30/04/2011

Forte dei Marmi (LU): Stefano Graziano

a cura di Giovanna Riu

Il “Museo Ugo Guidi” e gli "Amici del Museo Ugo Guidi - Onlus" presentano per AMICO MUSEO 2011 - promosso dalla Regione Toscana - per la Giornata Internazionale dei Musei – ICOM e Giornata delle Case della Memoria – CASE DELLA MEMORIA la mostra di sculture e dipinti di Stefano Graziano dal titolo “Rinascita”.

La mostra allestita nel “Museo Ugo Guidi” (MUG) di Forte dei Marmi – Via M. Civitali 33 a Vittoria Apuana – e presso il Logos Hotel - Via Mazzini 153 Forte dei Marmi, sarà inaugurata Sabato 30 Aprile alle ore 17:30 al MUG.

Per la Giornata Internazionale dei Musei indetta da ICOM e per la Giornata delle Case della Memoria indetta da Case della Memoria sabato 14 maggio il Museo UG resterà aperto dalle 17:30 alle 19:30

La visita della mostra, che durerà fino al 25 Maggio 2011, e del museo nei giorni successivi all’inaugurazione, ad ingresso libero, sarà possibile solo su appuntamento al 348-3020538 o museougoguidi@gmail.com. Al Logos Hotel tutti i giorni con orario 10-23.

“L'artista interviene nel caos degli oggetti buttati. Ha pensato sculture la cui identità è ampiamente riconoscibile. Il David di Michelangelo è esemplare. Non è solo la citazione di una classicità ormai desueta. Ha pensato di realizzare opere in resina che, per la loro trasparenza, permettono allo sguardo di andare oltre la superficie. Frammenti, scarti, residui del vivere, scelti per una nuova rinascita. Ritrovati anche per chi guarda.”
Giovanna Riu

Mostra realizzata col contributo di Logos Hotel Forte dei Marmi - Co.M.P.A.S.S. Massa - Banca CC Versilia Lunigiana, e la partecipazione del Comune di Montignoso – Comune di Forte dei Marmi – Italia Nostra sez. Massa-Montignoso – Piccolo Teatro della Versilia – Fondazione Peccioliper; con l’adesione dell’Unione Europea, dell’International Council Of Museums, Regione Toscana, Toscana Musei, Case della Memoria, Edumusei, Provincia di Lucca, Sistema Museale della Provincia di Lucca, APT Versilia. Sponsor speciali della mostra di Stefano Graziano: I.G.F. MARMI Carrara – Rossi Alfieri Marmi Carrara –Rocchi Marmi Carrara. Partner per le Lettere e l’Arte : La Parentesi della Scrittura - http://parentesidellascrittura.blogspot.com/ Media Partner: La Parola – Reality.

Museo Ugo Guidi
Via M. Civitali 33 - Forte dei Marmi
Visibile solo su appuntamento
Tel 348-3020538
email: museougoguidi@gmail.com
Ingresso libero

Logos Hotel
Via Mazzini, 153 - Forte dei Marmi
tutti i giorni con orario 10-23
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26/04/2011

Portoferraio (LI): La storia

MAREMMA TOSCANA - ITALY 
ISOLA D’ELBA
Ricchissima di giacimenti di ferro, l'isola d'Elba rese possibile il... sorgere della civiltà Etrusca e poi il successo militare di Roma, i cui soldati usavano come arma il giavellotto con punta di ferro a perdere, arma possibile solo con una grande disponibilità di metallo. Sull'isola vi sono i resti di una villa romana.
Nel periodo medioevale nell'isola furono edificate torri di avvistamento e la fortezza del Volterraio, situata su un'altura inaccessibile per trovare rifugio dalle scorrerie dei pirati.
L'imperatore Napoleone Bonaparte fu esiliato all'Elba nel 1814 e vi rimase 10 mesi. A testimonianza della sua permanenza restano alcune ville ove soggiornò: Villa dei Mulini in posizione dominante su Portoferraio e Villa San Martino, residenza estiva del còrso, nella campagna della piccola capitale elbana.
Più recentemente, l'isola è diventata famosa (anche all'estero) per il suo vino, in particolare l'Aleatico, dolce vino liquoroso da dessert che spesso accompagna il dolce tipico, la schiaccia briaca.

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21/04/2011

Manciano (GR): La storia

Luigi Prosperi 

Il comune di Manciano si trova in provincia di Grosseto ed ha una popolazione di circa 7500 abitanti. A difesa del suo possente castello medievale spicca la Rocca Aldobardesca, mentre la Porta Romana situata fuori dal borgo era il passaggio per raggiungere le Terme di Saturnia. Nel comune di Manciano si può visitare la Torre dell'Orologio.
Come si può vedere recandosi al Museo Civico di Preistoria e Protostoria, gli insediamenti umani nell'area di Manciano risalgono ad epoche arcaiche e riguardano soprattutto tribù di cacciatori nomadi. Una presenza stanziale si concretizza con gli Etruschi, che hanno lasciato in eredità il sito archeologico delle necropoli di Marsiliana e Pian di Palma. Centro di notevoli dimensioni già in antichità, l'odierno Manciano ha ricevuto il suo nomedallagensMancia,chel'haabitatodopol'occupazioneromana.
Nei secoli centrali del Medioevo il territorio di Manciano è dominio incontrastato dei conti Aldobrandeschi, feudatari dell'Impero germanico di origine longobarda. È a loro che si deve l'avvio della costruzione della possente rocca, il cui compito sarà quello di presidiare l'area, fortemente contesa da altre potenze. I mancianesi devono infatti difendere il loro abitato prima da Orvieto, poi dalle mire espansionistiche dei conti Orsini e infine da Siena. Proprio un'alleanza tra gli ultimi due, nel XV secolo, allontana Manciano dall'agognata autonomia comunale.
Nel 1555, ciò che resta della Repubblica di Siena confluisce nel Granducato di Toscana. Manciano va a formare con altri borghi della valle dell'Albegna la podesteria di Saturnia e Capalbio, diventando uno dei suoi centri agricoli più ricchi e popolosi, sfruttando anche la sua posizione in altitudine, che lo tiene lontano dalle zone malariche e paludose della Maremma. Riceve l'autonomia a metà Settecento, grazie alla riforma territoriale di Pietro Leopoldo di Lorena.

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Manciano (GR): La storia

Luigi Prosperi 

Il comune di Manciano si trova in provincia di Grosseto ed ha una popolazione di circa 7500 abitanti. A difesa del suo possente castello medievale spicca la Rocca Aldobardesca, mentre la Porta Romana situata fuori dal borgo era il passaggio per raggiungere le Terme di Saturnia. Nel comune di Manciano si può visitare la Torre dell'Orologio.
Come si può vedere recandosi al Museo Civico di Preistoria e Protostoria, gli insediamenti umani nell'area di Manciano risalgono ad epoche arcaiche e riguardano soprattutto tribù di cacciatori nomadi. Una presenza stanziale si concretizza con gli Etruschi, che hanno lasciato in eredità il sito archeologico delle necropoli di Marsiliana e Pian di Palma. Centro di notevoli dimensioni già in antichità, l'odierno Manciano ha ricevuto il suo nomedallagensMancia,chel'haabitatodopol'occupazioneromana.
Nei secoli centrali del Medioevo il territorio di Manciano è dominio incontrastato dei conti Aldobrandeschi, feudatari dell'Impero germanico di origine longobarda. È a loro che si deve l'avvio della costruzione della possente rocca, il cui compito sarà quello di presidiare l'area, fortemente contesa da altre potenze. I mancianesi devono infatti difendere il loro abitato prima da Orvieto, poi dalle mire espansionistiche dei conti Orsini e infine da Siena. Proprio un'alleanza tra gli ultimi due, nel XV secolo, allontana Manciano dall'agognata autonomia comunale.
Nel 1555, ciò che resta della Repubblica di Siena confluisce nel Granducato di Toscana. Manciano va a formare con altri borghi della valle dell'Albegna la podesteria di Saturnia e Capalbio, diventando uno dei suoi centri agricoli più ricchi e popolosi, sfruttando anche la sua posizione in altitudine, che lo tiene lontano dalle zone malariche e paludose della Maremma. Riceve l'autonomia a metà Settecento, grazie alla riforma territoriale di Pietro Leopoldo di Lorena.

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02/03/2011

Santa Luce (PI): Una stalla di energia

Una potenza tutta green di 2,6 megawatt tra energia elettrica e termica da biogas e fotovoltaico e un taglio di circa 7000 tonnellate di CO2 l'anno. Questo grazie ad un progetto dell'azienda agricola Fattorie Toscane a Santa Luce (Pisa), nel cuore di un territorio ad alto valore ambientale e paesaggistico che da tempo scommette sull'economia verde basata su energie rinnovabili e agricoltura di qualità. Si tratta di uno dei primi allevamenti di grandi dimensioni nella nostra regione ( 2500 capi) che punta ad unire la tradizionale linea di produzione di bovini da carne, in prevalenza femmine scottona allevate secondo i rigidi canoni di qualità Coop per la rete commerciale Unicoop Firenze, a quella dell'energia da fonti rinnovabili. Ma la novità è che il biogas, in prevalenza metano, sarà estratto solo utilizzando gli scarti aziendali come il letame, a differenza di altri impianti che usano cereali togliendoli quindi all'alimentazione umana.

In più sarà impiegato un nuovo prototipo di essiccatore che trasformerà una parte degli scarti in concime ad alto valore biologico. Sono queste le linee guida del progetto di Fattorie Toscane S.p.a, commissionato alla Rota Guido srl di Piacenza, presentato sabato nel Municipio di Santa Luce alla presenza del sindaco Federico Pennesi, del titolare Gianni Pesce e dell'agronomo Stefano Repetti. Il biogas sarà estratto da un mix di biomassa di origine zootecnica, il letame composto in massima parte da stalliere permanenti su paglia per circa il 95% del totale, e sansa di olive di provenienza aziendale. Dopo un processo di fermentazione di circa 30 - 40 giorni, grazie all'azione congiunta di vari microrganismi in appositi contenitori, si svilupperà una grande quantità di gas, in prevalenza metano, che sarà poi utilizzato in un cogeneratore per produrre energie elettrica e termica. In totale la potenza sarà pari ad un megawatt, per una produzione di circa 8000 MWh di energia elettrica l'anno ( in grado di soddisfare il consumo per più di 1200 famiglie), che verrà ceduta alla rete pubblica.

In più sarà prodotto un megawatt di energia termica, acqua calda di recupero, che sarà utilizzata per l'essiccazione di quella parte di biomasse che non saranno trasformate in biogas. Si tratta del cosiddetto "digestato", il substrato residuo del processo di fermentazione che diventerà concime biologico ricco di elementi organici e di elevato valore agronomico; caratteristiche che ne rendono indicato l'uso come fertilizzante in alternativa ai tradizionali concimi chimici. La produzione di energia in un impianto di biogas prodotto da digestione di biomasse agricole, è un processo a bilancio zero di CO2 e quindi rientra nel pieno rispetto del Protocollo di Kyoto. La produzione e vendita di energia prodotta da un impianto a biogas da materia prima agricola costituisce poi un concreto esempio di attività economica "sostenibile", capace di apportare notevoli benefici all'azienda agricola, al territorio e all'ambiente nel suo complesso.

Insieme alla centrale di biogas sarà riqualificata tutta la stalla già esistente con il conseguente miglioramento del benessere animale. Saranno realizzate opere di mitigazione e fasce alberate per ridurre l'impatto visivo degli impianti e prevista l'installazione di una copertura sul tetto con pannelli fotovoltaici, che saranno installati dalla GreenPlant S.p.a di Modena, per una potenza nominale di 600 kW per una produzione di energia elettrica sempre immessa in rete, pari a 753 MWh annui. Il progetto nel suo complesso avrà un costo complessivo di circa 9 milioni di euro e la prima fase, quella che riguarda la produzione del biogas, sarà realizzata entro l'anno. "Pensiamo di ammortizzare i costi del biogas in tre anni - spiega Gianni Pesce titolare di Fattorie Toscane - sia grazie alla vendita dell'energia ma anche abbattendo i costi come quelli dei trasporti del 90% e quelli per lo smaltimento del letame. In più - aggiunge - saremo autosufficienti per quanto riguarda l'utilizzo dei concimi, miglioreremo tutta la qualità ambientale dell'area e abbiamo in programma l'assunzione di 5 nuovi dipendenti ".

"Il nostro impegno è quello di sostenere con forza tutte le iniziative che vanno nella direzione di uno sviluppo della green economy del territorio - commenta il sindaco di Santa Luce Federico Pennesi - in particolare per quanto riguarda le energie da fonti rinnovabili e le attività legate all'ambiente. Proprio a Santa Luce - ricorda - tra breve inizieranno i lavori del più grande parco eolico della Toscana costruito dalla Fera e di una centrale a biomasse della Ago Santa Luce. In pochi anni da zero sono nate 10 nuove imprese che operano nell'energia rinnovabile tra cui la cooperativa Macchia Verde che ha riunito varie realtà legate alle biomasse. Un successo senza precedenti - conclude Pennesi- frutto anche di scelte condivise con i cittadini e che ci permetterà di essere uno dei primi comuni toscani in grado di cedere energia pulita".

di Tommaso Tautonico per alternativasostenibile

11:27 Scritto da: minobezzi1 in nuove energie | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: sl, st | OKNOtizie |  Facebook

22/02/2011

Montelupo Fiorentino (FI): Studenti giapponesi

La scuola della ceramica di Montelupo Fiorentino è una realtà unica in Italia: non esistono centri di formazione analoghi e così altamente specializzati.

Una realtà, la cui validità è conosciuta e apprezzata anche all’estero, tanto che un tour operator specializzato nell’organizzazione di viaggi per i giapponesi ha individuato Montelupo come luogo di interesse.

Domani un gruppo di ventiquattro allievi della TASK (Traditional Art School di Kyoto).
faranno tappa a Montelupo: la visita prevede dimostrazioni pratiche presso la scuola ceramica e successivamente la visita al museo della Ceramica.

“L’interesse di scuole specializzate straniere nei confronti di Montelupo è un elemento importante, ci dice che la nostra città viene riconosciuta come punto di riferimento per la lavorazione ceramica, sia per quanto riguarda la formazione con la nostra scuola, sia per quanto concerne la tradizione con il nostro Museo”, afferma l’assessore alla cultura Marzio Cresci.

15:20 Scritto da: minobezzi1 in formazione e corsi | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: ml, st | OKNOtizie |  Facebook

Serravalle Pistoiese (PT): La storia

Serravalle Pistoiese, più o meno a metà strada fra Pistoia e Montecatini Terme, è un antico paese arroccato sulla sommità di una collina dalla quale da un lato si domina tutta la pianura verso Prato e Firenze, e dall'altro, se non c'è la nebbia, quella che dà verso la Valdinievole.
Due panoramiche del paese di Serravalle Pistoiese
 
Il vecchio castello, per la sua posizione strategica a cavallo delle due vallate, fu edificato nel XII secolo e successivamente assunse una notevole importanza durante il periodo delle contese tra le fazioni dei guelfi e dei ghibellini: i primi che parteggiavano per la chiesa, i secondi per l'impero. 

Una parte del Castello. Attraverso quella grande porta, salendo una ripida scaletta di ferro, si arriva sulla sua sommità dalla quale, se non c'è la nebbia, si vede un bellissimo panorama verso Firenze e verso Montecatini. Se non c'è la nebbia. Altrimenti, si vede solo Serravalle. 
E non è poco...

 Poi, dopo la scissione dei guelfi in bianchi e neri, le cose si complicarono. Anche per me, e così non ve le racconto, ma se vi interessano ve le potete andare a cercare. 
Se non ricordo male, mi pare che Dante avesse certe simpatie per i bianchi e che proprio per questo fu mandato in esilio. Quando rientrò in patria, dopo diversi anni, i bianchi si erano avvicinati ai neri e fu così che nacque la Juventus che poi vinse anche lo scudetto. Ma non ne sono tanto sicuro.

 Qui siamo a metà scala...

... e da qui si arriva in cima alla torre

 Qui si sbuca con la scaletta...


... e questo è il panorama verso Pistoia (la prima in lontananza, alla confluenza delle due colline sullo sfondo), e Firenze ancora più in fondo, quasi all'orizzonte. Peccato che c'è la nebbia...

montecatiniweb

11:54 Scritto da: minobezzi1 in archeologia e dintorni | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: sp, st | OKNOtizie |  Facebook

12/02/2011

Campigna (AR): XVIII Marcia sulla Neve

Nel Parco la domenica della grande Marcia sulla neve

Torna domenica, sul crinale del parco nazionale Foreste casentinesi, monte Falterona e Campigna, forte delle XVIII edizioni che lo hanno preceduto, il partecipatissimo "Raduno sci-alpinistico della Campigna", appuntamento non competitivo e a passo libero, occasione unica per vivere un momento di svago, socialità, sport e amore e rispetto per la natura sulla neve nell'area protetta. La manifestazione non è competitiva e può essere affrontata con le ciaspole (le moderne racchette da neve) o con la tecnica e le attrezzature dello sci-alpinismo e dello sci-escursionismo. La Marcia conferisce, come ormai di tradizione, anche l'onorificienza del Memorial Brilli Paolo e la targa Pierluigi Della Bordella.
Il programma di massima, che può essere modificato in relazione alle condizioni di innevamento, prevede la partenza da Campigna, a 1.100 metri sul livello del mare. Ci si sposta a passo Calla, proseguendo per i prati della Burraia a 1.437 m. Si raggiunge poi monte Falco (m.1657). Seguendo la pista del Lupo si procede in direzione Pian Cancelli, Fontanelle, pian dei Fangacci (1.485 m.). Attraverso fosso Abetio si rientra a Campigna. Dalle penombre delle monumentali foreste di Campigna ci si sposta sul crinale dove si potrà godere di panorami esaltanti sulla Toscana e sulla Romagna. La neve oscilla tra i 50 e i 90 centimentri (nelle aree sommitali). Lungo la strada sono previsti punti di assistenza e ristoro. Pranzo all'arrivo presso il rifugio Cai della Burraia.
Inizio iscrizioni alle 8, 30, partenza prevista per le 9,30.
Per informazioni: 349. 5693892; 320. 4309459; 349. 5693767 (mail: conficoni.riccardo@acis.it)

arezzoweb

18:20 Scritto da: minobezzi1 in natura amica | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: st, ma | OKNOtizie |  Facebook

04/02/2011

Stia (AR): I tessuti di Benozzo Gozzoli

Inaugurata poco prima di Natale, sarà visitabile fino al prossimo 27 febbraio la mostra I tessuti di Benozzo Gozzoli nella Cavalcata dei Magi. Un'esposizione innovativa che mette in evidenza il rapporto tra arte pittorica e vita commerciale nella Firenze del Quattrocento.

I tessuti di Benozzo Gozzoli nella Cavalcata dei Magi

Un dipinto universalmente noto, che celebra la famiglia Medici e tutti i suoi rappresentanti, da sempre preso in esame per la sua bellezza artistica e per essere uno dei principali esempi di pittura di corte. Oggi lo si analizza da un punto di vista diverso. Sono gli splendidi tessuti raccontati dal pennallo di Gozzoli i protagonisti di questa esposizione che esamina l’attività produttiva delle botteghe dove si insegnavano i mestieri e si applicavano le innovazioni tecnologiche. Attravarso questo differente punto di vista gli affreschi realizzati nel 1459 da Benozzo Gozzoli nella Cappella dei Magi, divengono spunto per l'analisi  della manifattura tessile della Firenze quattrocentesca.
Le manifatture tessili, laniere e della seta, furono i settori trainanti dell’economia cittadina; le loro potenti corporazioni organizzavano l’intera vita politica, culturale ed economica della Firenze quattrocentesca, contribuendo allo sviluppo delle arti. La famiglia Medici, oltre ad essere occupata nelle attività di cambio e di prestito bancario, possedeva importanti opifici tessili che producevano stoffe destinate ad essere vendute in tutta Europa.
La corrispondenza tra Piero il Gottoso e Benozzo testimonia l’attenzione e l’importanza che la famiglia attribuiva ai preziosi tessuti che dovevano essere dipinti nella Cappella. Le preoccupazioni di Piero sulla buona riuscita delle rappresentazioni tessili inducono a pensare come la Cappella fosse non solo un luogo di preghiera e di devozione, ma anche “il salotto buono” dove venivano invitate le personalità del tempo per ammirare le stupende stoffe affrescate che le manifatture medicee potevano produrre. In quest’ottica la Cappella diventa la parte espositiva della bottega artigianale, una sorta di showroom dell’attività produttiva.
Una prova a favore di questa ipotesi viene proprio dal modo di dipingere i motivi tessili completamente privo di regole prospettiche. L’esigenza primaria era quella di dover mostrare, come specificatamente richiesto dalla committenza, i disegni delle stoffe nella loro interezza. Benozzo rappresenta le pieghe ed i gheroni a canna d’organo delle vesti dei suoi personaggi, dando il senso della profondità e dello spessore, ma stranamente non adatta il motivo del disegno tessile alla panneggiatura dell’abito.
L’artista sembrerebbe più orientato ad evidenziare la qualità e la bellezza dei tessuti, piuttosto che la loro rappresentazione realistica. Evidentemente il Gozzoli intendeva pubblicizzare le tipologie tessili e i meravigliosi motivi che i Medici producevano nei loro fondaci, come un moderno esperto di marketing.
Il privilegio di poter ammirare i bellissimi tessuti esposti si deve alla mirabile opera dell’azienda tessile RUBELLI che ha sapientemente ricostruito in trama ed ordito i temi delle stoffe dipinte negli affreschi di Benozzo Gozzoli.


INFO

Mostra: I tessuti di Benozzo Gozzoli nella Cavalcata dei Magi
Dal 18 dicembre 2010 al 27 febbraio 2011
Museo dell’Arte della Lana
Lanificio di Stia - Via Sartori, Stia (AR)
Orari: sabato 15.00-18.00 domenica 10.00-13.00 15.00-18.00
(altri giorni su prenotazione) 0575.582216 - 338.4184121

OmA

15:45 Scritto da: minobezzi1 in arte antica | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: st, te | OKNOtizie |  Facebook

25/01/2011

Saturnia (GR): La Via Clodia

10:55 Scritto da: minobezzi1 in bella Italia | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: st, clo | OKNOtizie |  Facebook

06/01/2011

.......e ancora Pisa: Stefano Massei

Francesco Palett per toscanaoggi

Alla fine sì, lo riconosce anche lui che «quel 13 ottobre nel deserto di Atacama sarà impossibile dimenticarlo perché quando partecipi ad una missione per salvare vite umane, per forza di cose anche le prospettive e le emozioni cambiano». Parole di Stefano Massei, l’ingegnere pisano di 56 anni – «per la precisione di Porta a Lucca – puntualizza –: anche se adesso vivo a Cascina, sono cresciuto fra via Randaccio e via Lorenzini a due passi dalla Torre» – che ha contribuito al salvataggio dei trentatré minatori cileni rimasti intrappolati per oltre due mesi a più di 700 metri di profondità.

Un signore schivo e riservato che ha avuto un ruolo tutt’altro che secondario in un’impresa che ha commosso il mondo: erano tre, infatti, i piani messi in cantiere dal governo cileno per salvare i gli operai e tecnici  bloccati sotto terra dal 5 agosto scorso. E uno di questi – il «plan C» – era coordinato proprio da questo ingegnere di Enel Green Power: 18 anni a Larderello e nella geotermia toscana e poi in giro per il mondo a fare perforazioni per il colosso energetico italiano – prima California, Francia e Olanda; poi El Salvador e Cile – che lo hanno fatto diventare uno dei maggiori esperti al mondo nel settore delle perforazioni geotermiche. Inevitabile che le autorità di Santiago abbiano pensato anche a lui quando, il 22 agosto, hanno avuto la certezza che i 33 minatori erano ancora vivi, anche se bloccati in una camera nelle viscere del deserto di Atacama.

Il 28 dicembre a Firenze il Presidente della Regione Enrico Rossi gli ha consegnato il Pegaso d’argento: «Ecco la Toscana migliore, l’esempio del lavoro toscano nel mondo», ha detto il governatore al momento della premiazione. Il giorno dopo a Pisa, invece, ha ricevuto la Torre d’argento direttamente dalle mani del sindaco Marco Filippeschi: «Un riconoscimento simbolico che vuole testimoniare la stima di tutta la città nei confronti di un pisano che ha messo a disposizione le grandi competenze tecniche acquisite all’Università di Pisa e le conoscenze specialistiche ottenute in anni di lavoro nella geotermia del nostro territorio per salvare vite umane», ha detto il primo cittadino durante il ricevimento a Palazzo Gambacorti. Premi e complimenti che quasi hanno imbarazzato questo ingegnere riservato, abituato a lavorare lontano dalla ribalta mediatica: «I riconoscimenti e le parole di stima fanno sicuramente tantissimo piacere, ma non mi sento affatto un eroe – dice –: è vero che è stata una vera e propria corsa contro il tempo perché in ballo c’erano delle vite umane da salvare e ogni giorno guadagnato sarebbe potuto essere decisivo, ma per quanto riguarda il mio ruolo io non ho fatto altro che mettere a disposizione le mie conoscenze: il lavoro che abbiamo svolto, dal punto di vista tecnico, era molto simile a quello che, con Enel Green Power, ho effettuato molte altre volte. Con la differenza, certo tutt’altro che secondaria, che stavolta dovevamo tirar fuori delle persone rimaste bloccate a 800 metri di profondità e non perforare le viscere della terra per raggiungere i giacimenti di energia termica».

Un lavoro «normale», dunque. Eppure tutt’altro che semplice: «La difficoltà maggiore è consistita nel fatto che abbiamo dovuto realizzare un pozzo cosiddetto “direzionato”, ossia che scendeva in verticale fino ad ottanta metri di profondità e poi deviava verso le gallerie in cui si trovavano intrappolati i minatori – spiega Massei –. Una scelta obbligata dato che dovevamo prima di tutto allestire un piazzale per il posizionamento degli impianti di perforazione, macchine molto grandi che avevano bisogno di una superficie ampia circa quanto un campo di calcio e che, vista la morfologia accidentata della zona, era possibile ricavare solo in poche e delimitate aree». Settimane di lavoro intenso fino all’atteso, ma tutt’altro che scontato lieto fine: «Quando le trivelle del piano B sono giunti a poca distanza dal rifugio in cui si trovavano i minatori, ci siamo concentrati totalmente su questo progetto – ricorda l’ingegnere pisano –: dopo aver fatto tutte le analisi e le valutazioni del caso, abbiamo deciso di rivestire il pozzo con tubature metalliche soltanto nella sua parte più critica in modo da anticipare il più possibile le operazioni di salvataggio. È stata una scelta forse un pochino rischiosa, ma che si è rivelata giusta: il 14 ottobre tutti gli operai e i tecnici hanno potuto riabbracciare in anticipo rispetto ai tempi previsti i loro cari che li attendevano da mesi al “Campamento Esperanza”, a poche centinaia di metri dall’ingresso della miniera. Ce l’avevamo fatta». Il «lavoro» era finito: «Mi sono messo un po’ in disparte e ho partecipato un pochino alla loro gioia, quella di gente semplice che tornava alla vita dopo due mesi di incubo. Mi hanno anche chiesto di fare una dedica e firmare il quaderno di coloro che hanno partecipato alle operazioni di salvataggio, pensi lei…». Già, «strana» richiesta, per uno che in fondo ha messo a disposizione «solo» le sue conoscenze tecniche per salvare 33 vite umane.

Oltre due mesi di angoscia, poi il lieto fine per i minatori cileni
L'ultimo è stato Luis Urzua, il caposquadra, subito ribattezzato dai media di mezzo mondo il «capitano» dei «Los 33», i minatori cileni rimasti intrappolati in un rifugio della miniera di San José per oltre due mesi. È uscito dalla capsula metallica di 53 centimetri di diametro alle 21.55 del 13 ottobre, la stessa che ha portato fuori dalle viscere del deserto di Atacama anche gli altri 32 operai e tecnici rimasti intrappolati sottoterra dall’inizio di agosto scorso, facendolo scorrere i titoli di coda su un incubo che ha tenuto con il fiato sospeso il mondo intero. Due mesi in cui l’angoscia e i timori delle prime ore, hanno lentamente lasciato spazio alla speranza. Fino al lieto fine di metà ottobre.

L’incubo inizia esattamente il 5 di agosto quando il crollo di un pozzetto isola sotto terra i 33 minatori di turno in quel momento. Le ricerche e i soccorsi partono immediatamente, ma di loro non si sa nulla per almeno due settimane tanto che il 12 agosto arriva il più nefasto degli annunci: «Le speranze di trovare qualcuno dei lavoratori ancora in vita – dice il ministro delle miniere Lorenzo Goldborne – sono ridotte al lumicino». È il momento peggiore, che dura dieci lunghissimi giorni. Fino al 22 agosto quando una sonda, spedita ad oltre 800 metri di profondità, torna con un messaggio: «Siamo tutti vivi, dentro il rifugio».

Si riaccende la speranza e immediatamente inizia la corsa contro il tempo. Il 30 agosto si mette in moto la prima trivella pilota. Il 5 settembre inizia la seconda perforazione e il 19 la terza, con una trivella ancora più potente: a coordinare i lavori c’è l’ingegner Stefano Massei.
Il 9 ottobre il secondo pozzo di salvataggio arriva al rifugio, il lieto fine è ad un passo. Quattro giorni ancora per rinforzare con pareti di acciaio le parti più critiche del pozzo e per calare la sonda. Poi, il 13 ottobre, l’applauso di tutto il mondo: ad uno ad uno, tutti e trentatré i minatori escono dalla capsula metallica che li ha tirati fuori dalle viscere della miniera. Ancora non lo sanno, ma hanno anche battuto un record: sono stati intrappolati sottoterra per 70 giorni, mai nessuno prima aveva resistito così a lungo.

 

11:21 Scritto da: minobezzi1 in cittadini che si fanno onore | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: pi, st | OKNOtizie |  Facebook

04/01/2011

Stia (AR): Come nasce la stoffa di lana

stia_museo_della_lana

Avete mai visto come nasce un tessuto di lana? Quale miglior occasione di una bella giornata d’inverno per andare in gita scolastica all’ex Lanificio di Stia? La sua storia risale all’inizio del 1800, quando era un grande centro industriale del Casentino, e si trasforma nel luglio del 2010, quando diventa Museo dell’Arte della Lana.
Dalla storia della tela tessuta da Penelope al filo con cui Arianna fece uscire Teseo dal labirinto … un salto all’indietro nel tempo, quando la tessitura era un’attività centrale nella vita dell’uomo. In questo museo si può vedere tutto il ciclo della lavorazione della lana, illustrato attraverso l’esposizione delle imponenti macchine tessili dei primi del ‘900. Ci sono gli strumenti artigianali tipici del processo di lavorazione pre-industriale per imparare i passaggi che dalla tosatura portavano alla creazione del tessuto.

Ma la cosa più bella sono i laboratori didattici!! Si possono infatti sperimentare alcune lavorazioni, come la tessitura a mano, o imparare a riconoscere le diverse fibre tessili attraverso un “percorso tattile”. Si toccano le fibre tessili naturali più diffuse e più antiche: lana, seta, cotone, lino e canapa, illustrate con la pianta o l’animale da cui derivano.
Occasione in più oggi, la speciale mostra “I tessuti di Benozzo Gozzoli nella cavalcata dei Magi”, aperta fino al 27 febbraio 2011. Un modo diverso di osservare gli affreschi di Benozzo Gozzoli nella Cappella dei Magi di Palazzo Medici Riccardi: i tessuti che i Medici producevano e che l’artista ha impreziosito con i suoi dipinti, l’antico legame tra pittura e tessitura nella Firenze commerciale del ‘400.

Le visite guidate alla mostra sono su prenotazione, l’ingresso è gratuito per i possessori di Edumuseicard. Info: tel. 0575 582216 – 338 4184121 / e-mail: info@museodellartedellalana.it

Foto: www.arezzonotizie.it per arezzoweb

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15/12/2010

Montecarlo (LU): Stagione teatrale

Dopo gli importanti risultati ottenuti nelle passate stagioni, che nel corso degli ultimi anni hanno segnato un incremento significativo degli spettatori e degli abbonati, si rinnova anche per il 2010/2011 l’appuntamento con il cartellone di prosa del Teatro dei Rassicurati di Montecarlo, realizzato grazie alla felice collaborazione tra la Fondazione Toscana Spettacolo, circuito regionale di distribuzione delle arti e della cultura del teatro, il Comune di Montecarlo, che con il sindaco Vittorio Fantozzi e l’assessore alla cultura Massimiliano Paluzzi sostiene ed incoraggia da sempre l’attività del Teatro dei Rassicurati, e l’associazione And Or margini creativi, che, su incarico di FTS, svolge attività di promozione rivolta, in particolare, alle giovani generazioni.

Quello pensato per il 2011 è un cartellone di qualità, con cinque titoli in abbonamento da gennaio a marzo, che intende rivolgersi non solo agli abbonati che da anni seguono fedelmente la programmazione del teatro, ma anche a fasce di nuovo pubblico, grazie ad un proposta artistica che coniuga il repertorio classico con forme teatrali moderne e d’avanguardia. Il cartellone è stato, infatti, costruito anche tenendo conto dell’importante presenza dei giovani e di un pubblico in cerca di novità. Da qui la scelta di proporre un campionario di alcune fra le migliori proposte del teatro italiano, alcune anche come riflessione in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia.

“Siamo molto soddisfatti di questo cartellone commentano il sindaco Vittorio Fantozzi e l’assessore alla Cultura Massimiliano Paluzzi e della costante crescita di pubblico che sta avendo il teatro dei Rassicurati. E’ comunque intenzione dell’amministrazione comunale di Montecarlo definire una gestione esterna dove il comune indichi alcuni indirizzi e salvaguardi le esperienze maturate fino ad oggi con scuole, amatori e volontariato, in un contesto che sgravi la struttura comunale di certe incombenze a vantaggio di una maggiore libertà di partecipazione.”

L’inaugurazione della stagione – sabato 8 gennaio(ore 21.15, come per tutti gli spettacoli) – è affidata alla Compagnia Jurij Ferrini che presenta una rilettura de "La Locandiera” di Goldoni. L’opera è senza dubbio uno degli indiscutibili capolavori goldoniani ed offre ancora una volta un canovaccio in lingua italiana particolare, ricca, calda, vitale. Un testo ricco di spunti comici e di improvvise virate ritmiche, di altalene melodiche e movimenti rapidi dove il grottesco nasconde però qualche aspetto fosco e qualche pennellata pesante.

Autenticamente tratto dalle pagine di cronaca dei giornali, “L’italia s’è desta” (Catalogo No-strano) in programma sabato 12 febbraio, investiga impietosamente la geografia del Belpaese d’oggigiorno. Il Teatro delle Donne – Centro Nazionale di Drammaturgia ci propone una stranissima, irriverente discesa agli inferi della penisola, dove l’intero stivale viene impietosamente passato ai raggi X. Ecco allora saltar fuori, caustico e corrosivo, il profilo di un’Italia spietata in cui tutto è possibile.

Alessandro Benvenuti, nome di spicco di teatro, televisione e cinema, è l’interprete d’eccezione, insieme a Barbara Valmorin, della pièce in programma sabato 26 febbraio. Utilizzando brillantemente i tempi della commedia, in “Auntie and Me”, Panych espone il dolore e la solitudine dei non amati, con unascrittura a tratti di una comicità esilarante, a trattimeravigliosamente nera, divertente, triste, tenera e molto dura, crudele.

Dopo Eschilo e Sofocle, la compagnia Archivio Zeta ci propone sabato 19 marzo lo spettacolo “Iliade - I fiumi parlano fabbricazione duello uccisione riscatto compianto sepoltura”, un’originale rilettura dell’ultima parte del capolavoro di Omero, con conflagrazioni poetiche tratte da Pavese e Weil. Un testo che chiede un confronto spietato con il passato doloroso di questo nostro Paese e il presente-futuro che di nuovo e ancora mette in scena lo scontro violento tra Oriente e Occidente. Uno spettacolo che parla di scontro di civiltà, prima tappa di un percorso tragico e filosofico sulla contemporaneità.

Chiude in grande la stagione, mercoledì 30 marzo, il magnifico Lello Arena, che insieme a Roberto Herlitzka ci propone un originale “Don Chisciotte”. Nella versione scenica prodotta dal Teatro Segreto, Don Chisciotteè un uomo appassionato di letteratura epica che vive in una profonda solitudine. Emarginato da una società che lo respinge quotidianamente, perde contatto con il mondo reale, attivando una crescente energia visionaria che lo porterà a dialogare con i fantasmi della classicità.

I biglietti: intero 12 euro, ridotto 8 euro per i giovani fino a 29 anni e i soci  dell’Associazione Culturale “And Or Margini Creativi”. Biglietteria e prevendita: da lunedì a venerdì dalle 9 alle 13 presso l’Ufficio Cultura del Comune di Montecarlo, tel. 0583/229725, bianchi@montecarlolu.it.

Info: www.comune.montecarlo.lu.it; www.fts.toscana.it; www.draming.it.

loschermo

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09/12/2010

San Donnino (FI): Statio Generali del Volontariato

Impegno civico, base del welfare diffuso, attività che costruisce una cittadinanza attiva. Il volontariato e il terzo settore sono questo e molto altro. Per valorizzare l’esperienza dell’associazionismo presente nel territorio, oltre 1000 associazioni, e lanciare anche una serie di attività e proposte per il 2011, anno europeo del volontariato, l’Assessorato alle Politiche Sociali della Provincia di Firenze ha ideato l’iniziativa “Spazio… alle associazioni”. Una giornata per costruire un nuovo dialogo tra il mondo dell’associazionismo provinciale e gli enti locali. 

La giornata, in calendario per domani, venerdì 10 allo Spazio Reale di San Donnino, si aprirà alle 10 con i saluti e le introduzioni a cura di: 

- Antonella Coniglio, Assessore alle Politiche Sociali della Provincia di Firenze 

- Nadia Conti, Assessore alla Solidarietà e Cooperazione internazionale del Comune di Campi Bisenzio 

- Ferrero Cerretelli, Assessore allo Sport, Cultura, Legalità e Sicurezza del Comune di Campi Bisenzio 

- Don Giovanni Momigli, Fondazione Spazio Reale 


Seguono gli interventi di approfondimento e studio (ore 10.30) di Carlo Catarsi (Università di Firenze) su “Indicatori emergenti di successo imprenditoriale. I vantaggi sociali dell’economia di relazione” e di Maurizio Catalano, che analizzerà i dati del no-profit nel territorio con “L’Associazionismo nella Provincia di Firenze: tratti e temi attuali” in particolare in una situazione di scarsità di risorse, di mancato ricambio generazionale e a fronte di una maggiore qualità richiesta alle associazioni nel loro operare. 

Dalle 11.15 il programma prevede i lavori di gruppo in varie aree tematiche: disabilità, salute mentale, carcere, marginalità, politiche giovanili, protezione civile, idee per costruire il Forum del Terzo Settore. Dopo il pranzo, si tornerà in seduta plenaria per riportare e discutere i lavori emersi all’interno dei gruppo e per le conclusioni (ore 16) a cura di Antonella Coniglio. 

La giornata del 10 dicembre è aperta sia a tutte le associazioni di volontariato iscritte nella sezione provinciale del registro regionale dell’associazionismo, complessivamente sono più di 1000 impegnate in attività di solidarietà e promozione sociale, sia a tutti i cittadini interessati.

 

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08/12/2010

Stia (AR): Il Panno del Casentino

By Fiamma Domestici

 

S

ul filo di lana. Soffice, vaporoso, confortevole ma anche caldo, resistente ed impermeabile; deve i suoi inconfondibili riccioli alla ratinatura, una speciale spazzolatura con denti di acciaio, alla base del suo perfetto isolamento termico ed impermeabilità. E’ il panno Casentino emblema ed orgoglio della vallata casentinese dove questo particolarissimo e sofisticato tessuto di lana, richiesto dalle griffe italiane che hanno a cuore il mix fra tradizione e ricerca, si produce nei centri di Stia e di Soci. In origine se ne apprezzavano le sue qualità di resistenza all’usura e alle intemperie tant’è che col panno grosso di Casentino in tinta "bigia" nel Rinascimento si cucivano le spesse e ruvide tonache dei frati della Verna e di Camaldoli. Nei secoli successivi divenne il tessuto più richiesto per cucire tabarri, mantelli, cappe, ma anche ad uso dei barrocciai per coprire e proteggere i loro cavalli. Dalla fine dell’Ottocento poi questa particolarissima lana col ricciolo verrà utilizzata anche per confezionare giacconi e cappotti maschili (indimenticabili quelli a doppio petto nelle due classiche tinte, arancio e verde con martingala e collo di volpe, adatti per attività all’aperto come andare a caccia o montare a cavallo), espressione di un look classico, elegante e sportivo, tant’è che … di un bel cappotto Casentino era provvisto il guardaroba di Giacomo Puccini, Giuseppe Verdi e del barone Bettino Ricasoli!

E se all’inizio … si trattò di un errore (un uso improprio della rubia, colorante vegetale per il rosso da cui scaturì un rosso aranciato), le calde e avvolgenti tinte dell’arancio divennero il suo colore simbolo, che oggi insieme ad un’infinita varietà cromatica (dal bianco al giallo, al verde, viola, blu, nero, ecc.) continuano ad essere prodotte per capi moda ma anche per accessori a vantaggio di una clientela femminile e maschile moderna e sofisticata. A ottobre nel centro di Stia è aperto il Museo dell’Arte della lana inaugurato all’interno dello storico lanificio (attivo fino al 1985), ristrutturato grazie alla Fondazione Luigi e Simonetta Lombard e alla passione ed investimenti di Simonetta Lombard, fra le prime a introdurre le macchine tessili in Italia. Qui venivano prodotti  i panni militari di casa Savoia e per un certo periodo anche gli abiti dei soldati italiani. E sarà un’esperienza unica visitare i vari ambienti che un tempo accoglievano migliaia di lavoranti, con i vecchi telai, i filatoi ed altri macchinari dal sapore antico: lo scardasso, la cantra, l’orditoio, la lupa cardatrice esposti insieme ai libri mastri e alle foto d’epoca.

 

INFO: Museo dell’Arte della Lana,  via Giovanni Sartori, 2 – Stia (AR); orari di apertura: sabato dalle 15 alle 18 – domenica dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18; altri giorni su prenotazione 0575 582216 – 338/4184121

 

15:42 Scritto da: minobezzi1 in bella Italia | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: st, pa | OKNOtizie |  Facebook

24/11/2010

Massa Marittima (GR): Fra le stelle Michelin

Per la Guida Michelin 2011 sono due i nuovi due stelle: il ristorante Jasmin di Chiusa (Bz) e il ristorante Bracali di Massa Marittima (Gr).
Sono 32 i ristoranti che si sono aggiudicati la prima stella.
La provincia più stellata è Bolzano. Piemonte in testa per new entry. Nessuna per la Lombardia.
Notizia-lampo di Italia a Tavola

18:58 Scritto da: minobezzi1 in Toscana godereccia | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: mm, st | OKNOtizie |  Facebook

09/11/2010

Certaldo (FI): Stefano Zamponi


Il Consiglio direttivo dell’Ente Nazionale Giovanni Boccaccio, riunitosi a Firenze, ha ratificato il passaggio delle consegne alla presidenza dell’Ente. L’incarico di Presidente, ricoperto dal 2008 ad oggi da Maria Prunai Falciani - direttrice della Biblioteca Laurenziana che torna ad essere consigliere in qualità di rappresentante del Ministero dei Beni Culturali - è stato conferito al professor Stefano Zamponi, già consigliere dell’Ente in qualità di rappresentante dell’Università di Firenze.

Professore ordinario di Paleografia latina e Direttore del Dipartimento di Studi sul Medioevo e il Rinascimento presso l’Università degli Studi di Firenze, Zamponi è membro e direttore di importanti progetti e commissioni a livello regionale e ministeriale, nonché Presidente del Comité International de Paléographie Latine. Tra gli impegni che lo attendono nella veste di Presidente dell’Ente Boccaccio, l’organizzazione dell’attività scientifica e culturale promossa dall’Ente, che ha sede e fulcro delle attività nella Casa museo di Giovanni Boccaccio a Certaldo, ma anche e soprattutto l’organizzazione del programma per il “Settimo centenario della nascita di Giovanni Boccaccio”, che cadrà nel 2013.

“Ringraziamo Maria Prunai Falciani per il prezioso lavoro svolto in questi due anni, certi che continuerà a dare il suo apporto alle attività dell’Ente anche in futuro – ha detto a nome del Consiglio direttivo il sindaco di Certaldo, Andrea Campinoti – e facciamo i migliori auguri si buon lavoro al professor Zamponi, anche in vista degli importanti appuntamenti che ci attendono”.

“Ringrazio il Consiglio per la fiducia che mi ha accordato e mi impegnerò per proseguire ed ampliare le attività dell’Ente – ha detto Stefano Zamponi – ed in particolar modo per far sì che il settimo centenario della nascita di Giovanni Boccaccio possa diventare l’occasione per fare un bilancio sulla vita e le opere del grande letterato; un’occasione per la quale si dovranno superare le difficoltà economiche che in Italia affliggono il mondo della cultura e della ricerca, per dare all’autore, che con Dante e Petrarca è il padre della lingua italiana, il rilievo che la sua opera richiede”.

Stefano Zamponi è il settimo Presidente che si insedia, dal 1959, alla guida dell’Ente Nazionale Giovanni Boccaccio, dopo Ernesto Sestan (1959-1961), Carlo Pellegrini (1961-1975), Antonino Tagliarini (1976-1978), Giovanni Semerano(1979-1981), Francesco Mazzoni (1981–2001) Massimo Gennari (2002–2008), Maria Prunai Falciani (2008-2010).

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16/10/2010

Camaiore (LU): Studio1 al Lido

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05/10/2010

Aulla (MS): Ma che stazione è ?

I pedoni devono passare fra il cordolo di cemento e la striscia bianca

L’hanno inaugurata con tanto di esercito, marina militare e banda musicale il 23 gennaio del 2006.
Un quadro per chi non ci fosse mai stato: una stazione immensa lontana tre kilometri dal centro, una cattedrale nel deserto, con un ampio parcheggio, 5 binari, banchine kilometriche, un bar pizzeria ristorante degno di nota, ma nessuna sala d’attesa, soltanto qualche panchina in freddo metallo che nei mesi invernali non invita certo a sedersi, anche perché la collocazione è fra due grandi porte scorrevoli che si aprono con il metodo delle fotocellule, ossia ogni volta che ci passa vicino qualcuno, e non esiste riscaldamento. I bagni sono all’interno del bar pizzeria, introvabili.

Una donna nel punto più stretto del passaggio pedonale che conduce alla stazione di Aulla Lunigiana

Ad oggi, le navette che la collegano al centro sono rimaste quelle che erano state messe in corrispondenza con i treni da e per la Garfagnana che partivano e arrivavano alla stazione vecchia (dismessa da circa 2 anni), al di fuori di quegli orari l’alternativa per raggiungere il centro o per arrivare dal centro in stazione è: usare i piedi!!  

 Il tempo per arrivare in centro a piedi è di 25 minuti se in buona forma fisica, tutta strada asfaltata, sotto il sole d’estate, sotto la pioggia (a volte la neve) d’inverno e tra camion e auto sfreccianti (nelle foto si possono vedere alcuni passaggi non proprio sicuri).

Oppure si può svalicare la collina: è la via che preferisco, anche se di sera non è molto illuminata, c’è molto meno traffico…
Ma qualcosa è stato fatto nell’ultimo anno: nel primo pezzo di strada sono state messe le striscie pedonali e un passaggio pedonale che, quando si ricordano di tagliare l’erba, si vede!
Un giorno, d’estate, una ragazza, straniera, è scesa dal treno con uno zaino pesante, una turista. Si guarda intorno spaesata in questa grande stazione e intorno vede solo strade e colline, nessuno a dirgli dove si trova, e nemmeno la presenza tranquillizante di un autobus, c’è un taxi…ma è già occupato, e nel nostro bel paese condividere un taxi è un tipo di contaminazione che non osiamo ancora provare…
Come spiegare questa assurda situazione? Come farle capire che la Lunigiana è una splendida terra, accogliente e ospitale, nonostante queste lacune? Come farla innamorare della nostra terra e farla ripartire con un bel ricordo della Lunigiana? E fare in modo che ne parli nel suo paese con gli amici?
Difficile con queste premesse, ai suoi occhi sembra quasi che dei turisti a noi Lunigianesi non ce ne interessa, e alle amministrazioni e ai politici men che meno.

Ora mi chiedo, “Aulla Lunigiana” è un nome degno di una stazione del genere?

Simona Ferrari

Sotto il ponte della ferrovia il percorso si stringe, o si sale sul muretto o si accelera il passo...

 

i camion passano con una certa frequenza, e anche le auto, questo rende più pericoloso il passaggio sotto il ponte della ferrovia

 

 

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02/10/2010

Pistoia: As a Stone


Alis / Filliol
Rodolphe Delaunay
Adrien Missika
Bettina Samson

SpazioA gallery inaugura, la prima mostra della stagione con un progetto curato da Marianne Lanave're e Simone Menegoi.

Nell'Île-de-France, in una cava di sabbia, a mezza altezza sulla parete, si trovano delle concrezioni di arenaria silicea. Hanno l'apparenza di palmi o di palme, di mani semiaperte, di petali sgualciti. Irregolarmente intervallate, orientate nella stessa direzione, sono allineate in una specie di banco orizzontale discontinuo.
Le piu' allungate sembrano fatte di qualche materia fluida o friabile, all'improvviso indurita dal gelo e poi bucata qua e là dall'ostinazione di una stessa usura, che ha scavato da entrambi i lati una superficie offerta, fino a perforarla nel suo punto debole. Un gioco di forze, che avevano dalla loro parte il tempo, ha ammassato e alterato, ispessito e affilato quelle masse misteriose e perfette, che divulgano le loro leggi, ne contrassegnano e autentificano la necessità. Altri volumi, piu' potentemente convessi, oppongono uno scudo efficace a una pressione invisibile. Ve ne sono di quelle che, assottigliandosi o dispiegandosi nella parte posteriore, sembrano all'opposto plasmate dal loro lungo scansarsi. Una corrente sotterranea che e' filtrata attraverso la sabbia ha lentamente formato queste grandi lacrime di pietra, da sempre bloccate in una fuga disperata e immobile. Poiche' era l'acqua che fuggiva, e nel suo fuggire, giorno dopo giorno, secolo dopo secolo, portava con se' una sottile sostanza e la depositava su qualche povero ostacolo, che in tal modo continuava a rivestire e ad accrescere tramutandolo in una forma immortale. Molte delle piu' belle sculture moderne sono state trovate in questo giacimento. Erano li' da circa venticinque milioni di anni.
Roger Caillois, Pietre, 1966

Quando prendevo una pietra dalla tasca destra del cappotto, e me la mettevo in bocca, la rimpiazzavo nella tasca destra del cappotto con una pietra della tasca destra dei pantaloni, che rimpiazzavo con una pietra della tasca sinistra dei pantaloni, che rimpiazzavo con una pietra della tasca sinistra del cappotto, che rimpiazzavo con la pietra che avevo in bocca, non appena finito di succhiarla.
Samuel Beckett, Molloy, 1965

Busso alla porta della pietra.
– Sono io, fammi entrare.
Dicono che in te ci sono grandi sale vuote,
non viste, belle invano,
sorde, senza l'eco di alcun passo.
Ammetti che tu stessa ne sai poco.
Sale grandi e vuote – dice la pietra –
ma in esse non c'e' spazio.
Belle, puo' darsi, ma al di là del gusto
dei tuoi poveri sensi.
Puoi conoscermi, mai pero' fino in fondo.
Con tutta la mia superficie mi rivolgo a te,
ma tutto il mio interno e' girato altrove.
Wisława Szymborska, Conversazione con una pietra, 1962

E pietra fra le pietre, nella gioia del suo cuore ritorno' alla verità dei mondi inanimati.
Albert Camus, La morte felice, 1971

A as Stone prende avvio da un presunto equivoco: il tentativo di fare lo spelling di una parola utilizzando una lettera che la parola stessa non contiene. Una torsione che somiglia a quella che lega linguaggio e paesaggio, se consideriamo entrambi i concetti nella loro piu' scarna essenza.
Come la prima lettera dell'alfabeto rappresenta lo stato primo del linguaggio, cosi' la pietra e' un elemento in miniatura che vale per il paesaggio nella sua interezza.

I quattro artisti in mostra condividono questo doppio interesse per le forme ridotte del linguaggio e per il paesaggio in quanto entità frammentata e metonimica. Altre tematiche in gioco sono la relazione tra gli esseri viventi e il mondo inanimato, tra natura e cultura e infine quella che intercorre tra una cosa e la sua rappresentazione.

Il duo Alis/Filliol (Davide Gennarino e Andrea Respino) interroga il corpo e il volume, l'azione e il suo cristallizzarsi nello spazio. Occupare meno spazio possibile e' lo stampo per il calco del corpo rannicchiato di uno dei due artisti, realizzato dall'altro; Nero assoluto calco e' una fotografia in cui un frammento di roccia, dipinto di nero opaco, acquista l'apparenza di una lacuna, di una parte mancante dell'immagine stessa; Destro diritto, destro rovescio e' una coppia di guanti da lavoro abrasi, “scolpiti” dall'azione di trasportare delle pietre.

Traendo ispirazione dalla scienza popolare d'epoca premoderna, il lavoro di Rodolphe Delaunay utilizza oggetti esistenti, in particolare strumenti di misura, per impregnarli d'immaginazione allo scopo proporre una diversa percezione del mondo. Con un gesto retrofuturista che capovolge il cosmo su se stesso, un telescopio e' stato sostituito da un pezzo di selce. L'altra opera presenta l'edizione del 1872, della novella di Jules Verne De la Terre à la Lune et retour, la cui copertina si affaccia su uno specchio. Il titolo poco leggibile e invertito del libro, suggerisce un viaggio a ritroso verso la Terra.

Adrien Missika usa la fotografia senza adottare uno stile, un formato o una tecnica definiti, ma idealmente li abbraccia tutti, inseguendo una sintesi impossibile di cio' che e' la fotografia oggi. Un altro aspetto del suo lavoro riguarda il supporto fisico dell'immagine, la sua presentazione nello spazio. Ad A as Stone presenta una selezione di scatti dal suo archivio che toccano i temi del viaggio, dell'architettura e del paesaggio, e il video Twelve Spinning Stones, in cui alcune fotografie di superfici litiche sono state rielaborate digitalmente.

Il lavoro di Bettina Samson intesse relazioni inaspettate tra eventi storici, scoperte scientifiche, letteratura e cinema di fantascienza. Le due stampe Nuclear Dust mostrano i raggi invisibili emessi da polvere radioattiva, lasciata per sbaglio su una pellicola fotografica, durante gli esperimenti dell'artista con le pietre pechblende.
La scultura Llano del Rio pop up (Ozymandias) propone un parallelismo entropico tra una comunità socialista degli anni Venti del XIX secolo e l'esperienza di Aldous Huxley nel medesimo deserto 40 anni dopo.

Gli artisti

Il duo Alis / Filliol e' stato costituito nel 2007 da Davide Gennarino (1979, vive a Torino) e Andrea Respino (1976, vive a Torino). Entrambi gli artisti sono diplomati in scultura all'Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, ed entrambi fanno parte del collettivo di artisti Diogene. Fra le mostre personali recenti: Calco di due corpi in movimento nello spazio, Cripta747, Torino; Paesaggi a scavare, blank, Torino; Testa di sirena urlante, MARS, Milano, tutte del 2010.

Rodolphe Delaunay (1984, vive a Parigi) si e' diplomato all'accademia d'arte di Parigi nel 2008. Mostre recenti: Salon de Montrouge nel 2009 e Galerie Fre'de'ric Lacroix, Parigi, nel 2010. Nel 2011 parteciperà alla mostra collettiva Le Monde Physique presso l'art centre Galerie Contemporary di Noisy-le-Sec. Le sue opere sono esposte in Italia per la prima volta.
http://rodolphe.ultra-book.org

Adrien Missika (1981, vive a Ginevra e Parigi) si e' diplomato all'Ecole Cantonale des Beaux Arts di Losanna. Insieme a Jeanne Graff, Ste'phane Barbier Bouvet e Benjamin Valenza dirige lo spazio espositivo 1m3, Losanna. Mostre recenti: PresentFuture, Artissima, Torino, 2009; Veduta, la Rada, Locarno, 2010; Capitain Cook's Grave, Blancpain Art Contemporain, Ginevra, 2010.
http://www.adrienmissika.com

Bettina Samson (1978, vive a Parigi) si e' diplomata nel 2003 all'accademia di Lyon. Mostre personali recenti: 2009 art centre La Galerie Contemporary di Noisy-le-Sec e Palais de Tokyo, Parigi, dove di recente ha partecipato anche a Dynasty. Le sue opere sono esposte in Italia per la prima volta.
http://www.documentsdartistes.org/artistes/samson

Immagine: Alis/Filliol, Nero assoluto calco, 2010, stampa fotografica, 30x20 cm

Inaugurazione: sabato 2 Ottobre 2010 ore 18.00

SpazioA gallery
via Amati, 13 Pistoia 51100
dal lunedi' al venerdi' 15.30 – 19.30 e su appuntamento
Ingresso gratuito

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10:04 Scritto da: minobezzi1 in arte contemporanea | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: pt, st | OKNOtizie |  Facebook

22/09/2010

Pistoia: Stefano Bartezzaghi

Scrittori_giocatori.pub

Il mega cruciverba più impegnativo della “Settimana Enigmistica? Ha senza alcun dubbio la firma del ben noto Stefano Bartezzaghi. Enigmista e scrittore contemporaneo, c’ha fatto dannare con le sue definizioni astruse e incomprensibili e c’ha divertito con le sue numerose pubblicazioni. Fa tappa a Pistoia proprio venerdì 24 settembre e presenta il suo nuovo libro dal titolo “Scrittori giocatori” edito da Einaudi. E per uno che giocatore lo è per lavoro, non potevano mancare anche in questo volume palindromi e anagrammi con i quali cimentarsi. Introdurranno l’incontro Paolo Albani e Roberto Morassi. Da segnalare che il libro che verrà presentato in quest’occasione è stato catalogato con il numero di inventario 200.000, pertanto Bartezzaghi festeggia questo traguardo insieme ai lettori e ai curiosi a partire dalle ore 17 presso l’auditorium Tiziano Terzani.

Linda Meoni per pistoialife

18:25 Scritto da: minobezzi1 in letteratura | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: pt, st | OKNOtizie |  Facebook

29/08/2010

Figline Valdarno (FI): Sting apre bottega

 

Sting ha aperto un punto vendita per commercializzare i prodotti biologici che coltiva nella sua tenuta di Figline Vadarno, nel Chianti fiorentino e per farlo ha allestito un buffet di degustazione, mentre musicisti e cantanti intrattenevano il pubblico tra versi di Dante e canzoni popolari toscane.

Il cantante è arrivato all’incontro con i giornalisti in bicicletta, accompagnato dalla moglie Trudie Styler, che si è detta “innamorata dei luoghi, della campagna toscana, del cibo italiano e dell'accoglienza della gente”. La coppia si è fermata a lungo a parlare con il sindaco e i vicini, stringendo le mani alle persone accorse per incontrarli. Poi Sting ha risposto alle domande dei giornalisti, con anche una battuta a proposito del rapporto tra cibo e musica perché “se non mangio non posso suonare”.

Il nuovo punto vendita si trova all’interno della tenuta del cantante, costituita da due casolari riammodernati, nella frazione di Ponte agli Stolli, dove l’ex Police ha comprato la tenuta del Palagio e i terreni dell'ex fattoria Serristori con case coloniche e 200 ettari di vigne, uliveti, pascoli e boschi. Nel complesso l’azienda si estende per più di 300 ettari e dà lavoro ad una quindicina di persone.

La tenuta di Sting produce miele di acacia, castagno e di melata, olio extravergine, verdure di campo, salumi di cinta senese e vino, venduti, finora, soprattutto in Inghilterra. 

Sting e la consorte erano a Cortona per recitare nella performance Twin Spirits, dedicata alla tormentata storia d'amore tra Robert Schumann e la pianista Clara Wieck.

Laura Vergani per Lavoce

09:48 Scritto da: minobezzi1 in cittadini che si fanno onore | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: fg, st | OKNOtizie |  Facebook

25/08/2010

Arezzo: La statua del Petrarca

Petrarca: una statua rimessa a nuovo sotto l'occhio delle telecamere

“Un documento dell’inciviltà di questo secolo”.

Il Sindaco Fanfani ha presentato così la statua di Francesco Petrarca letteralmente devastata dalle scritte e danneggiata in alcune sue parti. Un “documento”, quello al Prato, che si prepara a tornare a nuova vita con il bianco splendore del marmo di Carrara grazie a Confartigianato Imprese che ne curerà ripulitura e restauro, rendendo così omaggio alla città di Arezzo che ospiterà il suo Festival nazionale della Persona dal 23 al 25 settembre.

arezzonotizie

 

10:29 Scritto da: minobezzi1 in arte antica e moderna | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: ar, st | OKNOtizie |  Facebook

Firenze: Stefano Chioccioli

Stefano Chioccioli, fiorentino, agronomo ed enologo di vaglia, è in Versilia per gli ultimi giorni di vacanza. Sta prendendo la rincorsa in vista di numerosi impegni. Calabria, Slovenia, Sicilia, Ungheria e pure la Georgia dove è in procinto di firmare una consulenza per un nome autorevole di questo lontano Paese che è un po’ la culla del vino. In Sicilia poi quella del 2010 sarà la prima vendemmia per Firriato, cantina tra le più importanti della regione. Proprio per Salvatore e Vinzia Di Gaetano ha curato l’impianto di Favignana, l’unico nelle Egadi, da cui i titolari della cantina di Paceco si attendono moltissimo e la produzione di bollicine con Nerello Mascalese, metodo classico, probabilmente pronte per il prossimo Vinitaly.

Chioccioli, bollicine mon amour?
«In vacanza sicuro. Mi porto sempre le bollicine. Una selezione di spumanti, champagne, dai Colli Lesini a quelle di Castello di Meleto, di Baracchi. In attesa dei siciliani».

Qualche di giorno di vacanza? Stai prendendo la rincorsa?
«Andrò presto all'estero, il mio primo figlio si è laureato in enologia. Lo accompagnerò in Francia, ma dovrò andare anche in Ungheria per Sausa, un’azienda che ha vigneti sia nel Sud che nella zona del Tokai. E poi in Slovenia, nella Stiria dove vengono fuori Sylvaner e Pinot Grigio di tutto rispetto».

Non male come impegni...
«Sì e c’è anche la Georgia. Spero di concludere con una cantina da 850 ettari di vigneto».

La culla del vino?
«Sì, decisamente. Loro utilizzano le anfore, uno strumento che mi intriga molto. E poi fanno ottimi spumanti».

Tornando in Italia come lo vedi il clima a ttorno al vino?
«Ancora non siamo arrivati al fondo della crisi. Purtroppo c'è una produzione in eccesso rispetto ai consumi e alle reali prosettive del vino italiano nel mondo. Con la fine della distillzione obbligatoria e lo stoccaggio a lungo termine cambia tutto. C'è il consumo reale quello vero che costringerà a riequilibrare l'offerta e la domanda. In Sicilia ho visto molti vigneti abbandonati. Anche in Emilia Romagna c’è lo stesso problema con gli incentivi per l’estirpazione».

Non tutti sopravviveranno...
«È il momento della selezione. Quelli che stanno scomparendo sono i piccoli produttori che hanno affacciato la testa sul mercato da pochi anni. I marchi forti stanno invece riprendendo posizioni sul mercato abbassando i prezzi».

In Sicilia e in Calabria?
«In Calabria il consumo interno è calato molto negli ultimi 3-4anni. Di  vini d’eccellenza se ne vendono poche bottiglie invece stanno prendendo quota i vini territoriali fatti bene ma con prezzi bassi, spesso però troppo bassi per la produzione. Chi produce uva non può venderlo a tre euro. Molte aziende chiuderanno».

In Sicilia?
«La stessa cosa. Grandi nomi fanno fatica ad andare avanti».

E nell'Isola come arriva alla vendemmia 2010?
«Il versante occidentale ha avuto problemi di carattere sanitario per contrastare oidio e peronospora. Però quest’anno i siciliani hanno reagito prontamente rispetto a tre anni fa».

Progetti futuri?
«Bianchi con lunghe macerazioni sulle bucce, puntare di più sull’alberello, vedi Firriato a Favignana, e conoscere meglio l’Etna. Dove ci sono vini di grande complessità e mineralità».

F. C. per cronachedelgusto

 

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23/08/2010

Montecarlo (LU): Nuovo stemma

Vittorio Fantozzi con la nuova bandiera

Ia­co­po Laz­za­re­schi Cer­vel­li per loschermo

Sim­bo­li della no­stra sto­ria: il sin­da­co di Mon­te­car­lo Vit­to­rio Fan­toz­zi «ri­sco­pre» l’an­ti­co em­ble­ma del suo Co­mu­ne. In­fat­ti in­sie­me alla ban­die­ra i­ta­lia­na e a quel­la eu­ro­pea, per an­nun­cia­re l’im­mi­nen­za dei fe­steg­gia­men­ti tra­di­zio­na­li del set­tem­bre, in que­sti gior­ni si vede sven­to­la­re nel cen­tro sto­ri­co di mon­te­car­lo una ban­die­ra nuova e an­ti­ca nello stes­so tempo.

Su campo blu quat­tro ca­te­ne de­cus­sa­te con­giun­te in un a­nel­lo cen­tra­le, sto­ri­ca­men­te sim­bo­lo a­ral­di­co della fa­mi­glia Al­ber­ti di Fi­ren­ze che dette la vi­ca­ria a Mon­te­car­lo in­tor­no al se­di­ce­si­mo se­co­lo, è stato uf­fi­cial­men­te il sim­bo­lo di Mon­te­car­lo fino al 1891 quan­do, non senza po­le­mi­che come nar­ra­no le cro­na­che, fu so­sti­tui­to dall'at­tua­le stem­ma della pan­te­ra d'oro ram­pan­te in campo az­zur­ro con la spada nella zampa de­stra.

"La vo­lon­tà di re­cu­pe­ra­re l'an­ti­co e per molti au­ten­ti­co stem­ma del no­stro borgo era un'idea in cir­co­lo da tempo, quan­do an­co­ra ero as­ses­so­re - af­fer­ma il Sin­da­co Vit­to­rio Fan­toz­zi - e ab­bia­mo colto l'oc­ca­sio­ne della nuova co­reo­gra­fia del cen­tro per svi­lup­pa­re una ban­die­ra che rap­pre­sen­tas­se la sto­ria e l'i­den­ti­tà di Mon­te­car­lo. Con il sup­por­to dei più il­lu­stri sto­ri­ci e  cul­to­ri della sto­ria che Mon­te­car­lo ha la for­tu­ne di avere, come Gior­gio Tori, Ser­gio Nelli e Gior­gio Pie­rac­ci­ni,  nel no­stro borgo ab­bia­mo i­dea­to que­sta u­nio­ne di pas­sa­to e pre­sen­te dove la no­stra pan­te­ra con spada è in­ca­sto­na­ta dalle ca­te­ne degli Al­ber­ti".  

"Ci siamo i­spi­ra­ti, come già per il gon­fa­lo­ne del grup­po sto­ri­co mon­te­car­le­se, a re­cu­pe­ra­re l'an­ti­co stem­ma – con­ti­nua il primo cit­ta­di­no -. Mon­te­car­lo, come altre real­tà che pre­sen­ta­no ef­fi­gi le cui ra­di­ci af­fon­da­no nell'epoca me­die­va­le, man­ca­va di una ban­die­ra che ne i­den­ti­fi­cas­se  l'in­te­ro per­cor­so della pro­pria sto­ria. Que­sta prima ver­sio­ne, certo non de­fi­ni­ti­va, è un ul­te­rio­re passo teso al re­cu­pe­ro della no­stra i­den­ti­tà, anche per quel­lo che ri­guar­da le im­ma­gi­ni e i sim­bo­li ".

Il nuovo em­ble­ma usato su ban­die­re, a quel­lo che ci sem­bra ca­pi­re, af­fian­che­rà lo stem­ma tra­di­zio­na­le del Co­mu­ne ormai sto­ri­ciz­za­to, che può es­se­re mu­ta­to solo con un de­cre­to della pre­si­den­za del Con­si­glio dei mi­ni­stri. Una stra­da, quel­la ri­per­cor­sa dal sin­da­co Fan­toz­zi, che do­vreb­be es­se­re se­gui­ta anche dalla Pro­vin­cia di Lucca. L'ente "erede" dell'an­ti­ca Re­pub­bli­ca di Lucca a no­stro av­vi­so do­vreb­be rim­pos­ses­sar­si dell’an­ti­co em­ble­ma ter­ri­to­ria­le luc­che­se: lo stem­ma az­zur­ro bar­ra­to con il motto LI­BER­TAS in oro.

Non oc­cor­re­reb­be mu­ta­re l'at­tua­le stem­ma con la pan­te­ra, anch'esso sto­ri­ciz­za­to, ma sa­reb­be suf­fi­cien­te re­gi­stra­re e u­ti­liz­za­re l'an­ti­co in de­ter­mi­na­te oc­ca­sio­ni sto­ri­che o cul­tu­ra­li. Sa­reb­be un modo per ce­le­bra­re le tra­di­zio­ni la terza e più lon­ge­va fra le an­ti­che re­pub­bli­che i­ta­lia­ne, che fu cer­ta­men­te un'o­li­gar­chia ma che non fu ca­ret­te­riz­za­ta da go­ver­ni au­to­ri­ta­ri, bensì da as­sem­blee le­gi­sla­ti­ve ed e­se­cu­ti­ve che sep­pe­ro man­te­ne­re per quat­tro­cen­to anni, l'au­to­no­mia dello Stato pace so­cia­le con prov­ve­di­men­ti da wel­fa­re state ante lit­te­ram.

 

Lo stemma della Repubblica di Lucca (1370-1799) http://segnidellauser.blogspot.com/

09:02 Scritto da: minobezzi1 in grandi manovre | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: mc, st | OKNOtizie |  Facebook

06/08/2010

Massaciuccoli (LU): Stelle e Archeologia

 

16:23 Scritto da: minobezzi1 in natura amica | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: mc, st | OKNOtizie |  Facebook

Stia (AR): Al Museo dell'Arte della Lana

 

11:12 Scritto da: minobezzi1 in bella Italia | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: st, ar | OKNOtizie |  Facebook

04/08/2010

Cortona (AR): Sting

L’eclettico festival di Cortona, una delle più affascinanti piccole città d’arte italiane, ricca di spazi intimi e scenografici che esaltano il talento degli artisti e incantano il pubblico, per questa nuova edizione mette in campo ospiti internazionali e nazionali aperti a linguaggi e stili diversi e disposti a misurarsi con repertori non convenzionali.
Lo scambio tra discipline che trovano forme insolite per dialogare appare così sempre  più uno dei fili conduttori del festival fondato otto anni fa da Barrett Wissman, il quale ha sempre creduto nell’eterogeneità degli artisti così come del pubblico.
Ed è stato proprio Barrett Wissman quest’anno ad avere voluto Sting a Cortona. “Sting ha collaborato spesso con musicisti classici ed è recentissima l’uscita  del nuovo album in cui reinterpreta i suoi più grandi successi riarrangiati in chiave sinfonica. Ammiro la sua natura “avventurosa” e anche per questo l’ho invitato al Tuscan Sun Festival”. E forse non a caso, anche per questo particolare rapporto tra il fondatore del festival e la rock star, che Wissmann, pianista diplomato alla Chigiana, si è ritagliato un piccolo ruolo nello spettacolo esibendosi al pianoforte.
E’ una data clou, quindi, al Tuscan Sun Festival 2010 quella del 5 agosto con l’icona del pop e sua moglie in scena a Cortona con Twin Spirits, Anime Gemelle, in due diverse rappresentazioni: la prima alle ore 14.30, la seconda alle ore 21.00.
Al Teatro Signorelli l’opera vedrà la partecipazione di due strumentisti di eccezione, al violino il virtuoso Joshua Bell e al violoncello Nina Kotova, affascinante musa ispiratrice del Festival. E ancora nell’ensemble, i pianisti Natasha Paremski e Barrett Wissman; il baritono americano John Chest nella parte di Robert Schumann e il soprano Laura Claycomb in quella di Clara Wieck. La narrazione è affidata al leggendario attore e regista inglese Charles Dance.
 

INFO www.tuscansunfestival.com <http://www.tuscansunfestival.com/>
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Tel: 0575.606887
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03/08/2010

Castelnuovo Garfagnana (LU): Claudio Stefanini


L’immagine del manifesto e dell’opuscolo del calendario venatorio 2010-2011 è stata realizzata da Claudio Stefanini, membro della Polizia Povinciale di Lucca con l’hobby della pittura, che viene ringraziato dal presidente della Provincia di Lucca, Stefano Baccelli e dall’assessore provinciale alla Caccia, Alessandro Adami, per aver gentilmente concesso l’uso dell’opera.

Stefanini ha partecipato a numerose mostre e concorsi, anche internazionali, dove ha ricevuto gratificazioni personali e professionali. L’opera utilizzata è ‘La Solitudine’, che, con le sue atmosfere, accompagna molto bene il calendario. La stampa dell’opuscolo e del manifesto, che sarà distribuiti ai cacciatori e alle associazioni venatorie, sono stati finanziati dalla Regione, attraverso un bando.

12:16 Scritto da: minobezzi1 in cittadini che si fanno onore | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: cg, st | OKNOtizie |  Facebook

09/07/2010

Prato: Gli stati generali del turismo

Parola d'ordine: fare squadra. La promozione turistica di un territorio per essere sempre più efficace e vincente necessita dell'azione sinergica di enti, operatori e associazioni. E' questo in estrema sintesi il quadro emerso dalla giornata di studi che si è tenuta giovedì al Museo del Tessuto di Prato. L'appuntamento con gli Stati generali del Turismo di area metropolitana, che ha visto la partecipazione di una platea gremitissima e che è stato inaugurato dall'assessore regionale al Turismo Cristina Scaletti, è una delle tappe del recente accordo siglato fra le Province di Firenze, Prato e Pistoia, che per la prima volta si muoveranno insieme proponendo con l'area metropolitana un bacino di offerta ideale per catturare il turista fino al 2012. Gli interventi di amministratori e operatori del turismo hanno fatto il punto sia sul protocollo d'intesa che sulle prossime strategie di promozione.

Il turismo toscano deve essere pioniere nell'agganciare la competitività alla sostenibilità, lo strumento principe della promozione sarà il web, perché il nostro interlocutore oggi è un viaggiatore che costruisce la propria vacanza sempre meno dentro le agenzie e sempre più su internet - ha detto l'assessore regionale Cristina Scaletti – Altro strumento efficace è senz'altro l'unione delle forze. E di fronte alla drammatica manovra di Governo che ci costringerà a tagli consistenti, la concentrazione di risorse e obiettivi può darci la possibilità di mantenere la qualità che vogliamo”.

La dimensione metropolitana è ideale per affrontare i problemi, anche quelli del turismo – ha spiegato poi l'assessore della Provincia di Firenze Giacomo Billi – Quello che ci serve è una governance dimensionata su un territorio che possiamo definire il 'cuore della Toscana'. Entro il 2010 sarà pronto il piano turistico metropolitano triennale perché fare sistema nei prossimi anni farà la differenza”.

Integrazione di funzioni e punti di eccellenza ben sfruttati è questo il nocciolo dell'accordo fra le tre Province – ha aggiunto la presidente pistoiese Federica Fratoni – L'intenzione è di far emergere settori che risultano in crescita e di valorizzare le peculiarità ma in un contesto ampio che ottimizzi impegni ed obiettivi anche sulle infrastrutture”.

Aggregazione non solo fra enti ma anche fra operatori economici. E' questa una delle chiavi di successo dell'accordo di area metropolitana – ha detto l'assessore della Provincia di Prato Antonio Napolitano – I partner privati hanno il compito della definizione e della commercializzazione del prodotto turistico. A Prato le sfide del 2011 saranno l'istituzione del cineporto e lo sviluppo di Gonfienti come perla turistica”.

IL PROTOCOLLO - L'accordo recentemente siglato fra Firenze, Prato e Pistoia stabilisce alcuni punti fermi sia sui segmenti turistici di valore metropolitano da privilegiare per la promozione, sia sui mercati a cui rivolgere in particolare la propria attenzione. La partenza è il consolidamento della governance metropolitana con attori (non solo pubblici, ma anche privati e rappresentanti delle categorie e della società civile) che interagiscano per condividere strategie e selezionare priorità in una prospettiva di medio-lungo periodo. Fra le priorità i segmenti turistici su cui la strategia metropolitana verrà messa alla prova con l'obiettivo di vendere il prodotto più che la destinazione turistica. Anzitutto gli itinerari etruschi e dell’arte contemporanea comuni ai tre territori provinciali, con una sottolineatura per il lancio del sito di Gonfienti. E poi turismo scolastico, sportivo e ambientale, congressuale, termale e turismo accessibile con le problematiche dei turisti diversamente abili e della sostenibilità ambientale.

LE STRATEGIE - Si punta in modo mirato al mercato italiano, ma anche alla Germania, Regno Unito e nord Europa (Scandinavia e Benelux), nord America (Usa e Canada), e quelli emergenti (Cina, India). Le tre Province insieme parteciperanno alle fiere di Goteborg (Svezia), Madrid e Mosca e per la prima volta affronteranno l'est europeo. Mentre in ambito nazionale già da settembre partiranno delle iniziative di viral marketing (o non convenzionale) nelle grandi città del nord Italia. Fra gli interventi degli operatori del turismo presenti in sala è emerso un altro fattore determinante per le prossime campagne di comunicazione, la necessità di orientare l'approccio individualizzato al cliente attraverso la rete. Internet consente infatti di fornire maggiori servizi e nello stesso tempo di raccogliere utili informazioni che permettono di conoscere meglio i clienti e i loro comportamenti.

Contributi al dibattito sono arrivati anche dall'assessore al Turismo del Comune di Prato, Anna Beltrame, e dalla Camera di Commercio di Prato con Catia Baroncelli. Mirco Lalli di Fondazione sistema toscana, Ermanno Bonomi della Regione Toscana e del giornalista Francesco Oriolo. Presenti anche i rappresentanti delle associazioni di categoria.

 

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