10/02/2012

Empoli (FI): Empoli che scrive


 

Parte venerdì prossimo,  la nuova iniziativa della biblioteca comunale "Fucini" dedicata agli autori empolesi, agli autori che hanno scritto di Empoli o pubblicati da case editrici empolesi. 

Si chiama "Empoli che scrive" e prevede tre incontri, che si terranno presso la Sala maggiore della biblioteca comunale “Fucini” (in via Cavour 36, tel. 0571 757840), tutti i venerdì di febbraio alle 17.00. Si comincia venerdì prossimo con Silvestro Picchi e il suo Quasi per caso. La mia vita in polizia e gli anni di piombo, pubblicato da Sarnus. 

Il libro racconta la realtà degli anni di piombo vissuta dallo stesso autore. Alle sue vicende personali, dall’entrata in polizia fino al suo addestramento, si aggiungono i racconti di alcuni dei più gravi episodi che si verificarono in Toscana, in uno dei quali, per puro caso, l’ispettore non perse la vita. Dai resoconti della strage di Empoli del 24 gennaio 1975, in cui il terrorista nero Mario Tuti uccise il brigadiere Leonardo Falco e l’appuntato Giovanni Ceravolo e ferì Arturo Rocca, anche lui appuntato, alla sparatoria di Querceta del 22 ottobre 1975, dove persero la vita altri tre agenti di polizia, fino all'omicidio di Fausto Dionisi, avvenuto a Firenze il 20 gennaio 1978 a opera di Prima linea. 

Venerdì 17 febbraio sarà la volta di Nicola Baronti con Befanate e scherzi in poesia. Raccolta di poesie, prose poetiche e stornelli della tradizione orale di Vinci e del Montalbano (Sarnus aditore), con letture di Andrea Giuntini. 

Venerdì 24 febbraio, sarà il turno di Francesca Allegri e Massimo Tosi con Medioevo e Francigena: storie misteri e leggende, edito da “Le lettere”. 

Il progetto Empoli che scrive è stato ideato per valorizzare gli autori locali e la produzione culturale ed editoriale del territorio. Lo scopo è di far conoscere alla cittadinanza empolese scrittori e tradizioni culturali e non, attraverso le presentazioni e le letture di libri pubblicati da editori toscani. La biblioteca, in questo modo intende realizzare a pieno l’obiettivo di essere sempre più un luogo di aggregazione e di scambio culturale, una “piazza” aperta alla discussione ed alla circolazione delle idee e di conoscenza del territorio. 

Empoli che scrive rappresenta una ulteriore occasione culturale per gli empolesi: questa serie di presentazioni e di incontri con gli autori, tutti legati in qualche modo alla città di Empoli, mostreranno l’alto livello della produzione letteraria che nasce così vicino a noi. (dp) 

Info 
Addetta stampa - Patrizia Tellini, tel: 0571 757741, p.tellini@comune.empoli.fi.it 
Capo Ufficio Stampa - Daniel Pescini, tel: 0571 757626, 366 6465749, d.pescini@comune.empoli.fi.it 



Biblioteca Comunale "Fucini" 
via Cavour 36 Empoli 
Tutti i venerdì dalle 17 
Ingresso libero

 

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30/01/2012

Pistoia: Antonio Tabucchi

.....finalista al Premio Il Ceppo 2012

26/01/2012

Livorno: Manidistrega

 
 ai lettori:
Con questo primo messag gio di quest’anno, oltre ai nostri auguroni, vi alleghiamo la tesserina nuova, valida per approfittare delle proposte che trovate nella nostra pagina degli Sconti!
Dateci un’occhiata ogni tanto e magari consigliate anche ai vostri negozi preferiti di convenzionarsi con noi: il vantaggio può essere sia vostro che loro!

Anche per quest’anno abbiamo in programma importanti novità!
Ve le comunicheremo presto, un po’ alla volta…

Vi sottolineo intanto alcune delle novità delle ultime settimane, che potete trovare, come sempre, segnalate direttamente anche in homepage:
- Giusi D’Urso e Cristina Cherchi propongono "Il cibo e l’infanzia. Percorso nel mondo delle neofobie e dell’inappetenza", una giornata di approfondimento il 18 febbraio 2012 a Pisa per conoscere meglio le neofobie dei bambini e riflettere sulle strategie possibili per gestire alcuni delicati momenti dell’infanzia: cliccate qui per maggiori informazioni.
- Laura Viola, Medico Psichiatra, Neuro-Psichiatra Infantile, e Psicologa-Analista ci propone una riflessione dal titolo Amicizia come dialogo infinito

In homepage trovate il link diretto a molte altre notizie!

Anche quest’anno, come detto all’inizio, abbiamo tante idee da portare avanti…
Ci risentiremo presto!
 
 
Margherita
Titolare e Responsabile di www.manidistrega.com
margherita@manidistrega.com
 
 
 

25/01/2012

Pisa: Narrare l'Arno

Intervistare pescatori, studiare la toponomastica riferita al linguaggio fluviale, realizzare video sulla storia e l’economia delle terre toccate del fiume toscano per eccellenza. Sono solo alcune delle attività che rientrano nel concorso “Arno da vivere e da narrare”, che sta già coinvolgendo migliaia di studenti fiorentini, pisani ed aretini provenienti da oltre 60 classi, promosso dall’Associazione per l’Arno con il patrocinio della Direzione Generale dell’Ufficio Scolastico Regionale.

Gli studenti coinvolti, dalle scuole elementari a quelle superiori, appartengono alle tre province di Arezzo, Firenze e Pisa: i luoghi che in Toscana sono toccati dalle acque del fiume Arno dalla nascita alla foce. Ogni classe farà un lavoro composto da ricerche, elaborati ed escursioni  ed è in fase di organizzazione un grande evento finale nella tarda primavera che possa vedere presenti tutti gli studenti partecipanti.

Questa mattina, l'Assessore provinciale all'ambiente Renzo Crescioli, nella veste di  Presidente della Associazione per l'Arno, ha incontrato insieme ad Angela Palamone, Direttore Generale dell'Ufficio Scolastico Regionale, le scuole coinvolte nel progetto-concorso che mira a ricercare e far conoscere caratteristiche e storia del fiume: aspetti biofisici, attività economiche e sportive, cultura, tradizioni, miti e leggende.

“E’ nel DNA dell’Associazione per l'Arno”, ha spiegato Renzo Crescioli,  “promuovere la mobilitazione degli attori sociali, culturali, economici, istituzionali e degli abitanti per restituire il fiume alle sue genti presenti e future, recuperando il suo ruolo storico di generatore di identità, fruizione, qualità paesistica, ricchezza.  Questa iniziativa con la scuola permette di stabilire un contatto con i giovani attraverso un elemento fondamentale della nostra storia come il fiume Arno.  Un fiume che, oltre ad essere parte del nostro passato, deve essere conservato nel presente per consegnarlo alle generazioni future.”

Nel suo intervento Angela Palamone ha precisato che “Attraverso il patrocinio l’Ufficio Scolastico Regionale ha inteso conferire a questa proposta un sostegno alle attività che saranno realizzate da alunni e docenti, con la facilitazione e l’accompagnamento degli operatori esterni. Partire dal fiume, dall’acqua che ha segnato il nascere delle comunità, è uno dei modi migliori per trasmettere valori di cittadinanza attiva. Ancora di più lo è progettare insieme agli Enti e alle Associazioni percorsi coordinati di educazione alla sostenibilità ambientale, che sono una grande occasione per mettere insieme e riorganizzare i saperi di una terra come la Toscana, dove è possibile coniugare in armonia cultura e ambiente e cercare con lo studio e l’esplorazione del territorio locale anche risposte a problematiche ambientali globali”.

Presenti all'incontro con i docenti anche il presidente di Arci Toscana Gianluca Mengozzi, quello di Legambiente Toscana Fausto Ferruzza e il consigliere regionale UISP Bruno Chiavacci, che hanno sottolineato l'importanza dell'aspetto laboratoriale di questo concorso: "Quanti ragazzi hanno mai toccato con mano l'ambiente che li circonda o riescono a vivere esperienze all'aria aperta? Questo concorso è l'occasione per coniugare momenti di didattica frontale alle uscite sul fiume. Ci stiamo anche attrezzando per consentire alle classi di fare escursioni sul fiume con appositi mezzi acquatici: un momento indimenticabile, specialmente per i  bambini più piccoli".

Le scuole partecipanti dovranno inviare i lavori prodotti per posta ordinaria (o consegna a mano) unitamente ad una breve scheda a cura dei docenti che illustri il percorso svolto, all’Associazione per l’Arno, c/o UISP Toscana, in via Bocchi 32 a Firenze  entro il 15 aprile 2012.

L’Associazione costituirà una Commissione composta da propri rappresentanti, esperti e rappresentanti dell’Amministrazione Scolastica, per individuare per ogni grado di studi coinvolto (primaria, secondaria I grado e secondaria II grado) tre lavori ritenuti meritevoli di essere premiati tra maggio e giugno 2012 e pubblicati a cura dell’Associazione per l’Arno. I premi consisteranno in assegni a favore della scuola che potranno essere utilizzati per l’acquisto di materiale didattico: 1.000 € per il primo premio, 500 per il secondo e 250 per il terzo premio.

 

23/01/2012

Siena: La cucina nell'arte senese

 

lacucinanellartesenese Martedì 24 gennaio, alle ore 17.30, nei locali della Biblioteca e Fototeca Giuliano Briganti al Santa Maria della Scala, a Siena, sarà presentato il volume La cucina nell’arte senese e nelle collezione della città di Siena, a cura di Luciano Franchi,  con testi di Azelia Batazzi, Lucia Simona Pacchierotti e Beatrice Pulcinelli.

Il libro nasce da un’idea del dottor Franchi ed è stato realizzato in collaborazione con il Comune. L’intento principale della pubblicazione è stato quello di raccogliere quanto più materiale possibile per illustrare la cultura culinaria intesa nel senso allargato del termine, cioè ogni manifestazione-rappresentazione del cibo nell’arte senese attraverso i secoli, anche per mezzo di alcune opere di artisti non propriamente senesi, ma presenti nelle collezioni della città.

L’iniziativa è aperta al pubblico.

stefaniapianigiani

Pistoia: A qualcuno piace giallo

21/01/2012

Vireggio (LU): Pasquale Capraro

 

Una mostra fotografica che diventa percorso di vita. Questo pomeriggio, alle 17, al nuovo Caffè Viareggio in via Maroncelli (angolo via Giulio Cesare), la casa editrice Edizioni Cinquemarzo presenta “Il bacio della sirena” il secondo romanzo di Pasquale Capraro.
 
 
 
La trama è quasi cinematografica e, comunque, invita il lettore ad un coinvolgimento ‘visivo’ della trama, come pennellate che piano piano vengono fissate sulla tela: protagonista è Danilo, un appassionato della macchina fotografica che inaugura una mostra con i propri scatti.
 

 
Una ragazza sconosciuta si sofferma su ogni immagine chiedendo spiagazioni, sensazioni ed emozioni; Danilo si lascia trasportare dai ricordi e racconta la propria storia, fotogramma per fotogramma, senza chiedersi il perchè di tanto interesse. Parla di Simona, il suo sogno d’amore e del suo struggente ricordo fino a quando la sconosciuta non si rivela come personaggio chiave di questo giallo sentimentale che ammalia ed emoziona accompagnando il lettore a visitare quelle foto che sembrano scattate dal destino.
 

 
Seguirà cocktail. Ingresso libero.
 

16/01/2012

Lucca: La morte del fiume

 

NAZARENO GIUSTI per loschermo


“Anche un fiume può morire”. Se ne accorge Stefano Calzolari nel vedere il suo fiume, ilSerchio, dopo trent'anni. Da tre decenni manca dalla sua città, Lucca. Il suo ritorno non è voluto o dettato dalla nostalgia, ma casuale: un incarico conferitogli dal suo ufficio, una ispezione come tante altre, in altri luoghi. Pensa, per questo, di poter affrontare la situazione con animo predisposto, pensa di poterla padroneggiare. Ma non sarà così.

Si accorgerà della propria vulnerabilità di fronte all’irrevocabilità dei luoghi, come una sensazione inattesa: “un formicolare di assolate felicità lontane”, i felici ricordi della giovinezza trascorsa sulle rive del Fiume testimone di giochi e divertimenti. Il fiume, simbolo dell'eternità, ora però è irriconoscibile, agonizzante: un liquido opaco, marrone scuro di “viscidezza velenosa”. Alla vista di questa mutazione Stefano non può fare a meno di pensare al tempo, al suo passare rapinoso che travolge aspettative e ideali, interrogandosi sul perché si è destinati “a vederlo disfare come il volto di una fanciulla morta”?

Si apre così “La morte del fiume” di Gugliemo Petroni, pubblicato per la prima volta nel 1974 e vincitore, sempre in quell'anno, del premio Strega. Ripubblicato nel novembre appena passato in occasione del centenario della nascita,  su iniziativa dell'Accademia Lucchese di Scienze, Lettere e Arti, da Maria Pacini Fazinella collana "Grandi narratori lucchesi" diretta da Paolo Vannelli che ha curato l'interessante introduzione. Una scelta non casuale quella di stampare il volume di Petroni  che parla di Lucca e del Serchio, ma anche- come scrive nella sua presentazione Raffaello Nardi, presidente dell'Accademia- degli uomini"protagonisti del contesto sociale, politico ed economico che nel tempo generarrono anche le trasformazioni ambientali del territorio urbano e la morte del fiume".

Un romanzo sul ritorno, una rivisitazione non indotta dalla nostalgia quanto da una volontà di investigare, nel tempo e nello spazio, soprattutto– come dice Vannelli-“scavare dentro se stessi per conoscersi , perchè solo da lì può aprirsi la strada verso gli altri”.

Avvicinandosi a Lucca, Stefano Calzolari, il primo dei due a comparire in scena, non riesce più a “pensare con ordine”, è perturbato da sentimenti di “fastidio” e di“attesa”, ciò che vedeva non somigliava a niente di quanto aveva fatto da sfondo al memoriale della propria adolescenza.
Con il passato tornano alla mente tanti personaggi, tante microstorie che Petroni, con poche pennellate, ci dipinge in maniera indimenticabile.

Come il Baccelli, “l'uomo che accende i lampioni” e con il suo gesto  che lui credeva eterno, “annunciava l'ora della cena, l'ora silenziosa, l'ora del ritorno degli uomini dal lavoro, o dall'osteria”.

Ma La Morte del fiume è anche un romanzo di formazione, anzi  due i romanzi di formazione, perché due sono i protagonisti: (il già citato) Stefano e Sante Martelli “con le loro storie che procedono parallele, evidenziano l’una a confronto con l’altra il loro significato, ma evidenziano pure quanto di simile nella diversità c’è nel destino degli uomini”.

Tornato a Roma dal viaggio Stefano, infatti, incontra Sante che dei due sembra il più disilluso e il più restio al ritorno: “quello che andiamo cercando noi non c’è più, anzi forse quello che cerchiamo e che crediamo che sia il nostro passato non è mai esistito, è differente, noi cerchiamo ciò che vorremmo, ma la realtà è che anche un fiume può essere morto”.

Nonostante tutto, Stefano, riesce a convincerlo a tornare a Lucca. “C’è chi – afferma Sante-torna nei luoghi della gioventù, dell’infanzia e non riesce più a trovare nulla: gente che potrebbe anche non essere esistita. C’è chi cerca ciò che non è mai esistito, perché ha detto di sé, a se stesso, cose non vere. C’è chi ha tramutato la propria realtà passata in un mito e, se lo ricerca, si perde.”

Sarà un esperienza forte, un conto con il passato, quasi  una catarsi. “Se abbiamo strappato a questi luoghi quello che di noi si erano trattenuti, ora finalmente ce ne siamo liberati” riflette Stefano alla fine del romanzo, e ancora: “il mondo si allarga intorno a noi quanto più si resta fedeli alle origini, se uno perde l’immagine della propria origine perde se stesso, finisce per nutrirsi di parvenze”.

Scrive, a proposito, Moreno Montanari in “La filosofia come cura”: “Noi siamo l’esito di quanto abbiamo vissuto, siamo ciò che ci è accaduto e il modo in cui lo abbiamo elaborato. Il nostro presente comprende tutto il nostro passato e ogni volta che diciamo di sì ad un solo istante della nostra vita la riaffermiamo nella sua interezza. La capacità di accettare l’irreversibilità del tempo che passa, ma non sparisce, può dare vita ad un nuovo inizio che dà slancio al futuro proprio in quanto sa redimere il passato”.

Già, e le parole di Montanari sembrano spiegare il lucido concetto di Sante: “Gli uomini temono il proprio avvenire, ma è del passato che debbono aver paura. Se non lo sanno ritrovare in tutta la sua realtà, non trovano se stessi, ed il loro avvenire è l’incognito”.

18/12/2011

Lucca: Vanni Santoni

 

La copertina

LUCA FRANCESCHINI per loschermo

Ritorna Vanni Santoni, che dopo aver esordito con l’ormai introvabile Personaggi Precari ed essersi rivelato al grande pubblico con l’apprezzato Gli interessi in comune (Feltrinelli) ci presenta adesso nella collana Contromano (editori Laterza) un libro che a colpo d’occhio sembra piccolo e magro ma contiene dentro di se un coro contenente tante voci, un affresco quando cinico quando astratto, sicuramente sentito e sempre sincero della città di Firenze.   

Dopo i ragazzi che furoreggiavano in lungo e largo per la Toscana questa volta come appunto si evince dal titolo la vera protagonista è proprio la “hulla del Rinascimento”, lei nella sua essenza, nell’essere una e unica, un tutt’uno con i suoi abitanti, con la sua facoltà di entrare sottopelle a chiunque ci passi un po’ di tempo, anche pochi giorni, di rimanere dentro, di sembrare proprietà unica di ognuno.

Chiunque abbia visitato Firenze, chiunque abbia amici che lì abitano, hanno abitato, hanno studiato, o lavorato, sicuramente non stenteranno a ritrovare storie, vite, facce, situazioni ben presenti , se non vissute sicuramente sentite raccontare, intercettate in qualche modo.

E’ la Firenze mitica che gli studenti abbracciano, è la Firenze di cui è difficile avere un colpo d’occhio universale, sperimentare tutto, ma di cui tutto fa parte, di cui si ha impressione che per quanto ci si impegni non ci si farà a possederla completamente,  lei sarà sempre lì imponente a dirti che lei è ancora più grande.   

E’ un insieme di flussi interiori, di dialoghi che ognuno dal suo profondo fa con la SUA Firenze, con il suo essere Fiorentino, che sia per la vita che sia solo in quell’attimo. E’ un libro di tante storie e di nessuna storia, di tante vite che fanno la vita della città, di tutte quelle idee che fanno l’idea di Firenze, di vittorie e di sconfitte, anche se forse non c’è nessuna partita, di certo c’è un immenso campo da gioco.

Malinconie, frustrazioni, sogni infranti, invidie, amori, chi arriva, chi parte, chi ritorna, chi è artista, chi ci prova, chi ritenta, chi passeggia, chi cammina, chi s’arrabbia, chi tifa la Viola e chi solo la “figa”, chi gira in centro e chi in periferia, chi beve vino, chi mangia lampredotto, chi va alle feste, chi ci capita, chi le organizza, chi lavora, chi studia, chi non fa nulla, chi pensa, chi parla, chi urla. Chi si accende, chi brucia, chi arde.

Firenze è un grande e sterminato film, scenografie uniche e milioni di attori. A te tocca una parte, protagonista o comparsa è da vedere, nel grande spettacolo perennemente in scena.

Se fossi fuoco, arderei Firenze è un piccolo grande libro, è un po' uno spezzone della sceneggiatura di questo film, e al tempo stesso un pezzo di resoconto. E' breve e scorrevole, ma consiglio di centellinarlo, per gustarsi ogni riga, ogni strada, ogni piazza, ogni personaggio. Per Vanni Santoni un ulteriore ottimo tasselo dopo le già convincenti opere precedenti.

Se fossi fuoco, arderei Firenze

Vanni Santoni

Laterza, Contromano 2011

loschermo

€ 10,00

Pagine 147

15/12/2011

Firenze: Fiabe di tutti e di ciascuno

Invito alla presentazione del libro 'Fiabe di tutti e di ciascuno'

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