18/05/2012
Torre del Lago P. (LU): Andrea Bocelli
Andrea Bocelli chiede un sussulto alle istituzioni per salvare il Festival Puccini.
“Mi addolora come artista e come toscano – dice Bocelli – sapere che proprio nel luogo dove ho dato vita a due grandi personaggi pucciniani come Cavaradossi e Pinkerton oggi si pensi di spegnere per sempre l’emozione suscitata dalla musica di Giacomo Puccini e la dedizione e la passione dei tanti lavoratori dell’orchestra, del coro e del palcoscenico che ogni anno danno vita ad un evento culturale di grande prestigio e apprezzato in tutto il mondo. E’ stato in quel luogo che è maturata la mia passione per la lirica”.
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13/05/2012
Tassignano (LU): Com'è ridotta la stazione

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09/05/2012
Massa: Salvati dal macello

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04/05/2012
Massa: Geremiade degli albergatori
I problemi del turismo nella nostra realtà comprensoriale sono notevoli, profondi, di varia entità e soprattutto di difficile soluzione per un assenza pressoché costante delle amministrazioni che si sono susseguite alla guida della città dalla dismissione “fine anni 80” della zona industriale in poi
La qualità delle acque, l’erosione, la mancanza di infrastrutture, la carenza di strumenti urbanistici, sono un elenco della spesa che ci trasciniamo da anni e che puntualmente in odore di scadenze elettorali vengono di nuovo poste all’attenzione.
Si pensa così alla creazione di tavoli che forse sarebbe più giusto usare per le scampagnate di questa pazza primavera.
In tale direzione leggiamo la richiesta formulata da altre associazioni del territorio “Agepark, Riviera Apuana, Confesercenti” d’ istituzionalizzare questi strumenti di confronto forse, sollecitati proprio dall’amministrazione comunale magari per un nuovo look, in vista delle elezioni del 2013.
Pur di raggiungere l’obiettivo si arriva a una specie di gioco delle parti, criticando proprio l’amministrazione perché non istituzionalizza tale confronto.
Altra questione sono gli studi e le analisi in campo turistico ed in questo caso noi crediamo che le sedi per gli stessi esistono già a livello istituzionale e vanno ricercati nella casa comune delle aziende come sa bene anche il presidente delle Confesercenti e non vanno confuse data l’eccellenza con altre soluzioni.
Quello che veramente manca e su questo vorremmo avere il conforto degli altri colleghi è il disinteresse assoluto della politica su questi argomenti.
Quello che occorre veramente non sono tavoli ma stimoli nuovi capaci di rifar ragionare finalmente la politica tutta “ maggioranza ed opposizione” sul ruolo e la validità del turismo nel nostro comune, che è stato ed è una buona fetta di pil circa il 10%
Il turismo ha offerto ed offre, occupazione circa 5000 posti di lavoro ed è ed è stato un forte ammortizzatore sociale che ha ricevuto in cambio poco o nulla.
Occorre quindi una linea di netta diversità rispetto al passato.
Lavoriamo affinché la prossima amministrazione attraverso nuovi protagonisti che devono anche venire dal nostro settore “ Alberghi, stabilimenti balneari, campeggi, attività commerciali” possono permettere un reale cambiamento in termini di politica turistica a tutto campo, affinché le aziende possano trovare veri stimoli per continuare ad investire e credere nel territorio.
Su questi argomenti le categorie devono confrontarsi e cercare unità d’intenti solo uniti possiamo svolgere un ruolo da protagonisti e non di spettatori per un settore che rimane una delle poche materie prime che il territorio può offrire.
antenna3
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Abbadia San Salvatore (SI): Abbandono

...al Parco Museo Minerario
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03/05/2012
Massa: Si spegne Teleriviera
Teleriviera, la storica tv di Massa, chiuderà i battenti a fine maggio. La sofferta scelta da parte degli editori della tv locale, da poco passata al digitale terrestre dopo il switch off in Toscana, non è ancora ufficiale. Ma la decisione è già stata comunicata a dipendenti, collaboratori, stagisti.
A quanto pare dietro la decisione della televisione di proprietà di Giuseppe Annunziata ci sarebbero motivi economici, ma non solo. TeleRiviera era stata tra le prime tv locali a sorgere in Italia: la sua nascita risale al 1974.
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01/05/2012
Azzano (LU): La pieve in pericolo
Perché la chiesa costruita nel IX secolo col marmo dell’Alta Versilia, un capolavoro dell’arte romanica, si trova in un pericolo enorme: il versante lato mare della collina su cui sorge da oltre mille anni sta franando, per colpa delle escavazioni di bardiglio nella cava sottostante. E il terreno che cede trascina con sé mura e fondamenta.
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23/04/2012
Prato: Un primato non invidiabile
L'Italia è al primo posto in Europa per evasione fiscale da parte dei cinesi. Tra le maggioriimposte evase dalla comunità cinese figurano l'IRES, IRAP, IRPEF, l'IVA, oltre alle imposte locali. L'evasione fiscale stimata è di circa 35 miliardi di euro.
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21/04/2012
Prato: Siamo alle solite

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14/04/2012
Livorno: Pierpaolo Morosini

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25/03/2012
Livorno: Addio Baldi centro Sport
Le prime scarpette da calcio, in pelle nera e tredici tacchetti in gomma, erano sullo scaffale più alto, le illuminava un neon e per settimane, a volte anche per mesi, ti hanno guardato mentre camminavi davanti a una delle tre vetrine sotto i portici di via Cairoli. Si chiamavano e si chiamano ancora “Pantofola d’oro” e in 125 anni le hanno indossate Gianni Rivera, Falcao, Roberto Baggio e i Galacticos del Real Madrid.
È sognando di indossarle, calciare e vedere la rete gonfiarsi mentre mamma ti assicurava che a Natale sarebbero state tue che generazioni di ragazzini hanno conosciuto quell’insegna, scritta in nero, “Baldi centro sport” con il puntino sulla i sostituito da un cerchio rosso che assomiglia tanto a un pallone. Quattro anni fa dalla sede storica di via Cairoli, dove aveva aperto negli anni Sessanta, il negozio ha attraversato la strada per trasferirsi al numero 29 di via San Francesco. Adesso Massimiliano Baldi, 34 anni, nipote del fondatore, Alessandro, ha deciso di chiudere i battenti, almeno quelli che riguardano la vendita al dettaglio
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23/03/2012
Pisa: I 38 cadetti della schianto sul Monte Serra

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22/03/2012
Forte dei Marmi (LU): Giuseppe Nardini
È morto nella sua abitazione di Forte dei Marmi, Giuseppe Nardini, presidente del Parco Alpi Apuane. Un infarto intorno alle 12 lo ha ucciso: aveva 58 anni. Lascia la moglie Donatella, i figli Daniele ed Eleonora. Commozione tra le istituzioni locali.
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Prato: C'era una volta il Premio letterario Prato
C’era una volta il “Premio letterario Prato” che tanto prestigio portò alla città, finchè qualcuno decise, nel 1991, che era meglio spendere quei soldi nelle iniziative “popolari” consistenti in spettacoli cinematografici ed interventi mirati al consenso.
Nato nel 1948 a cura dell’Enal, dopo alcuni anni subentrò il Comune di Prato che nel 1955 ne assunse il patrocinio e l’organizzazione lanciando il bando per un’opera edita d’autore italiano. I lavori concorrenti, sia di genere narrativo, storico o critico, attinti alla fantasia o alla realtà, avrebbero dovuto rispecchiare fatti e pensieri legati alla Repubblica e la Costituzione.
Narrativa, poesia, saggistica, furono, congiuntamente o disgiuntamente, i generi delle opere prescritti nei bandi degli anni successivi. L’importo del premio di un milione di lire dal 1955 al 1964, fu elevato a due milioni nel 1965 allorché l’amministrazione comunale si sentì in dovere, per scelte politiche, di contribuire alle manifestazioni nazionali del XX della Repubblica e per scritti editi dal 1945 al 1965, anch’esso dell’importo di un milione.
I due milioni rimasero come importo dei premi successivi ma dall’anno 1970 fu elevato a due milioni e mezzo (le cifre sono in lire).
notiziediprato
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Prato: Scontrino sconosciuto
Un negozio su due non emette lo scontrino fiscale. E’ quanto emerge dall’intensificazione dei controlli effettuati dalla Guardia di Finanza la settimana scorsa a Prato e provincia. Su 130 negozi ispezionati, 64 sono stati multati per non aver battuto lo scontrino, o aver registrato importi inferiori a quelli della merce venduta. Più alta la percentuale di evasione tra i commercianti cinesi: non hanno emesso lo scontrino 32 attività sul 39 controllate, a fronte delle 32 multe (su 91 verifiche) inflitte a negozianti italiani.
I controlli dei finanzieri hanno riguardato varie categorie di negozio: in particolare sono state constatate irregolarità nei confronti di 15 bar e pasticcerie, 2 ristoranti, 9 ambulanti, 12 tra alimentari e panifici, 5 parrucchieri, oltre a gelaterie, paninoteche, centri estetici, erboristerie, cartolerie, negozi di abbigliamento e calzature.
notiziediprato
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14/03/2012
Prato: Quotidianità

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13/03/2012
Siena: Contro il falso pecorino
![]() Accade anche questo in Italia. Che lo Stato favorisca la delocalizzazione e faccia concorrenza ai produttori italiani. Tutto ciò sfruttando il valore evocativo del marchio Made in Italy.
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Pisa: Consumismo turistico

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12/03/2012
Fucecchio (FI): Incendi nel padule
Da oltre un mese il Padule di Fucecchio, già messo in crisi da una perdurante e anomala situazione di siccità, vede ripetersi incendi dolosi di vaste estensioni di canneto che causano danni gravissimi ad alcuni habitat peculiari e ad un'ampia varietà di specie vegetali ed animali.
Il fuoco, se da un lato consente alla Cannuccia di palude un recupero nelle successive stagioni vegetative, in quanto non ne danneggia gli organi ipogei, dall’altro risulta letale per molte altre specie vegetali, come ad esempio quelle a portamento cespitoso (carici, giunchi ecc.), che sono soppiantate dal canneto.
A fare le spese degli incendi però secondo i tecnici del Centro di Ricerca del Padule di Fucecchio sono soprattutto le comunità di invertebrati che risiedono nella vegetazione che, oltre ad un indiscusso valore intrinseco, hanno un ruolo fondamentale delle catene alimentari della palude.
Anche numerosi vertebrati risultano direttamente colpiti dall’uso indiscriminato del pirodiserbo; è noto ad esempio l’impatto negativo di tale pratica sulle popolazioni di Topolino delle risaie, rara specie che trova nel Padule di Fucecchio uno dei margini più meridionali della sua distribuzione.
Per quel che riguarda l'avifauna, gli incendi del canneto portano ad una riduzione di habitat sia per alcuni passeriformi molto specializzati (Cannaiola, Cannareccione ecc.), sia per specie di interesse conservazionistico a livello europeo come il Tarabuso, l'Airone rosso ed il Falco di palude; senza considerare che nel Padule di Fucecchio anche le colonie di nidificazione degli altri aironi, alcuni dei quali già in cova in questo periodo, si trovano in buona parte proprio all'interno o ai margini dei canneti.
Per fare un esempio concreto, l'incendio che in febbraio ha cancellato in poche ore una fascia di 15 ettari di vecchio canneto nella Riserva Naturale, accanto all'area Righetti, ha probabilmente danneggiato una delle ultime popolazioni di Salciaiola nidificante nel Padule di Fucecchio.
Si tratta di un piccolo passeriforme del canneto, molto raro ed in forte declino in Italia, che presenta esigenze ecologiche elevate, essendo legato a canneti non molto densi, ma ben strutturati, con accumuli di vegetazione secca nella parte inferiore.
Nel 2011 un censimento effettuato congiuntamente dai tecnici del Centro R.D.P. Padule di Fucecchio e del Centro Ornitologico Toscano aveva rilevato proprio in quell'area andata in fumo la presenza di ben 2 maschi di Salciaiola in canto sui 6 conteggiati nell'intera area palustre.
Non solo la Salciaiola, ma anche l'altrettanto raro Forapaglie castagnolo risultavano già in forte decremento numerico, e se consideriamo che quest'ultima specie si riproduce precocemente, già a partire dal mese di marzo, è facile comprendere gli effetti degli incendi dei giorni scorsi sulla popolazione di questi piccoli uccelli.
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11/03/2012
Firenze: Sponsors? Fiasco
Il bando del Comune, pubblicato a settembre 2011, cercava sponsor per restaurare 50 monumenti bisognosi di cure urgenti, ma l'iniziativa «Florence I Care» non ha avuto successo.
Finora soltanto la colonna di San Zanobi in piazza del Duomo risulta «adottata»: restauro finanziato da una ditta per 20mila euro.
Tutti gli altri, tra questi la statua di Nettuno, la torre di Arnolfo, il ponte di Santa Trinita, la balconata di piazzale Michelangelo, la loggia del Bigallo, non hanno trovato mecenati e il bando del concorso sta andando deserto. Il Comune offriva ai soggetti interessati, in cambio dell'intervento di recupero del bene artistico, lo spazio del cantiere per pubblicizzare la propria immagine naturalmente in una forma non invasiva e rispettosa del «decoro pubblico».
La difficoltà dell'attuale situazione economica sembra essere la causa principale del mancato mecenatismo da parte delle imprese.
Tina Lepri
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10/03/2012
Il Ciocco (LU): NoiTV nel caos
STEFANO GIUNTINI per loschermo
Si torna a parlare della drammatica situazione in cui verte da tempo parte della redazione dell'emittente locale NoiTv. A prendere la parola sullo stato delle cose è l'Associazione Stampa Toscana, che in un comunicato ufficiale diffuso ieri sul proprio sito Internet, stigmatizza la gestione che ha portato all'attuale scenario, attraverso una dura critica alla dirigenza dell'emittente che di seguito riportiamo integralmente:
"L’Associazione Stampa Toscana, sindacato dei giornalisti toscani, sostiene la protesta dei dipendenti di NoiTv contro la decisione unilaterale di cancellare la firma dei giornalisti cameramen dai titoli dei servizi ed è al loro fianco nella richiesta di cancellazione di un provvedimento ingiustificabile sotto ogni punto di vista.
Il sindacato dei giornalisti stigmatizza in particolare il fatto che questa decisione sia stata assunta senza nessun preventivo confronto con il comitato di redazione e con l’assemblea dei lavoratori e richiama le conseguenze di una scelta che, prima ancora che fondarsi su ragioni di restyling del Tg, avrà come conseguenza quella di rendere invisibile agli occhi dei telespettatori il lavoro di professionisti indispensabili per la realizzazione dei servizi giornalistici. Tutto questo, per di più, in una situazione di cassa integrazione a rotazione.
L’Associazione Stampa Toscana, nel richiedere il ripristino della firma, quale riconoscimento del lavoro e della professionalità dei colleghi, chiede all’azienda un incontro sulla questione e sulle altre questioni relative a questa prima attivazione del regime di cassa integrazione".
Immediata la replica al sindacato di Sergio Talenti, il poeta e giornalista direttore diNoiTv:
"L'Associazione stampa toscana ha bisogno di essere più puntualmente informata. A NoiTv non è stato assunto alcun provvedimento per oscurare la firma dei giornalisti cameramen. Il loro nome viene menzionato, come in tantissime altre emittenti, alla fine del telegiornale e non più per ogni singolo servizio - scrive Talenti-. Un restyling grafico sviluppato con lo scopo di rendere più agevole l'impaginazione del Tg e debitamente comunicato alla redazione viene passato per un atto di censura. Ad Assostampa bastava fare una telefonata alla nostra redazione per appurare come stanno i fatti. Ovvero tutti i contributi vengono citati infondo alle edizioni del Tg. Il nostro stupore è accresciuto anche dal fatto che il sindacato ha firmato un accordo con l'emittente non più tardi di un mese fa. Da loro - conclude il direttore - a questo punto mi aspetterei almeno le scuse, non tanto alla mia persona, ma ai giornalisti della televisione denigrati da una presa di posizione così poco meditata".
Francamente - ma potremmo sbagliarci - non ci risultano telegiornali, partendo da quelli nazionali per arrivare a quelli locali (webtv comprese) che non riportino nei crediti iniziali dei singoli servizi gli autori delle riprese (in realtà di solito sono citati anche i montatori), come previsto invece dal restyling citato da Talenti.
I nomi dei cameramen al lavoro nella redazione, che da regolamento sono comunque regolarmente iscritti all'Ordine dei giornalisti in quanto le immagini hanno valore di cronaca, appaiono altresì nei titoli di coda (dopo il meteo, ndr) come invece usa nella maggior parte delle tipologie di programmi televisivi.
Al di là di tutto è ovvio che tale pratica limita la visibilità degli autori delle riprese al grande pubblico e non si capisce perché nella nuova grafica debbano apparire solo le firme dei giornalisti senza quelle degli operatori video (lo spazio sembrerebbe non mancare, ma c'è da dire che non abbiamo le competenze necessarie in fatto di"agilità di impaginazione televisiva"), non sta comunque a noi giudicare l'operato e le scelte del direttore che - lo dice la sua carica - è responsabile della redazione.
Aggiornamento delle 19:
"I teleradio-giornalisti Gabriele Mori e Giada Menichetti a oggi si astengono da firmare i servizi che realizzano in segno di solidarietà con i colleghi giornalisti-cameramen a cui è stato impedito di mettere la firma sulle immagini che realizzano. I giornalisti cameramen Serena Margheri e Daniela Francesconi si astengono dal mettere qualsiasi titolazione sui servizi che realizzano e montano". Questo il contenuto di un documento consegnato oggi dai firmatari al direttore di NoiTv Sergio Talenti. Nel frattempo nel corso della conferenza stampa del Premio Passetti, svoltasi questa mattina a Viareggio, l'organizzazione ha annunciato la consegna di una targa di solidarietà ai giornalisti cassaintegrati dell'emittente.
Questo il comunicato integrale:
"In questa edizione 2012 del Premio cronista Piero Passetti, in programma a Viareggio sabato 17 marzo alle 11 al Palace Hotel, verranno assegnati due premi speciali ai colleghi di testate della Lucchesia e della Toscana che stanno vivendo una situazione lavorativa drammatica. In segno di solidarietà, due targhe verranno consegnate ai colleghi del Corriere di Lucca e della Versilia che hanno perso il lavoro con la chiusura della testata e ai colleghi di Noi Tv in cassa integrazione. Nel giorno in cui l’Associazione stampa della Toscana denuncia il rischio di chiusura anche delle redazioni de Il nuovo corriere di Firenze e de Il nuovo corriere aretino, l’Unione nazionale cronisti italiani ribadisce il proprio impegno a tutela dei diritti dei colleghi. Il riconoscimento verrà consegnato ai colleghi del Corriere e di Noi Tv durante la cerimonia di consegna del Premio cronista Piero Passetti. Le due targhe sono un simbolo di solidarietà per tutti i colleghi in difficoltà che in Toscana, come in Italia, sono sempre più numerosi. Basta pensare alla difficile vertenza di Canale Dieci e di Tv1. Tutti i colleghi sono ufficialmente invitati all’iniziativa".
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06/03/2012
Carrara: Il solito giro di vite delle banche e pmi allo sbando
(Adnkronos) - Flop delle richieste di credito in provincia di Massa e Carrara nel mese di gennaio: -50% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Mentre 7 imprese su 10 sono costrette a ricorrere alla banca per pagare le fatture di fornitori e gli oneri previdenziali (Inps, Inail, Casse varie, Iva), solo 3 (su 10) imboccano invece la porta girevole degli istituti di credito per ottenere finanziamenti da investire nell'azienda e nel miglioramento dei servizi e dei prodotti. In calo i finanziamenti ammessi alla garanzia: 59 milioni di euro nel 2010 contro i 42 milioni dei 2011. 17 milioni in meno rispetto all'anno prima anche se il dato del 2010 comprendeva i risultati della vicina La Spezia.
E' la fotografia tutta apuana della salute degli artigiani e dei piccoli imprenditori del territorio di Massa e Carrara che oggi riescono a sopravvivere, nel caos della crisi internazionale, anche grazie a strumenti come Artigiancredito Toscana, il Consorzio Fidi di riferimento per artigiani e commercianti a capitale sociale privato (e' sostenuto da 60 mila imprese) che dopo anni di crescita deve fare i conti con ''una brusca frenata''.
Act e' un po' l'ago della bilancia di questo mondo fatto di spread, centrale dei rischi e parametri incrociati sempre piu' insensibili e freddo nel suo calcolare; il contenitore probabilmente piu' adeguato anche per capire le dinamiche che si nascondono nei meandri del rapporto tra impresa e istituti bancari.
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Lucca: Ristoranti tuttopesce (taroccato)
Il pangasio del Mekong, venduto come cernia, fino al polpo del Vietnam spacciato per nostrano. Ma ci sono anche l’halibut atlantico spacciato per sogliola, il dentice dalla Mauritania e le vongole turche, mentre i gamberetti sono spesso targati Cina, Argentina, Mozambico o, ancora, lo stesso Vietnam.
Sono alcuni dei “tarocchi” ittici che finiscono puntualmente nei menu dei ristoranti e mense e di cui il consumatore non sa nulla: convinto di mettere sotto i denti pescato locale, magari del Mar Tirreno, si ritrova invece a cibarsi illusoriamente di prodotti ittici che arrivano dall’altro capo del mondo.
Tutto nasce da un 'difetto' se così vogliamo definirlo: se l’etichetta di origine con tanto di zona di pesca è obbligatoria per il pescato acquistato in pescheria o dall’imprenditore, lo stesso principio non vale purtroppo quando il pesce arriva al ristorante. Una volta che finisce nella ghiacciaia del ristorante non è infatti più dato saperne la provenienza. Un vuoto che Coldiretti vuole riempire con 'l’etichetta di origine' replicando le esperienze già attivate nel settore agroalimentare. Del resto olio o polpi che differenza fa se sono Made in Italy?
La proposta è stata presentata da Coldiretti Impresa Pesca che ha auspicato, nell’ambito dei provvedimenti di legge 'sull’ammodernamento della pesca e acquacoltura in Italia' e la 'tracciabilità della produzione ittica'. Sarebbe un passo avanti notevole in difesa e per conto del consumatore che chiede, a gran voce, di sapere con esattezza cosa mangia.
“Due terzi dei pesci serviti a tavola – spiega Francesco Ciarrocchi, direttore provinciale Coldiretti – sono tarocchi. Eppure, nonostante la pescosità dei nostri mari e la presenza di numerose imprese, solo un terzo del pesce proviene dalle nostre coste. La produzione ittica, al pari della produzione agroalimentari, deve essere tutelata e difesa dagli attacchi della pirateria. Nasce da questo principio, lo stesso che ispira il nostro progetto per una filiera agricola tutta italiana, la proposta di Coldiretti Impresa Pesca”.
E tra i pesci più 'imitati', a completare un panorama che ha dell’incredibile, c’è anche il pesce spada che invece altro non è che trancio di squalo smeriglio; il baccalà, in realtà filetto di brosme oppure il pagro fresco venduto come dentice rosa. E ancora il pesce serra al posto delle spigole, il pesce ghiaccio al posto del bianchetto, la verdesca al posto del pecespada, l'halibut atlantico al posto delle sogliole. “Dovrebbe essere un diritto del consumatore sapere cosa mangia –conclude Ciarrocchi – noi vogliamo garantirglielo”.
Per maggiore informazioni www.impresapesca.it
loschermo
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03/03/2012
Lucca: Pescivendoli e ristoratori fantasiosi
Accusa di tentata frode e denuncia a piede libero per un ristorante di etnia orientale a Lucca: il titolare dell’esercizio aveva omesso di riportare la dicitura “Prodotto congelato” per alcuni tipi di pesce utilizzato per il confezionamento dei piatti.
Non meno grave, ma punito con una sanzione amministrativa di 3200 euro, l’operato di un centro commerciale che non aveva indicato la data di scadenza sui prodotti ittici in vendita.
Questi i risultati dei controlli degli uomini della Capitaneria di Porto di Viareggio in materia di pesca, fatti non solo sul lavoro svolto in mare dai marinai viareggini, ma anche nell’entroterra dove vengono verificati magazzini e ristoranti al fine di accertare che non siano commercializzate specie vietate e di misura inferiore a quella consentita.
Nella giornata di oggi, in particolare, sono stati controllate 7 motopesca nel porto di Viareggio, mentre nella provincia di Lucca sono state controllate 4 pescherie e 1 ristorante.
L’attività degli uomini in divisa blu continuerà nelle prossime settimane, non solo a tutela di un bene prezioso quale la salute del consumatore e a garanzia della piena applicazione delle normative vigenti che prescrivono la necessità di una corretta e completa informazione sullo stato dei prodotti, sull’origine e soprattutto la data entro quale gli stessi vanno consumati, ma anche a tutela degli onesti operatori che lungo l’intera filiera del pescato vogliono fornire un prodotto di qualità tracciato e trasparente.
La Guardia Costiera ricorda che, per eventuali segnalazioni in materia di pesca, può sempre essere usato il numero blu 1530 gratuito da telefono fisso e da cellulare.
loschermo
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24/02/2012
Prato: Ci risiamo!

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23/02/2012
Prato: Ci risiamo!

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20/02/2012
Livorno: Via il cine arriva la banca
![]()
.....potrebbe arrivare anche un bar
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17/02/2012
Camaiore (LU): Regole sicure?
Marco Pomella
Chiederanno un incontro con tutti i candidati sindaco delle amministrative 2012. Per chiedere, a ciascuno di loro, di sottoscrivere impegni ben precisi riguardo la ristorazione.
A proporlo sono un gruppo di ristoratori di Lido, Capezzano Pianore e Camaiore, supportati da Alessandro Cerrai, presidente Confesercenti Versilia, e Esmeralda Giampaoli, presidente nazionale Fiepet (pubblici esercizi).
Tre le questioni salienti, su cui punteranno l’attenzione. La cosiddetta “concorrenza sleale” delle cucine degli stabilimenti balneari. “Vogliamo regole chiare -hanno detto – e che possa fare ristorazione solo chi ha le carte in regola per farlo”.
Seconda questione quella delle sagre. “Serve una regolamentazione – hanno sottolineato – in assenza della quale le sagre troppo spesso si trasformano in ristoranti a cielo aperto senza alcuna regola”.
Terza questione: il rilancio della ristorazione. “Dobbiamo puntare su uno degli aspetti che rende grande la Versilia: l’enogastronomia. Per questo vogliamo che il prossimo sindaco ci convochi a tutti i tavoli di confronto in cui si discute di turismo o di commercio”.
I ristoratori creeranno quindi un comitato locale (formato da Leonardo Del Signore e Gabriele Bonuccelli), ed organizzeranno un dibattito pubblico a cui inviteranno tutti i candidati sindaco (fino ad ora Matteucci, Del Dotto, Pezzini, Micheli, Ceragioli e Gemignani)
Il comitato non perderà certo di vista le questioni legate alle tasse. “Chiederemo sgravi – dicono – in particolare per la pressione fiscale sul suolo pubblico e sui rifiuti”
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14/02/2012
Prato: Non manca l'intimo nella contraffazione


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10/02/2012
Arezzo: Unoaerre asta deserta

L'asta per l'acquisto della Unoaerre, una delle più grande aziende orafe italiane con sede ad Arezzo, attualmente amministrata dal titolare della Chimet Sergio Squarcialupi, è andata deserta.
I liquidatori hanno atteso fino alla mezzanotte prima di dichiarare chiusa la stessa.
Le offerte papabili erano quelle di Sergio Squarcialupi, amministratore delegato da un anno e mezzo, della società "Alacriter" che fa capo alla famiglia Zucchi ex proprietaria dell'azienda e quella degli indiani di "Gitaniaj Gems" gruppo quotato alla borsa di Bombay. Dalla scena si erano già ritirati gli austriaci di "Swarovski", gli arabi di un fondo di Dubai e la "Richline" che fa capo al miliardario americano Warren Buffett.
Questa mattina, in una nota, i liquidatori Gino Faralli, Alessandro Benocci e Luciano Bertolini hanno reso noto che provvederanno a "porre in essere gli ulteriori atti previsti dalla procedura" ovvero una nuova asta.
Il prezzo di acquisto della Unoaerre resta lo stesso, due milioni più vari oneri che fanno crescere la spesa sui 15 milioni.
La procedura slitterà a questo punto verso la primavera. Per l'azienda e per i dipendenti, circa 300 di cui un centinaio in cassa integrazione, quanto accaduto ieri rappresenta .un ulteriore motivo di incertezza, dopo quelli legati alla situazione del mercato orafo.
19:16 Scritto da minobezzi1 in che tristezza! | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
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