10/05/2011

Chianciano Terme (SI): II Biennale d'arte

Dal 17 al 24 settembre 2011, per una settimana, la città termale di Chianciano - Siena - ospiterà migliaia di collezionisti, rappresentanti di gallerie e amanti dell’arte, durante l’attesissima seconda Biennale di Chianciano.

Artisti di talento, che un’esperta commissione giudicatrice ha selezionato tra migliaia di candidati, saranno chiamati a partecipare a questa prestigiosa mostra che si terrà nel Museo d’Arte di Chianciano. Situato tra le verdi colline della campagna toscana, il Museo riscuote grande successo e ammirazione, arrivando a ottenere una lusinghiera e convincente recensione perfino dalle pagine del New York Times. 
 
Nel 2009 le nazioni rappresentate andavano dal Cile all’India, dall’Australia alla Germania, e dagli Stati Uniti alle Filippine, per una presenza di oltre 10.000 visitatori, anch’essi provenienti da tutto il mondo. La mostra si sviluppa lungo i circa 3.000 metri quadrati del Museo e riunisce alcuni tra i talenti più riconosciuti ed emergenti a livello mondiale. Organizzata e curata dallo stesso team di persone che si è occupato di mostre di successo al Victoria & Albert Museum e alla Lord Leighton House di Londra, la Biennale è pronta a ripetere l’eccezionale successo ottenuto due anni fa.

La fiducia riposta in questi artisti di livello mondiale è tale che 300 gallerie d’arte di tutto il mondo saranno ospitate negli hotel a quattro stelle di Chianciano per scoprire e collaborare con i nuovi talenti. Tra tutti gli artisti partecipanti alla Biennale di Chianciano, trenta di loro saranno poi selezionati per un’esposizione che si terrà in una consolidata galleria di Londra che può vantare oltre 30 anni di esperienza sul mercato internazionale.
 
Oltre a visitare la mostra, ospiti e artisti avranno l’opportunità di visitare una regione dell’Italia ricca di cultura, storia e tradizione, che ha dato i natali a Dante Alighieri, Botticelli, Leonardo, Michelangelo e Galileo, solo per citarne alcuni. I visitatori potranno esplorare la campagna toscana, da sempre fonte d’ispirazione per artisti e poeti, e ammirarne tanto l’architettura quanto le bellezze naturali. Ma il fascino di Chianciano non termina qui: il suo charm si estende anche alle famose sorgenti termali e ai deliziosi ristoranti, che offrono, oltre ad un’ottima pasta fatta a mano, i famosi vini di Montepulciano e Montalcino.
 
All’interno di questa romantica cornice, il lavoro di centinaia di artisti sarà esposto e giudicato da un’esperta commissione di giudici, i visitatori godranno di una straordinaria esposizione d’arte di grande livello proveniente da tutto il mondo.
La Biennale trasformerà la città di Chianciano in un punto di raccolta di varie culture, in cui artisti, curatori, galleristi e amanti dell’arte avranno l’opportunità di incontrarsi, discutere d’arte e scambiarsi idee, con una serie di eventi che spaziano da un’asta benefica al concerto “Biennale in Musica”.
 
Il Museo è strategicamente situato nel centro di Chianciano Terme, una delle principali città termali italiane, ed è facilmente raggiungibile da Siena, Perugia, Firenze e Roma.

La mostra si terrà dal 17 al 24 settembre 2011, con apertura dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 16.00 alle 19.00.

L’ingresso è gratuito.


Per informazioni:
www.museodarte.org

saimicadove

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02/05/2011

Prato: Il Bisenzio, fiume di vita e di lavoro

Una mostra fotografica in cinquanta scatti che documenta i luoghi più interessanti attraversati dal fiume Bisenzio lungo un percorso che si dipana tra Luogomano e i Renai di Signa. Ma non solo. Anche una pubblicazione e un video che raccontano la storia di un corso d'acqua che caratterizza un intero territorio. Il progetto “Bisenzio, fiume di vita e di lavoro” racconta attraverso tre diverse modalità espressive non solo un ambiente naturalistico pregevole, ma la storia di un corso d'acqua che ha contribuito allo sviluppo di una civiltà antica - gli etruschi che si insediarono lungo le sue rive – e alla crescita economica e industriale di un distretto come quello pratese. Insieme alla mostra fotografica – che rimarrà aperta fino al 6 maggio – sempre negli spazi al piano terreno di palazzo Buonamici si potrà trovare anche l'omonima e fortunata pubblicazione, edita da Nte con il sostegno di Publiacqua e il patrocinio della Provincia, realizzata da Giuseppe Centauro, Lisa Ciardi, Fiorenzo Gei, Giuseppe Guanci e Roberto Tazioli integrata da un video/documentario, ricco di interventi e interviste a personaggi che 'vivono' il fiume, che approfondisce gli stimoli visivi offerti dall'allestimento.

 E' il fotografo fiorentino Davide Bischeri a ritrarre in maniera spettacolare e realistica i luoghi più interessanti attraversati dal fiume; l’obbiettivo si sofferma innanzitutto sulle luci, le forme e i colori di un ambiente prepotentemente abitato, ma che allo stesso tempo ha saputo conservare alcune “enclaves” naturalistiche di rara bellezza, popolate da alberi, fiori e animali a cui il fiume ha fornito l’habitat ideale. L'allestimento non celebra però solo magnificenza della natura. Se da un lato le foto evocano la bellezza senza tempo dei boschi, la magia delle radure, la poesia dei campi coltivati, dall’altro colgono i segni dell’industrializzazione del territorio, rispetto alla quale il Bisenzio ha svolto un ruolo centrale, facendosi “benzina” per i mulini e le gualchiere disseminati sulle sue rive. Una forza impetuosa, dirompente, a volte anche pericolosa, che l’uomo ha imbrigliato e razionalizzato attraverso sbarramenti (il Cavalciotto) e il sistema delle gore, arterie di un sistema che, come ha sottolineato nelle sue ricerche l’architetto Giuseppe Guanci, ha permesso al Bisenzio di entrare nel cuore della città laniera e rendersi utile anche lontano dal suo alveo naturale. Le immagini passano in rassegna anche alcuni dei monumenti più importanti dei comuni bisentini, regalando prospettive inedite. L’obbiettivo del fotografo si sofferma sulla “città madre” di tutti gli insediamenti della piana, l’antica Gonfienti etrusca. Fu il Bisenzio a far nascere e sviluppare questa metropoli e fu ancora il Bisenzio a cancellarla di colpo consegnando le sue spoglie all’oblio del tempo. Dai semi della civilizzazione etrusca è nata molti secoli dopo l’area metropolitana che noi oggi conosciamo e di cui il Bisenzio rappresenta ancora la spina dorsale. Questa mostra ci ricorda la sua importanza e le responsabilità che noi abbiamo nel conservarne gli ambienti e le memorie storiche.

ORARI APERTURA: 10/13 – 16,30/19,30.

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Castagno d'Andrea (FI): La birra del Conte

 

Stefano Tesi per lavinium

Si chiama "Giovanni dalle Bande Nere" e nasce da un birrificio artigianale di Castagno d'Andrea, alle falde del Falterona. E' una "london porter" dall'avvolgente aroma di caffè e dalle note molto british. Ma la fanno in montagna, a km zero. Ed è bio.
Premessa indispensabile: in genere non amo i microbirrifici e/o i birrifici artigianali. Non li amo perché, senza vivaddio togliere alcun merito a tanti ottimi e volonterosi produttori, da un po' questo tipo di imprese è diventato un fenomeno alla moda. E chi mi conosce sa che ho l'abitudine di prendere le distanze da ogni genere modaiolo.
Dico questo perché tutto suoni a maggiore elogio di una birra che ho assaggiato per la prima volta di recente, quasi per caso e certamente in un momento non ideale per la degustazione: a San Godenzo, durante la pausa-aperitivo dopo l'impegnativa "tappa dolomitica" del recente Pellegrinaggio Artusiano (vedi qui, qui e qui) che ci aveva portato, ovviamente a piedi, da Portico di Romagna fino lì, attraverso il 900 e passa metri del Passo del Muraglione.

Insomma, non è che nella circostanza il palato e neppure la mente fossero ricettivissimi. Eppure, tra le tante e buone cose ammanniteci sotto i portici della cittadina, questa birra mi ha colpito subito. Non solo per il nome decisamente impegnativo, "Giovanni dalle Bande Nere", e per l'esuberante personalità del produttore, il giovane Simone Campigli (che, presumo, basandosi sul cognome si è ribattezzato, e con sé il birrificio, "Conte di Campiglia"). Ma soprattutto perché mi ha impressionato l'immediato, quasi ottundente impatto organolettico della london porter (una categoria di birra scura assai amata nell'800 dagli scaricatori di porto di Londra, da cui ha preso il nome) che mi veniva proposta: da qui a riassaggiarla con calma e piedi freddi il passo è stato breve.
Pastosa, densa, con una schiuma compatta quasi da cappuccino e una forte, inconfondibile nota olfattiva di caffè, resa più realistica dal colore scuro, anzi bruno, con riflessi inchiostro.
Servita alla temperatura giusta (intorno ai 10°) e servita in modo acconcio, in modo da valorizzarne la rassicurante cremosità, libera al naso tutti i profumi dei lieviti, sentori di bosco bagnato, liquirizia che si agglutinano e poi in gran parte tornano, persistenti, in bocca, dove la "Giovanni dalle Bande Nere" esprime la sua natura robusta, il suo nerbo tutto d'un pezzo, il vigore dei suoi oltre 7° alcolici e un gusto secco, severo, fumoso, con un bel corpo pieno che lascia la bocca pulita e la voglia di bere ancora.

Birra di stile anglosassone insomma, da aringa, da pane nero, da stufato di pecora. Oppure, perché no, da nostrano baccalà. O anche da meditazione, da caminetto (meglio: da stufa a carbone, rigorosamente londinese).
Il birrificio, spiega Campigli, si trova nella frazione di Castagno d'Andrea, a 830 metri slm, alle pendici del Monte Falterona, e produce esclusivamente birre artigianali crude, otto tipi in tutto, non filtrate e non pastorizzate, alcune ricavate seguendo uno speciale protocollo da ingredienti biologici certificati e inseriti in una linea "bio" dedicata. L'ICEA, l'ente certificatore, preleva inoltre più volte l'anno campioni di birra per certificare, oltre gli ingredienti, anche la purezza del prodotto finale. "Seguiamo la regola tedesca della raisenghebot e quindi usiamo solo acqua, lievito, malto d'orzo e luppolo", prosegue, "utilizzando prodotti a km zero e cercando di essere il più naturali possibile, anche sotto il profilo energetico: utilizziamo le acque di raffreddamento delle bolliture stoccandole in boiler coibentati per poi riusarle per l'attività del birrificio e anche come semplice acqua sanitaria. Anche i fumi di bollitura, cioè il vapore, non viene subito reimmesso nell'atmosfera ma reintrodotto nel sistema a scopo di risparmio energetico".
Forse è anche per questo che nel 2010 al Birrificio Conte di Campiglia è stato conferito il premio "Birra dell'Anno" al Pianeta Birra di Rimini. Dimenticavo: a Castagno il birrificio dispone anche di un ristopub aziendale che promette bene. Appena l'avrò visitato ne renderò conto ai lettori.

Conte di Campiglia
Vicolo Campo D'Arrigo,8 Fraz. Castagno D'Andrea, 50060 San Godenzo (FI)
Tel. 055/664344 - fax 055/8375074
E-mail: info@contedicampiglia.it
Sito: www.contedicampiglia.it

12:26 Scritto da: minobezzi1 in Toscana godereccia | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: ca, bi | OKNOtizie |  Facebook

30/04/2011

Viareggio (LU): Le bici

da www.viareggiok.it 

A che punto siamo con il “famoso” progetto delle biciclette arancioni (bike sharing)? Chi deve controllare? A chi spetta il compito della manutenzione, della gestione e della custodia delle 72 biciclette che dovrebbero essere a disposizione di tutti e che tutti noi...
abbiamo pagato? In attesa che qualcuno ci risponda riproponiamo l’elenco dei luoghi in cui sono posizionate le rastrelliere:

Parcheggio scambiatore Stazione Vecchia (8 bici);
Parcheggio scambiatore Bixio (8 bici);
Parcheggio scambiatore Einaudi (4 bici);
Parcheggio scambiatore Terrazza Repubblica (12 bici);
Parcheggio scambiatore via Buonarroti (8 bici);
Parcheggio Largo Risorgimento (8 bici);
Stazione centrale F.S. (8 bici);
Piazza Nieri e Paolini (8 bici);
Piazza d’Azeglio – fronte Passeggiata (8 bici).
Mostra tutto

17:53 Scritto da: minobezzi1 in ambiente | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: vg, bi | OKNOtizie |  Facebook

28/04/2011

Firenze: Birrificazione

Sabato 28 maggio 2011 al Biobistrot a Firenze terremo il diciannovesimo Corso Base, teorico e pratico, di birrificazione per principianti ed homebrewer alle prime armi. Il corso durerà circa 5 ore.

I corsi base sono dedicati a tutti i principianti o gli appassionati che vogliono imparare a prodursi la birra in casa.

Al nostro corso base imparerete due tecniche per fare la birra:

- metodo base con il kit luppolato e trucchi per migliorare le ricette
- metodo estratti più grani.

Programma del Corso base:

Inizio Corso ore 09.00

  • Cenni storici sulla birra
  • Perché farsi la birra in casa
  • Introduzione alle tecniche di birrificazione
  • Scelta ed uso dei materiali e delle materie prime
  • Bollitura da kit e suggerimenti per il miglioramento
  • Bollitura da Estratti più Grani
  • Luppolatura, tecniche e assegnazione per sitle di birra
  • Tecniche di raffreddamento
  • Tecniche di sanitizzazione dei materiali
  • Inoculo dei lieviti, ossigenazione e considerazioni sulla fermentazione
  • Conservazione e metodi di maturazione

Fine Corso ore 13.30 (circa)

Costo del corso:
(sono necessari la prenotazione e il pagamento anticipato)

Corso base per iscritti Associazione ………………………..35 euro
Corso base + Tessera Associazione per non iscritti…… 45 euro

Sede:
Biobistrot, Via Pacini 45-47 Firenze (tel. 055 359704) – mappa di Google

www.biobistrot.it

Termine Iscrizioni:
Le iscrizioni termineranno il giorno giovedì 26 maggio 2011.
Le iscrizioni sono a numero chiuso e potrebbero terminare anche prima della data sopra indicata (nr. partecipanti min. 6 e max. 12)

16:49 Scritto da: minobezzi1 in Toscana godereccia | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: fi, bi | OKNOtizie |  Facebook

23/04/2011

Grosseto: Alessio Biagi

Alessio Biagi, trentenne lucchese chef del ristorante “Canapone” di Grosseto, è il Miglior Chef Emergente del Centro Italia edizione 2011. Ci ha messo l’ anima, ma anche le animelle, che con crema di patate e porri hanno convinto una giuria che annoverava tra l’ altro chef del calibro di Gianfranco Vissani, Lucio Pompili, Mauro Uliassi, altri giornalisti ed esperti in rappresentanza delle principali guide gastronomiche, e inoltre rappresentanti dell’ AIS e delle Istituzioni. In finale anche i bravissimi Marco Cameli del ristorante Mattia di San Benedetto del Tronto e Alessandro Cannata del ristorante Moma di Roma. Ancora una volta ha vinto uno chef in trasferta, a testimoniare l’assoluta imparzialità di questo Premio.

La gara ha avuto uno scenario d’eccezione, l’Antico Mercato di Fabriano reso particolarmente suggestivo dall’ allestimento scenografico, ed un’ altissima frequentazione non solo la domenica, come era prevedibile, ma anche il lunedì, giorno della finale. Ad arricchire l’evento anche l’ originale Asta del Pesce, organizzata da Flavio Cerioni in collaborazione con il mercato ittico di Fano e l’ esposizione dei vini e dei prodotti tipici della regione e non solo,con in testa il Salame di Fabriano. L’evento è stato fatto in collaborazione con la Regione Marche ed il comune di Fabriano

Questa manifestazione è la prima degli eventi “Emergente” che vedranno la gara dei giovani Chef attraversare l’ Italia in varie tappe: il Sud a Napoli 22-24 maggio, il Nord a Pavia 12-14 novembre, la finalissima a Roma 22-24 ottobre. Eventi che hanno il patrocinio e il contributo del Ministero delle Politiche Agricole. Inoltre ci saranno due eventi collegati: la giornata Emergente a Squisito di San Patrignano il 30 aprile e Emergente Trento 11-12 giugno.

“Emergente” è organizzato da Witaly e condotto da Luigi Cremona.  Le scorse edizioni del Premio hanno visto come Miglior Chef Emergente del Centro Italia:

2008 – Carmine Calò di Ascoli Piceno; 2009 – Nicola Fossaceca di San Salvo (CH); 2010 –Mattia Spadone di Civitella Casanova (PE).

Serietà, divertimento, passione, forti emozioni e anche una sana competitività hanno sempre reso unico questo evento, seguito sempre con entusiasmo ad ogni sua edizione.

 

Fonte. Ilaria Pipola

cs per teatronaturale

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20/04/2011

Bièntina (PI): Alex J. Corsi & Filippo Barontini

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12/04/2011

Firenze: Alla biblioteca degli Uffizi

La Biblioteca degli Uffizi ospiterà venerdì 15 e sabato 16 aprile p.v. un convegno di studi sulla "Tutela e fruizione del patrimonio culturale", nel centenario della prima legge sulla tutela.
L'evento, organizzato dalla Fondazione NUOVA ANTOLOGIA, vedrà la partecipazione  di protagonisti dei beni culturali. 
 
Si ricorda che l'accesso alla Biblioteca avverrà dallo scalone magliabechiano (ingresso dal loggiato degli Uffizi - portone Biblioteca degli Uffizi / ex Archivio di Stato) previa presentazione dell'invito.
 

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04/04/2011

Pisa: Meglio la bici

 

Il "Treno Verde" di Legambiente in questi giorni fa tappa a Pisa (binario 1 tronco ovest della stazione centrale), con lo scopo di monitorare lo stato dell'inquinamento atmosferico e acustico della città, grazie ai rilevamenti del laboratorio mobile dell'Istituto sperimentale di Rfi (Rete ferroviaria italiana), e di sensibilizzare i cittadini su cambiamenti climatici, risparmio energetico e utilizzo delle fonti rinnovabili, attraverso le mostre realizzate a bordo del convoglio ambientalista.

Oggi si è tenuta la famosa gara del "Trofeo tartaruga" dove si sono sfidati su un percorso prestabilito di 3 chilometri, vari mezzi di locomozione. A tagliare per prima il traguardo è stata la bicicletta, che ha percorso il tragitto in 9 minuti; a seguire dopo 3 minuti un volontario di Legambiente con i pattini ai piedi, terza la moto che taglia il traguardo a 15 minuti dalla partenza. L'automobile è arrivata quarta dopo 16 minuti, mentre il quinto posto va al pedone che riesce ad arrivare dopo 23 min.

All'autobus la maglia nera per il peggior tempo (25 minuti per compiere 3 km). «La gara di questa mattina conferma quanto Pisa sia una città a misura di bici - ha sottolineato Roberto Sirtori, del circolo di Legambiente Pisa - l'ampia zona a traffico limitato e le piste ciclabili rendono la bici il mezzo più comodo e meno costoso soprattutto per muoversi nel centro. E' auspicabile che il nuovo piano per le piste ciclabili venga concretizzato in breve tempo ottimizzando le piste già esistenti e creandone di nuove, soprattutto nelle zone più periferiche, come ad esempio il collegamento tra Pisanova e il centro. La vera tartaruga - ha continuato Sirtori - della città è l'autobus, arrivato ben 16 minuti dopo la bicicletta, penalizzato però dal tragitto a piedi dalla partenza verso la fermata».

Secondo la XVII edizione di Ecosistema Urbano, l'annuale rapporto di Legambiente che fotografa la situazione ambientale delle province italiane, su 93 città prese in esame, Pisa si piazza al 39° posto in classifica per indice di mobilità sostenibile.

«Anche i dati di Ecosistema Urbano dimostrano che la mobilità sostenibile a Pisa rispetto alle altre città italiane non è sconfortante ma neanche entusiasmante- ha ripreso Sirtori- se in centro muoversi a piedi e in bici è la soluzione più comoda grazie alla ztl, chiediamo che altrettanta attenzione venga data fuori dalle mura cittadine, affinché l'uso della bici e degli autobus non rimanga un'esclusiva di studenti e stranieri». Il presidente di Legambiente Toscana Piero Baronti ha aggiunto: «Pisa ha le tutte le potenzialità per ottimizzare la rete ciclabile urbana ed extraurbana, dato il contesto favorevole che la trova vicina alle località balneari e al Parco Migliarino-San Rossore. Ci auguriamo pertanto che le amministrazioni locali non si lascino sfuggire l'occasione di migliore ulteriormente questa città».

greenreport

 

02/04/2011

Livorno: Tutti in bici

 Luigi Astori per costaovest

 Per domani, domenica 3 aprile, Legambiente ha promosso una passeggiata in bicicletta in città per attirare l’attenzione dei cittadini e dell’amministrazione comunale sui problema dell’inquinamento atmosferico e d  conseguenza per promuovere l’uso della bicicletta e la realizzazione di piste ciclabili. Inoltre Legambiente, come ogni anno con la campagna Mal’aria di città, questa volta edizione 2011, ha svolto un’importante ricerca sulla qualità dell’aria delle nostre città e da essa risulta che in generale in Italia non si "respira una bell’aria": le principali fonti di emissione di inquinanti sono l’industria, i trasporti e il riscaldamento.

In un incontro con la stampa è stato posto l’accento sulla fonte "trasporti" stradali come principali responsabili della emissione in atmosfera di benzene, monossido di carbonio e ossidi di azoto senza dimenticare le polveri sottili.

La mobilità urbana è un aspetto fondamentale della vivibilità delle nostre città sempre più ingolfate dai mezzi di trasporto privati, con gravi ripercussioni sia individuali che collettive. Non è infatti solo un problema di ambiente ma anche di salute.

In fatto di emissioni, i trasporti stradali emettono le maggiori quantità di benzene (55 per cento), di monossido di carbonio (43 per cento), di ossidi di azoto (52 per cento), quantità a cui vanno aggiunte le 9.868 tonnellate di Pm10 emesse nel 2008. Sostanze responsabili di malattie respiratorie e tumori. Pertanto c’è l’esigenza che la politica locale incentivi al massimo la mobilità "dolce", ciclabile e pedonale appunto, oltre al trasporto pubblico naturalmente.

Per questa ragione è stata proposta, da Legambiente, una biciclettata a Livorno, dove le distanze non sono eccessive e il terreno è pianeggiante per migliorare la qualità dell’aria e delle problematiche legate alla mobilità urbana come l’intenso traffico e la mancanza di parcheggi.

E’ stata associata alla passeggiata la possibilità di ascoltare, durante alcune soste, degli interventi illustrativi di aspetti storico-culturali della città proprio per evidenziare che la bicicletta non è solo un mezzo di trasporto che alla fine può facilitare gli spostamenti urbani e può anche consentire una fruizione del proprio ambiente più attenta e rilassata.

La passeggiata, partendo dal Comune attraverserà il quartiere della Venezia e proseguirà sul lungomare fino alla Rotonda d’Ardenza con soste dove i volontari di Legambiente daranno notizie storico artistiche sulla città.

"Profondamente convinti che le scelte individuali intervengono nelle relazioni sociali e nei mutamenti climatici sia in positivo che in negativo", sostengono gli esponenti di Legambiente, "vogliamo sensibilizzare le persone sull’importanza di ogni singolo comportamento".

Legambiente chiede al Comune una maggiore attenzione a questo tema perchè investa di più nell’educazione dei cittadini con campagne di sensibilizzazione e soprattutto nel realizzare le condizioni affinché effettivamente l’uso della bicicletta sia reso sicuro. Educare le nuove generazioni a una mobilità leggera attualmente è difficile perché i ragazzi in strada sono esposti a un rischio eccessivo.

L’associazione ambientalista chiede che più che contabilizzare il numero di chilometri si punti a creare una rete efficace che risulti attraente per i cittadini. Oggi le poche piste ciclabili esistenti non sono ben collegate tra loro, la via De Larderel è ancora interrotta, il viale Italia è oggetto di contenzioso con i pedoni ed i tratti di strada più pericolosi come l’Aurelia, sottolineano a Legambiente, ne sono quasi del tutto sprovvisti.

Appuntamento dunque a domani, alle 9,30, in piazza del Municipio, davanti a Palazzo Civico, per raggiungere la Rotonda d’Ardenza passando per il quartiere della Venezia, il porto e il viale Italia.

28/03/2011

Pontedera (PI): Tutti in bici!

domenica 22 maggio · 8.30 - 14.30
piazza Cavour (antistante il Comune)
Pontedera, Italy
PONTEDERA IN BICI!!!
Pedalata “Fabiana Luperini”

Manifestazione non agonistica (aperta a tutti!) per le strade cittadine su di un percorso di circa 13 Km (interamente pianeggianti).

...ore 8.30 ritrovo in piazza Cavour (piazza del Comune), inizio iscrizioni.

Quota di partecipazione 6 euro (compresa T-shirt manifestazione e numero per estrazione premi).

Per i bambini ad di sotto dei 10 anni, accompagnati dai genitori, la partecipazione è gratuita.

ore 10.00 partenza della pedalata.

Durante il percorso (piazza della Libertà) sarà allestito un punto di ristoro.

ore 12.00 circa (comunque al termine della pedalata) arrivo presso il centro sportivo “Bellaria”. Seguirà estrazione di numerosi premi e spaghettata.


PERCORSO:

KM LOCALITA'
0 partenza, Pontedera (piazza del Comune)
0,05 dx per via Saffi
0,3 dx per Tosco Romagnola
2,3 località la Bianca
3 Pietroconti
3,2 dx per via di Montecastello
4 dx per via di Montevisi
6,5 dx per via delle Colline
7,3 sx al semaforo per via Vittorio Veneto (ponte napoleonico)
7,5 piazza della Libertà (passaggio dal centro città)
7,6 dx per via della Misericordia
7,7 sx per piazza Garibaldi
7,8 sx per viale Risorgimento
7,9 dx per via della Stazione vecchia
8 dx per via IV Novembre
8,3 viale Rinaldo Piaggio
10 sx per viale America
10,5 sx per viale Africa
12,5 (attraversamento delle 4 rotonde fino a rotonda Coop)
12,6 sx per viale europa
13,2 arrivo c/o complesso sportivo Bellaria


REGOLAMENTO: I partecipanti procederanno ad andatura non agonistica per tutto il percorso che sarà di 13 km circa.
In testa ed in coda al gruppo ci saranno le auto dell’organizzazione. Ogni partecipante dovrà restare quindi all’interno del gruppo per beneficiare dei servizi di assistenza previsti.
Non è consentito superare l’auto di testa.
Ognuno è tenuto a partecipare sotto la propria responsabilità, nel rispetto del buon senso e della buona educazione, rispettando gli altri partecipanti, le indicazioni degli addetti al servizio d’ordine e le regole del codice della strada.
Gli incroci saranno presidiati dalla Polizia Municipale.
Se si dovesse perdere il gruppo per guasti meccanici o cadute si dovrà ricorrere all’assistenza dei mezzi dell’organizzazione che chiudono la coda del gruppo.
Chi non lo farà decidendo di proseguire comunque lungo il percorso dopo il passaggio di tali mezzi, lo dovrà fare nel pieno rispetto delle norme che regolano la circolazione stradale.
Il partecipante solleva da ogni responsabilità gli organizzatori in merito alla propria idoneità ad affrontare il percorso stabilito.
Sarà altresì assicurato il servizio di assistenza sanitaria e di pronto intervento durante lo svolgimento della manifestazione, incluse eventuali operazioni di soccorso.
Gli organizzatori non rispondono per la partecipazione di minori non accompagnati da adulti.
Il passaggio della staffetta di chiusura gruppo agli incroci presidiati dalla Polizia Municipale definisce la riapertura degli stessi alla viabilità ordinaria.

ORGANIZZAZIONE: Fan Club Fabiana Luperini, ASD I&BIKE.
Con il Patrocinio del Comune di Pontedera.

INFO: Carlo Paolini 347 65 88 673 - www.fabianaluperini.it

21/03/2011

Arezzo: Bici a nolo

 

Parte oggi ad Arezzo il nuovo servizio "Ar Bike", l'innovativo sistema di Bike Sharing, cioè il noleggio di biciclette pubbliche messo a punto e gestito dall'azienda Atam. Come ha sottolineato l'assessore all'ambiente Roberto Banchetti si tratta di un'iniziativa che s'inserisce nel contesto del Piano della mobilità che prevede parcheggi di "cintura" per ridurre la presenza delle auto in centro, mettendo al contempo a disposizione strumenti alternativa di mobilità, cioè mezzi pubblici e biciclette. Per accedere al servizio ogni cittadino potrà recarsi presso la sede dell'azienda Atam (Ceciliano 49/5) con un documento di identità e codice fiscale, e sottoscrivere un contratto che gli consentirà di ritirate un tesserino elettronico del costo annuo di 25 euro compresa la polizza assicurativa. Successivamente con la tessera in questione caricata dell'importo desiderato, recandosi nei punti di prelievo, avvicinando la card alla colonnina, potrà sbloccare la bici disponibile ed utilizzarla per la città. "Ar Bike" consente tra l'altro di consegnare la bici anche in un punto diverso da quello del prelievo.

A ciascuno degli utilizzatori delle bici verrà consegnato anche un lucchetto personale per chiudere il mezzo noleggiato nelle normali rastrelliere. I punti di prelievo del bike sharing sono 6: alla stazione ferroviaria e a quella dei bus, rispettivamente in Piazza della Repubblica e in via Piero della Francesca, all'ospedale San Donato, in Piazza Giotto, al tribunale in via Fonte Veneziana e in via Baldaccio d'Anghiari al parcheggio coperto. Per quanto riguarda le tariffe, il servizio è gratis per la prima mezzora, 0,80 centesimi la seconda mezzora, ulteriore 1,50 euro la terza mezzora, dalla quarta mezzora e per le successive ulteriori 2 euro. Una volta terminato l'importo della card, questa si può ricaricare sempre presso gli uffici Atam. Per sapere quante biciclette in tempo reale sono disponibili nelle varie postazioni si può consultare il sito: www.bicincitta.com

greenreport

16/03/2011

Vecchiano (PI): Da Boccadiserchio a Lucca in bici

 

Si aggiunge un altro "tassello" alla pista ciclopedonale "Puccini" che da Lucca arriverà al lago di Massaciuccoli e fino al mare, a Marina di Vecchiano. Oggi nella sede della provincia di Pisa è stato siglato un protocollo d'intesa per l'attuazione dei lavori nel tratto tra Pontasserchio e Nodica.  Presenti alla firma dell'intesa, per la provincia di Pisa il presidente Andrea Pieroni (Nella foto) e l'assessore alla mobilità Gabriele Santoni; per la provincia di Lucca, l'assessore allo sviluppo economico, Francesco Bambini e per il comune di Vecchiano l'assessore ai lavori pubblici Massimiliano Angori.

L'intera pista ciclopedonale "Puccini" al suo completamento misurerà 45 km. Sono stati realizzati gli interventi della provincia di Lucca lungo il Serchio, da Ponte S. Pietro fino a Cerasomma, ed ora sono in corso i lavori sul fronte versiliese, precisamente nel tratto a sud-est del lago con un percorso che raggiungerà il porticciolo di Massaciuccoli. Dei tre stralci funzionali previsti (l'investimento è di circa 1 milione di euro), il primo riguardante la pista ai piedi del Monte Cocco sarà ultimato nel giro di tre settimane, il secondo è stato appaltato a metà febbraio mentre il terzo, che riguarda il tratto a sud del lago e l'ultima porzione lungo le vasche della pescicoltura, è stato appaltato di recente.

Per quanto riguarda invece la provincia di Pisa si stanno concludendo i lavori del tratto di 8 km compreso tra il confine tra le due province e il Teatro Rossini, a Pontasserchio, per il quale Regione Toscana, provincia di Pisa e comune di S. Giuliano hanno investito 500 mila euro e poi inizieranno i lavori per il tratto oggetto dell'accordo odierno. Secondo quanto condiviso nel protocollo, la provincia di Pisa contribuirà con 85mila euro, mentre quella di Lucca con 45 mila. Ai Comuni saranno assegnati i successivi compiti di manutenzione.

greenreport

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27/02/2011

Lucca: Bianco, rosso e jazz

Lucca Jazz Donna - locandina

Bianco, rosso e jazz: tre artiste italiane omaggeranno al teatro di San Girolamo (via San Girolamo, Centro storico, Lucca) i 150 anni del nostro Paese con “Sorelle d’Italia”, la serata in cui il festival Lucca Jazz Donna partecipa all’anno delle celebrazioni della nostra nazione con il talento e la forza espressiva di tre musiciste donne italiane.

Dopo l’apertura con un gruppo dell’Istituto Jam Centro Musica Moderna, nel primo set sarà Patrizia Conte a presentare “In Person Yhea!” con Patrizia Conte alla voce, Marco Brioschi alla tromba e flicorno, Andrea Pozza al pianoforte, Riccardo Fioravanti al contrabbasso, Massimo Caracca alla batteria.

Patrizia Conte è naturalmente dotata di splendide risorse vocali nelle quali trova espressione la ricchezza della sua personalità. Nel corso della sua lunga carriera la sua ricerca introspettiva non ha conosciuto soste. Tutto il lavoro profuso in questa direzione le consente oggi di regalarci un universo che è fatto di ciò che lei più ama: la musica, il jazz, le “sue singer” interpretato con uno stile inconfondibile pregno di una tensione vitale che diventa intensa al massimo grado nei concerti dal vivo.

Nel secondo set altre due artiste italiane: G. Tommaso presenta “Generations Quartet” con Danielle Di Majo al sax, Sade Mangiaracina al pianoforte, Giovanni Tommaso al contrabbasso, Marco Valeri alla batteria.

Danielle Di Majo ha vinto, con il “Danielle Di Majo Quartet” e col “Francesco Diodati Quintet”, numerosi concorsi internazionali (primo premio a Incroci Sonori jazz 2004, Talenti Jazz Martina 2004, premio Palazzo Valentini 2004, Barga Jazz 2005, Porsche Jazz 2005). Attualmente è impegnata nella direzione del “Danielle Di Majo Quintet” con cui scrive composizioni originali e partecipa a numerosi locali, eventi e festival jazz italiani.

A 15 anni, Sade Mangiaracina ha ottenuto il diploma di quinto anno in pianoforte classico e il sesto grado alla Royal School of Music di Londra. Grazie a una borsa di studio ha frequentato il Berklee College di Boston. Dopo diverse esperienze in ambito nazionale ed internazionale, nel 2008 assieme alla contrabbassista Caterina Palazzi e alla batterista francese Anne Paceo ha formato il “Violet trio” esibendosi spesso a Parigi ed ai jazz festival di Marciac e di St Germain des Pres e di Oloron; aprono i concerti di Dionne Warwick durante il suo tour italiano suonando in teatri come il “Sistina” di Roma o i teatri di Pescara e di Napoli.

Lucca Jazz Donna, festival di jazz al femminile, è organizzato dal Circolo Lucca Jazz, dal Comune di Lucca e dalla Provincia con il sostegno della Fondazione Banca del Monte di Lucca, della Banca del Monte di Lucca, della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e della Regione Toscana all’interno della Toscana dei Festival. Il prossimo concerto, “Jazz dal mondo”, è sabato 5 marzo alle 21 al Teatro di San Girolamo, ospiti Ana Karina Rossi (Sin fronteras) – “Piazzolla al femminile” e le “Truth or Dare”.

Le serate sono presentate da Jasmine Tommaso; il costo del biglietto è di 12 euro e 10 il ridotto per i soci del Circolo Lucca Jazz, i soci Coop, i giovani sotto i 25 anni e gli over 65. Info e calendario su www.luccajazzdonna.it, prevendita Telerecord (via Santa Croce 11/13, Lucca), tel. 0583.49.22.29. 

loschermo

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25/02/2011

Livorno: Binario 7

Livorno - dal 25 febbraio al 5 marzo 2011 Binario 7 - oscuraMente Via Gaetano Poggiali 10 (57125) +39 0586897477 , +39 0586897477 (fax), +39 3284552618 info@70m2.it www.70m2.it -------------------------------------------------------------------------------- Binario 7 è un collettivo di giovani fotografi, con la loro ultima installazione oscuraMente , lo studio di architettura 70m2 , in via Poggiali 10 a Livorno , inaugura una nuova stagione di eventi. orario: Da lunedi a venerdi ore 9:30-13 16-19:30 Sabato ore 16-20 Domenica chiuso (possono variare, verificare sempre via telefono) prenota il tuo albergo a Livorno: biglietti: free admittance vernissage: 25 febbraio 2011. ore 18:00 autori: Giulia Barsottini, Alessio Bonatti, Chiara Nicolosi, Francesca Nicolosi, Gian Luca Palazzolo genere: fotografia, collettiva exibart

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24/02/2011

Firenze: Biblioteca degli Uffizi

Si dà comunicazione dei seguenti eventi ospitati dalla Biblioteca degli Uffizi:
  • giovedì 3 marzo ore 16.30: presentazione del libro "Paradossi e ironia nella narrativa di Roberto Vigevani" di Ivano Pierantozzi.
  • venerdì 11 marzo ore 17.00: presentazione del facsimile inedito del manoscritto "De divina proportione" di Luca Pacioli.
  • lunedì 14 marzo ore 10.00: "Ricordando Emanuele Casamassima nel suo 95esimo compleanno".
L'accesso alla Biblioteca avverrà, compreso lunedì 14 marzo (giorno settimanale di chiusura della Galleria degli Uffizi), dallo scalone magliabechiano. L'ingresso sarà dal portone del loggiato degli Uffizi con targa "Biblioteca degli Uffizi" (ex Archivio di Stato).

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23/02/2011

Firenze: Birre americane

Da  martedì 15 marzo 2011

4 serate dedicate alle birre americane introvabili

Panoramica generale

Indian Pale Ale
Il Belgio negli States
Special beers (birre con ingredienti inusuali)

5 birre in degustazione per ogni serata.

Il prezzo a persona per tutte e 4 le serate è di euro 60 euro (inclusa la tessera Livingstone).

15-22-29 marzo, 5 aprile ore 21

Le iscrizioni si ricevono all'indirizzo mail master@slowfoodfirenze.it
Il pagamento delle quote deve avvenire tramite bonifico bancario sul conto intestato a Slow Food

Firenze
IBAN IT 36 X 03242 02800 CC1024003339

Il termine ultimo per le iscrizioni è lunedì 8 marzo

eleoma per ricettedicasa

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22/02/2011

Bibbiena (AR): L'innovazione passa di qui

 

 

L'innovazione nel settore fotovoltaico passa dalla Toscana. Precisamente da Bibbiena  (AR) dove Baraclit, azienda che si occupa di edilizia industriale e commerciale per prefabbricati in cemento, svilupperà SolarLAB2 (prodotto da Canadian solar) tra i più grandi e innovativi impianti fotovoltaici integrati a tetto in Italia.

Il SolorLAB2, laboratorio solare a cielo aperto concepito per lo studio dell'integrazione delle tecnologie fotovoltaiche nelle coperture prefabbricate, è articolato in 4 sezioni, raggiunge una potenza di picco pari a 2,5 MWp e realizzerà un output di produzione energetica annuale di 2.900.000 kWh, grazie a un monte di 1.180 ore solari equivalenti, hanno dichiarato i produttori. Il sistema, su una superficie lorda di 31.700 mq, copre un'area captante pari a 17.000 mq dove sono stati installati oltre 11.000 pannelli fotovoltaici di Canadian Solar.

Circa il 58% dei moduli utilizzano celle policristalline mentre il 42% si basa su celle monocristalline.  «Siamo orgogliosi di aver collaborato con Baraclit ed Energy Resources allo sviluppo di SolarLAB2, un sistema fotovoltaico innovativo e integrato per edifici commerciali e industriali in Italia- ha dichiarato Marco Di Pietro, di Canadian Solar- Questa nuova soluzione dimostra chiaramente che le tecnologie fotovoltaiche possono essere applicate su costruzioni di tipo industriale».

Per questo impianto, Baraclit b.Power ed Energy Resources,  hanno previsto l'installazione dei moduli fotovoltaici su coperture a shed e piane ben orientate (12° sud-ovest) con inclinazioni rispetto al piano orizzontale da 10° a 35° (a seconda del tipo di sistema costruttivo) al fine di garantire una costante ed elevata esposizione ai raggi solari in tutte le stagioni dell'anno.

greenreport

18:55 Scritto da: minobezzi1 in nuove energie | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: bi, in | OKNOtizie |  Facebook

18/02/2011

Arcidosso (GR): La birra maremmana

La birra artigianale italiana ci ha abituati a prodotti fortemente ancorati al territorio. La libertà e l'estro dei nostri birrai hanno dato vita a birre originali realizzate partendo proprio da materie prime locali. Tra i birrifici artigianali che hanno particolarmente a cuore il territorio si distingue il birrificio toscano Amiata. Fin dalla sua nascita nel 2006, la volontà di comunicare l'appartenenza ad un luogo, quello della montagna amiatina, era ben chiara. Lo dimostra il nome del birrificio, ma anche quello di alcune birre che ricordano ambienti cari ai due fratelli, Gennaro e Claudio Cerullo, che portano avanti la scommessa di questo piccolo birrificio montano situato vicino ad Arcidosso.  Se la Contessa rende omaggio all'omonimo prato, l'affumicata Drago della Selva ne ricorda la mitologia mentre l'Aldobrandesca, la storia. Legame che si rafforza con birre prodotte con uno dei prodotti tipici più rinomati dell'Amiata come la castagna, che finisce nella rinomata Bastarda Rossa e nella Bastarda Doppia. La gamma con il tempo si amplia, ma la filosofia rimane la stessa, e arrivano birre come la Crocus, prodotta con aggiunta di zafferano maremmano e la Marruca, aromatizzata con il miele ottenuto dall'omonimo arbusto spinoso che cresce proprio sulle pendici della montagna.

 

 maremma toscana italy

 

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17/02/2011

Firenze: Birre americane

IN BEER WE TRUST - 4 serate dedicate alle birre americane introvabili

http://www.facebook.com/home.php?#!/event.php?eid=188216917877528

15-22-29 marzo, 5 aprile ore 21
Panoramica generale
Indian Pale Ale
Il Belgio negli States
Special beers (birre con ingredienti inusuali)

5 birre in degustazione per ogni serata.

Il prezzo a persona per tutte e 4 le serate è di euro 60 euro (inclusa la tessera Livingstone).

Le iscrizioni si ricevono all'indirizzo mail master@slowfoodfirenze.it
Il pagamento delle quote deve avvenire tramite bonifico bancario sul conto intestato a Slow Food Firenze
IBAN IT 36 X 03242 02800 CC1024003339

Il termine ultimo per le iscrizioni è lunedì 8 marzo

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10/02/2011

Firenze: Bistecche e gelati che cambiano la vita

Massimo Bernardi per dissapore

Abbandonate la postura snob e le pretese culturali, gastrofanatici, oggi c’è da divertirsi. Vi invitiamo a raccontare almeno 3 esperienze indimenticabili, di quelle che lasciano un segno, che c’è un prima e un dopo, che quando sarete vecchi racconterete diteggerete su Facebook ai vostri nipotini. Prima però tocca a noi raccontare 15 cose che ci hanno cambiato la vita.

(1) MOZZARELLA VANNULO. Circa 2001.

1,5 kg* di mozzarella di bufala appena fatta, ancora tiepida, mangiata con le mani fino all’ultimo morso tra le 500 bufale della tenuta di Capaccio Scalo, basso salernitano, che facevano la doccia assistite da spazzole rotanti modello autolavaggio. Tutto molto surreale. Ricordo distintamente di aver addentato e poi pensato: “Non credo riusciranno a salire ulteriormente di livello”. *1,5 kg perché le pezzature grandi svelano nuovi e più clamorosi sapori.

(2) BISTECCA ALLA FIORENTINA. 2009. Salivavo all’idea di una succosa, profumata, tenerissima, grassa, grossa bistecca alla fiorentina. Grigliata a regola d’arte, condita solo con fior di sale e pepe appena macinato, ovviamente amoreggiante con un calice di Chianti Classico. I lettori di Dissapore, ah, genuflettersi al cospetto di tanta saggezza è ancora poco. Uno di loro suggerisce un’anonima trattoria del pisano, Da Benito, che sta precisamente a Orentano. Ero  già molto maggiorenne e molto consapevole, nel senso che da Sanesi (Lastra a Signa) fino alla Trattoria da Burde (Firenze), di fiorentine ne ho provate molte. Ma questa era rossa, vertiginosamente alta, tenera, quasi non serviva il coltello. La classica bistecca da culto.

(3) PASTA DI GRAGNANO. Circa 2002. Annoiato dall’ubriachezza molesta della pasta industriale, che assaggio dopo assaggio rivelava ripetute incapacità, decido di provare quella di Gragnano, paesino a 32 km da Napoli la cui umidità leggera favorisce un’essiccazione lenta della pasta. Me la descrivevano come la migliore del mondo. Rispondo: “certo, virgola, certo”. Invece ci sono cascato, e con tutte le scarpe. Il colpo definitivo me lo ha assestato la Minestra di pasta mista di Gragnano con crostacei e piccoli pesci di scoglio cucinata dallo chef Gennaro Esposito del ristorante La Torre del Saracino. Oggi mangerei pasta di Gragnano, sempre pasta di Gragnano, a pranzo pasta di Gragnano, a cena pasta di Gragnano, settegiornisusette pasta. Ho già detto di Gragnano?

(4) OLIVE/FRITTO ALL’ASCOLANA. Circa ‘95. Uno si vede inserire in questo elenco le olive all’ascolana e ride per 3 giorni. Prima provare poi parlare. Chiaro che il famoso fritto di Migliori sta ben sopra la soglia di presentabilità, ma quello più ultimativo si compra in un negozietto di pasta fresca che sta a destra della chiesa dei frati nel quartiere Luciani, all’inizio di via Napoli. Si chiama La Madia. Dopo vi assillerà un pensiero unico, irremovibile, cristallino, contro tutte le previsioni vorrete tornare ad Ascoli. (La liva fritta della Madia va bene perfino il giorno dopo, pefino fredda. Ma voi che siete smart, cuocetela al forno).

(5) IL GELATO ALLA CREMA DI VIVOLI. Circa ‘92. Metti che il gelato sia argomento costituzionalmente interessante per te, meno per l’amico purista che sopracciglia sulla centralità di frutte e creme. Stanchi di sentire il Popolo Italiano non parlare d’altro, entrate nell’improbabile tana del Vivoli, in via Isole delle Stinche a Firenze, ordinando crema e aranciotti al cioccolato. E subito dopo scopri l’amico in difficoltà, senza un elemento uno per tenere il punto. Non hai ancora smesso di vergognarti per lui, ma da allora di tutto il sopraccigliare dei puristi te ne impipi alla grande.

(6) PARMIGIANO REGGIANO DELLE VACCHE ROSSE DEL CASEIFICIO SANTARITA. Circa 2000. A casa del mentore di allora assaggio una-dicasi-una scaglia di Reggiano della Vacche Rosse di un caseificio di Serramazzoni,   armonizzata da una-dicasi-una goccia di Aceto Balsamico Tradizionale di Modena. Dopo minuti uno-dicasi-uno baloccavo già di comprarne 5 kg o meglio fare 10, che non si sa mai. Se tra uomini e cibarie esiste il colpo di fulmine è questo. Nella sua esattezza.

(7) MACARON DI PIERRE HERME’. Circa 2009. Forse perché ogni giorno andava in onda una nuova puntata del più bel feuilleton gastrofanatico, ovvero l’irresistibile ascesa del macaron, mi sono iscritto anch’io al pellegrinaggio del bravo macaronista: direzione la pasticceria parigina di Pierre Hermé. Prima li reputavo una chiccheria per gastrofighetti estetizzanti, dopo ho pensato che niente, avevate proprio ragione voi, sono risolutivi.

(8) PIZZA ALLA NDUJA DI GABRIELE BONCI. Circa 2008. Adesso vi faccio digerire quote d’attualità tipo Grande Fratello o peggio, Barbara D’Urso nei talk show del pomeriggio. Ma all’ultimo morso della pizza alla nduja di Gabriele Bonci, l’imperatore del Pizzarium di Roma — appena riaperto — penso già con un fremito a quando sarà la prossima volta. Nella scala del fremito segue la crocchetta di “lasagne alla bolognese”, più che roba afrodisiaca, un rapporto sessuale completo.

(9) PIZZA NAPOLETANA DI ENZO COCCIA/FRANCO PEPE. 2009. Giganti del pensiero e dell’azione, ecco cosa sono i pizzaioli Enzo Coccia e Franco Pepe. Che non stanno a Via dei Tribunali, la strada della pizza napoletana, ma in luoghi di quelli che una volta qui era tutta campagna (Pepe addirittura non è Napoli ma a Caiazzo), luoghi sacri tra i peggio riusciti che la storia dell’arredo ricordi, ma dove la pizza è una religione che redime qualsivoglia ateismo. Il maestro Enzo Coccia, uno che la stampa newyorkese ha recentemente definito mito vivente dice dell’altro: “l’unico folle che fa ancora l’impasto a mano è Franco Pepe”. Se avete il solito guardaroba di pregiudizi sì e no fondati sulla pizza come nobile gourmetteria, fatevi un giro.

(10) SPAGHETTONI CAVALIERI. 2009. Io ve lo dico. Magari un po’ di tara va fatta alle cose che dico sullo Spaghetto made in Maglie (Lecce), Puglia profonda, ma non pensate che sia il solo ad avere una storia d’amore con la pasta di Benedetto Cavalieri. Porosa, di gagliarda sezione e lunghezza doppia—in quanto confezionata con la “piega” intatta—è di cottura lunga per via del contenuto di glutine. Provocata dal fuoco rilascia una crema vellutata di sua propria natura, quasi a riprodurre in padella una vigorosa mantecatura. [Stefano Caffarri]

(11) MORTADELLA PASQUINI E BRUSIANI. Circa 2000. Una mente aperta e ricettiva, una sensibilità alla cultura mangereccia da ventunesimo secolo non può che rimanere in un silenzio religioso, compunto e inaspettato di fronte alla mortadella di Pasquini & Brusiani insaccata nella sua cotenna. Tipo che toccarla e mandare al diavolo Montezemolo con tutta la sua poltrona Frau, è una cosa sola. Rosetta, focaccia, pane cafone, ammogliate a piacere, e prima di mordere fatevi il segno della croce.

(12) PARMIGIANA ALLE MELANZANE CON PANE CAFONE. 2010. Pane cafone napoletano, si diceva, poca mollica ben lievitata e crosta bruciacchiata con dentro due strati di Parmigiana alle melanzane. Una melodia che non avete mai sentito da nessuna parte. Specie se a cucinare la Parmigiana sono le mani di chi dico io.

(13) PROSCIUTTO PATA NEGRA JOSELITO GRAN RISERVA. Circa 2003. Una situazione che avrebbe risolto i problemi di timidezza perfino ai timidi patologici. Un gruppo di giornalisti qualchecosa cui si offrono sette chili di maiale nero spagnolo allevato in Extremadura, che il famoso produttore spagnolo vendeva a cifre da manovra economica perché, diceva, “le carni sono state trattate per 3 anni e provengono da maiali alimentati con una selezione speciale di ghiande”. Dopo quella esperienza il fattore Spagna, nei prosciutti, nei ristoranti, financo nel calcio, non mi lascia mai del tutto.

(14) GRANITA DI ALFREDO O DEL RITROVO INGRID. Parto dalla fine, io sono tra quelli che ritengono la granita alla mandorla di Alfredo, in piazza Marina Garibaldi, Lingua, a Salina, un capolavoro. Chi pensa sia tutta colpa dell’infatuazione del mondo per la Sicilia, se è impossibile trovare una degna granita con la brioscia in mezzo al diluvio di imitazioni scipite, vada da Alfredo a espiare le sue colpe. O almeno, continuando a isoleggiare, si diriga fiducioso verso il Ritrovo Ingrid di Stromboli.

(15) EBI TEMPURA MAKI DEL RISTORANTE GIAPPONESE SOMO DI ROMA. 2009. Il sushi piace a quelli che vedono un piatto di maccheroni o un ossobuco come il Male Assoluto. C’è un piccolo particolare, anzi due: io amo i maccheroni, e anche l’ossobuco. Ma visto che non volevo continuare a passare per snob per sì futili motivi, ho provato i famosi (ebi tempura) maki del giapponese-romano Somo (vicino viale Trastevere). Alla mia tavola è ancora obbligatorio il mandato di cottura, ma sono diventato più tollereante. Al punto che questi maki (trattasi di rotolini di riso e pesce avvolti nell’alga nori, con all’interno la tempura/frittura di gambero) sono entrati nella mia Top15.

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09/02/2011

Arezzo: Luciano Bigazzi

Nuovo importante incarico di carattere nazionale per Luciano Bigazzi, imprenditore orafo aretino, dirigente di Confartigianato Arezzo. E' stato infatti eletto presidente nazionale della Federazione Artistico, che riunisce le categorie afferenti al variegato mondo dell’artigianato artistico di Confartigianato (orafi, argentieri, restauratori, ceramisti, vetro ecc).
Bigazzi, già presidente nazionale degli orafi di Confartigianato, raggiunge questo importante incarico dopo diversi anni di dirigenza prima nella Confartigianato provinciale, poi regionale ed infine nazionale. Attualmente ricopre anche l'incarico di presidente provinciale dell'associazione di mestiere Argentieri e di presidente regionale della Fedederazione artistico.
Al neoeletto presidente hanno espresso le più vive congratulazioni a nome dell'intera categoria il presidente di Confartigianato Arezzo, Giovanni Donati e il direttore, Mauro Giovagnoli.

 

arezzoweb

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03/02/2011

Prato: Le birre artigianali

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29/01/2011

Pisa: Birra....anzi birre

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13/01/2011

Firenze: La Biennale Enogastronomca Fiorentina

Molte le iniziative del capoluogo toscano e tra queste la Biennale Enogastronomica Fiorentina – regia (o meglio direzione artistica) del giornalista e volto televisivo che più fiorentino non si può Leonardo Romanelli – ha ricoperto un ruolo davvero importante. Chicca della manifestazione per gli amanti del buon bere è stata “Life of Wine: viaggio nell’età del vino”, interessantissimo evento nell’evento che ha permesso la degustazione di 25 vini in una mini verticale di tre annate, da quella attualmente in commercio ad alcune storiche per non dire “archeologiche”.

Sulla scia di quanto avevamo proposto con “Come eravamo” durante l’ultimo Terre di Toscana  (non sarà mica che facciamo tendenza…?) questo tipo di degustazioni, per i veri appassionati di vini, sono quasi commoventi: ascoltare i produttori, ricordare chi c’era dietro quel vino e le annate che furono, assaporare il lato buono della “vecchiaia” sono cose che fanno bene al palato e al cuore.

Promotrice della kermesse Roberta Perna di Studio Umami la quale, grazie all’esperienza e ai locali del sommelier (oltreché bravo e premiato) più internettaro d’Italia ovvero Andrea Gori e la sua (o meglio della sua famiglia) premiata fiaschetteria da Burde, è riuscita a mantenere vivibili gli ambienti e al contempo a rendere conviviale l’atmosfera; gli intervenuti hanno potuto godere di cinque ore per gli assaggi e poi di una squisita cena, tipicamente fiorentina, fianco a fianco coi produttori.

Venendo al sodo, o meglio al liquido, le vecchie annate ovviamente hanno fatto la parte del leone: i vini, nella loro “magica” evoluzione, hanno stupito anche i palati più fini, soltanto in qualche raro caso hanno accusato il passare del tempo; le annate di mezzo talvolta sono rimaste schiacciate tra l’esuberanza e la tecnica della più recente e la finezza e complessità della più vecchia, ma è sempre stato un bel bere comunque, perBacco!

25 x 3 fa 75 vini da assaggiare in un ristretto arco di tempo considerando le chiacchiere varie dovute, cosicché un paio di produttori – Castello Banfi e Col d’Orcia – sono saltati, mannaggia! Dei rimanenti le impressioni del vino che più mi ha colpito dei tre proposti:

Antonelli – Sagrantino di Montefalco 1995: l’eleganza e la morbidezza che non ti aspetti nel sagrantino.

Badia a Coltibuono – Chianti Classico Riserva 1970: 40 anni e non sentirli, ancora presente il frutto accompagnato da fini terziari a corollario, elegante e con una buona spinta acida per una bella lunghezza.

Boscarelli – Vino Nobile di Montepulciano 1983: naso floreale, di frutta sotto spirito e terziari equilibrati, in bocca rivela dei tannini piacevoli e una buona acidità. Lungo.

Cantina Terlano – Nova Domus Terlaner 2004: aromi floreali e vegetali in evidenza corredati da note balsamiche e di miele; sapido, di buon equilibrio e lunghezza.

Cantine Dei – Vino Nobile di Montepulciano Riserva 1996: naso leggermente a favore dei terziari, in bocca bella freschezza e buona lunghezza. Un consiglio: bere con il sottofondo musicale della bravissima Caterina Dei, un cd ascoltabile anche dal sito aziendale.

Capannelle – Solare 1990: naso carnoso di pregevole complessità, bocca viva e ben corrispondente. Ottima anche la persistenza.

Casale del Giglio – Mater Matuta 2001: un produttore tra i più recenti e quindi presente con vini non molto datati. Naso ricco di frutta rossa matura e note dolci di cioccolato e spezie. Accusa un po’ in eleganza e lunghezza ma mostra una bella corposità e tannini fini.

Casanova di Neri – Brunello di Montalcino Cerretalto 1993: naso molto intrigante di frutta e note vegetali, caffè e cioccolata. La bocca rivela un equilibrio e una freschezza notevoli.

Castello del Terriccio – Lupicaia 1993: fruttato e vegetale, con terziari dove emergono note caramellate. Buona la corrispondenza, l’equilibrio e la lunghezza.

Castello Vicchiomaggio – Ripa delle More 2001: rispetto al 1990, solo sangiovese, cambia uvaggio e l’apporto di cabernet si fa sentire nei sentori più vegetali e balsamici dandogli maggior complessità. Idem in bocca e tannini fini ben percettibili.

Domini Castellare di Castellina – I Sodi di San Niccolò 1999: il sangioveto con un piccolo contributo di malvasia nera regalo un quadro ben variegato tra frutta, cuoio, note animali e spezie dolci. Bocca equilibrata e persistente.

Fattoria Selvapiana – Chianti Rufina Riserva Vigneto Bucerchiale 1999: austero ed elegante, la frutta e il leggero floreale sono ben accompagnati da terziari delicati. Vanta un bel corpo e una buona lunghezza a differenza del 1978, molto elegante ma un tantino esile.

Fazi Battaglia – San Sisto Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Riserva 1993: un bianco che se degustato veramente alla cieca, senza vederne il colore, ingannerebbe tanti palati. Naso di sottobosco e terra bagnata, note di cioccolata e di chicchi di caffè colpiscono l’attenzione e fanno passare in secondo piano lontani ricordi di miele e burro. Molto lungo con un finale che ricorda toffee vagamente alcolici.

Claudio Fenocchio – Barolo 1986: frutta sempre presente, tannini fini, freschezza ed equilibrio ne fanno un vino molto elegante e di buona lunghezza.

Il Marroneto – Brunello di Montalcino 1981: gli anni hanno ben smussato le spigolosità tipiche del sangiovese grosso, la morbidezza e l’equilibrio generale le miglior virtù. Una bella spinta acida lo sostiene a lungo.

Le Vigne di Zamò – Malvasia Colli Orientali del Friuli 1995: colpisce per la buona mineralità e sentori che spaziano dal floreale a un delicato formaggio erborinato. In bocca è più tranquillo, nonostante un buona acidità non esubera in dinamismo e lunghezza.

Livio Felluga – Illivio Colli Orientali del Friuli 2001: è figlio di un’annata perfetta, il pinot bianco si esprime bene sia la naso che in bocca. La sapidità e l’acidità ne fanno presagire un futuro radioso per diversi anni ancora.

Montenidoli – Il Templare 1999: potenza dei bianchi toscani! Il naso rimane un po’ restio ad aprirsi ma in bocca il corpo, la struttura, la mineralità e la freschezza lo fanno apprezzare in toto.

Ruffino -  Chianti Classico Riserva Ducale Oro 2005: ebbene sì, ho preferito quest’annata alle due più vecchie 1995 e 1985, quest’ultima con un po’ di frutta in più e sentori di brett in meno avrebbe primeggiato poiché per il resto era sempre corretto. Del 2005 buona la complessità e la speziatura.

Salcheto – Vino Nobile di Montepulciano Riserva 1995: al naso evidenzia frutta matura, vegetale sul balsamico, una leggera nota animale e una dolcezza di fondo. Bocca rotonda e morbida si distende piacevolmente a lungo.

Tenuta di Capezzana – Villa di Capezzana Carmignano 1930: come non menzionare un vino di 80 anni! Colore tra il rosa antico e il mattone aranciato molto trasparente, naso etereo con ricordi animali e di fiori secchi. La bocca si gioca sulla finezza, corpo e tannini sono quasi spariti ma una buona acidità e i sentori di frutta lo rendono sempre piacevole. Da segnalare anche il 1983, frutta, accenni vegetali e terziari sono ben distribuiti su una certa dolcezza di sottofondo; elegante.

Tenuta di Ghizzano – Veneroso 1996: sostanziale indecisione col 1985, negli anni sono variati vitigni e uvaggi rendendo difficili i paragoni. Il 1985, con un contributo di malvasia, oltre alla frutta presenta note dolciastre di caramello che non vanno a disturbare una freschezza interessante, un po’ leggerino ma comunque di buona lunghezza. Il 1996 sostituisce la malvasia col merlot, i profumi si fanno più complessi con ricordi anche animali, una bocca vibrante si fa apprezzare anche per i tannini pregevoli.

Tenuta San Leonardo – San Leonardo 1999: gran bella annata assaggiata poco più di un anno fa (leggi qui) e che si conferma sempre in splendida forma. Le note vegetali e di frutta matura sempre ben presenti sono rifinite da una leggera speziatura e una dolcezza che talvolta ricorda la carota. Corpo e carattere dal cuore morbido ed elegante per un piacere lunghissimo.

Durante la mattina una qualificata giuria di giornalisti (Giampaolo Gravina, Fabio Pracchia, Riccardo Margheri, Fabio Turchetti, Sonia Donati, Michele Shah, Stefania Vinciguerra, Anna Di Martino) equamente ripartita tra maschietti e femminucce, ha avuto l’arduo compito di assegnare tre menzioni. Ebbene, la commissione, dopo attente valutazioni e immancabili discussioni a rimarcare l’elevato livello dei vini, ha premiato sei aziende tenendo conto come parametri la continuità di stile, l’espressività e la riconoscibilità dei vini nell’insieme delle annate presentate. Unica eccezione per un’azienda premiata per un vino davvero meritevole; queste le aziende “vincitrici”: Montenidoli, Tenuta San Leonardo, Capannelle, Tenuta di Capezzana, Il Marroneto e Badia a Coltibuono per il Chianti Classico Riserva 1970.

Nella terza immagine Leonardo Romanelli intervista Andrea Gori, nella quarta la premiazione di Serena Contini Bonacossi (Tenuta di Capezzana) e nella quinta quella di Emanuela Stucchi Prinetti (Badia a Coltibuono)

l'acquabuona

15:11 Scritto da: minobezzi1 in Toscana godereccia | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: fi, bi | OKNOtizie |  Facebook

05/01/2011

Firenze: La bistecca alla fiorentina non deve ssere cancerogena

 Gianfranco Lo Cascio per dissapore

Gironzolando su Facebook mi sono imbattuto nel video di un’esibizione — o come si dice ora show cooking — dello chef Marco Stabile del ristorante L’Ora d’aria di Firenze. Tema: remix contemporaneo dell’autentica bistecca alla fiorentina. Nonostante sia accompagnato solo da un sottofondo musicale, il video è molto eloquente, e insomma, Marco Stabile vuol fare le cose per bene. Per esempio, qui dice:

“Mi sono letto 6 o 7 libri della famiglia De Medici e di tutta la cultura Fiorentina. Da li, un po’ qua e un po là, ho ricostruito un po’ quello che doveva essere il sapore, la consistenza, l’affumicato della bistecca dell’epoca.”

A questo punto la curiosità ha preso il sopravvento. Volevo interpretare l’X-Factor di Marco Stabile così mi sono messo a ficcanasare.

L’idea dello chef fiorentino è di usare la resina della pigne per aromatizzare la bistecca.

In realtà, le funzioni della pigna sono due: aromatizzare, e bruciando, creare altro fumo che faccia da combustibile per le foglie e le erbe aromatiche. Arriva il momento del forno, la bistecca alla fiorentina cuoce nel ripiano superiore, pigne, erbe e foglie, sistemate in una teglia, nel ripiano inferiore. In questo modo, il fumo prodotto in basso investirà la carne profumandola (?)

Una volta aromatizzata, si procede alla vera (?) cottura della carne. Mmm… siamo sicuri che la vera bistecca alla fiorentina si cuocia in padella?

Questa foto mi ha un po’ inquietato, guardate anche voi. Si distinguono due parti completamente diverse: una innegabilmente scura — si direbbe bruciata — l’altra con tutte le proteine coagulate ma dove sembra non esserci stata cauterizzazione (vedi: Il vangelo della bistecca perfetta: come si cuoce la carne). Vista la bassa temperatura della carne, il fumo nero (creosoto) delle resine di pigna combuste (plastica) e l’umidità prodotta dalle foglie arse, si è condensata e depositata sulla carne. Rendendo praticamente inutile il passaggio in padella.

Al taglio sono chiaramente visibili le parti scure causate da elementi carbonici, chiamatelo creosoto o carne ipercotta/carbonizzata, o come preferite, ma insomma: caviale non è.

Ora lo chef ha terminato il suo show. Applausi e degustazione.

Ovviamente, non me la voglio prendere con Marco Stabile, né mi passa per la testa di giudicarne la preparazione in base a un singolo episodio. Però, ne vogliamo parlare? Possiamo chiarire quali sono le dinamiche?

Caro Marco, credo che tu abbia inflitto a questa bistecca un discreto numero di corbellerie, ma visto che potrei sbagliare ti pongo alcune domande:

  1. E’ vero che la fiamma viva genera IPA (idrocarburi policiclici aromatici) tra cui il 3-4 benzopirene, che ahimé, è cancerogeno?
  2. E’ vero che quando la camera di affumicatura è a una temperatura eccessivamente bassa, si rischia di condensare il creosoto facendolo depositare sulla carne? (Effetto canna fumaria sporca, per info, chiedi a uno spazzacamino).
  3. E’ vero che il fumo nero delle resine bruciate, vedi resina delle pigne, è assimilabile a quello della plastica bruciata?
  4. E’ vero che i “De Medici” cuocevano la bistecca in braci di leccio o faggio (senza fiamme) aspettando la formazione della cenera bianca prima di cuocere la carne?
  5. E’ vero che l’aroma di affumicato deve essere somministrato solo con legni non resinosi, duri e stagionati, e deve avvenire per combustione parziale o incompleta, oppure in pirolisi?
  6. E’ vero che carni notoriamente magre come fassone e chianina hanno una resa modesta se cotte alla griglia?
  7. E’ vero che la carne non cauterizzata, quindi di colore grigio, ha lo stesso sapore della carne lessa, non di quella arrostita?
  8. Qui hai dichiarato testuale: “Si parte della materia prima fantastica, e… tecnica, perché non è solo la materia prima che fa la bistecca.” Ecco, visto che credo di essermi perso qualcosa, qual è la tecnica che hai usato?
  9. Le parti nere che sono state ingerite dai commensali contenevano creosoto o no?
  10. E’ vero che non hai mai letto il nostro “vangelo della bistecca perfetta” (primo episodio, secondo, terzo, quarto) ?

IMPORTANTE.
Non facciamo inutili allarmismi; nessuna delle persone che ha mangiato la bistecca di Marco Stabile avrà conseguenze letali. Un consumo CRONICO di carne cotta in questa maniera può causare malattie non certo l’episodio isolato. Sigarette e alcol fanno peggio.

E comunque, suvvia cuochi, basta fuffa, ci voglioni studio e abnegazione.

09:41 Scritto da: minobezzi1 in Toscana godereccia | Link permanente | Commenti (1) | Segnala | Tag: fi, bi | OKNOtizie |  Facebook

31/12/2010

Viareggio (LU): Bilancio di un anno per la Capitaneria

Per gli uomini guidati dal comandante Pasquale Vitiello e dal suo predecessore Fabrizio Ratto Vaquer e' stato un anno intenso su tutti i fronti: dal controllo sulle spiagge alla vigilanza sulla pesca.

La Capitaneria festeggia un anno intenso

Partiamo da quest'ultima che la Capitaneria ha attuato sia sulla provincia di Lucca che su quella di Pistoia. I controlli totali, fra depositi e mercati del pesce, pescherie e ristoranti sono stati 2054. Gli illeciti registrati 33, con 13.794 chili di pesce sequestrato.

Sul fronte operativo, le operazioni di soccorso in mare sono state 40; 979 le verifiche per l'inquinamento delle acque e 560 i controlli sull'erosione, per l'abusivismo e i rifiuti sulle spiagge.

Complessivamente i marinai hanno elevato 1.100 verbali amministrativi, segnalando 20 notizie di reato. Per il 2011 il comandante Vitiello ha confermato l'impegno della Capitaneria sul fronte della sicurezza della balneazione e del contrasto alla vendita di prodotti contraffatti sulle spiagge della Versilia.

noitv

16:38 Scritto da: minobezzi1 in buone notizie | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: vg, bi | OKNOtizie |  Facebook

30/12/2010

.......e ancora Firenze: La Biblioteca degli Uffizi

 
Ecco i prossimi eventi ospitati nella Biblioteca degli Uffizi i giorni giovedì 13 e venerdì 14 gennaio 2011.
Si tratta della presentazione di due volumi, rispettivamente: "Studi e Restauri. I marmi della Galleria degli Uffizi" e "Percorsi di architettura in Umbria". 
 
Si ricorda che l'ingresso avverrà dal portone d'accesso allo scalone magliabechiano (loggiato degli Uffizi - portone Biblioteca degli Uffizi - ex Archivio di Stato) e  che è necessario l'invito.
 
Avvertiamo inoltre che venerdì 14 gennaio e venerdì 21 gennaio la Biblioteca chiuderà alle ore 11.30.
 

10:11 Scritto da: minobezzi1 in alta cultura | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: fi, bi | OKNOtizie |  Facebook

16/12/2010

Pontassieve (FI): Il Bisonte

 

Il Presidente  della Provincia Andrea Barducci, con l'assessore al Bilancio Tiziano Lepri, presente Stefano Prosperi, si è recato a Pontassieve per visitare l’azienda 'Il Bisonte' che si trova nella zona industriale del capoluogo.
Motivo della visita, conoscere da vicino una delle realtà di eccellenza nel settore della pelle presenti sul territorio provinciale. Insieme a Barducci anche il Sindaco di Pontassieve Marco Mairaghi, che ha fatto da guida per presentare un esempio di azienda che punta sulla qualità e le cui produzioni sono apprezzate anche oltre i confini nazionali. 'Il Bisonte' è un’azienda attiva dagli anni ’70, che si è sempre distinta per l’originalità dell’offerta, incarnata nella figura del suo fondatore e designer Wanny Di Filippo, personaggio eclettico, fantasioso e come lui stesso si definisce “aperto al mondo”.
Il settore della pellettiera è un motore importante della economia locale, “sul quale – spiega il Sindaco Mairaghi – negli anni abbiamo investito, principalmente e anche grazie alla Provincia di Firenze con la creazione della Scuola di Pelletteria, nata con lo scopo di formare ed aggiornare sia giovani che coloro che già operano nel settore al fine di mantenere alti i livelli di eccellenza e di qualità che la manifattura del nostro territorio già produce. Investire in formazione rappresenta anche una risposta alla crisi.
Consente, a livello personale, di affrontare il futuro con maggior consapevolezza delle proprie capacità e, a livello aziendale, di contare sui risorse umane più preparate ed al passo coi tempi.” “ In questo contesto – conclude il Sindaco – apprezzo il lavoro che sta portando avanti il Bisonte e mi fa piacere che il presidente della Provincia abbia chiesto di poter verificare personalmente come lavoro questa azienda del territorio”
I dati del settore della pelletteria in Toscana sono inequivocabili: più di 2400, escluso l’indotto, sono le imprese che operano in questo settore, delle quali oltre l’80% è situato nei comuni della provincia di Firenze – gran parte poi a Pontassieve - e assume quindi un ruolo determinante e strategico per il sistema produttivo locale.

10:06 Scritto da: minobezzi1 in eleganza | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: ps, bi | OKNOtizie |  Facebook

11/12/2010

Bibbiena (AR): Il Gruppo 66

Bibbiena (AR) - dall'undici dicembre 2010 all'undici gennaio 2011
Il Gruppo 66

CENTRO ITALIANO DELLA FOTOGRAFIA D'AUTORE
Via Delle Monache 2 (52011)
0575 536943 , 0575 536943 (fax)
info@centrofotografia.org
www.centrofotografia.org

La fotografia di documento a Milano negli anni '60-'70
orario: mar/mer/gio/ven/sab. ore 9.30-12.30 / 15.30-18.30 dom. ore 10.00-12.30
(possono variare, verificare sempre via telefono)
vernissage: 11 dicembre 2010. ore 17
genere: fotografia, collettiva
email: fiaf.ufficiostampa@fastwebnet.it

web: www.fiaf-net.it

exibart

 

seg

10:55 Scritto da: minobezzi1 in fotografia | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: bi, fo | OKNOtizie |  Facebook