08/05/2011

Prato: La chiesetta di Santa Lucia

La chiesa di Santa Lucia a Monte

notiziediprato

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28/04/2011

Firenze: Il Chianti in USA

Appuntamento statunitense per i produttori del Chianti Colli Fiorentini, tra i protagonisti del “Grand Tasting Event” riservato a media e operatori del settore che si svolgerà domani, giovedì 28 aprile, nella lussuosa cornice dell’hotel Gansevoort di New York.

L’appuntamento, organizzato dal Consorzio Vino Chianti, presenterà i vini del territorio toscano a buyer, importatori e giornalisti specializzati, con una tavola rotonda seguita da una degustazione guidata dal presidente Giovanni Busi, dalla vicepresidente dell’area Fine Wine di Palm Bay International Laura De Pasquale, da Nicola Marzovilla, proprietario del ristorante “I Trulli” e dallo scrittore specializzato Bill Marsano.

Il Chianti Colli Fiorentini DOCG è una denominazione conosciuta e apprezzata sui mercati esteri, per le sue caratteristiche di leggerezza ed eleganza, unite a note acide che conferiscono dinamismo e un gusto caratteristico. Nel corso dell’incontro, gli operatori del settore potranno approfondire la storia e la tradizione vinicola delle valli del Chianti e apprezzare le ultime produzioni e le annate storiche delle diverse denominazioni del territorio.

“Più di un terzo delle nostre esportazioni va negli Stati Uniti – ha commentato la presidente del consorzio Chianti Colli Fiorentini Marina Malenchini – Per questo è importante per i nostri soci essere presenti a queste iniziative. Questo evento dimostra quello che diciamo da tempo: per affrontare il mercato internazionale i consorzi devono mettere in campo azioni comuni e coordinate”.

I produttori di Chianti Colli Fiorentini presenti al tasting newyorkese sono stati l’azienda agricola Lanciola, l’azienda agricola Petreto, Castello di Poppiano, Fattoria Castelvecchio, Fattoria di Fiano, Fattorie Giannozzi, La Querce e Malenchini.

 

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14/04/2011

Firenze: Chianti Classico Riserva 2007

Fernando Pardini per l'acquabuona 

Eccoci qua con la nostra carrellatona di Riserve 2007. L’appuntamento “febbraiotto” fiorentino della Chianti Classico Collection, d’altronde, ci consente di farlo, così come ci consente di tirar le somme su una annata che ha visto il grosso della truppa uscire in commercio l’anno precedente, con la parte restante, minoritaria, che vi si affaccerà giustappunto in questi mesi. Così, spazio ai dovuti “ripassi”, per capire cosa conta il tempo, e spazio ai ritardatari, le vere e proprie news del momento, pronte ad uscire allo scoperto per ribadire gli asserti (o individuarne di nuovi). A conti fatti, non propendo a cambiare opinione su ciò che ebbi a dire dell’annata qualche mese addietro (leggi qui): una buona vendemmia, a onor del vero, ma di media gittata se penso alla presumibile longevità dei vini che ne sono scaturiti, vini dove il frutto è in evidenza, la trama larga ed accogliente, il calore alcolico generoso e il tannino non sempre maturo al punto giusto (con le dovute, immancabili, eccezioni). Vini comunque ai quali non manca quasi mai la gradevolezza. Diversi i risultati a seconda della zona di provenienza (Radda, Barberino Val d’Elsa e la parte più fresca dell’area grevigiana appaiono più in spolvero di altre), diversi gli intendimenti stilistici che si fronteggiano, quale più estrattivo quale meno, quale più ancorato alla essenza “sangiovesa” quale più incline agli arrotondamenti, ma tutti con una salvifica sterzata verso la caratterizzazione e l’equilibrio espositivo, ciò che potrà costituire la vera chiave di volta per il completo recupero di credibilità da parte di una tipologia potenzialmente “eletta”, laddove storia, consapevolezza, microclima e fisionomia concorrerebbero di per sé a delineare vini spendibili (e bevibili) sempre e comunque, dalla tavola quotidiana alla occasione speciale. E tutto ciò ad un prezzo mediamente competitivo. Il Chianti Classico, insomma, è un vino del futuro, per il futuro. Se i produttori in primis gli vorranno bene, e non lo maltratterranno più, un nuovo risorgimento è alle porte.

Nota esplicativa: ® sta per “ripasso” (non un vino della Valpolicella, beninteso, ma un vino che avevo già assaggiato in precedenza); new sta per  “nuovo” (toh, chi l’avrebbe  mai detto!?), cioè per un vino assaggiato per la prima volta.

Bandini Villa Pomona

® Pagare un piccolo dazio sul piano della pienezza estrattiva non significa venir meno ai fondamentali della scorrevolezza e dell’equilibrio gustativo, perlomeno in questo caso. Un Chianti di silhouette quindi, stilizzato e gradevole, con pochi grilli per la testa e un preciso ascendente territoriale da mettere sul piatto dei ragionamenti. In beva.

Caparsa – Caparsino

(new) Materia dolce e carnosa, tatto levigato, rotondità gustativa e confortanti accenti di finezza per un vino tecnicamente curato, a cui soltanto il rovere arrochisce un po’ la “voce”.

Caparsa – Doccio a Matteo

(new) Spunti decisamente eleganti qui, se ci riferiamo alla trama aromatica; materia sinuosa, frutto in primo piano e “pasta” tannica stranamente graffiante e tattilmente polverosa (rovere?), ciò che mi porterà volentieri ad un riassaggio a bocce ferme.

Casaloste – Don Vincenzo

® Molto concentrato, con sentori di “doga” piuttosto insistiti, è vino di peso, ovviamente ricco ma poco incline al “movimento”, tanto che la materia tende a spalmarsi sul palato. Mi mancano l’articolazione e il dinamismo delle edizioni migliori.

Castello della Paneretta

(new) Carnoso, fine, composto, dinamico, profilatissimo e convincente, dai risvolti sapidi e minerali: tutta la forza comunicativa dei galestri della Paneretta in un vino ad alta dignità territoriale, che si farà ben ricordare.

Castello di Radda

(new) Frutto “ceroso” ma nature. Un certo garbo espositivo, una certa purezza d’intenti. Sviluppo poco espansivo, finale “crudino” ma valenza gastronomica assicurata.

Castello di Selvole

(new) La sensazione di maturità nel frutto, che è frutto sanguigno, si ferma un attimo prima di sconfinare nella “surmaturità”. Buono nel frattempo l’attacco al palato, c’è grinta nello sviluppo e il vino fa ben sperare, anche se quel finale tannico e rugoso, oltremodo contratto, lascia il lavoro a metà.

Castello di Volpaia – Coltassala

® Sia pur debitore verso le istanze a volte drastiche dei legni, Coltassala ce la sta mettendo tutta. Senti la bontà della materia, così come ne riconosci i brividi sapidi e gli intriganti toni grafitati. La confezione, lo sai,  è moderna, con qualche lampo di nitidezza in più rispetto al suo standard, ma il finale si lascia ancora circuire dai lasciti del rovere.

Montemaggio

(new) Non di muscolo né di estrazione. Fresco e scattante come si ritrova, il vino di Montemaggio ben si accompagnerà alla tavola, per via di una sincera bevibilità qui veicolata da una tannicità  finanche rugosa. Se non cercate complessità e cesello starete bene in sua compagnia.

Fattoria di Nittardi

® Legno “nittardesco” (una timbrica ormai riconoscibile, tale da meritarsi l’appellativo) per uno stile fin troppo convenzionale ed ammiccante. Peccato davvero, perché la materia è sontuosa, il tessuto tannico di rilievo. Eppure la “confezione” tende ancora oggi a prevalere sulla caratterizzazione territoriale e sulla articolazione.

Fontodi – Vigna del Sorbo

® Un naso in ritardo di focalizzazione apre ad un palato caratteriale, volumico, generosamente alcolico, dai tannini incisivi e aguzzi. Da maturare ancora, per smussare spigoli e tentare armonizzazioni, soprattutto sul fronte della finezza espositiva. Non sarà scontato, ma etichetta e blasone esigono il supplemento di indagine.

I Fabbri

® Un apparente peso piuma che balla sulle punte, proprio nel bel mezzo di una danza tribale in cui i pari annata spesso e volentieri gareggiano a chi riesce a sbattere i piedi più forte! Eppure, grazie all’equilibrio, alla seducente florealità, al fraseggio sottile e alla preziosa bevibilità, non si fa mancare niente, anche se gli attributi estrattivi non sono propriamente quelli degli altri “ballerini”. Lo confermo, da Lamole una delle sorprese più liete dell’anno.

Le Cinciole – Petresco

(new) Freschezza, ariosità, equilibrio, slancio, felice commistione di struttura ed eleganza, marca floreale nei profumi, razza chiantigiana nella sostanza: l’attesa per il nuovo Petresco non è stata invano.

Le Fonti (Panzano)

(new) Intriganti note floreali fanno da apripista ad un vino dal gusto intenso, espressivo, generoso e assai coinvolgente. Rispondenza territoriale conclamata, ed è già un bel vedere.

MonteBernardi – Sa’etta

(new) Ottima materia qui, per un vino dallo stile calibratamente moderno che in questa fase sembra solo soffrire la marcatura stretta del rovere, ciò che tende oggi ad ostruire quei pertugi che in altre edizioni il nostro ha già dimostrato di possedere. Da attendere.

Monteraponi – Baron’Ugo

(new) Un naso melodico, dalla dolcezza fruttata pura e sinuosa, tiene bene a distanza la monotonia; una bocca dinamica e accogliente, elegante e profonda, guadagna in un baleno la mia immedesimazione.

Monterotondo – Seretina

(new) Di tecnica e precisione. Afflato moderno nel nome della pienezza e della intensità fruttata, rovere “accademico” e discreta dignità.

Podere Il Palazzino – La Pieve

(new) Il rovere oggi toglie respiro alla trama. La grinta resta tutta gaiolese, anche se non colgo lo stacco che vorrei, ciò di cui in genere questo vino è capace.

Podere La Cappella – Querciolo

(new, cb)  Naso farraginoso da campione di botte, come in effetti è; molto frutto qui, tanta energia e una tannicità quasi salata che fa drizzare le papille. Qualche spunto vegetale da rintuzzare. Se trova coesione potrà dire la sua.

Poggerino – Bugialla

® Naso non proprio a fuoco per un palato irrequieto e calorico. Una energia tutta naturale da ricomporsi, semmai, nel nome della finezza e dell’equilibrio espositivo.

Riecine

(new) Saldezza, tempra, struttura, “ciccia”, attributi….. Sì, proprio un Chianti con gli attributi questo qua, che vola alto nonostante il pizzico di calore in più rispetto al solito.

Rignana

® Forma e sostanza ricordano a più riprese un classico Supertuscan: colore, concentrazione di toni fruttati e roverizzati, morbidezza…. Insomma, un Rignana che da qualche stagione a questa parte ha fatto sue le istanze “dell’oltranzismo modernista”, disperdendo un po’ di quel sale e di quelle sfumature che da sempre sappiamo essere nelle sue corde.

Rocca di Castagnoli – Capraia

® Naso impreciso, lieviti esotici “nell’aere”, buona lena, discreto contrasto, frutto generoso ed abbracciante, armonia di là da venire. Nell’alternarsi di bottiglie più o meno fortunate, ecco un Capraia che esige ascolto e repliche pur non raggiungendo i vertici espressivi dell’annata precedente.

Rocca di Castagnoli – Poggio ‘A frati

® Apprezzabile “idea” di sangiovese nel bicchiere. Meno “svolazzante” di Capraia, e meno densamente fruttato, è vino più diretto, chiaro ed affusolato. Il finto sincretismo del tratto gustativo non lascia niente di intentato: questo Chianti “sa” di territorio e dimostra un buon carattere.

Solatione

® Proverbiale schiettezza e generosità, stavolta forse non incanalate in un disegno compiuto come è stato per la buonissima Riserva ’06. Qualche tono vegetale a disturbare.

Val delle Corti

(new) Intrigante spettro aromatico, di leggiadra e composta naturalezza, sui toni della ciliegia, della bacca e del rosmarino. Grande scorrevolezza al palato, di generosa spinta e vellutata tannicità. Ecco qua il Poggio di Sotto del Chianti Classico, umorale e puro quanto basta perché il ricordo si conservi a lungo.

Villa di Geggiano

® Qualche sbuffetto alcolico di troppo, una articolazione non propriamente nitida, una espansione solo discreta per un vino che pure conserva lati attraenti, se solo pensi alla naturalezza espressiva e alla marca sapida dei suoi tannini.

Villa S. Andrea

(new) Spunti esotici nel frutto (lieviti o freddo?) non ledono poi tanto alla purezza del tratto gustativo. Un finale piuttosto asciutto e perentorio chiosa un palato che non raggiunge i vertici espressivi delle ultime edizioni ma ripropone senza infingimenti coordinate stilistiche apprezzabili, tipiche dei vini di territorio.

Assaggi effettuati nel mese di febbraio 2011

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08/04/2011

Prato: Gianfranco Chiavacci

Prato - dal 9 al 30 aprile 2011
Gianfranco Chiavacci - 1970


LATO
Piazza San Marco 13 (59100)
info@lato.co.it
www.lato.co.it

Gianfranco Chiavacci. La grammatica della macchina. Quando negli anni Settanta Gianfranco Chiavacci si accosta alla sperimentazione attorno alla tecnologia, con un uso non convenzionale della macchina fotografica, riflette una sensibilità condivisa da un grande settore del mondo dell’arte internazi
orario: da lunedì a venerdì ore 10-13 e 15-19. sabato 15-19
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 9 aprile 2011. ore 18.30
curatori: Pietro Gaglianò
autori: Gianfranco Chiavacci

genere: arte contemporanea, personale

exibart

 

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21/03/2011

Arezzo: Perché la Chimera è a Firenze

Non voglio impostare questo pensiero sulla rivalità che da sempre cottraddistingue il rapporto tra le due città. Il mio vuol essere un omaggio alla bellezza, ai nostri esempi di eccellenza e di arte dffusa e unificante.
Solo il Granduca Cosimo I poteva amare un rapporto così difficile, si era innamorato della "Chimera" era geloso del suo cimelio.
La Chimera di Arezzo è uno degli esempi meglio conosciuti di arte etrusca. E' stata analizzata, studiata e restaurata più volte. Interi testi ci parlano di Lei, un mito nel grande panorama dell'arte etrusca. 
Il vero rapporto che questa opera d'arte ha con Firenze fa riferimento alla conservazione. Si trova presso il Museo archeologico nazionale di Firenze ed è alta 65 cm. Si tratta di una statua di bronzo rinvenuta il 15 novembre 1553 in Toscana,, ad Arezzo.
Fu ritrovata durante la costruzione di fortificazioni medicee alla periferia della cittadina, fuori da Porta San Lorentino. La sua datazione viene fatta risalire ad un periodo compreso tra l'ultimo quarto del V e i primi decenni del IV secolo a.C.
Al suo ritrovamento il Granduca di Toscana Cosimo I de' Medici la fece portare a Firenze per la sua collezione. La espose pubblicamente in Palazzo Vecchio, nella sala di Leone X.
Dopo la mostra il Granduca la volle presso la propria residenza. Fu posizionata nel suo studiolo di Palazzo Pitti e "il duca ricavava grande piacere nel pulirla personalmente con attrezzi da orafo" ci dice Benvenuto Cellini.
La vera curiosità è che inizialmente non si pensò ad una chimera. Al ritrovamento era mancante della coda. Venne identificato inizialmente come un leone. Giorgio Vasari ritrovò la coda successivamente e venne associata al bronzo e ricomposta solo nel XVIII secolo grazie ad un restauro che ancora oggi è ben identificabile.
Proprio Vasari nei suoi "Ragionamenti sopra le invenzioni da lui dipinte" in Firenze nel palazzo di loro Altezze Serenissime risponde così ad un interlocutore che gli domanda se si tratta proprio della Chimera di Bellerofonte:
"Signor sì, perché ce n'è il riscontro delle medaglie che ha il Duca mio signore, che vennono da Roma con la testa di capra appiccicata in sul collo di questo leone, il quale come vede V.E., ha anche il ventre di serpente, e abbiamo ritrovato la coda che era rotta fra que' fragmenti di bronzo con tante figurine di metallo che V.E. ha veduto tutte, e le ferite che ella ha addosso, lo dimostrano, e ancora il dolore, che si conosce nella prontezza della testa di questo animale..."

Il restauro alla coda è però un restauro sbagliato concettualmente: il serpente doveva avventarsi minacciosamente contro Bellerofonte e non mordere un corno della testa della capra.
Nel 1718 venne poi trasportata nella Galleria degli Uffizi e in seguito fu trasferita presso il Palazzo della Crocetta, nell'odierno Museo archeologico di Firenze.

Il Mito della Chimera (il cui nome in greco significa letteralmente capra) era un mostro che sputava fuoco, talvolta alato, con il corpo e la testa di leone, la coda a forma di serpente e con una testa di capra nel mezzo della schiena, che terrorizzava la terra della Lycia. Venne uccisa da Bellerofonte in un epico scontro con l'aiuto del cavallo alato Pegaso.
La Chimera di Arezzo raffigura il mostro ferito, che si ritrae di lato, e volge la testa in atteggiamento drammatico di notevole sofferenza, con la bocca spalancata e la criniera irta.
La testa di capra sul dorso è già reclinata e morente a causa delle ferite ricevute. Il corpo è modellato in maniera da mostrare le costole del torace, mentre le vene solcano il ventre e le gambe.
La Chimera presenta elementi arcaici, come la criniera schematica e il muso leonino simile a modelli greci del V secolo a.C., mentre il corpo è di una secchezza austera. Altri tratti sono invece più spiccatamente naturalistici, come l'accentuazione drammatica della posa e la sofisticata postura del corpo e delle zampe. Questa commistione è tipica del gusto etrusco della prima metà del IV secolo a.C. e attraverso il confronto con leoni funerari coevi si è giunti a una datazione attorno al 380-360 a.C.

Il "Mito della Chimera" in generale ha affascinato il mondo, così come tutto il popolo etrusco del quale tutti siamo e ci sentiamo discendenti.
Soffermarsi solo sulla cultura romana, dalla quale del resto nasce la città di Firenze, diventa riduttivo rispetto all'eredità etrusca. Gli antenati fiesolani, che contribuirono alla formazione della popolazione fiorentina e a tutte le popolazioni etrusche della toscana dobbiamo  molto. Un popolo vero, organizzato e culturalmente molto avanzato rispetto al concetto militaresco di conquista dell'epoca successiva. Quella etrusca era una vera politica.

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13/03/2011

Lucca: La chiesina di Piazza Brernardini

 

foto di palrlà lucchese è ganzo

 

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11/03/2011

Baselica (MS): La chiesa

Terre Di Lunigiana

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21/02/2011

Firenze: Quanto costa una bottiglia di Chianti?

Le aziende vitivinicole conoscono il costo di produzione di ogni singola etichetta prodotta? Il consumatore sa quale differenza di costo di produzione può esserci rispetto alle differenti tipologie e qualità del vino che acquista e a cosa essa sia dovuta?

Verterà su questi temi il seminario intitolato “La contabilità analitica per il controllo della gestione nel settore vitivinicolo” in programma a Firenze il prossimo venerdì 25 febbraio nell’Aula Magna della Facoltà di Agraria dell’ateneo fiorentino (Piazzale delle Cascine 18 - inizio dei lavori ore 10) organizzato dal Centro universitario di ricerca e formazione per lo sviluppo delle imprese del settore vitivinicolo italiano (UniCeSV) in collaborazione con il Consorzio interuniversitario Istituto nazionale di studi su agribusiness e sostenibilità (INAS).

In questa occasione verrà presentato un modello per il controllo della gestione delle imprese vitivinicole - realizzato attraverso la predisposizione di uno specifico software - grazie al quale è possibile monitorare i numeri più significativi di un’azienda, osservando l’intera catena del valore, al fine di determinare il costo unitario di ciascuna “etichetta” prodotta. In particolare saranno presentati i risultati di un lavoro di ricerca sul costo di produzione di una bottiglia di vino Chianti Classico. Una ricerca attuata nell'ambito regionale i cui risultati sono applicabili su scala nazionale.

Per ogni azienda del campione sono stati calcolati i costi di produzione riferiti all’etichetta più importante (in termini quantitativi) considerando tutti i fattori produttivi che concorrono alla creazione del prodotto finale. I risultati di questo studio danno infatti la possibilità di analizzare la struttura del costo di produzione della bottiglia sia in termini di fase di produzione (viticola, cantina, invecchiamento) sia in termini di tipologia di costo (manodopera, materie prime, ammortamento, marketing) in un settore che negli ultimi anni ha vissuto un trend con sempre minori margini di profitto e che necessita di strumenti sempre più specifici per una gestione efficiente.

Il seminario sarà aperto con una relazione introduttiva del direttore di Unicesv, Augusto Marinelli; seguiranno gli interventi dei docenti dell’Università di Firenze Silvio Menghini “Le attività dell’Unicesv”, Leonardo Casini “Sintesi dei risultati dell’indagine sui costi di produzione nel Chianti Classico” e Enrico Marone “La contabilità analitica nelle aziende vitivinicole”.

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12/02/2011

Siena: Il Chianti Classico lusinghiero

Un 2010 dal bilancio decisamente lusinghiero per il Chianti Classico, che totalizza una crescita delle vendite che mediamente si attesta sul 21% rispetto al 2009.
Un'inversione di tendenza significativa rispetto agli ultimi due anni condizionati da una globale congiuntura economica sfavorevole che per il 'Gallo Nero' sembra essere passata.

La vendita del Chianti Classico in Italia e all'estero a partire dal secondo semestre del 2010 ha toccato +37% sullo stesso periodo del 2009, con punte di crescita del +55% nel trimestre conclusivo del 2010. Un trend che fa ben sperare per il 2011 e che indica una ripresa che, se pure con tutta la prudenza del caso, sembra inarrestabile. Per la penetrazione commerciale del Chianti Classico, nel triennio 2008-2010, si configura una sostanziale tenuta dei mercati storicamente di riferimento per questa tipologia: gli Stati Uniti si confermano al primo posto (27%), seguiti dall'Italia (24%), dalla Germania che si rivela un mercato in buona crescita (12%), Canada altro mercato in tendenziale crescita (8%), Regno Unito (7%), Svizzera (7%), Giappone (4%), Olanda (3%), Svezia (3%), Russia (2%) e altri Paesi (3%). Un trend positivo che sembra investire in pieno il 2011, con le vendite di gennaio che fanno registrare un confortante +12% sullo stesso mese del 2010.

W i tappi in sughero
Grazie all'uso dei tappi in sughero, che per loro natura assorbono l'anidride carbonica (durante la sua vita ogni tappo ne assorbe 8,8 grammi), il Gallo Nero aiuta l'ambiente: i tappi dei suoi 40 milioni di bottiglie assorbono infatti 352.000 kg di Co2 all'anno, pari a 964 kg al giorno, e cioe' 40,16 kg ogni ora, 27,83 grammi ogni minuto e 0,46 grammi ogni secondo. Materiale 100% sostenibile, riciclabile e rinnovabile, i tappi in sughero hanno emissioni di biossido di carbonio 24 volte inferiori a quelle degli screwcaps (i tappi a vite in alluminio) e 10 volte inferiori a quelle delle chiusure sintetiche. Con la raccolta ed il riciclo di tutti i suoi tappi in sughero, inizia la rivoluzione "verde" del Consorzio Vino Chianti Classico per sensibilizzare enoappassionati e addetti ai lavori sull'importanza dell'utilizzo dei tappi in sughero, per una maggiore qualità del prodotto imbottigliato e una scelta eco-friendly, per preservare il patrimonio floro-faunistico delle foreste di sughere nel mondo.

"L'idea e' quella di salvaguardare l'ambiente - spiega Giuseppe Liberatore, direttore del Consorzio Chianti Classico - partendo dalla passione dei produttori del vino mentre raccontano le proprie etichette, attraverso la forza creativa dei giovani e l'impegno verso la materia prima e il suo patrimonio naturale di una delle più importante aziende del sughero del mondo"

T N per Teatro Naturale n. 6 Anno 9

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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26/01/2011

Lucca: La chiesa di Santa Caterina

Chiesa di Santa Caterina, Interno

Brunella Menchini

La chiesa di Santa Caterina, con 19.238 firme, conquista il terzo posto nella classifica della quinta edizione de 'I Luoghi del Cuore', inziativa promossa da Fai e Intesa Sanpaolo per invitare gli italiani a segnalare un monumento, un edificio o un bene ambientale a loro caro ma abbandonato.

Tra i luoghi che sono rientrati nei primi 10 classificati verranno scelti quelli per cui saranno messi a disposizione contributi economici, da utilizzare per eventuali azioni di recupero, tutela e valorizzazione.

“Ovviamente siamo molto soddisfatti - ha dichiarato a LoSchermo.it  Loredana Ciabatti Cipriani, vice presidente del Fai-Toscana (Fondo Ambientale Italiano), e dal 1993 presidente per le province di Lucca e Massa e Carrara - essere arrivati terzi a livello nazionale è stato importante”.

La chiesa, che si trova in via Vittorio Emanuele, un tempo era detta “delle sigaraie”, perché le operaie della vicina manifattura vi si fermavano a pregare prima di entrare al lavoro. Unico esempio a Lucca di ‘700 italiano, dopo varie peripezie è divenuta proprietà del Comune, ed è chiusa ormai da oltre 40 anni: inutile dire che i danni del tempo - e dei ladri - sono ingenti.

Al Fondo per l'Ambiente Italiano sono arrivate in tutto oltre 460mila segnalazioni, quasi mezzo milione di persone si sono mosse per salvare ognuno un luogo della propria città. Primo classificato risulta l’Eremo dell'abbazia di Santa Maria di Pulsano in provincia di Foggia, con 34118 firme, secondo, Casa Desanti - Bossi a Novara, con 26150 segnalazioni. In Toscana sono state segnalate, oltre alla chiesa di Santa Caterina, la Stazione radiotelegrafica Marconi di Coltano (Pisa) al sesto posto, ed al ventesimo la Fortezza Medicea di Sansepolcro.

“Adesso chi è preposto alla salvaguardia di questo gioiello dovrà cercare di conservarlo – spiega la signora Ciabatti Cipriani -, dobbiamo sensibilizzare l’amministrazione comunale perchè proceda per prima cosa alla sistemazione del tetto. Successivamente speriamo che consentano al Fai di fare dei restauri all’interno”.

“Se la proprietà fosse data al Fai – conclude - partiremo domani con i lavori, visto che abbiamo anche la soprintendenza che caldeggia questo restauro”.

La chiesa non sarebbe il primo bene acquisito dal Fai nel nostro territorio, la Fondazione infatti detiene la proprietà del Teatrino di Vetriano (Pescaglia) - il più piccolo teatro storico pubblico del mondo, ricavato nel 1890 da un vecchio fienile – che, grazie alla collaborazione con l’Accademia del Teatro alla Scala, a maggio ospiterà la Madama Butterfly. Sul piccolo palcoscenico la magia delle scene realizzate nei laboratori del Teatro alla Scala con la direzione di Angelo Sala e la regia di Enrico Bruschi.

Leggi anche "La chiesa di Santa Caterina: un tesoro da salvare"

Foto Andrea Simi per LoSchermo.it

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07/01/2011

Montecarlo (LU): Chi è di scena!

Inizia domenica 9 gennaio e proseguirà fino a domenica 20 marzo, la storica rassegna di teatro amatoriale “Chi è di scena!” al Teatro dei Rassicurati di Montecarlo, organizzata dalla Federazione Italiana Teatro Amatori di Lucca con la collaborazione della Provincia di Lucca, del Comune di Montecarlo e della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca.

Questo il calendario completo della rassegna: 

Domenica 9 gennaio, alle 16,15: Compagnia “Giovani Comici Rughesi” in “Matti come le montagne” atto unico brillante di Pietro Ramacciotti 

Domenica 16 gennaio, alle16,15: Compagnia “Teatro dell’Accadente” in “L’attesa” di Remo Binosi 

Domenica 23 gennaio, alle 16,15: Laboratorio Teatrale Terzo Millennio – Cengio (Savona) in “Sesso e gelosia” di Marc Camoletti

Domenica 30 gennaio alle 16,15: Compagnia “Arte Teatrale Invicta” in “E domani si vedrà” commedia esilarante in tre atti di Bruno Baroni

Domenica 6 febbraio alle 16,15: Compagnia “Non lo sappiamo ancora” in “Falstaff” liberamente tratto da Falstaff di Giuseppe VerdiLe allegre Comari di Windsor di William Shakespeare

Domenica 13 febbraio alle 16,15: Compagnia “È Solo Scena” in “Ypocrites - dietro le quinte di un tragicomico palcoscenico” di Marco Ricciardi

Domenica 20 febbraio alle 16,15: La Cattiva Compagnia in “Le cose sottili nell’aria” di Massimo Sgorbani

Domenica 6 marzo alle 16,15: Compagnia “Orario Provvisorio” in “Rumors” commedia brillante di Neil Simon

Domenica 13 marzo alle 16,15: Compagnia “Le Beffe Teatro” in “Don Quixote” commedia in due atti tratta dal testo di Miguel De Cervantes Saavedra libero adattamento teatrale di Mario Cenni

Domenica 20 marzo alle  16,15: Compagnia “Fuori di Quinta” in “Line” di Israel Horovitz

Gli spettacoli avranno inizio alle 16,15 e, per chi lo desidera, sarà possibile effettuare la prenotazione (o ricevere maggiori informazioni) telefonando a Rita al numero 3206320032 oppure scrivendo all’indirizzo mail fitalucca@gmail.com.

Il biglietto d’ingresso è di 7 euro e sarà possibile sottoscrivere un abbonamento per i 10 spettacoli al costo di 60 euro con incluso l'ingresso gratuito alla terza edizione del Festival Nazionale "L'Ora di Teatro" che si terrà nell'autunno del 2011.

Il programma completo di questa e di tutte le rassegne della F.I.T.A. è consultabile sul sito www.fitalucca.it.

loschermo

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02/01/2011

Le Pizzorne (LU): La chiesetta

 

foto Bertuccelli

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21/12/2010

Manciano (GR): La Chiesa

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13/12/2010

Caprìgliola (MS): La chiesa di San Niccolò

foto di B&B La casa di Teresa · 

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28/11/2010

Siena: Chianti d'Autunno (neve permettendo)

Tutto il Chianti in una foglia di vite. Come avvolto da una stretta di ‘mano’, terra di mezzo per due diverse forme di vita che si incontrano: l’uomo e la terra. In un’armoniosa fusione di bellezza, energia vitale, cura dei dettagli, profumi, sapori, cultura, antiche tradizioni, passioni concrete. Le nervature, la dimensione cuoriforme, le tonalità rubiconde, le molteplici potenzialità culinarie, gli effetti terapeutici e le origini agresti: tutto nell’immagine di una foglia di vite (scelta per la campagna promozionale dell’evento) rievoca e ispira i contenuti di Chianti d’Autunno.
La quinta edizione di una manifestazione di ampio respiro incastonata nei luoghi del Gallo Nero. Dal 1 al 12 dicembre la rassegna dedicata alla qualità della vita in campagna torna ad attrarre cittadini e turisti desiderosi di scoprire e lasciarsi incantare da un volto inedito del Chianti. Un volto che, lontano dall’assedio estivo, mostra ora più che mai la sua vera identità fatta di segni e disegni che stringono legami con il passato, di performance creative che interpretano la contemporaneità, di opere e manufatti che esaltano la tradizione e la sapienza artigianale, di idee, progetti e interventi che immaginano il futuro.

Una cinquantina gli appuntamenti confezionati dagli enti promotori (Comuni di Barberino Val d’Elsa, Castellina in Chianti, Castelnuovo Berardenga, Gaiole in Chianti, Greve in Chianti, Radda in Chianti, San Casciano in Val di Pesa e Tavarnelle Val di Pesa). Il ricco cartellone di Chianti d’Autunno si accende sotto i riflettori di una stagione insolita che anche sotto l’ombrello fa spiccare le proprie eccellenze. Un territorio che travalica le logiche campanilistiche per proporsi, con rinnovata energia, come terra da riscoprire e valorizzare secondo NATURA, ovvero attraverso la riscoperta di ciò che gli appartiene spontaneamente: quel patrimonio di tradizioni culinarie, ricchezze storico-artistiche, risorse paesaggistiche, talenti della comunità che lo rendono vitale e meta di bellezza impareggiabile.

Nelle nervature della foglia si legge la significativa sinergia culturale, la rete di collaborazione intessuta dai Comuni che ancora una volta annullano i confini territoriali per considerare il Chianti come territorio omogeneo, unitario, compatto, percorso da peculiarità e obiettivi condivisi. I Comuni siglano la realizzazione dell’iniziativa in collaborazione con Apt Firenze e Apt Siena, le Province di Firenze e Siena e con il sostegno di Banca del Chianti fiorentino e Monteriggioni e Consorzio del Chianti Classico. La dimensione cuoriforme rappresenta la grande passione che vibra e fa vibrare la comunità chiantigiana, caratterizzata da un’innata attitudine all’accoglienza, alla vita sociale, alla sensibilità culturale. Le tonalità calde e le origini collinari indicano il fattore di appetibilità della terra chiantigiana presente anche nel periodo autunnale, quando i colori emergono con forza dopo un temporale e sui paesaggi si stendono straordinari tappeti cromatici che danno un aspetto cangiante alle colline; le potenzialità culinarie e gli effetti terapeutici della foglia, usata tanto in cucina quanto sul fronte benessere, svelano due tratti distintivi della kermesse: la passione per la gastronomia e la propensione ai contesti e alle atmosfere conviviali.

Gli eventi
Per dodici giorni le terre del Chianti Classico si uniscono a tavola nel nome delle ricette antiche della cucina povera toscana, proponendo piatti realizzati con prodotti tipici locali, legati alla stagione autunnale. E ancora degustazioni, concerti, mostre, incontri, convegni, mercati, spettacoli. Un viaggio che attraversa la ricchezza naturalistica e culturale del territorio, alla scoperta di musei, biblioteche, piazze, castelli, pievi, antiche vie e botteghe. Ampia ed eterogenea la gamma di opportunità che si presenta ai sensi (tutti e cinque) del visitatore: dal convegno sui temi legati all’agricoltura sostenibile alla rassegna di poeti nascosti, dalle visite guidate presso i siti archeologici alle letture animate in italiano e inglese per bambini, dai concerti di Natale ai mercati contadini e di collezionisti, dalle degustazioni di vino, olio nei frantoi e formaggio nelle aziende biologiche alle visite delle botteghe artigiane, dagli eventi teatrali alle esibizioni musicali, dalle mostre fotografiche alle escursioni naturalistico-religiose, dalle passeggiate nei borghi di origine medievale alla lettura dei libri in piazza. Altra anima di Chianti d’Autunno è “Quinto Quarto e dintorni”, percorso enogastronomico realizzato con il coinvolgimento di oltre sessanta ristoratori chiantigiani. La particolarità di questa iniziativa è legata alla rete di menù creata per l’occasione dagli chef degli otto comuni: piatti della tradizione tipica toscana a prezzi che oscillano tra i 18 e i 50 euro.

"Una storia lunga secoli – dichiarano gli organizzatori - fatta di lavoro, di trasformazione del paesaggio e di mutamenti economici talora epocali, legati al territorio ed ai suoi usi. Il Chianti è questo, e molto altro, cultura, tradizioni, enogastronomia, artigianato e prodotti tipici, ma tutto si lega al rapporto tra la fatica dell’uomo e la particolarissima terra che abita e vive. Qualità: è questa la parola che tiene insieme le produzioni della comunità chiantigiana, è questa la parola che può permetterci di attraversare le difficoltà contingenti e uscirne, ancora una volta, territorio unico e perciò conosciuto in tutto il mondo. Non possiamo, oggi meno che mai, permetterci divisioni e lentezze; i Comuni del chianti e le forze più rilevanti del mondo agricolo si impegnano, attraverso strumenti come la Carta per l’uso sostenibile del suolo, ad accogliere la sfida della modernità, unendo economia e rispetto del territorio. È un cammino complesso e necessario, che intendiamo intraprendere insieme alle nostre comunità ed ai nostri produttori, certi che sia una strada saggia e vincente per affrontare il futuro".

Chianti d'Autunno è stato presentato nella Rocca di Castellina in Chianti, in occasione di una conferenza stampa che ha visto intervenire Marcello Bonechi, sindaco di Castellina in Chianti, Massimiliano Pescini, sindaco di San Casciano in Val di Pesa; Giacomo Billi, assessore al turismo della Provincia di Firenze; Fiorenza Guerranti, direttrice Apt Siena e Lara Fantoni, direttrice Apt Firenze.

Presenti anche i sindaci di Castelnuovo Berardenga, Roberto Bozzi, di Barberino Val d'Elsa, Maurizio Semplici; di Gaiole in Chianti, Michele Pescini, di Radda in Chianti, Alessandro Aterini; di Tavarnelle Val di Pesa, Sestilio Dirindelli, l’assessore del Comune di Greve in Chianti, Tommaso Vanni e il responsabile Green Banking della Banca del Chianti fiorentino e Monteriggioni, Federico Rossi Ferrini.

sienafree


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26/11/2010

Gaiole in Chianti (SI): Chianti d'autunno

Una tentacolare rete di eventi che si dipana nei comuni del Chianti fiorentino e senese (Greve in Chianti, San Casciano, Tavarnelle, Barberino, Radda in Chianti, Castellina in Chianti, Castelnuovo Berardenga, Gaiole in Chianti), tra incontri, convegni, mercati tipici, degustazioni, proiezioni di video, mostre, spettacoli teatrali, presentazioni di libri, tour ad hoc per scoprire o riscoprire i colori e i sapori di un territorio che tutto il mondo ci invidia.

16:18 Scritto da: minobezzi1 in Toscana godereccia | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: ga, chi | OKNOtizie |  Facebook

09/11/2010

Siena: Chianti d'Autunno

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26/10/2010

Pisa: I Premio di chitarra classica Stefano Strata

Giovedì 28 Ottobre, alle ore 21, nella Chiesa dei Cavalieri di Santo Stefano a Pisa, con il concerto del grande chitarrista americano Eliot Fisk - che è stato l’ultimo allievo diretto di Andres  Segovia - si apre il 1° Concorso Internazionale di chitarra classica Stefano Strata ·Città di Pisa. Dall’Italia e dall’estero giungeranno giovani chitarristi classici fra i quali, da una giuria diretta dallo stesso Fisk e composta da affermati chitarristi italiani come Nuccio D’Angelo, Zaira Meneses, Carmen Martinez e Marco Borghini, saranno scelti i vincitori che si divideranno un montepremi formato da vari concerti e premi in denaro per diecimila euro.

Marco Borghini è il direttore dell’Accademia Musicale Stefano Strata, costituita su iniziativa della La Fondazione Stefano Strata - onlus, nata per volontà della famiglia per ricordare il giovane Stefano Strata, grande sportivo, amante della musica e studente di chitarra classica prematuramente scomparso. Per questo la sua famiglia ha pensato di fondare una scuola che lo potesse ricordare dentro quel mondo che, insieme allo sport, più lo appassionava.

Il concerto di Fisk ha un programma molto interessante: accanto ad autori più prettamente chitarristici come Barrios, Albeniz e Corigliano, Fisk si esibirà su sue trascrizioni di Bach (la famosissima Ciaccona dalla Partita n°2), di Domenico Scarlatti, e su due veri e propri gioielli a due chitarre che Fisk eseguirà insieme con Zaira Meneses: il grande Valzer brillante di Chopin e una composizione dai Duetti per due violini di Luciano Berio, che apriranno il concerto. Quindi dal barocco al contemporaneo, dal violino al cembalo e al pianoforte la sua chitarra esemplificherà l’arte e la versatilità di questo strumento meraviglioso che era una delle profonde passioni del giovane Stefano Strata.

Domenica 30, alle ore 21, nella Sala Titta Ruffo del Teatro Verdi ci sarà invece la finale della gara fra quanti avranno superato la preselezione a porte chiuse su brani di Barrios. Ciascun concorrente suonerà un brano a sua scelta e i primi quattro classificati si aggiudicheranno i premi offerti dalla Fondazione e dai suoi sponsor.

Se il ricordo non potrà non andare al giovane Stefano e alla sua scomparsa, cionondimeno questo concorso contribuirà ad arricchire la nostra città di un evento di livello internazionale assolutamente da non perdere.

Il Concorso è organizzato dall’Accademia Musicale Stefano Strata e dalla Fondazione Stefano Strata onlus con il patrocinio, la collaborazione ed il sostegno di vari Enti e realtà quali: Regione Toscana, Provincia di Pisa, Comune di Pisa, Azienda regionale per il Diritto alla Studio Universitario, Rotary Club Pisa, Lions Club Pisa, Fondazione Cassa di Risparmio di San Miniato, Monte dei Paschi di Siena, Cassa di Risparmio di Lucca Pisa Livorno.

Per informazioni: Segreteria Accademia Musicale Stefano Strata tel 050 543668 e www.accademiamusicalestefanostrata.it

20/10/2010

......e ancora Arezzo: II Chimera Arte

 

Dal 23 ottobre al 1° novembre si terrà presso il Centro Fiere e Congressi di Arezzo, la seconda edizione di “Chimera Arte Arezzo” un concorso nazionale di pittura nato nel 2009 per volontà dell’associazione culturale omonima per festeggiare il cinquantesimo anniversario della storica edizione di “Premio Arezzo”.

Al tempo il premio era in oro ed anche oggi due aziende aretine di prestigio hanno messo a disposizione le loro creazioni per omaggiare il vincitore con un premio speciale.

Con l’opera “Profumi di lontane stagioni” il premio nello scorso anno andò al forlivese Maltoni Mauro, ma ben 25 opere segnalate furono allestite nell’ex oratorio dei Santi Lorentino e Piergentino nei periodi successivi.

Il successo inaspettato della scorsa edizione ha appunto convinto organizzatori e partecipanti ad offrire nuovamente alla città questa valida opportunità di incontrare l’arte contemporanea attraverso esposizioni di personaggi affermati e di nuovi talenti e le attese sono grandi anche per lo svolgimento concomitant di un’altra manifetazione di sicuro impatto: il Salone del Mobile e della Casa “Abit.Ar”.

I quadri saranno collocati nel Padiglione 5 della fiera e distribuiti in mille metri quadrati e il giorno 31 ottobre alle ore 18,00 presso il salone conferenze del Centro Affari, la storica Daniela Meli presenterà “Tradizione e sperimentazione nell’arte del Novecento.

arezzoweb

07/10/2010

Firenze: Chironi/Rivalta

Firenze - dal 7 ottobre al 22 novembre 2010
Cristian Chironi / Davide Rivalta - Hypnerotomachia


GALLERIA BIAGIOTTI PROGETTO ARTE
Via Delle Belle Donne 39r (50123)
+39 055214757 , +39 055214757 (fax)
galleria@florenceartbiagiotti.com
www.artbiagiotti.com

Progetto ispirato alle "costanti della memoria", alla controversa e ineludibile permanenza dei riferimenti iconologicic nella creazione contemporanea.
orario: da martedì a sabato ore 14-19
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 7 ottobre 2010. ore 18.00
curatori: pietro gaglianò
autori: Cristian Chironi, Davide Rivalta

genere: arte contemporanea, doppia personale

exibart

 

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20/09/2010

Camaiore (LU): La chiesa di Montebello

 

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30/08/2010

......e ancora Montaione (FI): La ex-chiesa delle suore restaurata

È stata riaperta a Montaione la Chiesa dei SS Giuseppe e Lucia (ex delle Suore). L’Amministrazione Comunale proprietaria dell’immobile, in accordo con la Parrocchia di San Regolo, ha deciso di mettere nuovamente a disposizione dei Montaionesi un luogo di culto che è parte della loro storia.

Sita nell’attuale piazza del Municipio, la chiesa è un edificio annesso all’ex Monastero femminile dei SS. Giuseppe e Lucia, che oggi ospita la sede del Comune. Costruito nei decenni centrali del XVI secolo, per iniziativa del Comune e su licenza del Vescovo di Volterra, il Monastero abbracciò nel 1574 la regola di San Benedetto per ordine del Vescovo, e verso la fine del secolo risultava proprietario di alcuni poderi verso Gambassi. Nel XVIII secolo divenne Conservatorio femminile, e di li a poco, in epoca napoleonica, non sarebbe stato risparmiato dalla politica governativa di soppressione di ordini e conventi.

La chiesa è stata più volte oggetto di interventi di restauro da parte del Comune che divenne proprietario di tutto il complesso a partire dalla seconda metà del XIX secolo.
Rimasta chiusa per molti anni, dopo alcuni recenti interventi di manutenzione e la sistemazione dell’impianto elettrico, svolti dal Comune, la chiesa potrà di nuovo essere frequentata dai fedeli e visitata dai turisti.
Oltre a motivo di soddisfazione per il ripristino di una tradizionale sede di culto e di pratica devozionale, per i meno giovani, e per chi ha trascorso l’infanzia nell’ex asilo delle suore, la sua riapertura sarà occasione di recupero di un luogo della propria storia e della propria memoria.

Per notizie storiche su chiesa e monastero cfr. Cav. Antonio Angelelli, Memorie storiche di Montaione in Valdelsa, Firenze, Roma 1875.


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27/08/2010

Arezzo: II Concorso Int'le Chitarristico

Concorso chitarristico internazionale 'Città di Arezzo'

Sarà dedicata al compositore e chitarrista uruguayano scomparso nel 2001 Abel Carlevaro, la seconda edizione del concorso chitarristico internazionale “Città di Arezzo” organizzato dall’assessorato alla cultura del Comune di Arezzo e da Officine della Cultura con la collaborazione dell’Accademia Musicale Internazionale di Perugia e dell’Istituto Musicale Pareggiato “Achille Peri” di Reggio Emilia. L’iniziativa è patrocinata dalla Provincia di Arezzo e dall'Ambasciata dell'Uruguay in Italia e la direzione artistica è affidata al maestro Gonzalo Solari: di supporto per questa edizione la signora Vani Carlevaro.
“Una proposta particolare che chiude la stagione estiva organizzata dal Comune - commenta l’assessore alla cultura Camillo Brezzi – e che ospita giovani e apprezzati musicisti provenienti da varie regioni italiane e quest’anno anche da Perù e Russia. Ci auguriamo che l’interesse e l’attenzione di pubblico per questa iniziativa cresca ancora, anche grazie alla trasparenza assoluta del concorso che consente agli appassionati di seguire tutte le fasi, dall’eliminatoria alla premiazione. Nella serata di chiusura torna a trovarci e si esibirà in concerto anche il vincitore dello scorso anno, l’argentino Hernàn Diego Loza. Ringrazio tutti i partner che collaborano all’iniziativa a cominciare dal maestro Gonzalo Solari, apprezzato chitarrista conosciuto in tutto il mondo per la sua intensa attività, che dedica il suo tempo e le sua capacità alla laboriosa organizzazione di questo concorso”.
E proprio il maestro Solari spiega il programma della manifestazione che si svolgerà sabato 29 e domenica 29 agosto: “il concorso è stato una scommessa vincente e vogliamo dedicarlo ogni anno ad importanti chitarristi. L’edizione 2010 è in omaggio al grande maestro Abel Carlevaro, morto a 85 anni durante una tournee in Belgio, che ha rivoluzionato modelli e uso della chitarra. Gli iscritti al concorso sono 12 tra i quali due giovani artisti della provincia di Arezzo di 15 e 26 anni. Ci saranno anche i vincitori del 2 e 3 premio dell’edizione 2009 e il vincitore del famoso concorso chitarristico, attivo da ben 25 anni, di Lagonegro. La selezione è affidata ad una giuria di esperti di alto livello”.
Il Concorso Chitarristico Internazionale Città di Arezzo è aperto a tutti gli esecutori di ambo i sessi e di tutte le nazionalità fino al compimento dei 35 anni di età alla data della prima giornata di selezione (28 agosto 2010). Il programma è aperto e vi sarà un premio speciale per il miglior esecutore di brani del maestro Carlevaro.
Il primo appuntamento è per sabato 28 agosto alle ore 16 presso il Teatro Pietro Aretino per la prova eliminatoria e alle ore 21 nel Cortile di palazzo Comunale per la semifinale. Domenica 29 agosto, sempre nel Cortile di Palazzo Comunale, alle ore 18 si terrà la finale e alle 21 la manifestazione di chiusura con la premiazione ed il concerto dei vincitori. Nell'edizione 2009 sono stati distribuiti premi per un ammontare complessivo di 3.000 euro e i vincitori del concorso hanno eseguito concerti nel corso della stagione 2009-2010 nell’ambito delle attività programmate dall’Accademia Musicale Internazionale di Perugia, dall’Istituto Pareggiato “A. Peri” di Reggio Emilia e dall’Istituto Pareggiato “Toscanini” di Ribera (AG), Alla prima edizione hanno partecipato 11 concorrenti, provenienti da Argentina, Veneto, Emilia Romagna, Lazio e Toscana.
info: Officine della Cultura - Arezzo tel.: 0575 27961
arezzoweb

25/08/2010

Bibbona (LI): La Chianina all'80ma Fiera della Zootecnia

Una mostra regionale tutta dedicata ad una delle razze bovine più importanti e apprezzate, riconosciuta a livello internazionale, che nel nome evoca spontaneamente la Toscana: la Chianina. Un prodotto principe della cultura e della tradizione regionale in mostra a Bibbona (Li) in località La California, sabato 28 e domenica 29 agosto all’interno dell’80^ edizione della Fiera della Zootecnica.

Una kermesse importante dunque, presentata martedì 24 agosto in Consiglio regionale e sulla quale il presidente della commissione Agricoltura Loris Rossetti ha speso parole di apprezzamento e lanciato idee per il futuro: “Questa sesta mostra regionale di bovini di razza chianina, rappresenta un momento di altissima promozione. Iniziative simili dovranno essere sviluppate perché il made in Tuscany è uno dei termini più utilizzati al mondo”. “La nostra regione – ha continuato Rossetti - ha un valore enorme per lo straordinario patrimonio artistico, culturale e paesaggistico. E quando si parla di paesaggio, non si può prescindere dall’agricoltura e dalla zootecnia”. Il momento “particolare che sta attraversando il settore – ha riconosciuto il presidente – impone scelte di responsabilità. L’effetto mucca pazza ha colpito pesantemente il comparto zootecnico compromettendo l’immagine di una razza come quella Chianina che è sottoposta a rigorosa tracciabilità”. Per Rossetti, la “qualità del territorio è fortemente ancorata ai prodotti che nascono sul territorio.

Valorizzazione e promozione sono dunque strade da percorrere con tenacia”. Un lavoro tuttavia “non breve e non semplice, vincente se tagliato su prodotti fortemente ancorati e vincolati al territorio”. “Da qualche anno – ha concluso il presidente – stiamo subendo una trasformazione a livello di marchi dei prodotti. Quelli conosciuti non saranno più tali. Credo dovremo pensare ad un marchio della Toscana che non potrà prescindere da un prodotto come la Chianina”.
Particolarmente soddisfatto dell’iniziativa si è detto il direttore dell’associazione allevatori di Livorno Luca Arzilli che ha ricordato la collaborazione logistica del Comune di Bibbona, la collaborazione economica della Provincia di Livorno e il contributo di Regione Toscana e Camera di Commercio di Bibbona. “Qui – ha detto - tradizionalmente si organizza una manifestazione analoga di carattere provinciale o interprovinciale. Questa sesta mostra regionale si svolge per la prima volta in provincia di Livorno. Siamo estremamente orgogliosi di presentare una manifestazione zootecnica di altissimo livello e una mostra ufficiale del libro genealogico”.
Per il presidente dell’associazione Allevatori della Toscana Roberto Nocentini, quella di sabato 28 e domenica 29 agosto è “Una bellissima regionale che servirà ad avviare un confronto con gli allevatori ma anche per fare promozione di prodotti di altissima qualità. Quella Chianina – ha ricordato - è la prima razza prodotta ed è molto legata al territorio”.
Per l’assessore all’Agricoltura della provincia di Livorno Paolo Pacini, il “comparto agricolo è fortemente integrato con altri settori, primo fra tutti il turismo. La Chianina rappresenta la storia della zootecnia in Toscana, è quindi un punto di forza che deve essere valorizzato”.
Dal sindaco di Bibbona Fiorella Marini e dall’assessore comunale all’Agricoltura Giuseppe Ciarcia, un ringraziamento per “l’attenzione prestata dalla Regione” e la soddisfazione per una “manifestazione che conclude il cartellone di iniziative estive del territorio e più in generale premia il lavoro che questa amministrazione svolge da anni in termini di promozione del territorio”.

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05/08/2010

Arezzo: 2° Concorso chitarristico internazionale

Dopo il successo della prima edizione, vinta dal chitarrista argentino Hernàn Diego Loza è in partita la selezione per l’edizione 2010 del concorso, che si svolgerà ad Arezzo il 28 e 29 Agosto 2010, e che sarà dedicata ad Abel Carlevaro, con il supporto della Signora Vani Carlevaro, moglie del compositore e chitarrista Uruguayano scomparso nel 2001.
Per questa edizione il concorso ha ricevuto anche il patrocinio da parte dell'Ambasciata dell'Uruguay in Italia.
Il Concorso Chitarristico Internazionale Città di Arezzo è aperto a tutti gli esecutori di ambo i sessi e di tutte le nazionalità fino al compimento dei 35 anni di età alla data della prima giornata di selezione (28 Agosto 2010). Nell'edizione 2009 sono stati distribuiti premi per un ammontare complessivo di 3.000,00 Euro, e ai vincitori del concorso sono stati offerti concerti (retribuiti), da parte dell’Accademia Musicale Internazionale di Perugia, dell’Istituto Pareggiato “A. Peri” di Reggio Emilia, nonché dall’Istituto Pareggiato “Toscanini” di Ribera (AG), nell’ambito delle attività da questi programmate nel corso della stagione 2009/10.
All'edizione 2009 hanno partecipato 11 concorrenti, provenienti da Argentina, Veneto, Emilia Romagna, Lazio e Toscana.
Anche per l'edizione 2010 si è deciso di mantenere aperto il programma, mantenendo un premio speciale per il miglior esecutore di brani del Maestro Carlevaro a cui è dedicato il concorso stesso.


Questo il programma dell'edizione 2010:
28 agosto dalle ore 9:30 - Teatro Pietro Aretino
Prova Eliminatoria
28 agosto ore 21.00 - Cortile del Palazzo Comunale
Semifinale
Esibizione di Hernàn Diego Loza (Argentina)
vincitore dell'edizione 2009 del concorso
29 agosto ore18:00 - Cortile del Palazzo Comunale
Finale
29 agosto alle ore 21.00 - Cortile del Palazzo Comunale
Manifestazione di chiusura con la premiazione ed il concerto dei vincitori.

arezzoweb

01/08/2010

Pietrasanta (LU): Chicchi/Lazzarini

Pietrasanta (LU) - dal primo al 21 agosto 2010
Catia Chicchi / Roberto Lazzarini - Fuori Uscita


STUDIO D'ARTE SPARTACO PALLA
Viale Guglielmo Oberdan 6 (55045)

doppia personale
orario: tutti i giorni 18.30/20.00-21.00/24.00
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 1 agosto 2010. ore 18
autori: Catia Chicchi, Roberto Lazzarini

genere: arte contemporanea, doppia personale

exibart

 

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12/07/2010

San Quirico di Guamo (LU): Chiesetta romanica

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30/05/2010

Porcari (LU): La Chiesa

 

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20/04/2010

.......e ri-Firenze: Chianina mon amour

Osteria de L'Ortolano
Via degli Alfani 91/r
Telefono 055 2396466
Firenze (FI)
info@osteriafirenze.com
www.osteriafirenze.com

La nuova serata tutta incentrata nell'incontro con una delle migliori carni del mondo...la Chianina.

Menù della serata
ANTIPASTO
Tris di Chianina: dal crudo allo stagionato, passando per il cotto,
Viburno, rosato di Toscana I.G.T.
PRIMO
Pici al ragù bianco,
Vermiglio, rosso di Toscana I.G.T.
SECONDO
Biancostato brasato e patate alle erbette,
Baconcoli, Chianti D.O.C.G.
DESSERT
Crostatina al moscato toscano,
Rezzantino, moscato toscano

Costo 30€ a persona.

Prenotazione obbligatoria per telefono allo 055 2396466 entro e non oltre lunedì 19 aprile

eleoma per ricettedicasa

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20/02/2010

.........e ancora Firenze: Chiara Fiorile


Je suis tombée dans les pommes

C' e' qualcosa nella luce di una città di continuo e impercettibile che, a prescindere dal tempo e dalle condizioni, rende quel luogo riconoscibile attraverso una memoria particolare, libera dalle forme convenzionali. Durante tutta una giornata, il cielo cambia per scalare le sfumature necessarie che accompagnano alla sera, ma in tutti questi gradi e' sempre riconoscibile la luce di fondo, come se fosse ancora possibile sottrarre le gradazioni in eccesso per poterla vedere pulita, e riconoscere infine il fulcro che la lega con tanta chiarezza al paesaggio.

Questa associazione arriva al nostro vissuto quasi come un odore e dal momento in cui mettiamo piede in una città, quel colore prende già la forma di una regola di base, funge da filtro incontrastato, e prima di prendere posto nella memoria dove saranno i ricordi di quel luogo, irrompe in quella memoria larga e corta, dove i ricordi si mischiano per assumere il loro vero valore. Quando le forme si sacrificano e mistificano per confondersi di contenuto, i contesti perdono peso a favore di un linguaggio universale, dove un odore definito appartiene ad un tempo indefinito e tra la proporzione e l'olfatto passa un mondo di soggettività, che ci spoglia di scienza per svelarci i parametri che legano un cielo, un volto, un luogo.

Le foto scelte fanno parte di una ricerca di pensiero, intima, fatta di pause silenziose. Comune denominatore una Pentax K1000 e un obiettivo 50 mm. Pellicole differenti, bianco e nero per stampe su carta baritata, al fine di rendere la lettura della luce piu' immediata. La mostra -Je suis tombe'e dans les pommes- di Chiara Fiorile e' un percorso, tanto definito quanto fluido, attraverso quelle sfumature di tempo, che trovano connotazione nel comprendersi a un livello piu' ampio, negli strati della città di cui si rendono funzionali e, costruzione su costruzione, tramite dinamiche impercettibili, parti integranti degli spostamenti che assestano una comunità, come in un'unica visione di un'intera giornata in un'intera città, mossa dai limiti di uno straordinario cielo, misura delle proprie ombre.
L. Spinelli

-L' inferno dei viventi non e' qualcosa che sarà; se ce n'e' uno, e' quello che e' già qui, l' inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l' inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo piu'. Il secondo e' rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all' inferno, non e' inferno, e farlo durare e dargli spazio.-
-Le città invisibili- di Italo Calvino

Inaugurazione 20 febbraio ore 18

Biblioteca del Palagio di Parte Guelfa
P.zza di Parte Guelfa - 50123 Firenze
Orario lunedi'- venerdi' 9.00 - 18.30; sabato 9.00 - 13.00
Ingresso libero

undo

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