10/11/2010

Pisa: Miss Uragano

Maria Cristina Famiglietti effettuerà una  lettura pubblica  di alcuni brani tratti dal romanzo di Paolo Ciampi, Miss Uragano. La donna che fece l'Italia.
L'incontro si terrà venerdì 19 novembre, alle ore 17, presso la Sala Convegni di San Michele degli Scalzi a Pisa (zona Piagge). L'incontro è promosso dall'Associazione Culturale Dannunziana di Pisa.
Maggiori informazioni, al numero 320-8839262.

 

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18/06/2010

Arezzo: Urbact

'Urbact - rete CityRegion.Net'

AREZZO - È l’assessore alle politiche comunitarie del Comune di Arezzo Alessandro Caporali a dirigere i lavori del convegno che si tiene a palazzo comunale giovedì 17 e venerdì 18 giugno dal titolo “Urbact - rete CityRegion.Net”.
Dietro a questa sigla in inglese c’è un programma e una rete di città europee. Arezzo è tra esse. Il primo si chiama “Urbact II” ed è un programma di cooperazione interregionale finanziato dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale per favorire lo scambio di esperienze tra città europee diffondendo le conoscenze acquisite in materia di sviluppo urbano sostenibile.
Le 9 città europee sono: Graz, la capofila, Czestochowa, Chalons en Champagne, Oradea, Kielce, Trikala, Monaco, Zurigo e, appunto, Arezzo: tra di loro, l’obiettivo è approfondire la tematica dello sviluppo urbano attraverso lo scambio di buone prassi e soluzioni sostenibili per la gestione del territorio.
“Il convegno permette all’amministrazione comunale – ha sottolineato l’assessore Alessandro Caporali – di illustrare agli ospiti provenienti da tutta Europa, l’esperienza del PIUSS che ha visto il nostro Comune collocarsi al primo posto nell’ambito del bando regionale, finanziato anch’esso con risorse provenienti dall’Unione Europea, grazie a un progetto organico di città policentrica, dove l’urbanistica sostenibile e la creazione di poli di attrazione culturale sono i due asset strategici.
Al convegno tratteremo dunque 3 tematiche: il modello di concertazione dei vari livelli di governo in Toscana nella definizione delle politiche urbane; il tema della mobilità comunale, provinciale e regionale; l’esperienza specifica del finanziamento comunitario dei PIUSS regionali con particolare attenzione a quello aretino. Posso dire con orgoglio che la nostra città è in grado di offrire, specialmente su questo ultimo punto, un’esperienza importante ai nostri partner europei”.
I primi a prendere la parola, giovedì 17 giugno, sono i rappresentanti della città austriaca di Graz seguiti da Paolo Baldi della Regione Toscana, Claudio Calvaresi del Politecnico di Milano, Giuseppe Cesari, direttore dell’ufficio politiche comunitarie del Comune di Arezzo. Pomeriggio destinato alla trattazione dei temi della mobilità con il Memorario regionale dei treni, relatore Adriano Poggiali della Regione Toscana, e il PUM di Arezzo, relatore l’ingegnere Roberto Bernardini del Comune di Arezzo.
Venerdì 18 giugno, al mattino occhi puntati su cooperazione regionale, con relatori Albino Caporale della Regione Toscana, Marco Cremaschi dell’università Roma 3 e ancora Claudio Calvaresi, sul PIUSS mentre nel pomeriggio spazio alle esperienze di Chalons en Champagne, Kielce e Zurigo. Per tutti, appuntamento al prossimo meeting di Czestochowa, in Polonia, introdotto a conclusione dei lavori.

Arezzoweb

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03/12/2009

Santa Croce sull'Arno (PI): L'Urbanina ad emissioni zero

Sarà presentato sabato 5 dicembre 2009 alle ore 17 presso la Sala Giovanni XXIII, in piazza Matteotti a S. Croce sull'Arno il volume a cura di Giancarlo Andreanini “La nostra Urbanina – Avanguardia d'altri tempi”, edito da Edizioni Movimento Shalom.

Il libro, scritto a più mani da un gruppo di lavoro formato da progettisti, ingegneri esperti e portatori di memoria storica, vuole riaffermare la paternità di un progetto audace quanto avveneristico per i tempi in cui è nato, frutto della mente di alcuni “geni” toscani, trai quali Narciso Cristiani, padre del fondatore del Movimento Shalom Mons. Andrea Pio Cristiani e sviluppato grazie soprattutto alla lungimiranza del marchese Pier Girolamo Bargagli Bardi Bandini, filantropo e mecenate toscano dei primi anni '60.

La pubblicazione è frutto del lavoro di diverse persone: da Mons. Andrea Pio Cristiani e Aimone Cristiani, figli di Narciso, alla marchesa Letizia Bargagli insieme con la sorella Cristiana Frescobaldi Bargagli, figlie del marchese  Pier Girolamo Bargagli; dal Sindaco di Santa Croce s/Arno Osvaldo Ciaponi a Giancarlo Andreanini che ha raccolto e ordinato la documentazione storica; da coloro che collaborarono all'antico progetto (Italiano Fraccari, Ivano Ragoni, Ing. Enrico Micheletti) al gruppo di amatori di auto d'epoca che hanno come riferimento Luciano Rinaldi e i fratelli Bruno e Giuliano Tamburini, oltre al prof. Alberto Pallavisini che ha curato la veste grafica e corretto le bozze in collaborazione con Marco Galgani di Avantart.

L'Urbanina può essere definita come la prima city-car ad emissioni zero prodotta in serie, seppur in soli 200 esemplari, un'auto elettrica con l'abitacolo pivotante a 360 gradi nata per l'uso cittadino ma che era anche perfettamente a suo agio negli spostamenti estivi in campagna e nei luoghi di villeggiatura. Un progetto d'avanguardia, nato in un'epoca dove il petrolio (e quindi il motore a scoppio) non avevano antagonisti e, quando questi spuntavano, venivano messi subito da parte in nome di un progresso che noi tutti, oggi, sappiamo a quali conseguenze ambientali ed energetiche ha portato.


Il marchese Bargagli e il meccanico Narciso Cristiani pensarono per primi ad una vetturetta da città, con motore elettrico e cabina ruotante per poter scendere anche negli spazi più stretti, con un aspetto più simile ad una portantina ottocentesca che a una vera e propria automobile. Prima la dotarono di un motorino a scoppio a sviluppo orizzontale e dal ridotto ingombro per poter trovare collocazione sotto il pianale rotante, quello della Lambretta 175 Innocenti, ma il passo immediatamente successivo fu quello di pensare ad un propulsore elettrico, una serie di comuni batterie al piombo sul cui inadeguato rendimento in termini di potenza e autonomia si arrovellarono per anni giungendo a risultati per quei tempi accettabili (circa 70 Km orari di velocità massima e 150 Km di autonomia). Occorrevano all'epoca approfondimenti, mezzi e disponibilità finanziarie, occorreva soprattutto un interesse diverso a livelli decisionali alti. Invece, come spesso succede quando l'accoglienza è molto calorosa, dopo un breve entusiastico successo (presenza al Salone di Torino nel '66, a Montreal, una festosa turnée lungo il Tirreno da Montecarlo alla Sicilia, l'interessamento di Fiat e di Mercedes - che arriva ad offrire iperboliche cifre per comprare la licenza - le svariate omologazioni e i brevetti ottenuti) tutto cade nel silenzio generale. Qualche anno più tardi, agli inizi degli anni '70, Zagato ne acquista i brevetti e inizia la produzione di serie, cambiando il nome in “Zele” (Zagato Elettrica), ma presto deve cedere il passo di fronte ad un muro di indifferenza e di ostacoli.

Oggi, a 50 anni di distanza, abbiamo capito ciò che Bargagli e Cristiani avevano intuito con tanto anticipo: le grandi multinazionali vanno verso l'auto elettrica con sempre maggiore convinzione, grazie a nuovi tipi di batterie che la scienza mette a disposizione (è di qualche mese fa la presentazione del prototipo “Pivo” che la Nissan ha realizzato ispirandosi proprio all'Urbanina), ma anche grazie a certi pionieri, precursori che intravidero una strada da percorrere e lavorarono tutta una vita per liberarla dagli ostacoli più grandi.

“Abbiamo voluto ricordare al mondo intero, con questa pubblicazione, due figli di questa nostra terra toscana che spesero gli anni migliori della loro vita ad inseguire un sogno, a realizzare un progetto che non aveva soltanto ambizioni di successo per un immediato ritorno economico, ma si preoccupava già cinquant'anni fa della china pericolosa che stava prendendo il mondo, spingendoci verso una voragine fatta di problemi di inquinamento ambientale, atmosferico, acustico, di traffico asfissiante e caotico, nella quale siamo oggi precipitati e dalla quale stiamo cercando di riemergere”. (Prof. Giancarlo Andreanini).

Alla presentazione interverranno: Mons. Andrea Pio Cristiani, Osvaldo Ciaponi (Sindaco di S. Croce s/Arno). Relatori: N.H. dott. Piero Studiati Berni, sulla figura del Marchese Piero Bargagli, prof. Giancarlo Andreanini, sulla figura di Narciso Cristiani, i collaboratori dell'ambizioso progetto. Ore 19: rinfresco offerto dal Bar-Pasticceria "Da Renata" di S. Croce s/Arno (PI). I vini saranno offerti dalla Marchesi de' Frescobaldi SpA. I proventi della vendita del volume saranno destinati a opere del Movimento Shalom.

gonews

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27/11/2009

........e ancora Lucca: Urologia ala top

L’Urologia di Lucca eccellenza nazionale per il trattamento della patologia prostatica. Lo rileva uno studio comparativo effettuato dalla Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa su campioni omogenei, finalizzato ad effettuare una verifica sulla qualità dei servizi sanitari ospedalieri italiani.

Sono state confrontate le unità operative di tutte le Aziende sanitarie di quattro regioni tra le più importanti e avanzate a livello di offerta sanitaria: Toscana, Veneto, Piemonte ed Emilia Romagna.

L’Azienda USL 2 di Lucca si pone ad un buon livello con molte specialità e tra le “ best practice” emerge appunto il trattamento della patologia prostatica da parte del reparto di Urologia che - con un dato di 72,620 - è nettamente primo in toscana (la media regionale è di 39,45) ed è al secondo posto in Italia, dietro soltanto al CTO Maria Adelaide di Torino. Nei primi 5 posti di questa “classifica” ci sono poi al terzo posto la USL di Terni, al quarto quella di Torino 1 e al quinto la USL di Novara.

Il risultato ottenuto dalla Urologia di Lucca, diretta da 8 anni dal professor Novello Pinzi, non può essere definito sorprendente, visto che già in passato il reparto era stato accreditato di dati d’attività molto positivi, ma è sicuramente inatteso nelle proporzioni.

L’obiettivo indicato dal S.Anna riguarda i risultati terapeutici ottenuti sulle resezioni endoscopiche della prostata, cosiddette TURP, e sulle prostatectomie radicali.

I punti di forza per Lucca sono risultati essere le scarse complicanze post chirurgiche, la degenza breve e i risultati globali.

La degenza breve riguarda la resezione endoscopica della prostata che viene eseguita sempre più spesso con una sola notte di ricovero, in regime di one day-surgery.

I dati saranno ulteriormente migliorabili quando, entro breve, sarà acquistato il “laser verde” che permetterà di effettuare interventi endoscopici sulla prostata anche in day surgery, ovvero senza ricovero.

E’ sempre più utilizzata, all’interno dell’Azienda USL 2 come a livello regionale, la brachiterapia prostatica, una tecnica all’avanguardia che si applica impiantando piccolissimi “semi” radioattivi nella zona interessata dal tumore e che nei casi ritenuti opportuni (in particolare quando la diagnosi è precoce) consente di curare le patologie oncologiche prostatiche con buoni risultati, evitando l’operazione chirurgica, preservando in molti casi le funzioni sessuali e senza provocare incontinenza, eventi avversi che sono sempre presenti pur con variabili gradualità dopo l’intervento chirurgico di asportazione della prostata per tumore. Si tratta di una tecnica salvavita e Lucca è uno dei centri di riferimento, con una casistica già molto ampia.

Negli ultimi anni sono comunque stati sviluppati anche altri settori urologici. Oltre la cura delle patologie prostatiche, per la quale c’è stato questo riconoscimento a livello nazionale, il reparto lucchese ha infatti consolidato nel tempo dati che lo configurano come struttura specialistica di alto profilo qualitativo.

Importanti miglioramenti sono stati attuati nella diagnosi e nel trattamento delle principali patologie.

Nella cura dei tumori vescicali si attuano procedure diagnostiche all’avanguardia come la uretrocistoscopia a fluorescenza che permette di rilevare in vescica tumori microscopici ancora non visibili ad occhio nudo con conseguente grande vantaggio diagnostico e maggiori probabilità di guarigione.

Quando la terapia chirurgica radicale è necessaria a Lucca si effettuano poi le ricostruzioni vescicali che permettono ai pazienti operati di “mantenere il proprio schema corporeo”, senza dover ricorrere ai fastidiosi sacchetti urinari, con la minzione che avviene quindi tramite le vie naturali.

Un altro riconoscimento è arrivato recentemente della società italiana di Urologia (SIU) e riguarda l’inserimento della Urologia di Lucca in uno studio nazionale sulla terapia conservativa del rene in presenza di tumore renale, come secondo centro toscano dopo Firenze.

Per le neoplasie renali inferiori a 4-5 centimetri non è infatti più prevista l’asportazione del rene ma solo di una parte di esso, con il mantenimento di entrambi gli organi.

Al Campo di Marte sono inoltre sempre più frequenti gli interventi urologici sui reni eseguiti per via laparoscopica, la nuova tecnica chirurgica che con piccoli fori permette l’asportazione di reni o la correzione delle patologie renali, evitando il taglio chirurgico.

Sono infine stati potenziati centri urologici ultraspecialistici come quello per la calcolosi urinaria, quello per la incontinenza urinaria e quello andrologico.

loschermo

09:17 Scritto da minobezzi1 in sarà vero? | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: lu, ur | OKNOtizie |  Facebook