05/01/2011

.......e ancora Firenze: Il meglio del meglio degli oli toscani

 Unioncamere Toscana, in collaborazione con il Laboratorio Chimico Merceologico della Camera di Commercio di Firenze, organizza:
- una selezione regionale di oli extra vergini di qualità per la partecipazione al premio nazionale Ercole Olivario 2011, che si terrà a Spoleto dal 21 al 26 marzo 2011
- una selezione degli oli extra vergini di oliva della Toscana. La selezione degli oli extra vergini di oliva della Toscana darà automaticamente diritto alle aziende del territorio fiorentino a partecipare alla selezione degli oli extravergini di oliva della provincia di Firenze. A seguito della selezione, saranno realizzati due cataloghi delle migliori produzioni, uno su base regionale e uno su base provinciale.
L’organizzazione unificata delle due selezioni si propone di realizzare una ottimizzazione delle risorse e dell’impegno per gli enti organizzatori e una semplificazione operativa per le imprese interessate, che potranno aderire ad entrambe le iniziative o ad una soltanto di esse.
La selezione per la partecipazione al premio Ercole Olivario 2011 sarà effettuata secondo il Regolamento e la modulistica scaricabili dalla sezione "Allegati" di questa pagina e dal sito www.ercoleolivario.org.
Per quanto attiene alla selezione degli oli extra vergini di oliva della Toscana, le imprese dovranno utilizzare la modulistica scaricabile dalla sezione "Allegati" di questa pagina e disponibile anche sul sito www.tos.camcom.it.
L'iniziativa consiste in una selezione regionale di oli di qualità, da cui scaturiranno due graduatorie distinte, una per l’invio dei primi 6 oli selezionati al concorso finale del Premio Ercole Olivario e l’altra per la realizzazione del catalogo promozionale (in italiano e in inglese) delle migliori produzioni toscane, con due specifiche sezioni per le due categorie degli oli certificati e degli oli più in generale extravergini e contenente le informazioni anagrafiche e produttive delle imprese selezionate e la caratterizzazione chimica e sensoriale degli oli presentati per la selezione.
La selezione sarà effettuata da una commissione regionale composta da capi-panel e da tecnici assaggiatori di olio iscritti nell’articolazione regionale Toscana dell’elenco nazionale degli assaggiatori.
Le domande di adesione devono essere inviate alla Camera di Commercio competente per territorio entro lunedì 24 gennaio 2011.
La partecipazione è gratuita.
Per conoscere le modalità di partecipazione alle selezioni, si suggerisce di consultare le istruzioni (formato DOC - dimensione 34 Kb).

01/07/2010

Forte dei Marmi (LU): Gli ultimi filmati di AcquaBuona

IL RISTORANTE LORENZO A FORTE DEI MARMI (LU)
Lorenzo Viani racconta in questa intervista il suo famoso ristorante che sta per compiere 30 anni, e anche un po’ di sé stesso. Parla delle sue Argolas, dei famosi spaghetti “risottati”, della nascita avventurosa di alcuni piatti storici, della sua passione per il vino che si riflette nella bellissima cantina

LA GRIGLIA DI VARRONE A LUCCA
Massimo Minutelli parla del suo ristorante, nato nel 2006. Cucina basata sulla griglia, ma che griglia, con le carni provenienti da tutto il mondo: il mitico Black Angus, la giapponese Waygu, il bisonte, e poi naturalmente la Chianina. Ma anche salumi di Massimo Spigaroli, la Cinta Senese di Guado al Tasso, l’oca di Jolanda Nicolò, il jamon pata negra… Salvatore Artizzo, chef, presenta la variazione di tartara di Fassona piemontese

LA NOTTE BLU CON MARCELLO VALENTINO
Marcello Valentino è un personal chef, un cuoco itinerante chiamato in tutta Europa dove incanta con la sua cucina mediterranea. Qui è ripreso al porto turistico di Cala dei Medici di Rosignano Solvay (LI) in occasione di un party dedicato all’arte dei Cous-Cous

L’OSTERIA CASINA DELLE OSTRICHE A CASTELNUOVO DELLA MISERICORDIA (LI)
I fratelli Silvia ed Andrea Volpe sono i titolari di questo ristorante che prende il nome da un locale livornese del ‘600. Nato nel 2009 per coronare un vecchio sogno, propone una cucina di mare della tradizione non priva di spunti innovativi. Andrea Volpe, chef, presenta la ricetta di un millefoglie di baccalà e foie gras con uova di salmone, olive taggiasche e pistacchi di Bronte.

Bolgheri (LI): Un territorio che si va strutturando

La storia della Bolgheri vitivinicola è forse una delle più raccontabili, soprattutto perché recente. Una storia partita con le grandi famiglie che si trovarono sul suo territorio e che lo scoprirono. Famiglie, poi aziende, poi vini; aziende inizialmente “monovino” (inutile ricordare Tenuta San Guido-Sassicaia, Ornellaia, Guado Al Tasso).

Poi, sulla scia di un glamour conquistato Bolgheri ha cominciato il suo percorso evolvendo nei modi che si stanno rivelando più o meno quelli classici, strutturando la propria attività come è successo per i territori vitivicoli più maturi. Ingrandimento della superficie vitata,  stratificazione dei prodotti in vini di punta,  etichette di fascia media e bassa. Persino Tenuta San Guido, azienda “monoetichetta” per eccellenza, ora presenta il ventaglio più ampio grazie ai Guidalberto e Le Difese. E non mancano, come conseguenza, neanche le tortuosità e le complicazioni retaggio della (in via di superamento) legislazione italiana: infatti, quasi tutti i vini importanti sono ormai radunati della Doc “alta” Bolgheri Rosso Superiore, ma alcuni no, e si trovano nella tipologia Igt mescolati con sigle invece di media o bassa fascia di mercato che costano magari dieci volte meno.

Ma perché tanto fascino Bolgheri? Un fattore, ancora, le antiche casate. Poi il paesaggio iconograficamente toscano come pochi altri ma misto ad una carnalità mediterranea più accentuata. E come porsi, oggi di fronte al caso Bolgheri? Bolgheri può essere associato alla risacca anti-Supertuscan? Forse no, perché dichiaratamente e caratterialmente supertuscanista (non è un Chianti Classico che impegna la sua storia sull’uvaggio bordolese, per dire)

Insomma Bolgheri, sotto gli occhi di una critica spesso scettica è una realtà che continua ad esistere e ad evolvere, e chi ha curiosità continuerà a seguirla.

L'AcquaBuona

28/06/2010

........e ancora Lucca: Funghi a bizzeffe?

porcini

Sarà un'e­sta­te di fun­ghi, quel­la del 2010. Que­sto, al­me­no, se­con­do le pre­vi­sio­ni della Pro­vin­cia di Lucca. Il Ser­vi­zio a­gri­col­tu­ra e ri­sor­se na­tu­ra­li della Pro­vin­cia in­for­ma che lo slit­ta­men­to in a­van­ti delle fasi di cre­sci­ta, la fine delle piog­ge e l’in­nal­za­men­to re­pen­ti­no delle tem­pe­ra­tu­re, fa pen­sa­re a una po­ten­zia­le na­sci­ta di fun­ghi in no­te­vo­li quan­ti­tà e, di con­se­guen­za, all’af­flus­so di molti cer­ca­to­ri nelle zone più vo­ca­te: dalle Piz­zor­ne alla col­li­ne della Media Valle e della Gar­fa­gna­na, dai Monti Pi­sa­ni alla Val­fred­da­na, così come i bo­schi del ver­san­te ver­si­lie­se delle A­pua­ne.

Il pre­vi­sto boom di cre­sci­ta di fun­ghi (la cui pro­du­zio­ne po­treb­be anche pro­lun­gar­si per di­ver­si gior­ni) in­du­ce l’am­mi­ni­stra­zio­ne pro­vin­cia­le a ri­cor­da­re al­cu­ne delle prin­ci­pa­li norme per la rac­col­ta.

La rac­col­ta di fun­ghi – con­sen­ti­ta solo nelle ore diur­ne - è sog­get­ta al pos­ses­so di una spe­ci­fi­ca au­to­riz­za­zio­ne come pre­vi­sto dalla legge re­gio­na­le 16/99. L’au­to­riz­za­zio­ne per­so­na­le è per i re­si­den­ti che hanno com­piu­to 14 anni ed è ri­la­scia­ta dal Co­mu­ne. I mi­no­ri di quat­tor­di­ci anni pos­so­no ef­fet­tua­re la rac­col­ta solo se ac­com­pa­gna­ti da mag­gio­ren­ni au­to­riz­za­ti. I fun­ghi rac­col­ti dagli under 14 con­cor­ro­no a for­ma­re il quan­ti­ta­ti­vo gior­na­lie­ro di rac­col­ta con­sen­ti­to al ti­to­la­re dell'au­to­riz­za­zio­ne (va­li­da per 6 mesi, 1 o 3 anni). La quan­ti­tà mas­si­ma gior­na­lie­ra con­sen­ti­ta è di 3 Kg.

Anche l’au­to­riz­za­zio­ne tu­ri­sti­ca per i non re­si­den­ti è ri­la­scia­ta dal Co­mu­ne, con gli stes­si li­mi­ti dell’au­to­riz­za­zio­ne per­so­na­le, per­tan­to la quan­ti­tà mas­si­ma di fun­ghi che si può rac­co­glie­re g ior­nal­men­te è di 3 Kg. L’au­to­riz­za­zio­ne è va­li­da nel ter­ri­to­rio del Co­mu­ne in cui viene ri­la­scia­to il “pass” e in quel­lo dei Co­mu­ni con­fi­nan­ti per 1 o 7 gior­ni, anche non con­se­cu­ti­vi dell’anno so­la­re in cui è stato ef­fet­tua­to il ver­sa­men­to. Il costo delle au­to­riz­za­zio­ni spa­zia da un mi­ni­mo di 3,62 euro di quel­le tu­ri­sti­che gior­na­lie­re fino ad un mas­si­mo di 61,97 euro per quel­le per­so­na­li trien­na­li.

Nelle o­pe­ra­zio­ni di rac­col­ta sono vie­ta­ti l’uso di ra­strel­li, un­ci­ni o altri mezzi che pos­so­no dan­neg­gia­re lo stra­to u­mi­fe­ro del ter­re­no, il mi­ce­lio fun­gi­no o l'ap­pa­ra­to ra­di­ca­le della ve­ge­ta­zio­ne. I­nol­tre i fun­ghi rac­col­ti de­vo­no es­se­re ri­po­sti in con­te­ni­to­ri ri­gi­di o a rete, a­rea­ti ed i­do­nei a ga­ran­ti­re la dif­fu­sio­ne delle spore. È vie­ta­to l'uso di sac­chet­ti o buste di pla­sti­ca.

loschermo

26/06/2010

.......e ancora Lucca: Dalla Terra alla Tavola

Si chia­me­rà “Dalla Terra alla Ta­vo­la” e mira a far sì che i ri­sto­ra­to­ri luc­che­si si in­con­tri­no con i pro­dut­to­ri a­gri­co­li  per in­se­ri­re nelle ri­cet­te e nei menù dei ri­sto­ran­ti piat­ti a base di pro­dot­ti lo­ca­li.

L’i­ni­zia­ti­va è stata con­cer­ta­ta sta­ma­ni a Pa­laz­zo Or­set­ti in un in­con­tro cui hanno par­te­ci­pa­to l’as­ses­so­re alle at­ti­vi­tà pro­dut­ti­ve Can­de­li­se per l’am­mi­ni­stra­zio­ne co­mu­na­le, Scial­la in rap­pre­sen­tan­za della Con­fe­de­ra­zio­ne I­ta­lia­na A­gri­col­to­ri, Pa­squi­ni per la Con­fe­ser­cen­ti, Ci­pol­li­ni per l’Ascom ed gli o­pe­ra­to­ri della ri­sto­ra­zio­ne De Ra­nie­ri, Co­sen­ti­no e Pa­ci­ni.

“Lo scopo – ha spie­ga­to l’as­ses­so­re Can­de­li­se – è quel­lo di dare un mes­sag­gio, sia ai con­su­ma­to­ri a­bi­tua­li che ai tu­ri­sti, che nei ri­sto­ran­ti luc­che­si, oltre alla ec­cel­len­te qua­li­tà, si può tro­va­re anche una gran­de ge­nui­ni­tà dei pro­dot­ti, gra­zie alla crea­zio­ne di una si­ner­gia tra ri­sto­ra­to­ri e pro­dut­to­ri, tra­mi­te ge­mel­lag­gi che po­tran­no sfo­cia­re in se­ra­te spe­cia­li alla pre­sen­za degli stes­si pro­dut­to­ri ed alla a­per­tu­ra di un vero e pro­prio rap­por­to du­ra­tu­ro tra que­sti ul­ti­mi e i ri­sto­ra­to­ri”.

Il lan­cio uf­fi­cia­le dell’ i­ni­zia­ti­va è pre­vi­sto per il 10 lu­glio, in oc­ca­sio­ne della pros­si­ma e­di­zio­ne del Mer­ca­to della Fi­lie­ra Corta all’ex Foro Boa­rio.

In quel con­te­sto sa­ran­no pre­sen­ti sia l’am­mi­ni­stra­zio­ne co­mu­na­le che le due as­so­cia­zio­ni (Ascom e Con­fe­ser­cen­ti) con i loro a­de­ren­ti, per dar vita ad un vero e pro­prio Work Show con vi­si­te gui­da­te ed e­spo­si­zio­ni.

loschermo

.........e ri-Firenze: I ristoranti fiorentini? appesi a un filo

Massimo Bernardi per dissapore


Firenze è la città che preferisco nel mondo per molti motivi, il più decisivo dei quali è il quoziente di talento delle persone che l’hanno abitata. Questo non significa che oggi Firenze sia una città in grado di sorpendere, tutt’altro. Perfino i ristoranti sembrano estremamente datati, entrarci significa viaggiare a ritroso nel tempo. Dalle trattorie ai locali di alta cucina sembrano tutti in qualche modo senza cuore, una mano di grigio avvolge gli stessi chef, in apparenza disinteressati a rinnovarsi.

Poche le cucine originali, assenti i (buoni) piatti di ispirazione vegetariana, ordinare vino al bicchiere è quasi impossibile, e ho tipo l’impressione che non esista carta dei dolci senza cantucci con il vinsanto. In compenso, il conformismo domina. Salsicce, fagioli cannellini, cavolo nero, trippa, bistecca alla fiornetina, ribollita, panzanella e pappa col pomodoro sono sempre lì, cosa di per sé tutt’altro che disprezzabile. Ma è raro trovare uno di questi classici che si imponga sulla media. A sconto, i prezzi hanno l’indice di gradimento di una manovra economica, e senza voler fare gli snob, ci sono volte in cui penso che i turisti siano il solo obiettivo.

Gli amici fiorentini mi raccontano la piccola rivoluzione iniziata una decina di anni fa Oltrarno, con l’apertura di molti locali nuovi, specie nelle idee. Anche se spesso sono wine-bar o locali da aperitivo come Fusion Bar o Angels. Tra i ristoranti citano il Borgo San Jacopo della chef Beatrice Segoni, che non a caso arriva dalla costa adriatica. O il Cavolo Nero nel quartiere di San Frediano, appena lasciato, mi risulta, dal proprietario Arturo Dori. Ho mangiato a L’ora d’aria dello chef Marco Stabile, un talento giovane che dal 16 giugno dovrebbe avere una migliore vetrina in Via de’ Georgofili.

Conoscete altri indirizzi che dovrei provare a Firenze per ricredermi?

PS. Prima che lo faccia lui, preciso che la bistecca alla fiorentina che si mangia alla trattoria Da Burde è abbastanza risolutiva.

[Immagine: Repubblica]

14/06/2010

Firenze: Conoscere le DOC



Dopo il grande successo ottenuto con la campagna mediatica “Controlliamo tutto, tranne con chi lo bevi”, Federdoc, la Confederazione nazionale dei consorzi volontari per la tutela delle denominazioni di origine, propone una nuova iniziativa dedicata ancora una volta alla corretta informazione e divulgazione per la valorizzazione dei vini a Denominazione di Origine.
In questa occasione Federdoc ha ottenuto la positiva collaborazione proprio di chi rappresenta il diretto tramite tra chi produce i vini di qualità e chi li consuma. Stiamo parlando di professionisti di enoteche e ristoranti: ideali vettori di informazione corretta verso il consumatore attento. Una campagna, quindi, che si svolge proprio presso i luoghi dedicati all’acquisto e al consumo del vino, in tre importanti piazze italiane.

Dal 10 giugno a Firenze e Bologna e dal 20 giugno a Roma, 100 esercizi selezionati tra enoteche e ristoranti, (30 a Firenze, 30 a Bologna e 40 a Roma), distribuiranno 10.000 kit informativi sui vini italiani. Un utile omaggio alla propria clientela interessata ad approfondire la propria conoscenza del comparto enologico italiano.
Uno strumento agile e utile, ricco di informazioni sui Vini di qualità italiani, che va dalla presentazione della nuova normativa vitivinicola comunitaria, al modo corretto di leggere e interpretare un’etichetta, dal sistema della tracciabilità di un vino di qualità, alle nozioni sui principali vitigni e mappe delle zone a Denominazione di Origine. Il tutto riassunto anche su CD.
E nella capitale, in particolare, l’iniziativa è stata accolta da Arte dei vinattieri, storica Associazione di enoteche romane, che raccoglie i locali capitolini più prestigiosi. Di questi ben 17 tra le “storiche” hanno aderito con grande favore alla campagna informativa: segno tangibile di un impegno ed una passione per il Vino Italiano, che va oltre gli aspetti puramente commerciali.

Un contributo prezioso, dunque quello delle enoteche e quello dei ristoranti delle tre città italiane, per veicolare al meglio un messaggio importante: e cioè che il vino di qualità italiano è tutelato e controllato.
Ed è proprio questo il ruolo di Federdoc che, dal 1979, rappresenta l’unico organismo interprofessionale esistente in Italia, un vero e proprio tavolo di lavoro intorno al quale i vari protagonisti del settore si riuniscono per affrontare in modo sereno e con atteggiamento positivo tutte le problematiche legate al mondo delle denominazioni.
www.aiol.it
asa

02/06/2010

........e ancora Lucca: Presente in Scozia

APTLucca, APTVersilia e Comune di Lucca comporranno la delegazione che si recherà ad Edimburgo per la fiera, che si svolgerà dal 4 al 6 giugno e vedrà impegnati ben 400 espositori, per una rassegna che si rivolge non solo agli esperti del settore ma proprio a tutti gli appassionati di turismo e attività all’aria aperta.

Si consolida dunque l’attenzione dell’Agenzia provinciale del turismo di Lucca proprio in quel settore, come conferma il Direttore Icilio Disperati: “Tra le tante potenzialità che offre il nostro territorio, una risorsa da promuovere con forza è proprio l’offerta turistica legata all’aria aperta ed all’escursionismo e dunque la nostra ormai consueta partecipazione ad Edimburgo deriva dall’interesse con cui gli scozzesi continuano a scegliere soprattutto  Barga e le Apuane come mete preferenziali dei loro viaggi”.

La promozione svolta allo stand riguarderà Lucca a 360 gradi con, ovviamente, un occhio di riguardo per tutte le attività e possibilità che la provincia offre in tema di ambiente e turismo naturalistico. A tal fine non è secondario che i contatti tra Lucca e la Scozia siano stati recentemente resi molto più agevoli grazie all’inaugurazione di linee aeree low cost che collegano gli aeroporti di Pisa e Firenze con Glasgow ed Edimburgo, con grandi benefici reciproci proprio per il settore turistico. La partecipazione a Gardening Scotland sarà inoltre una bella occasione per salutare la locale delegazione dei “Lucchesi nel mondo” di Glasgow.

loschermo

03/05/2010

Grosseto: Allevare pesci

INRAN: dalla ricerca indicazioni per due nuove specie da allevamento di qualità. Concluso il progetto “Tecniche innovative di valorizzazione di due nuove specie ittiche – Argyrosomus regius e Solea solea”
Gli italiani, secondo i dati dell’ultima indagine INRAN-SCAI 2005-2006, consumano in media a settimana solo 90 grammi di pesce contro i 200 grammi consigliati dalle Linee Guida per una Sana Alimentazione Italiana. Proprio per rendere questo alimento alla portata di tutti e per moltiplicare le occasioni di consumo, l’acquicoltura fornisce costantemente prodotti tradizionali, ma anche “nuove specie” da allevamento. E a tal fine, l’INRAN, l’Ente pubblico italiano per la ricerca in materia di alimenti e nutrizione, ha partecipato al progetto di ricerca “Tecniche innovative di valorizzazione di due nuove specie ittiche, Argyrosomus regius (ombrina) e Solea solea (sogliola)”, finanziato dall’ARSIA Toscana, coordinato dal C.I.R.S.Pe. Centro Italiano Ricerche e Studi per la Pesca sotto la responsabilità scientifica dell'Università di Roma “Tor Vergata”, le cui conclusioni sono state presentate il 30 aprile in un convegno a Grosseto.
I risultati degli studi sull’ombrina la indicano come specie ideale da allevare, sia per le sue caratteristiche sia per il suo rendimento. È emerso, infatti, che questo pesce del Mediterraneo in allevamento può raggiungere anche i 5 kg di peso e presenta carni bianche dal sapore delicato e facilmente porzionabili in filetti generosi. Ciò lo rende una valida alternativa nostrana al pangasio o a un altro prodotto filettato di importazione, soprattutto nell’ambito della ristorazione collettiva. Sotto il profilo nutrizionale, l’ombrina si caratterizza sia per un elevato contenuto di proteine, sia per la presenza di omega 3 in buona quantità (che è possibile aumentare con una dieta mirata), sia per la bassa percentuale di grassi attestata sul 2-4% rispetto al 6% in media del pesce allevato. La ricerca condotta dal Gruppo di Lavoro che si occupa di prodotti ittici dell’INRAN ha dimostrato, inoltre, che i filetti, correttamente conservati a temperatura di refrigerazione, possono essere conservati anche fino a 12 giorni.
“Abbiamo valutato la qualità e conservabilità dei filetti di ombrina - afferma Elena Orban, dirigente di ricerca INRAN responsabile scientifico per l’Istituto del progetto - in funzione delle modalità di allevamento e soprattutto della dieta. Questo perché crediamo sia possibile ottenere un pesce più sostenibile per l’ambiente, controllato lungo la filiera produttiva, dalle caratteristiche nutrizionali e organolettiche elevate, ma a prezzi decisamente più contenuti del pesce pescato”. Buone le prospettive, anche se ancora preliminari, per l’allevamento della sogliola.

Cristina Giannetti - ufficiostampa@inran.it, ripreso da ASA|Press

01/05/2010

Montalcino (SI): Il Brunello ora è libero

"Il Brunello di Montalcino ha riconquistato l'America. Con la firma di oggi abbiamo ristabilito condizioni di normalità commerciale per gli esportatori di vino a DOCG -Denominazione di origine controllata e garantita - Brunello di Montalcino verso gli Stati Uniti e restituito a questa eccellenza enologica il rango che le apparteneva tra i prodotti del nostro patrimonio agro-alimentare".

Cosi' il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Giancarlo Galan, ha espresso soddisfazione per la firma del Decreto con il quale si stabilisce che, a decorrere dal 1 maggio 2010, non è più necessario disporre di una apposita dichiarazione di conformità del Governo italiano per commerciare oltre oceano il vino Brunello di Montalcino.

A partire dal 23 giugno 2008, infatti, si era reso necessario, per specifica richiesta delle autorità statunitensi, rilasciare da parte dell'Ispettorato Centrale per il controllo della qualità dei prodotti agroalimentari e repressione frodi - ICQRF - Ufficio di Firenze attestazioni di conformità dell'annata e del marchio ai requisiti del disciplinare di produzione per tutte le partite di vino DOCG Brunello di Montalcino dirette negli Stati Uniti.
La certificazione aggiuntiva dell'Ispettorato per il controllo della qualità era stata introdotta quindi per rassicurare i mercati e in particolare quello Usa che assorbe il 25% dei 7 milioni di bottiglie di Brunello prodotte ogni anno. Con il decreto di Galan viene meno questa costosa procedura burocratica.

Con successiva determinazione del 29 marzo 2010 le autorità statunitensi hanno ritenuto non più necessaria la certificazione di accompagnamento per l'importazione del vino DOCG.

Intanto, entra nella fase finale l'indagine della Procura senese. Proprio nei giorni scorsi, infatti, i Pm hanno richiesto il rinvio a giudizio per 6 dei 17 indagati inizialmente coinvolti dall'inchiesta. Per i legali rappresentanti di due aziende, due enologi e per altrettanti dirigenti del Consorzio di tutela è stato infatti richiesto il giudizio per reati che vanno dal falso ideologico alla vendita di sostanze non genuine, fino alle false informazioni al pubblico ministero. L'udienza davanti al Gup di Siena è prevista per il 17 settembre.

C. S. perTeatro Naturale 

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