dopoguerra) e finisce al mar Ligure da La Spezia alla costa Apuana fino alla Versilia, territori straordinario questi sia per possibilità economiche sia per storia e per cultura.
Noi pensiamo che è proprio nei tempi della fame che diventano utili invenzioni e diverse organizzazioni sociali e politiche. Invitiamo, perciò, anche il sindaco di Aulla - luogo che, nel giro di una ventina d'anni probabilmente assumerà le caratteristiche di una vera e propria Città della Lunigiana - ad allungare ed allargare il suo pensiero, facendosi promotore di propositi e volontà nuove, adatte a creare business economico e culturale utile ad incremetare le risorse per la popolazione Lunigianese tutta. Da parte nostra, chiederemo un incontro con lui e con gli altri sindaci della Lunigiana, affinché il territorio geografico contemplato mostri tutto il suo valore, la cultura e i costumi affini trovino il loro luogo, gli idiomi si ricongiungano, gli scambi commerciali e le propensioni economiche (già in atto, per altro) abbiano il loro riconoscimento.
quotidianoapuano
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15/12/2010
.......e ri-Pisa: Confcommercio rivuole le APT
"Non siamo d'accordo con la decisione della Regione Toscana di tagliare le Apt, perché peserebbe sul turismo, settore strategico della nostra economia": Federico Pieragnoli, direttore di Confcommercio Pisa, contesta il provvedimento regionale.
Il turismo andrebbe rafforzato e potenziato sul territorio, insiste Pieragnoli aggiungendo: "La crisi c'è e riguarda tutti, ma, senza un vero rilancio del turismo, difficilmente ripartirà anche il resto dell'economia".
La ricetta del direttore di Confcommercio Pisa indica la nomina di un nuovo direttore, un efficace sistema di coordinamento delle attività di informazione e promozione, un coinvolgimento di tutti i soggetti economici e istituzionali legati al turismo. "Ora che l'Apt cominciava a rappresentare una cabina di regia - conclude - giunge intempestiva questa decisione di chiusura".
ttg
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.......e ancora Livorno: Calo della produzione del pomodoro da industria
La Giunta Provinciale di Livorno ha approvato un provvedimento nel quale chiede alla Regione la non applicazione dei coefficienti di riduzione nella determinazione delle superfici coltivate a pomodoro ammissibili agli aiuti a sostegno delle attività agricole.
Le motivazioni che hanno indotto la Giunta ad adottare il provvedimento fanno riferimento al problema della produzione di pomodoro da trasformazione, che nel nostro territorio ha avuto una drastica diminuzione a causa delle avverse condizioni climatiche verificatesi nel corso di tutto il periodo di coltivazione.
La questione era già stata posta all’attenzione della Regione dall’assessore provinciale all’agricoltura, Paolo Pacini, in una lettera inviata all’assessore regionale Salvadori, nella quale segnalava il problema del calo della produzione media per ettaro, che le previsioni delle associazioni di categoria davano al di sotto del 70% della resa regionale. Soglia oltre la quale vengono meno le condizioni per ottenere gli aiuti comunitari, salvo dimostrare che ci si trovi in presenza di “cause di forma maggiore” o “circostanze eccezionali”, come previsto da un apposito decreto del Ministero dell’agricoltura.
Per questo motivo la Provincia ha allegato al provvedimento una dettagliata relazione sull’andamento meteo-climatico della stagione 2010, dalla quale risultano evidenti le difficoltà di coltivazione verificatesi in tutto il territorio provinciale, con uno squilibrio fisio-patologico che ha comportato una notevole quantità di scarti e una produzione finale notevolmente ridotta rispetto alle annate precedenti.
“Chiediamo, quindi che la Regione tenga conto della situazione particolarmente difficile in cui sono venute a trovarsi le aziende agricole del nostro territorio – ha detto l’assessore Pacini – al fine di non penalizzare un settore già duramente colpito dalla crisi”.
(s.m. per telegranducato)
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01/12/2010
Borgo a Mozzano (LU): Il Ponte del Diavolo
"Una delle maggiori attrattive del nostro paese da parte dei tanti turisti provenienti da tutta Europa è senz’altro il Ponte della Maddalena, detto del “Diavolo” in virtù di una leggenda tramandata oralmente ai posteri che ammanta di un affascinante mistero il ponte in questione. Ma questo importante monumento è soprattutto uno stupendo esempio di architettura medievale con caratteristiche uniche. Il ponte risale all’ XI° secolo ed è stato successivamente utile, ai nobili Lucchesi di un tempo, come passaggio per raggiungere la vicina stazione termale di Bagni di Lucca, la sua stretta carreggiata infatti è appena sufficiente per il transito delle regali carrozze.
Oggi l’immagine del ponte è diventata un simbolo e la sua icona è rappresentata nei vari depliant informativi degli enti turistici pubblici e privati locali a caratterizzazione del nostro territorio. Da sempre attenti alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio storico e artistico così come di quello naturale e paesaggistico, ci chiediamo se questo esempio illustrativo promozionale sia sufficiente alla qualificazione di questo monumento o non sia necessario piuttosto, da parte dell’Amministrazione Comunale, ripensare con maggior attenzione alle condizioni di questa località e della zona circostante. Riteniamo infatti che al momento queste condizioni siano assolutamente inadatte a garantirne lo status di area storico artistica tutelata.
Ci preme qui segnalare come, dal punto di vista della sicurezza, il sito in questione sia completamente inadeguato. In primo luogo il parcheggio realizzato a suo tempo presenta notevoli difficoltà di ingresso e di uscita e una forte carenza di spazio al suo interno non consente un agevole movimento di manovra. I pullman, in assenza di una vera e propria piazzola di sosta, sono costretti a scaricare i turisti in tutta fretta, sul ciglio di una strada densamente trafficata, senza un marciapiede che accompagni il loro percorso. Anche dal punto di vista della manutenzione ordinaria la zona circostante risulta essere poco curata; da questo punto di vista le erbacce che infestano quotidianamente i muri e il selciato e di rado rimosse sono un esempio di scarsa sensibilità.
Se ci spostiamo sulla sponda che si affaccia sulla Ludovica si può notare la totale mancanza di attrezzature adatte all’accoglienza, l’area in questione, per fare un esempio, è incredibilmente sprovvista di un cestino per i rifiuti, lasciati puntualmente in giro dai turisti domenicali e non. La completa assenza di illuminazione da questa parte è una grave mancanza che non può essere giustificata nemmeno dall’idea di preservare l’affascinante mistero del luogo.
Non possiamo che constatare, con una punta di amarezza, come solo in occasione della popolare festa di halloween il “ponte del diavolo” torni a ricevere la giusta considerazione. In questa circostanza la maestosa struttura è individuata come simbolo esoterico in nome di una festa importata dall’estero, goliardica e alla moda, ma che niente ha a che vedere con la realtà storica del monumento, riconoscibile soprattutto per la sua connotazione culturale nella storia dell’arte Italiana.
Ribadiamo che dovrebbe essere soprattutto in questo ambito che l’Amministrazione Comunale avrebbe il dovere di intervenire direttamente alla sua valorizzazione. E’compito primario di una buona Amministrazione del territorio la tutela del patrimonio artistico, la pulizia e il decoro urbano, facendo in modo di sollecitare anche una più efficace e puntuale azione degli altri soggetti deputati in questo senso.
Il gruppo Alternativa per Borgo sottolinea che gli interventi per garantire una qualità dell’offerta turistica e culturale di questa località sono stati veramente troppo esigui. L’assenza di azioni significative che gettino le basi di una programmazione generale di tutela del patrimonio artistico territoriale pregiudica irrimediabilmente l’immagine positiva del nostro territorio che vorremmo tentare di esportare. La carenza cronica di infrastrutture decenti è una delle causa, non possiamo non domandarci come sia possibile non fare i conti nel tempo con queste gravi mancanze. Mancanze che rischiano di limitare un rilancio turistico auspicabile che produrrebbe, fra le altre cose, effetti positivi anche sulle attività commerciali connesse in un luogo potenzialmente ricco di opportunità".
Fabio Rossi per il Gruppo di opposizione “Alternativa per Borgo ripreso da loschermo
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29/11/2010
.......e ancora Livorno: L'ospedale (nuovo) si farà a Montenero Basso
Claudio Passiatore per greenreport
Chiusi i seggi del primo referendum a Livorno, il dato più rilevante della consultazione popolare è sicuramente la scarsa affluenza alle urne: 20,15%. Un dato che non desta stupore, anche se ancor più scarso del previsto. Perché quando la politica decide di non decidere sul governo del territorio, un quesito referendario, è un strumento inadeguato. E la gente sta casa. Le responsabilità non sono di chi lo ha chiesto e ottenuto, ma di chi non è riuscito a fare un progetto urbanistico e a coinvolgere la città con un'adeguata informazione. Come si può chiedere di esprimersi, con secco "sì" o "no", sulla possibilità di fare un nuovo ospedale senza mai veramente aver discusso del tema? L'esperimento di partecipazione del Cisternino, considerato dall'amministrazione comunale come la "nuova democrazia", nel pre-referendum, sarebbe potuto servire. E invece no. In questo caso, è bastato specificare, in poche righe del programma elettorale, l'obiettivo, ed ecco pronta una struttura sanitaria da 260 milioni di euro. Qualcosa non ha funzionato.
Il resto è la storia delle ultime due settimane: nessuna strategia comunicativa degna di menzione, una campagna elettorale quasi inesistente, per non dimenticare i colpi di scena dell'ultimo minuto con le sentenze del Tribunale civile, venerdì a favore del voto dei minori e stranieri, e sabato no, che hanno stigmatizzato l'incoerenza normativa dello Statuto e del Regolamento comunale. E se anche un nuovo ospedale fosse stata l'idea giusta, almeno "per riorganizzare i servizi sanitari", certo la gestione della scelta è stata davvero disastrosa. Gli impatti ambientali, per fare un esempio, a partire dal consumo di suolo fino alla viabilità non sono mai stati temi di discussione approfondita né ex ante, né temiamo ex post visto che non hanno suscitato alcuna "emozione"... E così, per tornare all'inizio del ragionamento, ecco spiegato il dato dell'astensione: un referendum, da solo, non può essere considerato partecipazione, un referendum, nel deserto della politica, non risolve le incognite tutt'ora esistenti sulla programmazione, sulla pianificazione e sull'impatto ambientale.
E c'è di peggio. In assenza di un piano strutturale, senza una proposta per la città che non sia un po' cemento qui un po' di cemento lì, ci sarebbe da scommette, che il risultato di ieri potrà addirittura essere utilizzato come un alibi, la carta vincente per dire: «questo è ciò che vuole la gente». Ma quel che sarà lo vedremo e per ora c'è un solo punto fermo: la necessità di capire quale sarà il futuro urbanistico del territorio. Solo gli strumenti urbanistici, possono dire come verrà trasformata l'area ai piedi della collina di Montenero e che ne sarà di tutta la zona di Viale Alfieri.
Qui, secondo il Comune, vi saranno sempre servizi sanitari, con il trasferimento della Rsa Pascoli, per esempio. Una buona fetta, poi, potrebbe essere destinata alla cosiddetta riqualificazione. Senza urlare alla speculazione e alla colata di cemento, sarebbe interessante valutare con quali principi urbanistici viene portata avanti questa operazione. Questa, come altre. Se qualche passo avanti è stato fatto per il porto, con la variante al piano strutturale, la città, nel suo complesso, invece, non sa ancora dove andare. Nessuno indica la direzione, la politica ha permesso che i suoi poteri decisionali venissero delegati a un referendum, i partiti non analizzano ed elaborano, non c'è una strategia coerente per la gestione del territorio.
18:22 Scritto da minobezzi1 in beghe | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: li, mo | OKNOtizie |
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27/11/2010
Arezzo: Biomasse a Poggio Ciliegio
19:46 Scritto da minobezzi1 in beghe | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: ar, bio | OKNOtizie |
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26/11/2010
Viareggio (LU): Le concessioni demaniali
«La notizia non arriva del tutto inattesa, visto che poche settimane fa la stessa sorte era toccata alla legge regionale dell'Emilia Romagna, molto simile nella sostanza a quella toscana». Questo il primo commento dell’assessore regionale Cristina Scaletti, dopo essere venuta a conoscenza del no della Corte Costituzionale alla legge della Regione Toscana che consentiva ai titolari di stabilimenti balneari di chiedere la proroga della durata della concessione fino ad un massimo di 20 anni.
«Questa situazione – ha sottolineato l’assessore Scaletti - è frutto anche di una distrazione dell'Italia che negli anni cruciali in cui veniva definendosi il testo della cosiddetta ‘direttiva Bolkestein’, nonché nel periodo intercorso tra direttiva e recepimento della stessa con legge nazionale, non ha saputo rappresentare le peculiarità della sua realtà&ra quo;.
«Siamo consapevoli – ha proseguito l’assessore - delle criticità che questa situazione potrà generare, in particolare in una regione come la nostra, per il peso che il balneare ha sul sistema turistico generale. In queste settimane, in più di una occasione, ho potuto ascoltare le voci preoccupate dei rappresentanti delle categorie. Ribadisco quanto detto in tutte le sedi: in questi primi mesi della legislatura abbiamo lavorato per studiare a fondo la situazione anche con un rapporto diretto con le Istituzioni europee. Il 2011 sarà un anno decisivo per studiare soluzioni efficaci che, nei limiti imposti dalle leggi, sappiano difendere e valorizzare le peculiarità del nostro turismo. E' altrettanto evidente quanto sia auspicabile che tutte le Regioni sappiano trovare un orientamento condiviso su un tema così delicato e complesso e per il quale è già in corso un forte lavoro congiunto. Si tratta di problemi molto spinosi che non richiedono proclami ma lo studio approfondito di soluzioni».
L’assessore Scaletti ha riferito infine che «entro l'anno aprirò due sedi di confronto: una con le associazioni rappresentative dei balneari e una con i Comuni toscani con cui dovremo condividere la ricerca delle soluzioni sotto il profilo istituzionale. Punti fermi saranno ovviamente la salvaguardia della qualità ambientale del nostro mare e delle nostre coste, e la difesa della tipicità dell'offerta balneare toscana». (com/mh)
18:40 Scritto da minobezzi1 in beghe | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: vg, co | OKNOtizie |
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25/11/2010
Portoferraio (LI): Fotovolaico? sì ma sui capannoni
Lo sviluppo delle energie alternative: solare termico, fotovoltaico, eolico, trova tutti d'accordo. Le incentivazioni economiche che la legislazione ha stabilito rende la realizzazione di questi impianti una operazione finanziaria appetibile; così le iniziative si moltiplicano, e i campi si trasformano in pannelli.
Però non è condivisibile quella che potremo definire una abitudine italica: arrivare tardi (e ci definiamo il paese del sole), fare norme in fretta e furia a livello nazionale, quindi regionale e poi comunale (in questo caso se le si fanno).
Il risultato è un probabile disastro, cioè la sottrazione di campi all'agricoltura, l'affermarsi di un nuovo ciclo speculativo, diverso, solo in parte ecosostenibile, ma pur sempre speculativo.
Manca una correzione di rotta, correzione che può avvenire a livello comunale, ma che corroborata da norme specifiche a livello regionale può essere resa più efficace.
Cioè:
§ i comuni sembrano in molti casi aver dimenticato che la normativa urbanistica, il regolamento urbanistico, può determinare l'ammissibilità o la non ammissibilità di questi impianti, un esempio semplice ma banale è questo:
"Ai fini della promozione degli impianti di produzione energetica da fonti rinnovabili, le aziende agricole possono procedere alla realizzazione di impianti fotovoltaici come di seguito specificato:
· Esclusione di installazione di impianti di potenza superiore a 20 KW nelle seguenti aree territoriali:
· aree agricole del versante settentrionale di Portoferraio da Capobianco alla Biodola - confine con Comune di Marciana;
· aree ricomprese tra Fosso della Madonnina, Magazzini e strada provinciale del Volterraio;
· aree ricomprese all'interno del PNAT.
· Impianti fino ad una potenza di 20 KW sono autorizzati tramite DIA e autorizzazione paesaggistica
Impianti di potenza superiore a 20 KW, anche da parte di soggetti diversi da quelli classificati IAP, sono autorizzabili, nel rispetto delle vigenti normative, solo a seguito di adozione ed approvazione di specifica variante al R.U".
(R.U. del Comune di Portoferraio, articolo 60 Disciplina del territorio rurale - aree di prevalente o esclusiva funzione agricola, norma forse rozza ma efficace);
Oppure ricercare dove poter realizzare questi impianti e perché allora non privilegiare la trasformazione delle centinaia di migliaia delle coperture, spesso caratterizzate da prodotti contenenti amianto, dei capannoni industriali, o perchè non puntare su aree degradate quali resedi di cava o di miniera (sempre che non si voglia affermare la mistica di questi contesti)?
La normativa regionale, che è il lascito della scorsa legislatura, oscilla tra la delega ai comuni in funzione di una malintesa sussidiarietà e la voglia di controllo istituita con le procedure rimaste a metà (per evidenti carenze di progetto) dell'adeguamento paesaggistico del PIT, tra le petizioni di principio del PIER e la voglia di incentivare nuove iniziative, potrebbe e dovrebbe invece stabilire dove sussista una compatibilità paesaggistica assoluta, dove (come su i tetti dei capannoni industriali) la semplificazione si applica perché la realizzazione degli impianti non ha impatti significativi.
Insomma se è giusto esercitare attenzione e protestare, e chiedere nuove norme, molto si può fare comunque anche subito. Una piccola variante normativa al R.U. vigente potrebbe realizzarsi velocemente fatta salva la problematica, ancora una volta irrisolta, della VAS ovvero delle procedure della LRT.10/2010; una salvaguardia regionale potrebbe altrettanto essere imposta nelle more di definizione conclusiva dell'adeguamento paesaggistico del PIT.
Poi forse potrebbe essere opportuno lanciare incentivi per la trasformazione dei tetti degli edifici industriali per bonificarli, qualora contengano amianto, per realizzare tanti impianti e magari per lo sviluppo di una via democratica all'energia, perché è veramente singolare annotare che anche a sinistra si faccia poca attenzione ad una potenzialità incredibile insita nel processo di radicamento familiare, se così si può definire dell'energia alternativa.
Infatti la proliferazione di piccoli o medi impianti, familiari o condominiali, d'impresa, non solo vuol dire passare alle energie alternative con i benefici ambientali noti, ma vuol dire sottrarre la massa alla assoluta dipendenza da grandi conglomerate finanziarie e industriali che sempre hanno dettato le condizioni del mercato.
Se nell'era del petrolio questo non era possibile, se nell'era nucleare questo lo sarebbe ancora meno (ed anche per questo il nucleare non lo si può e no lo si deve fare), è possibile che non ci si accorga della potenzialità democratica dell'era delle energie alternative? E se è così perché anche nel campo progressista si insegua la grande industria invece che avviare percorsi alternativi?
La Toscana post 2010, può dare un esempio anche in questo o siamo condannati all'omologazione di uno sviluppo capitalistico che mostra sempre di più i propri limiti?
* Mauro Parigi è dirigente del Comune di Portoferraio, responsabile dell'area Programmazione e gestione del territorio per greenreport
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22/11/2010
Livorno: Le baruffe livornesi
Massimo Masiero per costaovest
Tanto tuonò che piovve, è scoppiata la guerra. Una frase vale l’altra, ma l’incipit rende l’idea per indicare ormai che dai ferri corti si è passati alle sciabolate per indicare l’ultimo episodio in ordine di tempo: lo sgarbo istituzionale di Alessandro Cosimi e Giorgio Kutufà, sindaco e presidente della Provincia, verso Roberto Nardi, il piombinese presidente della Camera di Commercio, proprio in occasione del suo più prestigioso evento, organizzato nell’auditorium camerale, il "Primo Forum Toscana, quale futuro": titolo emblematico, che avrebbe dovuto esprimere interessanti valutazioni sull’economia regionale, anche per la qualità dei partecipanti (economisti, parlamentari, imprenditori, esperti del mondo finanziario, bancario, universitario, del turismo, della comunicazione, direttori di quotidiani, sindacalisti, corrispondenti dall’Italia di "Le Monde" e del "Sunday Times"), chiamati a raccolta per formulare pareri e valutazioni.
Insomma un vero e proprio "parterre des Rois", che avrebbe dovuto fare da "predellino", o segnare il definitivo, se ce ne fosse bisogno, lancio come comunicatore di Roberto Nardi, che era stato indicato dalla giunta camerale come candidato alla presidenza dell’Autorità Portuale, indispettendo gli altri due enti locali, sostenitori di Roberto Piccini, da confermare perché sta concludendo al meglio l’ultima parte del suo mandato ed è utile che il futuro del porto abbia una guida collaudata nella continuità e con le idee chiare. Ma li aveva ancor più indispettiti affermando in un’intervista che si era giunti alla seconda terna, mentre in Camera di Commercio Roberto Nardi aveva sostenuto che si era alla prima indicazione.
Il troppo stroppia. Ecco allora che all’apertura del Forum il sindaco Cosimi e il presidente Kutufà non si sono fatti vedere per i saluti di rito, malgrado il pressante invito di Roberto Nardi. Lo strappo è stato consumato e con esso i commenti di politici e osservatori si sprecano. Dal Forum è emerso che le economie Toscana e territoriale sono in crisi e che si attendono nuove industrializzazioni e trasformazioni per affrettare i tempi, lunghi e difficili, di una ripresa, cha tarda a venire anche nel 2011, e che avrà timidi sbocchi nel 2012, anche se ancora qualsiasi previsione è prematura.
Intanto il vescovo Simone Giusti ha cercato di far da "pacere" invitando tutti a un sogno ideale, come quello che fece crescere la Livorno del Cinquecento aperta a uomini di ogni razza e fede religiosa, per il rilancio della città evitando la divisione di chi esercita la cosa pubblica e ricordando, senza entrare nel merito dell’ubicazione, che non va sprecata l’occasione di costruire un ospedale nuovo con tutto quello che comporta per l’economia locale.
Ora che potrà accadere? Lo strappo sarà ricucito oppure proseguirà la "guerra fredda" istituzionale in un momento così delicato. C’è chi sussurra che Roberto Nardi stia affacciandosi " all’Autorità Portuale di Livorno con un’operazione di disturbo puntando invece alla presidenza di quella piombinese, in scadenza nel 2013. E’ comunque certo che in questo periodo delicato, città e territorio avrebbero necessità di una maggiore coesione istituzionale e politica. Vi sono le condizioni per procedere su progetti già indicati anche a livello regionale, come quello proposto da Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana, sulla individuazione dell’area vasta pisano-livornese, che sembrano invece ignorati, malgrado che il 2011 si prospetti come un nuovo "annus horribilis". La preoccupazione è il progressivo sfaldamento del tessuto sociale e con esso il prevalere di egoismi e indifferenza tra coloro che usufruiscono d’impieghi e retribuzioni sicure e quella fascia sempre più numerosa di disoccupati e precari, che rischiano di diventare veri e propri ultimi, non in grado di migliorare le loro condizioni di vita. Gli esclusi continuano a crescere.
Il territorio possiede riconosciute potenzialità, anche di recente confermate dalle prospettive positive della Twr, azienda di componentistica auto, e di De Rossignolo, settore auto di lusso. Istituzioni e vari organismi devono darsi un progetto di sviluppo più credibile e attuabile. Almeno appena superate le "beghe" delle nomine.
08:54 Scritto da minobezzi1 in beghe | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: li, ba | OKNOtizie |
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18/11/2010
Lucca: Marialina Marcucci
E' stato nominato questa sera il nuovo consiglio di amministrazione di Lucca Polo Fiere e Tecnologia. Il nuovo CdA è stato scelto - come si evince dal comunicato diffuso alla stampa - in una "fase improntata al rilancio della struttura, con il massimo impegno di tutti gli enti che ne fanno parte".
Lucca Holding, recependo le indicazioni del sindaco Mauro Favilla ha nominato Giuseppe Stancanelli quale presidente del Polo e Massimo Tessieri quale componente del consiglio di amministrazione; la parte privata ha indicato membri del cda Marialina Marcucci e Nicola Giannecchini; la Camera di Commercio di Lucca, Moreno Rossi.
Lido Fava capogruppo del PdL in Consiglio comunale è sconcertato: "E' una cosa per me incomprensibile, senza nulla togliere alle indubbie capacità di Marialina Marcucci, è una scelta del sindaco che non condivido che non riesco a giustificare né a comprendere, su una persona completamente estranea all'indirizzo politico della maggioranza che governa il Comune di Lucca e agli impegni che ci siamo assunti in campagna elettorale".
Negativo anche il giudizio di Alessandro Tambellini, capogruppo PD: "Anche in realzione all'impianto fotovoltaico, alla creazione di due nuove società da parte della Gesam, all'aumento delle tariffe imposte all'utenza e ora con queste nomine si dimostra ancora una volta che il sistema delle società partecipate è completamente fuori dal controllo del Consiglio comunale, l'unico vero proprietario di queste aziende che si comportano e si comporteranno sempre di più in modo privatistico sfuggendo da qualsiasi controllo e divenendo solo 'camere di compensazione' per la politica".
Maurizio Dinelli capogruppo di Forza Lucca non giudica negativamente il nuovo Cda: "Non abbiamo inciso su queste nomine che sono state decise in piena autonomia dal sindaco, noi siamo di centro-destra, ma per noi contano i risultati, senza dubbio Stancanelli e Marcucci sono nomi autorevoli ma speriamo che queste nomine preludano a coinvolgimento di altri imprenditori lucchesi validi sia di centro-destra o anche non impegnati in politica in responsabilità delicate e strategiche per la città"
loschermo
09:24 Scritto da minobezzi1 in beghe | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: lu, ml | OKNOtizie |
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12/11/2010
Livorno: Il WWF contro l'ospedale a Montenero
Claudio Passiatore per greenreport
Contrari all'uso del referendum per questioni delicate e complesse come la sanità, gli ambientalisti del Wwf livornese chiedono comunque di votare Sì, cioè a favore dell'abrogazione della delibera comunale che prevede la costruzione del nuovo ospedale a Montenero basso, nella zona dell'Istituto Pascoli.
«Avremmo preferito discutere dell'ubicazione della struttura con altri tempi e modi, ma una volta arrivati al quesito referendario, secondo noi, deve prevalere la strada dello stop all'iter di un intervento urbanistico preannunciato come un inutile e dannoso consumo di suolo. Per farlo è necessario votare sì». Il presidente del Wwf Livorno Diego Guerri, interviene sul tema, in vista di una tornata elettorale che, a 16 giorni dalla giornata elettorale, la città fatica a far propria.
Oltre ai problemi di scarsa informazione, e ai ritardi accumulati, per non dimenticare un ricorso al Tar pendente (sentenza prevista per il 17 novembre), la lacuna più evidente, secondo il Panda, è stata la mancata partecipazione.
Che doveva essere uno dei punti fermi per coinvolgere la popolazione. «Iniziamo con una premessa. Per poter discutere e fare valutazioni approfondite, sarebbe stato necessario giungere alla scelta dell'ubicazione dell'ospedale, all'interno di un piano strutturale generale che purtroppo ancora non c'è. Il percorso ideale per la redazione dello strumento urbanistico, avrebbe anche dovuto tenere in considerazione, di spazi per la discussione dei cittadini.
Tutto ciò non è stato fatto e il referendum, a questo punto, non può che essere un modo per tentare di colmare una lacuna partecipativa. Rimane comunque il fatto che non esiste una visione di insieme, una pianificazione complessiva e un'idea di quale deve essere il futuro urbanistico della città».
Il progetto non piace per diverse ragioni. «Per quanto riguarda la collocazione, siamo contrari perché non crediamo che la città abbia bisogno di nuovo consumo di suolo e di un'ennesima espansione. Prima c'è stata Porta a Terra, ora l'ospedale e se si continua di questo passo, ma ci auguriamo di no, magari arriverà anche il nuovo stadio. Secondo noi, la scelta più giusta è la ristrutturazione della struttura di viale Alfieri. E' stato detto addirittura che una delle criticità dell'ospedale in centro è lo smog. Se così fosse, la risposta non deve essere una nuova colata di cemento ma la creazione di una mobilità sostenibile».
Per la zona di Montenero, sempre secondo il Wwf, ci sono anche poche certezze. «Parliamo di tempi e risorse. L'intervento, per la sua complessità, richiederà tempi molto lunghi, e nessuno sembra in grado di garantire quando finiranno i lavori. Stesse incertezze sui finanziamenti che sarebbero dovuti arrivare per la viabilità che sembra non arriveranno più».
Infine l'impatto su una zona dal punto di vista geologico molto delicata.
«Parliamo di parcheggi per 1600 auto, di un edificio da circa 500 posti letto, e del rischio di un'ulteriore espansione urbanistica nelle aree limitrofe. La nostra idea, per un'area di pregio come quella di Montenero, è quella della valorizzazione ambientale e della riqualificazione agricola anche delle aree circostanti».
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11/11/2010
Poroferraio (LI): La Giunta Regionale sull'Isola
L’Elba e le altre isole dell’arcipelago toscano sotto la lente delle istituzioni regionali. Domani, doppio appuntamento a Portoferraio, infatti, nel quadro degli incontri che la Giunta regionale sta svolgendo nei vari territori della Toscana. Alla presenza del vicepresidente del Consiglio regionale, Giuliano Fedeli, e dei consiglieri espressione del territorio provinciale di Livorno, la Giunta incontrerà alla mattina i sindaci dell’Elba e delle altre isole dell’arcipelago e al pomeriggio le categorie economiche e sociali delle isole toscane, con le quali si terranno incontri tematici. L’appuntamento è in calendario, a partire dalle ore 10, presso la sede distaccata della Provincia di Livorno (viale Manzoni, Portoferraio). Il vicepresidente Fedeli, che è di origine elbana, sottolinea l’importanza del fatto che la Giunta toscana faccia tappa all’Elba: “Esiste una peculiarità delle isole che era impossibile trascurare. Ringrazio comunque il presidente della Regione, Enrico Rossi, che ha accolto la nostra proposta di aggiungere questa tappa alle altre nei vari territori”. Quella di domani, venerdì 12 novembre, sarà l’occasione per affrontare tutta una serie di questioni, dal turismo alle infrastrutture, dai collegamenti marittimi al parco dell’arcipelago, che sono aperte e sulle quali Giunta e Consiglio regionale sono da tempo impegnati. Il vicepresidente Fedeli avanzerà alcune proposte: “La realizzazione di un punto di attenzione regionale in Consiglio e l’assegnazione da parte del presidente Rossi di una delega di Giunta alle problematiche dell’arcipelago”. E sul parco: “Potrà essere volano di sviluppo sociale ed economico se, sul modello dei parchi del Nord Europa, diverrà un progetto di tutela ambientale fruibile dai cittadini e non blindato come invece è oggi”. Al mattino il vicepresidente del Consiglio, con la Giunta regionale ed i consiglieri del territorio, incontreranno gli otto sindaci dell’Elba e quelli di Capraia e del Giglio, mentre al pomeriggio quattro assessori regionali (Cristina Scaletti, Cultuta, turismo e commercio; Anna Marson, Urbanistica e territorio; Anna Rita Bramerini, Ambiente ed energia; Luca Ceccobao, Infrastrutture e mobilità) si confronteranno con le categorie economiche e con le organizzazioni sociali. “Sarò presente sia agli incontri della mattina che a quelli del pomeriggio”, precisa Fedeli. Che conclude: “Personalmente ho cercato di farmi portavoce delle istanze delle isole toscane nel tentativo di individuare soluzioni ai problemi nell’interesse non solo di chi abita all’Elba o nelle altre isole dell’arcipelago ma più in generale di tutta la comunità toscana”.
costaovest
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04/11/2010
Portoferraio (LI): Il perché del water-front
Legambiente Arcipelago Toscano non è per nulla convinta delle spiegazioni date dal Comune di Portoferraio della mancanza della Vas per la variante del cosiddetto Water-Front portuale: «In una recente nota l'amministrazione comunale di Portoferraio scrive che avrebbe assimilato la procedura prevista dalla LRT 1/2005 in materia di urbanistica, con la procedura Vas (Valutazione ambientale strategica) regolata dalla LRT 10/2010, le cui norme transitorie, contenute nell'art. 37, sono applicabili esclusivamente alle procedure di Vas».«E' evidente che le direttive europee in materia di valutazione di piani e programmi e le procedure per la valutazione ambientale strategica previste nella seconda parte del DLgs 152/2006 e successive modifiche e la LRT 10/2010 non consentono di assimilare le due procedure. L'assenza della procedura Vas nel procedimento per l'accordo di programma nel settore della portualità e per la variante del Piano strutturale rende annullabili i relativi provvedimenti e quelli successivi ad essi collegati».
Legambiente, in applicazione della legge sull'accesso del pubblico all'informazione ambientale, ha chiesto all'amministrazione di Portoferraio la documentazione relativa al procedimento della Vas per la formazione ed approvazione del programma di settore della portualità.
«Consapevole dell'urgenza di disporre della pianificazione territoriale della rada di Portoferraio, che armonizzi le necessità funzionali con quelle di tutela ambientale, sollecita l'amministrazione di Portoferraio ad avviare, se non è già stata avviata, la prevista procedura di Valutazione d'impatto ambientale e ad adottare i necessari provvedimenti di autotutela».
Per questo Legambiente Arcipelago Toscano anche una lettera al sndaco di Portoferraio e per conoscenza Presidente della regione Toscana, al'assessore regionale all'urbanistica e territorio della Regione Toscana, al rresidente della provincia di Livorno e al Garante della comunicazione per la partecipazione nel governo del territorio della regione riguardante il procedimento della Vas per il programma di settore della portualità.
Ecco il testo: «Ai sensi e per gli effetti del DLgs 19 agosto 2005, n. 195, (Attuazione della direttiva 2003/4/CE sull'accesso del pubblico all'informazione ambientale), con riferimento alla Legge regionale 12 febbraio 2010, n. 10, (Norme in materia di valutazione ambientale strategica (Vas), di valutazione di impatto ambientale (Via) e di valutazione di incidenza), e in particolare all'art. 37, che dispone che "Ai procedimenti di Vas avviati prima della data di entrata in vigore della presente legge si applicano le norme vigenti al momento dell'avvio del relativo procedimento" , si chiede di conoscere: a) la data di trasmissione del documento preliminare di cui all'articolo 22, da parte del proponente all'autorità competente; b) la data di trasmissione del documento preliminare di cui all'articolo 23, da parte del proponente all'autorità competente al fine di definire la portata ed il livello di dettaglio delle informazioni da includere nel rapporto ambientale.c) l'ordinamento comunale che regola l'autorità competente a garantire le necessarie competenze tecniche ed a favorire un approccio integrato nelle analisi e nelle valutazioni propedeutiche all'espletamento delle attività che ad essa competono sul procedimento di Vas. d) il provvedimento dell'autorità competente di verifica sull'assoggettabilità delle proposte di piano o programma in oggetto alla Vas; e) il parere motivato dell'autorità competente sulla proposta di piano o programma e sul rapporto ambientale nonché sull'adeguatezza del piano di monitoraggio».
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29/10/2010
Viareggio (LU): Viareggio Viva e l'assessoressa regionale
Dario Rossi
«Non capisco le mani avanti della presidenza del Parco Migliarino-San Rossore-Massaciuccoli e di Legambiente e le critiche neanche velate che vengono avanzate nei riguardi della mia adesione alla manifestazione “Viareggio Viva”». L'assessore alla cultura Cristina Scaletti non nasconde il suo disappunto rispetto alle posizioni apparse sugli organi d'informazione stamani.
« Le parole della mia lettera agli organizzatori della manifestazione non mi pare lasciassero spazio a dubbi di alcun tipo, altro che inconsapevolezza e superficialità: “...
Esistono naturalmente ambiti e competenze esclusive del Comune, regole da rispettare, leggi ed atti amministrativi cui ottemperare, tuttavia credo che con lo sforzo all'ascolto e con la disponibilità, soluzioni possano essere trovate. Nel rispetto dei diritti di tutti. La mia adesione vorrei fosse quindi letta come l'espressione di una volontà alla ricerca di soluzioni che consentano la permanenza di attività di intrattenimento che costituiscono una attrattiva per molti giovani e turisti... vogliamo continuare a lavorare, con l'obiettivo di essere un modello di accoglienza e una regione nella quale la cultura e il turismo rappresentano un binomio inscindibile, una meta da visitare e dove valga la pena vivere”. Si tratta di una evidente dichiarazione di apertura ad esigenze culturali, economiche e turistiche – conclude l'assessore Scaletti – sentite da larghe fasce della popolazione, cui qualsiasi amministratore deve prestare attenzione nella pur chiara distinzione di ruoli e competenze.
Voglio sperare da parte del presidente Lunardi e di Legambiente una minore rigidità e una maggiore capacità di confronto con opinioni forse non condivisibili al cento per cento, ma di sicuro degne di rispetto e di essere accolte in dibattito sereno e costruttivo alla ricerca di soluzioni condivise&r aquo;.
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14/10/2010
Pisa: Seconda pista a Peretola?
"La nostra Associazione (gli Amici di Pisa) suo malgrado, è costretta ad intervenire pubblicamente riprendendo l’intervento dello scorso giugno. I nostri sospetti erano dunque -purtroppo - fondati: il governatore della Toscana Enrico Rossi, pisano di Pontedera dove ha raccolto voti a mani basse per le regionali, ha gettato la maschera. Non volevamo buttarla in politica tout court ma, in una intervista tv trasmessa sabato 9.10, il governatore Rossi ha dichiarato in merito all’aeroporto di Peretola: “ho preso un impegno con la città di Firenze e voglio portarlo in fondo, quello di un aeroporto alla sua altezza e degno del suo nome”.
Quindi la città di Firenze non avrà la cittadella viola indispensabile per fronteggiare i costi dell’alta serie A di calcio, ma avrà un aeroporto degno del suo nome. Comunque inservibile per gli aeromobili di “rango”, ma doppione del Galilei di Pisa. Chiariamo il concetto: non è che costruendo più aeroporti si moltiplica il traffico aeroportuale. I volumi di traffico sono ormai alla saturazione: una nuova pista a Peretola farebbe solo da detonatore alla guerra tra aeroporti distanti tra loro 90 km.
Ce n’è bisogno, governatore Rossi, di un doppione? Non è che Lei si è scoperto troppo in campagna elettorale ? Si ricorda da dove viene, il suo passato da amministratore, i suoi successi costruiti sulla concertazione, sul consenso, sull’unità di intenti? Quindi lasci perdere promesse fatte in un momento di entusiasmo. Il fatto che Lei oggi abbia promesso una riduzione dei tempi di percorrenza sulla linea FFSS Pisa - Firenze in 50 minuti ha avuto lo stesso tono di quando si compra un gelato ad un bimbo. E’ cosa arcinota, anche da Lei, che 50 minuti di percorrenza FFSS su quella linea, vera madre di tutti i problemi di mobilità infrastrutturale regionale, sono un tempo normale fatto passare per straordinario. Le ricordiamo un risultato migliore ottenuto a fine anni ’60 dallo “Sputnik” in 45 minuti. E la linea era peggiore dell’attuale.
Dunque, caro governatore Rossi, abbia l’umiltà di ammettere di aver imboccato la strada sbagliata: lasci perdere cattivi consigli che stanno portando ad una decisione sbagliata, antieconomica, immotivata, disastrosa nel lungo periodo. Rifletta, ragioni: sull’economicità, sull’efficienza, sulla bontà progettuale. Segua il nostro consiglio, anche senza ammetterlo o citarci: riammoderni pure Peretola sulle attuali realtà, lasci perdere la seconda pista, permetta ai Della Valle ed ai fiorentini la costruzione della Cittadella Viola e di un futuro calcistico sereno e faccia arrivare i fiorentini all’aeroporto di Pisa in 45 minuti di treno e viceversa, come i milanesi con Malpensa o i romani con Fiumicino. Tutto il resto è incredibile follia".
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08/10/2010
......e ri-Firenze: Cosa piace e cosa no ai turisti
Il visitatore fiorentino ha un’età media di 40 anni; quasi il 55% ha al di sotto dei 35 anni, mentre sono poco numerosi gli over 65. Il livello di istruzione appare piuttosto elevato così come la sua capacità di spesa. Il 58% dei turisti, soprattutto stranieri, si trova alla sua prima esperienza di vacanza sul territorio fiorentino; i turisti “fedeli” rappresentano il 10% del campione. Sono questi i dati che emergono da un’indagine sul livello di soddisfazione dei turisti che hanno soggiornato nel territorio fiorentino, realizzata nel mese di agosto 2010 su un campione di visitatori che hanno effettuato un soggiorno o una visita giornaliera in una località qualsiasi della provincia di Firenze.
I risultati dello studio sono stati presentati nel corso di una conferenza stampa dall’Assessore provinciale al Turismo Giacomo Billi, dal direttore dell’Apt di Firenze, Lara Fantoni e da Alessandro Tortelli, direttore del Centro studi turistici. Il questionario di indagine ha cercato di raccogliere informazioni su vari aspetti che riguardano la visita dei turisti italiani e stranieri: dall’organizzazione del viaggio alle motivazioni, al tipo di sistemazione scelta alla spesa sostenuta; dal livello di soddisfazione per i diversi servizi fino alle intenzioni di ritorno per una nuova esperienza di vacanza. Gli obiettivi dell’indagine sono stati: la comprensione della tipologia del turista ed il suo comportamento di consumo turistico; le motivazioni che spingono il campione intervistato a trascorrere le sue vacanze a Firenze e Provincia; il livello di soddisfazione dei visitatori rispetto ai servizi erogati dalla città e provincia.
In sintesi, questi sono i principali risultati ottenuti dall’indagine, ricordando che le interviste sono state realizzate nel mese di agosto e pertanto tali risultati sono riferiti esclusivamente ai flussi del periodo.
Nel processo decisionale e organizzativo del viaggio assume un ruolo rilevante la consultazione da parte dei visitatori delle guide turistiche, al secondo posto troviamo internet (fondamentale per gli stranieri). Il turista privilegia di gran lunga l’organizzazione autonoma della vacanza e solo in alcuni casi si affida ad intermediari. Internet rappresenta il canale principale per la prenotazione dell’alloggio; il turista si rivolge prevalentemente ai siti di prenotazione online, ma è in crescita la tendenza a contattare la struttura direttamente tramite il sito aziendale. La principale motivazione che spinge i turisti a visitare la città di Firenze nel mese di agosto è data dall’interesse per l’offerta artistica e culturale. Nel resto del territorio provinciale, gli elementi che attraggono i turisti fanno riferimento alle bellezze naturali e paesaggistiche, ma anche alla possibilità di trascorrere soggiorni all’insegna del riposo e della tranquillità. Riguardo al grado di soddisfazione del viaggio nella città di Firenze e in provincia, il giudizio che emerge dalle risposte del campione è nettamente positivo. La quasi totalità dei turisti si dichiara del tutto soddisfatta dall’esperienza vissuta. Il dato è confermato dal fatto che la maggior parte degli intervistati manifesta la volontà o la possibilità di ritornare nel futuro. L’offerta di servizi nelle strutture ricettive è apparsa adeguata alle esigenze e alle aspettative dei turisti. Infatti, solamente 2 intervistati hanno denunciato la carenza di almeno un servizio (sono citati le biciclette a noleggio e la carta cumulativa per ingresso ai musei). Nel complesso sono valutati positivamente tutti gli aspetti monitorati inerenti i servizi offerti dalle aziende ricettive. I punti di forza riguardano la professionalità e la cortesia del personale e il servizio e la qualità della ristorazione; dei miglioramenti possono essere fatti sui servizi per i bambini, ma l’aspetto incoraggiante è che il turista percepisce un livello di offerta sostanzialmente adeguato al prezzo. La rete di ristoranti del territorio riceve un apprezzamento ancor più elevato, a testimonianza di un offerta particolarmente integrata con il territorio, con le sue tipicità e la tradizione gastronomica. Gli aspetti maggiormente apprezzati sono la scelta dei vini e la qualità dei piatti; tra le eccellenze si inseriscono anche la presentazione dei piatti, l’offerta dei piatti tipici, la varietà delle proposte. Le uniche perplessità riguardano la rapidità del servizio e il livello dei prezzi. A differenza dei servizi ricettivi e della ristorazione, particolarmente apprezzati dalla clientela turistica, i giudizi espressi sui servizi del territorio fanno emergere alcune criticità. In particolare, gli elementi che hanno registrato il livello più basso di soddisfazione riguardano le aree attrezzate per la camper (che però coinvolgono un numero molto limitato di turisti del campione preso in esame) e le toilettes pubbliche, l’unico elemento dell’offerta che riceve una vera e propria bocciatura. Altri aspetti hanno evidenziato ampi margini di miglioramento: si tratta in generale dei servizi di trasporto pubblico, dei parcheggi, dei servizi di informazione turistica, dei servizi destinati ai bambini, della conoscenza delle lingue straniere da parte degli operatori. Gli elementi di eccellenza riguardano l’offerta museale e culturale del territorio, il divertimento e la vita sociale; a seguire la varietà e la qualità dell’artigianato, la sicurezza delle località, la sentieristica per trekking e mountain bike, la qualità e lo stile di vita e la cordialità degli abitanti.
15:22 Scritto da minobezzi1 in beghe | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: fi, co | OKNOtizie |
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05/10/2010
Aulla (MS): Ma che stazione è ?
L’hanno inaugurata con tanto di esercito, marina militare e banda musicale il 23 gennaio del 2006.
Un quadro per chi non ci fosse mai stato: una stazione immensa lontana tre kilometri dal centro, una cattedrale nel deserto, con un ampio parcheggio, 5 binari, banchine kilometriche, un bar pizzeria ristorante degno di nota, ma nessuna sala d’attesa, soltanto qualche panchina in freddo metallo che nei mesi invernali non invita certo a sedersi, anche perché la collocazione è fra due grandi porte scorrevoli che si aprono con il metodo delle fotocellule, ossia ogni volta che ci passa vicino qualcuno, e non esiste riscaldamento. I bagni sono all’interno del bar pizzeria, introvabili.
Ad oggi, le navette che la collegano al centro sono rimaste quelle che erano state messe in corrispondenza con i treni da e per la Garfagnana che partivano e arrivavano alla stazione vecchia (dismessa da circa 2 anni), al di fuori di quegli orari l’alternativa per raggiungere il centro o per arrivare dal centro in stazione è: usare i piedi!!
Il tempo per arrivare in centro a piedi è di 25 minuti se in buona forma fisica, tutta strada asfaltata, sotto il sole d’estate, sotto la pioggia (a volte la neve) d’inverno e tra camion e auto sfreccianti (nelle foto si possono vedere alcuni passaggi non proprio sicuri).
Oppure si può svalicare la collina: è la via che preferisco, anche se di sera non è molto illuminata, c’è molto meno traffico…
Ma qualcosa è stato fatto nell’ultimo anno: nel primo pezzo di strada sono state messe le striscie pedonali e un passaggio pedonale che, quando si ricordano di tagliare l’erba, si vede!
Un giorno, d’estate, una ragazza, straniera, è scesa dal treno con uno zaino pesante, una turista. Si guarda intorno spaesata in questa grande stazione e intorno vede solo strade e colline, nessuno a dirgli dove si trova, e nemmeno la presenza tranquillizante di un autobus, c’è un taxi…ma è già occupato, e nel nostro bel paese condividere un taxi è un tipo di contaminazione che non osiamo ancora provare…
Come spiegare questa assurda situazione? Come farle capire che la Lunigiana è una splendida terra, accogliente e ospitale, nonostante queste lacune? Come farla innamorare della nostra terra e farla ripartire con un bel ricordo della Lunigiana? E fare in modo che ne parli nel suo paese con gli amici?
Difficile con queste premesse, ai suoi occhi sembra quasi che dei turisti a noi Lunigianesi non ce ne interessa, e alle amministrazioni e ai politici men che meno.
Ora mi chiedo, “Aulla Lunigiana” è un nome degno di una stazione del genere?
Simona Ferrari
Sotto il ponte della ferrovia il percorso si stringe, o si sale sul muretto o si accelera il passo...
18:24 Scritto da minobezzi1 in beghe | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: au, st | OKNOtizie |
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22/09/2010
Piombino (LI): Tor del Sale
Durante l'assemblea annuale di Confindustria tenutasi ieri a Livorno, il vicepresidente di Enel Produzioni, l'ingegner Leonardo Arrighi, ha individuato nel carbone la possibile fonte per alimentare la centrale di Torre del Sale, escludendo di fatto ogni altra possibile riconversione, auspicata invece da associazioni ambientaliste e da alcuni politici locali, che da anni vorrebbero un passaggio dall'olio combustibile al metano, senza peraltro tentare di forzare la mano all'Enel, sia per la centrale di Tor del Sale a Piombino, sia per quella del Marzocco a Livorno (nella foto).
«Dopo le dichiarazioni rilasciate dal vicepresidente Arrighi durante la tavola rotonda dedicata all'energia - interviene oggi il sindaco di Piombino Gianni Anselmi - mi preme ribadire che le nostre posizioni sul futuro dell'impianto sono ben note. Enel sa bene che l'ipotesi del carbone è impraticabile sul nostro territorio ed è già stata respinta ripetutamente dalle amministrazioni locali».
Il sindaco piombinese dunque, rivendica la necessità di salvaguardare la valenza turistica della val di Cornia. «Siamo sulla Costa Est, un'area di pregio che abbiamo valorizzato in questi anni - continua Anselmi - Vogliamo continuare in questa direzione imprimendo anzi un'ulteriore svolta ambientale, con investimenti nell'innovazione tecnologica e nelle energie rinnovabili».
greenreport
17:58 Scritto da minobezzi1 in beghe | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: pb, to | OKNOtizie |
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19/09/2010
Lucca: Il turismo visto dalla Confedercenti
Si è tenuta giovedì 16 la Giunta Confesercenti di Lucca. Al primo punto del confronto il tema turismo. In primo piano un’analisi sull’andamento della stagione turistica. «Dalle nostre rilevazioni su un campione significativo di nostri associati e in attesa dei dati ufficiali che ci forniranno una lettura completa – commenta il presidente del settore Assoturismo B&B Pietro Monticelli – emerge che dopo la partenza sofferente di primavera, abbiamo avuto una buona ripresa dei mesi di luglio, agosto e settembre che con ogni probabilità ci consentirà di tenere e forse anche di crescere sul numero di presenze in alcune aree».
«Il dato da evidenziare e che invece riveste gli aspetti qualitativi dell’offerta è che si registra una generale riduzione dei consumi dei turisti e la necessità da parte degli operatori del settore ricettivo di lavorare molto sul prezzo con una conseguente riduzione di fatturato e margini. Ciò si unisce a una tendenza alla riduzione nei tempi di prenotazione che rende più complessa la programmazione».
«Il tema dei prezzi da una parte rientra nella normale competizione tra territori e strumenti (la prenotazione on line crea maggiore competizione sul fattore prezzo); la flessibilità dei prezzi è una forma moderna di posizionamento e di strategia delle imprese; ma può anche rappresentare segnali meno incoraggianti. Non solo il fatto che la crisi dei consumi si ripercuota anche nel comparto turistico, ma anche – e questo sarebbe più preoccupante – quello di una “minor qualità” del turista e ad una riduzione di quel “target” di alto livello che ha fatto il successo della nostra destinazione. In questo senso il dibattito che investe anche il mondo del commercio di prestare molta attenzione al tema dell’identità della città, della salvaguardia della sua tipicità, dei suoi negozi storici, del vissuto quotidiano del nostro centro, della sua accessibilità, delle sue funzioni diventa centrale anche per il turismo. Il successo di Lucca si fonda proprio sul fatto di essere ancora una delle destinazioni toscane meno “turisticizzate e massificate”».
«Il tema dei prezzi mette ancora in evidenza – aggiunge il direttore di Confesercenti Emanuele Pasquini – come il contributo alla crescita turistica da parte del settore ricettivo sia ancora una volta importante. Quando si parla di promozione e commercializzazione della città, spesso si pensa solo al ruolo dell’operatore istituzionale. Con questa politica di flessibilità dei prezzi, sono gli operatori che pagano direttamente con i propri bilanci, consentendo a tutto il sistema di poter contare su numeri inalterati e importanti».
«Resta inoltre molto sentita dai nostri associati e dall’associazione la tematica dell’abusivismo. In queste ore abbiamo deciso di interpellare nuovamente i Comuni del territorio e le Provincia con una lettera aperta partita in queste ore, per chiedere che cosa si intende fare per arginare questo fenomeno. E’ passato ben più di un anno da quando, su sollecitazione delle nostre categorie, è stato costituito un coordinamento sul tema. Ad oggi le attività abusive sul territorio continuano a rimanere lì dove sono e a proseguire indifferenti il loro “lavoro”».
Infine in discussione il tema della riforma del sistema promozionale. «Ne parleremo nei prossimi giorni con i nostri livelli regionali – prosegue Confesercenti - anche alla luce delle proposte di questi giorni di Giunta e Consiglio Regionale. A nostro avviso la questione non è tanto il taglio delle APT, ma quale modello di accoglienza e promozione si vuole. Da un lato è sotto gli occhi di tutti la sovrapposizione che deriva dai troppi soggetti che si occupano di promozione, molti dei quali con azioni inefficaci; dall’altro è noto che il sistema “Toscana Promozione” ha più volte dimostrato l’incapacità di rappresentare i territori e le differenze tra le imprese. Per questo un eventuale accentramento di alcune funzioni deve essere accompagnato da una nuova modalità di partecipazione dei territori e delle categorie alle scelte regionali; mentre deve essere rafforzato a livello locale un luogo unitario di definizione di scelte e strategie. La verità di fondo che poi resta difficile da dire in un dibattito come questo è che spesso a fare la differenza non sono tanto le strutture, quanto le persone e le professionalità che le dirigono».
10:25 Scritto da minobezzi1 in beghe | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: lu, tur | OKNOtizie |
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18/09/2010
Arezzo: Affini diversità
Presso il Centro per l'arte contemporanea RiElaborando (via Oberdan 30, Arezzo) si inaugura la mostra “Affini diversità”, di Silvia Forlani, Nadia Marini e Lucia Schiano, a cura di Daniela Meli.
L'esposizione, ad ingresso libero, resterà aperta fino al 9 ottobre 2010, secondo i seguenti orari: dal martedi' al venerdi' dalle 17.00 alle 19.45; il sabato dalle 16.30 alle 19.45; la prima domenica del mese dalle 15.30 alle 19.45; chiuso lunedi'.
Magistrali acquerelli, palpitanti e delicati, di piccolo e grande formato, parallelamente ad intensi e materici dipinti ad olio, dalla potente carica espressiva, concorrono a svelare le diverse sensibilità delle tre artiste, protagoniste esclusive della rassegna.
Silvia Forlani, alla sua seconda partecipazione espositiva presso la galleria RiElaborando (nell'ambito della collettiva “Cronache quotidiane” marzo-aprile 2010), e Nadia Marini trasfondono sulla carta i loro pensieri pittorici indagando i molteplici aspetti del reale. Attraverso colori tenui, stesi a pennellate leggere, restituiscono la bellezza della natura, in forma luminosa e serena: a volte, allargando il raggio della visuale, altre volte, stringendo il campo su di un dettaglio minore, in ogni caso, sempre con freschezza, sia d'invenzione che di tocco.
L'arte di Lucia Schiano si presenta diversamente, imbevuta di un irriducibile senso vitalistico, come già e' stato possibile cogliere in occasione della sua personale tenuta presso la galleria RiElaborando (“Physis – Mimesis” giugno 2008). I nuovi lavori sprigionano energia, impressa con vigore creativo, arditezza cromatica e spessore d'impasto. Il repertorio insiste sulla figura umana e sul paesaggio, ruotando intorno al tema del vivere nella sua complessità. Un profondo sentire, quindi, accomuna le tre artiste che, allo stesso tempo, ben si differenziano per le rispettive distinte modalità espressive. Nell'insieme, pertanto, una lunga sequenza di opere autenticamente eloquenti.
Rielaborando
via Guglielmo Oberdan, 30 - Arezzo
Orari: dal martedi' al venerdi' dalle 17.00 alle 19.45; il sabato dalle 16.30 alle 19.45
Ingresso libero
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10:18 Scritto da minobezzi1 in beghe | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: ar | OKNOtizie |
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17/09/2010
Montalcino (SI): Il caso del Brunello taroccato
Antonio Tomacelli perr dissapore
Tranquillo produttore ilcinese, è solo un titolo a effetto (è virgolettato) e nessuno chiederà mai un risarcimento per il Brunello taroccato che hai esportato in America. Anche se fai parte di quell’ottanta per cento di produttori che allungavano il sangiovese col cabernet: parola del presidente del tuo consorzio, l’esimio cavalier Rivella. No, davvero, continua pure a sognare tranquillamente. A te non capiterà mai un incubo come quello che stanno vivendo gli azionisti della Constellation Brands in America, chiamati in causa da una class action che si preannuncia milionaria.
Come, dici che non ne sai nulla? Ti rinfresco la memoria in due righe: per qualche anno l’azienda americana ha venduto un miscuglio di cabernet e merlot, importandolo dalla Francia come Pinot noir aoc. Pensa, ci sono volute 16 milioni di bottiglie per accorgersi della truffa ma alla fine è scattata una denuncia che ha coinvolto anche il colosso americano Gallo winery. Sai, ilcinese, come finiscono queste cose: scandalo, arresti, condanne e alla fine “il popolo americano” chiede il risarcimento danni con una bella class action.
Brutta cosa la giustizia americana. Pensa che la legge sulla class action permette ai cittadini di unire le forze per fare causa alle Big Company, presentando una sola istanza e pagando un solo avvocato. Vuoi conoscere i capi d’accusa? Presto detto: concorrenza sleale, pubblicità ingannevole, frode, negligenza, false dichiarazioni e occultamento fraudolento. Alla fine, anche chi ha comprato una sola bottiglia di vino taroccato avrà il suo bel risarcimento e senza pagare mille parcelle. Ma a te che produci il Brunello di Montalcino, tutto questo non capiterà mai, sono sicuro: chi vuoi che abbia letto in America le dichiarazioni del tuo Esimio presidente del consorzio sul vino taroccato a oltranza? Speriamo nessuno ma tu, ilcinese, accetta un consiglio: comincia a pregare.
14:41 Scritto da minobezzi1 in beghe | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: mc, bru | OKNOtizie |
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09/09/2010
Montepulciano (SI): Il Nobile? E' spagnolo (secondo la UE)
| Il Nobile di Montepulciano dimenticato dalla nuova Ocm vino. Il regolamento di modifica 401/10 dell’Unione europea che “ridimensiona” di fatto le menzioni da tutelare allo scopo di semplificare il mondo delle denominazioni ed evitare duplicazioni, non riporta quella del “Nobile” nonostante fosse già contemplata nel precedente regolamento, il 753/2002 e nel punto 33 del 607/2009. italiaatavola |
18:29 Scritto da minobezzi1 in beghe | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: mp, no | OKNOtizie |
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