04/02/2012

Pisa: Simone Vallerini


 
MOSTRA DELLA PITTURA IN TOSCANA TRA 800 E 900
 
GALLERIA  SIMONE VALLERINI
 
NUOVA SEDE : PIAZZA D'ANCONA , 13 -  PISA
 
( angolo via San Francesco)
 
DAL 4 AL 19 FEBBRAIO 2012
 
Orario:
Lunedì mattina chiuso
dal martedì al sabato: 10-13   16-19,30
Domenica aperto solo per mostre in corso 
16 - 19,30
 
 
 

Firenze: Tre mostre

PAOLO GUBINELLI - BiblioteCaNova Isolotto 

Opere su carta, ceramica e vetro accompagnate da poesie dei maggiori poeti contemporanei. Due mostre personali

http://undo.net/cgi-bin/press.pl?id=1328281262

 

 

QUATTRO CONFERENZE SUL COLLEZIONISMO - Museo di Palazzo Davanzati 

Nell'ambito della mostra "Le stanze dei tesori"

http://undo.net/cgi-bin/press.pl?id=1328288366

 

 

COME/BECOME (3/4) - SACI Gallery Palazzo Jules Maidoff for the Visual Arts 

Gli artisti del programma SACI Post-Baccalaureate in mostra

http://undo.net/cgi-bin/press.pl?id=1328178477

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02/02/2012

Carrara: Ecco il nuovo Seatec-Compotec

Saranno 626 i marchi presenti a Seatec dall’otto al dieci febbraio a CarraraFiere dei quali 407 italiani e 219 stranieri, con prevalenza di: inglesi, tedeschi, francesi, olandesi, stati uniti, svedesi, croati, danesi, finlandesi, mentre Compotec ospiterà 121 marchi di cui 84 italiani e 37 stranieri con ottima rappresentanza di aziende  inglesi, tedesche e francesi.

“Sarà una grande manifestazione, completa dal punto di vista tecnico e commerciale – ha detto Giorgio Bianchini, presidente di CarraraFiere presentando alla stampa Seatec-Compotec – grazie ai tanti soggetti che collaborano con noi per dare vita ad un evento che rappresenta pienamente uno dei settori di punta del Made in Italy come la nautica. Seatec celebra degnamente i suoi primi dieci anni e dimostra grande maturità dal punto di vista espositivo assieme alla capacità di comprendere le tendenze in atto e gli sviluppi futuri del comparto facendo sintesi degli stimoli che arrivano da solide collaborazioni con le espressioni più avanzate e sensibili del comparto”.

Seatec (decima edizione della rassegna internazionale di tecnologie, subfornitura e design per imbarcazioni yacht e navi) assieme a Compotec (quarta edizione, espone produzioni in materiale composito) si presenta come evento total trade, dedicato al business della nautica grazie alle rispettive specializzazioni che consentono di presentare un’offerta completa di quanto viene prodotto o commercializzato nel mondo della nautica che a questo punto non è più solo del mediterraneo ma, con oltre 250 marchi stranieri si colloca in una dimensione ben più internazionale per il business nautico.

Seatec è ormai evento con una forte connotazione per le aziende e gli operatori specializzati in tecnologie, subfornitura, design per imbarcazioni yacht e navi mentre Compotec è l’unico evento italiano dedicato all’impiego dei materiali compositi, è la manifestazione di riferimento per i professionisti che si occupano di compositi, materiali sempre più diffusi e utilizzati in molti ambiti produttivi: aeronautica, automotive, arredo, nautico, trasporti, costruzioni, energia, chimica, medicale, fino allo sport, al tempo libero, alla sperimentazione artistica.

A testimonianza dell’attenzione con la quale anche la Regione Toscana guarda al comparto della nautica, che rappresenta una delle eccellenze della sua economia, sarà Gianfranco Simoncni assessore alle attività produttive a tagliare il nastro inaugurale; la cerimonia si svolgerà mercoledì 8 febbraio alle 11,30 nell’area del Centro Servizi (ingresso numero 5, via Maestri del Marmo).

“Anche in presenza di oggettive difficoltà di vario genere – ha detto il direttore generale di CarraraFiere, Paris Mazzanti – il comparto della nautica dimostra grande maturità e investe in un momento promozionale come Seatec-Compotec e mette in evidenza le sue potenzialità e le capacità di individuare e puntare su nuovi segmenti di sviluppo. Uno di questi è quello della sostenibilità e proprio per questo, abbiamo previsto un focus su questo tema che abbraccia non solo la nautica ma l’intero equilibrio del pianeta. La risposta degli espositori è stata ottima ed ha fatto emergere una tendenza chiara: si punta alla sostenibilità delle produzioni utilizzando materiali e prodotti con ottime prestazioni che rispettano l’ambiente”.

Seatec celebra il suo primo decennale proponendo un programma di convegni ed iniziative di altissimo livello come MYDA - Millennium Yacth Design Award 9° edizione, la Targa Bonetto 18° edizione ed ancora il premio Abitare la Barca alla 6° edizione.

Il Qualitec Award, premio riservato alle Aziende espositrici che con i loro prodotti forniscono un contributo innovativo al settore nautico sarà riservato a due categorie: “Technology” e “Design” e il suo conferimento, per i contenuti che fa emergere, sarà ancora un riconoscimento internazionale alla tecnologia e al design che vede crescere ogni anno la qualità dei prodotti con il numero dei partecipanti.

Abitare il Mare occupa, all’interno di Seatec uno spazio importante come contenitore di eventi e convegni legati ai temi del design che vuole analizzare il mutare dei costumi e degli stili di vita partendo da punti cardine quali design, tecnologia, nuovi materiali, ergonomia e sostenibilità.

Quest’anno Abitare il Mare propone due grandi momenti di riflessione su altrettanti aspetti del design con Design, Progetto nel progetto che avrà come relatore Filippo Perini Head of Design Lamborghini, uno dei protagonisti del dibattito culturale ma anche delle scelte di un marchio prestigioso mentre al convegno Design e materiali compositi, sarà presente Giorgetto Giugiaro ormai un mito del design made in Italy

Ricchissima la convegnistica (nel sito www.sea-tec.it/it/eventi ) curata da aziende, associazioni, istituzioni come Unimot.

Per offrire un esempio di argomenti affrontati e di collaborazioni attive è sufficiente ricordare che mercoledì 8 febbraio, nella mattinata di apertura si terranno convegni come Economia del mare: la formazione quale opportunità per superare la crisi, iniziativa di Assonautica in collaborazione con il Polo Formativo per la Nautica Magellano.

In contemporanea Yacht & Cruise Security Forum 2012 con Sessioni formative gratuite in tema security e safety organizzato da Ethos Media Group e CarraraFiere.

Nella stessa giornata è in programma Verde come i Compositi - I materiali tecnologicamente avanzati sempre più attenti all'ambiente, dedicato a materiali, polimeri e compositi eco-sostenibili e ancora per Virtual Shipbuilding & Composites Forum “Il Virtual Product Development come vantaggio competitivo” organizzato da Assonautica Italiana.

Per la sua importanza e per il ruolo che ha assunto nella valorizzazione della nautica italiana Seatec, organizzata da CarraraFiere, ha ottenuto il prestigioso patrocinio del Ministero dello Sviluppo Economico, è sostenuta dalla Regione Toscana e da Toscana Promozione oltre che da Unioncamere Toscana, delle Camere di Commercio di Lucca e Massa Carrara, dai comuni di Carrara e di Massa ed ha come sponsor bancario unico la Cassa di Risparmio di Carrara (gruppo CARIGE).

Info Seatec 2012;  www.sea-tec.it

orario Mercoledì 8 e Giovedì 9 febbraio dalle 10.00 alle 18.00; venerdì 10 dalle 10 alle 17

Ingressi; N. 3 - Viale Colombo; Numero 5 e numero 6 - Via Maestri del Marmo

30/01/2012

Firenze: Al Museo Horne

       

  Doveva chiudere ieri 29 gennaio, ma grazie all’ottimo successo di pubblico è prorogata fino al 4 marzo la bella mostra “L’immagine e lo sguardo” in corso al Museo Horne dal 3 ottobre, una delle tappe più affascinante del ciclo espositivo Le stanze deiTesori dedicato alle meraviglie dei collezionisti nei musei di Firenze.

In mostra 29 disegni (ritratti, autoritratti e studi di figura), tutte opere di gran pregio realizzate fra Cinquecento e Ottocento dai più celebri maestri: tra gli altri, Raffaello, Bernini (nella foto un autoritratto giovanile), Tintoretto, Parmigianino, Pietro da Cortona, Albrecht Dűrer, Fűssli e Constable.

Si tratta com’è noto di un’iniziativa di Piccoli Grandi Musei (Ente Cassa di Risparmio di Firenze), che fa perno su una ricca esposizione riassuntiva a Palazzo Medici Riccardi, e che si dipana lungo 7 grandi musei minori della città tra cui il Bardini, lo Stibbert, Palazzo Davanzati  e appunto il Museo Horne.

 



Museo Horne, Firenze, Via dei Benci 6 – Orario: lun-gio 9-13; merc chiuso; ven-dom 10-17

Pass dei tesori Є 10, ridotto Є 8, scuole e bambini Є 2

Informazioni e prenotazioni: 055 2340742 prenotazioni@cscsigma.it

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lucca: Lucca MUST

 

Eento straordinario per il museo della città Lucca Must. La nuova struttura culturale polivalente, realizzata dall’amministrazione comunale nella prestigiosa sede di Palazzo Guinigi, avrà la sua notte bianca. Aderendo ad una proposta lanciata dal Rotary Club di Lucca, infatti, il Comune ha deciso che, per la prima volta, il Must - Memoria Urbana Società e Territorio, potrà essere aperto e visitabile nel dopocena, sempre ad ingresso gratuito, per tutta la cittadinanza, dalle ore 21 alle 23 di giovedì 2 febbraio. Sempre ad ingresso gratuito sarà possibile visitare anche “Lucca Hangzhou, la via della seta” la suggestiva mostra che ripercorre la strada dei rapporti tra oriente ed occidente, sulle vie percorse da Marco Polo, nello scambio commerciale con l’antica Cina, quando Lucca, di fatto, era la capitale europea del mercato della seta, con la presenza di bellissimi reperti, mai esposti prima, giunta appositamente dalla città di Hangzhou. Ecco cosa si potrà visitare:

“Lucca passo passo” 
La mostrapermanente dedicata alla storia della città, con un percorso espositivo che, con taglio innovativo e attraverso l’ausilio di splendidi filmati, audiovisi interattivi, assicura al visitatore un completo coinvolgimento nelle emozioni e sensazioni della conoscenza della nostra splendida città. La mostra è posizionata nei saloni del primo piano del palazzo Guinigi, ove si possono ammirare anche gli splendidi soffitti e pareti affrescate restaurate.

“150 Come eravamo luoghi e volti della Lucca di fine millennio” 
Uno splendido percorso espositivo, allestito grazie alle centinaia di  foto esposte,  patrimonio dell’archivio fotografico lucchese “A.Fazzi”,  assicura al visitatore uno splendido viaggio nella Lucca di altri tempi, grazie a 200 immagini selezionate tra quelle presenti nell’archivio dell’AFL “Arnaldo Fazzi”. La mostra è stata realizzata su un’idea di Angelo Nencetti e curata dalla coordinatrice dell’Archivio Fotografico e Maria Pacini Fazzi. L’esposizione rientra fra gli eventi culturali inseriti nel programma delle celebrazioni per i 150 anni dall’Unità d’Italia.

Buzzelli – frammenti dall’assurdo dal 22 ottobre 2011 al 31 gennaio 2012
Una grande mostra dedicata ad un insigne maestro del fumetto italiano: realizzata dal Museo Italiano del Fumetto e dell’Immagine di Lucca, in collaborazione con l’Associazione Guido Buzzelli, si compone di oltre 80 illustrazioni e tavole originali a fumetti realizzate nel corso della carriera dal maestro romano.

loschermo

28/01/2012

Monsummano Terme (PT): La ceramica

12/01/2012

Carrara: Omar GallianiNella suggestiva cornice del restaurato Palazzo Binelli, nuova sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara, la mostra "D'après Canova. L'800 a Carrara. L'Accademia e i suoi maestri", inaugurata nello scorso giugno, si arricch

Nella suggestiva cornice del restaurato Palazzo Binelli, nuova sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara, la mostra "D'après Canova. L'800 a Carrara. L'Accademia e i suoi maestri", inaugurata nello scorso giugno, si arricchisce di alcune opere realizzate da Omar Galliani nella seconda metà degli anni Settanta, "dedicate" a Antonio Canova.

La mostra mette così in relazione i ventisette gessi selezionati dalla storica gipsoteca dell'Accademia di Belle Arti di Carrara, realizzati dagli scultori che nell'Ottocento si sono confrontati con il magistero di Antonio Canova, oltre che con quello di Bertel Thorwaldsen (da Benedetto Cacciatori a Pietro Tenerani e Luigi Bienaimè da Carlo Finelli a Carlo Chelli fino a Ferdinando Pelliccia e Pietro Lazzerini), con i lavori contemporanei di Omar Galliani: il "fil rouge" che connette le opere è il rapporto con il grande scultore neoclassico.

Le opere di Galliani esposte, tra le quali "Inremeabilis error", "Emanazione", "Principio individuationis", rivisitano alcuni particolari delle sculture canoviane, da "Dedalo e Icaro" al "Cenotafio degli Stuart", al "Monumento funerario per Maria Cristina d'Austria", all' "Ercole che saetta i figli", alla "Venere Italica", alla "Ballerina con le dita sul mento". Riunite per la prima volta nel loro insieme per questa occasione espositiva, offrono la possibilità di cogliere le sfumature e le declinazioni del legame intellettuale e artistico che porta Galliani, partito da un processo di decostruzione dell'opera originale, alla creazione di inedite letture del corpus canoviano.

Apre la mostra il ritratto di Letizia Ramolino Bonaparte, l'opera che Antonio Canova dona all'Accademia nel 1810: alle sue spalle l'opera di Galliani, "Inreameabilis error" (1978) presenta il disegno a parete della grande ala canoviana (dall'ala di un angelo del Monumento Funerario a Maria Cristina d'Austria) e al suolo una scaglia di marmo.

Questo rapporto con la storia dell'arte, presente nell'universo poetico di Omar Galliani fin dai suoi esordi, si caratterizza non tanto come citazione stilistica, quanto come interpretazione delle singole opere con cui l'artista dialoga. In questo percorso il disegno si configura come il nucleo centrale attorno a cui si compongono i suoi quadri.

Nel doppio itinerario della mostra, l'osservatore si trova così a guardare opere d'arte contemporanea, da cui emergono le voci del passato, inserite nel contesto dei gessi ottocenteschi, ed è questo duplice registro, spaziale e temporale, che arricchisce il suo orizzonte di attesa.

L'apertura della mostra è stata preceduta dall'inaugurazione dell'Anno Accademico, concepita come una tavola rotonda che ha offerto un momento di riflessione sulla vocazione culturale dell'Accademia di Belle Arti di Carrara. Hanno partecipato il Presidente dell'Accademia Simone Caffaz, il Sindaco di Carrara Angelo Zubbani, il Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio Alberto Pincione, l'Assessore alla Cultura del Comune di Carrara Giovanna Bernardini, Omar Galliani, Marco Baudinelli, Anna Vittoria Laghi, il Direttore dell'Accademia Lucilla Meloni.

 

 

10/01/2012

Sesto Fiorentino (FI): Guido Spadolini

 

E’ tornata anche quest'anno il progetto "Alto Basso. Alla Soffitta e al Berti" a cura del gruppo "La Soffitta - Spazio delle Arti" e del Comune di Sesto Fiorentino. La seconda edizione vede anche la collaborazione con la Fondazione Spadolini Nuova Antologia. Un nuovo evento espositivo, ancora una volta dedicato all'arte del XX secolo, che coinvolge due spazi presenti sul territorio di Sesto Fiorentino: uno storico, "La Soffitta - Spazio delle Arti", nella sede dell'Unione Operaia di Colonnata, nella parte alta della città, l'altro pubblico, di più recente apertura, il Centro espositivo "Antonio Berti", nel centro cittadino. La mostra in programma per questa seconda edizione è concentrata sull'opera di Guido Spadolini, pittore e incisore fiorentino che trae ispirazione e affonda le proprie radici nella lezione dei Macchiaioli.


Guido Spadolini
Retrospettiva di un artista
della prima metà del '900

Sesto Fiorentino, 4 dicembre 2011 / 22 gennaio 2012

Centro espositivo Antonio Berti: dal lunedì al sabato dalle 16 alle 19.30 e la domenica dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle18,30
"La Soffitta Spazio delle Arti": dal martedì al venerdì dalle 21 alle 23, il sabato dalle 16 alle 19.30 e la domenica dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 18.30.

Guido Spadolini: retrospettiva di un artista della prima metà del '900
Sesto Fiorentino, 4 dicembre 2011 - 22 gennaio 2012

Il Gruppo "La Soffitta, Spazio delle Arti", intende dare continuità alla prima edizione di "Alto - Basso" che si è svolta a Sesto Fiorentino nei mesi di novembre e dicembre 2010, attraverso la realizzazione di un nuovo evento di rilevanza culturale che coinvolga i due spazi espositivi presenti sul territorio di Sesto Fiorentino: "La Soffitta Spazio delle Arti" di Colonnata, nella parte alta della città e il Centro espositivo "Antonio Berti", più in basso, vicino al centro storico.

Il progetto del Gruppo "La Soffitta", che vanta una tradizione pluridecennale nell'organizzazione di mostre, è stato realizzato in collaborazione con l'Amministrazione Comunale di Sesto Fiorentino, che ha fortemente creduto in una nuova occasione di promozione culturale ed artistica per il territorio.

La scelta dell'autore di questa  è ricaduta su un importante artista fiorentino della prima metà del XX secolo, non ancora molto noto al vasto pubblico: Guido Spadolini, padre dello Statista Giovanni Spadolini, dell'architetto Pierluigi e del medico radiologo Paolo. Per la realizzazione di questo evento il Gruppo "La Soffitta" si è avvalsa della compartecipazione della Fondazione Spadolini Nuova Antologia che si è resa disponibile non solo per il prestito delle opere, ma anche per una fattiva collaborazione all'organizzazione della mostra.

L'occasione ci è propizia per far conoscere una figura che ha vissuto un particolare momento storico: Guido Spadolini nacque nel ventennio successivo all'Unità d'Italia, nel 1889, ed morì sotto i bombardamenti alleati durante la seconda guerra mondiale, l'11 marzo del 1944, prestando soccorso ai feriti, in qualità di Capitano della Croce Rossa Italiana.

Come per la precedente edizione, anche per quella del 2011, la curatela scientifica della mostra è stata affidata  alla storica dell'arte Giulia Ballerini, alla quale è spettato, in collaborazione con la nipote Maria Donata Spadolini e sotto la supervisione del Presidente della Fondazione, Prof. Cosimo Ceccuti, la selezione delle opere provenienti in gran parte dalla Fondazione Spadolini - Nuova Antologia di Firenze.

Solo due fino ad oggi le mostre che hanno presentato opere di Guido Spadolini: quella organizzata a Castiglioncello nel giugno del 2000 in cui è stata esposta un'esauriente serie di dipinti e incisioni legati al paesaggio: da una parte il Pian dei Giullari e dall'altro la costa livornese. La seconda mostra, presentata all'Accademia delle Arti e del Disegno nel 2006, è stata dedicata all'importante opera grafica di Guido Spadolini, riordinata e approfondita da due studenti dell'Accademia di Belle Arti di Firenze.

Il presente progetto, oltre alla presentazione delle opere più note dell'artista,  ha esposto  diverse opere inedite, provenienti da collezioni private, spesso corredate da disegni o altro materiale preparatorio, col preciso intento di dare maggiore completezza possibile all'operato dell'artista e di approfondirne il discontinuo fare artistico.

La copiosa produzione di Spadolini è stata  divisa in due grandi filoni: la pittura e la grafica che verranno esposte in sede separate. La doppia sede espositiva ha rispettato, per quanto possibile, questa divisione, mostrando due aspetti complementari dell'operato dell'artista: nello spazio espositivo "Antonio Berti" si possono ammirare i dipinti ad olio e alcuni pastelli, mentre nei locali de "La Soffitta" è stata  la sezione dedicata alla grafica.

Attraverso i disegni e le acqueforti è  possibile ricostruire l'excursus pittorico dell'artista, seguire quel particolare uso del "chiaro-scuro" che inizialmente risente delle indicazioni artistiche fornitegli dall'artista Tito Lessi, suo maestro alla Scuola Libera di Nudo all'Accademia, della passione del segno di tradizione Fattoriana e del gioco di luce caratteristico di opere macchiaiole.

Dopo la Grande Guerra, sviluppato un linguaggio intimo e personale, Spadolini lavorò a contatto con artisti quali Plinio Novellini, Primo Conti e il giovane Pietro Annigoni, ma anche Ardengo Soffici. La sua passione per le fotografie, che usava come sussidio alla pratica artistica, è testimoniata anche dall'amicizia con Vittorio Alinari e dall'ingente numero degli scatti fotografici presenti nell'archivio della famiglia Spadolini ancora in fase di inventariazione, depositato presso la Fondazione Alinari per la fotografia.

Per quanto riguarda la pittura, possiamo affermare che quelle di Guido Spadolini sono opere vissute nella pienezza degli affetti familiari: amava dipingere i dintorni fiorentini, soprattutto la "sua" Pian de' Giullari, S. Margherita a Montici e la costa livornese (Castiglioncello, Rosignano, Vada), dimostrando sempre interesse per la natura in generale, nella sua ricca semplicità, fermandone i giochi di luce e i contrasti cromatici. Gli olii dell'artista offrono uno spaccato della "Toscana com'era", con i suoi giardini, le sue ville, i suoi campi lavorati, colti attraverso scorci paesaggistici di grande coinvolgimento emotivo.

In mostra saranno presenti un centinaio di opere di Guido Spadolini, fra studi, disegni, pastelli su cartone, acqueforti, alcune con le relative lastre in zinco, numerose tele e tavole ad olio: di tutte le opere esposte saranno redatte le schede tecniche e le relative riproduzioni per arricchire la pubblicazione del catalogo che è stato  edito da Polistampa Edizioni - Firenze, per la curatela della Dr.ssa Giulia Ballerini che si  si è occupata  degli approfondimenti critici e arricchito da alcuni interventi legati all'ambito storico e a quello biografico dell'artista.

La manifestazione ha beneficiato  del patrocinio del Comune di Sesto Fiorentino, dell'Istituzione Sesto Idee e del patrocinio della Fondazione Spadolini Nuova Antologia

 

 


 

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29/12/2011

Carrara: Da Michelangelo a Cattelan

 

LAURA MONTANARI
 
Una montagna affettata per duecento metri, venti piani di marmo, terrazze di muri alti come palazzi, un gigantesco anfiteatro nel mezzo delle Apuane. Cielo azzurro, anche la jeep arranca sulla salita. «Che spettacolo eh? Michelangelo veniva qui a scegliere i suoi marmi, nessuno ce li ha migliori di Carrara e io ne ho visti tanti in giro per il mondo...». A Franco Barattini, 70 anni, la passione è qualcosa che non passa: in cava quando gli operai cominciano a lavorare, spesso lo trovano già lì. «A volte arrivo che è buio e mi guardo l’alba da quassù. Che spettacolo eh?». 

Guarda le foto in bianco e nero

Più vicini al paradiso. Ottocentocinquanta metri sopra il mare, una specie di «magazzino» naturale dove i grandi artisti si riforniscono della materia prima, il marmo. E’ così da secoli. Michelangelo ha preso da qui, al Bacino del Polvaccio, il blocco per la Pietà. Questa cava era conosciuta già dai romani (ne parla Plinio) e il suo marmo è stato utilizzato per la Colonna Traiana e gli Archi di Trionfo di Tito e di Settimo Severo. «Ho cominciato facendo il “bagascio” che ero bambino, a 12 anni» racconta Barattini, nel suo slang carrarino. Portava l’acqua ai cavatori risalendo a piedi le montagne: «Due ore di cammino per andare, due per tornare, si lavorava da stella a stella (dall’alba alla notte ndr)». Il «bagascio» era un garzone, il gradino più basso. Lui comincia a salire da quel fondo:  «vede le mie mani come sono deformate dal marmo? Ho lavorato con la subbia, ho fatto il filista (cioè il tagliatore dei blocchi quando non c’erano ancora le macchine) e anche il tecchiaiolo, quello che stava 12 o 13 ore appeso alle corda per ripulire dal materiale pericolante il fronte della cava e liberare le pareti della montagna da pietre, schegge e frammenti che, subito dopo il taglio, rischiano di cadere» spiega con orgoglio il fondatore di un gruppo che oggi ha sette aziende, una cinquantina di dipendenti e fattura intorno ai 25 milioni di euro smerciando il marmo di Carrara in tutti i continenti.
 
Ora possiede tre cave, la prima quella Michelangelo, dagli Anni ’80: «Estraiamo fra le 50 e le 60mila tonnellate di marmo ogni anno». Ne prende una scheggia in mano, la osserva: «E’ una meraviglia, sembra parmigiano, ma ha la trasparenza di un velo...». 

 Imprenditore vecchio stampo, di quelli senza orologio, cresciuti sapendo cos’è la fame e la fatica, scuole fino alla quinta elementare, poi via, dentro la vita. Per anni ha commerciato il marmo, adesso ha completato la filiera, a monte le cave, a valle lo studiolaboratorio di scultura «Cave Michelangelo» a Carrara. Il capannone pieno di polvere bianca, è un crocevia per molti grandi nomi dell’arte contemporanea a cominciare da Jan Fabre, Maurizio Cattelan, Anna Chromy, Daniel Buren, Paul Nagel e tanti altri. In queste stesse stanze venivano da Floriano Bodini a Giò Pomodoro: «La cava è già arte» racconta Barattini camminando fra le sculture dentro il laboratorio. C’è il celebre dito medio di Cattelan di 2,20, una copia del David in vetroresina. Prove d’artista e altre concluse come la contorsionista di Corda o l’enorme sagoma velata e senza volto di Chromy. Qui sono state prodotte secondo le indicazioni degli artisti centinaia di sculture, alcune sono coperte dai teli: «Non vogliono che si veda l’opera se non è completa, uno scrittore farebbe mai leggere un racconto non finito?». 

Barattini, ma un giorno tutto questo marmo a furia di scavarlo dalla montagna, finirà... Reazione immediata: «Macché, ce n’è tantissimo, noi ne abbiamo tolto soltanto un velo, abbiamo come accarezzato la montagna. Il problema è un altro...qui non c’è ricambio, i giovani non voglio venire in cava pensano che sia un lavoro pericoloso e faticoso, invece non è più come una volta, oggi ci sono macchinari e leggi, ed è un mestiere bellissimo, stai sempre all’aria aperta, sulla montagna. Io non avrei mai potuto lavorare prigioniero in un ufficio».

22/12/2011

Siena: Visite guidate ai tesori della città

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