Matraia (LU): La Nanoscienza

Massimo Inguscio, direttore del Dipartimento Materiali e Dispositivi del Cnr

Brunella Menchini per loschermo

Sono iniziati a Villa Guinigi  di Matraia  i lavori del primo convegno dell’Istituto Nanoscienze , la nuova struttura del Cnr dedicata alla ricerca di frontiera nel campo delle nanoscienze e nanotecnologie. Il professor  Massimo Inguscio, direttore del Dipartimento Materiali e Dispositivi del Cnr ha accettato di rispondere alle domande de LoSchermo.it, semplificando una materia non sempre accessibile a tutti, per di far capire l’importanza questo tipo di ricerche.

Come nasce l’istituto delle Nanoscienze?

“Questo è uno degli istituti che nascono dalla riorganizzazione di quello che era l’Istituto nazionale di fisica della materia e che l’allora ministro Moratti volle mettere nell’ambito del Cnr, con la speranza che questo servisse a migliorare la qualità dei tutto il Consiglio Nazionale delle Ricerche. Il processo è iniziato alcuni anni fa ed ora è arrivato a compimento: sono stati creati alcuni nuovi istituti del Cnr e tra questi, sicuramente uno dei più importanti, è quello delle Nanoscenze, che ha sede a Pisa, presso la Scuola Normale Superiore, il Nest, ed altre sedi a Modena e a Lecce.

Nasce un po’ dai tre grossi centri che l’Istituto Nazionale della Materia aveva creato su questi argomenti che sono molto strategici per tutta la scienza”.

Di cosa si occupa l’Istituto?

“Qui la fisica è arrivata ad un punto che può controllare i dispositivi con cui si lavora ad un livello tale da poter mettere l’atomo giusto al punto giusto. Può controllare una proteina laddove c’è l’atomo che da fastidio ma al tempo stesso è l’oggetto che le può consentire di fare un sensore di energia mai visto prima. E questo è il bello. L’aspetto più affascinante è che c’è un enorme quantità di giovani ricercatori, tutti sotto i 35 anni”.

Quali possono essere le applicazioni pratiche?

“Quest’anno è il 50 anniversario del Laser. Oggi il laser è dovunque: nella trasmissione dati, come in medicina. Viene usato ad esempio, per curare il distacco della retina, ma nel ‘60, quando è stato inventato, nemmeno sapevano cosa fosse il distacco della retina.

La vera rivoluzione è che si sta facendo ricerca fisica ma non solo fisica, talmente di avanguardia che da qui scaturiranno le cose grosse, un po’ come successe con il laser.

Poi si può anche migliorare il consumo energetico di un motorino, si può controllare l’aria o pulire un monumento. Si possono mettere nanoparticelle su un tumore e poi distruggerle in maniera selettiva, tutte queste cose si fanno, ma queste sono la routine. Le cose grosse saranno veramente rivoluzionarie”.

Il nuovo istituto è un’opportunità in più per i giovani laureati?

Certamente. Stanno per essere svolti dei concorsi per giovani ricercatori, circa 100 posti: in toscana saranno una ventina”.

Da quali studi provengono i ricercatori che oggi sono qui?

“Gli istituti nazionali ed il Cnr in particolare, a differenza dell’univeristà, non hanno molte barriere, quindi è facile fa convivere fisici con chimici, con biologi, con ingegneri. Il futuro della scienza sta in questo mescolare le competenze: noi non possiamo non sfruttare questo momento”.

Alcune amministrazioni stanno investendo sui poli teconologici. Questo istituto usufruirà di queste nuove strutture?

“Si la Toscana si sta dotando di una politica per la ricerca e si organizza in tre grandi direzioni: scienza della vita, biologia, che fanno capo ai poli intorno a Siena, per l’informazione abbiamo invece Pisa ed infine Firenze per i beni culturali e le tecniche di diagnostica. Che io sappia si sono mossi in questo senso anche alcuni comuni come Empoli e Capannori. Un istituto come il nostro è talmente intersecato con tutte queste cose che può certamente partecipare e di fatto vi partecipa”.

Matraia (LU): La Nanoscienzaultima modifica: 2010-10-05T09:22:00+02:00da minobezzi1
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