09/02/2012

Firenze: Via le province? ecco la città metropolitane

Si articola in11 punti la proposta di delega al Governo per l’istituzione delle Città metropolitane, la razionalizzazione delle Province, il riordino dell’amministrazione periferica dello Stato e degli enti strumentali. Il documento è stato illustrato questa mattina nella sede Upi di Roma.

Il primo punto prevede, in attuazione dell’art. 114, comma 1, della Costituzione, che il Governo sia delegato ad emanare “entro quattro mesi dall’approvazione della presente legge, su proposta del Ministro dell’Interno di concerto con il Ministro della Pubblica amministrazione e per la semplificazione, uno o più decreti legislativi per l’istituzione delle Città metropolitane, nell’ambito di una regione, nelle aree previste dall’art. 23, comma 2, della legge 5 maggio 2009, n. 42, la razionalizzazione delle Province e il riordino dell’amministrazione periferica dello Stato e degli enti strumentali, previo parere delle Commissioni parlamentari competenti con l'osservanza dei seguenti principi e criteri direttivi”.

Il primo paragrafo della proposta di delega al Governo prevede inoltre che entro un mese dall’approvazione della legge siano definiti - attraverso un accordo in conferenza unificata - gli indici demografici, geografici ed economici per la delimitazione delle Aree metropolitane e delle Circoscrizioni provinciali in ogni regione, in relazione alle funzioni di area vasta di natura provinciale o metropolitana.

Nella proposta Upi la perimetrazione della Città metropolitana coincide in prima attuazione con il territorio di una o di più Province. Inoltre “I comuni del territorio metropolitano possono esercitare l’iniziativa prevista dall’art. 133, comma 1, della Costituzione per far parte di un'altra Provincia limitrofa; in caso di non coincidenza con il territorio di una Provincia si procede alla nuova delimitazione delle Circoscrizioni provinciali interessate”.

Nel documento presentato al Governo, la Città metropolitana acquisisce tutte le funzioni della preesistente provincia e le funzioni del Comune capoluogo di ambito metropolitano; ad essa sono attribuite le risorse umane, strumentali e finanziarie inerenti alle funzioni trasferite, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. “Il decreto legislativo – è scritto nel testo - regola la successione della Città metropolitana alla Provincia in tutti i rapporti già attribuiti alla titolarità di questo ultimo ente”.

Secondo quanto previsto nella proposta “la Città metropolitana prende il posto della Provincia e del Comune capoluogo e si articola al suo interno in Comuni metropolitani; ai Comuni metropolitani del territorio metropolitano si applica per quanto compatibile la disciplina dei Comuni, contenuta nel decreto legislativo 18 agosto 2000 n. 267”.

 

07/02/2012

Firenze: Ecco cosa ci aspetta


01/02/2012

Livorno: Con gli sci in Piazza Cavour

 
Due ragazzi scherzano scendendo in strada con tuta da neve, sci in spalla e sky pass al collo
Due ragazzi scherzano scendendo in strada con tuta da neve, sci in spalla e sky pass al collo

Con gli sci in piazza Cavour con tanto di ski-pass al collo. Così due ragazzi scherzano girando per la città stamattina sotto una coltre di neve che fa assomigliare Livorno a una località d'alta montagna. "Abbiamo visto la bufera ieri sera e così stamani con tanto di tuta da sci eccoci qui in centro con gli sci in spalla".

Un modo per riderci su come tanti stamani hanno fatto facendo pupazzi di neve in piazza della Repubblica, in piazza Magenta e sui terrazzi delle case. Anche davanti al Bar Sirena in piazza Mazzini alcuni clienti abituali si sono divertiti a costruire un pupazzo sopra una botte.

Molti i negozi chiusi nel centro città. Preso d'assalto proprio per questo motivo il Bar Cavour che si è trasofrmato per qualche ora in una baita di montagna. Simpatici anche i pupazzi di neve "tirati su" sugli scali Olandesi a due passi dalle barche ormeggiate sui fossi. 
Strade fortunatamente spazzate fin dalla mattina presto e viabilità che, nelle arterie principali soprattutto, non ha fatto registrare grossi disagi. 

C'è chi per evitare di rimanere in panne ha girato con le catene proprio come una strada di montagna.

quilivorno

 

 

Prato: Ecco il Capodanno dell'Altla Plato

30/01/2012

Firenze: Previsioni metereologiche (tocca ferro)

18/01/2012

Viareggio (LU): Comunicare in Versilia


Comunicare in VERSILIA

Comune che vai, comunicazione che trovi. In Versilia la situazione degli uffici stampa e delle modalità di comunicazione degli enti pubblici è molto differente a seconda della località: in ogni Comune ci sono più o meno servizi per rendere trasparente e a portata di tutti le informazioni di pubblico dominio.

Tutti e sette i Comuni hanno un proprio sito internet, chi più, chi meno curato. In genere vi si trovano, come legge prevede, tutti i provvedimenti approvati dal consiglio comunale, dalla giunta e dai dirigenti. Non tutti però sono aggiornati come dovrebbero.

A Viareggio, il Comune più importante della Versilia con oltre 60 mila abitanti, non esiste, in Municipio, un ufficio stampa. La comunicazione viene curata dai singoli assessori, tramite le loro segreterie, o dal sindaco in persona. Ne consegue che avere qualche informazione, per il semplice cittadino, risulta complicato. Non va meglio per le società pubbliche partecipate, come la Patrimonio (che appunto gestisce il patrimonio comunale), la Mover (che gestisce i parcheggi), la Sea (per i rifiuti). Anche qui nessun ufficio stampa ufficiale. Chi invece l'ufficio stampa ce l'ha, e funziona anche molto bene, è la Fondazione Carnevale e la Fondazione Festival Pucciniano.

A non aver alcun ufficio stampa ufficiale anche i Comuni di Seravezza e Stazzema. Va meglio invece la situazione negli altri Comuni. A Pietrasanta la comunicazione è gestita dalla giornalista Sabrina Mattei (aiutata, per le attività culturali, dalla collega Alessia Lupori). Indipendente - e molto attiva soprattutto nel periodo estivo - la comunicazione della Fondazione La Versiliana.

A Camaiore, oltre che da un giornalino con tutte le informazioni istituzionali che ogni tre mesi viene consegnato a tutti i capifamiglia del territorio, la comunicazione è curata dalla giornalista Sara Romanini. Anche a Massarosa il servizio è molto funzionale. A gestire la comunicazione dell'ente in modo professionale da diversi anni è Piera Magrofuoco. Jessica Nardini invece manda alla stampa comunicati e comunicazioni per conto del Comune di Forte dei Marmi.

Per quanto riguarda la Provincia l'ente di Palazzo Ducale, oltre a realizzare alcune trasmissioni di approfondimento su alcune tv locali, ha un ampio e ben strutturato ufficio stampa e alcuni collaboratori stretti del presidente Stefano Baccelli che spesso fungono da portavoce.

Marco Pomella per ognisette

Vecchiano (PI): Dario Bonciani, chi l'ha visto?

12/01/2012

Lucca: Il Compleannario

05/01/2012

Carrara: Marmo in Mali

 Mario Molinaro 

mali carrara marmo

 

Senza nome 225x300Il Presidente Mr Boubacar A. BAH dell’associazione di tutti i Comuni dello Stato del Mali e Sindaco del distretto V della capitale Bamako e’ stato ricevuto dal Collegio Toscano Periti Esperti Consulenti il 2 e 3 gennaio 2012 dal Presidente del Consiglio Comunale di Firenze E. Giani.
Nell’ambito dell’incontro sono stati siglati dei protocolli d’intenti per il commercio del Marmo col Comm. A. Vinchesi rappresentante della citta’ di Carrara e sono stati avviati buoni importanti dialoghi tra l’illustre personaggio dello Stato del Mali e il Pres E. Giani in relazione al problema dell’acqua e ad altre questioni che hanno aperto difatto un dialogo tra lo Stato del Mali e il Comune di Firenze oltre che con la Regione Toscana. Ampio risalto e’ stato dato sulla stampa “il Tirreno” nella pagina di Carrara per la conferenza stampa indetta dal Comm. A. Vinchesi e ad oggi il mondo imprenditoriale di Carrara ha appreso con soddisfazione la nuova opportunita’ per lo sfruttamento delle cave di marmo in Mali, grazie all’accordo siglato, preambolo dei passi ufficiali successivi tra lo Stato del Mali e la citta’ di Carrara.

21/12/2011

Capalle (FI): Crisi anche dei centri commerciali?

centro-commerciale.jpg

Nei giorni passati si parlava tra colleghi di come nei week-end fosse quasi impossibile metter piede in un centro commerciale per andare a far spesa (o a comprare regali) causa il grandissimo affollamento di persone, ma anche di come tanti negozi rimanessero desolatamente vuoti con le commesse in attesa vana di qualche cliente.

Tanta gente a spasso nei viali centrali dei centri commerciali, qualcuno che curiosa all'interno dei negozi ma acquisti pochi, molto pochi.

La causa la conosciamo tutti ed è inutile ricamarci, è la crisi economica che oramai da 3 anni affligge l'Europa e più in generale i paesi aderenti all'euro, ma soprattutto quelle economie oramai mature (e sature) come la nostra.

La crisi finora ha colpito duramente e se anni fa era raro udire di qualche amico o parente in cassa integrazione o in mobilità, oggi è quasi una abitudine: quasi ogni giorno si legge di aziende in crisi, di cassa integrazione ordinaria o straordinaria, di mobilità, di contratti di solidarietà, di licenziamenti.

Sarà un Natale duro sotto questo punto di vista perchè il futuro prossimo - leggasi 2012 - si annuncia simile se non peggiore a quanto visto fino ad oggi.
La manovra economica che il governo Monti ha varato (ed è la quinta quest'anno, alla faccia di chi raccontava in giro che eravamo un paese di benestanti e che la crisi non esisteva...) rende ancor più difficile pensare al domani, ad un futuro di servizi gratuiti e poche tasse da pagare, con una busta paga più pesante perchè alleggerita da tasse e balzelli vari.

I centri commerciali sorti a bizzeffe negli anni erano diventati le nuove cattedrali del consumismo, la prova provata che il nostro paese era benestante e dedito al consumismo, e più centri commerciali aprivano più si tendeva a pensare che quel territorio fosse una terra ricca, popolata da benestanti e foriera di lavoro e benessere.

Quelle stesse cattedrali del consumismo oggi vivono sulla loro pelle la crisi di quel sistema che le ha generate e si ritrovano così ad essere popolate da tantissime persone con pochi soldi in tasca, ed ancor meno possibilità di spendere.
I saldi già partiti ancor prima del passaggio del Natale sono solo l'ultimo segnale disperato di un consumismo che sembra essere al tramonto, maturo come sono mature le economie che lo hanno proposto per tanti anni.

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