Firenze: Autoritratte

Inaugurata a Firenze la nuova mostra promossa dagli Amici degli Uffizi e organizzata dalla Galleria per la serie «I mai visti»: dal Cinquecento ai giorni nostri, il cammino della creatività femminile attraverso il genere dell’autoritratto.

«Giovane virtuosa, non solamente nelle cose di casa, come l’altre, ma in infinite scienze che non che le donne, ma tutti gli uomini n’ebbero invidia». Questo scriveva il Vasari riguardo alla scultrice Properzia de’ Rossi, unica donna «di capriccioso e destrissimo ingegno» a essere accolta nelle Vite.
All’epoca di Properzia non erano molte le donne dedite all’arte. Nel corso dei secoli le cose sono lentamente cambiate e le artiste sono riuscite a ritagliarsi spazi sempre più ampi, benché spesso passati in sordina. Ciò non dovrebbe stupire: da sempre «oggetto» dell’arte, l’universo femminile ha dovuto lottare per emergere come autonomo soggetto creatore.

Bastano queste poche considerazioni per cogliere il valore culturale della mostra «Autoritratte – Artiste di capriccioso e destrissimo ingegno», voluta dall’associazione Amici degli Uffizi per la decima edizione del ciclo «I mai visti», l’ormai tradizionale strenna natalizia che la Galleria degli Uffizi offre alla città di Firenze. La mostra, allestita presso la Sala delle Reali Poste, è stata inaugurata il 17 dicembre 2010 e sarà visitabile fino al 30 gennaio 2011.

«Quest’anno non si dirà “i mai visti” bensì “le mai viste”, perché l’esposizione di Natale agli Uffizi è tutta votata al femminile, a creazioni concepite da donne; anzi, a effigi di donne che meditano sulla propria apparenza o sulla propria identità culturale e poetica» ha detto il direttore della Galleria Antonio Natali.

L’esposizione, curata da Giovanna Giusti e corredata di uno splendido catalogo (edizioni Polistampa), ha come obiettivo quello di far conoscere la sezione femminile della ricca collezione di autoritratti conservata presso gli Uffizi. È indicativo il fatto che, delle 1700 opere che costituiscono tale patrimonio, appena il 7% è stato realizzato da donne, e non certo per un difetto di stile e bravura. Semplicemente, come osservato da Natali, la produzione artistica femminile è andata di pari passo con l’avanzare dell’emancipazione e della coscienza stessa delle artiste. «A partire dalla metà del Novecento l’esercizio espressivo delle donne si arricchisce, e nel contempo si amplifica l’intensità della loro voce. La poesia, del resto, non può prescindere dalla libertà».

Il percorso storico dalla mostra rappresenta un’occasione unica per seguire, attraverso le opere di 80 artiste, il progressivo mutamento dello stile, della tecnica e del costume, ma anche del modo con il quale le donne si sono viste e considerate nel corso del tempo. Si passa così dalle prime manifestazioni cinquecentesche della Tintoretta e di Lavinia Fontana – vissute in un’epoca in cui le poche donne che osavano cimentarsi con l’arte erano guardate per lo più come «prodigi» – al tocco delicato e vaporoso della pittrice rococò Rosalba Carriera; si prosegue con la maniera tardo-settecentesca di Angelica Kauffman ed Elisabeth Vigée Le Brun continuando poi con le testimonianze di artiste come Elisa Counis e Luisa Grace Bartolini, vissute nell’Ottocento; la sezione finale della mostra è riservata alle opere delle grandi protagoniste del secolo scorso (si pensi a Elisabeth Chaplin e Olga Carol Rama).

Ai lavori delle artiste «storiche», 60 in tutto, si aggiungono le recentissime acquisizioni offerte da 20 artiste contemporanee alle quale la Galleria ha chiesto un autoritratto per l’aggiornamento della collezione. Grazie alla generosa risposta delle stesse, oggi il patrimonio della Galleria si è arricchito delle opere di Carla Accardi, Jenny Holzer, Vanessa Beecroft, Niki De Saint Phalle, Patti Smith, Francesca Woodmann, Ketty La Rocca e molte altre.

Nel contesto dell’esposizione assumono un significato particolare gli autoritratti di tre artiste ignote: ci auguriamo che i loro nomi vengano presto alla luce così come è avvenuto per la tela rappresentante Maria Hadfield Cosway (riconosciuta da poco, e qui esposta per la prima volta).

La Soprintendente Cristina Acidini non ha nascosto la propria soddisfazione: «Per chi voglia avvicinarsi al grande patrimonio artistico degli Uffizi, la mostra e il volume offrono da oggi uno strumento in più. Da donna, a capo di un istituto caratterizzato da una forte componente femminile, lasciatemi dire che, a dispetto della mia scarsa simpatia per le «questioni di genere», provo una fierezza che credo motivata». Sulla stessa linea la presidente dell’associazione Amici degli Uffizi, Maria Vittoria Rimbotti: «Quest’anno l’iniziativa si arricchisce di ulteriore pregio, perché la scelta di dedicare la mostra alle donne è un’occasione unica per conoscere la straordinaria forza dell’arte femminile».
Significativo anche l’estemporaneo intervento del critico d’arte Philippe Daverio che, durante la presentazione dell’evento, ha dichiarato: «Avevo sempre creduto che la pittura non fosse tra i linguaggi espressivi propri del gentil sesso. Questa mostra mette in discussione le mie convinzioni, e offre lo spunto per un nuovo e intelligente dibattito sull’argomento».

gruppodonatello

 
 
 
 
Firenze: Autoritratteultima modifica: 2010-12-30T16:14:00+01:00da minobezzi1
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