21/05/2012

Stia (AR): Censimento del cervo al bramito


Aperte le iscrizioni per il censimento del cervo al bramito

Sono ufficialmente aperte le iscrizioni per l'ormai tradizionale censimento autunnale del cervo al bramito, in programma dal 20 al 23 settembre prossimi nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna.

 

arezzoweb.it

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Abbadia San Salvatore (SI): Un ospite dell'Amiata

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19/05/2012

Camporaghena (MS): Fioritura di giunchiglie (o narcisi)

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18/05/2012

Capraia Isola (GR): Il fiordaliso di Capraia

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16/05/2012

Diaccia Botrona (GR): Censimento degli uccelli

 

Riparte venerdì 18 maggio, per il settimo anno consecutivo, il censimento delle specie di uccelli che popolano la riserva naturale della Diaccia Botrona nei mesi estivi.
Leggi tutto su: http://www.provincia.grosseto.it/pages/notizia.jsp?anno=1...

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Piancastagnaio (SI): La riserva naturale di Pigelleto

riservapigelleto-provinciadisiena

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Castiglione della Pescaia (GR): Diaccia Botrona

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15/05/2012

Siena: Senarum Vinea


senarumvinea1Siena riscopre gli antichi vitigni dentro le murarecuperando le vecchie viti che fin dall’antichità venivano coltivate all’interno della città come il Mammolo, il Gorgottesco, la Salamanna o il Tenerone. Un progetto voluto dal Comune di Siena, Provincia di Siena, Camera di Commercio, Università degli Studi di Siena e dall’Associazione Nazionale Città del Vino, importante non solo per la Città del Palio, ma per tutto il mondo enologico nazionale, un’idea per riscoprire gli antichi vitigni coltivati anche dentro la cerchia muraria con l’obiettivo di reimpiantarli e coltivarli secondo le antiche tecniche colturali.

senarumvinea2“Senarum Vinea - Le Vigne di Siena” sarà presentato insieme al suo libro “Senarum Vinea. Il paesaggio urbano di Siena. Forme di recupero e valorizzazione dei vitigni storici” che raccoglie i risultati del progetto, sabato 19 maggio dalle 9, 30 presso l’Azienda Agricola Castel di Pugna (Siena). Un evento importante che insieme ai vari soggetti coinvolti vede anche l’impegno di Enoteca Italiana, ente nazionale vini dal 1933.

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Firenze: Il potere degli alberi

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Fucecchio (FI): Laboratori gratuiti


Nel mese di maggio la Provincia di Pistoia e il Centro di Ricerca, Documentazione e Promozione del Padule di Fucecchio organizzano, nell'ambito della giornata Europea dei Parchi finanziata dalla Regione Toscana, alcuni workshop e laboratori per adulti, famiglie e bambini su varie tematiche (fotografia e disegno naturalistico, intreccio delle erbe palustri, tradizioni) rivolti a tutti gli interessati.

Gli incontri teorici e le attività di laboratorio si svolgeranno presso la sede del Centro Visite di Castelmartini e sul territorio, utilizzando percorsi e strutture della Riserva Naturale del Padule di Fucecchio; l'iscrizione è gratuita ma è necessaria la prenotazione dato è previsto un numero massimo di partecipanti.

Si inizia sabato 19 maggio (ore 10-17,30) con il workshop "I colori della natura: atelier di disegno naturalistico" tenuto dal disegnatore naturalistico Alessandro Sacchetti, l'autore dei poster didattici e di altri materiali dell'area protetta; sono previste sia attività teoriche sia una sessione di disegno dal vivo in Padule.

Domenica 20 maggio (ore 9-19) è la volta del workshop "Fotografare la natura: tecniche e segreti" con l'esperto fotografo Fabrizio Darmanin; dopo una breve introduzione con proiezione di immagini, ci si sposta nell'area protetta, per completare la giornata al Centro commentando le fotografie scattate.

Sabato 26 maggio (ore 10-17,30) i protagonisti del workshop "Intrecciare e rinvestire: l'arte delle erbe palustri" saranno gli artigiani Vittoria Tognozzi e Matteo Vescovi; i partecipanti potranno acquisire le tecniche di base dell’intreccio della “Sala” e del “Sarello” per la realizzazione di piccoli oggetti di uso quotidiano.

Infine, domenica 27 maggio (ore 10 e ore 16, in due turni) bambini e famiglie si potranno cimentare in una attività dal sapore antico grazie al laboratorio "Lo spaventapasseri: gioco, scopro e ri...creo" tenuto da Daniela Vannelli, organizzatrice della "Festa degli Spaventapasseri" di Casore del Monte (Museo Cultura Contadina). Il laboratorio dello Spaventapasseri è uno spazio ludico–didattico di libera espressione creativa e sensoriale, dove i partecipanti si avvicinano a questa tradizione popolare legata alla cultura contadina attraverso modalità divertenti e coinvolgenti. Si utilizza il materiale a disposizione, vario ma povero: paglia, carta, stoffa, legni e soprattutto le erbe palustri.

Per informazioni ed iscrizioni è possibile contattare il Centro R.D.P. Padule di Fucecchio (tel. e fax 0573/84540, email fucecchio@zoneumidetoscane.it) o visitare le pagine web www.zoneumidetoscane.it/eventi/padeventi.html dove sono riportati i programmi completi dei vari workshop e laboratori.

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13/05/2012

Mutigliano (LU): Gli aveglinesi

foto villani

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11/05/2012

Prato: Nelle aree protette

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09/05/2012

Vada (LI): Le spiagge bianche

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Chiesina Uzzanese (PT): Un cavallo per amico

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08/05/2012

Grosseto: Il cane da pastore maremmano

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05/05/2012

Porcari (LU):Lieto evento

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Fucecchio (FI): IX Festa delle erbe palustri


Nell’ambito della Giornata Europea dei Parchi promossa dalla Regione Toscana torna la “Festa delle Erbe Palustri”, giunta alla nona edizione, che si terrà domenica 13 maggio dalle ore 9 alle 20 a Castelmartini (Larciano – PT), a pochi chilometri dalla Riserva Naturale del Padule di Fucecchio.

L’obiettivo principale della Festa è proprio quello di promuovere la tutela ambientale e la fruizione dell’area protetta tramite la riscoperta e valorizzazione dell'arte della lavorazione delle erbe palustri e delle altre attività tradizionali.

La festa è organizzata dal Comune di Larciano e dal Centro di Ricerca, Documentazione e Promozione del Padule di Fucecchio, in collaborazione con la Provincia di Pistoia, altri Comuni e Associazioni del territorio.

Il programma prevede l’allestimento di stand in cui gli artigiani locali daranno dimostrazioni pratiche delle antiche tecniche di lavorazione delle erbe palustri e gli interessati potranno sperimentare dal vivo le tecniche di intreccio e impagliatura.

Per tutta la giornata rimarrà aperto il Centro Visite della Riserva, dove sarà possibile partecipare ad attività divulgative rivolte ai ragazzi ed alle loro famiglie o ad un laboratorio per la costruzione degli aquiloni, che poi voleranno negli spazi della festa.

Nell’area della festa sono previsti anche mostre (fra cui la mostra fotografica "Luce ed anima dal Padule" di Francesco Lunghi), un mercatino dei prodotti biologici e del piccolo artigianato tradizionale, la degustazione di piatti e prodotti tipici locali, la riproposizione di giochi tradizionali sul prato.

Sarà anche possibile visitare l’area protetta con le Guide Ambientali Escursionistiche specializzate del Centro che accompagneranno gratuitamente tutti gli interessati alla scoperta della storia, della flora e della fauna del Padule; l’osservatorio faunistico rimarrà aperto per le attività di birdwatching.

L'edizione 2012 della Festa sarà ulteriormente valorizzata dalla concomitanza con l'evento finale del Progetto Comenius "E.C.O.G.A.I.A. (Educare alla Costruzione, Ottimizzazione, Gestione Attiva e Interculturale dell’Ambiente)" realizzato dall'Istituto Comprensivo di Larciano in collaborazione con il Comune di Larciano ed il Centro.

Il progetto ECOGAIA, di durata biennale, ha viste coinvolte quattro scuole di quattro Stati diversi (Istituto Comprensivo Ferrucci di Larciano, Collège Via Domitia di Poussan in Francia, I.E.S. Montecastelo di Burela in Spagna, Liceul de Arta di Oradea in Romania) che saranno presenti con una propria rappresentanza alla Festa visitando il Padule e partecipando attivamente ai laboratori didattici e ai giochi tradizionali.

Per ulteriori informazioni è possibile rivolgersi al Centro R.D.P. Padule di Fucecchio: tel. e fax 0573/84540, e-mailfucecchio@zoneumidetoscane.it; il programma completo della Festa è disponibile su www.zoneumidetoscane.it/eventi/padeventi.html.



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Castiglione d'Orcia (SI): La biodiversità dei vitigni autoctoni

 
sabato 5 maggio dalle ore 17,30 alle 20,00 
PRESSO LA ROCCA A TENTENNANO
La 1° giornata delle tre previste dedicate alla Biodiversità in Val d'Orcia.
5 / 12 / 20 MAGGIO 2012 - Castiglione d'Orcia

IN VAL D'ORCIA....LA BIODIVERSITA': I VITIGNI

• Che cos'è la Biodiversità e il caso della val d'Orcia,
con Charlie Bucci, biologo.

• Presentazione del progetto di salvaguardia dei Vitigni autoctoni toscani, 
con il professor Giancarlo Scalabrelli della Facoltà di agraria dell'Università di Pisa.

• A seguire una degustazione di prodotti organizzata in collaborazione con 
- l'Associazione Strada del Vino Orica 
- l'Associazione Culturale La Pera Picciola 
- con l'Azienda Agricola Lo Spicchio 
- l'Enoteca Toscana 
- l'Oleificio Val d'Orcia.

Gli eventi sono organizzati da
Fondazione Musei Senesi -MUSEUM'S ANGELS
Comune di Castiglione d'Orcia


Le tre giornate all'insegna della biodiversità in val d'Orcia hanno un legame stretto con il territorio e con la Rocca a Tentennano che ospiterà gli eventi. 

• 5 Maggio: 
IN VAL D'ORCIA....LA BIODIVERSITA': I VITIGNI
• 12 Maggio:
IN VAL D'ORCIA....LA BIODIVERSITA': ALLA SCOPERTA DELLE ERBE
• 20 Maggio: 
IN VAL D'ORCIA....LA BIODIVERSITA': LA PERA PICCIOLA

Poichè la val d'Orcia, “è un eccezionale esempio di come il paesaggio naturale sia stato ridisegnato nel periodo Rinascimentale per rispecchiare gli ideali di buon governo e per creare un' immagine esteticamente gradevole” (definizione dalla Lista del Patrimonio Unesco 2004). 

Il paesaggio in questi luoghi è un esempio di simbiosi tra uomo, la natura, la cultura e di come sia possibile l'armonia fra le attivita', lo sviluppo, la vita, le attivita' umane e l'ambiente. La val d'Orcia oltre ad essere ampiamene coltivata, offre notevoli spazi per la crescita di piante spontanee. Mentre quest'ultime offrono garanzia per il mantenimento della biodiversità, nelle zone coltivate, molte aziende locali ormai da anni hanno scelto il biologico e la riscoperta delle antiche colture.

Le giornate all'insegna della biodiversità in val d'Orcia hanno lo scopo di promuovere la percezione alle problematiche ambientali, facendo conoscere le coltivazioni biologiche e le pratiche agricole che contribuiscono alla riscoperta di antiche colture. Attraverso queste iniziative anche i non addetti ai lavori potranno avvicinarsi alle attività per il mantenimento e la salvaguardia della biodiversità.

La Rocca a Tentennano e la Sala d’Arte San Giovanni accoglieranno le iniziative dedicate alla biodiversità e saranno dunque strumento di educazione e trasmissione di valori legati al corretto rapporto tra uomo e ambiente.

Info: FMS- MUSEUM'S ANGELS
Tel. 0577 88401 - Comune di Castiglione d'Orcia
Tel. 328 2829448 - 333 5905969 - Museum's Angels
E-mail : scr.castiglionedorcia@museisenesi.org
FaceBook : Rocca a Tentennano - Sala d'Arte San Giovanni

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03/05/2012

Pruno (LU): Acqua azzurra acqua chiara

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Fucecchio (FI): Uccelli migratori e persone

Nell'ambito della Giornata Mondiale degli Uccelli Migratori (World Migratory Bird Day - WMBD) e in concomitanza con la Giornata Europea dei Parchi, la Provincia di Pistoia e il Centro R.D.P. Padule di Fucecchio, con il contributo della Regione Toscana, organizzano per il secondo anno consecutivo un workshop scientifico sul tema scelto nel 2012 per il WMBD: "Uccelli migratori e persone insieme attraverso il tempo.

La Giornata Mondiale degli Uccelli Migratori è una campagna di sensibilizzazione a livello mondiale che promuove la conservazione degli uccelli migratori e dei loro habitat, organizzata dallAccordo sulla Conservazione degli Uccelli Acquatici Migratori Afro-Euroasiatici (AEWA) e dalla Convenzione sulla Conservazione delle Specie Migratrici della Fauna Selvatica (CMS), due trattati internazionali amministrati dal Programma per l'Ambiente delle Nazioni Unite (UNEP).

Il workshop scientifico del 12 maggio (ore 9,30-12,30) avrà come titolo "La conservazione degli uccelli di canneto e delle specie acquatiche coloniali" ed ospiterà relatori qualificati di vari Enti di ricerca (ISPRA, COT, Centro R.D.P. Padule di Fucecchio e Stazione Biologica Isola Cona).

Dopo i saluti dell'Assessore alle Aree Protette della Provincia di Pistoia, Rino Fragai, aprirà il workshop l'intervento di Luca Puglisi (COT - Centro Ornitologico Toscano) su "La gestione degli habitat palustri e la conservazione degli uccelli di canneto: il caso di Massaciuccoli".

Seguiranno i contributi di Alessio Bartolini (Centro R.D.P. Padule di Fucecchio) su "La gestione della vegetazione nella Riserva Naturale del Padule di Fucecchio e negli habitat palustri del SIR/SIC/ZPS Bosco di Chiusi e Paduletta di Ramone" e di Stefano Volponi (ISPRA - Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) su "Il Cormorano: stato delle conoscenze di una nuova specie nidificante nella Riserva Naturale del Padule di Fucecchio".

Fabio Perco,  Direttore della Stazione Biologica Isola della Cona, parlerà poi de "La Riserva Naturale della Foce dell'Isonzo: esperienze di rinaturalizzazione a fini faunistici e di incremento delle attività di fruizione" ed infine, a chiusura del workshop, verrà presentato il libro "Gli aironi coloniali in Toscana. Andamento, distribuzione e conservazione" a cura di Luca Puglisi, Francesco Pezzo e Alessandro Sacchetti recentemente pubblicato dalla Regione Toscana.

Domenica 13 maggio, nell'ambito della Festa delle Erbe Palustri, si terrà un evento di birdwatching nella Riserva Naturale del Padule di Fucecchio; i partecipanti saranno sensibilizzati sulla tutela degli uccelli migratori anche grazie alla stesura di una check list delle specie osservate.

Per ulteriori informazioni è possibile rivolgersi al Centro R.D.P. Padule di Fucecchio (tel. e fax 0573/84540, e-mail fucecchio@zoneumidetoscane.it ) o alla Provincia di Pistoia (tel. 0573.374453, emailareeprotette@provincia.pistoia.it ).

ll programma completo del workshop è disponibile su www.zoneumidetoscane.it/eventi/padeventi.html. 

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Monsummano Terme (PY): Ecco le cicogne bianche

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02/05/2012

Greve in Chianti (FI): XXXVIII Piante e Fiori

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01/05/2012

Grosseto: Eccola!

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27/04/2012

Grosseto: Renato Canovai


ROBERTO CANOVAI è biologo e presta servizio in qualità di tecnico presso il Dipartimento di Coltivazione e Difesa delle Specie Legnose, Sez. Entomologia agraria dell’Università di Pisa. La sua attività di ricerca si è rivolta prevalentemente alla ecologia, biologia e corologia di Coleotteri Coccinellidi con un particolare interesse nei confronti delle specie presenti nella Toscana litoranea e nell’Arcipelago toscano.
Accanto a queste si è interessato anche allo studio della cariologia, cariometria e corologia di Tricladi (Platyhelminthes, Turbellaria) e di Ditteri Tefritidi. Dal punto di vista applicativo ha effettuato studi sui residui solidi presenti nel miele e sui mezzi di controllo nei confronti di Coleotteri Dermestidi dannosi alle collezioni entomologiche.

Il caffè della scienza
Si tratta di un'occasione per incontrarsi e discutere, in un ambiente piacevole, di temi di ampio respiro e di largo interesse, da approfondire con l'aiuto di un esperto. Ad una introduzione sull'argomento segue un dibattito, il cui andamento dipenderà in buona parte dal pubblico presente, che con le proprie domande e curiosità potrà “indirizzare” la discussione verso gli aspetti di maggiore interesse.
Non si tratta quindi di conferenze in senso stretto, bensì di serate di approfondimento, in un ambiente rilassato e informale. Spetterà ad Andrea Sforzi, Direttore del Museo, il ruolo di moderatore. Il termine “caffè”, citato nel titolo del ciclo di incontri, risiede nella possibilità offerta ai partecipanti di gustare prodotti di elevatà qualità nel corso della serata.
Ad ogni incontro sarà infatti possibile degustare alcune selezioni di prodotti diversi (caffè, cioccolato, the, …) ciascuno “introdotto” dalle spiegazioni della Sig.ra Soldati, esperta del settore.

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26/04/2012

Montemurlo (PO): Cervi e daini in paese

 


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Cervi e daini al pascolo a due passi dal centro di Montemurlo. E’ lo spettacolo che si può osservare tutte la mattine quando gli animali scendono a brucare l’erba nel campo che confina tra le scuole di Morecci e la collina della Rocca. A segnalarlo, mandando anche qualche foto scattata in questi giorni, è un lettore di Notizie di Prato, Rolando Valdiserri. 

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24/04/2012

Prato: Pannolini no problem

 

Pannolini No problem, i primi pannolini al Mondo certificati compostabili che tutelano la salute: il progetto presentato da WIP SpA, azienda pratese con stabilimento produttivo in Casentino, finalista per il premio Toscana Ecoefficiente.
Il fatto che il prodotto garantisca l’adozione di pratiche virtuose per la riduzione dei rifiuti e il risparmio energetico ha determinato la segnalazione da parte del comitato tecnico-scientifico nominato dalla Regione Toscana. Ma adesso sarà il pubblico a dover decidere quale tra i sette progetti finalisti dovrà aggiudicarsi il titolo di eccellenza ecoefficiente. E’ possibile esprimere la propria preferenza fino al 17 maggio, votando al link http://www.regione.toscana.it/regione/opencms/RT/sito-RT/....

“La mission che ispira la nostra attività – spiega Marco Benedetti, Presidente di W.I.P. – si basa sul rispetto per l’ambiente e la tutela della salute. Siamo quindi orgogliosi di essere stati segnalati tra i finalisti del premio. Al pubblico possiamo consigliare di visitare il nostro sito www.ecowip.com dove troveranno tutte le informazioni utili sul prodotto e l’azienda e molto di più; la trasparenza verso i consumatori, infatti, è un principio cardine della nostra attività”.

Il premio, istituito dalla Regione Toscana e arrivato alla sua quarta edizione, mira a far emergere le azioni virtuose per stimolare i comportamenti di tutti all'ecoefficienza, per diffondere la conoscenza e la promozione dell’innovazione in campo ambientale. Ai vincitori dei premi di eccellenza verrà dedicata una specifica campagna per dare visibilità alle loro esperienze e assegnato l’uso del logo “Toscana ecoefficiente 2011/2012”. Altri premi speciali potranno essere attribuiti dai partner della Regione e dagli sponsor dell’iniziativa.

 

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23/04/2012

Pisa: Orti botanici e banche dei semi


Angelino Carta* per greenreport

Venerdì 27 aprile a Pisa, nella Conferenza "Native seed banks as providers of crop wild relatives for agro-food uses and as sources of wild species for ecological restoration projects" si discuterà del ruolo degli orti botanici e delle banche del germoplasma per sostenere attività di recupero ambientale con materiale di provenienza documentata e certificata. L'evento è stato organizzato dalla Rete Italiana di banche del germoplasma per la conservazione ex situ della flora spontanea e vi parteciperanno esperti italiani e internazionali. Durante la conferenza saranno presentati casi di applicazione regionale, in analogia al restauro ecologico dello Stagnone di Capraia attuato dal Parco Nazionale Arcipelago Toscano con la collaborazione di due orti  botanici, come gli interventi nel Parco di Migliarino San Rossore Massaciuccoli, e il restauro dell'habitat del rospo smeraldino nelle Marche.

Gli orti botanici assumono una varietà di ruoli che sono evoluti nel tempo in risposta ai cambiamenti della società. Lo scorso settembre in occasione del 106esimo Congresso della Società Botanica Italiana si è discusso del ruolo degli Orti botanici per l'economia sostenibile e del loro inserimento nell'attuale contesto socio-economico. In un momento di cambiamento senza precedenti c'è un bisogno urgente e impellente per gli orti botanici di diventare organizzazioni rappresentative per la conservazione delle piante.

Nell'ambito della pianificazione e governo del territorio stiamo assistendo a varie forme di recupero/restauro ambientale. Tuttavia, perché questi interventi siano effettivamente sostenibili è necessario che il materiale vegetale impiantato sia geneticamente e funzionalmente compatibile con quello originario del luogo. Infatti, l'utilizzo di specie o ecotipi non compatibili è un episodio grave perché oltre a coincidere con la perdita di biodiversità e funzioni ecosistemiche determina la perdita dell'identità di un luogo. Al contrario, si assiste frequentemente alla rinuncia di interpretare l'identità di un luogo e alla presentazione di progetti banalmente ridotti a prodotti di mercato, che finiscono per ridurre le differenze tra i luoghi.

Gli orti botanici e le banche di germoplasma sono in grado di fornire materiale genetico di provenienza documentata, utile per evitare inquinamento genetico nei progetti di reintroduzione, come sancito a livello regionale, nazionale e europeo.

In questo articolato contesto, Orti botanici e Banche Semi potrebbero così assumere il ruolo che compete loro nel trasferimento di conoscenze scientifiche al settore economico e al governo del territorio. Tuttavia, tradizionalmente gli Orti botanici privilegiano il numero di specie in collezione al numero di esemplari, mentre la capacità di produrre esemplari in elevata quantità appartiene al vivaismo pubblico o commerciale. In questa prospettiva, i programmi di restituzione agli ambienti naturali, che richiedono elevati numeri di esemplari, possono favorire l'avvio di una nuova produzione vivaistica, incentrata su piante spontanee di provenienza documentata, fornite dagli Orti botanici, anziché di provenienza generica (IUCN-WWF-BGCS, 1989).

Per disegnare il mercato entro cui collocare tale produzione vivaistica, si devono unire altri soggetti, cioè gli enti di governo del territorio, i gestori delle aree demaniali e le aree protette del territorio, per dar vita ad una vasta rete regionale con il compito di assicurare il trasferimento di semi e protocolli di propagazione alle aziende vivaistiche e la propagazione delle piante e la loro immissione sul mercato e stabilire che gli interventi di restituzione attuati nel demanio regionale, nei SIC/ZPS/ZSC del proprio territorio e nelle aree protette siano attuati con specie vegetali di provenienza documentata, disponibili nelle aziende aderenti alla rete.

Programma della Conferenza

http://www.biologia.unipi.it/ortobotanico/downloads/Progr...

Rete Italiana di banche del germoplasma per la conservazione ex situ della flora spontanea

http://www.reteribes.it

 

*Dottorando in scienze biologiche e molecolari - Dipartimento di biologia Università di Pisa

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19/04/2012

Campo nell'Elba (LI): Il verme di Sant'Andrea


 

Pnas ha pubblicato la ricerca "Metaproteomics of a gutless marine worm and its symbiotic microbial community reveal unusual pathways for carbon and energy use", realizzata da un team proveniente da Germania, Gran Bretagna ed Usa, ed alla quale ha partecipato anche Christian Lott, che lavora anche al centro marino dell'Hydra Institute for marine sciences, a Fetovaia, Campo nell'Elba, nel quale si analizza l'evoluzione delle strategie simbiontiche, un meccanismo chiave tra gli organismi marini per superare le limitazioni poste dalla bassa disponibilità di nutrienti ed energia.

Studiando il verme di Sant'Andrea i ricercatori hanno potuto dimostrare per la prima volta che alcuni simbionti utilizzano monossido di carbonio come fonte di energia, oltre a solfuro di idrogeno e idrogeno. Ma il team inizialmente era scettico sui risultati in laboratorio e quindi è andato a misurare il monossido di carbonio nella sabbia dove i vermi vivono ed ha trovato concentrazioni sufficientemente alte. L'utilizzo dell'idrogeno come fonte di energia per simbiosi animali-batteri erano stato scoperto solo di recente in cozze di alto mare dal Symbiosis Group del Max Planck Institute di Brema e il suo ruolo in acque poco profonde simbiosi sarà ora riesaminato in modo approfondito.

Il team spiega che «Particolarmente suggestive sono le associazioni tra batteri chemiosintetici e gli animali marini che prosperano in ambienti poveri di nutrienti, come il mare profondo, perché i simbionti permettono ai loro ospiti di crescere in materia di energia e di fonti di carbonio inorganico, come il solfuro e la CO2. Si Sa Notevolmente poco sulle strategie fisiologiche che consentono alle simbiosi chemiosintetiche di colonizzare ambienti oligotrofici». In questo studio, abbiamo utilizzato la metaproteomica e la metabolomica per studiare l'intricata rete di interazioni metaboliche in un'associazione chemiosintetica tra Olavius algarvensis , un verme marino "gutless" e dei suoi batteri simbionti».

In una precedente ricerca (Cicli trofici in ambienti "estremi" - Riciclo dei nutrienti) pubblicata dall'università di Pisa nel 2006, Marco Plebani spiegava che Olavius algarvensis è stato scoperto nel 2001 all'Isola d'Elba, nelle acque di fronte a Capo Sant'Andrea da un team di ricercatori capeggiato da Nicole Dubilier, e la scoperta è stata resa nota su Nature (Endosymbiotic sulphate-reducing and sulphide-oxidizing bacteria in an oligochaete worm).

«Esso vive infossato entro i primi 20 cm di sedimento, nella sabbia attorno alle praterie di Posidonia oceanica, a pochi metri di profondità - spiega Plebani - Le sue dimensioni sono molto contenute: 0.2 mm di diametro per 2-3 cm di lunghezza. Un'analisi morfologica rileva la totale assenza tanto dell'apparato digerente quanto di quello nefridiale: se la riduzione dell'apparato digerente come adattamento alla simbiosi non è una novità negli anellidi simbionti (cfr. paragrafi precedenti), lo è invece la scomparsa del sistema escretore, fenomeno mai osservato in precedenza. Questo fatto deve indubbiamente avere un ruolo nella simbiosi: se i cataboliti di scarto non fossero in qualche modo sfruttati dai batteri simbionti, infatti, l'ospite non potrebbe sopravvivere, ucciso dai suoi stessi rifiuti. Ecco dunque come si articola il ‘ménage à trois' tra O. algarvensis e i suoi simbionti. La respirazione di O. algarvensis avviene per via epidermica: attraverso l'epitelio esso assorbe ossigeno O2, ma anche CO2 e zolfo ridotto. Queste sostanze raggiungono rapidamente i gamma-proteobatteri solfo-ossidatori che si trovano immediatamente sotto l'epidermide: la rapidità del trasporto è essenziale soprattutto per S2- , poiché esso, necessario al metabolismo batterico, è invece tossico per il polichete. I batteri solfo-ossidatori operano analogamente a quelli presenti nelle sorgenti idrotermali: sfruttano l'energia liberata dall'ossidazione dello zolfo per fissare la CO2, ottenendo così carbonio da utilizzare nella sintesi di molecole organiche. Parte della sostanza organica così prodotta viene assorbita dai tessuti del verme, che la utilizza come substrato per il metabolismo anaerobico. O.algarvensis non può espellere i prodotti di scarto della fermentazione che si accumulano nei suoi tessuti, data l'assenza di organi nefridiali: queste sostanze vengono invece assorbite dai solfo-riduttori (δ-Proteobacteria), che le utilizzano come fonti organiche di carbonio ed energia. L'accettore finale di elettroni dei solfato-riduttori è il solfato SO4, che viene ridotto a solfuro; la loro fonte di solfato è rappresentata dai γ-Proteobacteria, che a loro volta assorbono prontamente lo zolfo ridotto dai δ-Proteobacteria per sfruttarlo a fini metabolici. I vantaggi ottenuti dai simbionti sono evidenti. O.algarvensis viene nutrito dai gammaProteobacteria, suoi simbionti primari, mentre i delta-Proteobatteri lo liberano dei suoi rifiuti metabolici; d'altra parte i batteri ottengono dall'anellide i substrati loro necessari per la vita, a concentrazioni che non sono riscontrabili nell' habitat del polichete: essi riescono così a colonizzare aree a loro normalmente precluse. Infine, gamma- e delta-proteobatteri formano un ciclo dello zolfo pressoché chiuso e (quasi) autosufficiente, assicurandosene a lungo l'approvvigionamento».

Ma lo studio pubblicato su Pnas va oltre queste prime scoperte e rivela nuovi e sorprendenti aspetti della vita di questo piccolo verme marino elbano: «Proponiamo percorsi non descritti in precedenza per affrontare la limitazione di energia e nutrienti, alcuni dei quali possono essere diffusi sia nei batteri a vita libera che simbiotica. Queste pathways includono un percorso di assimilazione simbionte rifiuti prodotti dell'ospite: acetato, propionato, succinato e malato, l'utilizzo potenziale di monossido di carbonio come fonte di energia, un substrato non precedentemente noto svolge un ruolo nella simbiosi degli invertebrati marini simbiosi, il potenziale uso di idrogeno come fonte di energia, la forte espressione di trasportatori ad alta affinità di assorbimento, e ancora non descritti steps di efficienza energetica nella fissazione di CO2 e nella riduzione di solfato. L'alta espressione di proteine coinvolte nei meccanismi di assorbimento di energia e di carbonio e la conservazione nella simbiosi di O. algarvensis, indica che la natura oligotrofica del suo ambiente ha esercitato una forte pressione selettiva nel plasmare queste associazioni».

Quindi il piccolo verme può ottenere energia da solfuro di idrogeno e monossido di carbonio e i ricercatori del Max Planck Institute for Marine Microbiology spiegano: «Strettamente parlando il verme consente a milioni di suoi piccoli aiutanti di fare il lavoro: Olavius algarvensis che vive in acque poco profonde, proprio di fronte alle spiagge, porta diversi batteri simbionti sotto la sua pelle che sono in grado di utilizzare queste sostanze, note per essere tossiche per gli animali, per produrre cibo per la comunità simbiotica. Il verme non mangia affatto. Durante l'evoluzione ha ridotto la bocca, l'intestino e l'ano, è completamente dipendente dai batteri che abitano dentro di lui».

Nicole Dubilier, che ha guidato il team sottolinea l'importanza di un approccio interdisciplinare in un team di esperti: «Il verme ci offre un esempio della potenza dell'evoluzione. Nel corso di milioni di anni, l'adattamento e la selezione hanno portato allo sviluppo di un adattamento ottimale del sistema ospite-simbionte. E questi vermi apparentemente modesti sono un modello eccellente per una migliore comprensione di altre simbiosi complesse, come quelli dell'intestino umano».

greenreport

   

 


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18/04/2012

Firenze: Mostra Primaverile di Floricoltutra



All'inaugurazione, il 25 aprile, saranno presenti, con il Presidente della Società Toscana di Orticultura, ALBERTO GIUNTOLI, il Sindaco di Firenze, MATTEO RENZI e il ct della nazionale italiana CESARE PRANDELLI.
Alle ore 12 si esibirà il CORO DEL MELOGRANO.
Ci saranno 61 espositori e sarà possibile ammirare, tra le altre cose, le oscularie fiorite, le lavande e le graminacee da collezione, vasi di nuova concezione per le orchidee, alcune varietà di fruttiferi antichi e nuove varietà di piante caudiciformi.

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Firenze: L'olivo da Omero ad oggi

Presso l’Accademia dei Georgofili verrà presentata una antologia di poesie sull’olivo e sull’olio. 

Il volume, dal titolo “oliveTolive” (EFFE Fabrizio Fabbri Editore), è stata curato da tre poeti perugini: Ombretta Ciurnelli, Michelangelo Pascale e Antonio Carlo Ponti. 
Un’occasione culturale ghiottissima per la qualità dei testi e dei presentatori, che i veri amanti dell’olio di oliva non potranno perdere.
L’Accademico prof. Claudio Peri – anch’egli perugino! – svolgerà una premessa sul tema “Dall’olivo all’olio: un sorprendente itinerario fra scienza e poesia” che non mancherà di incuriosire e interessare gli esperti di olio, anche offrendo spunti e suggestioni accattivanti per gli esperti di comunicazione e di marketing.


Gli olivi quasi non richiedono cura; non aspettano
La falce ricurva e i tenaci rastrelli una volta
Che si sono abbarbicati alla terra e levati all’aria;
lo stesso terreno, se scisso da un dente adunco, fornisce
umore bastevole, e lavorato dal vomere pesanti frutti.
Nutri perciò il pingue olivo gradito alla Pace

Virgilio, Georgiche, libro II, (420-25)


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