Siena: Franca Marini

 

Si fa un gran parlare di “fuga dei cervelli”, ma non è detto che riguardi sempre e soltanto ricercatori e scienziati. Anche nell’arte, spesso e volentieri, gli italiani trovano consensi e soddisfazioni all’estero prima che in casa propria. E’ successo anche a Franca Marini artista, senese doc, già apprezzata negli Stati Uniti e in Sud America. Proprio in questi giorni, una sua installazione dal titolo “Universal language” fa bella mostra di sé all’interno del Queens College Art Center di New York.
Franca Marini è nata a Siena, nel 1962, si è diplomata all’istituto d’arte cittadino, poi all’Accademia delle Belle Arti di Firenze; dopo una lunga esperienza formativa in giro per le principali capitali europee, nel 1991 si è trasferita a New York dove è iniziata la sua vera carriera d’artista. Insegna ed ha tenuto numerosi incontri in varie università italiane e americane; dal 1984 ha esposto in molte mostre personali e collettive e le sue opere compaiono in collezioni pubbliche e private in Italia, Costa Rica e Stati Uniti.

Questo lavoro – una grande istallazione ambientale di 43 metri per 2,10 metri di altezza
– è stato inaugurato a metà settembre; nell’occasione Marini ha anche partecipato a un incontro con gli studenti ed ha proiettato un video, “Urban Lines”, parte integrante di un altro lavoro presentato lo scorso anno a Roma.

L’idea di “Universal Language” è nata nel 2007. “M’interessava particolarmente il luogo dove avrei dovuto inserirmi – racconta l’artista – questa forma circolare che ricorda il movimento rotatorio della terra”. Proprio l’allestimento dell’opera è stato, infatti, il momento più importante e difficile del percorso: è durato 11 giorni durante i quali Marini ha dovuto a volte “abbandonare” il progetto che aveva realizzato in studio, per adattarsi allo spazio, al contesto.

“Universal Language” è un enorme insieme di carta lucida tenuta insieme da fili di rame; cinque grandi forme – che a loro volta racchiudono forme più piccole – rappresentano i cinque continenti e sono attraversate da una sorta di “linea” che rappresenta il linguaggio: non una lingua, ma – appunto – il linguaggio universale dell’arte.

Si mescolano, quindi, in questa nuova opera i concetti chiave della poetica di Franca Marini: la sua dimensione cosmopolita e universale, il tema del viaggio e dell’incontro, l’emozione dell’arte a confronto con la conoscenza che inevitabilmente sta alla base del linguaggio.

Una nuova soddisfazione che arriva da oltre oceano, per l’artista senese.
In città, opere di Franca Marini sono visibili in Piazza Amendola (istallazioni permanenti), e all’interno di “Risalita 500” (risalita di San Francesco); l’artista, inoltre, era stata tra i protagonisti – lo scorso febbraio – di SanGalganoSquare, rassegna d’arte contemporanea a cura di Massimo Bignardi (Università degli Studi di Siena),
 con il patrocinio dell’ Assessorato alla Cultura 
del Comune di Siena e coordinata da Esther Biancotti.

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Siena: Franca Mariniultima modifica: 2009-10-31T15:54:43+01:00da minobezzi1
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