21/02/2012

Carrara: Il marmo pregiato è un bene comune

Il dibattito sul marmo e le tariffe sta tornando in auge in questi giorni: entro la fine del mese qualcosa dovrebbe succedere, stando alle parole del sindaco Angelo Zubbani, riportate dal quotidiano Il Tirreno. Nello stesso articolo si evidenzia il fatto che «i produttori di marmo pregiato continuano a versare 13,5 euro a tonnellata» e che le tariffe sono ferme dal 1° gennaio 2008.

«Ritardi che rappresentano il fallimento di questa classe dirigente» dichiara Claudia Bienaimè. La candidata a sindaco della coalizione alternativa  avanza la sua proposta sul marmo: «Occorre ripartire dal regolamento elaborato dall' amministrazione Fazzi-Contigli che pone al suo centro il concetto di cave come bene comune.

La proposta che avanziamo è quella del rilascio delle concessioni che devono essere legate al valore di mercato del bene e avere una durata temporale. Inoltre ” prosegue la candidata "è necessaria l' eliminazione dei subaffitti che di fatto hanno reintrodotto forme di rendita parassitaria. Altra necessità : dare una limitazione al materiale escavato con minimi, per garantire la redditività della cava, e massimi, per limitare gli oligopoli e la distruzione selvaggia dei monti.

Occorre ricreare la filiera della trasformazione e lavorazione nel distretto». «Lo sviluppo lapideo della Versilia dimostra ”aggiunge la Bienaimè ”che il marmo non è un semplice accordicchio strappato con il cappello in mano, in cambio di un ulteriore periodo di laissez faire, ma una risorsa che avrebbe fatto di Carrara un vero e proprio eldorado.

Vogliamo però credere che il territorio esprima anche altro: imprenditori capaci di una visione diversa e attaccati al valore sociale dell' impresa e politici attenti al bene comune, pronti a segnare "conclude ”una nuova fase nella gestione dei rapporti con gli industriali e con il territorio avendo come obiettivo il bene comune».

Ndr per i lettori di eccolaatsocana che nkn snono carraresi: la candidata è una discendente (e lo dice il suo cognome) di uno scultore francese d'epoca napoleonica immigrato dalla Francia a Carrara.

 

20/02/2012

Livorno: Salvare il Premio Ciampi

 

 

"Io non ho lasciato il mio cuore a San Francisco. Io ho lasciato il mio cuore sul porto di Livorno". E' con questo scampolo di poesia che Piero Ciampi raccontava in modo sintetico e emozionale il rapporto con la città natìa dei Quattro Mori. Un rapporto indissolubile e viscerale che ha varcato anche la soglia della morte e della dimenticanza, trovando la sua naturale prosecuzione nella realizzazione di uno dei premi musicali più noti in Italia: il Premio Ciampi – Città di Livorno.
Anche quest'anno, come avviene ormai dal 1995, torna il concorso canoro dedicato all'artista "maledetto" scomparso nel 1980, a soli 46 anni. Per inoltrare le domande ci sarà tempo fino al 30 giugno 2012, dopodichè i due inediti proposti (rigorosamente in italiano o in dialetto) da ogni artista o gruppo verranno analizzate dalla giuria presieduta da Franco Carratori.

 

I finalisti verranno poi invitati a salire sul palco del Teatro Goldoni il 12 e 13 ottobre, date in cui avverrà anche la premiazione ufficiale. "Il Premio Ciampi – afferma Marco Bertini, presidente della Fondazione Teatro Goldoni e Associazione Piero Ciampi – ha ormai raggiunto la sua diciottesima edizione. Questi 18 anni sono stati caratterizzati dal lavoro e dalla profonda dedizione di tutti i volontari che hanno costruito, passo dopo passo, uno dei concorsi più importanti della canzone d'autore italiana". E non solo. "Il concorso – continua Bertini - è entrato di diritto nella vita dei livornesi, si è radicato nel tessuto sociale della città e in futuro potrebbe sicuramente costituire un patrimonio turistico ed economico di notevole entità". La crisi economica mondiale e soprattutto italiana rischiano però di dare un grande contraccolpo al Premio Ciampi e di mettere in forte crisi le future edizioni. Per questo motivo l'Associazione ha deciso di lanciare una sottoscrizione popolare e di appellarsi a tutti coloro che abbiano a cuore il Premio Ciampi affinché diano il loro contributo con una donazione libera che può essere devolutatramite pagamento online (all'indirizzo www.premiociampi.it) oppure conto corrente postale (n. 22807542) intestato all'Associazione Premio Ciampi. Per chi volesse ci sarà anche la possibilità di iscriversi direttamente all'Associazione con un versamento di 50 euro. 

A rimarcare l'importanza della salvaguardia del Premio Ciampi anche Marco Solimano, presidente Arci. "Il sociale e la cultura costituiscono l'identità di un territorio e di una città. Per questo sento di chiedere all'Amministrazione Comunale di non abbandonare questo bellissimo progetto che costituisce una delle esperienze musicali più originali e innovative che la comunità livornese abbia mai organizzato". Dello stesso parere anche Franco Carratori, presidente di giuria del Premio Ciampi, che lancia una proposta interessante. "Anch'io credo nella centralità della cultura. Livorno ha avuto la fortuna di dare i natali a quattro grandi personaggi che tutto il mondo ci invidia: Mascagni, Modigliani, Caproni e Ciampi. Dovremmo cercare di sfruttare questa dote per creare un percorso artistico-culturale che ripercorra i luoghi vissuti da questi personaggi nella nostra città, in modo da dar slancio anche al turismo".

quilivorno

Lucca: R.I.P.

Pontremoli (MS): La guerra delle pale

Parco eolico, la guerra arriva al Tar
Parco eolico, la guerra arriva al Tar

Stop al progetto per installare le gigantesche pale eoliche sulle montagne di Zeri. L’allarme è lanciato dalla Rete della resistenza sui crinali, di cui fa parte anche il Comitato pontremolese ‘Luna sul monte’, assieme a Cai di Pontremoli, Federcaccia di Massa e Carrara, Cisatel di Borgotaro, Italia Nostra, Wwf, Vas, Asoer e Altura con altre associazioni culturali locali.

La Regione Toscana, dopo un primo parere negativo, ha approvato il progetto, che viene definito dagli ambientalisti «l’inizio di una fase di dequalificazione ambientale, deturpazione del paesaggio e cementificazione della parte idrogeologicamente più sensibile del nostro territorio».

Per bloccare l’assalto delle ruspe e contrapporsi al parco eolico le associazioni hanno incaricato l’avvocato Daniele Granara di presentare un ricorso al Tar della Toscana. L’allarme risuona in Lunigiana perché progetti per costruire torri sono stati presentati e avviati a Pontremoli, Zeri, Mulazzo, nei territori liguri di Calice e Rocchetta e anche a Borgotaro nel versante emiliano.

 

08/02/2012

Citazione sgradita

Le rare notizie che provengono dalla piccola e sfortunata provincia di Massa (ed in specie quelle dalla Lunigiana)  sono le più gradite da eccolatoscana che le pubblica con grande piacere anche perché il suo estensore, malgrado viva ed operi nella Toscana Interna, ha antiche radici lunigianesi.

Una sola notizia, però, è risultata sgradita alla sua fonte; ed è quella di un'ediizone inglese di una rivista che viene regalata all'aeroporto di Pisa e che parla, fra l'altro, della pattona.

Peccato: le notizie di ciaolunigiana non saranno mai più pubblicate.

02/02/2012

Fucecchio (FI): Il Padule è allo sbando?

 

 L'area umida interna più importante d'Italia è abbandonata a se stessa, senza controlli adeguati, senza un progetto complessivo di tutela. Si tratta del Padule di Fucecchio, e la denuncia arriva dal Wwf Toscana proprio nella  giornata mondiale delle Zone umide. «La zona palustre di rilievo internazionale per le migrazioni e la nidificazione e svernamento di molte specie di uccelli acquatici - informano dall'associazione ambientalista - continua ad essere lasciata in balia di una caccia spesso dimentica di ogni regola e ad essere priva dei minimi necessari controlli per un ambiente di questo valore, essendo tutelata come area protetta solo in una sua minima parte, circa un decimo della sua superficie».

Ultimo episodio di rilievo, raccontano dall'associazione ambientalista, è avvenuto domenica scorsa (29 gennaio), quando sono stati incendiati i terreni di proprietà (parziale) del Wwf nel Padule e si è inoltre assistito ad una sparatoria dopo il tramonto, e quindi in orario di caccia vietata, sulle anatre che di notte uscivano dalla zona di protezione per andarsi a cibare in altre aree.

Il caso dei terreni del Wwf  è emblematico della situazione che sta attraversando il Padule. L'Associazione ha ricevuto in donazione alcuni anni fa la proprietà (il 50%) di circa 40 ettari del Padule. Da allora ha chiesto a più riprese alla provincia di Pistoia di voler allargare la perimetrazione della Riserva Naturale per comprendere anche questi terreni (unica soluzione valida per la tutela dell'area), ma senza alcun risultato. Sul versante fiorentino del Padule, la situazione è ancora peggiore, con soli 25 ettari protetti dalla provincia di Firenze (contro i 200 della provincia di Pistoia).

A fronte di questo quadro il Wwf, che sporgerà denuncia contro ignoti per l'avvenuto incendio, torna a chiedere alle Amministrazioni di Pistoia e Firenze urgenti e non più procrastinabili azioni per l'ampliamento dell'area protetta nel Padule. «Siamo alle soglie della definizione dei nuovi Piani faunistico-venatori  provinciali e regionale ed è un'occasione che le province non possono e non devono perdere per cambiare finalmente qualcosa nel Padule. Se ancora una volta nulla sarà fatto per la migliore protezione dell'area palustre, il Wwf è pronto a percorrere anche tutte le possibili vie legali, compreso il rivolgersi alla Comunità Europea», hanno concluso dall'associazione ambientalista. 

greenreport

31/01/2012

Portoferraio (LI): Estrarre litio all'Elba


[ 31 gennaio 2012 ]

Legambiente Arcipelago Toscano per greenreport

La corsa al litio, una delle materie prime della green economy, in particolare per accumulatori e batterie delle auto elettriche, è arrivata anche all'Isola d'Elba, dove è stato rilasciato un permesso di ricerca che è l'anticamera di una concessione mineraria ed all'apertura di una miniera.

Infatti l'Elba non ha certo qualcosa di simile ai "salar", gli immensi laghi salati andini che conterrebbero l'85% delle riserve di litio conosciute del pianeta, ma il litio, come spiegano l'ex presidente del Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano Giuseppe Tanelli e Luisa Poggi nella monografia "La Collezione elbana" della sezione di mineralogia del Museo di storia naturale dell'università di Firenze, «Nelle pegmatiti di Campo venne anche individuata una varietà di berillo, ricca in litio e cesio, ad habitus tabulare e cromaticità da incolore a giallo-rosa, denominata "rosterite" (Grattarola, 1880)», piccole quantità che, come accade in altre aree del pianeta, renderebbero l'estrazione del litio particolarmente impattante. Il progetto presentato dall'associazione pistoiese "Lithium", chiamato  "Colle Tozza", ha ricevuto il sì della Regione sulla valutazione di impatto ambientale e riguarda la raccolta e lo studio di campioni di minerali per migliorare le tecniche di estrazione del litio che poi dovrebbero essere applicate in più ricchi giacimenti in Africa.. 

Il tutto in un'area tra i paesi di San Piero e Sant'Ilario, nel Comune di Campo nell'Elba, al confine (ma probabilmente anche all'interno) del Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano e del Sito di interesse comunitari (Sic) e Zona di protezione speciale (Zps) di Monta Capanne- promontorio dell'Enfola, istituita in base alle Direttive Ue Habitat ed Uccelli ed al Sito di importanza regionale (Sir) istituito dalla Regione Toscana.   

A proposito di green economy, è abbastanza incredibile che in un'isola dove si fatica moltissimo (e spesso non ci si riesce) ad ottenere il permesso di mettere un pannello solare sul tetto si ottenga tranquillamente un permesso di ricerca mineraria in un'area paesaggisticamente eccezionale e circondata da protezioni ambientali regionali, nazionali ed europee, l'apertura di una miniera di litio non è compatibile con la realtà ambientale sociale ed economica dell'Elba.  

Le pegmatiti fra San Piero e Sant'Ilario sono famose in tutto il mondo per i loro meravigliosi cristalli, al loro interno si trova il litio,  ma secondo quanto scrive il  professor Tanelli «Non offrono, sia per la natura dei minerali (silicati) che per le consistenze, reali interessi economici riferiti all'elemento».

L'area ha invece un grande interesse dal punto di vista del collezionismo, un interesse che il permesso di ricerca mineraria richiesto, preludio all'estrazione, potrebbe distruggere.

La strana corsa al litio elbana va stoppata subito e con decisione, visto che non ci sembra esistano i requisiti ambientali,  paesaggisti e giacimentologici  (tantomeno in un'area dalla quale sono partite le alluvioni che hanno funestato la piana di Marina di Campo negli ultimi anni) per rilasciare una concessione mineraria e l'apertura di una miniera.

Condividiamo pienamente quanto dice il professor Tanelli: «Se poi le finalità hanno carattere squisitamente tecnologico e culturale, aspetto di cui non dubito, si prevedano e si attivino altri percorsi ed altre motivazioni, abbandonando la strada del permesso minerario per  "l'elemento litio": una strada ricca di incertezze e di rischiosi appetiti».

23/01/2012

Lucca: Palazzo Ducale (con taxisti in sciopero)

05/01/2012

Siena: La tassa di soggiorno? eccola!

 

La giunta comunale di Siena ha deliberato le tariffe del contributo di soggiorno, che in bassa stagione sarà di un euro per le strutture fino a 4 stelle; 3 euro nelle strutture fino a cinque stelle; un euro nelle strutture extra alberghiere, nei campeggi e negli ostelli della gioventù e 3 euro nelle residenze d'epoca. Nel periodo di alta stagione, invece, il contributo sarà di 2 euro per le strutture fino a 4 stelle; 5 euro nelle strutture fino a cinque stelle; 2 euro nelle strutture extra alberghiere; 1,5 euro nei campeggi e negli ostelli della gioventù e 5 euro nelle residenze d'epoca.

 

travelquotidiano

02/01/2012

Firenze: Liberalizzazione degli orari dei negozi: vai coi supermercati....

 

.....e la Regione Toscana ricorre alla Corte Cosztituzionale

Tutti gli articoli