25/04/2011

Orbetello (GR): Le terme di Osa

  • Loc. Orbetello (Grosseto)
    Fin dai tempi più antichi le acque provenienti da sorgenti naturali, grotte, o bacini d’acqua calda, sono stati sfruttati per le loro proprietà benefiche e rigeneranti. L’Italia é uno dei paesi più ricchi sotto questo punto di vista ed in particolar modo la Toscana. Le più antiche strutture termali in Toscana risalgono al periodo etrusco-romano, come la zona di Saturnia, molto nota agli antichi abitanti di queste coste, che si recavano in queste sorgenti di acqua calda per ritrovare benessere fisico e spirituale. Le terme di Osa sono situate a tre chilometri dal mare, in una zona ricca di scavi archeologici di età etrusca. Le cure termali sono un sano metodo per riacquistare equilibrio fisico e spirituale, attraverso gli elementi della natura. Generalmente le strutture termali sono immerse in ambienti di suggestiva bellezza, come campagne o boschi. Le terme di Osa si trovano immerse tra verdi boschi e una tranquilla spiaggia omonima.
  • luigiprosperi

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16/04/2011

San Quiricop d'Orcia (SI): Orcia Wine Festival

Una passione tutta da gustare con la Valdorcia che finisce nel calice. Una kermesse enologica per promuovere le produzioni vitivinicole di eccellenza. Con questo obiettivo torna l’Orcia Wine Festival, II mostra mercato dei vini della Valdorcia ideata e organizzata dal Comune di San Quirico d’Orcia, che si terrà nelle sale settecentesche di Palazzo Chigi dal 29 aprile al 1 maggio.

L’evento

La mostra-mercato, realizzata in collaborazione con Enoteca Italiana e Onav, Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Vino, la sinergia con il Consorzio Doc Orcia e le Strade del vino Orcia lascia spazio a degustazioni tecniche guidate, banco d’assaggio di vini e prodotti tipici, oltre alla possibilità per gli eno-turisti che per molti mesi all’anno giungono in Valdorcia, di visitare direttamente le cantine.

Il vino Orcia

Proprio a San Quirico nel ’96 le aziende richiesero l’Indicazione geografica tipica (Igt) per valorizzare le produzioni locali; e nel 2000 per loro arrivò la Doc con la denominazione Orcia. Dieci anni dopo, quindi, nasce l’Orcia Wine Festival - che potrà avvalersi delle collaborazioni di Onav e di Enoteca Italiana del patrocinio del Ministero del Turismo, del Ministero delle Attività Produttive, del Ministero delle Politiche Agricole, della Provincia di Siena e della Regione Toscana –, per permettere ai produttori valdorciani di avere un palcoscenico ideale per la promozione nei confronti dei consumatori. Gli appassionati e i turisti potranno assaggiare e acquistare direttamente dai produttori i vini Orcia oltre che apprezzarne le caratteristiche e la qualità.

Il territorio ospite

Novità di questa edizione 2011 il vino ospite. Ad arrivare in Valdorcia sarà un altro territorio patrimonio mondiale dell’Umanità UNESCO: Matera. Con la sua DOC. Dalla collaborazione tra il Comune di San Quirico d’Orcia e il Consorzio di tutela dei vini Matera DOC una delegazione di produttori materani e di ristoratori sarà ospite a San Quirico per presentare il proprio prodotto di eccellenza e conoscere la DOC Orcia.

Eventi collaterali

A fare da cornice all’evento, oltre alle sale affrescate del Palazzo Chigi, degustazioni tecniche, visite guidate ai tesori paesaggistici della Valdorcia e alle cantine dei produttori.

Per informazioni e programma completo www.comunesanquirico.it 0577/89701

Fonte: Cristian Lamorte e Susanna Danisi ripresa da CS per teatronaturaale

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15/04/2011

Arezzo: L'Orchestra Città di Arezzo

A pochi mesi dall’esordio, l’Orchestra Città di Arezzo riceve un importante riconoscimento. Sono senz’altro positivi i primi mesi di vita dell’Orchestra Città di Arezzo; infatti dopo l’ottimo esordio di fine gennaio con il premio Oscar, Luis Bacalov, alla compagine aretina è stata assegnata la Medaglia del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, quale premio di rappresentanza al progetto musicArezzo 2011, la stagione concertistica dell’orchestra.

Questo riconoscimento premia la serietà del lavoro del Presidente Lorenzo Rossi e del Direttore Artistico-Musicale Francesco Seri, che in così breve tempo hanno vista riconosciuta la validità di un progetto Orchestra/Stagione Concertistica, che si avvale per lo più di artisti aretini.
La Medaglia sarà consegnata all’Orchestra in occasione del concerto di Pasqua che si terrà domenica 17 aprile alle ore 19 presso la Chiesa di Santa Maria della Pieve ad Arezzo. La serata prevede un importante programma musicale con due brani di Carlo Pedini, il Magnificat per coro femminile, clarinetto e orchestra e il Concertino “a volo D’Angelo” per pianoforte, coro e orchestra e il celeberrimo Stabat Mater di Giovanni Battista Pergolesi.

arezzoweb

 

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13/04/2011

Lastra a Signa (FI): Orti e horti

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08/04/2011

Montespertoli (FI): L'Orto Sinergico

Inizieranno sabato 9 aprile, al Centro della Cultura del Vino "I Lecci" di Montespertoli, le lezioni per la realizzazione dell'Orto Sinergico, ovvero l'arte di coltivare lasciando fare alla terra.
6 incontri organizzati dall'Associazione Pacciamama che si svolgeranno secondo il seguente calendario:
Sabato 9 aprile - Cos’è l’orto sinergico: Emilia Hazelip + si disegna l’orto
Sabato 16 aprile - Come è composta la terra: processo di etilene ed azoto
Sabato 23 aprile - La pacciamatura di paglia: risparmio di acqua
Sabato 30 aprile - Semi e Piante: spirale erbe aromatiche
Sabato 7 maggio - Prevenzioni malattie (prodotti naturali): si preparano i preparati
Sabato 14 maggio - Compost vegetale
Per informazioni e prenotazioni:
Centro della cultura del vino Via Lucardese - Montespertoli (FI)
Ass. Pacciamama: 329 1959253 - pacciamama@hotmail.it

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01/04/2011

Orbetello (GR): I fenicotteri rosa

  • Nel Parco protetto dell’Uccellina prosperano una quantità impressionante di animali selvatici e piante interessanti, avvolti da un habitat tipico delle coste mediterranee: colline boscose, uliveti, pascoli, pinete, dune, estuari e distese fangose.
    Durante
    i cicli migratori (primavera e autunno) si possono vedere numerosi esemplari di trampolieri, anatre, aironi e garzette. L’estuario dell’Ombrone è famoso per essere il punto di ritrovo di molti birdwatcher. Spostandosi nell’entroterra si possono scorgere rarità come falchi pescatori, gruccioni, fenicotteri e bianconi. Non è raro alzare lo sguardo a cielo e ammirare gli aironi che volteggiano sui canali.
    Verso sera potrete imbattervi in altre specie come il capriolo sulle colline o il cinghiale nella boscaglia. E’ facile incontrare anche porcospini, tassi, volpi e la rarissima lontra. Spostati sulle terre coltivate a nord dell’estuario si possono ammirare i cavalli selvaggi che corrono per la Maremma, un’immagine diventata famosa nel mondo.
    Per quanto riguarda la flora invece, i pini, le querce da sughero e le enormi distese di cespugli di rosmarino sono tra i più frequenti, ma facendo attenzione si possono ammirare numerosi esemplari di piante selvatiche e rare, come il pino nano, l’unico pino indigeno italiano.-


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28/03/2011

Bolgheri (LI): L'Ornellaia conquista i tedeschi

Ai Wine Award 2011 assegnato il premio “Wein legende” all’Ornellaia 2007. La celebre manifestazione, organizzata ogni anno da Der Feinschmecker, prestigiosa rivista enogastronomica internazionale con oltre 30 milioni di lettori, si è svolta sabato 26 marzo presso il Grandhotel Schloss Bensberg di Colonia.

A incoronare il rosso di Bolgheri è stata la giuria di esperti e critici della famosa testata, punto di riferimento mondiale per il settore dell’enogastronomia.

Madeleine Jakits di Der Feinschmecker spiega le motivazioni del premio: "Ci sono vini eccezionali che possiedono una propria aura e un’enorme fama. Sono conosciuti dagli eno-appassionati di tutto il mondo e anche da coloro che questi rari vini non li hanno mai assaggiati. Si tratta di vini che gli estimatori bevono con grande ammirazione e che vengono da loro seguiti nel corso degli anni e descritti in pubblicazioni specializzate. La giuria del Der Feinschmecker ritiene che Ornellaia sia uno di questi vini leggendari e ha deciso di premiarlo con il prestigioso premio ‘Wein Legende’ ”.

A consegnare il premio a Giovanni Geddes da Filicaja, CEO di Tenuta dell’Ornellaia, è stato un altro mito del vino mondiale, Rémi Krug che, investito del ruolo di “laudator” ha annunciato il premio sottolineando: “Ornellaia è, secondo me, uno dei pochi vini che illustra meravigliosamente la capacità indovinata dell’uomo di esprimere con visione e creatività il carattere unico di un terroir d’eccezione”.

“È una grande soddisfazione per me - ha dichiarato Giovanni Geddes, CEO di Tenuta dell’Ornellaia - “essere qui per ritirare il Wein legende per Ornellaia 2007 e vedere quanta stima la Germania ci dimostra, e non solo da stasera”.

Prima di Ornellaia l’ambito riconoscimento aveva visto sfilare i più prestigiosi protagonisti della scena enoica internazionale: Krug, Penfolds, Sassicaia, Vega Sicilia.

“Per me è una doppia emozione – così Axel Heinz Direttore di Produzione ed enologo della Tenuta dell’Ornellaia - per il prestigio del Premio ricevuto che sottolinea la passione nel lavoro quotidiano necessario per rappresentare nel mondo un’eccellenza italiana e per la mia origine per metà tedesca.”

Il 2011 è il nono anno che i Wine Award di Der Feinschmecker tengono con il fiato sospeso il mondo del vino e anche quest’anno sono stati circa 700 i fortunati ospiti dell’esclusiva serata che hanno potuto godere delle emozioni sul palco e sulla tavola. Nei bicchieri, infatti, protagonisti alcuni vini premiati: in particolare Ornellaia con l’annata 2007.

julienews

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Monsummano Alto (PT): Orchidee selvatiche

Continuano anche nel mese di aprile le visite guidate organizzate dal Centro di Ricerca, Documentazione e Promozione del Padule di Fucecchio per la conoscenza dell’area umida e degli ambienti naturali limitrofi.

Sabato 2 aprile (dalle ore 15,30) è prevista una escursione naturalistica sul Colle di Monsummano che, nell'ambito della dorsale del Montalbano costituisce una notevole emergenza per gli aspetti geologici, faunistici, floristici e vegetazionali.

La struttura geomorfologica del colle, con la parte esposta a sud ricoperta da una lussureggiante macchia mediterranea, e la presenza di ambienti rocciosi di grande estensione (le cave abbandonate) ad una quota molto bassa offrono infatti a piante e animali un habitat assolutamente inconsueto per le nostre zone.

 La visita ha un interesse prevalentemente botanico e si svolge nella lussureggiante macchia mediterranea dominata da arbusti sempreverdi come il Mirto, il Laurotino, l’Alaterno e la Fillirèa. In questo periodo iniziano sul Colle anche le candide fioriture del cisto e di alcune specie di orchidee selvatiche come la Orchis morio (Pan di cuculo) e la strana Ophrys sphegodes (Fior ragno) che ricorda un insetto per la forma ed il colore.

Non mancheranno tuttavia occasioni di incontro con l’avifauna della macchia e degli ambienti rocciosi, come il Passero solitario caro a Leopardi, ma anche il Pellegrino e il Corvo imperiale, e di approfondimento della particolare storia geologica del Colle di Monsummano.

Venerdì 8 aprile (ore 18-21) invece è la volta delle prima escursione “notturna” dell’anno nella Riserva Naturale del Padule di Fucecchio, nell’area de Le Morette.

La parte iniziale della visita è dedicata al birdwatching, ma l'escursione continua anche dopo il tramonto, quando l’affievolirsi delle condizioni di visibilità è compensato dalla moltitudine di suoni emessi dalle tante creature della palude: dai canti dei piccoli passeriformi del canneto, come il Forapaglie castagnolo, alla voce gracchiante degli aironi che nidificano numerosi nella garzaia del Padule.

Al rientro al Porto de Le Morette, con un po' di fortuna si potranno ascoltare anche i canti dei rapaci notturni che vivono nel Bosco di Chiusi.

Per partecipare alle visite, condotte come sempre da una Guida Ambientale autorizzata ai sensi della L.R. 14/2005, è necessario iscriversi entro il venerdì presso il Centro (tel. e fax 0573/84540, e-mail fucecchio@zoneumidetoscane.it); il calendario completo delle visite è su www.zoneumidetoscane.it/eventi/padeventi.html.

 

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17/03/2011

Orbetello (GR): La spiaggia del Chiarone

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19/02/2011

Pietrasanta (LU): L'Orchestra Langley Park School

Le musiciste, allieve della Langley Park School for Girls di Londra si esibiranno, lunedì 21 febbraio alle 21.15, al teatro Comunale di Pietrasanta in un concerto che presenterà una ricca antologia interamente dedicata alle sonorità del Jazz. La numerosa formazione orchestrale, tutta al femminile, diretta da Caroline Daniel, proporrà un intenso percorso musicale che si snoderà attraverso tutti i più celebri brani del repertorio jazzistico internazionale, da Sir Duke, a ChattanoogaChooChoo, a Summertime, MoonRiver, e La Bamba. Il concerto, a ingresso libero, è promosso dal Comune di Pietrasanta in collaborazione con la Fondazione La Versiliana.

Programma

Sir Duke, Chattanooga Choo Choo, Sway, Feeling Good, New York, You’re Nobody,Mas que Nada – Tequila,Summertime, I want you back, Austin Powers – Soul Bossa Nova, At Last, The Beat Goes On, Moon River, Oye Coma Va, Moondance, Ol Devil Called Love,L.O.V.E, Haven’t Met You Yet, Hallelujah, You Can’t Stop The Beat, La Bamba

Per informazioni: Fondazione La Versiliana tel. 0584.265733 www.laversilianafestival.it

loschermo

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17/02/2011

Orbetello (GR): Sono arrivate le gru

 Foto di MAREMMA TOSCANA

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11/02/2011

Orentano (PI): Carnevale dei Bambini

montecatiniweb

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04/02/2011

Orbetello (GRI): Gianni Capitani

Antonella Monti per toscanaoggi

Considerato a tutti gli effetti «ceramista ufficiale» di Orbetello, Gianni Capitani, in questo 2011 da poco iniziato, festeggia i suoi primi quarant’anni di attività: ma forse considerarlo solo come ceramista è riduttivo per questo poliedrico artista maremmano che è ugualmente bravo come pittore e decoratore. La sua attività artigianale, che svolge prevalentemente nel laboratorio di Porta Medina (piazza Cavallotti), ha conosciuto tempi più o meno sereni, ma nessuno degli anni trascorsi è stato vano perché Gianni è passato attraverso tante esperienze artistiche sia pubbliche che private consolidando così la sua notorietà ben oltre i confini nazionali. Già a quindici-sedici anni la sua bravura con i colori e il disegno erano noti ad Orbetello e il maestro Cafiero (una figura basilare di quel «Carnevaletto da tre soldi» che, all’epoca, mise la città lagunare al secondo posto dopo Viareggio per la bellezza dei suoi carri allegorici), lo portava con sé per dipingere i carri allegorici.

E l’amore per il Carnevale ha seguito sempre Gianni, che nel suo laboratorio, conserva ancora con orgoglio il premio che vinse nel 1986 grazie al carro allegorico dal titolo «Il baco del millennio», che faceva uscire, da un grande baco in cartapesta, un personaggio politico molto conosciuto in laguna e tuttora al potere. «Quel personaggio a cui avevo evidenziato un particolare del volto in chiave ironica, piacque così tanto che mi valse un premio… erano bei tempi davvero e si scherzava sempre prendendo in giro con grande ironia l’amministrazione pubblica. Collaboravo con i fratelli Angione e ad ogni uscita dei carri ci gustavamo l’allegria che scatenavamo nel pubblico».

L’artista orbetellano parla poi delle sue opere di arte sacra e in particolare di quella che reputa la più bella, realizzata dieci anni fa: la Cena di Emmaus (4 metri per 2,50, nella foto al centro) che gli fu commissionata dall’allora vescovo di Pitigliano-Sovana-Orbetello monsignor Mario Meini e che si trova nella chiesa di San Giovanni Battista a Semproniano insieme al Battesimo di Gesù, altra sua opera ugualmente imponente.

A cavallo tra il 2002 e il 2003 Gianni, dopo il silenzio delle chiese, si ritrovò nel caos effervescente di locali notturni e discoteche. Un periodo da lui stesso definito come «il momento dell’allegria e dei colori vivaci dei paesaggi sud americani»: dopo tanto sacro, una gradita parentesi profana. L’artista lagunare, conosciuto e apprezzato anche all’estero, (da decenni esporta ceramiche in America), così si racconta ancora: «Il mio rapporto con l’America è sempre stato ottimale; purtroppo subito dopo l’11 settembre le cose cambiarono e ci fu un fermo delle esportazioni, adesso però tutto è tornato normale. Agli americani piace moltissimo la nostra zona e quelli che vengono in vacanza sull’Argentario ne restano tanto affascinati da volersi portare a casa i nostri paesaggi, e se sono dipinti su piatti da portata o semplici mattoni poco importa. L’ultimo ordine per Los Angeles, riguardava le mattonelle per il bagno di una villa con sopra  la piantina, ad altezza d’uomo, dell’isola di Giannutri!».

I lavori di Capitani che spaziano dal sacro al profano e dal privato al pubblico, si possono trovare in tutta la Maremma oltre che all’estero e per quanto riguarda l’Argentario si riconoscono in molti dei suoi locali pubblici che vanno dai bar, alle discoteche, alle pescherie fino alle chiese. Da poco più di un anno, anche il «vippistico» Corso Italia di Orbetello vanta una casa decorata interamente da Capitani, che ha personalizzato tutte le stanze: dalle scale interne alla cucina, alla biblioteca, al salone, alle camere da letto fino al terrazzo dove spicca una fontana che pare sgorgare da una lussureggiante foresta amazzonica. La palazzina è quella dei signori Hanter, una famiglia svedese da sempre ammiratori delle opere dell’artista orbetellano. Diplomato all’Ististuto d’Arte di Siena e all’Accademia di Firenze, Gianni Capitani ha organizzato mostre personali e collettive nazionali ed estere e appena finiti gli studi, dopo un breve periodo di apprendistato «fuori casa», è tornato ad Orbetello «perché – spiega – è il mio paese e mi mancava l’acqua della laguna e il mare dell’Argentario».

Amico del grande artista Gaetano Pompa con il quale ha a lungo collaborato (scomparso nel 1998; aveva una casa ad Ansedonia), Gianni ha trasmesso la sua genialità anche ai suoi due figli, nati il 4 aprile del 1980: i gemelli Alessandro e Federico, il primo regista a Roma e il secondo insegnante all’Accademia di Belle Arti di Bologna. Attualmente, Capitani sta ultimando tre lavori importanti: le decorazioni interne di un’ennesima villa ad Ansedonia, ancora maioliche esclusive per una ricca dimora a Capalbio e pannelli storici in ceramica per la Cantina Fratelli Mantellassi a Magliano in Toscana, anche se per lui dipingere il blu del suo mare e quello meno intenso della sua laguna viene prima di tutto. Così nel suo laboratorio già pronti per essere infornati ci sono i «piatti personalizzati» che premieranno i vincitori dell’imminente regata a Cala Galera. Fra i tanti ricordi di Gianni affiora infine un desiderio, l’inalterata voglia di trasmettere la sua arte: «Vorrei far continuare la tradizione.... quando andavo nelle scuole o ospitavo stage, vedevo negli occhi dei giovani l’interesse al mio lavoro. Per farlo però ho bisogno di più spazio perché questo laboratorio sotto Porta Medina è insufficiente a contenere la mia produzione, i forni e il tavolo da lavoro… chissà, forse i lavori che ho fatto “più in odore di santità” mi procureranno un aiuto celeste per realizzare questo sogno!».

Buon sangue non mente: così Federico ha restaurato la Madonnina aquilana danneggiata dal terremoto
E' arrivata nella città lagunare a metà luglio 2010 e lunedì 30 agosto è partita per Bologna prima di tornare definitivamente all’Aquila, nella Chiesa dei Cappuccini da dove proveniva. La statua della Madonna aquilana è arrivata ad Orbetello per essere restaurata da Federico Capitani, giovane docente dell’Accademia di Belle Arti di Bologna dove si è brillantemente laureato in formatura tecnica e tecnologica dei materiali. Federico, già noto come scultore e figlio di Gianni, lavora appunto a Bologna ma ama trascorrere le vacanze estive nella sua città natale e nell’estate scorsa, per la prima volta, decise di portarsi... il lavoro a casa. La Vergine, a cui l’artista, ha ricostruito la testa quasi completamente distrutta dal terremoto dell’aprile del 2009, risale ai primi del Novecento ed è stata realizzata quasi certamente a Roma. Subito collocata nello studio di ceramica paterno di Porta Medina, la statua, prima del restauro, mostrava l’originale impasto in juta e gesso con cui si lavorava a inizio secolo. «Oggi – ha spiegato il giovane restauratore – si usano fibre sintetiche. In questo caso, ho dovuto ricomporre la testa come era prima della distruzione e il problema più grande in cui mi sono imbattuto è stata la poca chiarezza di immagini che ritraevano il volto della statua prima del terremoto. Ho ricostruito prima le parti mancanti con la creta, poi ho fatto un calco in gesso».

Dopo l’opera di Federico Capitani, la Madonnina è tornata a Bologna per essere dipinta da un altro docente seguendo le decorazioni e i colori della parte rimasta integra. Infine, lo scorso 28 ottobre, è tornata nella sua terra, accolta con fervore religioso dai cappuccini nella cui convento, accanto alla tristemente celebre Casa dello Studente, si trovava assieme ad altre statue sacre al momento del crollo del soffitto. L’opera del giovane docente orbetellano, è stato eseguita su indicazione dell’associazione «La mano sul cuore» che, insieme a lui, ha seguito e continua a seguire progetti di restauro inerenti opere del patrimonio artistico aquilano, devastato dal terremoto. Gianni Capitani che, per quasi due mesi ha diviso lo spazio del suo laboratorio con il lavoro di suo figlio Federico, ricorda a questo proposito un episodio che capitò proprio nell’ultima decina di giorni in cui la Madonnina terremotata rimase a Porta Medina: «Dopo il ferragosto, forse a causa della divulgazione locale della notizia del restauro, la Madonnina, che era stata posizionata vicino alla porta d’ingresso del laboratorio, riceveva le visite di un anziano orbetellano. Arrivava in mattinata sempre con il massimo silenzio, quasi non volesse disturbare, quasi sgusciava dentro dalla porta aperta per il caldo, si avvicinava alla statua, la sfiorava con la mano e recitava sottovoce una breve preghiera, poi si faceva il segno della croce ed usciva senza proferire parola. Non mi ha mai chiesto niente ed è sparito nel nulla da quando la statua è partita per Bologna... forse è arrivato una mattina senza che me ne accorgessi, come era successo altre volte, e non trovando più la Madonnina, ha capito, senza chiedermelo, che era solo di passaggio».

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28/01/2011

Orbetello (GR): Ibis eremita

 Foto di MAREMMA TOSCANA 

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15/01/2011

San Colombano (LU): L'oratorio da restaurare

Passi avanti  per il recupero dell'oratorio di San Concordio di Rimortoli a San Colombano che  da anni versa in condizioni di abbandono.

Alla fine dello scorso dicembre il Comune ha infatti inviato alla Sovrintendenza il progetto di recupero strutturale di questo importante bene architettonico di cui non è chiaro di chi sia la proprietà. Un atto importante che permetterà alla Sovrintendenza di procedere all'esproprio del bene  e dare così  al Comune la possibilità di acquisirne la proprietà e di avviare  i lavori per  la sua ristrutturazione.

La 'chiesetta' risale al XII secolo e ha una struttura a navata unica con abside. Fino agli anni Cinquanta  è stata utilizzato come luogo di culto, mentre successivamente, con la costruzione della nuova chiesa parrocchiale di San Colombano, l'immobile non ha più svolto una funzione religiosa.

"L'oratorio di San Concordio di Rimortoli è rimasto un luogo di alto significato storico, culturale e religioso per tutta la comunità - spiega il vice sindaco con delega ai lavori pubblici Luca Menesini -, un vero simbolo per S. Colombano. Mantenendo fede agli impegni assunti abbiamo realizzato il progetto di recupero e appena potremo acquisire la proprietà dell'oratorio daremo il via ai lavori  che  restituiranno al paese e all'intero territorio comunale  un bene di  valore artistico e  storico".

La ristrutturazione dell'oratorio, che ha una superficie di circa 60 metri quadrati, si articolerà in due fasi: la prima fase interesserà la parte strutturale dell'immobile, quindi il tetto e la facciata, mentre in una  seconda fase  saranno eseguiti intervento di recupero dell'interno.

Costruita nel 1122 la chiesa di San Concordio di Rimortoli faceva parte del Piviere di Segromigno ed era dedicata a Marco Evangelista, Maria, Maddalena e Concordio. Fino ai primi anni dell'Ottocento è appartenuta alle suore di S.Nicolao Novello (il monastero fu chiuso nel 1811). Nel periodo di Elisa Baciocchi passò al Demanio Statale per poi diventare privata nel 1863.

Nei secoli XVII-XVIII la chiesa è stata rialzata ed è stato realizzato un campanile a vela (ora scomparso) messa una tettoia, aperta una  finestra sulla facciata e sostituite le monofore laterali.

loschermo

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06/01/2011

Bolgheri (LI): L'Ornellaia

Le immagini della tenuta e le parole di Leonardo Raspini, agronomo e direttore generale, descrivono al meglio questa realtà che dal 1982 si identifica con il grande vino.

Cento ettari di vigneto divisi in due grandi zone nei quali vengono coltivati cabernet sauvignon, merlot, e poi cabernet franc e petit verdot, alla base di Ornellaia, Serre Nuove e Masseto.

Ogni annata ha un suo carattere riassuntivo, che viene comunicato attraverso installazioni di artisti contemporanei: per il 2007 è stato scelto il concetto di armonia interpretato dalla artista newyorkese Ghada Amer, per il 2008 (in commercio nel 2011) quello di energia che verrà rappresentato dalla tedesca Rebecca Horn.

l'acquaBuona

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02/01/2011

Orbetello (GR): Riflessi

Foto di Fabrizio Rasna 

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22/12/2010

Arezzo: L'Orchestra Giovanile

per arezzoweb

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15/12/2010

Isola del Giglio (GR): L'Ansonica d.o.c.

L’Argentario è una tra le zone più belle della Toscana e dà anche il nome all’etichetta DOC del vino bianco Ansonica.

La zona di produzione del vino Ansonica Costa dell’Argentario comprende i comuni di Isola del Giglio, Monte Argentario e in parte quelli di Manciano, Orbetello e Capalbio.

Sull’Isola del Giglio la viticoltura segue metodi particolari: a causa dei ripidi pendii presenti sul territorio, si coltiva la vite utilizzando gli antichi terrazzamenti; il frutto di questo difficile lavoro che si svolge su terreni impervi è un prodotto di alta qualità, simile a quello ottenuto nelle zone collinari e pedecollinari della costa.

L’Argentario è una tra le zone più belle della Toscana e dà anche il nome all’etichetta DOC del vino bianco Ansonica. La zona di produzione del vino Ansonica Costa dell’Argentario comprende i comuni di Isola del Giglio, Monte Argentario e in parte quelli di Manciano, Orbetello e Capalbio. Sull’Isola del Giglio la viticoltura segue metodi particolari: a causa dei ripidi pendii presenti sul territorio, si coltiva la vite utilizzando gli antichi terrazzamenti; il frutto di questo difficile lavoro che si svolge su terreni impervi è un prodotto di alta qualità, simile a quello ottenuto nelle zone collinari e pedecollinari della costa.

 

maremmalfemminile

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Carrara: L'Orchestra da Camera dell' Umbria

L’Orchestra da Camera dell’Umbria per il concerto di Natale promosso ed organizzato dalla Banca Apuana. Un viaggio a cavallo tra più generi, dalla lirica al barocco, dalla musica da camera al contemporaneo.
Arrivato alla seconda edizione, il concerto di Natale porta, sabato 18 dicembre alle 21,00 al centro congressi dell’Internazionale marmi e macchine di Marina di Carrara, l’esclusività di uno spettacolo musicale dal forte impatto dedicato ai soci-clienti della Banca Apuana e ai loro famigliari.
teleriviera


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30/11/2010

Orbetello (GR): Nuovi parchi?

 

Renzo Moschini per greenreport

Repubblica ha dedicato ieri un articolo a ‘Strade, porto e villette a schiera così vogliono sfregiare la Maremma'. Si parla di Orbetello, di autostrada, di posti barca e altro e di nuovo cemento. La stampa e gli altri mezzi di informazione toscani dedicano quasi ogni giorno servizi ad altre situazioni come in Val di Cornia dove  pure operano  un parco e vari siti comunitari ma non mancano problemi dello stesso tipo con tanto di assemblee e polemiche su Baratti e altro.

Stessa solfa qualche tempo fa sulla Piana Fiorentina. Intanto si ha notizia che si stanno raccogliendo adesioni per una proposta di legge regionale per includere nuovi comuni nel parco regionale della Maremma. In Val d'Orcia dopo la vicenda delle villette si discute di come unire l'impegno dei diversi comuni per gestire meglio un territorio ricco di riconoscimenti e dove opera - si fa per dire- un'ANPIL di dimensioni stratosferiche.

Il parco di San Rossore è alle prese con più d'un problema che lo tiene sulla corda.

Vari comitati si sono costituiti su questi e altri problemi e situazioni. Mi chiedo senza entrare ora nel merito specie dopo i tanti auspici che anche la legge sulla partecipazione favorisse occasioni e sedi di consultazione se non è giunto il momento di farlo sulla base della nuova legge regionale sui parchi in attesa da troppo tempo di approvazione.

Me lo chiedo perché  oltre ai casi citati ve ne sono altri come la situazione del parco dei monti livornesi o il parco interprovinciale livornese-grossetano che  dopo una buona partenza sembrano essersi incagliati. Perché - visto che si discute anche del PIT- non mettere all'odg questo tema? Perché non cominciare a tirare le fila di tutte queste situazioni che un filo comune ce l'hanno. Se restano sbrindellate difficilmente troveranno risposte giuste ed efficaci sul piano regionale.

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25/11/2010

Livorno: Ora c'è l'ortoterapia

 

E' arrivato al suo quarto appuntamento il corso di formazione organizzato dall'associazione Eco.Mondo grazie al contributo del Cesvot. Domani infatti alla circoscrizione 4 a Livorno si terrà l'incontro con i due agronomi Andrea Scartazza e Francesco Presti e con la psicologa Elena Puliti.

Si parlerà infatti dell'agricoltura come terapia, come strumento di aiuto per differenti problematiche, psichiche e comunicative.
L'ortoterapia muove dalla convinzione che si possa migliorare lo stato di salute degli individui, sia da un punto di vista prettamente organico, che psicologico. Comprende attività di giardinaggio, coltivazione di piante e di ortaggi, attività che stimolano dei sensi del tatto, dell'olfatto e della vista.

Così come gli animali, utilizzati nella ‘pet therapy', la ortoterapia lavorando con le piante viene utilizzata per curare particolari disabilità o il semplice disagio (stress, depressione, ansia, vecchiaia, tossicodipendenza, stato di detenzione ecc.). Nei ‘giardini terapeutici' si trova o si ritrova la fiducia nelle proprie capacità di far vivere, crescere e curare un essere vivente, si sviluppa un metodo di lavoro mirato alla crescita della pianta. Fornisce dunque nuove motivazioni e nuovi stimoli e favorisce la socializzazione (autismo, stati paranoici, handicap fisici ecc.) quando il lavoro è di gruppo.

Data la grande quantità di ricerche che si stanno producendo sull'argomento in Canada, in America ed in Gran Bretagna è ormai nata la figura dell'"ortoterapista", che si occupa della progettazione dello spazio verde dove curare i pazienti. Un soggetto che stabilisce le dimensioni ottimali e l'
orientamento del parco, la scelta delle piante più adatte, nonché gli strumenti e gli arnesi più adeguati da offrire ai pazienti, in relazione al loro problema.

In Italia non esiste ancora un ‘garden' progettato ex novo per praticarci l'ortoterapia, ma in alcune case di cura ed in alcune comunità, vengono utilizzati i parchi già esistenti.

greenreport

21/11/2010

Nave (LU): Giulia Biagetti

Giulia Biagetti

Nella chiesa parrocchiale di Nave, prosegue il calendario del Cantiere della Musica Flam con il concerto a ingresso libero dell'organista Giulia Biagetti.
Il Cantiere della Musica Flam è sostenuto dal Comune di Lucca, dalla Provincia e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, e questa data fa parte di Lucca Fora Music, rassegna realizzata con il Comune di Lucca.

Biagetti, organista della cattedrale di Lucca, ha insegnato organo e canto gregoriano presso il conservatorio Luigi Boccherini di Lucca, pianoforte ed organo presso la scuola diocesana di musica Baralli e presso il seminario arcivescovile diocesano; come solista ha al suo attivo un'attività concertistica di rilievo, con recital tenuti in Italia e nel resto d'Europa, su organi famosi ed in festival e rassegne internazionali di grande prestigio. Nei suoi programmi figurano spesso brani di autori lucchesi del passato e contemporanei.

Il prossimo ed ultimo appuntamento con il Cantiere della Musica è domenica 28 novembre alle 18 a Lucca, nella chiesa parrocchiale di San Filippo, per il calendario di Lucca Fora Music sostenuto dal Comune di Lucca, concerto di organo e canto gregoriano con Enrico Barsanti allorgano ed i Cantores Lucenses. Dirige Fabrizio Vecoli.

loschermo

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20/11/2010

........e ri-Lucca: Orlan Aaaka Orlan



Prometeogallery di Ida Pisani inaugura, giovedi' 18 novembre nella sede milanese di via Ventura e sabato 20 nella Chiesa di San Matteo a Lucca, ORLAN AAKA ORLAN a cura di Eugenio Viola. Le questioni sull'identità, i tabu' relativi l'apertura del corpo, i miti infranti di una femminilità dispersa, la sfera del pubblico e del privato, i limiti dell'arte, del linguaggio e della vita sono chiamati simultaneamente in causa dall'opera di ORLAN. Corpo reale e corpo immaginario, corpo vissuto e corpo emozionale, corpo mistico e corpo sociale, corpo diffuso e corpo ibridato si fondono in un gioco di rimandi e autocitazioni, dove il presente dell'opera dell'artista riattualizza e ingloba sempre il proprio passato, reintegrandolo come elemento modulabile e declinabile all'infinito. Espressione di questo modus operandi e' The Harlequin's Coat, ultima operazione performance di ORLAN che segna il passaggio dall'utilizzo della chirurgia a quello delle biotecnologie come nuovo medium da esplorare. Esposte per la prima volta in assoluto nella sede milanese della galleria, una serie di foto di un lavoro iniziato nel 2007 in collaborazione col collettivo australiano dei SymbioticA e ancora in progress. L'artista ha messo in coltura alcune cellule della sua pelle, ibridate con quelle di persone di diverse razze al fine di ottenere brandelli dermici di colori differenti, per poi cucire un “mantello di Arlecchino” organico e senziente, che diviene metafora del me'tissage della società contemporanea in ossequio a quanto sostiene Michel Serres in Laïcite', prefazione a Le Tiers instruit, libro sul quale ORLAN aveva già costruito la sua quinta operazione chirurgica performance: Ope'ration-ope'ra, che introduce come ante quem il progetto presentato.

Negli spazi della chiesa di San Matteo ORLAN - già di per se' uno pseudonimo che si e' fuso indistintamente con la propria persona si confronta con Santa ORLAN, provocatorio alter ego che richiama l'Estasi di Santa Teresa del Bernini, opera paradigmatica del barocco romano post-tridentino, della quale l'artista enfatizza il connubio di tensione spirituale, carica emotiva e sensualità iniziando un lungo percorso artistico esistenziale di rilettura dell'iconografia sacra occidentale. Un recupero irriverente, blasfemo e iconoclasta della sottile carica eversiva latente nella poetica barocca e amplificato nella successiva Re'-incarnation de Sainte ORLAN, dove l'artista defunzionalizza la chirurgia estetica impiegandola al di fuori della legittimità medica come mezzo di trasformazione di e del Se' ma innanzitutto come strumento di produzione di opere. La provocazione della carne e il rovescio del corpo cedono infine il passo all'ennesimo alter ego di OR- LAN: AAKA, espressione estrema di un nomadismo identitario costantemente sospeso tra reale e virtuale, sintomatico dell'evoluzione pluridimensionale e multimediale che caratterizza, da diversi anni, la ricerca di ORLAN. Dal 1964 ORLAN utilizza fotografia, video, installazione, performance, scultura. Nel 1977 la sua performance Le Baiser de l'Artiste alla FIAC di Parigi fa scandalo. Nel 1982 ORLAN lancia “Art-Acce's Revue”, la prima rivista di creazione contemporanea sul Minitel, antenato francese di internet. Dal 1990 al 1993 mette in scena nove operazioni chirurgiche performance, in Europa e negli Stati Uniti. Nel 2007 a seguito di una residenza presso il laboratorio artistico dei SymbioticA a Perth, in Australia, inizia a lavorare con la coltura cellulare. Diverse le retrospettive dedicate ad ORLAN e innumerevoli le sue mostre, personali e collettive, in Europa, America e Asia. Ha partecipato a numerose Biennali d'Arte Contemporanea: Parigi, Lione, Venezia, Istanbul, Sydney, Poznan e Busan. Sue opere sono presenti in svariate collezioni pubbliche e private in Europa, negli Stati Uniti e in Asia. Per maggiori informazioni: http://www.orlan.net

Eugenio Viola ha curato Le Re'cit, la grande retrospettiva dedicata a ORLAN dal Muse'e d'Art Moderne di Saint-E- tienne Me'tropole, in Francia, nel 2007, l'omonima monografia (Le Re'cit, Ed. Charta) e ORLAN: Post-Identity Strate- gies, alla Kunsthalle di Tallinn, Estonia, nel 2008.

Chiesa di San Matteo
piazza San Matteo, 3 - Lucca
Ingresso libero

undo

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10/11/2010

Orbetello (GR): La sua laguna

Orbetello, circa 35 km a sud-est di Grosseto, sorse al centro dell’omonima laguna nel luogo dove già in epoca etrusca esisteva un abitato . Nel 280 a.C. passò sotto il controllo dei Romani, che nel contempo fondarono la colonia di Cosa, nei pressi di Ansed...onia.
La città attraversò il medioevo senza lasciar traccia di avvenimenti degni di nota, citata nei documenti come Orbetellum e Orbitellus, che probabilmente deriva dal diminutivo del latino herbetum ("luogo erboso").
In epoca medievale divenne un possesso della famiglia Aldobrandeschi che lo controllarono fino agli inizi del Trecento, quando il centro passò sotto il controllo di Orvieto e fu forse riedificato intorno al 1110 da Pietro Farnese. A seguito di varie lotte per il controllo della località tra gli Orsini di Pitigliano e gli Orvietani, la cittadina venne conquistata nel Quattrocento dai Senesi che la controllarono fino alla metà del secolo successivo, quando l’intera zona passò sotto lo Stato dei Presidii, del quale Orbetello divenne la capitale.
La cittadina lagunare entrò a far parte del Granducato di Toscana soltanto agli inizi dell’Ottocento, a seguito della Restaurazione post-napoleonica. Dalla laguna di Orbetello, tra il 1927 e il 1933, Italo Balbo partì per le sue quattro crociere aeree con uno squadrone di idrovolanti.

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05/11/2010

Orbetello (GR): Fabio Cianchi

 

Antonella Monti per toscanaoggi

Nato alla fine del 1960, Fabio Cianchi sta per raggiungere il mezzo secolo di vita ma ha alle spalle tante battaglie, un po’ vinte e un po’ perse, tutte comunque intraprese in nome di quel patrimonio naturalistico di cui facciamo parte e troppo spesso bistrattiamo in nome del consumismo. E se oggi Fabio, responsabile Wwf delle tre oasi naturalistiche di Orbetello, Burano e Bosco Rocconi è impegnato nella tutela del patrimonio naturalistico a tutto tondo (con un occhio particolarmente attento a quello faunistico locale) una volta, molti anni fa, accompagnava il nonno a caccia con vero entusiasmo perché il trovarsi immerso nella natura era già un input che sentiva prepotentemente. Figlio di cacciatori, quelli che ad Orbetello e dintorni avevano mille e una opportunità di riempirsi il carniere di selvaggina, a sedici anni Fabio fece quell’incontro che gli cambiò la vita e si innamorò (nel vero senso della parola, e perdutamente), non di una donna ma della filosofia pro natura che pian piano gli inculcò Luigi Calchetti, storica guardia dell’oasi Wwf di Orbetello oggi in pensione. «Quando incontrai Gigi studiavo per apprendista elettrotecnico e ricordo che lo conobbi a casa sua dove ero andato aggiustare un televisore. In quella circostanza mi parlò dell’Oasi di Orbetello e mi invitò a visitarla. Spinto dalla curiosità e dalla voglia di imparare a distinguere sempre meglio le varie tipologie di uccelli ci andai alla prima occasione, anche perché mi sarebbe servito per prendere la licenza di caccia, dato che allora conoscevo solo i nomi dialettali degli uccelli. Ricordo che quando Gigi mi diceva che la giannaccia si chiamava in italiano airone cinerino e il pennino invece era conosciuto come garzetta mi stupii non poco, ma seguii le lezioni e in breve cambiai i miei nomi dialettali con quelli italiani. In compagnia di Gigi, nelle nostre escursioni sempre più frequenti mi resi conto che esisteva un modo diverso di amare la natura e cominciai a frequentare la sezione Wwf. Erano gli anni ’80 e divenni responsabile di sezione poi mi trasferii fisicamente a Burano e, dopo dieci anni, diventai coordinatore delle oasi».

Fabio Cianchi è conosciuto come fotografo naturalista e ha pubblicato le sue foto su Airone, Oasis, National Geographic e la sua passione per le foto risale a più di trenta anni fa. La sua prima macchina fotografica con il teleobiettivo gli fu donata dai genitori per il diploma e certo fu il più bel regalo che potesse desiderare. Diplomato perito elettrotecnico, avviò una promettente attività ad Orbetello ma ad un certo punto fu obbligato a fare una scelta, e contro i pareri di parenti e amici meno idealisti, decise di difendere la natura con pochi soldi e un futuro tutto da inventare. Attualmente Fabio Cianchi è responsabile di tre oasi maremmane e dirige cinque collaboratori, ha pubblicato più di trenta lavori per lo più di ornitologia e due libri di fotografie: il primo sull’Oasi di Burano, insieme a Lorenzo Sestieri, presentato a Roma e poi a Capalbio nel dicembre del 2008, mentre il secondo, preparato sempre insieme ad altri fotografi locali, tratta invece delle orchidee selvatiche e verrà presentato entro l’anno a Capalbio. Fra i tanti progetti partoriti o semplicemente seguiti dalle oasi di Burano, Orbetello e Bosco Rocconi, Cianchi ama ricordare il suo sentiero per inabili motori, un progetto testato negli anni ’80 e inaugurato nel 1990 da un gruppo di inabili locali con Domenico Modugno nelle veci di presidente dell’Associazione Volare di Roma. Altro progetto gratificante quello ancora in corso inerente gli ibis eremita, ospiti dell’Oasi Wwf di Orbetello (vedi articolo sotto). Giunto al suo settimo tentativo, insieme alla Waldrappteam (fondazione austriaca), il progetto in Italia si appoggia appunto al Wwf e l’oasi naturalistica di Orbetello è stata scelta come luogo ideale per far raggiungere agli ibis la loro maturità sessuale prima di tornare in Austria a nidificare.

In volo dietro a un aereo, come in un film

Conoscete il film «L’incredibile volo»? Se rispondete di no, poco male; non è che abbiate perso un capolavoro del cinema. Quella pellicola del 1996, diretta da Carroll Ballard, aveva comunque una trama originale: una ragazzina che riusciva, con un piccolo aereo sagomato, a guidare la migrazione verso sud di un gruppo di oche selvatiche rimaste orfane. Una storia che appariva decisamente fantastica, ma che invece era ispirata a un’analoga impresa portata a termine qualche anno prima da un canadese.

Negli ultimi anni, tra Germania, Austria, Slovenia e Italia simili esperienze si sono ripetute. Lo scorso 18 agosto è infatti iniziata la settima edizione della migrazione guidata da una squadra di persone con un gruppo di 16 giovani ibis eremita (foto in basso a destra). Il viaggio, con una lunghezza complessiva di 1219 km, è partito da Burghausen, in Baviera, per attraversare l’Austria e la Slovenia fino ad arrivare in Italia e il 12 settembre atterrare definitivamente presso l’Oasi Wwf della Laguna di Orbetello. L’area di svernamento è stata raggiunta da 14 ibis perché due soggetti, rimasti feriti durante la migrazione, sono stati lasciati presso uno zoo. Con soli sette giorni di volo, questa è stata in assoluto la migrazione svolta in minor tempo da quando ha avuto inizio il progetto. La tappa in volo più lunga e senza sosta è durata quasi 6 ore e ha permesso di coprire una distanza di oltre 271 chilometri, la più lunga mai svolta da un velivolo seguito da un gruppo di uccelli allevati dall’uomo.

Le ragioni di questo notevole successo sono molteplici e uno dei fattori principali è da attribuirsi all’incredibile lavoro svolto dalle due madri adottive, Daniela Trobe e Sinja Werner. Dalla scorsa metà di aprile le due biologhe si sono prese cura degli ibis costantemente, senza nemmeno un giorno di tregua. I 16 uccelli provengono da due diverse colonie riproduttive, una situata nel parco faunistico di Rosegg in Carinzia e l’altra nella stazione di ricerca Konrad Lorenz nell’alta Austria. Gli ibis, ancora pulcini, sono stati prelevati poco dopo la nascita e l’allevamento è proseguito presso lo zoo di Monaco prima di tornare (in maggio) presso il «campo di addestramento» a Burghausen, dove hanno gradualmente imparato a seguire l’ultraleggero.

In natura l’ibis eremita (Geronticus eremita) è una specie gravemente minacciata. Infatti in tutto il Medio Oriente sono presenti solamente 3 soggetti e malgrado ciò, questi 3 individui solitari continuano a migrare dal loro quartiere riproduttivo, in Siria, all’area di svernamento in Etiopia e viceversa. La conservazione di questa piccola popolazione superstite rappresenta una delle più importanti ed urgenti sfide di salvaguardia a livello globale.

Oasi Wwf, l’importanza della tutela ambientale

L'oasi Wwf di Burano dove vivo – raccontava Fabio Cianchi in una lunga e bella intervista pubblicata dal Corriere della Sera il 23 aprile 2004 – è la capostipite perchè è stata la prima oasi a nascere in Italia, nel 1967, quando era davvero difficile parlare di conservazione della natura. Burano ha sempre rappresentato concretamente questo significato, questo modo diverso di confrontarsi con l’ambiente in cui viviamo, dove l’uomo non è il dominatore assoluto, ma parte integrante e fondamentale di questo straordinario ecosistema». E aggiungeva: «Chi ha avuto l’occasione di visitare il lago di Burano non può che rimanere affascinato da questo lembo di Maremma. Si tratta di uno stagno costiero diviso dal mare da un tombolo ricoperto da macchia mediterranea e la zona umida è ricca di uccelli soprattutto nel periodo autunnale-invernale. Essendo uno stagno con una profondità media di circa 80 centimetri, è adatto a ospitare soprattutto anatre tuffatrici, come morette e moriglioni, e uccelli ittiofagi, come cormorani, svassi, strolaghe e smerghi. Anche tra la fauna considerata “minore” troviamo delle vere rarità come l’Eurynebria complanata, un piccolo coleottero che vive sulle spiagge, pressoché estinto negli altri litorali».

«A Burano – ricordava ancora Fabio – sono stati girati alcuni film ma l’evento che preferisco ricordare  è stata l’inaugurazione del sentiero per disabili e la felicità di tante persone che non avevano mai avuto occasione di sentire i profumi della macchia mediterranea... L’oasi è aperta a tutti, e devo dire che, a parte qualche irriducibile, molti cacciatori si rendono perfettamente conto che la presenza sul territorio di un’area protetta è fondamentale per garantire la presenza e la riproduzione della fauna selvatica. Inoltre molti cacciatori, dopo aver visitato l’oasi, decidono di smettere con l’attività venatoria e spesso si trasformano in veri conservazionisti». E alla domanda su come si possono tutelare al meglio le oasi naturalistiche, Cianchi sei anni fa rispose: «Cambiando il modo di pensare, smettendo di considerare le risorse naturali come qualcosa di infinito e capendo l’importanza che hanno per la nostra sopravvivenza e quella delle generazioni future. Le attuali leggi e direttive europee sarebbero già una buona tutela se solo non venissero troppo spesso eluse». Una considerazione, purtroppo, ancora attuale.

15:39 Scritto da minobezzi1 in cittadini che si fanno onore | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: or, cia | OKNOtizie |  Facebook

30/10/2010

Orbetello (GR): Gustatus

 

 

 

15:22 Scritto da minobezzi1 in Toscana godereccia | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: or, gu | OKNOtizie |  Facebook

29/10/2010

Firenze: Le origini dell'Italiano

09:26 Scritto da minobezzi1 in alta cultura | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: fi, or | OKNOtizie |  Facebook

20/10/2010

.......e ri-Firenze: Sant'Orsola ritrovata

Giovedì 21 ottobre, in occasione della ricorrenza di Sant’Orsola, l’Associazione ‘Insieme per San Lorenzo’ dà appuntamento a tutti i fiorentini per un’iniziativa molto speciale all’interno del complesso di Sant’Orsola. Un evento realizzato grazie alla collaborazione della Provincia di Firenze, del Comune e del Quartiere 1 e che per una sera restituirà al quartiere di San Lorenzo una delle sue anime. A partire dalle ore 17.30, in via Panicale, tutto pronto per una passeggiata in Sant’Orsola alla scoperta, in anteprima, dei tre splendidi cortili interni. Accompagneranno questo percorso le pagine che alcuni autori hanno dedicato a Firenze e al quartiere di San Lorenzo: da Palazzeschi a Pratolini. Storie e personaggi a cui daranno voce alcuni abitanti di questo angolo di città. Marcello e Stefano, Elisiana e Anna, solo per citarne alcuni (26 anni il più giovane e 97 il più anziano) saranno i narratori di una Firenze lontana nel tempo, ma viva in ogni pietra di queste vie. Ci sarà anche modo di ricordare la storia della Santa, di conoscere l'iniziativa "Un mantello per Sant'Orsola" a cura di Spazi Docili, e di vedere nei dettagli il nuovo progetto di ristrutturazione dell’edificio a cura della Provincia. Uno spazio sarà riservato agli scorci immortalati da Carlo Lizzani nel suo Cronache di poveri amanti. E alle 19.30 un gran buffet, rigorosamente made in San Lorenzo, offerto dai ristoratori e le enoteche del quartiere.

“Un’iniziativa importante” afferma Paola Besutti, presidente dell’Associazione Insieme per San Lorenzo, “che arriva dopo l’approvazione del progetto della Provincia. Il recupero del complesso di Sant'Orsola, finalmente, dopo anni di fermo sembra aver intrapreso la via del riscatto: da simbolo di vergogna e degrado a simbolo di eccellenza con spazi e servizi di qualità per il quartiere e la città di Firenze”.

“Il rapporto con la cittadinanza e in modo speciale con i residenti del quartiere di San Lorenzo ha rappresentato il cuore delle iniziative e delle scelte progettuali per la nuova vita di Sant’Orsola – sottolinea l’Assessore provinciale all’Edilizia Stefano Giorgetti –. Il progetto di recupero di questo spazio, che diverrà centrale nell’assetto della Firenze di domani, è nato grazie ad un percorso di partecipazione e dialogo continuo con i cittadini. In questo senso, l’occasione organizzata su iniziativa dell’Associazione Insieme per San Lorenzo nel giorno che celebra Sant’Orsola rappresenta un momento di scambio d’idee, di bilancio del lavoro già realizzato e da compiere, nonché una bella esperienza di condivisione sul modo in cui i fiorentini vedono cambiare questa città”.

Il progetto di Palazzo Medici Riccardi. L’idea progettuale avanzata dalla Provincia di Firenze prevede la valorizzazione degli spazi aperti ricavati nelle corti di Sant’Orsola, attraverso il recupero delle strutture e dei volumi esistenti senza ricorrere ad interventi tesi a cancellare la storia dell’edificio, compresi gli ultimi interventi. Si prevede la realizzazione di una  piscina pubblica e di uno spazio espositivo all’interno del complesso edilizio. E ancora: spazi per l’insegnamento artistico e per laboratori di arti e mestieri, per i  servizi socio-culturali, per le attività sportive e ricreative, per i servizi pubblici, gli uffici della Provincia e un presidio di Pubblica sicurezza. In cantiere anche spazi di ritrovo e incontro per i residenti di San Lorenzo. Non meno importante anche un elemento architettonico che richiamerà l’opera di Carlo Lorenzini, autore di Pinocchio, che è nato proprio in via Taddea, a ridosso dell’ex convento di Sant’Orsola.

L'Associazione Insieme per San Lorenzo è nata nel 2004 con l'obiettivo di promuovere un percorso di riqualificazione e rilancio del quartiere di San Lorenzo per riportarlo all'altezza della sua storia e delle bellezze artistiche che custodisce, a partire dal nodo irrisolto del complesso di Sant'Orsola. La qualità della vita di quanti risiedono, operano o semplicemente hanno a cuore questo angolo della città è il filo conduttore delle iniziative e dei progetti che l'Associazione porta avanti con impegn o ed entusiasmo. Valorizzare le risorse culturali, artistiche e umane del quartiere di San Lorenzo è la nostra risposta a un'idea di sviluppo, spesso disattento alla quotidianità dei cittadini.

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18/10/2010

.......e ancora Firenze: Scandali/Attesti

In collaborazione con l’Associazione per il recupero e

la valorizzazione degli Organi Storici della Città di Cortona

Mercoledì 20 ottobre 2010 - ore 21 - ingresso libero

Auditorium Ente Cassa di Risparmio di Firenze - via Folco Portinari, 5 – Firenze

(Prenotazione obbligatoria ai numeri 055.2615384012-2615384214

o via mail a federica.checchi@entecarifirenze.it - emanuele.barletti@entecarifirenze.it)

LUCA SCANDALI

organo

FRANCESCO ATTESTI

pianoforte

Musiche di  Saint-Saëns, Chopin, Franck, Schumann e Dupré 

  

Segna il gradito ritorno dell’organista Luca Scandali il secondo appuntamento autunnale dei Mercoledì Musicali dell’Ente Cassa di Risparmio.

Ed anche stavolta, il gradimento è doppio: Scandali sarà affiancato dal pianista Francesco Attesti, per un concerto aperto a soluzioni originali e un programma che intreccia Saint-Saëns e Chopin, Schumann e Dupré.

Appuntamento, come di consueto, all’Auditorium ECRF di via Folco Portinari, mercoledì 20 ottobre (ore 21 - ingresso gratuito

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