10/05/2011

Vinci (FI): Qui nacque Leonardo

Toscana e Turismo.
Vinci paese natale di Leonardo èsituato nella zona settentrionale della Toscana,sulle pendici del Montalbano, massiccio collinare ricco di vigneti e oliveti e di terrazzamenti sorretti da caratteristici muri a secco.
Da visitare ,il museo dedicato all' artista scienziato.
http://www.museoleonardiano.it/msl/home.shtml

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09/05/2011

Firenze: Leonardo Romanelli

 

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29/04/2011

Piombino (LI): Luca Leonetti

Piombino (LI) - dal 30 aprile al 6 maggio 2011
Luca Leonetti - La parte mancante

GALLERIA AGORA'
Via Ferruccio 1 (57025)
+39 3201918328
galleriadarteagora@libero.it
ogni in mostra del fumettista.
orario: da martedì a domenica ore 10:30-12:30 e 17:00-19:30
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 30 aprile 2011. ore 18:00
autori: Luca Leonetti
patrocini: Comune di Piombino

genere: giovane arte, personale

exibart

 

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22/04/2011

Firenze: Leonardo Romanelli

Giovedì 28 aprile (ore 20.45) da Enotria l'appuntamento è con la trippa... scritta e mangiata: Leonardo Romanelli, presenterà il suo Il libro delle frattaglie fresco di stampa, con più di cento ricette dedicate al quinto quarto & Co.
Prima e durante la presentazione non mancheranno naturalmente le ricette, tratte da questo volume.
Fa sempre discutere se le trippe siano tipiche di Firenze, piuttosto che di Roma o di Passerano Marmorito in Piemonte. Di sicuro la trippa fece discutere e arrabbiare perfino Zeus, padre degli Dei. Nella lotta contro i Titani, Prometeo amico degli uomini si schierò a fianco degli Dei. Sgozzò un giovane toro, lo scuoiò ricavando due borse dalla pelle dell'animale. In una di queste mise i pezzi di carne coperti da un pezzo di trippa, nell'altra le ossa dell'animale sotto un pezzo di grasso, quindi invitò Zeus a decidere quale delle due volesse. Zeus di fronte al dilemma scelse la borsa contenente il grasso, ma accorgendosi delle ossa abilmente nascoste, e di essere dunque stato raggirato, decise di punire la sfrontatezza e, imprecando, spense con un soffio tutti i fuochi del mondo. Così nacque la tartara!
Ma meno male che non fece sparire la trippa. E neanche il lampredotto e il centopelle! Ovvero il Quinto Quarto. A Firenze qualcuno ha battezzato addirittura il suo blog Quintoquarto: Leonardo Romanelli presenterà il suo ultimo volume, Il libro delle frattaglie, accompagnato naturalmente da piatti tratti dal libro stesso: insoliti, singolari, ma soprattutto buoni!

QUINTO QUARTO

CENTOPELLE CON VONGOLE E PANCETTA DI GRIGIO
Prosecco di Valdobbiadene

FARRO TRIPPATO PESTO E PATATE
Pignoletto dei colli bolognesi

LAMPREDOTTO IN POLPETTA,
CREMA DI MELANZANE E PORRI CROCCANTI


SORBETTO MANDARINO

€ 28,-
posti limitati, prenotazione necessaria
e ricordate: non guidate, che dovete bere!

Se vi piaceranno i piatti proposti, sarà possibile anche acquistare il libro!

golagioconda

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01/04/2011

Firenze: Leonardo Pinzauti

Antonio Lovascio per toscanaoggi

Oltre mezzo secolo di giornalismo, gran parte come critico musicale, tra i più autorevoli e temuti dagli artisti, apprezzato dai melomani più esigenti per la scrittura piacevole, fiabesca, e per il suo saper cogliere il valore delle novità. Proiettato, non a caso, al vertice dell’Associazione nazionale dei critici e della Nuova rivista musicale italiana. Migliaia sono le recensioni di opere e concerti, i libri ed i saggi scritti da Leonardo Pinzauti. Testimoni eloquenti del suo rigore, della coerenza intellettuale, della lucidità delle idee e dell’onestà nell’esprimerle.

A 84 anni (portati d’incanto in sella all’inseparabile bicicletta, con cui si muove per le vie di Firenze, infilandosi a tracolla, quando splende il sole, una supertecnologica macchina fotografica) ormai si gode con la moglie Tamara (pianista) e la primogenita Cristina, i successi di Alessandro, direttore d’orchestra. Gioviale ma riservato, non ama parlare troppo di sé. Se non per raccontare la sua precoce passione per la musica («Già a 7 anni studiavo violino con Vincenzo Papini e Sandro Materassi, poi mi sono diplomato»). La laurea in lettere all’Università di Firenze – con una tesi sulla musicologia sotto la guida di Fausto Torrefranca – ne è stata il naturale sviluppo. Come il debutto da violinista nell’Orchestra del «Maggio» e l’insegnamento al Conservatorio «Cherubini».

Della sua eccezionale carriera professionale sono stato un osservatore privilegiato: nei 35 anni (fino al Duemila) in cui l’apprezzamento dei lettori per le sue originali e colte analisi sui grandi eventi musicali ha rappresentato un comprensibile motivo di orgoglio per tutti noi colleghi de «La Nazione» e per quelli del confratello «Il Resto del Carlino». Era il nostro fiore all’occhiello: approdato nel 1965 al quotidiano fondato da Bettino Ricasoli, chiamato personalmente da Enrico Mattei («Così almeno avremo un giornalista cattolico!»). Pinzauti, sorridendo, rievoca il primo contatto con lo storico direttore di via Paolieri: «Mattei mi invitò a pranzo da Sabatini. Seduto a pochi passi da noi c’era l’editore, il Cavaliere Attilio Monti. Me lo presentò e il petroliere mi salutò cordialmente». Una calorosa stretta di mano però non cancellò le dure battaglie, a suon di editoriali, che dal 1960 al 1963 Pinzauti condusse alla guida dell’altra testata fiorentina («Il Giornale del Mattino» lanciato da Ettore Bernabei) per rispondere agli attacchi rivolti contro Giorgio La Pira e l’effervescente mondo cattolico toscano.

Un’esperienza unica, questa: proprio in quel periodo, infatti, il musicologo prestato alla politica (dal 1957 era già stato per tre anni caporedattore de «Il Popolo» a Roma) conobbe uomini dello spessore di Aldo Moro, Amintore Fanfani, Giovanni Gronchi; intensificò i contatti con il vecchio professore di religione al Liceo Galileo, monsignor Raffaele Bensi, («estimatore di Giovanni XXIII e personale amico di Paolo VI»), confessore di tanti personaggi: «Proprio da don Bensi – mi spiega – incontravo il grande filologo Giorgio Pasquali e l’amatissimo professor La Pira, da tutti diverso, insieme curioso e affascinante. Se capiva di dover aspettare molto prima di incontrarsi con l’amico prete, approfittava di una piccola finestra interna, che dalla stanza si apriva sulla chiesa sottostante di San Michelino. E qui si metteva a pregare in ginocchio». Di La Pira conserva tante lettere e appunti scritti a mano, affettuose cartoline speditegli da ogni parte del mondo. E quel telegramma, carico di solidarietà e siciliana ironia, che il «sindaco-profeta» gli inviò nel 1963, allorchè il direttore del «Mattino» fu condannato a cinque mesi dal tribunale di Firenze per aver pubblicato un articolo di padre Ernesto Balducci sull’obiezione di coscienza. Una sentenza che scatenò sarcasmo in redazione: «Guarda Leonardo, ti peserà sulle fedina penale: non potrai più avere la licenza di caccia!».

Ma numerose altre figure hanno lasciato il segno nella sua vita. Ancora oggi Pinzauti si emoziona quando, con benevolenza e stima, ricorda Piero Bargellini («il geometra amico di mio padre e direttore didattico della scuola elementare “Baracca”, a Peretola») passato alla storia come generoso e popolare sindaco dell’alluvione, «accattivante scrittore» e direttore del «Frontespizio» («A casa sua trovavo tanti e diversi intellettuali: Luzi, Parronchi, Bonsanti, Spadolini, Bigongiari, Lisi e Betocchi»). Oppure quando parla di quel grande «virtuoso dell’incisione» che fu Pietro Parigi, epigono di una nutrita cerchia di pittori e scultori che, in Santa Croce, nobilitavano il Centro culturale e la rivista di padre Rosito. O quando mi snocciola i nomi di alcuni dei tanti volontari che insieme a lui hanno trascorso intere notti ad assistere malati prestando servizio alla «Misericordia».

Il professore non guarda solo al passato, ai fasti del Novecento. Il suo pensiero è spesso rivolto alle nuove generazioni. «Non vorrei – mi confessa – essere considerato da chi legge i miei ultimi libri soltanto uno dei molti intellettuali in polemica con il mondo di oggi; quindi con ricordi ingiusti, fatti quasi sempre di nostalgia». Lo capisco: in fondo lui ha sempre puntato sui giovani. Una prova? La sua più grande scommessa artistica vinta: Riccardo Muti. Fu proprio Pinzauti il primo critico a scoprire il talento del ventisettenne musicista napoletan-pugliese, fin dall’esordio al Maggio Musicale, il 18 giugno del 1968. A sponsorizzarne dalle colonne de «La Nazione», la nomina a direttore stabile del Teatro Comunale di Firenze, voluta anche dall’Orchestra. «Perché non fidarsi della giovinezza?»: con coraggio esortò il Sovrintendente Remigio Paone e il direttore artistico Roman Vlad. Ecco perché il Maestro tuttora non perde occasione per rinnovare pubblicamente al musicologo fiorentino la sua profonda gratitudine e devozione, tramutate col tempo in solida amicizia.

Altrettanto forte era allora la riconoscenza dei genitori di Muti, ogni volta che dal Sud arrivavano a Firenze per seguirne le esibizioni. Il padre (medico condotto) in prima fila ad applaudire, la madre Gilda sempre in fondo. Ma alla fine di ogni concerto si avvicinava a Pinzauti: «Mi dica, professore, come va questo ragazzo?».

I trionfi di Muti hanno segnato la crescita del Maggio Musicale nel solco tracciato da Vittorio Gui: in poche edizioni è diventato un Festival di assoluto prestigio internazionale. Dopo la sua partenza, nel 1980, sono purtroppo seguite alterne vicende, nonostante al timone del «Comunale» si siano alternati Sovrintendenti esperti e competenti (Massimo Bogianckino e Giorgio Vidusso), un direttore artistico del calibro di Bruno Bartoletti, e siano saliti sul podio direttori eccellenti (basta citare Giulini), prima che nel 1986 si aprisse la lunga e gloriosa era di Zubin Mehta. Pinzauti – senza nascondere le responsabilità amministrative e politiche dell’appannamento e dell’assuefazione alla routine – ha sempre difeso il ruolo di Firenze e del suo teatro-simbolo come centro di cultura e di creatività. E, soprattutto nel 1991, ha denunciato senza peli sulla lingua «il diffondersi di un’assurda campagna di sciacallaggio proprio nei confronti di tutta l’attività del Teatro Comunale ed un parallelo rifiorire di “salvatori” improvvisati, quasi si stessero ormai celebrando i funerali della Firenze musicale». Insomma, se il Maggio e il Teatro Comunale sono sopravvissuti ed hanno raccolto ulteriori successi nella concertistica e nella moderna drammaturgia operistica lo si deve anche a Leonardo Pinzauti. Che in questi giorni si rallegra nel vedere che proprio il suo «pupillo» Riccardo Muti ha il potere di fermare la scure di Tremonti e di recuperare un po’ di fondi per non far morire i nostri enti lirici.

Non solo articoli sui quotidiani
L'ultimo suo libro («Ritratti e voci di gente passata», Polistampa editore) Leonardo Pinzauti lo ha dedicato – alla vigilia dell’ottantesimo compleanno – ad alcuni grandi personaggi della Firenze del Novecento, che lo hanno accompagnato nella sua formazione e nell’nvidiabile «cavalcata» giornalistica. Affiancando a queste memorie una selezione di fondi pubblicati durante la triennale direzione al «Giornale del Mattino». Commenti di politica e di costume che offrono interessanti spunti di riflessione su temi ancor oggi di grande attualità e di forte impatto sociale: l’eutanasia, le morti bianche sul lavoro, la disoccupazione giovanile. Ma la sua produzione di scrittore è stata assorbita, ovviamente, soprattutto dalla musica. Dopo aver esordito nel 1965 con «Gli arnesi musicali» (prefazione di Dallapiccola) ha scritto due belle monografie su Giacomo Puccini. Quindi ha dedicato ben due edizioni (1967 e 1994) alla storia del Maggio Musicale Fiorentino, intrecciata fin dalla nascita a quella del Teatro Comunale. I due volumi, molto apprezzati da critici e cultori di musica classica e lirica, riportano l’eco di tante sinfonie: ogni nome evoca spartiti e suoni diversi. I protagonisti sono Erich Kleiber, Mitropoulos, Bruno Walter, Furtwaengler, Klemperer, Gui, Serafin, Abbado e, soprattutto, Riccardo Muti. Per proseguire poi con Giulini, la «divina» Maria Callas, Pietro Mascagni e Richard Strauss, Paul Hindemith e Bela Bartok, Igor Stravinski e Luigi Dallapiccola, Luigi Nono, Karlheinz Stockhausen e Luciano Berio interpreti delle loro stesse musiche. Al loro fianco registi e scenografi di eccezione quali Max Reinhardt e Gustav Grundgens, Luchino Visconti e Franco Zeffirelli, Giorgio Strehler, Luca Ronconi e Bob Wilson, Giorgio De Chirico e Oskar Kokoschka.

Pinzauti ci ha offerto anche acute riflessioni e gustosi retroscena sugli avvicendamenti ai vertici dei teatri lirici italiani, sulle ricorrenti crisi dovute in particolare all’impietoso taglio di risorse da parte dei vari governi. In «La musica e le cose», edito da Vallecchi, ha invece raccolto i suoi diari di viaggio come critico musicale (corteggiato più volte dal «Corriere della Sera») in Italia, Germania, Salisburgo, Edimburgo, Chicago e New York.

Con l’editore Passigli nel 1986 ha pubblicato «Ricordi di cose perdute», una nuova galleria di illustri musicisti visti da vicino: da Abbado a Giulini, da Bernstein a von Karajan, da Gavazzeni a Muti; e sempre con Passigli ne ha riproposte altre due (nel 1991 e nel 2001) per parlare di altri protagonisti del nostro tempo, tra cui i compositori Malipiero e Dallapiccola, il cantante Toti dal Monte, il critico Massimo Mila. Nel 2003 con Polistampa si è occupato del grande pianista Pietro Scarpini, mettendone a fuoco l’incidenza nel costume musicale del suo tempo.

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21/03/2011

Lucca: Da Leos

 Foto di Leos ·

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10/03/2011

Firenze: Leonardo Romanelli

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05/03/2011

Trequanda (SI): Il Leone Rosso

 

Leone Rosso Orcia Doc 2007, Donatella Cinelli Colombini

Leone Rosso Orcia Doc 2007, Donatella Cinelli Colombini

 

 

Dopo i 91 /100 attribuiti dal Wine Spectator al Leone Rosso Orcia Doc 2007, per questo vino  arrivano i Top Values che lo collocano 11° tra i Rossi Italiani  sotto ai 25$  per il rapporto qualità-prezzo e 93° tra i migliori 383 vini al mondo tra i 15$ e 25$, per rapporto qualità-prezzo. 

Il Leone Rosso è il primo vino di Barbara Magnani, enotecnico delle cantine di Donatella Cinelli Colombini. Barbara ha creato un vino elegante da 60% di uve Sangiovese e 40%  di Merlot della Fattoria del Colle di Trequanda, vinificati e affinati separatamente per sei mesi in botti di rovere francese di secondo passaggio. 

Per informazioni
Donatella Cinelli Colombini Az. Agr.
vino@cinellicolombini.it
www.cinellicolombini.it
tel. 0577 662108

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23/02/2011

Firenze: Leonora Bisagno

La mostra di Leonora Bisagno e ultranature svela e mette in relazione frammenti di mondi attraverso una visione poetica e giocosa della realtà. Un tentativo di scoperta degli antipodi, tra prossimità e distanze, sconfinando nella ricerca della fragilità e del tempo che passa.

Leonora Bisagno (Zürich 1977), cresciuta e formatasi in Italia, vive e lavora in Lussemburgo dal 2010. Lavora con differenti media. La sua ricerca si esprime come possibilità di scoperta e di instaurazione di un percorso identitario e relazionale.

Ultranature è un duo artistico nato nel dicembre 2010. Ultranature è un’intima partecipazione intorno al vivente.

SRISA Contemporary Art Gallery
Santa Reparata International School of Art
Via San Gallo 53r, Firenze
orario: 12-22
ingresso libero

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17/02/2011

Pietrasanta (LU): Grazia Leoncini

Galleria-Studio “La Meridiana” Via P. E. Barsanti, 29 Pietrasanta (Lucca)

“Modelle 2006-2011” Pastelli di Grazia Leoncini

In questa ennesima e splendida personale di Grazia Leoncini – che si tiene presso la Galleria-Studio “La Meridiana” diretta da Roberto Valcamonici, divenuta da qualche anno uno dei migliori punti d’incontro culturale in Versilia – sono presentate una quindicina di opere su carta (quasi tutte realizzate su carta Magnani) aventi quel tema legato alle “modelle” già affrontato precedentemente in altre sedi. Merita citare una parte dell’analisi critica tratta dal volume  “Grazia Leoncini. Essere ed Oltre”, là dove il critico d’arte  Lodovico Gierut scrive di “... un’artista che s’è data tanto da fare ed ha visto molto, come il fiume che corre nell’alveo, sfiorando monti e campagne e città, conoscendo gente d’un tipo e dell’altro.

Da questa esperienza, sfociata nel mare della completezza, si liberano spesso più forme femminee, creature tenere, modelle in più posizioni, con momenti diversi, vari.

Un foglio da disegno, in Grazia Leoncini, insegue l’altro, completo, e spesso non si riesce a capire quale sia il più bello.

L’universo poetico che è in lei non ha niente di accademico, liberato com’è da un’espressione depositata sulla carta in cui, amorosamente, emerge il ritmo del pastello e del carboncino, simile ad un canto dolcissimo trasmesso da un coro che il tempo – e il lavoro continuo, e le prove e le riprove – ha portato a destinazione.

Il suo mondo si presenta sottovoce, ma dietro una composizione apparentemente semplice, il fruscio di un segno spontaneo dice d’un proprio stile”. 

Grazia Leoncini – pittrice e illustratrice – risiede a Piano di Conca di Massarosa (Lucca). Ha tenuto personali a Camaiore, Viareggio, Lido di Camaiore, Seravezza, Pietrasanta, ecc.. Numerose le presenze in qualificate collettive toscane, sempre su invito, come “Colori nuovi sulle antiche carte di Pescia”, 1999, assieme ad altri artisti come Ernesto Treccani, Ernesto Altemura, Paolo Maiani, Arturo Lini, Giuseppe Lippi, John Fisher, Eugenio Pardini, o recenti quali “Versilia Wine Art. Etichette d’autore” 2010, nonché altre mostre di gruppo a Brescia, Pietrasanta, Viareggio, Milano, Montignoso, Calcinaia, Seravezza, Sillico. E’ inserita in varie pubblicazioni quali “La valle di Marmo”, “Segni del dolore. La dimensione sacra della sofferenza”, “La spiaggia e il melograno”. Ha dipinti in collezioni anche pubbliche o di vasto interesse (Comune di Viareggio, Casa delle Donne, Museo della Carta di Pescia, ecc.) ed ha illustrato alcuni libri di Bruna Nizzola. Il suo ‘iter’ artistico è ben documentato dal volume di Lodovico Gierut “Grazia Leoncini. Essere ed Oltre”.

 

 

Dal 5 al 13 marzo 2011. Orario 17-19. Catalogo. Ingresso libero. Mostra con fini culturali patrocinata dal Comitato Archivio artistico-documentario Gierut . Info: grazialeoncini@alice.it e lodovico@gierut.it (Cell. 3803941442)

 

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08/02/2011

Firenze: Leonardo Romanelli

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20/11/2010

Petrasanta (LU): Fabio Leonardi

Pietrasanta (LU) - dal 20 novembre 2010 all'otto gennaio 2011
Fabio Leonardi - Carosello


CARLA CASTELLANA ART&DESIGN
Via Stagio Stagi 19 (55045)
+39 0584 70038 , +39 3358371495
info@carlacastellana.com
www.carlacastellana.com

mostra personale
orario: dal giovedi alla domenica ore 10.30-13.00 / 15.30 - 19.00
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 20 novembre 2010. ore 18.00
autori: Fabio Leonardi
genere: giovane arte, personale, disegno e grafica

web: www.fabioleonardiarte.it

exibart

 

 

 

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31/10/2010

Firenze: Leonardo Romanelli

dal blog di Leonardo Romanelli

Ci sarei voluto essere anche io, giovedì scorso, alla presentazione della guida “Foodies”, edita da Gambero Rosso, in collaborazione con Negroni: d’altronde, mi hanno scelto come testimonial della Toscana e quindi, come fare a mancare? Il problema è che in contemporanea, a Firenze, avevo una conferenza stampa fissata da tempo per la Biennale Enogastronomica Fiorentina, potevo essere a Milano per “Mattino 5″, ma sono rimasto a Firenze…problemi familiari fortunatamente risolti!

Fra i premiati, non poteva mancare Frassica, ovvero ‘Ino, come la maggior parte delle persone è abituata a conoscerlo, e dunque una Toscana rappresentata al meglio(modestia a parte). La devo ancora leggere e sfogliare, quindi un giudizio me lo riservo per quando l’avrò tra le mani, ma già il fatto che una guida esca per discutere di un fenomeno diffuso, come quello degli appassionati pazzi per il cibo, mi sembra rimarchevole.

La Negroni, dal canto suo, sta facendo un’operazione di comunicazione ed immagine notevole, vista a Firenze durante “Degustibooks”, con un format di laboratori di presentazione dei prodotti davvero coinvolgente. Insomma, che dire..compratela!

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18/06/2010

.........e ri-Firenze: Leonardo Romanelli

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17/06/2010

Filetto di Villafranca L. (MS): Leone di Lernia

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    23/03/2010

    ........de ri-Carrara: Il telaio (per segare il marmo e ridurlo in lastre) di Leonardo da Vinci

    Il telaio di Leonardo da Vinci a Shangai




    La "macchina per tagliare le pietre", il telaio per il marmo di Leonardo Da Vinci, realizzato dal prof. Brunello Pucci ed attualmente esposto nell'atrio della Camera di Commercio di Carrara, sarà presente all'Esposizione Universale di Shangai che si terrà dal 1 maggio al 31 Ottobre 2010.
    A Brunello Pucci venne l'idea di realizzare questa macchina dopo aver letto il post del 26 ottobre 2007  chr l'estensore di ottopassi ripropone:

    IL TELAIO PER SEGARE IL MARMO DI LEONARDO DA VINCI
     
    Il “ Codice Atlantico” di Leonardo da Vinci,  rappresenta la più ampia e stupefacente collezione di manoscritti di Leonardo (1750 disegni su 1119 fogli) ed è conservato, inaccessibile al pubblico, nel caveau della biblioteca Ambrosiana di Milano.
    Tuttavia è possibile, in parte, esaminarlo in internet. Vi è la digitalizzazione in altissima risoluzione delle più affascinanti 100 pagine manoscritte e la loro integrazione in un libro interattivo, dà la possibilità, sinora inedita al pubblico, di scoprirle, sfogliandole direttamente. Oltre alla possibilità di ingrandire i particolari con un dettaglio mai visto prima d'ora, all'utente vengono offerte le animazioni tridimensionali dei principali disegni, che rendono immediatamente comprensibile il funzionamento dei meccanismi.
    Tra queste 100 pagine di disegni  TROVERETE , la “macchina per tagliare le pietre” che vi presentiamo, tratta proprio dal Codice Atlantico:
     (Il bellissimo disegno, contenuto nel Codice Atlantico (f.2r mm 275x415) è commentato da Leonardo: "...il moto della sega debbe essere insino che il centro della gravità della sega aggiunga alli stremi della pietra segata e qualche cosa più, acciò che la sega s'innalzi dalla parte più lieve, per dare loco allo 'ntroito dello smeriglio, che entri sotto l'alzata parte della sega...".
    Tema unico: un grosso banco da lavoro per segare pietre con uno scanno per il lavoratore. Molti disegni più piccoli circondano il disegno principale e coprono la maggior parte della facciata sinistra.)
    Non la troverete a Milano e neppure riprodotta nelle centinaia di modelli di macchine di Leonardo presenti nel museo di Vinci e non nel museo della Scienza e della Tecnica, sempre di Milano, dove sono contenute altre riproduzioni di macchine di Leonardo.
    Non la troverete, ovviamente, nel museo del marmo di Carrara.
    Eppure, per la nostra storia, per la storia della lavorazione del marmo, si tratta di un documento notevole. Nel ‘500 Leonardo aveva ideato una macchina per tagliare la pietra, quando, tre secoli dopo, all’inizio dell’ottocento, il marmo si tagliava ancora a mano!!!
    Perché non la troverete? Non solo perché forse pochi sono a conoscenza che Leonardo ideò una macchina per tagliare il marmo, ma perché, in realtà, di queste cose “culturali” non frega niente a nessuno…ad operatori economici ed amministratori pubblici…e nessuno ha mai pensato di finanziare, con pochi euro, una riproduzione della macchina per tagliare le pietre…
    Eppure, in una operazione di marketing internazionale, non si potrebbe abbinare la marca “Leonardo da Vinci”, conosciuta in tutto il mondo, alla moderna industria (italiana e/o locale) di costruzioni meccaniche di macchine e macchinari per il taglio del marmo, dei graniti e delle pietre?
    “La tecnologia italiana, da secoli sempre avanti”. Foto della macchina di Leonardo, foto di un moderno telaio per la segagione del marmo.
    Una riproduzione della macchina di Leonardo, a grandezza naturale, non “starebbe bene” nell’atrio principale del complesso fieristico dell’Internazionale Marmi Macchine, in grado, da sola, di polarizzare l’attenzione dei media nazionali ed internazionali su Marmotec 2008?
    …Fra tre secoli!. 
    ottopassi

    19:38 Scritto da: minobezzi1 in il massimo | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: ca, leo | OKNOtizie |  Facebook

    03/02/2010

    Camaiore (LU): Grazia Leoncini

    Osservando attentamente l'universo figurale operante in Toscana negli ultimi decenni, Grazia Leoncini ne e' indubbiamente una tra le maggiori interpreti. Tralasciando una spiegazione che sarebbe ovviamente lunga, va detto che i suoi pastelli affrontano, seguono la traccia e vanno a definire soprattutto la figura femminile, avendo una vera e propria continuità espressiva, personalissima.

    Nata a Viareggio, si e' ben presto allontanata da certi localismi - pur se talvolta ama affrontarli tematicamente e metterli in essere in maniera autonoma - ma cio' che traspare dalle sue opere e' quella che definiremmo -la continuità della vita-, fatta di gesti pensati e veloci, mai casuali.
    Le -Femmes' di Grazia Leoncini dicono anche all'osservatore piu' preparato che dipingere non e' un gioco, ma e' -l'onestà del dare e del dire e del trasmettere la gioia della vita-. Nell'espressione del suo segno-colore emerge una sensualità delicatissima, affrontata e messa in essere da una pluralità di cromatismi rosacei, rossi, verdi, verdastri e blu su cui sosta l'ala della farfalla della poesia-.

    -Osservando attentamente l'universo figurale operante in Toscana negli ultimi decenni, Grazia Leoncini ne e' indubbiamente una tra le maggiori interpreti. Tralasciando una spiegazione che sarebbe ovviamente lunga, va detto che i suoi pastelli affrontano, seguono la traccia e vanno a definire soprattutto la figura femminile, avendo una vera e propria continuità espressiva, personalissima.

    Nata a Viareggio, si e' ben presto allontanata da certi localismi - pur se talvolta ama affrontarli tematicamente e metterli in essere in maniera autonoma - ma cio' che traspare dalle sue opere e' quella che definiremmo -la continuità della vita-, fatta di gesti pensati e veloci, mai casuali.
    Le sue -Femmes' dicono anche all'osservatore piu' preparato che dipingere non e' un gioco, ma e' -l'onestà del dare e del dire e del trasmettere la gioia della vita-.

    Nell'espressione del suo segno-colore emerge una sensualità delicatissima, affrontata e messa in essere da una pluralità di cromatismi rosacei, rossi, verdi, verdastri e blu su cui sosta l'ala della farfalla della poesia-. Lodovico Gierut.

    La mostra e' patrocinata dal Comitato Archivio artistico-documentario Gierut.
    Info: lodovico@gierut.it 3803941442
    oppure -Convivio': 0584/1842036.

    Inaugurazione 3 Febbraio 2010

    Polifunzionale -Convivio'
    Via Colombo, 334, Lido di Camaiore (Lucca)
    Orario: Dalle 18,30 alle 23,30. Ingresso libero. Lunedi' chiuso.
    Il locale e' aperto come ristorante dalle 19,30
    ingresso libero

    15:15 Scritto da: minobezzi1 in arte contemporanea | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: ca, leo | OKNOtizie |  Facebook

    20/01/2010

    ........e ancora Firenze: Itinerario leonardesco

    Raggio europeo per gli itinerari confezionati da Incoming Partners sulle tracce di Leonardo Da Vinci.

    La rosa di proposte lanciate a fine anno intorno alla mostra milanese 'Maestro Leonardo Fiorentino in Milano', di cui l'operatore è partner ufficiale, si allarga infatti a includere città europee significative nel percorso artistico e biografico di Leonardo.

    "Intorno a questa mostra, che include oltre mille disegni originali mai esposti prima d'ora - spiega il titolare Michele Mondolfo -, oltre ai pacchetti più semplici, proponiamo ora anche un itinerario che parte da Firenze per toccare Milano e Vigevano e poi spostarsi a Locarno, Amboise e Parigi". La durata del viaggio è di 11 giorni.

    ttg

    18:46 Scritto da: minobezzi1 in un certo turismo | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: fi, leo | OKNOtizie |  Facebook

    05/12/2009

    Vinci (FI): L'Albero futurista di Leonardo

    Storia e arte, cultura e spettacolo. Inizia intorno all’albero sonoro e figurativo dell’artificio l’happening natalizio “L’albero futurista di Leonardo”, l’evento che propone, in forma filologica e spettacolare, nuove interpretazioni su Leonardo (1452-1519) e la Gioconda e le sorprendenti relazioni con il Futurismo (nel centenario del primo Manifesto, pubblicato a Parigi nel 1909).

    Una kermesse a cui prenderanno parte numerosi artisti, poeti, attori e studiosi, con “pensieri attivi” (parole, oggetti e immagini inedite appositamente realizzate).

    Si susseguiranno le letture dell’attore Lorenzo degl’Innocenti (da Leonardo a Papini, da Marinetti a Soffici e Palazzeschi); le incursioni nelle riedizioni futuriste di Luciano Caruso, negli studi musicali di Daniele Lombardi e in quelli foto-filmici di Andrea Granchi; un confronto sulle recenti pubblicazioni (per le edizioni Polistampa) di Renzo Manetti (“Il velo della Gioconda”) e Josephine Rogers Mariotti (“La Gioconda del Magnifico Giuliano”)...

    Saranno presentate nuove acquisizioni del Museo fino al contemporaneo (da Franco Fossi, “Il DNA visivo della Gioconda”, a Claudio Cinelli, “ManoLisa”); e inoltre l’acrostico su Leonardo di Edoardo Sanguineti, uno dei più importanti poeti viventi, scritto per il Museo Ideale e inciso in una grande targa di marmo dall’artista Marco Nereo Rotelli.

    Un riferimento alla Gioconda nella filatelia sarà l’occasione per ricordare Giovanni Micheli, studioso di storia locale e di arte contemporanea, grande esperto di enigmistica e storia postale.

    Il tutto sarà filtrato attraverso un “SOS Leonardo”, in tempi di eccessi mediatici e mercificazioni, fraintesi e ipotesi assurde.

    L’iniziativa, che inaugura le attività degli “Amici di Leonardo e del Museo Ideale”, viene presentata nell’ambito della mostra “Joconde. Da Monna Lisa alla Gioconda nuda” (prorogata fino al 6 gennaio 2010), che espone una selezione del “Mundaneum Gioconde” (tutte le Gioconde dal Cinquecento a oggi) dell’Archivio Leonardismi (da 40 anni la raccolta internazionale degli echi e derivazioni, usi e abusi di Leonardo), oltre a “Gioconde nude” originali (un tempo attribuite a Leonardo stesso, oggi alla sua Bottega o Scuola, ma in attesa di essere esaminate scientificamente per la prima volta, senza escludere possibili sorprese).

    L’ideazione e il coordinamento storico-artistico sono di Agnese Sabato (presidente dell’Associazione Internazionale Leonardo Da Vinci) e di Alessandro Vezzosi, direttore del Museo Ideale. Presidente onorario della Consulta, Carlo Pedretti.



    “L’albero futurista di Leonardo” è un evento realizzato in collaborazione con ArtFloor di Tamara Pasquinucci.



    I Futuristi: amore per Leonardo, nausea per la Gioconda

    “Nel Cinquecento mi chiamavo Leonardo…”, così FuturBalla (Giacomo Balla, 1871-1958) scrive nella sua autobiografia fantastica. I Futuristi vedevano in Leonardo il loro genio precursore e detestavano la “Gioconda” come emblema cimiteriale.

    Proprio un secolo fa, nel Manifesto del Futurismo, Marinetti esclama: “Che una volta all'anno sia deposto un omaggio di fiori davanti alla Gioconda, ve lo concedo... Ma non ammetto che si conducano quotidianamente a passeggio per i musei le nostre tristezze, il nostro fragile coraggio, la nostra morbosa inquietudine. Perché volersi avvelenare? Perché volere imputridire?”.

    Invece, lo stesso Marinetti, in Una sensibilità italiana nata in Egitto, proclama: "Un coraggio temerario italiano che raggiunge l'apice poetico in mezzo ai pericoli del genio novatore tipicamente futurista di Leonardo da Vinci - Umberto Boccioni - Antonio Sant' Elia - Marinetti realizza una meravigliosa poesia capace di sintetizzare simultaneamente l'universo...".

    Non sorprende quindi che Ardengo Soffici, in Giornale di bordo, esprima l'insofferenza verso la popolarità del dipinto recuperato dopo il furto del 1911: “Vedo scritto sur un muro a grandi lettere bianche su sfondo blu: Gioconda Acqua Purgativa Italiana. E poi giù la faccia melensa di Monna Lisa. Finalmente! Ecco che si comincia anche da noi a far della buona critica artistica”.

    Mentre nel 1914, nella rivista futurista «La Voce», il famoso storico d’arte Roberto Longhi stronca Leonardo, “accecato dallo psicologismo”, e la Gioconda, definita una “pallida pagnottella”, preferendole un’altra Lisa nel ritratto del pittore impressionista Auguste Renoir.

    L’excursus futurista viene preceduto da Papini con il “suo Leonardo” (1903) e si conclude con la Commemorazione del Futurismo (1927) da parte di Ungaretti, che apre altre discussioni e interrogativi: “È mancato forse al Futurismo un uomo, un Leonardo, il quale non ignorando nulla della scienza e dell'arte del suo tempo, fosse in grado di avviare l'arte, di pari passo, su una strada parallela a quella dov'è in viaggio la scienza. Gli è sfuggito quindi, e totalmente, il carattere di magia dell'arte...”.

    (A.V.)

    L’evento del 6 dicembre 2009 si conclude con “un omaggio di fiori davanti alla Gioconda”, ma solo “una volta all’anno”, come “concede” il Manifesto del Futurismo (1909-2009). Si inaugura così un nuovo appuntamento provocatorio del Museo Ideale: ogni anno, saranno, a sorpresa, fiori diversi in relazione all’arte e alla botanica di Leonardo, oltre che alla poetica futurista.

    16:15 Scritto da: minobezzi1 in incontri e scontri | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: vi, leo | OKNOtizie |  Facebook

    03/10/2009

    Firenze: Un Leone (con degustazioni) a Firenze

    Grande evento: degustazione dei Vini Chianti Colli Fiorentini alla Casa della Creatività. Casa della Creatività, vicolo Santa Maria Maggiore, 1 - Firenze

    La manifestazione Un Leone a Firenze, che da lunedì 28 settembre alla Casa della Creatività ha visto protagonisti i vini del Consorzio Chianti Colli Fiorentini, si concluderà con un grande appuntamento e con una degustazione aperta a tutti, nell'ambito della quale saranno proposti oltre 40 vini tra i Chianti Colli Fiorentini e le altre etichette prodotte nelle aziende fiorentine. Un'imperdibile opportunità per apprezzare e confrontare i vini locali alla presenza dei produttori del territorio, nella suggestiva cornice del chiostro rinascimentale della struttura.

    Il Consorzio Chianti Colli Fiorentini è nato nel settembre del 1994 per iniziativa di un gruppo di viticoltori che hanno ritenuto importante valorizzare la loro terra e i prodotti che riuscivano a trarne, condividendo il valore della costante ricerca della qualità. Il marchio che contraddistingue la produzione delle aziende associate al Consorzio è "il Marzocco", il leone rampante che sovrasta la torre di Palazzo Vecchio in Firenze, la cui alabarda è stata ironicamente sostituita a un calice di vino.

    La Casa della Creatività è una struttura unica e innovativa: uno spazio dedicato all’innovazione e alle arti contemporanee e destinato a essere luogo di interscambio tra culture ed esperienze diverse. Uno spazio “vivo”, a pochi passi dal Duomo, che si propone come centro di produzione ed elaborazione di progetti innovativi. L'obiettivo strategico della Casa è dato sia dal rilancio delle eccellenze tipiche del territorio (l’artigianato, le tecnologie di restauro, il settore enogastronomico, l’innovazione tecnologica) sia dall’elaborazione di percorsi progettuali contemporanei.

    09:17 Scritto da: minobezzi1 in Toscana godereccia | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: fi, leo | OKNOtizie |  Facebook

    30/09/2009

    Fucecchio (FI): Leone Rampante

     

    Sarà assegnato questo sabato, 3 ottobre, alle 10.30 nella Sala del Consiglio Comunale il premio ‘ Leone Rampante’, che viene conferito ogni anno ai cittadini viventi di Fucecchio che attraverso la loro opera nel campo della cultura, delle arti, delle scienze, del lavoro, della politica, della filantropia, dello sport, delle attività nel campo sociale, della cooperazione internazionale e nella tutela dei diritti umani, si siano particolarmente distinti, dando lustro al proprio paese.

    A consegnarlo saranno il sindaco Claudio Toni e l’assessore alla Cultura, Sara Matteoli.


    Nel 2008 il premio andò ad Alessandro Lambruschini e a Giovanni Moriani, mentre nel 2007 fu assegnato a Giovanni Settesoldi e a Riccardo Donati.

    gonews

    17:55 Scritto da: minobezzi1 in tradizioni popolari | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: fuc, leo | OKNOtizie |  Facebook