19/05/2012

Firenze: L'olivicoltura toscana fra luci ed ombre


Non esiste l'olivicoltura toscana. Ve ne sono almeno tre:

- una marginale, che pesa il 30% sulla consistenza complessiva, e che è costituita da piccoli e piccolissimi impianti vetusti, condotti ignorando ogni innovazione e principio aziendalistico

- una tradizionale, che pesa il 60% sulla consistenza complessiva, che è costituita spesso da oliveti di medio piccole dimensioni, condotta cercando di tenere di conto dell'innovazione (irrigazione e meccanizzazione) e secondo principi aziendalistici seppur senza poter attuare tutte le tecniche e utilizzare tutte le tecnologie utili a ridurre significativamente i costi e aumentare la produttività

- una intensiva, che pesa il 10% della consistenza complessiva, che riesce ad adottare tutte le innovazioni e le tecniche moderne, avendo le condizioni, anche di impianto, per poter garantire la massima efficienza.

Si tratta di uno scenario applicabile a diverse realtà territoriali, non solo alla Toscana, e che trova conferma nei numeri, nei dati statistici: il 60% delle aziende olivicole toscane ha meno di due ettari. Un'olivicoltura diffusa che riguarda diversi strati sociali, che è stata per anni punto di forza del sistema ma che ora si trova ad esserne criticità. L'attenzione al territorio, alla sua salvaguardia deve molto a chi ha coltivato i due ettari di olivi per decenni ma oggi la mancanza di redditività sta acuendo un fenomeno in atto già da tempo: l'abbandono degli oliveti. I conduttori sono ormai, per la stragrande maggioranza, ultrasessantenni, senza la possibilità di ricambio generazionale. La conduzione in perdita, così come sta accadendo in questi anni di crisi, porta al disinteresse verso la coltura e il mantenimento delle piccole olivete.

Bisogna anche prendere atto che forse è un intero sistema e modello sociale olivicolo a stare andando in pezzi se il Dott.Barzagli, dirigente della Regione Toscana, durante il convegno “Dove va l'olivicoltura toscana?” ad Arezzo, ha ricordato che il regolamento 1019/02 ha mandato in disuso l'abitudine di approvvigionarsi dell'olio per la famiglia annualmente presso i produttori, portando a una diminuzione delle vendite di olio toscano, specialmente da parte di piccoli e piccolissimi produttori. Attribuire tutte le colpe a un regolamento comunitario, ha ammesso lo stesso Barzagli, sarebbe però eccessivo. Sono cambiate le abitudini alimentari, lo stile di vita e il regolamento non ha fatto altro che accelerare un fenomeno che si sarebbe comunque verificato.

Il presidente dell'Igp toscano Filippi ha ricordato che ormai la Coop vende, tra novembre e dicembre, durante la campagna dell'olio novello, un quantitativo di olio pari a quello certificato Igp. L'olio venduto è però 100% italiano. Impossibile per un produttore toscano mettersi in competizione con tali offerte della grande distribuzione.

Il mondo è evoluto, molto velocemente, mentre il settore olivicolo è rimasto monoliticamente immobile, ha ricordato il Prof. Gucci dell'Università di Pisa. Mentre la Spagna investiva, a partire dagli anni 1980, l'Italia si è accontentare di restare a guardare e ora si trova indietro, anche a guardare a modelli agronomici alternativi provenienti dal paese iberico, anche con errori concettuali, come quello di puntare eccessivamente l'attenzione sui sesti d'impianto. Esistono modelli colturali molto intensivi che ci vengono tramandati sin dal Medioevo. E' il caso del “bosco pisano” che prevede densità d'impianto di 600-700 piante ad ettaro ma con un modello agronomico che impedisce qualsiasi redditività. Occorre guardare oltre, con qualche mea culpa. “Ci siamo dimenticati per 30 anni che il vero problema è l'aumento della produttività, ancor prima del contenimento dei costi” ha ricordato Gucci.

E' chiaro inoltre che, in un contesto come quello toscano, comune comunque a diverse regioni del centro nord Italia, non si può non tenere conto degli aspetti ambientali, paesaggistici ed ecologici. Anche e semplicemente perchè una serie di norme e regolamenti lo impongono. Come ha ricordato però il Presidente dell'Accademia dei Georgofili Scaramuzzi“non si può obbligare nessuno a coltivare il proprio oliveto in perdita, non senza indennizzarlo adeguatamente.”

Questo è il vero nodo al pettine dell'olivicoltura marginale, tanto diffusa da rappresentare un valore paesaggistico e ambientale, tanto fragile sul piano economico da prevederne un progressivo abbandono in assenza di adeguate misure di intervento. Cosa farne?

Se l'olivicoltura marginame rappresenta il 30%, quella tradizionale arriva al 60%. E' qui la vera sfida perchè questa olivicoltura, con i dovuti indirizzi e investimenti, può diventare intensiva oppure tramutarsi in marginale. Oggi è in una terra di nessuno, ma al contempo nelle sabbie mobili. Senza scelta virerà inesorabilmente verso l'olivicoltura marginale, ovvero verso l'abbandono visto che i costi economici e sociali di un'olivicoltura toscana in maggioranza marginale sarebbero insostenibili.

Scenario chiaro e allarmante, molte domande ma poche risposte che, secondo l'assessore all'agricoltura della Regione Toscana Salvadori, dovranno venire da un piano olivicolo regionale in attesa che siano varati quelli strategici comunitario e nazionale. I lavori del tavolo olivicolo regionale sono stati propedeutici ma occorre ora dare ora omogeneità e struttura a molte iniziative avviate in ordine sparso. Il risultato, che l'assessore ha promesso sarà varato entro pochi mesi, sarà appunto un programma complessivo che si avverrà di fondi, anche provenienti da altri comparti, come quello vinicolo, “perchè l'olivo e l'olio sono una priorità”.

 Alberto Grimelli per teatronaturale

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08/05/2012

Siena: La Provincia più termale d'Italia


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Le terme di Bagno Vignoni

All’edizione 2012 di Thermalia, il salone che ospita il meglio dell’offerta italiana e straniera del settore termale, non poteva mancare la provincia “più termale d’Italia”, con ben setti comuni in cui sono presenti, complessivamente, nove importanti aziende termali. La Provincia di Siena sarà a Rimini dal 10 al 13 maggio con uno stand istituzionale per presentare al meglio il sistema termale provinciale, nato dalla sinergia tra amministrazione provinciale e aziende per creare un’unica destinazione turistica termale delle Terre di Siena e dare una spinta ulteriore a un settore qui così prolifico e attento sia al benessere che alla salute dei propri ospiti.


04/05/2012

Carrara: Le imprese che reggono

 Cinzia Chiappini per antenna3

 

Le aziende di medie dimensioni sono quelle che stanno reggendo meglio i contraccolpi della crisi economica e in particolare, quelle che lavorano nell’estrazione dei materiali lapidei: lo dice il rapporto dell’Isr sui bilanci delle società di capitale della aproivncia di  Massa e Carrara in riferimento ai conti del 2010. L’analisi ha preso in considerazione 2 mila società, tutte con un fatturato superiore ai 100 mila euro, che insieme rappresentano il 24 per cento delle aziende della provincia e circa il 50 per cento del pil locale.

Uno studio complesso e molto tecnico, compilato per Isr dal dottor Daniele Mocchi, da cui emergono però con chiarezza due dati che la dicono lunga sulle condizioni in cui versano le nostre aziende: tra il 2009 e il 2010 le società apuane hanno fatto registrare un drastico calo degli investimenti e una preoccupante flessione degli utili.

Il presidente della camera di commercio di Massa e Carrara Norberto Ricci e il responsabile dell’Isr Maurizio Ravecca nel presentare il rapporto hanno sottolineato con forza il momento di grave difficoltà dell’economia apuana: una situazione che nasce sì, ovviamente, dalla crisi economica internazionale ma che è accentuata anche da fattori locali, primo fra tutti la dimensione ridotta delle società apuane, che le rendono poco competitive su scala globale.

Difficoltà che, bilanci alla mano, hanno portato un crollo degli investimenti, passati in un anno dal 22 al 6 per cento e a una forte contrazione degli utili. A cavarsela meglio sono state, lo dicevamo, le società di medie dimensioni, più reattive davanti alla crisi e quelle che operano nell’estrazione del lapideo. Un andamento ben sintetizzato nella graduatoria conclusiva con cui Irs, proprio in base ai dati di bilancio, ha compilato una classifica sullo stato di salute delle società, incrociando diverse voci: ai primi tre posti troviamo Fb cave, General beverage e Pa Engineering.

Delle 37 società inserite in questa lista, 15 operano nel settore lapideo: di queste sette sono piazzate entro i primi 20 posti della classifica. Tra i nomi eccellenti dell’industria locale Imerys si piazza al 7 posto, seguita da Vittorio Bogazzi all’8 e dalla Porto Spa all’11 e ancora Marmi Carrara 15 posto, la Cooperativa di Gioia al 16, Fermet al 22, seguita da Campolonghi e Red Graniti. Al 29 c’è Amia che precede di una postazione la Coop Canalgrande.

22/04/2012

Carrara: I numeri del lapideo (marmi e pietre)

"Il settore lapideo  nella sola provincia di Massa e Carrara (escludendo il resto del distretto che ricade nelle province di La Spezia e Lucca) conta circa 1.150 unità locali per 4.850 addetti.

Il commercio all’ingrosso del lapideo assorbe circa la metà delle unità locali e poco meno del 30% degli addetti; il 50% degli addetti si trova in imprese di lavorazione ed un quinto in quelle di cava. La massa retributiva distribuita dal settore, circa 235 milioni di euro ripartiti tra i 4.850 addetti complessivi (6/10 operai, 1/5 impiegati e tecnici dipendenti, 1/5 indipendenti) corrisponde a circa 110,3 milioni netti in busta che determinano un impatto sull’economia locale diretto pari ad altri 1.827 addetti di cui 929 attivati dagli acquisti e 898 dalla spesa delle famiglie.

L’ attività estrattiva ha un impatti indiretto su industria metalmeccanica, commercio, trasporti e comunicazioni, immobiliari e noleggio pari a 1.091 unità di lavoro.

L’attività di lavorazione lapidea a sua volta altre 1.976 unità di lavoro ed il commercio altre 1.599.
Sono sempre dipendenti dal lapideo: una fetta consistente dell’attività del porto di Marina di Carrara, di aziende metal meccaniche legate al lapideo, di abrasivi, articoli diamantati, imballaggi, funi e cavi, ecc.

L’attività della IMM S.pA., ed una quota non trascurabile nel turismo deriva dal turismo d’affari. In totale altre 1.194 unità di lavoro.

TOTALE ADDETTTI: 4.850 +1.827 + 5.860 = 12.517"

14/04/2012

Firenze: Toscana terza nel consumo di olio extravergine

Nel 2011 sono stati venduti più di 215 milioni di litri di olio per un controvalore che sfiora gli 850 milioni di euro. Questi e altri dati sono compresi nel rapporto “ i consumi di olio nelle principali aree geografiche italiane nel 2010 e nel 2011” realizzato da Unaprol su dati Iri-Infoscan.

Nella Grande Distribuzione l'olio più venduto è l'extra vergine base, con il 73% del fatturato (157 milioni di litri venduti). L'extra vergine italiano arriva all'11% del mercato (23 milioni di litri). Oli Dop/Igp e bio hanno rispettivamente l'1% delle vendite.

Rispetto al 2010, l'anno scorso si è avuta una lievissia flessione delle vendite (-0,18%) con una contrazione del fatturato dell'1,5%. In particolare i cali più sensibili si hanno al centro Italia, ivi compresa la Sardegna, con diminuzioni del 4% dei volumi e del 5% per valori.

Se andiamo ad analizzare quale tipologia di prodotto ha avuto le migliori performance, scopriamo che nel nord est piace la Dop/Igp, con una crescita dei volumi dal 33 al 36%. Nel nord ovest si consuma più olio biologico, mentre nel centro Italia e in Sardegna piace l'extra vergine 100% italiano.

Ma dove si consuma più olio extra vergine d'oliva? Certamente in Lombardia, con 24 milioni di litri venduti per un valore di 99 milioni di euro. Al secondo posto il Lazio: 15 milioni di litri e 53 milioni di fatturato. Terzo posto per la Toscana dove sono stati commercializzati 15 milioni di litri per 55 milioni di euro. Ben distanti tutte le regioni del sud, con le sole Campania e Sicilia che si attestano su valori di 8 milioni di litri venduti.

L'extra vergine biologico piace ancora una volta in Lombardia (485mila litri e 3,9 milioni di euro di fatturato), poi Emilia Romagna (235mila litri e 1,8 milioni di euro), Veneto (195 mila litri e 1,4 milioni di euro) e Toscana (183mila litri e 1,4 milioni di fatturato).

L'extra vergine 100% itliano è venduto maggiormente in Toscana, con 6 milioni di litri e 20 milioni di euro di fatturato. A seguire, ma a grande distanza, la Lombardia (2,5 milioni di litri) e l'Emilia Romagna con poco meno di 2 milioni di litri. Tutte le regioni del sud Italia hanno consumi inferiori a 1 milione di litri.

Ma a che prezzi è venduto l'olio extra vergine d'oliva? La quotazione più elevata è stata toccata nel 2011 in Trentino con 4,44 euro/litro. La più bassa in Sicilia a 3,25 euro/litro. Netto il divario tra nord e sud, con circa 1 euro di differenza al litro.

Analoga differenza la riscontriamo per l'olio 100% italiano. Dai 5,14 euro/litro del Trentino ai 3,29 euro/litro in Sicilia. Anche in questo caso si mantiene una differenza di poco più di 1 euro al litro tra nord e sud.

La forbice media di prezzo tra un extra vergine base e un 100% italiano nelle varie regioni nel 2011 è stata di 40/50 centesimi di euro al litro, segno evidente che l'extra vergine Made in Italy non riesce a conquistare il cuore dei consumatori e a ottenere un significativo premio di prezzo. Una spiegazioni di questa dinamica risiede probabilmente anche nel fatto che il 100% italiano è veicolato prevalentemente dai private label, mentre le grandi marche si disinteressano sostanzialmente di questo segmento.

di R. T. per teatronaturale

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30/03/2012

Carrara: L'export marmifero nel 2011

Nel corso del 2011 il comprensorio Apuo-Versiliese ha esportato oltre 1.554.000 tonnellate di marmi, graniti e altre pietre, grezze o lavorate (compresi granulati e polveri), per un valore complessivo di 541.607.392 euro con una contrazione delle quantità -7,3% rispetto al 2010 ma con un incremento in valore del +6,8%. Lo rende noto l’Ufficio Studi dell’Internazionale Marmi e Macchine Carrara che ha elaborato le statistiche Istat e, a commento dei dati, sottolinea che se si restringe l’analisi ai materiali di maggior pregio (marmi graniti e altre pietre le cui voci sono riportate nella tavola numero 1) l’export del comprensorio che comprende le province di Massa e Carrara, Lucca e La Spezia, supera 1 milione di tonnellate per un valore di 521 milioni di euro con una riduzione delle quantità del -5,6% ma con un incremento dei valori del +7%. “Il dato è in linea con il trend dell’export nazionale che registrato una riduzione delle quantità esportate a fronte di un incremento in termini di valore che, per il comprensorio tosco-ligure, risulta più accentuato, considerato che a livello nazionale le variazioni sono risultate più contenute su entrambi i fronti segnando un - 3.2%  sulle quantità  e un + 4,3%.

 

La motivazione - commenta il presidente di IMM Giorgio Bianchini – è da individuare nel fatto che la crisi scoppiata in Nord Africa ha coinvolto direttamente le aziende del comprensorio che tradizionalmente intrattengono stretti rapporti commerciali con quest’area”. Sono scese, in particolare, le esportazioni verso l’areale nordafricano che nel 2010 risultava fra i maggiori mercati delle aziende toscane perché, dopo la Cina, erano Libia, Algeria e Tunisia i maggiori paesi importatori soprattutto di marmi in blocchi e lastre. Nel 2011 la Cina si è mantenuta al primo posto con un import di 214.464 tonnellate di marmi e graniti per un valore di oltre 50 milioni di euro seguita da Algeria (126.000 tonnellate per oltre 19 milioni di euro), India (93.000 tonnellate per 32,6 milioni di euro) e Tunisia (84.700 tonnellate per 8,5 milioni di euro). La Libia, invece, al centro di un radicale cambiamento degli assetti istituzionali e del conseguente forte rallentamento dell’economia e degli investimenti, precipita al settimo posto fra i partner del comprensorio segnando un -78% sulle quantità (31.000 tonnellate nel 2011) e un -75,4% in valore (3,4 milioni di euro nel 2011).  Evidenziano un trend positivo sia in termini di quantità che di valore l’India (rispettivamente +7,3% e +5,3%) e soprattutto  l’Algeria (+15,7% e +17,8%) dove è in forte aumento l’export soprattutto di marmo in blocchi e lastre che nel 2011 è stato di 117 mila tonnellate per oltre 17 milioni di euro (+20,8% in quantità e +22,4% in valore). 

 

Complessivamente, tuttavia, l’export di marmo in blocchi e lastre del distretto toscano ha registrato un -11,8% rispetto al 2010, passando dalle 743.300 tonnellate del 2010 alle 655.800 del 2011 mentre il valore è cresciuto del +7,6% e si è attestato a oltre 139 milioni di euro con un conseguente aumento del valore medio unitario che per il marmo grezzo è stato di 213 euro a tonnellata con una crescita del 22% rispetto al 2010, dunque il “bianco” è stato venduto a prezzi superiori con maggiore redditività.“È interessante anche il trend positivo dell’export dei lavorati in marmo bianco – sottolinea Paris Mazzanti direttore di IMM -  con circa 281.000 tonnellate per una valore di oltre 288 milioni con un aumento del +6,3% sulle quantità e un +9% sui valori rispetto al 2010. Ma è stato positivo anche l’andamento dell’export di granito in blocchi e lastre che ha fatto segnare un +9,2% sulle quantità e un +19,2% sui valori e, anche se i volumi sono modesti, il trend è comunque interessante.” I Primi mercati, per valore degli scambi, continuano ad essere, nell’ordine, Stati Uniti e Cina, seguiti nel 2011 dall’Arabia Saudita come mostra la mappa che evidenzia le aree che hanno i flussi più significativi.  Gli Stati Uniti sono stati ancora il “cliente” più importante per i lavorati toscani con quasi 76.000 tonnellate per un valore di 107.616.000 di euro registrando una riduzione delle quantità del -1% ma con dei valori sostanzialmente immutati.

 

La Cina ha invece mantenuto invariate le quantità importate con oltre 214.000 tonnellate per un valore di oltre 50 milioni di euro in crescita del +7,6% e conseguente aumento del valore medio che nel 2011 è stato di 234 euro a tonnellata. L’import del comprensorio tosco-ligure nel 2011 è stato in linea con il dato nazionale e, con 236.500 tonnellate per un valore di circa 73.450.000 di euro segna -9,6% in quantità e -1,7% in valore. Anche le aziende liguri e toscane, come quelle del resto del paese, non hanno aumentato le scorte di grezzi che rappresentano il 90% dell’import, a dimostrazione di un andamento degli ordini non positivo mentre è aumentato il valore medio unitario dei lavorati importati che è stato di 804 euro a tonnellata per i marmi (+46% rispetto al 2010) e 526 euro a tonnellata per i graniti (+10% rispetto al 2010). Il primo paese fornitore per le aziende del comprensorio è stato, sia in termini di volume che di valore, ancora il Brasile, dal quale sono state acquistate 37.000 tonnellate con prevalenza di granito in blocchi e lastre (36.000 tonnellate per quasi 11 milioni di euro) con una diminuzione sia delle quantità (-14% ) e dei valori (-15,3%) rispetto al 2010). Al secondo posto fra i fornitori esteri si colloca la Tunisia (che sostituisce al secondo posto l’ India) dalla quale importiamo quasi esclusivamente marmo in blocchi e lastre per un ammontare di 22.533 tonnellate (-16,2% rispetto al 2010) e un valore di 2.192.000 di euro (-20,3% rispetto al 2010). L’india resta al secondo posto come fornitore per il valore con 21.514 tonnellate (soprattutto di granito grezzo o lavorato) per un valore di 8.230.625 di euro anche se l’import delle aziende toscane risulta in forte calo (-36% in quantità, -15,3% in valore) in controtendenza rispetto al resto d’Italia dove le aziende hanno importato materiali di maggior valore.

26/03/2012

Firenze: Piero Antonori

 

L'apertura del Vinitaly a Verona è stata accompagnata dalle parole del presidente dell'Istituto Grandi Marchi, Piero Antinori (nella foto), sulle prospettive dell'Italia nei mercati.

“Il vino è sempre più un prodotto globale e l’Italia può essere al centro di un’economia che cresce e allarga le proprie latitudini nel mondo -  ha detto -. Negli Stati Uniti  lo scorso anno si è consumato di più rispetto a tutti gli altri Paesi, Francia e Italia compresi".

Per Antinori il vino di qualità sta vivendo una stagione positiva ma occorre tenere alta la guardia: “La geografia dei consumi è destinata a dilatarsi ulteriormente e non solo presso i mercati storici per il nostro Paese, come gli Usa e l’UE: per questo è fondamentale accrescere la nostra conoscenza dei Paesi emergenti, con l’obiettivo di recuperare il gap nei confronti di altri Paesi produttori, Francia in primis. La Cina, come nota l’Economist, ha aumentato i propri consumi del 20% nell’ultimo anno ed ora è al quinto posto tra i Paesi consumatori, con quasi 1,9 miliardi di bottiglie consumate nel 2011. Ma se osserviamo la penetrazione in valore nel mercato cinese, la strada da fare è ancora molta: per ogni bottiglia venduta dall’Italia, infatti, la Francia ne vende 8. L’avanzata dei consumi – ha concluso il presidente dell’istituto che riunisce le 19 aziende leader dell’enologia italiana – riguarda, oltre alla Cina, soprattutto nazioni come Canada, Russia, Brasile, Giappone e Tailandia. Si tratta di destinazioni dove occorre a vario livello affermare la cultura del nostro made in Italy enologico e per questo saranno oggetto delle tappe rivolte alla valorizzazione del vino italiano di qualità che l’Istituto Grandi Marchi ha da tempo programmato per l’anno in corso”.

C.d.G.

Siena: L'Enoteca Italiana a Madrid


enotecaitalina-bacchus2012Dal Concurso Internacional de Vinos Bacchus a Madrid, al Vinitaly di Verona, dal Sicilian Open Golf, il torneo internazionale di golf che si tiene a Sciacca fino alla visita di delegazioni estere a Siena: Enoteca Italiana, per questa primavera, si arricchisce di nuovi eventi per promuovere il mondo del vino e le eccellenze del Made in Italy.

23/03/2012

Colle Val d'Elsa (SI): RCR a Vinitaly


rcr-adognivinoilsuocaliceRCR Cristalleria Italiana, per la prima volta a Vinitaly, il Salone Internazionale del Vino e dei Distillati, che si terrà a Verona dal 25 al 28 marzo prossimi, con un proprio stand all’interno dello spazio del Consorzio del Brunello di Montalcino, Padiglione 8 stand B6/35, perché "Ad ogni vino il suo calice".

Carrara: Export marmi in diminuzione


(AGI) - Nel 2011 l'Italia ha esportato oltre quattro milioni di tonnellate di marmi, graniti, travertini ed altre pietre, sia lavorati che in forma grezza o in granulati e polveri, con un calo del -3,22%, per un valore complessivo di oltre 1,6 miliardi di euro e registrando un incremento dei valori complessivi del +4,26%.

I dati sono stati resi noti dall'Internazionale Marmi e Macchine Carrara che, attraverso il suo Ufficio studi, ha elaborato le statistiche Istat relative all'anno 2011, confrontandole con le statistiche degli anni precedenti.Se si focalizza l'analisi dell'export alle voci statistiche di maggior pregio e con valore medio piu' elevato, che comprendono marmi, graniti e travertini grezzi e lavorati si riscontra un export di 3.051.955 tonnellate, per un valore complessivo di 1 miliardo e 587milioni di euro, con una contrazione pari a -2,63% nelle quantita' ma un aumento dei valori di un significativo +4,32%. (AGI) Fi1/Sep 

19/03/2012

Firenze: Cresce l'export di vino

 

vino_rossoNel 2011 le esportazioni di vino toscano sono cresciute del 12,2% rispetto al 2010.

CRESCITA. Le esportazioni di vino toscano, secondo i dati Istat, sono aumentate del 12,2% rispetto al 2010 e del 12,4% rispetto alla media nazionale. Con oltre 659milioni di euro, la Toscana è seconda solo al Veneto. I vini toscani Doc hanno fatto registrare un +9,6 in quantità e un +9,9% in valore rispetto all'anno precedente, superando i 464 milioni.

ESPORTAZIONI. Gli Usa, con oltre 146 milioni di export, si confermano il primo mercato di vendita dei vini toscani. Sono seguiti poi dalla Germania con 92,5 milioni, dal Canada con 38,2 milioni, dal Regno Unito con 25,8 milioni e dalla Svizzera con 25,5 milioni. La Cina invece, sfiora i 10 milioni.

23/02/2012

Carrara: Marmo e innovazione

 

 

Questa mattina, in Sala Giunta di Palazzo Ducale a Lucca con l’accordo tra la Provincia di Lucca e quella di Massa e Carrara si è dato il via all’iter per la strutturazione di un Centro Tecnologico interprovinciale per il trasferimento dell’innovazione per il comparto lapideo e per il Polo di innovazione per i materiali lapidei.

Alla conferenza stampa di presentazione del progetto erano presenti il presidente della Provincia di Lucca Stefano Baccelli, l’assessore allo sviluppo economico Francesco Bambini, il presidente della Provincia di Massa e Carrara Osvaldo Angeli, l’assessore alle attività produttive della Provincia di Massa e Carrara Paolo Baldini, l’assessore alle politiche sociali di Minucciano Nicola Poli, il presidente di GAL Garfagnana Luigi Favari, il presidente di IMM spa di CarraraGiorgio Bianchini, il direttore di Lucca In-Tec Giovanni Polidori.

Nelle scorse settimane tra la Regione Toscana, Provincia di Massa e Carrara, Provincia di Lucca, Comune di Massa, Comune di Carrara, Internazionale Marmi e Macchine Carrara S.p.A., Gal Garfagnana Ambiente e Sviluppo, sono state raggiunte delle intese che consentono di dare avvio a due importanti progetti che riguardano il Distretto Lapideo, distretto che vede una presenza significativa di imprese e addetti nelle due Province della Toscana.

LE LINEE DI AZIONE

Le intese raggiunte si muovono seguendo le linee di azione della Regione Toscana ossia:

razionalizzare e qualificare il sistema dell’innovazione e del trasferimento tecnologico a livello regionale, creando delle reti ed un sistema di Governance a livello provinciale

rafforzare il sistema infrastrutturale rivolto al trasferimento tecnologico con la creazione di Centri di Competenza

creare i Poli per l’Innovazione che portano avanti la gestione e le azioni nei confronti delle aziende.

I PROGETTI

1) La realizzazione di un Centro Tecnologico Interprovinciale per il trasferimento dell’innovazione e per la caratterizzazione dei materiali lapidei da realizzarsi presso la IMM S.p.A, con un investimento complessivo di circa 400.000 euro, in parte coperto da contributi della Regione Toscana e dall’altra da risorse della I.M.M. da rendersi disponibili attraverso un suo aumento di capitale. Il Centro si pone l’obiettivo di essere il luogo deputato alle prove sui materiali, alla ricerca, alla scelta del materiale lapideo più idoneo a seconda del diverso tipo di utilizzo.

2) L’avvio di un Polo d’innovazione sul settore del Lapideo a Minucciano che vede come soggetti gestori una ATS composta da:

- Garfagnana Ambiente e Sviluppo (di seguito GAL) in qualità di capofila;
- Il Centro di GeoTecnologie attivo presso il Dipartimento di Scienze dellaTerra dell’Università di Siena.
- Lucca Innovazione e Tecnologia S.R.L. (Lucca In-Tec), interamente partecipata dalla Camera di Commercio di Lucca;
-Internazionale Marmi e Macchine Carrara spa;

Al Polo aderiscono numerose imprese, la maggioranza operante nel settore della trasformazione, dislocate nelle due Province, che rappresentano la filiera del settore, dall’estrazione alla commercializzazione del prodotto finito.

LO SCENARIO
Il settore Lapideo toscano è estremamente diversificato in termini di dimensione e struttura organizzativa delle aziende che lo compongono; la filiera che sviluppa sul territorio regionale è molto ampia, sia in senso verticale che in senso orizzontale. Si estende infatti dall’escavazione di materie prime (materiali pregiati, materiali correnti, granulati, argille) alla manifattura di prodotti finiti a loro volta suddivisi in numerose tipologie (pavimenti e rivestimenti, lavori su commessa, complementi di arredo, artigianato artistico, polveri e granulati). Trasversalmente è collegato alla filiera dei macchinari per le lavorazioni lapidee, all’ICT (Information and communication technology) e alla logistica. Le aziende toscane hanno sempre rappresentato un punto di riferimento a livello mondiale per l’applicazione di metodologie e tecnologie innovative nell’estrazione, nella trasformazione e lavorazione delle pietre ornamentali.

LE NECESSITA’
Al giorno d’oggi questa posizione leader che le nostre aziende hanno assunto è sempre più minacciata da una forte concorrenza proveniente da altri paesi. Affinché il settore lapideo toscano risponda a questa sfida e riacquisti il ruolo di primaria importanza che storicamente gli appartiene, è necessario sviluppare soluzioni tecnologiche e metodologie di lavoro innovative che, applicate a tutta la filiera del processo produttivo, consentano di collocare sul mercato prodotti di qualità e a prezzi competitivi, sfruttando al meglio tutte le possibilità offerte dalle nuove tecnologie.

GLI OBIETTIVI
Il Polo si propone come obiettivo il trasferimento di conoscenze e competenze tecnologiche e scientifiche per recepire, ma anche stimolare, la domanda di innovazione delle imprese aderenti e, in generale, delle PMI del settore lapideo, accompagnare le imprese all’accesso di servizi specialistici ad alto valore aggiunto, garantire la condivisione di attrezzature e laboratori di ricerca, sperimentazione, prova e certificazione ed in particolare:
-sviluppo di nuove progettualità in termini di innovazione di processo e di prodotto per ambiti quali architettura, design, urbanistica, beni culturali,
-sviluppo di prove e test sui materiali per il miglioramento della resistenza allo scivolamento, schiarimento, incollaggio.
-sviluppo prodotti lapidei stratificati su vari supporti e tecniche di posa, in sinergia con la nautica.
-informazione diffusione su soluzioni ICT per l’innovazione organizzativa e gestionale delle imprese.
-Implementazione di servizi alle imprese collegati alla Rete Lucchese a Banda Ultra Larga, che la Provincia di Lucca sta realizzando per il Lapideo ed il Cartario.
-Sviluppo del MUSA-museo virtuale della scultura e architettura.

In sostanza il sistema dell’innovazione per il comparto lapideo potra’ contare su una rete e strutture importanti che si integreranno e opereranno in sinergia tra di loro, i cui punti di riferimento principali saranno costituiti:
-dalla IMM con i servizi di Promozione, la Fiera Marmotec, l’Osservatorio per il comparto Lapideo ed infine il Centro per l’Innovazione e per il trasferimento Tecnologico che vi sara’ realizzato;
-dal Polo Tecnologico realizzato a Minucciano con il suo centro servizi, laboratorio ed incubatore d’impresa.
-a questi si aggiungono le strutture presenti a Pietrasanta con la Cosmave ed il MUSA, il Centro di geotecnologie presso l’Università di Siena.

antenna3

18/02/2012

Firenzde: Chianti classico in tendenza

Il Chianti Classico, nel triennio 2009-2011, mostra una sostanziale tenuta dei mercati storicamente di riferimento per questa denominazione con quote di mercato distribuite soprattutto nei mercati storici.

Gli Stati Uniti si confermano al primo posto (27% nel 2009, 28% nel 2010 e nel 2011), seguiti dall'Italia (26% nel 2009, 24% nel 2010 e 22% nel 2011), dalla Germania che si rivela un mercato in buona crescita (12% nel 2009 e nel 2010 e 13% nel 2011), dal Canada, (6% nel 2009, 7% nel 2010 e 8% nel 2011) altro mercato in tendenziale crescita e che si sostituisce in questa posizione al Regno Unito (8% nel 2009 e 2010, 7% nel 2011), Svizzera (6% nel 2009, 7% nel 2010 e 2011), Giappone (5% nel 2009, 4% nel 2010 e 2011), altri Paesi (3% nel 2009, 2010 e 2011), a pari merito nel 2011 con Olanda e Svezia, mentre la quota di mercato in Russia e' pari al 2%. Dal quadro emerge un dato in linea con le tendenze complessive del mondo del vino italiano: a tirare la volata della ripresa sono essenzialmente i mercati esteri, mentre il mercato interno, progressivamente si ridimensiona.

Il Chianti Classico, quello che nel mondo del vino può essere a ragione definito come un vero e proprio ''distretto agroalimentare'', puo' contare sui numeri di una ''grande impresa'': fatturato stimabile in oltre 500 milioni di euro, valore della produzione vinicola imbottigliata di 360 milioni di euro, valore complessivo della produzione olivicola pari a 10 milioni di euro, valore delle altre produzioni agricole stimabile in 90 milioni di euro, fatturato medio degli agriturismi 75 milioni di euro; 70.000 ettari, di cui 7.200 vitati a Chianti Classico e 10.000 coltivati ad oliveto. La produzione di vino Chianti Classico ha raggiunto nel 2011 i 280.000 ettolitri, i soci consorziati sono 570, di cui 350 sono imbottigliatori.

T N per teatronaturale

 

16/02/2012

Seravezza (LU): Valorizzare il lapideo versiliese

 


Un tavolo di confronto per valorizzare il settore lapideo versiliese, incentivare la filiera, l’occupazione e le eccellenze del territorio. Lo hanno chiesto il Presidente dell’Unione della Versilia, Maurizio Verona, il Presidente del Parco delle Alpi Apuane, Giuseppe Nardini, insieme ai sindaci di Forte dei Marmi, Seravezza, Stazzema e Pietrasanta, accompagnati dai rappresentanti della CNA e degli industriali di Lucca in un incontro con gli Assessori Regionali Luca Ceccobao e Gianfranco Simoncini, svoltosi lunedì scorso.

“Nel nostro territorio ormai da anni abbiamo dimostrato che l’attività estrattiva può coesistere con un sistema territoriale ed ambientale di alto pregio come quello dell’Alta Versilia”- hanno spiegato gli amministratori locali. “Abbiamo chiesto alla Regione Toscana un tavolo istituzionale finalizzato alla rivisitazione della normativa vigente con l’obbiettivo di valorizzare la specificità locale, di allungare la filiera produttiva locale e di attuare processi di semplificazione amministrativi adeguati”. La Regione si è resa disponibile e gli assessorati hanno accolto la proposta con l’impiego di predisporre fin da subito un calendario di incontri per affrontare le questioni sottoposte.

loschermo

06/02/2012

Carrara: Rigassificatori GE Oil&Gas

 

 

MAURIZIO BOLOGNI

GE Oil&gas sta sviluppando ad Avenza di Carrara il terzo polo produttivo della sua presenza in Toscana, che affianca gli stabilimenti del Nuovo Pignone a Firenze (4.000 dipendenti) e Massa (300 addetti). Il sito industriale — quattro ettari a 500 metri dal porto — è destinato al business in crescita della produzione di giganteschi moduli nei quali sono assemblati, compressori, turbine e altri macchinari, in sostanza si tratta di mini centrali energetiche consegnate «a domicilio chiavi in mano». Già si stanno assemblando cinque ciclopici generatori elettrici da gas naturale inseriti nella commessa da 1,1 miliardi di dollari fatta a GE nell’ambito dell’australiano progetto Gorgon. 
GE ha investito nell’iniziativa 13 milioni di euro, mentre altri 2 sono arrivati dalla Regione Toscana che punta sulle ricadute per il lavoro in un’area depressa. L’occupazione è già di 300 unità, 10% dirette GE e il resto di un consorzio di imprese dell’indotto, con alcune decine di disoccupati assunti in questi mesi e la prossima immissione, dopo la formazione, di altri 65 aspiranti scelti da una lista di 2.000 domande. Ciascuno dei giganti in costruzione è lungo 50 metri, largo 20, alto 25, pesa 2.300 tonnellate, genera 130 Mw di potenza e quindi può illuminare tre città della grandezza di Firenze, Massa e Carrara. Tra la prossima estate e quella del 2013 i 5 moduli partiranno su nave dal porto di Carrara per l’area naturalistica di Barrow Island, ma le luci della yard di Avenza resteranno accese anche dopo. 
«Il settore — spiega il presidente di Nuovo Pignone Massimo Messeri — si orienta sempre più sui trasporti in nave di gas liquefatto che permette di raggiungere Paesi lontani e privi di risorse. Per liquefare in partenza, e poi all’arrivo per ricondurre a gas la sostanza compressa, servono impianti giganteschi come quelli che assembliamo ad Avenza. Per questo il sito ha un futuro». Davide Iannucci, Modules Operation Leader di GE, conferma: «Il mercato tende sempre più a chiedere la fornitura di impianti preassemblati in moduli di grandi dimensioni, per ridurre al minimo il personale da impiegare e i tempi di lavoro in sede di installazione, che spesso avviene in luoghi con condizioni climatiche proibitive o in aree naturalistiche come nel caso di Barrow Island. Una volta arrivato a destinazione, il modulo entra in esercizio in 2030 giorni invece di 9 mesi che servirebbero ad assemblarlo in loco. Abbiamo un piano — annuncia Iannucci — per proseguire l’attività di Avenza dopo Gorgon con commesse meno importanti, per poi puntare ad altri grossi ordini dal Caspio».

Pisa: Il calzaturiero toscano


Federico Gasperini per greenreport

Nei giorni scorsi greenreport ha parlato del progetto "Eco High-Tech Shoes", una filiera tutta toscana per produrre scarpe da donna di qualità, in cui ha giocato un ruolo importante la ricerca attraverso la quale è stata realizzata innovazione di processo e di prodotto.

Al progetto "Eco HT-Shoes", finanziato dalla Regione Toscana con 1.400.000 euro, ha collaborato anche l'Università di Pisa con  il dipartimento di Chimica e chimica industriale, che si è occupato dello studio di nuove metodologie per il trattamento dei materiali, che garantissero da un lato l'alta qualità del prodotto, dall'altro la sostenibilità del processo produttivo: «per raggiungere il prodotto finale, abbiamo trattato i materiali con particelle nanostrutturate di rame e argento, preparate attraverso metodologie rigorosamente ecocompatibili, usando ad esempio il solvente acqua e precursori atossici - ha spiegato la professoressa Anna Raspolli - inoltre abbiamo dovuto studiare l'intera filiera di produzione per mettere a punto materiali, processi tecnologici e sistemi logistici che minimizzino l'impatto con l'ambiente. Questo progetto è stato per noi una vera sfida, che ci ha proiettato in un mondo diverso dai nostri abituali ambiti di ricerca, ma che ha permesso di trasferire le nostre competenze direttamente in un settore produttivo bisognoso di un forte rilancio».

Nella parte scientifica del progetto sono stati coinvolti anche l'Ars Lab della Scuola Superiore Sant'Anna (per la parte ergonomica) e i Laboratori Archa di Pisa,  ed è stata individuata una filiera produttiva ben strutturata (due calzaturifici, un suolificio, un tacchificio e una conceria ) localizzata nel comprensorio toscano del cuoio nel Valdarno inferiore.  Il prossimo 4 marzo, in occasione del Micam 2012 di Milano, sarà presentata ufficialmente la collezione nata da questo progetto e che comprende scarpe di tutti i modelli, dalla ballerina al tacco 12. 

22/01/2012

Carrara: Il trasporto dei blocchi oggi

Immagine articolo - Il sito d'Italia

21/01/2012

Carrara: Confedercenti fino a Pisa


ntNasce la prima Confesercenti di Area Vasta, che unirà le associazioni di Massa e Carrara, Lucca, Versilia e Pisa. Il nuovo organismo prenderà avvio il primo febbraio. "L'obiettivo principale - ha spiegato Massimo Vivoli, presidente regionale di Confesercenti - é quello di fornire maggiori servizi e assistenza alle piccole e medie imprese del territorio. Ognuno ha le sue peculiarità, ma i problemi sono simili, ad esempio l'estensione dell'orario di apertura o le difficoltà dei centri storici. Nelle concertazioni con Stato e Regione inoltre parleremo con un unica voce".

 

La Confesercenti di Area Vasta parte da numeri importanti: 6.000 soci, 69 dipendenti, 11 sedi dislocate sul territorio, oltre 2.000 pratiche amministrative gestite. La presidenza dell'associazione passerà, ogni sei mesi, ad uno dei presidenti provinciali. Il primo sarà Giuliano Cesaretti (già presidente di Confesercenti Lucca), mentre la direzione è affidata a Marco Sbrana (attuale direttore di Confesercenti Pisa).

07/01/2012

Firenze: Aiuti regionali all'agricoltura di qualità

Sostenere la qualità dei prodotti agroalimentari della Toscana. Questo l’obiettivo del bando pubblicato sul Burt, il bollettino ufficiale della Regione Toscana, n.52 Parte III. Riguarda l’attuazione, per l’annualità 2012, della Misura PSR 132: “ Partecipazione degli agricoltori ai sistemi di qualità alimentare”

Sono finanziabili i costi di certificazione sostenuti per la partecipazione degli imprenditori agricoli professionali ai sistemi di qualità alimentare volti al miglioramento delle produzioni agro – alimentari e a incrementarne il loro valore aggiunto.

“Grazie a questa misura – sottolinea l’assessore all’agricoltura e foreste della Regione Toscana, Gianni Salvadori – la Regione può concedere un contributo pari al 70% dei costi di certificazione dei prodotti, dalle Dop e Igp (denominazioni e indicazioni di origine protetta) alle Doc, Docg e Igt dei vini, al settore del biologico e a quello di “Agriqualità” (il marchio regionale della farfallina) sostenuti annualmente dalle imprese agricole. Un contributo che intende ulteriormente incentivare e sostenere la qualità delle produzioni agro- alimentari della Toscana.”

Ecco, punto per punto, le novità e le caratteristiche salienti del bando, che per l’annualità 2012 riguarda l’intero territorio (comprese Comunità Montane e Unioni dei Comuni) delle province di Arezzo, Lucca, Massa e Carrara, Prato e Siena

Partecipazione degli agricoltori ai sistemi di qualità alimentare
Con la misura 132 gli Imprenditori Agricoli Professionali (IAP) possono usufruire di finanziamenti comunitari messi a disposizione dalla Regione Toscana per il sostenimento dei costi di certificazione per la partecipazione ai seguenti sistemi di qualità:


1)DOP e IGP;

2)DOCG, DOC e IGT;

3)Biologico;

4)Agriqualità.

Il tasso di contribuzione è pari al 70% del costo sostenuto nell’anno solare di riferimento.

 

Domande di aiuto
Le domande di aiuto potranno essere presentate, per l’annualità 2012, fino alle ore 13.00 del 29 febbraio 2012 utilizzando esclusivamente la modulistica disponibile sul sito www.artea.toscana.it.
Le domande dovranno essere presentate all’ambito della Dichiarazione Unica Aziendale (DUA), sono esenti da bollo e saranno inserite in una graduatoria unica a livello provinciale. Potranno essere sottoscritte dai richiedenti attraverso i centri di assistenza agricola o nel sistema ARTEA.

 

Fonte: Laura Pugliesi, Toscana Notizie e teatronaturale 

Lucca: Import-export così cosà

 

In attesa dei dati del quarto trimestre, periodo in cui e' precipitata la crisi finanziaria con conseguente inizio della recessione, nei primi nove mesi del 2011, rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, il valore dell'export delle aziende lucchesi ha segnato un aumento del 10,2%. Lo riferisce il consueto rapporto di fine anno dell'Ufficio Studi e Statistica della Camera di Commercio di Lucca, dal quale emerge in modo netto l'importanza del Made in Lucca per la tenuta del nostro sistema economico. Ovvio che l'annata e' stata caratterizzata da aumenti di prezzo molto sostanziosi, in media anche superiori al 5%, e che dunque il volume d'affari non e' esattamente il dato ideale per descrivere al meglio il quadro della situazione (meglio sarebbe indicare il numero di pezzi venduti, dal quale potrebbe anche emergere un calo relativo, come suggerito dal segno negativo degli ordini), tuttavia se non si puo' parlare di crescita si puo' certo essere moderatamente soddisfatti della stabilita' dell'industria lucchese, che in un periodo cosi' difficile non presentando ancora dati con segno negativo dimostra una certa solidita' e radicamento sul mercato estero, con alcune punte di eccellenza come il tessile e l'industria meccanica.

Export

A tirare la volata delle esportazioni sui mercati esteri come detto è l'industria Meccanica, che con una crescita del 30,2% continua a confermare un trend decisamente positivo. In questo ambito, la vendita di macchine per impieghi speciali, rappresentate soprattutto dalle macchine per cartiere.

In ordine ai valori esportati, la classifica dei primi nove mesi del 2011 vede al primo posto la Cantieristica, con oltre 614 milioni di euro, che rappresenta il 22,6% dell'export complessivo lucchese. Il settore tuttavia registra un incremento del fatturato estero dell'1,9% che senz'altro - per la questione dell'aumento prezzi - va letto come un calo relativo. Il Cartario (pastacarta,cartaecartone earticolidicartaecartone), secondo settore per valore (oltre 594 milioni di euro), cresce del 9,8%. All'interno del cartario si osserva che la "pasta da carta, carta e cartone" incrementa il valore del 21,6% (passando dai 175 milioni del 2010 ai 213 milioni del 2011), mentre gli "articoli di carta e cartone" registrano un aumento del 3,5% e continuano comunque a costituire per il settore, il valore più elevato con oltre 335 milioni di euro.

Stabile anche l'industria del Cuoio Calzature (+7,6%), con le calzature che segnano un incremento del 5,7%. Le esportazioni dell'industria Metallurgica, di cui oltre l'80% sono rappresentate dal "rame", crescono del 10,8%, ma su questo andamento vanno considerate le quotazioni del prezzo del metallo, che peraltro potrebbero avere influenzato anche la crescita dell'export avvenuta nel settore fabbricazione diMateriale elettrico meccanica di precisione (+12,5%).

Tengono anche le esportazioni dell'Industria alimentare, che evidenziano, rispetto ai primi 9 mesi del 2010, un incremento del 5,2%. In questo contesto, l'export dell'oliodioliva registra un +4,2%. Un andamento in significativa espansione sui mercati esteri si registra nel Tessile abbigliamento, che aumenta del 21,1%, e nell'IndustriadellaGommaePlastica, che nei primi mesi nove mesi del 2011 fa segnare un +10,8%. In crescita anche l'export del settoreLapideo,vetroepietreestratte (+16%), mentre appaiono in lieve flessioneChimica,vernicieprodottifarmaceutici (-0,4%).

Import

Le importazioni riguardano per lo piu' le materie prime e registrano un incremento del 6,3% che, sempre in virtu' dell'aumento dei prezzi, con ogni probabilita' in termini di quantita' acquistate va letto come un calo relativo.

Il Cartario, che in ordine al valore importato è il primo settore della provincia (oltre 485 milioni di euro: ben il 36,9% del valore totale), registra un aumento dell'8,9%, attribuibile alla "pasta carta, carta e cartone", prodotto base dell'industria di trasformazione cartaria lucchese.

Seguono, in ordine di incidenza sul totale delle importazioni,Chimica,vernicieprodottifarmaceutici (+10,4%), CuoioeCalzature (+ 4,8%),TessileeAbbigliamento (+ 41,7%), MaterialeelettricoeMeccanicadiprecisione(+1%), GommaePlastica (+25,8%), Cantieristica (+2,6%) eProdottiagricoli,cacciaepesca (+ 35,4%). In calo MeccanicaeMetallurgica (-9,9%),Lapideo (-3,9%) eAlimentare (-7,7%).

loschermo

03/12/2011

Carrara: Fare affari in Vietnam

 

Il Vietnam offre partnership alle aziende toscane
Ingradisci
 

Il Vietnam offre partnership alle aziende toscane

 


Un paese con novanta milioni di abitanti, 55 dei quali attivi nella produzione, e un tasso di sviluppo del 7,26 che si è mantenuto costante negli ultimi dieci anni attirando investimenti per oltre 200 miliardi di dollari fino al 2020. Le risorse sono canalizzate soprattutto nel campo delle infrastrutture e dell’edilizia per dare al paese un’impronta moderna e uno sviluppo duraturo.

Questa la fotografia del Vietnam illustrata dall’ambasciatore Dang Khanh Thoai nel corso di un workshop che si è svolto nella sede dell’Internazionale Marmi e Macchine Carrara con la partecipazione di un folto numero di operatori del settore marmo, tecnologie e servizi ai quali sono state prospettate eccellenti possibilità di investire in un paese che ha grandi margini di crescita sostenuta da una forte stabilità politica e finanziaria. Proprio in relazione a questo quadro di stabilità e di sviluppo l’ambasciatore ha sollecitato gli imprenditori italiani a verificare le possibilità di investire e di partecipare ad un processo di sviluppo che proseguirà nei prossimi anni con un impulso decisivo anche al lapideo vista la disponibilità di materiali molto interessanti.

«Sottolineo con piacere che c’è stata un’ottima risposta dei nostri imprenditori a questa opportunità di conoscenza e di confronto – ha detto il presidente di IMM Giorgio Bianchini salutando gli ospiti – e mi auguro che da questo incontro nascano opportunità concrete di collaborazione».

In un paese che ha un’estensione di 331.00 chilometri quadrati con uno sviluppo costiero di oltre tremila chilometri, sono state censite oltre duecento cave, con materiali di diversi colori che le autorità vietnamite vogliono sfruttare per impieghi sul mercato interno dell’edilizia che, per i manufatti in marmo e granito, dipende in larga parte dall’industria di trasformazione cinese, ma che si rivolge all’Italia per i prodotti di alta qualità.

Quello del lapideo è perciò un segmento al quale il governo vietnamita guarda con grande attenzione nell’ottica di uno sviluppo degli investimenti che sostenga il paese in una transizione veloce verso l’industrializzazione.

L’invito a confronto è stato raccolto dal sindaco di Carrara, Angelo Zubbani, intervenuto non solo per portare i saluti della città e dell’amministrazione comunale ma anche per ricordare che «Carrara è una città che ha una storia di rapporti internazionali formidabile grazie al marmo che è stato determinante per farla conoscere nel mondo. A Carrara – ha proseguito il sindaco - c’è il marmo, la tecnologia, i saperi ma c’è anche un territorio che, con il porto, la cantieristica e la meccanica, può attivare rapporti anche in altri settori: si tratta di opportunità, che mi auguro, siano colte nel migliore dei modi.»

Il Consigliere commerciale Tran Thanh Hai ha poi illustrato nei dettagli i trend nei diversi settori dell’economia vietnamita e le opportunità che si aprono per le aziende italiane.

Al termine di un ampio confronto con i presenti ha chiuso i lavori Ambrogio Brenna della Martini Venturi Consulting, società impegnata in una collaborazione a tutto campo, sottolineando che «per le aziende italiane investire in Vietnam significa confrontarsi con un paese che ha tassi di sviluppo sessanta volta superiori a quelli dell’Italia e con un’area «asian» in grande crescita: dunque in grado di offrire garanzie non solo per il presente ma anche per un futuro che, se continuano questi tassi di crescita, vedrà l’Italia protagonista anche nel campo della cultura che la vede collocata su posizioni di grande prestigio rispetto ad un paese che vuole aprirsi decisamente all’occidente».

24/11/2011

Carrara: I giganti del Nuovo Pignone

ottopassi

Carrara: Investire in Vietnam


Il Vietnam è un paese che da anni ha avviato un processo di sviluppo economico con performances molto interessanti dovute ad una serie di fattori che garantiscono stabilità e buoni ritorni anche per gli investitori stranieri che decidono di operare in un’economia stabile ed affidabile. Per illustrare le caratteristiche del sistema-paese e presentare le opportunità di investimento nei settori in espansione, l’Internazionale Marmi e Macchine Carrara ospiterà lunedì 28 novembre (ore 15, centro direzionale, sala conferenze) un workshop che avrà come tema “Investire in Vietnam” al quale parteciperanno, assieme alle istituzioni, gli imprenditori e le associazioni di categoria.


L’importanza dell’iniziativa è sottolineata dalla presenza dell’Ambasciatore del Vietnam in Italia, S.E. Dang Khanh Thoai e del Consigliere commerciale Tran Thanh Hai i quali, dopo la presentazione dell’iniziativa da parte del presidente dell’IMM Giorgio Bianchini e Cinzia Venturi di Martini Venturi Consulting e l’intervento del sindaco di Carrara, Angelo Zubbani, illustreranno lo stato delle relazioni commerciali fra Italia e Vietnam e le possibilità di incrementarle ulteriormente.

L’IMM curerà una presentazione del distretto lapideo apuoversiliese e illustrerà l’edizione 2012 di CarraraMarmotec che si svolgerà dal 23 al 26 maggio e che nel passato ha spesso aziende o strutture di promozione del lapideo vietnamita.

Le Associazioni e i consorzi locali cureranno, a loro volta, una presentazione di aziende e strutture per favorire un confronto sulle opportunità di collaborazione partendo dalle caratteristiche del sistema e delle eccellenze locali.

La chiusura dei lavori sarà affidata al presidente dell’IMM Giorgio Bianchini con Ambrogio Brenna per la Martini Venturi Consulting per una sintesi che permetta di avviare un processo di nuove collaborazioni fra il distretto apuano e un Paese che vuole aprirsi ad una collaborazione concreta e continuativa.

17/11/2011

Carrara: Indagine della IMM sul settore lapideo

 



L’Internazionale Marmi e Macchine intervista gli operatori sulla congiuntura di settore
Anche per il 2011 realizza, in collaborazione con le imprese del settore lapideo e collaterali, rilevazioni che raccoglieranno le valutazioni delle aziende che operano nella filiera sull’anno che sta per concludersi. L’indagine sarà realizzata nei maggiori distretti produttivi con un’attenzione particolare al territorio apuo-ligure-versiliese.
Carrara, 17 novembre 2011
L’IMM proseguirà, anche per il 2011 una raccolta sistematica di dati e valutazioni attraverso contatti diretti con le aziende proseguendo un lavoro finalizzato alla necessità di acquisire opinioni direttamente espresse dagli operatori per poter “leggere” senza filtri o condizionamenti le valutazioni del settore e dei singoli protagonisti raccolte nel loro contesto operativo per costruire il consueto “panorama” da mettere a disposizione dell’intero comparto.
La raccolta delle informazioni, che si svolgerà in tempi brevi per procedere a un’elaborazione tempestiva che terrà conto sia delle aree da cui provengono i dati sia delle collocazioni produttive delle imprese, si avvarrà delle risposte di un gruppo ormai consolidato di riferimenti aziendali in tutta Italia integrato da nuovi “testimoni” individuati appositamente che contribuiranno a rendere ancora più chiara la visione complessiva delle aziende.
“La rilevazione si svolge normalmente in chiusura d’anno ma per il 2011, ma in considerazione di un panorama particolarmente complesso, per questo – ha detto il presidente di IMM Giorgio Bianchini presentando l’iniziativa – abbiamo deciso di anticipare i tempi per offrire alle imprese, alle Istituzioni e alle Associazioni elementi di valutazione su un anno molto complicato come questo 2011 che volge al termine. Il focus della nostra rilevazione riguarderà alcuni parametri di andamento congiunturale e di soluzioni gestionali adottate dalle aziende.”
Nel corso degli ultimi mesi sono emerse incertezze e problemi anche internamente al comparto lapideo nazionale che ha mostrato una capacità complessiva di resistenza alle difficoltà che altri settori produttivi, spesso ben più celebrati, non hanno avuto. I motivi di preoccupazione generale non mancano come pure le difficoltà di gestione sia a livello aziendale sia a livello territoriale. Per questo il piano di lavoro della ricerca e le successive analisi di IMM prevedono approfondimenti su temi specifici, individuati in funzione del momento e dei problemi emersi nel corso dell’anno ed evidenziati anche dai contatti quotidiani con il settore.
L’indagine si svolge grazie alla disponibilità delle aziende che aderiscono volontariamente e consentirà di predisporre indici di valutazione sofisticati attraverso tecniche innovative di elaborazione e interpretazione dei risultati importate da altri settori e da altri studi.
Agli operatori di settore sarà richiesto di rispondere a pochi quesiti, e le valutazioni finali, elaborate secondo i consueti criteri di trasparenza, saranno messe a disposizione degli operatori e dei soggetti istituzionali con specifica attenzione ai benefici per le aziende, ai temi della crescita, al mercato del lavoro e alla responsabilità sociale.
I dati saranno raccolti attraverso contatti diretti e divulgati, dopo l’elaborazione, utilizzando tutti gli strumenti di comunicazione di cui dispone l’Internazionale Marmi e Macchine che garantirà, come sempre, assoluta riservatezza sulle informazioni raccolte.
ottopassi

08/11/2011

Aulla (MS): Ora fondi regionali per la Lunigiana dimenticata

Un fondo speciale per la promozione turistica della Lunigiana e dell’Isola d’Elba è stato approvato questa mattina dalla Cabina di regia per la programmazione turistica del 2012. “Visti i tragici avvenimenti che hanno colpito la Lunigiana e l’Isola d’Elba – ha spiegato l’assessore regionale al turismo Cristina Scaletti che ha proposto l’intervento – abbiamo voluto istituire un fondo di riserva da 100mila euro, assegnato alla gestione di Toscana Promozione, per aiutare questi territori martoriati dal maltempo a riproporsi sul mercato turistico una volta finita la fase dell’emergenza. In un momento difficile come questo, pensare al futuro è fondamentale e il compito della Regione è dare alle popolazioni colpite gli strumenti per ricominciare”.

Tutti gli assessori provinciali della Toscana, i referenti delle Camere di Commercio e di Unioncamere, presenti al periodico incontro della Cabina di regia, hanno votato a favore dell’attivazione del fondo.

“La nostra decisione deriva dalla volontà condivisa che nulla, nemmeno una tragedia come questa, possa compromettere il futuro di questi territori – ha continuato l’assessore Cristina Scaletti –. Ecco perché continueremo ad agire per riportare le aree colpite alla loro operosa quotidianità”.

In Lunigiana, la Regione ha già predisposto una serie di interventi per salvare i libri dell’Archivio storico e notarile di Aulla e rendere agibile la biblioteca, mettendo a disposizione le risorse già disponibili e attivando anche altre fonti finanziarie.

04/11/2011

Carrara: Red Graniti in Sud Africa

 




Red Graniti, la multinazionale apuana della famiglia Conti operante nella produzione e commercializzazione di prodotti lapidei, ha acquisito la società sudafricana Kelgran Investment, attiva con alcune cave nella produzione di granito nero.
L'idea di questo investimento era già di Giorgio Conti (1928 -2002) padre di Daniela e Franca le attuali proprietarie di Red Graniti. 

L’operazione è stata perfezionata sulla base di un equity value di circa 26 milioni di euro.
Red Graniti è stata assistita dallo studio CBA.

ottopassi

02/11/2011

Carrara: Il Nuovo Pignone

08/10/2011

Lucca: Export in crescita

L'industria lucchese è in recessione ma nel quadro generale di dati affatto confortanti ce n'è almeno uno che induce a un pur flebile fiducia: l'export. Dal rapporto periodico dell'Ufficio Studi e Statistica della Camera di Commercio effettuato sulla scorta dei dati del commercio estero Istat, emerge infatti che il Made in Lucca recupera comunque importanti posizioni sui mercati internazionali. Continua infatti anche nel primo semestre 2011 il trend positivo registrato dall'export della provincia di Lucca, che, nonostante appunto la diffusa situazione di sofferenza economica, cresce del 16,3%. Un andamento che acquista un significato particolarmente incoraggiante se confrontato con il risultato regionale, che non va oltre il +12,2%.

«Sembra dunque superato - commenta il presidente della Camera di Commercio, Claudio Guerrieri - il blocco dei  mercati esteri  che le nostre imprese avevano dovuto affrontare due anni fa quando, l'export registrava  ripetuti andamenti in contrazione,  peggiori  talvolta rispetto alla media regionale». 

Export

«Esaminando la dinamica degli andamenti dei principali settori dell'economia provinciale - sottolinea Guerrieri - il  Cartario (pasta carta, carta e cartone e articoli di carta e di cartone) registra nel periodo un +15,7%, determinato soprattutto dall'aumento dell'export della pasta da carta, carta e cartone,  che cresce del 36,9% rispetto al 1° semestre 2010, contro un modesto incremento degli articoli di carta (+4,4%). Importante anche la conferma dell'industria Meccanica, che incrementa le proprie esportazioni del 40,1%,  passando da circa  a 128 milioni di euro nel primo semestre 2010 a 182 milioni di valore esportato nel primo semestre 2011».

Tornano a crescere le vendite all'estero dell'industria Cantieristica che con quasi 340 milioni incrementa del 13,9% il valore rispetto al 1° semestre 2010. «Un risultato - afferma il presidente della Camera di Commercio - che acquista una rilevanza ancora più evidente se confrontato con il calo registrato nell'export del  settore nel primo semestre 2010 (-18,9%)».

Anche l'industria del Cuoio e calzature consolida con un + 10,8% la ripresa, già delineatasi nei mesi precedenti, così come l'Industria metallurgica, (riferita soprattutto al prodotto rame), che incrementa del  13,5%  i valori esportati. Sull' incremento potrebbe comunque aver inciso il prezzo del metallo, che è all'origine dell'incremento del 6,5% dell'export del settore fabbricazione Materiale elettrico e meccanica di precisione

In recupero anche l'export dell'Industria Lapidea (+20,3%) che coinvolge tutti i settori del comparto, probabilmente ascrivibile ad una ripresa del mercato edilizio estero. Buoni anche i risultati dell'industria della Gomma e Plastica, che nel primo semestre 2011 con un +11,5% recupera gli andamenti fortemente negativi del primo semestre 2008-2009 (-27,6%), e consolida il forte recupero (+38,4%) del 1° semestre 2010.

Nell'ambito del Tessile e Abbigliamento l'incremento registrato del 28,1% è influenzato in modo determinante dai risultati delle esportazioni di filati, che nel semestre in esame crescono del 559,3 %, anche se va sottolineato che sull'export complessivo della provincia di Lucca il settore rappresenta solo il 2%. Anche l'Industria alimentare registra un aumento dell'11% grazie al buon andamento delle vendite dell'olio di oliva (+12,2%).

In controtendenza agli andamenti sopra descritti, il settore di Chimica, vernici e prodotti farmaceutici  che  presenta valori in calo (-3,8%)

Import

Come spiega il presidente Guerrieri, «anche gli andamenti delle importazioni provinciali sembrano confermare il recupero osservato nelle esportazioni, segnando un incremento dei valori del 12,2% rispetto al primo semestre 2010». La dinamica è pressoché in linea con quanto si registra a livello nazionale (+19,3%) e supera la media regionale che registra un +11,3%.

Il cartario, rappresenta,  come si verifica nei valori export, il primo settore provinciale in ordine ai valori importati con un'incidenza di ben il 37,4% sul totale del valore totale provinciale). Il comparto registra nel 1° semestre 2011  un aumento del 17% attribuibile alla pasta carta, carta e cartone che registra un + 17,4%. Gli scambi, nel loro complesso indicano, con la ripresa dell'import di materia prima, un ritrovato slancio alla trasformazione del prodotto diretto ai  mercati esteri.

Secondo settore si conferma nella graduatoria import l'industria alimentare, dove l'olio di oliva e di semi registra un incremento dell'1,5% mentre il settore, nel suo complesso,  rileva un leggero decremento del -0,8%.                                                                                                                                                                              

Segue l'industria chimica, delle vernici e farmaceutica chenel periodo in esame, aumenta dell'11,9% e con i settori precedentemente descritti,  arriva a coprire quasi il 62% del valore delle importazioni lucchesi.

In decremento del 7,4% risultano le importazioni dell'industria meccanica e metallurgica, che rappresenta comunque il 9,6% del valore provinciale mentre il "Sistema moda" continua ad accrescere il valore importato con il cuoio e calzature  che registra complessivamente un incremento del 13,4% e nel cui ambito le sole calzature riportano valori in aumento del  10,4%.

Anche l'industria Tessile e Abbigliamento con un import in incremento del 32,2% arriva a rappresentare quasi il 4% dell'import totale  incidenza che supera quella  riguardante il   materiale elettrico e di precisione che pur incrementando del 3,7% rappresenta il 3% del valore totale.

Sempre in  ordine al peso dei settori  sul totale import provinciale, l'ultimo gruppo,   che comprende l' industria gomma e plastica, lapidea, cantieristica, prodotti agricoli, caccia e pesca, mostra per tutti i settori valori in crescita (esclusa l'industria lapidea, del vetro  e pietre estratte che segna una leggera flessione del 2,1%): in particolare la cantieristica segna incrementi del 64,1%, i prodotti agricoli aumentano i valori importati del 49,9% e la gomma e plastica rileva un aumento del 33,3%.

Chiaro che sui numeri pesano in modo determinante i vertiginosi aumenti di prezzo registrati da inizio anno ad ora, che hanno determinato si un aumento statistico molto importante ma che in termini relativi non rappresentano certo una crescita percentuale così consistente, né evidentemente un aumento del margine delle imprese. Tuttavia i dati, stante anche la forte recessione del mercato interno, sottolineano come il mercato interno - differentemente da quanto ogni giorno i politici tentano di farci credere - abbia risentito della crisi economica mondiale in modo maggiore rispetto a paesi più strutturati del nostro.

Il presidente della Provincia Stefano Baccelli commenta così i dati: «Sicuramente la ripresa dell'export della provincia di Lucca è confortante - commenta Bacceli -, soprattutto alla luce della grave crisi che continua a penalizzare la produzione industriale, creando scenari preoccupanti anche in ordine alla tenuta dell'occupazione. La crescita del Made in Lucca è comunque una risposta positiva del nostro sistema economico e produttivo che si accompagna anche all'impegno, in termini di investimenti, che la Provincia e gli altri suoi partner istituzionali hanno realizzato in questi ultimi anni a sostegno del sistema industriale. Ribadisco la mia convinzione che la sfida delle nostre imprese sui mercati mondiali si giochi ormai prevalentemente sul fronte dell'innovazione: trasferimento tecnologico, tecnologia applicata ai prodotti, creazione di servizi innovativi. Di qui i forti investimenti nel Polo tecnologico Lucchese e nella realizzazione della rete a banda larga in fibra ottica, in particolare per le imprese dei distretti cartario e lapideo. In questi ultimi mesi, proprio sulla scorta del programma di governo della Provincia, abbiamo cominciato a gettare le basi per la definizione di un nuovo Piano di Sviluppo Locale, che insieme alla Camera di Commercio - conclude il presidente della Provincia -, coinvolgerà tutto il sistema economico, associazioni di categoria e sindacati». 

loschermo

02/10/2011

Lucca: Il distretto cartario ora in Brasile

distretto cartario/packaging toscano, che detiene il controllo di circa l'80% della produzione nazionale di carta tissue (17% del dato europeo) e un valore prossimo al 40% della produzione di cartone ondulato nazionale (5% del dato europeo), è tra i principali protagonisti dell'export regionale, tanto da chiudere il 2010 con un incremento delle esportazioni pari al 17,8%, riportando così la filiera sui valori pre-crisi e aumentando, nella sola Provincia di Lucca, le esportazioni del 20,5%, recuperando ampiamente il calo del biennio precedente.

Forti di questi numeri le eccellenze del distretto cartario lucchese saranno protagoniste alla Fiera ABTCP di San Paolo (Brasile), in programma dal 3 al 5 ottobre 2011, iniziativa promossa e organizzata da Lucca Promos in collaborazione con Toscana Promozione.

In occasione dell'evento, Roberto Camisi, nella sua duplice veste di segretario generale della Camera di Commercio e di direttore di Lucca Promos, si recherà in visita al Perini Business Park di Joinville, il più grande "condominio" multisettoriale del Brasile, che ospita decine di imprese nazionali e multinazionali, di piccola, media e prima grandezza, con lo scopo di promuovere il Polo Tecnologico Lucchese.

Nell'area collettiva della Fiera di San Paolo, esporranno otto delle più importanti aziende della Provincia di Lucca del settore cartario/packaging, accanto alle quali saranno presenti numerose altre attività manifatturiere e di servizi appartenenti ai settori meccanico, elettrico ed elettronico.

Grazie a questa iniziativa le aziende lucchesi incontreranno e si confronteranno con gli operatori brasiliani del settore, e con il supporto della Camera di Commercio italo - brasiliana parteciperanno ad incontri bilaterali.

 

 

loschermo

28/09/2011

Carrara: Fa le scarpe a Verona (per l'export di marmi)

COMPRENSORIO toscano-ligure (MS - LU - SP) EXPORT
2010 2011 diff. % 2011/2010
Gennaio - Dicembre 2010-2011 Tonn Euro Tonn Euro % Q.ta' % Val.
MARMO BLOCCHI E LASTRE 377.517 64.239.449 333.983 69.337.720 -11,53 7,94
GRANITO BLOCCHI E LASTRE 6.711 2.082.487 7.828 2.280.347 16,63 9,50
MARMO LAVORATI 127.022 120.230.439 136.285 140.935.634 7,29 17,22
GRANITO LAVORATI 42.141 42.308.042 42.559 45.312.741 0,99 7,10
SubTOT Blocchi, Lastre e Lavorati 553.391 228.860.417 520.654 257.866.442 -5,92 12,67
GRANULATI E POLVERI 312.692 10.604.216 297.141 11.418.483 -4,97 7,68
Totale 866.083 239.464.633 817.795 269.284.925 -5,58 12,45


COMPRENSORIO veneto (VR - VI) EXPORT
2010 2011 diff. % 2011/2010
Gennaio - Dicembre 2010-2011 Tonn Euro Tonn Euro % Q.ta' % Val.
MARMO BLOCCHI E LASTRE 45.053 11.065.956 48.755 13.586.627 8,22 22,78
GRANITO BLOCCHI E LASTRE 10.825 4.379.308 9.654 3.476.808 -10,81 -20,61
MARMO LAVORATI 80.707 70.751.245 78.165 75.513.510 -3,15 6,73
GRANITO LAVORATI 127.052 104.239.738 137.529 113.244.749 8,25 8,64
SubTOT Blocchi, Lastre e Lavorati 263.637 190.436.247 274.103 205.821.694 3,97 8,08
GRANULATI E POLVERI 29.540 2.490.247 38.731 3.186.929 31,11 27,98
Totale 293.176 192.926.494 312.833 209.008.623 6,70 8,34


COMPRENSORIO toscano-ligure (MS - LU - SP) IMPORT
2010 2011 diff. % 2011/2010
Gennaio - Dicembre 2010-2011 Tonn Euro Tonn Euro % Q.ta' % Val.
MARMO BLOCCHI E LASTRE 54.548 13.451.862 44.353 11.766.930 -18,69 -12,53
GRANITO BLOCCHI E LASTRE 70.538 18.117.248 56.930 14.449.308 -19,29 -20,25
MARMO LAVORATI 6.772 3.910.149 6.127 4.881.909 -9,53 24,85
GRANITO LAVORATI 8.724 4.464.160 8.317 5.059.916 -4,66 13,35
SubTOT Blocchi, Lastre e Lavorati 140.583 39.943.419 115.727 36.158.063 -17,68 -9,48
GRANULATI E POLVERI -- -- -- -- -- --
Totale 140.583 39.943.419 115.727 36.158.063 -17,68 -9,48


COMPRENSORIO veneto (VR - VI) IMPORT
2010 2011 diff. % 2011/2010
Gennaio - Dicembre 2010-2011 Tonn Euro Tonn Euro % Q.ta' % Val.
MARMO BLOCCHI E LASTRE 39.130 9.354.102 34.534 8.430.784 -11,75 -9,87
GRANITO BLOCCHI E LASTRE 138.320 31.098.937 181.706 40.272.919 31,37 29,50
MARMO LAVORATI 9.296 3.484.707 11.162 4.267.603 20,07 22,47
GRANITO LAVORATI 16.256 10.985.352 21.751 14.059.557 33,80 27,98
SubTOT Blocchi, Lastre e Lavorati 203.002 54.923.098 249.153 67.030.863 22,73 22,04
GRANULATI E POLVERI -- -- -- -- -- --
Totale 203.002 54.923.098 249.153 67.030.863 22,73 22,04
Fonte Istat
Elaborazione Internazionale Marmi e Macchine Carrara  

Carrara fa le scarpe a Verona 

ottopassi

 





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