Portoferraio (LI): Il nuova water-front

 

In una nota la Regione Toscana illustra la variante al piano strutturale di Portoferraio, che è stata l’oggetto dell’accordo di pianificazione firmato oggi con la Provincia di Livorno e il sindaco del capoluogo elbano, riguardante la rada di Portoferraio, uno dei porti naturali più sicuri della regione. Ecco i principali contenuti.

Come primo intervento necessario è prescritto il completamento della bonifica delle aree connesse al cantiere Esaom Cesa, si tratta dei fanghi connteneti materiali tissici e nocivi e probabilmente anche della grande copertura in eternit dell’attuale capannone dei cantieri, dove prima sorgeva una cementeria, in un’area chiamata la Loppa poroprio per la presenza di discariche delle vecchie acciaierie e dove operava anche un’altra industria inquinante: la Cromofilm.

La Regione spiega che «Fatta salva l’area del porto commerciale, di competenza dell’Autorità portuale, il porto turistico di Portoferraio è costituito dal Porto Cantieri e dal Porto di San Giovanni. Per l’area del Porto Cantieri è prevista la riqualificazione del quadrilatero attorno alla vecchia centrale Enel (ora privata, ndr) e all’edificio Coppedè, con attrezzature di interesse generale, sia a carattere commerciale che culturale: museo del mare, Stazione Marittima, Capitaneria di Porto, oltre a parcheggi e verde urbano. La struttura architettonica della imponente centrale Enel è totalmente conservata e recuperata. Le trasformazioni avverranno all’interno».

Per quanto riguarda gli interventi prettamente legati alla portualità l’accordo prevede che «Lo specchio d’acqua del Porto cantieri ospiterà un approdo turistico per imbarcazioni medio grandi, il 10% dei posti barca sarà per imbarcazioni in transito da gestire in convenzione con l’Amministrazione Comunale. A terra vi saranno attrezzature per la produzione, rimessaggio, riparazione e refitting di piccole, medie e grandi imbarcazioni. L’attuale bacino di alaggio interno al cantiere Esaom Cesa sarà un’invariante strutturale: con questa norma si mettono degli importanti paletti per il mantenimento nel tempo del valore produttivo dell’infrastruttura.

La realizzazione del porto turistico, come definito dal regolamento urbanistico, e dai conseguenti strumenti attuativi, è subordinata alla presentazione di un progetto complessivo, di sviluppo industriale, produttivo, infrastrutturale, occupazionale».

Gli ambientalisti elbani sonno molto preoccupati per i possibili impatti sul paesaggio unico della baia protoferraiese, che a sud presenta ancora notevoli valoroi ambientali, come le saline e la zona umida di San Giovanni, , ma la regione dice che «Ai fini paesaggistici, si prevede la riqualificazione di tutta la linea di costa in concessione demaniale, con la demolizione di tutti i volumi incongrui lungo Viale Teseo Tesei, la costruzione di un lungomare attrezzato, di una pista ciclabile che segua la costa partendo dalla zona della nuova stazione marittima e prosegua attraverso l’oasi termale fino a San Giovanni ed al parco archeologico delle Grotte, utilizzando i moli foranei da congiungere con idoneo ponte/passerella sulla bocca del porto. Questa costituisce una importante operazione di riordino dell’identità architettonica attualmente degradata e di ricucitura del tessuto cittadino con le aree esterne».

Per quantoi riguarda le infrastrutture ed i trasporti si prevede che «Dovranno essere ricollocati i depositi di carburante esistenti, attualmente in connessione alla viabilità di accesso al porto commerciale ed vicini agli edifici scolastici e a un supermercato. L’attracco delle navi dovrà avvenire a una specifica boa collocata in rada, collegata a terra con una “pipeline”, per garantire la massima sicurezza possibile ed allo stesso tempo un’adeguata qualità della costa. Il progetto sarà accompagnato da valutazione di impatto ambientale. Per San Giovanni è prevista la realizzazione di un porto turistico per imbarcazioni medio piccole, con caratteristiche tali da garantire un basso impatto ambientale; il 10% dei posti barca dovrà essere destinato alle imbarcazioni in transito, la loro gestione dovrà essere coordinata con l’amministrazione comunale.

L’intervento di costruzione del nuovo approdo turistico è subordinato a una preventiva valutazione di impatto ambientale, oltre che ad alcune prescrizioni, tra cui il mantenimento della prevalenza della dimensione orizzontale del paesaggio, collocando gli edifici previsti in modo da assicurare il più possibile la libera visione degli specchi acquei. In prossimità dell’area a mare saranno costruiti i soli servizi essenziali per la funzionalità del porto (servizi igienici, cala vele, ufficio comando ed ufficio ormeggiatori); il mantenimento del punto di approdo per collegamenti marittimi Tpl all’interno della rada di Portoferraio, anche a vantaggio dell’isola; la realizzazione di una piazza antistante la scuola materna esistente; la ristrutturazione/adeguamento della strada di accesso a San Giovanni con una nuova rotatoria; la realizzazione di un parco pubblico attrezzato sul lungomare, a tutela dell’identità paesaggistica, caratterizzato da prati alberati, percorsi ciclabili, percorsi pedonali pavimentati e parcheggi».

Alcune di queste previsioni non convincono Wwf, Legambiente e Italia Nostra ma il documento regionale spiega che «Il progetto complessivo della portualità definisce un nuovo modello della compatibilità fra insediamenti ed ambiente circostante. Nelle norme tecniche del piano strutturale vengono definite tali compatibilità, ai fini di un’ottimale inserimento ambientale dei porti turistici».

Che le osservazioni presentate da Legambiente ed Italia Nostra siano servite a qualcosa lo rivela però anche la lista delle principali prescrizioni resa nota dalla Regione: «Divieto di realizzare opere portuali di altezza superiore all’altezza dei moli del porto commerciale esistente, affidato all’Autorità Portuale; Discontinuità degli insediamenti di servizio ed urbani lungo Viale Tesei ed il porto commerciale, al fine di assicurare nuovi cannocchiali visivi dalla città verso il mare;

– qualificazione naturalistica e paesaggistica delle aree libere di Punta della Rena e del corridoio limitrofo al Fos so della Madonnina; Approvvigionamento idrico per usi non potabili da fonti diverse da quelle dell’acquedotto (si prevede in tal senso anche il recupero delle acque depurate dal nuovo impianto comunale di Schiopparello); Approvvigionamento di energia da fonti rinnovabili per almeno il 30% del fabbisogno annuo per ogni singola destinazione funzionale e costruzione dei nuovi edifici con destinazione diversa da quella produttiva, con metodiche e tecniche di bioedilizia;

– assunzione come riferimenti progettuali delle linee guida regionali e provinciali in materia di bioedilizia e caratteri degli insediamenti; Nascita o riconoscimento di vere e proprie oasi naturalistiche nel disegno dei porti turistici (prima esperienza in Toscana in tal senso) o in corrispondenza di aree esterne di grande interesse naturalistico, con la nascita di un vero e proprio sistema costituito da: Oasi delle Terme di San Giovanni; lo specchio acqueo antistante il bacino delle Terme dovrà essere libero da punti di ormeggio e campi boe e non si potrà più ormeggiare liberamente. E’ definito un analogo livello di protezione per lo specchio d’acqua antistante il promontorio e la Villa Romana delle Grotte, anche in funzione della tutela dei beni archeologici; Oasi di Le Prade (area umida), comprendente il sito Bioitaly SIR B07 Zone umide di Schiopparello; Oasi dell’Enfola, comprendente il sito Bioitaly pSIC 58 Monte Capanne e Promontorio dell’Enfola; Oasi di Rosselba (orto botanico con raccolta di palme di eccezionale valore scientifico); Oasi di Cima del Monte (oasi faunistica) comprendente il sito Bioitaly SIN B08 Monte Capannello, Cima del Monte».

E la regione conclude che «Con l’accordo di pianificazione il territorio comunale viene suddiviso per la prima volta in ambiti di diverso valore paesaggistico, al fine di tutelare al meglio il paesaggio. Con la variante conseguente al regolamento urbanistico e ai piani regolatori portuali, poi, si approfondiranno gli aspetti relativi al dimensionamento dei posti barca negli ambiti portuali. Il Regolamento urbanistico individuerà, infine, una disciplina finalizzata alla tutela e alla valorizzazione degli habitat naturali, nonché le infrastrutture per la nautica sociale e la nautica minore legata ai bisogni dei residenti».

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Portoferraio (LI): Il nuova water-frontultima modifica: 2010-09-01T17:23:34+02:00da minobezzi1
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