09/11/2009

Vinci (FI): Olio del Montalbano annata eccezionale

La campagna olivicola 2009/2010 si preannuncia ottima su tutti i versanti. Ottima la qualità, garantita anche dal fatto che la mosca olearia quest'anno non si è vista. Gli attacchi del nemico numero uno delle piante di olivo sono stati assenti o limitati, mentre dal punto di vista quantitativo l’andamento sarà variabile a seconda delle zone e della tipologia degli impianti, anche se le stime prevedono un 20-30% in meno rispetto allo scorso anno. A confermare ciò sono i produttori stessi, i 2200 soci dell’Oleificio cooperativo Montalbano, che da oltre cinquant'anni opera sul territorio.

Le prime frangiture hanno registrato buone rese e bassa acidità, il parametro più importante per distinguere un olio di qualità. Già partita la fase di raccolta, intorno al 20 di ottobre, giorno in cui sono iniziate anche le operazioni di frangitura nei due frantoi di Vinci e Lamporecchio. Stabili anche i prezzi della frangitura nonostante un incremento, se pur lieve, dei costi di lavorazione da parte delle aziende agricole.

 Una stagione, quella in corso, che segna anche l’esordio dell’entrata in vigore, a partire dal primo luglio 2009, del Regolamento (CE) N.182 del 6 marzo 2009, che obbliga ad indicare in etichetta la provenienza delle olive impiegate per produrre l’olio vergine extra vergine di oliva in commercio. "

Provvedimento che non ci trova impreparati – spiega il Direttore generale della Montalbano Agricola Toscana spa Marcello Dragoni – in quanto sulle nostre etichette l'indicazione si trovava già da tempo. Crediamo che sia di fondamentale importanza la trasparenza della provenienza dei nostri prodotti, specialmente nel caso dell'olio extra vergine di oliva da agricoltura integrata «Molino della doccia», prodotto dai nostri soci sulle colline del Montalbano".

 Olio che, tra pochi giorni, sarà disponibile nelle vendite dirette di Vinci e Lamporecchio dell'Oleificio cooperativo Montalbano. Un olio molto pregiato, risultato di un progetto di agricoltura integrata al quale hanno aderito 223 soci della cooperativa. E’ dalle loro olive, quelle delle colline del Montalbano, che nasce un prodotto unico nel suo genere, estratto a freddo e prodotto seguendo un disciplinare molto rigido che ne garantisce la filiera e l'alta qualità. Qualità che quest’anno si prospetta ottima, viste le favorevoli condizioni climatiche, e che sarà ulteriormente garantita dalla certificazione Agriqualità, la farfallina che la Regione Toscana assegna alle aziende che certificano il rispetto dei disciplinari di produzione di agricoltura integrata messi a punto dall’Arsia, e dalla indicazione geografica protetta Toscano IGP sottozona Montalbano, per un prodotto coltivato, franto, imbottigliato e venduto a chilometro zero. Sarà infatti possibile acquistare direttamente l'olio dei soci nei punti vendita dei due frantoi di Vinci e Lamporecchio.

 

Novità di questa campagna «Il Genio», olio extra vergine di oliva Toscano Montalbano da olivicoltura integrata anch'esso prodotto dai soci dell'Oleificio. La sua etichetta ed il packaging hanno un chiaro riferimento al personaggio più illustre della cittadina toscana, Leonardo da Vinci. Una confezione in cartone raffigurante l'uomo vitruviano accompagna la raffinata bottiglia, perfetta come dono dalle terre del Rinascimento. Confermata anche la presenza dell'olio «Leccino», olio extra vergine di oliva monovarietale, prodotto cioè con la sola cultivar Leccino, più dolce e adatta anche ai palati più delicati come ad esempio quelli di bambini e anziani, che verrà nuovamente proposto sul mercato per il secondo anno successivo dopo la buona campagna dello scorso anno. Non per ultimo la politica aziendale di mantenimento dei prezzi, che vedrà anche per quest'anno riproporre i prodotti a marchio Molino della Doccia e Leccino allo stesso prezzo dello scorso anno.


Le vendite dirette sono aperte dal lunedì al sabato, con la possibilità di osservare il lavoro di frangitura e visitare i frantoi, un momento culturale per trasmettere le radici del nostro territorio e tramandare le nostre tradizioni anche alle nuove generazioni. Un'occasione in più per conoscere il mondo dell'olio sarà offerta nella giornata di domenica 29 novembre quando, nel piazzale antistante lo stabilimento di Vinci, avrà luogo «Pane e olio in frantoio», manifestazione organizzata per l'ottava edizione dalla Associazione nazionale «Città dell'olio» e che quest'anno verrà organizzata dall'Oleificio cooperativo Montalbano in collaborazione con il Comune di Vinci. Dalle 15 alle 19 in via Beneventi 2 sarà possibile degustare il nostro olio e acquistarlo direttamente nei locali della vendita diretta.

 

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San Miniato (PI): Bollicine dal trebbiano toscano!

Uno tra i toscani più autoctoni diventa metodo classico e anche il Trebbiano cede alle bollicine
Le bollicine conquistano anche la Toscana, e uno dei vitigni più autoctoni, per giunta: il Trebbiano.
La scommessa enologica viene dal cuore della Valdarno inferiore. Ivana Cupelli, insieme ai figli Sara e Marco si è lanciata in un’impresa unica nel suo genere nella zona. Una vera scommessa enologica: trasformare uno dei più autoctoni vitigni bianchi in uno spumante metodo classico. Da queste premesse nasce, con la vendemmia 2008, l’Erede che, dopo una fase lavorativa di circa un anno, verrà sboccato proprio in questi giorni del 2009.

«Siamo partiti dalla convinzione che – dice Ivana Cupelli –il trebbiano potesse essere un’ottima cultivar per la spumantizzazione. Dopo aver lavorato alcuni anni al progetto ed avere effetuato diverse prove che ci hanno confermato le nostre valutazioni, abbiamo deciso di realizzare L’Erede, il nostro spumante metodo classico in purezza».

L’Erede sarà presentato ufficialmente in occasione della Mostra del Tartufo a San Miniato (dal secondo weekend di novembre) nell’area degustazione nella quale l’azienda ha un suo proprio spazio espositivo.

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07/11/2009

Suvereto (LI): Giampaolo Pioli

Giampaolo Pioli, sindaco di Suvereto, nella magnifica cornice della Val di Cornia, sulla rinomata Costa degli Etruschi in provincia di Livorno, è il nuovo Presidente dell’Associazione nazionale Città del Vino.

Lo incontriamo per capire se questo cambio al vertice porterà sconvolgimenti, cambi di rotta o si proseguirà nel solco già tracciato.

“La mia idea – ci risponde immediatamente Pioli – è un ritorno al passato per Città del Vino, un ritorno alla mission originaria. Città del Vino è nata per far dispiegare le ali al settore vitivinicolo attraverso un’azione incisiva da parte dei piccoli Comuni che la compongono e che offrono, e possono offrire, le migliori condizioni e il migliore contesto economico e sociale affinché si sviluppi una solida imprenditoria vitivinicola nei loro territori.”

Un obiettivo raggiunto se si pensa che da un’indagine condotta proprio per Città del Vino, i Comuni con il tessuto rurale più sviluppato sono quelli aderenti all’Associazione. Attraggono più investimenti, più tecnologie (vedi banda larga), vi è più rispetto del territorio, minore dissesto idrogeologico.
Verrebbe quasi da pensare che la mission di Città del Vino si sia esaurita.

“Magari – risponde Pioli – le esigenze cambiano. Spesso ci si dimentica che dietro le aziende agricole ci sono famiglie e occorre fornire loro servizi, dall’asilo ad altri mille attività, che pesano enormemente sui bilanci dei piccoli Comuni. Lo ripeto, per attrarre risorse e investimenti occorre creare il giusto contesto, che non sono solo feste, sagre e promozione, bisogna pensare anche alla vita quotidiana di chi vive in campagna.”

L’Associazione tornerà quindi prepotentemente a bussare cassa a Roma?

“Non si tratta solo di soldi – ci interrompe subito Pioli – anche se i bilanci dei piccoli Comuni sono ridotti veramente all’osso. Alle volte le istituzioni centrali dovrebbero offrire il supporto legislativo per permetterci di operare e salvaguardare il nostro patrimonio: la campagna. Presto pubblicheremo una revisione del piano regolatore delle Città del Vino. Può sembrare un progetto astratto, in realtà fornisce suggerimenti e indicazioni, forniti da esperti di livello nazionale, alle amministrazioni locali che non avrebbero le risorse per accedere a questi saperi.”

Non si rischia di cadere nell’autoreferenzialità e nel presenzialismo?

“E’ assolutamente lecito, anzi utile, che i piccoli Comuni vitivinicoli facciano azione di lobbing uniti – replica Pioli – singolarmente possiamo venire ignorati, insieme rappresentiamo una forza che deve essere presa in considerazione. Insieme abbiamo ottenuto di sederci al tavolo della Commissione sul turismo enogastronomico istituito dal Ministero del Turismo. Insieme critichiamo l’Ocm vino che con l’espianto libero può creare problemi paesaggistici e idrogeologici.”

Città del Vino sarà una struttura a metà tra una froza politica e un’associazione di categoria.

“Niente di tutto questo – dice Pioli – siamo un gruppo, bipartisan, preoccupato per lo sviluppo del proprio territorio che vuole dialogare con i produttori senza sostituirsi ai loro organi di rappresentanza. Dialoghiamo con loro su un altro piano per collaborare a far crescere il territorio e di conseguenza l’economia locale e il fatturato, senza volerci però sostituire agli imprenditori. Il nostro compito non è vendere ma mettere loro nelle migliori condizioni affinché vendano di più e meglio.”

Il dialogo tra vitivinicoltori e Città del Vino non è stato sempre quieto. A volte appariva uno scontro tra tradizionalisti e innovatori.

“E’ naturale, ma sbagliato, per gli amministratori voler arroccarsi sulle tradizioni, su un conservatorismo sterile – afferma Pioli – d’altro canto è anche errato considerare il territorio qualcosa che si può modificare, plasmare, cambiare a seconda del vento, del trend economico o agronomico. Gli imprenditori vitivinicoli devono capire che si salveranno solo ancorandosi ancor di più alla tipicità e al territorio ma gli amministratori locali devono lasciare spazio all’innovazione.”

L’Associazione si limiterà solo a una comunicazione trilaterale con le istituzioni centrali e con i produttori? Gran parte delle energie un tempo erano spese per la comunicazione e la promozione.

“Così sarà anche in futuro – replica Pioli – ma con un cambio di strategia. Perché anziché portare i nostri produttori nel mondo non facciamo arrivare il mondo dai nostri produttori? In alcune aree la vendita diretta rappresenta già il 20% del fatturato per le aziende. In più il turismo enogastronopmico offre un vantaggio d’immagine che non è immediatamente quantificabile in incassi ma che dà buoni frutti.”

Crisi permettendo, con l’aggiunta delle severi leggi sull’uso di alcol, gli allarmismi sull’abuso da parte dei giovani.

“L’anogastronomia sta divenendo traino del nostro turismo – conclude Pioli – perché non agganciarci? Quanto all’abuso la posizione dell’Associazione è chiara. Siamo per un consumo responsabile anche se ho sempre considerato poco efficaci le campagne basate sul messaggio “bevi meno, bevi meglio”. Troppo predicatorie e cattedratiche. Preferisco altre iniziative: ricostruire, a partire dalle scuole, un modello culturale e di vita più sano e meno spregiudicato. Vi sono poi altre iniziative utili. Partendo dal basso. A Suvereto, nel corso della scorsa edizione di Calici di Stelle, abbiamo invitato la Polizia Stradale che, al proprio stand, eseguiva il test alcolimetrico. Ne è risultato che i due bicchieri di vino, dopo una normale cena, non facevano superare il limite di legge. Un messaggio chiaro che cancella, in un colpo, certi messaggi allarmistici che troviamo sui media.”

 

di Alberto Grimelli per Teatro Naturale 

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24/10/2009

Lucca: L'Olio della Costa Toscana

C. S. per teatronaturale 


A partire dal 14 novembre 2009 a Lucca presso i locali del Real Collegio nell'ambito della manifestazione "Il Desco" le aziende produttrici di olio extra vergine di oliva ed i Frantoi della provincie della Costa Toscana, iscritte al circuito dei controlli della Dop Lucca e/o dell'Igp Toscano presenteranno al pubblico l'olio del nuovo raccolto.

La manifestazione "L'Olio Nuovo della Costa Toscana" è stata organizzata dalle Unioni Provinciali degli Agricoltori di Massa, Lucca, Pisa, Livorno e Grosseto e da Apot - Associazione Produttori Olivicoli Toscani con la preziosa collaborazione: del Consorzio Tutela Olio Dop Lucca, del Consorzio per la Tutela dell'Olio Extravergine Toscano Igp, dell'Aema – Associazione Esercenti Macchine Agricole - di Pisa e dell'Ascoe - Associazione Assaggiatori e Cultori Olio Extravergine di Oliva.

Con questa manifestazione, che si terrà a Lucca nell'ambito de "Il Desco" presso il Real Collegio, nei fine settimana che vanno dal 14/15 novembre 2009 fino al 5, 6, 7 e 8 dicembre 2009, si intende promuovere e far conoscere le caratteristiche peculiari dell'olio extra vergine di oliva Lucca - Denominazione di Origine Protetta, prodotto in provincia di Lucca e dell'olio extra vergine di oliva Toscano Igp - Indicazione Geografica Protetta, prodotto nelle provincie della Costa Toscana.

Il Comitato Organizzatore della manifestazione "L'Olio Nuovo della Costa Toscana" intende proporre una selezione degli oli della Costa Toscana, frutto della nuova raccolta e appartenenti rispettivamente alla zona geografica della Dop Lucca, e dell'Igp Toscano delle Provincie di Massa Carrara, Lucca, Pisa, Livorno e Grosseto, selezione che si avvarrà della collaborazione di assaggiatori professionali.

Per far conoscere e far apprezzare ai visitatori della manifestazione le caratteristiche organolettiche degli oli della Costa Toscana, si propone quindi di organizzare la "Selezione del miglior olio" extra vergine di oliva prodotto ad inizio campagna, per le tipologie generalmente riconosciute di: olio fruttato leggero, olio fruttato medio, olio fruttato intenso e olio di produzione biologica dando così l'avvio alla II° edizione del concorso "L'Olio Nuovo della Costa Toscana".

L'adesione al concorso deve essere inviata alla segreteria organizzativa entro il 31 ottobre 2009.
La premiazione sarà effettuata domenica 6 dicembre ore 15,00 presso la Sala Monumentale del Real Collegio in Pazza del Collegio nel Centro Storico di Lucca nell'ambito della manifestazione “Il Desco”.

Nei giorni di sabato 14 novembre, 21 novembre, 28 novembre e 5 dicembre al mattino dalle ore 9,30 alle ore 12,30 si terranno da parte di Apot – Associazione Produttori Olivicoli Toscani – corsi gratuiti di assaggio olio: “Come riconoscere l'olio extravergine di oliva e le sue caratteristiche organolettiche” (Per la partecipazione ai corsi di degustazione è necessaria la prenotazione possibilmente entro il 7 novembre 2009, saranno accettate le adesioni fino alla copertura dei posti disponibili).

In seno ai corsi saranno effettuate degustazioni guidate di oli di aziende presenti negli stand della manifestazione.

I corsi e le degustazioni guidate saranno dedicate a coloro che vorranno saperne di più sul gusto dell'olio extra vergine di oliva, a questi incontri potranno partecipare gratuitamente i visitatori della manifestazione e tutti coloro che si saranno prenotati precedentemente prima dell'inizio, in particolare quest'anno verranno invitati a partecipare gli studenti.

La partecipazione al concorso ed ai corsi di degustazione è gratuita.


Fonte: Antonio Dati

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22/10/2009

Carmignano (PO): Fichi secchi brevettati

 

I fichi stesi sui tradizionali canniccioni

I fichi stesi sui tradizionali canniccioni

La lavorazione del fico di Carmignano è fatta interamente a mano

La lavorazione del fico di Carmignano è fatta interamente a mano

La realizzazione dei fichi secchi di Carmignano potrebbe presto essere tutelata da un brevetto. Una richiesta in tal senso è stata presentata ieri dal Comune di Carmignano per tutelare la tecnica di produzione che rende unico questo prodotto. L’annuncio è stato dato stamani dall’assessore al Turismo e la Promozione Fabrizio Buricchi nel corso della presentazione della manifestazione “Benvenuto fico secco”, la rassegna dedicata a questo prodotto tipico che si svolgerà tra sabato 24 e domenica 25 ottobre nel comune mediceo. Organizzata dall’amministrazione comunale in collaborazione con l’Associazione Produttori fichi secchi di Carmignano, prevede numerosi appuntamenti per celebrare il fico secco coltivato e preparato secondo le antiche tradizioni contadine e alla base di tante ricette golose, con degustazioni, convegni, escursioni e una mostra mercato.
Si comincia sabato 24 ottobre alle ore 9.30 nell’ex cava di Bacchereto con la “Passeggiata golosa” a cura del gruppo escursionistico Montalbano un percorso a tappe enogastronomiche alla scoperta di sentieri e piatti caratteristici. Dalle 15 alle 19 nelle ex Cantine Niccolini di Carmignano ci sarà la vendita dei fichi secchi negli stand organizzati dall’Associazione Produttori fichi secchi con il sottofondo di musiche popolari toscane. Alle 16 nella Sala Consiliare del Comune si svolgerà un incontro su “Fichi e contorni” alla presenza del grande esperto francese Pierre Baud che ha identificato 350 diverse varietà di fichi legati al paesaggio, di Paolo Balloni presidente dell’Associazione Pomona e Francesco Minonne Orto Botanico Università di Lecce e Giacomo Petracchi agronomo della Provincia di Prato. A seguire un laboratorio sulla preparazione dei fichi con una degustazione e alle 21, sempre nelle ex Cantine Niccolini,  ci sarà spazio allo spettacolo con “Mediterraneo”, cultura e musica a cura del gruppo teatrale Kulturificio n.7.
Domenica 25 ottobre presentazione del progetto “Ficus net, la Rete Mediterranea dei fichi secchi”  di cui il Comune di Carmignano è uno dei promotori insieme al comune pugliese di San Michele Salentino e alle 16 la premiazione delle ricette vincitrici del concorso “A tavola con i fichi secchi 2009” rivolto a cuochi dilettanti. Un concorso a cui hanno partecipato 42 ricette provenienti da tutta Italia di cui 10 sono state prescelte per la fase finale.
“Si tratta del prodotto che più di ogni altro ci caratterizza – ha detto il sindaco Doriano Cirri – e che rappresenta la nostra cultura e le radici contadine più autentiche grazie alla sua unicità nella tecnica di lavorazione. E’ anche una importante integrazione per il reddito delle aziende agricole, perlopiù di piccole dimensioni, e quindi diventa anche elemento di sviluppo del nostro territorio. Una volta la frase “fare le nozze con i fichi secchi” era sinonimo di povertà, ma oggi Carmignano con i fichi secchi che vengono prodotti ha avuto il piacere di smentire questo detto popolare”.

notiziediprato

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20/10/2009

Arezzo: Prodotti aretini all'ANUGA di Colonia

Si è conclusa nei giorni scorsi la Fiera internazionale “Anuga”, che si è svolta a Colonia, che ha visto la partecipazione della Provincia e della Camera di Commercio di Arezzo, all’interno della collettiva di Toscana  Promozione. Vetrina immancabile, la fiera tedesca su alimentazione e ristorazione ha ospitato, a partire da sabato 10 ottobre, espositori di ben 95 Paesi, dislocati su un’area di oltre 300.00 metri quadrati.

Vicine all’area espositiva della Toscana anche Campania , Lazio e Sardegna, anch’esse note in tutto il mondo come sinonimo di buona cucina. Giunta ormai alla 31ª edizione, Anuga è la fiera di alimenti e bevande che attira il maggior numero di partecipanti stranieri.

Si tratta quindi di un’occasione da non perdere per valorizzare i prodotti tipici delle aziende aretine partecipanti, quali i Sapori della Valdichiana, con i salumi biologici, il Pastificio Fabianelli, forte dei suoi quasi 150 anni di esperienza, e Poggiolini Pasta Fresca con i numerosi prodotti artigianali.

“Anuga è il più importante evento mondiale per il settore dell’alimentazione e delle bevande – spiega l’Assessore provinciale alla promozione Andrea Cutini. Basti pensare che raccoglie sotto un unico tetto dieci importanti fiere specializzate. L’importanza di questa manifestazione è determinata dal suo carattere fortemente internazionale e dal fatto che la partecipazione alle precedenti edizioni ha garantito alle aziende aretine numerosi contatti che hanno poi avuto positivi riscontri commerciali”, conclude l’Assessore.
arezzoweb

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19/10/2009

Castelnuovo Magra (SP): Il Vermentino

 

Il 17 e 18 ottobre, a Castelnuovo Magra, provincia della Spezia ma ai confini con il Carrarese, si volgerà l’evento di apertura del progetto “Ver.Tour.Mer”, il cui obiettivo è la  salvaguardia e la valorizzazione del territorio di produzione del Vino Vermentino.

La Provincia di Livorno è partner del progetto, realizzato nell’ambito del programma comunitario “Italia-Francia Marittimo”, insieme ai Comuni di Castagneto C.cci, Castelnuovo Magra, che è anche capofila, Sant’Anna Arresi (Sardegna), alla Provincia della Spezia e alla Camera Regionale dell’Agricoltura della Corsica.

L’assessore provinciale all’agricoltura, Paolo Pacini, parteciperà all’iniziativa dove saranno organizzate degustazioni di vini delle aziende produttrici del nostro territorio: Sada, Serni Giorgio (Castagneto); Villa Caprareccia (Bibbona); Gualdo del Re, Russo Pietrasca (Suvereto); Donna Olimpia, Di Vaira, Fornacelle, Poggio al Tesoro, Terre del Marchesato, Campo al Noce (Bolgheri); Acquabona, Tenuta Ripalte (Elba).

“Il progetto – ha sottolineato l’assessore – si propone di approfondire gli aspetti che identificano il prodotto tipico, per far emergere il valore aggiunto rappresentato dal suo rapporto con il territorio rurale e costiero. Si raggiunge, così, il duplice obiettivo di salvaguardare le zone di produzione, valorizzandone nel contempo la promozione dal punto di vista turistico”.

Le attività si svilupperanno nell’arco del 2010 ed interesseranno produttori agricoli, imprenditori e manager della filiera agroalimentare interessati al Vermentino;  operatori della ristorazione, del turismo e dei servizi; operatori della comunicazione, del marketing dei prodotti e della promozione turistica.

 (s.m. per granducato.tv)

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14/10/2009

Firenze: Florenceoliveoil.it

Florenceoliveoil.it è il nuovo portale dedicato al mondo dell’olio d’oliva di qualità realizzato dalla Camera di Commercio di Firenze, con la collaborazione di tutte le sue aziende speciali. Dopo il grande successo di Florecewine.it - il sito gemello dedicato alla produzione vitivinicola fiorentina che si è affermato non solo come strumento d’informazione per gli enoturisti, ma soprattutto come riferimento per scegliere e acquistare, da ogni parte del mondo, il miglior vino fiorentino – la Camera di Commercio di Firenze ha deciso di raddoppiare il suo impegno per la promozione delle eccellenze enogastronomiche del suo territorio.

 

Alla realizzazione del progetto Floreceoliveoil.it hanno collaborato le tre aziende speciali: Promofirenze, a cui è affidata la gestione del sito, il Laboratorio Chimico Merceologico che fornisce i contenuti tecnici sull’olio e Tinnova responsabile della parte tecnologica. La struttura del nuovo portale, online da sabato 10 ottobre, prevede una sezione contenuti, dedicata alla divulgazione di una corretta informazione sull’olio: la produzione, la storia e il territorio; le proprietà nutrizionali e gli effetti benefici sulla salute; le classificazioni e le denominazioni di origine; la degustazione e l’abbinamento con i cibi. Sono presenti inoltre: un’area d’informazione con news di settore e un ricco calendario di eventi, una sezione dedicata alla presentazione delle aziende e delle loro etichette, lo shop per la vendita online dei prodotti e la galleria fotografica.

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La registrazione al sito è riservata alle sole aziende produttrici di olio della provincia di Firenze, ed è completamente gratuita. Potrà essere richiesta direttamente online, e l’inserimento dei contenuti sarà effettuato in autonomia dalla stessa azienda. Le aziende già presenti su www.florencewine.it, non dovranno fare una nuova richiesta per essere pubblicate nel nuovo sito, ma dovranno semplicemente inviare una mail a help@florencewine.it scrivendo in oggetto “abilitazione olio”. A seguito della conferma da parte dello staff del portale, potranno accedere con i propri dati di registrazione (username e password) e aggiornare le schede azienda e prodotto con i dati relativi all’olio; questi compariranno automaticamente su Florenceoliveoil. Come già avviene per il portale del vino, tutte le aziende iscritte potranno richiedere l’attivazione gratuita del servizio di commercio elettronico, semplicemente compilando il modulo online.

 

Per informazioni sul portale, sulla registrazione delle aziende e sul commercio elettronico, è possibile contattare la segreteria del progetto presso Promofirenze: Chiara Davide, tel. 055 2671698, e-mail: info@florenceoliveoil.it

 

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08/10/2009

Luni (SP): Nasce il rosso dedicato a Ceccardo

 
Nasce il colli di Luni Rosso dedicato a Ceccardo Roccatagliata Ceccardi
Sabato 10 ottobre nella sala eventi di Ca’ Lunae, verrà presentato “Ceccardo” Colli di Luni Rosso d.o.c. 2007, un vino rosso che celebra il grande poeta vissuto a Ortonovo, uno dei più illustri rappresentanti della poesia ligure del novecento.
Un ‘idea nata dalla sensibilità di Massimo Marcesini e Francesco Pietrini, vice sindaco e sindaco del comune di Ortonovo, paese amministrativamente in Liguria ma ai confini con Carrara, in occasione dei festeggiamenti dell’Anno Ceccardiano.
Idea accolta con grande entusiamo dalla famiglia Bosoni, proprietari delle Cantine Lunae, viticoltori Ortonovesi che da 4 generazioni coltivano vigneti e producono vino nelle terre dei Colli di Luni.
ottopassi

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Montevarchi (AR): Mode, la Filiera corta

 

filiera

 

La Filiera corta toscana tiene il suo primo forum. Una due giorni di approfondimento che culminerà nel grande mercato di sabato 10 ottobre, nel centro storico di Montevarchi (Ar), con oltre 100 produttori presenti per far conoscere le diverse realtà di "filiera corta", i mercati e gli spacci degli agricoltori, i gruppi di acquisto, le produzioni locali della Toscana.

Da Montevarchi è partita l'esperienza attraverso la quale produttori e consumatori sono stati messi a diretto contatto accorciando la filiera e diminuendo gli impatti sull'ambiente. Infatti proprio nella cittadina del Valdarno, la Regione Toscana attraverso l'Arsia (Agenzia regionale per lo sviluppo e l'innovazione in campo agricolo), e la provincia di Arezzo hanno dato il via al progetto pilota che ha consentito di ricostruire e rilanciare il locale mercato, il "Mercatale", e stimolato la nascita di tante iniziative analoghe in tutte le province toscane.

Ora si torna a Montevarchi per valutare anche quanto questo settore sia cresciuto e quanto ancora rimane da fare. «L'appuntamento di Montevarchi - ha dichiarato la direttrice Arsia Maria Grazia Mammuccini  - ci consentirà di condividere un primo bilancio sul percorso intrapreso sin qui e sulle opportunità che ha già consentito di aprire per tantissime piccole imprese agricole. Oggi occorre compiere alcuni passi in avanti dal punta di vista organizzativo e gestionale: per questo venerdì discuteremo, tra l'altro, degli aspetti fiscali legati alla vendita diretta, della questione del giusto prezzo dei prodotti, e della possibilità di trasformazione dei prodotti già all'interno delle piccole aziende. Sabato invece condivideremo una sorta di gran gala dei mercati toscani con i prodotti dell'autunno in prima fila e un campionario di prelibatezze che arriveranno da tutta la Toscana».

Il seminario che si terrà domani presso il centro la Bartolea (ore 9,30), sarà dedicato al mattino all'approfondimento degli aspetti tecnici più attuali anche con una serie di relazioni scientifiche, facendo il punto sulle strategie politiche a sostegno di queste iniziative. Nel pomeriggio, invece, si svilupperà uno spazio libero di dibattito con la descrizione di esperienze significative del territorio ed il confronto con altre realtà italiane di particolare rilievo.

greenreport

 

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18/09/2009

Prato: Terre di Prato, filiera corta

Sabato 19 settembre in piazza del Mercato Nuovo torna, dopo la pausa estiva, il tradizionale appuntamento mensile con "Terra di Prato", il mercato di filiera corta dedicato ai prodotti agricoli e alimentari locali e toscani, che avvicina il produttore al consumatore.

Istituito dall'assessorato alle attività produttive - servizio attività promozionali del Comune di Prato, con il sostegno di altri enti e associazioni territoriali e della Regione Toscana, è stato inaugurato nell’aprile scorso quale opportunità per acquistare direttamente a un prezzo conveniente alimenti genuini e di stagione e per conoscerne meglio le caratteristiche attraverso l'illustrazione effettuata dai produttori presenti al banco. Tante le varietà di prodotti presenti in questa edizione: soprattutto frutta e verdura di stagione, pane, pasta fresca, salumi, carni, pesce, formaggi, biscotti e liquori.

Non possono mancare le offerte del pescato della notte dei pescatori della cooperativa Mare Nostrum di Viareggio, né la mortadella di Prato, la carne di razza calvana e, per i curiosi delle novità, la pasta a km zero, prodotta con il grano di Prato, macinata in un mulino del nostro territorio e confezionata da un pastificio di una vicina provincia. 'Terra di Prato' si conferma sempre più il posto ideale dove fare la spesa: dal primo piatto al condimento, dai secondi alla portata finale, liquore e biscotti. Il mercato sarà aperto dalle 8 alle 13.30.

ilpunto-online

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13/09/2009

........e ancora Firenze: Piero Antinori

 
Vino, Antinori: la crisi? I grandi marchi tengono
La crisi che ha messo in ginocchio la maggior parte dei settori economici del paese sembra non aver toccato il settore vinicolo.
Almeno così sostiene il presidente dell'Istituto del vino italiano di qualità Grandi Marchi, Piero Antinori, che nel corso del 'Vino Vip' di Cortina ha commentato la congiuntura del mercato enologico italiano con queste parole "Crisi dei consumi? Non per i grandi vini. Le produzioni d'eccellenza tengono e il 2009 si chiuderà con gli stessi valori dell'anno precedente".

Il trend negativo non influisce in modo determinante sulle 17 firme icona dell'enologia nazionale, che insieme valgono un fatturato di oltre 500 milioni di euro, con una quota export pari al 60 per cento delle vendite. "La domanda sui vini di alta gamma - ha sostenuto Antinori - resiste ai venti di crisi, in virtù di un immagine solida costruita negli ultimi 30 anni e a posizioni di assoluta leadership in numerosi mercati importanti. È vero che c'è stata una flessione degli ordini, ma per l'ultimo trimestre dell'anno si ipotizzano positivi segni di ripresa.

Negli Usa - ha proseguito Antinori -, dove le scorte sono ridotte al minimo, gli ordini stanno infatti ripartendo. Spedizioni in ripresa anche verso la Russia e il Canada, altri due fondamentali mercati di sbocco". Una lettura, quella del presidente dell'Istituto Grandi Marchi, in controtendenza rispetto agli allarmismi registrati negli ultimi tempi. Per Antinori, c'è un dato di fondo sino ad oggi poco osservato: "I consumi del vino a livello globale continuano ad avere in prospettiva un trend positivo, e questo è un aspetto fondamentale per comprendere come la crisi sia congiunturale. C'è infatti una maggiore attenzione al rapporto qualità prezzo, ma il consumatore è rimasto fedele al prodotto vino.

Inoltre, rispetto ad altri settori molto più colpiti, il vino di qualità ha il vantaggio di poter essere conservato in cantina, magari per essere rivenduto anche dopo un paio d'anni, quando sarà aumentato di pregio e di valore. Per questo - ha concluso il presidente dell'Istituto - non è vero che 'nulla sarà come prima', come si sente ripetere da più parti, ma servirà invece a fare pulizia di tanti improvvisati hobbisti del mercato e a obbligare le aziende ad una maggiore efficienza allo scopo di rafforzare la loro competitività".
culturalnews
 
 

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10/09/2009

Greve in Chianti (FI): Il Chianti punta sul Gallo Nero

Dall'11 al 13 settembre a Greve in Chianti (Firenze) torna la rassegna del Chianti Classico, unica manifestazione a rappresentare il territorio del Gallo Nero.

Stand di degustazione, spettacoli, mostre e concerti
animeranno il ricco calendario di appuntamenti in una edizione che vedrà la forte partecipazione dei produttori stessi in piazza per fare conoscere e valorizzare uno dei prodotti toscani piu' conosciuti e apprezzati nel mondo.

Previsti anche due convegni: 'Il vino tra legislazione e mercato', organizzato in collaborazione con il Consiglio regionale, e 'Il Turismo in Chianti'.

''La rassegna di Greve in Chianti - commenta il consigliere Nicola Danti - sarà l'occasione giusta per tornare a discutere sulle potenzialità e i problemi del settore vitivinicolo che non è escluso dalle difficoltà portate dalla crisi economica. Sono ormai diversi anni che la produzione vinicola anche di qualità o di eccellenza soffre trasformazioni di mercato, mutamenti legislativi, concorrenza spietata da parte di nuovi 'competitors'.

La Regione, nell'ambito delle proprie competenze, ha saputo rispondere sempre e bene. Serve però - aggiunge Danti - un ulteriore sforzo per difendere i produttori dalla difficile situazione che deriva dalle cantine piene con un mercato che deve far fronte ad una compressione della domanda, stretta creditizia, rallentamento nei pagamenti, crescita delle esposizioni debitorie. Le nuove normative europee sul vino possono rappresentare sia un'opportunità ma anche una minaccia per questo settore strategico per l'economia regionale''.

sienafree

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    07/09/2009

    Siena: Pecorino e ricciarelli

    Prosciutto di Carpegna, Pecorino Toscano e Prosciutto di Sauris: l’Europa riconosce il nostro valore
    “La politica agricola di questa amministrazione ha come punto di riferimento la qualità e le eccellenze. La cura e l’attenzione che non solo tutto il Ministero, ma anche gran parte del mondo agricolo nazionale, hanno per le denominazioni ed i prodotti tipici e tradizionali è fatta anche di regolamenti e di disciplinari che vanno costantemente aggiornati. Crediamo che sia di fondamentale importanza puntare sui nostri prodotti di qualità; il nostro lavoro trova risposta in un Europa che manifesta verso i prodotti tipici italiani l’attenzione che meritano, riconoscendone l’indiscusso valore aggiunto che apportano al patrimonio agroalimentare italiano ed europeo”.
    Così il Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, Luca Zaia, ha accolto la pubblicazione della domanda di modifica del “Prosciutto di Carpegna” DOP e del disciplinare di produzione del Pecorino Toscano, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea che ha anche pubblicato la domanda per il riconoscimento IGP del prosciutto di Sauris.
    Le prime testimonianze documentali relative alla produzione di prosciutti nel comune di Carpegna in provincia di Pesaro-Urbino risalgono al 1400 ed attestano l’importanza che tale produzione aveva per l’economia locale. Il territorio di Carpegna è caratterizzato da una totale assenza di insediamenti industriali inquinanti e da un assoluta dominanza di pascoli naturali, distese di boschi di conifere e latifoglie ad alto fusto, presenza di specie floreali ed arbustive rarissime che vegetano proprio nei climi sani e carenti di umidità. Proprio grazie a questa sua particolarità, il territorio di Carpegna ha costituito per secoli l’ambiente ideale per l’allevamento di suini allo stato brado, e questo unico ed irripetibile microclima, unito all’alimentazione degli animali basata su ghiande ed altri prodotti selvatici, ha da sempre conferito alle carni di questi maiali un sapore dolce e profumato, favorendo la nascita di una tradizione di salatura delle carni.
    Il Pecorino Toscano, prodotto riconosciuto come DOP già nel 1992, si colloca nel panorama agroalimentare nazionale come uno dei formaggi tipici italiani più apprezzati dai consumatori anche stranieri. Formaggio prodotto esclusivamente con latte intero di pecora a pasta tenera o semi-dura, lega da sempre la sua storia alla Toscana. È un formaggio di antichissima origine, conosciuto fin dall’ epoca etrusca, che tradizionalmente veniva designato con nomi riferiti alla sua provenienza geografica, ovvero con la denominazione più generale di “toscano”. Il Pecorino Toscano a metà del XIX secolo era già un prodotto che veniva realizzato secondo specifiche modalità produttive e fonti storiche attestano che fosse un alimento molto gradito ed apprezzato da personaggi illustri come Lorenzo il Magnifico.
    La pubblicazione della domanda di registrazione del Prosciutto di Sauris rappresenta, infine, un grande riconoscimento per un territorio come quello del comune di Sauris dove nel corso dei secoli si è sviluppata una tecnica, diventata vera e propria arte, che unisce l’uso prettamente nordico di affumicare le carni al metodo decisamente latino della conservazione delle carni mediante il sale. Tecnica che ha permesso al nome di Sauris di essere conosciuto al di fuori dei confini regionali proprio per il buon prosciutto affumicato che vi si produce.
    www.politicheagricole.it
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    Gazzetta EU: pubblicata domanda di riconoscimento di altri prodotti italiani
    Continua la tutela dei prodotti di qualità, a breve il riconoscimento europeo per i Ricciarelli di Siena, il sedano bianco di Sperlonga e la patata di Bologna.
    I tre prodotti sono simboli di saperi e tradizioni che i diversi territori da sempre si premurano di trasmettere di generazione in generazione; il riconoscimento europeo è l’ulteriore garanzia della qualità di questi prodotti ad uso sia dei consumatori italiani che di quelli europei.
    I tre prodotti rappresentano ognuno diversi ambiti delle maestrie nazionali. I Ricciarelli di Siena sono, per esempio, espressione delle sapienze dolciarie che hanno caratterizzato, fin dall’antichità, l’artigianato Senese; retaggio del ruolo importante svolto nei secoli dalle locali spezierie che, sorte nel Medioevo, sono state le depositarie della produzione tipica del territorio. L’importanza del settore è dimostrata oltre che dal numero delle aziende e degli addetti coinvolti nelle produzioni dolciarie, anche dalla quota rilevante delle esportazioni dell’intero comparto. Questo successo poggia in gran parte sulla connotazione tradizionale della produzione testimoniata dall’esistenza di una notevole specializzazione delle maestranze impiegate. Nati come dolci tipici ed insostituibili delle ricorrenze natalizie, i Ricciarelli di Siena hanno esteso il loro consumo anche agli altri mesi dell’anno soprattutto per effetto della forte affluenza nel territorio di visitatori e turisti di ogni parte del mondo, fattore che ha contribuito a potenziare le stesse esportazioni e ad accrescere la fama del prodotto.
    La combinazione tra zone paludose, il patrimonio culturale degli orticoltori locali e una pianta migliorabile con tecniche di selezione fenotipica modeste ma efficaci, hanno costituito, invece, nel corso degli anni una miscela, assolutamente non riproducibile, che fa oggi di Sperlonga e Fondi un vero distretto produttivo per il sedano. A tutt’oggi la coltivazione del prodotto, realizzata mediante l’ecotipo locale “Bianco di Sperlonga”, si basa su un importante lavoro di selezione, che ha permesso a questa coltura di trovare già dagli anni Sessanta una rapida valorizzazione commerciale e consumo sui mercati. Ed è proprio dal legame tra le caratteristiche pedoclimatiche della zona di produzione e la storica specializzazione degli agricoltori locali, che il Sedano Bianco di Sperlonga è riuscito a raggiungere standard qualitativi alti e specifiche caratteristiche, quali una spiccata elasticità delle coste ed una minore resistenza alla rottura, una maggiore sapidità ed un minore gusto di amaro, tali da renderlo immediatamente riconoscibile dal consumatore.
    La coltivazione della Patata di Bologna è invece diffusa nella pianura bolognese sin dal Seicento ed è proprio grazie all’ambiente particolare tipico della zona di produzione, determinato dall’integrazione tra suolo e clima, che la “patata di Bologna” si contraddistingue riuscendo a sviluppare caratteristiche fisiche come la tessitura e la granulometria della polpa, ed organolettiche come odore e gusto particolari, che ne determinano la specificità e la qualità. Tra i molteplici fattori che contribuiscono a creare questo binomio territorio – “patata di Bologna”, un ruolo predominante viene svolto dai produttori, che nel corso degli anni hanno messo a punto passo dopo passo una tecnica colturale quasi di precisione, costruendo attrezzature sempre più efficienti e rispettose del prodotto, conservandolo con tecniche di avanguardia e strutture commerciali che hanno poi provveduto a valorizzarlo nei suoi aspetti merceologici e qualitativi.
    www.agricolturaitalianaonline.gov.it
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    asapress

    08:50 Scritto da: minobezzi1 in enogastronomia | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: si, pec | OKNOtizie |  Facebook

    06/09/2009

    Sarzana (SP): Davide Oldani

     

    Alta cucina a basso costo; utopia? Nient’affatto, è la filosofia di Davide Oldani, chef milanese che questa mattina all’interno del Festival della Mente ha raccontato la sua idea di cucina “Pop”. Popolare, creativa e figlia della passione per il proprio mestiere del suo autore. Oldani, orgoglioso discepolo del maestro Gualtiero Marchesi, ha spiegato alla giornalista Camilla Baresani e al pubblico di Sarzana quello che è un vero e proprio manifesto concettuale che va ben al di là della semplice idea di ristorazione. Se il cliente riesce a godere di portate di altissimo livello spendendo 11.50 euro per un pranzo completo, è solo perché alle spalle c’è un lavoro che parte da lontano: “Ho lavorato con grandissimi maestri –racconta Oldani- ma anziché fare le cose in grande ho scelto di tornare alle origini, al mio paese, entrando nel mercato cercando d’imporre la mia idea”. Ecco allora la cucina accessibile a tutte le tasche ma assolutamente personale, a partire da un brand ben preciso nel nome: “D’O” non solo iniziali di Davide Oldani, ma anche lettere che accostate in giapponese significano “via”; il primo passo, quello della cucina tradizionale. “L’idea –ha aggiunto- è quella di far assaggiare nouvelle cousine e cucina destrutturata alla maggior parte delle persone. Io non ho inventato nulla, ho solo riscoperto delle tradizioni sulle quali mi baso applicando nuove idee”. Quelle che ogni giorno gli permettono di riempire il suo locale da 34 coperti e dove per un tavolo si possono attendere alcuni mesi o dove si mangiano solo prodotti di stagione e materie prime della tradizione. Ridurre i costi assicurando la qualità e rinunciando al superfluo; sembra un qualcosa di irrealizzabile e invece non lo è, almeno al “D’O” dove anche le stoviglie sono appositamente studiate: la posata unica che unisce le peculiarità di coltello, forchetta e cucchiaio; il bicchiere di cristallo spesso e più resistente; il piatto da zuppa o la tazzina con cucchiaino che preserva gli aromi del caffè. “Il compito del cuoco è nutrire e dare gusto” aggiunge lo chef la cui promettente carriera di calciatore era stata stroncata da un terribile infortunio, “Ogni passaggio nella preparazione di un piatto ha un perché, come nel classico riso allo zafferano nel quale gli ingredienti vengono cotti separatamente e il tocco finale lo da un elemento stagionale”. L’idea nuova di cucina pop affonda però le radici nella gavetta di Oldani con fuoriclasse come Ducasse e Roux oltre al già citato Marchesi, nell’esperienza maturata negli anni e rielaborata grazie ad applicazione e creatività, ma anche al diretto contatto con la gente: “Il confronto con i clienti è fondamentale, tutti mi portano qualcosa che posso assimilare, non mi sento un cuoco artista”. Tempi di servizio brevissimi, ingredienti sempre nuovi, personale essenziale e preparato; niente di rivoluzionario ma studiato nei minimi dettagli, negli accostamenti e negli equilibri dei sapori che fanno avvicinare la gente. “Anche se l’attesa per i tavoli –fa notare Camilla Baresani- rende il tutto molto Pop-chic”, definizione che piace allo chef e potrebbe essere al centro di nuove idee per un concetto di cucina sempre in evoluzione, nel quale anche il vino diventa secondario: “Perché un piatto ben cucinato non ha bisogno di liquidi” e dove il tartufo, ingrediente expensive per eccellenza, diventa pop se proposto come profumo all’interno di un soufflé. Un ristorante in cui la scarpetta a fine pietanza è incoraggiata e lo chef viaggia in 500. Nessuna utopia, solo gustosissima realtà.
    cittadigenova

     

     

    17:47 Scritto da: minobezzi1 in enogastronomia | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: sarz, old | OKNOtizie |  Facebook

    04/09/2009

    Massa: Il Candia Rosso è DOC

    Anche un Candia rosso dei colli apuani potrà usare il marchio Doc, cioè la denominazione di origine controllata.
    Lo ha deciso, dopo più di un anno di silenzio, il Ministero delle politiche agricole, che ha approvato la modifica della disciplinare di produzione, con cui le aziende con vitigni rossi delle colline di Candia, potranno produrre e marchiare le bottiglie con la denominazione di origine controllata.
    Ed è così, che per la famiglia dei rossi prodotti nelle colline che si affacciano sul mar Ligure, come il Massaretta e il Vermentino, si apre una nuova era, ed interessanti prospettive commerciali in mercati, dove, fino ad oggi erano arrivato con solo con l’Igt. Grande la soddisfazione in casa del consorzio di tutela della colline del Candia, e della Coldiretti di Massa e Carrara.
    telerivera


    12:35 Scritto da: minobezzi1 in enogastronomia | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: ms, doc | OKNOtizie |  Facebook

    Castelnuovo Garfagnana (LU): Il Formenton

    La coltivazione del granoturco in Garfagnana è storia antica.

    Nei tempi antiche nell’ alimentazione di questa valle al primo posto veniva la polenta e subito dopo le castagne.

    Ancora oggi la tradizione è di coltivare granoturco per preparare i piatti tipici di questa terra.

    Il formenton ottofile della Garfagnana deriva dalla macinatura a pietra di un’ antica varietà di granoturco che tuttora si coltiva in aree ristrette della Garfagnana con una tecnica artigianale che prevede ancora la raccolta manuale e l’essiccazione in pannocchia.

    Ancora oggi sulle soglie delle case si appendono le pannocchie di granoturco per essiccarle.

    La farina di polenta così ottenuta ha una conformazione più intensa e la polenta presenta caratteristiche particolarmente eccellenti.

    Ottofile sono le file dei chicchi.

    Le ottofile sono la dimostrazione  della biodiversità che si conserva in Garfagnana

    Le coltivazioni industriali arrivano a 22file di chicchi.

    Da: http://onlinefood.it/blog/

     

     

    ottopassi

    12:11 Scritto da: minobezzi1 in enogastronomia | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: cast, form | OKNOtizie |  Facebook

    03/09/2009

    Grosseto: Verso la DOC Maremma Toscana

    E’ ad una svolta il percorso che dovrebbe portare al riconoscimento della doc Maremma Toscana.

    Ieri mattina, nella sala contrattazioni della Camera di commercio, si è infatti riunita la commissione di degustazione operante presso la stessa Camera, per l’esame organolettico di alcuni campioni di vino che completano e concludono la complessa istanza di riconoscimento della doc. L’istanza al comitato nazionale vini, presso il Ministero per le politiche agricole, era stata presentata da Aprovito su incarico di tutta la filiera vitivinicola grossetana, con il sostegno di Provincia e Camera di commercio.

    La degustazione da parte della commissione rappresenta un passaggio obbligato, previsto dalla normativa in caso di richiesta di una nuova doc, per il rilascio dell’attestazione del miglioramento organolettico del prodotto e della rispondenza con i requisiti organolettici previsti dal disciplinare. La commissione, presieduta dal vice presidente Enol. Roberto Bruchi e assistita dal segretario Claudia Della Monaca, si è svolta in due sessioni separate, a causa del numero di campioni degustati.

    La prova d’assaggio ha riguardato ben 36 campioni di vino (quasi tutti IGT Maremma Toscana), divisi per ogni tipologia prevista nel disciplinare proposto e si è conclusa con esito positivo. “La doc Maremma Toscana - dice il presidente della Cciaa, Gianni Lamioni - garantirà un indubbio valore aggiunto per le nostre produzioni e permetterà di differenziare e tutelare i nostri vini sui mercati nazionali ed internazionali. La complessità dei mercati impone oggi infatti l’impiego di strumenti sempre nuovi per garantire e promuovere i nostri prodotti di qualità: abbiamo la fortuna di poter contare sul marchio Maremma, già molto noto, ma ancora da sfruttare al meglio”

    corrieredimaremma

    16:55 Scritto da: minobezzi1 in enogastronomia | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: gr, doc | OKNOtizie |  Facebook

    01/09/2009

    Chianciano Terme (SI): Accademia Italiana Gastronomia Storica

    Ecco quanto l'Accademia Italiana Gasrtonimia Storica ha scritto ad Eccolatoscana:
    Salve cari associati!
    con l'inizio del mese di settembre diamo avvio con rinnovato vigore al progetto Accademia. 
    Questa è l'occasione per presentare in anteprima la nuova struttura che abbiamo creato per rendere l'AIGS più operativa. Su indicazione del Governatore Generale Mario Giorgio Lombardi l'Italia è stata suddivisa in 5 diverse aree, istituendo per ciascuna un consolato. Sono stati individuati 5 consoli che per capacità e passione enogastronomica possono sviluppare iniziative che divulgano i principi dell'accademia. 
    Diego Maggio area Isole (Sicilia-Sardegna), Ciro Polliere area Sud (Calabria, Campania, Puglia, Basilicata, Abruzzo), Antonio Castello area Centro (Lazio, Abruzzo, Marche, Toscana, Umbria), Roberto Vitali area Nord-Est (Friuli, Trentino, Veneto, Emilia Romagna), Bruno Cantamessa area Nord-Ovest (Ligura, Valle d'Aosta, Piemonte, Lombardia). 
    Da adesso qualunque progetto vorrà portare avanti ogni nostro associato, inviando una mail alla redazione dell'Accademia, riceverà il supporto gratuito di tutti noi e del console dell'area.  
    Altra novità che vogliano segnalare è l'istituzione dei primi 4 consolati esteri, che avranno l'intento di divulgare i valori della nostra associazione in paesi dove la cucina italiana rappresenta un'eccellenza: Ivana Tanga per la Grecia, Paolo Tizzanini per gli USA Miami, Shady Hasbun per il Medio Oriente, Eliano Fiore per il Giappone.
    Con il governatore generale Mario Giorgio Lombardi stiamo mettendo a punto il programma dell'appuntamento nazionale di Chianciano Terme che si terrà dal 13 al 15 Ottobre.
    Siete tutti invitati e a breve vi invieremo il programma dettagliato.
    Ricordiamo infine che l'Accademia sarà presente come protagonista ai Cooking Shows di Aphrodisiac a Città della Pieve (PG) dal 3 al 6 settembre, la prima manifestazione dedicata alla cultura dell'afrodisiaco. Tra curiosità e scienza, un viaggio alla scoperta di prodotti provenienti dall'Italia e dall'estero, culture diverse ed esperienze sensoriali da vivere in coppia.

    19:45 Scritto da: minobezzi1 in enogastronomia | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: chianc, acc | OKNOtizie |  Facebook

    Caprese Michelangelo (AR): Il Marrone e il Pecorino

    Gli uffici dell'Unione europea hanno valutato positivamente alcune modifiche al disciplinare proposte dal Consorzio di Tutela del Formaggio Pecorino Toscano DOP. La più importante consiste nella possibilità d’uso dei fermenti autoctoni, accrescendo così il legame con il territorio anche in fase di trasformazione, oltre che per il latte proveniente dai pascoli locali. Si tratta di un riconoscimento alla grande capacità di innovare un prodotto così particolare della tradizione alimentare della regione salvaguardandone il legame col territorio: un prodotto sano, frutto di una filiera produttiva del tutto trasparente e da ora interamente locale.
    Entrano poi in dirittura d'arrivo riconoscimenti per altri due caratteristici prodotti toscani. L’8 agosto scorso è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale UE il documento unico per i Ricciarelli di Siena; dopo una “corsa” di 6 mesi, se non ci saranno opposizioni, arriverà l’iscrizione nel Registro comunitario delle Dop e Igp.
    Un risultato sostenuto da oltre 40 imprese societarie e artigiane, la quasi totalità delle imprese produttrici con una media annua di oltre 1000 tonnellate, che da sempre operano nel territorio senese producendo quei dolci che nelle festività natalizie degli italiani, e anche nel mondo, non mancano mai: ricciarelli e panforte.
    E’ un risultato importante perché grazie alla tutela dell’IGP sarà garantita la serietà delle imprese in un momento di crisi globale che non vede esclusione di colpi; la pirateria agroalimentare è notizia quotidiana, e va combattuta da tutti per garantire quel fiduciario rapporto tra consumatori e imprese che si realizza solo dopo lunghi anni di lavoro. I ricciarelli di Siena avranno con l’IGP un merito in più, quello di essere il primo prodotto dolciario pe r l’Italia ad avere la tutela, motivo in più per non mancare il risultato.
    Via anche per il riconoscimento Dop al marrone di Caprese Michelangelo, a conferma della grande importanza che il castagno, l’”albero del pane” della nostra montagna, riveste anche nell’alimentazione odierna. Da un millennio i castagni ricoprono le vette del nostro Appennino, e questa presenza va tutelata, così come si sta facendo contro l'attacco del cinipide galligeno, insetto originario della Cina, contro cui tutti i castanicoltori toscani, così come è successo in altre regioni, sono allertati.

    15:25 Scritto da: minobezzi1 in enogastronomia | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: capr, pec | OKNOtizie |  Facebook

    31/08/2009

    Montecarlo (LU): 40 anni di DOC

    09:08 Scritto da: minobezzi1 in enogastronomia | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: mcarlo, doc | OKNOtizie |  Facebook

    29/08/2009

    San Casciano Val di Pesa (FI): Ecco il Chianti 2009

    Sul Chianti splende il sole e fa caldo. Ad agosto non è mai piovuto. Servirebbe una leggera pioggerellina e le condizioni climatiche sarebbero perfette per una nuova vendemmia di qualità come quella del 2008.

    Marco Pallanti, presidente del consorzio Chianti Classico, enologo, scruta dalla finestra e guarda il cielo in attesa di qualche nuvola dal suo studio nel palazzo dove Niccolò Macchiavelli scrisse Il Principe, oggi sede del consorzio che conta circa 600 soci.

    "La stagione va piuttosto bene - dice -. Il terreno è ricco di riserve d'acqua e il caldo ha portato le uve a maturare prima. Se arrivasse questa pioggerella, come ci annunciano i meteorologi, sarebbe perfetto. Come qualità e maturazione siamo soddisfatti. Chardonnay e certi Merlot saranno raccolti già dalla prossima settimana. Per il Sangiovese dovremo aspettare gli ultimi dieci giorni di settembre".

     Ma è il mercato a preoccupare. "Sta ristagnando ancora - spiega il presidente -. Risente della crisi dei primi mesi dell'anno. Ma, come Consorzio, abbiamo segnali positivi. Uno su tutti, a giugno abbiamo assegnato più fascette (rilasciate dai consorzi per numerare e certificare le bottiglie, ndr), dell'anno scorso".

     Proprio per contrastare la crisi, il Consorzio del Chianti Classico, primo in Italia, con la vendemmia 2009 farà scattare il 'blocage', ovvero il blocco per un massimo di 24 mesi del 20% della produzione, circa 60 mila ettolitri equivalenti a circa otto milioni di bottiglie, e ha stipulato accordi finanziari con gli istituti bancari del territorio per dare ossigeno ai produttori. "I nostri soci hanno investito tanto - sottolinea Pallanti -.

    Fino a quest'anno hanno rinnovato 4.700 ettari su 7.000 vitati. Basta fare un giro nel Chianti per osservare i nuovi vigneti. Limitare la produzione sarebbe stato un danno. Invece col blocage, entrato in vigore a livello comunitario lo scorso anno, potremo immettere bottiglie sul mercato quando, come ci si augura, questo ripartirà".

    gonews

    16:04 Scritto da: minobezzi1 in enogastronomia | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: scasc, chianti | OKNOtizie |  Facebook

    06/08/2009

    Grosseto: Etichettatura anche per la pasta

    Monica Faenzi, parlamentare maremmana, ha presentato in commissione agricoltura della Camera una risoluzione che impegna il Governo ad adoperarsi per introdurre l’etichettatura obbligatoria di provenienza del grano duro sulle confezioni della pasta alimentare.

    “La risoluzione - spiega Faenzi - nasce dall’urgenza di porre al centro del dibattito politico-parlamentare la difficilissima fase che sta attraversando la cerealicoltura in Italia e in modo particolare in Toscana. In numerosi depositi di cooperative o consorzi di produzione giacciono ancora quantitativi ingenti di grano duro dell’annata 2008, la cui coltivazione ha risentito pesantemente della lievitazione dei costi. A differenza di un anno fa, però, oggi la quotazione del grano duro è di circa 21 euro al quintale con una produzione a ettaro che oscilla fra i 25 e i 30 quintali. A conti fatti, l’introito che un imprenditore agricolo riesce a ricavare da un ettaro coltivato a cereali è di circa 550 euro, a fronte però di costi di produzione che variano da 750 a 900 euro l’ettaro. In questo modo il prodotto cerealicolo nostrano sconta gravissimi problemi di competitività, anche a motivo dei costi legati al rispetto delle normative in vigore“.

    Secondo la parlamentare “l’effetto più preoccupante è che in un contesto di mercato sempre più agguerrito, la qualità delle nostre produzioni rischia di trasformarsi da vantaggio ad aggravio incomprensibile, a tutto svantaggio del prodotto finito: la minor concorrenzialità del grano duro italiano può far sì che sulle nostre tavole arrivi non pasta italiana, ma semplicemente realizzata in Italia con materie prime di altri Paesi”.

    L’etichettatura obbligatoria sulle confezioni di pasta alimentare italiana consentirebbe la tracciabilità delle materie prime, aiutando i consumatori a scegliere in modo più consapevole e informato le produzioni nostrane. Anche la commissione agricoltura della Regione ha recentemente approvato una risoluzione, che impegna la giunta Martini ad attivarsi affinché, in sede di conferenza Stato-Regioni, si faccia portatrice della richiesta di utilizzare a questo fine gli aiuti previsti dal regolamento europeo 73/2009, che prevede la possibilità di un sostegno specifico per alcuni tipi di agricoltura importanti per il miglioramento dell’ambiente e alimentari.

    In Toscana si registrerebbe attualmente una diminuzione del 55% della produzione di grano duro e del 27% di superfici coltivate.

    corrieredimaremma

    12:27 Scritto da: minobezzi1 in enogastronomia | Link permanente | Commenti (1) | Segnala | Tag: gr, pasta | OKNOtizie |  Facebook

    05/08/2009

    Montepulciano (SI): Nuovo disciplinare per il Vino Nobile

    Dal 30 luglio scorso all’esame del Mipaaf il nuovo documento che disciplinerà la produzione di una delle più importanti e antiche Docg, ma anche del Rosso e del Vinsanto Doc. Il presidente del Consorzio: «Ci auguriamo di rafforzare qualità e identità di tutti i vini di Montepulciano»

    Rendere più identitario il prodotto, raggiungere un equilibrio qualitativo, interpretare al meglio le microzone di produzione per esaltare le caratteristiche organolettiche, stringere un patto con il consumatore attraverso la trasparenza del percorso di produzione. Sono solo alcuni degli obiettivi che hanno spinto il Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano ad adeguare il Disciplinare di Produzione del Vino Nobile di Montepulciano che dal 1966 aveva subìto l’ultima modifica nel 1999. Da allora la percezione del vino è cambiata, di pari passo con l’evolversi della tecnologia in vigna e in cantina e con una attenzione sempre più formata da parte del consumatore.

    «Mantenere il nuovo disciplinare nell’alveo dei disciplinari storici di Montepulciano - spiega il presidente del Consorzio, Federico Carletti (nella foto) - resta uno dei punti di partenza di questo lavoro di modifica, insieme al preservato concetto di qualità e territorialità che deve continuare ad essere il valore aggiunto del nostro vino. L’identità di Montepulciano si riconoscerà sempre più da quel che sarà nelle bottiglie di Vino Nobile, senza perciò inseguire le variabili tendenze del mercato».

    Il percorso di adeguamento del disciplinare, che è partito da questi presupposti, è stato lungo e ha coinvolto ampiamente i produttori di Vino Nobile, che hanno dimostrato piena coesione. Un’apposita Commissione qualità nel corso di due anni ha dato vita alla proposta che consegnata il 30 luglio scorso al ministero della Politiche agricole, alimentari e forestali per l’approvazione. Il lavoro si è svolto inizialmente attraverso una attenta analisi di quello che era “il vigneto Montepulciano”. In questa fase la Commissione ha verificato lo stato dei vigneti (altitudine, declività e l’anno d’impianto, oltre alla composizione del terreno, la densità degli impianti e la composizione varietale ed ampelografica). È stata compiuta anche un’approfondita analisi dei mercati degli ultimi 10 anni, il tutto considerando anche la qualità dei prodotti attraverso numerose sedute di degustazione.

    In sintesi, gli adeguamenti del disciplinare di produzione del Vino Nobile di Montepulciano riguarderanno diversi aspetti, a partire dal ridimensionamento del ruolo del “Canaiolo” in quanto non risulta il vitigno di riferimento per la produzione del Nobile. Limitato a un massimo del 5% l’uso delle uve bianche per il Nobile, ormai una pratica da tempo abbandonata per la produzione dei rossi locali, ma necessaria per la produzione del prezioso Vin Santo di Montepulciano.

    Resta invariata la percentuale minima di Sangiovese (detto Prugnolo Gentile a Montepulciano, il vitigno principe del territorio e che nel primo disciplinare degli anni ’50 era previsto tra il 50 e il 70%), con un minimo del 70% fino a un massimo del 100%. Sono semplificate le norme che disciplinano l’utilizzo di vitigni complementari, lasciando così maggiore flessibilità ai produttori negli anni a venire, in quanto è convinzione del Consorzio che a connotare il vino a Montepulciano debbano essere sempre più il territorio, la serietà dei produttori e la trasparenza verso la clientela.

    Le iniziative di adeguamento del disciplinare sono quindi volte a stimolare l’incremento qualitativo a tutti i livelli della produzione territoriale. A ciò è dovuta anche la scelta di autodisciplinare la limitazione delle produzioni nelle annate difficili, così come la formalizzazione dell’obbligatorietà dei controlli dei movimenti di vino sfuso che lasciano la zona di produzione per essere imbottigliati in ambito regionale (il Consorzio del Nobile è uno dei primi in Italia a renderlo obbligatorio).

    «Al Consorzio - conclude Carletti - siamo convinti che si debba lasciare spazio ai produttori di continuare ad interpretare il territorio in maniera seria ed appassionata, lasciando ai consumatori ed ai critici il giudizio su quali tra i nostri vini siano i migliori, certi che gli adeguamenti al disciplinare contribuiranno a migliorarli ancora».

    italiaatavola



    08:36 Scritto da: minobezzi1 in enogastronomia | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: montep, nobile | OKNOtizie |  Facebook

    03/08/2009

    Sanfremo (IM): Bidoni col pesce congelato: e in Toscana?

    Sarebbe interessante sapere cosa succede nella Toscana costiera; se si legge quanto appresso, beh non c'è da stare tranquilli tra Capalbio e Bocca di Magra.

    Pangasio per platessa. E' successo a Sanremo dove i proprietari di due ristoranti, specializzati in cucina orientale, sono finiti nei guai per aver venduto filetti di pangasio congelati spacciandoli per fettine d platessa freschissima.

    A scoprire la truffa i militari della Guardia Costiera che, nell'ambito dell'operazione "Pesce Giallo", hanno sottoposto a controlli tre ristoranti orientali sul territorio sanremese: di questi soltanto uno si atteneva alle normative vigenti mentre negli altri i militari hanno scoperto diverse truffe, tra le quali la vendita del pangasio, pesce con minori valori nutrizionali e di minor pregio economico, al posto della platessa.

    Nel corso dei controlli sono state inoltre accertate anche altre ipotesi di truffa ai consumatori da parte di alcuni ristoratori.

    A Ventimiglia è stato scoperto un ristorante che vendeva verdesca al posto di filetti di platessa mentre in un supermercato di Vallecrosia veniva venduto tonno della varietà pinne gialle, spacciandolo per tonno rosso. I ristoratori colti in fallo nell'ambito dell'indagine sono stati multati.

    primocanale

    13:01 Scritto da: minobezzi1 in enogastronomia | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: sanremo, pesce | OKNOtizie |  Facebook

    ......e ri-Livorno: Viticultura

     La Provincia di Livorno chiederà alla Regione Toscana la riassegnazione dei diritti di impianto  per le superfici vitate. La decisione è stata assunta dalla Giunta Provinciale  tenendo conto anche delle preoccupazioni che le organizzazioni di categoria del settore agricolo hanno espresso nell’ultima riunione del Tavolo Verde.

    In questi giorni, infatti, scadono i diritti di impianto assegnati alle aziende del territorio provinciale per favorire il consolidamento e lo sviluppo della viticoltura nelle aree vocate, quali ad esempio le isole dell’Arcipelago.

    “A causa della forte restrizione del credito conseguente alla crisi economica e del maltempo che ha caratterizzato gran parte dell’inverno - ha evidenziato l’assessore all’agricoltura Paolo Pacini -  molte aziende medie e piccole, assegnatarie dei diritti, non sono riuscite ad impiantare le nuove viti nei tempi previsti”.

    Per questo motivo la Giunta  ha deciso di inviare alla Regione una richiesta formale circa la possibilità di riassegnare alle aziende del nostro territorio  i diritti non utilizzati.

    “Una risposta positiva   in tal senso - ha aggiunto l’assessore – aiuterebbe lo sviluppo del settore agricolo,  con un’ importante valenza, soprattutto nelle piccole isole,  anche dal punto di vista della conservazione dell’ambiente”.

    (s.m. per telegraducato)

     

    12:31 Scritto da: minobezzi1 in enogastronomia | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: li, agri | OKNOtizie |  Facebook

    06/07/2009

    Firenze: Ora l'olio extravergine (anche quello toscano) deve essere etichettato

    In tutta l’Unione Europea non sarà piu' possibile spacciare come Made in Italy l'extravergine ottenuto da miscugli di olio spremuto da olive spagnole, greche e tunisine senza alcuna informazione per i consumatori, grazie alla storica entrata in vigore a partire dal primo luglio 2009 del Regolamento (CE) N.182 del 6 marzo 2009, che obbliga ad indicare in etichetta la provenienza delle olive impiegate per produrre l’olio vergine ed extravergine di oliva in commercio. E’ quanto afferma la Coldiretti che ha scelto di ricordare lo storico momento con la Festa dell’olio in Puglia, dove si produce oltre 1/3 dell’olio italiano. Da Taranto a Foggia, da Brindisi a Lecce fino a Bari dove l’appuntamento è stato  in Piazza San Ferdinando con la possibilità di degustare ed acquistare gli oli extravergine del territorio, ma anche assaggi guidati, nutrizionisti ad illustrare le proprietà salutistiche dell’olio e addirittura una estetista per massaggi naturali a base di olio extravergine.
    L'obbligo di indicare in etichetta l'origine delle olive impiegate nell'extravergine in tutti i paesi europei è - sottolinea la Coldiretti - una risposta coerente alla necessità di combattere le truffe e di garantire la trasparenza alle scelte di acquisto dei consumatori. Un pericolo che ha un forte impatto negativo sui prezzi pagati agli agricoltori italiani che sono crollati al di sotto dei costi di produzione mettendo a rischio il futuro del settore. Nel 2008 l’Italia ha importato 485 milioni di chili di olio di oliva che in assenza di etichettatura si “confondono” con la produzione nazionale che è stata pari a poco piu' di 600 milioni di chili. In altre parole precisa la Coldiretti - quasi una bottiglia su due realizzata in Italia contiene olio proveniente da olive straniere. Secondo l'indagine Coldiretti-Swg sulle abitudini degli italiani, la quasi totalità dei cittadini (98 per cento) considera necessario che debba essere sempre indicato in etichetta il luogo di origine della componente agricola contenuta negli alimenti.
    Il vero olio italiano sarà riconoscibile da scritte come “ottenuto da olive italiane”, “ottenuto da olive coltivate in Italia” o “100 % da olive italiane” mentre per i miscugli di provenienza diversa sarà specificato - precisa la Coldiretti - se si tratta di “miscele di oli di oliva comunitari”, “miscele di oli di oliva non comunitari” o di “miscele di oli di oliva comunitari e non comunitari”.
    La norma per l'indicazione di origine in etichetta consente di verificare oltre al marchio la reale origine delle olive impiegate e quindi anche di valorizzare gli oliveti italiani che possono contare su 250 milioni di piante, molte delle quali secolari o situate in zone dove contribuiscono al paesaggio e all'ambiente. L'Italia - continua la Coldiretti - è il secondo produttore europeo di olio di oliva, con due terzi della produzione extravergine e con 38 denominazioni (Dop/Igp) riconosciute dall'Unione Europea, che sviluppano un valore della produzione agricola di circa 2 miliardi di Euro e garantiscono un impiego di manodopera per circa 50 milioni di giornate lavorative.
    Con le mobilitazioni degli ultimi anni la Coldiretti è riuscita ad ottenere l'obbligo di indicare la provenienza per carne bovina, ortofrutta fresca, uova, miele latte fresco, pollo, passata di pomodoro ed ora anche dell’extravergine di oliva. La decisione dell’Unione Europea di rendere obbligatoria l’ indicazione dell’origine dell’olio di oliva prepara quindi il terreno - conclude la Coldiretti - all’etichettatura trasparente per tutti i prodotti alimentari che sono ancora anonimi, dal latte a lunga conservazione a tutti i formaggi, dalla carne di maiale a quella di coniglio ed agnello, dai succhi di frutta alle conserve vegetali.
    Dati: fonte www.coldiretti.it ]

    asa press

    08:31 Scritto da: minobezzi1 in enogastronomia | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: fi, olio | OKNOtizie |  Facebook

    29/06/2009

    Camaiore (LU): Cuochi senza frontiere

    Grande successo del nuovo format tutto italiano del programma di Rete 4 “Cuochi senza frontiere” condotto da Davide Mengacci, con inviata sul territorio Michela Coppa.

    Nell’ultima puntata andata in onda ieri, sabato 27 giugno,  a chiusura della seconda serie, la trasmissione ottiene oltre il 12% di Share con più di 1.400.000 spettatori  in una fascia difficile, quella del sabato mattina tra le 11 e le 13,  e malgrado la novità del passaggio di Rete 4 al digitale terrestre.

    La nuova serie è andata in onda a partire dal 4 aprile; dal 7% circa delle prime puntate, il programma è via via cresciuto sempre più, evidenziando il fedele e graduale gradimento del pubblico verso un prodotto televisivo che fa riscoprire la provincia italiana, la simpatia genuina della sua gente e delle sue tradizioni, oltre a quella dell’inossidabile  Davide Mengacci . La nuova serie ripartirà da sabato 12 settembre . 

    Il programma , prodotto  dalla TCompany – Italian Telefactory di Roma, per Rete 4, scritto e ideato da Guido Clericetti, Anna Pagliano, Raffaella Soleri, Elio Bonsignore e Riccardo Di Blasi che ne è anche regista, è la simpatica  sfida in piazza con tanto di cucine e tifoserie, tra due cittadini del luogo, per l’occasione “cuochi per caso”, uno italiano ed uno straniero,  tutti e due abitanti nella stessa città.

    Un programma finalmente e veramente  multietnico, che fa vedere il lato sano e integrato degli stranieri che abitano il nostro bel paese e le loro tradizioni culinarie e storiche.  Tanto colore e tradizioni popolari, con un occhio di riguardo all’enogastronomia e ai prodotti della terra e dell’ingegno artigiano della nostra gente, ma anche folklore, musica e curiosità. 

    Insomma una tv “per bene” senza fronzoli, gossip e litigi, che entra con simpatia nelle case del pubblico di Rete 4 e miete successi in crescendo, dimostrando che un buon prodotto italiano realizzato con gusto e  una sana dose di etica ed educazione, ci può riportare verso una tv intelligente e vera!

     

    08:26 Scritto da: minobezzi1 in enogastronomia | Link permanente | Commenti (2) | Segnala | Tag: camaiore, cuochi | OKNOtizie |  Facebook

    27/06/2009

    Grosseto: Vini vulcanici lungo l'Aurelia fino alla Francia

    Irruenti, sorprendenti, imprevedibili, anticonformisti; sono solo alcuni degli aggettivi con i quali i giornalisti presenti al seminario organizzato dall'ICE nell'ambito di Vinexpo 2009 a Bordeaux hanno definito i vini provenienti dai terreni di origine vulcanica.

    L'Italia infatti è l'unico paese europeo i cui terreni vulcanici vanno dall'estremo sud della penisola al nord passando per le principali isole, conferendo ai vini particolari ed uniche caratteristiche legate alle peculiarità dei terreni e dei vitigni che hanno contribuito nei secoli a modellare l'architettura del territorio. Queste in sintesi le conclusioni di Attilio Scienza, docente di viticoltura ed enologia all'Università di Milano che a Bordeaux ha illustrato le caratteristiche di questi particolari vini caratterizzati da ampli e complessi profumi, nonchè da una notevole struttura circoscritta da una spiccata mineralità sia all'olfatto che al sapore.

    Vini italiani protagonisti anche al seminario promosso dall'Ice sempre al Vinexpo e dedicato all'evoluzione dei vini lungo la Via Aurelia che dalla Toscana alla Francia è stata testimone dell'evoluzione della qualità dei vini nati dall'unico vitigno Sangiovese che ha la capacità di trasformarsi e rigenerarsi sia per effetto delle condizioni ambientali della coltivazione che dalle tecniche di produzione. Sono vini che hanno contribuito ad una grande valorizzazione del territorio trasformando anche aree marginali in ambite mete turistiche per intenditori del buon vino e dello stile di vita, a contatto con i valori autentici della vita all'aria aperta: non a caso sono molti gli appassionati che da tutto il mondo sono venuti in Toscana per coltivare la terra e produrre vino.

    Numerosi sono stati i giornalisti ed i compratori internazionali presenti a Vinexpo accorsi a degustare vini di grande complessità organolettica, capaci di suscitare grandi emozioni pur lasciando a ciascuno libertà di interpretazione e molto ancora da scoprire.
    ''La strada che non teme le sfide'', così potrebbe essere definita la via Aurelia che attraversando la Toscana conduce verso la Francia e lambisce alcune fra le più luminose espressioni dell'enologia italiana.

    di Graziano Alderighi
    per Teatro Naturale

    09:17 Scritto da: minobezzi1 in enogastronomia | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: gr, vino | OKNOtizie |  Facebook

    Pisa: Affinità tra Pisa e Rijoca nei vitigni autoctoni

    Interessanti novità sono emerse nel corso della presentazione dei risultati conseguiti nell’ambito del Progetto di valorizzazione di alcuni vitigni minori delle Colline Pisane.
    Il Convegno si è tenuto il 15 giugno 2009 presso l’azienda Poggio al Casone della Castellani S.p.a. dove sono state realizzate le ricerche che hanno visto la partecipazione di un vasto gruppo di ricercatori dei Dipartimenti di Coltivazione e Difesa delle Specie Legnose, Biotecnologie Agrarie, Biologia delle piante agrarie e della Scuola Superiore SSSUP Sant’Anna. Alla presenza dei rappresentanti della ‘ARSIA, della provincia di Pisa e del Comune di Crespina e con la partecipazione del prof. Amedeo Alpi, che fungeva da moderatore.
    Il convegno ha avuto come obiettivo la presentazione dei principali risultati derivati dall’attività di ricerca condotta nel biennio 2008-2009.

    Tale convegno riveste particolare importanza in virtù della sempre maggiore attenzione verso i vitigni locali.
    Hanno costituito oggetto di ricerca vitigni ad uva nera “Colorino di Pisa”, “Abrusco”, “Granoir”, “Oliva”, “Canina nera”, “Buonamico”, “Santo Stefano” e “Uva Vecchia”, Ciliegiolo e il vitigno Colombana (o Verdea) ad uva bianca.

    Le ricerche condotte hanno fornito un quadro della situazione sanitaria del materiale autoctono considerato, evidenziando alcuni presunti cloni promettenti di Canina” (n. 2), Abrusco (n.1), “Santo Stefano” (n.3), Oliva (n.2), Verdea o San Colombano (n. 1) e Ciliegiolo (1).
    E’ stato condotto un approfondito lavoro di caratterizzazione morfologica, fisiologica, molecolare e tecnologica al fine di valutare la possibilità di valorizzazione delle loro caratteristiche.
    Sono emerse caratteristiche peculiari dei vitigni Abrusco, Buonamico (o Giacomino) e Santo Stefano, per quanto concerne le caratteristiche del grappolo, delle bucce e degli aspetti relativi alla maturazione. Il vitigno Santo Stefano è risultato essere geneticamente identico al Tempranillo, principale vitigno dei vini rossi della Rioja.

    Di particolare interesse gli studi sulla espressione genica relativamente ad una serie di geni responsabili sia della biosintesi antocianina che delle sostanze aromatiche dell’acino. La conoscenza dei momenti di attivazione genica e la loro espressione, verificata dalla effettiva sintesi dei composti aromatici ha fornito interessanti indicazioni sui vitigni Abrusco, Giacomino, Ciliegiolo e Colorino. In particolare è emerso come le tecniche di defogliazione precoce su Ciliegiolo possano avere effetti favorevoli sulle caratteristiche delle uve incrementando il patrimonio fenolico ed aromatico.

    Sono state effettuale anche indagini sui lieviti autoctoni allo scopo di selezionare quelli aventi caratteristiche utili ad essere impiegati in vinificazione. In particolare due ceppi specifici isolati su Oliva e Canina hanno fornito promettenti risultati.

    La valorizzazione dei vitigni in questione ha riguardato anche lo studio delle componenti fenoliche che caratterizzano e la risposta alla micro vinificazione. Sono emerse le doti peculiari dell’Abrusco, per la ricchezza del patrimonio fenolico e sensoriale, il Santo Stefano e il Giacomino per gli aspetti sensoriali. Gli altri vitigni Canina, Oliva e Uva vecchia, biotipi diversi di uno stesso vitigno hanno fornito uva di minore gradazione zuccherina e più ricche di acidità. I diversi vitigni pertanto, se vinificati con tecniche adeguate hanno mostrato la possibilità di fornire vini interessanti. In particolare considerando gli aspetti compositivi e i profili sensoriali è possibile prospettare la produzione di vini varietali di pronta beva per il Santo Stefano e per il Buonamico, mentre l’Abrusco, grazie alla sua ricchezza in antociani e tannini sembrerebbe maggiormente indicato per vini da affinamento, anche in miscela con il Sangiovese.

    Dalle conclusioni del progetto è possibile evincere che alcuni di questi vitigni possono essere utili per favorire la diversificazione produttiva grazie alle loro peculiarità allo scopo di produrre vini a caratteristiche particolari, per consentire il rafforzamento e lo sviluppo di aziende viticole orientate alla produzione di vini aventi un forte legame territoriale.

    di Giancarlo Scalabrelli
    Dipartimento di Coltivazione e Difesa delle Specie Legnose, Università di Pisa
    per Teatro Naturale

    09:11 Scritto da: minobezzi1 in enogastronomia | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: pi, vini | OKNOtizie |  Facebook