Firenze: Da Sabatini

 Un secolo di personaggi che hanno amato il nostro paese anche per quella  cultura che hanno assorbito dalle proposte di questa grande cucina. E non è semplice ricordarli tutti……….Il maestro Rubinstein, dopo i concerti al Teatro Comunale, voleva sempre il tavolo al centro della sala, per Eugenio Montale una sosta fissa nella città di Dante, il Presidente Luigi Einaudi, che era anche produttore di vini pregiati, curioso di nuove produzioni.

E ancora Fred Aistare, il presidente Nixon (prima del Watergate), Juliette Greco, Alain Delon, Ornella Muti, i tennisti Connors e McEnroe , Enzo Ferrari, Pier Luigi Spadolini, Vittorio Gassmann e Ugo Tognazzi, Giorgio La Pira, Brigitte Bardot, Tyrone Power e Linda Christian, Denzel Washington, il poeta Alfonso Gatto, Primo Carnera, Giorgio Saviane e mille altri, coinvolti emotivamente in questi attimi di vero piacere…….l’elenco è lunghissimo, sfogliare l’album delle presenze è come navigare nel tempo.

Ma fra tutti spicca il ricordo degli incredibili occhi viola di Elisabeth Taylor, nel ricordo dei proprietari, Carlo Lazzerini e Claudio Schiavi.

Noi eravamo giovanissimi, ma nei racconti di tutti, di chi li ha incontrati in quei giorni, giorni difficili, dolorosi, negli occhi di tutti il fango e la disperazione dell’alluvione, la diva di hollywood appariva come una fata, leggera, sorridente, con quegli occhi magnetici ed incredibili, vicina al suo amore, Richard Burton, che accanto a lei sembrava una roccia.

Soggiornarono a Firenze per diversi giorni, e venivano sempre da Sabatini a cena, con Franco Zeffirelli che diresse il documentario per l’alluvione di Firenze; Richard Burton era stato scelto come voce narrante ed Elisabeth Taylor lo accompagnava, alternando lo shopping alla buona tavaola.Si favoleggiava di un pessimo carattere di lei, ma, contrariamente alle dicerie, era gentilissima, entusiasta del vino, del nostro olio toscano e della bistecca alla fiorentina; era entusiasta di tutto; mangiare e bere, per lei, era quasi una forma di amore nei confronti della città, che, in quei giorni, si mostrava triste e dolente, invasa dal fango. Ma lei era raggiante,  illuminava il locale appena entrava, al braccio dell’attore gallese.

Grande festa per il compleanno di una istituzione della ristorazione italiana e fiorentina. Il ristorante, gestito dalla famiglia Sabatini, aprì nel 1924 in via Valfonda, nei pressi della stazione Leopolda. Otto anni dopo, con l’inaugurazione della nuova grande stazione dell’Architetto Michelucci, si trasferì negli attuali locali di via Panzani, l’arteria che collega lo scalo di S. Maria Novella al Duomo.

E da allora è rimasto tutto immutato, il magnifico allestimento firmato dall’architetto Stigler che si servì degli arredi di una chiesa sconsacrata.

Per Firenze, il locale, è un luogo storico: intere generazioni di fiorentini hanno mangiato, bevuto, discusso, brindato e festeggiato tra queste pareti, tanto che “Sabatini” è diventato, in città, una sorta di leit motiv …… spesso, quando tra amici c’è una diatriba, si suol dire “Ci scommetto una cena dal Sabatini !”

Alla fine del 1978 i Sabatini cedettero ad un gruppo di 5 ristoratori che hanno avuto l’acume di aprire in Giappone ben 3 “gemelli” Ristoranti Sabatini, e portare il brand, da una istituzione prettamente fiorentina ad un segmento di internazionalizzazione, conquistando riconoscimenti e attestati; fino ad arrivare ai nostri giorni con l’attuale gestione di Carlo Lazzerini e Claudio Schiavi, giovani ristoratori, ma ben consapevoli del senso preposto al piacere della tavola, quel gusto capace di riscoprire sapori perduti e di tentare il palato anche con il nuovo, per un insieme di valori che, anche attraverso la tavola, un popolo si tramanda, rinnovandoli continuamente, e che ne costituiscono l’identità culturale. A loro si  deve anche il merito di mantenere l’atmosfera, la raffinatezza ed infine….i piatti storici…. di questo monumento della nostra cultura italiana.

oliovinoepperoncino

Firenze: Da Sabatiniultima modifica: 2011-04-05T12:07:52+02:00da minobezzi1
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