29/11/2009

Pistoia: Nuovi Cavalieri della Repubblica

Nella sala maggiore del palazzo comunale di Pistoia si è svolta l' annuale cerimonia di consegna delle onorificenze dell' ordine al merito della Repubblica Italiana.
I riconoscimenti sono istituiti per ricompensare benemerenze acquisite nel campo delle lettere, delle arti, dell' economia e nel disimpegno di cariche pubbliche e attività svolte a fini sociali, filantropici e umanitari, oltre che per lunghi e segnalati servizi nelle carriere civili e militari.
Nella cerimonia a palazzo di Giano sono stati ordinati 10 cavalieri, un commendatore (il Questore Maurizio Manzo) e sono state consegnate due medaglie d' onore a Bruno Biondi e Ilio Giuliani, che da militari vissero il dramma della deportazione nei lager nazisti.
I nuovi cavalieri sono:
Marica Bruni, avvocato del foro di Pistoia;
Giovanna Ceccarelli, pensionata, distintasi nell' assistenza della figlia;
il parroco don Agostino Costanzini;
il maresciallo capo dei carabinieri Sebastiano Cubeda;
Dora Donarelli, presidente della Sezione Soci Coop di Pistoia;
Chiara Gherardeschi , direttore sanitario dell' Asl3 di Pistoia;
la commercialista Cristina Pantera;
Cecilia Turco, avvocato del foro di Pistoia;
l' ispettore Capo della polizia Luigi Valente, vicepresidente dell' associazione Agrabah per l' autismo;
Anna Maria Venturi, imprenditrice titolare della ditta di biancheria per la casa “Annamaria Biancheria”.

tvl

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01/10/2009

Prato: Un legionario pratese in Afganistan

Davide Tinacci durante un pattugliamento in un villaggio afgano

Davide Tinacci durante un pattugliamento in un villaggio afgano

C’è anche un pratese doc tra le truppe della Nato impegnate in prima linea a dare la caccia ai talebani tra le montagne brulle e affascinanti dell’Afghanistan orientale, nella turbolenta provincia di Sorubi, dove le strade sono ancora infestate dalla mine lasciate dall’Armata Rossa e ogni angolo nasconde un’insidia. Si chiama Davide Tinacci ed è della zona delle Badie, dove ha ancora tutti gli amici e dove corre a rifugiarsi non appena ha una licenza. Ma Davide in Afghanistan  non sta indossando la divisa del nostro esercito, bensì quella di un corpo il cui solo nome rimanda a echi di avventura, coraggio e fascino d’altri tempi. Davide Tinacci è infatti inquadrato nella Legione Straniera, corpo d’elitè dell’esercito francese composto, come è sua tradizione, interamente da soldati provenienti da fuori la Francia.
Ma cosa ci fa un pratese nella Legione Straniera? E’ lo stesso Tinacci a spiegarlo, in un’intervista concessa in esclusiva a “Notizie di Prato” tra un turno di guardia e una rischiosa missione in cerca dei nascondigli delle armi dei talebani. “Dopo  aver ottenuto la qualifica al Leonardo Da Vinci di Firenze - racconta - ho fatto i più svariati lavori: sono stato agente di commercio nel settore dell’automazione industriale, poi ho lavorato nel settore dei trasporti. Ma avevo bisogno di qualcosa di più. Così ho scelto di arruolarmi nella Legione. Devo dire che la prima motivazione è stata la ricerca di emozioni forti, ma anche la consapevolezza di poter svolgere una professione unica, senza dimenticare la certezza di avere un lavoro stabile e uscire dalla precarietà”.

L'alba sulla base avanzata di Sorobi della Legione Straniera dove è in servizio Tinacci

L'alba sulla base avanzata di Sorobi della Legione Straniera dove è in servizio Tinacci

L’impatto con la Legione e le sue dure regole è stato però molto duro. “Beh - ammette Tinacci - se devo essere sincero non credevo di dover affrontare tutto quello che ho passato. Quando entri nella Legione varchi le porte dell’inferno. L’addestramento è durissimo e vengono usati sistemi che, onestamente, faccio fatica a condividere. Credo che in pochi sappiano davvero cosa succede all’interno della nostre caserme. Siamo il corpo d’elitè francese e ci viene chiesto di dimostrare il nostro valore a tutto il mondo”. Pentito della scelta? “No - risponde secco Tinacci -. Alla fine tutto diventa abitudine. Questo, poi, è il mio lavoro, vengo pagato per svolgerlo nel miglior modo possibile. Ci addestriamo tutto l’anno per poter compiere al meglio missioni come quella in cui siamo impegnati adesso. E poi la sofferenza che proviamo durante i durissimi addestramenti fa sì che tra noi legionari ci sentiamo come una grande famiglia. C’è un legame strettissimo tra tutti noi e alla fine finiamo per provare un sentimento sincero per una bandiera che non è la nostra”. Ma non c’è il rischio di passare per un mercenario? “Beh - risponde -, noi siamo inquadrati nell’esercito regolare francese. Se poi con mercenario si vuol dire che facciamo un lavoro e per quello ci pagano, allora siamo tutti mercenari: purtroppo per vivere dobbiamo tutti guadagnare, nessuno la mattina si alza e va a lavorare gratis. E poi, francamente, a me sembrano molto più mercenari quei signori che sul posto di lavoro sono abituati a leccare i piedi ai titolari o ai capi ufficio. Io, almeno, il mio lavoro lo faccio con dignità ed onore”.
Anche da lontano, sia la Francia sia l’Afghanistan, Prato resta però sempre un chiodo fisso per Tinacci. “E’ la mia città - dice - e la amo con tutto il cuore: ci sono nato, ci sono cresciuto e sicuramente ci tornerò a vivere. Tutti i miei ricordi sono legati a Prato. Purtroppo negli ultimi anni l’ho vista cambiata, troppo. Non tutto in peggio, è logico. Ma francamente rinuncerei volentieri ai miglioramenti che ci sono stati per poter ritornare alla Prato di 10-15 anni fa. A febbraio avrò finalmente una lunga licenza e non vedo l’ora di tornare per riabbracciare la mia famiglia e i miei amici. Ecco, la cosa che mi manca di più sono proprio le ore passate con gli amici, a giro nei nostri locali, nelle nostre strade. Da qui non è facile mantenere i contatti, per fortuna che c’è Facebook che facilità il compito…”.

notiziediprato

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29/05/2009

Carrara: Ingegnere e cabarettista

 

Di giorno fa l’ingegnere, e si chiama Maurizio Giuntoni; di notte, si trasforma in cabarettista e, per non farsi riconoscere dai suoi clienti, si fa chiamare Zio Tony… Entrambi (!) saranno ospiti domani sera de «La Pulce con la tosse», il salotto di Massimo Binelli in diretta sulla rete TletoscanaNord alle 21,30 e su Toscana Channel (canale 843 di Sky), e in streaming sul sito www.teletoscananord.it.
Quando si è accorto di avere una vena comica?

«E’ successo per caso, ovvero per colpa di un periodo triste della mia vita in cui tutto sembrava andare storto! Allora – dice sospirando Zio Tony – il Viagra non era ancora diffuso come adesso…». E su questa linea, c’è da immaginarlo, in un’ora si dipanerà la matassa di battute esilaranti a cui lo «Zio» ci ha abituati nei suoi spettacoli. E’ stata annunciata anche un’esibizione dal vivo di brani (con l’accompagnamento musicale di Luca Bertone) tratti da due libri di Zio Tony: «Il libro delle merde» e «Non fotografarmi la patata, mordila».

Come di consueto, i telespettatori potranno intervenire in diretta telefonando allo 0585/38.21.60 oppure scrivendo a pulce@teletoscananord.it Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. . La puntata verrà replicata sabato alle 14 e domenica alle 18,30.

ttn

 

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04/05/2009

Gabbro (LI): Nada, la sua vita in film

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23/04/2009

Pisa: E' morto a Genova Paride Batini, storico console dei caalli

 

È morto nella notte, nella sua casa di Genova, Paride Batini, storico console della Culmv, la compagnia unica dei lavoratori portuali. Era nato in provincia di Pisa il 26 ottobre del 1934.

ilsecoloxix

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21/04/2009

Pistoia: C'è anche il Loppa nel telefilm sul Mostro di Firenze

Dopo Torino sono approdate a Firenze le riprese per la mini serie televisiva (che sarà trasmessa in autunno su Fox Crime, canale di Sky) sulle vicende di Pietro Pacciani e i cosiddetti “compagni di merende”.

Uno dei quali – l' ex postino Mario Vanni, recentemente scomparso – è interpretato da Massimo Bianchi, il Loppa della fortunata “Ronda” di Tvl.
Nel capoluogo regionale il set è top secret, con uno dei ciak in un' aula della Corte d' Appello, dove il Lotti venne condannato assieme a Giancarlo Lotti.

tvl

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11/04/2009

Prato: Magdi Cristiano Allam

Magdi Cristiano Allam, candidato per il Partito Protagonisti per l’Europa Cristiana nelle liste Udc del Nord-ovest alle elezioni per il rinnovo del Parlamento Europeo, sarà intervistato giovedì 16 aprile, ore 17.30, all'Art Hotel (Viale della Repubblica -Prato), dal giovane ma già affermato giornalista Rai Edoardo Chiozzi.

Magdi Cristiano Allam, già vicedirettore ad personam del Corriere della Sera, editorialista ed inviato speciale si è occupato di immigrazione ed integrazione. Da tempo è impegnato nel dibattito politico per il rilancio dell’Europa e del suo modello di sviluppo, proponendo il primato dell’etica e della civiltà cristiana radici dell’Europa.

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19/03/2009

Siena: Il beato Sansedoni, discepolo di San Tommaso d'Aquaino

 

 

Nella ricorrenza della morte del Beato Ambrogio Sansedoni, teologo senese e discepolo di San Tommaso D’Aquino, domani, la Fondazione Monte dei Paschi di Siena farà celebrare le tradizionali messe nella Cappella che si trova all’interno della sua sede a Siena, in Banchi di Sotto 34.
Alle ore 9 la messa verrà celebrata dall’Arcivescovo di Siena, Antonio Buoncristiani alla presenza delle autorità cittadine. Le altre funzioni saranno officiate alle 10 ed alle 11 rispettivamente dai Padri Domenicani e dal parroco della parrocchia del Beato Ambrogio Sansedoni. Nell’occasione verranno predisposte, come sempre, elargizioni a favore delle persone bisognose della città e verrà distribuito il pane benedetto.
Il Beato Ambrogio Sansedoni Ambrogio Sansedoni (Siena, 16 aprile 1220 – 20 marzo 1286), il personaggio più noto della nobile famiglia che fu proprietaria del palazzo attualmente sede della Fondazione Mps, entrò nell’Ordine Domenicano a diciassette anni ed ebbe a Colonia, come maestro, San Alberto Magno e come compagni di studi San Tommaso d’Aquino e Pietro di Tarantasia, il futuro papa Innocenzo V.
Chiamato a Parigi ad insegnare, Ambrogio si fece conoscere pure soprattutto per l’efficacia della predicazione sia nelle chiese che nelle piazze. Alcuni pittori lo hanno raffigurato con lo Spirito Santo in forma di colomba bianca, che gli parla all’orecchio. Ebbe doti eccezionali di persuasore, e si deve anche a lui se non scoppiò uno scisma in Germania, nel 1245, per il dissidio tra il concilio di Lione e l’imperatore Federico II. Alla morte di quest’ultimo, suo figlio Manfredi tentò di recuperare i territori imperiali nel Sud d’Italia. Siena si schierò con lui e per questo motivo papa Clemente le inflisse l’interdetto (divieto di celebrare i riti sacri). Ambrogio Sansedoni corse allora dal Papa, che si trovava ad Orvieto, per difendere i concittadini. Lo fece con tale vigore da convincere il pontefice. La sua abilità oratoria fu apprezzata a Parigi, in Germania e nelle tante città italiane che lo videro protagonista nel cercare di ammorbidire conflitti, costruire tregue, fermare le armi.
Fu un riconciliatore instancabile e persuasivo, con le sue parole lucide e appassionate insieme. Nonostante le sue doti non riuscì però a salvare Corradino di Svevia, ultimo principe tedesco in lotta per il Sud d’Italia, dopo la sconfitta e la morte di Manfredi. Battuto a Tagliacozzo (1268), Corradino venne consegnato a Carlo d’Angiò, che lo condannò a morte, malgrado l’intervento di Ambrogio (in quel tempo a Napoli) che fece intervenire anche il Papa. Dopo tanti viaggi, Ambrogio tornò a Siena, ricominciando a predicare.
E nella sua città morì, colto da un malore proprio durante una delle sue celebri orazioni. Siena lo ha in seguito ricordato collocando un suo busto sulla facciata del Duomo e, fino a metà ’500, facendo correre un Palio a lui dedicato. Nel 1597 papa Clemente VIII lo incluse nel Martirologio romano.
Il Beato Ambrogio è stato anche il soggetto del drappellone del 2 luglio 1986, dipinto da Carlo Cerasoli, disegnatore e pittore umoristico, e vinto dal Drago. L’occasione della dedica fu il settimo centenario della morte. L’iconografia è ripresa dall’affresco di Sano di Pietro che si trova nella Sala delle Lupe del Palazzo Pubblico.

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18/03/2009

Viareggio (LU): Premio Cronista 2009

E’ in programma il prossimo 23 marzo a Roma la riunione della giuria del Premio cronista 2009 – Piero Passetti che decreterà i nomi dei vincitori dell’edizione di quest’anno.  

La consegna dei riconoscimenti, assegnati dall’Unci (Unione nazionale cronisti italiani) con  il patrocinio dell’Ordine nazionale dei giornalisti e della Federazione nazionale della stampa italiana, l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica ed il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, si terrà a Viareggio nei giorni 3, 4 e 5 aprile.  

Il premio, che ha lo scopo di valorizzare l’impegno professionale, sociale ed umano dei cronisti nel lavoro quotidiano a contatto con i cittadini, rappresenta anche un’occasione di confronto su temi di attualità che riguardano i giornalisti, e più in generale tutti i cittadini per i quali la libertà di informazione, la dignità della professione giornalistica, il rispetto del diritto di cronaca rappresentano tutele nei confronti dei propri diritti. Argomenti sui quali anche quest’anno, nell’ambito di un convegno internazionale in programma a Viareggio il 4 aprile, si confronteranno professionisti della carta stampata, docenti universitari e rappresentanti delle istituzioni.

Lo stesso giorno si svolgerà la cerimonia di consegna del Premio Cronista 2009 e naturalmente quelle dell’International Aword “Reporter of the Year 2009” e del Premio Viareggio, assegnati nelle precedenti edizioni a uomini, donne e associazioni che si sono battuti per la difesa del diritto di ciascun cittadino ad essere liberamente informato, tra i quali Judith Miller (NY Times), Anna Politoskaija (ad memoriam-consegnato ad Andrei Lypsky, caporedattore di Novaya Gazeta), Reporters sans frontiers, Yaqub Ibrahimi, Sigfrido Ranucci (Rainews 24),  Milena Gabanelli (Report), Lirio Abbate (Ansa) e Vera Schiavazzi.

Il programma delle tre giornate del Premio Cronista 2009 – Piero Passetti verrà illustrato in una conferenza stampa il prossimo 25 marzo alle ore 12 presso il Grand Hotel Royal di Viareggio.

 

 

 
 

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17/03/2009

Viareggio (LU): Intervista a Fabrizio Diolaiuti

fabrizio-diolaiuti

Poliedrico, coraggioso, professionale è questo, in sintesi, il biglietto da visita di Fabrizio Diolaiuti, volto noto a livello regionale che “occupa” lo spazio del Personaggiok di questa settimana e a cui, per aiutarmi a presentarvelo nel modo migliore, chiedo subito una cosa; come ti definisci?

Difficile dirlo, difficile anche per me. Considerando, però, che il settore che prediligo è quello della “informazione – intrattenimento” potrei presentarmi come “giornalista intrattenitore”, un curioso totale, in perenne movimento, che deve sempre esplorare le esperienze più diverse.

Come facesti un giorno quando decidesti di toglierti l’abito del professore per indossare quello dell’uomo di spettacolo. Una scelta senza dubbio coraggiosa…

Mi sono laureato giovane e subito mi sono confrontato con gli studenti. Un compito di grande responsabilità, ma anche troppo imprigionato nei confini della ripetitività. Ecco perchè, era il 1991, decisi di dare vita alla Ottovolante International. Al mio fianco Dimitri Brandi che, qualche anno dopo, prese una propria strada autonoma, lasciandomi la società con la quale anche oggi autoproduco tutte le mie attività.

E veniamo a Sting ed al programma in diretta su RTV38 che hai organizzato e condotto qualche giorno fa.

Un sogno che si avverato, ma anche il risultato di un grande lavoro preparativo. Tutto ebbe inizio quando feci un servizio su “Il Palagio”, la bellissima tenuta agricola che Sting gestisce a Figline Valdarno. Parlando con il fattore compresi quanto l’ex leader dei Police tenesse a questa attività e che l’ipotesi di una intervista sul tema non era poi così remota. Ed infatti Sting ha partecipato, al fianco del Presidente della Regione Toscana Martini e ad altri importanti personaggi ad un programma di cui hanno parlato i media di mezzo mondo, incuriositi proprio dallo “Sting contadino”.

Agricoltura, alimentazione, salute, cucina argomenti che, in questi anni, ha trattato e “divulgato” con ottimi risultati.

Sono passioni che ho da sempre e che condivido con mia moglie Carlotta, trattandole in pratica su due livelli; quello più semplice ed immediato in televisione e gli approfondimenti con incontri e dibattiti pubblici, come quelli che tanto successo hanno riscosso alla Versiliana.

E, se non sbaglio, alle porte c’è un nuovo “filone”…

Si, quello del Cervello. Il prossimo 31 marzo la Sperling & Kupfer inizierà a distribuire il libro “Intervista al Cervello” che ho scritto a quattro mani con il professor Ubaldo Bonuccelli. Un volume “serio” che spiega, in modo semplice e comprensibile, come funziona questo nostro importante organo e quali sono i suoi rapporti con, ad esempio, il cibo, il sesso, il sonno, le dipendenze. Un progetto a cui tengo molto e che mi è costato oltre un anno e mezzo di lavoro.

A proposito di cervello, tra i tantissimi personaggi che hai incontrato nella tua carriera chi ha dimostrato di saperlo utilizzare al meglio?

Tra i tanti nomi che potrei fare penso a Gian Luigi Gessa, docente di Neuropsicofarmacologia all’Università di Cagliari, Premio Atorn 2008 e, tanto per rimanere in tema, a Gianfranco Antognoli e allo stesso Ubaldo Bonuccelli.

Con Adriano Barghetti porti in scena lo spettacolo “Quasi Liberi”. Cosa dovremmo fare per esserlo del tutto?

Diventare meno pigri, fisicamente ed intellettualmente. Uscire dalle case, dagli schemi e dalla schiavitù di questa non-informazione che ci circonda.

E Viareggio?

E’ stupenda per viverci, molto meno per fare un lavoro come il mio. Il suo problema è la mentalità e l’incapacità di affrontare, davvero, i grandi temi. Bisognerebbe puntare di più sulla qualità e fare della cultura il motore del nostro futuro.

E come potremmo farlo?

Seguendo l’esempio del nuovo Ospedale. Iniziando, cioè, a intendere la Versilia come una grande ed unica realtà capace di alimentare le positive peculiarità e le caratteristiche dei singoli comuni a vantaggio di un progetto generale in grado di essere all’altezza della nostra storia turistica e culturale.

Stefano Pasquinucci per ViareggiOK

Fabrizio Diolaiuti nasce a Camaiore il 13 gennaio 1959. Il 2 dicembre del 1985 si laurea in Economia e Commercio presso l’Università degli Studi di Pisa con il punteggio di 105 su 110. Nello  stesso anno diventa Giornalista Pubblicista, collaborando al quotidiano “Il Tirreno” e a numerosi periodici economici e di costume fra cui al il settimanale “Il Libeccio” di cui è stato fondatore e redattore. Nel 1991 , dopo aver scritto diversi “bignami” di ragioneria e tecnica, ed aver insegnato negli istutiti tecnici di Lucca e Viareggio, abbandona l’insegnamento e ripone la Laurea  in un cassetto. Nello stesso anno è il giornalista dell’Ufficio Stampa, gestito dalla Goigest, al Festival di San Remo.

Sempre nel 1991 dà vita, al fianco di Dimitri Brandi, alla Ottovolante International sas e inventa LidoFestival, diventandone direttore artistico e conduttore. La manifestazione che abbraccia tutta l’estate di Lido di Camaiore andrà avanti fino al 2001. E’ una grande ribalta a cui hanno partecipato migliaia di artisti tra cui Giorgio Gaber, Renato Zero, Giorgio Panariello, Andrea Bocelli. Dal 1999 al 2003 è lo speaker ufficiale del Carnevale di Viareggio.

Dal 1991 al 1995 è stato direttore di “Tele NuoviOrizzonti”. Molte le esperienze televisive. Prima su Odeon Tv e poi su RTV38 ha grande successo con “Casalinghi e contenti” e con la striscia quotidiana “Cucinando s’impara”. Altre trasmissioni televisive da lui ideate e condotte sono “La Bottega dell’Ozio”  “Tutto il Mondo è Paese?” “Grandi Toscani”,  “La Febbre del Gioco” e  “Versilia Ruggente. Attualmente è presenteb in Rai con Linea Verde. In radio, tra le altre esperienze, può annoverare quella con Radio DJ e “Movida tutto il sabato notte minuto per minuto” su  RDF 102.7.  Dal 2003 al 2008 è uno dei conduttori degli incontri della Versiliana.
Assieme a Maria Teresa Tironi ha scritto il libro “Casalingo e Contento” (Sperling & Kupfer) con  prima edizione esaurita in un solo mese. Ideatore della notte di “San Salmastro” che conduce dalla Piazza Mazzini nel 2006 e nel 2007. Cura la comunicazione dell’A.To.R.N., Associazione Toscana Ricerca Neurologica ed è presidente  dell’ Associazione Culturale Felix, un sodalizio formato da un gruppo di giornalisti che si occupa di comunicazione in campo sociale e di eventi e manifestazioni
culturali che non trovano spazio sui media perchè non hanno valenza commerciale. Maggiori informazioni su: www.diolaiuti

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25/02/2009

Arezzo: Il ministro Brunetta spiega la sua riforma

Sarà ad Arezzo, sabato 28 febbraio alle ore 17 all’Hotel Minerva, il Ministro Renato Brunetta. U

Un incontro aperto a tutti coloro che sono interessati a conoscere le profonde e significative azioni di riforma della Pubblica Amministrazione che il Ministro Brunetta sta portando avanti. Con l’arrivo di Renato Brunetta ad Arezzo si conferma la vitalità e la forza del centrodestra cittadino che in pochi mesi ha portato in città due ministri di punta come il Ministro Sacconi, venuto in novembre, ed ora il Ministro Brunetta, mentre sembra in calendario a breve anche il ritorno in città del Ministro Mara Carfagna.

Con queste presenze il centrodestra dimostra ancora una volta di avere una forte e credibile classe dirigente capace di fare di Arezzo una tappa fondamentale nel panorama politico nazionale.

 

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