16/12/2009

Prato: Capannone con fregatura

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14/12/2009

Lamporecchio (PT): Bidoni via web

 

Oltre 8300 paia di scarpe, più di 700 giubbotti e quasi 700 maglie che avrebbero potuto fruttare sul mercato ben 2 milioni di euro.
Questo il totale dei capi di abbigliamento sequestrati dalla Guardia di finanza in un'abitazione di Lamporecchio, ora sequestrata, adibita a magazzino dove erano stipati centinaia di scatoloni.
Il tutto ad opera di una famiglia di cinesi che aveva un negozio a Montecatini dove vendeva vestiti di propria produzione.
Un'attività fittizia, il vero business si nascondeva tra l'abitazione di Lamporecchio e il web, dove grazie a vari siti di aste on-line veniva venduta la merce, come vera, ma a prezzi invitanti.
I capi , contraffatti davvero con tutti i crismi, non sembrano provenire dalla Cina, si tratterebbe infatti di un tarocco made in Italy.
I cinesi sono stati scoperti grazie a un controllo effettuato sul furgone con il quale trasportavano la merce dalla villetta/deposito di Lamporecchio alle poste dove la inviavano ai clienti.
Le indagini, condotte dal sostituto procuratore Giuseppe Grieco, continueranno per capire se il giro di prodotti contraffatti è più esteso.
tvl

18:32 Scritto da minobezzi1 in che tristezza! | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: la, bi | OKNOtizie |  Facebook

12/12/2009

Siena: Guardia di Finanza, ora tocca al Chianti

Maxi sequestro di Chianti Docg e Igt Toscano da parte della guardia di finanza di Siena, nell'ambito dell'inchiesta sui vini non conformi al disciplinare di produzione.

Sono 42 le aziende coinvolte, 17 gli indagati per associazione a delinquere e frode in commercio aggravata. Alcuni indagati, secondo quanto accertato dalle fiamme gialle, hanno reperito sul mercato enormi quantità di vino non rispondente al disciplinare (Igt o Docg), a volte di bassissima qualità, per miscelarlo con vini da taglio e, quindi, creare assemblaggi per circa 10 milioni di litri, poi rivenduti sul mercato con denominazioni di pregio (tra cui anche Brunello e Rosso di Montalcino).

La Finanza pare abbia acquisito prove che portano ad ipotizzare che migliaia di litri di vino siano già stati immessi sul mercato come Chianti Docg e Igt Toscano pur non avendone i requisiti.

Per nascondere i reali trasferimenti del prodotto da un'area geografica all'altra, sono stati usati sistemi di falsificazione di registri di produzione, di vinificazione e di fatture fiscali.

I sequestri, disposti dal Gip di Siena, sono avvenuti in Toscana, ma anche Abruzzo, Trentino, Piemonte, Lombardia e Emilia Romagna.

Tra gli indagati ci sono enologi, imprenditori vinicoli, anche di rilievo internazionale. Le indagini proseguono per accertare i profili di responsabilità anche con riguardo agli illeciti di natura tributaria.

L'indagine è stata condotta con l'Ispettorato del ministero delle politiche agricole (Icq-Rf) e segue il filone di inchiesta della precedente sul Brunello di Montalcino di circa un anno fa.

"Siamo in attesa di comprendere meglio motivi e conseguenze dell'azione avviata dalla Procura di Siena. Seguiremo il caso con l'attenzione che merita per l'importanza che il settore vitivinicolo ricopre in particolare sull'immagine della Toscana. Certo, mi sia consentito dire che noi rispondiamo alle richieste di campagne di promozione dell'immagine toscana nel mondo, ma poi occorre che ci sia un'attenzione generale perché questa non venga anche solo incrinata. Per il resto, come sempre, lasciamo alla magistratura il compito di accertare le eventuali responsabilità individuali e collettive, nel rispetto delle sue prerogative". Il presidente Claudio Martini ha commentato così le notizie di oggi sull'inchiesta, prosecuzione di quella sul Brunello, che ha coinvolto anche aziende toscane in una presunta trasgressione del disciplinare riguardante la denominazione di origine Chianti.

"La prima impressione – ha proseguito Martini - è comunque che si parli di comportamenti appartenenti ad un periodo non più replicabile, grazie alle normative messe in essere sia a livello europeo che nazionale. Si tratta degli organismi di controllo, operanti dal 1° agosto di quest'anno, che certificano a partire dai vitigni la rispondenza al marchio di denominazione di origine Questi controlli, ormai generalizzati e condivisi da tutto il mondo produttivo, rendono difficile, se non impossibile, la possibilità di frodi. E poi esiste l'elemento crisi di settore; laddove risultano invendute grandi quantitativi di prodotto, non si capisce che senso avrebbe falsificare per immetterne ancora su un mercato che non sta recependo"

Resta, sottolinea ancora il presidente, il grave danno di immagine, che colpisce soprattutto chi lavora seriamente e mette un'immensa passione nel suo operare.

di C. S.
12 Dicembre 2009

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04/12/2009

Empoli (FI): Vai coi supermercati (al posto di vecchie fabbriche)

Un piano di recupero per realizzare un nuovo supermercato nell’area della ex vetreria Savia. È quello che ha proposto al Comune la Pam supermercati spa, che intende realizzare il suo nuovo punto vendita nei pressi della uscita Empoli Est della superstrada Firenze-Pisa-Livorno. L’ex vetreria Savia si trova vicino all’incrocio tra via Pontorme e la strada statale Tosco Romagnola, a poca distanza dalla frazione di Cortenuova.

La proposta in esame prevede l'abbattimento del vecchio capannone della vetreria e la costruzione del nuovo edificio per il supermercato, che avrà una superficie di vendita di 3.000 metri quadrati.

Per sostenere la fattibilità del progetto sono state previste due rotatorie lungo la strada statale 67 “Tosco Romagnola”. La prima verso Empoli, tra la statale e via dalla Piccola. La seconda, più a est, fungerà da ingresso e uscita dell’area commerciale. Questa seconda rotatoria renderà anche più sicuro immettersi nella 67 da parte degli automobilisti che provengono da via Pontorme. Previsti parcheggi per i clienti e una pista ciclabile in direzione del centro di Empoli

Nell’area di intervento sono presenti anche due edifici colonici. Quello più prossimo alla Tosco Romagnola, un fienile di non rilevante valore architettonico-ambientale, sarà demolito per far posto alla rotatoria. L'altro, costituito da una residenza rurale dotata di un certo pregio, viene conservato e urbanisticamente valorizzato, incastonandolo in un’ampia area a verde. Si ipotizza per questo immobile una utilizzazione di tipo commerciale.

Il piano di recupero è attualmente oggetto di valutazione integrata, una procedura prevista dai regolamenti regionali in materia di urbanistica. In altre parole, il Comune porta a conoscenza dei cittadini i documenti relativi alla proposta per una valutazione complessiva degli effetti che l'intervento avrà sul piano ambientale, territoriale, economico, sociale. Una volta chiusa questa fase il piano sarà pronto per essere sottoposto al Consiglio comunale.

“Il progetto è in sintonia con le nostre previsioni urbanistiche – dice Luciana Cappelli, sindaco di Empoli e titolare della delega all’urbanistica- perché il recupero contribuirà a creare una porta della città a carattere commerciale, eliminando situazioni in avanzato stato di degrado e salvaguardando i valori storico-architettonici degli edifici rurali, come il cascinale. Il tutto migliorando la viabilità. Il progetto di recupero della ex vetreria Savia è una riqualificazione che può restituire alla città una parte urbana che oggi rischia il degrado”. (dp)

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01/12/2009

Prato: 33 insegne (di cinesi morosi) in via di rimozione

L'assessore Aldo Milone

L'assessore Aldo Milone

 

Sono iniziate, ad opera degli agenti della Polizia Municipale e del personale della SoRi, le operazioni di rimozione delle insegne di esercizi commerciali non a norma o per le quali non sono stati versati i tributi dovuti, in ottemperanza alle prime trentatré ordinanze firmate dal Servizio Ragioneria del Comune.

Le prime due ordinanze di rimozione, che come annunciato seguono le operazioni di oscuramento delle insegne irregolari iniziate la scorsa estate, hanno riguardato l’attività “Supermercato 2008″, in via Borgioli, e il ristorante “Wang Chao”, in via Filzi.
Rispetto alle posizioni già verbalizzate la SoRi ha effettuato un’attività di controllo, andando ad individuare le insegne per le quali era stata richiesta la rimozione. Contemporaneamente è stata analizzata la situazione relativa al mancato versamento dei tributi. Da questo percorso sono emerse posizioni per le quali, di fatto, si è resa necessaria l’emissione dell’ordinanza di ingiunzione per il recupero dell’intera sanzione comminate, ed altre per le quali al provvedimento - vista la reiterazione del mancato pagamento - si è dovuta associare la rimozione delle insegne pubblicitarie. 

In totale si tratta di trentatré ordinanze e saranno poste in essere entro pochi giorni.
“Esprimo la mia soddisfazione - ha affermato l’assessore Aldo Milone - per l’applicazione di un provvedimento che vede l’Amministrazione guidata dalla giunta Cenni tra le primissime in Italia a far rispettare questa elementare norma di civiltà commerciale, la quale nella nostra città, evidentemente e in particolare in alcune aree della città, non veniva rispettata.

Si tratta della natuarale prosecuzione dei provvedimenti di oscuramento delle insegne non a norma, irregolari e per le quali non erano stati versati i dovuti tributi alla SoRi. Abbiamo peraltro segnali incoraggianti - ha concluso l’assessore - in merito ad un moto di regolarizzazione che ha investito larghi strati di trasgressori, alla luce dell’applicazione delle norme che abbiamo posto in essere. Auspico pertanto che si possa procedere ad una complessiva normalizzazione di una situazione di diffusa irregolarità che non era più tollerabile. L’attività proseguirà anche nei prossimi giorni”.

noitiziediprato

 

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27/11/2009

Prato: Volantinaggio contro la contraffazione

vu_cumpra-abusivismo-commercialeNell’ambito dell’iniziativa nazionale organizzata da Confesercenti, Confcommercio ed Anva, “Abusivismo, contraffazione ed illegalità: ferite per il commercio, il mercato e la città” oggi e domani, 27 e 28 novembre, in tutta la provincia di Prato sono in corso numerose iniziative sul tema.

In tutti i mercati della provincia pratese verrà distributo il volantino “Non accettare borse dagli sconosciuti”. Attualmente è in corso un convengo nazionale a Pisa alla presenza del sottosegretario degli interni Alfredo Mantovano.
L’iniziativa nasce con l’intento di sensibilizzare la cittadinanza su una piaga temibilissima per il mercato ed il commercio pratese: la contraffazione e l’abusivismo. Le associazioni di categoria e l’Associazione Nazionale Venditori Ambulanti conducono nel territorio pratese un’azione costante di sensibilizzazione e di denuncia.

Negli ultimi tempi l’offerta commerciale dei venditori abusivi nella provincia pratese è diventata sempre più vasta e varia. Il fenomeno nuoce gravemente chi esercita regolarmente il commercio così come la cittadinanza, in particolar modo in un momento così difficile per l’economia ed il commercio.

notiziediprato

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Arezzo: Macellazione islamica

E’ con forte rammarico - sostengono le associazioni animalsite aretine - che siamo venuti a conoscenza del protocollo d’intesa per la macellazione islamica stipulato dalle Istituzioni locali, peraltro senza che le noste associazioni venissero almeno interpellate.

Tale rito prevede l’uccisione degli animali, tramite la pratica della iugulazione (sgozzamento) senza nessun preventivo stordimento, quindi causando inopportune sofferenze, il testo del protocollo riporta: “…..per questo, nella consapevolezza che le pratiche religiose possono offrire l’occasione di reciproca intesa e conoscenza ed agevolare il necessario processo di integrazione di questi cittadini, si è concentrata l’attenzione sul particolare fenomeno da parte delle istituzioni, dei soggetti e degli enti interessati che quotidianamente operano affinché le  reciproche differenze ed il rispetto delle regole  costituiscano il presupposto di una serena e civile convivenza”.

 

Premesso che per le nostre Associazioni qualunque forma di macellazione così come attuata oggi colpisce la sensibilità degli animali quali esseri senzienti, va detto come l’accordo recentemente stipulato, ignori palesemente i più elementari principi di civiltà, etica e coscienza ed sia in evidente contrasto con i principi stabiliti in modo forte e unanime dalla dichiarazione universale dei diritti degli animali, sottoscritta nel 1978 a Bruxelles su iniziativa dell’Unesco, la quale recita che: “…Ogni animale ha diritto alla considerazione, alle cure ed alla protezione dell'uomo” (art. 2 co. 3), “Nessun animale dovrà essere sottoposto a maltrattamenti e ad atti crudeli. Se la soppressione di un animale è necessaria, deve essere istantanea, senza dolore, ne angoscia” (art. 3) “Nel caso che l'animale sia allevato per l'alimentazione, deve essere nutrito, alloggiato, trasportato e ucciso senza che per lui ne risulti ansietà o dolore” (art. 9).È vero che il rituale religioso islamico è consentito dalle normative europee ed è stato recepito dal nostro paese, ma è altrettanto vero che la stessa  (art. 3 D.lgs n. 333/98) stabilisce senza dubbio che: “…le operazioni di trasferimento, stabulazione, stordimento, macellazione e abbattimento devono essere condotte in modo tale da risparmiare agli animali eccitazioni, dolori e sofferenze evitabili.”Il nostro disappunto, quindi, nasce in considerazione del fatto che una convivenza con certi presupposti non potrà né essere serena né tantomeno civile.

 

Se da una parte l’unione di etnie e culture diverse che si sta verificando in questi anni in Italia e anche nel nostro territorio è certamente una cosa che arricchisce sotto moltissimi punti di vista, non si può accettare che in nome di una diversità culturale si introducano nel nostro paese delle pratiche tradizionali che provocano la sofferenza degli animali destinati alla macellazione e che si scontrano con la sensibilità comune.

I diritti degli animali devono essere considerati a tutti gli effetti come un bagaglio culturale anche del nostro paese e pertanto il diritto alla non sofferenza un confine invalicabile, a maggior ragione in una provincia e una città come Arezzo, che nel proprio regolamento di tutela degli animali riporta al suo interno principi ben chiari:

Il Comune riconosce alle specie animali il diritto ad un’esistenza compatibile con le proprie caratteristiche biologiche ed etologiche;  La città di Arezzo, comunità portatrice di elevati valori di cultura e civiltà, individua nella tutela degli animali uno strumento finalizzato al rispetto ed alla tolleranza verso tutti gli esseri viventi e in particolare verso le specie più deboli.

 

Invece, ancora una volta i diritti dei più deboli, di coloro che non hanno voce, vengono messi da parte ignorando le gratuite sofferenze che questa pratica causerà.  

WWF, ENPA, LAV, RIFUGIO CINNI e OIPA, che si rendono disponibili ad un confronto costruttivo, chiedono alle Istituzioni che hanno sottoscritto tale protocollo di rivederlo, introducendovi il diritto alla non sofferenza degli animali.

Facciamo altresì appello ai medici veterinari della USL incaricati di verificare il controllo della procedura affinché richiamandosi al loro giuramento professionale, che prevede tra l’altro, la cura e il benessere degli animali, promuovendone il rispetto quali esseri senzienti, facciano obbiezione alla pratica della iugulazione senza stordimento.

Tutto ciò è possibile rispettando comunque il rituale religioso, se è vero che in alcuni Stati islamici (ad esempio in Malesia) lo stordimento è permesso, a condizioni ben precise: deve essere temporaneo e non deve provocare danni permanenti; chi lo esegue deve essere musulmano con apposita autorizzazione ministeriale, o deve essere sorvegliato da un musulmano o da una autorità di certificazione Halal (di provenienza lecita); i dispositivi usati per stordire animali non halal non devono essere usati per stordire animali halal.     

Ci auguriamo tutti - concludono - che l’integrazione possa avvenire nel modo più rispettoso possibile nei confronti di qualunque essere senziente, sia esso umano o animale e a prescindere da ogni cultura o tradizione.

 

arezzoweb

         

 

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23/11/2009

Spezia: Un ipermercato dove si producevano le lavatrici San Giorgio

Un ipermercato nell’area della Spel, ex San Giorgio, a Spezia.
E’ la proposta che un potenziale compratore, tramite intermediari, ha avanzato al ministero dello Sviluppo economico dove ieri, venerdì, si è svolto un summit con regione, provincia, comune, Confindustria e sindacati sul futuro dell’ex fabbrica di lavatrici e dei suoi 140 dipendenti attualmente in cassa integrazione.
Proprio a Roma è stata resa nota alla delegazione spezzina la proposta di un compratore (al momento ignoto) sulla creazione di un nuovo ipermercato che occuperebbe circa il 50% del personale.”Come sindacati riteniamo prioritaria una scelta di reindustrializzazione dell’area, che garantisca l’occupazione del 100% dei lavoratori attualmente in cassa integrazione - si legge nella nota diramata da Cgil, Cisl e Uil dopo l’incontro al ministero retto da Claudio Scajola - un nuovo ipermercato a Spezia non ci convince pienamente e, inoltre, per realizzare un tale progetto, sarebbero necessari tempi troppo lunghi”.
teleriviera


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03/11/2009

Prato: 800mila etichette 'Made in Italy' fasulle


I capi d'abbigliamento riportavano l'etichetta made in Italy ma in realtà erano di produzione cinese. Le etichette, tutte false, venivano cucite al posto di quelle made in China e davano valore a maglie, giubbotti e vestiti. Il lavoro veniva fatto da operai cladestini. Un'imprenditrice cinese di 47 anni è stata denunciata dopo un'operazione della guardia di finanza di La Spezia che è risalita a Prato seguendo il viaggio di capi d'abbigliamento che, arrivati al porto della città ligure, venivano poi smistati in Toscana. E' stata la scansione con apparecchi radiografici di un container proveniente dalla Cina a far scattare le indagini.

La finanza ha rinvenuto non solo abbigliamento made in China ma anche 200mila etichette non dichiarate riportanti la dicitura made in Italy. La merce è sì arrivata al destinatario - una ditta di Prato - ma a consegnarla sono stati gli uomini della guardia di finanza. Lo spettacolo che si è presentato agli investigatori è pressoché lo standard che si riscontra nei capannoni occupati dalle aziende cinesi: dormitori realizzati con pareti di cartone e cartongesso, ambienti fatiscenti e sporchi.

Gli operai sono stati sorpresi a cambiare le etichette made in China con quelle made in Italy. Ottocentomila quelle sequestrate. Al termine del controllo, quattro cinesi clandestini sono stati espulsi mentre la titolare dell'azienda è stata denunciata e dovrà rispondere di falso, contrabbando, favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro.

(nadia tarantino per ilpunto-omline)

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31/10/2009

Prato:.......e Louis Vuitton made in China (ma questa è cronaca nera)

Contraffazione a regola d'arte, cosi' curata che la merce sarebbe potuta finire in negozi e outlet ed essere venduta al prezzo dell'originale. Durissimo il colpo inferto dalla guardia di finanza di Prato alle organizzazione criminali cinesi dedite alla produzione e alla vendita di tessuti e capi d'abbigliamenti falsi.
L'ultima operazione, denominata 'Falso d'autunno' ha portato al sequestro di 543mila capi ed accessori delle marche piu' in voga, da Gucci a Ralph Lauren, da Moncler a Fred Perry, e di ventimila metri quadrati di stoffa a marchio Luis Vuitton per un giro d'affari stimato in alcune decine di milioni di euro.
Denunciati 24 cinesi (12 dei quali lavoratori in nero) e tre italiani, ovvero i proprietari dei capannoni affittati alle aziende orientali; un arresto: quello di un imprenditore cinese accusato di sfruttamento della manodopera clandestina. Sigilli a sei immobili e due autovetture. La guardia di finanza e' arrivata al tesoro dei cinesi dopo aver controllato una macchina, parcheggiata in un garage nella zona di Chinatown, dalla quale un cinese scaricava scatoloni pieni di merce contraffatta cosi' bene da far scattare le indagini per arrivare alla fonte.
Per la prima volta e' stato accertato un salto di qualita' nella contraffazione cinese: tanta e' stata la sorpresa quando anche i periti della finanza hanno faticato a riconoscere gli ologrammi falsi. Non soltanto un problema di merce falsa, ma anche di tossicita' dei tessuti e quindi di rischio per la salute degli acquirenti.
ilpunto-online

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Genova: Pesto made in Japan

Il più grande stabilimento di produzione del pesto genovese non è a Genova, né in Liguria, e nemmeno in Italia: si trova in Giappone.
E il maggiore paese produttore risulta essere la Danimarca. Sono alcuni dei sorprendenti dati presentati ieri a Roma durante un convegno sulla dieta mediterranea, in cui si è rilanciata la necessità di tutelare i prodotti alimentari italiani.
Nello stesso meeting, è emerso tra l’altro che il 90% degli italiani che vengono in visita a Genova ritengono che solo qui si possa gustare il vero pesto.
cittadigenova



 

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23/10/2009

Lucca: Bega Torre del Lago-Lucca

Approdata in Tribunale la disputa legale tra la ''Fondazione Festival Puccini'' e la ''Puccini e la sua Lucca''. Al centro della questione l'utilizzo della parola ''festival''.

Battaglia legale tra i festival Puccini

Secondo la Fondazione la parola ''festival'' sarebbe usata impropriamente dai rivali che organizzano eventi con il nome ''Puccini e la sua Lucca International Festival''. L'udienza e' stata aggiornata a dicembre quando verra' ascoltato Manrico Niccolai, l'ex presidente della Fondazione da cui era partita la causa. Da parte sua Andrea Colombini ha dichiarato di sentirsi tranquillo perche' non ha mai utilizzato i termini ''Festival Pucciniano'' o ''Festival Puccini''. In attesa delle risposte del tribunale, lunedi' si incontreranno in Provincia i soggetti che organizzano eventi legati a Giacomo Puccini; forse la prima buona occasione per trovare una soluzione.

noitv

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20/10/2009

Siena: Baltour fagocita Sena ed Eurolines del gruppo Lazzi

 

"Siamo pienamente soddisfatti per la conclusione della trattativa. Ci impegneremo al massimo per la valorizzazione dei due prestigiosi marchi storici e il rilancio delle rispettive attività nell'ambito di una completa integrazione di gruppo".

Con queste parole Agostino Ballone, presidente ed amministratore delegato di Baltour, ha commentato la conclusione delle trattative con il Gruppo Lazzi per l'acquisizione dei pacchetti di maggioranza delle società Sena e Eurolines Italia.

"Con tale acquisizione - informa una nota dell'azienda - Baltour consolida ed amplia la propria posizione nel trasporto persone dei servizi nazionali ed internazionali".

ttg

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Massa: Un caffè 5 Euro

Un caffè e una bottiglietta d’acqua costano 10 euro. Ma né il caffè né la naturale sono stati serviti in piazza San Marco a Venezia o in piazza della Signoria a Firenze. Il conto salatissimo, è invece stato presentato in un noto locale di Marina di Massa, il circolo la Chiesina.
Il servizio è di Alessandra Poggi per teleriviera.


Caffè e acqua dieci euro. Ma un gruppo di giovanissimi non ci sta e denuncia il titolare del circolo la Chiesina di Marina di Massa, alla Guardia di finanza. E’ accaduto sabato notte, quando un gruppo di ragazzi ha deciso di andare nel locale per cantare. La Chiesina, infatti, è famosa perché fa karaoke.
Il problema è nato al momento del conto. Gli amici, infatti, alla vista delle 5 euro a testa da pagare, hanno contestato il conto e richiesto lo scontrino fiscale ai titolari del locale.
Per contro, gli hanno risposto che siccome si trattava di un circolo, il rilascio dello scontrino non era essenziale. Insomma, ne è nata una discussione in piena regola. I ragazzi hanno controbattuto che se era un circolo, per le consumazioni serviva la tessera. Documento che invece nessuno aveva né richiesto né fatto fare sul momento. Come, invece, prevede il regolamento sui circoli, che devono essere frequentati esclusivamente dai soci, e dove, di norma, i prezzi delle consumazioni, proprio perché circoli, sono inferiori a quelli dei locali normali. Norma che i ragazzi hanno cercato di farsi applicare dal gestore della Chiesina.
Alla fine, la querelle è finita all’attenzione della Guardia di finanza di Massa, dove la compagnia di ragazzi, si è recata in piena notte, erano circa le tre e mezza del mattino, per denunciare i gestori della Chiesina.


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07/10/2009

Livorno: Vai con le EsseLunghe!

Senza grandi clamori nè particolari cerimonie ha aperto i battenti il centro commerciale targato Bernardo Caprotti nell’area ex-Fiat. Non a caso abbiamo scritto “targato Caprotti” e non “targato Esselunga”, perchè il nuovo supermercato non porta il marchio ammiraglio del gruppo, ma uno secondario, quello di “Magenta Due”

In realtà un negozio con questa insegna era stato aperto tempo fa esattamente di fronte alla nuova sede. Del prossimo trasferimento avevamo modo di scrivere a suo tempo, e si conferma la struttura del punto vendita di cui parlammo allora. Lo spazio più grande (circa 1500 metri quadrati) sarà occupato da Magenta Due versione food, mentre quello più piccolo (mille metri) sarà riservato al non alimentare (prodotti per la casa e per l’igiene).

Rimane invece libero il corpo centrale del complesso, che il piano regolatore destina ad uffici. Inoltre, sebbene il progetto iniziale prevedesse una galleria che unisse i due capannoni, questi rimarranno separati.

Almeno per il momento. Il gruppo Caprotti infatti non ha voluto pubblicizzare troppo questa apertura, perchè evidentemente non è ancora abbandonata la speranza di poter aprire con il marchio Esselunga, nonostante le difficoltà esposte dal patron nel suo Falce e Carrello.

davidone67

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22/09/2009

Siena: Cristallo, camper e pelletteria chiedono aiuto

Un incontro per illustrare la situazione di difficoltà dei tre comparti di eccellenza di filiera del territorio senese camper, cristallo, pelletteria E’ quello che si svolto a Roma al Ministero dello sviluppo economico tra l’assessore alle attività produttive della Provincia di Siena Tiziano Scarpelli e i funzionari e tecnici del Ministero.

L’incontro, che il presidente della Provincia di Siena Simone Bezzini aveva chiesto all’indomani del tavolo istituzionale sulla crisi della Trigano, è servito per fare il quadro su alcuni dei principali settore trainanti l’economia senese. “Abbiamo fatto precise richieste al Governo – ha detto Tiziano Scarpelli, assessore alle attività produttive della Provincia di Siena – illustrando le difficoltà a cui sono sottoposti alcuni dei nostri comparti di eccellenza. Il Governo di fronte alle richieste presentate ha dato la disponibilità a convocare in tempi brevi tre tavoli tematici. Auspichiamo – ha detto l’assessore Scarpellli – che le risposte possano arrivare rapidamente perché le aziende e i lavoratori hanno urgenza di avere adeguate certezze”.

Il settore camper vive una contrazione forte del mercato dovuta ad una ristrutturazione interna e ad una difficoltà economica più generale. Il cristallo sta attraversando un ridimensionamento del mercato mondiale e la pelletteria una forte frammentazione del settore e una conseguente difficoltà ad acquisire commesse dalle case di moda. A fronte di un impegno della Provincia e del sistema senese in questi mesi che si è concretizzato con l’adozione di strumenti quali la formazione e la ricerca e altri finanziari come gli ammortizzatori sociali e l’istituzione di appositi tavoli di confronto, è stato chiesto al Governo un impegno concreto su diversi fronti: l’assimilazione dei distretti della provincia a quello delle armi di Brescia che il Governo ha già inserito in un provvedimento ad hoc in quanto distretti leader a livello nazionale. La possibilità di guidare i camper con la patente B sotto i 42.5 quintali e una legge che favorisca la camperistica sul territorio con la costruzione delle aree di sosta e una adeguata segnaletica. Per il cristallo è stato invece chiesto il recepimento della normativa europea che prevede il divieto della presenza di piombo nei recipienti alimentari per consentire di continuare a produrre i bicchieri di cristallo. Per la pelletteria, infine, la richiesta è stata quella di togliere le aziende dagli studi di settore in quanto micro aziende fasonistiche non assimilabili ad aziende che completano il ciclo di produzione.

sienafree

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Livorno: Vai coi supermercati (un'altra Esselunga sotto falso nome)

Non avrà il logo Esselunga, ma comunque è legato al gruppo guidato da Bernardo Caprotti, il supermarket “Magenta Due” che si appresta ad aprire i battenti in quello che fu il centro direzionale Fiat in Viale Petrarca.

La ristrutturazione è stata completata, e sono state tolte le recinzioni esterne. C”è stato anche un sopralluogo da parte di responsabili Esselunga.

In realtà non c’è nessuna data ufficiale di inaugurazione, ed anzi l’azienda ha alzato una sorta di cortina fumogena su questo, così come sull’assortimento dei prodotti e il numero dei dipendenti. Attualmente Magenta Due è già operativa con un punto vendita in una palazzina proprio di fronte all’ex-Fiat, ma il nuovo market sarà molto più grande: due capannoni, uno da 1000 e l’altro da 1500 metri, rispettivamente per food e no food.  

Secondo Esselunga, al momento si tratta semplicemente di mantenere in vita due licenze commerciali, che altrimenti decadrebbero.

davidone67

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03/09/2009

Pistoia: Calo dei turisti in città e provincia

 

 

Quasi il 12% in meno gli arrivi di flussi turistici in provincia di Pistoia nel primo semestre di quest'anno rispetto allo stesso periodo del 2008.
E' questo il dato più significativo dell'andamento turistico nella nostra provincia per questi primi sei mesi del 2009. Un dato che era nell'aria già da alcuni mesi soprattutto fra gli addetti ai lavori, albergatori, ristoratori e più in generale fra io gestori e titolari di strutture ricettive.
Nella stessa percentuale, se si vuole distinguere i flussi dall'Italia e dall'estero, si ha un quasi meno 7% per gli arrivi dal nostro paese e quasi un 16% in meno di arrivi dai paesi stranieri.
Dati preoccupanti che certamente sono in linea con il periodo di crisi che il nostro paese, insieme al resto del mondo, sta attraversando, e che conferma che ancora il turismo è uno dei primi capitoli di spesa ad essere sacrificato dai bilanci familiari.
Nel turismo dall'estero regge bene ancora quello proveniente dalla Francia che rispetto allo scorso nella nostra provincia ha perso solo lo 0,92%. Flessione sensibile invece di Cina e e USA rispettivamente con -16% e -18%, meno peggio dalla Spagna con un calo del 7%.
Impressionante e preoccupante il calo dei turisti provenienti dalla Russia che fa registrare un calo del 46% che in valori assoluti significa 14.400 arrivi in meno rispetto allo scorso anno.
Dati pressoché simili se si distinguono i due bacini della provincia di Pistoia: quello della piana e della montagna e quello della Valdinievole. Nell'area Pistoia, piana e montagna gli arrivi dall'estero hanno subito un calo quasi del 14% per quasi 2500 arrivi in meno; mentre per l'area Valdinienvole il calo è stato appena superiore attestandosi al 16% per un totale di quasi 40.00 arrivi in meno. Risulta evidente in valore assoluto lo scarto fra le due aree; la Valdinievole offre infatti maggiori offerte nelle strutture ricettive nei confronti di Pistoia, i numeri non devono quindi impressionare.
Fin qui i dati relativi ai flussi turistici dall'estero ... e dal nostro paese? Non stiamo certo meglio.
Mentre tiene bene il turista proveniente dalla nostra stessa regione, con un +0,57%, la nostra provincia ha subito un calo di desiderio da parte delle altre regioni d'Italia: -16% di arrivi dalla Lombardia e dal Piemonte, il dato più forte e significativo, -12% dalla Sicilia e -10% dal Lazio. Poco significativo valore relativo alla Valle d'Aosta con un aumento degli arrivi del 46%, soprattutto se si guardano i valori assoluti, dai 267 arrivi del 2008 si è passati ai 390 di quest'anno.
Dunque i primi sei mesi del 2009 hanno confermato quanto era già nell'aria da diverso tempo. La crisi non ha risparmiato nessuno ... i numeri parlano chiaro. Il calo c'è e c'è stato.
Le ricette per far tornare la provincia di Pistoia fra le mete più ambite in Toscana forse in questo momento è difficile da trovare, ma l'ottimismo porta a pensare gli operatori del settore che la prossima stagione sia meglio, o meno peggio, di quella appena trascorsa.
tvl 

 

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25/08/2009

.......e ancora Pistoia: Chiude anche la Serin

I vertici della Serin, azienda pistoiese di servizi bancari, hanno avviato oggi le procedure per la messa in mobilità dei 47 dipendenti della ditta, in gran parte donne. Ne dà l'annuncio, in una nota, la Cgil di Pistoia.

"La comunicazione è giunta direttamente ai sindacati, e riguarda tutti gli addetti della sede di Pistoia, oltretutto al 90% donne" spiega nella nota il responsabile provinciale della Filcams (Federazione lavoratori del commercio e turismo aderenti a Cgil) Fabio Capponi.

"Nessun segnale premonitore - prosegue Capponi - era finora giunto in tal senso: non più tardi di un paio di settimane fa avevamo contattato i vertici dell'azienda per informarci sullo stato di salute dell'impresa e nessun accenno era stato fatto sulla procedura di mobilità che oggi hanno attivato".

La ditta fornisce servizi di data entry, soprattutto a gruppi bancari. Per Capponi "la comunicazione che ci è arrivata lascia poco spazio ad interpretazioni e tocca esclusivamente la realtà sul nostro territorio e non le altre del gruppo".

Domani alle 10.00, informa sempre la nota Cgil, le lavoratrici della ditta si riuniranno in assemblea con le organizzazioni sindacali per decidere le azioni da intraprendere". "Nel frattempo - conclude Capponi - abbiamo chiesto un incontro con la direzione dell'azienda per affrontare fin da subito l'ennesima situazione di crisi che si è aperta a Pistoia".

gonews

 

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08/08/2009

........e ancora Lucca: La crisi colpisce l'artigianato

 

La crisi arriva anche per il settore dell'artigianato lucchese e versiliese.

Le maggiori difficolta' per il settore nautico e per il manifatturiero, dove si registrala flessione occupazionale e del fatturato.

La crisi colpisce l'artigianato lucchese

Tengono invece il comparti dell'edilizia e quello dei servizi alla persona. Una situazione comunque difficile che non risparmia nessun ambito dell'artigianato, dove complessivamente nel primo semestre del 2009 a fronte di 720 nuove imprese, 1820 hanno chiuso, anche se in quest'ultimo dato vanno computate le chiusure per pensionamento.

La Confartigianato di Lucca sta mettendo in campo vari interventi per fronteggiare la crisi. Primo tra tutto l'accesso alle risorse energetiche a minor prezzo, grazie al consorzio toscano Multienergia. Inoltre sempre a livello locale Confartigianato sta chiedendo un maggiore sostegno agli enti, primo tra tutti la Camera di Commercio per attivare meccanismi innovativi come ad esempio i trasferimenti di tecnologia da un comparto all'altro. Un'iniziativa che garantirebbe nuove risorse tecnologiche alle oltre 14mila imprese artigiane del territorio provinciale.

noitv

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04/08/2009

Montecatini Terme (PT): Potenza del marketing

 

Tirreno220709Questa pubblicità è comparsa in cronaca di Montecatini sul Tirreno.
Devo dire - scrive l'estensore del blog - che mi ha lasciato un po' perplesso: siamo sicuri che sia questa la strada per il rilancio del turismo cittadino?
Certo, capisco anche le esigenze di certe piccole strutture, che per mettere insieme il pranzo con la cena sono costrette a puntare anche su un turismo del genere: gente che viene qui, magari in pullman, parte la mattina per Firenze, Lucca, Pisa, Siena... (dove i prezzi per dormire non sono certo questi) e di sera passeggia in ciabatte per il centro spendendo, se va bene, un paio di euro per un gelato.
Purtroppo è un cane che si morde la coda, perchè se non abbiamo clientela di buon livello dobbiamo accontentarci di quel che passa il convento, ma finchè c'è certa roba in giro la clientela di qualità la vediamo col binocolo; però qualcosa bisognerà fare, altrimenti... hai voglia di far le Terme belle!

montecatiniblog

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03/08/2009

Punta Ala (GR): Un bagno in mare? 100€


Maremma, terra di turismo. Certamente ospitale, di sicuro ben fornita di servizi, pronta ad offrire una vacanza riposante e rilassante. Nonostante la crisi, la situazione almeno per quello che riguarda il mese di agosto appare rassicurante con alberghi, residence e soprattutto agriturismi nei quali sarà difficile trovare un posto libero almeno fino al 20.
Eppure, qualcosa non va come viene puntualmente segnalato dalle e mail di alcuni lettori del Corriere di Maremma. Spesso anonime, ma talvolta - come nel caso in questione - con tanto di nome e cognome.
L’incipit è di quelli che fanno immediatamente riflettere: “Sicuramente lo saprete già - attacca la signora Simona S. - ma volevo raccontarvi di come riescono ad allontanare il turismo qui in Maremma”. Ed ecco la storia, dalla quale per evidenti ragioni sono stati epurati i riferimenti a stabilimenti balneari. “Martedì scorso - scrive Simona S. - viene a trovarmi un’amica da Perugia per andare al mare. Mi dice che avrebbe piacere di vedere Punta Ala, così decido di andare in un bagno di quella località, quello che comunque conosco da quando andavo nella spiaggia libera. Vado e non c’è più spiaggia libera; a dire il vero nemmeno la spiaggia c’è più, ma ormai eravamo lì e decidiamo di prendere un ombrellone. Sottolineo che ci saranno stati una cinquantina di ombrelloni ma tutti ‘abitati’, 4-5 vuoti e comunque tutti su una fila e poi gli altri. Avevano creato una specie di ‘terrazza’ e così per andare realmente al mare, si devono scendere le scale e buttarsi in acqua...”. E a questo punto che succede? “Ci danno un ombrellone sulla spiaggia o meglio sulla riva; il bagnino ci dice che l’ombrellone è composto da due sdraio e un lettino per la modica cifra di 45 euro. Strabuzzo gli occhi, ma va bene: ‘E’ Punta Ala’, mi dico. Stiamo un po’ al mare ma avremmo preferito due lettini... In ogni caso l’intenzione era di passare lì tutto il giorno, per cui abbiamo anche pranzato. E qui arriva un’altra ‘sorpresa’: per un antipasto, due primi piatti pronti e due bibite con caffè ho speso altri 45 euro. Non mi pare una cifra modica...”.
Le “disavventure” della signora Simona non sono ancora finite: “Chiedo al bagnino se poteva cambiarci la sdraio con il lettino. La sua risposta? ‘Non si toglie nulla, semmai si aggiunge’. E allora quanto si spende per un lettino? E lui serafico: ‘10 euro’. Insomma per aver ospitato una mia cara amica, ho speso la modica cifra di oltre 100 euro per nemmeno una giornata intera di mare. Ma si può?”. La conclusione è amara oltre che emblematica: “Ovvio - conclude la signora Simona - che né io né la mia amica ci rimetteremo più piede e la ‘pubblicità’ negativa è assicurata. Aggiungo solo che che lei aveva pensato di farsi 4 giorni di ferie al mare, ma dopo quelle che è successo a Punta Ala ha deciso per San Benedetto del Tronto. E io la approvo in pieno! E che non mi si venga a dire che dobbiamo portare turismo qui perché ci sarebbe solo da vergognarsi...”. C’è bisogno di aggiungere altro? La storia è questa e tutti possono trarre le dovute conclusioni. Ci sui scandalizza, a ragione, di un famoso ristoratore romano che ha sganciato un conto di oltre 600 euro a due turisti giapponesi, ma non è che tutti possono permettersi di spendere oltre 100 euro in due.
Ma quello che in tutta questa vicenda fa più rabbia sono i 10 euro richiesti per ottenere un lettino in più. Ma non sarebbe stato più saggio “regalare” il lettino e riprendersi una sdraio? Così, talvolta, vanno le cose nella Maremma del turismo..
corrieredimaremma

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16/07/2009

Prato: Quarantamila paia di scarpe e mille cellulari: tutto falso

Sono oltre 40mila le paia di scarpe contraffatte e 1000 i telefoni cellulari illegali, che una volta venduti avrebbero assicurato ricavi per oltre un milione di euro, sequestrati dai militari della Compagnia della Guardia di Finanza di Prato nel corso di un’operazione in materia di anticontraffazione e sicurezza prodotti.

I finanzieri, che da tempo stavano controllando alcuni obiettivi ubicati a Prato nelle zone di via Pistoiese e di Iolo, hanno notato negli ultimi giorni alcuni movimenti sospetti tanto da indurre gli investigatori ad intensificare l’attività di intelligence utilizzando anche i mezzi della Sezione Aerea di Pisa.

La svolta alle indagini è arrivata quando un autoarticolato con targa straniera si è fermato di fronte ad un magazzino a Iolo ed immediatamente alcuni cinesi – evidentemente già in attesa sul posto – hanno intrapreso le operazioni di scarico di numerosi colli trasferendoli rapidamente all’interno del capannone.

Quando i finanzieri sono intervenuti, il contenuto delle scatole non ha dato adito a dubbi sulla tipologia della merce. Si trattava di scarpe Nike e Hogan contraffatte, ottime imitazioni delle originali, riportanti logo e marchio perfino sui cartellini pendenti, sulle buste di tela e sulle confezioni.

I cellulari, invece, sono stati sequestrati in alcuni esercizi commerciali ubicati in via Pistoiese. Si tratta di oltre tremila articoli, tra telefoni e accessori, tutti di Made in China e, in alcuni casi, importati da paesi dell’Unione Europea, come la Germania e la Spagna. Gli apparati mobili erano privi di dichiarazioni di conformità e di istruzioni in lingua italiana, requisiti determinanti in materia di sicurezza prodotti. Tali elementi costituiscono, infatti, una garanzia di sicurezza per l’acquirente che, altrimenti rischia di utilizzare un prodotto dalla provenienza incerta, potenzialmente non testato e dunque pericoloso per la salute, come alcuni recenti casi di cronaca hanno confermato.

Gli articoli sequestrati, una volta venduti, avrebbero fruttato ai responsabili oltre 1 milione di euro di proventi illeciti. I militari hanno dunque sequestrato la merce illegale, un tir ed un magazzino, nonché denunciato all’Autorità giudiziaria cinque responsabili, tutti cinesi, di cui due tratti in arresto. L’operazione si inserisce nella più ampia attività in materia di anticontraffazione e sicurezza prodotti condotta dai finanzieri del Comando Provinciale di Prato, volta a smantellare sodalizi dediti alla produzione, importazione e commercializzazione di prodotti illegali i cui proventi illeciti vengono spesso riciclati sul territorio o inviati all’estero.

pratoblog

 

12:50 Scritto da minobezzi1 in che tristezza! | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: po, scarpe | OKNOtizie |  Facebook

13/07/2009

Prato: Horti cinesi e verdure sospette

“Avevo annunciato che la fase 2 della tolleranza zero avrebbe portato ad un aumento delle attività di intelligence e controlli e a risultati importanti per continuare a tutelare la salute dei cittadini. L’8 luglio è stata bloccata una vasta area coltivata a cielo aperto con sementi provenienti dalla Cina con caratteristiche genetiche non chiare. Per di più i campi erano irrigati con acque non controllate. Un danno non solo alla salute, ma anche all’ambiente”.
Il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia commenta l’operazione denominata “Horti cinesi” eseguita nel Comune di Prato dagli uomini del Comando Provinciale e del Nucleo Agroalimentare e Forestale di Roma del Corpo forestale dello Stato in collaborazione con il personale dell’Agenzia Regionale di Protezione dell’Ambiente e del Territorio della Toscana e della Polizia Municipale.
Con l’operazione “Horti Cinesi” sono stati sequestrati 4 ettari di campi coltivati con sementi non certificate provenienti dalla Cina con caratteristiche genetiche non conosciute. Sono stati posti sotto sequestro 300 buste di semi e 20 chili di sementi importati senza autorizzazione dalla Cina. Gli orti, in località “Maliseti”, erano gestiti da personale asiatico.
“Il particolare grave è che queste sementi vengono introdotte nel nostro territorio direttamente dai cittadini cinesi in occasione dei loro viaggi in patria all’interno di bagagli personali, eludendo così i controlli doganali. Tutti i nostri sforzi in questa nuova fase - ha continuato Zaia - dovranno essere sempre più rivolti a contrastare l’arrivo dall’estero di tutti i prodotti contraffatti che non hanno nulla a che vedere con il nostro ricchissimo patrimonio agroalimentare, tutelando così sia il duro lavoro dei nostri agricoltori, sia la salute degli Italiani.”
L’operazione “Horti cinesi” fa seguito a un’altra operazione effettuata sempre a Prato nei mesi scorsi presso tre ditte di cittadini cinesi che gestivano attività di coltivazione di ortaggi.
Complessivamente nelle due operazioni sono stati ispezionati circa 13 ettari di terreni coltivati a orti, sequestrate 550 buste di semi e 40 chili circa di sementi di varie specie vegetali. Dalle etichette riportanti scritte esclusivamente in lingua cinese non è stato possibile risalire alla specie esatta e alle ditte produttrici nonché ai relativi importatori. Le colture sottoposte a sequestro dalla Forestale sono causa di inquinamento genetico e biologico delle specie alimentari nostrane con il rischio per la biodiversità alimentare nazionale e alterano inoltre le regole di corretta concorrenza del mercato in quanto i prodotti sono immessi nei mercati locali.
“I cittadini - ha aggiunto il Ministro Zaia - devono poter acquistare alimenti sani e sicuri e noi intendiamo tutelare questo diritto, difendendo i consumatori e tutelando allo stesso tempo i produttori onesti. I risultati che continuiamo ad ottenere sono la conferma che il nostro sistema di controlli funziona. Continueremo a mantenere alto il livello di attenzione nei confronti delle contraffazioni alimentari e a difesa delle produzioni italiane d’eccellenza”.
www.politicheagricole.it

ripreso da ASA

07:39 Scritto da minobezzi1 in che tristezza! | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: po, horti | OKNOtizie |  Facebook

10/07/2009

Monte Argentario (GR): Ci sono anche i tombaroli del mare

 

Blitz della Guardia Costiera
 Dopo una intensa attività investigativa in tutela dei beni di interesse archeologico, nella serata di ieri, 9 militari della Guardia Costiera dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Porto Santo Stefano e dell’Ufficio Locale Marittimo di Porto Ercole hanno effettuato una complessa operazione di polizia giudiziaria a bordo di due pescherecci di stanza a Porto Ercole. Accuratamente occultate nei locali macchina sono state rinvenute una intera anfora vinaria e altri 48 pezzi probabilmente appartenenti ad altre due anfore, presumibilmente di epoca romana.
Le anfore sono state sottoposte a sequestro penale per i successivi accertamenti a cura della Sopraintendenza per i beni culturali della Regione Toscana di Firenze. Sono state deferite alla Autorità Giudiziaria 3 persone, per violazione del Decreto Legislativo n. 42/2004 (Codice dei beni culturali e del paesaggio), il quale, all’art.176, prevede, in caso di impossessamento illecito di beni culturali appartenenti allo Stato, la reclusione fino a 3 anni e una multa da 31 a 516 euro.
La vigilanza sulle aree marine ed i beni di interesse archeologico dello Stato rientra tra le competenze delle Capitanerie di Porto - Guardia Costiera in collaborazione con il Ministero per i Beni e le attività Culturali.
Durante i controlli, a bordo dei pescherecci, sono stati inoltre rinvenuti 20 kg di naselli sottomisura, in violazione del’art. 15 della legge n.963/65 e dell’art. 15 Reg. (CE) 1967/2006: i prodotti ittici sequestrati, su disposizione del magistrato di turno Dott. Giuseppe Coniglio, sono stati devoluti in beneficenza al Convento dei Frati Passionisti di Monte Argentario.

www.maremmanews.it

16:08 Scritto da minobezzi1 in che tristezza! | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: marg, tombe | OKNOtizie |  Facebook

09/07/2009

Lucca: Lotta all'abusivismo in commercio

 

Soddisfazione da parte dei commercianti per l'attivazione della task force Camera di Commercio-Provincia contro l'abusivismo. Confesercenti fa però sapere che ne monitorerà l'operato per mezzo di una apposita commissione interna perché "non possiamo rischiare che questa sia l'ennesima scatola vuota che non porta risultati concreti". Chiusura polemica del direttore Pasquini che lamenta la lentezza dell'intervento istituzionale sul tema dell'abusivismo "come se la cultura delle regole non fosse un presupposto naturale di una comunità".

Dopo numerose sollecitazioni da parte delle associazioni, la task force tra Camera di Commercio e Provincia per far emergere le strutture non regolari, sembra essere la risposta istituzionale in grado di tutelare i commercianti. Tuttavia, al di là delle lusinghe di circostanza, il direttore di Confesercenti Emanuele Pasquini fa sapere che l'associazione non si fida ed ha attivato una commissione interna per monitorare l'operato della task force e scongiurare il rischio che si tratti di un'operazione di facciata non in grado di produrre risultati concreti:

«L'attivazione della task force tra Camera di Commercio e Provincia, coordinata dall'assessore Petrucci, per far emergere le strutture non regolari nel settore turistico è un primo importante segnale in questa direzione, e il primo risultato di questa campagna per la legalità che Confesercenti promuove con decisione. Ma non possiamo rischiare che questa sia l'ennesima scatola vuota che non porta risultati concreti. Per questo motivo da due giorni abbiamo attivato nell'associazione una commissione interna che si occuperà direttamente dei rapporti con la task force, e che coordinerò personalmente, per garantire una funzione tecnica e neutrale, non solo per monitorare gli interventi fatti, ma anche per segnalare situazioni di evidente anomalia che sussistono sul nostro territorio, e abbiamo invitato gli operatori a collaborare per far luce sulle situazioni di non regolarità. Nei mesi scorsi, in appositi incontri, abbiamo già fornito un'analisi concreta del settore con dati rilevanti. Nelle prossime settimane forniremo ulteriori elementi di analisi e casistiche che possano agevolare il lavoro della task force e attivare interventi concreti».

Poi Pasquini torna sull'annoso tema di quelli che definisce finti circoli, vale a dire circoli che non dovrebbero avere fini di lucro ma che di fatto funzionano come veri e propri esercizi commerciali in grado di rappresentare concorrenza per le attività tradizionali. A tal fine, pur continuando a mancare esempi concreti di realtà del genere, l'associazione ha avviato una collaborazione con le amministrazioni di Lucca e Capannori:

«Un percorso di trasparenza e lotta all'abusivismo che abbiamo richiesto anche sul tema dei finti circoli che fanno attività di somministrazione e sull'intero sistema delle regole nei pubblici esercizi. Nelle scorse settimane abbiamo avuto alcuni incontri con l'Amministrazione di Lucca e nei prossimi giorni vogliamo riprendere il percorso già avviato con quella di Capannori, ma vogliamo già ringraziare l'assessore Cappellini del Comune di Lucca per aver colto l'importanza delle nostre sollecitazioni sul tema "circoli", istanze che vogliono solo garantire il rispetto delle regole e non si rivolgono contro i circoli veri, bensì solo a far emergere, nel rispetto anche dei veri circoli,  quelle realtà che abusano di una norma pensata per agevolare l'associazionismo e il volontariato. Nei prossimi giorni avremo in merito un incontro di prima verifica su ciò che è stato fatto dall'Amministrazione di Lucca, ma siamo certi che un percorso positivo anche in questo ambito è stato avviato».

Infine Pasquini esprime soddisfazione per i risultati ottenuti, ma altresì lamenta la scarsa sollecitudine della politica a rispondere alle richieste dei commercianti, sottolineando polemicamente che il rispetto delle regole dovrebbe essere una priorità delle amministrazioni, e non qualcosa da richiedere.

loschermo

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04/07/2009

Prato: Un fiume (200mila) di orologi falsi

Sono oltre duecentomila gli orologi falsi, pronti per la vendita sulle spiagge italiane, sequestrati dai militari della Compagnia della Guardia di Finanza di Prato nel corso di un’operazione anticontraffazione, che ha consentito anche di mettere i sigilli a tre immobili e a settanta postazioni di lavoro irregolari, nonché di arrestare un soggetto e denunciarne altri quindici all’autorità giudiziaria.

L’indagine è partita da Prato, ma si è estesa anche nei comuni di Poggio a Caiano, Campi Bisenzio e Signa, dove i finanzieri hanno individuato vari centri di stoccaggio di merce contraffatta, capannoni industriali con manodopera in nero e un’azienda cinese completamente sconosciuta al fisco. I militari delle Fiamme Gialle, da diversi mesi, avevano posto sotto osservazione alcuni immobili e capannoni industriali frequentati da soggetti cinesi, ma blindati verso ogni tentativo di controllo dall’esterno.

Attraverso il monitoraggio degli spostamenti diurni e notturni dei cinesi, i finanzieri sono riusciti ad individuare l’indispensabile legame tra i responsabili e le attività illecite, nodo che rischia altrimenti di restare irrisolto a causa della frequente irreperibilità dei titolari delle ditte e dei fittizi intestatari dei capannoni. Soltanto dopo mesi di indagini, effettuate mediante appostamenti pedinamenti, i finanzieri hanno deciso di far scattare il blitz e verificare, mediante una serie di accessi eseguiti contemporaneamente, cosa si celasse e quali attività si svolgessero all’interno di questi capannoni.

I sospetti iniziali si sono dunque concretizzati nella duplice tipologia che contraddistingue l’illegalità economica cinese nel distretto pratese-fiorentino: la contraffazione e il lavoro sommerso. Grazie agli specifici poteri di polizia tributaria e giudiziaria, i Baschi Verdi hanno scoperto i depositi della merce contraffatta, pronta per essere smerciata a "dettaglianti" senegalesi incaricati della vendita sulle spiagge italiane, alcuni capannoni industriali ed un’azienda completamente sconosciuta al fisco, tutto sottoposto a sequestro.

A Prato, Campi Bisenzio e Signa, sono stati individuati un appartamento, un’azienda sconosciuta al fisco, alcuni capannoni all’interno dei quali era impiegata manodopera "in nero" e due depositi in cui erano stoccati e pronti per la vendita circa 200mila orologi falsi, perfette imitazioni dei principali brand internazionali del settore (Cartier, Eberhard, Rolex, Breitling, Iwc, Patek Philippe, Panerai), nonché migliaia di penne Mont Blanc anch’esse accuratamente falsificate, per un valore commerciale che avrebbe potuto fruttare oltre 10milioni di euro.

Le perquisizioni effettuate in flagranza di reato, hanno consentito di sequestrare, oltre ai predetti articoli contraffatti, cedolini attestanti ingenti trasferimenti di denaro all’estero mediante Money Transfer, cataloghi e riproduzioni fotografiche di modelli di orologi analoghi a quelli commercializzati e numerose ricevute di pagamento da parte di soggetti senegalesi acquirenti della merce, che avrebbero provveduto sicuramente a vendere sin dai prossimi giorni sulle spiagge della costa tirrenica.

Inoltre a Poggio a Caiano gli uomini della Guardia di Fianza hanno individuata una ditta al cui interno stavano lavorando decine di dipendenti in nero, di cui 6 clandestini, uno dei quali è stato tratto in arresto.

pratoblog

 

 

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26/06/2009

Livorno: Occhiali, borse, pelletteria: tutto contraffatto

Due persone fermate per accertamenti:per una è poi scattato l’arresto, per l’altra, già arrestata in precedenza, scatterà invece il decreto prefettizio di espulsione. A questo si aggiunge il sequestro di centotrentacinque paia di occhiali, oltre 60 borse e 9 portafogli, tutta merce con marchi contraffatti, e 400 euro in contanti, presumibilmente ricavato da attività di vendita illecita.E’ il risultato di una serie di operazioni svolte questa mattina dalla Polizia municipale nella zona del mercato centrale.

Interventi che hanno impegnato congiuntamente diversi nuclei specializzati della Polizia municipale: il nucleo operativo di polizia stradale, il nucleo di pronto intervento e il nucleo territoriale 2.La prima operazione è scattata verso le 10 in via dei Cavalieri. Qui gli agenti hanno fermato per l’identificazione un giovane senegalese che vendeva abusivamente merce contraffatta.

Il giovane, sprovvisto di documenti d’identità, è stato accompagnato in Questura , dove è risultato colpito da un precedente ordine di espulsione. Da qui, l’ordine di arresto e il sequestro della merce, vale a dire le 135 paia di occhiali contraffati ed i 400 euro di cui era in possesso. Alle 11 e mezzo, sugli Scali Saffi, il secondo intervento. Anche in questo caso ad essere fermato per l’identificazione un senegalese risultato sprovvisto di documenti.

Una volta condotto in Questura, il giovane è stato identificato ed è stato accertato a suo carico un precedente provvedimento di espulsione impartito dalla Prefettura di Livorno, a cui aveva fatto seguito l’arresto. Per lui arriverà ora il decreto di espulsione. Le 60 borse ed i 9 portafogli sequestrati sono il risultato di altre azioni svolte dalla Polizia municipale sempre questa mattina nella zona del mercato.L’intervento si inquadra nella più generale attività di controllo e contrasto alla vendita abusiva e di merce contraffatta che la Polizia municipale effettua nelle zone della città più interessate dal fenomeno.

50canale

 

 

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25/06/2009

Carrara: Se Sparta piange.....:anche l'ardesia non cela fa più

L’azienda “Garbarino & Cuneo snc” chiude. La crisi ardesiaca si abbatte sull’impresa di Monleone di Cicagna di cui è titolare Franca Garbarino, presidente del gruppo Tigullio di Confindustria Genova e del distretto dell’ardesia. A rischio il posto di lavoro di 31 persone: 24 dipendenti dello stabilimento della val Fontanabuona e 7 del presidio che l’azienda ha in valle Argentina, in provincia di Imperia. Le cave sono 4: una a Moconesi, “Pussui”; due a Orero, “Gazzo” e “Luaia”, a Molini di Triora, “Capriolo Bompé”. Lunedì mattina, a Chiavari, presso la sede di Confindustria, si svolgerà il primo confronto tra azienda e organizzazioni sindacali. In quell’occasione si aprirà la trattativa sul futuro dei dipendenti che saranno successivamente aggiornati degli sviluppi con un’assemblea. Giobatta Garbarino, padre di Franca e amministratore dell’impresa, intanto, ha preparato una lettera per i dipendenti.

«Con grande dispiacere sono giunto alla decisione di fermare l’attività iniziata da me e mia moglie nel 1976 - scrive - Questa difficile conclusione della mia attività imprenditoriale è dovuta essenzialmente alla scomparsa del mercato dei tavoli da biliardo realizzati con lastre di ardesia italiana. La mia impresa, infatti, è cresciuta essenzialmente grazie a questa nicchia di mercato, che, dagli anni Ottanta in poi, mi ha portato ad avere clienti importanti praticamente in tutto il mondo». Dalla metà degli anni Novanta, però, le cose sono cambiate e Garbarino, con semplicità e chiarezza, lo spiega ai lavoratori. «Abbiamo iniziato ad avere seri problemi con la concorrenza del Brasile e della Cina, Paesi che hanno immesso sul mercato le loro produzioni di “pietra grigia” a basso costo - scrive - In questo modo mi sono trovato di fronte all’impossibilità di aumentare i prezzi come avrei dovuto fare per seguire gli incrementi annuali dei costi diretti e indiretti italiani. Questa erosione alla mia competitività è continuata nei primi anni Duemila, portando, alla metà del 2008, alla perdita completa dei clienti storici produttori di biliardi».

Garbarino racconta i tentativi di cercare altri sbocchi di mercato, alternativi, nell’edilizia, creando prodotti innovativi e, per valorizzare e sostenere l’zienda di famiglia (dove lavorano anche la moglie di Garbarino, il figlio, la figlia e il genero), proponendoli nell’ambito di manifestazioni fieristiche mondiali, «ottenendo - ammette l’amministratore - moltissimo interesse, ma pochissime, purtroppo, nuove vendite».

Quello di Giobatta Garbarino è il racconto di una lotta impari contro una concorrenza straniera «aggressiva», sul mercato con «prezzi cinque volte meno cari di quanto io non riesca a offrire». Uno scenario che ha portato alla decisione di questi giorni. «Chiudere l’attività è inevitabile», conclude Garbarino, ringraziando i lavoratori (che hanno lasciato all’azienda l’accantonamento del loro Trattamento di fine rapporto lavoro), e assicurandogli che riceveranno quanto gli spetta. «Cercheremo tutti gli ammortizzatori sociali possibili per la tutela economica e previdenziale dei 31 dipendenti - dicono Armando Firpo e Paolo Garibotto, rispettivamente segretario Cgil Tigullio-golfo Paradiso e segretario Fillea - Ammortizzatori che possano coprire il più a lungo possibile le posizioni dei lavoratori, visto che il contesto economico negativo attuale non offre prospettive occupazionali». Tiziano Roncone, segretario territoriale Cisl, e Mario Benventuto, segretario Filca, rilevano le difficoltà di un settore «che non ha saputo creare le condizioni per favorire alleanze tra aziende al fine di mantenere il mercato che avevano e difendersi dalla concorrenza. Temo non ci siano margini per salvare l’azienda Garbarino, costretta a fare i conti anche con un settore che non assorbe i lavoratori fuoriusciti».

ilsecoloxix

12:50 Scritto da minobezzi1 in che tristezza! | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: carrara, ardesia | OKNOtizie |  Facebook

14/06/2009

.......e ancora Grosseto: Apre un negozio ed è subito truffa

Leggere sempre bene anche le scritte più piccole prima di firmare un qualsiasi documento. E’ uno dei consigli più spesso ripetuti dalle associazioni dei consumatori ai cittadini per evitare che si ritrovino a pagare cifre elevate e, soprattutto, inaspettate. La signora P.M., però, si è fidata dei modi affabili e delle buone doti oratorie di un ragazzo che le ha proposto un’offerta per lei vantaggiosa.

Alcuni giorni fa, con fare gentile, il giovane si è presentato a casa della donna in qualità di agente promotore di una fantomatica ditta con sede a Rovigo e si è guadagnato la sua fiducia, affermando che la società, nel giro di pochi mesi, avrebbe aperto un punto vendita in provincia di Grosseto. Il negozio avrebbe venduto oggetti per la casa di ogni tipo, come elettrodomestici, computer, divani, biancheria, reti e materassi e per fidelizzare, ancor prima dell’apertura, il maggior numero di clienti possibile era stata creata una speciale card.

La promozione avrebbe dato diritto ai clienti a uno sconto del 30% sul prezzo di listino di tutti gli articoli a disposizione e se nell’arco di tre anni la signora avesse speso circa 5mila euro, avrebbe avuto diritto a un premio fedeltà, nel suo caso un’aspirapolvere. P.M. ha trovato la campagna pubblicitaria allettante e ha firmato per l’adesione. Fin qui niente di strano, se non fosse che poco tempo dopo un altro giovane inviato dalla società ha suonato al suo campanello.

Sempre con grande educazione, ma in tono deciso, il nuovo promotore le ha chiesto di pagare subito i 5mila euro, come previsto dalla firma del contratto. La donna gli ha fatto notare che non erano questi i patti stabiliti con l’altro agente e che, comunque, lei non disponeva di tale somma. Dopo averle fatto presente che in caso di mancato rispetto dell’accordo la cifra dovuta sarebbe raddoppiata a causa della penale, l’uomo, forse mettendosi una mano sul cuore, ha deciso di venirle incontro proponendole un’alternativa: pagare 3mila euro con un assegno. La tattica psicologica ha funzionato e la signora ha ceduto accettando quest’ultima offerta e ricevendo in regalo il famoso aspirapolvere che non avrebbe dovuto avere prima di tre anni.

Allo stesso tempo, tuttavia, insospettita e spaventata per la situazione in cui è incappata, ha deciso di rivolgersi alla Federconsumatori per avere un consiglio e un aiuto concreto. L’associazione si è già presa carico della situazione della malcapitata per cercare di risolvere i problemi.

Danila Ansaldi per corrieredimaremma

10:44 Scritto da minobezzi1 in che tristezza! | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: gr, truffa | OKNOtizie |  Facebook