12/05/2011

Arezzo: Cresce l'export dell'oro

Nonostante parte del valore dell'aumento dell'export della gioielleria in oro Aretina sia da attribuirsi anche al prezzo dell'oro che da tempo sta crescendo a ritmi di record, è da notare come le aziende della zona stiano reggendo il mercato guadagnando un attivo che comunque resta un segno di ripresa importante soprattutto in un momento dove la concorrenza globale si manifesta nel pieno della sua forza a causa del prezzo record della materia prima.

 Le aziende orafe della zona Aretina da molto tempo si sono distinte nella ricerca e nelle produzioni in oro fortemente legato alla identificazione della produzione made in Italy, puntando su una produzione di eccellenza con il fine di conquistare una nicchia nel settore dell'alta gioielleria mondiale.

Fonte: http://www.leorepreziose.com

arezzoweb

09:05 Scritto da minobezzi1 in buone notizie | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: ar, cr | OKNOtizie |  Facebook

Arezzo: 1861

Come era Arezzo negli anni dell’Unità d’Italia? Come si presentava Arezzo centocinquanta anni fa agli occhi del fotografo di allora?

L’Arezzo del 1861 viene presentata dal Foto Club La Chimera con oltre cento foto, quasi tutte inedite, in un suggestivo percorso che parte dalla stazione ferroviaria e che si snoda per le vie del centro, in quelle stesse strade ove mensilmente si svolge la Fiera Antiquaria.

Arezzo entra in Italia (1861 – 1900), questo il titolo della mostra fotografica che si inaugura domani. Aggiungi un nuovo appuntamento per domani 12 maggio alle ore 16  e ospitata fino al 5 giugno presso la Galleria dell’Archivio di Stato (corso Italia, 6), un susseguirsi di foto – debitamente articolate – in cui la macchina fotografica ‘racconta’ quaranta anni della nostra storia cittadina assieme alle trasformazioni che hanno accompagnato quei quattro decenni di fine Ottocento.

L’iniziativa fa parte del ricco carnet, organizzato e proposto dall’associazione Fiera Antiquaria, per celebrare i 150 anni dell’Unità d’Italia.  arezzoweb 

08:59 Scritto da minobezzi1 in A volte ritornano | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: ar, 1861 | OKNOtizie |  Facebook

11/05/2011

Gambassi Terme (FI): X Atelier d'artista

Toscana In Vi invita a trascorrere una speciale vacanza nelle fattorie di Gambassi Terme e Montaione dove potrete incontrare gli artisti all’opera nei loro ateliers. Percorrendo i vigneti e gli oliveti che hanno modellato il territorio, potrete fermarVi nelle Cantine ad assaggiare i nostri vini. Atelier d’artista è un’occasione per conoscere i sapori, la natura e la storia del territorio toscano entro la cornice dell’arte contemporanea.

 

Una settimana di eventi d’arte, laboratori,musica e degustazioni vini.

 

Toscana In ci scrive quanto segue:

 

è un’associazione di strutture ricettive che affitta direttamente senza intermediari. Ci troviamo a Gambassi Terme e Montaione nel cuore della campagna toscana vicino a San Gimignano, Firenze, Siena, Pisa.

                

Vi offriamo:

 

Ospitalità di alto livello, quiete e tranquillità nella pace del paesaggio toscano. Trattamenti benessere presso le Terme

 

Degustazioni dei nostri vini e prodotti tipici, gastronomia tradizionale.

 

Escursioni nella natura, a piedi, a cavallo, in bicicletta.

 

Per i nostri ospiti organizziamo eventi speciali:

 

Musica e Vino - Serate di degustazione di buona musica e buon vino.

Atelier d’Artista - Rassegna internazionale d’arte.

 

Toscana In grazie all’evento Atelier d’artista è stata proclamata vincitrice italiana del concorso internazionale “Best of wine tourism 2007”. Atelier d’artista è stata premiato nella sezione arte e cultura, in quanto particolare iniziativa capace di unire offerta turistica, cultura e tradizione locale all’interno di una cornice di arte internazionale.

 

 

Toscana In Vi invita alla X° edizione di Atelier d’Artista, evento di pittura, scultura, land art, laboratori ma anche musica e degustazioni di vini per vivere un con-tatto esclusivo con la Toscana. Sarete ospiti nelle nostre fattorie che per questa settimana diventeranno degli ideali Atelier d’Arte, dove artisti internazionali creeranno le loro opere. Gli artisti terranno laboratori di tecniche artistiche aperti a chiunque voglia scoprire e sviluppare la propria vena creativa.

 

 

ARTISTI PARTECIPANTI alla X° edizione di Atelier d’Artista

 

 

GERMANIA

Matthias Bauer

Daniel Göritz

Matthias Schubert

Iris Sputh

Cornelia Krug-Stührenberg

Maria Lucchese

 

Susanne Zapf

 

GRAN BRETAGNA

Alex Boyd

ITALIA

Salvatore Anversa

Vincenzo Balena

Alda Brembilla

Anna Redaelli

Angela Rosa

Anna Santinello

Olga Vanoncini

OLANDA

Bernard de Wolff

 

RUSSIA

Oleg Zhuravlyov

 

 

 

 

 

PROGRAMMA X° edizione di Atelier d’Artista

VERNISSAGE

Domenica 15 ore 18 a Villa Il Castagno - Gambassi Terme

Atelier d’Artista si aprirà con la mostra collettiva delle opere e performance degli artisti invitati.  Il gruppo di artisti tedeschi ―Berlino Avanguardia ” presenta Antipodi Performance di Musica e danza

Buffet di prodotti tipici e degustazione dell’eccellenza vinicola organizzata da La Scuola del Gusto - Ingresso libero -

MUSICA IN CANTINA

Mercoledì 18 alle ore 20,00 presso la Cantina del Podere

“La Casetta” (Montaione)

Serata piacevole in compagnia dei sapori del vino e della musi-ca in un’unica degustazione - Buffet e degustazione 15 €

Special Guest Berlino Avanguardia - Performing Art

LABORATORI di Tecnica pittorica - scultura - plastica

Giovedì – Venerdì

In queste giornate sarà possibile iscriversi ai laboratori tenuti dagli artisti e cimentarsi in queste discipline.

Gli artisti Vi guideranno alla scoperta delle Vostre potenzialità creative.

ENOTECA

Venerdì 20 ore 20,00 - La SCUOLA DEL GUSTO - Loc. Il Castagno- Degustazione guidata con sommelier alla scoperta dei Vini e dei prodotti del territorio- Su prenotazione

SERATA FINALE

Sabato 21 ore 18.00 Villa Il Castagno Gambassi Terme

Atelier d’Artista si chiuderà con l’esposizione delle opere create dagli Artisti durante la settimana. Berlino Avanguardia

presenta: Coreosofia - Jam Session e Livepainting.

Serata conviviale con gli artisti. Cena su prenotazione

 

 

PERCORSI D’ARTE

Le aziende saranno aperte al pubblico per vedere gli artisti all’opera nei seguenti orari.

Venerdì 15,00-19,00 - Sabato e Domenica 10,30 –12,30

Informazioni e prenotazioni:

Toscana In

Tel: 0571-678046 Fax 0571-678069

Mail info@toscana-in.com

www.toscana-in.com

 

 

 

 

 

 

 

Fattorie dove potrete incontrare gli artisti

1 -Az. Agr. San Martino

Via Camporbiano 58– Gambassi

Tel 338-7045034

2 - Az. Agr. Pietralta

Via Camporbiano 45 - Gambassi

Tel 0571-678046

3 - Az. Agr. Il Castagno

Loc. Il Castagno - Gambassi

Tel 0571-678079

4 - Fattoria La Sciolta

Loc. La Sciolta — Gambassi

Tel 335-5479771

5 - Podere La Casetta

Loc. Poggio all’Aglione

Montaione Tel 335-5302597

7 - Az. Agr. Santa Cristina

Via Volterrana 56 -Gambassi

Tel 0571-638913

8 - Az. Agr. Le Docce Via Bacci 59 -C astelfiorentino

Tel 0571 672441

9 - Az. Grotta dell’Eremita

Loc. Tripoli 3 - Gambassi

Tel 0571 - 639246

10 - Az . Renai e Monte

Via Varna 38/A - Gambassi

Tel 0571-638486

 

 

 

18:39 Scritto da minobezzi1 in arte contemporanea | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: ga, ar | OKNOtizie |  Facebook

10/05/2011

Quarrata (PT): Daniel Buren

10:49 Scritto da minobezzi1 in arte contemporanea | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: qu, ar | OKNOtizie |  Facebook

Arezzo: I 150 anni d'Italia visti dalla Fiera Antiquaria

L'Unità d’Italia raccontata dalla città di Arezzo e dagli aretini attraverso le immagini, gli oggetti, la stampa, i protagonisti dell’epoca

L’associazione Fiera Antiquaria rende omaggio ai 150 anni dell’Unità d’Italia e lo fa con un ricco calendario di iniziative che provano a raccontare i nostri 150 anni, quelli vissuti dalla città di Arezzo e dalle persone che hanno attraversato questi anni.
Quindi, non solo la storia con la S maiuscola, quella dei ‘grandi’ protagonisti, ma anche quella più semplice, ordinaria - ma non per questo meno significativa - della gente comune che ha vissuto in quegli anni, che ha visto con i propri occhi i personaggi che hanno cambiato i destini d’Italia.
I nostri 150 anni, allora, per raccontare cosa è accaduto, per ricordare come si viveva allora, come si comunicava, perfino cosa si mangiava…: insomma, i nostri 150 anni per non perdere la memoria della nostra identità, della nostra storia.
Assolutamente in linea coerente con quanto l’associazione Fiera Antiquaria propone ai suoi visitatori: preservare la memoria del passato attraverso la storia degli oggetti, delle opere che gli espositori, puntualmente, offrono al mercato ogni mese.    

Questo il calendario delle iniziative.
Dal 2 aprile fino al prossimo 31 dicembre, il Museo dei Mezzi di Comunicazione ospita due interessanti mostre dedicate a I mezzi di comunicazione al tempo dell’Unità d’Italia e La fotografia al tempo dell’Unità d’Italia, in collaborazione con il Foto Club La Chimera: due percorsi interessanti per conoscere aspetti, in parte inediti, della comunicazione negli anni Sessanta del XIX secolo.


La Fiera Antiquaria, già nell’edizione appena trascorsa (30 aprile – 1 maggio) ha chiesto agli espositori di proporre un loro personale omaggio all’Unità d’Italia presentando oggetti d’epoca, cimeli, bandiere, dipinti… tutto ciò che potesse ricordare quell’epoca. La risposta è stata, al solito, di grande partecipazione da parte degli espositori che hanno addirittura portato – solo per mostra - oggetti personali legati a ricordi familiari.

Un’altra proposta della passata edizione della  Fiera, curata dal Dopolavoro Ferroviario di Arezzo, ha avuto per oggetto un viaggio da Arezzo a Stia (e viceversa) con il Treno dei Sapori per ‘assaporare’ storia, gastronomia e natura e, per l’occasione, realizzato con un autentico treno a vapore. Titolo dell’iniziativa, non a caso, Un treno a vapore lungo 150 anni.

Come era Arezzo negli anni dell’Unità d’Italia? Come si presentava Arezzo centocinquanta anni fa agli occhi del fotografo di allora?
L’Arezzo del 1861 viene presentata dal Foto Club La Chimera con oltre cento foto, quasi tutte inedite, in un suggestivo percorso che parte dalla stazione e si snoda per le vie del centro, in quelle stesse strade ove mensilmente si svolge la Fiera Antiquaria.
Arezzo entra in Italia (1861 – 1900), questo il titolo della mostra fotografica ospitata dal 12 maggio al 5 giugno presso la Galleria dell’Archivio di Stato (corso Italia, 6), un susseguirsi di foto – debitamente articolate – in cui la macchina fotografica ‘racconta’ quaranta anni della nostra storia cittadina assieme alle trasformazioni che hanno accompagnato quei quattro decenni di fine Ottocento.    

Il 15 maggio, alle ore 18, l’associazione Archeosofica presenta Suggestioni Dantesche, una lettura teatrale liberamente ispirata all’Inferno della Divina Commedia a cura di Miriam Parricchi, con la regia di Alessandro Boncompagni.
Un omaggio doveroso al ‘padre’ della lingua italiana, il primo ad aver utilizzato in un poema la lingua italiana, che  verrà proposto nella ex chiesa della Madonna del Prato (via Oberdan).

Al termine dello spettacolo (ancora nella suggestiva cornice della ex chiesa), l’Osteria Brancaleone ‘metterà in scena’ una cena risorgimentale in cui gli avvenimenti e gli episodi del Risorgimento si intrecciano alle passioni culinarie di grandi personaggi come Mazzini, Cavour, Garibaldi, senza dimenticare papa Pio IX e l’ultimo re dei Borbone, Francesco II. Per ricordare che l’Unità nazionale, che ha riunito il Paese, ha dato anche avvio ad una cucina nazionale.

Dal 1 giugno al 2 ottobre si aprono le porte della Casa Museo Ivan Bruschi (corso Italia, 14) per ospitare un’esposizione dedicata ai ‘personaggi, ai cimeli e alla circolazione monetaria per raccontare curiosità e vita quotidiana dell’Unità italiana’, ovvero Quelli che fecero l’Italia.
La mostra, in collaborazione con la Fondazione Ivan Bruschi, prova a raccontare l’epoca dell’Unità d’Italia suggerendo atmosfere, ambientazioni legate a quegli anni attraverso gi oggetti appartenuti ai grandi Protagonisti ma anche ricordando come le persone ordinarie dell’epoca vollero sottolineare la loro gratitudine per l’Unità d’Italia.
E i prestatori per questa mostra sono di assoluta eccellenza: S.A.R. Amedeo di Savoia, duca d’Aosta che, per l’occasione, propone cimeli di famiglia, come la sciabola da battaglia appartenuta a Vittorio Emanuele II, e gelosamente custodita nel caveau di un istituto di credito piemontese; Paolo Mercati, collezionista di cimeli garibaldini – uno dei più importanti d’Italia e forse d’Europa – che presta un numero variegato ed eterogeneo di cimeli appartenuti allo stesso Garibaldi ed oggetti di vario uso realizzato all’epoca per sottolineare le gesta dell’Eroe dei Due Mondi.
Anche l’Arma dei Carabinieri – già primo corpo dell’esercito elevato al rango di Arma proprio nel 1861 - grazie al Comando provinciale di Arezzo, partecipa all’esposizione con prestiti significativi provenienti dal Museo Storico dell’Arma, così come altri prestatori privati.

Con il patrocinio dell’Ordine dei Giornalisti della Toscana e dell’Associazione Stampa Toscana, il museo della Comunicazione (via Ricasoli, 22) ospita un originale omaggio al 17 marzo 1861, giorno della proclamazione dell’Unità d’Italia, ovvero Il 17 marzo in prima pagina. Come i giornali dell’epoca raccontarono l’Unità d’Italia.

Dal 1 giugno al 2 ottobre in mostra una rassegna stampa decisamente particolare!

Anche nell’edizione di giugno della Fiera Antiquaria (sabato 4 e domenica 5) – edizione in cui la Fiera festeggia 43 anni della sua storia! – prosegue l’omaggio degli espositori alle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia. Accomunati dalle bandiere tricolori, i banchi – ognuno nel proprio genere – propongono cimeli, libri, stampe, oggetti d’uso comune, bandiere… in una personale esposizione per sottolineare questa data così significativa per la nostra storia comune.   

La Croce Rossa, nata nel 1864, grazie alla sensibilità di Jean Henry Dunant che il 24 giugno 1859 incrociò l’orrore dei morti accatastati e le sofferenze dei feriti gementi sul campo di battaglia di Solferino, nella Seconda Guerra d’Indipendenza, è presente in questo omaggio all’Unità d’Italia con il Comitato Provinciale di Arezzo e, in occasione dell’edizione della Fiera Antiquaria di giugno, presenta alcuni mezzi di soccorso risalenti alla fine dell’Ottocento (via Guido Monaco).       

Conclude il ricco calendario di iniziative La nostra storia in musica, un concerto proposto dal coro ed orchestra della scuola media di primo grado Andrea Cesalpino di Arezzo – sezioni musicali.
I giovani studenti, coordinati e diretti dal M° Volfango Dami, sabato 4 giugno alle ore 19 proporranno le musiche e le arie più celebri legate alla nostra storia: un excursus musicale che parte dall’Inno di Garibaldi, passando da Va pensiero di Giuseppe Verdi ed arriva a Bella ciao.

“Siamo molto orgogliosi di offrire alla città di Arezzo questo ricco programma – sottolinea il presidente dell’associazione Fiera Antiquaria, Paolo Nicchi – e lo siamo ancor più considerando che  queste iniziative sono il frutto di un’azione corale’ che ha coinvolto varie realtà cittadine. Un ringraziamento non scontato, assolutamente sentito, a tutti coloro – privati, associazioni, istituzioni, primo fra tutti il Comune di Arezzo, e in particolare l’assessore alle attività produttive Alessandro Giustini – che, a vario titolo, hanno partecipato alla composizione di questo programma che, siamo certi, rimarrà a lungo nella memoria degli aretini e di tutti coloro che nei prossimi mesi verranno nella nostra città”.  
arezzoweb

09:51 Scritto da minobezzi1 in arte antica e moderna | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: ar, 150 | OKNOtizie |  Facebook

Arezzo: Kilowatt

Kilowatt arriva ad Arezzo, mercoledi 11 maggio dalle 20,30 al Teatro Pietro Aretino, una serata di teatro ad ingresso gratuito che vedrà in scena due spettacoli : “Virus” della Compagnia CapoTrave e “Lampedusa è uno spiffero” degli EmmeA’ Teatro, due giovani compagnie che con linguaggi diversi riflettono su temi e urgenze del nostro presente.
Virus è ambientato in un luogo sotterraneo e futuribile, con un’atmosfera da fine del mondo e un’estetica di primi piani fumettistici “à-la-Frank Miller”, per raccontare, con una serie di suggestioni visive, di due uomini che combattono contro il diffondersi di un morbo in una scena totalmente buia, illuminata soltanto da speciali torce elettriche in grado di cogliere precisi particolari del corpo dei performer, creando un effetto di dettaglio cinematografico.
Lampedusa è uno spiffero, l’Immigrazione - l’Occidente - la Caponatina è un monologo tragicomico che conduce a riflettere su un argomento di profonda attualità: dall’isola più a sud di tutta l’Europa molto più vicina all’Africa che al resto d’Europa si può godere di una visuale tutta privilegiata sui movimenti di popolazioni del Sud del mondo, in direzione dell’Occidente.
arezzoweb

 

09:42 Scritto da minobezzi1 in teatro | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: ar, ki | OKNOtizie |  Facebook

Lucca: Capitale dell'arteterapia

Altra grande occasione per l’arteterapia e per il laboratorio di pittura e scultura “Occasioni” del Centro di Salute Mentale di Lucca, che ha ricevuto in questi giorni la visita di una delegazione di insegnanti e studenti universitari di arteterapia olandesi.

I componenti di questa qualificata comitiva stanno producendo, insieme a pazienti, operatori e volontari, dei manufatti scolpiti in pietra dolce che hanno come soggetto particolari suggestioni estetiche maturate nel gruppo dei partecipanti e che verranno poi esposti nel mese di settembre all’ 11° Convegno Mondiale di Arteterapia.

“The Intelligence of Feelings - Il Pensiero del Cuore” è un appuntamento di straordinaria rilevanza, che due anni fa si era tenuto a Londra e che dal 21 al 24 settembre si svolgeràproprio a Lucca, nella sede del Real Collegio.

Importante per la realizzazione dell’iniziativa il contributo della Provincia di Lucca, che da anni sostiene i percorsi di reinserimento lavorativo e di inclusione sociale (anche attraverso l’arteterapia) dei soggetti in carico ai servizi di Salute Mentale dell’Azienda USL 2. Fondamentale anche il sostegno dei Comuni di Lucca e Capannori e di molte associazioni locali, per questo evento biennale che determina una notevole attesa a livello internazionale e che vede sempre un’ampia partecipazione da tutto il mondo (si prevede a settembre l’arrivo di oltre 300 persone).

Per quattro giorni Lucca diverrà quindi la capitale mondiale dell’arteterapia, coniugando la vocazione solidale e socio-riabilitativa con la secolare tradizione artistica della città, a conferma quindi del trend di interesse turistico e culturale in ascesa per Lucca e la sua provincia.

Molte le iniziative collaterali che verranno organizzate nell’ambito di questa impegnativa manifestazione scientifica e culturale, fortemente voluta dall’Associazione Archimede e dal centro di Salute Mentale di Lucca, che hanno accettato questa autentica sfida nonostante la difficile congiuntura economica, anche a livello internazionale. L’entusiasmo del Comitato Europeo e di molti enti e associazioni locali ha però spinto gli operatori della Salute Mentale a impegnarsi in questo ambizioso progetto, denominato “EcArte 2011 Lucca”.

Ormai già da alcuni anni, Fra l’altro, sono stati attivati scambi internazionali con varie Università Europee, che dimostrano come le metodologie usate a Lucca possano davvero ben rappresentare quello che ormai in molte parti della Toscana, ma anche in Italia, si sta facendo per migliorare la qualità della vita di cittadini che hanno seguito un percorso terapeutico riabilitativo così delicato e difficile come quello delineato dai servizi psichiatrici.

Grazie alla competente sensibilità di molte istituzioni cittadine queste opportunità di cura stanno fra l’altro diventando un’importante proposta di mantenimento del benessere e quindi di prevenzione primaria del disagio psichico, anche per le fasce giovanili.

loschermo

09/05/2011

Arezzo: Il futuro del vino aretino

 Andrea Gori per dissapore 


Scommessa: al volo, non riuscite a nominare nessun produttore che abbia sede nell’aretino. Scommessa: almeno una volta avete fatto la fila per assaggiare il Galatrona di Petrolo, il Caberlot, o il Bosco Syrah dei Tenimenti D’Alessandro (o il Syrah di Stefano Amerighi per i più bio di voi). Tutte aziende simbolo di una zona storica della Toscana, che da grande blasone del 1700 (alla pari del Chianti Storico, del Carmignano e della Rufina) è diventata un serbatoio di sfuso per le zone limitrofe. Cristiano Cini, sommelier plurititolato e oggi presidente della Strada del vino Terre di Arezzo, è riuscito per la prima volta a riunire i produttori dietro un grande progetto di comunicazione del territorio.

Già, ma cosa c’è da raccontare ad Arezzo? il luogo per l’inaugurazione della tre giorni di visite in cantina, tour, cene e degustazioni è lo Spazio Lebole, una galleria d’arte che è anche una grandissima raccolta di modernariato ed un negozio tra i più affascinanti che vi possano capitare, giusto sfondo per l’assaggio di vini che si presentano così eterogenei. Dai merlot in purezza (emuli del famoso Galatrona), syrah in purezza da Cortona, sangiovesi ruspanti, cabernet sontuosi e supertuscan di carattere per concludere con vitigni e/o vini presenti solo qui o quasi, come il Pugnitello, il Gratena e il Caberlot. Pensare di riunire tutto sotto un’unica denominazione Valdarno di Sopra (con l’ovvia esclusione di Cortona che già funziona bene col Syrah) è una mission impossible, ma affascinante.

Ecco Cristiano che ci presenta la tre giorni di lavoro e la degustazione introduttiva nello Spazio Lebole:

Protagonista della presentazione è Daniele Cernilli, che inizia il suo racconto: “sono trent’anni che mi occupo di vino, il territorio aretino lo conosco bene”. Ricorda che a metà degli anni ‘70 la produzione era piuttosto povera, con Villa Ciglia di Giovanni Bianchi, con vini da tavola, ed un Chianti Colli Aretini, uno dei pochi che lo menzionava in etichetta. Il Chianti si identificava con Firenze e Siena; difficile inquadrarlo ad Arezzo; ma Cosimo III De’ Medici già lo citava nel 1716, e divideva la Toscana in zone di riferimento: Chianti (poco a Greve, poi Radda, Gaiole e Castellina), Carmignano (coi suoi vitigni internazionali), Pomino (Rufina) e infine Valdarno Superiore (o “di Sopra”) che era terra Aretina. Quindi nel 1700 non esistevano denominazioni a Montalcino, San Gimignano, Montepulciano né Bolgheri mentre Arezzo già c’era. Il fatto che si sia persa la tradizione sembra un’ingiustizia della storia.

Solo due  zone, nelle quali il sangiovese 100% era migliore che altrove (ovvero Rufina e appunto Colli Aretini) garantivano che per clima e terreni il vitigno potesse dare grandi risultati. Soprattutto nel Valdarno superiore, con terreni argillosi ma anche sabbiosi, ciottoli di fiume, il sangiovese si esprime con struttura e mineralità da riscoprire. Valdarno di Sopra sta oggi diventando Doc, in una zona dove per ora hanno solo lavorato i grandi marchi. C’è stata la chiantizzazione del territorio aretino, colonizzazione di produttori che da altre zone hanno usato Arezzo come polmone vitivinicolo, comprando sfuso di buona qualità a prezzi bassi con poco interesse allo sviluppo dell’aretino -  anzi, con l’interesse opposto al fatto che potesse emergere come area produttiva a sé stante. Oggi finalmente arriva una Doc che si affianca ad altre già presenti sul territorio come Cortona. Negli ultimi vent’anni i premi di AIS, Gambero, Wine Spectator hanno mostrato che il territorio c’è, ed anche l’imprenditorialità: Sette Ponti, Baracchi, Petrolo, Il Borro di Ferragamo, quattro aziende nella top 20 di Wine Spectator sono roba che neanche Montalcino o Bolgheri riescono ad esprimere.

E’ una zona senza la fissa del monovitigno, classica da uvaggio e blend. Forse solo recentemente Cortona ha avuto il syrah come faro e calamita per tanti investimenti. Cortona è punto di riferimento col syrah a livello internazionale, quasi alla pari con Rodano (Hermitage e Cote Rotie), Australia (Barossa ma non solo) e California (Central Coast, Santa Barbara, San Louis Obispo). Anche questo è Arezzo. Cortona è nouvelle vague del vino aretino, e Valdarno Superiore è la storia e la tradizione, che convivono.
Ecco i vini della degustazione.

Trebbiano Toscano 2007 Tenuta Vitereta Civitella di Valdichiana
Vino atipico, da uve fresche e in parte appassite, prodotto con uso di legno; uve biologiche. Giallo dorato splendente oro antico aretino, note appena di smalto e lacca ma soprattutto miele, erica, ginestra, mandorla, pesca, affumicato, lievito, fiori di campo secchi. Ricorda a tratti un Valentini giovane, bocca appuntita e tagliente con bella morbidezza e tanto estratto, acidità salmastra che non diventa asprezza eccessiva, quasi una nota di tannino, da uve macerate probabilmente. Tradizionale senza esasperazione, bel faro per altri bianchi della zona, rari ma con certa tradizione, che quindi non produce solo bianchi vergini dal sapore di chewing-gum da lieviti selezionati. 85

Mannucci Droandi Pugnitello 2008 Mercatale Valdarno
Vitigno riscoperto da poco; ricerca fatta soprattutto da San Felice nella Berardenga, grappolo simile ad un pugno, abbandonato perché soggetto a virosi e con poca costanza qualitativa. Annata fresca, note di amarena prugna frutta rossa, in parte anche floreale, ampio: almeno tre tipi di profumi con, anche, note speziate da uso di legno, quasi note da pinot nero per la componente “boscosa”. In bocca tannino evidente e ricco, presente ma senza asprezza, corposo e potente, si allarga e si distende con bel finale tra cedro e amarena e tabacco. Da seguire, interessantissimo, rustico e deciso. 80

Petrolo Galatrona 2008 Merlot 100%
Una delle glorie locali: siamo a Mercatale Valdarno, 3-4 km dal Chianti Classico, piena DOC ma molto interessante per il merlot messo a dimora da tempo in zona fredda dove non matura prestissimo, e riesce a distendersi in maniera ottimale. Le zone toscane per merlot NON comprendono Bolgheri (manca l’argilla). Meglio il pisano (Guizzano), o le zone del Chianti Classico più alte ed interne dal clima difficile. Con l’argilla che è tipica anche del Pomerol con buon drenaggio. Colore intenso e cupo, naso composto, frutta rossa e nera, tabacco, vaniglia, caffè, tostature decise ma non invadenti, filo di peperone e resina. Tannini morbidi e dolci, vellutati e fitti, molto più sulla lingua che sulle gengive ma lasciano il campo subito alla salinità che fa salivare, e facilita la beva. Vino composto, elegante, pochi chiaroscuri, nobile e poco contadino ma di una eleganza che può essere presa ad esempio per la zona per uno stile bordolese-toscano. Fuoriclasse e fuori dagli schemi ma che giova tantissimo al territorio. 91

Camperchi San Giovese 2007 IGT Toscana Civitella Valdichiana
Si vede subito dal colore: meno compatto e più trasparente, zona classica per sangiovese. Amarena, viola, note floreali e tipiche del vitigno, senza difetti, varietale con mineralità importante che emerge. Tannino ben evidente, succosissimo, l’acidità soprattutto impressiona e ci fa pensare come sia bello averlo a tavola: struttura poca ma bella freschezza e capacità di lasciarsi bere che sono due delle caratteristiche principali del vitigno, purtroppo sacrificate quando lo si vuole cabernettizare a tutti i costi. L’acidità del resto è importante perché questi sono i vini che vantano il migliore abbinamento per il cibo, elemento cruciale anche per il sommelier. 84

Fattoria Gratena Siro 2007
Molto particolare da vitigno prodotto unicamente in questa azienda, ancora in via di riconoscimento: solo duemila bottiglie. Colore molto concentrato, stile quasi merlot, naso balsamico, affumicato da barrique, quasi goudron, frutto in evoluzione e legno da assorbire ancora, cedro candito, amarena, sandalo e pepe; sembra una via di mezzo tra syrah e Montepulciano d’Abruzzo. Ricco in bocca: tannini un poco ispidi all’inizio ma ben tamponati da alcol e glicerina. Possente e persistente, un po’ violento come impatto ma considerando che è la prima annata e i legni erano tutti nuovi, è decisamente promettente. Potenza e complessità sono caratteristiche che si ritrovano in questa zona, e si capisce come mai è stato per molti anni un serbatoio per il Chianti Classico. 83

Tiratari Villa la Ripa 2007 Sangiovese 85% poi Merlot Syrah 2007
Acidità totale molto alta, il sangiovese fa benissimo la sua parte. Bel colore rubino e naso di mora e spezie, classiche del syrah; quasi caldo, profilo esotico poi viola e amarena, tannino evidente da sangiovese, soprattutto retrogusto acido molto forte che accompagna tutto il sorso; il buon tannino e l’acidità mascherano corpo e struttura che pure non sono da poco; le buonissime prospettive in evoluzione ora lo rendono un poco scabro. 84

Caberlot Podere il Carnasciale 2007
Pezzo unico, da vitigno tutto suo, incrocio tra cabernet sauvignon e merlot, invenzione locale per dare vino solo in magnum, costoso e ricercato. Profumi pirazinici molto in evidenza, peperone, erbaceo ma di quelli belli e fini, speziatissimo, mentolato e balsamico, mirto, pepe verde, canfora, incenso, chiodo di garofano, geranio. Terroso, bocca serratissima e ancora da assestarsi, acidissima; tannini però piacevoli, finale agrumato persistente e dissetante. Affidabile e sontuoso con gli anni, costoso ma un mondo a sé. 96

Cortona DOC Syrah il Bosco 2007
Eccoci al fenomeno Cortona e il monovitigno, con il suo vino più famoso e che ha fatto molta della sua fortuna, pieno di colore e appagante già alla vista, impatto dolce e floreale, ricchissimo, ribes in technicolor, pepe, arancio rosso (classico syrah), del resto deriva da zona mediterranea e riflette note calde e ricche con freschezza centro europea. A Cortona i terreni sono simili al Rodano e anche clima è simile, l’effetto è compiuto e risoluto in bocca con vino di impatto deciso ma che coccola anche un po’ con agrumi e spezie che continuano e si fanno sentire bene anche in bocca dove i tannini devono ancora affinarsi, ma è vino giovanissimo su cui si può scommettere ad occhi chiusi, la persistenza del frutto è impressionante. 93

Pian del Pazzo 2003 Fattoria La Traiana
Vincitore come vino per lo stufato alla Sangiovannese. Cabernet 90% Cab franc 10%. Particolare, già in evoluzione, siamo a Terranuova Bracciolini, una Valdarno particolare: vigneto storico del ‘90, e del resto non si potrebbe spiegare altrimenti una riuscita simile per un’annata difficile caldissima come il 2003 (comunque più fresca qua che altrove in Toscana). Note esotiche e speziate particolari, il cabernet è tardivo quindi il caldo lo ha preso tutto ed è stato però vendemmiato con il fresco, con fermentazioni regolari ed equilibrate. Nessun accenno di bruciatura o cottura: mora quasi più che mirtillo, speziatura ricca, incenso cardamomo e ginepro. Ogni cosa è al suo posto. Finezza, goudron, in bocca è ancora più ricco che al naso ma molto elegante senza esagerazioni, il cabernet ha tenuto benissimo e si presenta fresco, delicato ma non molle, tannino in grande spolvero per niente amaro o verde. In effetti pensandolo su carne stufata fa venire un’acquolina perfetta per questa combinazione di tannino e di profumi. 90

Conclusioni
Una zona che fornisce vini così, senza una Doc di riferimento e trattata da serie B è davvero una cosa assurda, qui c’è una cifra tecnica di tutto rispetto difficile da riscontrare in tanta Toscana. Si dovrebbe avere più orgoglio da parte dei produttori e buon senso nel non penalizzare nessuno, specie quelli che si sono battuti per la qualità assoluta negli anni scorsi. Dalle degustazioni a tavolini dei vini dei produttori presenti (90 vini per oltre 30 aziende) emerge che il territorio è interessante per dare vini potenti, più che soavi e beverini, ma deve lavorare ancora (ad eccezione di Cortona) per arrivare a qualità di livello internazionale, evitando, in alcuni rappresentanti della produzione media, difetti tecnici, dal brett agli eccessi di enologia.

La Strada del Vino ha fatto un passo importante (e anche l’AIS Arezzo) e potrebbe essere l’inizio per  fare sistema, caso più unico che raro in Italia e nel vino toscano. Si devono però uniformare i disciplinari e valorizzare i vini più importanti e il resto seguirà a ruota. Manca solo un Cosimo III De’ Medici. In conclusione, lasciamo la parola a Daniele Cernilli.


11:00 Scritto da minobezzi1 in Toscana godereccia | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: ar, fu | OKNOtizie |  Facebook

Arezzo: Sulle orme di Piero della Francesca

L’itinerario alla scoperta delle opere di Piero della Francesca, nella Provincia di Arezzo, si snoda tra la Valtiberina, toccando le località di Sansepolcro, Monterchi, borgo natio della madre Monna Romana, e la città di Arezzo.

Uno degli aspetti più interessanti delle opere di Piero della Francesca, sia che si tratti di affreschi che di dipinti su tavola, è il paesaggio al quale l’artista ha dedicato ampio spazio nelle sue opere. Chi, per un momento, fermandosi ad osservare non si è  lasciato attrarre da quei fondali naturalistici o architettonici che si trovano nella “Leggenda della Vera Croce” ad Arezzo o nella Resurrezione di Sansepolcro? Che il soggetto abbia attratto e fatto scrivere nobili versi a poeti, belle pagine a scrittori è cosa nota. Ancora oggi le descrizioni dei grandi viaggiatori potrebbero guidare il visitatore attraverso le opere di Piero della Francesca e permettergli di scoprire che quasi nulla è mutato. Le belle vedute, gli scorci arditi, le montagne brulle e sassose della Valtiberina sono quelle descritte in un viaggio da Sansepolcro ad Arezzo passando per il valico de La Scheggia, da Michel de Montaigne nel 1581, paesaggi immortalati nella parete di fondo della Resurrezione.

Piero della Francesca nacque a Sansepolcro tra il 1418 al 1420 circa e questa cittadina ospita nel Museo Civico, quattro opere dell’Artista:

1 – Il Polittico della Misericordia raffigurante la Madonna della Misericordia che accoglie sotto il suo manto la comunità dei devoti divisi tra uomini e donne;

2 – La Resurrezione dipinto sulla parete centrale della Sala dell’Udienza è considerata l’opera più rappresentativa dell’artista e rappresenta l’espressione umana e spirituale della rinascita di Cristo. Nello sfondo l’artista sceglie di rappresentare l’alba, l’inizio di un nuovo giorno, simbolo dell’alba della vita;

3 – L’Affresco di San Giuliano ritrovato nel 1954 nell’antica chiesa di Sant’Agostino denominata poi Santa Chiara. Il Santo, raffigurato con un volto giovanile è avvolto da un elegante mantello rosso.

4 – L’affresco staccato raffigurante San Ludovico, proveniente da Palazzo Pretorio rappresenta il Santo con un saio francescano ed un piviale vescovile riccamente decorato.

Dopo Sansepolcro l’itinerario prosegue a Monterchi, nella Val Cerfone. Per questo Borgo adagiato sulla collina ai confini dell’Umbria, Piero della Francesca realizzò lo straordinario affresco della “Madonna del Parto” per l’antica chiesa di Santa Maria a Momentana. Dal 1991 l’affresco è stato collocato in un piccolo museo. L’iconografia della Vergine in attesa dona all’immagine grande sacralità. La Madonna è espressione divina e umana, accanto a Lei due angeli che, sollevando con le loro mani le cortine della tenda, presentano la Vergine, vestita semplicemente con abito azzurro e camiciola bianca che mostra il suo ventre rigonfio.

L’itinerario della terra di Piero prosegue e termina ad Arezzo.

La Basilica di San Francesco ospita nella Cappella Bacci il ciclo affrescato della Leggenda della Vera Croce, il capolavoro che l’artista eseguì per la Chiesa Francescana tra il 1452 ed il 1466 circa. Il soggetto del ciclo è tratto dalla Leggenda Aurea di Jacopo da Varazze, scritta nel XII secolo.

Tra paesaggi cari all’artista e architetture dipinte, la stessa Arezzo arroccata sulla collina e Sansepolcro con i suoi edifici disposti in prospettiva come fondali scenografici, figure eleganti e geometricamente perfette accompagnano con grazia, scena dopo scena l’osservazione nella storia del racconto.

Schema iconografico della Leggenda della Vera Croce di Piero della Francesca:

1 – Morte di Adamo;

2- Adorazione del Sacro legno – Incontro della Regina di Saba con Salomone;

3- Seppellimento del Sacro Legno ;

4- Sogno di Costantino;

5- Vittoria di Costantino su Massenzio;

6- Supplizio dell’ebreo;

7- Ritrovamento delle tre Croci – Verifica della Vera Croce;

8- Battaglia di Eraclio e Cosroe;

9- Esaltazione della Croce;

10- Annunciazione.

Infine, nella Cattedrale di Arezzo, in fondo alla navata sinistra, è collocato l’affresco raffigurante la Maddalena. La luce esalta i colori, il bianco ed il rosso del mantello, il verde dell’abito, le guance rosate. La Maddalena è una delle figure più belle dipinte dall’artista.

Fonte informazioni: apt arezzo -

Legenda Aurea della Vera Croce (da cui Piero della Francesca trae ispirazione per la sua opera più significativa) la cui stesura più nota è quella di Jacopo da Varazze o da Varagine. (fonte Wikipedia)

La leggenda ha inizio con Adamo che, prossimo a morire, mandò il figlio in Paradiso per ottenere l’olio della misericordia come viatico di morte serena. L’Arcangelo Michele invece, gli diede un ramoscello dell’albero dell’albero della vita per collocarlo nella bocca di Adamo al momento della sua sepoltura. Il ramo crebbe e l’albero venne ritrovato da re Salomone che, durante la costruzione del Tempio di Gerusalemme, ordinò cha l’albero venisse abbattuto ed utilizzato. Gli operai non riuscirono però a trovare una collocazione, perché era sempre o troppo lungo o troppo corto, e quando lo si tagliava a misura giusta in realtà diveniva troppo corto, tanto da non poter essere utilizzato. Gli operai decisero così di gettarlo su un fiume, perché servisse da passerella. La regina di Saba, trovandosi a passare per il ponte, riconobbe il legno e profetizzò il futuro utilizzo della tavola. Salomone, messo al corrente della profezia, decise di farlo sotterrare. Quando Cristo fu condannato, la vecchia trave venne ritrovata dagli israeliti ed utilizzata per la costruzione della Croce. A questo punto la leggenda inizia a confondersi con la storia. Nel 312, la notte prima della battaglia contro Massenzio,  Costantino I ha la mitica visione che porrà fine, anche, alle persecuzioni dei cristiani: una croce luminosa con la scritta “In hoc signo vinces”. L’imperatore decide allora di utilizzare la croce come insegna e il suo esercito vinse la battaglia di Ponte Milvio.

Costantino decise così di inviare la madre Elena a Gerusalemme per cercare la Croce della Crocefissione. Elena trovò una persona che conosceva il punto di sepoltura della Vera Croce. Per costringerlo a parlare, lo fece calare in un pozzo, senza pane ed acqua, per sette giorni. Convinse così il reticente a rivelare il luogo della sepoltura. Elena poté, in questo modo, rinvenire le tre diverse croci utilizzate il giorno della morte di Cristo. Per identificare quella sulla quale era morto Gesù, Sant’Elena sfiorò con il legno un defunto e questi resuscitò. Sant’Elena separò la croce in diverse parti di cui la principale venne lasciata a Gerusalemme.

All’inizio del VII secolo l’Impero bizantino visse una profonda crisi e subì attacchi da diversi fronti, in particolare dall’Impero persiano. I Persiani, dopo tre settimane di lungo assedio, riuscirono ad espugnare Gerusalemme e a trafugare tutti i tesori e le reliquie. L’imperatore bizantino Eraclio raccolte tutte le forze decise di partire personalmente alla guida del suo esercito per sconfiggere i persiani e recuperare la Vera Croce. La guerra con i persiani durò diversi anni e solo nel 628 Eraclio sconfisse, decapitò Cosroe II re dei persiani, ed ottenne la restituzione della Croce che venne riportata dallo stesso Eraclio  a Gerusalemme il 21 marzo 630 tra l’esultanza del popolo.

Questo fu un tema estremamente caro ai frati francescani che spesso nel basso medioevo fecero affrescare le chiese con episodi della leggenda. Fu un tema molto rappresentato anche fuori dalla penisola italiana. In Italia particolarmente importanti sono il ciclo di affreschi di Arezzo dipinti da Piero della Francesca ed i cicli nella chiesa di Santa Croce a Firenze dipinti da Agnolo Gaddi.

arezzoweb

10:40 Scritto da minobezzi1 in arte antica | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: ar, pi | OKNOtizie |  Facebook

Arezzo: V Festa dell'Energia

Sta per cominciare ad Arezzo la Quinta edizione della “Festa dell’Energia” che si svolgerà in varie due sedi tra cui il Teatro Pietro Aretino di Via Bicchieraia e la Borsa Merci di Piazza Risorgimento nelle date di 11, 12, 13 e 14.
Programma:

Domenica 8 Maggio 2011 al Parco Aldo Ducci in Via Carlo Alberto Dalla Chiesa alle 9,30 – “Bimbi in Bici” pedalata per le strade di Arezzo a cura di FIAB –
Mercoledì 11 Maggio – Teatro Pietro Aretino
ore 9,00 Premiazione concorso Ri-Energy organizzato per i ragazzi di scuole elementari e medie;
ore 10,00 spettacolo teatrale “Virus” regia Luca Ricci.
ore 17,30 Sede Mega + Mega – PP_Percorso personale inaugurazione di “Costellazioni” di Fabrizio Corneli.
Al Teatro Pietro aretino due spettacoli
ore 20,20 “Virus”
ore 22.00 “Lampedusa è uno spiffero”

Giovedì 12 Maggio
Piazza Risorgimento
Stand dalle 9,00 alle 19,00 con attività didattiche sui temi dell’energia e grande gioco dell’oca.
Borsa Merci
Ore 10  – Presentazione indagine termografica degli edifici scolastici;
ore 12 -  Presentazione progetto GAS.
Ore 17,30 – Seminario a cura di Estra con installatori Cna e Confartigianato;

ore 18 – Mostra fotografica “L’energia e le sue forme.

Logge Vasari -

ore 21,30 – L’energia del Tango, espressioni spontanee di Tango Argentino -

Venerdì 13 Maggio

Stand dalle 9,00 alle 19,00 con attività didattiche sui temi dell’energia e grande gioco dell’oca.

Borsa Merci

ore 9.30 e ore 12,00 Eternit Free;

ore 16,00 Convegno -La rivoluzione energetica

ore 19,00 Aperitivo  denuclearizzato

Circolo Artistico -

ore 21,30 L’energia del Tango;

Sabato 14 Maggio

Piazza Risorgimento

Stand dalle 9,00 alle 19,00 con attività didattiche sui temi dell’energia e grande gioco dell’oca.

Borsa Merci ore 10 -

Mettiamoci il sole in casa;

Piazza Risorgimento

ore 11.00 Energia della Mente – Torneo di scacchi -

Nell’ambito di questo evento segnaliamo l’importanza del Convegno che si terrà Venerdì 13 Maggio 2011 alle ore 16,00, dal Titolo “La Rivoluzione energetica”  presso la Borsa Merci.

Riportiamo integralmente il contenuto del volantino:

L’energia prodotta in Italia è distribuita attraverso una infrastruttura complessa e costosa che incide significativamente sul prezzo della bolletta finale. Si tratta di un sistema rigido e unidirezionale, con un flusso di energia che viaggia dal luogo di produzione verso quello di consumo; un contesto all’interno del quale l’utente finale riveste solo il ruolo di “consumatore passivo”.

Oggi, i consumatori possono trasformarsi in produttori di energia, grazie alle scelte politiche che hanno incentivato produzione ed uso di energia da fonte rinnovabile. Il problema del sistema energetico è dunque più un problema di rete che di capacità assoluta di produzione. Siamo di fronte a problematiche strutturali che, oltretutto, ostacolano il pieno sviluppo delle fonti di energia rinnovabili. Attraverso i “Piani Energetici e Ambientali Regionali”, le amministrazioni più vicine ai cittadini possono attuare politiche energetiche e ambientali tese: alla pianificazione energetica comunale, ad una educazione di riduzione degli sprechi, alla creazione di Piani Casa per la riqualificazione globale degli edifici (efficienza energetica), alla realizzazione di quartieri energicamente autosufficienti, alla diffusione capillare delle rinnovabili, alla realizzazione di piani industriali per una maggiore efficienza delle attività produttive, a sistemi di monitoraggio locale dei consumi e delle  produzioni (Bilancio Energetico Comunale), alla realizzazione di servizi a supporto della green economy locale.

arezzoweb

10:36 Scritto da minobezzi1 in nuove energie | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: ar, en | OKNOtizie |  Facebook

08/05/2011

Arezzo: Vacanze attive

La stupenda città di Arezzo si trova nel zona sud-est della Toscana, al centro di ben quattro valli che si diramano dalla città: la Val Tiberina, il Casentino, il Valdarno e la Valdichiana.

La città, come tutte quelle di questa magnifica regione italiana permettono di effettuare escursioni storiche ed artistiche lungo un percorso variegato che include monumenti di grande interesse storico nonche Ë di elevato valore artistico.

Uno degli eventi principali della città è certamente il Salone del Mobile Antico che si svolge il primo fine settimana di ogni mese.

Altro evento molto noto di Arezzo è il suo festival musicale, l‘Arezzo Wave Festival, che ogni anno attrae musicisti di fama nazionale e internazionale, nonchè migliaia di spettatori che vengono da ogni parte d’Italia e non solo per l’elevata qualità della musica espressa dagli artisti partecipanti.

Oltre al Valtiberina con le sue opere d’arte, pascoli e boschi, la zona offre anche splendidi paesaggi dove si possono trovare famosi monasteri, completamente circondato da alberi centenari e numerose parrocchie romaniche.

Dalla città di Cortona, a 600 m. la valle si estende come un giardino. Cortona è una grande attrazione artistico e culturale non solo per il suo passato etrusco, di cui sono rimaste molte pedine importanti, ma anche per le numerose opere architettoniche e pittoriche di epoche diverse.

Qui si può soggiornare in uno dei tanti agriturismo in Toscana, soluzione ideale e comfortevole per riassaporare quel gusto ormai dimenticato della pace e del relax che solo la natura sa regalare.

Arrivare ad Arezzo è molto semplice, se si procede in auto basta percorre l’autostrada A1 e uscire allíunica uscita della città, Arezzo, che si trova in località Battifolle. Se si procede in treno la stazione principale si trova in Piazza della Stazione.

arezzoweb

09:14 Scritto da minobezzi1 in un certo turismo | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: ar, va | OKNOtizie |  Facebook

07/05/2011

Arezzo: Fabrizio Corneli

L’associazione MEGA+MEGA- centro d’arte contemporanea nell’ambito del progetto PP- percorsi personali è lieta di presentare al pubblico l’installazione site specific di Fabrizio Corneli. L’artista ormai noto nell’ambito delle opere fatte di luce, sarà per la prima volta ad Arezzo con un intervento appositamente studiato per rispondere alle suggestioni di “Energicamente”, “5°Festa dell’Energia”, voluto da Estra. In occasione dei festeggiamenti infatti, lo spazio espositivo dell’associazione presenterà un intervento luminoso costituito dal gioco di luce e ombra, ormai cifra caratteristica dell’artista, realizzato sul particolarissimo e altamente “ecologico” uovo d’oca (sorgente luminosa LED ad alta luminosità).
Fabrizio Corneli è scultore di luce e manipolatore di ombre su supporti di ogni genere. Infatti questa volta, le consuete lamine usate dall’artista intagliate con la precisione di un matematico, non sono in alluminio o in rame, ma sono sostituite dal guscio delicato e sottile di un uovo. Guscio che, seguendo precise misurazioni geometriche presenta tagli e fessure che s’intersecano con la fonte luminosa,  creando insospettabili risultati. L’intersezione tra la precisione del taglio con la sua fonte luminosa producono il segno e quindi l’opera. Come in un processo di messa a fuoco, le immagini affiorano alla percezione come un’illuminazione: l’osservatore è già a metà strada tra la materialità  e immaterialità della luce. L’impalpabilità delle immagini rimandano ad una ricerca che non si faticherebbe a definire “platonica”.
Voluto dall’assessorato alla cultura del Comune di Arezzo e dalla Regione Toscana, col patrocinio della Provincia di Arezzo e la partecipazione di ESTRA, PP-percorsi personali è un progetto che punta ad incrementare il significato dell’arte contemporanea focalizzando l’attenzione sulla “ricerca”.  

arezzoweb

19:17 Scritto da minobezzi1 in arte contemporanea | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: ar, co | OKNOtizie |  Facebook

06/05/2011

Pontedera (PI): Campriani/Pau

Pontedera (PI) - dal 7 al 29 maggio 2011
Gloria Campriani / Mariastella Pau- Presupposti diversi

CENTRO FUTURAMENTE
Via Fratelli Bandiera 9/11 (56025)
+39 3332621341
liberaespressione@alice.it
www.liberaespressione.info

orario: da lunedì a venerdì ore 17-19
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 7 maggio 2011. ore 17
autori: Gloria Campriani, Mariastella Pau
genere: arte contemporanea, doppia personale

email: silvia.guidi@comune.pontedera.pi.it

exibart

 

10:58 Scritto da minobezzi1 in arte contemporanea | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: ède, ar | OKNOtizie |  Facebook

Arezzo: Incontri biblici

Una chiesa nel centro di Arezzo, eletta a luogo di riscoperta della Bibbia. L'asse con Camaldoli, i cui monaci tornano predicatori nelle notti aretine. Il sostegno di alcuni dei migliori biblisti e una conclusione affidata all'Arcivescovo Riccardo Fontana. Sono gli ingredienti delle Serate di San Michele, il ciclo di incontri che proseguirà in tutti i venerdì di maggio.
Sempre alle 21,15 e sempre nella navata della bellissima chiesa, camaldolese di origine e presto sede di tutta la pastorale giovanile. Un viaggio dalla Pasqua a Pentecoste, passando da Emmaus, il luogo della diffidenza se non del tradimento. E il primo appuntamento, guidato dai monaci di Camaldoli, sarà proprio con il brano dei discepoli di Emmaus: cosa si nasconde dietro la loro fuga dalla croce? E dove trovano la forza di riprendere la via di Gerusalemme? Due prime domande per un ciclo di incontri che riparte.

 

arezzoweb

10:47 Scritto da minobezzi1 in incontri e scontri | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: ar, in | OKNOtizie |  Facebook

Arezzo: Enoforum

Enoforum è l’evento tecnico-scientifico più importante d’Europa per il settore vitivinicolo, a cui partecipano circa 1000 professionisti tra enologi, agronomi e ricercatori.

Dopo aver avuto sede a Pescara, Conegliano e Piacenza, l’organizzazione ha scelto Arezzo come sede per la 7^ edizione, per le caratteristiche della struttura fieristica, che si presta bene alle esigenze della manifestazione e per la sua collocazione geografica.

Le oltre 100 relazioni dai maggiori esperti italiani e stranieri ed i numerosi poster hanno offerto ai partecipanti una esaustiva vetrina dei risultati ottenuti negli ultimi anni da ben 44 centri di ricerca italiani e 30 stranieri.

Si è parlato di tutti i temi legati alla produzione del vino, ma in particolare di meccanizzazione in vigneto, di tecnologie di filtrazione ed affinamento, di chiusure tradizionali ed innovative, di effetti dell’ossigeno e di tendenze attuali di mercato nazionale ed internazionale.

Particolare rilevanza hanno ricevuto inoltre le strategie di sviluppo sostenibile, cioè l’adozione di pratiche viticole ed enologiche in grado di garantire un prodotto di qualità pur nel rispetto dell’ambiente e del contesto sociale e paesaggistico del territorio. È infatti ora possibile, grazie alla maggiore conoscenza dell’uva e dei fenomeni microbiologici e chimici che avvengono nella vinificazione, razionalizzare l’impiego di tecnologie in modo da offrire ai consumatori vini di alta qualità e perfettamente salubri, anche se prodotti attraverso pratiche ad impatto nullo o molto limitato sull’ambiente e sul territorio.

Nell’ambito della manifestazione, che ha raccolto ad Arezzo i migliori tecnici italiani e l’eccellenza scientifica a livello mondiale, è stata data particolare rilevanza all’enogastronomia aretina, che i partecipanti hanno avuto modo di scoprire o approfondire ai vari banchi d’assaggio della manifestazione; vini ma anche salumi, formaggi, olii ed altre specialità, selezionate dalla Strada dei Vini di Arezzo che ha contribuito all’organizzazione.  

arezzoweb

10:26 Scritto da minobezzi1 in incontri e scontri | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: ar, en | OKNOtizie |  Facebook

Arezzo: Coro polifonico olandese

Il festival “Diventinventi” porta ad Arezzo il coro polifonico olandese Woerden Kamerkoor diretto da Willem Blonk per un intenso concerto che si aprirà alle ore 21 presso la chiesa di San Bernardo, in via Margaritone.
L’ensemble, che arriva dalla provincia di Utrecht per festeggiare i 25 anni di attività con un breve tour di tre date in Toscana, farà un omaggio a Giorgio Vasari e alla musica rinascimentale eseguendo brani come il celebre Ecco mormorar l’onde di Claudio Monteverdi.

Il programma del concerto prevede anche l’esecuzione di alcuni testi di Petrarca tradotti in olandese e musicati in stile madrigale, poi l’atmosfera romantica del diciannovesimo secolo con brani di Mendelssohn e Hugo, infine un ritorno al presente con alcuni adattamenti di canzoni nazionali olandesi

La serata, ad ingresso gratuito, è promossa nell’ambito del festival Dinventinventi dall’associazione Insieme Vocale Vox Cordis con il patrocinio di Provincia e Comune di Arezzo.  
arezzoweb

10:18 Scritto da minobezzi1 in grande musica | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: ar, co | OKNOtizie |  Facebook

Lucca: Rossella Baldecchi

Lucca - dal 6 al 27 maggio 2011
Rossella Baldecchi - Haiku di primavera


IPIBI BANCA
Viale Giuseppe Giusti 225 (55100)
+39 0583950407

In mostra sarà esposta l'ultima produzione artistica di Rossella Baldecchi composta da dipinti e acqueforti ispirati della bellissima poesia giapponese degli haiku, che sono esposti al fianco di ogni opera.
orario: Lun/Ven 9/13-15/18
(possono variare, verificare sempre via telefono)
vernissage: 6 maggio 2011. ore 18
curatori: Siliano Simoncini, Maurizio Tuci
autori: Rossella Baldecchi
patrocini: Patrocinio dall'Ambasciata del Giappone a Roma
genere: arte contemporanea, personale

exibart

 

 

09:35 Scritto da minobezzi1 in arte contemporanea | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: lu, ar | OKNOtizie |  Facebook

Cècina (LI): Bonucci/Callai

Cecina (LI) - dal 7 maggio al 15 giugno 2011
Franco Bonucci / Michele Callai - Al Cafè del Mar


CAFFE' DEL MAR
Viale Della Repubblica 123 (57023)

Forme di astrattismo - dalla pittura informale “classica”, ai collage, alle sculture - ora totale, ora irrisolto nella memoria di una remota figurazione completamente ricontestualizzata, per due tra i più contemporanei e audaci autori del territorio.
orario: ore 7-24
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: libero
vernissage: 7 maggio 2011. ore 22
curatori: Adamo Matteo, Marco Moscato
autori: Franco Bonucci, Michele Callai
genere: arte contemporanea, doppia personale

 

exibart

 

09:25 Scritto da minobezzi1 in arte contemporanea | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: ce, ar | OKNOtizie |  Facebook

04/05/2011

Siena: Un toscano di 15.000 anni fa

16:23 Scritto da minobezzi1 in archeologia e dintorni | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: si, ar | OKNOtizie |  Facebook

Arezzo: Il futuro secondo il Censis


Questo il titolo della manifestazione promossa da Confartigianato che si è tenuta ieri pomeriggio alla Borsa Merci di Arezzo. L'iniziativa, voluta da Confartigianato Arezzo, si è svolta nell'ambito del Festival della Persona promosso da Confartigianato nazionale. Il clou della serata, che ha visto la presenza di Giovan Battista Donati, presidente di Confartigianato Arezzo, Carmelo Rigobello, responsabile nazionale di Confartigianato persona, del professor Giuseppe de Rita, presidente del Censis e del ricercatore Censis Francesco Majetta, è stata l'occasione per la presentazione alla cittadinanza ed ai candidati sindaco della ricerca del Censis condotta su Arezzo che ha permesso di delineare 7 “snodi” per lo sviluppo futuro della città. Presenti, oltre i candidati Lucio Bianchi, Armando Cherici, Giuseppe Fanfani, Luigi Lucherini, Francesco Macrì, Luigi Scatizzi e Grazia Sestini, anche il vescovo Riccardo Fontana, il presidente della provincia Roberto Vasai, il consigliere regionale Vincenzo Ceccarelli, la deputata Donella Mattesini e rappresentanti di enti e associazioni della società civile.
Dopo l'introduzione di Rigobello, che ha contestualizzato la manifestazione nell'ambito del festival della Persona, è stato il presidente Giovan Battista Donati a  illustrare il senso dell'iniziativa voluta da Confartigianato.

Giovanni Donati: “Arezzo emblema dello sviluppo nel dopoguerra. Ognuno faccia la sua parte per costruire un nuovo futuro”
“Arezzo – ha ricordato Donati – è il prototipo della città italiana, che si è intensamente sviluppata nell'ultimo dopoguerra, che ha alle spalle una lunga storia con grandi periodi di splendore ma anche con lunghi periodi di crisi.  Non è facile – ha sottolineato Donati – interpretare il futuro, pur con questa lunga storia alle spalle, perchè oggi il ritmo del cambiamento è straordinariamente veloce. Quando si parla di costruire il futuro -ha ribadito il presidente di Confartigianato – non dobbiamo limitarci ad un esercizio retorico, dobbiamo impegnarci tutti e ciascuno deve fare bene la sua parte, per valorizzare una società che è riuscita a costruire la ricchezza anche economica di questa provincia. Dobbiamo ricordarci che questa ricchezza è il polmone finanziario che serve anche per gli investimento sociali. Ecco perchè abbiamo chiesto al Censis  di individuare quali sono gli snodi ineludibili sui quali riflettere e sui quali tutti dobbiamo impegnarci per costruire il futuro della città.”
Donati ha anche ricordato come Arezzo abbia avuto in passato momenti nei quali ha saputo introdurre innovazioni assolute per l'Italia e il resto del mondo. “Lo scorso anno – ha ricordato – come Confartigianato abbiamo edito un libro su Fossombroni. Fu quella un'epoca nella quale furono fatti grandi investimenti sulle infrastrutture e fu introdotta la mezzadria. É stato il primo caso al mondo, pure in un ambito agricolo e di economia povera, nel quale il lavoro si è unito al capitale con la successiva divisione degli utili. Oggi – ha concluso Donati – dopo che negli ultimi 60 anni, dopo uno sviluppo economico intensissimo, che ha modificato e migliorato radicalmente il nostro modo di vita, i cambiamenti  sono così veloci che tutto diventa più difficile.”

Giuseppe De Rita: “Arezzo ha vinto la crisi per 7 buone caratteristiche. Ora serve un nuovo impegno”
Al termine della presentazione della ricerca del Censis a cura di Francesco Majetta ha espresso alcune considerazioni il presidente del Censis, Giuseppe de Rita. Infine i candidati a sindaco hanno espresso le loro valutazioni.
De Rita ha messo l'accento, tra l'altro, sul ruolo d'impulso svolto dall'associazionismo e sulla necessità della coesione sociale e della coesione politica di un territorio. Secondo il presidente del Censis Arezzo interpreta bene le caratteristiche che portano l'Italia ad avere una “good reputation” all'estero e che sono servite a fronteggiare e superare la crisi. Ed eccole in sintesi: 1) la presenza del settore manifatturiero; 2) la presenza di piccola e media impresa articolata; 3) l'elasticità del mercato del lavoro; 4) la presenza di un solido tessuto bancario locale; 5) la cultura della famiglia, del risparmio, della casa; 6) il welfare; 7) una forte coesione sociale localistica. “Grazie a questi fattori – ha concluso De Rita – avete fronteggiato e superato la crisi. Ora è necessario non sentirsi appagati, ma avere voglia di mettersi in gioco e di leggere in una visione unitaria i 7 snodi che la ricerca Censis pone all'attenzione.”

Ed ecco una sintesi della ricerca elaborata dal Censis.

Arezzo: una città dove si vive bene, ma per costruire il futuro bisogna tornare a correre. 7 snodi cruciali per il futuro
Benessere e qualità della vita soddisfacenti, ma fragili e con molte incertezze sul futuro. Manifattura, imprenditorialità diffusa e relazioni più strette con l’area vasta della Bassa Toscana sono i pilastri per un nuovo sviluppo della città
Ritmi di vita non concitati e per niente stressanti (secondo l’opinione del 63,2% degli aretini), vissuti in una città dove è facile intrattenere relazioni con gli altri (70,8%) e dove più della metà della popolazione ritiene adeguata l’offerta per il tempo libero, per il divertimento e per sviluppare i propri interessi culturali.
È questa l’immagine della città di Arezzo che emerge dall’indagine su un campione di residenti aretini realizzata dal Censis su incarico della Confartigianato nell’ambito della ricerca «La città di Arezzo: dalla storia al futuro», presentata da Giuseppe De Rita lunedì 2 maggio alle ore 18.00 ad Arezzo presso la Sala Borsa Merci in Piazza Risorgimento.
Arezzo è percepita anche come una città sicura. Più del 60% degli intervistati dichiara di sentirsi sempre tranquillo quando circola a piedi per le vie della città, in qualsiasi ora della giornata, e un ulteriore 31,3% si sente al sicuro nelle ore diurne.
L’appagante benessere degli aretini convive però con un senso di fragilità rispetto alla posizione raggiunta e con l’incertezza per il futuro. Più del 45% dei cittadini ritiene che i propri figli siano destinati a vivere in una condizione peggiore rispetto alla propria, a fronte di un dato medio rilevato a livello nazionale pari al 34,4%.
Per lo sviluppo futuro della città, in termini di nuove imprese, nuova occupazione e nuova ricchezza, occorre investire di più nelle attività manifatturiere, secondo il parere di oltre il 35% dei cittadini intervistati, nella sanità per il 27,3%, nell’istruzione per il 27%, nell’agricoltura per il 26,2%, nei servizi alle imprese per il 25%.
Soprattutto occorre rendere Arezzo un luogo fertile per fare impresa, visto che il 73% dei cittadini ritiene che oggi nel territorio sia difficile realizzare le aspirazioni relativamente all’iniziativa imprenditoriale (il dato sale a quasi l’87% tra i più giovani) e più dell’84% pensa che sia difficile realizzare le proprie aspirazioni occupazionali. Ecco perché per rendere la città più competitiva le risorse a livello locale vanno orientate, secondo oltre il 44% degli intervistati, verso l’incentivazione alla creazione di impresa, dalla manifattura ai servizi, al sociale, al web.
È forte tra gli aretini la voglia di fare, di intraprendere, tanto che è possibile stimare in oltre 6mila i residenti che sarebbero pronti ad impegnarsi nei prossimi anni in almeno una delle tante attività imprenditoriali in proprio, dalla piccola impresa all’artigianato, all’attività professionale.
Il rischio per il futuro è che si arrivi a una solidarietà selettiva, visto che per il 53,2% degli aretini è facile realizzare le proprie aspirazioni alla partecipazione sociale e politica, ma la comunità non riesce ancora a valutare adeguatamente il contributo che viene dagli immigrati all’economia e alla società. L’immigrazione è considerata come un costo dal 61,3% degli aretini intervistati, percentuale che cresce tra gli anziani, tra le persone con una bassa scolarità e tra quelle con uno status socio-economico inferiore.
Per il futuro la città deve puntare sulla valorizzazione dei longevi, visto che oggi sono circa 23mila gli ultrasessantacinquenni residenti nel comune di Arezzo, che aumenteranno del 25% entro il 2030. E la città deve aprirsi ai territori vicini, a cominciare all’area vasta della Bassa Toscana, visto che quasi il 72% degli aretini intervistati ritiene che occorre scommettere sullo sviluppo integrato tra Siena, Grosseto e Arezzo, convinti che saranno le relazioni con gli altri territori a rendere la città più forte e a creare nuove opportunità di sviluppo.

 

arezzoweb

11:26 Scritto da minobezzi1 in grandi manovre | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: ar, fu | OKNOtizie |  Facebook

03/05/2011

Scarperia (FI): Infiorata per l'Artusi

La fine di maggio e l’avvicinarsi dell’estate, saranno a Scarperia ancora una volta all’insegna dei fiori. Torna infatti, nell’ultima domenica di maggio, il 29, l’Infiorata, antica tradizione che a Scarperia da quando è stata ripresa è alla trentesima edizione, creando autentici capolavori e valendo per gli artisti scarperiesi numerosi inviti a rappresentare i propri quadri, in tutta Italia e persino in Africa.

E quest’anno sarà un’Infiorata...all’insegna del gusto. La manifestazione vedrà infatti tra i protagonisti Pellegrino Artusi, in occasione dei 100 anni dalla sua scomparsa. Gli Infioratori renderanno omaggio a questo illustre personaggio con un quadro dell'infiorata che sarà dedicato ad uno dei suoi libri di cucina, che nell'Italia da poco unita, hanno svolto un ruolo primario nella diffusione della lingua italiana moderna. Sempre sulla figura di Pellegrino Artusi, alle 11.30 di nel Palazzo de Vicari, sarà dedicata una piccola conferenza.

Ma più in generale il tema scelto per questa edizione sarà "Noi che non leggiamo più" ed è stato scelto per rimarcare l'importanza della lettura a 360° visto che la moderna e globalizzata società ha fatto perdere di vista l’importante impegno nella lettura.

Tra i 4 rioni e le scuole i lavori, molto diversi fra loro, hanno tutti il filo conduttore del libro. Alcuni disegneranno le copertine dei libri, altri elaboreranno e rappresenteranno il testo...ma niente di più trapela fino al venerdì prima, quando iniziano a "fiorire" in via Roma e nelle piazze principali i disegni ingranditi pronti per essere "colorati" coi petali dei fiori debitamente "spetalati".

I disegni sono realizzati con i petali dei fiori, principalmente garofani, che cittadini, alunni e commercianti pazientemente spetalano nei giorni precedenti. Garofani (circa 90000); fiori e foglie di acacia; fiori di ginestra; foglie di sottobosco; semi di grano, di orzo, di fava, di mais e di colza; torba e segatura: questi gli elementi che coloreranno le vie del paese mugellano. In una notte il disegno su carta, prende forma e colore sulla pietra, con la stesura di uno strato di colla sul piano del disegno ed in ultimo la paziente e accurata disposizione dei petali che offre per un giorno la visione di questo lavoro creativo. Colori vivissimi dati dai garofani, le sfumature dei verdi e dei marroni delle foglie, creando una suggestiva ed inedita visione dell’antico borgo medievale.

Per l’occasione sarà possibile visitare il Rinascimentale Palazzo dei Vicari, dal quale si gode anche un’eccezionale visione dall’alto dell’opera principale posta nella Piazza dei Vicari, e il Museo dei Ferri Taglienti al prezzo ridotto di 2 euro.

 

15:29 Scritto da minobezzi1 in tradizioni popolari | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: sc, ar | OKNOtizie |  Facebook

Arezzo: Visite notturne

Visite notturne venerdì 6 e domenica 8 maggio. Proseguono quelle pomeridiane di sabato e domenica
Visite guidate gratuite alla scoperta della Fortezza organizzate dal Comune e curate dal Centro Guide di Arezzo: ai consueti appuntamenti pomeridiani di sabato 7 e domenica 8 maggio (alle 15.30 e alle 17),  il prossimo fine settimana sono state organizzate due visite in ‘notturna’. Sarà possibile percorrere i nuovi camminamenti paesaggistici dotati di illuminazione scenografica, dei quali è concluso il rifacimento. I visitatori potranno così tornare ad ammirare dall’alto della Fortezza il panorama cittadino di notte. Le due visite notturne sono state organizzate per venerdì 6 e domenica 8 maggio con partenza da piazza del Comune, di fronte al centro di accoglienza turistica “Benvenuti ad Arezzo”. Anche in questo caso è obbligatoria la prenotazione al numero telefonico 0575 401945.
Visite notturne venerdì 6 e domenica 8 maggio. Proseguono quelle pomeridiane di sabato e domenica
Visite guidate gratuite alla scoperta della Fortezza organizzate dal Comune e curate dal Centro Guide di Arezzo: ai consueti appuntamenti pomeridiani di sabato 7 e domenica 8 maggio (alle 15.30 e alle 17),  il prossimo fine settimana sono state organizzate due visite in ‘notturna’.
Sarà possibile percorrere i nuovi camminamenti paesaggistici dotati di illuminazione scenografica, dei quali è concluso il rifacimento. I visitatori potranno così tornare ad ammirare dall’alto della Fortezza il panorama cittadino di notte. Le due visite notturne sono state organizzate per venerdì 6 e domenica 8 maggio con partenza da piazza del Comune, di fronte al centro di accoglienza turistica “Benvenuti ad Arezzo”.
Anche in questo caso è obbligatoria la prenotazione al numero telefonico 0575 401945.
 
arezzoweb

10:05 Scritto da minobezzi1 in un certo turismo | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: ar, vi | OKNOtizie |  Facebook

Arezzo: Il marchio Lebole torna in famiglia

Il marchio Lebole torna nelle mani della famiglia aretina dei fratelli Mario e Giovanni Lebole, i due industriali  che negli anni Cinquanta fondarono l'azienda.

La società Textura, di proprietà di Attilio Lebole, nipote e figlio dei fondatori, ha raggiunto un accordo con Valentino Fashion Group per una licenza pluriennale per la creazione, la produzione e la distribuzione di linee di abbigliamento maschile di Lebole, Oxon, Portrait e Principe, in vigore a partire dall'Autunno-Inverno 2012.
 
 
Textura, che ha sede a Castiglion Fibocchi, nell'Aretino, produce abbigliamento.
 
''Un accordo importante quello con Textura che permette a Valentino Fashion Group di focalizzare le proprie risorse sui progetti a piu' elevato potenziale e rappresenta per Lebole un'importante opportunita' di crescita in un segmento di mercato dove la specializzazione di Textura e' un elemento di sicuro successo'', sostiene Stefano Sassi amministratore delegato di Valentino Fashion Group.
 
 
"La sede commerciale e creativa - spiega Attilio Lebole - è in Toscana, la produzione è all'estero in Romania e Turchia. I dipendenti sono complessivamente 400, 60 dei quali in Italia. Con l'accordo produrremo noi i prodotti del marchio Lebole, ovviamente in futuro potremo pensare di passare dall'accordo all'acquisto del marchio. Con l'accordo, da un lato intendiamo aumentare sensibilmente il nostro giro d'affari e la nostra dimensione e dall'altro ricongiungiamo il nome della famiglia al marchio".
 
 
Il marchio Lebole, spiega una nota della Valentino Fashion Group, è distribuito attraverso una rete di circa 500 punti vendita e ha sviluppato nel 2010 un fatturato di 16,6 milioni di euro.
 
Per decenni la Lebole è stato un simbolo della città di Arezzo. Per avviare la produzione, i fratelli Lebole assunsero all'epoca soltanto donne, in gran parte mezzadre del Valdarno, un atto quasi rivoluzionario per l'epoca.
 
La massima espansione della produzione si ebbe alla fine degli anni Sessanta quando la fabbrica occupava circa 5.000 dipendenti.
 
 
Ma nel 1973 cominciò un progressivo processo di cessione della proprietà all'Iri con un successivo passaggio del marchio, a dipendenti ormai ridotti al minimo, alla Marzotto.
arezzoweb
 

10:01 Scritto da minobezzi1 in A volte ritornano | Link permanente | Commenti (1) | Segnala | Tag: ar, ma | OKNOtizie |  Facebook

01/05/2011

Arezzo: Simposio di scultura all'aperto

chianucci.jpg

Nello spazio aperto, antistante l'istituto "Piero della Francesca" di Arezzo (già istituto d'arte), si darà vita alla realizzazione di 16 opere scultoree in legno. L'evento, promosso dall'Istituto di cui sopra, fortemente voluto dal direttore scolastico Luciano Tagliaferri, da me Claudia Chianucci, dal prof. Gian Franco Cherici, e dagli studenti che hanno peso parte, nello scorso anno, ad esperienze simili organizzate all'estero . 

E' per Arezzo una novità importante: Gli scultori coinvolti rientrano in un simposio multiculturale che vede confrontarsi artisti polacchi e artisti italiani. La cittadinanza è invitata ad assistere, in presa diretta, a tutte le fasi di realizzazione di una serie di opere lignee (a partire da grossi tronchi d'albero) espressione contemporanea delle diverse sensibilità in gioco.

In collaborazione con il Nuovo Corriere Aretino e legato ad i temi del Simposio, viene promosso un concorso di scrittura creativa "UNA FAVOLA DI SCULTURA" come da regolamento .

Per qualsiasi comunicazione o per ulteriori informazioni  contattare la responsabile del progetto Claudia Chianucci  al numero 3283538842 .

regolamento.pdf

arezzoweb

09:48 Scritto da minobezzi1 in arte contemporanea | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: ar, sim | OKNOtizie |  Facebook

30/04/2011

Cortona (AR): Toma/Bolcato

Quelli di Marcello Toma sono ingranaggi complessi che, esaltati da colori metallici e tinte petrolio ci rendono un’atmosfera plumbea, glaciale , densa e vorticosa. Sono ingranaggi sospesi, quasi ferme nelle loro visioni oscillanti tra i paradossi gestaltici do Escher e spaccati spaziali Piranesiani. Rotomatismi che incedono lentamente sottolineando il dramma dei tempi frazionati ed imprigionati dell’odierno vivere...

Nei dipinti di Stefano Bolcato, al di là dei ricordi ludici dell’infanzia,il gioco è solo apparente e sottolinea pertanto,la serietà e maturità dello” strumento gioco”laddove esso viene tradotto ed utilizzato in termini di messaggio e stimolo all’interpretazione. Il processo costruttivo, tecnico , fondato sull’addizionalità di Toys quali i LEGO diviene pretesto per raccontare cronache, tematiche sociali , questioni di vita quotidiana che l’uomo, sempre più chiuso nei propri egoismi ,partecipa con distaccata indifferenza. Maria Laura Perilli curatrice

Vernice sabato 30 aprile 2011 ore 12:00

Galleria Triphe'
via Maccari, 3 - Cortona (AR)
Aperto al pubblico dal 2 maggio. Chiuso il lunedì (tranne 2 maggio) orario: dalle 10.00 alle 13.00 dalle 16.00 alle 19.00
Ingresso libero

undo

10:18 Scritto da minobezzi1 in arte contemporanea | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: co, ar | OKNOtizie |  Facebook

Arezzo: Andrea Fabianelli

Andrea Fabianelli, il noto imprenditore della pasta di Castiglion Fiorentino, sarà il nuovo presidente di Confindustria.
Succede a Giovanni Inghirami, di cui è stato vice presidente. Dopo tre mesi di consultazioni fra gli associati, la commissione di designazione dell'associazione industriali ha presentato infatti oggi pomeriggio al consiglio direttivo l'esito.

Una scelta nel segno della continuità, ben accolta dal consiglio direttivo che all’unanimità ha votato faviorevolmente alla designazione di Andrea Fabianelli. Il passaggio di consegne avverrà a giugno, quando Fabianelli sarà presentato quale candidato presidente  all’assemblea generale.
Andrea Fabianelli ha cinquantaquattro anni, risiede a Castiglion Fiorentino, dove è presidente del Pastificio Fabianelli Spa: vanta una lunga esperienza associativa, è già vice presidente dell’Associazione Industriali con delega all’energia, ambiente, sicurezza, qualità; non solo, ricopre anche la carica di presidente degli Industriali della Valdichiana, del Consorzio Arezzo Energia e di Sviluppo Aeroporto di Arezzo Spa.

arezzoweb

 

09:53 Scritto da minobezzi1 in gente di potere | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: ar, fa | OKNOtizie |  Facebook

29/04/2011

Carrara: Cubo Zero




Che fine farà il cubo "Zero" che tanto successo ha riscosso a Milano?
ottopassi

17:07 Scritto da minobezzi1 in arte contemporanea | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: ca, ar | OKNOtizie |  Facebook

Arezzo: Luigi Doni

Arezzo - dal 29 aprile al 20 maggio 2011
Luigi Doni - Riverbero di terra

Luigi Doni
GALLERIA RIELABORANDO
Via Guglielmo Oberdan 30 (52100)
+39 0575324059 , +39 3478717183
d.meli@alice.it

La retrospettiva del pittore Luigi Doni ospitata presso lo spazio espositivo RiElaborando di Arezzo vuole sintetizzare le tappe salienti di un percorso di ricerca oggi approdato ad esiti materici
orario: da martedì a venerdì ore 17,00 - 19,45;
sabato ore 16,30 - 19,45;
prima domenica del mese (1 maggio) ore 15,30 - 19,45

(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 29 aprile 2011. ore 18,00
curatori: Daniela Meli, Andrea Mello
autori: Luigi Doni
note: La mostra è curata da Andrea Mello e Daniela Meli

genere: arte contemporanea, personale

exibart

 

10:58 Scritto da minobezzi1 in arte contemporanea | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: ar, do | OKNOtizie |  Facebook

28/04/2011

Arezzo: Un Vasari mai visto

E' un Vasari mai visto, quello esposto nella mostra ''Giorgio Vasari. Santo e' bello'', aperta dal 20 aprile fino al 3 dicembre 2011 nel nel Palazzo Vescovile di Arezzo.
''Cristo nell'orto'' è una tavola dipinta nel 1571 e conservata nel monastero di clausura di Camaldoli, per questo motivo mai vista e quindi il capolavoro che fa da richiamo a tutta la mostra.

Per l'occasione arriva dal Giappone un'altra versione della stessa opera', quella conservata nel National Museum di Tokyo.

La mostra è organizzata nell'ambito del calendario delle celebrazioni dei 500 anni della nascita di Giorgio Vasari (1511-1574).

15:30 Scritto da minobezzi1 in arte antica | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: ar, va | OKNOtizie |  Facebook

Firenze: Ming Wong

 

 

Ming Wong
Devo partire. Domani.

Ming Wong è un artista che, con il suo “cinema mondiale”, esplora gli aspetti del linguaggio e dell‘identità. Vive tra Singapore e Berlino. A partire dal 2000, ha rimesso in scena diversi capolavori del cinema come “Morte a Venezia“ (1971) di Luchino Visconti, “In the Mood for Love” (2000) di Wong Kar-Wai o ”La paura mangia l’anima“ (1973) di Rainer Werner Fassbinder. Ming Wong interpreta tutti i personaggi dei suoi film, indipendentemente dalla loro età e sesso, e recita tutti i dialoghi originali con il proprio accento.

I suoi video-film, di solito installati in modo originale nelle sale espositive, sono malinconiche parodie; trattano temi come l‘identità e la sua migrazione, l‘appropriazione e la trasmissione, l‘autenticità e la rappresentazione; parlano dei film del passato e dei protagonisti di oggi. In essi si riflette ciò che è proprio, autentico, e ciò che è estraneo. Nel 2009, in occasione della 53esima Biennale di Venezia, Ming Wong ha realizzato “Life of Imitation“ nel padiglione singaporiano, per la quale ha ricevuto una menzione speciale dalla giuria.

“Devo partire. Domani.“ è l‘opera più recente di Ming Wong, realizzata l’anno scorso per il Napoli Teatro Festival Italia in collaborazione con la Biennale di Singapore (attualmente in corso). È ispirata al film “Teorema“ di Pier Paolo Pasolini, in cui uno strano sconosciuto appare in una famiglia borghese italiana e seduce il padre, la madre, la figlia, il figlio e la domestica cambiando per sempre la loro vita.

Invece di seguire un’unica prospettiva cinematografica, Ming Wong ha girato cinque diverse sequenze, ognuna dedicata ai cinque membri della famiglia del film. L’ambientazione delle singole storie è trasferita in alcuni luoghi simbolo di Napoli: il deserto industriale di Bagnoli, il quartiere della droga di Scampia e il Vesuvio che, secondo l’artista, rappresenta un’efficace metafora delle passioni umane represse dalle false identità di ciascuno di noi.

A Villa Romana “Devo partire. Domani.“ verrà allestita come se i personaggi del film abitassero nelle varie stanze della villa fiorentina. Ming Wong ha inoltre disegnato un pieghevole che servirà da guida per orientarsi all’interno della casa e del giardino e che mostrerà ai visitatori la via che conduce ai singoli personaggi.


 

12:24 Scritto da minobezzi1 in arte contemporanea | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: fi, ar | OKNOtizie |  Facebook

1 2 3 4 5 6 7 8 Prossimo