14/10/2009

Viareggio (LU): Haiku versiliesi

Haiku Versiliesi è l’ultima fatica poetica di Riccardo Rosario Spataro edita da Edizioni Cinquemarzo. Versi brevi, come nella migliore tradizione giapponese, compressi, ermetici… ordigni emotivi pronti a esplodere dentro. Perché questi versi arrivano dritti all’anima.

Haiku Versiliesi è la porta che si chiude alle spalle, la luce in fondo alla galleria, la consapevolezza di una vita rinnovata dopo enormi sofferenze di una psiche in bilico tra malattia e normalità. Riccardo ha raccolto le forze, la sua voglia di uscire da quel tunnel nero della malattia psichiatrica e, finalmente c’è riuscito.

Con delicatezza, seguendo passo dopo passo le sue convinzioni politiche, umane e sociali s’è chiuso la porta dietro le spalle e un nuovo e rinnovato sole si presenta davanti a lui. Da questa esperienza nascono gli Haiku Versiliesi che riflettono il nuovo sole di Riccardo, abbagliano il lettore di vita, lo fanno fermare a riflettere.  Vero è che accanto ad ogni haiku c’è una pagina vuota ad uso del lettore, per raccogliere e fremare i pensieri.

Un libro aperto, così è stato concepito, per coniugare significante e significato affinché poeta e lettore siano sulla stessa pagina dello stesso libro. Impreziosito dalla prefazione di Adriano Barghetti, gli haiku di Riccardo, ben si allacciano, stilisticamente parlando, ai versi di Elpidio Jenco viareggino d’adozione che, fra i primi in Italia, ci fece conoscere questo modo giapponese di fare poesia.

Haiku Versiliesi  € 8,00– Edizioni Cinquemarzo

 viareggiok

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09/10/2009

.........e ri-Lucca: LuccAutori seconda giornata

Secondo appuntamento, sabato 10 ottobre, con la  XV edizione di LuccAutori. Nell'ambito della rassegna in programma al Palazzo Ducale di Lucca verranno premiati i vincitori dell'VIII premio letterario Racconti nella Rete, inseriti nell'antologia "Racconti nella Rete" a cura di Demetrio Brandi, edita da Nottetempo.

SABATO 10 OTTOBRE alle ore ore 17.00 al PALAZZO DUCALE  (Sala Mario Tobino
) presentazione dell’antologia “Racconti nella Rete” (Nottetempo).  Maria Elena Marchini incontra  i vincitori del Premio letterario:  Elisabetta Colangelo, Simone Cossu, Alberto Cucchia, Imma Di Nardo, Adriano Muzzi, Loredana Papotto,  Luisa Pecchi, Massimo Ubertone, Annamaria Vargiù.
Letture a cura di  Massimo Blaco, Roberta Capanni, Viviana Loppi.

Interviene Benedetta Torrani, direttore delle edizioni Nottetempo di Roma.

Alle 18.00  incontro con i poeti ENNIO CAVALLI “Libro Grosso” (Aragno) - vincitore del Premio Viareggio Rèpaci 2009 per la poesia,  e ROBERTO AMATO “Il disegnatore di alberi” (Elliot).  Roberto Amato con "Le cucine celesti" ha vinto nel 2003 il Premio Viareggio Rèpaci per la poesia. 
Intervengono l’attrice TIZIANA BAGATELLA - protagonista in teatro, cinema e in tv con le serie televisive  “Un medico in famiglia”, “La squadra”, “Camici bianchi”, “Una donna per amico”- che leggerà alcune poesie tratte dai libri di Cavalli e Amato,  e  EDOARDO DE ANGELIS, uno dei più noti cantautori italiani, che nel corso della sua lunga carriera ha collaborato con molti tra i più grandi nomi della canzone d'autore italiana. De Angelis  da quest’anno è membro della giuria del Premio Racconti nella Rete.  
 

Tutti gli incontri sono ad ingresso libero. Per  informazioni  www.raccontinellarete.it   tel.0584961169 . Le antologie di Racconti nella Rete ed i libri degli scrittori ospiti si potranno acquistare in occasione degli  incontri presso il Palazzo Ducale di Lucca.

La rassegna letteraria LuccAutori – Premio Racconti nella Rete, organizzata dall’associazione LuccAutori e diretta dal fondatore e presidente Demetrio Brandi, si avvale del sostegno di Provincia di Lucca e Comune di Lucca, Fondazione Banca del Monte di Lucca, Monte dei Paschi di Siena, ICP e altri partner privati. Con il patrocinio di Regione Toscana, APT Lucca, Associazione Nazionale Sociologi, nell’ambito del progetto “Ottobre, piovono libri: i luoghi della lettura” promosso dal Centro per il Libro in collaborazione con la Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, l’Unione delle Province d’Italia e l’Associazione Nazionale Comuni Italiani.  
Collegata alla rassegna letteraria LuccAutori - che negli anni ha visto la presenza di Dacia Maraini, Piero Badaloni, Lidia Ravera, Alda Merini, Sergio Zavoli, Francesco Alberoni, Bruno Lauzi, Arrigo Petacco, Amedeo Minghi, Maurizio Maggiani, Vittorino Andreoli,   Barbara Alberti,   Antonio Caprarica,   Enrico Vaime   e tanti altri – si svolge la premiazione dei vincitori della VIII edizione  del Premio Letterario Racconti nella Rete, sviluppato durante l’anno sul sito www.raccontinellarete.it .    Presenti al Palazzo Ducale di Lucca venticinque autori provenienti da tutta Italia, inseriti nell’antologia  "Racconti nella Rete 2009" a cura di Demetrio Brandi, edita da Nottetempo.
Gli incontri di LuccAutori sono condotti da Maria Elena Marchini.


ASSOCIAZIONE CULTURALE LUCCAUTORI
Demetrio Brandi – Presidente  di LuccAutori e fondatore del Premio Racconti nella Rete®.

La giuria tecnica del Premio letterario Racconti nella Rete®, coordinata dal presidente e ideatore del Premio, Demetrio Brandi, è composta da Ennio Cavalli, Edoardo De Angelis, Anna De Castiglione, Fabio Ranucci, Armando Traverso, Vittorio Castelnuovo, Mario Bernardi Guardi, Beatrice Raveggi, Maria Elena Marchini, Elena Bonini. Collaborano all’organizzazione del Premio Racconti nella Rete® e della rassegna LuccAutori® Maria Elena Marchini, Anna De Castiglione, Elena Bonini, Beatrice Raveggi, Mauro Giraffi, Rinaldo Serra, Riccardo Antongiovanni, Nicla Lari, Patrizia Trivellato, Federico Bilotto, Ilaria Ferrero, Maurizio Negro, Beatrice Fornaciari. Un particolare ringraziamento a Luca Crocetti,  webmaster del sito www.raccontinellarete.it.
 
 

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Impruneta (FI): Oltre il Santuario

 

Domenica 11 ottobre 2009, alle ore 16.30 alla Chiesa di San Lorenzo alle Rose – Le Rose, Impruneta sarà presentato il libro "Oltre i confini del santuario", a cura di Annamaria Bernacchioni.

Interverranno:
Il Sindaco di Impruneta Ida Beneforti Gigli
Antonio Natali, direttore della Galleria degli Uffizi
Chiesa di San Lorenzo alle Rose – Le Rose, Impruneta

In occasione della presentazione sarà possibile acquistare i quattro volumi della serie
"Tavarnuzze: dai segni del passato ai disegni del futuro"
ad un prezzo promozionale

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08/10/2009

Lucca: Ecco LuccAutori!

Prende il via domani, venerdi 9 ottobre, la  XV edizione di LuccAutori. Nell'ambito della rassegna in programma al Palazzo Ducale di Lucca verranno premiati i vincitori dell'VIII premio letterario Racconti nella Rete, inseriti nell'antologia "Racconti nella Rete" a cura di Demetrio Brandi, edita da Nottetempo.


Alle ore 9.30 a VILLA BOTTINI  incontro  con gli studenti del liceo classico Machiavelli di Lucca.  Intervengono l’avvocato Carlo Guglielmo Izzo ed il giornalista Fabio Ranucci; il tema è l’affascinante mondo dei media con l’analisi del libro Giornalista italiano”, un manuale scritto per l’esame da professionista pubblicato dal Centro di documentazione Giornalistica. 
 
Alle ore 17.00 al  PALAZZO DUCALE  (Sala MarioTobino)   viene presentata l’antologia  “Racconti nella Rete” (Nottetempo). Maria Elena Marchini incontra  i vincitori del premio letterario:  Bettina Bartalesi, Annalisa Bellerio, Andrea Bonvicini, Alessandra Ponticelli Conti, Relmi Rizzato, Simona Rosati, Letizia Sperzaga, Antonella Scotti, Massimo Ubertone. Le letture sono a cura di  Massimo Blaco, Roberta Capanni, Viviana Loppi.
 
Alle 18.00 al  PALAZZO DUCALE  (Sala MarioTobino) “SPORTELLO SCRITTORE” con i docenti della SCUOLA HOLDEN  di Torino.
La scuola di scrittura e storytelling fondata da Alessandro Baricco, partecipa per il secondo anno alla manifestazione LuccAutori.  La sala Tobino di Palazzo Ducale si trasformerà in una piazza in cui sarà attivo uno “sportello” di consulenza rivolto a chi scrive o sogna di poterlo fare e ha bisogno degli strumenti per dare il via a questa passione. Gli aspiranti scrittori potranno rivolgersi agli autori presenti per un consiglio sul libro che stanno scrivendo, quello che hanno nel cassetto da tempo o l’idea che sognano di trascrivere sulla pagina. Un consultorio immerso in un mondo di lettori con segrete attitudini da romanzieri che hanno piacere di rivelarle e condividere con i docenti della Scuola Holden e il pubblico.
I docenti sono: Marco Lazzarotto, autore del romanzo Le mie cose, per la Instar Libri. Lazzarotto  collabora con la scuola Holden come tutor dei laboratori di scrittura, e con alcune case editrici come redattore e correttore di bozze. È anche autore di tre saggi per la collana "Scrivere" della DeAgostini (Il dialogo, La riscrittura e La noia. Pericolo o risorsa?). Mari Accardi, palermitana, si è trasferita a Torino per frequentare il Master alla Scuola Holden. Da tre anni è la tutor per i corsi di scrittura on-line. Ha tradotto libri per la Fabbri, fumetti per la Black Velvet e ha scritto per il Festival delle Colline Torinesi. I suoi racconti sono stati pubblicati su Toilet, L’accalappiacani e nel 2008 è stata una dei vincitori del concorso Subway. Ha appena finito di scrivere il suo primo romanzo. Cecilia Fresia, responsabile dei corsi interni e dei progetti di formazione.
 
 
Tutti gli incontri sono ad ingresso libero. Per partecipare allo "Sportello Scrittore" di venerdi 9 ottobre con i docenti della Scuola Holden, iscrivetevi inviando una e-mail a
info@raccontinellarete.it  tel.0584961169 . Le antologie di Racconti nella Rete ed i libri degli scrittori ospiti si potranno acquistare in occasione degli  incontri presso il Palazzo Ducale di Lucca.
 
 

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06/10/2009

........e ri-Livorno: La bebele della Livorno seicentesca

Tra la metà del Seicento e dell’Ottocento Livorno era una città cosmopolita, aperta e effervescente, miscuglio di razze e di etnie. Reggeva il passo con Venezia, Salonicco e Amsterdam. Le leggi livornine del 5 dicembre 1548 del Granduca Leopoldo di Toscana invitavano a favorirne lo sviluppo economico e demografico e alla promozione morale e civile della società non solo agli abitanti degli stati vicini alla Toscana, ma anche “alle persone di nazionalità straniera”.

Era stata resa  appetibile perché non vi si pagavano tributi e debiti per dieci anni, era concessa immunità, libertà di culto, di beni e di commercio. Estensibili anche agli ebrei portoghesi, che erano stati colpiti dalle persecuzioni degli spagnoli e che trovarono in quegli anni un sicuro “domicilio” in città. Benefici e garanzie che furono in seguito estese ai mercanti greci, turchi, mori, ebrei, aggiumi, ebrei e persiani”. Città “in progress” quindi vivace e caciarona. Tanto lo era che il nome Liorna per gli spagnoli significava gazzarra, baraonda, confusione. Vi si parlavano 22 lingue diverse, praticavano oltre sette religioni.Nel 1745 la comunità di Livorno contava circa 33mila abitanti: 22mila cristiani e 11mila non cristiani. Charles De Brosses, scrittore – viaggiatore francese in quegli anni scriveva: “Le strade sembrano un vero e proprio mercato di maschere e la lingua quella di Babele”.

Concetto espresso un secolo dopo anche dall’inglese W.R. Wilson, colpito “dalla Babele delle lingue parlate e dai vestiti variopinti, che davano alla città un’aria vagamente orientale”. E non aveva torto, anche perché nell’aria si poteva annusare l’acuto odore delle spezie, che in gran quantità giungevano dall’Oriente. Ci si imbatteva in una folla indaffarata e vociante di persone vestite d’ogni foggia e colore. Vi s’incontravano mercanti e commercianti francesi, inglesi, ebrei portoghesi e spagnoli, tedeschi, olandesi e greci, armeni , turchi siriani, arabi. Facevano affari in città anche grandi banchieri ebrei levantini, di origine italiana, di famiglie portoghesi. Nell’allora piazza Grande passeggiavano persiani, arabi, libanesi, nordafricani, che sbrigavano le pratiche alla Dogana di Pisa e nella stessa via Grande si ritrovavano i ricchi mercanti olandesi, tedeschi e inglesi, come narra Martini nel suo “Viaggio in Toscana” di quegli anni. Nel vicino quartiere della Venezia Nuova c’erano i grandi palazzi consolari delle varie Nazioni e dei mercanti, che avevano magazzini con ingresso sui canali, dove ricevevano le merci. Era un via vai di negozianti, navicellai e facchini, di lavoranti, e poi pescatori e fornitori, calafati, carrettieri e maestri d’ascia, artigiani del ferro e del legno. Il porto era ormai centro d’interscambio tra il Mediterraneo e il nord Europa.

I livornesi della Venezia parlavano un misto di dialetto locale e di lingue originali. “Les italiens, sottolineava una relazione del consolato francese, parlano il provenzale come fossero de Martigues”, un paesino alla bocche del Rodano, definito, per i suoi canali, la Venezia della Provenza. In un solo giorno si potevano udire sette o otto lingue diverse. E come non ricordare allora i gran tour dei dignitari musulmani, che partivano da Algeri per il pellegrinaggio alla Mecca, scendevano nei porti del Mediteraneo visitavano Parigi e altre città del nord Europa e, dopo aver visitato Livorno, s’imbarcavano per concludere il viaggio in nave sulla rotta dell’Arabia. Le religioni e i riti che si praticavano a Livorno dimostrano l’intreccio e la varietà dei linguaggi. I cattolici si esprimevano in latino, italiano, dialetto livornese (cioè parlato nel quartiere Venezia), in dialetti non toscani, in gergo, in lingua corsa, in francese e portoghese.

Forte la presenza dei greci uniti (parlavano il greco) e dei melchiti, della chiesa Armena e dei maroniti, dei greci e russi ortodossi. Gli ebrei parlavano la lingua madre, il portoghese, il giudaico-portoghese, il giudaico-spagnolo, il ladino, il bagitto (vernacolo degli ebrei livornesi), la lingua franca. Le altre religioni praticate: quelle degli anglicani (con lingua inglese), dei protestanti (lingua tedesca e olandese) e dei musulmani(lingua araba e turca). Le varietà linguistiche erano completate dall’arabo e dal siriano(arabo-maronita e siriano maronita). Erano un miscuglio di dialetti e linguaggi, ancora oggetto di studi e ricerche, altro vero “cacciucco” alla livornese, che, insieme alla poesia dialettale del quartiere della Venezia, e alla letteratura popolare di quei secoli sono riproposti in tutta la loro fragranza in due libri: “Livorno, la Venezia e la letteratura dialettale”, e “Testi 1790-1832: dalle Bravure dei Veneziani alla Bretulia Liberata in dialetto ebraico”.

L’autore è Fabrizio Franceschini, docente di storia della lingua italiana all’Università di Pisa, che ha ricordato come Livorno nasce per essere interculturale e interetnica e il dialetto diventi modernità. I due volumi, Felici Editore, Pisa, sono stati presentati a palazzo Granducale da Giorgio Kutufà, presidente della Provincia, Simone Giusti, vescovo di Livorno, Michele Luzzati, presidente del Centro studi ebraici dell’Università di Pisa, Silvia Calamai dell’Università di Siena, Massimo Sanacore, direttore dell’Archivio di Stato di Livorno, Gabriele Bedarida della Comunità Ebraica di Livorno, Monica Ria, presidente della circoscrizione 2 del Comune di Livorno, Monica Mannucci, assessore Politiche Comunitarie della Provincia. Pardo Fornaciari, studioso e ricercatore, ha eseguito alcuni canti della tradizione livornese e giudeo-spagnola.

masiero per costaovest

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03/10/2009

Lucca: Letteratura e cibo

Con il saluto dell’assessore alle biblioteche e musei Donatella Buonriposi si è aperto al centro culturale Agorà il convegno internazionale Letteratura e Cibo, organizzato dall’amministrazione Comunale in collaborazione Maria Pacini fazzi Editore, l’Associazione Scuola e Libertà ed il contributo dell’AICL, delle fondazioni IMT e Cassa di Risparmio, il comitato per le celebrazioni del Centenario di Sandro Penna, l’APT, la Camera di Commercio, il Lu.C.C.A Museum, l’agenzia OASIS e L’Oleificio Rocchi.

“Vogliamo fare dell’Agorà – ha detto l’assessore Buonriposi – un centro di formazione permanente, perché una città si qualifica prima di tutto per la sua offerta culturale. In quest’ottica si inquadra anche questo convegno".

Perché “cibo e letteratura”? Il cibo è un elemento caratterizzante delle singole culture ed è portatore di importanti valori sociali e comunicativi: miti, leggende, fiabe e i racconti popolari hanno sempre trovato nel cibo una tematica ricorrente così come la lettura è il “cibo della mente”.

Impossibilitato a partecipare, il presidente dell’Autorità per le Garanzie nella Comunicazioni Corrado Calabrò ha comunque inviato il suo intervento, in cui sottolinea come, “Letteratura e Cibo, il tema del Convegno, approfondisce le caratteristiche peculiari di varie regioni e paesi e nello stesso tempo collega tutti nel bisogno universale di nutrimento, alimentare e spirituale. Se nell’immediatezza sono i massmedia a improntare i rapporti di conoscenza, nel lungo periodo sono i sensi riposti che la letteratura conserva e fa lievitare, sono le tradizioni a riportarci il gusto di quel passato, senza il quale il presente non avrebbe né spessore né radici. E senza radici lo stesso presente scivola via senza una vera presa”.

Il convegno è poi entrato nel vivo con gli interventi di Neria De Giovanni presidente dell’AICL, Edda Bresciani, prof. Emerito di Egittologia all’Università di Pisa, Maria Milvia Marciano, archeologa, Fwzia Assad, Aicl Egitto, K. Ura AiclGiappone Antonio Masia Aicl Roma.

Dopo gli interventi pomeridiani il convegno è ripreso questa domani mattina (3 ottobre) e si concluderà con una visita al Lu.c.c.A. Museum per visitare la mostra di Man Ray ed il conferimento ai convegnisti del titolo di Ambasciatore del Lu.C.C.A. Museum nel Mondo.

 loschermol

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30/09/2009

.........e ancora Livorno: Opere dialettali

  

A Palazzo Granducale, saranno presentati due libri del prof. Fabrizio Franceschini, dedicati alle opere dialettali livornesi.

I volumi, dal titolo “Livorno, la Venezia e la letteratura  dialettale I. Incontri e scontri di lingue e culture” e “Livorno, la Venezia e la letteratura  dialettale II. Testi 1790-1832: dalle “Bravure dei Veneziani” alla “Betulia Liberata in dialetto ebraico”, sono stati realizzati nell’ambito del progetto “Circolazione di idee, uomini, libri,  culture”, finanziato dal programma comunitario Interreg IIIA Italia-Francia Isole 2000-2006.
Al progetto, coordinato dal prof. Franceschini, hanno partecipato le Università di Pisa, Cagliari e di Corte (Corsica), in stretto rapporto con la Provincia di Livorno.

Prenderanno parte all’iniziativa, insieme all’autore, il presidente della Provincia, Giorgio Kutufà; il vescovo della Diocesi di Livorno, mons. Simone Giusti; l’assessore provinciale alle politiche comunitarie, Monica Mannucci; la presidente della  Circoscrizione 2, Monica Ria.

Parteciperanno, inoltre, Michele Luttazzi, Presidente del Centro di studi ebraici dell’Università di Pisa; Silvia Calamai, dell’Università di Siena; Massimo Sanacore, dell’Archivio di Stato di Livorno; Gabriele Bedarida, della Comunità Ebraica di Livorno.

Al termine della presentazione Pardo Fornaciari eseguirà canti della tradizione livornese e giudeo-spagnola.

I libri propongono una serie di testi che spiccano nel quadro generale della produzione dialettale toscana e sono, in questo ambito, tra i più significativi della loro epoca (fine Settecento-prima metà dell’Ottocento).
L’obiettivo è quello di presentare ad un pubblico non specialistico la produzione dialettale rimasta circoscritta all’ambito livornese, che rischia di essere dimenticata nonostante la dialettalità labronica goda di largo successo e di forte esposizione mediatica, grazie a film come quelli del regista Paolo Virzì o a fenomeni editoriali come il Vernacoliere.

Il primo volume si sofferma principalmente sulle ricerche, con citazioni da vari autori, che riguardano gli aspetti linguistici, antropologici e storico-culturali dei poemetti. Nel secondo volume sono, invece, riportati i testi delle opere. Infine, con il progetto “Circolazione di idee, uomini, libri,  culture”, è stata resa disponibile su internet  una collezione di testi digitali di Livorno, della Capraia e della Corsica (http://dante.di.unipi.it/ricerca/Interreg.html).

(s.m.per graducatotv)
 

 

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Pisa: Flaviano Bianchini

Ci sono luoghi del mondo che possono essere visitati, attraversati, solo se sei "clandestino". Luoghi che non ammettono altro transito se non il silenzio, il calcolo brevissimo dei passi che si susseguono. Solo i passi, e niente altro. Ed è, forse, proprio il "camminare" il grande protagonista dell'ultima fatica di Flaviano Bianchini, "In Tibet. Un viaggio clandestino", che sarà presentata presso la libreria "La Mongolfiera" di Pisa.

I piedi sono un antidoto allo stereotipo, un modo efficace per sfuggire alla logica ossessiva del tour-operator, ma anche un espediente per rendere fluida la propria presenza in un contesto, come quello del Tibet contemporaneo, che pochissimo spazio lascia alla libertà di movimento. Ne abbiamo parlato con l'autore del volume, alla luce anche delle molti questioni che vengono sollevate durante la narrazione del suo "iter mirabilis" in Tibet.

"In Tibet" è prima di tutto un libro di viaggio. Una lunga marcia a piedi, nel tentativo di accordare la propria misura di occidentale a quella del popolo tibetano e dei suoi rituali quotidiani, della sua consuetudine.

Sono 1600 Km a piedi, dal Monte Kailash (la montagna sacra dei tibetani) a Lhasa, passando dal monte Everest e dai luoghi dove è nato e cresciuto il mio amico Palden Gyatso, monaco tibetano che ha passato 33 anni nelle carceri politiche cinesi e che mi ha spinto a compiere questo viaggio ("Io non posso più tornare in Tibet, vai tu e raccontami come è" mi disse un giorno convincendomi a fare questo viaggio). Ma un vero viaggio è quello che ti consente di "entrare dentro" al paese in cui viaggi. E per "entrare dentro" al Tibet l'unico modo per farlo è camminare. Oggi non si cammina più. Anche quando si parla di viaggio si pensa al viaggio in aereo o in auto. Ma il vero viaggio è solo quello a piedi. Se vuoi "entrare dentro" il Tibet ti devi muovere a piedi.

Carlo Levi, e così molti altri intellettuali italiani che hanno viaggiato in Tibet dopo la nascita della Repubblica Popolare cinese, guardavano positivamente all'opera di "ammodernamento" condotta dal regime maoista in quella regione. La dimensione del sopruso politico e del genocidio erano già evidenti allora, eppure nella valutazione generale si privilegiavano altri elementi. Cosa è cambiato oggi? Come spieghi l'evidente spirito di solidarietà che una parte importante dell'Occidente esprime nei confronti del Tibet?

Secondo questo punto di vista gli inglesi avrebbero fatto bene a sterminare i pellerossa del Nord America. 200 anni a vivevano nei tepee, oggi hanno i grattacieli... Io credo che nessun "ammodernamento" possa giustificare un genocidio politico e culturale come quello tibetano. Inoltre dobbiamo considerare che l'ammodernamento del Tibet non ha portato un efettivo miglioramento delle condizioni di vita dei tibetani. Oggi il Tibet resta la regione più povera, meno istruita (il 70% di analfabetismo), con la speranza di vita più bassa e più malnutrita di tutta la Cina. Questo in cambio di tre strade e qualche centro commerciale. Diciamo che io ho un altro concetto di modernità e progresso, e come me probabilmente una grande parte dell'opinione pubblica che, per questo motivo, simpatizza con i tibetani e con il loro movimento.

La clandestinità, dimensione "connotativa" nel tuo testo, può essere intesa come una condizione privilegiata per affrontare una conoscenza più compiuta del mondo?

Sicuramente non avrei visto il Tibet che ho visto se non fossi stato un clandestino. Il Tibet oggi lo puoi visitare solo con un tour operator cinese che ti carica sulle jeep di ultima generazione e ti scorrazza in giro per farti vedere solo quello che puoi e che devi vedere. Ma per conoscere bene un posto (qualunque esso sia) devi vedere e conoscere quello che non si può e non si deve vedere. Spesso ho pensato che molti immigrati clandestini che arrivano da noi conoscono l'Italia meglio di molti italiani che la "visitano" da una poltrona davanti a una TV.

Da conoscitore di quelle terre e di quella cultura, come motivi la straordinaria opera di resistenza sostenuta dal popolo tibetano? Il Tibet, per quanto sia accaduto fino a oggi, è ancora un paese libero.

La maggior parte del popolo tibetano è nomade e i nomadi sono ormai migliaia di anni che mantengono il loro nomadismo in un mondo fatto di città e modernità. Questa capacità e perseveranza maturata nei millenni è quella che consente al popolo tibetano di mantenere la loro libertà. Nelle ultime manifestazioni dell'anno scorso partecipavano giovani ragazzi che erano figli di gente nata già sotto l'occupazione cinese. Siamo ormai alla terza generazione di persone nate "in seno al Partito", eppure le proteste non accennano a diminuire.

Definiresti, in concreto, la società tibetana come una "società arcaica"?

Io non la definirei una "società arcaica". Piuttosto la definirei una società fortemente ancorata alle proprie radici, ma non arcaica.

In ultimo, quali responsabilità ha il governo cinese rispetto alle attuali condizioni del Tibet e del popolo tibetano? Un processo di corruzione identitaria è in atto, oppure ancora una resistenza a oltranza è possibile?

Credo che una resistenza a oltranza sia possibile e i tibetani la stanno attuando. Il governo di Pechino sta tentando in tutti i modi di "cinesizzare" il Tibet. Ormai i cinesi Han in Tibet sono più degli stessi tibetani, ma la cultura tibetana non muore. Il popolo tibetano mantiene la sua identità nonostante tutti i soprusi e le corruzioni morali che subiscono ogni giorno. E questa è la forma di resistenza a oltranza più efficace che possa esistere. Fintanto che la cultura e l'identità tibetana sopravviveranno i cinesi non avranno veramente conquistato il Tibet. E io credo che che la cultura e l'identità tibetana sopravviveranno ancora a lungo. Molto a lungo.

 pisanotizie

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.........e ri-Firenze: Maria Luisa Spaziani

GABINETTO SCIENTIFICO LETTERARIO

G.P. VIEUSSEUX

Maria Luisa Spaziani

dialoga con

Mario Comporti

fra lingua della poesia ed emozioni della scienza

Coordina Roberto Barzanti

Venerdì 2 ottobre 2009, ore 17.30

Firenze, Palazzo Strozzi, Sala Ferri

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29/09/2009

Fiesole (FI): Premio Fiesole 2009 Under 40

Sono Filippo Bologna con Come ho perso la guerra (Fandango), Nicolai Lilin con Educazione siberiana (Einaudi) e Letizia Muratori con Il giorno dell'indipendenza (Adelphi) i tre giovani scrittori selezionati come finalisti per il Premio Fiesole Narrativa Under 40, il più importante premio letterario italiano per la letteratura giovanile, assegnato negli anni passati ad autori che si sono poi definitivamente affermati come Sandro Veronesi, Silvia Ballestra e Roberto Cotroneo.

La giuria, presieduta da Franco Cesati e composta da Franco De Felice (Direttore RAI 3 Toscana), Fulvio Paloscia (La Repubblica), Marcello Mancini (La Nazione), Lorella Romagnoli (Corriere Fiorentino), Silvia Gigli (L’Unità), Gloria Manghetti (Direttrice Gabinetto Vieusseux) e Caterina Briganti, ha selezionato la terzina di scrittori che si confronteranno fino all’assegnazione del premio, che avverrà nel mese di novembre prossimo. In quell’occasione, come ogni anno, verranno assegnati anche alcuni premi speciali, un riconoscimento che negli anni ha portato a Fiesole personaggi di grandissimo rilievo del panorama culturale italiano, come Eugenio Borgna, Piergiorgio Odifreddi, Stefano Bartezzaghi, Domenico Procacci, Pino Cacucci, Vincenzo Cerami, Roberto Casati, Luciano Ligabue, Raffaele Crovi, Luca Canalini, Grazia Marchianò.

Ma ecco un breve profilo dei libri dei tre autori selezionati come finalisti:

Filippo Bologna con Come ho perso la guerra (Fandango) propone un romanzo d’amore forte e ambizioso, ma anche comico ed epico. Ambientato in una Toscana fatta di campagne, castelli e sorgenti miracolose, racconta la storia di due gemelli, di una donna e di un cane. Filippo Bologna, classe 1978, esordisce con questo libro.

Nicolai Lilin con Educazione siberiana (Einaudi) racconta un mondo scomparso: quello degli Urka siberiani. Al centro del libro una regione di cui non si conosceva quasi nulla, la Transnistria, Stato dell'ex Unione Sovietica autoproclamatosi indipendente nel 1990. Un mondo regolato da leggi tutte sue, che si esprimono anche attraverso i tatuaggi. Nicolai Lilin, siberiano ventinovenne, è nato nella comunità dei criminali della sua terra e da sei anni vive in Piemonte.

Letizia Muratori con Il giorno dell'indipendenza (Adelphi) presenta un thriller di memoria hitchcockiana. Il giorno dell'indipendenza è chiaramente l’uscita per Giovanni dal suo stato di dipendente dalla cocaina. È una storia dei colpi dei sensi e dei colpi di scena. Letizia Muratori è romana, giornalista e si occupa di cinema. Si divide tra la passione per la narrativa e la sua professione. Collabora con quotidiani, mensili e riviste di cinema.

Il “Premio Fiesole Narrativa Under 40”, nato nel 1990, su iniziativa di un gruppo di intellettuali fiesolani e organizzato dal Comune di Fiesole, è diventato negli anni uno dei più importanti premi per la letteratura giovanile in Italia.

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28/09/2009

.........e ancora Firenze: Luciano Martini

lunedì 5 ottobre ore 21.00
presso l’Auditorium dell’Istituto Stensen
viale Don Giovanni Minzoni 25C, Firenze


Prof. Michele Ciliberto

Presidente dell’Istituto Nazionale di Studi sul Rinascimento

Prof. Francesco Margiotta Broglio

Università di Firenze

Sua Em. Card. Silvano Piovanelli

Arcivescovo emerito di Firenze

Prof. Mario Primicerio

Presidente Fondazione La Pira

presenteranno il libro di

 
Luciano Martini

Chiesa e cultura religiosa a Firenze
nel Novecento
Roma, Edizioni di Storia e Letteratura, 2009


Coordina

Prof.ssa Anna Scattigno

Università di Firenze

 

Ingresso libero

 

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27/09/2009

Forte dei Marmi (LU): Giovanni Sartori


Il libro 'Il Sultanato' del politologo Giovanni Sartori ha vinto il premio Satira Politica di Forte dei Marmi. Riconoscimenti anche a Ezio Greggio e all'attore Lino Banfi.

A Sartori il premio Satira Politica

Tradizionale passerella alla Capannina di Forte dei Marmi per i vincitori del 37mo premio 'Satira Politica', organizzato ogni anno dal Comune per laureare i nomi piu' pungenti del panorama internazionale nella grafica, nella letteratura, nel giornalismo, nel cinema e nella televisione, nel web e nelle tesi di laurea.

Libro satirico dell'anno e' stato eletto 'Il Sultanato', scritto dal politologo Giovanni Sartori e dedicato al sistema di governo costruito in Italia dal premier Silvio Berlusconi. Fra i volti piu' noti dello spettacolo Ezio Greggio, premio alla carriera per la tv, e Lino Banfi, che ha ottenuto lo stesso riconoscimento per il cinema.

noitv

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22/09/2009

Aulla (MS): Marina Pratici


Importanti riconoscimenti nazionali per la poetessa Marina Pratici, presidente dell’associazione genitori A.Ge. “Alice e Flavio” di Aulla.
Vincitrice del premio internazionale “Frate Ilaro del Corvo”, della sezione “Donna e imprenditoria” del premio San Domenichino e finalista al premio letterario “Parole in libertà” di Banchette, Marina Pratici sarà premiata, domenica 27 settembre, a Massa quale seconda classificata al prestigioso concorso “Massa città fiabesca di mare e di marmo”, coordinato dal professor Giuliano Lazzarotti.
Sabato 3 ottobre, l’autrice aullese sarà a Roma dove, nella sala della presidenza della provincia, le sarà consegnato il primo premio assoluto per la poesia inedita nell’ambito del premio “Omaggio a Baudelaire”, promosso dal professor Antonio Coppola e, domenica 4 ottobre, a Ponsacco, finalista al concorso letterario nazionale “Danilo Chiarugi”.
Marina Pratici sarà inoltre premiata sabato 10 ottobre a Vinci, tra i vincitori del premio letterario capannese “Renato Fucini”, organizzato da Raffaele Di Lorenzo, e sabato 17 ottobre a Carignano, quale terza classificata al premio “Città di Carignano”, curato da Paolo Castagno.
teleriviera

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Pontedera (PI): Umberto Ambrosoli

 Festival L’ERA dei LIBRI

UMBERTO AMBROSOLI

incontra i lettori per la presentazione del suo libro

QUALUNQUE COSA SUCCEDA

Giorgio Ambrosoli oggi nelle parole del figlio

Dialogano con l’autore:

Sefano Tognarelli

 - Assessore alla Cultura del Comune di Pontedera

Michele Quirici

 - Tagete Edizioni

Sabato 3 Ottobre 2009 ore 17.00

Pontedera - Teatro Era - Sala Cieslak - Via Indipendenza

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.......e ri-Firenze:.... e ancora Villa Romana con Durs Gruebein

Durs Grünbein, nato nel 1962 a Dresda, vive a Berlino. E’ poeta, traduttore e saggista. Grazie a una borsa di studio dell’Accademia tedesca Villa Massimo attualmente vive e lavora a Roma. 

 

I suoi libri sono stati tradotti in molte lingue. Nel 2007 la casa editrice Suhrkamp pubblica “Gedicht und Geheimnis” (“Poesia e mistero”), una raccolta di saggi e “Strophen für übermorgen” (“Strofe per dopodomani”), una raccolta di poesie preceduta nel 2005 da “Porzellan. Poem vom Untergang meiner Stadt“ (“Porcellana. Poema sulla decadenza della mia città“). Nel 2003 e’ stato pubblicato “Vom Schnee oder Descartes in Deutschland“ tradotto in italiano “Della neve ovvero Cartesio in Germania“ da Anna Maria Carpi per Einaudi nel 2005, la quale ha curato anche la traduzione di „A metà partita: poesie 1988 – 1999“ (1999). Risale al 2004 la pubblicazione de „Il primo anno: appunti berlinesi“, tradotto da Franco Stelzer sempre per Einaudi.

 

L’opera di Durs Grünbein ha ricevuto molti riconoscimenti tra cui il Premio Georg Büchner nel 1995, il Premio Friedrich Nietzsche nel 2004, il Premio Friedrich Hölderlin nel 2005, il Premio letterario della città di Berlino nel 2006 e il Premio internazionale Pier Paolo Pasolini a Roma nel 2006. E’ professore presso l’Accademia d’arte di Düsseldorf e nel semestre invernale 2009/2010 assumerà la prestigiosa docenza onoraria di poetica all’Università di Francoforte.

 

Durs Grünbein presenterà a Villa Romana poesie e testi in prosa di recente produzione scritti negli ultimi mesi in occasione del suo soggiorno romano. Inoltre leggerà alcuni brani in lingua tedesca tratti dai suoi libri pubblicati in Italia.

 

La serata (sabato 26) sarà presentata e moderata da Ursula Bavaj, docente di letteratura all’Università della Tuscia, Viterbo.

 

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18/09/2009

Firenze: Delitto premiato

Un giallo ambientato a Firenze. Oppure un noir, un thriller, un’opera mistery. 20 cartelle per raccontare il lato oscuro della città gigliata. E’ questo il senso della prima edizione del concorso “Parola al delitto”, premio noir rivolto ai giovani di età compresa tra i 1 16 e i 30 anni, che sarà presentato lunedì 21 settembre, alle ore 12.00, nella Sala stampa di Palazzo Medici Riccardi.

I raccontati avranno tutti quanti lo stesso incipit: Tutte le serrande erano abbassate per metà e la stanza, invasa dal fumo di troppe sigarette, era avvolta dalla penombra. Nell'aria, oltre al greve odore di nicotina, aleggiava quello altrettanto pesante e dolciastro di birra e whisky. I due uomini sedevano su delle poltrone sgangherate…”

Partecipano alla conferenza stampa l’Assessore provinciale all’Istruzione Giovanni Di Fede, l’ideatore dell’iniziativa Giacomo Trallori, lo scrittore Luca Bandini, il Presidente della Società di Mutuo Soccorso di Serpiolle Alessandro Baroncini, e il Presidente del Quartiere 5 del Comune di Firenze, Federico Gianassi.

 

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14/09/2009

Massarosa (LU): Premio Letterario Massarosa


E’ ripartita la macchina organizzativa per la realizzazione del premio letterario Massarosa, giunto quest’anno alla sua ventitreesima edizione.
La giuria tecnica, composta da Angelo Pellegrini, Dina Cei e Paolo Ercolini (che ha sostituito Franco Perlasca) ha individuato le cinque opere finaliste tra le 25 pervenute.
Le opere selezionate sono: Il diavolo e la cioccolata: di Mario Cassardo – editore Gme. Gerbert - Il tempo del ritorno di Paolo Rossi- edizioni ETS. Intanto corro - di Giulio Casale- Edizioni Garzanti. Mia sorella è una foca monaca- di Christian Frascella –Fazi Editore. La figlia della gallina nera di Gloria Origgi –Edizioni Narrativa Nottetempo.
Il vincitore sarà proclamato nel corso della serata finale, in programma per sabato 28 novembre alle 21,00 al teatro Vittoria Manzoni di Massarosa.
teleriviera

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Camaiore (LU): Rosita Copioli


La scrittrice romagnola Rosita Copioli ha vinto il 23.o Premio Letterario Camaiore con ''Il postino fedele''. Fra i premi speciali assegnati dalla giuria popolare spicca il Camaiore Proposta ad Alessio Alessandrini con ''La Vasca''.

Rosita Copioli vince il Premio Camaiore
noitv

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12/09/2009

Poggibonsi (SI): Riccardo Nencini

Storia e memoria della Toscana e della Valdelsa nel libro scritto da Riccardo Nencini, presidente del Consiglio Regionale della Toscana (Mauro Pagliai editore).

Ambientato nel periodo di fine 1200, e' la storia di Musciatto Franzesi e della sua famiglia - figlio di un masnadiero di Figline, personaggio celebrato da Boccaccio - riemersa da documenti d'archivio trecenteschi conservati a Parigi.

La presentazione, coordinata da Diego D'Ippolito dell'associazione Nausika, ha luogo alla presenza dell'autore. Sono aperte in via straordinaria la Rocca e il Museo di Arte Sacra.

 undo

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10/09/2009

Viareggio (LU): Campiello-Viareggio 11-0

Eccouno sfogo di un viareggino in trasferta a Venezia, che mettev a confronto il Premio campiello con il Premio Viareggio Rèpaci:

"""Sono tornato stamani da una settimana di lavoro a Venezia e volevo porvi alcune riflessioni:

1) La città di Venezia era letteralmente ADDOBBATA da manifesti, drappi, poster, locandine, bandiere, ecc. ecc. che pubblicizzavano l’evento.

2) Nell’albergo in cui ho alloggiato (ed ero a Mestre) erano presenti brochure, cartoline e volantini che pubblicizzavano l’evento.

3) In tutti i locali di Venezia (bar, gelaterie, pizzerie, negozi, ecc.) erano presenti gli stessi materiali pubblicitari presenti negli alberghi.

4) La serata finale è stata trasmessa su RAI 1 in SECONDA SERATA di sabato 5 settembre (70 minuti), giorno della premiazione, mentre il servizio sul Premio Viareggio è andato in onda 10 giorni dopo (25 minuti)!!!

5) Sempre riguardo al servizio RAI il bravissimo giornalista Francesco D’Ayala, ha confezionato anche quest’anno un bellissimo servizio guardandosi però bene di far vedere le immagini della serata finale (sono passate pochissime immagini, giusto i volti dei vincitori), forse rendendosi conto anche lui della “pochezza” della serata stessa.

6) La serata finale si è svolta in un Teatro della Fenice STRACOLMO di persone fra cui moltissime celebrità e personalità. Questi alcuni dei presenti: Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, Giancarlo Galan, presidente della Regione Veneto, Massimo Cacciari, sindaco di Venezia. Sono presenti inoltre Paolo Scaroni, amministratore delegato Eni, Matteo Marzotto, Mauro Masi, presidente Rai, Paolo Mieli, Marta Marzotto, Fulvio Conti, Luigi Roth, Stefano Scabbio, Andrea Riello, Giuliana Benetton, Gianni Zonin, Giuseppe Stefanel, Piergiorgio e Vittorio Coin, Ettore Riello.

7) La serata finale è stata condotta da BRUNO VESPA e MARIA GRAZIA CUCINOTTA (mica cotica!!!). Niente da dire, comunque sulla professionalità, competenza e bravura del conduttore Marco Hagge, l’unica persona da salvare nella serata del 27 agosto.

8) Nel corso della serata si è esibito sul palco il pianista GIOVANNI ALLEVI (e qui apro una piccola parentesi. Copio ed Incollo direttamente dal verbale del comitato di gestione del 28 novembre 2008 dove la Presidente Bettarini richiedeva: “Per la serata conclusiva di agosto si prende in considerazione l’ipotesi che la cerimonia sia adeguatamente allietata da un breve concerto d’apertura, possibilmente da affidare al pianista Giovanni Allevi.”) Bene, cara Presidente, a Venezia Giovanni Allevi c’è stato per davvero!!! Del resto non è la prima contraddizione in cui è caduta la Gestione 2009 della Presidente Bettarini. Sempre dallo stesso verbale: “Bettarini rileva una poca sintonia con l’Ufficio Cultura: il logo del Premio Viareggio, nelle cartoline predisposte per la 79^ edizione, è quasi sparito; sarebbe pertanto opportuno avere una grafica più accurata e armoniosa.” Peccato che dalla relazione finale della Presidente si evince questo passaggio: “Non nascondo tuttavia che l’energica riduzione del già modesto budget iniziale ha prodotto difficoltà organizzative, malintesi, preoccupazioni e per di più qualche eccesso di zelo, che si manifesta nella grafica (e anche nella grammatica) di alcuni documenti che avrebbero dovuto degnamente diffondere, e non avvilire, il contenuto e l’immagine del Premio.” Ma come, prima si lamenta della grafica e dell’immagine sui manifesti, ne prende in mano la gestione diretta e poi scarica le colpe su altre persone???? Quando una persona si arroga il diritto (visto il famosissimo protocollo di intesa sempre sbandierato) di decidere su tutto e tutti non si scaricano poi le colpe sugli altri. Il comandante della nave si sceglie l’equipaggio e se l’equipaggio sbaglia la colpa è sempre e SOLO del comandante!!!

9) Il Presidente del Premio Campiello cambia ogni anno e cliccando qui potete vedere l’elenco (anche qui, mica cotica!!!):

10) Incontri con il pubblico. Per il terzo anno consecutivo molti lettori hanno potuto incontrare durante l’estate i cinque finalisti del Premio Campiello in alcune località Venete e non. Le località sede degli incontri sono state:

Venezia, prima settimana di luglio, cinque appuntamenti per 5 giornate consecutive in cui ogni autore finalista presenta il suo libro al pubblico, Festival di Ravello a luglio, la cinquina al completo a Nuoro in luglio, a Porto Cervo sempre in luglio, a Jesolo-Pineta e ad Asiago in agosto.
A Viareggio due soli incontri (invece dei soliti 4 degli anni passati nell’intimità degli stabilimenti balneari) presso il bar, direttamente sulla rumorosa Passeggiata, del Centro Congressi Principe di Piemonte.

11) Sito internet del Campiello: elegante, completo, ricco di notizie, informazioni, gallerie fotografiche, rassegna stampa, ecc. ecc. mentre quello del Viareggio-Repaci oltre a non avere nemmeno il logo del Comune di Viareggio (che è il proprietario ed è anche quello che paga, quindi si meriterebbe il giusto riconoscimento) è solo un susseguirsi di curriculum autocelebrativi a partire da quello della Presidente, per proseguire con quelli della Giuria, Comitato di Gestione ed Ufficio Stampa.

CONCLUDENDO…

A Venezia sanno vendere molto bene il loro prodotto (basta vedere come pubblicizzano il loro Carnevale e gli spazi televisivi che ottengono ogni anno)… magari non saranno di qualità come i nostri, ma puntualmente ci surclassano sul piano organizzativo e della comunicazione.

Assessore, se ci sei batti un colpo!!!

Enrico"""

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09/09/2009

Lucca: La Scuola Holden a LuccAutori

La Scuola Holden, la scuola di scrittura fondata da Alessandro Baricco, partecipa per il secondo anno alla manifestazione LuccAutori. L'appuntamento con lo sportello dello scrittore è per venerdi 9 ottobre dalle 18 alle 20 a Palazzo Ducale.

La sala Tobino si trasformerà in una piazza in cui sarà attivo uno "sportello" di consulenza rivolto e chi scrive o sogna di poterlo fare e ha bisogno degli strumenti per dare il via a questa passione. Gli aspiranti scrittori potranno rivolgersi agli autori presenti per un consiglio sul libro che stanno scrivendo, quello che hanno nel cassetto da tempo o l'idea che sognano di trascrivere sulla pagina. Un consultorio immerso in un mondo di lettori con segrete attitudini da romanzieri che hanno piacere di rivelarle e condividere con i docenti della Holden e il pubblico.

Due docenti/autori forniranno brevi consulenze per le quali è preferibile iscriversi contattando LuccAutori in quanto sarà possibile affrontare nelle due ore una decina di testi o idee, dalle quali però tutti i presenti potranno ricavare spunti utili per il proprio lavoro. Oltre ai docenti, un referente della Scuola Holden potrà offrire informazioni generali sulla Scuola e sui corsi previsti per il 2009/10.

Dove:    Lucca, Palazzo Ducale

Quando:   Venerdi 9 ottobre 2009, dalle 18 alle 20

Per informazioni:  Scuola Holden   tel.011 6632812  www.scuolaholden.it info@scuolaholden.it

Per iscrizioni allo Sportello: LuccAutori  tel.0584 961169  www.raccontinellarete.it  info@raccontinellarete.it

 
 
 

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Porcari (LU): Giri di parole

In occasione di "Anteprima Cartasia" e all’interno del progetto Giri di Parole: inciampando nei libri, l’Assessorato alla Cultura del Comune di Porcari, organizza con l’Associazione Culturale Metropolis, una serie di incontri letterari e laboratori di scrittura alla Fondazione Lazzareschi a Porcari, che saranno occasione di confronto su tematiche legate alla lettura, alla scrittura e alla comunicazione web, per autori, editori, direttori di riviste e lettori. Gli incontri, coordinati da Luca Franceschini , si terranno ogni giovedì dal 10 settembre al 1 ottobre e saranno preceduti da laboratori di scrittura, coordinati da Giovanni Vitali . Si inizia quindi giovedì (10 settembre) alle 21,30. Tutto il programma.

L’incontro di giovedì 10 settembre alle ore 21, diviso in due parti, affronta nella prima parte il tema della circolazione dei libri con la presentazione del progetto Giri di Parole e nella seconda parte il tema del romanzo giallo in Toscana.

Promosso dall’Assessorato alla Cultura di Porcari, in collaborazione con il Centro studi Cavanis e l’Associazione Culturale Sextum, Giri di Parole è un progetto che ha come obiettivo quello di far incontrare le persone con i libri e con la lettura. Ispirato all’idea del bookcrossing, Giri di Parole prevede la libera circolazione di libri nell’ambiente urbano, dove l’utente li può trovare e leggere, eventualmente restituire, prestare, e incrementare il numero dei titoli, portandone dei nuovi.

Sono previsti 30 scaffali, progettati e realizzati in cartone di Lucense, con il contributo di Ska Packaging, con diversi titoli in dotazione, per lo più di narrativa, da posizionare in spazi inconsueti ma di grande passaggio: sale d’attesa, spogliatoi delle fabbriche, banche, negozi, bar, supermercati… Il libro scende dunque in piazza, nelle strade, incontra le persone in luoghi inaspettati, recupera attenzione e la sua identità di mezzo principe per la diffusione della cultura.

Nella seconda parte dell’incontro interverranno invece i due editori Del Bucchia, di Massarosa, e Felici, di Pisa, sul tema del giallo in Toscana. I due editori toscani incontrano il pubblico per presentare il fervente panorama editoriale del genere giallo degli ultimi anni. Rappresenta bene questa tendenza la recente collana “V/Storie gialle e noir” della casa editrice Del Bucchia che si è posta come obiettivo di intercettare i mille stimoli inviati da tanti autori, più noti e meno noti, che hanno utilizzato questo genere per raccontare delle storie indagando la realtà che ci circonda.

Sempre sul genere giallo è incentrata “Crimini e Misteri”, la raccolta di racconti noir ambientati in terra toscana dell’editore Felici. Tra misteri che riportano indietro nel tempo e paesaggi di ancestrale bellezza che fanno da sfondo a crudeli e efferati delitti, la collana traccia un affresco di una terra passata misteriosa e affascinante ormai entrata nell'immaginario collettivo contemporaneo. A curare questa antologia di racconti dalla forte vena gotica è la scrittrice Paola Alberti.

Prossimi incontri:

 

Giovedì 17 settembre 2009

Ore 20.30: Laboratorio di scrittura: Rielaborando la lingua di Otello Di Cesare. Analisi delle differenze tra i linguaggi nelle varie epoche.

Ore 21.00: Incontro con gli autori locali del comune di Porcari: interventi di Giampiero Della Nina, Alfredo Pierotti e Leo Giancarlo Lazzari.

 

Giovedì 24 settembre 2009

Ore 20.30: Laboratorio di scrittura: L’ipertesto. Riflessione sui libri game e sulla realtà telematica di internet: analogie e differenze, prospettive del testo on line.

Ore 21.00: Uno sguardo sui nostri figli digitali: leggere, scrivere e comunicare in rete. Interventi di Maria Fantacci, direttore della rivista “Il Fogliaccio”, Julio Monteiro Martins, direttore della rivista “Sagarana”, Edda Conte, scrittrice, Patrizia Luperi, coordinatrice della rivista on line “La terza stanza”  Giovedì 1 ottobre 2009

Ore 20.30: Laboratorio di scrittura: Parole e libertà. Il linguaggio letterario di protesta attraverso il passare dei secoli: Da Dante a Pasolini.

Ore 21.00: Spazi e luoghi dell’intercultura e della creatività. Presentazione del libro “Le piazze del sapere: biblioteche e libertà” di Antonella Agnoli (Laterza 2009). Tavola rotonda con l’autrice.

loschermo

 

 

 

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08/09/2009

Celle (PT): L'Arte Ambientale nella collezione Gori

libri_collezioni
Arte ambientale
(gli ori 2008)

La straordinaria collezione Gori in un libro. Ritratta da fotografi di alta caratura e accompagnata da una messe di saggi critici. Lo strumento perfetto per arrivare preparati all’inaugurazione di questo finesettimana...

 


 

Variegati sono i soggetti coinvolti in questa iniziativa editoriale. L’oggetto d’interesse è la collezione Gori, che ha sede nell’ormai mitica Fattoria di Celle; lo sforzo economico per la realizzazione del tomo è della Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia; la campagna fotografica è firmata Aurelio e Francesca Amendola (ma almeno un’altra fotografa non va dimenticata, Maria Mulas, autrice di alcuni scatti, uno per tutti quello che ritrae il Senza titolo di Claudio Parmiggiani realizzato per l’11esima Biennale di scultura di Carrara). E naturalmente non si possono non menzionare gli autori dei testi - non mere presentazioni, ma veri e propri saggi -, ossia innanzitutto Giuliano Gori, e poi Amnon Barzel, Bruno Corà, Tadayasu Sakai e Kosme de Barañano.
Ed è il padrone di casa a permettere di contestualizzare a dovere l’imponente lavoro che si è svolto negli ultimi 25 anni e più in quel della Toscana, patria “elettiva” dell’arte ambientale, e spesso pubblica. Tutto inizia nel 1982, quando vengono inaugurate le prime quindici installazioni a Celle, fra quelle allestite en plein air e le altre collocate all’interno degli edifici che compongono il complesso.
In realtà, però, citare l’anno del trionfo della Nazionale di calcio ai Mondiali non è del tutto corretto. Almeno, non per indicare l’esordio nell’arte della fattoria. Ed è lo stesso Gori a rammentarlo, quando scrive che le prime installazioni risalgono al XVII secolo, fra cappelle, casine, ponti, voliere e quant’altro. In quest’ottica, si potrebbe dire che non solo a Celle l’arte contemporanea convive con quella dei secoli scorsi; ancor più, l’arte in generale condivide gli spazi con quella straordinaria artefice inconsapevole ch’è la natura. E non è dunque un caso che Gori citi Carlo Belli, quando scriveva che “i diritti dell’arte iniziano dove terminano quelli della natura”.
Con gli anni, gli edifici e il parco non sono più stati sufficienti per continuare a realizzare gli interventi site specific. Gori non ha però desistito, anzi ha dapprima occupato una porzione della zona agricola confinante, e poi un’ulteriore fascia, questa dedicata a interventi temporanei, della durata d’un triennio, terminato il quale l’opera “avrebbe potuto essere ritirata dall’artista, oppure restare in permanenza alla collezione”. Inutile dire che lo spazio sarà presto nuovamente esaurito, e quindi sarà necessario prevedere altri ampliamenti.
Detto questo, con una sintesi che rende solo in minima parte giustizia alla straordinaria collezione Gori, è inevitabile trarre una conseguenza lapalissiana. Ossia che il libro, pur nell’estrema cura con la quale è stato realizzato, non può trasmettere affatto l’emozione d’una giornata trascorsa a Celle.

Lo si acquisti, ma che sia stimolo alla o ricordo della visita. Visita che permette di veder riflessa all’infinito quella natura sublime nella Cabane Eclatée aux 4 Salles di Daniel Buren, o incorniciata dal Grande ferro Celle di Burri. Natura ospitale grazie al My Sky Hole di Bukichi Inoue e allo Spazio Teatro Celle di Beverly Pepper, o disorientante per il Labyrinth di Robert Morris. Visita arricchita degli ultimi - finora - progetti site specific: quelli di Anselm Kiefer e Marco Tirelli che verranno inaugurati il prossimo weekend.

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07/09/2009

Camaiore (LU): Premio L'Alveare

Non solo new economy e globalizzazione dei mercati, ma anche passaggio generazionale come sfida del terzo millennio da dover obbligatoriamente affrontare.

Da questa premessa il Consorzio Le Bocchette, in collaborazione con il Dipartimento di Economia Aziendale dell’Università di Pisa e il Master in “Management for Family Business” ha orientato il tema della V Edizione del Premio L’Alveare sul “Family Business: il passaggio generazionale e la trasmissione della conoscenza nell’impresa familiare”. Il Premio è stato assegnato ieri nella sala convegni del Consorzio Le Bocchette di Capezzano Pianore durante gli eventi del Bocchette Expo 2009.

Presenti alla celebrazione dell’eccellenza industriale versiliese Francesco Sodini, presidente del Premio, Tommaso Fanfani, professore dell’Università di Pisa e presidente del Comitato Tecnico Scientifico, Nicola Enrico Lattanzi, professore e direttore del Master in “Management for Family Business”, Giuseppe Del Carlo, Consigliere della Regione Toscana, Francesco Bambini, Assessore alle Attività Produttive della Provincia di Lucca, Riccardo Micheli, Assessore alle Attività Produttive del Comune di Camaiore. Gli interventi e il saluto degli ospiti sono stati intervallati dai disegni del vignettista Riccardo Pieruccini, visibili su un maxischermo alle sue spalle, e dalle note jazz del pianista Andrea Garibaldi.

Il Premio edizione 2009 è stato consegnato da Claudio Guerrieri, presidente della Camera di Commercio di Lucca, alla Fonderia Artistica Mariani di Pietrasanta per aver affrontato il passaggio generazionale con continuità e consapevolezza, riuscendo a pianificare e a favorire la successione imprenditoriale, mantenendo ed accrescendo la propria competitività; per aver dimostrato capacità di cambiamento e di trasformazione, in un ottica di rinnovamento di sviluppo e di integrazione generale e per la longevità, la vivacità e lo spirito imprenditoriale dimostrato, con una accentuata condivisione familiare dei valori aziendali ed un alto livello di innovazione e di sensibilità sociale. Al vincitore è stata consegnata anche una borsa di studio per la partecipazione al Master in “Management for Family Business”.

Inoltre il sindaco di Viareggio, Luca Lunardini, ha consegnato un riconoscimento speciale ad un’azienda che è stata distrutta dal disastro ferroviario del 29 giugno scorso in via Ponchielli a Viareggio, Domenici Ennio & Figli snc per aver affrontato con determinazione e consapevolezza la sfida generazionale e per aver saputo trasmettere con intensità e vigore i valori aziendali, trasferendo alle nuove generazioni il know how e l’importante patrimonio di conoscenze acquisito. Il premio è stato consegnato con l’auspicio che la capacità di gestire i cambiamenti, facendo tesoro delle esperienze, possa essere di stimolo e di supporto al superamento di questo difficilissimo momento causato dal disastro ferroviario del 29 giugno 2009 consentendo alla storica attività di continuare a svilupparsi.

viareggiok

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06/09/2009

Pietrasanta (LU): Mille cuori e una Capannina

Mercoledì scorso, al bagno Rosina di Marina di Pietrasanta, è stato presentato il libro di Loretta Grazzini, Mille cuori ed una Capannina, dedicato agli 80 anni della Capannina di Franceschi, lo storico locale di Forte dei Marmi, punto di incontro di numerose generazioni di giovani. Il servizio di Alessandra Poggi.
Loretta Grazzini, nel suo volume dedicato alla Capannina, racconta gli 80 anni dello storico locale di Forte dei Marmi. E alla presentazione a Marina di Pietrasanta, condotta da Antonio Giannelli, si respirava un po’ l’atmosfera della Capanna di un tempo, tra i presenti, infatti, c’era anche la marchesa Eleonora Frescobaldi, rampolla della storica famiglia produttrice di vini, che ha raccontato di come la sua nonna, si sentiva tranquilla, solo quando sapeva che lei passava la serata in Capannina.
E sì, perché per la sua famiglia, che passava tutte le estati a Forte dei Marmi, nella bella villa di Roma imperiale, la Capanna era un punto fermo. Hanno ricordato le loro esperienze in Capanna, anche il marchese, Lorenzo De Medici, che la frequentava alla fine degli anni Ottanta, e il giornalista Domenico Sodini, esperto e studioso di araldica.
teleriviera

 

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05/09/2009

Lucca: Enrica Paoli

Anna Benedetto per loschermo

 La magia delle pietre raccontata in un libro dall'autrice lucchese Enrica Paoli , seguendo il ritmo delle rime di una filastrocca che ci conduce in un paese incantato. Sarà presentato domenica 6 settembre alle 17.30 alla libreria Baroni in via San Paolino, l’ultimo libro di Enrica Paoli intitolato "La magica Realtà di un paese incantato. Percorso giocoso dell’energia tra spiriti della natura, Feng Shui, Chakra, Cristalli e fantasia". Sarà presente l’autrice e l’editrice Margherita Dalle Vacche di Manidistrega.

Il libro della Paoli è un racconto illustrato in versi, dedicato ai bambini e suggestivo per gli adulti.

“I paesaggi e le pietre personificate - si legge nell'introduzione di Domenico Pacitti - si uniscono ai deliziosi ritratti di personaggi, producendo una singolare magia immediatamente percepibile al bambino non ancora orientato ad imporre la logica sull’intuizione...I versi apriranno all’adulto, attento lettore, delle chiavi di lettura inaspettate. Non è un libro di cristalloterapia eppure si presta ad essere letto come tale”.

L’autrice vive a Lucca ed è appassionata di Sciamanesimo Indo-Americano, Hatha Yoga, Kriva, Kundalini Yoga, Pranoterapia, DO-IN, Polarity. Nel 1994 ottiene diploma di insegnante Yoga e di Ginnastiche Dolci Orientali. Nel 1995 scrive un piccolo saggio intitolato Pensieri sulla ricerca del sé. Dal 1997 è Master Reiki Usui. Dal 1998 approfondisce il Thai Massage. Dal 1999 è Master Reiki Karuna. Nel 2009 ottiene secondo livello di “Wild Earth Animal Essence”. Con il nome spirituale di MANOLE dipinge quadri su seta, anche su ordinazione di coloro che seguono il Feng Shui, rappresentando gli animali ritenuti sacri da questa filosofia di vita.

Nel corso della presentazione, con le sue pietre, intratterrà e giocherà con il pubblico regalandone alcune ed indicando ai presenti come le proprietà e le caratteristiche delle pietre possono aiutarci nella vita di tutti i giorni. L'ingresso è libero. Per maggiori informazioni, www.manidistregaeditrice e www.manidistrega.it

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04/09/2009

Certaldo (FI): Premio Boccaccio

Un viaggio alla scoperta dei confini estremi del mondo, che metterà in comunicazione, anche se solo per un giorno, la Toscana e l’Antartide. E’ grazie a Orizzonte mobile (Garzanti), ultima fatica di Daniele Del Giudice e opera vincitrice del XXIX Premio Letterario Boccaccio, che sabato 12 settembre le verdi colline del Chianti e le distese ghiacciate del Sud del mondo si uniranno per celebrare la vittoria della letteratura sulle avversità della natura, dando vita ad un viaggio iperbolico, in un avvicendamento di paesaggi mozzafiato, dalle pampas ai ghiacciai, dai crepacci alle bianche distese antartiche.


Assieme a Del Giudice salirà sul palco di Palazzo Pretorio a Certaldo Alto lo storico britannico Hugh Thomas – o Lord Thomas di Swynnerton, da quando è stato nominato pari a vita da Margaret Thatcher più di vent’anni fa . Vincitore della sezione “Internazionale”, Lord Thomas è uno dei principali studiosi al mondo della storia iberica, che, dal suo libro di esordio “La Guerra Civile Spagnola” (1961), ancora oggi prosegue nel proprio lavoro di approfondimento dei fatti che lo ha portato alla stesura del volume premiato L’ascesa dell’impero spagnolo - I fiumi dell’oro (Mondadori).


In ultimo, last but not least, sarà consegnato al direttore del Corriere della Sera Ferruccio de Bortoli il Premio Giornalistico “Indro Montanelli”, per il volume edito da La Scuola L’informazione che cambia. Uno dei più seguiti ed apprezzati giornalisti italiani, de Bortoli vive da sempre sulla cresta della notizia, e, dal marzo di quest’anno, ha fatto ritorno in veste di direttore al Corriere della sera.


Tutti e tre i vincitori sono stati indicati dall’unanimità della Giuria del Premio Boccaccio, composta da: Cristina Comencini (scrittrice e regista);  Paolo Ermini (direttore “Corriere fiorentino”); Aldo Forbice (scrittore – giornalista – conduttore “Zapping”); Giuseppe Mascambruno (direttore “La Nazione”); Leone Piccioni (critico letterario); Luigi Testaferrata (scrittore) e presieduta dal Sen. Sergio Zavoli.

La cerimonia di consegna dei riconoscimenti si terrà nel pomeriggio di sabato 12 settembre 2009. Al mattino, dalle 11.00 in poi, i premiati e la Giuria del Premio saranno a disposizione di pubblico e stampa nel chiostro del Palazzo Pretorio a Certaldo per intavolare un dibattito sulle opere vincitrici. L’ingresso alla conferenza stampa è libero.

Clicca qui per le biografie dei premiati

gonews

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01/09/2009

Ortonovo (SP): Una giornata per Ceccardo

1919 -2009, a novant'anni dalla scomparsa del poeta Ceccardo Roccatagliata Ceccardi, il Comune di Ortonovo Assessorato alla Cultura con La Provincia della Spezia, La Regione Liguria e il Comune di Genova e con la collaborazione di Carispe, organizza un incontro dedicato al poeta per il prossimo venerd' 4 settembre alle 15.30 presso la Sala Consiliare del Comune di Ortonovo.
Dopo i saluti delle autorità, Francesco Pietrini Sindaco di Ortonovo, Fabio Morchio Ass. Cultura Regione Liguria, Andrea Ranieri Ass. Cultura Comune di Genova, Paola Sisti Ass. Cultura Provincia della Spezia, Avv. Andrea Corradino Presidente Cassa di Risparmio
della Spezia, Massimo Marcesini Ass. Cultura Comune di Ortonovo, ecco il programma del pomeriggio:

PRESIEDE: Prof. Stefano Verdino - Università degli Studi di Genova
RELATORI: Prof.ssa Francesca Corvi/Ceccardo e la poesia del Novecento: spunti critici e proposte didattiche
Ascolto guidato di alcune poesie di Ceccardo Roccatagliata Ceccardi nella traduzione portoghese del Prof. Gleiton Lentz, Università di Santa Catarina - Brasile
Prof.ssa Adriana Beverini/ Apparizioni femminili nella poesia di Ceccardo
ore 17.30: PAUSA THÈ
Prof. Lorenzo Vincenzi/ Ceccardo drammaturgo e librettista: il don Chisciotte
Prof. Stefano Verdino/Ceccardo e lo “Svegliarino” di Carrara
ore 19.30: APERITIVO

Vi sarà poi I colori di Ceccardo - Esposizione dipinti di Federico Anselmi e all’interno del Convegno: SPECIALE ANNULLO FILATELICO per CECCARDI, a cura di Poste Italiane
in collaborazione con Comune di Ortonovo Assessorato alla Cultura.
ottopassi

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31/08/2009

Castiglioncello (LI): Cristiano Cavina

Tony Faini per costaoves

Cristiano Cavina con “I frutti dimenticati”, edizioni Marcos y Marcos, ha vinto la 32esima edizione del premio letterario Castiglioncello, sezione narrativa.

Lo scrittore ha superato in finale la concorrenza di Giorgio Montefoschi con “Le due ragazze con gli occhi verdi” edito da Rizzoli e Renzo Paris con “La vita personale” pubblicato da Hacca.

La cerimonia di premiazione si è svolta ieri sera nella piazzetta di Castiglioncello. Cavina, 34 anni, nel raccontare le memorie e gli affetti di Casola Valsenio, in provincia di Ravenna, ha scritto un romanzo sulla necessità dei padri e sul legame invisibile che resta sempre, anche in assenza della figura paterna. L'autore, dopo la proclamazione, ha voluto ringraziare la giuria e il pubblico “a nome di coloro a cui do voce, i 2.667 abitanti di Casola e dedico questo successo anche ai miei editori corsari della Marcos”.

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Camaiore (LU): Donato Carrisi

Donato Carrisi  con il thriller "Il suggeritore" (Longanesi) vince la sesta edizione del Premio Camaiore di Letteratura Gialla organizzato dalla Fondazione Città di Camaiore. Durante la serata svoltasi al Teatro dell’Olivo di Camaiore,  la giuria popolare ha assegnato a Carrisi venti voti contro i  sette andati a Gianfranco Nerozzi con "Il Cerchio muto" (Nord) ed i tre assegnati a Alberto Custerlina "Balkan Bang!" (Perdisa).

"Sono felice di questo premio - ha detto Carrisi dopo la premiazione - che conferma la validità di questo libro, tra l'altro già premiato dal Bancarella. Anche la Longanesi è  felice di questa partecipazione al Camaiore letteratura Gialla, un premio molto ambito per noi giallisti.”

“Chissà – prosegue Carrisi - che da questo libro non possa essere tratto un film." 
La serata di premiazione, condotta da Claudio Sottili,  ha visto la partecipazione dell'allenatore Eugenio Fascetti, appassionato giallista e l'applaudita esibizione dell'Alessandro Danelli Trio, che ha proposto alcuni celebri brani di Tenco, Endrigo e Bindi. 

Hanno portato il saluto del sindaco e dell'amministrazione comunale gli assessori Claudia Larini e Andrea Giannecchini. Sul palco anche il direttore generale della Fondazione Città di Camaiore, Alvaro Marchetti.

I tre autori  finalisti sono stati protagonisti di un avvincente confronto sui temi dei loro romanzi incalzati dalle domande dello scrittore Giampaolo Simi, consulente tecnico del Premio.

Emozionante lo scrutinio delle schede dei giurati dopo l’apertura della grande urna di vetro al centro del palcoscenico. “La manifestazione sta crescendo negli anni – ha detto Maria Vecoli, presidente della Fondazione Città di Camaiore consegnando il premio a Donato Carrisi – il noir appassiona un numero sempre crescente di lettori e noi ci sentiamo in dovere di dare una vetrina sempre più prestigiosa a questi autori.

Ci auguriamo di portare fortuna ai nostri finalisti così come è avvenuto in passato con De Cataldo, Carofiglio, Perissinotto, Roversi e Giuttari.”
   
 

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