19/05/2012
Càsola in Lunigiana (MS): Epicentro del terremoto magn. 2,4

terralunigiana
09:36 Scritto da minobezzi1 in orrore ! | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
Facebook
20/04/2012
Carrara: Le barchette blu
23:22 Scritto da minobezzi1 in orrore ! | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
Facebook
14/04/2012
San Marcello Pistoiese (PT): Terremoto a 3,4

11:01 Scritto da minobezzi1 in orrore ! | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
Facebook
30/03/2012
Livorno: Garibaldi fra i cassonetti

10:07 Scritto da minobezzi1 in orrore ! | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
Facebook
06/03/2012
Firenze: Chianti da cani

La scena è comica. Se non altro perché descritta da un comico, Giorgio Panariello: durante la conferenza stampa di presentazione del suo prossimo show su Canale 5, “Panariello non esiste”, l’attore toscano racconta la sua visita a casa Berlusconi. Sia chiaro, noi non crediamo che la cosa vada presa alla lettera, è evidente che si tratta di una narrazione comica – perlomeno, lo speriamo. Tuttavia la storiella ha qualche significato.
Tornavo da fuori e mi fermai a un autogrill a comprare due bottiglie di Chianti, visto che mi hanno insegnato che non si va mai a casa della gente per la prima volta a mani vuote. Mi aprì la porta Berlusconi, era in tuta. Mi squadrò da capo a piedi e quando gli consegnai le bottiglie disse: “queste le diamo ai cani”.
Ora, al di là dello sketch comico, perché ridiamo? Perché l’idea di andare in visita ad un Silvio Berlusconi, portando un paio di bottiglie di Chianti prese last minute all’autogrill, è già grottesca. Ma l’apoteosi del tempo comico, nella storiella, è la fine ingloriosa decretata, rapidamente, dal destinatario dell’omaggio: «queste le diamo ai cani». La vis comica della battuta sta tutta nella visione surreale di una muta di cani rassegnati a trovarsi, nel menù, i peggiori avanzi, quindi anche l’esecrabile Chianti da autogrill.
Insomma, per i vari consorzi di tutela la strada è perennemente in salita. Auguri di buon lavoro, perché come vedete c’è sempre un gran bisogno di curare, o ricostruire, l’immagine del Chianti. Perlomeno, del Chianti da autogrill.
[Via Oltrequotidiano.com. L'immagine viene da qui: cani assaggiatori. Non meno inquietante].
dissapore
12:28 Scritto da minobezzi1 in orrore ! | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
Facebook
06/02/2012
Lucca: Bertolli, Carapelli (e quanti altri ancora) in mani straniere
Sono passati in mani straniere marchi storici dell'agroalimentare italiano per un fatturato di oltre 5 miliardi di euro nell'ultimo anno, anche per effetto della crisi che ha reso più facili le operazioni di acquisizione nel nostro Paese.
E' l'allarme lanciato in occasione dell'inaugurazione della Fieragricola di Verona, dove al padiglione 3 stand C2 è stato allestito "lo scaffale del Made in Italy che non c'è più". Ad essere presi di mira sono sopratutto i prodotti simbolo dell'Italia e della dieta mediterranea, dall'olio al vino fino alle conserve di pomodoro.
"Nello spazio di dodici mesi sono stati ceduti all’estero tre pezzi importanti del Made in Italy alimentare che sta diventando un’appetibile terra di conquista per gli stranieri con la tutela dei marchi nazionali che è diventata una priorità per il Paese, da attuare anche con una apposita task force. Si è iniziato con l’importare materie prime dall’estero per produrre prodotti tricolori. Poi si è passati ad acquisire direttamente marchi storici e il prossimo passo rischia di essere la chiusura degli stabilimenti italiani per trasferirli all’estero. Un processo favorito dalla crisi di fronte al quale occorre accelerare nella costruzione di una filiera agricola tutta italiana che veda direttamente protagonisti gli agricoltori per garantire quel legame con il territorio che ha consentito ai grandi marchi di raggiungere traguardi prestigiosi". Ed è per questo che all’interno della Fieragricola la Coldiretti ha aperto la Bottega di Campagna Amica che si affianca alla grande distribuzione e ai negozi di prossimità e che va ad integrare la rete già attiva delle oltre cinquemila aziende agricole trasformate in punti vendita e dei mille mercati degli agricoltori già presenti su tutto il territorio nazionale. Si tratta della prima catena di vendita diretta organizzata degli agricoltori italiani che offre esclusivamente Made in Italy garantito dalla Fondazione Campagna Amica.
L’ultimo "pezzo da novanta" del Made in Italy a tavola a passare in mani straniere è stata la Ar Pelati, acquisita dalla società Princes controllata dalla Giapponese Mitsubishi. Poche settimane prima era toccato alla Gancia, casa storica per la produzione di spumante, essere acquistata dall'oligarca Rustam Tariko, proprietario della banca e della vokda Russki Standard. La francese Lactalis è stata, invece protagonista dell’operazione che ha portato la Parmalat finire sotto controllo transalpino. Ma, andando indietro negli anni, non mancano altri casi importanti, dalla Bertolli, acquisita nel 2008 dal gruppo spagnolo SOS, alla Galbani, anche questa entrata in orbita Lactalis, nel 2006. Lo stesso anno gli spagnoli hanno messo le mani pure sulla Carapelli, dopo aver incamerato anche la Sasso appena dodici mesi prima. Nel 2005 la francese Andros aveva acquisito le Fattorie Scaldasole, che in realtà parlavano straniero già dal 1985, con la vendita alla Heinz. Nel 2003 hanno cambiato bandiera anche la birra Peroni, passata all'azienda sudafricana SABMiller, e Invernizzi, di proprietà da vent’ani della Kraft e ora finita alla Lactalis. Negli anni Novanta erano state Locatelli e San Pellegrino ad entrare nel gruppo Nestlè, anche se poi la prima era stata "girata" alla solita Lactalis (1998). La stessa Nestlè possedeva già dal 1995 il marchio Antica gelateria del corso e addirittura dal 1988 la Buitoni e la Perugina.
Secondo uno studio Coldiretti/Eurispes, il risultato è stato che oggi circa un terzo (33 per cento) della produzione complessiva dei prodotti agroalimentari venduti in Italia ed esportati deriva da materie prime agricole straniere, trasformate e vendute con il marchio Made in Italy, per un fatturato stimato in 51 miliardi. Da qui la necessità per la Coldiretti di applicare con trasparenza la legge nazionale sull’obbligo di indicare la provenienza in etichetta su tutti gli alimenti approvata dal Parlamento all’unanimità lo scorso anno.
www.repubblica.it
10:06 Scritto da minobezzi1 in orrore ! | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
Facebook
04/02/2012
Firenze: Previsioni per domenica (tocca ferro)

10:34 Scritto da minobezzi1 in orrore ! | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
Facebook
28/01/2012
Viareggio (LU): In un negozio di barbiere

17:12 Scritto da minobezzi1 in orrore ! | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
Facebook
27/01/2012
Pisa: L'hanno sentito fino a Genova!

17:20 Scritto da minobezzi1 in orrore ! | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
Facebook
16/01/2012
Forte dei Marmi (LU): Eccolo il punteruolo rosso!
Il temutissimo insetto, che ormai da tempo uccide le palme, è stato identificato nel giardino di un privato. L’ufficio ambiente del comune, in cooperazione con il Servizio fitosanitario regionale ha già effettuato un sopralluogo, che ne ha verificato l’effettiva presenza e adesso deciderà l’intervento più appropriato per evitare il contagio.
Ma proprio sul fronte prevenzione del coleottero “rhynchophorus ferrugineus” l’amministrazione comunale, da qualche mese, ha avviato una strategia coordinata dalla Regione.
“Stiamo portando avanti il censimento delle palme esistenti- ha spiegato l’assessore all’ambiente, Emanuele Tommasi- in particolare quelle del genere Phoenix canariensis - conosciute comunemente come palme delle canarie. Lo scopo è quello di avere il quadro reale della consistenza del patrimonio arboreo delle palme radicate, sia nei parchi e spazi pubblici, come indicato anche nel piano d’azione regionale relativo al territorio della provincia di Lucca, che di quelle esistenti nei giardini privati per consentire la predisposizione di interventi puntuali e mirati prioritariamente alla prevenzione.
Alla luce di questo primo rinvenimento, a seguito del quale ERSU- ha messo subito a nostra disposizione un gruppo di lavoro, rinnoviamo l’invito ai possessori di palme –prosegue l’assessore - a segnalare l’ubicazione delle palme. È importante, per attivare la prevenzione,che venga segnalata la pianta sospetta all’ufficio ambiente -verde pubblico del comune e/o al servizio fitosanitario regionale che, gratuitamente, effettueranno sopralluoghi congiunti al fine di pianificare, nel caso sia effettivamente colpita da punteruolo rosso, gli interventi di contenimento della diffusione dell’insetto stesso.
Si invita pertanto la cittadinanza a collaborare con il Comune e con il Servizio Fitosanitario regionale, che ha competenza diretta sulla gestione, dell’emergenza punteruolo rosso, segnalando e documentando il possesso di palme e in particolare nel caso vi siano chiari segni di sofferenza della pianta. Ricordiamo che la segnalazioni in caso di sospetto sono obbligatorie e i riferenti sono i seguenti":
Comune di Forte dei Marmi: Settore Lavori Pubblici ( per piante comunali) tel. 0584 2801 e-mail: gborri@comunefdm.it
Comune di Forte dei Marmi – Servizio Ambiente (per le piante private) tel. 0584-7544117 fax 0584-7544123 e mail: lbuselli@comunefdm.it
SERVIZIO FITOSANITARIO REGIONALE:
Via Pietrapiana 30, Firenze tel 055 27551, fax 0552755231
Via Roma , 3 Pisa tel 050 80061 fax 050 8006206
Via Nardini, 3 Livorno tel 0586 264481 fax 0586 800089
"Il Punteruolo Rosso - precisa il comunicato del Comune - è un coleottero innocuo per l’uomo ma in grado di svilupparsi sulle palme, rappresentando una seria minaccia per la conservazione del nostro patrimonio arboreo e dell’identità paesaggistica della Versilia e dell’intera costa; l’insetto si nutre delle parti tenere della chioma e scava inizialmente lunghe gallerie nel germoglio centrale che possono fungere da vie d’ingresso per marciumi secondari con conseguente danno strutturale alla pianta per poi passare a tutte le foglie e i fiori; il punteruolo rosso delle palme è oggetto di lotta obbligatoria, come previsto dal DM 7/2/2011, e che chiunque sospetti o accerti la sua comparsa è obbligato a darne comunicazione".
loschermo
10:12 Scritto da minobezzi1 in orrore ! | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
Facebook
03/01/2012
Colle Val d'Elsa (SI): Caccia (vietata) all'airone

13:45 Scritto da minobezzi1 in orrore ! | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
Facebook
30/12/2011
Prato: Cosa c'è nella carne del kebab?

.....quello che negli hamburger-spazzatura è una derlizia del palato
15:54 Scritto da minobezzi1 in orrore ! | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
Facebook
02/12/2011
Carrara: Il Marble Hotel incompiuto

ottopassi
18:03 Scritto da minobezzi1 in orrore ! | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
Facebook
02/11/2011
Prato: La ville italienne qui préfigure l'Europe chinoise

18:17 Scritto da minobezzi1 in che tristezza!, orrore ! | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
Facebook
28/10/2011
Aulla (MS): Dopo il disastro

17:13 Scritto da minobezzi1 in orrore ! | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
Facebook
Aulla: Una testimonianza diretta
Terre Di Lunigiana ha inviato questa nota:
"Vorrei portare una testimonianza di prima mano, sulla gravità della situazione, sul caso che ha evitato peggiori conseguenze e sull'eroicità di alcune persone in momenti come questi. Mi raccontano che la corriera che tornava ieri da Massa ad Aulla, verso le 18.00, uscendo dal casello, si trova il livello dell'acqua alzandosi pericolosamente. Invece di procedere verso la fermata, lungo Viale Lunigiana, decide di girare a sinistra alla rotonda che porta al Demy Hotel e poi sulla statale della Cisa verso Pontremoli. A quel punto si deve fermare, perchè ci sono già diverse automobili ferme e abbandonate, prima del cavalcavia della ferrovia, davanti alla casa cantoniera sulla destra. L'acqua comincia a entrare nella corriera velocemente.
La corrente non è ancora forte, ma cresce a vista d'occhio come in una vasca da bagno, arriva ai piedi, alle caviglie, ai polpacci. Le porte non si aprono. Le circa 20 persone che si trovano dentro provano a rompere la finestra di emergenza, ma il martelletto non c'è sulla corriera e il vetro è troppo duro. Con prontezza di spirito, uno dei passeggeri trova l'unica via d'uscita possibile: il finestrino dell'autista. Esce da lì, sale sulla corriera e poi scende a "terra". L'acqua in strada arriva già più in su della vita. Si dirige verso la porta posteriore, trova uno spiraglio e con l'aiuto degli altri rimasti dentro, riescono ad aprire la porta. Alla sinistra della casa cantoniera c'è una scala esterna che porta al primo piano. Alcuni si rifugiano lì, fradici e riescono a sfondare la porta; un piccolo gruppo decide di dirigersi verso Aulla , ma il livello dell'acqua è già alto e la corrente comincia a tirare forte.
Rimangono bloccati. Solo grazie a quelli rifugiatisi nella casa cantoniera, con una catena umana, riescono a essere portati in salvo. Già al buio, l'acqua continua a salire gradino dopo gradino e controllano la possibilità di salire sul tetto. Vedono una macchina trasportata dalla corrente dirigersi contro il vicino distributore e romperne i vetri, sentono anche gente che chiede aiuto. Fortunatamente l'acqua si ferma e vengono evacuati dai vigili del fuoco dopo diverso tempo. Cosa dire? Non ci credevo quando me lo hanno raccontato. Posso solo immaginare il panico con l'acqua che sale e le porte che non si aprono, la salvezza in una casa cantoniera e il salvataggio del resto dei passeggeri."
09:08 Scritto da minobezzi1 in orrore ! | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
Facebook
26/10/2011
Bocca di Magra (SP): Ecco ciò che resta del ponte della Colombiera
foto marcesini per ottopassi
12:33 Scritto da minobezzi1 in orrore ! | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
Facebook
Pontremoli (MS): Ecco cosa vuol dire la parola Maltempo
10:55 Scritto da minobezzi1 in orrore ! | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
Facebook
15/10/2011
Sakine di Volterra (PI): Saline sprofonda!

19:41 Scritto da minobezzi1 in orrore ! | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
Facebook
08/10/2011
Prato: Il censimento secondo i cinesi
15:31 Scritto da minobezzi1 in orrore ! | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
Facebook
Calci (PI): Fuoco sul Monte Serra

10:26 Scritto da minobezzi1 in orrore ! | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
Facebook
25/09/2011
Vagli di Sotto (LU): Il traforo della Tambura
I progetti elaborati fina ad oggi sono due: il primo prevede che il traforo conduca da Vagli, il comune del sindaco Mario Puglia, direttamente a Carrara. Secondo l'altra ipotesi la galleria dovrebbe arrivare nella zona di Resceto nel Comune di Massa.
Il progetto di collegamento con Carrara per il momento e' il piu' accreditato e la realizzazione dell'intera opera dovrebbe costare oltre 200 milioni di euro. Particolarmente impegnativa dal punto di vista finanziario, secondo i tecnici sara' la realizzazione delle viabilita' di collegamento con le due uscite della galleria.
Il dicastero, comunque conta di recuperare il 15% delle spese dalla vendita del marmo estratto durante la realizzazione del traforo. Piu' pregiato e piu' remunerativo invece sara' il materiale calcareo estratto durante la realizzazione delle opere collaterali. Nessuna notizia invece per quanto riguarda l'altra grande opera pubblica della provincia di Lucca: gli assi viari della Piana.
noitv
16:13 Scritto da minobezzi1 in orrore ! | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
Facebook
13/09/2011
Montecatini Terme (PT): Vai coi supermercati
Si amplia l'area commerciale della zona Ipercoop. E' previsto l'arrivo di altri supermercati e l'ampliamento di quelli esistenti. I nomi coinvolti: Ipercoop, Euronics, Decathlon, McDonald’s. Oltre a diversi negozi di abbigliamento, a un nuovo punto ristoro e a un concessionario di camper.
All'Ipercoop ad esempio sono stati realizzati lavori di ristrutturazione che hanno cambiato il volto al supermercato. Per quanto riguarda le novità è previsto l'arrivo della catena di articoli sportivi Decathlon e di McDonald's. Per Euronics sono previsti lavori di ampliamento e sistemazione.
19:22 Scritto da minobezzi1 in orrore ! | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
Facebook
11/09/2011
Livorno: Ecco cos'è l'agrimafia
Dodici milioni di prodotto interno lordo (Pil) evaso, che salgono a 62 calcolando la falsificazione dei prodotti a marchio italiano. Questo l'impatto economico che le cosiddette agromafie hanno per l'economia nazionale. Un peso che assume un valore ancora superiore se si considerano i rischi per la salute di prodotti che escono dal circuito della legalità e che vengono poi venduti soprattutto nei supermercati di proprietà mafiosa.
Questi ed altri dati sono contenuti nel primo rapporto sui crimini agroalimentari in Italia, preparato da Eurispes per Coldiretti. Il volume, 280 pagine di statistiche e ricostruzioni storiche, è stato presentato in Camera di Commercio alla presenza del presidente Eurispes Gian Maria Fara e del dirigente di Coldiretti Stefano Masini. I lavori sono stati aperti dal presidente locale dell'associazione, Simone Ferri Graziani, il quale ha introdotto il tema di fronte alle numerose autorità: prefetto, presidente della provincia, procuratore della repubblica e le autorità militari.
Nel corso del convegno è stato spiegato come le agromafie operino su due livelli. Il primo è quello della leva finanziaria, tramite le casse rurali e le società apposite per l'erogazione del credito. Il secondo, parallelo, è quello costituito dal complesso della logistica e dei trasporti che spesso culmina con lo smercio in catene di supermercati di proprietà della mafia. Ma, la presenza della criminalità nel settore non avviene solo con il controllo economico e dei mezzi, ma anche tramite vere e proprie truffe. Un esempio a quest'ultimo riguardo viene dai redditizi pomodorini di pachino. Le forze dell'ordine, in prima linea grazie ai Nas e alla Guardia di Finanza, hanno bloccato un traffico di pomodori di produzione nordafricana che venivano scaricati dai container e poi trasportati in un campo vicino alla nota località siciliana per essere poi rivenduti come "originali".
Il marchio "Made in Italy", si sa, aumenta le vendite e i margini dei prodotti alimentari; motivo per cui molte aziende straniere si accordano con produttori locali compiacenti vendendo prodotti talvolta scadenti (ad esempio vino australiano o prosciutti europei) che dopo l'etichetattura diventano spesso prodotti di alta qualità. Se non sempre si tratta di una vera e propria truffa, in moltissimi casi si tratta di un modo d'operare ambiguo, che trae in inganno il consumatore inconsapevole.
Per un approfondimento è possibile consultare il sito dell'Eurispes cliccando su questo indirizzo
quilivorno
16:05 Scritto da minobezzi1 in orrore ! | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
Facebook
08/09/2011
Giglio Isola (GR): La plastica dei fondali? anche dalla Corsica
|
|
“Si può condividere l’istituzione di un parco marino o meno - questa amministrazione non la condivide - ma non si può strumentalizzare un intervento di bonifica del fondale gettando fango sull’economia di una comunità intera”. Alessandro Centurioni, assessore all’ambiente del Comune di Isola del Giglio interviene dopo l’azione di Greenpeace sul fondale di Cala Cupa. Spettacolarizzazione studiata a tavolino - “Purtroppo abbiamo dovuto constatare che l’intervento di Greenpeace, coadiuvata da un diving locale, sull’Isola del Giglio si è rivelato un attacco premeditato e con esito già preparato, una spettacolarizzazione studiata a tavolino con il solo obiettivo di rilanciare l’istituzione dell’area marina protetta. Le fotografie sul sito di Greenpeace lo dimostrano. Ma che si siano sbagliati tempi, modi e obiettivo da colpire lo dimostra anche il comunicato di Greenpeace con il quale chiede scusa all’amministrazione comunale rimarcandone l’impegno in materia ambientale. Ne prendiamo atto consapevoli che la strada fin qui intrapresa sia quella giusta e siamo disponibili a portare avanti in modo forte e unitario tutte quelle iniziative tese alla valorizzazione e non alla spettacolarizzazione del patrimonio ambientale e paesaggistico del Giglio. Restano comunque alcuni punti da chiarire. Cala Cupa, per la sua peculiare conformazione, è una naturale zona di accumulo di rifiuti trasportati dal mare. Le 200 bottiglie di plastica vengono quasi tutte dalla costa trasportate dalle correnti insieme alle cassette di polistirolo raccolte. Allora? Istituiamo l’Area Marina Protetta in Maremma? A Giannutri c’è dal ‘96, ma sono quattro anni che i volontari continuano a riportare a galla bottiglie e immondizie varie e ne avranno all’infinito dato che la maggior parte di quei rifiuti non vengono da Giannutri. A Capo Marino, durante la giornata ecologica di maggio, volontari hanno portato via da terra circa 2 metri cubi di plastiche spiaggiate. L’AMP l’avrebbe evitato? Cala Maestra di Montecristo (Riserva Naturale Integrale e Riserva Naturale Biogenetica diplomata dal Consiglio d’Europa con 4 abitanti) è quotidianamente ripulita dai guardiani che raccolgono plastiche provenienti anche dalla Corsica. L’elenco sarebbe ancora lungo e in nessun caso si troverebbe che un’area marina protetta ha impedito lo spiaggiamento di rifiuti. Riguardo alla diminuzione di cetacei mi permetto di obiettare che al Giglio quest’estate si sono succeduti avvistamenti di capodogli, balenottere comuni e stenelle, oltre a mante, tonni, tartarughe caretta e addirittura cavallucci marini nel Campese. L’Amministrazione Comunale basa il suo lavoro sulla tutela, recupero e fruibilità dell’ambiente ritenuto un bene primario imprescindibile per ogni gigliese. In due anni sono state effettuate quattro giornate ecologiche a terra e a mare, una campagna per la rimozione amianto (120 ql avviati a smaltimento, che si ripeterà), giornate formative con le scuole, pulizia dei sentieri e ripristino dei vecchi tracciati, distribuzione di portacicche da spiaggia e sensibilizzazione dei turisti, smaltimento delle barche abbandonate su Giglio e Giannutri, istituzione di un tavolo di lavoro con Coseca per lo studio di metodologie per implementare la raccolta differenziata”.
|
17:00 Scritto da minobezzi1 in orrore ! | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
Facebook
06/09/2011
Giglio Isola (GR): Mare pattumiera
I fondali marini nei pressi dell'Isola del Giglio rischiano di diventare una discarica. A lanciare l'allarme è Greenpeace che ieri ha effettuato un monitoraggio a Cala Cupa durante il quale sono state recuperate oltre 200 bottiglie di plastica, scarpe, lattine e altri oggetti tra cui una lavatrice e uno stereo.
«Troppo spesso sotto la superficie del mare si nasconde ciò che non vogliamo vedere: rifiuti, sostanze inquinanti, fondali distrutti da attività di pesca e ricreative ben poco rispettose dell'ambiente- ha sottolineato Giorgia Monti, responsabile della campagna Mare di Greenpeace Italia - Fa rabbia vedere come alla fine della stagione turistica alcuni tra i fondali più belli del Santuario si trasformino in una vera e propria discarica. È ora di tutelare davvero il nostro mare a partire dalle aree più sensibili».
Ricordiamo che siamo in uno dei luoghi più belli del Santuario dei Cetacei, un vero e proprio patrimonio naturale ed uno dei siti più importanti per immersioni in Italia. Purtroppo - spiegano da Greenpeace- nonostante si trovi nell'area protetta del Santuario, che si estende tra Toscana, Liguria e Costa Azzurra, non vi sono regole specifiche contro l'inquinamento, nessuna misura per limitare il traffico marittimo nelle zone più sensibili o controlli per evitare l'abbandono di rifiuti dalle imbarcazioni come previsto dalla normativa internazionale (secondo Marpol Annesso 5, è vietato lo scarico in mare da navi di ogni tipo di rifiuto, fatta eccezione dei resti alimentari oltre le 12 miglia). Durante l'iniziativa di recupero dei rifiuti sono inoltre state documentate zone con gorgonie spezzate e chiari segni di degrado legato ad ancoraggi impropri. Un danno ambientale che potrebbe essere evitato con il posizionamento di boe per l'ancoraggio e il controllo delle imbarcazioni turistiche nelle aree di maggior valore ecologico.
«Il Santuario dei Cetacei attende da oltre dieci anni la dovuta tutela. Non ci sorprende che in assenza di regole precise la presenza di questi animali, anche al largo dell'isola, sia sempre più sporadico mentre il degrado dell'ecosistema marino aumenta. È responsabilità delle istituzioni e di noi singoli cittadini iniziare a prenderci cura di un patrimonio ambientale che è di tutti» ha concluso Monti.
A dieci anni dalla legge con cui l'Italia sanciva la creazione del Santuario dei Cetacei ribadisce ancora una volta l'associazione ambientalista, è ora che il ministero dell'Ambiente, insieme alle Regioni che si affacciano sull'area, mettano in atto un preciso piano di gestione per tutelare l'ambiente e gli interessi delle comunità locali, come quella del Giglio, che dalle sue ricchezze dipendono.
greenreport
17:06 Scritto da minobezzi1 in orrore ! | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
Facebook
31/07/2011
Bolgheri (LI): Sassicaia in bottiglia di plastica....
Antonio Tomacelli per dissapore
Cosa succede cambiando la confezione di un vino famoso? Quanto cambia il vostro approccio nell’acquisto? Insomma, vale più il brand, il contenuto o la confezione? Sono queste le domande che si è fatto il designer Jörn Beyer quando, per gioco, ha cambiato il packaging di tre liquori famosi (dopo il salto di pagina), trasformandolo in ecologico Tetra Pak. Il photoshopparo che è in me, non ha resistito ed ecco cosa è successo a tre marchi di vino famosi. Domanda: che effetto vi fanno?
11:06 Scritto da minobezzi1 in orrore ! | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
Facebook
28/07/2011
Lucca: Degrado urbano: vergogna!
Screning continuo sulle scritte sui monumenti, rimozione forzata delle carcasse di bici abbandonate, monitoraggio dello stato di rotonde e verde pubblico, completamento del progetto di riqualificazione di strade e piazze e confronto costante con Sistema Ambiente per migliorare la raccolta dei rifiuti porta a porta: sono questi i punti principali del programma dell’attività che l’assessore Moreno Bruni si appresta a portare avanti. Quale neo delegato all’arredo e decoro urbano, ha incontrato oggi la commissione Lavori pubblici presieduta dal consigliere Marco Martinelli, che si è detto soddisfatto del lavoro pianificato e ha incoraggiato l’assessore a proseguire su questa linea.
“Porterò avanti il lavoro intrapreso dall’assessore Marco Chiari – ha spiegato Bruni – che mi ha preceduto in questa delega. Ovviamente però è anche necessario specificare che l’assessorato arredo e decoro urbano non predispone di fondi propri per agire, ma opera in piena collaborazione con gli altri assessorati e uffici comunali e con le aziende”.
Passando ai dettagli Bruni ha spiegato come dopo un primo momento di analisi della situazione, si sia già mosso, sollecitando per esempio alla Provincia la ripulitura di via del Fosso, avvenuta nei giorni scorsi in collaborazione fra i due enti. Inoltre, proprio sul fronte della lotta al degrado urbano è stata attivata uno speciale spazio su Internet, nella pagina www.comune.lucca.it, per segnalare in tempo reale cosa c’è che non va.
“Questo ci permetterà – spiega ancora l’assessore Bruni – di ottenere una mappatura in tempo reale della situazione della città e della periferia, per programmare al meglio gli interventi. Gli osservatori migliori e più pronti, infatti, sono i cittadini e sono proprio loro che ci aiuteranno indicando i vari casi. Per quanto riguarda poi alcuni episodi di sacchetti dell’immondizia esposti nel centro storico fuori orario, ho avuto un confronto con Sistema Ambiente e, insieme, stabiliremo una mappatua delle zone calde e come intervenire, in modo preventivo, più che repressivo, anche se sono già stati potenziati i controlli per chi lascia i rifiuti in modo scorretto”. E’ in corso anche un check up delle scritte che imbrattano muri e monumenti, in modo da poter stabilire le priorità per agire su edifici e beni pubblici, operazione che ogni anno drena migliaia di euro dalle casse comunali.
“Stiamo anche partendo con la rimozione di carcasse di biciclette – aggiunge l’assessore – che sono state segnalate come abbandonate nei diversi punti della città. Di pari passo, poi si proseguirà con il programma di riqualificazione di vie e piazze del centro storico che ha visto in questi anni ritornare alla bellezza angoli molto suggestivi del centro storico, così come proseguiremo a monitorare lo stato del verde pubblico e delle aiuole, quasi tutte ormai rimesse a nuovo e fiorite, che forniscono un’immagine ordinata e bella della nostra città”.
loschermo
15:36 Scritto da minobezzi1 in orrore ! | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
Facebook
24/06/2011
Massa: Il supermarket della contraffazione
E' bastata una passeggiata di pochi minuti in via Mazzini per rendersi conto dell'enorme quantità di merce contraffatta offerta dal crescente numero di venditori ambulanti presenti al mercato settimanale del venerdì a Marina di Massa.

La viabilità della strada, già di per sè piuttosto stretta e frequentata, era quasi compromessa dal gran numero di merce esposta su teli che coprivano per decine di metri i marciapiedi, rendendovi quindi impossibile il transito a chiunque.
Addirittura alcuni di questi "commercianti" abusivi intendevano obbligarci ad andare a fare il nostro volantinaggio autorizzato altrove, perché così facendo avremmo potuto limitare l'afflusso di clientela ai loro "esercizi".
La situazione è paradossale: i turisti che ogni anno da tutta Europa giungono a Marina e che il venerdì pensano di farsi una bella passeggiata tra i banchi del nostro mercato cittadino si trovano davanti solo distese di merce contraffatta e di commercio abusivo. Il tutto nella più totale indifferenza da parte delle autorità competenti, che, alla faccia di chi paga una licenza per esercitare la propria professione di commerciante, tutelano quest'indecenza che tramuta il "made in Italy" in illegalità e mercato nero.
A nome dei tanti turisti, residenti e commercianti di Marina che in questi giorni ci hanno manifestato il proprio crescente malessere nei confronti di questa situazione, chiediamo all'assessore Della Pina e alle autorità di pubblica sicurezza competenti - è una denuncia di Gioventù Italiana - una presa di posizione netta e chiara in merito a questo fenomeno, che oltre ai mercati sta sempre più coinvolgendo anche il lungomare e le spiagge, seguita da provvedimenti concreti volti a tutelare attività e prodotti dei nostri commercianti, oltre che il più elementare decoro pubblico di una città che crede di essere turistica.
quotidianoapuano
18:38 Scritto da minobezzi1 in orrore ! | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
Facebook
02/04/2011
Lucca: Bertolli e Carapelli, che fine!
Alberto Grimelli per teatronaturale
Meglio tardi che mai.
La nostra politica si sta forse accorgendo che l'agroalimentare è un settore strategico da tutelare al pari di quello dell'energia e delle telecomunicazioni.
Forse.
Già perchè non sono affatto sicuro che la recente vicenda Lactalis-Parmalat, con il colosso francese che ha tentato la scalata alla società italiana, nasconda un ripensamento strategico nel nostro Paese. Credo di più a un interesse specifico, quello della Lega Nord, per il settore lattiero-caseario italiano, come ben evidenziato nella vicenda quote latte, che ha prodotto un'accelerazione di un processo legislativo e un attivismo degli attori industriali e finanziari del nostro Paese che ha rari precedenti.
E' del 20 marzo scorso la notizia che il gruppo francese Lactalis ha raggiunto un accordo per comprare dai fondi Zenit Asset management AB (svedese), Skagen AS (norvegese) e Mackenzie financial corporation (canadese) le loro quote in Parmalat al prezzo di 2,80 euro per azione. L'acquisto riguarda 265.744.950 azioni, pari al 15,3% del capitale del gruppo di Collecchio, un assegno da circa 750 milioni. Con questa operazione Lactalis sale al 29% di Parmalat e l'azienda viene valutata 5 miliardi di euro. A distanza di poche ore il ministro Tremonti ha fatto sapere di stare studiando un provvedimento anti-scalata, sul modello francese, per proteggere le nostre industrie dagli assalti stranieri. Il provvedimento è finito sul tavolo del Consiglio dei Ministri già il 23 marzo e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 27 marzo ed ha permesso al cda Parmalat di rinviare l'assemblea degli azionisti inizialmente prevista per aprile a fine giugno. Nel frattempo, grazie a una certa moral suasion politica, è stata in fretta e furia messa in piedi una cordata italiana che dovrebbe veder coinvolti Intesa SanPaolo, Unicredit e Mediobanca, oltre all'”interesse e simpatia” mostrati da Ferrero. Il tutto mentre la Cassa depositi e prestiti valuta anch'essa di poter in qualche modo contribuire all'impresa. In dieci giorni le ambizioni di Lactalis sono praticamente evaporate.
E' assolutamente deprimente paragonare questa vicenda a quanto successo, pochi anni fa, per Bertolli e Carapelli. Non dobbiamo andare così indietro nel tempo. Bertolli fu ceduta, dopo essere stata sul mercato per circa sei mesi, a Sos Cuetara nell'estate 2008. Carapelli fu venduta, grazie alla cessione delle quote MPS (italianissima, anzi toscanissima banca), a dicembre 2005. Fermare entrambe le operazioni era assai semplice. Nel caso di Carapelli sarebbe stato sufficiente una telefonata di moral suasion politica per bloccare la cessione delle quote a Sos, per Bertolli una cordata italiana era pronta ma non si riuscirono a trovare 100 milioni di euro per concludere l'affare. Le banche, pronte a gettarsi anima e corpo in Parmalat, circumnavigarono al largo del settore olio d'oliva. Non parliamo inoltre del governo che nelle due circostanze in questione semplicemente si eclissò.
La verità, assai amara e difficile da digerire, è che a nessuna forza politica, di sinistra, destra o centro, sta realmente a cuore il comparto oliandolo mentre gli allevatori, fortuna loro, hanno trovato un partito che farebbe carte false pur di tutelarli.
Figli e figliastri.
L'olio d'oliva è ormai merce di scambio, come avvenuto per le quote latte in cui Zaia barattò il nulla osta alla sanatoria con la direzione del Coi, ma guai a chi tocca il lattiero-caseario.
11:29 Scritto da minobezzi1 in orrore ! | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: lu, be | OKNOtizie |
Facebook








