Grosseto: Devozione a Principina

Monsignor Franco Cencioni, responsabile dell’Ufficio beni culturali della Diocesi di Grosseto, è… una vera e propria “enciclopedia” per quanto riguarda le notizie storiche che hanno interessato, direttamente o indirettamente, la chiesa maremmana. Amico dei Ponticelli (ha sposato il fattore della signorina Giuliana, un matrimonio a cavallo nella chiesa della Trappola e a cavallo doveva esserci, e così fu, anche il prete) e dei Bianchi, ha spiegato come la Parrocchia di San Carlo Borromeo passò dalla cappellina di Santa Maria in località La Trappola, alla Chiesa dell’Annunciazione di Principina Terra. E oggi alla nuova chiesa, da qualche giorno aperta al culto per la felicità della folta comunità di fedeli della zona di Principina. A proposito della cappellina di Santa Maria, sarebbe interessante capire perché è stata abbandonata e che cosa si può fare, in quanto piacerebbe sicuramente a tutti, alla proprietà e alla chiesa, per recuperarla. Ma andiamo indietro nel tempo, sino al 1283 quando fu eretta la Torre alla Trappola. A costruirla, per motivi di difesa (era collegata alla fortezza di Castiglione, alle torri dell’Uccellina, di San Rocco, delle Rocchette, della Troia), fu Meo Guiducci di Torrenieri per conto del Comune di Siena. La Torre serviva essenzialmente per controllare le scorrerie dei bastimenti nemici che risalivano la fiumara dell’Ombrone. Alla fine del 1700, quando era ancora sviluppata l’industria del sale, i “salinai” ebbero anche in zona un loro altare. La Chiesa fu costruita nel 1783. Ma solo recentemente è stata creata la parrocchia in onore di San Carlo Borromeo, peraltro da tanto tempo venerato nella zona. La parrocchia nacque distaccando il territorio da quello della cattedrale con questi confini: Torre Trappola, ex proprietà Olga Gaggia, ex proprietà Alfredo Ponticelli, Tenuta La Principina. Il decreto di erezione della parrocchia è datato 1° gennaio 1960 (cadranno dunque i 50 anni proprio tra qualche giorno) ed è del vescovo Paolo Galeazzi. Il Riconoscimento civile è del 30 novembre 1964. “Per il servizio di culto – ricorda monsignor Cencioni – inizialmente veniva chiesta la disponibilità della cappellina di Santa Maria, in località San Mamiliano (La Trappola), di proprietà della signora Vera Ponticelli, la mamma di Giuliana. Poi, visto che la popolazione aumentava, in quanto la zona fu interessata dalla Riforma Fondiaria, per favorire la presenza dei fedeli il luogo di culto venne trasferito nella Chiesa dell’Annunciazione, costruita nel 1929 dai Ponticelli, proprietari allora della Fattoria La Principina che oggi è di proprietà di Mario e Lucia Bianchi”. “E il 20 giugno del 1986 il vescovo Adelmo Tacconi, aggiornando l’ordinamento degli enti ecclesiastici – conclude don Franco Cencioni – determinò la sede e la denominazione delle parrocchie costituite nella Diocesi di Grosseto, tra le quali figurava anche la Parrocchia di San Carlo Borromeo a Principina Terra. Il Ministero dell’Interno le conferì la qualifica di ente ecclesiastico civilmente riconosciuto il 2 ottobre 1986, con pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale avvenuta il 14 ottobre dello stesso anno”

gian.cap. per corrieredimadremma

Grosseto: Devozione a Principinaultima modifica: 2009-12-28T10:31:01+01:00da minobezzi1
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