15/02/2012

Massarosa (LU): Arte, Ristorazione, Accoglienza

 

E’ stato rinnovato il direttivo e la presidenza dell’associazione Arte Ristorazione Accoglienza (A.R.A) di Massarosa. “Lunedì 6 febbraio - sottolinea l’assessore alle attività produttive e al Turismo Federico Pierucci - si è svolta l’assemblea dell’associazione che aveva all’ordine del giorno il rinnovo del Direttivo e l’elezione del nuovo Presidente. Solo oggi, espletate le formalità, la presidente ed una delegazione del direttivo hanno incontrato il Sindaco Mungai".

E’ stato un incontro estremamente cordiale – continua il Sindaco Franco Mungai –nel quale si è rimarcato l’impegno di tutti per creare una rete di ospitalità adeguata a quanto il nostro territorio può offrire, mi complimento per il nuovo incarico augurando al nuovo Presidente e a tutto il direttivo un buon lavoro nei mesi futuri”.

All’incontro erano presenti Roberta Gemelli, presidente, Franco Mariani,Vice presidente, Antonietta Pozzi Segretaria dell’Associazione e Federico Salvetti,Tesoriere.

Fanno inoltre parte del direttivo: Studiati Berni Piero ( Presidente uscente ) ,Paolo SalvettiSimi FrancescoDonatella PancacciniElena PecchioliPaolo FrancesconiDe Bilio MassimoBoccolini MirellaDix Lewis Nicola.

La nuova presidente è la Sig.ra Roberta Gemelli titolare di un B&B a Bozzano che ha accolto questo impegnativo incarico con estremo entusiasmo e disponibilità, supportato comunque da un direttivo che ha già lavorato egregiamente in questo ultimo anno.

"E’ intenzione dell’amministrazione- conclude Pierucci- programmare, nel più breve tempo possibile, nuove iniziative e strategie per l’ulteriore sviluppo di un settore che in questi ultimi anni ha dimostrato , nonostante la crisi, una crescita decisa in controtendenza con molte altre aree della Versilia e della Provincia di Lucca."

loschermo

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05/01/2011

.......e ancora Firenze: Il meglio del meglio degli oli toscani

 Unioncamere Toscana, in collaborazione con il Laboratorio Chimico Merceologico della Camera di Commercio di Firenze, organizza:
- una selezione regionale di oli extra vergini di qualità per la partecipazione al premio nazionale Ercole Olivario 2011, che si terrà a Spoleto dal 21 al 26 marzo 2011
- una selezione degli oli extra vergini di oliva della Toscana. La selezione degli oli extra vergini di oliva della Toscana darà automaticamente diritto alle aziende del territorio fiorentino a partecipare alla selezione degli oli extravergini di oliva della provincia di Firenze. A seguito della selezione, saranno realizzati due cataloghi delle migliori produzioni, uno su base regionale e uno su base provinciale.
L’organizzazione unificata delle due selezioni si propone di realizzare una ottimizzazione delle risorse e dell’impegno per gli enti organizzatori e una semplificazione operativa per le imprese interessate, che potranno aderire ad entrambe le iniziative o ad una soltanto di esse.
La selezione per la partecipazione al premio Ercole Olivario 2011 sarà effettuata secondo il Regolamento e la modulistica scaricabili dalla sezione "Allegati" di questa pagina e dal sito www.ercoleolivario.org.
Per quanto attiene alla selezione degli oli extra vergini di oliva della Toscana, le imprese dovranno utilizzare la modulistica scaricabile dalla sezione "Allegati" di questa pagina e disponibile anche sul sito www.tos.camcom.it.
L'iniziativa consiste in una selezione regionale di oli di qualità, da cui scaturiranno due graduatorie distinte, una per l’invio dei primi 6 oli selezionati al concorso finale del Premio Ercole Olivario e l’altra per la realizzazione del catalogo promozionale (in italiano e in inglese) delle migliori produzioni toscane, con due specifiche sezioni per le due categorie degli oli certificati e degli oli più in generale extravergini e contenente le informazioni anagrafiche e produttive delle imprese selezionate e la caratterizzazione chimica e sensoriale degli oli presentati per la selezione.
La selezione sarà effettuata da una commissione regionale composta da capi-panel e da tecnici assaggiatori di olio iscritti nell’articolazione regionale Toscana dell’elenco nazionale degli assaggiatori.
Le domande di adesione devono essere inviate alla Camera di Commercio competente per territorio entro lunedì 24 gennaio 2011.
La partecipazione è gratuita.
Per conoscere le modalità di partecipazione alle selezioni, si suggerisce di consultare le istruzioni (formato DOC - dimensione 34 Kb).

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01/07/2010

Forte dei Marmi (LU): Gli ultimi filmati di AcquaBuona

IL RISTORANTE LORENZO A FORTE DEI MARMI (LU)
Lorenzo Viani racconta in questa intervista il suo famoso ristorante che sta per compiere 30 anni, e anche un po’ di sé stesso. Parla delle sue Argolas, dei famosi spaghetti “risottati”, della nascita avventurosa di alcuni piatti storici, della sua passione per il vino che si riflette nella bellissima cantina

LA GRIGLIA DI VARRONE A LUCCA
Massimo Minutelli parla del suo ristorante, nato nel 2006. Cucina basata sulla griglia, ma che griglia, con le carni provenienti da tutto il mondo: il mitico Black Angus, la giapponese Waygu, il bisonte, e poi naturalmente la Chianina. Ma anche salumi di Massimo Spigaroli, la Cinta Senese di Guado al Tasso, l’oca di Jolanda Nicolò, il jamon pata negra… Salvatore Artizzo, chef, presenta la variazione di tartara di Fassona piemontese

LA NOTTE BLU CON MARCELLO VALENTINO
Marcello Valentino è un personal chef, un cuoco itinerante chiamato in tutta Europa dove incanta con la sua cucina mediterranea. Qui è ripreso al porto turistico di Cala dei Medici di Rosignano Solvay (LI) in occasione di un party dedicato all’arte dei Cous-Cous

L’OSTERIA CASINA DELLE OSTRICHE A CASTELNUOVO DELLA MISERICORDIA (LI)
I fratelli Silvia ed Andrea Volpe sono i titolari di questo ristorante che prende il nome da un locale livornese del ‘600. Nato nel 2009 per coronare un vecchio sogno, propone una cucina di mare della tradizione non priva di spunti innovativi. Andrea Volpe, chef, presenta la ricetta di un millefoglie di baccalà e foie gras con uova di salmone, olive taggiasche e pistacchi di Bronte.

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Bolgheri (LI): Un territorio che si va strutturando

La storia della Bolgheri vitivinicola è forse una delle più raccontabili, soprattutto perché recente. Una storia partita con le grandi famiglie che si trovarono sul suo territorio e che lo scoprirono. Famiglie, poi aziende, poi vini; aziende inizialmente “monovino” (inutile ricordare Tenuta San Guido-Sassicaia, Ornellaia, Guado Al Tasso).

Poi, sulla scia di un glamour conquistato Bolgheri ha cominciato il suo percorso evolvendo nei modi che si stanno rivelando più o meno quelli classici, strutturando la propria attività come è successo per i territori vitivicoli più maturi. Ingrandimento della superficie vitata,  stratificazione dei prodotti in vini di punta,  etichette di fascia media e bassa. Persino Tenuta San Guido, azienda “monoetichetta” per eccellenza, ora presenta il ventaglio più ampio grazie ai Guidalberto e Le Difese. E non mancano, come conseguenza, neanche le tortuosità e le complicazioni retaggio della (in via di superamento) legislazione italiana: infatti, quasi tutti i vini importanti sono ormai radunati della Doc “alta” Bolgheri Rosso Superiore, ma alcuni no, e si trovano nella tipologia Igt mescolati con sigle invece di media o bassa fascia di mercato che costano magari dieci volte meno.

Ma perché tanto fascino Bolgheri? Un fattore, ancora, le antiche casate. Poi il paesaggio iconograficamente toscano come pochi altri ma misto ad una carnalità mediterranea più accentuata. E come porsi, oggi di fronte al caso Bolgheri? Bolgheri può essere associato alla risacca anti-Supertuscan? Forse no, perché dichiaratamente e caratterialmente supertuscanista (non è un Chianti Classico che impegna la sua storia sull’uvaggio bordolese, per dire)

Insomma Bolgheri, sotto gli occhi di una critica spesso scettica è una realtà che continua ad esistere e ad evolvere, e chi ha curiosità continuerà a seguirla.

L'AcquaBuona

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28/06/2010

........e ancora Lucca: Funghi a bizzeffe?

porcini

Sarà un'e­sta­te di fun­ghi, quel­la del 2010. Que­sto, al­me­no, se­con­do le pre­vi­sio­ni della Pro­vin­cia di Lucca. Il Ser­vi­zio a­gri­col­tu­ra e ri­sor­se na­tu­ra­li della Pro­vin­cia in­for­ma che lo slit­ta­men­to in a­van­ti delle fasi di cre­sci­ta, la fine delle piog­ge e l’in­nal­za­men­to re­pen­ti­no delle tem­pe­ra­tu­re, fa pen­sa­re a una po­ten­zia­le na­sci­ta di fun­ghi in no­te­vo­li quan­ti­tà e, di con­se­guen­za, all’af­flus­so di molti cer­ca­to­ri nelle zone più vo­ca­te: dalle Piz­zor­ne alla col­li­ne della Media Valle e della Gar­fa­gna­na, dai Monti Pi­sa­ni alla Val­fred­da­na, così come i bo­schi del ver­san­te ver­si­lie­se delle A­pua­ne.

Il pre­vi­sto boom di cre­sci­ta di fun­ghi (la cui pro­du­zio­ne po­treb­be anche pro­lun­gar­si per di­ver­si gior­ni) in­du­ce l’am­mi­ni­stra­zio­ne pro­vin­cia­le a ri­cor­da­re al­cu­ne delle prin­ci­pa­li norme per la rac­col­ta.

La rac­col­ta di fun­ghi – con­sen­ti­ta solo nelle ore diur­ne - è sog­get­ta al pos­ses­so di una spe­ci­fi­ca au­to­riz­za­zio­ne come pre­vi­sto dalla legge re­gio­na­le 16/99. L’au­to­riz­za­zio­ne per­so­na­le è per i re­si­den­ti che hanno com­piu­to 14 anni ed è ri­la­scia­ta dal Co­mu­ne. I mi­no­ri di quat­tor­di­ci anni pos­so­no ef­fet­tua­re la rac­col­ta solo se ac­com­pa­gna­ti da mag­gio­ren­ni au­to­riz­za­ti. I fun­ghi rac­col­ti dagli under 14 con­cor­ro­no a for­ma­re il quan­ti­ta­ti­vo gior­na­lie­ro di rac­col­ta con­sen­ti­to al ti­to­la­re dell'au­to­riz­za­zio­ne (va­li­da per 6 mesi, 1 o 3 anni). La quan­ti­tà mas­si­ma gior­na­lie­ra con­sen­ti­ta è di 3 Kg.

Anche l’au­to­riz­za­zio­ne tu­ri­sti­ca per i non re­si­den­ti è ri­la­scia­ta dal Co­mu­ne, con gli stes­si li­mi­ti dell’au­to­riz­za­zio­ne per­so­na­le, per­tan­to la quan­ti­tà mas­si­ma di fun­ghi che si può rac­co­glie­re g ior­nal­men­te è di 3 Kg. L’au­to­riz­za­zio­ne è va­li­da nel ter­ri­to­rio del Co­mu­ne in cui viene ri­la­scia­to il “pass” e in quel­lo dei Co­mu­ni con­fi­nan­ti per 1 o 7 gior­ni, anche non con­se­cu­ti­vi dell’anno so­la­re in cui è stato ef­fet­tua­to il ver­sa­men­to. Il costo delle au­to­riz­za­zio­ni spa­zia da un mi­ni­mo di 3,62 euro di quel­le tu­ri­sti­che gior­na­lie­re fino ad un mas­si­mo di 61,97 euro per quel­le per­so­na­li trien­na­li.

Nelle o­pe­ra­zio­ni di rac­col­ta sono vie­ta­ti l’uso di ra­strel­li, un­ci­ni o altri mezzi che pos­so­no dan­neg­gia­re lo stra­to u­mi­fe­ro del ter­re­no, il mi­ce­lio fun­gi­no o l'ap­pa­ra­to ra­di­ca­le della ve­ge­ta­zio­ne. I­nol­tre i fun­ghi rac­col­ti de­vo­no es­se­re ri­po­sti in con­te­ni­to­ri ri­gi­di o a rete, a­rea­ti ed i­do­nei a ga­ran­ti­re la dif­fu­sio­ne delle spore. È vie­ta­to l'uso di sac­chet­ti o buste di pla­sti­ca.

loschermo

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26/06/2010

.......e ancora Lucca: Dalla Terra alla Tavola

Si chia­me­rà “Dalla Terra alla Ta­vo­la” e mira a far sì che i ri­sto­ra­to­ri luc­che­si si in­con­tri­no con i pro­dut­to­ri a­gri­co­li  per in­se­ri­re nelle ri­cet­te e nei menù dei ri­sto­ran­ti piat­ti a base di pro­dot­ti lo­ca­li.

L’i­ni­zia­ti­va è stata con­cer­ta­ta sta­ma­ni a Pa­laz­zo Or­set­ti in un in­con­tro cui hanno par­te­ci­pa­to l’as­ses­so­re alle at­ti­vi­tà pro­dut­ti­ve Can­de­li­se per l’am­mi­ni­stra­zio­ne co­mu­na­le, Scial­la in rap­pre­sen­tan­za della Con­fe­de­ra­zio­ne I­ta­lia­na A­gri­col­to­ri, Pa­squi­ni per la Con­fe­ser­cen­ti, Ci­pol­li­ni per l’Ascom ed gli o­pe­ra­to­ri della ri­sto­ra­zio­ne De Ra­nie­ri, Co­sen­ti­no e Pa­ci­ni.

“Lo scopo – ha spie­ga­to l’as­ses­so­re Can­de­li­se – è quel­lo di dare un mes­sag­gio, sia ai con­su­ma­to­ri a­bi­tua­li che ai tu­ri­sti, che nei ri­sto­ran­ti luc­che­si, oltre alla ec­cel­len­te qua­li­tà, si può tro­va­re anche una gran­de ge­nui­ni­tà dei pro­dot­ti, gra­zie alla crea­zio­ne di una si­ner­gia tra ri­sto­ra­to­ri e pro­dut­to­ri, tra­mi­te ge­mel­lag­gi che po­tran­no sfo­cia­re in se­ra­te spe­cia­li alla pre­sen­za degli stes­si pro­dut­to­ri ed alla a­per­tu­ra di un vero e pro­prio rap­por­to du­ra­tu­ro tra que­sti ul­ti­mi e i ri­sto­ra­to­ri”.

Il lan­cio uf­fi­cia­le dell’ i­ni­zia­ti­va è pre­vi­sto per il 10 lu­glio, in oc­ca­sio­ne della pros­si­ma e­di­zio­ne del Mer­ca­to della Fi­lie­ra Corta all’ex Foro Boa­rio.

In quel con­te­sto sa­ran­no pre­sen­ti sia l’am­mi­ni­stra­zio­ne co­mu­na­le che le due as­so­cia­zio­ni (Ascom e Con­fe­ser­cen­ti) con i loro a­de­ren­ti, per dar vita ad un vero e pro­prio Work Show con vi­si­te gui­da­te ed e­spo­si­zio­ni.

loschermo

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.........e ri-Firenze: I ristoranti fiorentini? appesi a un filo

Massimo Bernardi per dissapore


Firenze è la città che preferisco nel mondo per molti motivi, il più decisivo dei quali è il quoziente di talento delle persone che l’hanno abitata. Questo non significa che oggi Firenze sia una città in grado di sorpendere, tutt’altro. Perfino i ristoranti sembrano estremamente datati, entrarci significa viaggiare a ritroso nel tempo. Dalle trattorie ai locali di alta cucina sembrano tutti in qualche modo senza cuore, una mano di grigio avvolge gli stessi chef, in apparenza disinteressati a rinnovarsi.

Poche le cucine originali, assenti i (buoni) piatti di ispirazione vegetariana, ordinare vino al bicchiere è quasi impossibile, e ho tipo l’impressione che non esista carta dei dolci senza cantucci con il vinsanto. In compenso, il conformismo domina. Salsicce, fagioli cannellini, cavolo nero, trippa, bistecca alla fiornetina, ribollita, panzanella e pappa col pomodoro sono sempre lì, cosa di per sé tutt’altro che disprezzabile. Ma è raro trovare uno di questi classici che si imponga sulla media. A sconto, i prezzi hanno l’indice di gradimento di una manovra economica, e senza voler fare gli snob, ci sono volte in cui penso che i turisti siano il solo obiettivo.

Gli amici fiorentini mi raccontano la piccola rivoluzione iniziata una decina di anni fa Oltrarno, con l’apertura di molti locali nuovi, specie nelle idee. Anche se spesso sono wine-bar o locali da aperitivo come Fusion Bar o Angels. Tra i ristoranti citano il Borgo San Jacopo della chef Beatrice Segoni, che non a caso arriva dalla costa adriatica. O il Cavolo Nero nel quartiere di San Frediano, appena lasciato, mi risulta, dal proprietario Arturo Dori. Ho mangiato a L’ora d’aria dello chef Marco Stabile, un talento giovane che dal 16 giugno dovrebbe avere una migliore vetrina in Via de’ Georgofili.

Conoscete altri indirizzi che dovrei provare a Firenze per ricredermi?

PS. Prima che lo faccia lui, preciso che la bistecca alla fiorentina che si mangia alla trattoria Da Burde è abbastanza risolutiva.

[Immagine: Repubblica]

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14/06/2010

Firenze: Conoscere le DOC



Dopo il grande successo ottenuto con la campagna mediatica “Controlliamo tutto, tranne con chi lo bevi”, Federdoc, la Confederazione nazionale dei consorzi volontari per la tutela delle denominazioni di origine, propone una nuova iniziativa dedicata ancora una volta alla corretta informazione e divulgazione per la valorizzazione dei vini a Denominazione di Origine.
In questa occasione Federdoc ha ottenuto la positiva collaborazione proprio di chi rappresenta il diretto tramite tra chi produce i vini di qualità e chi li consuma. Stiamo parlando di professionisti di enoteche e ristoranti: ideali vettori di informazione corretta verso il consumatore attento. Una campagna, quindi, che si svolge proprio presso i luoghi dedicati all’acquisto e al consumo del vino, in tre importanti piazze italiane.

Dal 10 giugno a Firenze e Bologna e dal 20 giugno a Roma, 100 esercizi selezionati tra enoteche e ristoranti, (30 a Firenze, 30 a Bologna e 40 a Roma), distribuiranno 10.000 kit informativi sui vini italiani. Un utile omaggio alla propria clientela interessata ad approfondire la propria conoscenza del comparto enologico italiano.
Uno strumento agile e utile, ricco di informazioni sui Vini di qualità italiani, che va dalla presentazione della nuova normativa vitivinicola comunitaria, al modo corretto di leggere e interpretare un’etichetta, dal sistema della tracciabilità di un vino di qualità, alle nozioni sui principali vitigni e mappe delle zone a Denominazione di Origine. Il tutto riassunto anche su CD.
E nella capitale, in particolare, l’iniziativa è stata accolta da Arte dei vinattieri, storica Associazione di enoteche romane, che raccoglie i locali capitolini più prestigiosi. Di questi ben 17 tra le “storiche” hanno aderito con grande favore alla campagna informativa: segno tangibile di un impegno ed una passione per il Vino Italiano, che va oltre gli aspetti puramente commerciali.

Un contributo prezioso, dunque quello delle enoteche e quello dei ristoranti delle tre città italiane, per veicolare al meglio un messaggio importante: e cioè che il vino di qualità italiano è tutelato e controllato.
Ed è proprio questo il ruolo di Federdoc che, dal 1979, rappresenta l’unico organismo interprofessionale esistente in Italia, un vero e proprio tavolo di lavoro intorno al quale i vari protagonisti del settore si riuniscono per affrontare in modo sereno e con atteggiamento positivo tutte le problematiche legate al mondo delle denominazioni.
www.aiol.it
asa

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02/06/2010

........e ancora Lucca: Presente in Scozia

APTLucca, APTVersilia e Comune di Lucca comporranno la delegazione che si recherà ad Edimburgo per la fiera, che si svolgerà dal 4 al 6 giugno e vedrà impegnati ben 400 espositori, per una rassegna che si rivolge non solo agli esperti del settore ma proprio a tutti gli appassionati di turismo e attività all’aria aperta.

Si consolida dunque l’attenzione dell’Agenzia provinciale del turismo di Lucca proprio in quel settore, come conferma il Direttore Icilio Disperati: “Tra le tante potenzialità che offre il nostro territorio, una risorsa da promuovere con forza è proprio l’offerta turistica legata all’aria aperta ed all’escursionismo e dunque la nostra ormai consueta partecipazione ad Edimburgo deriva dall’interesse con cui gli scozzesi continuano a scegliere soprattutto  Barga e le Apuane come mete preferenziali dei loro viaggi”.

La promozione svolta allo stand riguarderà Lucca a 360 gradi con, ovviamente, un occhio di riguardo per tutte le attività e possibilità che la provincia offre in tema di ambiente e turismo naturalistico. A tal fine non è secondario che i contatti tra Lucca e la Scozia siano stati recentemente resi molto più agevoli grazie all’inaugurazione di linee aeree low cost che collegano gli aeroporti di Pisa e Firenze con Glasgow ed Edimburgo, con grandi benefici reciproci proprio per il settore turistico. La partecipazione a Gardening Scotland sarà inoltre una bella occasione per salutare la locale delegazione dei “Lucchesi nel mondo” di Glasgow.

loschermo

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03/05/2010

Grosseto: Allevare pesci

INRAN: dalla ricerca indicazioni per due nuove specie da allevamento di qualità. Concluso il progetto “Tecniche innovative di valorizzazione di due nuove specie ittiche – Argyrosomus regius e Solea solea”
Gli italiani, secondo i dati dell’ultima indagine INRAN-SCAI 2005-2006, consumano in media a settimana solo 90 grammi di pesce contro i 200 grammi consigliati dalle Linee Guida per una Sana Alimentazione Italiana. Proprio per rendere questo alimento alla portata di tutti e per moltiplicare le occasioni di consumo, l’acquicoltura fornisce costantemente prodotti tradizionali, ma anche “nuove specie” da allevamento. E a tal fine, l’INRAN, l’Ente pubblico italiano per la ricerca in materia di alimenti e nutrizione, ha partecipato al progetto di ricerca “Tecniche innovative di valorizzazione di due nuove specie ittiche, Argyrosomus regius (ombrina) e Solea solea (sogliola)”, finanziato dall’ARSIA Toscana, coordinato dal C.I.R.S.Pe. Centro Italiano Ricerche e Studi per la Pesca sotto la responsabilità scientifica dell'Università di Roma “Tor Vergata”, le cui conclusioni sono state presentate il 30 aprile in un convegno a Grosseto.
I risultati degli studi sull’ombrina la indicano come specie ideale da allevare, sia per le sue caratteristiche sia per il suo rendimento. È emerso, infatti, che questo pesce del Mediterraneo in allevamento può raggiungere anche i 5 kg di peso e presenta carni bianche dal sapore delicato e facilmente porzionabili in filetti generosi. Ciò lo rende una valida alternativa nostrana al pangasio o a un altro prodotto filettato di importazione, soprattutto nell’ambito della ristorazione collettiva. Sotto il profilo nutrizionale, l’ombrina si caratterizza sia per un elevato contenuto di proteine, sia per la presenza di omega 3 in buona quantità (che è possibile aumentare con una dieta mirata), sia per la bassa percentuale di grassi attestata sul 2-4% rispetto al 6% in media del pesce allevato. La ricerca condotta dal Gruppo di Lavoro che si occupa di prodotti ittici dell’INRAN ha dimostrato, inoltre, che i filetti, correttamente conservati a temperatura di refrigerazione, possono essere conservati anche fino a 12 giorni.
“Abbiamo valutato la qualità e conservabilità dei filetti di ombrina - afferma Elena Orban, dirigente di ricerca INRAN responsabile scientifico per l’Istituto del progetto - in funzione delle modalità di allevamento e soprattutto della dieta. Questo perché crediamo sia possibile ottenere un pesce più sostenibile per l’ambiente, controllato lungo la filiera produttiva, dalle caratteristiche nutrizionali e organolettiche elevate, ma a prezzi decisamente più contenuti del pesce pescato”. Buone le prospettive, anche se ancora preliminari, per l’allevamento della sogliola.

Cristina Giannetti - ufficiostampa@inran.it, ripreso da ASA|Press

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01/05/2010

Montalcino (SI): Il Brunello ora è libero

"Il Brunello di Montalcino ha riconquistato l'America. Con la firma di oggi abbiamo ristabilito condizioni di normalità commerciale per gli esportatori di vino a DOCG -Denominazione di origine controllata e garantita - Brunello di Montalcino verso gli Stati Uniti e restituito a questa eccellenza enologica il rango che le apparteneva tra i prodotti del nostro patrimonio agro-alimentare".

Cosi' il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Giancarlo Galan, ha espresso soddisfazione per la firma del Decreto con il quale si stabilisce che, a decorrere dal 1 maggio 2010, non è più necessario disporre di una apposita dichiarazione di conformità del Governo italiano per commerciare oltre oceano il vino Brunello di Montalcino.

A partire dal 23 giugno 2008, infatti, si era reso necessario, per specifica richiesta delle autorità statunitensi, rilasciare da parte dell'Ispettorato Centrale per il controllo della qualità dei prodotti agroalimentari e repressione frodi - ICQRF - Ufficio di Firenze attestazioni di conformità dell'annata e del marchio ai requisiti del disciplinare di produzione per tutte le partite di vino DOCG Brunello di Montalcino dirette negli Stati Uniti.
La certificazione aggiuntiva dell'Ispettorato per il controllo della qualità era stata introdotta quindi per rassicurare i mercati e in particolare quello Usa che assorbe il 25% dei 7 milioni di bottiglie di Brunello prodotte ogni anno. Con il decreto di Galan viene meno questa costosa procedura burocratica.

Con successiva determinazione del 29 marzo 2010 le autorità statunitensi hanno ritenuto non più necessaria la certificazione di accompagnamento per l'importazione del vino DOCG.

Intanto, entra nella fase finale l'indagine della Procura senese. Proprio nei giorni scorsi, infatti, i Pm hanno richiesto il rinvio a giudizio per 6 dei 17 indagati inizialmente coinvolti dall'inchiesta. Per i legali rappresentanti di due aziende, due enologi e per altrettanti dirigenti del Consorzio di tutela è stato infatti richiesto il giudizio per reati che vanno dal falso ideologico alla vendita di sostanze non genuine, fino alle false informazioni al pubblico ministero. L'udienza davanti al Gup di Siena è prevista per il 17 settembre.

C. S. perTeatro Naturale 

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06/04/2010

........e ancora Grosseto: Quanto lavoro (stagionale) nella ristorazione!

Lavapiatti, cuochi, pizzaioli. L’esercito di chi cerca lavoro è in prima fila. Come al solito nel periodo pasquale arriva la prima ondata di offerte. E la maggioranza per la “bella stagione” è imperniata nel settore della ristorazione. Potrebbero profilarsi interessanti scenari anche in previsione futura, per aspirare così a un’occupazione stabile. I dati sono forniti dall’Ente bilaterale turismo toscano. L’istituto, accreditato dalla Regione per lo svolgimento dei servizi al lavoro, raccoglie le candidature da inserire nella banca dati e le invia alle aziende interessate per la preselezione. Il servizio è gratuito. In cucina Fioccano le opportunità per gli aspiranti lavoratori stagionali. Sul podio più alto salgono i maestri dei fornelli. Per gli chef le sirene suonano da alcune delle località più “in” della Maremma. Si parte da “esperienza pluriennale nei 4-5 stelle, luogo di lavoro Monte Argentario” fino a “un’esperienza nel settore, vitto e alloggio, da aprile 2010 a ottobre 2010, luogo di lavoro Castiglione della Pescaia”.

Pure gli chef de rang si possono accomodare, basta che abbiano “esperienza, preferibilmente giovani, meglio della zona, per struttura alberghiera nella zona Castiglione, stagione lunga”. C’è posto per una cuoca a tempo determinato “con esperienza nel settore, per stabilimento balneare a Punta Ala, orario dalle 8,30 alle 16,30, da aprile a maggio”. E poi un lavapiatti “con esperienza minima, luogo di lavoro Follonica, patente B”. Qualcosa di meglio sbuca a Massa Marittima: “Esperienza nel settore, un responsabile di cucina (cucina maremmana) non più di 50 anni, stagione più di sei mesi con possibilità di assunzione a tempo indeterminato, luogo di lavoro Massa Marittima, da aprile 2010, automunito, non si offre alloggio”. Altra chance per una cuoca “con esperienza, luogo di lavoro Follonica, patente B, si valuta alloggio, da aprile”.

Capita poi che non si voglia rischiare con gli “estranei” e si punti tutto sulle potenzialità del posto. L’annuncio è eloquente: “Con esperienza nel settore, orario part time da marzo a ottobre, luogo di lavoro zona Civitella Paganico, non si offre alloggio, patente B, personale della zona o località limitrofe”. Una possibilità non si nega nemmeno a un aiuto cuoco con “esperienza nel settore anche minima orario di lavoro solo serale dalle 17 in poi da maggio per i weekend, patente B, luogo di lavoro struttura extra alberghiera nelle vicinanze di Grosseto” e a quattro aiuto cuochi con “esperienza nel settore, luogo di lavoro zona Grosseto, struttura extra alberghiera”.

Non solo pizza Qualcosa c’è già subito per due camerieri “con esperienza, una da Pasqua e i ponti e poi da maggio orario full time, età massima 35 anni, e una con meno esperienza per i mesi di luglio e agosto, luogo di lavoro Castiglione della Pescaia, patente B, non si offre alloggio”. Sono in lizza anche tre camerieri “con esperienza nel settore, in struttura alberghiera a Castiglione orario con turni, personale della zona o zone limitrofe da maggio a metà settembre preferibilmente lingua inglese”, più un cameriere “con esperienza nel settore, Marina di Grosseto orario serale principalmente personale italiano da aprile”. In palio per un pizzaiolo, invece, un’opportunità basta avere “esperienza nel settore, luogo di lavoro zona Albinia, patente B”. Infine, si cercano massaggiatrici o estetiste poliglotte “con esperienza nel settore, luogo di lavoro struttura alberghiera a Monte Argentario conoscenza lingua inglese e tedesca” e un addetto al ricevimento, sempre a Monte Argentario

Claudio Bellumori per corrieredimadreemma

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28/02/2010

Siena: Terre di Siena DOP alla Sirena d'Oro di Sorrento


Ottava edizione del concorso nazionale dedicato agli Oli DOP organizzato grazie all’impegno dell’Assessorato all’Agricoltura della Regione Campania e la Città di Sorrento con la partecipazione dell’Associazione Nazionale Città dell’Olio, Federdop, Oleum e ICE.

Ultime battute prima di conoscere i nomi dei vincitori dell’edizione 2010 del Sirena d’Oro di Sorrento, la cui proclamazione è stata per il pomeriggio di sabato 27 febbraio al Teatro Tasso di Sorrento. Sabato mattina infatti, al termine della IX Assise dei Consorzi di Tutela degli Oli DOP, sono stati  premiati i consorzi che abbiano presentato al concorso Sirena d’Oro di Sorrento almeno 5 aziende in rappresentanza della propria DOP e che la media dei voti ottenuti dalle aziende presentate dai singoli Consorzi, sia la più alta rispetto alle altre DOP, qualificando in questo modo tre aziende anziché due alla fase finale.

Ad ottenere la media assoluta più alta grazie ai punteggi delle aziende è il Consorzio per la tutela dell'Olio Extravergine di Oliva "Terre di Siena" D.O.P, che opera sulla provincia di Siena e che comprende le produzioni dei comuni di Abbadia S.Salvatore, Asciano, Buonconvento, Casole d’Elsa, Castiglion d’Orcia, Cetona, Chianciano, Chiusdino, Chiusi, Colle Val d’Elsa, Montalcino, Montepulciano, Monteriggioni, Monteroni d’Arbia, Monticiano, Murlo, Piancastagnaio, Pienza, Radicofani, Radicondoli, Rapolano Terme, San Casciano dei Bagni, S.Gimignano, S.Giovanni d’Asso, S.Quirico d’Orcia, Sarteano, Siena, Sinalunga, Sovicille, Torrita di Siena, Trequanda, Castelnuovo Berardenga e Poggibonsi.
sienafree

 

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27/02/2010

Altopascio (LU): Le Città del Pane dopo la BIT

Grande riconoscimento “sul campo” per l’Associazione delle Città del Pane di cui Altopascio è comune capofila e il suo sindaco Maurizio Marchetti presidente.

Anche grazie alle migliaia di visitatori allo stand dell’Associazione Città del Pane alla Bit di Milano, una delle più importanti fiere del turismo nel mondo che ospita espositori da ogni parte del pianeta, il ministero del Turismo ha inserito l’associazione nella costituenda commissione nazionale sulla enogastronomia che il dicastero varerà entro breve tempo.

L’inclusione è giunta dopo un intervento di Marchetti a un dibattito in corso nello stand del ministero che era vicino a quello dell’Associazione Città del Pane. I funzionari, colpiti dallo stand e convinti dalla spiegazione di Marchetti sulle finalità dell’iniziativa, hanno promosso subito l’associazione come interlocutore importante nel settore della enogastronomia italiana a fini turistici.

Fra l’altro proprio un percorso enogastronomico era il perno centrale della proposta dell’Associazione delle Città del Pane alla Bit ed è stata molto apprezzata e lo stand è stato visitatissimo, con la sorpresa finale di questa “nomina”.

 “La nostra partecipazione alla Bit 2010 verrà ricordata per la commissione  ministeriale e per il clamoroso successo del nostro stand- spiega il sindaco Maurizio Marchetti- . Certamente avere tanti visitatori in una mostra di quelle dimensioni non può che fare piacere. Credo che il pane di Altopascio abbia avuto ancora una volta una vetrina importante per farsi conoscere e sono convinto che questo binomio turismo-gastronomia sia destinato sempre più a essere trainante nel prossimo futuro.

loschermo

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10/02/2010

Siena: Divorzio fra Chianti

Che fra i due non ci fosse mai stato un gran feeling era noto, ma adesso i destini si separano per sempre. Un divorzio alla chiantigiana è stato definito, causato da indifferenza e incomprensioni reciproche. Non solo una distinzione nominale (Chianti e Chianti Classico appunto) ma addirittura sostanziale. Due vini diversi, di fatto. Il consumatore lo capirà?

Ai posteri l'ardua sentenza. Per il momento a sancire il divorzio è un atto legislativo che, in buona sostanza, vieta di produrre il vino Chianti nella zona (pur vasta) del Chianti Classico.
Al di là della legge esiste il buon senso, a nostro avviso. Prendiamo allora per buone le parole di Liberatore (Direttore del Consorzio Chianti Classico). Sono stati evitati gli avvocati, sono state evitate le battaglie più aspre, è stata fatta finalmente chiarezza alla fine di un percorso travagliato cominciato quasi 80 anni fa.
Tutto è bene quel che finisce bene? In realtà il termine Chianti (parola fra le più gettonate in assoluto in ambito web e non solo) continuerà ad appartenere a due prodotti che niente hanno a che vedere l'uno con l'altro (almeno così ci dicono). In un mondo in cui, nonostante i grandi esperti e i tantissimi appassionati, le persone continuano a dividere il vino fra rosso/bianco e buono/cattivo, la differenza sostanziale fra Classico e non, in ambito chiantigiano, continuerà a sembrare probabilmente roba da sofisti. E che dire poi delle sottigliezze fra Colli Fiorentini, aretini, colline pisane, Rufina etc... ? Siamo forse così ingenui da credere che da New York, Pechino o Mosca sappiamo distinguere fra San Casciano e Pelago, fra Radda e  Montespertoli, fra Castellina e Montopoli, fra Greve o Panzano e Fiesole. Ricordiamocelo: abbiamo tanta ricchezza enogastronomica ma tutto il Chianti (Classico e non) è un quartiere di una media città cinese. Marcare le differenze è giusto, ma se e solo se ne abbiamo la forza. Forse in un momento come questo servirebbero più unità di intenti e meno scandali. Sarebbe già un passo avanti nelle vera valorizzazione della Toscana enologica.

Cristiano Maestrini per golagioconda

 

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Siena: Divorzio fra Chianti

Che fra i due non ci fosse mai stato un gran feeling era noto, ma adesso i destini si separano per sempre. Un divorzio alla chiantigiana è stato definito, causato da indifferenza e incomprensioni reciproche. Non solo una distinzione nominale (Chianti e Chianti Classico appunto) ma addirittura sostanziale. Due vini diversi, di fatto. Il consumatore lo capirà?

Ai posteri l'ardua sentenza. Per il momento a sancire il divorzio è un atto legislativo che, in buona sostanza, vieta di produrre il vino Chianti nella zona (pur vasta) del Chianti Classico.
Al di là della legge esiste il buon senso, a nostro avviso. Prendiamo allora per buone le parole di Liberatore (Direttore del Consorzio Chianti Classico). Sono stati evitati gli avvocati, sono state evitate le battaglie più aspre, è stata fatta finalmente chiarezza alla fine di un percorso travagliato cominciato quasi 80 anni fa.
Tutto è bene quel che finisce bene? In realtà il termine Chianti (parola fra le più gettonate in assoluto in ambito web e non solo) continuerà ad appartenere a due prodotti che niente hanno a che vedere l'uno con l'altro (almeno così ci dicono). In un mondo in cui, nonostante i grandi esperti e i tantissimi appassionati, le persone continuano a dividere il vino fra rosso/bianco e buono/cattivo, la differenza sostanziale fra Classico e non, in ambito chiantigiano, continuerà a sembrare probabilmente roba da sofisti. E che dire poi delle sottigliezze fra Colli Fiorentini, aretini, colline pisane, Rufina etc... ? Siamo forse così ingenui da credere che da New York, Pechino o Mosca sappiamo distinguere fra San Casciano e Pelago, fra Radda e  Montespertoli, fra Castellina e Montopoli, fra Greve o Panzano e Fiesole. Ricordiamocelo: abbiamo tanta ricchezza enogastronomica ma tutto il Chianti (Classico e non) è un quartiere di una media città cinese. Marcare le differenze è giusto, ma se e solo se ne abbiamo la forza. Forse in un momento come questo servirebbero più unità di intenti e meno scandali. Sarebbe già un passo avanti nelle vera valorizzazione della Toscana enologica.

Cristiano Maestrini per golagioconda

 

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09/02/2010

Altopascio (LU): Città del Pane e panettieri

L’associazione nazionale Città del Pane, che ha sede a Altopascio ed è presieduta dal sindaco Maurizio Marchetti, scala diverse posizioni nel panorama della panificazione italiana con l’accordo con l’associazione di categoria Fippa, che sta per Federazione Italiana Panificatori Pasticceri e Affini, che è stato firmato la scorsa settimana a Roma.

Grazie a questo accordo ci saranno una serie di iniziative che renderanno il pane di Altopascio e di tutte le altre realtà associate nella Città del Pane ancora più  tutelato e apprezzato. Il protocollo d’intesa firmato dalle due associazioni comporta una collaborazione e la realizzazione di una serie di iniziative congiunte che hanno per obiettivo :

La tutela del pane fresco artigianale, necessaria dopo la mancata emanazione del decreto previsto dalla conversione del decreto legge Bersani per quanto riguarda il pane fresco, attraverso una azione di sensibilizzazione del governo e del parlamento e altre manifestazioni.

La creazione di un sistema territoriale di formazione per futuri addetti alla panificazione , attraverso moduli formativi da inserire nella programmazione regionale della formazione.

Il monitoraggio costante della filiera amministrativa del pane, visto che il decreto Bersani ha creato difformità fra territori anche della stessa regione, creando problemi alle imprese produttrici. Le regioni sono chiamate alla creazione di univoche linee guida per la produzione del pane.

La promozione di manifestazioni nelle varie regioni legate al pane Programmi di educazione alimentare nelle scuole che facciano riferimento alla eccezionale qualità del pane sotto ogni profilo.

La partecipazione da protagonista delle Città del Pane a Expo’ 2015 e a un evento annuale da realizzare alla Fiera di Milano.  Lo sviluppo del turismo enogastronomico che veda nel pane fresco artigianale una risorsa decisiva.

Per la nostra associazione e per i nostri associati la firma di questo protocollo d’intesa –dice il presidente Maurizio Marchetti- è una vera svolta epocale, perché siamo riconosciuti dalla più importante associazione di categoria e con la FIPPA abbiamo fatto un accordo triennale di piena collaborazione . In modo particolare facciamo fronte comune per limitare i danni che il frettoloso decreto Bersani, nato per consentire alla grande distribuzione di poter panificare eludendo i vincoli precedenti, senza provvedere al necessario regolamento. Questo ha permesso che si confondesse il pane fresco con quello congelato, che è il primo,grossolano effetto di questo provvedimento che ha liberalizzato in senso assolutamente sbagliato un settore così importante e delicato”. Su questo tema Marchetti e il presidente della Fippa Vecchiato hanno scritto in questi giorni una lettera aperta al Presidente del Consiglio Berlusconi.

loschermo

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06/02/2010

.........e ancora Grosseto: Concorso per tre cuochi


Sono stati riaperti i termini di scadenza del concorso di “collaboratore cuoco” bandito dal Comune, per tre posti a tempo indeterminato (categoria B/B3), di cui uno riservato ai volontari in ferma biennale e prefissata delle Forze armate.
Gli interessati dovranno presentare domanda entro e non oltre il 4 marzo indirizzandola a: Comune di Grosseto, Settore Risorse umane, piazza Duomo, 1 - 58100 Grosseto. Le domande potranno essere presentate direttamente agli uffici o inviate con raccomandata con avviso di ricevimento. I candidati ammessi - spiegano dal Municipio - saranno chiamati a cimentarsi in una prova scritta pratico-attitudinale e in una prova orale. Per avere informazioni dettagliate sul bando ci si deve rivolgere all’Urp (Ufficio relazioni con il pubblico) del Comune in corso Carducci 1/a, aperto al pubblico secondo il seguente orario: il lunedì, il mercoledì, il venerdì e il sabato dalle 9 alle 13; il martedì e il giovedì dalle 9 alle 13 e dalle 15,30 alle 19 (telefono 0564/488221; fax 0564/488286; numero verde 800/019431; e-mail: urp@comune.grosseto.it).
Lo stesso bando si può scaricare dal sito internet dell’ente all’indirizzo www.comune.grosseto.it, cliccando dalla home page sulla sezione “concorsi”
corrieredimaremma

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27/01/2010

Montignoso (MS): Arriva il latte a gettone

Filiera Corta: latte alla spina, arriva a Montignoso latteria a gettone

Filiera Corta: latte alla spina, arriva a Montignoso latteria a gettone.

Un analogo distributore sarà installato presto anche ad Avenza di Carrara, in un luogo centrale, visibile ed accessibile.
ottopassi

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17/01/2010

Arezzo: Non più Arezzo Wine?

«È recente la notizia apparsa sui giornali che il Centro Affari non è riuscito a mantenere ad Arezzo un’importate manifestazione come Arezzo Wine. I costi troppo alti richiesti dalla struttura aretina hanno indotto gli organizzatori a spostarsi su Rimini. La cosa non ci lascia tranquilli e poco ci rassicurano le frettolose dichiarazioni, sempre a mezzo stampa, circa la volontà di far nascere una iniziativa, che suona così riparatoria, per il 2011.

Come consiglieri comunali non possiamo rimanere indifferenti a quello che pare essere più che un campanello di allarme. Infatti, dopo l’insediamento del nuovo direttore nel mese di novembre e le tante belle parole spese da parte della presidenza sul futuro della struttura, onestamente ci saremmo aspettati ben altre notizie come, ad esempio, la presentazione di un vero piano industriale capace di indicare, non solo ai soci, ma all’intero sistema economico provinciale, idee, progetti e obiettivi concreti. Solo su questo si possono valutare successi o altro.

Così, in considerazione dell’accaduto, con la volontà di chiarire all’intero Consiglio Comunale, quindi alla città, lo stato dell’arte del progetto fieristico del Centro Affari, siamo a rivolgere un cortese quanto sentito invito al Presidente della Commissione Bilancio e Partecipate affinché si impegni a convocare urgentemente, entro la metà di febbraio, una commissione finalizzata all’audizione del Presidente e del nuovo Direttore della struttura fieristica aretina. Riteniamo che l’occasione possa costituire un ottimo motivo per un incontro produttivo in termini di confronto e comunicazione tra i vertici della società e i rappresentanti del Consiglio Comunale di Arezzo.»

 

10:53 Scritto da minobezzi1 in enogastronomia | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: ar, wi | OKNOtizie |  Facebook

15/01/2010

Carrara: Campgna Amica

Filiera corta: il mercato di Campagna Amica in Piazza Finelli cambia giorno e arriva di venerdì
.
Il mercato di "Campagna Amica" in Piazza Finelli, ad Avenza di Carrara, cambia giorno. Non più il mercoledì, ma il venerdì.
Invariato l'orario: dalle 8 alle 13
Alcuni prezzi: 1,50 euro per un chilo di insalata, 1 euro l'etto la ricotta, 4 euro le lenticchie e i ceci, 8 euro 10 chili di patate della Lunigiana
ottopassi 

15:16 Scritto da minobezzi1 in enogastronomia | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: ca | OKNOtizie |  Facebook

12/01/2010

Caprese Michelangelo (AR): Il Marrone ha la DOP

 Dop per il

Sulla Gazzetta Ufficiale del 5 gennaio scorso è stato pubblicato il provvedimento del Mipaf che iscrive la denominazione "Marrone di Caprese - Michelangelo" nel registro delle Dop e IGP.
Il provvedimento rappresenta il traguardo di un lungo percorso per la difesa delle denominazioni tipiche, un patrimonio agroalimentare imbattibile sui mercati nazionali e internazionali.
Coldiretti, commentando la notizia della pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale, sottolinea l'importanza del provvedimento come riconoscimento del valore aggiunto di un prodotto di antica tradizione.
Si tratta di una produzione tipica del territorio di Arezzo, che appartiene alla tradizione storica della coltivazione dei castagneti di un'intera comunità montana, quella del comune di Caprese Michelangelo, risalente al XII secolo.
I castagneti "capresani" coprono infatti tutto il versante dell'Alpe di Catenaia, risultato di un fenomeno di "popolamento forestale" iniziato nei secoli passati.
Da allora, con la trasformazione del castagneto selvatico in castagneto domestico, la cura del castagno ha rappresentato l'impegno primario di ogni famiglia, condizione propria dell'84 per cento della popolazione di Caprese già nei primi decenni del '400.
CLICCA QUI PER SCARICARE LA GAZZETTA UFFICIALE CON IL DISCIPLINARE DI PRODUZIONE.

arezzozweb

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09/01/2010

Siena: Chianti Clasico on-line

Il Chianti Classico sarà il primo vino Docg italiano quotato alla borsa telematica dell'agroalimentare.
A dare l'ufficialità è stato lo stesso Consorzio del vino toscano.

Il progetto pilota, primo in Italia, è già pronto e la fase operativa partirà nei primi mesi dell'anno nuovo.
"Lo scambio nel mercato telematico garantirà soprattutto trasparenza nella formazione del prezzo - ha detto il presidente del Consorzio Chianti Classico, Giuseppe Liberatore - La trasparenza nella formazione del prezzo è di grande importanza anche per i buyers nazionali e stranieri della grande distribuzione, che avranno così un parametro oggettivo di riferimento."

Gli scambi telematici della borsa merci attualmente riguardano prodotti agroalimentari italiani con denominazioni di origine, ad esempio il Parmigiano Reggiano, ma ancora nessun vino Docg.
Il primo sarà appunto il Chianti Classico, un distretto vitivinicolo da oltre 70mila ettari che produce 40 milioni di bottiglie l'anno, destinate all'esportazione per circa il 70%. Gli Stati Uniti sono il primo importatore (29%) e il giro d'affari complessivo è di circa 300 milioni di euro.

"Abbiamo puntato sugli scambi telematici in un mercato regolamentato soprattutto per superare l'attuale sistema di quotazione dei dei vini che affidato a commissioni istituite presso le Camere di Commercio - ha detto il presidente del Consorzio - Un sistema che, secondo noi, non offre i necessari elementi di oggettività e completa trasparenza".

di T N per Teatro Naturale 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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07/01/2010

Montalcino (SI): Il Brunello? Un pallone gonfiato

consorzio_brunello_montalcinoL’accusa è di quelle infamanti: troppo glamour e poco sangiovese, che tradotto dall’americano vuol dire “tutto fumo e niente arrosto”. L’accusato è ancora lui, il Brunello di Montalcino alle prese con il giudice Eric Asimov, severo e inflessibile columnist del New York Times.

Le prove a carico dell’imputato sono pesanti come macigni e schiantano una denominazione già al centro di inchieste della magistratura italiana. “Escluso il Case Basse di Soldera e i vini di Biondi Santi, il resto del Brunello è gonfiato nei prezzi e nella reputazione” dice Asimov e azzarda un paragone con i vini della Californiana Napa Valley, conosciuti più per il valore della zona di produzione che per l’effettivo valore dei singoli vini. Meglio allora un bel Chianti a prezzi accettabili o qualche altro vino italiano a base di Sangiovese “vero”. Il giudice Asimov sembra intenzionato a condannare il Brunello a diversi anni di oblìo da scontarsi sugli scaffali dei discount.

La parola ora passa alla difesa. Chi se la sente di difendere l’imputato?

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16/12/2009

Castellina in Chianti (FI): Otto comuni in difesa della denominazione

Nei giorni scorsi i sindaci si sono riuniti a Castellina in Chianti per fare il punto su nuove strategie unitarie di sviluppo
Preoccupazione per l’inchiesta sul vino che sta interessando anche il Chianti Docg
CHIANTI. A dodici anni di distanza dal Patto di Pontignano, quando i Comuni del Chianti senese e fiorentino firmarono uno storico accordo per la valorizzazione della comune identità, gli otto amministratori in carica hanno deciso che è giunto il tempo di dare nuova spinta propulsiva a uno sviluppo unitario e sostenibile del Chianti. E’ quanto è emerso dalla Conferenza dei sindaci che si è tenuta nei giorni scorsi a Castellina in Chianti e che ha riunito Roberto Bozzi, sindaco di Castelnuovo Berardenga; Michele Pescini, sindaco di Gaiole in Chianti; Marcello Bonechi, sindaco di Castellina in Chianti; Alessandro Aterini, sindaco di Radda in Chianti; Massimiliano Pescini, sindaco di San Casciano Val di Pesa; Alberto Bencistà, sindaco di Greve in Chianti; Sestilio Dirindelli, sindaco del Comune di Tavarnelle Val di Pesa, e Maurizio Semplici, sindaco di Barberino Val d’Elsa. Coordinatore della Conferenza a otto è stato nominato Massimiliano Pescini.

“Da parte di tutti noi - fanno sapere gli otto primi cittadini - c’è la piena volontà di riaprire il dialogo e di recuperare un percorso unitario che negli ultimi anni era andato affievolendosi. La scelta, a fine 2007, delle Province di Siena e Firenze di privilegiare il confine provinciale per la costituzione dei nuovi Gal (Gruppo di azione locale), ci ha sottratto certamente di uno strumento operativo importante per concordare una politica territoriale unitaria. La volontà di lavorare insieme non è mai venuta meno, come ha dimostrato la realizzazione di uno strumento innovativo come la Carta dell’uso sostenibile del territorio rurale. Soprattutto oggi, in un momento in cui la crisi si fa sentire, c’è bisogno di fare sistema, sia con le istituzioni provinciali che regionali, per lavorare ad uno sviluppo sostenibile dal punto di vista economico, sociale e ambientale del nostro territorio”.

“Se il turismo e l’agricoltura - continuano i sindaci - sono i due grandi ambiti dove la sinergia è stata e dovrà essere sempre maggiore, è nostra intenzione cercare un coordinamento anche a livello di marketing territoriale, eventi e servizi ai cittadini. Per farlo sarà necessario individuare nuovi strumenti, per cui sarà importante la collaborazione delle due Province, dove sappiamo di poter contare sulla sensibilità dei due assessori all’agricoltura, Anna Betti e Pietro Roselli, che hanno avuto, nel Chianti, una lunga esperienza come sindaci”. Non poteva mancare una discussione sulla nuova inchiesta che ha investito il mondo del vino e che ha interessato anche il Chianti Docg. “Stiamo seguendo con attenzione l’evoluzione delle indagini – commentano gli otto sindaci – consapevoli dell’enorme danno di immagine che certi episodi posso provocare per il nostro territorio e per chi produce vino con passione e onestà e opera nel rispetto delle regole e dei disciplinari. Dobbiamo far fronte comune, sopratutto oggi in cui le contrazioni dell’export non risparmiano neppure le nostre etichette di pregio, attorno ai nostri viticoltori, per evitare che venga messo in discussione la qualità del nostro prodotto d’eccellenza e danneggiata la reputazione del Chianti”.

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11/12/2009

Carmignano (PO): Beppe Bigazzi

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05/12/2009

.........e ancora Lucca: L'Olio Nuovo della Costa Toscana

 

Alberto Grimelli per Teatronaturale

E’ tempo di olio nuovo e la Toscana non sta a guardare.
Già dal 14 novembre 2009 a Lucca presso i locali del Real Collegio nell'ambito della manifestazione "Il Desco" le aziende produttrici di olio extra vergine di oliva ed i frantoi della province della costa toscana, iscritte al circuito dei controlli della Dop Lucca e/o dell'Igp Toscano stanno presentando al pubblico l'olio del nuovo raccolto.

Con questa manifestazione, che si protrarrà fino al 8 dicembre si intende promuovere e far conoscere le caratteristiche peculiari dell'olio extra vergine di oliva Lucca - Denominazione di Origine Protetta, prodotto in provincia di Lucca e dell'olio extra vergine di oliva Toscano Igp - Indicazione Geografica Protetta, prodotto nelle provincie della Costa Toscana.

Alla II edizione il concorso, che ha visto gli assaggiatori dell’Ascoe (Associazione Assaggiatori e Cultori Olio Extravergine di Oliva) impegnati per due giornate nelle selezioni coordinate dal capo panel Luciano Scarselli, hanno partecipato 44 olii, che preliminarmente divisi fra Dop Lucca e Igp Toscano, sono stati classificati in ragione dell’intensità del fruttato secondo il dettato del Reg. CE 640/08.
“La selezione è stata impegnativa – ci conferma il capo panel Luciano Scarselli – gli oli giunti, a parte qualche eccezione, erano certamente di elevata qualità e non sempre è stato semplice giungere a individuare il vincitore.”
Pisa, Lucca e Grosseto sono salite sul podio.
Nulla di più è trapelato e occorrerà attendere la premiazione di domenica 6 dicembre ore 15,00 presso la Sala Monumentale del Real Collegio in Pazza del Collegio nel Centro Storico di Lucca per sapere le aziende che hanno vinto il prestigioso riconoscimento.

Nel corso della manifestazioni “Il Desco” vi saranno anche ghiotte occasioni per degustazioni guidate e assaggi dedicati a coloro che vorranno saperne di più sul gusto dell'olio extra vergine di oliva.

La manifestazione "L'Olio Nuovo della Costa Toscana" è stata organizzata dalle Unioni Provinciali degli Agricoltori di Massa, Lucca, Pisa, Livorno e Grosseto e da Apot - Associazione Produttori Olivicoli Toscani con la preziosa collaborazione: del Consorzio Tutela Olio Dop Lucca, del Consorzio per la Tutela dell'Olio Extravergine Toscano Igp, dell'Aema – Associazione Esercenti Macchine Agricole - di Pisa e dell'Ascoe - Associazione Assaggiatori e Cultori Olio Extravergine di Oliva.

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28/11/2009

.......e ancora Lucca: Nuovo disciplinare per il vino Toscano o Toscana

C. S. per Teatro Naturale 

Il vino ad indicazione geografica tipica “Toscano” o "Toscana", che rappresenta una delle IGT più importanti a livello nazionale, ha un nuovo disciplinare.

Tra le novità, vini passiti e frizzanti: infatti il disciplinare di produzione dei vini ad indicazione geografica tipica «Toscano» o «Toscana», approvato con decreto ministeriale 9 ottobre 1995 e successive modifiche, è sostituito per intero dal testo approvato dal Decreto del 4 novembre 2009.

L'indicazione geografica tipica «Toscano» o «Toscana» è riservata ai vini:

bianchi, anche nelle tipologie frizzante e abboccato;

rossi, anche nelle tipologie novello e abboccato;

rosati, anche nella tipologia abboccato e frizzante;

vino da uve appassite (passito) e vino da uve stramature (vendemmia tardiva).

La zona di produzione delle uve per l'ottenimento dei mosti e dei vini Igt «Toscano» o «Toscana» comprende l'intero territorio amministrativo delle province di: Arezzo, Firenze, Grosseto, Livorno, Lucca, Massa e Carrara, Pisa, Pistoia, Prato, Siena.

La vinificazione delle uve destinate alla produzione di questi vini deve avvenire all'interno del territorio della regione Toscana, anche se è consentito che tali operazioni possano effettuarsi anche nell'ambito del territorio dei comuni confinanti.

I vini ad indicazione geografica tipica «Toscano» o «Toscana», all'atto della immissione al consumo devono avere un titolo alcolometrico volumico effettivo non inferiore a:

per le tipologie rosso, rosso novello e rosso abboccato,rosato, rosato frizzante e rosato abboccato 11,00% vol;

per le tipologie bianco, bianco frizzante e bianco abboccato 10,00% vol;

per la tipologia da uve appassite 9,00% vol;

per la tipologia da uve stramature 12,00% vol .


All'indicazione geografica tipica «Toscano» o «Toscana» è vietata l'aggiunta di qualsiasi qualificazione diversa da quelle previste disciplinare di produzione, compresi gli aggettivi superiore, extra, fine, scelto, selezionato e similari. E' invece consentito l'uso di indicazioni che facciano riferimento a nomi, marchi privati e ragioni sociali purché non siano tali da trarre in inganno il onsumatore e non abbiano significato laudativo.

Il direttore di Confagricoltura - Unione Provinciale degli Agricoltori di Lucca Antonio Dati evidenzia purtroppo come i tempi di adozione del nuovo disciplinare non abbiano consentito di utilizzare il nuovo decreto già dalla vendemmia di questo anno.

I soggetti che intendono rivendicare, a partire dalla vendemmia 2010, i vini ad indicazione geografica tipica «Toscano» o «Toscana» provenienti da vigneti non ancora iscritti , sono tenuti ad effettuare la denuncia dei rispettivi terreni vitati ai fini dell'iscrizione dei medesimi all'apposito elenco delle vigne della indicazione geografica tipica «Toscano» o «Toscana».

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21/11/2009

Montalcino (SI): ....secondo Wine Spectator

Sono 4 i vini italiani (di cui 3 toscani) nei primi dieci dell'annuale classifica dei migliori cento vini mondiali pubblicata dalla prestigiosa testata USA di settore Wine Spectator. Altri undici etichette toscane rafforzano il successo della pattuglia di vini nostrani nell'elenco stilato dagli esperti americani.
«Si tratta non solo di una riconferma del ruolo storico della nostra produzione enologica - ha commentato il presidente Claudio Martini -,
ma anche del riconoscimento dello sforzo compiuto dai produttori toscani in questi anni per raffinare il prodotto e anche per mantenere costi alla vendita accessibili dentro un rapporto ottimale prezzo-qualità».
Il primo dei toscani e degli italiani, alla quinta posizione, è il Castello di Brolio 2006 Chianti Classico (amazing aromas of blackberry, with hints of vanilla and flowers).
Seguono all'ottavo posto il Fonto di Colli della Toscana Centrale Flaccianello 2006 e al decimo il Brancaia Toscana Tre.
Gli altri vini toscani in classifica sono:
11° Poggio Il Castellare Brunello di Montalcino 2004
13° Fattoria di Felsina Toscana Fontalloro 2006
15° Marchesi de' Frescobaldi Brunello di Montalcino Castelgiocondo
2004
16° Uccelliera Brunello di Montalcino 2004
27° La Massa Toscana Giorgio Primo 2007
30° Sette Ponti Toscana Crognolo 2007
35° Viticcio Chianti Classico Riserva 2006
37° Petrolo Toscana Torrione 2007
46° I Greppi Bolgheri Greppicante 2007
49° Tenimenti Luigi d'Alessandro Syrah Cortona Il Bosco 2006
61° Monte Antico Sangiovese-Merlot-Cabernet Sauvignon Toscana 2006

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20/11/2009

Prato: Filiera corta (torna Terra di Prato)

estrazione_olio_500Tante le novità della prossima edizione di Terra di Prato, il mercato di vendita diretta delle produzioni agricole e alimentari di qualità, che sabato 21 novembre torna in piazza del mercato nuovo dalle 8 alle 13.30  organizzato, come di consueto,  dall’assessorato alle Attività produttive del Comune di Prato. A interpretare i sapori di questo periodo autunnale ci saranno le castagne della Val di Bisenzio, i marroni dei Monti Pesciatini  e del Mugello. Questo prodotto squisitamente di stagione sarà il vero protagonista dell’edizione, grazie anche alla partecipazione dell’associazione Castanicoltori, che proporrà a un prezzo promozionale la freschissima farina di castagne e le caldarroste della valdibisenzio, preparate sul posto. A far coppia con le castagne non macherà un altro protagonista del momento, l’olio nuovo, proveniente da vari parti del territorio circostante e regionale, in un’ottima varietà di fragranza e sapori. Ricordiamo l’olio delle Colline di Carmignano, di Prato, delle Colline di Buggiano  ecc.
Ad animare la mattinata per i più piccoli saranno presenti dalle 9 alle 11, quali ospiti speciali, due asini, Camomilla e la figlia Adele, accompagnati da alcuni operatori della fattoria didattica “Animal House” di Galciana. Altro appuntamento da non perdere è “imparare a pulire il pesce” alle 11 al banco della cooperativa Mare Nostrum di Viareggio,  dove gli stessi pescatori insegneranno alcune semplici tecniche per pulire con facilità vari tipi di pesce. Tutte le offerte promozionali sono consultabili all pagina http://www.comune.prato.it/terradiprato/

notiziediprato

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