Un intervista a Stefano Landi, uno dei maggiori esperti del settore, tratta da http://redacon.radionova.it/ in occasione di un convegno svoltosi a Castelnuovo né Monti nel Parco dell’Appennino reggiano.
Opportunità del turismo oggi….. “Le opportunità per il turismo ci sono. Per quanto il nostro Paese stia vivendo la crisi, così non è per il settore del turismo che cresce a un ritmo impensabile. Dati alla mano, abbiamo opportunità da cogliere. C’è un’evoluzione in atto: il 57% dei turisti (48% la media europea) sta facendo vacanze a ‘chilometri zero’, ovvero spostandosi di poco. Questa percentuale sale al 68% nel Nord Ovest, dove c’è la prevalenza a spostarsi nella medesima regione. E’ un fenomeno legato al fatto che il turista:
a) tende a fare vacanze più brevi ma più numerose durante l’anno
b) presta maggiore attenzione alle offerte locali
c) c’è minore disponibilità alla spesa (siamo in crisi) e quindi si guarda proprio al locale”
“Questa tendenza – ha proseguito Landi – ci accomuna a quanto avviene nel resto dell’Europa. Inoltre, notiamo che ci sono molti italiani fuori, ma che tendono a tornare prima o poi, ogni anno, o almeno una volta nella vita nei luoghi di origine: questo è un turismo ‘prigioniero’, certo, una grossa potenzialità”.
Come cambia la richiesta turistica?
“C’è una frammentazione delle proprie vacanze. Il primo dato di cui disponiamo del 1959 ci dice che allora erano il 12% gli Italiani che andavano in vacanza, oggi sono il 50-55%. Ebbene abbiamo assistito al sorpasso delle micro vacanze rispetto alle vacanze lunghe – quella che qui è chiamata ‘villeggiatura’ ndr – per cui ci sono state richieste per 56 milioni di notti di minivacanze (da 1 a 3 notti di permanenza) rispetto ai 51 a lunga (18% la media europea, contro le 48% brevi)”.
Quali i periodi delle micro vacanze?
“Non nei mesi centrali, anche qui la novità è che stiamo assistendo a una spalmatura nei diversi mesi dell’anno, in particolare a primavera. Gli indicatori del traffico autostradale di rientro alla domenica sera, in questo senso, sono abbastanza emblematici nell’indicare i luoghi frequentati dai turisti delle microvacanze”.
Quale è il metodo col quale oggi si scelgono questi soggiorni brevi?
“Oggi il consumatore si muove senza prenotazione, quindi cerca alloggi privati, infine si sposta con mezzi propri. Le vacanza la sceglie informandosi prevalentemente con internet, perché è uno strumento immediato e ci dice anche che tempo fa. Ma su internet ci si informa, ma non si acquista siamo ancora diffidenti verso questo strumento che, per altro, ancora sicuro non è”.
Come è questo consumatore tipo?
“E’ prevalentemente giovane, di diversa estrazione sociale, dagli operai ai laureati, disposto a fare anche più di 5 vacanze brevi l’anno. Sono turisti sempre meno sprovveduti, più esperti e con voglia di prodotti differenti”.
E le strutture ricettive?
“Si stanno adeguando: cito l’esempio dei centri benessere che, ad esempio, stanno imparando a tenere i prezzi più alti non solo nella bella stagione, ma nei week end durante l’anno. Questo, però, comporta che occorra sapersi organizzare per far fronte al mare di richieste ed e-mail che arrivano. Inoltre occorre sapere fornire davvero una offerta turistica differenziata, pari a quanto chiesto: ecco i prodotti per il futuro”.
Cosa cambierà? “Beh, partiamo da sfatare la convinzione che dobbiamo fare restare i turisti più a lungo, perché non è questo che ora il mercato chiede”.
L’Appennino reggiano?
“Avete diversità storiche e di incrocio di esperienze diverse. Certo bisognerà darsi un nome, una marca, perché è così che si vende il turismo: i prodotti turistici sono forti se alle spalle c’è una forte identità”
Le difficoltà?
“Il consumatore non legge più un'unica fonte per informarsi, ma utilizza moltissimi canali. C’è uno
strumento diverso, quasi, per comunicare ad ognuno. E’ una bella sfida. Tant’è che si parla di programmi personalizzati per ogni cliente!”.
Impossibile fare promozione turistica allora?
“No, dobbiamo ragionare su come aggregarci per portare a casa buoni risultati”.
ottopassi

Promosso da Confesercenti, si è svolto un incontro tra gli albergatori del Valdarno aretino e fiorentino. Incontro dal quale è nato un gruppo di lavoro che costituirà un’associazione tra gli albergatori con l’obiettivo di presentare alle amministrazioni locali proposte utili per promuovere e rilanciare il turismo in Valdarno.