06/03/2011
Fivizzano (MS): Dalla Pieve di Pgnana
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01/03/2011
Castiglion Fiorentino (AR): Leonardo Pieraccioni
Ad un anno dalla sua prima visita, Leonardo Pieraccioni tornerà a Castiglion Fiorentino sabato 26 Marzo per diventare ufficilmente cittadino onorario. Sarà senza dubbio una serata ricca di emozioni come quella dell’inaugurazione della scuola in Sierra Leone che porta il suo nome. E’ per questo suo impegno che l’attore regista toscano riceverà le chiavi della città.
La cittadina Castiglion Fiorentino, a circa 10 chilometri da Arezzo, è legata ad una poverissima regione che si trova a nord della Sierra Leone da un patto di cooperazione internazionale con “Solidarietà in buone mani”. L’ultima missione ha visto l’inaugurazione di una scuola finanziata in parte da Pieraccioni. Ora 500 ragazzi possono avere una educazione primaria in un nuovo edificio. Si tratta di una scuola cattolica gestita dai Padri Saveriani. Gli insegnanti non vengono pagati dallo Stato e la maggior parte lavora a titolo gratuito. Il 26 Marzo Leonardo Pieraccioni potrà vedere le immagini della scuola nel corso di una serata che si svolgerà al Palazzetto dello Sport Meoni, alle 21,00.
arezzoweb
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20/01/2011
Carrara: Le pietre naturali sono ecosostenibili
Di questo processo, di certificazione, che potrebbe diventare un elemento molto importante anche per l’impiego e la valorizzazione della pietra naturale nell’edilizia più avanzata, si parlerà venerdì 28 gennaio nel corso di un convegno sul tema della sostenibilità dei prodotti in pietra naturale per l'edilizia organizzato da Internazionale Marmi e Macchine in collaborazione con Green Building Council e Istituto Certificazione e Marchio di Qualità.
I lavori inizieranno alle 17 nella sala conferenze dell’IMM (centro direzionale ingresso da viale Galilei a Marina di Carrara ).
Gli interventi tecnici saranno svolti da Mario Zoccatelli, presidente di Green Building Council (GBC) Italia e da Lorenzo Orsenigo direttore di ICMQ SpA (Istituto Certificazione e Marchio Qualità) che presenteranno rispettivamente il sistema di certificazione LEED e alcuni marchi di eco-sostenibilità per i prodotti da costruzione.
Lo scopo dell’iniziativa è quello d'illustrare uno dei più importanti sistemi internazionali di certificazione volontaria per la sostenibilità edilizia e di chiarire attraverso quali valutazioni e percorsi i prodotti in pietra naturale possono essere conformi ai requisiti LEED.
“C’è un processo mondiale in atto che tende a favorire prodotti realizzati secondo un concetto di sostenibilità condiviso in tutti i paesi. Il nostro impegno – anticipa il presidente Zoccatelli – è quello di portare la tradizione della moderna cultura internazionale del marmo nell’ambito della sostenibilità La pietra naturale ha qualità inarrivabili per bellezza, durabilità e salubrità, dobbiamo inserirla correttamente nel contesto mondiale di una produzione e di un’applicazione sostenibile e iniziative come queste sono utili per far promuovere un approccio culturale moderno e adeguato a questo processo”.
Come sempre l’’IMM propone, alle aziende del settore, iniziative che possono essere utili per favorire la competitività della pietra naturale “proseguendo senza sosta un’attività che svolgiamo sia nell’ambito di CarraraMarmotec sia in quello della nostra normale attività – dice Giorgio Bianchini, presidente di IMM - con un impegno mirato a sostenere tutto il comparto della pietra naturale ormai maturo per comprendere e sfruttare in pieno queste opportunità che possono collocare il marmo fra i materiali di eccellenza, quelli decisivi per elevare non solo la qualità estetica delle costruzioni ma anche il loro valore di mercato attraverso l’acquisizione di “crediti LEED” per edifici sia di nuova costruzione sia ristrutturati”.
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12/01/2011
Massarosa (LU): Pieve a Elici
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07/01/2011
Santa Maria del Giudice (LU): La Pieve
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26/12/2010
Monterchi (AR): Piero della Francesca
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23/12/2010
Montecarlo (LU): La Pieve
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10/12/2010
Firenze: Federico Pietrella
a cura di Bernd Noack
La nuova sede espositiva di “Via Nuova arte contemporanea” (via del porcellana 1/r, Firenze) ospita fino al prossimo 7 gennaio 2011 la nuova mostra personale di Federico Pietrella (Roma, 1973; vive e lavora a Berlino) dal titolo “Una Storia”. Il progetto, che ha dato inizio alla nuova stagione espositiva, segna il passaggio dallo spazio precedente alla nuova sede e nasce con l’intento di voler condividere con il pubblico il momento stesso della formazione delle opere esposte mettendole a confronto con lo spazio in cui si inseriscono.
Dal mese di gennaio 2011 avrà inizio il nuovo ciclo di doppie personali, a cura di Lorenzo Bruni, nel quale artisti che hanno esposto nelle collettive del ciclo “La distanza è una finzione” saranno messi a confronto con artisti inediti che si cimenteranno per la prima volta con i temi del ciclo di mostre realizzate precedentemente a Via Nuova dal 2005 al 2008.
Il progetto “Una Storia”
Il progetto “Una Storia” nasce con la volontà di far emergere “il vissuto” del luogo che diventerà il nuovo spazio espositivo di Via Nuova. Le tracce del luogo tenuto chiuso per molto tempo entreranno in dialogo con le opere dell’artista e svilupperanno tre diversi concetti di “traccia”: traccia come work in progress della pittura, traccia al limite tra segno trovato e segno voluto, traccia come immagine della memoria collettiva.
Ciclo di mostre “La distanza è una finzione” – mostra ‘White balance. Fears for tears rock joke (febbraio 2009). Marinella Senatore, SMPT 11 00 01, acrilico su tela. Immagine sito web galleria
L’installazione in mostra
La mostra è costituita da un’installazione con cui una pasticca di acquerello sprigiona il potere del colore su una risma di carta a terra per mezzo della sgocciolatura dell'acqua da una bottiglia ancorata a un cavalletto da macchina fotografica; meccanismo che scandirà la temporalità stessa dell'esposizione. Questa "presenza" è come contenuta da una particolare atmosfera evocata dall’intervento realizzato su una parete dello spazio, in cui dei semplici buchi nel muro, solo per la loro “ripetizione differente”, rimandano alle stelle del cosmo.
Il grande quadro in bianco e nero
Sarà presente inoltre un grande quadro in bianco e nero realizzato con la tecnica dei timbri che ha come soggetto un paesaggio urbano: una scena del ku'damm, dove il duomo diroccato è una testimonianza del passato recente che convive con nuovi cantieri di futuri edifici. Questi tre nuovi interventi/opere di Federico Pietrella permettono di fare il punto sugli elementi cardine della sua ricerca attorno “al fare della pittura”.
Tra tecnica e ricerca di Pietrella
L’artista è noto per la particolare tecnica di usare l’impronta del datario per dare vita a “scene di genere” come paesaggi e ritratti. Questa scelta gli permette di mettere in discussione lo scopo della pittura di rappresentare lo spazio per prediligere la concretizzazione del tempo stesso con cui l’immagine si manifesta allo sguardo dello spettatore. Infatti, i numeri dei datari coincidono con i giorni in cui l’artista lavora alla realizzazione del quadro.
In questo progetto per Via Nuova la sua riflessione sul tempo della fruizione dell’opera e della sua rappresentazione ottiene differenti materializzazioni con i due nuovi lavori sul colore da acquerello, vera novità rispetto ai suoi quadri rigorosamente in bianco e nero, e l’intervento con buchi sulla parete, che normalmente accoglie le opere, e che invece qui si trasforma da semplice supporto in spazio astratto e favolistico che rimanda all’immensità del cielo stellato di una notte di mezza estate.
Per Federico Pietrella numerose esposizioni in Italia e all’estero
Federico Pietrella (Roma, 1973; vive e lavora a Berlino) ha esposto in numerosi sedi in Italia e all’estero tra cui ricordiamo: CIAC, Genazzano (RM), 2010; Paolo Maria Deanesi Gallery, 2009; ZKM Museum für Neue Kunst, Karlsruhe, 2009; Assab One, Milano, 2008; Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Guarene d'Alba/Torino, 2008; MART, Rovereto (TN), 2007; Villa Manin, Passariano di Codroipo (UD), 2005; Quadriennale, Galleria Nazionale d'Arte Moderna, Roma, 2005; Galleria Civica d'Arte Contemporanea di Trento, 2004; I Biennale di Praga, 2004; Fondazione Adriano Olivetti, Roma, 2002.
Ciclo di mostre “La distanza è una finzione” – mostra ‘White balance. Fears for tears rock joke (febbraio 2009). Mandla Reuter, At the end of the day, fotografia, 2008. Immagine sito web galleria
‘Via Nuova arte contemporanea’ apre a Firenze nel 2005
‘Via Nuova arte contemporanea’ apre a Firenze nel maggio del 2005 con un approccio inedito per una galleria poiché punta a ripensare alle attuali modalità espositive e a riflettere sulla natura del contenitore d'arte e sul suo ruolo di mediazione con il pubblico.
“La distanza è una finzione”
“La distanza è una finzione” è un ciclo di mostre che parte dalla riflessione sull'ipotetica eredità del moderno (codici, linguaggi, usi attuali, memorie), e su cosa intendiamo adesso per spazio pittorico. Tutte le mostre hanno indagato le modalità che gli artisti usano, dalla fine anni novanta, per definire narrazioni e storie intime condivisibili con lo spettatore, il quale è stato chiamato direttamente in causa dallo spazio/sensazione messo in atto dall'opera. Più che mostre a tema sono state mostre collettive che volevano materializzare un'atmosfera e una sensazione ben precisa in cui ritrovare e stabilire con gesti minimi cosa è il mondo e come può manifestarsi in esso il singolo individuo (artista/spettatore).
Gli artisti coinvolti
Tra i trenta artisti di fama internazionali che sono stati coinvolti nel progetto “La distanza è una finzione” possiamo citare nomi come Martin Creed, Mark Manders, Nedko Solakov, Rossella Biscotti, Ian Kiaer, Paolo Parisi, Carsten Nicolai, Christian Jankowski, Roman Ondak, Luca Francesconi, Mario Airò, Pawel Althamer e Dmitry Gutov. Il direttore artistico e l’ideatore del ciclo di mostre è il curatore e critico Lorenzo Bruni. I Fondatori di Via Nuova sono Roberto Gazulli e Fabrizio Guidi Bruscoli.
Scheda tecnica
- Federico Pietrella. Una Storia
fino al 7 gennaio 2011 - Progetto a cura di:
Lorenzo Bruni - Via Nuova arte contemporanea
Firenze, via del porcellana 1 rosso - In occasione di Florence 2010 sabato 20 novembre si terrà una visita guidata alla mostra e la Galleria sarà aperta fino alle ore 22
- Orario di apertura:
tutti i giorni, ore 10-13 e 15-19.
Per visite su appuntamento al di fuori dell'orario di apertura contattare: 329 8316887, 335 6470394, 328 6927778 - Info:
Tel. e Fax (+39) 055 2396468
vianuova@gmail.com
www.vianuova.org
artelabonline
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Massa: Filibertoo Pierami
| L' "IDOMENEO, RE DI CRETA" DI MOZART, Dopo il ritorno di Mozart a Salisburgo nel gennaio 1779, dal suo lungo e poco gratificante viaggio a Parigi (intrapreso sin dal settembre 1777), la nuova musica composta acquisì una ricchezza e profondità non ancora eguagliate, come dimostrano composizioni come la Sinfonia KV 338 in Do Maggiore, la musica per Thamos, Konig in Agypten KV 345 e la Sinfonia concertante in Mi bemolle Maggiore per Violino e Viola KV 364. Verso la metà del 1780 il compositore ricevette una commissione per scrivere un’opera seria per la stagione del carnevale di Monaco di Baviera del 1781. Questa commissione di rivelò in seguito un vero e proprio punto di svolta della sua carriera artistica, uno spartiacque tra gli anni passati come come musicista stipendiato alla corte del Principe Arcivescovo di Salisburgo e gli inizi della sua carriera di “libero professionista” ante-litteram a Vienna. La commissione venne da Carl Theodor, Elettore della Baviera, che come Elettore del Palatinato, aveva istituito un’orchestra, passata alla storia della Musica come Orchestra di Mannheim, che portò con sé quando succedette a Maximilian III, come Elettore della Baviera, nel Gennaio del 1778. L’offerta a Mozart fu fatta dal Conte Josef Anton von Seeau, consigliere della Corona e sovrintendente delle esecuzioni liriche e drammatiche presso la Corte Elettorale e Direttore del Teatro Nazionale di Monaco. Va notato che egli aveva commissionato al compositore per il Carnevale del 1774-75 La finta giardiniera KV 196. La sua scelta fu senza dubbio influenzata dai vari musicisti che Mozart conobbe mentre era a Mannheim tra il novembre 1777 e il marzo 1778, tra i quali Christian Cannabich, primo violino dell’orchestra; Anton Raaff, tenore; Dorothea Wendling, soprano; Johann Baptist Wendling, primo flauto e Friedrich Ramm, primo oboe.
Il gusto di Carl Theodor per l’opera può essere valutato attraverso le opere dei Carnevali messe in scena tra il 1780 e il 1787: il Telemacodi Paul Grua, l’ Idomeneo di Mozart, la Semiramide di Antonio Salieri, ilTancredi di Ignaz Holzbauer, l’ Armida abbandonata di Alessio Prati e il Castore e Polluce dell’ Abbé Vogler. Tutte queste opere hanno in comune soggetti classici e la maggior parte è basata su vecchie opere teatrali francesi. L’ Idomeneo era anch’esso un adattamento dell’ Idomenée, una tragedia lirica di Antoine Danchet, che era stata rappresentata per la prima volta a Parigi durante la stagione carnevalesca del 1712, con la musica di André Campra. Il libretto tratta della leggenda di Idomeneus, che fa un naufragio mentre sta ritornando dalla Guerra di Troia e giura che sacrificherà a Nettuno la prima persona che dovesse incontrare se il dio gli avesse fatto la grazia di avere salva la vita dalla furia delle onde: ebbene, la prima persona si rivela essere proprio suo figlio Idamantes (c’è un’ovvia somiglianza con la storia biblica di Jephthah). È improbabile che sia stato Mozart a scegliere Idomenée: è più probabile che la scelta fu fatta o dall’Elettore, in particolare dalla moglie dell’Elettore Maria Elisabeth (alla quale Mozart aveva dedicato sei Sonate per Pianoforte e Violino KV 301-306, composte a Mannheim e a Parigi) oppure dalla sua favorita, la Contessa Josepha Paumgarten, una cantante eccezionalmente dotata, per la quale il compositore scrisse compose il Recitativo e l’Aria Misera, dove son! - Ah non son io che parlo, K. 369 nel marzo del 1781. V’è comunque da sottolineare che Mozart era sicuramente interessato dal fatto che Idomenée non era ancora stata più messa in musica sin dalla sua prima apparizione del 1712. La scelta del librettista cadde sull’abate Giambattista Varesco (1736-1805), cappellano di Corte a Salisburgo, che probabilmente aveva adattato il libretto de “Il Re Pastore” di Metastasio, messo in musica da Mozart per lo spettacolo salisburghese del 23 Aprile del 1775. Questo scelta aveva il vantaggio che Mozart poteva lavorare con il librettista a Salisburgo durante i primi stadi della composizione dell’opera e, successivamente, una volta che lui sarebbe stato a Monaco, per qualsiasi aggiustamento al testo avrebbe avuto suo padre a Salisburgo ad agire come intermediario. È chiaro che un accordo era stato raggiunto tra Mozart e le autorità della corte di Monaco su come il testo di Danchet dovesse essere adattato e questo riguardava la sequenza dei numeri individuali, il numero delle arie per ogni cantante e la lunghezza delle parti recitative. Poiché Mozart era occupato con il lavoro iniziale sulla partitura, molta della corrispondenza iniziale con Monaco fu portata avanti dal padre Leopold che non si limitava a pure considerazioni tecniche; egli, infatti, espresse la propria opinione su questioni spiccatamente musicali, come per esempio l’appropriata enunciazione dell’oracolo e su come essa dovesse essere accompagnata: “Io suppongo che sceglierai degli strumenti a fiato molto profondi per accompagnare la voce sotterranea. Come se dopo l’esile rombo sotterraneo che gli strumenti sostenevano, o che piuttosto cominciarono a sostenere, le loro note piano, e poi facendo un crescendo come se potesse ispirare il terrore, mentre dopo questo e durante il decrescendo la voce iniziasse a cantare”. Il cast dei cantanti (Anton Raaff, Idomeneo; Vincenzo dal Prato, Idamante; Dorothea Wendling, Ilia; sua cognata Elisabeth, Elettra, Domenico de’ Panzachi, Arbace e Giovanni Valesi il Gran Sacerdote) era stato deciso prima che Mozart lasciasse Salisburgo il 5 novembre (raggiunse Monaco l’8) e siccome conosceva già molti di loro ebbe la possibilità di comporre una buona parte dell’Atto I prima della partenza e orchestrare lo stesso prima dell’inizio delle prove, previste per la fine di novembre. La corrispondenza tra Mozart e il suo padre durante le prime settimane di prove fornisce il più dettagliato ed eloquente resoconto della genesi di un’opera e spiega anche i molti aggiustamenti che il compositore dovette fare al libretto e quindi alla partitura per adattare la sua visione dell’effetto drammatico dell’opera nel suo complesso con il risultato che, soprattutto nell’Atto III, furono operati un notevole numero di tagli che sacrificarono l’assoluta bellezza di alcune arie alla “forza delle parole” ovvero alla funzionalità dell’azione drammatica.
E’ interessante evidenziare, seppure parzialmente, il dettagliato scambio di lettere tra il compositore ed il librettista: Wolfgang, avendo appreso dal Conte von Seeau che era stato deciso di stampare il libretto di Varesco a Monaco, scrisse a Leopold dicendo che sebbene l’intero libretto fosse stato stampato, alcuni recitativi avevano necessità di essere accorciati (nell’evento il libretto fu stampato due volte prima della prima rappresentazione: la prima volta con una traduzione in tedesco fatta da Johann Andreas Schachtner, trombettista di corte a Salisburgo, che aveva fornito il testo per l’opera incompleta di Mozart Zaide K. 344 e la seconda volta solo in italiano). Nell’Atto I Idomeneo dovrebbe emergere dal suo naufragio con il suo seguito e non da solo, come nell’originale francese. Nell’Atto II l’aria di Ilia “Se il padre perdei” (n° 11) dovrebbe essere snellita per aiutare il flusso della musica; il coro “Placido è il mar” (n° 15) dovrebbe finire dopo che il coro è stato ripetuto seguendo il primo verso di Elettra, altrimenti sarebbe troppo lungo ed infine l’aria di Idomeneo tra i due cori finali (n° 17 e 18) doveva essere cambiata in un recitativo accompgnato (“Eccoti in me, barbaro Nume!”). Nell’Atto III il recitativo di Arbace prima dell’aria “Se colà ne’ fati è scritto” (n° 22) fu prolungato perché “il lodevole vecchio (ovvero Panzachi) merita qualcosa di buono”; una marcia solenne (n° 25) fu inserita all’inizio della scena 7 ed un duetto per Ilia e Idamante prima dell’enunciazione dell’Oracolo (n° 28) fu omessa per il bene di una più grande tensione drammatica. Infine va notato che l’aria di Idomeno “Torna la pace al core” (n° 30) fu abbandonata dalla prima rappresentazione, forse perché di ostacolo alla logica dello sviluppo drammatico. [segue] ________________________________________________________________________________ Questo saggio è stato presentato da Quotidiano Apuano E’ interessante evidenziare, seppure parzialmente, il dettagliato scambio di lettere tra il compositore ed il librettista: Wolfgang, avendo appreso dal Conte von Seeau che era stato deciso di stampare il libretto di Varesco a Monaco, scrisse a Leopold dicendo che sebbene l’intero libretto fosse stato stampato, alcuni recitativi avevano necessità di essere accorciati (nell’evento il libretto fu stampato due volte prima della prima rappresentazione: la prima volta con una traduzione in tedesco fatta da Johann Andreas Schachtner, trombettista di corte a Salisburgo, che aveva fornito il testo per l’opera incompleta di Mozart Zaide K. 344 e la seconda volta solo in italiano). Nell’Atto I Idomeneo dovrebbe emergere dal suo naufragio con il suo seguito e non da solo, come nell’originale francese. Nell’Atto II l’aria di Ilia “Se il padre perdei” (n° 11) dovrebbe essere snellita per aiutare il flusso della musica; il coro “Placido è il mar” (n° 15) dovrebbe finire dopo che il coro è stato ripetuto seguendo il primo verso di Elettra, altrimenti sarebbe troppo lungo ed infine l’aria di Idomeneo tra i due cori finali (n° 17 e 18) doveva essere cambiata in un recitativo accompgnato (“Eccoti in me, barbaro Nume!”). Nell’Atto III il recitativo di Arbace prima dell’aria “Se colà ne’ fati è scritto” (n° 22) fu prolungato perché “il lodevole vecchio (ovvero Panzachi) merita qualcosa di buono”; una marcia solenne (n° 25) fu inserita all’inizio della scena 7 ed un duetto per Ilia e Idamante prima dell’enunciazione dell’Oracolo (n° 28) fu omessa per il bene di una più grande tensione drammatica. Infine va notato che l’aria di Idomeno “Torna la pace al core” (n° 30) fu abbandonata dalla prima rappresentazione, forse perché di ostacolo alla logica dello sviluppo drammatico. [segue] ________________________________________________________________________________ Questo saggio è stato presentato da Quotidiano Apuano
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19/11/2010
Trequanda (SI): La Pieve
18:29 Scritto da: minobezzi1 in bella Italia | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: tr, pie | OKNOtizie |
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01/11/2010
Chiusdino (SI): La pieve di San Galgano
15:56 Scritto da: minobezzi1 in bella Italia | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: ch, pie | OKNOtizie |
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24/09/2010
Pratolino (FI): Le burle del Pievano Arlotto
Domenica 26 settembre 2010 alle ore 14,30 nello scenario del Parco Mediceo di Pratolino, nell’edificio della sala Rossa, avrà luogo una rappresentazione teatrale, ad ingresso libero, denominata “Il Pievano Arlotto e le sue burle” a cura degli allievi della scuola teatrale Nuvole in viaggio di Vaglia, diretta dal regista Paolo Ciotti.
Lo spettacolo in dialetto toscano senza essere vernacolo, è la storia delle burle raccontate dal pievano Arlotto che nel 1400 fece parlare di sé dalla Pieve di San Cresci a Maciuoli a Pratolino.
Testo adattato dal regista Paolo Ciotti.
09:39 Scritto da: minobezzi1 in teatro | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: pra, pie | OKNOtizie |
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04/08/2010
Forte dei Marmi (LU): Eugenio Pieraccini
Circa tremila visitatori in meno di un mese. E’ il bilancio – molto lusinghiero – della retrospettiva che il comune di Forte dei Marmi ha dedicato al pittore Eugenio Pieraccini nel trentesimo anniversario della scomparsa.
La mostra, curata dal figlio Marco, ha restituito alla Versilia la memoria di un artista ironico e giocoso, ma anche estremamente sensibilie e profondo; un artista che ha saputo vestire le proprie emozioni di colore e leggerezza ed il cui linguaggio – così fresco, immediato, universale – si è dimostrato ancora attualissimo, gradito ad un pubblico vasto ed eterogeneo. Lo dimostrano le decine di commenti lasciati dai visitatori (molti stranieri) nel corso della rassegna.
L’esposizione fortemarmina introduce una stagione di piena riscoperta e di approfondimento dell’opera pittorica di Pieraccini. Sono già allo studio nuovi interessanti progetti. «Ad esempio stiamo pensando ad un’esposizione dedicata alla produzione grafica - dice il figlio Marco -. Ci piacerebbe organizzarla in collaborazione con la Fondazione Carnevale di Viareggio che tra l’altro possiede una bella tela di mio padre, tra le più ammirate in questa esposizione fortemarmina».
loschermo
09:31 Scritto da: minobezzi1 in Vecchie glorie | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: fdm, pie | OKNOtizie |
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03/02/2010
Viareggio (LU): Leonardo Pieraccioni
18:39 Scritto da: minobezzi1 in cinema e tv | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: vg, pie | OKNOtizie |
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03/09/2009
Pienza (SI): La Fiera del Cacio
La Fiera del Cacio si aprirà giovedì 3 settembre, alle ore 21, con la cena nei sei rioni: Gozzante, Case Nuove, Casello, Le Mura, Il Prato e San Piero. A partire da venerdì 4 settembre, dalle ore 17.30 e fino alla sera della domenica, le vie della città saranno animate dai banchi di vendita di pecorino, in ogni sua variante, dal fresco al semi stagionato, passando per le profumate forme invecchiate nelle foglie di noce. Sabato 5 settembre, la manifestazione entrerà nel vivo dalle ore 15.30, quando Piazza Pio II ospiterà la suggestiva esibizione del Gruppo sbandieratori della Città di Pienza, che farà da preludio al Gioco del Cacio al fuso “dei citti” dei sei rioni. La giornata si chiuderà alle ore 21.15 nel Chiostro di San Francesco con il concerto della Corale “Benvenuto Franci” di Pienza.
La sfida per cui i pientini si preparano dai mesi, allenandosi per dare la giusta curva alla lisce forme di cacio, si terrà domenica 6 settembre. Alle ore 15, dai giardini di Piazza Dante Alighieri partirà il corteo che attraverserà la città prima di raggiungere Piazza Pio II, mentre Corso Rossellino ospiterà l’esibizione della banda “A.Toscanini” di Piazze e Cetona e del gruppo sbandieratori di Pienza. L’appuntamento con il Gioco del Cacio al fuso è previsto per le ore 16, in Piazza Pio II, con la sfida tra i sei rioni. Sarà allora che l’antica tradizione, dalle cucine e dalle aie dei poderi della Val d’Orcia, si sposterà nel cuore di Pienza dove domenica curiosi, turisti e pientini si riuniranno per osservare da vicino la maestria di giovani ed esperti giocatori, che si contenderanno la vittoria del Gioco. Le ultime due edizioni sono state vinte della contrada di Gozzante, che ha trionfato anche nella sfida dedicata ai più piccoli.
Alle ore 18 di domenica, amministrazione comunale e Pro Loco premieranno il miglior allestimento offerto dai banchi di formaggio, cui seguirà una nuova esibizione della banda di Pienza. La giornata e la festa si chiuderanno alle ore 21 con il ballo in Piazza Pio II sulle note del gruppo “I fantasia blu”.
La Fiera del Cacio è promossa e organizzata dalla Pro Loco con il patrocinio del Comune di Pienza e la collaborazione dei rioni e della Corale “Benvenuto Franci”.
15:36 Scritto da: minobezzi1 in tradizioni popolari | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: pie, cacio | OKNOtizie |
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