Livorno: Beppe Ranucci

Massimo Masiero per costaovest 

“La fondazione di Livorno in undici capitoli non è un libro di storia, non è quindi una ennesima ed erudita ricerca storica sulla nascita e sugli avvenimenti principali che, nel trascorrere dei secoli, hanno caratterizzato la vita della città”. Beppe Ranucci, regista e autore di queste sua ennesima “fatica”, tiene a precisarlo subito, quasi a mettere la mani avanti per non essere “confuso” con i tanti studiosi e eruditi del nostro tempo, che tanto discettano sulla Livorno di allora e di adesso. E aggiunge: “Niente di tutto questo. Anzi a dire il vero,questo libro,non è affatto un libro serio; è una sorta di divertimento. Ho voluto guardare con la lente deformante ed a volte paradossale della satira, dell’ironia ed anche della comicità, alcuni degli episodi più significativi della storia della città”. Il libro sarà presentato, edizioni del Boccale, sarà presentato sabato prossimo 16 Aprile 2011, alle 18, a cura della Fondazione “La Caprillina” e della Libreria Gaia Scienza, nei locali del ristorante-winebar San Martino, in via Goldoni, di fronte al teatro. “La fondazione di Livorno in undici capitoli” è una “Storia molto comica ed un po’ tragica,molto inventata ed un po’ reale sulla nascita della città di Livorno e sul suo inarrestabile sviluppo nei secoli successivi”. L ‘autore ripercorre i momenti fondamentali di questa storia, affidandosi ad una immaginazione fervida ed ad una sorta di annullamento del tempo, dove il passato si mescola paradossalmente con il presente . Come il titolo, anche ognuno di questi capitoli ha un suo sottotitolo che ne riassume il contenuto. Il lettore è accompagnato nel suo viaggio, da tre pellegrini che “trovarono un luogo bellissimo dove fondare la loro città” fino al capitolo in cui assistendo ad “un incidente automobilistico un giornalista inviato da un settimanale di tiratura nazionale, cercò di individuare i caratteri dello spirito labronico”, passando attraverso altri episodi, come quello del durissimo interrogatorio cui fu sottoposto, da parte degli ufficiali austriaci, l’eroico Enrico Bartelloni, prima di essere fucilato”,oppure quello della rievocazione puramente fantastica sull’avvio della costruzione della statua dei 4 Mori. Nato come spettacolo teatrale nel 2005, portato in scena dalla Compagnia dei Comedians (formata oltre che dall’autore, da Sandro Andreini, Alessandro Budroni, Simone Fulciniti e Roberta Stagno), “La fondazione di Livorno” ha avuto un grande successo nei teatri cittadini e dovunque è stato presentato. La trascrizione in opera letteraria del lavoro teatrale per non venir meno alla sua qualità caratterizzata dalla satira si avvale della dotta e personalissima prefazione di quel maestro della satira e profondo conoscitore della civiltà labronica, quale è Mario Cardinali, fondatore, direttore e editore de “Il Vernacoliere”, il giornale più venduto e conosciuto d’Italia. E Cardinali scrive dell’autore. “Ci si sente profondamente l’uomo di teatro, in questa “Fondazione di Livorno in Undici capitoli”, originale divertissement narrativo d’un autore ch’è infatti valido regista teatrale. E ci si sente anche la spiccata vena umoristica d’una parodia “storica” che fa nascere Livorno nella rivisitazione comico-fantastica di alcuni episodi realmente accaduti – come i fondativi editti medicei di fine Cinquecento (noti anche come “leggi livornine), l’episodio risorgimentale della morte di Enrico Bartelloni, la realizzazione del monumento dei “Quattro Mori” ed altro ancora. E credo che uno dei pregi dello scritto – al di là del frequente sarcasmo con cui l’autore rivive la città d’oggi – stia proprio nel suo carattere di recupero storico, un recupero che seppure trasfigurato in fantasia ironica parla d’una storia livornese che son pochi, a Livorno, a conoscere e divulgare”. Giuseppe Ranucci, che vive a Livorno, ha portato in scena oltre quaranta testi da Pirandello a Goldoni, da Shakespeare a Molière, da Ionesco ad Adamov. Essenziale il suo contributo al teatro popolare labronico con le regie dei testi più famosi di Beppe Orlandi. E’ autore di numerosi testi teatrali, premiati e rappresentati in varie città della penisola, tra cui “La Conversazione”,”Il Tulipano Giallo”,”Lo Scherzo”,”Matrimoni bombe ed altre cose ancora”,”Dei Delitti e degli amori”,”Il malloppo”. Al mondo della scuola ha dedicato due libri:”Le Pistelli” e “La Scuola di Candido”. Nel 2008 ha pubblicato per le Edizioni Del Boccale, “Le Lettere ritrovate”.

Livorno: Beppe Ranucciultima modifica: 2011-04-12T12:33:34+02:00da minobezzi1
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