27/03/2012

Grosseto: Due aziende maremmane premiate a Cremona


 

Al xsalone "Bio-energy Italy" di Cremona, dedicata alle biomasse e alle energie rinnovabili, sono state premiate da Legambiente, Cremona Fiere, Fondazione Dlg, Anci e Uncem, in collaborazione con il Consorzio Italiano Biogas ed Enea, le esperienze più virtuose nel campo dell'energia verde su tutto il territorio nazionale e riconoscimenti sono andati anche a due aziende maremmane:  l'agriturismo Il Duchesco, nel Parco regionale della Maremma, e Il Tesorino, di Valpiana.

Le motivazioni dei due premi sono: «l'Azienda Il Duchesco (Alberese) è stata premiata per i due impianti di minieolico (potenza complessiva 40 kWp), per l'impianto fotovoltaico (da 19,5 kWp), per le certificazioni verdi e per la bioedilizia; l'Azienda Il Tesorino (Valpiana, Massa Marittima), invece, per due piccoli impianti di fotovoltaico (da 20 kWp il primo e 6 kWp quello installato sul tetto), uno dei quali installato al posto della vecchia copertura in eternit di un capannone».

Angelo Gentili, della segreteria nazionale di Legambiente, sottolinea che «i premi ricevuti dalle due aziende locali rappresentano un motivo di vanto per tutto il territorio maremmano. Come testimoniato anche da queste due belle realtà, l'energia verde rappresenta il futuro per un cammino sempre più sostenibile che non danneggi l'ambiente ma che al contrario ci si integri. Gli impianti eolici, i pannelli fotovoltaici e le struttura costruite seguendo le norme della bioedilizia sono segnali importanti di grande qualità, che testimoniano la crescita della green economy anche nella nostra provincia. Oltre a fare i complimenti alle due belle realtà, ci auguriamo che il loro esempio serva da traino per tutte le altre attività».

 greenreport

26/03/2012

Carrara: Gigi Buffon

25/03/2012

Viaareggio (LU): Operazione Molo Pulito

Firenze: Grazia Finocchiaro

 

foto giachi

Filattiera (MS): Fabrizio Del Giudice

 
La foto della premiazione del Prosit 2012.
Il sindaco di Filattiera in Lunigiana D.r LINO MORI, stringe la mano a Fabrizio Del Giudice del ilbinocolo.net vincitore del premio con una foto riguardante il borgo di Ponticello.
La foto è stata già realizzata in formato cartolina e sarà presto negli espositori di negozi per turisti.

Villafranca in Lunigiana (MS): Germano Cavalli

....presidente della storica associazione Mafredo Giuliani

24/03/2012

Massa: Luca Bonmassar

Filtrare con un programma informatico il curriculum di migliaia di candidati scegliendo, senza perdite di tempo, i migliori.

Un’idea semplice, ma geniale, che una volta applicata ha portato Luca Bonmassar, 30 anni, di Marina di Massa, direttamente dalle parti della Silicon Valley, terra promessa per tutti coloro che vivono nel culto disoftware e computer.

«Lo stereotipo del precario non mi appassiona più di tanto: le università italiane sono fra le più preparate, chi ne esce – nel caso di Bonmassar con il massimo dei voti e lode in ingegneria informatica, – èben preparato. Il problema si innesca una volta fuori dalla scuola: in Italia ci sono tempi da rispettare, non ti fanno provare. All’estero l’età non conta: sei preparato? Ti testano anche se hai 25 anni». «Ho fatto la mia tesi specialistica ad Helsinki, alla Nokia: sviluppavo le reti di quarta generazione. Concluso questo periodo – racconta Luca – sono tornato a Pisa, era il 2006, in una società che elaborava sistemi per la finanza. Poco dopo ci fu la possibilità di lavorare alla Vodafone in Germania. La presi al volo. In

questo caso l’obiettivo era lo sviluppo di un social network legato alla telefonia mobile: in pochi mesi mi sono ritrovato alla guida di un team di 350 persone. Ecco cosa intendo per provare: in Germania avevano capito che potevo gestire un gruppo di lavoro così impegnativo». E’ proprio durante l’esperienza con Vodafone che Luca ha cominciato a lavorare allo sviluppo di codici per selezionare curriculum. «Ne parlai con quello che poi è diventato il mio socio, Federico Feroldi, bresciano. Uno dei nostri problemi alla Vodafone era quello di selezionare 350 sviluppatori. Serviva qualcosa che ottimizzasse il processo di colloquio». Un filtro, appunto. «Abbiamo fondato una nostra società, Coderloop: per un anno e mezzo siamo andati avanti investendo tutti i nostri risparmi ».. Il sistema studiato dalla Coderloop, alla fine, fa colpo

sulle grandi aziende di settore: si unisceunterzo socio, Andrea La Mesa, chiamato a curare la parte business. E alla fine arriva l’offerta giusta da parte della Gild, società americana che reputa affidabile la tecnologia del giovane ingegnere di Massa e acquisisce Coderloop lasciando in dote una parte di quote azionarie ai 3 ragazzi. «Oggi siamo alla guida di un piccolo gruppo in Gild: se poi in futuro una società ancora più grande ci acquisirà, avremo un importante ritorno finanziario». «La mia vita? Fra Silicon Valley e Stoccolma, dove lavora Elisa, la mia fidanzata, che ho conosciuto a Pisa e che oggi lavora alla Ericsson. A casa, a Marina di Massa, vado sempre più raramente, ma parliamo e ci vediamo via skype. Lo stipendio? Diciamoche il mio mensile è 15/20 volte superiore a quello che percepivo in Italia. La verità è che negli Usa il ricambio nel campo del lavoro è forte, le opzioni professionali in discreto numero, maè ancor più vero che ti possono licenziare dandoti al massimo un preavviso di 5, 6 giorni. Forse, a rifletterci su, i veri precari sono proprio loro».

Il Tirreno per antenna3

23/03/2012

Licciana Nardi (MS): Melania Boeri

....si è laureata

22/03/2012

Siena: Puliamo la Montagnola

Pontremoli (MS): Francesco Bola

Francesco Bola (guida turistica professionista) ha scritto:

"La cosa più amara è che i beni (culturali, storici, ambientali, paesaggistici) ci sono, e in abbondanza. Manca quasi totalmente la categoria di pensiero che fa capo al concetto di valorizzazione.

P.S.1: a Pontremoli abbiamo stabilito un primo contatto con il FAI nazionale; per l'anno prossimo abbiamo l'intenzione di aderire inserendo qualche cosa nelle giornate di primavera, e speriamo di riuscirci.

P.S.2: Giacomo Bezzi, paesi degni della bandiera arancione ce ne sarebbero numerosi, ma andate a spiegare alla gente che per avere la bandiera arancione servono aree pedonali nei centri storici, arredi urbani coerenti e decorosi, punti di informazione e accoglienza per i turisti, certificazioni di qualità...."

21/03/2012

San Gimignano (SI): Il Castagnolino

 

 

Nella foto: Ivan Amanthia e la moglie sono all'accoglienza del loro bio agriturismo

Nella foto: Ivan Amanthia e la moglie sono all'accoglienza del loro bio agriturismo

 

S

ull'antica via Francigena, a soli due chilometri da San Gimignano, l'azienda bioagrituristica Il Castagnolino è uno dei presidi slow food produttore della cipolla di Certaldo, avviato grazie al sostegno del Consorzio Certaldo 2000: “Quando abbiamo iniziato la nostra attività nel 2005 – racconta Ivan Amantia - nell’azienda avevamo solo olivi e piante da frutto. Abbiamo subito deciso di coltivare con metodo biologico sia le produzioni già presenti che altre da impiantare e la nostra scelta si è rivolta a produzioni tipiche della Valdelsa. Ci ha incuriosito la cipolla di Certaldo. Avendo un agriturismo abbiamo iniziato a farla conoscere anche ai nostri ospiti proponendo piatti tipici toscani (ad esempio la zuppa di cipolla) e proponendo anche la composta di cipolle da gustare con i formaggi della zona”. Il Castagnolino è produttore anche di un altro prodotto tipico del territorio, lo Zafferano Dop di San Gimignano. Risale già al secolo XIII la sua presenza. Nel 1228 il Comune di San Gimignano pagò i debiti, contratti per l'assedio del Castello della Nera, parte in denaro e parte in zafferano. Era utilizzato anche come moneta, insieme al fiorino di Firenze e sembra che le torri di San Gimignano siano state costruite anche con i ricavi del commercio di questa preziosa spezia. E' un prodotto purissimo di prima categoria come stabilito dal disciplinare di produzione, coltivato esclusivamente con metodi naturali. La reintroduzione di questa famosa spezia è stato possibile grazie alla consulenza dell'Università di Firenze ed al contributo della Regione Toscana. Lo zafferano purissimo di San Gimignano si identifica solo con questo marchio e sono in corso le procedure per il riconoscimento I.G.P.: “Sempre nell’ambito di una scelta attenta alle produzioni tipiche a marchio del territorio valdelsano – continua Ivan - abbiamo deciso di impiantare lo zafferano DOP di San Gimignano nella nostra azienda. La sua storia ci ha incuriosito e spinto a entrare nel disciplinare della DOP. La coltivazione dello zafferano è completamente manuale e quindi molto faticosa e sicuramente il reddito che se ne ricava non riesce a coprire l’impegno richiesto. Quando però a ottobre iniziano a spuntare i primi fiori la soddisfazione è grande e ancor di più quando possiamo assaporare lo zafferano nelle molte preparazioni di piatti particolari o della tradizione (nella schiacciata alla fiorentina ad esempio ci vuole un po’ di zafferano…). Nella nostra azienda coltiviamo anche piante aromatiche e officinali con le quali abbiamo costruito un piccolo percorso botanico. Utilizziamo queste piante in cucina fresche. Alcune vengono essiccate come ad esempio la lavanda e altre utilizzate per fare saponi a base del nostro olio biologico IGP toscano. Infine l'azienda è stata concepita nel rispetto ambientale: il riscaldamento e l'acqua calda provengono interamente da energia rinnovabile e tutte le pareti sono state dipinte con terre cromatiche naturali”.
Per info: Azienda Agricola Biologica Il Castagnolino, Località Pancole, Castagnolino 34, San Gimignano (SI).  http://www.agriturismoilcastagnolino.com  

Leonardo Colapietro

19/03/2012

Filattiera (MS): Premio a Binocolo.net

ILBINOCOLO.NET nella persona di Fabrizio Del Giudice fotografo ed operatore video sarà presente sabato pomeriggio alle ore 18:00 presso Filattiera per il ritiro di un premio per un concorso fotografico dove ha presentato 3 foto.
Una di queste è stata selezionata quindi scelta da una giuria di professionisti.Le foto andranno utilizzate dal comune per gigantografie che troverete per la Lunigiana per l'anno 2012 durante le varie manifestazioni Lunigianesi.

Asciano (SI): Radio Epicentro

16/03/2012

Pontremoli (MS): Stefano Tozzi

10/03/2012

Aulla (MS): Marina Pratici

Immagine articolo - Il sito d'Italia

07/03/2012

La Sassa (LI): Giulia e i Turisti per kaos

Giulia ha fatto una scelta di vita certamente inconsueta, probabilmente in controtendenza, soprattutto per una donna giovane: lasciarsi alle spalle la metropoli e il tanto agognato “posto fisso” per venire a vivere alla Sassa, uno dei borghi più piccoli e arroccati della Val di Cecina, con una natura “selvatica” e panorami infiniti.

Il 17 febbraio però Giulia è tornata nella “sua” Milano da vincitrice, per ricevere il primo premio del concorso “Talenti Italiani” consegnatole nel corso della BIT, la Borsa Italiana del Turismo.

Ma andiamo per ordine.

«Mi sono trasferita stabilmente qui da maggio 2011 - racconta Giulia, 28 anni ancora da compiere, capelli e occhi chiari, accento assolutamente milanese - . Io e il mio compagno volevamo andarcene dalla città, in un posto con una dimensione più umana, e visto che avevamo un’amica che vive qui abbiamo pensato che fosse la soluzione ottimale. A Milano lavoravo con un contratto a tempo indeterminato nel Settore handicap e salute mentale. Inoltre, per 5 anni mi sono occupata di una cooperativa che organizzava viaggi in Italia e all’estero per gruppi di ragazzi con disabilità».

Alla Sassa, Giulia, di professione educatrice, con la collaborazione di Patrizia, un’esperta progettista, ha deciso di avviare un’esperienza di turismo sociale per ragazzi con disabilità sia fisiche che mentali, che a piccoli gruppi vengono ospitati nelle case del paese e sperimentano l’autonomia e il contatto con la natura.

Il progetto, che si chiama “Turisti per kaos”, ha ricevuto anche un piccolo sostegno economico da parte della Provincia di Pisa, attraverso un bando finalizzato a incentivare l’imprenditoria giovanile. Nel 2011 sono arrivati così alla Sassa alcuni piccoli gruppi, soprattutto da Milano, che in pochi giorni sono stati accolti da tutta la piccola comunità, incuriosita e pronta ad accogliere i nuovi ospiti.

«Il mio lavoro precedente mi aveva permesso di vedere come i grandi viaggi per grandi gruppi di ragazzi disabili fossero dispersivi. Avevamo portato gruppi di 30 ragazzi a Parigi o Berlino, ma anche in mete più piccole in Italia. Al ritorno, però, dopo aver fatto tante cose se ne tornavano a casa con i ricordi offuscati.

Certo, l’esperienza della socializzazione era importante, ma mancava l’ottica di integrazione col territorio e la possibilità di sperimentare l’autonomia al di fuori dal contesto familiare. Alla Sassa, invece, c’erano le condizioni per realizzare tutto questo e far fare ai ragazzi esperienze fondamentali come prepararsi da soli la colazione o andare a comprare il pane nella bottega del paese, anche se non sanno usare i soldi».

Poi è arrivata l’iscrizione al concorso Talenti Italiani su spinta di Gianfranco, il compagno di Giulia, che aveva visto per caso il manifesto in biblioteca. Il concorso premiava progetti innovativi di turismo e quindi “Turisti per kaos” sembrava perfetto. Poi, a inizio febbraio, la comunicazione della vittoria: primo premio nazionale, categoria under 30.

«Naturalmente è stata una grande soddisfazione e, oltre all’intervento di Gianfranco, anche qui è stato fondamentale il contributo di Patrizia, l’amica progettista. A dire il vero all’inizio non mi sono neanche resa ben conto di cosa si trattasse, anche perché gli latri partecipanti vendevano pacchetti turistici mentre il nostro progetto non ha un’ottica commerciale così pressante.

Noi non siamo un’agenzia o un tour operator, non possiamo e non vogliamo venere pacchetti turistici, ma proporre delle attività per le quali il turismo è un mezzo. Per questo, sebbene ci siano state fatte proposte di collaborazione con grandi agenzie, abbiamo deciso di mantenerci su una dimensione più piccola.

Abbiamo stabilito delle collaborazioni di promozione con alcuni operatori, ma non ci appoggiamo completamente all’agenzia, anche perché il nostro obiettivo è mantenere la nostra proposta accessibile, anche dal punto di vista economico».

Un primo bilancio di neanche un anno della nuova vita porta inevitabilmente guadagni e perdite.

«Il cambiamento più grande è stato certamente il ritmo di vita. In una grande città, e tanto più a Milano, ti trovi a correre continuamente per poi arrivare alla sera stremato e senza renderti neanche tanto conto di quello che hai fatto. E adeguarmi a un ritmo diverso, più lento, più umano, non è stato semplice. Spesso mi sono sentita dire, dalle persone con cui lavoro, di rallentare perché, appunto <<non siamo mica a Milano>>.

Certo non sono mancate e non mancano le difficoltà. Un posto nuovo, una comunità piccola… non è stato facile arrivare a coinvolgere le istituzioni, ma è anche normale, all’inizio devi farti conoscere. All’inizio non è stato neanche facile trovare una casa da affittare per un lungo periodo, perché tutti erano abituati agli affitti settimanali per i turisti. Devo però dire che ho avuto da subito grande disponibilità soprattutto da parte delle persone che vivono quotidianamente la realtà del paese e che si sono anche molto affezionate ai miei ragazzi. Mi chiedono notizie di loro, vogliono sapere quando torneranno».

Ilaria Buselli per ognisette

02/03/2012

Massa: Luca Bonmassar

Sfidare la crisi con le idee e con soprattutto con i partner giusti. E perché no:creare forme di business. La sintesi di tutto questo è Luca Bonmassar, sviluppatore apuano e CEO di Coderloop, startup italiana “fondata” nella Silicon Valley acquisita dalla Gild e nata dalla “classica” geniale intuizione a portata di click. L’idea sviluppata dalla Coderloop è semplice: individuare attraverso il gioco i migliori sviluppatori di codice presenti in rete attraverso puzzle da risolvere online. In pratica la Coderloop “filtra” i curriculum scartando e scegliendo quelli più attinenti al tipo di lavoro richiesto dall’azienda. Un risparmio di tempo, ma anche una sorta di competizione che permette di selezionare i candidati. Un’idea che ha letteralmente rivoluzionato le regole del recruiting nel settore IT e che è valsa alla giovanissima startaup italiana e ai suoi sviluppatori un sacco di visibilità in tutto il mondo. E’ partendo dalla storia di Luca Bonmassar, che oggi vive tra l’America e Stoccolma, che prende forma l’originale ed interessante iniziativa organizzata da “Business Network Apuano” in collaborazione con Cna (info su www.cna-ms.it) per far conoscere professionisti con competenze eterogenee (sviluppatori software, avvocati, commercialisti, imprenditori…). L’obiettivo? Facilitare l’incontro con i futuri business partners, stringere nuove relazioni commerciali, ma anche favorire la creazione di team forti e strutturati per la realizzazione di nuove idee di business. Originale anche la formula, non una fredda stanza, ma un ristorante, il Moor Restaurant di Fiumaretta (Via Litoranea, 14).

Non la sera, ma la fascia oraria del primo pomeriggio: dalle 12 alle 15. Innovativa anche la tipologia di incontro a metà tra il pranzo (a base di portate di pesce) e la borsa del lavoro. L’incontro, in programma sabato 3 Marzo dalle 12.00 alle 15.00, è aperto a tutti coloro che hanno idee e stanno cercando partner. E’ necessario iscriversi per partecipare.

antenna3

Carrara: Zio Tony a Riccione

Bruce Ketta al Teatro del Mare di Riccione


 

Comicità, musica dal vivo, danza, sorprese, frizzi, lazzi e cotillons. È tutto da scoprire il nuovo LoComix Varietà che la Stagione Teatrale di Riccione vara sabato 3 marzo alle 21,15 al Teatro del Mare nell’ambito di Ridi di Marzo. Il varietà rivisitato in chiave contemporanea, ricco format in tre puntate che porta alla ribalta i nuovi talenti. A cominciare da quelli comici con la prima delle tre sessioni di selezione di LoComix 2012, il Festival della Repubblica di San Marino per comici emergenti, promosso dall’Associazione Culturale Locomotiva (San Marino) in collaborazione con la compagnia Fratelli di Taglia.

 Maratona del buonumore che per questa prima tornata vedrà alternarsi sul palco Silvio Perfetti da Bologna, Luca Giardullo da Cesena, Loris Smeraldi da Forlì, i Rintrionati da Firenze, Fabiana Bisceglia da Rho (Milano), Zio Tony da Carrara e i Coppia & Incolla da Pesaro. I comici emergenti si contenderanno il Premio del Pubblico - al più votato dalla platea andranno un prodotto tipicamente sammarinese firmato La Serenissima e riconoscimenti offerti da La Sorgente di Riccione - e il plauso della giuria tecnica, che al termine delle tre sessioni di selezione deciderà chi accederà alla finale del 6 maggio al Teatro Titano di San Marino. Ospite d’onore della prima serata di LoComix Varietà sarà Bruce Ketta, alias Matteo Iuliani, che dopo la finale di LoComix 2005 ha conquistato la ribalta televisiva di Zelig e ora è nel cast di Colorado. Suo il compito di fare da padrino agli aspiranti finalisti con le sue battute a raffica e l’inconfondibile vivacità: ironia dissacrante, con cadenza barese, sia nelle vesti del Postino negligente che debuttò proprio in occasione delle selezioni di LoComix (So’ cambiate le cose…) che di improbabile salutista (La salute è importante…).

 


01/03/2012

Massa: Giulia Lazzarotti

.......dall'avvvocatura all'agricoltura

29/02/2012

Prato: Massimo Peruzzi

 

Massimo Peruzzi insegna a preparare i dolci della tradizione pratese 29/02/12 from tvprato on Vimeo.


L’alta pasticceria pratese fa il pieno di presenze e cattura la curiosità anche fuori i confini della provincia. Sono sempre di più quelli che aspirano a essere introdotti ai mestieri della dolce arte attraverso i corsi di formazione organizzati da “DolcementePrato lab”, il laboratorio didattico creato poco più di un anno fa da Confartigianato e dal Consorzio dei pasticceri pratesi. Proprio in questi giorni, sono partiti i nuovi corsi per amatori rivolti a tutti gli appassionati che desiderano migliorare le proprie competenze o semplicemente coltivare un hobby

notiziediprato

Fabbrica di Pèccioli (PI): Marco Galluzzi toscano in Cina

PISA. Uno stilista toscano alla conquista della Cina

Massa: Matteo Marchini

18/02/2012

Firenze: Fabrizio Borghini

Prato: Francesco Nuti

Una giornata di studio sulla sua creatività

15/02/2012

Lucca: Mario Rocchi

 

 NAZARENO GIUSTI per loschermo

 

Una storia d'amore improvvisa tra un vecchio critico d'arte (Diego) che pensava di non dover più amare e una giovane pittrice il cui nome porta con se un destino: Amanda. Un diario intimo dagli albori del sentimento fino all’epilogo di una storia che coglie di sorpresa chi la vive. Parla di questo “È triste Venezia” (Prospettiva editrice) l'ultimo romanzo del noto giornalista e critico lucchese Mario Rocchi. Lo abbiamo incontrato per parlare della sua ultima fatica, ma anche di Lucca  e del panorama artistico e sociale che la circonda.

“È triste Venezia": una storia d'amore ma non solo...
“Infatti non è solo una storia d'amore fra un anziano critico d'arte e una pittrice trentenne, ma esprime l'attaccamento alla vita che l'uomo sente sfuggirgli ed è anche il tentativo di colmare il vuoto affettivo che dentro di noi si fa sempre più grande man mano che gli anni passano”.

Riprenderà la saga di “Casa Balboa”?
“Non credo. Chiusa la trilogia con "Figlio di razza", sarebbe assurdo riprendere in mano la storia per darle una svolta che risulterebbe forzata. Ogni storia ha il suo tempo, anche dal punto di vista della prosa, soprattutto di essa, e Balboa ha concluso il suo tempo”.

Lei ha iniziato a pubblicare da circa dieci anni anche se è da molto che scrive storie...
“Sì, ho molti scritti, come si usa dire, nel cassetto. Ma non credo che li pubblicherò mai. Pur riconoscendogli il valore (a volte li prendo in mano e mi stuzzicano), li sento anacronistici. Forse mi sbaglio, ma preferisco pubblicare scritti nuovi che scaturiscano dall'uomo che sono "ora". Questo perché ho avuto la fortuna di incontrare l'editore di Prospettiva  Andrea Giannasi, uomo coraggioso che mi ha pubblicato  cose che a chiunque sarebbero apparse scomode. Si è appassionato a quello che scrivo ed è diventato il mio punto di forza”.

Quanto è servita la sua esperienza giornalistica per la sua scrittura?
“Molto. Soprattutto per una certa prosa scarna, che mira al sodo, senza tanti fronzoli”.

Qualcuno nella sua scrittura riconosce un carattere cinematografico, ha forse influito la sua passione per questa arte?
 “Sì, chi dice così ha colto nel segno. Quando scrivo vedo la  scena che descrivo come proiettata su uno schermo e quando adopro dialoghi mi sembra di scrivere una sceneggiatura”.

Sta lavorando a un prossimo romanzo?
“Uno è già in mano all'editore che vorrebbe farlo uscire il prossimo settembre. D'altra parte ci vuole un lasso di tempo fra un'uscita e l'altra. Attualmente sto scrivendo una cosa in un certo senso abbastanza nuova”.

Che rapporto ha con Lucca?
“Odio-amore . Odio per la mentalità ristretta, per il bigottismo, per il poco senso del nuovo. Amore per la bellezza che, a mio avviso, la fa una delle più belle città in assoluto d'Italia. E per la sua vivibilità. E anche per una certa riservatezza della gente che non mi dispiace affatto”.

Come vede il panorama artistico lucchese?
“Siamo rimasti, se non ai vecchi, all'età di mezzo. Poi c'è stato il vuoto. Ma questo non solo a Lucca, ma in Italia e nel mondo. Oggi l'arte non la fanno più gli artisti ma i mercanti. Se un mercante vuole lanciare un nome anche insignificante, lo mette sul mercato americano e il pubblico abbocca. La Transavanguardia ne è un esempio. E poi con la cosiddetta arte contemporanea (che avrebbe anche nomi importanti), chiunque può bluffare”.

Solitamente le copertine dei suoi libri sono sempre illustrate da Antonio Possenti, perchè?
“Sono amico di Antonio dai tempi della gioventù e per me è uno dei più grandi pittori d'Italia. Si presta, proprio per ragioni di amicizia, a farmi le copertine che, a mio avviso, sono sempre bellissime”.

Quali sono gli scrittori che l'hanno più influenzata?
“E' antipatico fare nomi perché se ne scorda troppi. Da giovane giovane, ero innamorato di Pavese, di Thomas Mann, ma anche di HemingwayScott FitzgeraldFaulknerMoraviaVerga, oltre naturalmente ai mostri sacri della letteratura russa, francese, americana. Di questi tempi ho letto molti scrittori nordici, svedesi, norvegesi, finlandesi oltre agli americani grandiosi come Cormac McCarthyPhilip Roth, ma anche BukowskiJohn Dante e il cubano Gutierrez. Ma sono sicuro di dimenticarmene più della metà. Tutti decisamente hanno avuto influenza su di me. Quello che mi è rimasto dentro è impercettibile ma viene fuori al momento opportuno”.

Lei ha viaggiato molto quale il viaggio che l'ha più segnata?
“Al di là dei lunghi viaggi come quelli in Cina, Russia, Sri Lanka oppure nel Brasile, Guatemala, Messico a cui sono molto affezionato, Cuba e i Caraibi o nell'Africa, mi hanno segnato più di tutti i viaggi giovanili in autostop a giro per l'Europa. Quelli sono stati una vera scuola di vita e, per quei tempi, andare in autostop fino al circolo polare artico, non era cosa da poco. E poi il fare i più disparati lavori per mantenersi. Quella è stata una vera scuola di vita che mi ha segnato positivamente”.

Perché scrive?
“Io scrivo sempre di notte, ma non tutte le notti. Di giorno non sto mai in casa perché ho sempre da fare o per il giornale o per me. Quando inizio a scrivere un romanzo, ho una vaga idea della storia che voglio buttare giù. Più che altro ho uno spunto iniziale. La storia e quello che intendo dire, mi si formano nella mente scrivendo perché non scrivo quello che voglio, ma quello che penso anche inavvertitamente, quello che sento. Quindi ne devo dedurre che scrivo perché se non scrivessi andrei in depressione. Cosa potrei fare senza "mestiere" che non pensare al "nulla" che mi circonda? Sarebbe una cosa terribile. Dunque lo scrivere per me è una specie di seduta psicoanalitica”.

Quanto è cambiata Lucca in questi ultimi anni-decenni?
“Fortunatamente non molto per tante cose e molto per il turismo. Solo una ventina di anni fa l'estate a Lucca era un mortorio. Ora è la stagione più viva. E' diventata una città a elezione turistica. In un certo senso ricorda, in tono minore, Venezia. Aveva ragione la regista Jane Campion, che era nella nostra città a girare "Ritratto di signora", quando alla domanda se le piaceva Lucca rispose: è una Venezia senz'acqua. Dunque è cambiata per il turismo che la rende più viva. Ma c'è sempre qualche lucchese che si lamenta perché c'è troppa gente per le strade. Per le altre cose è sempre la solita bomboniera”.

13/02/2012

Arezzo: Gli scouts alla Madonna del Conforto

 

Gli scout in servizio per la Madonna del Conforto

Ogni anno, nel giorno della Madonna del Conforto, si rinnova il servizio degli scout dell'Agesci (Associazione Guide e Scout Cattolici Italiani) nella Cattedrale di Arezzo: anche Mercoledì 15 Febbraio 2012, ragazzi e capi scout di Arezzo saranno impegnati ad assicurare la loro presenza a tutti i fedeli che arriveranno in Duomo. Dopo essersi organizzati per garantire la copertura di tutti gli orari della giornata, nel giorno della Madonna del Conforto gli scout si renderanno utili portando il loro servizio in vari ambiti: la vendita dei ceri e delle candele votive all'ingresso del Duomo, l'accensione degli stessi ceri e delle stesse candele nella cappella della Madonna del Conforto, la consegna dei santini, il "servizio d'ordine" durante le processioni… Si tratta di piccoli gesti che diventano però necessari per il corretto svolgimento della giornata e che hanno il grande valore di sostegno alla preghiera dei fedeli che si recano in Cattedrale per rendere omaggio alla Madonna del Conforto: sono decine di migliaia le persone che, arrivando in Duomo, vedono gli scout all'opera e si rivolgono a loro. Questa tradizione di servizio è stata avviata molti anni fa dall'Arezzo 1, il gruppo con sede nel centro storico, ma con il passare del tempo ha coinvolto tutti i gruppi cittadini che hanno preso coscienza dell'importanza del loro impegno in uno dei giorni più importanti della città di Arezzo. Questo servizio è un modo discreto ed efficace, gratuito e perfettamente in stile scout, che permette all'Agesci di essere presente attivamente nel territorio e nella Diocesi.

arezzoweb

Pistoia: Luigi Bardelli

...direttore di tivuelle

03/02/2012

Prato: Daniele Magrini

Montecarlo (LU): Taddeucci e Giuntini

 

IACOPO LAZZARESCHI CERVELLI per loschermo

 

Sono la giornalista de "Il Tirreno"Paola Taddeucci e il direttore de LoSchermo.it Stefano Giuntini i vincitori ex-equo del primo premio giornalistico "Montecarlo, la collina di Lucca", sezione"Stampa locale", indetto dal Comune.

Il tema del concorso - il cui obiettivo era quello di "portare alla luce articoli e servizi radio televisivi che abbiano presentato, approfondito e valorizzato le caratteristiche paesaggistiche, storiche, culturali tradizionali del territorio di Montecarlo, con particolare riferimento alla promozione turistica commerciale e agricola ed alla tradizionale produzione di vino ed olio di qualità" - è stato affrontato dalla Taddeucci in un articolo dal titolo "Aria buona e sapori di una volta - Montecarlo, il borgo che non si è snaturato per piacere ai turisti". Stefano Giuntini, avvalendosi delle foto di Laura Casotti, ha invece scritto il reportage "Inside Montecarlo: un viaggio nell'anima della città del vino".

Leggi l'articolo integrale di Paola Taddeucci su "Il Tirreno-on line" cliccando quae quello di Stefano Giuntini su LoSchermo.it cliccando qua.

31/01/2012

Siena: Gabriella Piccinni