22/01/2010

.........e ancora Arezzo: Grandi progetti (sulla carta)

Gianni Brunacci per arezzonotizie

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Ex Lebole, Area Uno A Erre, ex Caserma Cadorna, sono zone strategiche che possono contribuire a dare una svolta alla crisi aretina. La nostra città è infatti compressa in una depressione più forte che altrove, almeno se guardiamo le classifiche sulla qualità della vita stilate dal Sole 24ore.

Ma la domanda da porsi non è tanto quella pur importante di questi giorni, che riguarda le specifiche destinazioni previste e prevedibili per quelle aree strategiche, quanto se la città abbia la forza per sostenere certi interventi.

Una massa importantissima di alloggi, uffici e locali commerciali sarà presto realizzabile dentro e intorno alla città, ma Arezzo è in grado di sopportarla? I cittadini investiranno in questi interventi? Sinceramente il nocciolo pare essere questo. In un momento in cui le aziende edili chiudono i battenti per mancanza di un mercato accettabile, gli studi tecnici sono alla disperata ricerca di lavoro, i negozianti boccheggiano come trote all’asciutto e persino gli orafi hanno smesso di fare gli spocchiosi e vendono le Ferrari nascoste (se trovano gli acquirenti), è lecito attendersi che Arezzo possa assorbire quello che nelle aree strategiche potrà essere realizzato?

Siamo pessimisti; a nostro parere si profila un futuro a medio termine di cantieri avviati o solo annunciati, probabilmente bloccati in attesa di clienti inesistenti.

La piazza è una soluzione satura di laboratori artigianali, negozi, uffici e anche alloggi, e la ripresa non è dietro l’angolo. Purtroppo la crescita continua non è possibile (dove si arriverebbe, di grazia?) e in questa fase bisognerà accontentarsi di rimettere in funzione quanto abbiamo già costruito, di riempire i locali vuoti, sfitti e/o in vendita, altro che mega progetti.

arezzonotizie 

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11/01/2010

Grave in Chianti (FI): In TV, ed in Corea!

 

L'emittente coreana KBS (Korean Broadcasting System), una fra i leader del servizio pubblico televisivo e di radio diffusione in Corea del Sud, trasmetterà in questi giorni un servizio dedicato al territorio di Greve in Chianti.

Lo fa sapere il Comune toscano in una nota. L'evento, viene sottolineato, si è concretizzato per iniziativa del presidente di Cittaslow in Corea. L'associazione internazionale dei comuni delle 'citta' slow' coinvolge, infatti, oltre all'Italia, paesi come Germania, Gran Bretagna, Nuova Zelanda, Norvegia, Polonia, Portogallo, Spagna, Corea del Sud, Usa e Turchia.

I coreani hanno scelto Greve in Chianti, osserva la nota, quale punto di osservazione e utile esempio di città slow, che ha come caratteristica la promozione a favore dei cittadini di una migliore qualità della vita ed una particolare attenzione alla cultura dell'alimentazione. Per questo, alcuni giorni fa, la televisione coreana si è recata nel capoluogo chiantigiano per effettuare riprese dedicate agli aspetti caratteristici della comunità grevigiana.

Toscana Radio News

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05/01/2010

Pontremoli (MS): Soldi per il raddoppio della Pontremolese

 

La cifra ammonta a 2.303,758 euro e sblocca di fatto una situazione ferma da troppo tempo. Sono i nuovi fondi che permetteranno di proseguire il raddoppio della linea ferroviaria Pontremolese.

La delibera del Comitato interministeriale per la programmazione economica è stata pubblicata infatti sulla Gazzetta ufficiale della Repubblica.
In particolare con tale somma si sbloccano i finanziamenti relativi alcuni tratti del tracciato Parma-Osteriazza (circa 25 chilometri per un investimento previsto di 726,6 milioni).

Supera i 21 milioni invece la cifra già accreditata da Rfi che con l’approvazione del progetto finale poterà l’esborso a 234,6 milioni di euro, che è la spesa prevista per la realizzazione del lotto compreso tra Parma e Vicofertile. La chiusura dei cantieri nel 2021.

Il Cipe nel progetto preliminare ha poi previsto il raddoppio del tratto ferroviario Berceto – Chiesaccia (17,5 chilometri) e dunque il ricongiungimento al tratto Chiesaccia – Aulla già a doppio binario, senza dimenticare l’edificazione di una galleria di valico a binario singolo tra Berceto e Pontremoli, per una lunghezza di circa 21 chilometri.

Infine le stazioni di Pontremoli e Berceto verranno messe in comunicazione attraverso due passanti a binario singolo: uno è esattamente quello che adesso serve anche le stazioni di Ostia e Borgo Val di Taro, altrimenti escluse dalla variante.

antenna3

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30/12/2009

Pisa: Volare sicuri (e senza fracasso)

Dopo la presentazione dei nuovi progetti di sviluppo, dalle infrastrutture all'impatto sul quartiere di San Giusto, nel corso del convegno "Un aeroporto a regola d'arte" tenutosi a Palazzo Blu il 14 dicembre, arriva il commento del comitato "Volare Sicuri a Pisa”: “ Dopo tre anni di martellamento su tutti i fronti da parte del comitato e la tragica morte di 5 lavoratori del cielo, qualcuno si è svegliato e cerca di ottemperare alle manchevolezze riportate sul provvedimento del 2002. Ora si allunga, si vira, si trasloca, si aumentano le altezze di sorvolo. Domanda: ma la VIA non avrebbe dovuto contenere tutto ciò? Tale documento, la Valutazione dell'Impatto Ambientale, valuta infatti lo sviluppo, l'espansione e ne prende in considerazione i danni e valuta la loro entità”.

Ad essere in prima stanza oggetto di interessamento da parte del comitato sono le misure annunciate come recanti effetti positivi per il contenimento e la riduzione dell'impatto acustico sulla città, e in particolare sui quartieri di San Giusto e San Marco.

“Per farsi un'idea dell'inquinamento sonoro prodotto dall'aeroporto – spiega Andrea Boni, rappresentante del Comitato cittadino "Volare Sicuri a Pisa"- basta pensare che un quarto dei voli, cioè circa 700 voli al mese transitano su Pisa (fonte ARPAT), traducendosi in un inquinamento acustico continuo di 62,3 decibel a nord, quindi nel quartiere di S. Marco, e di 64,2 decibel lato sud (Coltano). Ma è opportuno ricordare che ogni volta che passa un aereo in fase di atterraggio o decollo sulle teste dei cittadini di San Marco i decibel salgono a circa 130 (fonte del Ministero dell'Ambiente/rielaborazione dati Repubblica Salute). Non è piacevole. Provare per credere”.

Al convegno è stato presentato il progetto di collegamento delle due piste che consentirà l'allungamento della corsa al decollo determinando un innalzamento della quota di sorvolo della città, che passerà dagli attuali 700 piedi a circa 1400 piedi. “Un allungamento – prosegue Boni - che consentirà inoltre , come è stato spiegato, di effettuare una virata per uscire immediatamente dall'abitato. In sintesi: anticipazione dello stacco da terra e ritardo dell'atterraggio, con un vantaggio dal punto di vista dell'inquinamento acustico per i cittadini di S. Marco, grazie all'aumento dell'altezza di sorvolo e all'anticipo della virata. Ma allora che si fa? Si allunga per virare prima, oppure sono chiacchiere?”.

Nella previsione di ampliamento dell'aeroporto illustrata rientra anche la delocalizzazione delle residenze adiacenti al sedime aeroportuale: si annuncia cosí lo spostamento delle famiglie residenti in via Cariola e via Carrareccia con l'interessamento dell'Agenzia delle Entrate e della Regione. “Già nel 2006 il comitato "Volare Sicuri a Pisa" portava l'attenzione su questa questione. Tra l'altro, il provvedimento del 2002 obbligava ad andare in questa direzione, ma il comune di Pisa ha fatto orecchie da mercante. Si è parlato di due soluzioni di indennizzo ai proprietari: risarcimento monetario e ricostruzione in una nuova area individuata insieme al comune. Ma – spiega Boni - secondo la legge (n.342 del 21 novembre 2000) ai cittadini spetta sia l'uno che l'altro: la casa, perché non possono piú risiedere nella prima, e l'indennizzo per danno acustico dato che sono superati i 65 decibel e sono quindi in zona "B", ovvero quella maggiormente esposta al rumore.

Ed è con la stessa L. 342/00, "Regolamento regionale di disciplina dell'imposta regionale sulle emissioni sonore degli aeromobili”, che la Regione Toscana , come spiega al comitato in una lettera il direttore dell'ENAC, “ha stabilito l'emanazione di un regolamento regionale per l'applicazione della tassa in argomento”. “Ed io aggiungo – commenta Boni - stranamente né lo Stato né la Regione, socia di minoranza SAT, hanno emesso alcun decreto o regolamento in merito”.

“Non dobbiamo dimenticarci di via Asmara – ricorda il rappresentante di “Volare Sicuri a Pisa” - dove sono state installate paratie fono assorbenti e riflettenti, e dove verrà realizzato il Cargo Village: le case risiedono per il momento in zona "B", ma anche se scendessero in zona "A" vale quanto riferito nella L. 342/2000”.

E nonostante le rassicurazioni dell'amministratore delegato di SAT Gina Giani sul fatto che la realizzazione del Cargo Village non si accompagnerà a un aumento delle emissioni sonore notturne, il comitato non se la sente di dormire sonni tranquilli: “Si rassicurano i residenti sul fatto che gli aerei non voleranno di notte. Ma se l'aeroporto civile salirà di un altro milione e mezzo di passeggeri, i voli su questo fronte aumenteranno, sommando i voli civili a quelli merci e a quelli militari. Mi domando: a quanto salirà l'inquinamento acustico e quello chimico? Siamo sicuri che non sarà necessario volare di notte? Gli spazi aerei, o meglio i percorsi, non sono infiniti. Attualmente il traffico aereo è di 140 aerei giornalieri con 4 milioni di passeggeri, con 5,5 i voli quanti saranno? Quanti cargo saranno necessari per movimentare le merci del Cargo Village? Il Decreto Legislativo 17 gennaio 2005, n.13 Attuazione della direttiva 2002/30/CE relativa all'introduzione di restrizioni operative ai fini del contenimento del rumore negli aeroporti comunitari, riporta all'art. 1.: "Nell'affrontare i problemi dell'inquinamento acustico negli aeroporti si adotta un approccio equilibrato, al fine di individuare le misure piu' idonee a ottenere il massimo beneficio ambientale al minor costo, salvaguardando le esigenze del mercato interno, e possono essere presi in considerazione, se del caso, incentivi di ordine economico". Siamo proprio sicuri dunque che non voleremo di notte?”.

pisanotizie

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29/12/2009

Siena: I turisti girano alla larga

Le strade sono deserte. Dei tanto attesi turisti non c’è traccia e sembrano scomparsi anche la gran parte dei senesi. L’atmosfera che si respira a Siena in questi giorni non ha un granchè della festa. E per chi lavora con il turismo, sono giorni di crisi. Al numero di telefono di numerosi alberghi e case-albergo risponde la segreteria telefonica.
Spiega che resteranno chiusi fino al 27 o 28 dicembre e fornisce un numero per eventuali prenotazioni. Alessandro Pescini del Palazzo dei Priori dà la sua chiave di lettura di questo delicato momento. In questi giorni il centro storico di Siena è stato deserto... “E’ vero, nei giorni prima e dopo Natale a Siena non c’era nessuno. Ne abbiamo approfittato per dare le ferie al personale. Comunque il giorno di Natale Siena non è di richiamo.
Chi non sta a casa preferisce la montagna o le località esotiche. Il problema è che quest’anno, passato il Natale, i turisti non arrivano lo stesso. Sicuramente il motivo è che non ci sono eventi particolari per questi giorni. Comunque - prosegue Pescini - il Capodanno attira ancora, specialmente sulla scia dei grandi eventi degli scorsi anni. Non c’è il boom delle prenotazioni, tanto che si trovano ancora camere libere per il 30, il 1 ed il 2, mentre siamo al completo per la notte del 31”. Un po’ poco un solo giorno di “completo” su 20 giorni di vacanze... “E’ vero, in questi giorni le presenze sono davvero poche.
Visto l’euro forte, agli italiani conviene andare fuori dall’unione europea piuttosto che fare un fine settimana in Italia. Per questo bisogna non adagiarsi e offrire sempre di più”. Volendo dare una nota positiva? “La destinazione Siena attrae sempre, quindi dobbiamo riporre le speranze nella conferenza sul turismo promossa dalla Provincia per il prossimo 19 gennaio, quando sarà definito il piano per i prossimi anni. La fase acuta della crisi si sta sciogliendo. Bisogna fare qualcosa per riportare a Siena il turismo”. Anche Riccardo Pagni dell’Hotel Moderno non può far altro che confermare la carenza di turisti che Siena sta affrontando in questo periodo di festività. Com’è la situazione delle presenze? “In questo momento le presenze sono pochissime - spiega Pagni. - Il turismo invernale sta andando malissimo.
Dopo l’8 dicembre la città si è svuotata. E’ stato l’ultimo ponte in cui è arrivato qualcuno. Poi il vuoto. Molti alberghi hanno addirittura chiuso, anche durante il periodo delle feste. Una cosa che non era mai accaduta, e tanto chi è rimasto aperto non ha occupato le camere”. Si prevede qualche arrivo per l’ultimo dell’anno? “Anche le prenotazioni per l’ultimo dell’anno stanno andando molto, molto a rilento. Gli anni passati c’erano degli eventi canori che attiravano gente, quest’anno non c’è un nome di richiamo. E si vede. La gente preferisce andare a Firenze e Bologna, dove hanno organizzato una notte bianca con due concerti, con Lucio Dalla e i Negrita che si scambiano sul palco viaggiando sulla Freccia Rossa. L’evento è stato promosso e pubblicizzato, e lì non hanno avuto problemi di alberghi vuoti”. Ma il turismo delle città d’arte... Possibile che non ci siano prenotazioni per il 27, 28, 29...?
 “Ancora la gente non c’è e non arriva. I primi saranno il 29 ed il 30. Speriamo di fare il tutto completo almeno il 31, ma non è un successo richiamare gente a Siena per una sola notte. Qualcuno in più resta fino al 2 gennaio”. Qualche nota positiva? “Non ne vedo, perchè a Siena il turismo non viene assolutamente sfruttato e considerato come seconda fonte di reddito per la città. La prossima mostra interessante sarà a marzo, quando inizia comunque il periodo delle gite. E poi vanno fatte mostre che possano incontrare il favore del grande pubblico, nazionale e internazionale. Inutile fare mostre belle ma troppo di nicchia. Il richiamo deve esserci, sia per l’intenditore che per il semplice appassionato. Poi non bisogna dimenticare che a Siena, con la nascita di un numero enorme di agriturismi, l’offerta supera di gran lunga la domanda, e finisce che nessuno riesce più a viverci. Ci vorrebbe maggiore attenzione a questi meccanismi. E così penso che l’unica cosa che in questo momento potrebbe sbloccare la situazione di stallo potrebbe davvero essere l’aeroporto”. Non migliora la situazione nemmeno per chi ha un albergo piccolo, economico e praticamente in piazza del Campo. Maurizio Lazzi dell’albergo Le Tre Donzelle scuote la testa preoccupato. Natale com’è andato? “Due camere, di cui una per una cliente abituale che viene ogni anno. Devo ammettere che a Natale non c’è mai stata molta gente, ma converrebbe quasi rimanere chiusi”. Ed adesso, in vista dell’ultimo dell’anno? “Anche adesso le prenotazioni sono davvero poche. Faremo il tutto completo solo il 31, ma ancora non è detto”. Manca un richiamo forte? “C’era tanta gente per la Pausini ma ce n’è stata tanta anche per gruppi meno conosciuti. La maggior parte della gente non chiede cosa prevedono i festeggiamenti. Il problema è che proprio non viene la gente. La crisi sta rovinando tutto. E’ arrivata nel 2008 e quest’anno non è migliorato assolutamente niente. Mettiamoci poi anche la concorrenza degli agriturismo, che hanno licenze con molti meno onori rispetto ad albergatori e ristoratori. Una concorrenza sleale che non aiuta la città”. Una nota positiva per il futuro? “Difficile vedere positivo. Ma se non viene fatto qualcosa per rilanciare la città, la crisi del turismo porterà danni enormi”

Susanna Guarino per corrieredisiena

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13/12/2009

Grosseto: Maremma primato di migranti

L’immigrazione in provincia di Grosseto è ormai un fenomeno strutturale. I dati contenuti nel dossier statistico 2009 della Caritas e della Migrantes dimostrano, infatti, come il territorio maremmano sia al centro del processo di redistribuzione della popolazione straniera lungo tutta la Toscana costiera.
Aumento strutturale degli stranieri E il Grossetano, nel 2008, ha raggiunto la quota più elevata di incremento - insieme a Massa Carrara - pari al 17,5%. Significa che la Maremma ha una capacità attrattiva sugli stranieri sempre più consistente, nonostante la più ridotta presenza di imprese strutturate e di grandi dimensioni, che altrove (l’esempio principale è Prato) è stata elemento determinante per l’impennata, in pochi anni, della presenza di immigrati.
E se in Toscana nel 2008 la popolazione straniera ha superato il tetto delle 300mila unità (+12,5% sul 2007), l’incremento è stato comunque inferiore agli anni passati anche per l’esiguità delle quote destinate alla Toscana dall’ultimo decreto flussi. In questo contesto la provincia di Grosseto ha risentito più di altre della “spalmatura” degli immigrati nel contesto toscano, tanto che la stessa incidenza della componente straniera sul totale della popolazione residente (che nel 2008 si è attestata a quota 223mila 429 abitanti) ha raggiunto quota 7,6%, ospitando il 5,6% del totale degli stranieri presenti in tutta la Toscana. La scuola terreno dell’incontro Il contesto dove più che altrove si percepisce il cambiamento, anche sociale, che sta interessando la Maremma attraverso il processo migratorio, è senza dubbio il mondo della scuola. In tutta la Toscana, nell’anno scolastico 2008-2009 gli alunni provenienti da paesi esteri sono stati quasi 50mila, a Grosseto l’8,7% (al di sopra della media nazionale), ulteriormente aumentato a settembre di quest’anno quando è iniziato il nuovo anno scolastico. Gli istituti maremmani (dalle materne alle superiori) sono frequentati, infatti, da 2.742 bambini e ragazzi stranieri, 600 in più dell’anno passato: 870 alle elementari, 682 alle superiori, 586 alle medie e 404 alla scuola dell’infanzia.
Altrettanto significativo il dato sulle cosiddette “seconde generazioni”, ragazzi figli di genitori stranieri, ma nati in Italia. Nei banchi delle scuole maremmane rappresentano ben il 19% (oltre 5mila). 195 i nati in Maremma D’altra parte nel corso del 2008 i bambini stranieri iscritti negli uffici anagrafici dei 28 comuni perché nati nel Grossetano sono stati 195 sul totale dei 1.853 nati: praticamente ben oltre uno ogni dieci. Quella delle “nuove generazioni” - secondo il rapporto Caritas e Migrantes - “...costituisce probabilmente la sfida più rilevante del prossimo futuro dal punto di vista delle politiche migratorie”. Oltre 12mila i lavoratori stranieri Altrettanto significativa l’incidenza dell’immigrazione sul lavoro e l’economia toscana e maremmana. Nel 2008 c’è stato un rallentamento nelle assunzioni di cittadini stranieri, che in Toscana hanno raggiunto una quota di poco superiore ai 104mila, con un saldo positivo di oltre 4.400 unità rispetto a coloro che dal mercato del lavoro sono stati espulsi. Ma è un dato comunque inferiore al 2007 quando il saldo si avvicinò alle 17mila unità. La crisi, in altre parole, ha contratto in modo generalizzato l’occupazione, soprattutto in settori strategici come l’edilizia.
Tuttavia, i lavoratori stranieri sono ormai considerati una componente strutturale dell’economia locale. In provincia di Grosseto i lavoratori immigrati nel 2008 sono stati 12mila 366, incidendo per il 19,7% sul totale degli occupati e facendo del territorio maremmano la seconda provincia toscana. La parte da leone la fa l’agricoltura, che assorbe il 25% della manodopera straniera regolare. la crescita, in questo ambito, è stata costante e si è andata stabilizzando anno dopo anno. Nel 2000 la proporzione degli occupati nati all’estero era del 4,4% e nel giro di otto anni è arrivata a rappresentare il 5,9%. Nulla a che vedere, come è comprensibile, con i dati di Firenze (nel 2008 è arrivata al 29%) e Prato (15,5%), ma pur sempre segnale eloquente della capacità attrattiva della Maremma.
E’ romena la comunità più numerosa Tra le prime dieci comunità straniere presenti in provincia di Grosseto, la più numerosa (pari al 23%) è quella romena, seguita dalla albanese (11,2%), dalla macedone (7,6%), da quella ucraina (7,15) e polacca (7%). La comunità marocchina è sesta (6,7%), seguita dai tedeschi (5,3%), dai moldavi (4,3%), dai turchi (2,5%) e, per finire, dai tunisini (2%). Il problema aperto sembra riguardare l’ottenimento della cittadinanza italiana. Attualmente la legge richiede dieci anni di residenza continuativa necessari per chiedere la naturalizzazione: un periodo molto lungo, tanto che solo il 15,8% degli immigrati che vivono regolarmente in Toscana è riuscito a ottenerla. Da più parti è stata manifestata l’esigenza di ridurre i termini per consentire la possibilità, da parte degli stranieri, di ottenere con maggiore rapidità la cittadinanza italiana

Giacomo D’Onofrio per corrieredimaremma 

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12/12/2009

Alberese (GR): Il Biologico in Toscana non tira

Come se non bastasse la persistente crisi che attanaglia tutta l'agricoltura regionale, le aziende biologiche toscane si vedono negare dalla Regione i contributi sulle misure agro-ambientali.
Le risorse messe a disposizione sono sufficienti a coprire soltanto il 45% degli impegni relativi al 2009, 378 domande su 837 ammissibili, questo significa banalmente che più della metà delle aziende che hanno scelto la strada di un agricoltura sostenibile e qualitativamente superiore si ritrova senza alcun sostegno dagli enti locali malgrado le continue promesse.
In Regioni quali l'Emilia Romagna, la Lombardia, il Piemonte, il biologico,nel rispetto degli impegni assunti e delle direttive europee, è soddisfatto al 100%!

La Regione Toscana e le sue Provincie giocano in contro-tendenza rispetto agli indirizzi comunitari e a quelli enunciati da loro stessi in tutte le occasioni pubbliche, attingono costantemente all’immagine dell’agricoltura toscana biologica e poi, nel concreto, disconoscono gli impegni presi verso i contadini biologici e verso i consumatori finali, anche loro sempre più coinvolti nella ricerca di cibo sano e rispettoso del territorio.

Per coprire i premi per le aziende bio mancano all'appello per il 2009 circa 4.154.000 euro. In compenso è andata a premio l'azienda regionale di Alberese,con 262.000 euro,assorbendo da sola circa il 40 % delle risorse disponibili in Provincia di Grosseto e lasciando "fuori" 149 aziende biologiche su 205 ammissibili.

L’azienda della Regione ha quindi assorbito le risorse stanziate anche per l’allevatore della’Amiata che dovrà far da solo sapendo di non poterlo fare !
Facciano pure la "marcia su Roma", come annunciato in Regione,per chiedere liquidità al governo centrale e misure adeguate per il settore, ma contemporaneamente rispettino gli impegni presi ieri con gli agricoltori biologici e i cittadini.

Se ancora ce ne fosse bisogno vogliamo ricordare che tali aiuti dovevano essere erogati alle aziende biologiche a fronte delle minori produzioni, o maggiori costi, determinati dall'esercizio di un tipo di agricoltura rispettosa dell'ambiente,più salubre, dove non vengono impiegati concimi chimici e pesticidi, garantita da un rigoroso e costoso sistema di controllo in tutti i cicli della produzione,a tutto vantaggio della collettività e della conservazione del territorio toscano ammirato in tutto il mondo.

Le aziende biologiche toscane chiedono il rispetto degli impegni presi, chiedono che il bio venga realmente considerato prioritario, e quindi vengano stanziate le necessarie risorse a partire dall'anno in corso al fine di stimolare e premiare realmente un agricoltura sostenibile anche a scapito di un agricoltura intensiva che ormai tutti dichiarano non avere più futuro.

Il "salto" dell'annualità 2009 per molte aziende può solo significare la chiusura o il ritorno al convenzionale facendo morire definitivamente il settore biologico.
Nel contempo si dia un chiaro indirizzo agli Enti delegati e si consenta l'immediato utilizzo di risorse libere non impegnate, eliminando qualsivoglia lacciolo burocratico.
Se veramente si vuole salvare il biologico in Toscana e magari ritornare a farlo crescere come annunciato sarebbe un buon punto di partenza essere semplicemente coerenti!

di Alessandro Lucibello Piani
Presidente Coordinamento Toscano Produttori Biologici 
per Teatro Naturale n. 44 Anno 7

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11/12/2009

Grisseto: Non va proprio tutto male

La notte porta consiglio e una bella iniezione di fiducia.

Finalmente. La quattro giorni di spese, compresa la tappa dell’8 dicembre, offre riscontri positivi. Il ponte dell’Immacolata, considerato l‘appuntamento cardine in attesa che Santa Claus giunga con renne e regali, consegna numeri tutto sommato confortanti. L’albero di Natale, così, si colora di toni più allegri e meno desolanti. Prendendo in esame i dodici mesi precedenti, l’orizzonte delle vendite si schiarisce, allontanando un pochino i nuvoloni pessimistici dovuti alla crisi. Le testimonianze, in questo senso, spogliate di titubanze e musi lunghi, ne sono la riprova.

Rappresentanti di categoria e negozianti, da questo punto di vista, si trovano sostanzialmente d’accordo. Il loro coro si alza all’unisono: le vendite in Maremma, sostanzialmente, non scendono rispetto al 2008. Gol sofferto, palla al centro. Ascoltando più fronti, la notizia apre qualche varco nel grigiore complessivo. Le frecce aumentano nell’arco degli esercenti. Meglio così. Prese pinzette e santa pazienza, le dichiarazioni degli addetti ai lavori sono corredate da un generale buonumore. Paolo Regina, direttore dell’Ascom Confcommercio di Grosseto, afferma: “C’è stato molto movimento. In giro si è vista tanta gente, il segnale è positivo. Quindi - prosegue - si è registrata una certa predisposizione agli acquisti, nonostante il periodo che stiamo vivendo”. I segnali, per Regina, sono incoraggianti. “Da quanto appreso - sottolinea il direttore dell’Ascom di Grosseto - sono andati per la maggiore articoli come giocattoli, prodotti elettronici, oltre ai capi d’abbigliamento. Insomma - commenta Regina - la tendenza che si carpisce è quella rivolta ai regali utili”. In finale, Paolo Regina si lascia andare a un sorriso liberatorio: “Mi sento di dire che sussistono dati ottimistici. In più - chiosa- le condizioni climatiche sono state soddisfacenti e hanno fornito una grosso aiuto ai commercianti”.

Cambiano i musicisti, ma il motivo è sempre il solito. Daniele Angiolini, direttore della Confesercenti di Grosseto, non si tira indietro e rivela: “Nella maggioranza dei casi non c’è stato un calo rispetto al 2008. Il che si potrebbe riassumere come un rallentamento del cali di consumo”. Sull’andamento futuro, Angiolini preferisce usare il condizionale. Direbbero i vecchi saggi paesani “Meglio aver paura che buscarne”. “Bisogna essere cauti - puntualizza il direttore della Confesercenti di Grosseto - se saranno confermate le proiezioni e le indagini preventive in nostro possesso, le compere natalizie potrebbero rappresentare, come detto, uno stop del calo dei consumi. Il dato rilevato con il ponte dell’Immacolata - aggiunge Angiolini - si traduce con un mantenimento dei livelli ottenuti nel 2008, dal settore dell’abbigliamento a quello alimentare”. La conclusione assomiglia a un incentivo psicologico: “Cerchiamo di essere più ottimisti”

Claudio Bellumori per corrieredimaremma

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09/12/2009

Firenze: Non è ristorazione camuffata

Dario Rossi 

«La proposta di legge sulla riforma del settore agrituristico non favorisce, semmai combatte la concorrenza degli agriturismi ai ristoratori. Viene infatti ribadito che l’attività agricola deve rimanere sempre prevalente. Questo significa che le attività connesse (pernottamento, somministrazione pasti, didattica e quant’altro) devono e dovranno essere sempre inferiori, per reddito o tempo dedicato, a quelle dell’attività agricola. L’attività agrituristica è vincolata all’utilizzo degli edifici esistenti e non potranno dunque essere costruiti nuovi edifici per la somministrazione dei pasti.

Ciò rappresenta una garanzia per tutti: l’agriturismo resterà un’attività secondaria e potrà crescere solo se cresce anche l’attività agricola e non il contrario». Il presidente della Regione Tos cana, Claudio Martini, risponde così alle E-mail pervenutegli in mattinata, in seguito alle posizioni espresse nei giorno scorsi dalle associazioni del commercio e dei pubblici esercizi, che gli chiedono di bloccare l'iter della proposta di legge che riforma l'attività agrituristica. E sottolinea che la normativa in discussione in Consiglio regionale non creerà forme di ristorazione camuffata: «Con questa legge – precisa -  innanzitutto ancoriamo in maniera vincolante l’attività agrituristica all’uso dei prodotti tipici della nostra regione. La somministrazione di pasti, alimenti e bevande, è scritto nell’articolo 15 della proposta di legge, è “svolta con prodotti aziendali, integrati da prodotti delle aziende agricole locali, nonché da prodotti di origine e o certificati toscani, nel rispetto del sistema della filiera corta. La somministrazione deve svolgersi nel rispetto dei requisiti igienico-sanitari entro i limiti numerici definiti dal regolamento”. In realtà la legge consentirà alle nostre aziende agricole di superare uno svantaggio competitivo che le ha sempre penalizzate rispetto a quelle di altre regioni, dove l’opportunità di somministrare pasti e alimenti a tutti è consentita da sempre».

Il presidente Martini fa inoltre notare che viene fissata, per la prima volta, una percentuale minima di controlli – almeno il 10 per cento degli agriturismi che sale al 20 in caso di somministrazione di pasti - che Comuni e Province dovranno effettuare ogni anno per verificare il rispetto delle normative.  «Siamo comunque disponibili, come è nostro costume, – conclude Martini -  a proseguire il confronto a 360 gradi in vista della stesura del previsto regolamento attuativo, che dovremo presentare entro tre mesi dall’approvazione della legge. Sarà anche quella l’occasione per entrare nel merito delle regole e delle norme di dettaglio che dovranno disciplinare lo svolgimento di questa nuova attività nell'ambito di un settore, e nessuno deve dimenticarlo, che contribuisce con successo all'immagine della nostra regione nel paese e all'estero».

 

 

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04/12/2009

Viareggio (LU): Venezia in un'opera di Puccini?

Un'opera ambientata a Venezia, in un palazzo patrizio, durante il Carnevale: una storia di amore e passione, di abbandoni e suicidi, di spiriti e spettri, un racconto letto in un manoscritto del Settecento e consegnato alla propria memoria per poterla in seguito musicare.

Era questo il progetto nel cassetto gelosamente custodito dal maestro Giacomo Puccini (che abitava a Viareggio e non solo a Tiorre del Lago) una volta terminata "Turandot", rimasta invece incompiuta per il sopraggiungere della morte. La rivelazione è contenuta nel libro "La Versilia dei mitici anni Cinquanta vista da un fiorentino" scritto da Carlo Vivaldi-Forti e pubblicato da Pezzini Editore che sarà presentato domani alla Biblioteca comunale di Viareggio.

L'opera di Puccini - dal titolo provvisorio "Un sogno veneziano" - avrebbe dovuto narrare la storia di una giovane ragazza morta suicida dopo l'abbandono dell'amante, il ritorno di lui dopo vent'anni e il loro misterioso incontro durante il Carnevale, nel palazzo ormai disabitato: idea che, nell'inverno del 1924, il compositore, malato e vicino alla morte, aveva confidato ad un caro amico di Pescia, Pasquale Mochi-Sismondi.

Una confidenza adesso riportata dall'autore del libro, nipote di Mochi-Sismondi.

loschermo

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01/12/2009

Grosseto: Banche e imprese? rapporti solidi

Nonostante la crisi, il rapporto banche-imprese in provincia di Grosseto regge. Lo assicura l’indagine su 207 aziende locali effettuata dall’Osservatorio sul credito realizzato dalla Camera di commercio. I dati sono stati presentati ieri mattina nella sala contrattazione con un margine d’anticipo di circa 15 giorni rispetto agli scorsi anni, “perché - spiega il presidente della Cciaa, Gianni Lamioni - l’Osservatorio è uno strumento privilegiato, al pari dell’indagine congiunturale, per comprendere le dinamiche effettive del territorio e poter quindi calibrare gli interventi su quei dati”.

Peccato, però, che ieri in sala contrattazioni hanno brillato per assenza amministratori pubblici della quasi totalità dei Comuni, la Provincia, i tre parlamentari maremmani, i quattro consiglieri regionali come se la questione del rapporto tra imprese e credito non richiedesse un’attenzione corale e l’esigenza di calibrare, sui dati forniti, anche le politiche di bilancio… Cosa va “In Maremma la stretta creditizia non c’è stata”, afferma Lamioni sciorinando cifre che dimostrano come, tutto sommato, la qualità delle relazioni banche-imprese resti sostanzialmente soddisfacente e come anche negli ultimi, difficilissimi mesi i fidi hanno continuato ad essere assicurati, anche grazie al prezioso lavoro - sul piano delle garanzie - svolto dai Confidi delle varie associazioni di categoria. Il 66,7% delle aziende si serve prevalentemente di un solo istituto di credito mentre solo il 5,8% ha rapporti con almeno tre istituti. Banche che in Maremma proprio non mancano. Gli sportelli sono 159 con un incremento del 20% negli ultimi sei anni e con dieci nuove aperture fra il 2007 e il 2008. Estremamente positivi anche il livello dei depositi, che nel 2008 hanno raggiunto quota 3 miliardi di euro (di cui 2,2 miliardi bancari e 700 milioni postali): nel 2002 quelli bancari si fermavano a 1,7 miliardi. Altrettanto positivi gli impieghi, che hanno raggiunto i 4 miliardi e mezzo di euro (nel 2002 erano 2,5 miliardi). Una crescita complessiva che è andata in parallelo con la crescita del Pil provinciale.

In questo contesto, il 50,3% delle imprese intervistate considera adeguato il credito erogato e il 48% ha lo stesso giudizio per quanto riguarda i servizi offerti dagli istituti di credito, tanto che per il 64,3% il monte fidi erogato è considerato sostanzialmente stabile rispetto a fine 2008, mentre addirittura per il 20% (a livello nazionale si ferma all’11%) è aumentato e solo per il 9,5% si è contratto. In Maremma, nel corso dell’anno, il 66,1% delle aziende ha beneficiato di una linea di credito aperta con un banca, in linea con le percentuali regionale e nazionale, mentre il 60% di quel terzo di imprese che non hanno attivato credito non lo ha fatto perché non ha avuto necessità di risorse. Questi dati giustificano la convinzione con cui le aziende maremmane considerano, al 90%, il ruolo delle banche nelle prospettive di sviluppo del territorio “indispensabile” o comunque “molto importante”. A rafforzare questa convinzione anche il fatto che il 36% di imprese “giovani” (cioè aperte negli ultimi sei-sette anni) ha ricevuto credito dalle banche. Cosa non va Cos’è, allora, a non funzionare ancora nel rapporto tra imprese e istituti di credito? In particolare, le imprese si lamentano per i tempi troppo lunghi con cui viene erogato il credito, per i costi e per gli oneri accessori. Ma anche per i tassi di interesse che, nonostante la discesa degli ultimi mesi, restano ancora alquanto variabili a causa della instabilità dei mercati internazionali.

Gli insoddisfatti sono il 43,7% delle imprese che hanno aperto una linea di credito. C’è infine un clima di “scontentezza” diffusa anche per il livello di garanzie che vengono richieste dalle banche per elargire un prestito. Non meno critico l’aumento - da parte delle banche - delle richieste di rientro, che hanno raggiunto un imprenditore su tre. A sentire di più la combinazione di questi elementi negativi sono il comparto dell’edilizia (che sconta un rallentamento del mercato immobiliare, ma anche degli investimenti nel settore dei lavori pubblici) e il commercio. Dove va il credito Per sette imprese su dieci e per otto banche su dieci i fidi assolvono fondamentalmente ad esigenze di liquidità, mentre nel 60% dei casi il credito viene negato per carenza di garanzie fornite dalle aziende e addirittura nel 70% per l’inadeguatezza dei loro bilanci. In provincia di Grosseto aumentano, fra l’altro, anche le sofferenze, che hanno raggiunto quota 146 milioni di euro, superiore alla media nazionale e regionale. Una cifra che non spaventa il presidente della Camera di commercio: “L’aumento delle sofferenze è attribuibile allo scarso livello di cartolarizzazioni”, dice Lamioni in riferimento al fatto che nel terriotorio maremmano le imprese sono per lo più piccole o piccolissime. Nonostante tutto, quindi, il rapporto regge perché i cordoni della borsa non sono stati chiusi in modo rigido. I prossimi mesi saranno utili a capire se ulteriori modifiche sul versante dei costi e delle commissioni bancare potrà determinare effetti sull’andamento complessivo, visto che oggi sono le vere “note stonate”

Giacomo D’Onofrio per corrieredimaremma

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27/11/2009

........e ancora Lucca: Urologia ala top

L’Urologia di Lucca eccellenza nazionale per il trattamento della patologia prostatica. Lo rileva uno studio comparativo effettuato dalla Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa su campioni omogenei, finalizzato ad effettuare una verifica sulla qualità dei servizi sanitari ospedalieri italiani.

Sono state confrontate le unità operative di tutte le Aziende sanitarie di quattro regioni tra le più importanti e avanzate a livello di offerta sanitaria: Toscana, Veneto, Piemonte ed Emilia Romagna.

L’Azienda USL 2 di Lucca si pone ad un buon livello con molte specialità e tra le “ best practice” emerge appunto il trattamento della patologia prostatica da parte del reparto di Urologia che - con un dato di 72,620 - è nettamente primo in toscana (la media regionale è di 39,45) ed è al secondo posto in Italia, dietro soltanto al CTO Maria Adelaide di Torino. Nei primi 5 posti di questa “classifica” ci sono poi al terzo posto la USL di Terni, al quarto quella di Torino 1 e al quinto la USL di Novara.

Il risultato ottenuto dalla Urologia di Lucca, diretta da 8 anni dal professor Novello Pinzi, non può essere definito sorprendente, visto che già in passato il reparto era stato accreditato di dati d’attività molto positivi, ma è sicuramente inatteso nelle proporzioni.

L’obiettivo indicato dal S.Anna riguarda i risultati terapeutici ottenuti sulle resezioni endoscopiche della prostata, cosiddette TURP, e sulle prostatectomie radicali.

I punti di forza per Lucca sono risultati essere le scarse complicanze post chirurgiche, la degenza breve e i risultati globali.

La degenza breve riguarda la resezione endoscopica della prostata che viene eseguita sempre più spesso con una sola notte di ricovero, in regime di one day-surgery.

I dati saranno ulteriormente migliorabili quando, entro breve, sarà acquistato il “laser verde” che permetterà di effettuare interventi endoscopici sulla prostata anche in day surgery, ovvero senza ricovero.

E’ sempre più utilizzata, all’interno dell’Azienda USL 2 come a livello regionale, la brachiterapia prostatica, una tecnica all’avanguardia che si applica impiantando piccolissimi “semi” radioattivi nella zona interessata dal tumore e che nei casi ritenuti opportuni (in particolare quando la diagnosi è precoce) consente di curare le patologie oncologiche prostatiche con buoni risultati, evitando l’operazione chirurgica, preservando in molti casi le funzioni sessuali e senza provocare incontinenza, eventi avversi che sono sempre presenti pur con variabili gradualità dopo l’intervento chirurgico di asportazione della prostata per tumore. Si tratta di una tecnica salvavita e Lucca è uno dei centri di riferimento, con una casistica già molto ampia.

Negli ultimi anni sono comunque stati sviluppati anche altri settori urologici. Oltre la cura delle patologie prostatiche, per la quale c’è stato questo riconoscimento a livello nazionale, il reparto lucchese ha infatti consolidato nel tempo dati che lo configurano come struttura specialistica di alto profilo qualitativo.

Importanti miglioramenti sono stati attuati nella diagnosi e nel trattamento delle principali patologie.

Nella cura dei tumori vescicali si attuano procedure diagnostiche all’avanguardia come la uretrocistoscopia a fluorescenza che permette di rilevare in vescica tumori microscopici ancora non visibili ad occhio nudo con conseguente grande vantaggio diagnostico e maggiori probabilità di guarigione.

Quando la terapia chirurgica radicale è necessaria a Lucca si effettuano poi le ricostruzioni vescicali che permettono ai pazienti operati di “mantenere il proprio schema corporeo”, senza dover ricorrere ai fastidiosi sacchetti urinari, con la minzione che avviene quindi tramite le vie naturali.

Un altro riconoscimento è arrivato recentemente della società italiana di Urologia (SIU) e riguarda l’inserimento della Urologia di Lucca in uno studio nazionale sulla terapia conservativa del rene in presenza di tumore renale, come secondo centro toscano dopo Firenze.

Per le neoplasie renali inferiori a 4-5 centimetri non è infatti più prevista l’asportazione del rene ma solo di una parte di esso, con il mantenimento di entrambi gli organi.

Al Campo di Marte sono inoltre sempre più frequenti gli interventi urologici sui reni eseguiti per via laparoscopica, la nuova tecnica chirurgica che con piccoli fori permette l’asportazione di reni o la correzione delle patologie renali, evitando il taglio chirurgico.

Sono infine stati potenziati centri urologici ultraspecialistici come quello per la calcolosi urinaria, quello per la incontinenza urinaria e quello andrologico.

loschermo

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21/11/2009

Arezzo: Natale al risparmio

Tredicesima... una boccata d’ossigeno a ridosso dello shopping natalizio, soprattutto quest’anno che sarà più pesante. A dirlo è uno studio della Cgia di Mestre che ipotizza un incremento medio di 30 euro, frutto delle rivalutazioni contrattuali e dell’inflazione contenuta. Ma il vero toccasana per i lavoratori sarebbe la detassazione. “Rilancerebbe i consumi”, commenta Marinoni, direttore Ascom, e faciliterebbe l’apertura del portafoglio per le famiglie che in questi mesi di incertezza hanno preferito risparmiare. Ma la crisi sembra al giro di boa, la ripartenza vicina. Con un imperativo però: smuovere i consumi.

“Le aspettative prima del Natale sono sempre positive - fa eco da Confesercenti Mario Checcaglini - anche se l’obiettivo minimo non è la crescita, ma la stabilità. Se l’anno scorso i bilanci hanno risentito di una crisi annunciata che ha portato al risparmio, adesso le famiglie soffrono di quella reale che ha portato disoccupazione. Ma la speranza della ripresa fa da volano ai consumi”. L’economia ha bisogno di rimettersi in moto e per farlo punta forte sulla novità, unica vera attrattiva per lo shopping natalizio. Ecco così che le vetrine hanno cominciato ad accendere le luci di Natale in netto anticipo, addobbandosi nella maniera più accattivante possibile.

Grande assortimento, ricambi frequenti, sconti e promozioni: la sfida corre veloce sul filo della bellezza a basso costo. Già è proprio questo il profilo che va per la maggiore tra gli aretini: oggettistica economica, ma bella, per una spesa che va dai 5 ai 25 euro. Borsette, libri, creme e cosmetici, accessori per l’abbigliamento, ma anche gadget utili per la casa o lo studio. Insomma, a Natale basta coi regali impegnativi. Non proprio un pensiero, ma giù di lì. Tanto basta per augurare buon Natale. Ma gli esperti classificano i regali in tre fasce: il basso profilo già evidenziato che va per la maggiore, il profilo medio e quello alto. Alla seconda categoria appartengono i regali tra i 30 e i 100 euro nella quale si classificano gli oggetti utili, dal maglione al robot da cucina e via dicendo.

E in questa fascia resiste come ogni anno il settore tecnologico. L’I Pod vince su tutti, ok anche ai video giochi e salendo di prezzo anche i computer portatili e le consolle. Cede il passo, invece, il cellulare, ormai acquistato all’occorrenza in ogni periodo dell’anno. Più rari i regali “alti” rigorosamente rivolti ai familiari più stretti. Un gioiello, un pezzo d’arredamento... qualcosa di desiderato da tempo. un sogno che si avvera. A Natale poi i genitori dimenticano la proverbiale tendenza al risparmio e quando si tratta di regalare un giocattolo ai propri figli scelgono il più in voga, quello più sponsorizzato e famoso. Il settore moda, invece, seppur in ripresa, non farà grandissimi affari sotto le feste data la vicinanza coi saldi invernali. Si acquisterà, sì, ma solo casualmente. Una maglia per il giorno di Natale, magari il vestito per Capodanno. Ma per rinnovare il guardaroba si rimanderà di qualche settimana. Le previsioni, comunque sono delle migliori. Anche se si potrebbe fare di più. “Servono misure urgenti di sostegno alla domanda - tuona Marinoni - detassazioni, incrementi salariali, riduzione della pressione fiscali, ma il Governo non manifesta segnali in questa direzione”. Segnali che sarebbero invece fondamentali. “Mentre un tempo la tredicesima andava completamente spese nel periodo natalizio - concorda Checcaglini - adesso la si usa prevalentemente per ripianare i bilanci familiari. E quello che avanza non lo si risparmia: è Natale, ai regali non si rinuncia. Magari si spende meno”. Insomma, tutto fa presagire un Natale low cost

Federica Guerri per corrieredimaremma

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20/10/2009

Maggiano (LU): L'ex manicomio diventa un museo?

 Chiuso da anni, il manicomio dove ha vissuto e scritto e lavorato Mario Tobino, a Maggiano, è in uno spaventoso stato di abbandono. Lo scrittore viareggino ha abitato lì fra i malati per quarant’anni.

Adesso, a pochi mesi dal centenario della sua nascita (1910-2010), quelle stanze vengono ristutturate dalla Fondazione che porta il suo nome e diventeranno un centro studi e un museo. Grazie al presidente della Fondazione Andrea Tagliasacchi e al direttore Marco Natalizi che hanno riaperto per questo reportage il manicomio, ecco il viaggio per le antiche scale, nei reparti delle agitate e negli altri luoghi dove realtà e finzione letteraria si sono mescolate.

Testo e foto di Laura Montanari

viareggiok

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Spezia: Birra dalle castagne




Nell'ambito del Programma di cooperazione transfrontaliera Italia-Francia Marittimo 2007/13 - La Cooperazione nel cuore del Mediterraneo, la Provincia della Spezia ha presentato un progetto per la produzione di birra artigianale di castagne.

Il progetto è presentato come innovativo, per aumentare la competitività delle imprese agricole, capace di far nascere nuove aziende, ecc.
In realtà esistono già molte birre artigianali di castagne...che occupano modeste nicchie di mercato.


Alcune birre di castagne
già esistenti.
ottopassi 

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09/10/2009

Collodi (PT): Bimbi gratis al Parco di Pinocchio

Interessante iniziativa promossa dal Parco di Pinocchio di Collodi e dallo Storico Giardino Garzoni.
A partire dal 7 novembre 2009 fino al 6 gennaio 2010, tutti i bambini che vorranno visitare il Parco di Pinocchio e il Giardino Garzoni, potranno entrare gratis accompagnati da un adulto pagante.

Nel delizioso paese di Collodi, a pochi chilometri da Lucca e da Montecatini Terme, in Toscana, potrete passare un bellissimo weekend con i vostri bambini e visitare i luoghi cari a Carlo Lorenzini, lo scrittore del famoso libro Le Avventure di Pinocchio.

E’ proprio nel cuore di Collodi che si trova il celebre parco di Pinocchio, dove troverete bellissime opere d’arte che rievocano gli episodi de “Le Avventure di Pinocchio”. A pochi metri dal Parco lo Storico Giardino Garzoni, dove potrete vedere un bellissimo giardino ricco di fiori, animali e statue eleganti.

Promozione valida: sabato, domenica e festivi dal 7 novembre 2009 al 6 gennaio 2010
Prezzo biglietto bambino: Gratis
Prezzo biglietto adulto accompagnatore: € 14

E’ possibile scaricare il biglietto gratuito direttamente online accedendo alla pagina http://www.pinocchio.it/gratis-al-parco-di-pinocchio.html

Per maggiori informazioni: www.pinocchio.it

montecatiniweb

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04/10/2009

Carrara: La provincia è di Massa "e" Carrara


Isabella Bertolini, deputata del Pdl, ha presentato una proposta di legge in cui chiede che la Provincia di Massa-Carrara sia rinonimata in "Massa e Carrara".

Il motivo è semplice, spiega. All'inizio, infatti, c'era la "e" tra i due capoluoghi. Poi una legge del 1946 ha inserito il trattino. "La confusione ingenerata da quell'errore - scrive la deputata - ha conferito una denominazione non autentica che negli ultimi oltre sessanta anni ha di fatto sancito una forma di discriminazione tra le città di Massa e di Carrara, alimentando dissapori tra le rispettive popolazioni".
 

"Che sia stata dimenticata o che sia stata furbescamente ignorata - scrive ancora - la «e» che caratterizza l'antica denominazione va recuperata con la massima urgenza per restituire e per riconoscere anche formalmente, seppure con tanto ritardo, alla città di Carrara il ruolo che le spetta, ruolo che nei fatti ha sempre svolto, esportando con successo la sua attività in Italia e nel mondo".

Ma quella legge del 1946 -
scrive però il Servizio studi della Camera nel dossier dedicato alla proposta - è stata già abrogata in precedenza dalla legge "taglia-leggi".
Dunque, il nome esatto della Provincia è "Massa e Carrara".

Lo segnala anche Ludovico Fontana e del resto basta leggere la relazione del Servizio Studi della CameraCosì si esprime il Servizio studi della Camera:

Coordinamento con la normativa vigente
Si rileva che il decreto legislativo luogotenenziale 1° marzo 1946, n. 48, oggetto della novella recata dalla proposta di legge in esame, risulta abrogato dal decreto-legge 22 dicembre 2008 n. 200, Misure urgenti in materia di semplificazione normativa, convertito dalla legge 18 febbraio 2009, n. 9. L’allegato 1 del decreto 200 reca un elenco di numerose disposizioni anteriori al 1948 abrogate a decorrere dal 16 dicembre 2009, tra cui anche il D.Lgs Lgt. 48/1946 (n. 26426).
 
Si fa, inoltre, presente che è in corso di esame da parte della Commissione parlamentare per la semplificazione della legislazione lo schema di decreto legislativo recante disposizioni legislative statali anteriori al 1° Gennaio 1970 di cui si ritiene indispensabile la permanenza in vigore, ai sensi della legge 28 novembre 2005, n. 246 (atto del Governo n. 118). In particolare, l’allegato 2 dello schema contiene un elenco di diversi provvedimenti “salvati” dall’abrogazione disposta dall’allegato 1 del decreto-legge 200/2008: tra questi provvedimenti non appare il D.Lgs.Lgt. 48/1946, del quale pertanto appare confermata l’abrogazione a decorrere dal 16 dicembre 2009. Il decreto luogotenenziale non appare neppure nell’allegato 1 del citato schema n. 118 che contiene l’elenco degli atti normativi pubblicati anteriormente al 1970 dei quali si dispone la permanenza in vigore.
Lo schema è emanato ai sensi dell’art. 14 (c.d. taglia leggi) della citata legge 246/2005 che ha disposto l’abrogazione delle disposizioni legislative primarie (statali) pubblicate anteriormente al 1° gennaio 1970 e la sottrazione, all'abrogazione generalizzata, di altre disposizioni legislative, da individuarsi con uno o più decreti legislativi delegati.
 
 
In considerazione del mutamento di denominazione disposto dall’articolo 1, potrebbe valutarsi l’opportunità di specificare che tutti i riferimenti previsti dalla normativa vigente alla provincia di «Massa-Carrara» sono da intendersi riferiti alla provincia di «Massa e Carrara».
ottopassi




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03/10/2009

Larederello (PI): Geotermia, solare e fotovoltaico:Toscana da primato

C. S. per Teatronaturale

In Toscana c’è un settore che non conosce crisi, ma che anzi nell’ultimo anno ha registrato una vera e propria esplosione, con crescite a due e anche a tre cifre. Si tratta della produzione di energia da fonti rinnovabili, con il fotovoltaico, l’energia elettrica dal sole, che fa segnare la prestazione di gran lunga migliore, con un +614%. La potenza dei pannelli solari installati è cresciuta infatti da 5,6 a 40 megawatt.

Molto bene anche l’eolico, con un +113%, frutto del passaggio dai 27,8 megawatt di un anno fa ai 59,25 attuali. Bene la geotermia, che cresce da 711 a 783 MW, con un aumento del 10,1%. Sviluppo più contenuto per l’idroelettrico (+1,78%) con 326,8 megawatt installati. Le biomasse fanno registrare invece progetti presentati alle Province per circa 100 MW che, se approvati tutti, determinerebbero un incremento di questa fonte del 132%, con 175,6 MW in vece dei 75,6 oggi installati.

«Si tratta – commenta l'assessore regionale all'energia e all'ambiente, Anna Rita Bramerini - di un risultato straordinario, che rappresenta un invito a continuare ad investire nella nascente economia verde. Siamo di fronte a una crescita non casuale, dovuta ai notevoli finanziamenti concessi dalla Regione nel campo delle energie rinnovabili. Da sottolineare sono le oltre 2.100 domande presentate dai cittadini per ottenere i contributi per l’installazione dei pannelli fotovoltaici».

«La Regione – ha proseguito - ha deciso di finanziarle tutte, nonostante i fondi richiesti vadano ben oltre quelli stanziati. Saranno dunque 10,5 i milioni di euro concessi ai toscani che ne hanno fatto richiesta. Con il bando da 30 milioni di euro per imprese ed enti locali, la massa critica dei finanziamenti già erogati e quelli previsti dal 2007 al 2013 è di 116,4 milioni di euro. Ciò significa una cosa sola: il boom delle rinnovabili proseguirà, visto che questi aiuti metteranno in circolo investimenti per oltre mezzo miliardo di euro. Ad esempio se tutte le linee di finanziamento alle imprese riguardassero il fotovoltaico, questo settore crescerebbe di un ulteriore 228%, perché si avrebbero altri 80 MW di potenza installata in aggiunta ai 40 attuali».

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01/10/2009

Carrara: Da Verona (MarmoMacc), assicurazioni di Berlusconi

(ASCA) ''Massima attenzione alle problematiche del comparto marmo'. Lo assicura il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, in un messaggio alle imprese del settore marmo , impegnate in questi giorni nell'ambito della 44^ edizione di Marmomacc, Mostra Internazionale di Marmi, Pietre e Tecnologie in corso a Veronafiere, che vede la partecipazione di 1500 aziende di cui il 49% estere da 54 Paesi e operatori da oltre 110 Nazioni. ''Marmomacc rappresenta un'importante vetrina nel mondo per i prodotti delle industrie italiane e assicuro da parte mia e del governo la piu' ampia attenzione alle problematiche del settore'', afferma Berlusconi nel suo messaggio al Presidente di Veronafiere, Ettore Riello, che lo ha interessato personalmente alle tematiche del comparto.

''E' tra i nostri compiti - sottolinea il presidente di Veronafiere, Ettore Riello -, quello di tenere alta l'attenzione del governo e delle istituzioni verso tutti i settori del made in Italy per i quali organizziamo fiere leader nel mondo e di favorire il dialogo tra le parti nelle piu' importanti occasioni rappresentate dalle nostre rassegne''.

Quello del marmo e' un settore di alta nicchia del made in Italy che coinvolge 11 mila aziende, oltre 60 mila addetti per un fatturato complessivo di 3 miliardi di euro e che attraverso i distretti regionali della pietra, della lavorazione - quello di Verona e' leader mondiale in tale comparto - e della produzione di macchinari, tecnologie e accessori, e' una delle punte di eccellenza della piccola e media impresa e rappresenta una grande tradizione di saperi e tradizioni del Paese.

fdm/mcc/rob

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22/09/2009

Viareggio (LU): Comincia la ricostruzione

Il commissario Claudio Martini, governatore della Toscana, ha annunciato l'invio al Governo del primo piano per la ricostruzione della zona devastata dal disastro ferroviario del 29 giugno. Il via ai lavori nella zona di via Bottego.

La ricostruzione inizia da via Bottego

Il piano per la ricostruzione si apre con la classificazione dei danni subiti dalle strutture, con la possibilita' per le famiglie interessate di avanzare osservazioni. Poi, le prime decisioni: il via libera agli interventi nell'area meno colpita dall'esplosione, l'incrocio lato monti tra via Ponchielli e via Bottego, dove puo iniziare la procedura per la messa a disposizione dei contributi. Inoltre, si puo partire con la realizzazione del parco verde sul lato ferrovia della stessa via Ponchielli. Nel documento che il governo deve ratificare c'e' anche una nuova previsione di spesa totale. Si parla di un tetto massimo di 32 milioni di euro, che puo dimuire a seconda della tipologie di contributi che saranno richiesti dalle famiglie e del coinvolgimento delle Ferrovie nell'opera di ricostruzione. Infine, nel piano sono riportate ulteriori richieste: tasse sospese per la famiglie colpite, una legge per accelerare i risarcimenti e il prolungamento dello stato di emergenza oltre il 31 dicembre. Nel piano mancano ancora il censimento definitivo delle intenzioni delle famiglie, necessario per l'assegnazione dei contributi e l'accordo definitivo delle ferrovie sulle opere da realizzare alla Stazione. Il piano completo dovrebbe essere pronto entro un mese.

noitv

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16/09/2009

Lucca: Resti romani sotto il nuovo ospedale

Gli archeologi hanno ritrovato nei campi di San Filippo resti di ceramica che potrebbero indicare la presenza di una fattoria romana. La Sovrintendenza effettuera' altri scavi che si protrarranno per alcuni mesi.

Resti romani nei terreni del nuovo ospedale

La scoperta e' stato fatta dagli archeologi coordinati da Giulio Ciampoltrini, funzionario della Sovrintendenza della Regione Toscana. Durante le opere di bonifica da ordigni bellici, gli studiosi hanno ritrovato dei resti di ceramica che testimoniano la presenza in questa zona di una frequentazione agricola.

In sostanza, finora, sono state rinvenute le tracce di canali e recinzioni tipiche del paesaggio agricolo romano. ''Una scoperta abbastanza attesa - ha spiegato Ciampoltrini - ma che portera' la Sovrintendenza a chiedere degli scavi mirati''. Gli archeologici sperano infatti di trovare dei veri e propri edifici, una fattoria o una residenza, considerando anche la vicinanza con l'antica strada che portava a Roma. Alla luce della vastita' dell'area - circa cinque ettari di terreno - gli scavi dovrebbero protrarsi per alcuni mesi, facendo dunque slittare l'inizio dei lavori. Solo alla fine degli accertamenti gli esperti potranno dire se la costruzione dell'ospedale e' compatibile con i resti archeologici oppure se sara' necessario rivedere il progetto di realizzazione del nuovo nosocomio.

noitv

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10/09/2009

.........e ancora Portoferraio (LI): Studenti elbani a Pisa e Firenze in aereo!

Walter Fortini  

L'Elba non si raggiunge solo per mare, dopo magari aver raggiunto il porto con il treno.

Nell'isola c'è un aeroporto, il terzo della Toscana: due milioni e mezzo di risorse regionali a disposizione per il miglioramento delle infrastrutture,  altri due milioni di sussidio per i voli degli elbani . “E mi piacerebbe veder un giorno partire dallo scalo isolano “La Pila” gli  studenti dell'Elba per raggiungere l'università di Pisa o di Firenze”. Le parole sono dell'assessore ai trasporti della Toscana Riccardo Conti, parte del suo intervento alla seconda conferenza europea sulle isole minori che  è iniziata oggi all'Elba.

Per adesso è solo una suggestione. Ma è un esempio che l'assessore utilizza per spiegare come la continuità territoriale, ovvero il diritto a tariffe agevolate sostenute con fondi pubblici e trasporti efficienti e integrati per chi vive in zone più isolate, non debba essere visto solo in forma assistenziale. 

Le piccole isole meritano attenzione ma l’attenzione non può diventare assistenzialismo, è il senso delle parole dell'assessore. “Occorre ancorare la giusta rivendicazione della continuità territoriale a progetti concreti di sviluppo,  - sottolinea - progetti possibilmente condivisi, per farne un'occasione di politica attiva”. Che va però costruita. “Più che assistere l'Elba occorre fare dell'isola un ingrediente di più ampi progetti di sviluppo. Anche se – rileva l'assessore – non si può dire che tutto nell'isola sia immobile e vanno apprezzati alcuni elementi di rinascita che dall'isola arrivano”.
Quello dell'aeroporto a servizio degli studenti è naturalmente solo un esempio di possibili politiche attive, che coinvolgano più enti e più ambiti.

Oggi un giovane elbano spende poco meno di dieci euro per raggiungere Pisa e 5-6 euro in più per arrivare a Firenze: un'ora di traghetto e prima e dopo il treno. Se le tariffe aeree fossero concorrenziali, qualcuno le potrebbe prendere in considerazione visto il risparmio di tempo.
L'altra questione toccata dall'assessore riguarda la portualità. “Per l'Elba, che pure in questo settembre è ancora molto frequentata dai turisti, potrebbe essere una risposta alla crisi  - spiega Conti – Certo sarebbe necessario concentrare tutte le risorse su un progetto, perché possa essere un intervento efficace”.

 

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Castelnuovo Berardenga (SI): Banca ecologica

Filiale ecologica del Monte dei Paschi


Banca Monte dei Paschi di Siena è la prima banca italiana a inaugurare una filiale ecologica, frutto del recupero di un immobile rurale nel Chianti utilizzando un equilibrato connubio tra  tecnologie innovative e tradizionali. La nuova agenzia di Castelnuovo Berardenga (SI) è stata realizzata secondo criteri mirati al risparmio energetico e finalizzati ad ottenere un alto grado di benessere ambientale. La filiale nasce dal sapiente recupero e dalla riconversione di una porzione dell’ex complesso rurale “La Vigna”, posto nella zona del Chianti a Castelnuovo Berardenga, e in particolare da un fienile realizzato all’inizio del secolo scorso e da anni in stato di abbandono. I lavori di recupero dell’edificio sono stati effettuati ponendo massima attenzione alle problematiche ambientali ed hanno permesso di realizzare un complesso ecosostenibile:  risparmio energetico del 30% rispetto ad una struttura “tradizionale” e forte riduzione nell’immissione di CO2 (6750 kg in meno rispetto ad un impianto usuale). Per raggiungere questi obiettivi il progetto architettonico, sviluppato da Paschi Gestioni Immobiliari del Gruppo Montepaschi, ha previsto importanti interventi tecnici sulle caratteristiche dell’edificio: isolamento delle strutture superiore ai minimi imposti dalla normativa, utilizzo di vetri basso-emissivi, realizzazione di tetto ventilato, inserimento di captatori verticali per portare all’interno la luce naturale e recupero dell’acqua piovana accumulata in un  apposita cisterna interrata. Sul fronte impiantistico, invece, sono stati effettuati numerosi interventi: impianti con alti rendimenti come quello di climatizzazione con pompa di calore geotermica, recupero di calore sul ricambio aria ambiente, sistema di illuminazione regolabile in base alla quantità di luce naturale presente, accensione della illuminazione dei locali tramite sensori di presenza e utilizzo di cavi costruiti con guaina a ridotto impatto ambientale.
Le problematiche attinenti il risparmio energetico sono state affrontate non fermandosi allo stretto rispetto delle normative vigenti, ma cercando di limitare al massimo le dispersioni termiche attraverso un attento studio.  Il concetto del risparmio energetico è stato adottato anche per il sistema di illuminazione che può essere definibile come “intelligente” in quanto riesce a raggiungere un perfetto equilibrio fra l’apporto di luce artificiale e naturale, quest’ultima introdotta negli ambienti anche grazie ai cosiddetti camini captatori di luce solare.
All’interno dei locali è stato posto un tronco di cipresso recuperato nelle campagne limitrofi, per testimoniare lo stretto rapporto fra la natura e gli ambienti della banca; la sua presenza insieme alle nuove e moderne tecnologie è inoltre il simbolo dello sviluppo fondato sulla tradizione e la storia.
La filiale è dotata anche di una superficie esterna esclusiva destinata a parcheggio completamente piantumata a prato. Tale sistemazione è stata scelta non per soli motivi estetici, ma per garantire la massima permeabilità del terreno in modo da non ridurre, pur cambiando la funzione, la superficie a fondo naturale rispetto a quella precedente l’intervento.
La filiale ecologica è un’ulteriore testimonianza dell’attenzione riservata dal Gruppo Montepaschi alla responsabilità sociale. Proprio la settimana passata, tra l’altro, il Gruppo è stato selezionato tra le 317 aziende più sostenibili al mondo per la capacità dimostrata di sapere realizzare la propria responsabilità sociale anche in fasi economiche critiche, continuando a generare valore per la clientela ed i territori. Lo attesta l’inserimento del titolo Mps nell’Indice DJSI World e la permanenza per il secondo anno consecutivo nell’europeo DJSI STOXX: gli indici finanziari di sostenibilità curati dalle società Dow Jones Indexes e STOXX Ltd e dall’agenzia di rating svizzera SAM Research.

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Firenze: 2milioni di Euro per una Toscana sostenibile

Lorenza Pampaloni

«Le Regioni possono avere un ruolo incisivo nella costruzione di una nuova offerta turistica, sostenibile e competitiva, nelle nostre tantissime destinazioni turistiche, sia in quelle già ampiamente affermate e che, proprio per questo, sono esposte ai rischi di uno sviluppo incontrollato, sia in quelle che hanno ancora tantissime potenzialità da esprimere. La sperimentazione del “modello Necstour”, la rete europea per un turismo sostenibile e competitivo creata con un contributo forte da parte della Regione Toscana, ci aiuterà a passare dalle intuizioni e dalle strategie alla messa in atto e al “fare”». Così l'assessore regionale al turismo, cultura e commercio Paolo Cocchi ha motivato l'approvazione da parte della Giunta, su sua iniziativa, del Progetto speciale di interesse regionale “Toscana turistica sostenibile & competitiva”, previsto dal Piano regionale dello sviluppo economico 2006-2010.

Si tratta di un progetto che stanzia, su varie linee di intervento e di spesa (Piano regionale di sviluppo economico, Programma regionale di sviluppo e fondi Por), più di 2 milioni di euro in tre anni, che saranno messi a disposizione degli Enti locali per realizzare nelle destinazioni turistiche di aree montane, rurali, termali, costiere e città d’arte interventi integrati e innovativi che si basano sulle modalità di sostenibilità e competitività condivise, a livello europeo, con la rete Necstour. Per dare il via alla sperimentazione in alcune selezionate destinazioni vengono stanziate nei restanti mesi del 2009 600.000 euro.

«E’ essenziale – spiega Cocchi - trovare le condizioni per dare forza e incisività a reti locali di protagonisti del turismo pronti ad impegnarsi nella promozione di adeguati strumenti di concertazione per attuare la pratica del dia logo sociale e della partecipazione e nel rispetto del decalogo della Carta di Firenze per il turismo sostenibile. La Regione Toscana riserva al turismo un’importanza centrale rispetto all’obiettivo di garantire uno sviluppo sostenibile dell’economia ed una sempre maggiore qualità del lavoro dei tantissimi addetti, lavoratori e professionisti che concorrono all’affermazione dell’offerta turistica italiana così apprezzata nel mondo».

Il progetto speciale per promuovere una Toscana sostenibile e competitiva si articola in 4 filoni principali: il potenziamento dell’Osservatorio Regionale del Turismo Sostenibile, la creazione di una rete di destinazioni turistiche per sperimentare il modello operativo elaborato dalla rete Necstour, attività di ricerca e innovazione in questo settore specifico e la promozione della partecipazione, comunicazione e informazione. 
«A partire dal 2010 - annuncia l'assessor e - si prevede di dedicare anche una specifica misura del Por (Fondi Europei) al coinvolgimento in questa sperimentazione dei Comuni toscani che hanno presentato dei Piani integrati di sviluppo urbano sostenibile (Piuss)  fortemente caratterizzati da obiettivi di competitività turistica. Un orientamento suggerito dalla Direzione Generale per la Politica Regionale della Commissione europea che sovrintende alla programmazione dei Fondi strutturali».

 

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09/09/2009

........e ancora Livorno: Il Portus Pisanus è stato interrato

Il Portus Pisanus non c'è più. O meglio c'è ma non si vede. Così come è apparso, nel completo silenzio di Istituzioni e Amministrazione, così è scomparso.
E' tornato a dormire, sottoterra, in via Firenze tra cemento e smog. Un modo di preservare l'illustre sito archeologico, che poteva portare turismo e incrementare il bagaglio culturale di un'intera città, in attesa di una risposta dei Beni Culturali? Forse. O forse è stato un modo per preservarlo da eventuali "tombaroli",
come si dice in quel di Arezzo in campo di "predoni di tombe" etrusche sparse nelle colline aretine. Fatto sta che, ancora una volta, tutti zitti, il sito è stato interrato. Quindi nessuna comunicazione. Per accorgersi del fatto è bastato transitare casualmente dalla via, dare un'occhiata al piazzale "bianco" e accorgersi che i tumoli di terra che si erano creati non c'erano più. Che succede? La risposta la forniscono i nostri occhi ad uno sguardo più attento. Salendo sulla collinetta la visuale è quella che potete vedere nella foto in pagina: il Portus Pisanus è tornato nel sottosuolo. Per quanto tempo? La risposta, cantava un tempo Bob Dylan, soffia
nel vento. In questo caso è meglio dire, è sepolta sotto terra.

ilcorrieredilivorno

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08/09/2009

Pisa: Da Aereoporto a Aereotropoli

La società che gestisce lo scalo di Pisa, SAT, investirà nel prossimo triennio 2010-2012 6,5 milioni di euro per valorizzare i terreni di proprietà (140 mila metri quadri) sui quali sorgeranno nuovi servizi dedicati ai viaggiatori. E' quanto emerso durante la presentazione del piano industriale aggiornato al 2012.

L'obiettivo, è stato spiegato dall'amministratore delegato e direttore generale, Gina Giani, è "sviluppare attorno allo scalo una vera e propria Aerotropoli", ovvero una piattaforma di servizi integrati tra cui negozi, parcheggi e quant'altro.

Questo determinerà una rivalutazione patrimoniale di queste aree, consentirà all'Aeroporto di offrire nuovi servizi sempre più vicini alle esigenze dei consumatori e dei viaggiatori, con l'obiettivo di posizionarsi quale centro polifunzionale e, inoltre, permetterà di sviluppare nuove attività di business con eventuali partnee industriali e/o finanziari".

Il progetto triennale prevede inoltre la sostituzione dell'attuale collegamento ferroviario dall'aeroporto Galileo Galilei alle stazioni di Pisa e Firenze, con un collegamento ad alta frequenza secondo gli standard europei; il progetto è stato chiamato "People mover".

Nel corso della presentazione, inoltre, i vertici del gruppo hanno passato in rassegna i conti del primo semestre, che hanno evidenziato un leggero incremento dei ricavi (+1,5% a 25,6 milioni), mentre l'utile è sceso a 332 mila euro, rispetto allo stesso periodo di un anno fa (a 465 mila). Nei primi sei mesi dell'anno il numero di passeggeri transitati nello scalo, ovvero circa 1,8 milioni, è stato pressoché in linea col semestre di un anno fa (-0,4%). D'altro canto ad agosto il volume di passeggeri ha segnato un incremento del 5,5 per cento. Ma non è tutto oro quello che luccica. Infatti, come annunciato da diversi voci dei mesi scorsi, la Delta Air Lines,  ha confermato che  il collegamento Pisa-New York, che opererà regolarmente fino al 19 ottobre, sarà sospeso nel periodo invernale per ripartire dall'8 maggio 2010. "La volontà di mantenere New York come destinazione - ha dichiarato Gina Giani - deve tenere conto del numero dei passeggeri: 500 mila d'estate e 200 mila d'inverno. Una dinamica fisiologica per qualsiasi aeroporto, ma per le compagnie aeree non è possibile accumulare perdite nei mesi invernali".
Per la stagione invernale 2009-2010 il network dell'Aeroporto di Pisa sarà composto, quindi, da 38 destinazioni con due nuovi collegamenti Ryanair per Trieste e Brindisi a partire da ottobre e con il nuovo volo di British Airways che opererà la rotta Pisa-Londra da Heathrow anziché da Gatwick.

Nel corso della conferenza inoltre, i vertici di Sat hanno reso noto che lo scorso 6 agosto il gruppo ha sottoscritto con l'Enac un contratto di programma per la nuova regolazione tariffaria dei servizi offerti nell'aeroporto di Pisa. L'accordo prevede un incremento del 20% delle tariffe che però non entrerà in vigore prima di dicembre 2009. L'incremento previsto ricadrà sia sui passeggeri che sui vettori. "L'aumento è stato necessario - ha detto Giani - dopo il passaggio di alcuni servizi, vedi la sicurezza, da Enac alle società di gestione degli aeroporti".

Inoltre, Giani ha aggiunto che "dopo il fallimento della compagnia low-cost SkyEurope, sono state avviate trattative con altre società, in particolare Wizzair, per le tratte verso Vienna e Praga". In cantiere ci sono inoltre lo sviluppo di altre destinazioni come Grecia, Russia e Cina. Oltre che l'incremento di frequenze su rotte esistenti e il mantenimento delle 63 destinazioni (11 nazionali e 52 internazionali).

Occorrerà capire nel dettaglio quale sarà il progetto "Aerotropoli", quali saranno le aree utilizzate, quanto e cosa sarà costruito, quale l'impatto e le ripercussioni per gli abitanti della zona. Tante sono le domande che già si pongono in città e su cui a lungo si discuterà in città.

Nel frattempo SAT da un lato continua a presentare piani industriali e nuove iniziative, dall'altro tace sulle questioni poste dai sindacati riguardo ai diritti dei lavoratori che operano all'interno dello scalo, rifiutandosi di aprire un tavolo di confronto. Rimane così confermato lo sciopero per il 18 settembre indetto dai sindacati.

pisanotizie

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29/08/2009

Torre del Lago Puccini (LU): Vittorio Sgarbi regista di Bohème 2010?

Entro i prossimi 2 anni il critico d'arte potrebbe firmare la direzione dell'opera La Bohème per il Festival Puccini, che ha chiuso la 55ma edizione con 'Tosca Amore disperato' di Lucio Dalla.

Vittorio Sgarbi candidato alla regia di Boheme

In attesa di conoscere i risultati di spettatori e botteghino ottenuti dall'opera rivisitata dal celebre cantautore bolognese, il bilancio della stagione 2009 per il Festival Puccini e' gia' da record: 48.000 spettatori provenienti da 39 paesi del mondo hanno assistito alle 25 serate in cartellone, per un incasso che supera i 2 milioni di euro.

noitv

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28/08/2009

Carrara: Apre il Marble Hotel

 

Ecco quanto scrive ottopassi, battagliero blog carrarese, in merito alla notizia del completamento (dopo anni ed anni di inerzia) di quell'albergo Marble Hotel che fino ad oggi è stata una presenza inquietante - per non dir jettatoria - sul bordo dell'autostrada A12, vincino a casello di Carrara:

 

La notizia della apertura del Marble Hotel, la prossima estate è sicuramente uno dei fatti più postivi per Carrara degli ultimi anni, non solo perché si elimina una situazione di degrado che continua da decenni, ma perché diventa un segnale importante in direzione di un rafforzamento delle strutture ricettive verso un’economia più turistica. Se concretizzato, anche un successo per l’Amministrazione in carica. Naturalmente attendiamo l’inizio lavori per il nuovo Hotel Mediterraneo di Marina di Carrara e la riapertura dell’Hotel Michelangelo a Carrara Centro.

Con queste tre strutture e con quelle esistenti ed anche recentemente inaugurate, sarà possibile guardare al comparto turistico carrarese in una ottica diversa dall’attuale.

La valorizzazione delle cave, la costante attenzione verso il Centro città, il porto turistico, il completamento della passeggiata sul porto commerciale, la convegnistica di Carrara Fiere, un water front diverso dall’attuale progettazione, sono altrettanti tasselli della stessa visione capaci di restituirci una Carrara diversa, che cambia.

15:47 Scritto da: minobezzi1 in sarà vero? | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: carrara, hotel | OKNOtizie |  Facebook

24/08/2009

Arezzo: Almeno qui, uomo avvisato autovelox in azione

POSTAZIONI FISSE AUTOVELOX

CASENTINO: Loc. Badia Prataglia SR 71 Km 194+850,Loc.Porrena SR 310 Km 0+925; Loc.Soci SR 71 Km 183+200;Loc.Pollino SR 71 Km 178+630; Loc.Corsalone SR 71 Km 176+650; Loc.Rassina SR 71 Km 173+000; Loc.Salutio SP 59 Km 27+500; Loc.Motina SP 47 Km 7+500; Loc.Santa aria SP 8 Km 5+850; Loc.Santa Maria SP 8 Km 3+165; Loc.Il Casone SP 8 Km 2+450; Zona Industriale SP 8 Km 1+815.
VALTIBERINA: Loc.Anghiari SC Corso Matteotti 130; Loc.Mezzavia SP 43 Km 28+200; Loc.San Leo di Anghiari SP 73 Km 175+950; Loc.Le Ville SS 73 Km 168+775; Loc.Le Ville SS 73 Km 168+200; Loc.Pocaia SP 221 Km 0 +980; Loc.Monterchi SP 221 Km 2 +850; Loc.Viamaggio SS 258 Km 19+850; Loc.Badia Tedalda SR 258 Km 26+080; Loc.Ponte Presale SR 258 Km 29+860; Loc.Santa Sofia SR 258 Km 37+850 .
AUTOSTRADA: Loc.Monte San Savino A1 Km 380+050
VALDARNO: Loc.Valdarno A1 Km 353+860 Loc.Laterina SP 02 Km 5+150 Loc.Castiglion Fibocchi SP01 Km 10+950 Loc.Levane SP 11 Km 0+940 Valdarno A1 Km 341+300 Loc. Levanella SR 69 Km 38+560 Loc. Noveri Lavatoio SP 16Km0+750 Loc. ontevarchi SR 69 Km 36+780 Loc.Montevarchi SP 408 Km 44+500; Loc.Montevarchi SP 408 Km 44+400 Loc.Montevarchivia A.Burzagli 205; Penna SP 5 Km 3+100; Loc.Penna SP 5 Km 2+800; Loc.Neri SP 14 Km 9+800; Loc.Santa Barbara SC via ontetermini civ.16; Loc.Vacchereccia SP 13 Km2+400; Loc.San Giovanni SP 69 Km 28+400.
VALDICHIANA: Forano via Bobacci.
NUOVI: Raccordo Ar-A1 direzione Arezzo dopo Beyfin vicino bivio San Zeno Statale AR-indicatore da San Leo a Pratantico dopo il ponte sulla Chiana Provinciale AR- Libbia presso località Lavicchio verso la Chiassa Superiore Da Subbiano verso AR in località Ceciliano di fronte Emmelunga Da il Matto verso Arezzo altezza cartello Rossi confezioni Da Chiani verso Indicatore, poco prima del cartello Indicatore. Di fronte al deposito Parmalat, direzione Arezzo Da Arezzo a Quarata, prima di Quarata altezza cartello stradale del Vino Ripa dell'Olmo a metà curva in direzione di Pieve al Toppo Rotonda Via Colombo verso Ipercoop altezza pannelli sonori (ambo i lati). Semaforo del raccordo verso strada dei Carabinieri. San Leo al cartello in direzione Arezzo venendo da Pratantico. Strada comunale della Catona (100 metri inizio della località di Tregozzano)Viale Santa Margherita (550 metri inizio centro abitato) Viale Don Minzoni direzione nord (Verso Ipercoop – Setteponti) Viale Don Minzoni direzione sud (Verso via Romana – Palazzo del Pero) Viale dei Carabinieri (Arezzo città) Strada regionale 69 del Valdarno (Km 62 + 350 Località San Leo.

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08/08/2009

.......e ancora Viareggio (LU): In città e Versilia spettacoli annullati e fiaschi

Nell'estate della crisi della crisi anche gli spettacoli camminano zoppi: e qualcuno cade. Non solo Catherine Deneuve, col botteghino assediato fino all’una da 80 irriducibili spettatori che volevano il rimborso. La stessa sera alla Cittadella il comico Maurizio Battista non è andato in scena. E in precedenza Enrico Montesano era stato annullato, sempre per scarse prenotazioni. Come sono stati cancellati Carmina Burana e Bolero alla Versiliana, che di solito fanno almeno 1.500 spettatori ovunque e lì avevano raccolto appena 50 prenotazioni. Anche un mito come Fiorella Mannoia s’è fermata a 500-600 biglietti. Pochi turisti, prezzi alti, pochi soldi in tasca, eventi sovrapposti in una Versilia troppo piccola: le ragioni possono essere molte, ma gli spettacoli vanno male in tutta Italia. Perfino Madonna a Udine ha lasciato invenduti 30 mila biglietti. 
"Quest'anno quel che va meglio in Versiliana sono gli spazi dove non si paga, il Caffè e quelli per i bimbi — osserva il presidente Massimiliano Simoni —. Lì c’è sempre il pienone. La crisi esaspera la gente, basta vedere cos’è successo con la Deneuve che però aveva riempito il teatro, perché quelli che tirano sono i grandi nomi. Per i Momix sarà tutto esaurito. Idem per Grignani e i comici. Invece quest’anno i cavalli di battaglia si traformano in flop, come le operette che incassano la metà che in passato. Invece al Pucciniano le opere sono in linea con le previsioni, anzi ha debuttato una Manon Lescaut già considerata la migliore nuova produzione lirica dell’estate, e i Pooh hanno fatto 2 ore e 45 minuti di spettacolo, hanno incassato 99 mila euro, e il teatro era esauritissimo". 
Le impressioni di Simoni sono confermate dal Gm del Lirico, Franco Moretti: "Per ora siamo nelle previsioni di bilancio, ma ci sono cambiamenti tra il pubblico. Le vendite vanno bene ma giorno per giorno, la gente decide all’ultimo e compra il biglietto il giorno stesso dello spettacolo. Dai 90 tour operator del 2008 siamo passati ai 120 di quest’anno ma il numero dei componenti di ogni gruppo s’è ridotto: se erano 45 ora vengono in 35. E poi, come in ogni settore dello spettacolo, la gente vuole vedere quel che conosce: Turandot tira più di tutte le opere di Puccini, Tosca e Bohème se la battono alla pari, Manon ha fatto il pienone perché è bellissima ma diamo solo tre recite perché il grosso pubblico preferisce altri titoli. Faremo così anche l’anno prossimo con Fanciulla, tre recite nonostante il nuovo allestimento e il centenario. E quel che dico è comprovato dai balletti: ci sono più richieste per Il Lago dei Cigni che Giselle, che è meno conosciuto". 
Ma poi ci sono le serate sovrapposte: mercoledì scorso Pooh, Deneuve e Battista. Però alla Cittadella vanno benissimo i musical tal quali alla Versiliana, a Viareggio Jesus Christ Superstar, a Marina Grease. "Abbiamo avuto spettacoli con 200 o 300 persone soltanto — spiega Pierluigi Stefani — e non se lo meritavano. E’ l’effetto della superofferta di show in una Versilia troppo piccola e colpita dalla crisi. In concomitanza con la Cittadella ci hanno messo anche il Teatro Estate di via Zara. Noi avevamo pronto il cartellone a maggio ma i risultati sono questi. Lillo & Greg è uno spettacolo bellissimo che ovunque ha fatto tanta gente, anche 2 mila spettatori a sera, ma alla Cittadella pur con la richiesta di tre bis da parte del pubblico i paganti si sono fermati a 400. Per fortuna che io vado a percentuale: chi ha comprato quest’anno è nei guai". 
La Cittadella, amministrativamente, dipende dall’assessore alla cultura Ciro Costagliola che però, direttamente, ha organizzato solo i concerti di Morgan e Ranieri: "Questi due nomi hanno buone prevendite, uno è amato dai giovani e l’altro non ha bisogno di pubblicità. Ma tanta gente decide all’ultimo momento. Gli agenti teatrali mi parlano di tantissimi spettacoli annullati in tutta Italia. Se l’economia non riparte, l’anno prossimo dovremo veramente fare un calendario unico degli eventi estivi in Versilia. Serve una razionalizzazione che potrebbe essere coordinata dalla Provincia. Non è possibile mettere la stessa sera i Pooh, la Deneuve, Battista e la partita Viareggio-Empoli".
Beppe Nelli per viareggiointv

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