Portoferraio (LI): Dai rifiuti agli inerti

 Una strategia condivisa per ridurre i costi dei rifiuti. E’ il tema della discussione di ieri fra l’assessore all’ambiente della provincia di Livorno Nicola Nista, e i sindaci dei comuni elbani con Giovanni Frangioni, il presidente di Esa, società che gestisce per alcuni comuni dell’isola il settore rifiuti.

Cardine della proposta è l’utilizzo dell’impianto del Buraccio per la creazione di una frazione organica stabilizzata (inerte) da utilizzare per opere di ripristino ambientale. In questo modo resterebbero sull’isola oltre 5 mila tonnellate di materiale, con un abbattimento di un quarto dei rifiuti da smaltire in continente e, quindi, dei costi per il trasporto dei rifiuti fuori dall’isola. “Occorre però ragionare anche in termini di una riduzione, a monte, della produzione di rifiuti – ha aggiunto l’assessore – e di uno sforzo maggiore, da parte dei Comuni, per raggiungere un adeguato livello di raccolta differenziata, soprattutto per materiali riciclabili come carta, ferro, vetro, legno”. L’obiettivo di fondo, infatti, è quello di ridurre sensibilmente la quantità di rifiuti da avviare a smaltimento in discarica o in termovalorizzatore.

Per Nista un passo importante sarà quello del coinvolgimento dei comuni dell’Elba in Ato e l’affidamento globale del servizio ad Esa “Che – spiega l’assessore – deve essere messa in grado di funzionare”. “Ho avanzato ai Comuni la proposta di passare dalla Tarsu alla Tia – ha spiegato Nista – in modo da consentire ad Esa migliori condizioni di esercizio. La Provincia ha già trovato finanziamenti da destinare alla messa in sicurezza della discarica di Literno, ma anche in questo caso occorre un diverso rapporto tra le amministrazioni elbane e l’Esa”. Anche per Esa le scelte da compiere dovrebbero andare sostanzialmente in questa direzione.

Per Frangioni nella logica dei nuovi affidamenti del servizio è fondamentale affidare l’incarico in house ai comuni, sul territorio, con un’unica società che si occupi delle varie fasi dalla raccolta allo smaltimento. “Solo così – spiega Frangioni – è possibile un ridimensionamento dei costi da tutti auspicato”.

 

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Portoferraio (LI): Dai rifiuti agli inertiultima modifica: 2010-01-31T11:14:07+01:00da minobezzi1
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