25/02/2011

Fornoli (LU): Avanti con le biomasse

Incontro positivo e toni distesi: è un clima costruttivo quello che ha caratterizzato l’incontro a Palazzo Ducale sulla situazione dello stabilimento Alce di Fornoli (Bagni di Lucca) al quale sono intervenuti l’assessore provinciale allo sviluppo economico Francesco Bambini, la proprietà e la dirigenza dell’azienda, i rappresentanti dell’Associazione Industriali di Lucca, i sindacati di categoria e della Rsu aziendale.

Oltre a prendere atto dell’avvenuta ripresa nella produzione di tannino che, attraverso meccanismi di rotazione, rende possibile l’impiego di circa 50 dipendenti, nel corso della riunione è stata data informazione sui contatti in corso per arrivare alla costituzione della nuova società che dovrà vedere l’ingresso di altri partner nel progetto della centrale a legno.

Procede anche il programma che dovrà portare alla dismissione della cartiera per la quale sono state presentate delle offerte che sono al vaglio di “Alce”.

Nel corso dell’incontro sono state prese in esame le questioni connesse ad una nuova richiesta di Cassa Integrazione (in scadenza il 9 maggio) da avanzare agli organi competenti e la possibilità di concordare un ricorso volontario alla mobilità per i lavoratori che hanno maturato determinati requisiti.

Ma sul tavolo della discussione sono stati anche approfonditi e analizzati i nuovi progetti legati all’utilizzo delle aree dismesse dello stabilimento di Fornoli: l’attività legata alla produzione di pannelli fotovoltaici di nuova generazione, il progetto relativo all’eolico e quelli legati alla filiera del legno (produzione di pali, ecc). Progetti che renderebbero possibile, in tempi brevi, il riassorbimento di una parte del personale.

Da sottolineare, poi, che l’azienda ha confermato l’impegno a corrispondere un’integrazione economica al personale in cassa integrazione non utilizzato per la produzione del tannino.

Con queste premesse, infine, i soggetti intervenuti all’incontro hanno deciso di aggiornare il confronto a livello sindacale per approfondire le questioni connesse agli ammortizzatori sociali e all’eventuale ricorso alla mobilità su basi volontarie. La Provincia convocherà a breve un altro tavolo con tutti i soggetti interessati. Nei prossimi giorni sarà ufficializzata la data.

loschermo

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23/02/2011

Lucca: Luigi Boccherini

Il primo appuntamento del ciclo di conferenze e concerti dedicati a Luigi Boccherini, e al contesto musicale, culturale e storico nel quale operò, si terrà all’Auditorium del Suffragio. Un evento d’eccezione realizzato dal Centro Studi Luigi Boccherini in collaborazione con l’Asociación Luigi Boccherini di Madrid, l’Istituto Superiore di Studi Musicali “Luigi Boccherini” e con il sostegno dell’Ambasciata di Spagna in Italia e dell’Associazione Musicale Lucchese.

L’ensemble “La Ritirata”, formato da Hiro Kurosaki (violino), Lina Tur Bonet (violino) e Josetxu Obregón (violoncello), eseguirà alcuni Trii tratti dall’op. 34 di Luigi Boccherini. Assurto a fama internazionale, il complesso ha avviato la prima registrazione integrale dell’op. 34: il primo CD, uscito nel 2010, è già stato segnalato dalla critica internazionale per la sua straordinaria qualità artistica. Interverranno per l’occasione Jaime Tortella, vicepresidente della Asociación Luigi Boccherini, e Germán Labrador, professore titolare presso la Universidad Autónoma de Madrid, il quale terrà la conferenza “Luigi Boccherini e Gaetano Brunetti: un accostamento al paesaggio sonoro della corte spagnola”. Jaime Tortella e Germán Labrador sono membri del Comitato scientifico del Centro studi Luigi Boccherini.

Domani, mercoledì 23 febbraio, alle 14sempre presso l’Istituto Musicale “Boccherini”, avrà luogo il seminario "Un'opera 2!: Boccherini e l'invenzione del quartetto”, a cura del musicologo Marco Mangani. L’incontro sarà dedicato ai Quartetti op. 2 di Luigi Boccherini in relazione ai primi Quartetti di Franz Joseph Haydn.

Entrambi gli appuntamenti sono ad ingresso libero. 

loschermo

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16/02/2011

Siena: V Workshop dei Cantieri della Biodiversità

Nell'anno internazionale della biodiversità la comunità mondiale ha formalmente ribadito l'impegno a tutelare la biodiversità anche per assicurare la funzionalità degli ecosistemi, condizione essenziale per il benessere dell'uomo. Tale impegno richiede l'attivazione di concrete azioni di protezione e conservazione, mirate ad obbiettivi specifici, realistici e misurabili, dando quindi applicazione al paradigma della gestione adattativa, che impone l'applicazione del monitoraggio come strumento di valutazione dell'efficacia delle misure adottate.

In questo senso il monitoraggio va quindi inteso come una misurazione, condotta in modo preciso ed accurato, delle variazioni nel tempo che intervengono nei diversi parametri correlati alle azioni di protezione e conservazione.

Il contesto nazionale attuale è caratterizzato da recenti revisioni ed aggiornamenti delle norme comunitarie che impongono obblighi di monitoraggio. Queste norme comprendono non solo le Direttive Habitat ed Uccelli (92/43/CEE e 2009/147/CE), ma anche la Direttiva Acque (2000/60/CE), la Direttiva VAS (42/2001/CE), la Direttiva Quadro sulla Strategia per l'Ambiente marino (2008/56/CE), la Due Diligence regulation, ecc.

Va inoltre sottolineato che la Strategia Nazionale per la Biodiversità, recentemente approvata in Conferenza Stato Regioni, ha introdotto un quadro di riferimento per le attività di monitoraggio in questo settore. Per dare quindi una base normativa a questi molteplici impegni, il Ministero per l'Ambiente ha elaborato una bozza di DM sul monitoraggio, che è attualmente in corso di discussione.

In un quadro generale di limitatezza delle risorse, ancor più occorre promuovere un significativo miglioramento tecnico-scientifico degli schemi di monitoraggio intra e interspecifico, delle comunità e degli habitat, alle diverse scale spaziali e temporali.

I due giorni di lavoro del 5° Workshop dei Cantieri della Biodiversità, che si è tenuto a Siena il 9-10 dicembre 2010, hanno evidenziato la scarsità numerica degli studi in grado di analizzare le variazioni di parametri delle specie o delle comunità attraverso serie temporali prolungate. Nonostante questa generale carenza, sono stati presentati esempi di grande rilevanza scientifica realizzati in Italia, che possono rappresentare dei punti di riferimento su cui sviluppare future attività nazionali di monitoraggio.

Tuttavia, la discussione tecnico-scientifica ha evidenziato che molti studi realizzati in Italia, anche a lungo termine, non possono essere considerati pienamente dei programmi di monitoraggio, in quanto non progettati a partire da espliciti obiettivi di misura. Tali programmi forniscono però dati essenziali per valutare i cambiamenti in corso, e tarare quindi meglio le politiche di protezione e conservazione; vanno pertanto sostenuti, promuovendone al contempo la standardizzazione anche in un contesto internazionale. Allo stesso tempo è necessario promuovere anche programmi di valutazione dello stato di conservazione, condotti a livello di specie o di gruppi tassonomici (i.e. cetacei, uccelli, red list nazionale, ecc.), assicurando che il disegno di tali programmi ne assicuri la massima standardizzazione e ripetibilità.

Pur evidenziando il valore degli studi e dei programmi condotti in Italia, dai lavori dei Cantieri è emersa la convinzione comune che, per rispondere pienamente agli obblighi derivanti dalle norme nazionali e comunitarie in materia, e per il raggiungimento degli obiettivi della Strategia Nazionale per la Biodiversità, sia indispensabile promuovere innovative attività di monitoraggio della biodiversità, condotte in modo scientificamente rigoroso, associando un buon disegno campionario con una analisi statistica dei dati di alta qualità. Al contempo le valutazioni dello stato di conservazione devono essere condotte periodicamente e in modo statisticamente corretto, in modo da evidenziare le variazioni e le minacce per le specie, le comunità o gli habitat sulle quali è prioritario intervenire.

Per il raggiungimento di questi obiettivi, è necessario favorire la messa in rete delle diverse attività condotte a scala locale, promuovendone l'armonizzazione ed il coordinamento a scala nazionale, ed assicurando la piena accessibilità ed integrazione delle informazioni raccolte. Va infatti considerato che le attività di studio e monitoraggio sono spesso realizzate con risorse locali, avvalendosi in molti casi del fondamentale supporto del volontariato, e con il supporto tecnico scientifico di diversi ambiti accademici e museali. Vanno altresì promosse sinergie con le reti di monitoraggio ambientale esistenti (per es. Registro Nazionale dei Serbatoi Agroforestali di Carbonio).

Un'indicazione essenziale emersa dalla discussione è che i programmi di monitoraggio debbano essere calibrati su specifici obiettivi di conservazione ed attentamente pianificati, in particolare per quanto riguarda il disegno campionario e la definizione del potere statistico. Tali programmi devono quindi rispondere in modo rigoroso ad alcune basilari domande: Quali sono gli obiettivi del monitoraggio? Quali componenti dell'ecosistema si campionano e perché? Quale attributo occorre misurare e perché? A quale scala geografica e temporale operare? Quale l'interpretazione funzionale nei programmi di conservazione?

Si evidenzia che questo rigoroso disegno del monitoraggio può significativamente aumentare l'efficacia e l'efficienza dei programmi, migliorandone quindi il rapporto costi/benefici. Se da un lato va sottolineato che non avrebbe senso impegnare le risorse disponibili nel monitoraggio, senza investire in conservazione, è anche vero che l'investimento nel monitoraggio può permettere di ottimizzare gli investimenti in conservazione.

Al fine di migliorare le strategie di monitoraggio si sottolinea inoltre che: 1) il monitoraggio monospecifico debba essere integrato con programmi di monitoraggio delle comunità, ad una scala quindi essenziale per valutare lo stato di conservazione della biodiversità ed il mantenimento dei servizi ecosistemici; 2) è essenziale che i programmi di monitoraggio considerino i possibili effetti dei fattori emergenti di cambiamento (cambiamenti climatici, invasioni biologiche, ibridazione, ecc), anche prevedendo il monitoraggio delle pressioni; 3) occorra incorporare nei programmi di monitoraggio i continui sviluppi della ricerca, che fornisce strumenti sempre più affidabili e potenti di analisi delle dinamiche ambientali (per es. apparecchiature di biolog, LIDAR, DNA barcoding ecc.).

Infine si sottolinea che convenzioni e direttive recepite dall'Italia prevedono non solo obblighi di monitoraggio, ma anche di rendicontazione. Sono queste attività distinte ma strettamente correlate, poiché tali impegni impongono di riportare un quadro relativo allo stato delle specie e delle comunità, che può essere ottenuto solo sulla base di efficaci programmi di valutazione e di monitoraggio.

In conclusione, i partecipanti al 5° Workshop dei Cantieri della Biodiversità raccomandano alle Amministrazioni pubbliche nazionali e locali, agli enti ed organismi di ricerca ed a tutti settori della società, di:

assicurare che ogni programma o piano d'azione finalizzato alla protezione e conservazione di specie, comunità o habitat, o della variabilità genetica, identifichi obiettivi espliciti e quantificabili e sia affiancato da specifici programmi di monitoraggio attentamente progettati, basati su adeguati disegni statistici in modo da assicurare una attendibile misura del raggiungimento degli obiettivi, garantendo l'accessibilità pubblica delle informazioni; assicurare, nell'ambito dei finanziamenti alle azioni di protezione e conservazione, anche le risorse necessarie per la realizzazione di adeguati programmi di monitoraggio; promuovere la stesura di linee guida sulla pianificazione, sviluppo ed attuazione dei sistemi di monitoraggio, anche sulla base della più aggiornata letteratura scientifica internazionale; sostenere i programmi esistenti di raccolta dati a lungo termine, promuovendone la standardizzazione ed una corretta analisi dei dati; sostenere i programmi di valutazione dello stato di conservazione di gruppi tassonomici (i.e. uccelli, red list, cetacei, comunità vegetali nelle aree protette, ecc), assicurando la standardizzazione dei metodi, la ripetibilità delle valutazioni e lo sviluppo di indici appropriati; lavorare allo sviluppo di un programma nazionale di monitoraggio, basato su elevati standard metodologici, integrato e coordinato, disegnato in modo da permettere una puntuale verifica delle politiche di conservazione della biodiversità; promuovere, nei programmi sviluppati in ambito locale, la valorizzazione delle competenze locali e le esperienze di coinvolgimento del volontariato, favorendo il contributo dei cittadini; favorire la messa a sistema delle diverse attività condotte a scala locale, promuovendone l'armonizzazione ed il coordinamento a scala nazionale, e la messa in rete dei dati.

greenreport

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02/01/2011

Radda in Chianti (SI): Bio a Montemaggio

H

anno ottenuto la certificazione “bio” da poco più di due anni, ma già da prima seguivano la strada dell’agricoltura biologica. Perchè per l'azienda Montemaggio di Radda in Chianti la “bio-enologia” è qualcosa di più che una mera scelta commerciale. “E' un'idea, uno stile di vita e prima che di produzione del vino. Il biologico – sottolinea con soddisfazione Ilaria Anichini, enologa dell'azienda – non è la panacea di tutti i mali, sia chiaro, ma il tentativo di ridurre l'inquinamento è una filosofia che sposiamo pienamente. Già prima di ottenere la certificazione sceglievamo di usare il meno possibile prodotti di sintesi a vantaggio di quelli da contatto (quelli cioè che restano sulla superficie della pianta anziché entrare nel suo metabolismo e di conseguenza nell'alimentazione umana, ndr). Oggi la vendemmia viene fatta manualmente in cassette, soltanto quando gli acini sono perfettamente maturi. Così riusciamo a controllare la qualità del nostro vino bottiglia per bottiglia, al punto da poter definire i vini di Montemaggio prodotti artigianali”. Con l'arrivo del riconoscimento l'azienda ha dunque semplicemente ratificato una scelta già operata da tempo, tanto che al momento soltanto il Rosè porta in etichetta la dicitura del biologico.

Per ogni varietà di uve sono stati piantati diversi cloni e portainnesti in modo da poter selezionarne i migliori. I sesti d’impianto dei vigneti sono tutti impostati sull’alta densità (fino a 6250 piante per ettaro in alcune zone ). Tramite la potatura viene regolata la carica di gemme, poi con la pulitura verde, con il diradamento dei grappoli ed infine a seguito di un’accurata selezione delle uve in vigna e cantina viene prodotta una piccola quantità di uva (anche 35-45 quintali per ettaro)”. I prossimi passi? “Continuare su questa strada – aggiunge Anichini – con l'acquisto di trattori a biodiesel e pannelli solari per la cantina”. A spingere i titolari di Montemaggio verso l'universo del “bio” ci sono anche ragioni legate alla zona di produzione: la fattoria si trova nel Comune di Radda in Chianti, nel cuore della regione del Chianti Classico, lungo la strada romana fra Siena e  Firenze dove si ergeva una torre del XIV secolo. “Un posto un po' isolato, quasi sperduto, dove non è difficile incontrare animali selvatici – continua l'enologa – ma particolarmente votata dal punto di vista enologico: il risultato è un prodotto strettamente legato al territorio da cui proviene, un vino che ha assorbito il sapore selvatico dei boschi che circondano Montemaggio”. La fattoria, che è membro del Consorzio del Chianti Classico, si estende su una superficie di 70 ettari ad un’altitudine che si aggira intorno ai 600 metri sul livello del mare ed è costituito da vigneti, oliveti e boschi. I vigneti occupano una superficie di circa 9 ettari, si trovano quasi tutti al centro del podere, sono esposti principalmente a sud-ovest su terreni di diverse origini ma prevalentemente ricchi di Galestro, Alberese e Arenarie. La maggior parte dei vigneti sono piantati con Sangiovese, ci sono poi delle piccole porzioni di Merlot, Pugnitello e Chardonnay.

Fattoria Montemaggio: località Montemaggio, Radda in Chianti, Siena. www.montemaggio.com
Marco Gemelli

16:11 Scritto da: minobezzi1 in Toscana godereccia | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: ric, bio | OKNOtizie |  Facebook

20/12/2010

Lucca: Bioedilizia

Per due anni ha studiato e approfondito la bioarchitettura e la bioedilizia, per arrivare a dei progetti all’avanguardia. Adesso il percorso di ‘Rebir – Risparmio energetico bioedilizia e riuso’ è giunto alla sua conclusione con un seminario in programma martedì (21 dicembre), con inizio alle 9.30, a Palazzo Ducale.

‘Rebir’, promosso dalla Provincia di Lucca, in collaborazione con la Camera di Commercio, l’Istituto nazionale di bioarchitettura, l’Environment Park di Torino e Sevas, società elettrica Valle del Serchio, da febbraio 2009 si è posto l’obiettivo di sensibilizzare i vari soggetti territoriali verso la bioedilizia, attraverso l’uso di materiali non nocivi ed ecologici, la riduzione dell’impatto sull’ambiente, nonché la limitazione di consumo di risorse non rinnovabili.

«La Provincia di Lucca – spiega l’assessore alle Politiche ambientali, Maura Cavallaro – anche mediante il coinvolgimento del Forum Agenda 21, ha promosso una tecnica innovativa di progettazione sostenibile, mediante visite sul cantiere, gruppi di lavoro, informazioni sia al pubblico, sia agli specialisti del settore. Siamo soddisfatti di aver portato a termine un lavoro impegnativo, ma importante per il futuro delle nostre città e che servirà come modello per i regolamenti edilizi delle amministrazioni comunali e, più in generale, per tutte le nuove costruzioni».

Il seminario sarà l’occasione per presentare i risultati del progetto, incentrandosi soprattutto sull’applicazione dell’edilizia sostenibile nelle politiche regionali e locali, con l’intento di mitigare i cambiamenti climatici, attraverso delle azioni mirate attuate dagli amministratori locali.

L’incontro sarà aperto, alle 9.30, dai saluti del presidente della Provincia Stefano Baccelli e del sindaco del Comune di Capannori, Giorgio Del Ghingaro. I lavori saranno aperti dall’assessore Cavallaro, che modererà anche il dibattito finale. Tra gli argomenti trattati: le politiche regionali per l’edilizia sostenibile, la certificazione energetico-ambientale e la mitigazione del cambiamento climatico e l’illustrazione del Patto dei Sindaci.

loschermo

16/12/2010

.......e ri-Lucca: Biomasse e futuro nei bioschi

 

E’ nei boschi il futuro dell’energia. E’ quanto è emerso dal progetto di ricerca dal titolo “Analisi della vocazionalità delle aree per lo sviluppo di filiere bioenergetiche in provincia di Lucca”, condotto tra il 2009 e il 2010 da Land Lab, il Laboratorio di Ricerca della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa e sostenuto dalla Fondazione Banca del Monte di Lucca.

Il professor Enrico Bonari, coordinatore scientifico di Land Lab per il settore Scienze Agrarie e i suoi collaboratori Stefano Bologna e Giorgio Ragaglini illustreranno domani alla Fondazione Banca del Monte, i dati emersi dallo studio, nato con lo scopo di individuare, partendo dall’analisi del territorio, i margini potenziali di produzione e sfruttamento delle biomasse presenti in provincia di Lucca, in funzione dei suoi connotati geografici, delle sua dotazione infrastrutturale (viabilità e livello di metanizzazione delle aree rurali-marginali) e degli attuali livelli di sfruttamento della biomassa legnosa di origine forestale per la produzione di energia. Lo studio condotto ha valutato anche l’opportunità di sfruttare parte delle zone agricole di pianura per la produzione di colture dedicate lignocellulosiche e dei residui legnosi ritraibili da vigneti ed oliveti ad integrazione delle biomasse forestali producibili prevalentemente in ambito montano.

I boschi, che occupano il 62% della superficie, rappresentano infatti il bacino di approvvigionamento più importante per il territorio della provincia di Lucca.

La Regione Toscana incentiva proprio lo sviluppo di questo tipo di filiera, quello dello sfruttamento delle risorse forestali per il reperimento di energia: un modello che potrebbe generare importanti ricadute sociali ed economiche a livello locale, rappresentando le biomasse una potenziale fonte di reddito integrativo per le imprese agroforestali ed un’opportunità di sviluppo per le aree rurali marginali.

In un territorio ricco di boschi e terreni agricoli come il nostro - commenta Alberto Del Carlo presidente della Fondazione Banca del Monte di Lucca - la biomassa di origine vegetale costituisce una promettente alternativa nella ricerca di fonti energetiche a basso impatto ambientale, in grado di diminuire la dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili e la produzione di CO2. Tra l’altro, questi impianti potrebbero dare un forte input all’agricoltura ed essere la risposta alla depressione di alcune zone, con la creazione di occupazione per il mantenimento dei boschi: attività, questa, economicamente ed ambientalmente conveniente, considerando che aiuterebbe a prevenire erosione, frane, alluvioni e incendi”.

Il progetto che è l’ovvio proseguimento di esperienze di studio nel campo delle biomasse che hanno già visto impegnate non solo la Fondazione e la Scuola Superiore Sant’Anna, sempre in ambito provinciale, ma anche la Regione Toscana, l’ARSIA, le altre Provincie toscane e i centri di ricerca dedicati di Firenze (CREAR) e Pisa (CRIBE) a scala regionale.

Nel corso del progetto precedente svolto lo scorso anno sempre da Land Lab per la Fondazione BML sono stati censiti gli impianti di produzione di energia (termica e/o elettrica) da biomasse, realizzati o in corso di realizzazione. In base ai livelli di biomassa stimati è risultato che tutti i bacini individuati non solo sono in grado di soddisfare l’attuale domanda di biomassa, ma anche di fornire materiale sufficiente per ulteriori installazioni.

loschermo

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30/11/2010

Lamporecchio (PT): Tanti prodotti bio

D
ilemma: i regali di Natale! Cosa acquistare, dove e soprattutto quanto costa! Nella Bottega della filiera corta toscana, su STILE NATURALE SHOP, si ha modo di conoscere le piccole aziende di qualità e di tradizione acquistando direttamente dai produttori. Come da FORRA' PRUNO azienda biodinamica di Lamporecchio nel pistoiese dove Tiziana Fabiani e Andrea Menichetti coltivano i prodotti dell’orto confezionandoli uno ad uno: di zucchine, pomodori, cetrioli non manca niente! Per i golosi ottima è la confezione di olio extravergine d’oliva appena spremuto con le 4 ciotoline in ceramica tipiche della tradizione toscana.
Oppure la linea cosmetica biologica PRIMA SPREMITURA di Firenze, l’UNICA linea di bellezza CON IL MARCHIO IGP (Indicazione Geografica Protetta) prodotta esclusivamente con olio extravergine d’oliva biologico Toscano Igp non testato su animali. Tra le novità lo Stick Labbra e la Crema Fluida Idratante indicata per la pelle delicata dei bambini. Dal convento delle SUORE BENEDETTINE DI PISTOIA arrivano i prodotti del passato come il Rosolio di China, un digestivo tipico ed esclusivo del Monastero fatto da una ricetta segreta del 1728. Con le arance selvatiche del convento si confezionano marmellate e arancini canditi gustosissimi. Per chi ha problemi di cervicale a Colle Val D’Elsa, nel senese, Silvia Bertolucci di ECOARTIGIANATO confeziona artigianalmente cuscini di pula di farro biologica, salutare e rinfrescante. Con lo stesso materiale crea anche utilissimi cuscini per l’allattamento che sono molto apprezzati dalle neo mamme. Da San Gimignano poi, Ivan dell’agriturismo biologico IL CASTAGNOLINO coltiva oltre allo zafferano Dop, anche la cipolla di Certaldo, presìdio Slow Food, con la quale crea deliziose confetture di cipolla ottime per accompagnare formaggi stagionati.  
Tra i presìdi Slow Food toscani abbiamo una straordinaria new entry: lo Sfratto dei Goym del PANIFICIO DEL GHETTO DI PITIGLIANO, dove il fornaio kosher Giovanni Bianchini ridà vita allo “Sfratto” appunto, dolce che ricorda la cacciata degli Ebrei da parte di Cosimo II dall’Italia centrale, impastando con sapienza le noci, la farina, il miele, l’olio extravergine d’oliva toscano e la buccia d’arancio
Per un regalo fuori dall’ordinario consigliamo i riccioli d’oro alimentare per decorare i dolci e i cocktail della serata di Capodanno, oro in foglia creato artigianalmente da MANETTI BATTILORO antica bottega artigiana fiorentina, già alla quarta generazione di battitori d’oro!
Per chi è appassionato di gelatine e di Chianti la FATTORIA UCCELLIERA di Pisa presenta le Gelatine di: Chianti, di Vin Santo, e di Uva Colombana create utilizzando solo i prodotti del podere di famiglia.  E poi tanto altro da piluccare e scoprire nella Bottega che fa bene al palato, alla salute e al cuore. Acquista meno, acquista meglio dalla filiera corta di Stile Naturale Shop.

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27/11/2010

Arezzo: Biomasse a Poggio Ciliegio

 
arezzoweb

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20/11/2010

......e ancora Lucca: Biodiversità garfagnina

 

loschermo

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05/11/2010

Pescia (PT): Biodiversità

A Pescia Legambiente presenta ufficialmente il suo nuovo circolo della Valdinievole e lo fa con una tavola rotonda sul tema "Territorio, biodiversità, economie locali" che si svolgerà al Palazzo del Podestà. «In quella riunione - spiega il neo-presidente di Legambiente Valdinievole Maurizio Del Ministro - saranno presentate le proposte del circolo per una maggiore tutela del territorio e cioè l'istituzione di una riserva naturale nell'Alta Valle del Pescia, di un'Anpil (Area naturale protetta di interesse locale, ndr) sul colle di Monsummano e varie proposte per una maggiore salvaguardia e conservazione del Padule di Fucecchio. Dell'importanza della biodiversità e della capacità delle aree protette di poter far sviluppare un'economia sostenibile ne parleremo con il Prof. Renato Massa, già professore di biologia animale presso l'Università degli Studi di Milano e Milano Bicocca, autore di numerosi libri, articoli e pubblicazioni sull'argomento e sicuramente uno dei maggiori esperti italiani in materia, e Umberto Mazzantini, attivissimo membro del Direttivo del Parco dell'Arcipelago Toscano e di Legambiente, persona molto conosciuta per le numerose battaglie che ha fatto in difesa del territorio soprattutto, ma non solo, elbano. Coordinerà la tavola rotonda Omero Nardini». greenreport

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27/10/2010

Abetone (PT): Le biomasse (legno di scarto) vanno all'estero?

Secondo Federlegno, le biomasse in legno utilizzate come combustibile stanno mettendo in crisi l'industria dei pannelli truciolari. Venerdì prossimo, 29 ottobre , le imprese made in Italy del settore partecipano all'Action Day, iniziativa europea che prevede uno stop di almeno 2 ore in tutto il comparto per protestare contro l'uso continuo di legno di scarto per la combustione anziché per il riciclo.

Infatti secondo Assopannelli, l'utilizzo da parte degli impianti a biomassa di ingenti quantità di legno come combustibile porta a una scarsità della materia prima e ad un conseguente rincaro dei prezzi dei pannelli. Per loro la questione in termini economico- ambientali deve essere la priorità del riciclo rispetto alla combustione, garantendo il "carbon stock," cioè l'imprigionamento della CO2 all'interno dei semilavorati quale abbattimento reale del gas.

I"nemici ", cioè gli impianti di cogenerazione, alimentati anche da fonti rinnovabili come le biomasse solide vergini, hanno la caratteristica di produrre energia e calore tramite legna vergine. Non si parla di impianto in senso stretto, ma di un "sistema" o meglio di una intera "filiera produttiva" che utilizza scarti e materiali naturali di scarso valore offrendo una opportunità per il territorio (filiera corta).
La materia prima energetica è di natura vegetale e questo consente una serie di vantaggi tecnologici e ambientali, primi fra tutti il fatto che la combustione delle biomasse produce una quantità di emissioni di biossido di carbonio CO2 (anidride carbonica) pari alle quantità assorbita dalla pianta per crescere ed è pertanto facilmente riassorbibile dall'ecosistema naturale.

In questa lotta per l'approvvigionamento sappiamo di aziende toscane - prevelentemente situate nell'Apppennino Pistoiese, zona dell'Abetone compresa - che non riescono a smaltire ingenti quantitativi di cippato e altro materiale ligneo, scarti giornalieri di lavorazione, che sono inviati in altri paesi europei per lo smaltimento tramite combustione.

Questo materiale sembrerebbe non poter andare agli impianti di cogenerazione, essendo in prevalenza scarti di legno trattato con vapore. Diciamo sembrerebbe perché, secondo quanto previsto dal D.L 152/2006 (Codice Ambientale), per esser tali le biomasse sono "..materiale vegetale prodotto dalla lavorazione esclusivamente meccanica di legno vergine e costituito da cortecce, segatura, trucioli, chips, refili e tondelli di legno vergine, granulati e cascami di legno vergine, granulati e cascami di sughero vergine, tondelli, non contaminati da inquinanti" ma questa norma ha visto l'integrazione della L.99/2009, che ha inserito le parole «e dal trattamento con aria, vapore o acqua anche surriscaldata» alla dizione "lavorazione esclusivamente meccanica" descritto dal codice ambientale. Integrazione poi confermata nel decreto Milleproroghe.
Questo materiale può essere inviato o no alla cogenerazione? Se si, può alleggerire in parte la richiesta di mercato che tanto preoccupa Assopannelli? E' solo un problema di autorizzazioni?

greenreport

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26/10/2010

Campo Tizzoro (PT): Biomasse di legno

 

La Provincia di Pistoia ha presentato domanda per ottenere un finanziamento comunitario destinato a realizzare una piattaforma logistico-commerciale per biomasse di legno.
La struttura è prevista nella zona artigianale di Campo Tizzoro, dove si realizzerà, se la domanda sarà accolta, un piazzale per raccogliere gli scarti delle attività boschive per trasformarli in combustibile.
Il costo complessivo del progetto è stimato in 120mila euro, 36mila dei quali a carico della Provincia e il resto di provenienza comunitaria.
Gli uffici tecnici dell' ente prevedono una rapida approvazione della richiesta e la possibilità di iniziare i lavori prima della prossima estate.
tvl 

 

12:40 Scritto da: minobezzi1 in ambiente | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: ct, bio | OKNOtizie |  Facebook

25/10/2010

Massa: Bio in pericolo

Pare che la crisi economica e la difficoltà di spesa delle famiglie vada ad influire in qualche misura anche sulla crescita del settore biologico. Il dato è ristretto al territorio della provincia di Massa e Carrara ma molto probabilmente è estendibile ad altre aree della regione e del Paese. Dopo anni di crescita verticale del settore, lo studio della Coldiretti provinciale presentato in occasione del Bio Day, ha messo in evidenza una parziale battuta d'arresto.

Le aziende biologiche passano infatti dalle 90 attive in provincia nel 2008 alle 81 nel 2009. In controtendenza però aumentano le superfici iscritte al biologico che passano dai 585 ettari del 2007 ai 675 ettari del 2009 con una crescita importante nella zona di costa che raggiunge i 15 ettari a biologico per effetto delle certificazioni di coltura viticole. In aumento anche le produzioni bio come l'apicoltura e l'olivicoltura.

Le grandi imprese quindi si consolidano mentre le piccole fanno fatica a rimanere sul mercato e la Lunigiana si conferma il territorio a maggior vocazione biologica della provincia (670 ettari e 66 operatori biologici). L'obiettivo del convegno promosso dalla Coldiretti è stato duplice: «sfatare il mito di una produzione di lusso e per pochi - ha spiegato il direttore provinciale Francesco Ciarrocchi, - ma far passare il concetto di un prodotto di altissima qualità e di alto valore etico e sociale; dall'altro favorire l'inserimento di più prodotti biologici nel circuito della filiera corta, e quindi, nei mercati di Campagna Amica e nelle mense delle scuole. L'agricoltura tradizionale e biologica sono la faccia della stessa medaglia, e non due entità separate. Da qui, partendo proprio dall'indagine, l'esigenza di costruire un progetto specifico per le aziende biologiche del territorio per arginare la tendenza da parte dei piccoli imprenditori che in questi ultimi anni hanno rinunciato, o rinunciano alla certificazione, cercando di assicurare il necessario supporto tecnico ed organizzativo utile per risolvere problematiche e complessità crescenti che il settore ha evidenziato» ha concluso Ciarrocchi.

Ed è proprio la filiera corta a rappresentare uno stimolo per le aziende: «la filiera corta - ha ribadito il presidente provinciale, Vincenzo Tongiani - può essere uno stimolo per il bio e per le imprese che hanno garantito un canale commerciale forte e radicato sul territorio. E una sicurezza per chi consuma. I punti di forza del progetto hanno come principio ispiratore quello di creare un servizio dedicato (verrà presentato entro la fine dell'anno) mettendo a sistema le risorse disponibili (assistenza tecnica, formazione, divulgazione etc) per sostenere le imprese certificate nella loro attività, oltre ad assicurare le informazioni necessarie a coloro che vogliono intraprendere per la prima volta il percorso bio» ha concluso il presidente.

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21/10/2010

.......e ri-Firenze: Biodiversamente

 greenreport

 

Fine settimana tra scienza e natura con Biodiversamente, il primo Festival dell'Ecoscienza, organizzato dal Wwf in collaborazione con l'Associazione nazionale musei scientifici (Anms) che spiegano che si tratta di  «Due giorni di iniziative speciali, laboratori interattivi, viaggi virtuali nel tempo e nello spazio sotto la guida di noti ricercatori, in decine di musei, orti botanici, acquari e domenica anche nelle Oasi Wwf di tutta Italia, per scoprire i segreti della biodiversità insieme ai protagonisti della ricerca scientifica "made in Italy". E' una festa della scienza italiana per celebrare l'Anno della Biodiversità, proprio mentre a Nagoya i governi di 193 Paesi stanno definendo il nuovo piano d'azione per ridurre la perdita di biodiversità entro il 2020».

Ecco le iniziative previste in Toscana:

23 ottobre -a Firenze con la collaborazione del Dipartimento di Biologia Evoluzionistica e del Museo di Storia Naturale Sezione Orto Botanico dell'Università degli Studi di Firenze sarà possibile partecipare ad una "visita speciale" all'Orto Botanico guidata dai curatori e ricercatori del Museo e preceduta da una presentazione su storia e ruolo del Museo e Storia Naturale di Firenze e Biodiversità da parte del presidente del Museo Giovanni Pratesi e dal Vice presidente Wwf  Toscana Lorenzo Cecchi. Per i piccoli visitatori il "Gicaorto", alla scoperta dell'Orto insieme agli operatori dei Servizi Didattico Divulgativi del Museo di Storia Naturale (per Giocaorto necessaria la prenotazione per numero limitato di posti 055.477876 WWF Toscana) e poi  Mostre, proiezioni, ecc. Alle ore 12.00 conferenza stampa "Biodiversamente-Metti in conto la Natura" sui tagli gravissimi al finanziamento pubblico della ricerca, della conservazione alla presenza del presidente del Museo di Storia Naturale di Firenze, di Guido Scoccianti consigliere nazionale Wwf Italia e del ricercatore dell'Università di Firenze Stefano Cannicci.

Sempre il 23 ottobre, a Siena con la collaborazione del Museo di Storia Naturale dell'Accademia dei Fisiocritici incontri a tema: "Biodiversità a rischio: animali rari o scomparsi in provincia di Siena", visite guidate, proiezioni di foto e video, mostre e con la collaborazione con l'Orto Botanico di Siena convegno su "Il valore della Biodiversità" presso l'Accademia dei Fisiocritici, visite guidate, mostre, ecc. A Grosseto iniziative con la collaborazione del Museo di Storia Naturale della Maremma a Massa Marittima (GR) in collaborazione con  Aquarium Mondo Marino

Il 24 ottobre  a Bientina (Pi) in collaborazione con il Museo Etrusco (presso la chiesa sconsacrata di S. Girolamo),  il Consorzio di bonifica Auser Bientina e l'Associazione Perlambiente dopo un'escursione in bicicletta per conoscere gli aspetti naturalistici e archeologici del territorio del bonificato ex lago di Bientina, ci sarà una breve visita guidata al Museo Archeologico e a seguire la presentazione del libro "Fossa cinque della bonifica di Bientina. Un insediamento nella piana dell'Auser intorno al 1000 a.C." di Giulio Ciampoltrini.

Inoltre sia il 23 che il 24 ottobre nelle Oasi del Wwf verranno organizzati eventi speciali e visite guidate alla scoperta della biodiversità: a Firenze. Il 24 ottobre il Wwf in collaborazione con lo Sportello Ecoequo del Comune di Firenze organizza visite guidate nella Piana Fiorentina "dalla ricerca alle azioni concrete:15 anni di esperienze in Toscana" e nelle Oasi WWF Val di Rose e Stagni di Focognano   (prenotazione obbligatoria 055.587706 e-mail  sportelloecoequo@fi.it); a Grosseto. Oasi Wwf Lago  di Burano, il 23 ottobre raccolta di bruchi di macaone(!), proiezione del documentario "Sogno" di Fabrizio Carbone e di altri documentari, ecc. Il 24 ottobre visite guidate; Oasi Wwf Laguna di Orbetello il 24 ottobre visite guidate; Oasi Wwf  S.Felice, il 24 ottobre visite guidate

Oasi WWF  Bosco di Rocconi il 23 ottobre incontro presso il Centro Visite di Roccalbegna: "Introduzione al mondo dei funghi" a cura del prof. Marco Clericuzio. Il 24 ottobre visite guidate alla scoperta del mondo micologico; Oasi affiliata Capra Matilda il 23 ed il 24 ottobre visite guidate alla scoperta della biodiversità della Fattoria; all'Oasi Wwf Padule Orti Bottagone, Piombino (Li) il 23 ed il 24 ottobre visite guidate.  

Il Festival, in Toscana come in tutta Italia, sarà anche l'occasione per rilanciare la richiesta del WWF per il 2010 al fine di garantire adeguate risorse alla tutela della biodiversità.

«I musei scientifici sono alla base delle nostre conoscenze sul mondo naturale, offrono un importante contributo alla tutela ambientale e grazie alla diffusione sul territorio e alle moderne tecniche espositive sono strumenti fondamentali per comunicare al grande pubblico la bellezza e l'importanza di specie e habitat, che sono alla base della vita sul pianeta - ha detto  Gianfranco Bologna, direttore scientifico del Wwf Italia - Il Festival dell'Ecoscienza, nato quest'anno in omaggio all'Anno della Biodiversità, vuole portare questo patrimonio immenso e poco noto all'attenzione di tutti gli italiani».

Vincenzo Vomero, direttore dei Musei Scientifici di Roma e membro del direttivo dell'Anms, spiega che «La natura a scuola si studia poco, in pochi la scelgono all'università e pochissimi infine ne fanno oggetto di professione. Eppure nella biodiversità viviamo immersi, noi stessi ne siamo un esempio e un prodotto. La nostra civiltà, nuova forza selettiva quasi sempre distruttiva, deve capirne gli equilibri e l'utilità. Aprire le sale dei nostri musei, consente a tutti di avvicinare l'occhio a una piccola fessura attraverso cui spiare la grandiosità e la complessità della vita sulla terra, ottenendo più che risposte nuove emozioni, consapevolezza e domande. Purtroppo la situazione dei musei italiani non è delle più rosee. I finanziamenti sono sempre più scarsi e secondo una ricerca dell'Anms attualmente in corso, il 30% dei musei non ha un direttore responsabile, il 50%  non ha in organico un conservatore di ruolo e il personale qualificato che vi opera (appena il 40% del totale) deve occuparsi per il 70% di aspetti burocratici, dedicando alla gestione scientifica e alla ricerca appena il 10% del proprio tempo».

Anche per questo il WWF ha scelto il Festival per lanciare l'appello "Metti in conto la natura", per il finanziamento pubblico alla ricerca scientifica e alla conservazione della natura. Un appello sempre più urgente perché, nonostante la recente approvazione della Strategia nazionale per la biodiversità, la manovra economica approvata a luglio prevede tagli (meno 50% ai Parchi nazionali, meno 60% alle Regioni ed Enti Locali nel settore dell'ambiente) che affosseranno parchi, musei, istituti di ricerca, centri di educazione ambientale, strumenti concreti per la tutela della biodiversità italiana, che con 57.468 specie animali e 12.000 specie vegetali (di cui gran parte purtroppo a rischio), è al primo posto in Europa

18:46 Scritto da: minobezzi1 in natura amica | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: fi, bio | OKNOtizie |  Facebook

11/10/2010

Grosseto: Biodiversamente

Marina Anselmi per greenreport

Il 23 e il 24 Ottobre, in occasione del festival di ecoscienza "BiodiversaMente" il Wwf in collaborazione con  l'Associazione Nazionale Musei Scientifici Italiani, Orti Botanici e Acquari, proporrà una serie di incontri sul tema della biodiversità. "BiodiversaMente" si pone in continuità con le iniziative di livello internazionale intraprese per il 2010, anno della biodiversità, e si svolge in coincidenza della Decima Conferenza delle Parti sulla Diversità Biologica a Nagoja (18-29 ottobre).

Per la provincia di Grosseto le Oasi di Rocconi, Burano ed Orbetello offriranno al proprio pubblico  incontri, proiezioni e visite guidate nelle varie oasi, tutte a titolo gratuito, nell'intento di  sensibilizzare l'utenza ai temi e ai problemi legati alla biodiversità e alla crisi ambientale.

All'Oasi di Burano, per sabato 23 ottobre alle ore 10.00 gli operatori e i responsabile dell'Oasi ricorreranno all'intervento diretto per la tutela della biodiversità "andremo al margine della strada per raccogliere i bruchi della farfalla macaone, che spesso vengono decimati dalla pulizia dei bordi stradali" ci dice il responsabile dell'Oasi di Burano, Fabio Cianchi. Questi una volta raccolti saranno posti in un ambiente adeguato all'impupamento e alla successiva schiusa del macaone. Nel pomeriggio, alle 17, Fabio Cianchi si farà promotore  e interprete di una serie di riflessioni sui temi della biodiversità e della crisi ambientale, portando i dati dell'effettiva correlazione tra crisi ambientale e crisi economica. A seguire saranno presentati due documentari del giornalista Fabrizio Carbone, già collaboratore e consigliere Wwf, che da anni lavora nel settore della tutela della biodiversità. Con il filmato "Sogno" un viaggio nella biodiversità e "Orso" un racconto dalla Finlandia, il documentarista presenterà le sue esperienze di vita e di studio, alle quali seguirà un dibattito sui temi trattati.

Presso l'Oasi di Rocconi, alle 18 di sabato 23, Marco Clericuzio, docente di chimica organica  all'Università del Piemonte Orientale e responsabile della check list dei funghi nell'Oasi, proporrà invece un interessante viaggio alla scoperta del mondo dei funghi, riflettendo sul ruolo e il valore delle reti fungine a livello ecosistemico. Mentre per la giornata di domenica 24, sono in programma visite guidate in tutte le Oasi Wwf della provincia di Grosseto, durante le quali sarà possibile osservare la ricchezze delle zone umide costiere, alla scoperta del popolo migratore, in particolare all'Oasi di Orbetello, osservare i particolari ecosistemi dunali costieri di Burano, e scoprire la particolarità e la bellezza dell'Oasi di Rocconi.

Le iniziative del Festival, alle quali aderirà anche il Museo di Storia Naturale di Grosseto, si completeranno inoltre con una sezione dedicata alle scuole: tramite il progetto di BiodiversaMente, il Wwf intende infatti creare una serie di occasioni per comunicare i temi delle biodiversità ad un pubblico più giovane.

18:25 Scritto da: minobezzi1 in natura amica | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: gr, bio | OKNOtizie |  Facebook

29/06/2010

......e ancora Firenze: Biodiversità

martedì 20 luglio 2010 alle ore 20.00
sabato 24 luglio 2010 alle ore 20.00
San Salvi città aperta - Via di San Salvi, 12 - 50135 FIRENZE tel - 05562 36 195 e-mail chille_@libero.it


Due video installazioni sul tema della Biodiversità, GALLINGANI affronta il tema avvicinandosi in maniera critica esaltando la FRAGILITA’ dell’habitat causata dall’uomo, URENA RAMOS invece analizza il rapporto l’uomo/natura attraversando un SENTIERO tracciato dentro le sensazioni più profonde dell’ uomo.

A chiusura della manifestazione, sabato 24 di Luglio, sarà presentata la Performance “BIODIVERSITA un armonia disarmonica” di Gallingani-Urena Ramos.



Inaugurazione Video-Installazioni
20 luglio alle ore 20.00

Chiusura con PERFORMANCE
24 luglio alle ore 20.00

 

08:41 Scritto da: minobezzi1 in incontri e scontri | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: fi, bio | OKNOtizie |  Facebook

03/06/2010

Prato: La biodiversità in tivù con Esplorando

Si chiama “Esplorando” e accende i riflettori sulla biodiversità nel territorio della provincia di Prato.

Si tratta di una trasmissione televisiva che andrà in onda su Toscana TV domenica 6 giugno alle 13.15 e giovedì 10 giugno alle 21.15, mentre su Teletruria, che ha il suo bacino di telespettatori nella Toscana meridionale e in Umbria sarà in onda venerdì 4 giugno alle 22.30 e sabato 5 giugno alle 14.30.

Le immagini documentano l'area della piana pratese, le praterie sommitali dei Monti della Calvana e la villa del Mulinaccio a Vaiano.

14:47 Scritto da: minobezzi1 in cinema e tv | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: po, bio | OKNOtizie |  Facebook

02/06/2010

Equi Terme (MS): Geodiversità delle Apuane

Sabato 5 giugno 2010
Equi Terme (Fivizzano, MS)

Parco Regionale delle Alpi apuane

Giornata Mondiale per l’Ambiente UNEP


“La Geodiversità delle Alpi Apuane: un patrimonio mondiale da conservare e valorizzare”


Partner: Regione Toscana - Provincia di Massa-Carrara - Comune di Fivizzano - Parco Regionale delle Alpi Apuane - Legambiente


PROGRAMMA

Partenza della Carovana a cavallo “Dalle Alpi Apuane all’Appennino”


Ore 10,30 – Equi Terme, Hotel delle Terme
Convegno “La Geodiversità delle Alpi Apuane: un patrimonio mondiale da conservare e valorizzare”
Saluti:
Paolo Grassi, Sindaco di Fivizzano
Coordina:
Antonio Nicoletti, Responsabile Nazionale Aree naturali protette Legambiente
Intervento introduttivo:
Antonio Bartelletti, Direttore del Parco Regionale delle Alpi Apuane
Presentazione della candidatura delle Alpi Apuane a ‘Unesco Geopark’ e dei progetti Apuan GeoLab e del Centro Visite del Parco di Equi Terme

Ne discutono:
Giuseppe Nardini, Presidente del Parco Regionale delle Alpi Apuane
Livio Grillotti, Assessore all’Ambiente della Provincia di Massa-Carrara*
Paolo Grassi, Sindaco di Fivizzano
Nino Folegnani, Presidente del GAL Sviluppo Lunigiana Leader
Matteo Tollini, Responsabile Aree naturali protette e biodiversità Legambiente Toscana
Loris Rossetti, Presidente della Commissione Agricoltura del Consiglio Regionale della Toscana

Sono invitati ad intervenire
Partner di Parchi di Mare e d’Appennino (Progetto APE Appennino Parco d’Europa), Rappresentanti delle associazioni ambientaliste, di categoria e operatori economici.


Ore 13,00
Buffet/Degustazione con prodotti locali


Ore 14,30-16,30 - Equi Terme
- Visita guidata al complesso carsico-paleontologico delle Grotte di Equi(servizio gratuito riservato agli iscritti al convegno, per il pubblico sconto 20% in occasione della Carovana)
- Visita allo stabilimento termale di Equi Terme
- Passeggiata guidata al Solco di Equi



Segreteria organizzativa: Legambiente Toscana, Ufficio aree protette e biodiversità, Cell. 3298147086, toscanaparchi@interfree.it

 

 

09:15 Scritto da: minobezzi1 in ambiente | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: eq, bio | OKNOtizie |  Facebook

17/05/2010

Panigagliola di Sassalbo (MS): La Biodiversità con altri occhi

“La biodiversità con altri occhi”
6 giornate con tanti eventi di animazione e divulgazione
nelle aree protette del Fiume Magra, del Lago di Porta
e al Centro per la Biodiversità dei Frignoli

dal 22 maggio al 5 giugno 2010
Aree naturali protette della Provincia di Massa  e Carrara



PROGRAMMA DEGLI EVENTI

Sabato 22 maggio 2010 – Giornata mondiale per la biodiversità


CENTRO PER LA BIODIVERSITÀ DEI FRIGNOLI
SS. 63 DEL P.SSO DEL CERRETO LOC. PANIGAGLIOLA DI SASSALBO (FIVIZZANO)

“La biodiversità con altri occhi”

Ore 10,00-16,00
Tra fiori, trote, tritoni e libellule con il fotografo ed il biologo
un biologo ed un fotografo naturalista a disposizione dei visitatori e fotoamatori del Centro per la biodiversità

Ore 13,00
buffet/degustazione della biodiversità
con prodotti locali e biologici a base di erbe, miele e castagne e vini locali

Ore 14,30-16,00
Le fiabe della biodiversità cantate insieme
animazione per bambini con Paolo Cortopassi

Ore 16,00-18,30
Seminario di fotografia naturalistica
Fotografare la biodiversità
(15 partecipanti max – è richiesta l’iscrizione)

Info e prenotazioni: Legambiente 3298147086 – info@lunigianasostenibile.it - www.lunigianasostenibile.it


Domenica 23 maggio 2010


ANPIL DEL FIUME MAGRA IN LUNIGIANA

Il ‘Fiume con altri occhi’ edizione 2010

Gara di fotografia naturalistica nelle ANPIL del Fiume Magra
Segreteria al Centro di documentazione Legambiente, Via Magra 2 Terrarossa
− Ore 6,00-7,30 registrazione concorrenti (Centro Legambiente Terrarossa)
− Ore 7,30-16,00 svolgimento competizione nei campi gara delle ANPIL
− Ore 16,30-18,00 Consegna fotografie (Centro Legambiente Terrarossa)

Info e prenotazioni: Legambiente 3298147086 – info@lunigianasostenibile.it - www.lunigianasostenibile.it

ANPIL LAGO DI PORTA
HOTEL EDEN, CINQUALE

ore 17.30
Conferenza “La biodiversita’ nelle aree protette locali”
Incontro con proiezione di immagini a cura della dott. biol. Paola Fazzi su queste tematiche:
- La complessità biologica dell’area (Parco Regionale delle Alpi Apuane, Parco Nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano, ANPIL Lago di Porta, ANPIL Fiume Magra)
- Importanza della biodiversità e delle aree di collegamento ecologico
- Habitat che caratterizzano le aree protette e relativa fauna
- Sensibilizzazione al problema delle specie esotiche che minacciano la biodiversità locale

Info: Comune di Montignoso 0585 82711 - barbara.vietina@comune.montignoso.ms.it - www.comune.montignoso.ms.it


Lunedì 24 maggio 2010 – Giornata europea dei Parchi


ANPIL LAGO DI PORTA
NUOVA SALA APT, VIA DEL FREO, CINQUALE

ore 16.00
Inaugurazione Mostra fotografica su Biodiversità ed Aree Protette della Provincia di Massa e Carrara
la mostra resta aperta nei giorni 24, 29 e 30 maggio dalle ore 16 alle 19

Visita guidata in bicicletta al Lago di Porta

Info: Comune di Montignoso 0585 82711 - barbara.vietina@comune.montignoso.ms.it - www.comune.montignoso.ms.it


Sabato 29 maggio 2010


ANPIL FIUME MAGRA 2 A FILATTIERA
CENTRO DOCUMENTAZIONE DIDATTICA PIEVE DI SORANO FILATTIERA

Ore 15,00-17,00
Seminario di fotografia naturalistica
La fotografia naturalistica: tecniche e comportamenti
(25 partecipanti max – è richiesta l’iscrizione)

Alla scoperta dei Tesori dell’ANPIL di Filattiera
Passeggiata guidata per il pubblico con il naturalista e l’archeologo
- Gli ambienti fluviali dell’ANPIL
- Il fitodepuratore
- Il Mulino ad acqua
- L’area archeologica e la Pieve romanica di Sorano

Ore 17,00
Intervento musicale del cantautore lunigianese Mattia Ringozzi

Ore 17,30
Premio fotografico ‘Il Fiume con altri occhi’ edizione 2010
− Evento di Premiazione gara fotografia naturalistica nelle anpil del fiume magra
− Esposizione della mostra fotografica “Il Fiume con altri occhi”
− Buffet con prodotti locali

Info e prenotazioni: Legambiente 3298147086 – info@lunigianasostenibile.it - www.lunigianasostenibile.it


Mercoledì 2 giugno 2010


ANPIL LAGO DI PORTA
VIA LAGO, RENELLA DI MONTIGNOSO

Ore 9-19.00
Festa del lago di porta
sul tema Biodiversità e Persone: spazio per la natura?
a cura di Legambiente Massa Montignoso e cittadini della località Renella
Attività:
- Visite guidate alla scoperta della biodiversità a piedi e in bicicletta
- Degustazione prodotti tipici
- Caccia ai tesori della biodiversità
- Laboratorio di acquerello in ambiente
- Dimostrazione di Thai Chi

Info: Legambiente 0585349276 - 3319154062 - legambiente.massa@tiscali.it


Sabato 5 giugno 2010 – Giornata mondiale dell’Ambiente


ANPIL LAGO DI PORTA
AULA MAGNA SCUOLA MEDIA “G.B. GIORGINI”, VIA CORNIOLO, LOC. CAPANNE DI MONTIGNOSO

ore 16.00
Conferenza “Lago di Porta: origini, storia e toponomastica”
Proiezioni di immagini di carte storiche, a cura di Italia Nostra Massa Montignoso e Centro Anziani “Età Libera” di Capanne

Info: Comune di Montignoso 0585 82711 - barbara.vietina@comune.montignoso.ms.it - www.comune.montignoso.ms.it

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05/05/2010

Livorno: Bega centrale a biomasse in porto

Claudio Passiatore per greenreport

Solo l'intervento del sindaco, arrivato nel bel mezzo della VI commissione (vivibilità urbana) dedicata a un approfondimento sulla centrale a biomasse della Porto Energia, ha evitato, ieri pomeriggio, un incidente diplomatico tra Comune e Provincia. Dopo una breve esposizione dei progettisti della società del gruppo della Compagnia portuale che hanno illustrato le caratteristiche dell'impianto da 52 megawatt approvato con determina dirigenziale della Provincia, tra i membri della commissione è sorto il dubbio che la questione non fosse da trattare in termini tecnici, bensì in un un ambito meramente politico. Cioè di responsabilità politica.

In pratica l'incontro, aperto dalla relazione dell'ingegner Mario Martelli del comitato Difesa e ambiente e proseguito con le "giustificazioni" della Porto Energia, non è stato ritenuto, da maggioranza e opposizione, il luogo adatto per valutare la legittimità della concessione. A ricordarlo, per primo, è stato Gianfranco Lamberti (Confronto per Livorno). «Qui c'è da tener conto della responsabilità politica e non della validità del progetto», ha dichiarato Lamberti.

Sulla stessa linea, ma dai banchi opposti, il capogruppo del Pd in consiglio comunale Gabriele Cantù che ha aggiunto essere «stranamente d'accordo con Lamberti. Credo che sia opportuno convocare un rappresentante politico della Provincia» ha spiegato Cantù.

In buona sostanza, i tecnici della Porto Energia, si sono trovati esclusi dal dibattito che è stato in qualche modo concluso dal sindaco Alessandro Cosimi arrivato nella sala consiliare per chiarire un fatto. «Questa non è una Commissione di inchiesta - ha detto il sindaco - Noi non possiamo stabilire se le procedure siano corrette o meno ma casomai aprire una discussione sulla possibilità dell'installazione dei filtri per esempio».

Il presidente della commissione Andrea Romano (Idv), che tanto si è impegnato sulla vicenda delle biomasse in porto, ha poi spiegato che l'intento, dopo l'incontro di ieri, era quello di valutare la possibilità di una commissione congiunta con la Provincia. L'obiettivo? Una discussione, la di là della regolarità dell'iter della centrale, incentrata sui doveri degli amministratori che hanno permesso l'approvazione del progetto. Un incontro che potrebbe rivelarsi utile, a patto che i politici non ributtino la palla nel campo dei tecnici, scansando ogni responsabilità. Questa volta, tutta politica.

 

 
 
 

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29/04/2010

Scarlino (GR): I primi dati sull'impianto a biomasse

 

 

La società Scarlino Energia ha  reso pubblici, in anteprima per Greenreport,  i dati sulle performance ambientali e produttive , relative al 2009,  del proprio impianto di recupero energetico alimentato a biomasse (da filiera lunga), presente nell'area industriale del Casone, nel nord della provincia di Grosseto.  Come confermato dal Rapporto "Comuni Rinnovabili 2010" di Legambiente, l'impianto di Scarlino - pur se non in linea con gli indirizzi del Pier che caldeggiano l'uso di biomassa proveniente da un massimo di 70 chilometri dall'impianto  - è il terzo in Italia per la produzione di energia elettrica da biomasse, sia per potenza installata (19.5 MW), sia per elettricità effettivamente  prodotta  (83.751.692 KWh) che ceduta alla rete nazionale (76.214.040 KWh). Tale differenza è imputabile agli autoconsumi, principalmente finalizzati ad alimentare il sistema di abbattimento delle emissioni atmosferiche e del trattamento delle acque di stabilimento.  La  produzione,  pari al consumo medio di 15.220 famiglie,  ha consentito di risparmiare 15.000 TEP (Tonnellate Equivalenti di Petrolio, rispetto alla stessa produzione di energia elettrica effettuata in impianti termoelettrici alimentati con combustibili fossili).  Ma per arrivare a questo risultato quali sono stati i consumi di risorse naturali e qual è stata la ricaduta ambientale del recupero energetico?  Ecco i dati forniti da Scarlino Energia relativi a 6702 ore di marcia effettive delle tre linee di combustione (rispetto alle 7500 preventivate dal piano industriale):

Combustibile utilizzato:  136.550 tonnellate, di cui

  • Legno vergine89.130 ton (filiera corta) pari al 65%
  • Pigne e gusci pinoli 3.050 ton (filiera corta) pari al 3%
  • Palm Kernel Shell 44.370 ton (filiera lunga) pari al 32%


Acque consumi:

  • Pozzo 40.000 mc
  • Fiume 11.000 mc
  • Mare (abbattimento fumi) 2.740.000 mc (poi trattata e restituita a mare)
  • Mare (raffreddamento turbo gruppo) 23.730.000 mc (restituita a mare leggermente più calda di circa 1° C. )
  • Demineralizzata 26.100 mc


Ceneri:

  • 3.834 ton pari al 2,9% del combustibile utilizzato. Circa 3.000 ton sono andate a recupero nei cementifici, il resto in discarica.


Fanghi da abbattimento fumi:

  • 3.320 ton a discarica


Per quanto riguarda invece il totale (su base quantitativa) di  emissioni in atmosfera  la società fa sapere che i dati sono ancora in corso di elaborazione ai fini delle procedure  IPCC  (i risultati saranno resi noti a fine maggio, come prescrive la norma),   ma che da un punto di vista analitico  le quantità  relative alle medie giornaliere dei seguenti  inquinanti  sono già rese pubbliche, quotidianamente,  sul proprio sito internet  (Acido  Cloridrico,  Ossido di Carbonio, Ossidi di Azoto,  Anidride Solforosa,  Acido Fluoridrico,  Carbone Organico Totale,  Ammoniaca, Polveri).

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26/04/2010

........e ancora Firenze: Biodiversità

Per un giorno Firenze diventerà capitale della biodiversità. Si terrà infatti in Toscana il primo dei tre workshop voluti dal ministero dell'Ambiente in vista della Conferenza nazionale per la Biodiversità (20-22 maggio), passaggio cruciale per l'adozione entro l'anno di una Strategia nazionale della Biodiversità per la tutela del patrimonio naturale italiano, come indicato dalla Convenzione internazionale sulla diversità biologica (Cbd).

Partendo dalla bozza giù presentata ad inizio aprile, i vari attori coinvolti nel workshop di Firenze (esponenti delle istituzioni, del mondo economico, del mondo scientifico e accademico), si concentreranno sugli obiettivi per la conservazione della biodiversità da raggiungere a medio termine (2020). Il seminario che si terrà dalle 8.30 alle 18.00 (sala verde del Palazzo dei Congressi, Piazza Adua n.1), sarà introdotto dal Ministero dell'ambiente.

A seguire poi le tre relazioni tematiche cardine della Strategia, ovvero il rapporto della biodiversità con i servizi degli ecosistemi (Rossella Filigheddu, Università degli Studi di Sassari), i cambiamenti climatici (Lorenzo Ciccarese, Ispra) e le politiche economiche (Davide Marino, Università degli Studi del Molise). Su questa base si aprirà il dibattito con osservazioni e contributi sulle diverse aree di lavoro. Tra gli interventi programmati: Federparchi, Coldiretti, Cgil, Federlegno, Lipu, Federpesca e Federcopesca, Arpat Toscana, Associazione nazionale comuni Italiani, Federturismo.

Dopo Firenze, i prossimi appuntamenti programmati dal ministero sono previsti a Padova (6 maggio) e Napoli (13 maggio), mentre l'11 maggio è in programma un incontro nel Parco nazionale del Circeo, dedicato al contributo delle aree naturali protette per la definizione della Strategia e al loro ruolo per la sua futura attuazione. I vari workshop sono organizzati dalla Direzione protezione della natura e del mare del ministero dell'Ambiente, con il supporto del Wwf Italia e del Dipartimento di biologia vegetale dell'Università degli Studi di Roma "Sapienza".
Per partecipare al workshop di Firenze, è possibile iscriversi attraverso il sito www.cnbitalia.org

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01/04/2010

Pisa: Biomasse ad Ospedaletto

Claudio Passiatore per greenreport

Il progetto di centrale a biomasse della Teseco è a un passo dall'autorizzazione che verrà rilasciata dalla provincia di Pisa. Dopo il parere favorevole della conferenza dei servizi che si è riunita martedì all'impianto da 2,5 megawatt da realizzare a Ospedaletto, la società pisana è pronta ad avviare la costruzione della nuova centrale.

Con un investimento di circa 9 milioni di euro, Teseco, conta di produrre energia per alimentare i suoi stabilimenti e vendere a Enel l'eventuale surplus di energia elettrica. L'iter, dalla presentazione del  progetto è durato circa un anno. E non sono mancate le prescrizioni, soprattutto per gli aspetti fonometrici. Indicazioni alle quali Teseco ha risposto apportando al progetto le necessarie modifiche e rispettando i pareri vincolanti degli enti presenti in conferenza dei servizi. Anche quelli legati, come da Pier, alla filiera corta.

La centrale infatti, sarà alimentata con biomasse legnose provenienti dall'attività di manutenzione di boschi e verde pubblico che saranno forniti sotto forma di cippato, ovvero in piccoli pezzi o scaglie di dimensioni di qualche centimetro. Le biomasse saranno reperite in ambito locale, o comunque in un'area di 60 - 70 km di raggio, tramite contratti con aziende, consorzi e cooperative operanti nel settore. Questo sistema, è bene ricordarlo, permette di rendere neutre le emissioni di CO2 dell'impianto, poiché l'anidride carbonica emessa è pari a quella assorbita dalle piante per la loro crescita. Secondo i dati forniti dalla Teseco, la CO2 fossile risparmiata, durante un anno di attività della centrale sarà di 6.817 tonnellate. «Il sistema di pulizia del gas di combustione - spiegano dalla Teseco - riduce il contenuto di polvere nel gas di combustione a concentrazioni inferiori ai limiti richiesti. Il processo scelto per questo impianto è basato sulle ultime conoscenze e migliori tecnologie disponibili, grazie alla progettazione effettuata con la facoltà di ingegneria dell'Università di Pisa».

Quella del cippato sembra un'ottima e abbondante risorsa. Maria Camilla Masini, responsabile delle relazioni esterne della Teseco, sottolinea l'opportunità offerta da  questo materiale: «Per rifornire la centrale in un anno di attività, basta pensare che verrà utilizzato solo il 5% del cippato prodotto in tutta la provincia di Pisa». E per avviare una collaborazione con le aziende del settore, presto, verranno siglati accordi e protocolli di intesa. Un percorso virtuoso dunque, da tener presente dai proponenti di impianti simili che con le biomasse da filiera corta poco hanno a che vedere. Troppo spesso infatti, le biomasse, sono viste come un modo per fare solo profitti senza rispettare gli strumenti di pianificazione regionale.

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24/03/2010

Livorno: Un'altra centrale a biomasse

Claudio Passiatore per greenreport

 

Il ministero dell'Ambiente ha approvato il progetto di bonifica di una parte dell'area ex Carbochimica e aperto la strada all'impianto a biomasse della Federer Petroli Green Road, società che dal 28 febbraio è stata acquisita da Enital srl (azienda con sede legale a Roma).

Lo conferma il direttore della stessa Enital, Paolo Giovannetti. «Dopo un lungo iter siamo pronti a partire» ha spiegato Giovannetti. In verità i lavori sono già stati avviati con l'abbattimento di uno stabile che ospitava una struttura per la distillazione del catrame. E presto, contemporaneamente alle prime operazioni per la bonifica, partiranno anche gli interventi per la costruzione dell'impianto.

La centrale produrrà 23 megawatt elettrici e 6,9 megawatt termici. Per realizzarla Enital è pronta a investire una cifra considerevole che si aggira intorno ai 25-30 milioni di euro. Una spesa ulteriore di circa 2 milioni è poi prevista per la bonifica. I guadagni non mancheranno. «L'energia prodotta verrà immessa nella rete nazionale e venduta a Terna - ha spiegato Giovannetti - Contiamo di essere attivi in 24 mesi».

Sul fronte dei combustibili la scelta deve ancora essere definita. Nell'autorizzazione della Provincia che in seguito alle conferenze di servizi ha rilasciato il permesso (sul BURT del 26.11.2008), è specificato che verranno utilizzati oli vegetali. Ma senza indicare quali saranno. Giovannetti ha dichiarato che saranno tutti certificati e non verranno utilizzati prodotti provenienti da aree deforestate.

«Nella fasi preliminari del progetto - continua Giovannetti - vi era un accordo con Confagricoltura per valutare l'ipotesi della coltivazione e dell'uso della jatropha». Un accordo che però non compare nell'autorizzazione. Anche in questo caso, quindi, come per la centrale a biomasse della Porto Energia, società del gruppo della Compagnia portuale, non è ancora stato definito il tipo e la provenienza dei combustibili e se verrà rispettata la filiera corta, raccomandata nel piano energetico regionale. Nel progetto vi è infatti indicato "un impianto per la produzione di energia da fonti rinnovabili (oli vegetali)". Il che, per il momento, può voler dire oli di provenienza europea o peggio ancora olio di palma, di rpovenienza extracontinentale e quasi sempre a rischio deforestazione.

L'iter dell'impianto si è sbloccato pochi giorni fa, quando dal ministero per l'ambiente è arrivato il decreto autorizzativo e l'ok al progetto di bonifica dell'area compresa nel Sin dove ha operato la Carbochimica. Il progetto fu bloccato nella conferenza dei servizi del 4 novembre 2008, quando a causa dei "superamenti della soglia di alcuni agenti inquinanti", e nel rispetto dei report ambientali e delle prescrizioni del ministero dell'Ambiente, il Comune di Livorno bloccò la procedura. Che ora, con l'approvazione del progetto di bonifica è concluso.

La centrale verrà installata su un terreno di 5 mila metri quadrati in via Leonardo da Vinci, in una zona non lontana da quella della Porto Energia, con la quale Enital ha siglato un accordo finalizzato all'uso in comune di un cavo di allaccio da 132 kilowatt. Per Livorno dunque, si profila all'orizzonte l'ennesima nuova sorgente emissiva.

18:36 Scritto da: minobezzi1 in ambiente | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: li, bio | OKNOtizie |  Facebook

15/03/2010

Firenze: Bio Bistrot

Il Bio Bistrot si trova a Firenze, in via in via Pacini 45 (zona viale Redi – mappa di Google).  Il locale propone una cucina prevalentemente vegetariana e si possono gustare: cous cous, sformati, torte salate, formaggi, ecc.

Il Bio Bistrot ci piace sopratutto perché Federico, il gestore, ha la passione per la birra artigianale italiana e propone alcuni tra i migliori microbirrifici: Birrificio del Ducato, Almond’22, L’Olmaia, Birra Amiata, Cajun e Panil.

Inoltre si può trovare anche un’ottima scelta di etichette belghe: La Chouffe, Cantillon, Namur, Orval, Westmalle, Noblesse, Saisonette, ecc. E poi il Bio Bistrot propone anche altre birre particolari, come alcune etichette inglesi, e altre.

Il Bio Bistrot è un posto per bere birra artigianale e di qualità e assaggiare cose nuove, magari provando gli abbinamenti. Tutti i prodotti che vengono serviti al Bio Bistrot, salumi e formaggi, sono prodotti da piccole aziende artigianali selezionate da Federico con una cura e attenzione alle varie produzioni locali.

Ai soci della Pinta Medicea, presentando la tessera, verrà fatto lo sconto del 10%.

Sito web: http://www.biobistrot.it/

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27/02/2010

Lari (PI): Giovanna Biondi

 

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02/02/2010

Livorno: Centrale a biomasse (olio di colza)

 

biomasse

Claudio Passiatore per greenreport

La centrale a biomasse prevista nell'area portuale approvata dalla Provincia, verrà alimentata con olio di colza di origine comunitaria (Bulgaria e Romania) e a cascata, se questo vegetale per qualche ragione venisse a mancare, con la jatropha e in ultima analisi con l'olio di palma. Lo hanno spiegato stamattina in conferenza stampa i dirigenti della Compagnia portuale. Niente filiera corta quindi per l'impianto da 52 megawatt elettrici e 16 termici di via Leonardo da Vinci che non rispetta le indicazioni del Pier.

Nello strumento di indirizzo, infatti, la Regione Toscana sostiene che "sono opportune a fini energetici, solo l'utilizzo di risorse provenienti da un bacino di approvvigionamento strettamente connesso al luogo di utilizzo della biomassa". Per rispettare tale indicazione, il curatore del progetto Natalrigo Guidi ha garantito che verranno contattate le associazioni di categoria del settore agricolo per capire "le reali possibilità di coltivare le piante nel nostro territorio". E se non sarà possibile questo rifornimento (come sembra molto probabile dati i limiti di estensione dei terreni a disposizione nella nostra regione), il successivo passaggio sarà quello di   ricorrere all'olio di colza di provenienza comunitaria. Ma anche in questo caso, se la quantità di combustibile non fosse sufficiente per far marciare a pieno regime l'impianto, non è escluso il ricorso all'olio di palma, la cui coltivazione intensiva ha dato luogo molto spesso a deforestazioni selvagge.

Il progetto presentato dalla Porto Energia (controllata per l'85% dalla Compagnia portuale) è già a buon punto. Dopo l'approvazione in Provincia nel dicembre scorso, in primavera sono previsti i primi interventi e entro il 2012 la centrale dovrebbe essere operativa. Per predisporre l'area e farla uscire dal Sin nel quale era inclusa, con una spesa di circa 1 milione e 600 mila euro, è stata avviata e conclusa la bonifica. In questi giorni, è attesa la risposta del ministero dell'Ambiente per l'ok al nuovo perimetro del Sin e poi potranno iniziare i primi lavori. A realizzare l'impianto sarà la società Inso (controllata del consorzio Etruria) e la fornitura delle turbine è affidata al colosso al Nuovo Pignone degli americani della General Electric. Il costo della centrale che è di 84 milioni di euro, viene sostenuto per il 20-25% della Porto Energia; la somma restante verrà invece reperita con la formula del "project financing". Sul fronte delle emissioni, i progettisti della Ambiente s.c. hanno garantito che le polveri e valori dei Nox «rimarranno al di sotto dei limiti previsti dalla legge". Una rassicurazione che non ha tranquillizzato Medicina democratica che ha minacciato un ricorso al Tar. Secondo gli attivisti, i punti critici del progetto sono due: da una parte il forte inquinamento che dovrebbe obbligare all'installazione di filtri; dall'altra l'iter per la procedura di approvazione che non avrebbe tenuto conto della valutazione di impatto ambientale. «La Via non è prevista per centrali al di sotto di 300 megawatt ma abbiamo seguito tutte le procedure con uno Studio di impatto ambientale - ha spiegato l'ingegner Luigi Bianchi di Ambiente s.c.. Per quanto riguarda le emissioni siamo molto al sotto dei limiti previsti per legge e sono previsti dei monitoraggi continui. Se sarà necessario installeremo i filtri».
Tornando al tipo di combustibile necessario per alimentare l'impianto, non è escluso l'uso dell'olio di palma. Un tipo di fornitura che è "vietata" dal Pier (strumento non vincolante) che non lascia margine a dubbi.

«Il ricorso a biomasse ottenute attraverso processi di deforestazione od altri processi ambientali che determinano elevati quantitativi di energia grigia - si legge nel Pier - risulta in netto contrasto con gli obiettivi della Regione Toscana». Secondo il presidente della Compagnia Enzo Raugei, la provenienza degli oli sarà attentamente verificata attraverso l'affidamento della fornitura a società certificate. «Anche l'emissione di energia grigia sarà contenuta perché con soli 4 o 5 carichi all'anno saremo in grado di garantire il fabbisogno di combustibili dell'impianto - ha dichiarato Raugei.  Non dobbiamo dimenticare che gli oli arriveranno direttamente in banchina eliminando il trasferimento su strada». L'energia prodotta sarà fornita in parte alle società del gruppo della Compagnia in parte a aziende che operano nell'area del porto.

18:21 Scritto da: minobezzi1 in ambiente | Link permanente | Commenti (3) | Segnala | Tag: li, bio | OKNOtizie |  Facebook

29/01/2010

..........e ancora Firenze: Biomasse

Pietro Roselli e Giampiero Maracchi sono alcuni tra i relatori di "Biomasse e sostenibilità: le risorse dei territori urbani e rurali", convegno in calendario per lunedì 1° febbraio nella Sala Giordano di Palazzo Medici Riccardi, dalle 9.00 in poi. Il tema affrontato è di sicuro interesse non solo per gli studiosi del settore, ma anche per le scelte amministrative e politiche che gli enti locali saranno chiamati a prendere nel futuro prossimo.

La giornata di studio è organizzata dalla Fondazione per il Clima e la Sostenibilità e dal Centro Interdipartimentale di Bioclimatologia - Università di Firenze in collaborazione con Regione Toscana, ARSIA - Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l'Innovazione nel Settore Agricolo Forestale, Provincia di Firenze, Quadrifoglio, Agenzia Fiorentina per l’Energia. "Biomasse e sostenibilità: le risorse dei territori urbani e rurali" si articola in due sessioni: la prima riguarda la produzione e l'uso del compost, la seconda il ruolo energetico delle biomasse.

Per informazioni

Marco Mancini CIBIC-UNIFI

marco.mancini@unifi.it

tel. 055-3288257

 

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25/01/2010

Marina di Campo (LI): Biowatching

  

biowatching

 

E' partito dall'Elba il primo corso di biowatching dell'Arcipelago toscano. Dopo una serata introduttiva di illustrazione del biowatching tenuta dall'ex presidente della Lipu Francesco Mezzatesta, i partecipanti al corso guidati dallo stesso Mezzatesta e dalla direttrice del parco nazionale dell'Arcipelago toscano Franca Zanichelli, hanno effettuato la prima escursione naturalistica per mettere in pratica quanto appreso.

Biowatching vuol dire osservare la natura in tutte le sue forme: grandi ambienti, habitat, flora e vegetazione, insetti e aracnidi, anfibi e rettili, mammiferi e uccelli - spiega Umberto Segnini, del Gruppo biowatching dell'Arcipelago toscano - Il percorso individuato prevedeva di salire da San Piero verso Piane al Canale - Pietra Murata e Le Macinelle. Si trattava di verificare le tecniche di osservazione della biodiversità tramite l'uso del binocolo, di cui ogni partecipante era obbligatoriamente dotato, la consultazione dei manuali di osservazione e l'annotazione delle osservazioni sul taccuino di appunti .

E' stata una giornata fortunata perché le osservazioni sono state tante, alcune delle quali anche molto importanti. Si è cominciato con un'osservazione floristica di felci antichissime come il Polipodio sui muretti ruderali, dedicandosi poi ai diversi habitat naturali presenti. Da ambienti seminaturali prossimi al paese ad habitat di macchia con alberi sparsi regno di Fringuelli e Cince. Qui, nella macchia bassa, la prima osservazione doc: forse una rara Magnanina Sarda vista per un attimo.

Si tornerà a controllare. Poi nella macchia di Erica l'altra Magnanina, quella più comune, emetteva il suo tipico schiocco facendosi anche vedere e fotografare. Ancora tra gli uccelli una coppia di Poiane, approfittando della bella giornata, si dedicava ai primi voli nuziali mentre un falchetto Gheppio stava fermo in aria come un elicottero per osservare possibili prede compiendo il movimento di ali detto dello "spirito santo". A terra le prime fioriture dello Zafferano e dell'Arisaro, mentre per gli insetti veniva scoperta una ooteca (contenitore di uova) della Mantide religiosa e sempre tra gli insetti le mai ferme Cicindele. Tra i rettili la calda giornata permetteva di osservare sui muretti diverse lucertole muraiole mentre nelle zone più umide si facevano sentire anche gli anfibi con l'inconfondibile verso della Raganella tirrenica.

Durante la sosta per rifocillarsi presso Pietra Murata ecco l'osservazione ornitologica più interessante: un gruppo di Sordoni. Si tratta di tipici uccelli di montagna che nidificano sulle catene montuose ma che d'inverno scendono di quota; nel nostro caso i Sordoni avevano deciso di passare l'inverno all'Elba e probabilmente di riprodursi in primavera sulle parti più alte e rocciose dell'Isola. Una vera e propria chicca naturalistica! Infine, nell'incredibile scenario di pura bellezza delle Macinelle nei pressi del bellissimo caprile, si è assistito al tocco finale: uno splendido esemplare maschio di Albanella Reale faceva bella mostra di se mostrando le bianchissime ali bianche orlate di nero. Il grande rapace del centro e nord Europa scende d'inverno sud per svernare e sceglie anche le isole dell'Arcipelago Toscano per passare i mesi più freddi per poi a primavera tornarsene a nord. Un incontro che ha visto tutti i binocoli dei presenti puntati simultaneamente verso il profilo della montagna creando un forte entusiasmo».

La più grande isola dell'Arcipelago toscano riserva sempre grandi sorprese naturalistiche, anche in inverno, c'è da credere che il corso di Biowarching sia stato il primo di una lunga affascinante serie.

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22/01/2010

Lucca: Bioarchitettura

Si consolida il rapporto tra amministrazione provinciale di Lucca e Camera di commercio per l'affermazione applicativa sul territorio delle tecniche di bioarchitettura e bioedilizia in grado di ridurre l'impatto sulla salute e sull'ambiente, limitare l'utilizzo e consumo di risorse non rinnovabili, anche attraverso il recupero ed il riciclaggio dei materiali.

Proprio con il progetto "Rebir" (Risparmio energetico, bioedilizia, riuso) a cui partecipano la provincia l'ente camerale insieme a partner pubblici e privati, tra cui l'Istituto nazionale di bioarchitettura, l'Environment park SpA di Torino e la Sevas Srl Società elettrica, è stato messo in essere questo tipo di percorso. «Il progetto Rebir - ha sottolineato l'assessore provinciale all'ambiente Maura Cavallaro -si propone di diffondere anche le tecniche di progettazione sostenibile nel campo edilizio.

Il settore delle costruzioni, infatti, è ancora largamente dominato dal ricorso alle risorse naturali, con consumi crescenti. La forte domanda di aggregati nelle costruzioni, inoltre, genera forti impatti sul territorio a causa di una attività estrattiva che, con molta difficoltà, riesce ad essere pianificata e regolamentata.

Nel contempo, il notevole quantitativo di rifiuti proveniente dal settore edile genera una domanda di impianti di smaltimento difficile da soddisfare e che comporta il frequente abbandono in discariche abusive, distribuite nelle aree periferiche dei centri urbani. Il recupero e il riciclaggio di rifiuti inerti da costruzione e demolizione - ha continuato l'assessore- comportano indubbi benefici ambientali: riduzione del consumo di risorse naturali non rinnovabili, riduzione della produzione di rifiuti da costruzione e demolizione e delle conseguenti necessità di smaltimento finale, rafforzamento del mercato del riciclaggio e delle materie prime secondarie, risparmio di energia. Di qui l'impegno di provincia e Camera di commercio per la realizzazione del progetto Rebir» ha concluso Cavallaro.

Per quanto riguarda le future realizzazioni con le tecniche di bioedilizia (a Lucca), un esempio concreto è rappresentato dalla ristrutturazione del Polo tecnologico realizzato presso l'ex Bertolli a Sorbano. Si tratta, infatti, del primo e, finora, unico esempio in Toscana di struttura al servizio dell'innovazione, costruita secondo i più moderni criteri di bioedilizia.

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